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I PRIMI 75 ANNI DELL'AVIS DI TORINO

I PRIMI 75 ANNI DELL'AVIS DI TORINO
PARTE 1

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    • I PRIMI SETTANTACINQUE 75 ANNI dell’Avis Comunale di Torino
    • Ricerche fotografiche ed elaborazione testi di SANDRO FISSO e GRAZIANO CESTINO Realizzazione grafica di GIORGIO DEBERNARDI Copertina a cura di GIANNI BENAZZO Collaboratore: AGOSTINO CAMMARATA Videoimpaginazione: la fotocomposizione Via San Pio V, 15 - 10125 Torino Stampa: Diffusioni Grafiche s.p.a. 15030 Villanova Monferrato (AL) 1ª EDIZIONE APRILE 2006
    • ...LE RADICI AVISINE A tutti i livelli istituzionali del nostro Paese, e dell’intera Europa, sono pressanti le richieste perché le relative “costituzioni” facciano un chiaro ed esplicito riferimento alle “radici” che hanno permesso allo Stato italiano, od all’Unione Europea, di giungere all’attuale configurazione politica, economica e sociale. Per risalire alle “radici” non abbiamo altre soluzioni che rileggere la “storia” dagli albori ad oggi. “Storia” che, purtroppo, non può scendere a tutti i livelli e così si limita ad esporre i fatti più eclatanti e a ricordare solo i personaggi più illustri. Mio padre, filosofo oltre che apprezzato chimico-farmacista, soleva ricordarmi come per diventare un “eroe” talvolta bastavano pochi attimi della propria vita; ma per essere giudicato un galantuomo occorreva spendere bene tutte le giornate vissute, nessuna esclusa. Oggi celebriamo il milione di Volontari del Sangue aderenti all’Avis. E la storia, riandando alle “radici”, non può fare altro che ricordare i personaggi più illustri che ne hanno dato gli albori e hanno portato l’Avis agli attuali prestigiosi traguardi. Ma i personaggi “illustri” non avrebbero potuto raggiungere gli obiettivi che si erano prefissati senza l’ausilio di schiere di umili e generosi volontari che ne hanno facilitato il cammino. A loro è dedicata questa nostra “storia” che riguarda i primi 75 anni di vita dell’Avis comunale di Torino, con la speranza che i nipoti ed i figli di quanti appariranno nelle fotografie d’epoca e nelle ritrascrizioni di allora, possano individuarli, riconoscerli e, apprezzandone l’umile, generosa ma altrettanto insostituibile attività, esprimere con sincero orgoglio il loro ringraziamento per l’insegnamento avuto. Sandro Fisso
    • Per non dimenticare Viviamo attraverso fotografie di allora le nostre origini, con un pensiero di riconoscenza e gratitudine per i pionieri della donazione di sangue • R EMEMBER.....forget-me-not (termini Paolo Littardi Buniva e di un manipolo inglesi che rispettivamente significano: di pionieri della donazione di sangue, ricordarsi di... e: ...nontiscordardimè...) fra cui Gino Cerutti, Ferruccio Falco, ...per ricordare i 75 anni di vita della Mario Giachino, Luigi Milone, Luigi sezione torinese dell’Avis italiana e so- Panelli, Giuseppe Paniate e Giuseppe prattutto coloro che hanno promosso Sada. l’istituzione e l’affermazione dell’Avis Di questi, e dei più anziani decorati Comunale di Torino, che dal 31 dicem- con benemerenze avisine riproducia- bre del 2004, con i suoi 32.000 e più mo, oltre ad alcune foto “d’epoca” le iscritti, è risultata la più numericamen- “caricature” che uno dei pionieri del- Riproduciamo la testata te importante di tutte le sezioni Avis l’Avis torinese, il geometra Tomaso del primo “bollettino ufficiale” operanti nel nostro Paese. Chierotti (Ciro per gli amici) aveva pre- dell’Avis Torinese La prima sede dell’Avis comunale di disposto per la loro pubblicazione sui Torino, dall’avvenuta sua costituzione nostri periodici. fu in via delle Orfane 8; successivamen- Del bollettino ufficiale edito allora a te venne trasferita in via Principe Tom- cura della “comunale” di Torino non maso, 39 ed ora legalmente è in via abbiamo altro materiale a nostre mani Baiardi 5 ed operativamente in via Pia- che la “testata” di uno dei primi nume- cenza 7, sempre a Torino. ri pubblicati che, salvo errore, risale al Iniziamo la pubblicazione di questo 1957. inserto – che ha unicamente lo scopo di Tuttavia, dal “numero unico” edito tramandare ai più giovani qualche pa- dal fondatore dell’Avis, dottor Vitto- gina di storia dell’Avis torinese –, ricor- rio Formentano, per solennizzare il dando gli episodi più salienti avvenuti primo decennio di vita dell’Associa- dopo la sua “nascita” datata luglio del zione, riportiamo integralmente, la PAGINA 4 1929, per opera e volontà del dottor sintesi...
    • 1 2 S.E. il Prefetto di Torino, con decreto 28 • Donatori iscritti nei vari comuni della Foto 1: aprile 1936 n° 17083, autorizzò la costitu- provincia n° 195 il fondatore dell’Avis italiana, zione dell’Associazione Provinciale Volon- • Trasfusioni effettuate con donatori di dott. Vittorio Formentano tari del Sangue. Torino-città n° 4.385 Foto 2: Però già dal 1° luglio 1930 Torino aveva • Trasfusioni effettuate con donatori della distintivo ufficiale per i svolto una feconda attività organizzativa provincia n° 25 “volontari italiani per il servizio della trasfusione del sangue. • Sangue donato per le trasfusioni sud- del sangue” In detta data infatti l’A.V.I.S. – Direzione dette (totale) gr. 1.048.425 Centrale – aveva affidato al Nella provincia è stata dott. Paolo Littardi Buniva svolta attiva propaganda per l’incarico di organizzare la la costituzione di Sezioni co- ‘‘ sezione torinese dei Volonta- munali e già ne sono in fun- ri del Sangue. zionamento cinque; sono di Si deve in modo particola- prossima attivazione 8 se- re alla solerzia e alla volontà Presso zioni e 20 sono in corso di or- del dottor Littardi e dei suoi la sezione ganizzazione. collaboratori se Torino pos- era istituita Dall’ultima relazione tra- siede oggi una delle meglio smessa dal dott. Littardi ri- organizzate e attrezzate Se- e funzionava sulta che a Torino l’offerta zioni italiane dei Volontari anche la “cassa del sangue da parte di tutti i del Sangue. mutua malattia donatori è anonima, gratui- Ecco alcuni dati statistici ri- guardanti la sezione torinese: dei volontari” ta; il 95% delle trasfusioni effettuate ha avuto esito feli- ’’ • Donatori iscritti alla se- ce, cioè la guarigione del ma- zione di Torino-città lato. Presso la sezione è isti- n° 1.735 tuita e funziona con la mas- PAGINA 5
    • Dall’“Albo d’oro” trascritto a cura di Felicina Bardone vedova Fisso, riportiamo la prima pagina con i nomi dei Fondatori dell’Avis Comunale di Torino
    • 89, asse 18 ilone, cl istintivo Pietro Castelli, classe 1893, Luigi M azioni, d 111 donazioni, distintivo 14 0 don ronde d’oro con fronde Giusep on f p se 1905 e Ronchetta, d’oro c , 132 do clas- stintivo n d’oro c azioni, di- on fron de Pietro Blangetti, classe 1895, 172 donazioni, di- stintivo d’oro con fronde Gino C e 142 do rutti, classe 1 nazion Giuseppe Paniati, classe d’argen i, med 907, to aglia 1902, 160 donazioni, di- Journe Luisa Leona, clas- stintivo d’oro con fronde se 1885, 111 donazioni, di- asse no, cl stintivo d’oro con fronde Giachi ni, meda- Mario donazio 7 1906, 6 o glia d’or Giusep classe p 1893, 1 e Sada, c oero, ppe B azioni, di- Giuse 6 don Ferruccio Pollarolo, clas- stintivo 82 don a lasse 2 nde d’oro c zioni, di- 1912, 1 d’oro con fro se 1897, 76 donazioni, me- on fron tivo daglia d’oro de stin
    • Riproduzione della sima regolarità la “Cassa Mutua Malattie zioni del quarantennio di fondazione siringa “Jubè” dei volontari”. dell’Avis torinese, confermano che fos- Nella sezione torinese funziona in servizio se il luglio 1929. permanente la “Guardia Notturna”. In quegli anni le trasfusioni venivano Oltre ai normali impegni l’Associazione effettuate esclusivamente in modo “di- torinese provvede altresì a mantenere saldo retto” tra un donatore ed un paziente, lo spirito di cameratismo fra i donatori riu- con una apposita siringa (chiamata nendoli in ogni occasione propizia per mani- Jubè). Per ogni trasfusione il medico in- festazioni, gite sportive e a dicava in grammi la quan- carattere culturale, con visi- tità di sangue prelevata al te a Mostre dirette da apposi- donatore, che doveva re- ‘‘ te guide per istruzione”. carsi nell’ospedale dove La storia dei primi 10 era ricoverato il paziente, anni di vita della sezione stendersi su un lettino ac- torinese dell’Avis è anche La famosa canto per trasfondergli il riassunta nella tabella che proprio sangue. la prima segretaria, signo- siringa Jubè Oltre alla visita medica, rina Irma Marchio, ela- consentiva al donatore venivano allo- borò con maestria. La data la donazione ra effettuati pochissimi indicata nella tabella – lu- esami. A controllo della glio 1929-dicembre 1940 – diretta sua salute e, soprattutto a differisce di un anno da del sangue salvaguardia del riceven- quella riportata nel nume- te, era indispensabile l’esa- ’’ ro unico sopra menziona- me della “Wassermann”, to. Ma i fondatori ancora questo a Torino era effet- PAGINA 8 in vita durante le celebra- tuato dall’Ufficio di Igie-
    • Le donazioni “dirette” effettuate dai volontari della Comunale di Torino dal Luglio 1929 al Dicembre 1940
    • 1 2 Foto 1: ne che riceveva le provette dai centri (animali ma in alcune religioni anche Il ricorrente richiamo trasfusionali, per accertare l’assenza, umane); pubblicato sui periodici editi a cura dell’Avis nel sangue del donatore, della allora te- • in molti modi di dire, come “Donare per invitare i donatori mutissima “spirocheta” apportatrice sangue alla Patria” oppure “Versare il ad aggiornare sistematicamente della sifilide. sangue degli innocenti” la parola sangue il controllo Agostino Cammarata, già consigliere è la parte del tutto, ovvero sangue = vita. della “Wassermann”. nazionale e membro del direttivo Torine- Ampliamo i concetti espressi da Agosti- L’unico esame praticato allora sul sangue se dell’Avis ha stilato anche una sintesi no riportando un ampio stralcio del libro del donatore delle principali attività dell’Avis in Italia “Il problema del sangue”, Edizioni Remo Foto 2: facendola precedere da una breve ma in- Sandron di Firenze, edito nel 1977 a cura Cornelio Bartorello - capo teressante indagine sul sangue e le “sco- del prof. Mazzingo Donati, direttore del reparto presso la Marus - perte” che ne resero possibile il passag- Servizio Trasfusionale dell’Arcispedale 76 donazioni gio da un individuo ad un altro, per ga- di Santa Maria Nuova di Firenze (con la rantirne in molti casi la sopravvivenza. collaborazione dei Suoi Colleghi), rite- Il sangue, (così inizia Agostino), da nendoli sempre di attualità. Nel capitolo sempre è ritenuto elemento prezioso, “Valutazione del sangue” Mazzingo Do- essenziale e sinonimo della vita stessa. nati scrive: La letteratura, le religioni e la storia ci ri- “I medicamenti prodotti dall’industria, cordano quanto fosse importante: nei Laboratori, hanno un prezzo ed è giusto • Ovidio, per esempio, nella sua Me- che sia così. Sono prodotti commerciali che si dea, descrive come la maga ringiovanì il possono vendere ed acquistare. Il sangue vecchio Esone, dopo averlo sottoposto a umano è pure un medicamento, ma non può salasso, con l’introduzione nelle sue ve- provenire che dalle vene di un essere umano, ne di un umore segreto; e deve, in conseguenza, essere un dono di • in molte religioni si offriva alle divi- una persona in buona salute ad un ammala- PAGINA 10 nità il Sangue delle vittime sacrificate to. (Documentation medico-sociale n.32 Li-
    • 1 2 gue des Sociétés de la Croix-Rouge - Geneve o di “banca”; il beneficiario o chi per esso si Foto 1: 1973). impegna a restituire il sangue trovando Angelo Savi - dipendente Fiat - 116 donazioni Così continua Mazzingo Donati: dei donatori in numero doppio per avere la Ci sono tre modi essenziali per procu- gratuità, alla pari per avere il 50% di ridu- Foto 2: Secondo Bello - falegna- rarsi il sangue: zione delle spese, oppure paga il sangue. me - 102 donazioni 1) pagando il donatore, che è frequentemente Accade spesso, continua lo scrittore, un alcolizzato od un tossicomane, che ha che il beneficiario si rivolga a donatori perio- interesse a nascondere le malattie avute, dici iscritti in associazioni, ed inseriti quindi per es. l’epatite, e ciò fa- in un programma, il quale cendo, costituisce un peri- programma viene a saltare, colo per il beneficiario e qualcuno preferisce pagare, ‘‘ getta discredito sul servi- piuttosto che accollarsi una zio (n.d.r. Nel 1977, an- difficile ricerca e contrarre no in cui fu edito il libro obblighi; se il beneficiario è di Mazzingo Donati, la Ci sono tre modi assicurato e le spese divi è al- malat- legge italiana in vigore tia sono coperte, non ammetteva le donazio- per procurarsi cuna spinta verso la ricerca di ni di sangue a paga- il sangue: donatori; occorre tenere ag- mento”. pagando, giornati una serie di registri Finalmente la Legge 107/90, sostitutiva delle contraccambiando, per il conteggio e lo scambio. 3) donazione volontaria precedenti che disciplina- donando (gratuita e benevola); è la vano il servizio trasfusio- più rispondente alle neces- ’’ nale in Italia, ha vietato sità sociali; il sangue non è tali prestazioni). venduto nè ceduto ad una 2) sistema di contraccambio istituzione. PAGINA 11
    • 1 2 3 Foto 1: È facile assicurarsi delle buone condizioni • a situazioni di emergenza pubblica (ca- Maria Zallio - casalinga - di salute del donatore, non avendo egli alcun lamità, guerre, appelli o stato di necessità); 108 donazioni interesse a nascondere dati anamnestici. Si • a interesse materiale e doveroso (denaro Foto 2: dona e si riceve il sangue nella più grande di- offerto in pagamento, senso di dipendenza, Giovanni Certosio - camionista - 102 gnità. obbligo morale di restituzione”. donazioni È un sistema più efficace ma non il più fa- L’Autore prosegue nella sua dotta ri- cile, perchè per arrivare a coprire il fabbiso- flessione facendo ogni sforzo per com- Foto 3: Giuseppe Beccaria - gno con tale sistema occorre un lavoro fati- battere il commercio allora esistente portinaio - 100 coso, costante, consistente, professionale, (anche con interventi delle industrie nei donazioni coordinato, individuale. Paesi più poveri) del sangue umano e Passando da queste premesse a condizioni con il ricorso ai datori di sangue a paga- che possono influire sulla volontà del dona- mento. tore, diciamo subito che questa volontà può Per fortuna le leggi oggi in vigore non essere originata da fattori diversi in una so- ammettono più questo “commercio” cietà che ha bisogno di spinte morali ed anzi, sanciscono pene pecuniarie e per- informative. sonali per chi trae profitti economici e fi- È chiaro che uno non si alza la mattina per nanziari “vendendo” il sangue umano. effettuare una donazione di sangue senza Dallo stesso volume riportiamo uno una sollecitazione precedente, la quale può stralcio dell’interessante “Storia della essere dovuta: trasfusione di sangue” elaborata dal • a necessità estrinseche coinvolgenti l’in- dottor Paoletto Paoletti, anch’egli – co- dividuo (familiari, parenti, amici, conoscen- me Mazzingo Donati – in organico nel ti che hanno bisogno di sangue); Servizio trasfusionale dell’Arcispedale • a necessità estrinseche coinvolgenti di Firenze. l’ambiente in cui l’individuo vive o di cui ha “Fino dai tempi più antichi l’uomo ha dato PAGINA 12 notizia (associative, religiose, comunitarie); al sangue il significato di “principio di vita”,
    • avendo compreso che una profusa emorragia romani usavano bere il sangue dei gladiatori Giuseppe Ronchetta - comportava la morte stessa o quanto meno morenti. impiegato Rai - 137 donazioni una grave compromissione dello stato di sa- Il primo tentativo di trasfusione di sangue lute e di validità fisica. È questa la ragione di da uomo a uomo, storicamente accertato, ri- Giuseppe Sada - 182 donazioni, certi riti magici in cui veniva bevuto il san- sale al XV secolo e precisamente al 1492, lo mutilato e pensionato gue di animali o perfino di altri uomini, uc- stesso anno della scoperta dell’America. A cisi in combattimento o sacrificati a sangui- Roma, in quell’anno, il medico di Papa In- narie divinità. Infatti è antica quanto la me- nocenzo VIII pensò di infondere nuova vi- dicina stessa l’idea di ridare goria al vecchio e malato la salute a organismi spossa- Pontefice, trasfondendogli ti da emorragie oppure di do- sangue prelevato a baldi ado- ‘‘ nare forza e nuovo vigore ai lescenti romani. vecchi e addirittura di rista- Poco sappiamo dei risul- bilire l’equilibrio mentale dei tati di queste trasfusioni: folli mediante l’apporto di date le conoscenze mediche sangue fresco e giovane. Non Il primo dell’epoca, se il Papa non ne sappiamo però in sicurezza tentativo morì fu già un grosso suc- se in epoche remote sia stata tentata la trasfusione di san- di trasfusione cesso. Comunque l’esperimento gue da uomo a uomo, anche di sangue risale non ebbe alcun seguito, al- se taluni storici ritengono al 1492 meno in Italia. Alcuni stori- che Egiziani e Romani l’ab- ci riferiscono che anche in biano adottata: la letteratura Francia sarebbero stati fatti ’’ medica e storica è pressochè tentativi di trasfusione con muta a tale riguardo; di sicu- sangue di fanciulli reclutati ro sappiamo da Plinio che i per le vie di Parigi a vantag- PAGINA 13
    • In cinque totalizzano gio di vecchi nobili desiderosi di “ringiova- to da alcuni Autori il vero inventore della 861 donazioni oltre 250 nire”. La trasfusione sanguigna tuttavia re- trasfusione del sangue. Ma assai più chia- litri di sangue donato stò a lungo relegata nel campo nebuloso del- ramente di Cardano e di Colle il toscano Da sinistra la magia e delle superstizioni. Francesco Folli da Poppi, teorizzò la tra- Giuseppe Ferretti Scientificamente, il concetto di trasfusio- sfusione del sangue, e proprio quale oggi es- 198 donazioni ne del sangue è nato e si è affermato in con- sa viene praticata: da uomo a uomo, con Pietro Blangetti seguenza della scoperta della circolazione sangue venoso, per mezzo di siringa. Egli 178 donazioni (ricorda le donazioni effet- del sangue (Andrea Cesalpino 1571;Wil- aveva infatti compreso che “rimettendo un tuate a lume di candela in liam Harvey 1628), scoperta di importan- poco di sangue buono nelle vene di denutri- tempo di guerra) za capitale per il progresso della medicina. Il ti o malati, si sarebbero potuti salvare da Andrea Quaglia 142 donazioni contributo della medicina italiana, almeno morte”; e, a tale scopo, ideò alcuni apparec- Giuseppe Cremonesi per quanto riguarda l’enunciazione teorica chi da trasfusione”. 161 donazioni della trasfusione del sangue fu notevole. Il L’Autore riferisce in seguito sui diver- Giuseppe Sada milanese Gerolamo Cardano (1501- si esperimenti che in alcuni Paesi euro- 182 donazioni 1576), matematico, medico e filosofo, che pei vennero compiuti, ma sempre e solo insegnò medicina a Milano, Pavia e Bolo- con trasfusioni all’uomo di sangue pro- gna, parla in una sua opera della possibilità veniente da animali. Gli insuccessi furo- di “commutare”, cioè di cambiare il sangue no peraltro molti, tanto che la Corte di per mezzo di cannula che stabilissero una Giustizia di Parigi nel 1668 (e il Governo comunicazione fra i vasi sanguigni di due Pontificio di Roma nel 1669) decretaro- diversi organismi. Giovanni Colle da Bel- no ufficialmente l’interdizione di tali luno (1558-1631),insegnante di medicina procedure. pratica all’Università di Padova, avendo “All’inizio del XIX secolo e precisamente per primo teorizzato la somministrazione nel 1824, prosegue Paoletti, l’0stetrico per via venosa di medicamenti di vario tipo londinese Iamse Blundell preconizzò decisa- PAGINA 14 (fra cui il sangue di giovani sani), è ritenu- mente l’impiego di sangue venoso umano
    • 1 2 3 per le trasfusioni nell’uomo e dette inizio ad strò che il sangue contiene due tipi di Foto 1: una nuova tecnica trasfusionale: quella del- sostanze particolari e cioè gli aggluti- a destra Luigi Milone - 143 donazioni con la trasfusione mediata o indiretta, fatta con nogeni (antigeni che si trovano alla su- Andrea Quaglia - una siringa”. Nonostante altri diversi perficie dei globuli rossi) e le agglutini- 142 donazioni tentativi, i risultati delle trasfusioni ef- ne (anticorpi liberi nel siero, pronti a Foto 2: fettuate non era incoraggiante. Su 317 “rigettare” l’ingresso nelle vene di so- Giovanni Lieuppoz - trasfusioni nell’uomo riportate nella stanze non già presenti nel sangue del operaio fonderie Limone di Moncalieri - letteratura medica dal 1840 al 1875, si ricevente). 78 donazioni registrò una mortalità del Nacquero così i tre 50%. Ciò è dovuto princi- principali “gruppi san- Foto 3: “Nell’ora in cui la morte palmente ad embolie, per guigni”: A, B e 0 (que- miete le vite umane, ‘‘ coagulazione del sangue st’ultimo senza aggluti- l’opera tempestiva del medico e il sangue trasfuso (non erano stati nogeni ma con entrambe generoso del donatore ancora scoperti gli “anti- le agglutinine, anti A e ne salvano molte coagulanti”), alla presen- anti B). Due anni dopo, za nel sangue trasfuso di Nel 1900 nel 1902, gli italiani De- germi, batteri o sostanze un medico castello e Sturli scopriro- tossiche ma, soprattutto, no un quarto gruppo, il all’incompatibilità per di- viennese gruppo AB, con ambedue versità di gruppo in scoprì i “gruppi gli agglutinogeni e senza quanto i gruppi sangui- sanguigni” agglutinine. gni non erano ancora co- Dal momento della nosciuti. scoperta di Landsteiner ’’ Fu infatti solo nel 1900 il numero di gravi inci- che il medico viennese denti a seguito di trasfu- Karl Landsteiner dimo- sioni sanguigne diminuì PAGINA 15
    • Classificazione notevolmente; ma si registravano an- sione di sangue citratato (prima immes- dei gruppi sanguigni cora degli insuccessi, dovuti soprat- so in contenitori di vetro e poi nelle at- tutto a coagulazione intervasale del tuali “sacche” di materiale plastico) è sangue trasfuso. via via cresciuta consentendo uno Fu solo nel 1914 che Hustin, professo- straordinario sviluppo alla chirurgia si- re alla Libera Università di Bruxelles no a favorire, ai giorni nostri, il trapian- applicò per la prima volta alla trasfu- to di organi anche complessi. sione la proprietà anticoagulante del Anche in medicina, con le successive citrato di sodio, sostanza dimostratasi scoperte che consentono il fraziona- innocua per l’uomo e che viene tuttora mento del plasma nei suoi vari costi- impiegata. tuenti (fibrinogeno, albumina, gam- Furono scoperti anche i “sottogrup- ma-globuline) e dei fattori plasmatici pi” e nel 1940 Wiener e Landsteiner della coagulazione, compreso il fatto- scoprirono un nuovo fattore, chiamato re VIII antiemofilico, l’utilizzo della Rhesus o Rh, la cui determinazione si trasfusione diventa d’uso quotidiano. rivelò importantissima per evitare inci- Il sangue può essere conservato anche denti trasfusionali fino ad allora ine- per 45 giorni, come sangue fresco, e sino splicabili. a due anni con il congelamento. La possibilità di ricorrere a trasfusio- L’Avis ha seguito passo per passo lo ni di sangue umano, senza temere gra- sviluppo determinato dalle varie sco- vi incidenti nacque quindi sulla spinta perte scientifiche e dalla necessità di delle necessità tragiche determinate poter disporre, in ogni momento, del dalle guerre mondiali: la prima dal sangue necessario per ogni evenienza, 1914 al 1918 e la seconda dal 1939 al donato spontaneamente dai propri vo- 1945. lontari in modo anonimo e disinteres- PAGINA 16 È quindi dal 1940 in poi che la trasfu- sato.
    • Alla fine della seconda guerra mon- Dopo la Liberazione la vita della Sezio- Alcune immagini diale l’Avis, per colmare il vuoto legi- ne si riprese, anche se i donatori rag- del primo centro trasfusionale slativo che non prevedeva il Servizio gruppati nel “comitato” non rientrarono istituito e gestito Trasfusionale tra i reparti ospedalieri, nell’Associazione. Il 29 gennaio 1953 dall’Avis Comunale di Torino diede vita a molti Centri Trasfusionali l’Alto Commissario per l’Igiene e la Sa- in via Baiardi 39 (a Torino nel 1953 d’intesa con la Clinica nità Pubblica rilasciò la prima autorizza- Ostetrica e Ginecologica dell’Univer- zione all’Avis di Torino, esaminata la ri- sità) che in seguito vennero per legge chiesta dalla stessa effettuata congiunta- trasferiti alle pubbliche mente al professor Giu- Aziende Ospedaliere. seppe Dellepiane, diretto- L’entrata in guerra del- re della Clinica Ostetrica e ‘‘ l’Italia nel 1940, il conse- Ginecologica del’Univer- guente richiamo alle armi sità di Torino, a gestire una di molti donatori e le im- emoteca avente sede pres- posizioni dettate dal Go- La sottosezione so la Clinica stessa. verno allora in carica e San Paolo Il relativo decreto fu tra- non accettate dai Volonta- ha avuto smesso al Sindaco di Tori- ri, portarono gli avisini a no per la consegna all’A- raggrupparsi in un “co- un ruolo vis con lettera n°6798 del mitato di donatori di san- importante Prefetto in data 10 agosto gue” che si pose princi- nella crisi 1953. Nacque così il Cen- palmente a disposizione tro Tecnico Scientifico per dell’illustre chirurgo pro- torinese la Trasfusione del Sangue ’’ fessor Achille Mario Do- la cui direzione sanitaria gliotti consentendogli i fu affidata al compianto più arditi interventi. dottor Lorenzo Cagliero. PAGINA 17
    • MANCA FOTO LUSSETTI 1 2 3 Foto 1: Nel gennaio del 1954 un gruppo di Galazzo, Costanzo Orsini, Edgardo Pa- Giovanni Lussetti fondatore avisini torinesi, fra cui Pietro Castelli, purello, Giuseppe Sburlati, Armando del gruppo Avis Fiat Giovanni Centa, Mario Giachino, Pao- Segrè, Sergio Tibaldo, Italo Vaschetto, lo Musso e Paolo Zopegni costituisco- Carlo Mantelli, Gino Nagliati e molti al- Foto 2: Luciano Penna no la sottosezione San Paolo che avrà un tri, fra cui i responsabili delle diverse se- cofondatore del gruppo ruolo importante nella crisi verificatasi zioni della Fiat a cui i dipendenti, dell’a- Avis Fiat e ideatore nell’Avis di Torino nel 1957. zienda, e volontari Avis, potevano ricor- del CCS-Avis (Centro Culturale Nel 1956 su iniziativa dei volontari Gio- rere per ogni necessità. e Sportivo) vanni Lussetti e Luciano Nel 1957 scoppiò una ve- Foto 3: Penna viene costituito il ra crisi che minacciò la stes- La sede del gruppo gruppo aziendale Avis sa esistenza della sezione ‘‘ “San Paolo” Fiat. Dai 28 soci iscritti nel- torinese dell’Avis. In quel- che ha avuto un ruolo importante l’anno di fondazione si so- l’anno gli iscritti alla sezio- per l’Avis di Torino no raggiunti, nel 1996, i ne di Torino elessero a loro 7.000 volontari dipendenti presidente il professor Ce- dei vari gruppi Fiat sparsi sare Rotta, allora capo dei in tutta Italia. Si costituisce servizi sanitari Fiat. Poco Nel direttivo del gruppo il gruppo incline ad assoggettarsi al- si sono avvicendati, oltre a aziendale le disposizioni impartite Lussetti e Penna, i volonta- dall’Avis Nazionale, il pro- ri: Giorgio Bernardi, Fran- Avis Fiat fessor Rotta decise, nel cor- co Boero, Franco Buffa, so di una assemblea, di dar Vincenzo Bussolino, Pie- vita ad un nuovo organi- ’’ tro Castelli, Virginia smo: l’Associazione Dona- Choller, Rolando Del Pra- tori di Sangue del Piemon- PAGINA 18 to, Lenilda Desderi, Piero te, ora inserita nella Fidas.
    • 1 2 I Volontari che parteciparono a quella tuazione deficitaria, con una sede sociale Foto 1: riunione sentirono parlare di fusione senza neanche le sedie. Dovettero rim- Il geometra Tomaso Chierotti fra gli iscritti all’Avis ed i donatori rima- boccarsi le maniche per ricominciare tut- nominato sti nel “comitato” ed approvarono la co- to da capo, combattendo anche contro la vice commissario straordinario stituzione del nuovo ente. Pochi in ef- violenta e denigratoria campagna di dell’Avis Comunale fetti compresero che l’Avis sarebbe sta- stampa che l’Associazione Donatori di di Torino ta sciolta. Un centinaio di iscritti tutta- Sangue del Piemonte iniziò da allora Foto 2: via si ribellò a quella decisione; in (mettendo in cattiva luce l’Avis in tutti gli Il bilancio conclusivo un’accalorata riunione tenuta nella sot- ambienti torinesi) e continuò fino a pochi della gestione tosezione San Paolo fu deciso di chiede- anni fa. Nominato presidente il dottor commissariale e la presa in carica re l’intervento della sede nazionale del- Arnaldo Colombo, i Volontari torinesi ri- dell’Avis di Torino l’Associazione. Nel frattempo l’Avis di trovarono un clima sereno, un’ammini- dal dottor Arnaldo Colombo Torino fu chiusa, i telefoni rimossi, tutto strazione efficiente ed onesta, la volontà il materiale asportato, compresi gli di ribattere con fatti concreti a tutte le ma- schedari, registri, mobili e arredi. le parole ricevute, senza peraltro prestar- La sede nazionale nominò Eugenio si a scendere in polemica con quanti, do- Orefice, allora vice presidente, commis- po tutto, avevano affossato l’Associazio- sario alla Sezione Comunale di Torino. ne. Ed il numero dei soci effettivi crebbe La prima azione del commissario fu di anno in anno così che la forza della Se- quella di chiedere, con ingiunzione del zione di Torino dell’Avis passò da 120 tribunale, la restituzione all’Avis di iscritti rimasti nel 1957 a 3.004 nel 1969. quanto di sua pertinenza. Purtroppo ri- DICEMBRE 1958: esce il 1° numero tornò ben poco e resta difficile pertanto della nuova edizione di Corriere Avis, ricostruire l’attività svolta prima del edito a cura della sezione Comunale di 1957. I pochi Volontari rimasti fedeli alla Torino con la collaborazione dei Centri bandiera avisina si trovarono con una si- Trasfusionali di Torino e Rivoli Torine- PAGINA 19
    • Il presidente Avis se. Direttore responsabile Orlando Ce- sigliere dell’Avis Comunale di Torino e comunale , roni; comitato di redazione Orlando Luigi Gili, presidente Avis di Pianezza. Arnaldo Colombo, si congratula Ceroni, Enrico Dasso, Giovanni Tosco. Nel resoconto il dottor Colombo ha rile- per il distintivo d’oro Il Corriere ha quindi sostituito il perio- vato, come nel periodo che va dal 22 no- meritato dal giovane donatore dico Conoscere edito a cura dell’Avis di vembre 1957 (data in cui è stato nominato Giacomo Curti, Rivoli che, gestendo un proprio centro amministratore del centro trasfusionale al suo fianco il segretario trasfusionale, aveva permesso la conti- torinese) al 31 dicembre 1958, le infusioni Giovanni Tosco e Armando Arboco nuazione dell’attività svolta nelle se- di sangue sono risultate 3.748 e quelle di consigliere incaricato zioni comunali della pro- plasma 884. I gruppi san- per l’assistenza vincia, nonostante la crisi guigni determinati sono ai Volontari che determinò la tempo- stati 2.997 e gli esami emo- ‘‘ ranea chiusura della se- diagnostici effettuati 256. zione di Torino. In centimetri cubi il san- FEBBRAIO 1959: prima gue prelevato in detto pe- riunione del consiglio di Una delle prime riodo totalizzava 1.119.550. amministrazione del Cen- distribuzioni I prelievi sono stati in tota- tro Trasfusionale Avis, con delle le 3.787 (con una media sede in Torino, via Baiardi per prelievo di circa 300 39. Presenti il comm. Euge- “benemerenze” cc) di cui 1.467 di gruppo nio Orefice, vice-presiden- al merito zero, 1752 di gruppo A, te nazionale, il dr. Arnaldo trasfusionale 393 di gruppo B e 175 di Colombo, presidente del- gruppo AB. Per la parte l’Avis Comunale di Torino risale al 1959 amministrativa, dopo ’’ e i consiglieri Piero Ampri- avere sottolineato l’insuf- no, presidente Avis Giave- ficienza delle tariffe di PAGINA 20 no, Armando Arboco, con- rimborso spese trasfusio-
    • Foto 1: Con Arnaldo Colombo la prima segretaria della “comunale di Torino” Santuzza Baratto e Lucia Vesco del consiglio direttivo in una delle prime edizioni della Befana Avis. Foto 2: I volontari Sartori, Beilis e Omegna nelle sontuose vesti dei tre re Magi, durante una delle prime “Befane” avisine. Foto 3: Franco Boero e Piero Galazzo ripresi da Ciro Chierotti mentre trasportano i pacchi dono.
    • 1 2 3 Foto 1-2: nali, il dottor Colombo ha così concluso ciazione Nazionale Volontari Italiani Le prime immagini la sua relazione: del Sangue (A.V.I.S.). dell’emoteca Avis di Torino diventato poi “Intanto, con notevoli sforzi, è stato possi- La Camera dei Deputati ed il Senato Centro tecnico-scientifico bile ridurre i debiti ereditati dalle precedenti della Repubblica hanno approvato: per la trasfusione del sangue amministrazioni da lire 4.307.101 a lire IL PRESIDENTE DELLA REPUB- 2.602.181)”. BLICA Foto 3: APRILE 1959: il Corriere Avis pubbli- promulga la seguente legge: La preghiera del Donatore ca la preghiera composta personalmen- composta te da papa Giovanni XXIII per i donato- Art. 1 - È riconosciuta a tutti gli effet- da papa Giovanni XXIII ri di sangue. ti giuridici l’Associazione Nazionale MAGGIO 1959: Arnaldo Colombo Volontari del Sangue (A.V.I.S.) con se- subentra ad Enrico Dasso nel comitato de in Milano. Essa promuove, coordina di redazione ad assumerà la veste di e disciplina le attività delle Sezioni pro- Fondatore del periodico Corriere Avis. vinciali e comunali dei Volontari del GIUGNO/LUGLIO 1959: celebrato il Sangue. trentennio di fondazione. Presenti una sessantina di labari e le autoemoteche di Art. 2 - Sono abrogate le disposizioni Milano, Roma, Novara, Asti, Rivoli e contenue nell’art. 2, lettera c), del de- Torino provinciale. Brillante discorso al creto legislativo del Capo provvisorio Teatro Alfieri del senatore Oscar Luigi dello Stato 13 novembre 1947, n. 1256, Scalfaro. Benedetto il labaro della Co- e tutte quelle non compatibili con la munale. presente legge. Roma, addì 20 febbraio 1950. LEGGI F.to Einaudi, Presidente della Repub- LEGGE 20 febbraio 1950, n. 49. blica; De Gasperi, presidente Consiglio; PAGINA 22 Riconoscimento giuridico dell’Asso- Piccioni, Guardasigilli.
    • SETTEMBRE 1959. Costituita a To- NOVEMBRE 1959. Si annuncia l’in- I gioani avisini - rino la sezione giovanile dell’Avis, il 9 no dell’Avis composto dal maestro Ma- della squadra prelievi da sinistra, settembre. L’11 settembre sono stati di- rio Chiantore con le parole di Albino Pa- Giorgio Ferlanti, stribuiti gli incarichi di: presidente a violo. La banda degli Alpini di Torino lo Vincenzo Sartori, Walter Kolliger, segretario a Franco eseguirà il 6 dicembre in occasione del- Emma Calvi e Carlo Omegna Gallofrio, amministratore a Benito la sfilata indetta per solennizzare la Buia. Per lo spettacolo il comitato ha de- XXIII Assemblea nazionale convocata signato Ferruccio Casconi e Umberto dal 6 all’8 dicembre nel salone dell’U- Taccola; per la cultura Albertina Pagani; nione Industriali torinese. Presente il per la stampa e pubblicità Anna Maria fondatore, dottor Vittorio Formentano e Dogliotti; per il turismo Carlo Nanni e scambio di doni con il sindaco, Amedeo per lo sport Carlo Tagiuri. Convenuta la Peyron. convocazione del consiglio ogni venerdì DICEMBRE 1959. La Commissione alle ore 21 presso la sede di via Principe per l’Assistenza della comunale di Torino Tommaso 39, la prima manifestazione è invita i volontari ad accompagnare i pro- stata fissata per il 4 ottobre per una pre- pri figlioli, di età non superiore ai 10 an- sa di contatto con l’Aeritalia per una ni, in via Principe Tommaso 39, il 6 gen- prova trasfusionale dei paracadutisti ap- naio dalle 10 alle 12 per il ritiro dei doni. pena dopo effettuato il lancio. È l’inizio della “Befana Avis”. OTTOBRE 1959. Una delle prime LUGLIO 1960. Nuove cariche sociali “giornate del volontario” celebrata nella alla Comunale di Torino. Votanti 215, sede di via Principe Tommaso 39. Con il schede nulle 19. Sono risultati eletti: dr. dottor Colombo, il segretario Giovanni Arnaldo Colombo, presidente; Armando Tosco mentre chiama i benemeriti pre- Arboco e Giovanni Tosco, vice-presiden- miandi e sullo sfondo Armando Arboco, ti; Alessandro Fisso segretario e ammini- titolare della commissione assistenza. stratore; consiglieri Aldo Aluffi, Eugenio PAGINA 23
    • 3 1 2 4 Foto 1: Bianchero, Tomaso Chierotti, don Ugo GENNAIO 1961. Nel tentativo di illu- La giovane Dovis, Renzo Fiorano, Paolo Musso, strare l’importanza e l’attività dell’Avis Maria Rudà dona il proprio sangue Giuseppe Pollarolo, Giuseppe Ronchetta, anche al di fuori del ristretto numero di vo- dopo essere discesa Lucia Vesco Zanutta. Revisori dei Conti lontari, a cui è inviato il Corriere Avis, con il paracadute dr. Carlo Grangetti, dott. Guido Salvi e l’organo ufficiale dell’associazione avisi- Foto 2: Antonino Galliano (supplenti Carlo Pa- na torinese, viene edito il primo numero Orsola Bianco Morello gliaretta e Aldo Rocchi). Probiviri col. del periodico “Pensiero e Azione Avis” aveva raggiunto le 300 donazioni Giovanni Masoero, Felice Milone e Ar- che riporta articoli di interesse generale ol- di sangue mando Segrè. tre che una sintesi di ciò che l’Avis ha rea- Foto 3-4: OTTOBRE 1960. È deceduta l’avisina lizzato. I testi sono offerti gratuitamente I giovani avisini Orsola Bianco Morello. Aveva al suo atti- dalla Gazzetta del Popolo, su iniziativa del iniziano a trascorrere vo 300 donazioni di sangue. La Sua me- giornalista Piero Onida che in seguito diri- le ricorrenti serate del martedì nella sede del daglia d’oro è stata, per Suo ultimo desi- gerà le pubblicazioni Avis. La promozio- Circolo Ligure di Torino derio, offerta per appuntarla al labaro del- ne, per ottenere sponsor e mitigare le spe- per l’interessamento del la sezione Avis di Torino. se editoriali è affidata a Luigi Mazza. Le dottor. Colombo DICEMBRE 1960. Il dottor Lorenzo fotografie di copertina sono in gran parte Cagliero, dirigente del centro trasfusiona- attuate, ed offerte gratuitamente all’Avis, le di via Baiardi 39, a Torino, illustra in un dal prof. Corrado Camandone. interessante articolo la “nuova terapeuti- FEBBRAIO 1961. Terza assemblea ca applicata alla ostetricia ha salvato da del gruppo AVIS-FIAT, che raggruppa sicura morte molti piccoli pazienti”. Nel- 174 avisini di Torino e provincia. Rinno- lo studio di via Baiardi 39 erano affisse di- vato il direttivo che conferma Giovanni verse fotografie di bambini salvati con Lussetti capo-gruppo, Luciano Penna l’exanguino trasfusione, eseguita con sua vice e Armando Segrè segretario. maestria della équipe guidata da Lorenzo Nel corso della giornata del volontario, PAGINA 24 Cagliero. al Teatro Adriano (circolo Ferroviario)
    • sono distribuiti 13 distintivi d’oro con APRILE-MAGGIO 1961 (corsi e ri- L’inno dell’Avis fronde a: Actis Grosso Teodoro (120 do- corsi nella storia che evidentemente si ri- composto dal Maestro Mario Chiantore nazioni), Alpignano Umberto (100), pete). Queste le rivendicazioni dell’Avis sui versi di Albino Paviolo Boero Giuseppe (121), Castelli Pietro sostenute presso il Medico Provinciale, (104), Cremonesi Giuseppe (136), Cuc- non dissimili a quelle utilizzate negli an- co Giovanni (126), Journè Luisa Leona ni successivi: “Per ogni flacone di sangue (102), Limone Giacomo (109), Milone conservato il centro trasfusionale perde Luigi (137), Paniati Giuseppe (150), Pi- oltre mille lire”. La nostra opera è e vuo- va Ernesto (105), Quaglia Andrea (133) le restare gratuia, essa però deve soste- e Ronchetta Giuseppe (129). Distribuite nersi con un bilancio adeguato alle esi- anche 5 medaglie d’oro a Asfodeli Tere- genze d’una metropoli. Le tariffe rimbor- sa Masseria (75 donazioni), Cosso Tere- so/spese a Torino inferiori del 50% a sa Gaido (75), Dovis don Ugo (76), Ger- quelle di Milano. Nemmeno coperte le tosio Giovanni (94), Grosso Pietro (75). spese vive del materiale. Il Gruppo Giovani ha rinnovato il diret- GIUGNO 1961. Ottomila specialisti tivo con votazioni presiedute da Sandro sono convenuti da tutti i Paesi. Le gior- Fisso, delegato dal dr. Colombo. Sono nate medico-chirurgiche di Torino hanno risultati eletti: Vincenzo Sartori, Franco assunto un’importanza mondiale. Pre- Gallafrio, Benito Buia, Carlo Nanni e sente l’Avis nel palazzo delle Esposizioni Luciano Visconti. Alfiere Basiulio Ar- al Valentino con uno stand che ha ottenu- sieni. to la medaglia d’argento. Con un’efficace MARZO 1961. Costituito il gruppo documentazione fotografica è stata ram- Avis fra i donatori della Cassa di Rispar- mentata la storia della nostra Organizza- mio torinese. Promotore e capo-gruppo zione (rinata nel 1947 dopo la soppres- Eugenio Bianchero. In seguito il gruppo sione imposta dal fascismo 10 anni pri- si è reso “autonomo”. ma). I lusinghieri risultati: 200 mila soci PAGINA 25
    • Delia Scala donatori, 568 sezioni comunali, 62 pro- LUGLIO 1961. Il professor Giuseppe e Domenico Modugno vinciali, 65 centri trasfusionali e 31 au- Dellepiane illustra i problemi relativi ai hanno donato il loro sangue toemoteche. volontari ed ai centri trasfusionali. “In- all’emoteca mobile Inaugurata Italia-61. In 463 gli avisini terventi operatori di vasta portata un tem- dell’Avis collocata in piazza San Carlo partecipanti alla gita sociale nel Verbano. po ritenuti impossibili, oggi possono at- a Torino Noleggiata la motonave Torino per la mini tuarsi con risultati veramente miracolosi: crociera sul lago. Nel gruppo giovanile: a condizione però che si possa disporre di nozze Vincenzo Sartori con Gemma Toset- notevoli quantità di sangue. L’importan- to. Il Corriere Avis rinnova za della terapia emotrasfu- il comitato di redazione: sionale nel campo dell’o- Arnaldo Colombo assume stetricia. I rapporti tra cen- ‘‘ la carica di Direttore Re- tri trasfusionali e donatori. sponsabile, in sostituzione Occorre potenziare l’orga- di Orlando Ceroni. Nel Co- nizzazione tecnica e ammi- mitato di redazione suben- nistrativa. Necessaria la trano Remo Grigliè, gior- Due grandi campagna di propaganda nalista de La Stampa, Ales- personaggi Avisina. sandro Fisso ed è riconfer- AGOSTO-SETTEM- mato Giovanni Tosco. Du- dello spettacolo BRE 1961. Delia Scala e rante i festeggiamenti di donano Domenico Modugno dona- Italia-61 molte le visite a il loro sangue no il sangue sulla “roulot- Torino di gruppi di volonta- te” dell’Avis in piazza San ri provenienti da tutta l’Ita- Carlo, a Torino. In rappre- ’’ lia a cui consiglieri ed atti- sentanza del gruppo giova- visti avisini torinesi hanno ni Roberto Trompeo, oggi PAGINA 26 fatto da guida. “croce d’oro”.
    • Alcune foto del professor Corrado Camandone per le copertine del periodico “Pensiero e Azione Avis” edito dal gennaio 1961 per illustrare l’attività dell’Associazione anche ai non iscritti
    • 1 Ricordi del 30° anniversario di fondazione 2 Foto 1: Il vescovo bacia il labaro benedetto; dietro all’alfiere, la madrina del labaro, signora Maria Elisabetta Liore Foto 2: Il corteo in corso Principe Eugenio Foto 3: Una parte della colonna delle emoteche in 3 piazza San Carlo
    • ALCUNI STRALCI DEL BRILLANTE Trentennio Avis Torino E COMMOVENTE DISCORSO DELL’ONOREVOLE OSCAR LUIGI SCALFARO ...“Qui ci sono i donatori di possono anche essere messe l’incenso, se sapessi che è il PER IL sangue, ci sono quelli che li su un piano molto reale”. sangue di una che prega tutto hanno organizzati, quelli che TRENTENNIO ..“Al mondo ci sono anche i il giorno direi: mi sta rovi- li hanno fondati. contratti, non diciamo mica nando la tranquillità dello AVIS TORINO Capita molte volte al mondo una cosa sporca, ci sono scritti spirito, invece lo prendo e lo così: ci sono quelli che parlano nel codice, il Codice è una co- digerisco con facilità. Che e quelli che fanno, ci sono sa pulita che vale per persone bellezza, vero? che cosa stu- quelli che fanno il discorso – pulite, in genere. Ma, quando penda!... ma la frase può parere un po- si parla di contratto, si dice: ho ...La gratitudine è un fiore chettino eccessiva – sulla pel- venduto, ho consegnato per raro e quando si incontra fa le di quelli che invece fanno i avere questa contropartita, un piacere immenso, e quan- sacrifici; vi sono le persone non si parla di dono”. do non la si trova si sente che che donano se stessi per la Pa- ...“Il dono del sangue è un si ha bisogno di trovarla. Co- tria e poi ci sono quelli che dono di una parte di sé, vorrei loro che danno il sangue ri- fanno il discorso e fanno com- dire che è il dono di una parte nunciano alla gratitudine. Ri- muovere gli altri. della propria vita. nunciano a un uomo che dice Ora vedete, parlare è faci- Il sangue. Il sangue per i fi- grazie, rinunciano a un atteg- le, fare, vivere è un po’ più gli, dalla generazione mater- giamento dello spirito, rinun- difficile. na, alla donazione di ogni gior- Proviamo a meditare insie- no, a sacrifici cruenti, eroici, me: su che cosa? che sono segnati dalla cronaca Su un dono che è iniziato quasi di ogni giorno. Il san- trenta anni fa. Non è iniziato gue, il sangue per una persona 30 anni fa, perché una volta cara, il sangue per un amico, il io ho letto qualche cosa sulla sangue per difendere persone storia di queste trasfusioni che non si conoscono: è del- del sangue; mi pare che si l’altra settimana la morte di un riallaccino a delle pratiche capitano di aviazione nel cielo mediche che vanno ben più di Roma, che anziché lanciarsi indietro di 30 anni fa. Ma col paracadute poiché vedeva trenta anni fa è nata in modo che l’apparecchio sarebbe ca- ufficiale questa associazione duto di schianto su delle case, la quale vuole soprattutto lo ha guidato fino a morire in- propagandare questa dona- sieme, per impedire la morte zione, vuol far sentire la bel- di persone che non ha mai vi- lezza di questo dono, che è un sto, le avrà viste qualche se- dono. E un dono è una cosa condo dopo nella riconoscen- importante, perché certe vol- za del Padre che è nei cieli. ciano a una dolcezza umana, Teatro Alfieri te noi diciamo che donare è Ed ecco il primo avverbio ci rinunciano”. Sua eccellenza una cosa bella, una cosa so- che è scritto nei sacri testi ...“E insieme ecco l’altro on. Oscar Luigi Scalfaro lenne, una cosa eroica, poi dell’Avis: anonimamente. avverbio: gratuitamente. pronuncia il discorso ufficiale quando ci capita di dover do- Non si sa. È scritto che il Donatore dà nare abbiamo una visione un Se io un giorno avrò biso- anonimamente e gratuitamen- po’ diversa. gno di sangue, non si sa di chi te. Si dovrebbe dire: che gra- Dono vuol dire dare qual- sia, non lo so. È anche bene tuitamente è se poi facciamo le che cosa di proprio a un altro che sia così; magari è di un decorazioni? E vi pare che la senza presentargli il conto. mio collega dell’estrema si- medaglia d’oro sul petto di un Né subito, né un mese dopo, nistra che è alla Camera, io cittadino che si è sacrificato né attraverso gli eredi. mi sentirei caldo per quindici per la Patria sia una paga? La Dono vuol dire dono. In ge- giorni e invece non lo so, è medaglia non è mai una paga. nere quando si parla del dono bene che sia così; magari è di La medaglia è soltanto un se- si pensa alle mamme, si pensa una suora di clausura e io so- gno che vuole richiamare l’at- a cose che possono essere no uno al quale dà un po’ di tenzione di altri perché ne se- messe su un piano poetico ma fastidio l’odore dei ceri o del- guono l’esempio... PAGINA 29
    • Torino celebra il centenario dell’Unità d’Italia. Molti i gruppi di avisini che giungono da ogni parte del Paese e vengono assistiti dai nostri attivisti che diventano, per l’occasione, altrettanti “Ciceroni” Foto 1: Il celebre palazzo del lavoro concepito e realizzato dall’ingegnere Pier Luigi Nervi Foto 2: La monorotaia che univa il palazzo del lavoro con il Palavela Foto 3: Il laghetto,nello sfondo il Palavela
    • ...C’ERA UNA VOLTA... Tante belle favole iniziano con queste parole, dando libero sfogo alla fantasia ed ai sogni. Anche noi vo- gliamo cominciare la nostra storia con queste parole, perché è cominciata con un sogno, un desiderio: ades- so attraverso dei flash cercheremo di narrare questa meravigliosa favola, che è la storia vissuta della nostra associazione: 1926 Un giovane medico, amareggiato dal decesso di pazienti che non potevano permet- tersi la trasfusione (all’epoca il sangue era a pagamento e costava (l’indennizzo a chi lo forniva era di 850-900 lire) lancia un appello sul Corriere della Sera, a cui rispon- dono in 17. 1927 (27 maggio). Nasce l’Associazione che introduce in Italia il concetto di donazione VO- LONTARIA, GRATUITA E ANONIMA. 1929 Nasce a Torino la sezione Avis. 1932 (24 aprile). A Milano si riunisce il 1° Convegno nazionale del volontari del Sangue, vie- ne approvato lo statuto. L’associazione assume il nome di AVIS. (10 dicembre). Concessione dell’alto patronato da parte delle LL.MM.: il Re e la Regina d’Italia. 1933 (22 ottobre). 2° Convegno Nazionale a Milano. 1934 (30 settembre). 3° Convegno Nazionale a Montecatini Terme. 1935 (17 gennaio). Nasce il 1° Gruppo organizzato. La Direzione Centrale di Sanità del Co- mando della Milizia Nazionale autorizza la costituzione di gruppi di Volontari del San- gue in seno alla Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale, col Controllo e secondo l’or- ganizzazione dell’AVIS. (25 settembre). 4° Convegno Nazionale a Roma. 1936 (20 agosto). Costituzione dell’Associazione Nazionale Donatori di sangue. Il D.M. im- pone anche la nomina dei dirigenti da parte del regime. I soci continuano a chiamarla Avis. (18 ottobre). 5° Convegno dell’Associazione a Milano. 1937 Nascono a Milano i primi Gruppi Aziendali: Servizi municipali, Vigili del fuoco, Vigi- lanza Notturna, Dipendenti Comunali, Caproni, Alfa Romeo. Le sezioni provinciali so- no 68, i volontari 8.000. 1938 (9 gennaio). 6° Convegno Nazionale a Genova.
    • 1946 (24 febbraio). L’8° Convegno Nazionale elegge il dr. Formentano presidente nazionale e stabilisce la sede nazionale a Milano. 1947 (1 gennaio). Nasce il mensile dell’Avis Milanese (e poi dell’Avis Nazionale): SOS. (14 settembre). 8° Assemblea Nazionale ad Ancona. 1948 (9 ottobre). 9° Congresso Nazionale a Roma. Nell’occasione c’è l’udienza privata con il Papa. 1949 10° Consiglio Straordinario, contro il tentativo di sottrarre all’Associazione il servizio trasfusionale. 1950 (20 febbraio). Il riconoscimento giuridico dell’Avis viene decretato con una legge. 12° Congresso Nazionale a Bologna con approvazione del regolamento. (11 giugno). È a Firenze il 13° Congresso Nazionale. Il dr. Formentano, in un articolo, esprime la convinzione che è necessario penetrare anche nell’Italia meridionale. 1951 (25 febbraio). In tutta Italia si celebra la giornata del Volontario del sangue. (Luglio). Il Premio Candido (1.000.000 di lire per il migliore Italiano del mese) va al dr. Formentano. 1952 (8 dicembre). 14° Assemblea Nazionale a Napoli. 1953 I donatori in Italia sono 107.742 e le trasfusioni 730.000. 1955 (26 giugno). 19° Congresso Nazionale a Roma. (Dicembre). In Lussemburgo nasce la FIODS - Federazione Internazionale Organizza- zioni Donatori Sangue. 1956 (29-30 settembre). 20° Congresso a Trieste. Supplemento al Corriere Avis n° 2 - Marzo/Aprile 2006 - Direttore Responsabile Sandro Fisso 1957 (novembre). 21° Assemblea Nazionale a Milano. 1958 (agosto). A Roma il 7° Congresso della trasfusione sul tema: uso e abuso della trasfu- sione. A Bruxelles, i partecipanti al congresso della FIODS, eleggono il dr. Formentano presidente. 1959 Il Papa Giovanni XXIII riceve i donatori di sangue. Il Papa scrive la Preghiera del do- natore. 23° Assemblea Nazionale a Torino. 1960 (ottobre). A Milano 2° Congresso FIODS a cui partecipa l’arcivescovo mons. Montini (Papa Paolo VI). (Novembre). 24° Assemblea Nazionale a Roma. 1961 (novembre) Assemblea Nazionale Avis - l’intervento di 287 delegati in rappresentanza di 100.000 iscritti.