Organizzazione Aziendale Copia

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  • 1.
    • Organizzazione Aziendale
    Massimiliano Musto
  • 2. Che cos’è un’organizzazione?
    • Le organizzazioni sono entità sociali, guidate da obiettivi, progettate come sistemi di attività deliberatamente strutturate e coordinate che interagiscono con l’ambiente esterno.
    Massimiliano Musto
  • 3. Le Organizzazioni come Sistemi
    • Un Sistema è un insieme di elementi interagenti che
    • acquisiscono input dall’ambiente, li trasformano, e
    • restituiscono output all’ambiente esterno.
    • Un sistema può essere Chiuso e Aperto.
    • Sistema Chiuso = Non dipende dall’ambiente
    • Sistema Aperto = Interagisce con l’ambiente
    Massimiliano Musto
  • 4. L’importanza delle Organizzazioni
    • Mettono insieme risorse per raggiungere obiettivi comuni
    • Producono beni e servizi in maniera efficiente
    • Facilitano l’innovazione
    • Utilizzano moderne tecnologie
    • Si adattano all’ambiente in trasformazione e lo influenzano
    • Creano valore per gli steckholder
    Massimiliano Musto
  • 5. Struttura Organizzativa
    • Le strutture organizzative sono entità sociali
    Massimiliano Musto
  • 6. LA S.O. (Struttura organizzativa)
    • I tre componenti chiave nella definizione della struttura organizzativa sono:
    • La S.O. indica i rapporti di dipendenza formale,compresi il numero di livelli gerarchici e lo span control di manager e supervisori
    • La S.O. identifica il raggruppamento di individui in unità organizzative e di unità organizzative nella totalità della struttura
    • La struttura organizzativa comprende la progettazione di sistemi che assicurino una comunicazione e un coordinamento efficaci e l’integrazione degli sforzi fra unità organizzative
    Massimiliano Musto
  • 7.
    • l’organizzazione dovrebbe essere progettata per fornire un flusso di informazioni sia verticale e sia orizzontale. Se la struttura non soddisfa l’esigenze informative dell’organizzazione, le persone avranno troppe poche informazioni oppure spenderanno tempo nell’elaborare informazioni che non sono vitali per , riducendo quindi l’efficacia i propri compiti. Esiste in ogni caso una tensione intrinsica tra meccanismi verticali e orizzontali. Mentre i collegamenti verticali sono progettati principalmente per il controllo, i collegamenti orizzontali sono progettati per il coordinamento e collaborazione, il che implica solitamente una riduzione del controllo
    Massimiliano Musto
  • 8. Dimensione delle Organizzazioni
    • Le dimensioni descrivono specifici tratti della
    • struttura organizzativa. Le dimensioni
    • rappresentano le organizzazioni nello stesso
    • modo in cui la personalità e i tratti fisici
    • descrivono le persone.
    Massimiliano Musto
  • 9. Dimensione delle Organizzazioni
    • Dimensioni Strutturali : Forniscono etichette per
    • descrivere le caratteristiche interne di un’organizza_
    • zione.
    • Dimensioni Contestuali : descrivano l’ambiente
    • organizzativo che influenza e modella le dimensioni
    • strurrali.
    Massimiliano Musto
  • 10. Dimensione delle Organizzazioni Massimiliano Musto Cultura Ambiente Obiettivi e Strategie Dimensione Tecnologia
    • Formalizzazione
    • Specializzazione
    • Gerarchia
    • Centralizzazione
    • Professionalità
    • Indicatori del
    • personale
  • 11. Le 5 parti dell’organizzazione Massimiliano Musto NUCLEO OPERATIVO LINEA INTERMEDIA VERTICE STRATEGICO TECNOSTRUTTURA STAFF DI SUPPORTO
  • 12. NUCLEO OPERATIVO
    • Il nucleo operativo comprende le persone che
    • effettuano il lavoro basilare dell’organizza_
    • zione.
    • Questo è il luogo in cui avviene la principale
    • trasformazione degli input in output.
    • (es: reparto produzione)
    Massimiliano Musto
  • 13. Tecno-Struttura
    • La tecno-struttura aiuta l’organizzazione ad adattarsi
    • all’ambiente. Gli addetti della tecno Struttura,ad esempio
    • gli ingegneri, ricercatori,osservano l’ambiente per
    • individuare problemi,opportunità e sviluppi tecnologici.
    • La tecno-struttura è responsabile per la creazione di
    • innovazione nel nucleo operativo, e aiuta l’organizza_
    • zione a cambiare ed adattarsi.
    • (es: Ricerca e Sviluppo e Ricerca di Mktg)
    Massimiliano Musto
  • 14. Staff di Supporto
    • Lo staff di supporto è responsabile
    • dell’ordinato svolgimento delle attività e delle
    • Manutenzioni dell’organizzazione, nelle sue
    • componenti fisiche ed umane.
    • (es: formazione, pulizia degli uffici ecc.)
    Massimiliano Musto
  • 15. Linea Intermedia
    • La linea intermedia è responsabile dell’im_
    • plementazione e del coordinamento a livello
    • di unità organizzative
    Massimiliano Musto
  • 16. Vertice Strategico
    • Il vertice strategico è responsabile della
    • direzione e del coordinamento delle altre parti
    • dell’organizzazione .
    • Il vertice strategico fornisce la guida, la
    • strategia gli obiettivi e le politiche per l’intera
    • Organizzazione.
    Massimiliano Musto
  • 17. ORGANIGRAMMA Rappresentazione in forma grafica della struttura organizzativa dell’Azienda/Organizzazione
  • 18. ORGANIGRAMMA
    • COSA FA VEDERE?
    • Mansioni, Responsabilità dei singoli organi aziendali ( QUADRATINI e RETTANGOLI )
    • COSA SI EVINCE?
    • Rapporti gerarchici e funzionali ( COLLEGAMENTO TRA I TASSELLI )
    Massimiliano Musto
  • 19. ORGANIGRAMMA
    • OBIETTIVI
    • Facilitare la visualizzazione delle funzioni in Azienda
    • Vedere quali sono i poteri decisionali e le responsabilità delle singole persone (UNITA’ PRODUTTIVE)
    • Permettere di individuare i rapporti tra le stesse Funzioni e i Vertici Aziendali (eventuali autonomie e dipendenze)
    Massimiliano Musto
  • 20. DIVERSE STRUTTURE ORGANIZZATIVE
    • 3 ASPETTI DA CONSIDERARE
    • Obiettivi Aziendali prefissati con i quali l’Azienda deve essere coerente
    • Personale : struttura tale da evitare insoddisfazioni, tensioni, conflitti e considerarne, per quanto possibile, le aspettative
    • Integrazione con il controllo di gestione : la Direzione deve garantire un certo controllo sull’operato di tutto e di tutti.
    Massimiliano Musto
  • 21. TIPI DI ORGANIGRAMMI
    • STRUTTURA FUNZIONALE
    • STRUTTURA DIVISIONALE
    • STRUTTURA PER PRODOTTO
    • STRUTTURA PER PROGETTO
    • STRUTTURA A MATRICE
    • STRUTTURA PER PROCESSI
    Massimiliano Musto
  • 22. Massimiliano Musto STRUTTURA Insieme di singoli elementi ai quali sono assegnati ruoli, attività e compiti da svolgere nel rispetto di Vincoli e Regole , posti in relazione tra loro per il conseguimento di un FINE COMUNE
  • 23. STRUTTURA FUNZIONALE Massimiliano Musto DIREZ GENERALE DIREZ. AMMINISTR DIREZ. ACQUISTI DIREZ. COMMERC DIREZ. TECNICA DIREZ. PRODUZ. DIREZ. PERSONALE VENDITE ITALIA VENDITE ESTERO UFF. MARKETING PROGRAMMAZIONE PRODUZIONE MANUTENZIONE STABILIMENTO 1 STABILIMENTO 2 STABILIMENTO 3
  • 24. STRUTTURA PER PRODOTTO Massimiliano Musto Tipica di Aziende che hanno come obiettivo l’offerta di prodotti completamente diversi tra loro. 2 diverse figure aziendali rilevanti: Direttori Funzionali : gestiscono tutte le fasi del processo produttivo di tutti i prodotti…..dalla progettazione alla vendita Product Manager : responsabile di tutte le attività e dei risultati Economici del proprio prodotto
  • 25. STRUTTURA PER PRODOTTO Massimiliano Musto Caso A) Direzione Generale Amministraz. Produzione Marketing Acquisti Product Manager 1 Acquisti Acquisti Product Manager 2 Product Manager 3 Aziende con ampia gamma di prodotti ma non diversificata con i Product Manager alle dipendenze della Direz. Commerciale con compito di gestire il Marketing per ciascun prodotto
  • 26. STRUTTURA PER PROGETTO Massimiliano Musto DIRETTORE GENERALE CAPO PROGETTO 2 CAPO PROGETTO 1 ACQUISTI PERSONALE PRODUZIONE PROGETTAZ.
  • 27. STRUTTURA PER PROGETTO Massimiliano Musto Tipico di Aziende che, oltre a svolgere la propria attività primaria, realizzano anche attività specifiche, non ripetitive, di durata e importanza significative. Progetto : insieme di attività particolarmente complesse che richiedono l’impiego di diverse persone provenienti da più funzioni aziendali Es. Costruzione di un prototipo; realizzazione di grosse Commesse.
  • 28. STRUTTURA PER PROGETTO Massimiliano Musto
    • Gli addetti al progetto, gestiti da un Project Manager, sono
    • operatori spostati temporaneamente dalle unità funzionali
    • ed hanno una duplice dipendenza:
    • Dal Project Manager finchè il progetto è in corso
    • Dagli organi funzionali per il restante tempo
    Vantaggi : Svantaggi :
    • controllo
    • tempi di sviluppo
    • coordinamento
    • qualità
    • relazioni con i Clienti
    • flessibilità ed adattabilità
    • doppio comando e dipendenza
    • numero eccessivo di spostamenti
    • complessità delle attività
    • minore utiliz. del personale nelle unità funzionali
  • 29. STRUTTURA PER PROGETTO Massimiliano Musto Esempio ancora più Evidente sono le Società di Consulenza in Genere, dalle “ grandi” Accenture, DeloitteTouche Tohmatsu,Arthur Andersen…alle Piccole realtà nazionali.
  • 30. Massimiliano Musto STRUTTURA A MATRICE Evoluzione della struttura per Progetto: Esistenza di organi funzionali centralizzati composti da specialisti assegnati a vari progetti con un DUPLICE rapporto di dipendenza: Verso i Direttori di Funzione Verso i Resp. di Progetto al quale collaborano DIFFICILE DA REALIZZARE SI NO Flessibilità, possibilità di adeguare le diverse persone ai diversi progetti secondo le necessità, evitando la duplicazione delle funzioni Autonomia e professionalità Costi elevati Difficoltà derivanti dal doppio comando e dalla doppia dipendenza Le competenze del singolo non si fossilizzano ma vengono continuamente aggiornate
  • 31. Massimiliano Musto Funzione 1 Resp MKTG Progetto/ Prodotto 1 Resp P1 DIRETTORE GENERALE Funzione 2 Resp. Produz. Funzione 3 Resp. Progettaz. Progetto/ Prodotto 2 Resp P2 Progetto/ Prodotto 3 Resp P3 STRUTTURA A MATRICE Staff
  • 32. STRUTTURA PER PROCESSI Massimiliano Musto Adottato da Imprese che si pongono come obiettivo primario la soddisfazione del Cliente (Customer Satisfaction) PUNTO DI PARTENZA : desiderio del Cliente
    • FASI SUCCESSIVE (da parte dell’Azienda):
    • Progettare un’idea di business
    • Acquistare i materiali necessari per realizzarla
    • Produrla
    • Vendere la nuova idea di business (ciò che il Cliente ha
    • Richiesto)
    CLIENTE R&D ACQ. PROD. VEND. CLIENTE
  • 33. STRUTTURA DIVISIONALE Massimiliano Musto Struttura modulare dove ogni DIVISIONE è vista come una unità di Business quasi autonoma. La DIVISIONE concentra in sé i compiti, le funzioni e le responsabilità di una certa Area Aziendale/Prodotto/ Area geografica Esistono i Direttori di Divisione (responsabili delle operazioni e dei risultati della propria Divisione) Esiste una Direzione Generale (Centrale) responsabile di strategie/Pianificazioni/Budget La separazione tra Resp. Strategiche e Operative e la decentralizzazione del potere decisionale alla singola Divisione Maggiore autonomia (operativa e strategica), responsabilità e flessibilità
  • 34. STRUTTURA DIVISIONALE Massimiliano Musto Rischi: Proliferazione degli organi di staff , infatti da un lato sono una “riserva di competenze” poco conveniente da ridistribuire all’interno delle divisioni, dall’altro possono apparire come elementi “estranei” alla attività operativa delle divisioni (quindi condizionarne le scelte e limitare la discrezionalità dei dirigenti). Costi dovuti alla duplicazione di alcune funzioni Diverso “trattamento” da parte della Direzione Generale (diversi fatturati delle Divisioni)
    • Presupposti per la realizzazione sono:
    • diversificazione dell’attività produttiva
    • attività su mercati geograficamente lontani
    • diversa tipologia dei clienti (esigenze, gusti)