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Osservazioni
 

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    Osservazioni Osservazioni Document Transcript

    • Regione Toscana Direzione Generale Presidenza, Area di Coordinamento Programmazione e Controllo Settore Valutazione Impatto Ambientale Piazza dell’Unità Italiana 1, 50123 Firenze, e p.c. Comune di Manciano Piazza Magenta 1 58014 Manciano (GR)OGGETTO: Osservazioni alla richiesta della Società ADROIT RESOURCES,relativa al progetto di attività di ricerca di Oro, Argento, Piombo, Zinco, Rame e Antimonionellambito dei permessi di ricerca Faggio Scritto e Poggio Petricci in Comune di Manciano(GR)Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale Artt. 52 e segg. L.R. n.10/10.PREMESSA:L’associazione Cittadinanza attiva le Città del Tufo considerando l’articolo 118 della Costituzione cheregola il principio di sussidiarietà il quale implica che le diverse istituzioni debbano creare lecondizioni necessarie per permettere alla persona e alle aggregazioni sociali di agire liberamente nellosvolgimento della loro attività e nel suo senso orizzontale dà al cittadino, sia come singolo siaattraverso i corpi intermedi, la possibilità di cooperare con le istituzioni nel definire gli interventi cheincidano sulle realtà sociali e ambientali a lui più vicine.Considerando che I cittadini attivi, applicando il principio di sussidiarietà (art. 118 ultimo commadella Costituzione), si prendono cura dei beni comuni essendo "disinteressati", in quanto esercitanouna nuova forma di libertà, solidale e responsabile, che ha come obiettivo la realizzazione non diinteressi privati, per quanto assolutamente rispettabili e legittimi, bensì dellinteresse generale dellacomunità perseguendo il valore della solidarietà e del rispetto dell’ambiente. Considerando che nonostante la canadese Adroit Resources Inc., proponente del progetto, con dettagliparticolareggiati, ci rassicuri su tutte le precauzioni che intende adottare nella sua attività di ricerca,(che secondo noi è legata indissolubilmente all’attivazione di procedure per una richiesta diconcessione mineraria, fine ultimo della ricerca, infatti, perché fare una campagna di ricerca cosìcostosa se non con finalità di sfruttamento?) abbiamo reali motivazioni e prove che ciò non rispecchil’interesse generale della comunità e del territorio locale.Abbiamo deciso di redigere le nostre osservazioni su questa “VIA” tenendo ben presente L.R.T.1/05 , ilPIT, il PTC e il Piano Strutturale del Comune di Manciano, lo scopo finale dellintera operazione,limpatto ambientale e socio-economico della fase della ricerca e quello della fase della miniera diantimonio, infatti , nonostante il permesso richiesto riguardi anche oro, piombo ed altri metalli questoè lunico minerale di cui, grazie a precedenti campagne di sondaggio, la canadese Adroit ResourcesInc. è certa di trovare quantità sufficienti a giustificare lo sfruttamento industriale.
    • OSSERVAZIONI:*A) Nella documentazione presentata dai proponenti si legge che l’area interessata dall’intervento nonsi vede da nessuna parte, non corrisponde al vero in quanto situata in un declivio da cui è visibile,come si vede dalle foto sia Manciano che le aziende adiacenti. FOTO 1 Veduta di Manciano dall’area di ricerca FOTO 2 Veduta degli insediamenti intorno all’area di ricerca (Poggio Foco azienda agricola biologica di 550 ha.)
    • *B) Si legge nell’art.1 della legge 1/05 : [La presente legge detta le norme per il governo del territorio,promovendo(…….) lo sviluppo sostenibile delle attività pubbliche e private che incidono sul territoriostesso, garantendo che tali attività e l’utilizzazione delle risorse territoriali ed ambientali deve avveniregarantendo la salvaguardia e il mantenimento dei beni comuni e luguaglianza di diritti alluso e al godimentodei beni comuni, nel rispetto delle esigenze legate alla migliore qualità della vita delle generazioni presenti efuture.] e al punto 2 riporta:[ Ai fini di cui al comma 1, i comuni, le province e la Regione perseguono,nellesercizio delle funzioni ad essi attribuite dalla presente legge: a) la conservazione, la valorizzazione e lagestione delle risorse territoriali ed ambientali, promuovendo, al contempo, la valorizzazione dellepotenzialità e delle tendenze locali allo sviluppo; (….) c) lo sviluppo( ……..) delle aree agricole nel rispettodelle esigenze di tutela ambientale ad esse peculiari(;….. )e) la maggiore sicurezza possibile delle persone edei beni rispetto ai fattori di rischio connessi allutilizzazione del territorio; ] al punto 3 si legge:[... Ledisposizioni di cui al titolo II, capo I della presente legge sono dettate anche in attuazione della direttiva2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 giugno 2001 (Concernente la valutazione deglieffetti di determinati piani e programmi sullambiente).]Ci viene da pensare che una Soc. Canadese, per proporre questo tipo di intervento, non conoscaassolutamente le nostre leggi, così attente alla salvaguardia del territorio e all’uguaglianza dei dirittiall’uso e godimento dei beni comuni. Sembra incredibile: questa terra così generosa che ci donacolline stupende, un clima mite, violentata dalluomo che chiede sempre di più, che vuole derubarladel sottosuolo. Ma a quale prezzo? Porterà ricchezza o solo inquinamento? E la ricchezza è per ilterritorio o per pochi che non reinvestono nelleconomia locale? Ma il nocciolo della questione non èquesto. Il punto fondamentale è: a quale prezzo? Cosa stiamo rischiando? FOTO 3 Veduta delle colline intorno all’area di ricerca*C) Per quanto riguarda il PIT riportiamo i passaggi essenziali che riguardano questa istanza:1. Documento di piano6 - Lo Statuto del Pit nelle sue componenti essenziali.6.3 - I metaobiettivi del Pit6.3.2. - 2° metaobiettivo - Sviluppare e consolidare la presenza “industriale” in Toscana.
    • La riflessione che facciamo rispetto al termine “industriale” è completamente diversa da quella fattadal proponente in quanto il Pit ha molto a cuore il futuro e il successo del suo sistema produttivo che èsostenibile. Dal PIT riportiamo : [(….) Abbiamo non a caso inserito tra virgolette quell’aggettivo: “industriale”. L’equivalente sostantivoinglese, probabilmente, non ne avrebbe avuto bisogno: perché esprime ciò che intendiamo con “industriale”.Cioè tutta quella “operosità manifatturiera” che è fatta, certo, di industrie e fabbriche propriamente dette, maanche di ricerca pura e applicata, di evoluzione e innovazioni tecnologiche, di servizi evoluti a sostegno degliattori, dei processi e delle filiere produttive e distributive. Quell’operosità “manifatturiera”, insomma,sufficientemente ricca di reti multidiverse e interattive per risultare competitiva nei mercati del mondo. Inquesta prospettiva, non stupisca la innovativa attenzione che questo Piano dedica sia a quelle che potremmodefinire le “filiere brevi” del processo produttivo e distributivo.Nelle quali, cioè, si accorcia la distanza tra produttore e consumatore con opportune strategie organizzative egestionali. Sia alla modernizzazione dei sistemi distributivi più tradizionali. I quali,riorganizzandosi e strutturandosi con modalità integrate di management e di marketing territoriale,acquisiscono nuove capacità attrattive e competitive. E un nuovo ruolo di interlocutori organizzati Piano diindirizzo territoriale della Regione Toscana per il sistema manifatturiero. Per questo riteniamo che le retiintegrate per la distribuzione commerciale di vicinato così come i cosiddetti “centri commerciali naturali”siano una parte saliente di questo capitolo tematico.Tutto questo assumiamo in quell’«industriale».] FOTO 4 Veduta di uno dei due laghetti dall’area di ricerca
    • FOTO 5 Veduta dell’area di ricerca verso la strada vicinale del Paglieto6.3.3. - 3° metaobiettivo – Conservare il valore del patrimonio territoriale della Toscana. [(…)essenziale patrimonio pubblico ove si integrano, sul piano esistenziale e funzionale, almenodue accezioni sostantive e mutuamente correlate. Quella di territorio come patrimonio ambientale,paesaggistico, economico e culturale della società toscana. E quella del territorio quale fattore costitutivo -appunto patrimoniale - del capitale sociale di cui dispone l’insieme di antichi, nuovi e potenziali cittadinidella nostra realtà regionale. Perciò, quale che sia la titolarità dei suoli, dei manufatti e dei beni paesaggisticiche vi insistono, il territorio – nelle sue componenti fisiche così come in quelle culturali e funzionali – ècomunque e pregiudizialmente patrimonio pubblico: che pubblicamente e a fini pubblici va custodito,manutenuto e tutelato nei fattori di qualità e riconoscibilità che racchiude e negli elementi e nei significati di“lunga durata” che contrassegnano la sua forma e la sua riconoscibilità storica e culturale. E’ solo su questabase, cioè in funzione della tutela del suo valore e nei limiti ad essa intrinseci, che il territorio va reso capacedi accogliere, sostenere e armonizzare la iniziativa e la progettualità degli operatori economici che, con illavoro e con l’impresa, fondano o promuovono sul territorio le proprie aspettative di reddito e le propriecapacità di innovazione…] FOTO 6 Veduta dell’area di ricerca
    • 1° obiettivo conseguente: tutelare il valore del patrimonio “collinare” della Toscana.[Il patrimonio “collinare” è uno dei fattori salienti della qualità del territorio toscano, cioè della suauniversale riconoscibilità: un bene - dunque - imprescindibile per lo stesso valore del patrimonioterritoriale collettivo. I poggi e i declivi che quel patrimonio compongono, esprimono una storiaplurisecolare di razionale ed equilibrato rapporto fra lavoro e natura, oltre che di lotta per la sopravvivenza inun territorio fragile che l’intelligenza di generazioni di uomini e di comunità sociali hanno trasformato inopera d’arte.Oggi, ciò che l’avvento della società industriale non è riuscita a fare e che gruppi di amministratori localilungimiranti hanno saputo preservare, è a forte rischio di erosione. Pur in presenza di unpatrimonio paesistico e ambientale ancora cospicuo e di esempi virtuosi di attenzione e manutenzione,assistiamo ad una pervasiva aggressione della rendita immobiliare, al diffondersi delle sue sollecitazioniall’utile immediato e a crescenti insediamenti e lottizzazioni che non dialogano con il paesaggio né con ilcontesto rurale e che si segnalano per un qualità architettonica e manifatturiera molto spesso scadente.] FOTO 7 Veduta dell’area di ricerca dall’azienda Sercera6.5. - Il “paesaggio” come formante del territorio toscano e del suo governo.[Questo piano ha valenza di piano paesaggistico. Ma occorre non conferire a questo assunto unsignificato settoriale o meramente formale. E’ piano paesaggistico perché adempie i dettami delCodice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 nellesue successive modificazioni e integrazioni. Ma questo piano è intrinsecamente piano paesaggistico anche esoprattutto in virtù della stessa cultura di governo del territorio che esso esprime e dellestesse modalità argomentative e normative che esso adotta. Il paesaggio(….) viene infatti pensatonell’insieme della pluralità dei significati che possiamo attribuire al lemma “paesaggio”. Dunque, una concezione del paesaggio che vede e apprezza la molteplicità dei fenomeni espliciti e sottesi,così come dei valori che esso racchiude e promuove. Una nozione che sa connettersi all’insieme di processisociali e ambientali che lo attraversano e che sa interagire con il flusso dei mutamenti -sia quelli piùsuperficiali e reversibili, sia quelli più profondi e penetranti nelle strutture profonde di un territorio - checonferiscono i connotati strutturali ed esteriori che lo identificano, lo rendono riconoscibile, lo qualificano -comunque e quantunque - come un luogo. Tanto nella sua storia retrospettiva quanto in quella del suocostante divenire tra presente e futuro. Il paesaggio, insomma, è in questo piano ragione e parametro dicapacità progettuale. Una capacità da intendersi come “progettualità sociale” che, nella primaria certa etrasparente delle responsabilità delle pubbliche amministrazioni, deve integrare le responsabilità collettive esoggettive tanto delle comunità territoriali che permeano di sé - con la loro presenza o la loro memoria o laloro assenza o il loro abbandono - un paesaggio, quanto le energie vive e vitali del lavoro, dell’impresa,della cultura. Integrazione che deve aver luogo nei processi decisionali che, in modo diretto e indiretto,attengono .]
    • Dall’analisi di coerenza esterna si rileva che il Progetto è incoerente, contrapposto o comunqueincompatibile rispetto agli obiettivi del PIT, anche se limitato alla sola ricerca.*D)Per quanto riguarda la risorsa idrica il PTC all’art.10 “Acqua e suolo: tutela delle risorse”, punto 1,3,4,12,15 delle Norme:[1. Nella tutela della risorsa idrica si attribuisce un interesse prioritario a fattori divulnerabilità quali il depauperamento di sorgenti e falde, gli inquinamenti, le diminuzionidi capacità di ricarico e di portata.3. Il sistema provinciale delle acque superficiali e sotterranee riveste un ruolo di primariaimportanza, sia come componente della risorsa idrica, sia come fattore di caratterizzazioneterritoriale e paesistica.Alla particolare configurazione del sistema delle acque e alla sua peculiare interrelazionecon le altre componenti territoriali si assegna un valore di invariante. FOTO 8 Veduta dell’ azienda Sercera4. Per la risorsa suolo si ritiene indispensabile contenere e minimizzare gli impatti, abbattendoogni rischio connesso ad azioni controindicate e incompatibili.A tal fine si ritiene prioritario tutelare:  in generale, i suoli che supportano produzioni agro-alimentari fondamentali ecaratteristiche;  in particolare, gli ambiti che presentano nel contempo caratteri di pregio ambientale edelevati livelli di vulnerabilità, quali(…..)terreni fortemente acclivi protetti da boschi; porzionicollinari...]12. Le autorizzazioni per interventi di trasformazione in aree interessate dal vincolo idrogeologico di cui alR.D. 3267/1923 faranno riferimento (oltre che dei disposti della L.R. 39/2000 e succ.modifiche ed integrazioni), ai principî generali di difesa del suolo del presente P.T.C. e inparticolare agli Indirizzi per la tutela dei suoli agrari di cui alla Scheda 4D – Indirizzi per latutela dei suoli agrari.15. La Provincia attiverà le procedure necessarie per l’esecuzione di interventi di tutela degliacquiferi strategici. In particolare sosterrà, anche mediante accordi di programma, intese etc.,gli interventi finalizzati alla tutela delle sorgenti del Fiora e dell’intero acquifero amiatino.]
    • L’area interessata dalla ricerca è compresa nella zona apicale dellacquifero carbonatico di Capalbio,denominato 31OM040 nellelenco dei CISS toscano (Corpi idrici sotterranei significativi), si tratta dicalcare cavernoso affiorante in quel punto per una superficie di circa 220 ha. E fin troppo evidentecome questa importante riserva di acqua sia messa a repentaglio dal progetto. FOTO 9 Veduta dell’area di ricerca FOTO 10 Veduta dell’area di ricerca
    • FOTO 11 Veduta dell’area di ricercaFOTO 12 Veduta dell’area di ricerca
    • FOTO 13 Veduta dell’area di ricercaAll’ Art.12 del PTC punti 3,8 si legge:[3.L’abbondante disponibilità di suoli ha sempre costituito un carattere distintivo delterritorio provinciale.Si riconosce peraltro che, attualmente:– l’integrità di tale risorsa risulta diffusamente esposta a condizioni di elevatavulnerabilità per numerosi fattori, legati alla stabilità, alla permeabilità e agli usi;– risulta conseguentemente prioritario preservare e valorizzare entità e qualità di talerisorsa in modo sistematico, a partire da un uso corretto che privilegi il contenimento dinuovi consumi e il recupero degli ambiti degradati.8. Al fine di preservare estensione ed equilibrio ambientale dei suoli disponibili, le azioni digoverno del territorio privilegeranno finalità di contenimento dei consumi e di rilancio deiprocessi rigenerativi, limitando l’impegno di suoli vergini ai soli casi in cui non sussistanoalternative. A tal fine si darà priorità al recupero delle aree dismesse e/o di degrado ambientale epaesaggistico, ove opportuno con interventi di rinaturalizzazione.Saranno altresì disincentivati interventi invasivi che comportino la movimentazione di consistentivolumetrie di terreno superficiale e la conseguente alterazione dei principali caratteri morfologicie paesaggistici (quali quelli inerenti la ricerca e lo sfruttamento di risorse minerali come oro,argento, zinco, manganese etc.).]Al contrario di quanto riportato nei documenti di “VIA” e in contrasto con il PTC i suoli interessatinon sono assolutamente degradati in quanto vi si effettuano coltivazioni a carattere biologico come sievince anche dalle foto e la ricerca comporterebbe consistenti movimenti di volumetrie di terreno.Inoltre le infrastrutture non sono in grado di sostenere il passaggio di mezzi pesanti.All’Art. 15 del PTC Risorse del sottosuolo, punto 5 si legge5. Al fine di ridurne l’impatto, nel perimetrare le aree da destinare all’attività estrattiva e aglieventuali impianti, la Provincia salvaguarderà comunque i seguenti ambiti: - aree di pregio vegetazionale (sugherete, faggete, foreste planiziarie, pinete costiere, boschicomprendenti biotopi, oliveti storici, pinete costiere ed elementi tipici della maglia agraria);(…) - ambiti interessati da rapporti di intervisibilità meritevoli di tutela secondo la disciplinapaesaggistica del P.I.T., con particolare riferimento all’elaborato “Schede dei Paesaggi eDefinizione degli Obiettivi di Qualità”;]
    • L’area di ricerca interessa una zona di bosco in equilibrio dinamico permanente, frequentata fin dai tempiantichi dai mancianesi e dai turisti per passeggiate rilassanti immersi nel verde e nel selvaggio delle collinedel Tiburzi, ricche di fonti di sostentamento per la popolazione rurale locale. Nel seminativo sono presentinumerosi tipi di querce camporili. L’ecosistema bosco di questa zona è un immenso ed inesplorato serbatoiodi sostanze chimico-naturali, dare i “VIA” a quest’area per questo tipo di ricerca significa distruggerel’equilibrio e decretare limpoverimento biologico. Inoltre le infrastrutture non sono in grado di sostenere ilpassaggio di mezzi pesanti, come si vede dalle foto. FOTO 14 Veduta del bosco interessato dalla ricercaNella scheda 7A. RISORSE FLOROFAUNISTICHE2. Ai fini generali del governo del patrimonio floristico, si perseguiranno i seguenti indirizzi:a) individuare tutte le aree di grande valore naturalistico, evidenziando in particolare:– le aree boscate di particolare pregio;– le aree soggette a rimboschimento naturale;b)individuare i biotopi boschivi (pinete domestiche, castagneti da frutto, sugherete, olivetietc.) quali elementi identificativi di particolari contesti del territorio provinciale e tutelarlicon specifica disciplina;c)individuare le emergenze floristiche (alberi monumentali o comunque meritevoli di tutela;specie camporili; formazioni riparie; filari e siepi rilevanti, inclusi quelli di specie esotiche;vietarne l’abbattimento, il danneggiamento, l’estirpazione e la potatura, salvo specificaautorizzazione della Provincia; applicare alle relative contravvenzioni la sanzioneamministrativa prevista dall’art 7 della L.R. 60/1998;Dall’intervento di ricerca tutto quanto riportato nella scheda 7A. del PTC non viene preso in considerazione,così come le precauzioni riportate nella “VIA” nei confronti della popolazione faustica sono non aderenti allarealtà dell’ecosistema in cui si andrebbe ad operare.
    • FOTO 15 Veduta del bosco interessato dalla ricerca.*E) Nel PS all’ART.23 Statuto del territorio, punto 23.2 Le invarianti prestazionali per la gestione delterritorio rurale UdP (Unità di Paesaggio) prevedonoDENOM. R.11.2.2 LE COLLINE DEL FIORA DEL TIBURZIDESCRIZIONE Esteso sistema di rilievi quasi interamente ricoperti di boschi e macchie con specie mediterranee. Paesaggio caratterizzato dalla quercia. Valori naturalistici diffusi. Resti di castelli sui Poggi Renaio e di Montauto. Insediamenti limitati a nuclei minuti e assai radi, come i percorsi.FUNZIONI Salvaguardia delle risorse naturali e della loro riproducibilità con l’elevato valore aggiunto derivante dal comparto turistico da non espandere come pura crescita. Simbiosi delle attività agricole con la conservazione attiva degli elementi che costituiscono il paesaggio. Nelle aree interne alla Riserva Naturale di Montauto istituita ai sensi della LR 49/95 prevale la disciplina apposita della riserva.PRESTAZIONI Di presidio rurale e naturale attraverso il ruolo della imprenditoria agricola proprietaria dei centri aziendali. Rapporto tra qualità delle risorse idriche e l’utilizzazione della stessa in stretto rapporto con la UdP R10.4.3 per la valorizzazione dell’acquifero del Paglieto Individuazione di specifici assetti territoriali insediativi e di struttura del paesaggio rurale Attivazione e potenziamento di redditività con agriturismo e attività integrative in modo che l’agricoltura svolga anche il ruolo di tutela del paesaggioAZIONI Valorizzazione dell’attività agricola nel settore dell’industria boschiva conservazione degli allevamenti integrando le rendite del settore turistico e dei relativi servizi. Uso delle acque aziendali raccolte in pozzi e bacini per la disponibilità a fini agricoli e residenziali Perseguire la tutela degli assetti esistenti e la riqualificazione della macchia degradata, incentivare la valorizzazione dell’attività venatoria, ponendo particolare attenzione alla prevenzione degli incendi e dell’inquinamento dell’acquifero.
    • FOTO 16-17 Veduta dei laghetti dall’area di ricerca e dall’azienda Sercera verso l’area diricerca
    • FOTO 18 Veduta di un laghetto dall’azienda SerceraFOTO 19 Veduta di un laghetto dall’area di ricerca
    • Il PS all’ Art.40 – Le colline del Fiora del Tiburzi R.11.2. indica che:Gli obiettivi prioritari risultano: Conservazione e riqualificazione dei segni fondamentali del paesaggio naturale e agrario attraverso la pianificazione attuabile con i PMAA aziendali secondo i criteri di incremento ore/lavoro del PTC Conservazione e rafforzamento del lessico insediativo e della trama dei percorsi secondari attraverso la gestione dei PMAA secondo i principi di sostenibilità di cui al TITOLO IV e attraverso il coinvolgimento delle popolazioni residenti nel mantenimento della rete viaria vicinale Conservazione e riqualificazione delle attività agro-silvo-pastorali attraverso politiche di incentivazione riferite all’allevamento del bestiame ovini-bovini semibradi con realizzazioni di annessi agricoli a permanenza contrattata e incremento proporzionale di attività integrative aziendali. FOTO 20 Azienda biologica Sercera Recupero delle emergenze nel contesto insediativo esistente riferite alla trama larga delle fattorie da recuperare e destinare a funzioni compatibili (Campigliola). Valorizzazione della produzione agricola intesa come produzione di paesaggio attraverso come sopra, l’incentivo alle attività agro-silvo-pastorali in associazione ad attività integrative che promuovano i prodotti aziendali;
    • FOTO 21 Allevamento semibrado all’interno dell’area di ricerca Tutela delle diverse realtà insediative secondo criteri di identità attraverso la conservazione della trama larga dell’insediamento rurale concentrata in pochi e significativi punti nodali in conformità con quanto disposto al Titolo IV; FOTO 22 Allevamento semibrado al limite dell’area di ricerca
    • FOTO 23 Allevamento semibrado all’interno dell’area di ricercaAll’interno dell’area della ricerca è presente un’azienda biologica che sta implementando unasperimentazione di filiera corta sempre più all’avanguardia con allevamenti di bestiame brado e produzionedi mangime.*F) Art. 25 - Aree di interesse archeologicoLe aree di interesse archeologico e singoli insediamenti di rilevante valore storico archeologico, sonoindividuati nella Tavola 8 f. denominata Carta del rischio archeologico. In particolare laddove le emergenzerilevate con livello di attenzione alto e medio risultano comprese all’interno delle zone m di cui all’art. 1 bisdella L 431/85 sono ammesse soltanto lordinaria utilizzazione agricola e sistemazioni del suolo limitate adescavazioni ed arature a profondità non superiore a cm. 50 precedute da una documentazione che attesti lanon incidenza dei lavori sul bene censito. Oltre questa misura ogni intervento diretto a modificarepermanentemente la natura dei suoli dovrà essere autorizzato dalla Soprintendenza Archeologica dellaToscana, previa comunicazione da inoltrare almeno 30 giorni prima dellinizio dei lavori, al fine di accertarelesistenza di materiali archeologici e la compatibilità dei progetti di trasformazione con gli obiettivi di tuteladei suddetti materiali. Il P.S non consente nuove edificazioni entro una fascia di dimensioni idonee asalvaguardare la singola emergenza visibile nel contesto paesaggistico o un insieme di elementi di interesse(concentrazione di beni visibili); Il R.U. individuerà le dimensioni delle fasce da rispettare in relazione allesingole emergenze o alla concentrazione di elementi visibili.Nel Quadro conoscitivo all’Art 2.9 “ La carta del rischio archeologico: un indicatore fondamentale” alpunto 2.9.3. scala del rischio archeologico sono riportati due siti che ricadono all’interno delperimetro di ricercaDel rischio archeologico si è studiata una scala di valutazione, partendo dagli aspetti monumentalirilevabili o presumibili, dalla rarità del ritrovamento, dal contesto, ecc. La carta quindi è statacostruita secondo i seguenti parametri indicativi del valore intrinseco del sito archeologico diseguito esposti.Valore intrinsecoBasso = corrisponde alla necessità di una relazione archeologica prima di permettere larealizzazione di opere. Siti per cui il rischio è debolmente provato da evidenze di superficie modeste(casa/tomba,frequentazioni o sporadici).Colore Verde.Si consiglia di richiedere sempre e comunque, vista la difficoltà insormontabile inerente al calcolodella esatta estensione dei siti archeologici, per lavori in prossimità (zona contigua = raggio di
    • almeno 100 metri dal cerchio segnaletico) di ognuno dei siti censiti la relazione archeologicacorrispondente.Come detto nel piano strutturale nell’area della ricerca insistono almeno due siti archeologici553 basso casa etrusco-romano Carandini et alii 2002554 basso casa/tomba-casa etrusco-romano Carandini et alii 2002I proponenti non hanno preso in considerazione questo aspetto e non hanno presentato la relazionearcheologica corrispondente.Nel Quadro Conoscitivo all’Art. 2 Le analisi territoriali e i sistemi di identità locale 2.6 Schede di territorio-Catalogazione degli edifici sparsi sul territorio del Comune diManciano, sono riportati due siti estrattivi:AREE ESTRATTIVE203) Miniera d’Antimonio del Tafone – Sull’area di estrazione, aperta nel 1941, è anche costruito lostabilimento di estrazione del metallo dal minerale F. 261, p.lla 91 .204) Miniera d’Antimonio San Girolamo – Tale vena estrattiva è esaurita.Il Piano Strutturale non individua nuovi siti estrattivi.CONCLUSIONI:Non si comprende il motivo di andare a turbare un ecosistema così delicato per lo sfruttamento solo afini economici - speculativi. La vocazione del territorio di Manciano è sempre più centrata su unmodello agricolo turistico che, non ricalca vecchi schemi, ma che si apre in maniera sperimentalmentecoraggiosa alla promozione per la salvaguardia della biodiversità alimentare, per lo sviluppo di formedi agricoltura ecocompatibile in modo da preservare per le prossime generazioni un patrimonionaturale di importante potenzialità economica.Al di là dell’ambientalismo sentimentale, la tutela dei territori e della biodiversità è partefondamentale per la produzione alimentare di qualità e sostenibile pertanto sarebbe, secondo noimolto miope dare il permesso di trivellazioni esplorative e così iniziare ad aprire la porta aspeculazioni sulla fattibilità economica dell’operazione. Anche se l’economia mondiale avrà sempremaggior bisogno di antimonio ed è un dato incontrovertibile, vista la scarsità delle risorse nel mondo,il luogo scelto per la trivellazione e la conseguente miniera a cielo aperto, la cui estrazione diventeràsempre più appetibile con l’innalzamento del prezzo dell’antimonio, non può essere uno degli angolidella Maremma che non solo è ancora abbastanza incontaminato ma dove si investe per potenziareuna biodiversità economicamente produttiva. Solo un modello economico alternativo può fermarequello che sarebbe un guadagno a breve termine, modello economico che deve rispondere ai bisogni ditutti e far fiorire le nostre esistenze, valorizzando la dimensione etica e sociale del nostro agire affinchési possano conciliare interesse personale e benessere altrui. Fattori chiave di questo processo sonocorresponsabilità, giustizia sociale, solidarietà, gratuità, condivisione e realizzazione personale. Nelmondo contemporaneo l’azione della rappresentanza politica nazionale e dei movimenti sindacali,tradizionali difensori delle istanze della società civile, è stata progressivamente indebolita dallaconcorrenza tra territori e dai processi di delocalizzazione, rendendo auspicabile e necessario un saltodi qualità nella partecipazione dei cittadini e facendo emergere un nuovo spazio per una forza finorapoco visibile: quella dei consumatori e dei risparmiatori socialmente responsabili che nel caso inoggetto attraverso il proprio consumo vorrebbero poter orientare e vagliare scelte di carattereproduttivo ed ambientale, compiendo, di fatto, un atto lungimirante di razionalità.Quindi come cittadini attivi del territorio vorremmo concorrere a creare un economia su basi diverse eseguire le indicazioni degli strumenti urbanistici, mantenendo invariato l’ uso del territoriointeressato. L’orientamento verso lo sviluppo rurale si basa sul rafforzamento dei legami chel’agricoltura stringe non solo con i settori con cui più tradizionalmente vengono intessuti rapportiproduttivi (settori della trasformazione e distribuzione dei prodotti agricoli e agroindustriali)
    • nell’ambito delle filiere di produzione, ma anche col settore del turismo e dell’artigianato. Più ingenerale, verso uno sviluppo che vede l’agricoltura come settore in grado di scambiare risorse colterritorio; risorse che, si sottolinea, devono comprendere sia quelle ambientali (presidio del territorio,tutela dell’ambiente, salvaguardia del paesaggio), sia quelle archeologiche, architettoniche, artistiche e,più in generale, culturali, di cui il territorio mancianese è dotato, grazie anche al fondamentaleapporto derivante dalla tradizione contadina e dall’attività agricola. Questa accezione di sviluppoimplica la presenza in tutti di sensibilità per le produzioni e/o servizi di qualità, il rispetto delpaesaggio e dell’ambiente, facendo leva sulla cultura la tradizione locale e l’immaginario collettivo delterritorio.La regione Toscana, la provincia di Grosseto, il comune di Manciano, i programmi elettorali hannotutti puntato verso il mantenimento dell’ambiente e le risorse legate all’agricoltura e al turismo socio-ambientale, la richiesta della società ci sembra in netto contrasto con le linee di sviluppo del territorioproposte nei piani e programmi.FOTO 24 Strada Provinciale verso Manciano FOTO 25 Strada Provinciale verso VulciManciano 23 ottobre ’12 Cittadinanzattiva le Città del Tufo In accordo con il coordinatore delle rete toscana di Cittadinanzattiva Procuratori dei cittadini D.tt. Annibale Quaresima In accordo con il Segretario Regionale Di Cittadinanzattiva Toscana D.tt. Adriano Amadei A cura di D.ssa Dini Maria Teresa D.ssa Maestrello Marzia