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Il web tra contenuti e usi sociali 1. Ipertesto e web
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  • 1. CORSO “Ma ce solo facebook? il web tra contenuti e usi sociali” 1. Lipertesto e il web Prof. Matteo Asti
  • 2. Lipertesto: il testo policentrico e reticolare Lipertesto è un testo composto di blocchi di testo e da collegamenti elettronici tra questi blocchi e collega informazioni verbali e non verbali. Lipertesto è una testualità aperta e perpetuamente incompiuta che richiede tattiche di lettura (le strategie istituzionali come spesso accade sono presto abbandonate). Reticolarità contestuale (laffiche pubblicitaria nelle città o la pagina di un giornale) Reticolarità intertestuale (le mostre che prevedono oggetti diversi tra loro, le enciclopedie) Il modello oggi più diffuso di ipertesto è quello dei siti internet. In precedenza cerano le prime pagine dei giornali, I libri a scelta, I videogiochi e gli ipertesti offline.
  • 3. Una storia in breve: da Turing al web Anni 30 – Alan Turing nei suoi studi di logica inventa una macchina astratta in grado di svolgere qualunque compito per dimostrare lindecibilità della logica (digitale); Vanner Bush crea lAnalizzatore differenziato basato su un modello analogico. Anni 40 – John Von Neumann sostiene un modello di macchina in cui tutto si riduce a operazioni elementari (trattabilità vs decidibilità) 1945 – Vannevar Bush propone il memex, una macchina basata su collegamenti organici tra testi differenti 1960 – Ted Nelson lavora al progetto Xanadu un sistema di archiviazione che consente collegamenti molteplici tra ipertesti Anni 80 – fiction interattiva (libri, videogiochi)
  • 4. La lettura dellipertestoLa lettura non è lineare. E’ un’esplorazione, similea quella che si compie guardando la prima pagina diun giornale, ma ancor meno strutturata.
  • 5. Leggere e Scrivere VANTAGGI SVANTAGGI - Il web è lo strumento più flessibile e- L’80% dei lettori scorre rapidamente più ampio per il contenimento di testi.la pagina, senza leggere parola perparola come farebbe con un libro. - Struttura ipertestuale- Mediamente leggere sullo schermo - Flessibilità graficarichiede il 25% in più di tempo rispettoalla lettura sulla carta. - Costi e diffusione
  • 6. Leggere e Scrivere Il primo passo è pensare al sito come un luogo da percorrere insieme al lettore. Proporgli un itinerario ma fornirgli anche al possibilità di vagabondare a piacimento. L’ipertesto è un castello pieno di stanze che non vanno viste tutte o tutte insieme. Un labirinto in cui deve essere piacevole passeggiare senza che il lettore però perda mai il filo.
  • 7. La nascita di internet 1958 - nel corso della guerra fredda gli Usa creano lArpa (Advanced Research Projects Agency) per trovare una soluzione alle problematiche legate alla sicurezza e disponibilità di una rete di telecomunicazioni. 1968 - Joseph Lickider (ex direttore dellArpa) e Robert Taylor (direttore Ipto - Information Processing Techniques Office dellArpa) scrivono un articolo in cui ipotizzano un nuovo modello di informatica basato su un dispositivo in grado di permettere interazione oltre che trasferire informazioni. E un modello user centered in cui lenfasi è sulla persona e non sulla macchina, per poter gestore sia le informazioni (informatici) e I loro processi duso (umanisti).
  • 8. La nascita di internet 29 ottobre 1969 - Robert Taylor grazie ad un finanziamento del 1966 dellArpa mette in collegamento I primi due nodi a cui presto si uniscono altri centri. Si tratta di centri di ricerca universitari e lobiettivo è poter scambiare informazioni in breve tempo senza doversi spostare fisicamente o dover cambiare terminale. Il sistema è quello “a pacchetto” secondo la logica del packet- swiching. La rete si estende rapidamente negli Usa: I nodi diventano 15 nel 71 e oltre 50 nel 72. E comunque un prototipo e non assomiglia a Internet che nascerà alcuni anni dopo. La rete è stata concepita per la commutazione di pacchetto ma adotta la più semplice commutazione di circuito. Inoltre, il protocollo centrale di Internet, il TCP/IP non è ancora stato inventato.
  • 9. La nascita di internet 29 ottobre 1969 - A differenza del sistema tradizionale (telefonata) una rete a commutazione di pacchetto è caratterizzata, anziché da centrali di commutazione, da calcolatori collegati fra loro da linee del tipo "punto-a-punto". In fase di trasmissione i dati numerici sono divisi in tanti pacchetti (es. msg da 100mila diviso in dieci pacchetti da diecimila bit ciascuno). I pacchetti saranno poi inviati al calcolatore più vicino e da questo al secondo, e così via. Per migliorare lefficienza globale della rete, i pacchetti potranno seguire percorsi diversi. Lo scopo principale è la piena utilizzazione delle risorse trasmissive. Il modello è quello del cervello umano dove i neuroni e i loro collegamenti sono molteplici e sovrabbondanti.
  • 10. La nascita di internet 1973 - Vinton Cerf e Bob Kahn sviluppano un nuovo protocollo per la comunicazione di base tra gli host: il TCP/IP (Transmission Control Protocol/Internet Protocol). TCP/IP implementava in modo semplice ed efficiente le idee di trasmissione a pacchetti in una rete decentrata, ma soprattutto permetteva facilmente di integrare in un unico ambiente comunicativo reti e mezzi di comunicazione diversi. TCP/IP è un modello a quattro strati (fisico, rete (IP), trasporto (TCP) ed applicativo) ognuno dei quali traduce la parte di interfaccia di rete sino a quella di interfaccia con lutente. Loriginario sistema telematico progettato da Taylor si va trasformando in una inter-rete.
  • 11. La nascita di internet 1982 - Arpanet viene suddivisa in due parti: la prima parte, chiamata Milnet, viene dedicata alle applicazioni militari; la seconda denominata Internet (con la "I" maiuscolo per distinguerla dalla sua tecnologia, che porterà lo stesso nome con la "i" minuscola) viene lasciata agli accademici e alle altre applicazioni civili.
  • 12. La nascita del web 6 agosto 1991 - linformatico inglese Tim Berners- Lee pubblica il primo sito web. Lidea del World Wide Web era nata due anni prima, nel 1989, presso il Cern di Ginevra. Alla base cera il progetto di elaborare un software per la condivisione di documentazione scientifica in formato elettronico indipendentemente dalla piattaforma informatica utilizzata, con il fine di migliorare la comunicazione, e quindi la cooperarazione, tra i ricercatori dellistituto. A lato della creazione del software, iniziò anche la definizione di standard e protocolli per scambiare documenti su reti di calcolatori: il linguaggio Html (HyperText Markup Language) e il protocollo di rete Http (HyperText Transfer Protocol).
  • 13. La nascita del web Questi standard e protocolli supportavano inizialmente la sola gestione di pagine Html statiche, vale a dire file ipertestuali -preparati precedentemente- visualizzabili e, soprattutto, navigabili utilizzando opportune applicazioni (browser web). 30 aprile 1993 - il Cern decide di mettere il www a disposizione del pubblico rinunciando ad ogni diritto dautore. La semplicità della tecnologia decretò un immediato successo: in pochi anni divenne la modalità più diffusa al mondo per inviare e ricevere dati su Internet.
  • 14. La nascita del web HTML: non è un linguaggio di programmazione ma un linguaggio di markup che descrive le modalità di impaginazione, formattazione o visualizzazione grafica (layout) del contenuto, testuale e non, di una pagina web attraverso tag di formattazione. Un web browser scarica da uno o più web server il contenuto Html ed eventuali documenti collegati e li elabora, ossia ne interpreta il codice, al fine di generare la visualizzazione della pagina desiderata sullo schermo del computer. HTTP: è un protocollo di trasferimento dellipertesto. Funziona su un meccanismo richiesta/risposta (client/server): il client esegue una richiesta e il server restituisce la risposta. Nelluso comune il client corrisponde al browser ed il server al sito web.
  • 15. Come eravamo: larchivio del web Il web si presenta ai suoi navigatori negli anni 90 in modo molto differente da oggi sia in termini di grafica che si usabilità. Nel sito web.archive.org si ha la possibilità di vedere come erano i vecchi siti a partire dal 1996 fino ai giorni nostri.
  • 16. Come eravamo: larchivio del web (1999-2012)
  • 17. Come eravamo: larchivio del web (1996-2012)
  • 18. Il web 1.0 Il web 1.0 è internet sino al 2004-5 e sino a quando la partecipazione degli utenti resta una delle possibilità di interazione ma non di produzione, rielaborazione e ricerca dei materiali. Le sua caratteristiche sono: - Pagine statiche - Uso dei framesets. - Assenza del peso dellutente nella ricerca nei motori - Guestbooks e forum - GIF buttons
  • 19. Dal controllo alla libertà Controllo e centralità del produttoreMedia tradizionali Il web Il social webPartecipazione degli utenti alla creazione dei contenuti
  • 20. Il web 2.0: definizioni "Web 2.0" refers to web development and web design that facilitates interactive information sharing, interoperability, user-centered design and collaboration on the World Wide Web. A Web 2.0 site allows its users to interact with other users or to change website content, in contrast to non-interactive websites where users are limited to the passive viewing of information that is provided to them. en.wikipedia.org/wiki/Web_2.0
  • 21. Il web 2.0: definizioni “Come molti concetti importanti, il web 2.0 non ha confini rigidi ma, piuttosto, un centro gravitazionale. Si può visualizzare il web 2.0 come un insieme di principi e di procedure che collegano un autentico sistema solare di siti che dimostrano questi principi, o parte di essi, a una distanza variabile da tale centro” Tim O’Reilly (2005)
  • 22. Web 1.0 VS Web 2.0
  • 23. Web 1.0 VS Web 2.0
  • 24. Il termine web 2.0 Il termine web 2.0 (coniato nel 1999) è associato a Tim OReilly che lha usato con grande successo nella OReilly Media Web 2.0 conference in 2004. La O’Reilly Media è una media company americana fondata da Tim OReilly che pubblica libri, siti web e realizza conferenze su temi legati all’informatica (per ulteriori precisazioni si veda il sito http://www.oreilly.com). Sebbene il termine suggerisca la nascita di un nuovo web, non troviamo dei significativi cambiamenti tecnologici ma degli sviluppi nei software e nel ruolo dei consumatori del web.
  • 25. Il termine web 2.0 Dal 2004 questa definizione ottiene un sempre maggiore successo anche perchè nasconde un nuovo concetto per il web che diventa una piattaforma per dei software che si basano non più sui singoli computer ma sul web e in cui è lattività degli utenti a generare contenuti e valore.
  • 26. La partecipazione collettiva Un concetto fondante il Web 2.0 è quello di partecipazione collettiva. Una delle forme, anzi la forma base attraverso cui essa si concretizza, è l’hyperlinking, la continua e reciproca integrazione di informazione da parte degli utenti attraverso il web. Quando gli utenti aggiungono alla Rete nuovi concetti o nuovi siti, questi sono integrati alla struttura del web dagli altri utenti che ne scoprono il contenuto e creano link.
  • 27. La partecipazione collettiva Come esemplificazione di questo principio, O’Reilly cita Yahoo! che nasce come una directory di link, cioè dall’aggregazione del lavoro svolto da migliaia e poi milioni di utenti del Web. Fondata nel 1995 da Jerry Yang e David Filo, fornisce una grande quantità di prodotti e di servizi: portale web, motore di ricerca, directory, servizio mail, news, posting. Nonostante Yahoo! abbia implementato e arricchito i servizi offerti e di conseguenza il proprio business, creando contenuti di vario tipo, tuttavia permane centrale, se si stima il suo valore, la componente del lavoro collettivo svolto dagli utenti.
  • 28. La partecipazione collettiva Un altro esempio è ebay. Fondata il 6 settembre 1995 da Pierre Omidyar, ebay è un sito di aste on- line come è possibile visionare dal documento di accordo utenti presente nella mappa del sito. eBay è una piattaforma (marketplace) che offre ai propri utenti la possibilità di vendere e comprare oggetti sia nuovi che usati, in qualsiasi momento, da qualunque postazione Internet e con diverse modalità, incluse le vendite a prezzo fisso e a prezzo dinamico, comunemente definite come "aste online". ebay cresce in modo organico rispondendo all’attività svolta dagli utenti. Il ruolo della società che lo gestisce è quello di mettere a disposizione un contesto in cui l’attività degli utenti possa aver luogo.
  • 29. La partecipazione collettiva Anche Amazon, rispetto ad altri store online, fonda la propria filosofia aziendale sull’invito alla partecipazione da parte degli utenti e usa l’attività svolta da quest’ultimi per produrre risultati di ricerca migliori. Chi ha comprato questo libro ha comprato anche... Altri acquirenti suggeriscono...
  • 30. La partecipazione collettiva Wikipedia è una enciclopedia multilingue collaborativa, online e gratuita, nata con il progetto omonimo intrapreso da Wikimedia Foundation, che è una organizzazione non a scopo di lucro statunitense. Etimologicamente Wikipedia significa cultura veloce, dal termine hawaiano wiki (veloce), con laggiunta del suffisso di origine greca -pedia (cultura). Wikipedia prese il via nel 2000 come progetto complementare di Nupedia, un progetto per la creazione di una enciclopedia libera online le cui voci erano scritte da esperti attraverso un processo formale di revisione. Wikipedia partì nel 2001.
  • 31. La partecipazione collettiva Su Internet esistono o sono esistiti molti altri progetti di enciclopedie. Alcuni si basano sulle consuete politiche editoriali di proprietà intellettuale sulle voci. Siti web più informali servono come guide generali le cui voci sono scritte e controllate da persone comuni. Progetti come Wikipedia prevedono voci sviluppate da numerosi autori e in cui non esiste alcun processo formale di revisione e con un contenuto rilasciato sotto la licenza GNU Free Documentation License. Wikipedia possiede un insieme di linee guida volte ad identificare quali tipi di informazioni siano adatte ad esservi inserite. Ad esse si fa spesso riferimento nelle dispute per decidere se un particolare contenuto debba essere aggiunto, rivisto, trasferito ad un progetto affine oppure rimosso.
  • 32. La folksonomy Un altro concetto fondante del web 2.o lo troviamo realizzato in siti molto famosi come del.icio.us e Flickr. Siti pionieri di un concetto che alcuni definiscono come folksonomy (in contrasto con la tassonomia). La differenza rispetto al passato è la diversa generazione dei metadati atti a descrivere i dati.
  • 33. I metadata Il meta-dato è linformazione che serve a descrivere altri dati. La funzione principale di un sistema di metadati è quella di consentire il raggiungimento dei seguenti obiettivi: •Ricerca •Localizzazione •Selezione •Interoperabilità semantica tra diversi settori •Gestione risorse con banche dati e cataloghi •Disponibilità del documento
  • 34. La folksonomy Folks + taxonomy (Thomas Vander Wal 2004) Si tratta di una nuova forma di tassonomia popolare una cosiddetta etnoclassificazione. La classificazione avviene per parole chiave (tag) ed è priva di una struttura di partenza e di relazioni predefinite tra gli elementi. Non cè più unautorità che categorizza i contenuti della cultura ma sono gli utenti a svolgere tale azione riflettendo I propri modelli concettuali.
  • 35. La folksonomy La folksonomy è uno stile di categorizzazione collaborativa dei siti che utilizza parole chiave liberamente scelte, che sono definite tag. Il tagging consente di ottenere, anziché rigide categorie, una associazione multipla e in sovrapposizione, la stessa usata dal cervello umano. Inoltre, la stessa infrastruttura del Web, includendo Linux e Apache, tiene in grande considerazione i metodi di peer-production promossi dalla cultura open source.
  • 36. La folksonomy ESEMPI DI FOLKSONOMY Siti di Social bookmarking Siti di condivisione video YouTube Siti di condivisione immagini Siti di condivisione audio Siti di condivisione di materiali didattici Siti di aggregazione e condivisione notizie RSS Progetto di performing media per letichettatura sociale Motori di ricerca
  • 37. Il “futuro” Come accade spesso per i concetti elaborati in Rete, benché non sia ancora presente una teorizzazione omogenea del Web 2.0, è già comparsa una nuova etichetta, Web 3.0, proposta in parte da chi non si è mai riconosciuto nella definizione di Web 2.0 e da chi vede il Web ormai giunto ad una ulteriore fase di evoluzione.
  • 38. Il web semantico The Semantic Web is an evolving development of the World Wide Web in which the semantics of information and services on the web is defined, making it possible for the web to understand and satisfy the requests of people and machines to use the web content. It derives from World Wide Web Consortium director Sir Tim Berners-Lees vision of the Web as a universal medium for data, information, and knowledge exchange.
  • 39. Il web semantico Il Web semantico rappresenta la componente che maggiormente identifica il Web 3.0, inteso come estensione del World Wide Web, i cui contenuti possono essere espressi in una forma che può essere capita, interpretata e usata attraverso agenti di software, che permettono di trovare, scambiare e integrare le informazioni più facilmente.