Piano di Educazione alla Sostenibilità 2013/2015 della Provincia di Cagliari

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Piano di Educazione alla Sostenibilità 2013/2015 della Provincia di Cagliari. Info: http://marraiafura.com/piano-di-educazione-alla-sostenibilita-della-provincia-di-cagliari

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  • 2. Provincia di Cagliari – Provincia de CastedduAssessorato delle Politiche Ambientali, Energia e Tutela del territorioAssessore Ignazio ToluSettore AmbienteDirigente Alessandro SannaUfficio Sviluppo Sostenibile – Nodo In.F.E.A.Responsabile Giuseppina LiggiAlessandro BordigoniRosalba PinnaSimone PuscedduVia Cadello 9 – 09121 Cagliariwww.provincia.cagliari.it/ambienteTel.: 070 5284525E-mail: infea@provincia.cagliari.itConsulenza per la redazione del Piano e facilitazione del processo diprogettazione partecipataSerenella Pacicon la collaborazione di Giusy F.M. Doneddu, Elena Lai, Luca Lorrai, MarcoPiccolo, Laura Pili.Il processo di progettazione partecipata si è svolto nella sede della Provincia, neilocali del Parco di Monte Claro e del Nodo InFEA, e presso l’Edificio Sali Sceltidel Parco Naturale Regionale Molentargius Saline.Un ringraziamento speciale atutti i partecipanti al processo di definizione del Piano per il contributo attivo, lacompetenza e l’impegno profusi.Marzo 2012 2
  • 3. “Investire nell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile (ESS) significa investire nel futuro…” Conferenza Mondiale UNESCO sull’Educazione allo Sviluppo Sostenibile Bonn, 2009 3
  • 4. INDICEPREMESSA 61. IL PROCESSO DI PROGETTAZIONE PARTECIPATA 11L’approccio metodologico: perché attivare un processo partecipativo 11per la definizione del Piano?Quali metodologie per facilitare la partecipazione? 14Gli stakeholder: chi ha portato un contributo attivo al processo? 16Quale percorso di lavoro per la definizione del Piano? 19Quale percorso metodologico per la definizione del Piano? 232. DALL’EDUCAZIONE AMBIENTALE ALL’EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ 29Un viaggio attraverso la Sostenibilità: le tappe internazionali e 29nazionaliLe politiche per la Sostenibilità Ambientale della Regione Sardegna 45Il concetto di Educazione alla Sostenibilità emerso nel 1° workshop 47Il concetto di Educazione alla Sostenibilità promosso dal DESS 513. LE POLITICHE PER LA SOSTENIBILITÀ DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI 55Le iniziative promosse dall’ufficio Sviluppo Sostenibile dell’Assessorato 55AmbienteLe altre iniziative per lo Sviluppo Sostenibile promosse dalla Provincia 63Le indicazioni emerse dagli incontri con la componente politica 64L’analisi partecipata dei problemi ambientali realizzata nel 2° 68workshop4. LE SCHEDE DI AZIONE DEL PIANO DI EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ 79Azione 1 Mobilitiamo - promozione della mobilità sostenibile 80Azione 2 L’energia siamo noi! 82Azione 3 Creazione di una rete di osservatori del paesaggio 84Azione 4 Salviamo l’ambiente costiero 86Azione 5 Il mio territorio 88Azione 6 Impariamo recuperando insieme 89Azione 7 ConsumAttore - filiera corta e agricoltura naturale 91 4
  • 5. Azione 8 Recupero dell’agri-cultura 93Azione 9 Differenziamoci: Rifiuto=Risorsa 94Azione 10 Di che acqua sei? 95Azione 11 La rete per l’Educazione alla Sostenibilità della Provincia 98 di CagliariL’integrazione delle azioni del Piano con le politiche pubbliche per la 99sostenibilitàLe risorse finanziarie del Piano 1015. LA GOVERNANCE DELL’EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ IN PROVINCIA DI CAGLIARI 105Il Sistema InFEA della Regione Sardegna 105Il Sistema InFEA provinciale 106La Rete per l’Educazione alla Sostenibilità della Provincia di Cagliari 113L’attuazione del Piano di Educazione alla Sostenibilità della Provincia 116di Cagliari6. ALLEGATIAllegato 1 – Avviso pubblico per la raccolta di Manifestazioni di Interesse e Schema di domandaAllegato 2 – Elenco dei partecipanti al processo di definizione del PianoAllegato 3 – Procedura PCM/GOPP di identificazione partecipativa di un progettoAllegato 4 – Percorso metodologico PCM/GOPP svolto dai 10 gruppi di lavoro: analisi dei problemi, albero dei problemi, albero degli obiettivi, ambiti di intervento, Quadro Logico.Allegato 5 – Schede di azione elaborate dai 10 gruppi di lavoro. 5
  • 6. PREMESSAIl Piano di Educazione Sono quattro i principi fondamentali che hanno guidatoAmbientale e alla la definizione del Piano di Educazione Ambientale e allaSostenibilità della Sostenibilità della Provincia di Cagliari:Provincia di Cagliari la partecipazione degli attori locali, l’approccio del Project Cycle Management (PCM) e la progettazione partecipata con la metodologia del Goal Oriented Project Planning (GOPP), l’Educazione alla Sostenibilità quale strumento di life long learning per tutti, l’integrazione con le politiche pubbliche per la Sostenibilità.La partecipazione L’Ufficio Sviluppo Sostenibile dell’Assessorato alle Politichedegli attori locali Ambientali, Energia e Tutela del Territorio della Provincia di Cagliari, già da diversi anni, promuove con efficacia processi partecipativi, quali l’Agenda 21 Locale per progetti pilota, l’Agenda 21 Tematica per gli Acquisti Pubblici Ecologici con il progetto “In Provincia di Cagliari si acquista verde”, un progetto partecipato sul tema dei rifiuti, e numerose altre iniziative. Negli anni l’ufficio ha fatto proprio l’approccio “bottom up”, il coinvolgimento degli stakeholder nella programmazione ed attuazione dei suoi interventi nel territorio, promuovendo un modello innovativo di governance delle politiche di sostenibilità ambientale. Nel momento in cui la Provincia ha deciso di definire un Piano di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità, è stato naturale dunque adottare, per la sua definizione, un approccio decisionale inclusivo di tutti i punti di vista rilevanti sul tema.L’approccio del PCM L’approccio metodologico scelto per la redazione del PianoProject Cycle di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità della Provincia diManagement e la Cagliari è il PCM - Project Cycle Management.progettazione L’approccio integrato del PCM, promosso dall’Unionepartecipata con la Europea negli anni novanta, nasce con l’obiettivo dimetodologia del GOPP migliorare la qualità e l’efficacia di programmi, piani e progettiGoal Oriented Project attraverso processi decisionali di programmazione,Planning pianificazione e progettazione maggiormente inclusivi. Il percorso di progettazione partecipata è stato facilitato con la metodologia del GOPP - Goal Oriented Project Planning, che ha permesso di ottenere, a partire dall’analisi dei problemi ambientali del territorio, le matrici di progettazione per obiettivi, che costituiscono le Schede di azione del Piano. Un approccio partecipativo innovativo, nelle modalità e 6
  • 7. metodologie che verranno descritte nel primo capitolo, ha dunque guidato l’intero percorso di definizione del Piano. Le Schede di azione, elaborate nel percorso di progettazione partecipata con la metodologia GOPP e descritte con la matrice del Quadro Logico, sono illustrate invece nel quarto capitolo.L’Educazione alla Negli ultimi decenni il concetto di Educazione Ambientale siSostenibilità quale è andato profondamente trasformando nei contenuti, neistrumento di life long metodi e ancora più nei target che vengono coinvolti nellelearning per tutti iniziative. Se trent’anni fa, infatti, l’Educazione Ambientale era principalmente orientata alla comprensione dell’ambiente naturale, alla trasmissione di conoscenze e rivolta agli alunni delle scuole, nel tempo il suo campo di intervento si è spostato alle interazioni tra l’uomo e l’ambiente, inteso in senso ampio, e alle dinamiche dello Sviluppo Sostenibile. L’Educazione Ambientale si è avvicinata così al concetto di Educazione alla Sostenibilità, estendendo la sua azione verso gli adulti e diventando uno strumento di life long learning per tutti, che promuove un apprendimento che interessa l’intero arco della vita. Uno strumento che deve rivolgere la sua attenzione a 360° e che deve adottare metodi nuovi di coinvolgimento attivo degli attori cui si indirizza. Un “viaggio” nel concetto di Sviluppo Sostenibile e di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità viene proposto nel secondo capitolo.L’integrazione con le Il contesto mondiale in forte cambiamento unito alla ormaipolitiche pubbliche per diffusa consapevolezza della necessità di ricercare modelli dila sostenibilità sviluppo più rispettosi dell’ambiente e della persona umana, ha fatto sì che negli ultimi anni l’Educazione alla Sostenibilità si sia affermata come uno strumento indispensabile per agire positivamente sui comportamenti dei cittadini. Uno strumento imprescindibile, che deve accompagnare l’attuazione delle politiche pubbliche di sostenibilità rafforzandone l’azione. Nel terzo capitolo vengono illustrate le iniziative portate avanti in questa direzione dalla Provincia di Cagliari, unitamente ad una analisi partecipata dei problemi ambientali del contesto locale. 7
  • 8. 8
  • 9. 1. 9
  • 10. 1. IL PROCESSO DI PROGETTAZIONE PARTECIPATA 11L’approccio metodologico: perché attivare un processo partecipativoper la definizione del Piano? 11Quali metodologie per facilitare la partecipazione? 14Gli stakeholder: chi ha portato un contributo attivo al processo? 16Quale percorso di lavoro per la definizione del Piano? 19Quale percorso metodologico per la definizione del Piano? 23 10
  • 11. 1. IL PROCESSO DI PROGETTAZIONE PARTECIPATAL’approccio La Provincia di Cagliari ha scelto, per la definizione del Pianometodologico: perché di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità, di adottare unattivare un processo approccio metodologico orientato all’attivazione di unpartecipativo per la processo partecipativo multistakeholder.definizione del Piano? Nell’ambito delle politiche della sostenibilità, la nascita dei processi partecipativi rappresenta ancora oggi, nel panorama nazionale, una delle più importanti innovazioni di metodo introdotte nell’azione della pubblica amministrazione – un modo nuovo di fare le cose, di agire il ruolo della PA. Sempre più spesso, e con migliori risultati, vediamo infatti le amministrazioni che, nella formulazione ed attuazione di politiche pubbliche, promuovono e richiedono il coinvolgimento degli attori locali, siano essi altre amministrazioni, organizzazioni, imprese, associazioni o singoli cittadini. La partecipazione attiva degli attori locali è stata infatti in questi anni uno dei riferimenti alla base dei processi di promozione dello sviluppo sostenibile avviati dalle amministrazioni locali. La Provincia di Cagliari, negli anni, ha fatto proprie le raccomandazioni in tal senso degli organismi internazionali e dell’Unione Europea, adottando l’approccio partecipativo per la programmazione ed attuazione dei propri interventi di sostenibilità nel territorio. A livello internazionale, la Conferenza dell’ONU su Sviluppo e Ambiente, l’Earth Summit svolto a Rio de Janeiro nel 1992, a cui hanno partecipato 183 governi del mondo, ha prodotto l’Agenda 21, il Piano d’Azione per lo sviluppo sostenibile per il 21° secolo. 11
  • 12. INIZIATIVE DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI A SUPPORTO DI AGENDA 21 Le amministrazioni locali dovrebbero dialogare con i cittadini, le organizzazioni locali e le imprese private ed adottare una propria “Agenda 21 locale”. Attraverso la consultazione e la costruzione del consenso, le amministrazioni locali dovrebbero imparare dalla comunità locale e dal settore industriale e acquisire le informazioni necessarie per formulare le migliori strategie. Il processo di consultazione intende accrescere la consapevolezza delle famiglie sulle problematiche dello sviluppo sostenibile. Agenda 21, Capitolo 28Da qui la nascita e la diffusione dei processi di Agenda 21Locale (A21L), processi partecipativi per la promozionedello sviluppo sostenibile.Attualmente la Campagna Europea delle CittàSostenibili, nata nel 1994, cui aderiscono circa 500 entilocali, tra regioni, province e comuni italiani riuniti nelCoordinamento nazionale A21L, porta avanti con successo10 Impegni, detti Aalborg Commitments, definiti ad Aalborgdurante la IV Conferenza della Rete nel 2004, con l’obiettivodi mettere in atto politiche integrate in grado di affrontare lesfide crescenti della sostenibilità, attraverso un percorso dicoinvolgimento degli stakeholder e l’integrazione con“l’esistente”. Il primo dei dieci Impegni ribadisce con forzal’importanza della partecipazione: AALBORG COMMITMENTS: 1. GOVERNANCE Ci impegniamo a rafforzare i nostri processi decisionali tramite una migliore democrazia partecipativa.Un altro elemento importante alla base della nascita deiprocessi partecipativi, è rappresentato dalla pubblicazione, daparte della Commissione Europea nel 2001, del Libro Biancosulla Governance, che individua 5 principi alla base del “buongoverno”: apertura, partecipazione, responsabilità,efficacia, coerenza. Per quanto riguarda la partecipazione, ilLibro Bianco sostiene come l’efficacia e la qualità dellepolitiche dipendano dal grado di partecipazione che si sapràassicurare in tutte le fasi del percorso, dall’elaborazioneall’attuazione. Viene introdotto così un elementofondamentale, legato al fattore tempo, che sottolineal’importanza del coinvolgimento degli attori già in fase diprogrammazione delle politiche, piuttosto che limitarne ilcoinvolgimento alla fase attuativa. 12
  • 13. A livello internazionale anche l’OCSE, Organizzazioneper la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, ponel’attenzione sul tema promuovendo, nel 1999-2000, dueindagini e diffondendo nel 2001 i risultati nella pubblicazione“Cittadini come partner. Manuale dell’OCSE sullinformazione, laconsultazione e la partecipazione alla formulazione delle politichepubbliche”, con cui si è voluto offrire un quadro generaledelle esperienze di un gran numero di Paesi, per identificarepratiche esemplari e per mettere in luce approcci innovativi. CITTADINI COME PARTNER. MANUALE DELL’OCSE SULLINFORMAZIONE, LA CONSULTAZIONE E LA PARTECIPAZIONE ALLA FORMULAZIONE DELLE POLITICHE PUBBLICHE In quale modo le amministrazioni pubbliche possono rafforzare le relazioni con i cittadini? In termini concreti ciò significa: INFORMAZIONE - L’amministrazione diffonde, su propria iniziativa, informazioni sull’elaborazione delle politiche pubbliche o i cittadini ottengono informazioni su propria richiesta CONSULTAZIONE - L’amministrazione chiede e riceve reazioni dei cittadini sulla formulazione delle politiche pubbliche PARTECIPAZIONE ATTIVA - I cittadini partecipano attivamente alla presa decisionale e alla formulazione di politiche pubbliche. La partecipazione attiva significa che i cittadini svolgono un ruolo nella formulazione delle politiche pubbliche, formulando ad esempio proposte alternative, fermo restando che il governo sia responsabile della definizione di una politica o della decisione finale. Associare i cittadini all’elaborazione delle politiche costituisce un’elaborata relazione bidirezionale fra amministrazione e cittadini, basata sul principio del partenariato. L’influenza dei cittadini sul processo decisionale aumenta, passando dall’informazione alla consultazione e quindi alla partecipazione attiva.Un forte impulso è stato dato in Italia nel 2001 dalla modificadel Titolo V della Costituzione, che all’art. 118, in particolarecon il principio di sussidiarietà orizzontale, sancisce:“Stato, Regioni, Province e Comuni favoriscono l’autonomainiziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento diattività di interesse generale, sulla base del principio disussidiarietà”. Il principio ridisegna un nuovo modo di esserecittadini, attori attivi, persone che assumono con maggior 13
  • 14. consapevolezza diritti e doveri, partecipando alle decisioni e all’attuazione, in un’ottica di corresponsabilizzazione tra i diversi soggetti (PA, imprese, associazioni, cittadini), delle politiche pubbliche. La Provincia di Cagliari ha dunque deciso di elaborare un Piano triennale per le sue azioni di Educazione alla Sostenibilità e di farlo con un approccio fortemente incentrato sulla partecipazione e corresponsabilizza- zione degli attori territoriali. Ma oltre le raccomandazioni degli organismi internazionali, analizzate in precedenza, quali sono le ragioni per cui una pubblica amministrazione come la Provincia di Cagliari dovrebbe voler attivare il coinvolgimento degli attori locali nella definizione ed attuazione delle proprie politiche? I processi partecipativi hanno ricadute positive sia sulle decisioni e sui prodotti che vengono elaborati, sia sulle istituzioni che li promuovono, che sui partecipanti. Le politiche pubbliche partecipate hanno un carattere “generativo” di processi, di dinamiche, di apprendimento, di responsabilità. Spesso generano nuove forme di autorganizzazione dal basso, quali, ad esempio, i partenariati di progetto. I risultati in termini di “processo” sono rilevanti sia per le amministrazioni che promuovono i processi sia per i partecipanti: i principi della governance e della sussidiarietà trovano modalità concrete di attuazione; si sperimentano modi nuovi di fare le cose, si adottano strumenti e metodologie inediti; si apprende ad avere fiducia, a fare rete, si consolidano reti di relazioni tra gli attori con risultati positivi in termini di sviluppo di capitale sociale; si apprende a costruire “problemi e soluzioni condivise”, attivando gli attori locali in un’ottica di empowerment che sviluppa valore aggiunto territoriale. I processi partecipativi, inoltre, sono caratterizzati da una comunicazione “a rete” e generano “strutture reticolari”. Questo è sempre stato per la Provincia un obiettivo fondamentale del processo di redazione del Piano, fare un primo passo concreto verso la costituzione di una Rete provinciale per l’Educazione alla Sostenibilità.Quali metodologie per Un altro aspetto sostanziale, nella progettazione efacilitare la facilitazione del processo multistakeholder, ha riguardatopartecipazione? l’utilizzo delle metodologie partecipative. Negli ultimi anni a livello internazionale, sono state sviluppate numerose metodologie per facilitare la partecipazione e gestire eventi partecipativi, che hanno consentito ad organizzazioni e sistemi territoriali di affrontare con successo 14
  • 15. percorsi di innovazione e cambiamento. Alla base infatti dellascelta di avviare un processo partecipativo c’è laconsapevolezza che solo attraverso la motivazione e ilcoinvolgimento diretto degli attori interessati alcambiamento, questo possa essere realmente attivato.Le metodologie partecipative sono, infatti, finalizzate afacilitare l’interazione costruttiva tra i partecipanti adun incontro, a promuovere il dialogo e la partecipazione deidiversi soggetti alla soluzione di problemi e alla produzione dinuove idee, a far sì che i partecipanti giungano a dei risultaticoncreti in tempi ragionevoli.Durante i workshop, gestiti con le metodologie difacilitazione dei gruppi, vengono così attivate in manieradiretta le competenze ed esperienze dei singoli, si scambia esi genera conoscenza, si condividono esperienze, mettendo inazione processi di apprendimento e cambiamento.Le metodologie che possono essere individuate sono diversee la scelta è legata ad una attenta fase di progettazioneesecutiva del percorso e dei singoli workshop, conindividuazione degli obiettivi, dell’argomento, dei partecipanti,del tempo a disposizione, dei risultati attesi. Ci sonometodologie più adatte a sensibilizzare e a stimolare lacomunicazione, altre che sono finalizzate all’analisi deiproblemi e alla costruzione di progetti; alcune efficaci congruppi di poche persone e altre ancora ideali perl’interazione di grandi gruppi.Questi strumenti, che vengono spesso integrati tra loro,attraverso percorsi strutturati e tecniche di visualizzazione,aiutano i partecipanti a comunicare e razionalizzare le idee,stimolando la riflessione, l’analisi e la creatività su strategie disviluppo comuni.La scelta, per quanto riguarda la facilitazione dei workshop diprogettazione partecipata per la redazione del Piano èricaduta su un approccio metodologico strutturato e l’utilizzodi due metodologie: il Metaplan®, un approccio particolarmente attento alla gestione dei processi di comunicazione nei gruppi di lavoro, che utilizza diversi strumenti di organizzazione e discussione con il supporto di tecniche di visualizzazione;Il METAPLAN®Si tratta di una metodologia per facilitare la partecipazione,particolarmente attenta alla gestione dei processi dicomunicazione nei gruppi di lavoro e basata sull’alternanzadi momenti di lavoro individuale, di gruppo e in plenaria.Consente di gestire una discussione, permettendo di 15
  • 16. raccogliere, selezionare e omogeneizzare i diversi contenuti espressi dai partecipanti, utilizzando come supporto le tecniche di visualizzazione. L’obiettivo è evidenziare i punti di vista di un gruppo di individui su un determinato tema, per arrivare ad un’analisi che consideri le affermazioni di tutti e mantenga la ricchezza delle proposte individuali portando il gruppo verso un risultato concreto. Il metodo fornisce una versione sinergica e collettiva determinata dal processo di gruppo. il Goal Oriented Project Planning (GOPP), una metodologia di progettazione partecipata, che facilita la pianificazione di progetti attraverso una chiara definizione degli obiettivi e si inquadra in un approccio integrato denominato del Project Cycle Management (PCM). Il PCM - PROJECT CYCLE MANAGEMENT L’Unione Europea ha cominciato a definire e promuovere l’approccio integrato del PCM, in diverso modo e con intensità variabile a seconda dei settori di applicazione, a partire dal 1993. L’idea di fondo che ispira il PCM è che sia opportuno predisporre sin dall’inizio proposte che includano le vere esigenze (i problemi) dei destinatari degli interventi. L’obiettivo è migliorare la qualità e l’efficacia dei progetti futuri e la capacità inclusiva dei processi decisionali. Il metodo PCM si basa su alcuni principi chiave e si compone di diversi strumenti per garantire l’efficacia degli interventi, quali la struttura logica del progetto, una matrice di progettazione sulla base degli obiettivi detta Logical Framework o Quadro Logico, e la metodologia di progettazione partecipata GOPP - Goal Oriented Project Planning.Gli stakeholder: chi ha Gli attori fondamentali per la realizzazione di un processoportato un contributo partecipativo sono i partecipanti, gli stakeholder, coloro cheattivo al processo? hanno un interesse specifico sulla posta in gioco, quindi tutti i soggetti portatori di punti di vista rilevanti sulla questione che vogliamo affrontare. Ma come individuare dunque i partecipanti al processo di redazione del Piano? La Provincia, in questi anni ha individuato in maniera mirata gli stakeholder da coinvolgere in relazione all’ambito tematico degli interventi e ha sempre allargato la partecipazione a nuovi attori locali, guidata dal principio di inclusività. Per non limitarsi a coinvolgere esclusivamente gli stessi soggetti che da anni partecipano ai processi attivati dall’amministrazione, ha scelto dunque di dare la massima 16
  • 17. rilevanza ed evidenza pubblica al percorso con la possibilità diincludere nuovi attori locali attivi nell’ambito dell’Educazionealla Sostenibilità.Nell’estate del 2011 si è deciso di diffondere un Avvisopubblico di invito a presentare una Manifestazioned’interesse a intervenire nel processo partecipativo per laredazione del Piano di Educazione Ambientale e allaSostenibilità della Provincia di Cagliari (vedi ALLEGATO 1).PROCESSO PARTECIPATIVO PER LA REDAZIONEDEL PIANO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE E ALLASOSTENIBILITÀ DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI -RACCOLTA DELLE MANIFESTAZIONI DINTERESSEIl Settore Ambiente dell’Assessorato delle PoliticheAmbientali, Energia e Tutela del Territorio della Provincia diCagliari ha avviato la redazione del Piano di EducazioneAmbientale e alla Sostenibilità per il 2013-2015. Il Piano, divalidità triennale, dovrà definire gli obiettivi e le linee diintervento della Provincia di Cagliari in materia diEducazione all’Ambiente e alla Sostenibilità, e dovrà essereredatto attraverso un processo partecipativo che coinvolgagli stakeholder più rilevanti del territorio provinciale.Il Piano dovrà programmare attività per un triennio per unimporto pari a € 300.000,00.…Il processo partecipativo mira a coinvolgere tutti gliinteressati, sia coloro che operano nel campodell’Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità (entipubblici, operatori economici, associazioni, ecc.) sia ipotenziali destinatari (genitori, insegnanti, cittadini).L’avviso è stato pubblicato sul sito istituzionale dellaProvincia e rilanciato da decine di siti e portali tematicinazionali. Parallelamente è stata promossa una campagnainformativa attraverso i quotidiani locali e l’invio dicomunicazioni, via posta e via mail, ad uno specificoindirizzario.Alla scadenza dell’avviso, dopo circa due mesi, sono statepresentate oltre 150 Manifestazioni di interesse daparte di un’ampia e qualificata varietà di attori locali. Agenzie regionali Comuni Centri di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità (CEAS) Istituti scolastici Istituti scientifici e formativi Associazioni 17
  • 18. Imprese: società e cooperativeProfessionistiCittadini 18
  • 19. Quale percorso di A seguito della deliberazione N. 310 del 09/11/2010 avente adlavoro per la oggetto “Predisposizione con metodologia partecipata del Pianodefinizione del Piano? Triennale di Educazione Ambientale – Approvazione indirizzi e destinazione risorse”, la prima tappa del percorso di lavoro attivato dalla Provincia è stata la selezione del consulente che, utilizzando adeguate metodologie partecipative, coinvolgesse gli stakeholder nella definizione del Piano. Tra novembre e dicembre 2010 è stato pubblicato l’Avviso pubblico di procedura comparativa per il conferimento di un incarico professionale per la redazione del Piano di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità della Provincia di Cagliari. Tra gennaio e marzo 2011 si sono svolte le selezioni per titoli e colloquio e la procedura per il conferimento dell’incarico. Il percorso di lavoro per la definizione del Piano è durato un anno, da aprile 2011 a marzo 2012, ed è stato strutturato in diverse fasi: PIANIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ - Incontri di lavoro del gruppo interno della Provincia con il consulente per la condivisione della strategia e la programmazione del processo partecipativo. ANALISI DI CONTESTO - Analisi del quadro programmatorio per l’Educazione Ambientale e alla Sostenibilità e per le politiche di Sviluppo Sostenibile; Benchmarking; Analisi dell’EAS nel territorio della Provincia di Cagliari. COMUNICAZIONE - Studio del logo e dell’immagine coordinata e attivazione di una campagna di comunicazione. 19
  • 20. ANIMAZIONE TERRITORIALE - Analisi e mappaturadegli attori; Avviso pubblico per la manifestazione diinteresse; Attività di informazione e ascolto, interviste adalcuni stakeholder:27 Giugno 2011 – incontro di lavoro con i referenti delCEAS, accreditato al sistema regionale InFEA SIQUAS,Laguna di Nora, Comune di Pula;29 Giugno 2011 – incontro di lavoro con i referenti delCEAS, accreditato al sistema regionale InFEA SIQUAS,Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline;9 Settembre 2011 – incontro di lavoro con una referentedell’Ambito Scolastico Territoriale di Cagliari del MIURDirezione Scolastica Regionale Sardegna;13 Settembre 2011 – incontro di lavoro con il direttoredell’AMP Capo Carbonara, Comune di Villasimius.COINVOLGIMENTO POLITICO - Incontri con lacomponente politica, della Provincia e dei Comuni, per lacondivisione del percorso di definizione del Piano e per ilrecepimento degli indirizzi strategici:10 Novembre 2011 - incontro di lavoro con l’Assessore eil Dirigente provinciale.18 Novembre 2011 - workshop con l’Assessore e icomponenti della Commissione Consiliare per le PoliticheAmbientali della Provincia di Cagliari.29 Novembre 2011 - workshop con l’Assessore, icomponenti della Commissione Consiliare della Provinciadi Cagliari, Sindaci e Assessori dei Comuni del territorioprovinciale.PROGETTAZIONE PARTECIPATA - Pianificazione,promozione e facilitazione di cinque Workshoppartecipativi.Il percorso di progettazione partecipata ha avuto iseguenti obiettivi: Costruire un quadro di programmazione triennale per l’Educazione Ambientale e alla Sostenibilità della Provincia di Cagliari; Individuare la struttura logica del Piano: obiettivi, linee di intervento e azioni; Programmare le risorse a disposizione: € 300.000 per gli anni 2012-2013-2014; Attivare la Rete provinciale per l’Educazione alla Sostenibilità. 20
  • 21. Nell’ambito del percorso di progettazione partecipata sono stati realizzati 5 Workshop, tra novembre 2011 e marzo 2012: 1° Workshop di avvio 2° Workshop di analisi dei problemi ambientali 3° Workshop di analisi e identificazione della strategia 4° Workshop di progettazione 5° Workshop di restituzione e di rete Di seguito si descrive brevemente il percorso di lavoro condotto nei diversi Workshop e le metodologie partecipative utilizzate.1° Workshop di avvio 17 Novembre 2011 Plenaria: presentazione e condivisione del percorso di lavoro. Presentazione e conoscenza dei partecipanti. Gruppi di lavoro: Qual è l’oggetto del nostro lavoro? Definizione partecipata e condivisione dell’approccio all’Educazione Ambientale e alla Sostenibilità. Plenaria: presentazione e condivisione dei risultati prodotti dai gruppi, che sono illustrati nel Capitolo 2.2° Workshop di analisi 30 Novembre 2011dei problemi Plenaria: analisi partecipata dei problemi ambientaliambientali nel contesto territoriale della Provincia di Cagliari e individuazione degli ambiti tematici di intervento; suddivisione in gruppi di lavoro per ambiti tematici - metodologia Metaplan®. I risultati dell’analisi partecipata dei problemi, prodotta dal 21
  • 22. gruppo in plenaria, sono riportati nei contenuti originali e completi nel Capitolo 3.3° Workshop di analisi 15 Dicembre 2011e identificazione della N° 10 Gruppi di lavoro per ambiti tematici: specificazionestrategia dell’ambito tematico e del contesto territoriale, approfondimento dell’analisi dei problemi e definizione dell’Albero dei problemi; identificazione degli obiettivi e definizione dell’Albero degli obiettivi; individuazione degli ambiti di intervento (clustering) – metodologia GOPP - Goal Oriented Project Planning del PCM - Project Cycle Management. I risultati prodotti dai dieci gruppi di lavoro attivati sono illustrati nei contenuti originali e completi nell’ALLEGATO 3.4° Workshop di 12 Gennaio 2012progettazione N° 10 Gruppi di lavoro per ambiti tematici: scelta degli ambiti di intervento (scoping). Definizione del Quadro Logico, della struttura logica di intervento: individuazione degli obiettivi generali, degli obiettivi specifici, dei risultati, identificazione e riformulazione delle attività; elaborazione delle Schede di azione, con identificazione di beneficiari, tempi, risorse, ecc. - metodologia GOPP - Goal Oriented Project Planning del PCM - Project Cycle Management. Le schede di azione prodotte dai dieci gruppi di lavoro, attivati già nel 3° workshop, sono illustrate nei contenuti originali e completi nell’ALLEGATO 4. 22
  • 23. 5° Workshop di 8 Marzo 2012 restituzione e di rete Plenaria: definizione partecipata della Rete provinciale per l’Educazione alla Sostenibilità, in particolare di finalità e obiettivi; attori, ruolo e caratteristiche; azioni di sistema a supporto della Rete, da inserire nel Piano di Educazione alla Sostenibilità della Provincia di Cagliari - metodologia Metaplan®. I risultati della definizione partecipata della Rete provinciale, prodotta dal gruppo in plenaria, sono illustrati nei contenuti originali e completi nel Capitolo 5. Presentazione della struttura del Piano e delle schede di azione predisposte dai diversi gruppi di lavoro. Quale percorso Nei paragrafi precedenti è già stato brevemente illustrato metodologico per la l’approccio del PCM - Project Cycle Management che ha definizione del Piano? guidato la definizione del Piano. In questo paragrafo viene presentato il percorso metodologico di progettazione partecipata GOPP – Goal Oriented Project Planning, che i gruppi di lavoro hanno seguito. Per illustrarlo si usa un esempio, preso dalla letteratura specifica1, che è stato utilizzato per guidare i gruppi nel percorso. Il lavoro svolto dai 10 gruppi si trova, invece, nei contenuti originali e completi, che hanno portato alla definizione delle Schede di Azione, nell’ALLEGATO 3.1 Federico Bussi – “Progettare in partenariato. Guida alla conduzione di gruppi di lavoro con il metodo GOPP” – Franco Angeli, 2001 23
  • 24. 24
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  • 27. 27
  • 28. 2. DALL’EDUCAZIONE AMBIENTALE ALL’EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ 29Un viaggio attraverso la Sostenibilità: le tappe internazionali e 29nazionaliLe politiche per la Sostenibilità Ambientale della Regione Sardegna 45Il concetto di Educazione alla Sostenibilità emerso nel 1° workshop 47Il concetto di Educazione alla Sostenibilità promosso dal DESS 51 28
  • 29. 2. DALL’EDUCAZIONE AMBIENTALE ALL’EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀUn viaggio attraverso È stato già accennato in premessa come negli anni si siala sostenibilità: le modificato ed evoluto il concetto di Educazionetappe internazionali e Ambientale e alla Sostenibilità, parallelamente allanazionali nascita e diffusione del concetto di Sviluppo Sostenibile. In questo capitolo viene presentato un “viaggio” attraverso la Sostenibilità nelle sue fondamentali tappe internazionali e nazionali. 1948 Si parla per la prima volta di Educazione Ambientale (EA) a Parigi, durante la Conferenza della IUNC, Union International pour la Nature. In quell’occasione Thomas Pritchard, dell’agenzia formativa britannica Nature Conservancy, suggerisce un nuovo approccio educativo in grado di creare una connessione tra scienze naturali e scienze sociali. Un’educazione che potrebbe essere chiamata Environmental Education ossia Educazione Ambientale. Qualche anno dopo, nel 1952, la Commissione Educazione della IUNC, propone di inserire l’Educazione Ambientale come disciplina scolastica ed universitaria. 1965 La IUNC, organizza a Bangkok la Conferenza sulla Conservazione della Natura. Durante la Conferenza si affronta anche il tema dell’Educazione Ambientale alla quale viene assegnato il tradizionale compito di conservare e tutelare l’ambiente naturale. 1970 La definizione ufficiale di Educazione Ambientale arriva in occasione di un Conferenza organizzata dalla IUNC. Questa volta l’Educazione Ambientale non è più esclusivamente indirizzata alla tutela del patrimonio naturale ma diventa uno strumento di collegamento tra l’uomo e l’ambiente. “L’educazione ambientale è quel processo di riconoscimento dei valori e di chiarimento di concetti in merito allo sviluppo di capacità e atteggiamenti necessari a comprendere e apprezzare l’interconnessione tra l’umanità, la sua cultura e il suo ambiente biofisico. L’Educazione Ambientale comporta anche un esercizio di decisione e autodeterminazione di un codice di comportamento sui temi che riguardano la qualità ambientale.” Conferenza IUNC 1970 29
  • 30. 1972 Altra tappa importante per l’evoluzione del concetto di Educazione Ambientale risulta essere la United Nation Conference on the Human Enviromental, organizzata dall’ONU e conosciuta come Conferenza di Stoccolma. Questa volta si abbandona il concetto tradizionale di EA e si abbraccia una idea nuova di ambiente, per la prima volta, infatti, si parla di eco sviluppo. Luomo ha un diritto fondamentale alla libertà, alluguaglianza e a condizioni di vita soddisfacenti, in un ambiente che gli consenta di vivere nella dignità e nel benessere. Egli ha il dovere solenne di proteggere e migliorare lambiente a favore delle generazioni presenti e future. Dichiarazione di Stoccolma Con la Dichiarazione di Stoccolma, l’EA diventa uno strumento per infondere nell’uomo e nella società un senso di responsabilità per la tutela dell’ambiente. “Leducazione sui problemi ambientali, svolta sia fra le giovani generazioni sia fra gli adulti, dando la dovuta considerazione ai meno abbienti, è essenziale per ampliare la base di unopinione informativa e per inculcare negli individui, nelle società e nelle collettività il senso di responsabilità per la protezione e il miglioramento dellambiente nella sua piena dimensione umana. E altresì essenziale che i mezzi di comunicazione di massa evitino di contribuire al deterioramento dellambiente. Al contrario, essi devono diffondere informazioni educative sulla necessità di proteggere e migliorare lambiente, in modo da mettere in grado luomo di evolversi e progredire sotto ogni aspetto.” Dichiarazione di Stoccolma, Principio 19 Al termine della Conferenza viene, inoltre, istituito l’United Nation Enviromental Programme (UNEP) il quale, assieme all’UNESCO, promuove il Programma Ambientale delle Nazioni Unite (IEEP). Gli obiettivi dello IEEP sono quelli di promuovere lo scambio di esperienze, competenze, ricerche, materiali e programmi educativi a livello internazionale.1975 Lo IEEP organizza, a Belgrado, un Seminario durante il quale viene elaborato lo Schema mondiale per l’Educazione Ambientale, conosciuto soprattutto come Carta di Belgrado, che racchiude al suo interno obiettivi, scopi, destinatari e linee direttrici dei programmi didattici relativi all’ambiente. In riferimento ai destinatari la Carta specifica che “Il pubblico principale al quale si rivolge 30
  • 31. leducazione in materia di ambiente è il grande pubblico”. La Carta di Belgrado è tuttora considerata uno dei documenti più importanti per l’evoluzione del concetto di educazione ambientale in quanto si stacca dall’idea di un’educazione limitata alla conoscenza della natura; ad essa viene attribuito un valore sociale ed un carattere multidisciplinare. “Lo scopo dell’educazione ambientale è di: Formare una popolazione mondiale cosciente e preoccupata dellambiente e dei problemi connessi, una popolazione che possieda le conoscenze, le competenze, lo stato danimo, le motivazioni e il senso del dovere che le permettano di operare individualmente e collettivamente alla soluzione dei problemi attuali e di impedire che se ne creino di nuovi”. Carta di Belgrado1977 Lo IEEP organizza, a Tbilisi, la prima Conferenza Intergovernativa sull’Educazione Ambientale, da cui emergono la Dichiarazione di Tbilisi e le 41 Raccomandazioni. “L’Educazione all’Ambiente deve essere impartita a tutte le età e ad ogni livello di educazione, formale ed informale. […] deve essere globale, deve protrarsi per tutta la durata dellesistenza umana e aver presenti i cambiamenti di un universo in rapida trasformazione. Deve preparare lindividuo alla vita, grazie alla comprensione dei gravi problemi del mondo contemporaneo e allacquisizione delle capacità e delle qualità necessarie ad adempiere un compito produttivo, al fine di migliorare le condizioni della vita e di proteggere lambiente, tenendo nel debito conto i valori etici. […] Leducazione allambiente deve essere aperta alla comunità. Deve associare il singolo ad un processo attivo di soluzione dei problemi nel contesto di specifiche realtà, deve animare liniziativa, la responsabilità e limpegno a costruire un avvenire migliore. […]” Dichiarazione di Tbilisi1980 Si comincia a parlare di Sviluppo Sostenibile. La IUNC, infatti, pubblica il World Conservation Strategy: Living Resource Concervation for Sustainable Development, un documento in cui per la prima volta si parla di uno sviluppo basato sulla preservazione delle risorse naturali, di un nuovo ordine mondiale caratterizzato da una migliore distribuzione delle ricchezze e orientato al miglioramento delle condizioni di vita dell’intera popolazione mondiale. 31
  • 32. 1987 Ma è con la pubblicazione del rapporto Our common future elaborato dalla World Commission on Environment and Development (WCED), la Commissione Mondiale per l’ambiente e lo sviluppo, che viene data una prima definizione di Sviluppo Sostenibile. “Lo sviluppo è sostenibile se soddisfa i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere le possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri bisogni” Our common future o Rapporto Brundtland Il rapporto, conosciuto anche come Rapporto Brundtland, dopo aver analizzato lo stato di salute del Pianeta, mette in evidenza come lo sviluppo e l’ambiente non possano avere due percorsi separati, ma sia necessario costruire una strategia di sviluppo nuova, in grado di integrare le esigenze dello sviluppo con quelle dell’ambiente. “Lo sviluppo sostenibile, lungi dallessere una definitiva condizione di armonia, è piuttosto un processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, lorientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti con i bisogni futuri oltre che con gli attuali” Our common future o Rapporto Brundtland Sempre nel 1987 si tiene a Mosca la Conferenza Intergovernativa sull’Educazione Ambientale, che intende fare un bilancio sugli sviluppi dell’Educazione Ambientale a dieci anni dalla Conferenza di Tbilisi e lanciare una nuova strategia internazionale in grado di diffondere l’Educazione Ambientale. L’idea è quella di studiare una strategia che tenga conto del neonato concetto di “sviluppo sostenibile” e sia orientata ai problemi concreti dell’ambiente umano. A Mosca si precisa l’importanza di una presa di coscienza collettiva sulle problematiche ambientali e si sottolinea come sia necessario modificare i comportamenti di ciascuno per risolvere i problemi legati all’ambiente.1992 Il concetto di Sviluppo Sostenibile si rafforza ulteriormente con la United Conference Environment and Development di Rio de Janeiro, conosciuta anche come il Vertice della Terra. L’obiettivo dei Paesi partecipanti è stato quello di elaborare un Piano d’Azione che guidasse l’economia mondiale verso uno sviluppo più sostenibile. Uno sviluppo che, per essere sostenibile, comprendesse due dimensioni: una economico-sociale e una ambientale. 32
  • 33. Al Vertice di Rio vengono elaborate due Convenzioni e treDichiarazioni di Principi: La Convenzione quadro sui cambiamenti climatici, La Convenzione quadro sulla biodiversità, La Dichiarazione dei principi per la gestione sostenibile delle foreste, La Dichiarazione di Rio su Ambiente e Sviluppo, LAgenda 21 ossia il Piano d’Azione per il XXI secolo.L’Agenda 21 elaborata a Rio de Janeiro, composta da 40capitoli, nasce come un Piano d’azione, come un programmada seguire a livello internazionale, nazionale e locale, per lacostruzione di un modello di sviluppo sostenibile per il XXIsecolo e prevede il coinvolgimento di numerosi stakeholder.Un articolo dell’Agenda 21, considerato fondamentale per ilcammino verso un Sviluppo Sostenibile, è il capitolo 28 cheinvita le comunità locali ad impegnarsi in prima linea per lapromozione di uno sviluppo sostenibile in quanto sono loro“il livello di governo più vicino ai cittadini.”“Dal momento che gran parte dei problemi e delle soluzionicui si rivolge Agenda 21 hanno origine in attività locali, lapartecipazione e la cooperazione delle amministrazioni localirappresenta un fattore determinante per il raggiungimentodei suoi obiettivi. Le amministrazioni locali gestiscono i settorieconomico, sociale ed ambientale, sovrintendono ai processidi pianificazione, elaborano le politiche e fissano le regole inmateria ambientale a livello locale, e collaboranonell’attuazione delle politiche ambientali nazionali eregionali. Rappresentando il livello di governo più vicino aicittadini, svolgono un ruolo fondamentale nel sensibilizzare,mobilitare e rispondere alla cittadinanza per promuovere losviluppo sostenibile.” Agenda 21, Capitolo 28All’interno dell’Agenda 21 non si parla solo di SviluppoSostenibile ma anche di Educazione Ambientale, ad essainfatti viene dedicato un intero capitolo, il capitolo 36“Promoting Education, Public Awereness, and Training”.Nell’A21 l’EA viene descritta come strumento perpromuovere stili di vita sostenibili.“L’Educazione riveste una notevole importanza per lapromozione di uno sviluppo sostenibile e per migliorare lacapacità degli individui ad interessarsi dei problemidell’ambiente e dello sviluppo”. Agenda 21, Capitolo 36 33
  • 34. Contemporaneamente al Vertice della Terra si svolge il forum delle Organizzazioni Non Governative che approva il Trattato di educazione ambientale per società sostenibili e la responsabilità globale. Il Trattato sottolinea come l’Educazione Ambientale debba essere un’educazione globale, che abbraccia le varie dimensioni legate allo sviluppo e all’ambiente e indirizzata verso una società sostenibile. In questo stesso anno l’Unione Europea elabora il Quinto Piano d’Azione Ambientale "Per uno Sviluppo Durevole e Sostenibile", che verrà poi approvato nel 1993. Il V Piano d’Azione sposa completamente i principi dello Sviluppo Sostenibile e diventa lo strumento di attuazione dell’Agenda 21. “Il presente programma rappresenta una svolta per la comunità […] uno dei più importanti obiettivi degli anni 90, non solo per la Comunità, ma per tutto il Pianeta, sarà la riconciliazione tra ambiente e sviluppo […] Il programma delinea un nuovo approccio all’ambiente e allo sviluppo e alle attività economiche e sociali e richiede, per essere realizzato praticamente, una volontà reale a tutti i livelli politici e professionali e la partecipazione di tutta la collettività in quanto cittadini e consumatori.” Quinto Piano d’Azione Ambientale1993 Sempre in attuazione dell’Agenda 21, il Ministero dell’Ambiente italiano definisce Il Piano Nazione per lo Sviluppo Sostenibile, che viene approvato dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) il 28 dicembre 1993.1994 In Danimarca, ad Aalborg, l’ICLEI Consiglio Internazionale per le Iniziative Ambientali Locali organizza la Prima Conferenza Europea sulle Città Sostenibili durante la quale viene elaborata la Carta delle città europee per uno sviluppo sostenibile e durevole o Carta di Aalborg. La Carta è suddivisa in tre parti: Dichiarazione di principi: le città europee per un modello urbano sostenibile; La campagna delle città europee sostenibili; L’impegno nel processo d’attuazione dell’Agenda 21 a livello locale: piani locali d’azione per un modello urbano sostenibile. 34
  • 35. “Con la firma della Carta le città e le regioni europee si impegnano ad attuare lAgenda 21 a livello locale e ad elaborare piani dazione a lungo termine per uno sviluppo durevole e sostenibile, nonché ad avviare la campagna per uno sviluppo durevole e sostenibile delle città europee.” Carta di Aalborg1996 Viene organizzata a Lisbona la Seconda Conferenza Europea sulle Città Sostenibili. Mentre l’intento della prima Conferenza era stato quello di diffondere la Carta e trovare nuove adesioni, con la seconda i partecipanti s’impegnano a realizzare i principi da essa sanciti, ad avviare un piano locale della sostenibilità e un processo di Agenda 21 locale. A Lisbona viene, inoltre, elaborato un Piano d’Azione dal titolo Dalla Carta all’Azione, con il quale i Paesi partecipanti dichiarano di volere adottare anche i principi stabiliti nella Carta Habitat di Istanbul, un Piano di Azione elaborato, quello stesso anno, alla Conferenza Onu On human settlements.1997 A New York si riunisce la XIX Sessione Speciale dellAssemblea Generale delle Nazioni Unite per fare il punto sullo stato di attuazione dell’Agenda 21 e a Salonicco si tiene la Conferenza Internazionale Ambiente e società: educazione e sensibilizzazione per la sostenibilità. Salonicco segna unaltra tappa importante per l’evoluzione del concetto di educazione ambientale. Qui, infatti, “l’educazione dovrà essere riconosciuta come uno dei pilastri della sostenibilità” diventando “un’Educazione per l’Ambiente e la Sostenibilità”. 8. È necessario un processo di apprendimento collettivo, collaborazioni, uguali opportunità ed un continuo dialogo tra governi, autorità locali, università, imprese, consumatori, ONG, mezzi di informazioni e altri soggetti per creare consapevolezza, ricerca di alternative e cambiamenti in comportamenti e stili di vita, inclusi consumi e modelli di produzione orientati alla sostenibilità. 9. Leducazione è uno strumento indispensabile per dare a tutte le donne e gli uomini nel mondo la capacità di essere protagonisti della propria esistenza, per esercitare scelte personali e responsabili, per apprendere nel corso di tutta la vita senza frontiere, siano esse geografiche, politiche, culturali, religiose, linguistiche e di genere. 10. Il riorientamento delleducazione nel suo complesso verso la sostenibilità coinvolge tutti i livelli delleducazione formale, non formale ed informale in tutti i paesi. Il concetto di sostenibilità comprende non solo lambiente ma povertà, popolazione, salute, sicurezza alimentare, democrazia, diritti umani e pace. La sostenibilità è, in ultima analisi, un 35
  • 36. imperativo morale ed etico in cui devono essere rispettate diversità culturale e conoscenze tradizionali. 11. Leducazione ambientale, così come concepita sulla base delle raccomandazioni di Tbilisi e come si e evoluta fino a permeare lintero campo di azione delle indicazioni contenute nellAgenda 21 ed enunciate dalle maggiori Conferenze delle Nazioni Unite, deve anche esser intesa come educazione verso la sostenibilità. Ciò comporta che può essere considerata come educazione per lambiente e la sostenibilità. Salonicco 1997 Sempre nel 1997 in Italia i Ministeri dell’Ambiente e della Pubblica Istruzione elaborano il primo documento nazionale sull’Educazione Ambientale, la Carta dei principi dell’Educazione Ambientale, conosciuta soprattutto come Carta dei Principi di Fiuggi, che si allinea perfettamente con le indicazioni presenti nei documenti internazionali. Essa è “rivolta ai cittadini di ogni età come alla Pubblica Amministrazione, alle imprese come ai lavoratori, alle scuole come alle agenzie educative del territorio”. “4. Leducazione allo sviluppo sostenibile deve divenire un elemento strategico per la promozione di comportamenti critici e propositivi dei cittadini verso il proprio contesto ambientale. Leducazione ambientale forma alla cittadinanza attiva e consente di comprendere la complessità delle relazioni tra natura e attività umane, tra risorse ereditate, da risparmiare e da trasmettere, e dinamiche della produzione, del consumo e della solidarietà. Leducazione ambientale è globale e comprende listruzione formale, la sensibilizzazione e la formazione. Leducazione ambientale si protrae per tutta la durata dellesistenza, prepara lindividuo alla vita e coinvolge tutte le generazioni. […] 5. Leducazione ambientale deve divenire componente organica di tutte le politiche pubbliche, quelle formative ed ambientali innanzitutto […] deve orientare lintervento delle istituzioni e il ruolo delle comunicazioni di massa. 10. […] E compito delle amministrazioni pubbliche centrali e periferiche, organizzare, promuovere e favorire attività di educazione ambientale, che è anche una competenza istituzionale propria e specifica, da coordinare e integrare in una rete costituita dai soggetti pubblici e privati che svolgono attività di educazione ambientale sul territorio. […]” Carta di Fiuggi1999 Un’altra tappa nazionale importante è l’incontro a Ferrara tra gli amministratori locali delle città italiane. Essi, infatti, si riuniscono per sottoscrivere un documento, la Carta di Ferrara, con la quale istituiscono un Coordinamento delle Agende 21 Locali Italiane. In particolare, le 36
  • 37. amministrazioni pubbliche s’impegnano “a promuovere i processi di Agenda 21 in Italia e a monitorare, diffondere e valorizzare le esperienze positive in corso, al fine di identificare «modelli» di riferimento di Agenda 21 Locale a livello comunale, provinciale e regionale. […]”2000 A Genova il Comitato Tecnico Interministeriale per lattuazione dellAccordo di Programma fra Ministero dellAmbiente e Ministero della Pubblica Istruzione, organizza la Prima Conferenza Nazionale di Educazione Ambientale mentre a Santiago de Compostela si tiene l’International Experts Meeting on Enviromental Education, un appuntamento promosso dall’UNESCO per approfondire e discutere di un’Educazione ambientale orientata allo Sviluppo Sostenibile. In questo stesso anno ad Hannover viene organizzata la Terza Conferenza sulle città e i comuni sostenibili.2001 La Commissione Europea elabora il Sesto Programma di Azione per l’Ambiente “Ambiente 2010: Il nostro futuro, la nostra scelta”, per gli anni 2001-2010, individuando 4 aree d’azione prioritarie: Cambiamento climatico, Natura e biodiversità, Ambiente e salute, Uso sostenibile delle risorse naturali e gestione dei rifiuti. Il Piano definisce inoltre le azioni e gli strumenti da adottare per perseguire gli obiettivi fissati. Nel documento si legge, inoltre, come “un aspetto centrale del Sesto programma, nonché il fattore determinante per il suo successo, sarà il coinvolgimento delle parti interessate, che dovrà permeare ogni fase del processo politico, dalla fissazione degli obiettivi alla concretizzazione delle misure […]”. In questo stesso anno l’Unione Europea, a Goteborg, elabora la Strategia Europea per lo Sviluppo Sostenibile, ossia un quadro politico comunitario a favore di uno sviluppo sostenibile. La strategia ha avuto poi delle integrazioni nel 2005 e nel 2009. “19. Lo sviluppo sostenibile - soddisfare i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere quelli delle generazioni future - è un obiettivo fondamentale fissato dai trattati. A tal fine è necessario affrontare le politiche economiche, sociali e ambientali in modo sinergico. La mancata inversione delle tendenze che minacciano la qualità futura della vita provocherà un vertiginoso aumento dei costi per la società o renderà tali tendenze irreversibili. […] 37
  • 38. 20. Il Consiglio europeo ha convenuto una strategia per lo sviluppo sostenibile che integra l’impegno politico dell’Unione per il rinnovamento economico e sociale, aggiunge alla strategia di Lisbona una terza dimensione, quella ambientale, e stabilisce un nuovo approccio alla definizione delle politiche. Le modalità di attuazione di detta strategia saranno messe a punto dal Consiglio. 21. Obiettivi chiari e stabili per lo sviluppo sostenibile offriranno opportunità economiche significative. Ciò costituirà un potenziale per una nuova ondata di innovazione tecnologica e di investimenti, generatrice di crescita e di occupazione. Il Consiglio europeo invita l’industria a partecipare allo sviluppo e a un più ampio ricorso a nuove tecnologie rispettose dell’ambiente in settori quali l’energia e i trasporti. Al riguardo il Consiglio europeo sottolinea limportanza di dissociare crescita economica e sfruttamento delle risorse. […]” Strategia Europea per lo Sviluppo Sostenibile2002 Anche a livello nazionale viene sviluppata la Strategia d’Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile in Italia, elaborata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e approvata dal CIPE. Il documento, elaborato tre settimane prima del Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile, appare perfettamente in linea con il VI Programma d’Azione per l’Ambiente della Comunità Europea. La strategia, infatti, indica come ambiti di intervento prioritari gli stessi indicati dall’Unione Europea: clima; natura e biodiversità; qualità dellambiente e della vita negli ambienti urbani; uso sostenibile e gestione delle risorse naturali e dei rifiuti. Per ognuno di essi specifica obiettivi e azioni. Come strumenti dell’azione la Strategia indica “la promozione di comportamenti volontari da parte di tutti gli attori sociali verso la protezione dell’ambiente”. “Occorre una rivisitazione degli strumenti della politica ambientale in direzione del miglioramento della legislazione di protezione ambientale e della sua applicazione; dell’integrazione dell’ambiente nelle politiche di settore e nei mercati; dell’attuazione della riforma fiscale ecologica; della mitigazione delle esternalità ambientali e della eliminazione dei sussidi perversi; della introduzione della contabilità ambientale; della maggiore efficacia dei processi di informazione e partecipazione del pubblico; della crescita del ruolo decisionale dei cittadini; dello sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica; della formazione e dell’informazione.” Strategia d’Azione Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile Sempre nel 2002 a Johannesburg viene organizzato il 38
  • 39. World Summit on Sustainable Development (WSSD), il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile. Al Summit di Johannesburg, gli Stati ribadiscono il loro impegno nel promuovere i principi dello sviluppo sostenibile, ossia uno sviluppo che sia contemporaneamente economico, sociale ed ambientale, e nel dare continuità alla realizzazione dei processi di A21. In pratica vengono riconfermati gli impegni presi a Rio de Janeiro nel 1992. È durante il Summit di Johannesburg che inizia a delinearsi l’idea di dedicare un decennio all’Educazione dello Sviluppo Sostenibile. Nel Plan of Implementation di Johannesburg si trovano diversi richiami all’educazione, nel documento si fa riferimento all’educazione come ad uno strumento in grado di incoraggiare processi partecipativi e promuovere comportamenti “eco saggi”. Parallelamente al Summit di Johannesburg, l’UNESCO e le ONG, organizzano l’Education for a Sustainable Future: Action, Commitments and Partnerships. Qui i partecipanti sottolineano come dovrebbero promuovere l’Educazione alla Sostenibilità non solo i Ministri dell’educazione, ma anche rappresentanti degli altri Ministeri.2003 Viene organizzato ad Espinho (Portogallo) il First World Environmental Education Congress (WEEC), ossia il Primo Congresso Mondiale dedicato esclusivamente all’Educazione Ambientale. Si dà vita così ad una rete, la rete WEEC, ossia “una rete mondiale di discussione e ricerca, nata per dare continuità ai congressi e al dibattito sui temi chiave dell’educazione ambientale, per consentire lo scambio di riflessioni, esperienze e proposte tra un congresso e laltro, per costruire una comunità mondiale di ricerca e di pratica delleducazione ambientale e alla sostenibilità”. Al Congresso di Espinho seguono poi le diverse edizioni: 2004 San Paolo (Brasile) 2005 Torino (Italia) 2007 Durban (Sud Africa) 2009 Montreal (Canada) 2011 Brisbane (Australia) La prossima nel 2013 Marrakech (Marocco)2004 Si svolge ad Aalborg la quarta Conferenza Europea delle Città Sostenibili dove i paesi partecipanti confermano la loro visione per un futuro sostenibile delle loro città. “Una visione che prevede città ospitali, prospere, creative e sostenibili, in grado di offrire una buona qualità della vita a tutti i cittadini, consentendo loro di partecipare a tutti gli 39
  • 40. aspetti della vita urbana.” La Conferenza, con 1000 partecipanti, si conclude con la sottoscrizione degli Aalborg Commitments, una carta di impegni su 10 temi principali che le amministrazioni locali s’impegnano a rispettare per supportare lo sviluppo sostenibile locale. 1. GOVERNANCE. Ci impegniamo a rafforzare i nostri processi decisionali tramite una migliore democrazia partecipatoria. 2. GESTIONE URBANA PER LA SOSTENIBILITÀ. Ci impegniamo a mettere in atto cicli di gestione efficienti, dalla loro formulazione alla loro implementazione e valutazione. 3. RISORSE NATURALI COMUNI. Ci impegniamo ad assumerci la piena responsabilità per la protezione e la preservazione delle risorse naturali comuni. 4. CONSUMO RESPONSABILE E STILI DI VITA. Ci impegniamo a promuovere e a incentivare un uso prudente delle risorse, incoraggiando un consumo e una produzione sostenibili. 5. PIANIFICAZIONE E PROGETTAZIONE URBANA. Ci impegniamo a svolgere un ruolo strategico nella pianificazione e progettazione urbane, affrontando problematiche ambientali, sociali, economiche, sanitarie e culturali per il beneficio di tutti. 6. MIGLIORE MOBILITÀ, MENO TRAFFICO. Riconosciamo l’interdipendenza di trasporti, salute e ambiente e ci impegniamo a promuovere scelte di mobilità sostenibili. 7. AZIONE LOCALE PER LA SALUTE. Ci impegniamo a proteggere e a promuovere la salute e il benessere dei nostri cittadini. 8. ECONOMIA LOCALE SOSTENIBILE. Ci impegniamo a creare e ad assicurare una vivace economia locale, che promuova l’occupazione senza danneggiare l’ambiente. 9. EQUITÀ E GIUSTIZIA SOCIALE. Ci impegniamo a costruire comunità solidali e aperte a tutti. 10. DA LOCALE A GLOBALE Ci impegniamo in una azione locale per una pace, giustizia, equità e sviluppo sostenibile a livello globale. Aalborg Commitments2005 L’Assemblea Generale dell’ONU proclama per gli anni 2005-2014 il DESS Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile, affidando il coordinamento delle attività all’UNESCO, e confermando in questo modo il ruolo determinante dell’educazione per la realizzazione di uno sviluppo sostenibile. Un’educazione che deve essere intesa in senso ampio e deve avere il compito di istruire, informare, formare e sensibilizzare tanto i giovani quanto gli adulti e la società civile. Per far ciò è necessaria una 40
  • 41. collaborazione tra i vari stakeholder che siano essi singoliindividui o istituzioni. L’obiettivo è quello di creare una retedi soggetti in grado di rispondere alle esigenze reali delterritorio e delle società.L’Educazione alla Sostenibilità deve essere caratterizzata daiseguenti elementi: Interdisciplinarietà Acquisizione di valori Sviluppo del pensiero critico e ricerca della risoluzione dei problemi Molteplicità di metodologie Decisioni condivise e “partecipate” Importanza del contesto locale.Per tutti coloro che intendono contribuire al Decennio,l’UNESCO elabora un documento di riferimento per ipartner, lo Schema Internazionale di Implementazione(SII). All’interno del SII vengono indicate le finalità e gliobiettivi del DESS, alcune indicazioni su come fornire uncontributo al Decennio sia a livello internazionale, chenazionale, regionale e locale, sette strategie fondamentaliper intervenire nel campo dell’Educazione alloSviluppo Sostenibile ed infine alcune caratteristichefondamentali per l’Educazione alla Sostenibilità.Lo scopo ultimo del DESS è l’integrazione dei principi, deivalori e delle pratiche dello sviluppo sostenibile in tutti gliaspetti dell’educazione e dell’apprendimento. Questo sforzoeducativo dovrà stimolare nei comportamenti cambiamentitali da rendere il futuro più sostenibile in termini disalvaguardia ambientale, progresso economico e equità dellasocietà per le generazioni presenti e future. DESS Schema Internazionale di ImplementazioneLe sette strategie, elementi essenziali per procederenella predisposizione di piani d’attuazione a livelloregionale, nazionale e sub-nazionale: Costruzione di scenari e creazione di aggregazione; Consultazione degli interessati e ispirazione del senso d’appartenenza; Creazione di partenariati e reti; Costruzione di capacità (capacity-building) e formazione; Stimolo della ricerca e dell’innovazione; 41
  • 42. Uso delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT); Monitoraggio e valutazione. Sempre nel 2005, a Vilnius, il Comitato per la Politica Ambientale della Commissione Economica per l’Europa promuove un High-level meeting dei Ministeri dell’Ambiente e dell’Educazione per adottare la Strategia UNECE per l’Educazione per lo Sviluppo Sostenibile ossia una strategia in grado di promuovere il DESS nell’United Nations Economic Commission for Europe. La nostra visione del futuro è quella di una regione che comprenda valori comuni di solidarietà, equità e rispetto reciproco tra popoli, nazioni e generazioni. È una regione caratterizzata dallo sviluppo sostenibile, che include vitalità economica, giustizia, coesione sociale, protezione dell’ambiente e gestione sostenibile delle risorse naturali, così da soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la capacità delle generazioni future di fare altrettanto. L’educazione, oltre ad essere un diritto umano, è un pre- requisito per raggiungere lo sviluppo sostenibile, e uno strumento essenziale per il buon governo, per i processi decisionali consapevoli e per la promozione della democrazia. Per questo motivo, l’educazione per lo sviluppo sostenibile può aiutare a tradurre la nostra visione in realtà. L’educazione per lo sviluppo sostenibile migliora e rafforza la capacità di individui, gruppi, comunità, organizzazioni e nazioni di formulare giudizi e decisioni a favore dello sviluppo sostenibile. Essa può promuovere un cambiamento nella mentalità della gente così da farla diventare capace di rendere il nostro mondo più sicuro, salubre e prospero, insomma di migliorare la qualità della vita. L’educazione per lo sviluppo sostenibile può fornire capacità critica, maggiore consapevolezza e forza per esplorare nuove visioni e concetti e per sviluppare metodi e strumenti nuovi. La nostra Visione - Strategia UNECE per l’Educazione per lo Sviluppo Sostenibile2007 Si svolge a Siviglia la quinta Conferenza Europea delle Città Sostenibili, “Portare gli Impegni di Aalborg nelle strade” dove i governi locali fanno il punto sulle azioni sino a quel momento realizzate e sugli strumenti a disposizione per l’attuazione degli impegni presi ad Aalborg. Sempre nel 2007, la Conferenza Permanente Stato- Regioni e Province Autonome ha approvato il documento politico “Orientamenti e obiettivi per il nuovo quadro programmatico per l’educazione all’ambiente e allo sviluppo 42
  • 43. sostenibile”, che riafferma la validità del Sistema InFEA Nazionale come integrazione di sistemi a scala regionale, impegna i sottoscrittori a sviluppare la propria azione congiunta per la crescita di una cultura della sostenibilità da attuarsi anche favorendo una forte integrazione delle politiche di settore, necessaria per rendere i processi della formazione, dell’educazione e della sensibilizzazione per lo sviluppo sostenibile organici alle politiche del territorio. Sulla base degli orientamenti ed obiettivi sopra richiamati è stato redatto, e approvato dalla Conferenza Permanente Stato-Regioni in data 1° agosto 2007, il “Nuovo Quadro Programmatico Stato-Regioni e Province Autonome per l’educazione all’ambiente e alla sostenibilità”, che rappresenta il principale strumento di attuazione ed indirizzo per l’attività delle Amministrazioni centrali e regionali.2009 A cinque anni dal lancio del DESS, l’UNESCO organizza a Bonn la Conferenza Mondiale sull’Educazione allo Sviluppo Sostenibile con l’obiettivo di fare il punto sul percorso fatto con il DESS e dare la possibilità ai partner di scambiarsi esperienze e buone pratiche per l’ESS. A Bonn gli Stati fissano nuovi obiettivi da raggiungere negli anni successivi: dare rilievo all’importanza dell’ESS per tutte le forme di educazione; incoraggiare gli scambi internazionali sull’ESS, specialmente tra il Nord e il Sud del mondo; verificare lo stato di implementazione del Decennio; incrementare strategie per la sua prosecuzione. La conferenza termina con l’approvazione di un documento finale conosciuto come Dichiarazione di Bonn.2010 Si svolge la Sesta Conferenza Europea delle Città Sostenibili, a Dunkerque, dalla quale sono emerse due dichiarazioni: la Dichiarazione di Dunkerque 2010 sul Clima; la Dichiarazione di Dunkerque 2010 sulla Sostenibilità.2012 A giugno di quest’anno si terrà, nuovamente a Rio de Janeiro, la Conferenza sullo Sviluppo Sostenibile, Rio+20, così chiamata perché organizzata a vent’anni dal Vertice della Terra. Il Vertice, organizzato sempre dall’ONU, ha come obiettivo finale quello di rafforzare l’impegno politico degli stati ad agire in favore di uno sviluppo sostenibile globale, e di porsi nuovi traguardi da raggiungere. I temi trattati saranno 43
  • 44. principalmente due: L’economia verde nel contesto dello sviluppo sostenibile e riduzione della povertà; Il quadro istituzionale per lo sviluppo sostenibile. 44
  • 45. Le politiche per la Già da anni la Regione Sardegna, in linea con laSostenibilità programmazione internazionale e nazionale, è impegnataAmbientale della nella promozione di politiche di SostenibilitàRegione Sardegna Ambientale e di programmi di Educazione alla Sostenibilità. Di seguito si riportano i programmi più rilevanti degli ultimi anni, che sono stati di riferimento per la programmazione provinciale. 2009 Nel luglio del 2009 la Regione Sardegna, adotta il Piano per gli Acquisti Pubblici Ecologici - il PAPERS per gli anni 2009-2013. Il Piano, redatto dall’Assessorato della Difesa dell’Ambiente (Servizio Sostenibilità Ambientale) e dall’Assessorato degli Enti Locali (Servizio Provveditorato), entro il 2013 si impegna a: raggiungere la quota del 50% del fabbisogno regionale delle forniture di beni e servizi necessari all’ordinario funzionamento dell’Amministrazione aventi caratteristiche di ridotto impatto ambientale e il 20% negli appalti di lavori; far attecchire la politica del GPP in tutto il territorio regionale, e, in particolare, in tutte le Amministrazioni provinciali ed Enti parco regionali, nel 50% delle amministrazioni comunali, nel 30% degli altri Enti Pubblici; sviluppare nell’Amministrazione regionale e in almeno il 50% degli Enti Locali il ricorso a fonti energetiche rinnovabili, il risparmio, la riduzione dellintensità e lefficienza energetica. 2009 Nell’agosto del 2009 la Regione Sardegna approva il Programma triennale per l’Educazione Ambientale e alla Sostenibilità per gli anni 2009-2011 con il fine di sensibilizzare e responsabilizzare la cittadinanza verso stili di vita più sostenibili. I destinatari del Programma triennale regionale sono le scuole; il sistema produttivo ed imprenditoriale; il sistema della produzione dei servizi pubblici; i soggetti istituzionali, gli attori, le strutture e le reti del sistema educativo formale, non formale ed informale; i cittadini in generale. Le aree di intervento del Programma rispondono ad un complesso di necessità strutturali ed operative che interessano i diversi livelli e le categorie che compongono il Sistema Regionale InFEA. In particolare, si intende attuare azioni tese a favorire il completamento strutturale e funzionale della rete, incrementare la dotazione di strumenti efficaci per un’efficace azione di rete, sviluppare il dialogo tra i componenti della rete e con altre reti ed, infine, potenziare 45
  • 46. e sviluppare le funzioni correlate alla progettualità dei CEAS. Il Programma si articola in quattro aree di intervento: 1. strutturazione e potenziamento funzionale e delle azioni del Sistema Regionale InFEA; 2. realizzazione di progetti regionali in materia di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità da svilupparsi in modalità di rete; 3. realizzazione di azioni innovative per l’Educazione alla Sostenibilità; 4. potenziamento e adeguamento infrastrutturale dei CEAS, dei Nodi e del Centro Regionale di Coordinamento InFEA.2009 Nel dicembre 2009 la Regione Sardegna approva il Piano d’Azione Ambientale Regionale (PAAR) 2009-2013 che si configura come uno strumento di attuazione delle politiche ambientali regionali. Il PAAR individua 4 Aree di azione prioritaria, secondo l’impostazione adottata a livello europeo dal VI Programma comunitario di Azione in materia di Ambiente. Per ciascuna delle 4 Aree individua alcuni obiettivi generali e specifici, circa 39 azioni suddivise per area tematica ed accorpate in 6 Macroazioni. Di seguito si riportano le 4 Aree di azione prioritaria e le 6 Macroazioni: Cambiamenti climatici A - Sostegno per la mobilità alternativa B - Energia sostenibile Natura, biodiversità e difesa del suolo C - Gestione sostenibile del territorio Ambiente e salute D - Tutela della salute del cittadino Uso sostenibile delle risorse naturali e gestione dei rifiuti E - Gestione sostenibile dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati F - Tutela della risorsa idrica Le azioni derivanti dagli obiettivi trasversali hanno portato all’identificazione di una settima macroazione definita: G - Trasversalità ambientale. 46
  • 47. Il concetto di Il percorso di progettazione partecipata ha preso avvio il 17Educazione alla Novembre 2011 con un primo Workshop, a cui hanno presoSostenibilità emerso parte oltre 80 partecipanti.nel 1° workshop La prima parte dei lavori è stata rivolta alla presentazione e condivisione del processo partecipativo. La seconda parte, con l’obiettivo di attivare una prima riflessione sul tema e dunque sulla domanda Qual è l’oggetto del nostro lavoro?, è stata dedicata alla definizione partecipata e alla condivisione dell’approccio all’Educazione Ambientale e alla Sostenibilità e in particolare a rispondere, suddivisi in sette gruppi di lavoro alle seguenti domande: Cos’è per noi l’Educazione Ambientale e alla Sostenibilità? …a quali target si indirizza? …quali sono i suoi ambiti tematici di intervento? …con quali strumenti si attua? Di seguito si riportano le risposte prodotte dai sette gruppi di lavoro, dalle quali emerge un’idea e un approccio all’Educazione alla Sostenibilità innovativo e pienamente coerente con il quadro programmatorio internazionale. 47
  • 48. Cos’è per noil’EducazioneAmbientale e allaSostenibilità? Insieme di azioni mirate a creare o sviluppare consapevolezza sul nostro impatto ambientale e a modificare gli stili di vita. Processo di educazione alla consapevolezza del nostro rapporto con l’ambiente vissuto attraverso esperienze che permettano di riappropriarsi di ritmi naturali per adottare scelte proiettate in un futuro sostenibile. Percorsi di crescita individuale collettivi al rispetto, allo sviluppo dell’empatia, all’informazione orientata al cambiamento dei comportamenti. Attivare processi educativi che portino all’assunzione di responsabilità, attaccamento e affetto dell’individuo e della collettività nei confronti dell’ambiente nel quale si vive. È un percorso educativo permanente finalizzato ad un cambiamento responsabile dei propri stili di vita. Far capire concretamente come rendere equilibrate le nostre scelte e portando al cambiamento delle coscienze consapevoli che le risorse sono finite. Un processo che, attraverso metodologie specifiche al target, porti ad una consapevolezza con l’obiettivo di un cambiamento comportamentale verso l’ambiente esterno ed interno.…a quali target siindirizza? Tutti in maniera orizzontale e trasversale Bambini + genitori, Anziani, Adulti, Turisti, Aziende, Politici, Enti Pubblici, Religiosi, Imprese, Associazioni, Insegnanti Tutti! Cittadinanza: giovani e scuole, Imprese, P.A. Pubblica Amministrazione, Cittadini, Imprese, Organizzazioni di vario tipo Politici, Nipoti, Genitori, Nonni Politici, Bambini, Adolescenti, Adulti, Anziani, Casalinghe, Consumatori, Cittadini, Imprese, Insegnanti 48
  • 49. …quali sono i suoiambiti tematici diintervento? Rifiuti, Energie naturali, Acquisti verdi, Mobilità, Biodiversità, Beni comuni (acqua, terra, spiagge), Etica nella politica, Turismo rurale e sostenibile, Agricoltura, Alimentazione Mobilità, Biodiversità, Rifiuti e Riciclo, Consumi critici e Produzioni sostenibili, Alimentazione, Energie rinnovabili, Culture e identità locali Prioritariamente il consumo di risorse, in termini settoriali: Acqua, Energia, Rifiuti, Mobilità, ecc. Trasversale Ecosistema, la natura come esempio (acqua di consumo, acque e coste, ecologia urbana, foreste, energia, innovazione, relazioni, rifiuti, risparmio, produzione) Riduzione dei consumi (e consumo responsabile), Trasporti e mobilità, Alimentazione, Biodiversità, Agricoltura, Rifiuti Rifiuti, energia, mobilità, acqua-aria-terra, materie prime, alimentazione, biodiversità, cittadinanza attiva, educazione, “contestualizzati” nel target 49
  • 50. …con quali strumenti siattua? Cittadinanza attiva (orti condivisi etc…), Percorsi di educazione e informazione, Conoscenza del territorio, Buone pratiche, Regole “verdi”, Onestà e responsabilità Con la coerenza nello stile di vita, Con la condivisione delle buone pratiche, Con azioni concrete (giochi, laboratori educativi e partecipativi), Comunicazione e informazione, Lavoro sull’immaginario, Consapevolezza delle proprie capacità Informazione, Formazione e Aggiornamento (a tutti i livelli), Esplorazione ed Esperienza diretta Si attua con: Informazione, Formazione, Sensibilizzazione, Comunicazione in rete/circolare, Esperienza attiva Gioco e altre metodologie, Processi partecipativi, Campagne di sensibilizzazione, Social Marketing, Trasmissione di buone pratiche, Promozione sociale Azioni concrete e integrate di sperimentazione diretta, atte a stimolare la curiosità critica per portare alla conoscenza dei cicli produttivi di trasformazione e smaltimento Laboratori didattici, Spot pubblicitari, Materiale informativo, Laboratori di quartiere, Visite guidate, Giochi, Eventi, Seminari, Legislazione, Scambio di buone pratiche, Fattorie didattiche 50
  • 51. Il concetto di Al termine dei lavori del workshop, dopo la restituzione, daEducazione alla parte dei sette gruppi, dei contenuti sopra esposti, si èSostenibilità promosso proposta una sistematizzazione del concetto di Educazionedal DESS alla sostenibilità tratta dallo Schema Internazionale d’Implementazione per il Decennio ONU dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile, che si riporta di seguito. L’Educazione allo Sviluppo Sostenibile: si basa su principi e valori propri dello sviluppo sostenibile; promuove il benessere in tutte e tre le dimensioni della sostenibilità – ambiente, società e economia; promuove un apprendimento che interessa l’intero arco della vita (life-long learning); è basata sul contesto locale e culturale di riferimento; è basata sulle esigenze, le percezioni e le condizioni presenti a livello locale, riconoscendo tuttavia che il soddisfacimento dei bisogni locali ha spesso conseguenze sul panorama internazionale; interessa l’educazione formale, non-formale ed informale; tiene conto della natura evolutiva e dinamica del concetto di sostenibilità; affronta questioni sia globali che locali, sempre tenendo conto del contesto specifico in cui opera; rafforza le capacità necessarie ad assicurare che i processi decisionali si basino sull’apporto delle comunità locali (community-based decision-making), promuove la tolleranza, la certificazione ambientale, l’adattabilità della forza lavoro e una migliore qualità della vita; è interdisciplinare. Nessuna disciplina può considerare l’ESS come di proprio esclusivo appannaggio, in quanto tutte possono fornire un contributo all’ESS; utilizza una varietà di metodi pedagogici che promuovono l’apprendimento partecipativo e elevate capacità di riflessione. 51
  • 52. 52
  • 53. 53
  • 54. 3. LE POLITICHE PER LA SOSTENIBILITÀ DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI 55Le iniziative promosse dall’ufficio Sviluppo Sostenibile dell’AssessoratoAmbiente 55Le altre iniziative per lo Sviluppo Sostenibile promosse dalla Provincia 63Le indicazioni emerse dagli incontri con la componente politica 64L’analisi partecipata dei problemi ambientali realizzata nel 2°workshop 68 54
  • 55. 3. LE POLITICHE PER LA SOSTENIBILITÀ DELLA PROVINCIA DI CAGLIARILe iniziative promosse La Provincia di Cagliari manifesta da oltre dieci anni unadall’ufficio Sviluppo particolare sensibilità verso gli strumenti innovativi diSostenibile sostenibilità ambientale e verso l’approcciodell’Assessorato partecipativo all’azione.Ambiente Nel 2001 ha infatti sottoscritto la Carta di Aalborg che presuppone l’impegno formale ad operare secondo i principi dello Sviluppo Sostenibile. Tra le prime attività realizzate in questa direzione si possono trovare lo Studio di Sostenibilità nel 2003, il Bilancio Sociale (anni 2003- 2004) e il Bilancio Partecipativo nel 2007.Il Nodo InFEA Dal 2003, inoltre, la Provincia è Nodo Provinciale delProvinciale Sistema Regionale InFEA (Informazione, Formazione, Educazione Ambientale) e promuove attivamente e in maniera continuativa azioni di Educazione alla Sostenibilità sia attraverso la produzione di materiali informativi che mediante lorganizzazione di convegni e seminari, workshop e differenti tipologie di eventi.I target di riferimento Le azioni di Educazione alla Sostenibilità che lae le azioni di Provincia ha proposto in questi anni sono molteplici e siEducazione alla rivolgono a target differenti quali:Sostenibilità Scuole (insegnanti ed alunni): corso per docenti in materia di Sviluppo Sostenibile (anni 2006 e 2007), concorso per gli studenti “Idee e progetti per uno sviluppo sostenibile del territorio” (2007), libro “Guarda e scopri il meraviglioso mondo marino” (2008-2009), set di schede didattiche sullambiente “Conoscere lambiente” (2010), videogioco “ZWX: salviamo la Terra!” (2010), IL VIDEOGIOCO “ZWX: SALVIAMO LA TERRA!” ZWX è un alieno che ha a cuore le sorti della terra, alle prese con le storture della nostra civiltà: piromani, inquinatori e persone che non dedicano attenzione alle risorse energetiche o non sono sensibili al riciclo dei rifiuti. Attraverso sette livelli, il gioco contribuirà a sviluppare la 55
  • 56. coscienza ecologica.Target: ragazziStrumenti: Sito Web (http://www.zwxsalviamolaterra.it)Argomenti: risparmio energetico, riciclo dei rifiuti e rispetto degli equilibri degli ecosistemiSvolgimento: 2010Realizzazione: Delfis Società Cooperativa ciclo di incontri formativi “40 volte verde” (anni 2009 e 2011), IL PROGETTO “40 VOLTE VERDE” Target: 40 scuole di ogni ordine e grado Tipologia: lezioni interattive con la partecipazione di insegnanti e alunni Argomenti: L’ambiente e gli animali (infanzia) I rifiuti e la raccolta differenziata (elementari) Energia e sviluppo sostenibile (medie) La Carta della Terra (superiori) Svolgimento: 2009-2011 (due edizioni) Realizzazione: Ecotimè snc progetto partecipato “Rifiuti: consapevoli si cambia” (2010), “Scenari di Sostenibilità” ciclo di incontri rivolti alle scuole superiori sui temi della sostenibilità con attività di animazione ludico-laboratoriali, in collaborazione con il Settore Pubblica Istruzione (2011).Pubbliche Amministrazioni: corso “Facilitatori e animatori di gruppi tematici e Forum di Agenda 21 Locale” (2007, 2 edizioni), corso di formazione sulla “Prevenzione e gestione dei conflitti nei processi partecipativi” (anni 2009 e 2011).Scuole e Comuni: bando pubblico per il cofinanziamento di progetti di attuazione dellAgenda 21 locale provinciale sui temi “LOrto dei Nonni e dei Bambini” e “Mense scolastiche: prodotti biologici e a Km zero” (2011). 56
  • 57. Operatori dell’Educazione alla Sostenibilità: 1° corso di formazione specialistica per operatori CEAS e di Educazione alla Sostenibilità (2011). Cittadinanza: vari seminari sulle diverse tematiche (dal 2004 in poi), cicli di incontri informativi sullambiente “Un viaggio nell’ambiente in evoluzione” (2008) e sullAgenda 21 Locale (2009), attività seminariali in concomitanza della settimana UNESCO (dal 2007 in poi), campagna informativa “Diamo lEsempio” sul risparmio energetico e sulluso intelligente delle risorse naturali (2010). LA CAMPAGNA INFORMATIVA “DIAMO L’ESEMPIO” Target: cittadinanza, scuole, associazioni, imprese Strumenti: Guida del Cittadino, Spot radiofonici, Sito Web, Incontri presso le scuole, Seminari di approfondimento Banchetti informativi presso cinema e mercati Argomenti: Risparmio energetico ed uso consapevole delle risorse naturali Svolgimento: 2010-2011 Realizzazione: Atlantide soc. coop.Le politiche per lo Lefficacia delle politiche di sostenibilità attuate dalla Provinciasviluppo sostenibile e i di Cagliari, come facilmente deducibile, è stata determinata eprocessi partecipativi: rafforzata dallattenzione costante verso i diversi attori dell’Agenda 21Locale e il territorio ed il loro coinvolgimento nelle differenti iniziative,GPP in quanto portatori di punti di vista rilevanti e attori fondamentali dei processi di sviluppo. Sia il percorso iniziale dellAgenda 21, infatti, che i progetti che si sono realizzati successivamente sempre nellambito delle politiche di sostenibilità, quali il GPP, hanno adottato lapproccio inclusivo, diventato ormai prassi ordinaria dellagire. Nellottica di coltivare e rafforzare tale intendimento, infatti, la Provincia ha sempre cercato di promuovere iniziative e azioni di supporto rivolte ai diversi attori coinvolti, anche in previsione e in preparazione della realizzazione delle diverse attività; ad esempio, in funzione dellattivazione del processo di Agenda 21 Locale, sono stati attivati i corsi di formazione per “Facilitatori e animatori di gruppi tematici e Forum di Agenda 21 Locale” e in seguito sulla “Prevenzione e gestione dei conflitti 57
  • 58. nei processi partecipativi”, rivolti a dipendenti di enti pubblicidel territorio provinciale e a giovani laureati.Questo ha consentito, inoltre, di creare un legame, in molticasi, duraturo nel tempo con i vari partecipanti alle iniziativeprovinciali: una rete di soggetti appartenenti alle istituzioni,alle imprese e alle associazioni (oltre a una nutritarappresentanza di studenti) che hanno fatto della Provinciauno dei punti di riferimento per le tematiche dellasostenibilità.Allo stesso modo, anche le metodologie partecipative tipichedellA21L si sono gradualmente diffuse alla maggior parte deiprocessi pianificatori dellAssessorato dellAmbiente, e sonostate adottate in alcune occasioni anche a livello dellinteroente.L’Agenda 21LocaleL’impegno della Provincia nei confronti delle politiche disostenibilità risulta infatti particolarmente evidente quando sifa riferimento al processo che la Provincia ha promosso perla definizione dell’Agenda 21 Locale, un processopartecipativo multi-stakeholder coerente su scala localecon gli obiettivi strategici dell’ONU e dell’Unione Europea.Dal confronto e dibattito, avviato nel 2008 e durato cinquemesi e che ha impegnato oltre centocinquantapartecipanti suddivisi in gruppi di lavoro tematici, èscaturito il “Piano di Azione provinciale A21 Locale perprogetti pilota di Sostenibilità intersettoriale”. In essosono stati presentati sette progetti scaturiti dal lavoro deipartecipanti e riferiti a specifiche aree tematiche: i progetti“Itinerando: Santa Gilla tra Natura e Cultura” e “PacchettoTuristico integrato Sport-Ambiente nel Sarcidano Barbagia diSeulo” hanno affrontato il tema del turismo localesostenibile; il “Centro di Educazione allAmbiente Urbano” conil sotto progetto “Mense scolastiche: prodotti biologici e a Kmzero” hanno trattato la tematica dellinformazione edellEducazione Ambientale; “La piazza reinventata:politiche di progettazione partecipata” ha riguardato, invece, lacittadinanza attiva, mentre “LOrto dei Nonni e deiBambini”, linclusione sociale; nellambito delleconomialocale sono stati sviluppati i progetti “Certificazioni ambientaliper le PMI e le imprese agricole” in relazione agli strumenti disostenibilità ambientale e “Web television: tecnologia opensource per la comunicazione interattiva” sulle tecnologiedellinformazione e della comunicazione.Di queste idee progettuali hanno ad oggi trovatoattuazione, finanziate dalla Provincia di Cagliari, il“Pacchetto Turistico integrato Sport-Ambiente nelSarcidano Barbagia di Seulo”, i progetti “Mense scolastiche: 58
  • 59. prodotti biologici e a Km zero” e “LOrto dei Nonni e deiBambini”. Altri progetti, quali, ad esempio, “La piazzareinventata: politiche di progettazione partecipata”, sono statiattuati da soggetti partner della Provincia, in questo caso dalComune di Quartu Sant’Elena con il progetto “Reinventiamola Piazza. Percorso di rigenerazione urbana partecipata verso lasostenibilità”. IL PROGETTO “PACCHETTO TURISTICO INTEGRATO SPORT-AMBIENTE NEL SARCIDANO BARBAGIA DI SEULO” Il progetto, elaborato dal gruppo tematico Innovazione ed Economia locale dell’A21 provinciale, si prefigge la valorizzazione delle risorse ambientali di un’area interna del territorio, la zona dei laghi del Sarcidano Barbagia di Seulo, attraverso la costruzione di un pacchetto turistico innovativo e sostenibile incentrato sull’attrattore sport- ambiente. L’azione permetterà di orientare verso le zone interne nuovi flussi turistici, soprattutto nei periodi di bassa stagione, diversificando l’offerta. Il pacchetto si caratterizza inoltre per l’integrazione con altri attrattori quali l’enogastronomia e la cultura dei territori interessati. Il progetto è pienamente integrato con le politiche di sviluppo territoriale sostenibile promosse dalla Provincia e coerente con gli Impegni di Aalborg, in particolare con l’ambito di intervento 8. ECONOMIA LOCALE SOSTENIBILE, tra i cui obiettivi rientra la promozione del turismo sostenibile. Il progetto è attualmente in attuazione con un’azione pilota, finanziata dalla Provincia con 80.000 euro e con il progetto “Azioni di sistema per la valorizzazione degli ambienti naturali del Sarcidano Barbagia di Seulo” di 30.000 euro cofinanziato dalla Regione Sardegna, che interesserà larea del Consorzio Turistico dei Laghi che comprende 11 comuni del territorio.La scelta di adottare per il processo di Agenda 21 Locale,non un approccio tradizionale ma per progetti pilota, ha datola possibilità di confrontarsi sulle tematiche chiave dellasostenibilità definite negli Aalborg Commitments, e didefinire in tempi brevi azioni pilota riferite ad alcuniimportanti ambiti tematici quali l’economia locale, la qualitàambientale del territorio e la coesione sociale, con un primoaccenno allinnovazione nella pubblica amministrazione,sviluppata in seguito con gli Acquisti Pubblici Ecologici. 59
  • 60. Il Green Public Procurement (GPP)Ancor prima della definizione del percorso di A21L, a fine2007, era stato infatti predisposto il progetto “In Provinciadi Cagliari si acquista verde” presentato nell’ambito di unbando della Regione Sardegna, relativamente alla linea diintervento destinata all’attuazione del processo di A21L, ealla realizzazione di progetti da attuarsi con la metodologiadi Agenda 21 Locale “per progetti pilota”.Con la realizzazione di questo progetto la Provincia ha dato,quindi, attuazione alla politica del GPP Green PublicProcurement, che è stata ulteriormente implementataattraverso le azioni previste nel “Piano d’Azioneprovinciale per il GPP”.IL PROGETTO “IN PROVINCIA DI CAGLIARI SIACQUISTA VERDE”Realizzato tra il 2009 e il 2010, è stato articolato in dueLinee di attività integrate tra loro, la Linea 1 “La Provinciaadotta bandi verdi” e la Linea 2 “In Provincia si sperimentaverde”.La prima Linea di attività “La Provincia adotta bandi verdi”,si è caratterizzata come un’Agenda 21 tematica internafinalizzata all’adozione della politica di GPPnell’Amministrazione Provinciale. Sono state portate avantiazioni di informazione e sensibilizzazione in tema di acquistipubblici ecologici, un’analisi degli acquisti provinciali, unpercorso formativo per il personale della Provincia, azioniper la definizioe di procedure di gara con introduzione dicriteri ambientali. Il percorso di lavoro ha portato alladefinizione del Piano d’Azione Provinciale del GPP,approvato dalla Giunta il 30 dicembre 2011.Il Piano è particolarmente importante perché definisce eprogramma le azioni necessarie per la razionalizzazione deifabbisogni dell’Ente Provinciale, le procedure per poterintrodurre i criteri ecologici in fase d’acquisto di beni/servizi,le azioni per promuovere comportamenti di consumosostenibili presso gli uffici.Nella linea 2 “In Provincia si sperimenta verde”, sono staterealizzate diverse azioni: azioni di sensibilizzazione sul tema del GPP rivolte agli 60
  • 61. Enti Locali e alle imprese del territorio; la creazione di un Forum tematico A21L “Acquisti verdi e consumi responsabili”, realizzato con l’uso della metodologia dell’Open Space Technology (OST) o Spazio Aperto di Discussione per attivare una riflessione sulle azioni concrete per orientare alla sostenibilità ambientale le produzioni, gli acquisti e i consumi; la costituzione di un gruppo di lavoro tematico multistakeholder “Mense verdi”, che ha elaborato il report “Criteri di sostenibilità ambientale, sociale ed economica nella ristorazione scolastica”, e la promozione di un workshop tematico “Qualità e sostenibilità nella ristorazione scolastica”; l’accompagnamento alla redazione del capitolato di gara per il servizio mensa del Circolo Didattico Santa Caterina di Cagliari in cui sono stati ripresi i criteri elaborati dal gruppo “Mense verdi”; la costituzione di un gruppo di lavoro tematico multistakeholder “La filiera della carta in Sardegna” che ha elaborato il report “La filiera del riciclo della carta in Sardegna”; la realizzazione del Workshop “L’introduzione dei criteri ambientali negli appalti di lavori: vantaggi economici e minore impatto ambientale”; la realizzazione di un Ciclo di Incontri Informativi di “Ecologia Domestica”, incontri pubblici aperti a tutta la popolazione con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sulle azioni virtuose che ciascuno può compiere quotidianamente.Le azioni sono state accompagnate da una campagna dicomunicazione e sensibilizzazione con diffusione di unanewsletter e di vari materiali informativi.Realizzazione: Poliste srl – Ecosistemi srl 61
  • 62. L’Ecosportello per il GPPAttualmente la realizzazione della politica di acquisti pubbliciecologici della Provincia viene supportata dallattivitàdell’Ecosportello per il GPP, promosso dalla RegioneSardegna nellambito del PAPERS, Piano per gli Acquisti PubbliciEcologici in Regione Sardegna 2009-2013, e istituito presso ilNodo provinciale InFEA.L’Ecosportello realizza le seguenti attività: Eroga informazioni per favorire la diffusione del GPP e dei consumi responsabili, fornisce informazioni sulle iniziative di altri Enti, segnala buone pratiche, possibili fonti di finanziamento, sinergie con altre politiche ambientali, informazioni sui bandi verdi in corso, ecc. Fornisce attività di assistenza tecnica e supporto sulle modalità per razionalizzare i consumi, sull’impostazione di documenti strategici quali atti di indirizzo politico, regolamenti interni e gestione delle procedure di acquisto: individuare i più idonei criteri ambientali, reperire informazioni su prodotti e produttori con analisi del mercato locale e nazionale, fornire elementi per facilitare la fase di valutazione delle proposte, ecc. Realizza iniziative di animazione territoriale, rivolte a target specifici di utenti, al fine di promuovere i consumi sostenibili, la riduzione dei rifiuti, il risparmio idrico o energetico negli uffici, nelle imprese, nelle abitazioni, promuovere l’adozione di metodologie innovative di riduzione dell’impatto ambientale, strumenti di certificazione ambientale, ecc. Collabora con il Servizio SAVI per l’attuazione del PAPERS. In particolare è richiesta la collaborazione nell’organizzazione e gestione delle attività regionali nel territorio provinciale e nel monitoraggio degli obiettivi in termini di percentuale di spesa verde raggiunta e in termini di Enti impegnati.I fruitori del servizio di Ecosportello sono: personale dell’ente Provincia, dei Comuni, e di tutte le amministrazioni pubbliche localizzate nel territorio provinciale, incluse le Scuole e le Università, le ASL, gli enti strumentali, gli enti gestori di aree protette, ecc. il sistema delle imprese, associazioni di categoria, Camera di Commercio, ecc. 62
  • 63. I riconoscimenti Grazie alle attività realizzate nell’ambito delle Politiche per la Sostenibilità Ambientale, la Provincia di Cagliari è stata insignita di importanti riconoscimenti: il premio internazionale “Euromediterraneo 2008” dellAssociazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale, per lattività convegnistica e seminariale; il premio Compraverde-BuyGreen del 2010 per la “Migliore Politica di GPP realizzata per la sezione Italia”, per aver realizzato un “percorso completo di implementazione del GPP in particolare focalizzando lattenzione al coinvolgimento degli stakeholder”; il secondo premio per la “Miglior politica di sostenibilità ambientale realizzata” nell’ambito del concorso “La Sardegna verso la green economy” del 2011, promosso dall’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, con la motivazione “Per il continuo impegno profuso nella attuazione delle politiche di sostenibilità ambientale, con particolare attenzione agli acquisti pubblici ecologici”. È stata inoltre valutata positivamente, ancorché non insignita di un premio, la candidatura al Premio GPP edizione 2011 promosso dal Ministero dellEconomia e delle Finanze e dalla Consip S.p.A: la commissione di valutazione ha apprezzato limpegno della Provincia nella promozione del GPP mirata al pieno coinvolgimento degli stakeholder sul territorio, con particolare rilievo al progetto sulle Mense Scolastiche Verdi.Le altre iniziative per Negli ultimi anni, in aggiunta alle azioni portate avanti dallo Sviluppo Sostenibile settore Ambiente, l’Amministrazione Provinciale hapromosse dalla manifestato sensibilità sempre maggiore verso i temiProvincia dello sviluppo sostenibile, attivando diverse iniziative su vari ambiti. In seguito all’analisi di alcuni documenti di programmazione, e dalla verifica con le risultanze dell’attività politica, vengono qui presentate quelle più significative. Si segnalano diverse azioni intraprese nell’ambito della mobilità. Risulta, infatti, in fase di costituzione l’Osservatorio per la Mobilità, strutturato anche da una Consulta per la mobilità, che fungerà, come riportato nella delibera di costituzione, da collettore tra i problemi e le necessità di tutti gli attori coinvolti in questo tema e l’individuazione di possibili soluzioni. Sempre in quest’ambito la Provincia sta coordinando il processo di interlocuzione tra la Regione e i Comuni dell’Area Vasta per la stipula 63
  • 64. dell’Accordo di Programma sulla mobilità ciclabile che prevede lo sviluppo della ciclabilità lungo diverse direttrici tra Capoterra, Quartu Sant’Elena e Sestu. Con riferimento invece alla valorizzazione delle produzioni locali, è stato realizzato il progetto “Mercato dei produttori” che ha visto coinvolti diversi comuni della Provincia nell’organizzazione di occasioni di incentivazione della filiera corta, favorendo un rapporto diretto produttore- consumatore e in questo modo anche il consumo di prodotti a Km 0, di qualità e che rispettano l’ambiente; forniti di etichette chiare che riportano provenienza, composizione e modo di produzione. Si segnala, inoltre, l’adesione da parte dell’Amministrazione al Gruppo di Azione Costiera della Sardegna Orientale e a quello della Sardegna Sud Occidentale con l’obiettivo di coinvolgere i numerosi operatori provinciali della pesca nell’elaborazione di una strategia di sviluppo territoriale, che verrà poi riportata in un Piano di Sviluppo. Infine, si riscontrano una serie di azioni a favore della bonifica degli edifici provinciali dall’amianto e azioni in campo energetico tra cui un’interessante iniziativa di ricerca e sperimentazione dell’utilizzo di materiali alternativi nelle costruzioni stradali, finalizzata al risparmio energetico.Le indicazioni emerse Uno dei principi che ha guidato la definizione del Piano èdagli incontri con la stato l’integrazione delle azioni di educazione con lecomponente politica politiche pubbliche di sostenibilità, in modo tale da rafforzarne l’azione. A tal fine, all’avvio del processo partecipativo, sono stati organizzati due incontri con la componente politica, della Provincia e dei Comuni del 64
  • 65. territorio provinciale, per la condivisione del percorso di definizione del Piano e per il recepimento degli indirizzi strategici: 18 Novembre 2011 - workshop con l’Assessore e i componenti delle Commissioni Consiliari competenti della Provincia di Cagliari; 29 Novembre 2011 - workshop con l’Assessore, i componenti delle Commissioni Consiliari della Provincia di Cagliari, Sindaci e Assessori dei Comuni del territorio provinciale. Gli incontri sono stati realizzati con l’obiettivo di individuare le problematiche e gli eventuali ambiti prioritari di intervento, da condividere con gli stakeholder durante gli incontri di progettazione. Il coinvolgimento della parte politica è stato preceduto da una analisi desk dei documenti programmatici della Provincia di Cagliari. Nello specifico è stata costruita una matrice di confronto tra le azioni del Piano d’Azione Ambientale Regionale 2009-2013 (PAAR), le dichiarazioni programmatiche provinciali 2010-2015 e il Piano Esecutivo di Gestione (PEG) per l’anno 2011. Gli ambiti prioritari di intervento emersi dagli incontri riguardano prevalentemente i temi della mobilità, della gestione e tutela del territorio e dei rifiuti. Di seguito vengono brevemente riportati i contenuti emersi per ogni ambito di intervento individuato.Sostegno per la Le dichiarazioni programmatiche segnalano la volontà dimobilità alternativa contribuire allo sviluppo del territorio con un Piano Infrastrutturale e di Mobilità. Con riferimento a quest’ultimo aspetto, la mobilità appunto, sono previsti anche i Patti Territoriali per la Mobilità e l’istituzione dell’Osservatorio sulla mobilità. Sempre in quest’ambito si segnala l’intenzione di promuovere la ciclabilità come pratica di mobilità alternativa. Nel PEG vengono confermati, tra gli obiettivi di sviluppo, l’Osservatorio sulle Politiche per la Mobilità e azioni per la Mobilità ciclabile in area vasta di Cagliari ed è prevista, inoltre, la Redazione del Piano di Trasporto Pubblico Locale (TPL) nell’area di continuità urbana di Cagliari e dell’area metropolitana. L’incontro con le Commissioni consiliari ha confermato la volontà di agire sulla valorizzazione delle iniziative a favore della ciclabilità ma ha anche evidenziato la necessità di una sensibilizzazione della comunità in generale nell’ambito dell’area vasta di Cagliari sui percorsi della metropolitana di superficie. Anche dall’incontro con i Sindaci sono emersi elementi di conferma su questi aspetti da parte dei due Comuni più importanti della Provincia. Il Comune di Cagliari 65
  • 66. ha evidenziato la volontà di rinforzare il TPL valorizzando la metropolitana di superficie e il Comune di Quartu Sant’Elena ha manifestato la volontà di costruzione di un Piano di Mobilità Integrata e del miglioramento del sistema delle piste ciclabili e dei percorsi pedonali.Gestione sostenibile In questo ambito le dichiarazioni programmatiche evidenzianodel territorio la volontà di sviluppare delle iniziative di turismo sostenibile e valorizzazione delle risorse locali. Nel PEG sono diversi i settori in cui si ritrovano obiettivi di sviluppo legati a questo tema. Tra i più rilevanti in quest’ambito: i Piani di Gestione dell’Oasi di Protezione faunistica Castiadas – Sette Fratelli e del SIC Foresta di Monte Arcosu. Nell’incontro con i Sindaci sono state evidenziate diverse criticità riferite alla tutela e sicurezza del territorio (Comuni di Silius e Capoterra) legate anche al consumo del territorio, agli sprechi energetici e, infine, alla mancanza di accessibilità di alcuni territori. Sulla base di queste premesse, alcuni comuni hanno segnalato la necessità di tutelare e valorizzare alcune porzioni di territorio a valenza paesaggistica, sia attraverso la creazione di Centri di Educazione Ambientale (per es. per l’area dello stagno di Santa Gilla e area del Comune di Siurgus Donigala), sia favorendo l’utilizzo di spazi esistenti e lavorando per ridurre gli sprechi energetici, sia attivando reti di collaborazione con altri territori. L’accessibilità dei territori viene vista anche come un’opportunità di incentivazione e valorizzazione delle produzioni locali (Comune di Silius). Per quanto riguarda gli sprechi energetici sono state segnalate dal Comune di Quartu Sant’Elena delle iniziative interessanti rivolte agli operatori turistico-balneari: fornitura di pannelli solari per l’acqua calda e di lampade a risparmio energetico e agevolazioni per l’utilizzo di impianti per il minieolico e fotovoltaico. 66
  • 67. Gestione sostenibile Nonostante la competenza primaria sui rifiuti sia di livellodei rifiuti comunale, all’interno del PEG vengono comunque segnalate alcune iniziative volte principalmente alla promozione sul territorio delle pratiche di consumo sostenibile attraverso l’attivazione dell’Ecosportello per gli Acquisti Pubblici Ecologici e del progetto “Uso lo sfuso”. Dall’incontro con le Commissioni questa tematica emerge come una delle più importanti dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile, ma allo stesso tempo una tematica su cui i Comuni investono ingenti risorse anche in azioni di comunicazione e sensibilizzazione. Tra le problematiche emerse: disomogeneità nelle caratteristiche e nelle regole della raccolta differenziata da comune a comune, abbandono dei rifiuti nelle campagne, percentuali di raccolta differenziata ancora molto basse in alcuni comuni, mancanza di conoscenza delle regole della differenziata da parte dei turisti, con riferimento in particolare ai comuni costieri. Per rispondere a queste problematiche sono state proposte diverse attività di sensibilizzazione, soprattutto rivolte ai bambini e ai giovani, così da renderli portatori di conoscenza da trasferire in famiglia. Con riferimento all’ambito specifico della raccolta differenziata nei comuni costieri, è stato rilevato come il problema sia di portata più ampia e riguardi non solo la comunicazione verso i turisti ma anche l’organizzazione stessa della raccolta differenziata per una popolazione che presenta un’elevata variazione da una stagione all’altra. Tra le iniziative volte alla riduzione di tale criticità, durante l’incontro con i Sindaci, il Comune di Quartu Sant’Elena ha segnalato, per esempio, l’attivazione della raccolta differenziata dei rifiuti lungo la spiaggia attraverso la realizzazione di 20 mini isole ecologiche. 67
  • 68. L’analisi partecipata Il 2° Workshop del percorso di progettazione partecipata èdei problemi stato dedicato ad effettuare un’analisi partecipata deiambientali realizzata problemi ambientali nel contesto territoriale dellanel 2° workshop Provincia di Cagliari. Per permettere la massima espressione delle idee dei partecipanti e la condivisione dell’analisi effettuata, il gruppo ha lavorato in plenaria e il workshop è stato facilitato con la metodologia Metaplan®. Al gruppo è stata posta una prima domanda di discussione: Quali problemi ambientali nel contesto territoriale della Provincia di Cagliari? Secondo l’approccio del PCM è infatti fondamentale avviare il percorso di progettazione partecipata dall’individuazione dei problemi di un determinato contesto per individuare azioni che siano orientate ad affrontare e risolvere gli aspetti negativi individuati. COSA SI INTENDE NELL’APPROCCIO DEL PCM PER “PROBLEMA”? Un problema è una situazione attuale negativa. I problemi, per essere ben descritti, devono essere: reali, oggettivi, espressi in termini negativi, chiari, specifici. Gli errori frequenti sono di esprimerli invece come "mancanza" di una soluzione, in forma positiva, troppo generici o astratti, come giudizi personali. È stato dunque chiesto ai partecipanti di rispondere, attraverso scrittura individuale su cartoncino, individuando due problemi ambientali ciascuno. Terminata questa prima fase di elaborazione individuale, le 68
  • 69. idee emerse sono state in seguito affisse a parete e si è apertala discussione di gruppo.Man mano che i problemi venivano approfonditi e discussi, si èproceduto alla loro clusterizzazione per aree omogeneedi problema. Alle aree è stato poi dato un titolo peridentificare l’ambito tematico di problema e dunque l’ambitotematico di intervento.Dall’analisi sono emersi 14 cluster di problemi riconducibilia differenti ambiti tematici: Mobilità Energia Paesaggio – Pianificazione – Gestione del territorio Ambienti costieri Assetto idrogeologico Spazi urbani Qualità e stili di vita Territorio – Alimentazione – Salute Ambiente e agri-cultura Acqua Rifiuti Inquinamento industriale Inquinamento elettromagnetico Basi militari Al termine dei lavori del Workshop è stato chiesto ai partecipanti di individuare l’ambito tematico di maggior interesse per proseguire nel percorso di progettazione partecipata e di iscriversi al 69
  • 70. corrispondente gruppo di lavoro.Si sono costituiti così 10 gruppi di lavoro su altrettantitematismi, con un numero variabile di partecipanti tra 4 e12, che durante il 3° e 4° Workshop hanno portato avanti ilpercorso di progettazione partecipata a partire dai problemidefiniti in plenaria. Solo tre tra i cluster di problemiindividuati non hanno avuto adesioni e dunque non sonodiventati ambiti di lavoro per i gruppi: inquinamentoindustriale, inquinamento elettromagnetico, basi militari.Di seguito vengono riportati fedelmente i problemievidenziati dai partecipanti e il loro raggruppamento inambiti omogenei. 70
  • 71. 71
  • 72. 72
  • 73. 73
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  • 78. 4. LE SCHEDE DI AZIONE DEL PIANO DI EDUCAZIONE ALLA 79 SOSTENIBILITÀAzione 1 MobiliTiAmo - promozione della mobilità sostenibile 80Azione 2 L’energia siamo noi! 82Azione 3 Creazione di una rete di osservatori del paesaggio 84Azione 4 Salviamo l’ambiente costiero 86Azione 5 Il mio territorio 88Azione 6 Impariamo recuperando insieme 89Azione 7 ConsumATTORE - filiera corta e agricoltura naturale 91Azione 8 Recupero dell’agri-cultura 93Azione 9 Differenziamoci: Rifiuto=Risorsa 94Azione 10 Di che acqua sei? 95Azione 11 La rete per l’Educazione alla Sostenibilità della Provincia 98 di CagliariL’integrazione delle azioni del Piano con le politiche pubbliche per la 99sostenibilitàLe risorse finanziarie del Piano 101 78
  • 79. 4. LE SCHEDE DI AZIONE DEL PIANO DI EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀSCHEDA AZIONE 1 MobiliTiAmo - PROMOZIONE DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILESCHEDA AZIONE 2 L’ENERGIA SIAMO NOI!SCHEDA AZIONE 3 CREAZIONE DI UNA RETE DI OSSERVATORI DEL PAESAGGIOSCHEDA AZIONE 4 SALVIAMO L’AMBIENTE COSTIEROSCHEDA AZIONE 5 IL MIO TERRITORIOSCHEDA AZIONE 6 IMPARIAMO RECUPERANDO INSIEMESCHEDA AZIONE 7 ConsumATTORE - FILIERA CORTA E AGRICOLTURA NATURALESCHEDA AZIONE 8 RECUPERO DELL’AGRI-CULTURASCHEDA AZIONE 9 DIFFERENZIAMOCI: RIFIUTO=RISORSASCHEDA AZIONE 10 DI CHE ACQUA SEI?SCHEDA AZIONE 11 LA RETE PER L’EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI 79
  • 80. SCHEDA AZIONE 1MobiliTiAmo - PROMOZIONE DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILEAmbito tematico MobilitàContesto territoriale Territorio della Provincia di Cagliari, le azioni pilota si svolgeranno in aree limitate (piccoli comuni, circoscrizioni, ecc.).Tempi Due annualitàBudget € 25.000Obiettivi generali Minori costi per la collettività Miglior qualità di vita e risparmio di tempo Riduzione dell’inquinamento nei centri urbani Immagine turistica della città migliorata Accessibilità al centro città Restituzione di spazi urbani ai cittadini Maggiore fruibilità dei percorsi per pedoni, ciclisti e disabiliObiettivi specifici Diminuito uso dei mezzi privati Aumentato uso dei mezzi pubblici Minor trafficoRisultati Adeguata promozione della mobilità alternativa e sostenibile Aumentata conoscenza delle problematiche di mobilitàAttività Realizzazione di un corso di formazione sul tema del mobility management rivolto ad amministratori, dipendenti di enti pubblici, imprese, professionisti e scuole, con l’obiettivo di promuovere la mobilità alternativa. Progetto pilota Piedibus e azioni di divulgazione e comunicazione del progetto in ottica di trasparenza e replicabilità. Il progetto sarà realizzato in una scuola/comune pilota e i beneficiari saranno gli alunni, i genitori e gli insegnanti della scuola individuata. Le linee guida del progetto Piedibus, e il progetto nella sua 80
  • 81. globalità, verranno rese pubbliche in un sito web ad hoce con una mini campagna di comunicazione che diavisibilità al progetto.Azione pilota di sensibilizzazione per l’utilizzo ditutte le forme di mobilità (rotaia, gomma, ecc.), rivoltaagli utenti e ai cittadini. 81
  • 82. SCHEDA AZIONE 2L’ENERGIA SIAMO NOI!Ambito tematico EnergiaContesto territoriale Territorio della Provincia di Cagliari, tre differenti areeTempi Una annualitàBudget € 25.000Obiettivi generali Riduzione dei consumi e risparmio economico Riduzione dellimpronta ecologicaObiettivi specifici Riduzione degli sprechi energeticiRisultati Migliorata sensibilità sulle problematiche energetiche Idonee politiche di risparmio energetico Corretti modelli di produzione e di consumo Il cittadino al centro della politica partecipataAttività Progetto di formazione/educazione alla sostenibilità dedicato alle scuole. Si intende coinvolgere 3 scuole superiori a diverso indirizzo e situate in diverse zone della provincia (es. Istituto Agrario di Elmas, Liceo Statale di Isili, Istituto Tecnico Alberghiero di Muravera) formulando proposte progettuali che seguano tre approcci differenti: 1. L’energia – esperienze pratiche 2. L’energia – consumo e risparmio 3. L’energia – nel nostro territorio I progetti porteranno ad una serie di attività specifiche interne alle scuole ed a attività di confronto tra le scuole. Sono previsti degli incontri sul territorio (manifestazione pubblica all’aperto) dove gli studenti diventano protagonisti nel proporre le esperienze e conoscenze acquisite alla cittadinanza. Ad esempio: • possibili esperienze pratiche (mini-eolico, mini- fotovoltaico, bici-generatori, forni solari, dinamo e 82
  • 83. altri sistemi di produzione creativa d’energia) • bilancio energetico familiare/scolastico • raccolta differenziata e il legame con l’energiaPost produzione brochure/video dell’esperienza perfavorire la replicabilità del progetto e dei risultati. 83
  • 84. SCHEDA AZIONE 3CREAZIONE DI UNA RETE DI OSSERVATORI DEL PAESAGGIOAmbito tematico Paesaggio - Pianificazione - Gestione del territorioContesto territoriale Territorio della Provincia di Cagliari; un Osservatorio per ogni ambito di paesaggioTempi Tre annualitàBudget € 30.000Obiettivi generali Paesaggio preservato Biodiversità e diversità culturale tutelate e recuperateObiettivi specifici Beni architettonici e storico culturali tutelati e recuperati Territorio curato e tutelatoRisultati Adeguata informazione e formazione sulla cultura del paesaggio Curata organizzazione socio ambientale Affezione al proprio territorio recuperata e consolidataAttività Ciascun Osservatorio è inteso secondo quanto previsto dalla Convenzione Europea del Paesaggio, luogo quindi di indagine e di elaborazione dei paesaggi così come percepiti e vissuti dalle popolazioni locali. Ciascun Osservatorio è costituito in forma di associazione da tutti i soggetti portatori di interesse (cittadini, enti locali, associazioni, ecc.). La rete è organizzata da un coordinamento provinciale, al quale aderisce un rappresentante per ogni Osservatorio ed un coordinamento per ciascun ambito. Saranno realizzate le seguenti attività: Promozione e attivazione degli Osservatori del Paesaggio. Redazione di un bando per la manifestazione di interesse (fornendo modelli di statuti associativi ed esempi di Osservatori già attivi in altre regioni d’Italia). Organizzazione dei gruppi di coordinamento. Seminari tematici di avviamento rivolti a 84
  • 85. funzionari, amministratori e componentidell’Osservatorio.Organizzazione di eventi di scambio di buonepratiche con Osservatori del Paesaggio d’Italia e conaree che costituiscono un modello (Ruhr, Paesi Bassi,Area periurbana di Parigi, ecc.), rivolti a funzionari,amministratori e componenti dell’Osservatorio.Organizzazione di Eventi artistici sul Paesaggioaperti a tutta la comunità.Organizzazione di Giornate del Paesaggio, daripetersi annualmente, aperte a tutta la cittadinanza emirate alla conoscenza diretta dei propri paesaggi ed allarestituzione da parte delle comunità locali del loropaesaggio percepito.Attività di ricerca e studio.Organizzazione di seminari tematici diapprofondimento rivolti a funzionari, amministratori ecomponenti dell’Osservatorio.Ideazione e attivazione di una campagna dicomunicazione con strumenti off-line e on-line. 85
  • 86. SCHEDA AZIONE 4SALVIAMO L’AMBIENTE COSTIEROAmbito tematico Ambienti costieriContesto territoriale Territorio costiero della Provincia di Cagliari – Comuni di Teulada, Domus De Maria, Pula, Villa San Pietro, Sarroch, Capoterra, Cagliari, Quartu Sant’Elena, Sinnai, Maracalagonis, Villasimius, Castiadas, Muravera.Tempi Due annualitàBudget € 40.000Obiettivi generali Cause antropiche alla erosione costiera limitate Spiagge e fascia costiera, come bene comune e paesaggistico-ricreativo, tutelate e valorizzate AZIONE 1 - Protezione e gestione della PosidoniaObiettivi specifici Gestione attiva della Posidonia spiaggiata (banquettes) e tutela del posidonietoRisultati Pulizia delle spiagge gestita in modo adeguato Linee guida per la gestione e la salvaguardia della Posidonia Piano per il monitoraggio sullo stato della Posidonia (emersa e sommersa) e sulla dinamica dello spiaggiamentoAttività Progettazione e realizzazione di un Corso di formazione rivolto alla Pubblica Amministrazione, in particolare ai dipendenti dei Comuni costieri, ma anche a professionisti del settore, a consulenti naturalisti e biologi marini. Promozione e attivazione di un Gruppo di lavoro tematico, coordinato dalla Provincia e composto da referenti dei Comuni costieri, da esperti, e altri soggetti rilevanti (es. RAS, Conservatoria delle coste, Università), per l’analisi della problematica e l’elaborazione di un modello d’azione comune. Ideazione e attivazione di una Campagna di comunicazione e sensibilizzazione rivolta agli 86
  • 87. operatori della ricettività e dei servizi turistici, ai turisti, alla cittadinanza, sul tema della Posidonia e dell’erosione costiera. AZIONE 2 - Sostenibilità della fascia costieraObiettivi specifici Limitare gli effetti negativi dovuti ad una eccessiva pressione antropica (prevenzione)Risultati Piano di interventi comuni funzionali a definire: servizi (es. gestione rifiuti, servizi di spiaggia), parcheggi e accessibilità. Migliorata informazione e sensibilizzazione di cittadini e turisti.Attività Progettazione e realizzazione di un Corso di formazione rivolto alla Pubblica Amministrazione, in particolare ai dipendenti dei Comuni costieri, ma anche ai gestori di stabilimenti balneari e di pubblici esercizi, sulla fascia costiera e sugli interventi per la sua sostenibilità. Promozione e attivazione di un gruppo di lavoro tematico, coordinato dalla Provincia e composto da referenti dei Comuni costieri, da esperti, e altri soggetti rilevanti (es. RAS, Conservatoria delle coste, Università), per l’analisi delle problematiche (es. gestione rifiuti, servizi di spiaggia, parcheggi e accessibilità) e l’elaborazione di un modello d’azione comune. Redazione di un vademecum con consigli utili e pratici per i fruitori della spiaggia sui comportamenti da tenere, es. non gettare le sigarette sulla sabbia, scuotere asciugamani, scarpe, zaini al fine di portare via il minor quantitativo possibile di sabbia, evitare di passare sopra la vegetazione pioniera e sulle dune in via di formazione. Promozione di strumenti per la sostenibilità ambientale, quali EMAS, Ecolabel o marchi locali, rivolti alle imprese turistiche del territorio (es. strutture ricettive, servizi turistici). Ideazione e attivazione di una Campagna di comunicazione e sensibilizzazione con incontri pubblici, installazione di gazebo estivi fissi e/o mobili di informazione e sensibilizzazione, distribuzione ai bagnanti di opuscoli illustrativi ed educativi contenenti suggerimenti utili e comportamenti da seguire per ridurre al minimo gli impatti negativi sulle spiagge. 87
  • 88. SCHEDA AZIONE 5IL MIO TERRITORIOAmbito tematico Assetto idrogeologicoContesto territoriale Territorio della Provincia di Cagliari (es. bacini idrografici Flumendosa, Quirra, Rio Santa Lucia e Rio San Gerolamo)Tempi Una annualitàBudget € 20.000Obiettivi generali Raggiungimento dell’assetto idrogeologico sostenibileObiettivi specifici Diminuzione della vulnerabilità dei luoghi Riduzione del rischio localeRisultati Migliorata interazione uomo-ambiente Conoscenza e individuazione delle criticità territoriali specificheAttività Mappatura dei luoghi e elenco degli interventi possibili, specie nelle foci fluviali, per assicurare i deflussi naturali (sedimentari) nell’interfaccia terra-mare. Progettazione e realizzazione di un breve Corso di formazione, con attività seminariali e di scambio di esperienza, rivolto alla Pubblica Amministrazione, in particolare ai dipendenti dei Comuni interessati dal rischio di dissesto idrogeologico, ma anche a professionisti del settore. Azioni di educazione e sensibilizzazione rivolte agli istituti superiori dei territori a maggior rischio di dissesto idrogeologico, sul tema dell’assetto idrogeologico, delle cause del dissesto e delle possibili azioni di prevenzione. Laboratori e visite sul campo. Ideazione e attivazione di una Campagna di comunicazione e sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza e alle imprese del territorio. 88
  • 89. SCHEDA AZIONE 6IMPARIAMO RECUPERANDO INSIEMEAmbito tematico Qualità della vita e spazi urbaniContesto territoriale Comune di CagliariTempi Una annualitàBudget € 20.000Obiettivi generali Miglioramento della qualità della vita Aree verdi valorizzateObiettivi specifici Aumentata consapevolezza sulla conservazione e cura del bene comune Aumentata accessibilità, sicurezza e controlloRisultati Istituzioni pubbliche trasparenti e che consentono l’accesso agli spazi pubblici Soggetti responsabili che progettano e amministrano in maniera integrata Piccoli e anziani ben inseriti all’interno della comunità Migliorata integrazione dell’educazione tra scuola e famiglia Aumentata socializzazione ed interazione tra generazioni Migliorato equilibrio tra le componenti sociali, ambientali ed economiche dello sviluppoAttività Individuazione, nel Comune di Cagliari, di un’area da riqualificare e da donare alla comunità (es. nell’ambito di Monte Claro, Monte Urpino). Coinvolgimento delle famiglie (genitori, nonni) e delle scuole nella progettazione ed attuazione della riqualificazione dell’area. L’area riqualificata verrà utilizzata come area verde dalla comunità. Le scuole e le famiglie saranno coinvolte in tutto il percorso partendo da: pulizia dell’area individuando ciò che si recupera e ciò che si smaltisce; piantumazione dell’area con piante autoctone. 89
  • 90. Il percorso si concluderà con la progettazione, daparte degli alunni e delle loro famiglie, di un percorsonatura e di un’area-gioco dove potrà nascere unacasa sull’albero, un castello e altri giochi ecosostenibili etradizionali costruiti con materiali ecocompatibili.Tavolo partecipato per progettare un parco“naturale” inserito in contesto urbano. All’iniziativaparteciperanno le istituzioni e i cittadini, singoli e informa associata.Corso di Formazione per la gestione di un ortourbano, rivolti ai cittadini singoli o associati.Studio di percorsi didattici per la conoscenza dellaflora spontanea del parco naturale, con ilcoinvolgimento delle associazioni.Progettazione partecipata di un orto botanicodella flora autoctona. All’iniziativa parteciperanno leistituzioni scientifiche e i cittadini. 90
  • 91. SCHEDA AZIONE 7ConsumATTORE - FILIERA CORTA E AGRICOLTURA NATURALEAmbito tematico Territorio - Alimentazione – SaluteContesto territoriale Territorio della Provincia di CagliariTempi Una annualitàBudget € 25.000Obiettivi generali Recupero della agro biodiversità Maggiore accessibilità dei prodotti di qualità Riduzione dellagricoltura di tipo industriale Incrementato sviluppo dellagricoltura biologicaObiettivi specifici Differenziazione dell’offerta e di conseguenza degli acquisti Incremento degli acquisti e dei mercati locali a km zero incentrati sull’agricoltura “naturale”Risultati Facilità di “accesso” al biologico Maggiore attenzione alla provenienza degli alimenti Etichette chiare ed esaustiveAttività Giornata/e di informazione sulle etichettature alimentari (ad es. carne, formaggi) e sui vantaggi della filiera corta rivolte ai consumatori, in collaborazione con una catena di supermercati già sensibile alla filiera corta. Le giornate si svolgono nei punti vendita aderenti all’iniziativa. Progetto di riferimento come buona prassi PROMISE con COOP. Azioni di sensibilizzazione ed educazione alimentare rivolte agli insegnanti e agli alunni delle scuole che hanno attivato i progetti “L’Orto dei Nonni e dei Bambini” e “Mense scolastiche: prodotti biologici e a km zero”, promossi e finanziati dalla Provincia di Cagliari nell’ambito dell’Agenda 21 Locale. Incontri formativi e di sensibilizzazione sul tema degli Acquisti Pubblici Ecologici nella ristorazione scolastica, rivolti ad amministratori, 91
  • 92. tecnici degli Enti Locali e dirigenti scolastici responsabilidelle gare d’appalto per le mense scolastiche.Promozione e diffusione dei “Criteri di sostenibilitàambientale, sociale ed economica nella ristorazionescolastica”, risultato del gruppo di lavoro “Mensescolastiche verdi” promosso dalla Provincia di Cagliarinell’ambito dell’Agenda 21 Locale.Realizzazione di un Quaderno che raccolga le buonepratiche promosse attraverso i progetti “L’Orto dei Nonnie dei Bambini” e “Mense scolastiche: prodotti biologici e akm zero”. Il quaderno sarà scaricabile dal sitoistituzionale della Provincia. 92
  • 93. SCHEDA AZIONE 8RECUPERO DELL’AGRI-CULTURAAmbito tematico Ambiente e Agri-CulturaContesto territoriale Comuni del Sarrabus Gerrei TrexentaTempi Una annualitàBudget € 20.000Obiettivi generali Maggiore affezione al proprio territorio Recuperato il legame con il proprio territorioObiettivi specifici La campagna è diventata una prospettiva di lavoro, di recupero e conservazione delle colture tradizionaliRisultati Recuperato il valore della civiltà contadinaAttività Tramite associazioni locali e imprenditori agricoli definizione di passeggiate “formative” attraverso le vie di penetrazione agraria: riscoperta e recupero di sentieri delimitati da siepi campestri e/o muretti a secco ecc. L’obiettivo è la conoscenza del territorio e degli imprenditori locali, l’eventuale acquisto di prodotti locali. Azioni di educazione all’Ambiente e all’Agri- cultura rivolte agli allievi degli Istituti superiori delle aree rurali della Provincia, e in particolare del Sarrabus Gerrei Trexenta, per promuovere la conoscenza del territorio e le opportunità offerte dallo sviluppo rurale, dalla multifunzionalità dell’impresa agricola (agriturismo, fattoria didattica, fattoria sociale, ecc.), dalla valorizzazione dell’ambiente naturale. Visite guidate a Fattorie didattiche e Fattorie sociali del territorio provinciale. Le azioni saranno condotte in collaborazione con i soggetti pubblici e privati che operano nell’ambito dello sviluppo rurale e della promozione dell’agricoltura. 93
  • 94. SCHEDA AZIONE 9DIFFERENZIAMOCI: RIFIUTO=RISORSAAmbito tematico RifiutiContesto territoriale Territorio della Provincia di CagliariTempi Una annualitàBudget € 20.000Obiettivi generali Utilizzo dei rifiuti come “materia seconda”Obiettivi specifici Migliorata gestione del ciclo dei rifiutiRisultati Aumentata consapevolezza delle opportunità del riciclo Incrementate tipologie di rifiuti differenziabiliAttività Promozione di un Concorso di idee innovative per la raccolta e riuso dei rifiuti, con le modalità di raccolta e gestione, con gli indicatori della reale riduzione dei rifiuti prodotti. Il concorso sarà rivolto alle aziende, alle Università e ai Centri di ricerca. Realizzazione di un Quaderno che raccolga le buone pratiche delle aziende che operano nella filiera del riciclo e utilizzano i rifiuti come “materia seconda”, attraverso la pubblicazione di una manifestazione di interesse per individuare le aziende interessate. Il quaderno sarà scaricabile dal sito istituzionale della Provincia. Azioni di comunicazione e sensibilizzazione sul tema del riciclo dei materiali, rivolte alle scuole e alla cittadinanza. 94
  • 95. SCHEDA AZIONE 10DI CHE ACQUA SEI?Ambito tematico AcquaContesto territoriale Area vasta di CagliariTempi Una annualitàBudget € 25.000Obiettivi generali Equa disponibilità d’acqua Aumentata disponibilità della risorsa acquaObiettivi specifici Aumentata disponibilità di acqua dolce Conservazione della risorsa acquaRisultati Risparmio idrico domestico Uso dell’acqua piovana Corretta amministrazione pubblica della risorsa acqua Aumentata consapevolezza dell’importanza della risorsa acqua Ridotto uso dell’acqua per agricoltura e allevamento Ridotto inquinamento domestico agricolo/industriale da rifiuti/scarichi delle faldeAttività Giornate di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, presso centri commerciali e distribuzione di materiale informativo: infopoint e attività ludiche per i bambini in collaborazione con gruppi scout. Attività di sensibilizzazione alla problematica presso le scuole primarie e secondarie di primo grado; “Di che acqua sei?” laboratorio-gioco per classi parallele degli istituti che aderiranno all’iniziativa. Incontri di formazione e sensibilizzazione destinati agli istituti secondari di secondo grado: “Una giornata nell’acqua” attività laboratoriali presso il CEAS del Parco di Molentargius e visita guidata presso il depuratore Is Arenas. 95
  • 96. Incontri di formazione e sensibilizzazionedestinati agli insegnanti delle scuole secondarie disecondo grado: attività laboratoriali sull’approcciodidattico all’acqua, sulla sua distribuzione e sulleproblematiche quotidiane del ciclo integrato; visitaguidata presso il depuratore Is Arenas.Incontri di formazione/confronto, organizzatipresso il nodo InFEA della Provincia di Cagliari, destinatiai responsabili degli uffici competenti della PubblicaAmministrazione.Progettazione e stampa di materialiecosostenibili informativi destinati ai beneficiari dellevarie azioni.Giornate di sensibilizzazione, rivolte a turisti ecittadinanza, presso le località turistiche di Pula,Villasimius e Cagliari in collaborazione con i CEAS edistribuzione di materiale informativo: infopoint conattività ludico educative per i bambini.Workshop della durata di un giorno dove sialterneranno incontri con esperti e tavole rotonde conil mondo agro-pastorale, in partenariato con leassociazioni di categoria: AIAB, Coldiretti ecc. per unconfronto e una riflessione sulle problematiche,esigenze, buone prassi nella gestione dell’acqua. Acompletamento dell’iniziativa saranno organizzati deglispazi dove invitare associazioni, cooperative, privati,agricoltori, portatori di idee e iniziative sul tema. Ibeneficiari dell’iniziativa saranno le aziende agricole ezootecniche, la cittadinanza e le amministrazioni locali, ituristi. 96
  • 97. SCHEDA AZIONE 11LA RETE PER L’EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ DELLAPROVINCIA DI CAGLIARI Ambito tematico Partecipazione e conoscenza - Trasversalità ambientale Contesto territoriale Territorio della Provincia di Cagliari Tempi Tre annualità Budget € 50.000 Obiettivi generali2 Identificare e attuare strategie educative Integrare l’ESS nelle attività educative ordinarie e programmi didattici Obiettivi specifici2 Identificare le sfide locali poste dallo sviluppo sostenibile Integrare le conoscenze e competenze locali nell’ESS Scambiarsi esperienze in tema di ESS e imparare dalle migliori pratiche Risultati Aumentata conoscenza delle esperienze di Educazione alla Sostenibilità che si realizzano nel territorio provinciale Migliorata comunicazione e collaborazione tra gli attori che promuovono e realizzano azioni di Educazione alla Sostenibilità Rafforzata organizzazione, condivisione, partecipazione e visibilità del sistema InFEA provinciale Incrementata efficacia delle azioni di Educazione alla Sostenibilità (“arrivare alle famiglie”) AZIONE 1 – Azioni di sistema Attività Definizione, pubblicazione e promozione di un Avviso pubblico per la Rete dei Centri di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità. Definizione, pubblicazione e promozione di un Avviso2 Gli obiettivi generali e gli obiettivi specifici, delle azioni di sistema per la Rete, sono quelli individuati per lecomunità locali dallo Schema Internazionale d’Implementazione per il Decennio delle Nazioni Unitedell’Educazione per lo Sviluppo Sostenibile (DESS 2005-2014). 97
  • 98. pubblico per la Manifestazione di interesse a far parte della Rete provinciale per l’Educazione alla Sostenibilità. Eventi della Rete: Forum plenario della Rete, incontro annuale quale momento di scambio e confronto in presenza, di monitoraggio e valutazione dell’attuazione del Piano triennale; Laboratori della Rete, quali azioni concrete di sostenibilità da realizzare insieme. Percorsi formativi: Autoformazione o formazione di scambio, giornate formative gestite dagli stessi componenti della Rete; brevi percorsi formativi su tematiche individuate a seguito di un’analisi dei fabbisogni formativi; seminari tematici (ad esempio su tematiche quali: economia verde, normativa e fonti di finanziamento). AZIONE 2 – Piano di comunicazioneAttività Campagna di comunicazione e promozione della Rete e del Piano triennale, con ideazione e realizzazione di strumenti offline e online (ad esempio: portale tematico, newsletter, calendario delle iniziative). Quaderni della Rete InFEA della Provincia di Cagliari. La collana di Quaderni sarà realizzata con un’immagine coordinata definita, sarà scaricabile dal sito istituzionale della Provincia e, se stampata, sarà prodotta in carta riciclata. Il primo quaderno raccoglierà le esperienze di Educazione alla Sostenibilità portate avanti negli ultimi anni dai soggetti aderenti alla rete, i successivi potranno essere quaderni tematici che raccolgono le esperienze e le buone pratiche attuate nell’ambito delle azioni del Piano. 98
  • 99. L’integrazione delle Come illustrato in premessa, uno dei quattro principiazioni del Piano con le fondamentali che hanno guidato la definizione del Piano dipolitiche pubbliche per Educazione alla Sostenibilità della Provincia di Cagliari, è statola sostenibilità l’integrazione con le politiche pubbliche per la sostenibilità. A tal fine sono stati promossi incontri con la componente politica provinciale e degli Enti Locali del territorio, è stata effettuata un’approfondita analisi della programmazione delle politiche per la sostenibilità, che ha alimentato il percorso di lavoro degli stakeholder. In nessun modo è stato invece orientato il percorso verso tematismi predefiniti. Nella tabella seguente si raffrontano le Aree di azione prioritaria dell’Unione Europea, promosse dal Sesto Programma di Azione per l’Ambiente, le Macroazioni su cui agisce il Piano d’Azione Ambientale della Regione Sardegna 2009-2013 (PAAR), con le Schede di Azione del Piano di Educazione alla Sostenibilità della Provincia di Cagliari. Emerge che per ogni ambito di intervento, delle politiche europee e regionali per la sostenibilità, sono state identificate nel Piano azioni di Educazione alla Sostenibilità. Il risultato che viene illustrato, a nostro avviso, è la conseguenza positiva di altri due aspetti fondamentali alla base del lavoro fatto: il percorso metodologico adottato per la definizione delle azioni che, secondo l’approccio del PCM, ha preso avvio dall’individuazione dei problemi ambientali del territorio; l’ampia e qualificata partecipazione degli attori locali, orientata inizialmente all’individuazione dei problemi e di seguito alla definizione delle azioni, ha permesso di agire a 360° nell’ambito della sostenibilità. 99
  • 100. Aree di azione Macroazioni PAAR Scheda Azione Pianoprioritaria UE RAS Provincia CA1. Cambiamenti A - Sostegno per la MobiliTiAmo -climatici mobilità alternativa PROMOZIONE DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE B - Energia sostenibile L’ENERGIA SIAMO NOI!2. Natura e C - Gestione CREAZIONE DI UNAbiodiversità: sostenibile del RETE DIproteggere una risorsa territorio OSSERVATORI DELunica PAESAGGIO SALVIAMO L’AMBIENTE COSTIERO IL MIO TERRITORIO IMPARIAMO RECUPERANDO INSIEME3. Ambiente e salute D - Tutela della salute ConsumATTORE - del cittadino FILIERA CORTA E AGRICOLTURA NATURALE RECUPERO DELL’AGRI- CULTURA4. Uso sostenibile delle E - Gestione DIFFERENZIAMOCI:risorse naturali e sostenibile dei rifiuti RIFIUTO=RISORSAgestione dei rifiuti F - Tutela della risorsa DI CHE ACQUA SEI? idricaPartecipazione e Trasversalità LA RETE PERconoscenza ambientale L’EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI 100
  • 101. Le risorse finanziarie Come definito dalla Giunta Provinciale di Cagliari, condel Piano deliberazione N. 310 del 09/11/2010 avente ad oggetto “Predisposizione con metodologia partecipata del Piano Triennale di Educazione Ambientale – Approvazione indirizzi e destinazione risorse”, il Piano programma attività per un triennio per un importo pari a 300.000 di euro, finanziando le azioni definite durante il processo di progettazione partecipata, come da seguente schema riassuntivo. Le risorse allocate sulle singole schede azione sono orientative e potranno essere riprogrammate dalla Provincia nel percorso di attuazione del Piano, qualora se ne presentasse l’esigenza. SCHEDA AZIONE PIANO BUDGET1 MobiliTiAmo - PROMOZIONE DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE € 25.0002 L’ENERGIA SIAMO NOI! € 25.0003 CREAZIONE DI UNA RETE DI OSSERVATORI DEL PAESAGGIO € 30.0004 SALVIAMO L’AMBIENTE COSTIERO € 40.0005 IL MIO TERRITORIO € 20.0006 IMPARIAMO RECUPERANDO INSIEME € 20.0007 ConsumATTORE - FILIERA CORTA E AGRICOLTURA NATURALE € 25.0008 RECUPERO DELL’AGRI-CULTURA € 20.0009 DIFFERENZIAMOCI: RIFIUTO=RISORSA € 20.00010 DI CHE ACQUA SEI? € 25.00011 LA RETE PER L’EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ DELLA € 50.000 PROVINCIA DI CAGLIARI TOTALE € 300.000 101
  • 102. 102
  • 103. 103
  • 104. 5. LA GOVERNANCE DELL’EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ IN PROVINCIA DI CAGLIARI 105Il Sistema InFEA della Regione Sardegna 105Il Sistema InFEA provinciale 106La Rete per l’Educazione alla Sostenibilità della Provincia di Cagliari 113L’attuazione del Piano di Educazione alla Sostenibilità della Provincia 116di Cagliari 104
  • 105. 5. LA GOVERNANCE DELL’EDUCAZIONE ALLA SOSTENIBILITÀ IN PROVINCIA DI CAGLIARIIl Sistema InFEA della Il Programma InFEA (Informazione FormazioneRegione Sardegna Educazione Ambientale) nasce su iniziativa del Ministero dellAmbiente, ed è finalizzato a diffondere sul territorio strutture di informazione, formazione e educazione ambientale. Il Sistema InFEA si configura come integrazione di Sistemi a scala regionale, aperto e dinamico, dove l’Amministrazione regionale svolge un ruolo di ascolto, di proposta e coordinamento, favorendo un colloquio continuo con i soggetti impegnati nel mondo dell’educazione ambientale. Il Sistema lnFEA della Regione Sardegna è articolato su tre livelli operativi ed organizzativi: regionale, provinciale e locale. L’articolazione è la seguente: Centro Regionale di Coordinamento InFEA Operante presso il Servizio Sostenibilità Ambientale, supportato da un Gruppo Tecnico; (Deliberazione della Giunta Regionale n.54/22 del 22.11.2005); Nodi Provinciali istituiti in ognuna delle otto province (Deliberazioni della Giunta Regionale n. 47/11 del 22.12.2003 e n. 54/22 del 22.11.2005); Centri di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità; Altri soggetti e reti operanti nel settore dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile: Scuole, Enti, Associazioni, Aree Marine Protette, Parchi, Fattorie didattiche, Inforesta, ecc.Il Sistema di Indicatori Il SIQUAS, approvato dalla Regione Sardegna nel 2008, èdi QUAlità Sardegna - uno strumento indispensabile per la valutazione dellaSIQUAS qualità dei Centri di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità (CEAS) ai fini dell’accreditamento e della certificazione degli stessi, che consente al Sistema Regionale InFEA di consolidare il proprio livello qualitativo in materia di progetti, strutture e reti riferite all’Educazione alla Sostenibilità. Con deliberazione della Giunta Regionale nel 2009 è stato approvato l’elenco dei primi 11 CEAS accreditati nel territorio regionale, le certificazioni di eccellenza e la relativa validità temporale. 105
  • 106. Il Sistema InFEA Il Sistema InFEA “formalizzato” è oggi costituito in Provinciaprovinciale di Cagliari dal Nodo provinciale e da due CEAS accreditati nel Sistema regionale.Il Nodo InFEA della Nel 2003 viene istituito, attraverso delibera regionale, ilProvincia di Cagliari Nodo provinciale di Cagliari, facente parte del Sistema Regionale InFEA. Al Nodo sono demandate le funzioni di coordinamento, pianificazione e programmazione delle attività di Sviluppo Sostenibile ed Educazione Ambientale del territorio: Coordina a livello provinciale la rete InFEA. Svolge attività di informazione e formazione nei confronti degli stakeholder del territorio Promuove il ricorso agli strumenti e alle politiche di sostenibilità Svolge compiti di animazione territoriale ed educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile Da allora, il Nodo InFEA di Cagliari promuove attivamente e in maniera continuativa azioni di Educazione alla Sostenibilità che coinvolgono target differenziati, come già illustrato nel Capitolo 3. L’azione del Nodo si esplica principalmente in tre direzioni: Attività di Educazione alla Sostenibilità Agenda 21 Locale Green Public Procurement (GPP) Il compito di coordinare a livello locale la Rete InFEA è affidato alla Provincia dallart. 44 della L.R. 9/2006. LEGGE REGIONALE 12 GIUGNO 2006, N. 9 Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali. Articolo 44 - Protezione dellambiente naturale. Conferimenti agli enti locali 1. Sono attribuiti alle province i seguenti compiti e funzioni: a) protezione e osservazione delle zone costiere nellambito del territorio provinciale; b) gestione, in base agli indirizzi stabiliti dalla Regione, della rete provinciale dei centri di educazione ambientale. 106
  • 107. I CEAS - Centri di Attualmente sono presenti nel territorio della Provincia diEducazione Cagliari due CEAS accreditati nel Sistema RegionaleAmbientale e alla InFEA nell’ambito del SIQUAS:Sostenibilità CEAS Laguna di Nora, Comune di Pula; CEAS Molentargius, Parco Naturale Regionale Molentargius Saline; e tre CEAS non ancora accreditati, che possiedono tuttavia i requisiti individuati nei bandi dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della RAS e risultano infatti vincitori, negli ultimi anni, di bandi regionali rivolti ai CEAS. Questi sono: CEAS e Centro Visite dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, Comune di Villasimius; CEAS Naturalia, Comune di Muravera; CEAS Vie del Treno, Comune di Isili. Dei CEAS sopra descritti si presentano di seguito delle brevi schede illustrative. 107
  • 108. IL CEAS LAGUNA DI NORA, COMUNE DI PULAEnte titolare Comune di PulaEnte gestore Ittica Nora Soc. Coop.Localizzazione Area naturale - Località Nora, Pula (CA) - Il CEAS è ubicato presso la Laguna di Nora, zona umida che si trova ad ovest del promontorio di Nora dove sorge l’omonimo sito archeologico dell’antica città punico-romana. La Laguna è separata dal mare da una penisola naturale ricoperta da una rigogliosa vegetazione a macchia mediterranea e dalla flora tipica delle aree salmastre. La Laguna è sede del primo sito di nidificazione in Italia del Gabbiano corso.Attività Il CEAS è caratterizzato da un percorso museale che si snoda in parte all’aperto e in parte in appositi ambienti chiusi collegati tra loro da un “sentiero natura” immerso nella macchia mediterranea. Il tracciato museale ripercorre naturalmente gli elementi caratterizzanti gli ecosistemi marino e lagunare e le loro interconnessioni, attraverso sezioni identificate da apposite strutture espositive, con pannelli esplicativi e strumenti che facilitano l’apprendimento. All’interno della “Galleria Cetacei”, uno spazio interamente dedicato a delfini e balene, è ospitata la più rilevante collezione cetologica esistente in Sardegna. Il CEAS ospita il Centro Recupero Cetacei e Tartarughe marine Laguna di Nora fondato nel 1992 dalla Cooperativa Ittica Nora per la salvaguardia delle specie protette. Il Centro Recupero è nodo della Rete Regionale per la Conservazione della Fauna Marina istituita dalla RAS Assessorato Difesa Ambiente e nodo della Rete Nazionale dei CRTM “Tartanet”.Alcuni progetti recenti Cibo d’aMARE, per riflettere sulle nostre responsabilità di consumatori nel depauperamento della risorsa ittica. Larus, un progetto educativo per la tutela del Gabbiano corso e della biodiversità. Mettiamoci energie, un progetto che coinvolge la comunità di Pula in un percorso educativo sullurgenza di adottare modelli di sostenibilità e uso responsabile delle risorse energetiche che il cambiamento climatico impone. ProviduneSCUOLA, un percorso educativo sulluso sostenibile delle spiagge (Progetto LIFE Providune). La città che vorrei, un percorso sperimentale di cittadinanza attiva per imparare insieme a progettare i nostri spazi verdi e a renderli più sostenibili.Sito Internet www.lagunadinora.it 108
  • 109. IL CEAS MOLENTARGIUS, PARCO NATURALE REGIONALEMOLENTARGIUS SALINEEnte titolare Parco Naturale Regionale “Molentargius-Saline”Ente gestore Parco Naturale Regionale “Molentargius-Saline”Localizzazione Centro urbano - Edificio Sali Scelti, Via La Palma Cagliari - Il CEAS è situato nel centro urbano di Cagliari all’interno del Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, un’area umida di interesse internazionale che si estende nei territori di Cagliari, Quartu Sant’Elena, Quartucciu e Selargius. L’ecosistema del Molentargius rappresenta uno dei siti più importanti in Europa per la sosta, lo svernamento e la nidificazione di numerose specie di uccelli acquatici.Attività Il CEAS costituisce un centro specializzato dedicato alle zone umide e svolge, in maniera coordinata con il Parco, le attività di educazione ed informazione ambientale: visite didattiche guidate; corsi di formazione; attività di formazione in laboratorio rivolte a studenti e docenti; organizzazione di mostre, seminari e convegni; stampa di materiale divulgativo; organizzazione di eventi a livello regionale e nazionale. Le attività hanno come obiettivo quello di contribuire ad evidenziare l’importanza, la ricchezza, e la vitalità delle aree protette del mediterraneo e di estendere e rafforzare il sistema delle aree umide e protette salvaguardando e valorizzando la diversità biologica ed il patrimonio naturale e culturale che le caratterizza. Le attività si svolgono sia sul campo nelle aree del Parco, sia nel laboratorio didattico dove sono presenti strumenti utili allo svolgimento dell’attività di educazione ambientale: microscopi, computer, monitor per la proiezione di filmati, materiale informativo ecc.Alcuni progetti recenti Con la carta della Terra un modo diverso di vivere il Parco, i temi trattati hanno riguardato soprattutto due criticità rilevanti per il Parco: i rifiuti e il randagismo. Conferire è meglio che bruciare, un progetto rivolto ai residenti dellarea del Parco che ha promosso un servizio di raccolta gratuito degli sfalci provenienti da giardini e terreni, al fine di ridurre gli incendi nell’Area protetta. Un Parco in ogni stagione 2012, programma ideato per la fruizione dellarea del compendio naturalistico.Sito Internet www.parcomolentargius.it 109
  • 110. IL CEAS DELL’AREA MARINA PROTETTA CAPO CARBONARA,COMUNE DI VILLASIMIUSEnte titolare Comune di Villasimius, Area Marina Protetta (AMP) Capo CarbonaraEnte gestore Area Marina Protetta Capo Carbonara – Villasimius. Servizi erogati da Diomedea Soc. Coop.Localizzazione Centro urbano – Porto Turistico di VillasimiusAttività Il CEAS – Centro Visite svolge un’importante azione di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali e di educazione alla sostenibilità. Durante lestate adulti e bambini possono partecipare ad attività ludiche di animazione e educazione ambientale, di divulgazione naturalistica con approfondimenti sullecologia degli ambienti marini e costieri, finalizzate a promuovere un comportamento responsabile verso lambiente, orientato alla salvaguardia della biodiversità e allo sviluppo sostenibile. Durante il periodo scolastico si propone come struttura di sperimentazione didattica, informazione e documentazione sullambiente assumendo un ruolo preferenziale nella diffusione delle conoscenze relative al territorio attraverso interventi diretti alle scuole di ogni ordine e grado, alluniversità, alla popolazione locale, agli operatori economici ed ai turisti.Alcuni progetti recenti CiBiTe-Cibo Biodiversità e Territorio, il progetto promuove lo sviluppo e lacquisizione di stili di vita adeguati a mantenere benessere individuale, operare scelte consapevoli nei consumi alimentari, rispettare i tempi della natura valorizzando la provenienza dei prodotti, la biodiversità e la qualità del paesaggio. Prevede azioni di educazione e sensibilizzazione, ai cittadini, ai visitatori e ad operatori del settore per orientare il consumo dei prodotti agroalimentari tipici, sostenendo la cultura del consumo alimentare dei prodotti locali in unottica di piena sostenibilità ambientale. Giornata di visita nel territorio di Villasimius, è articolata in un momento di conoscenza diretta del territorio e in un approfondimento tematico sulla biodiversità e gli ecosistemi. L’attività presenta lAMP, i suoi obiettivi di tutela e valorizzazione, la zonazione e la regolamentazione delle attività consentite. R…Estate all’AMP, iniziative sostenibili per il tempo libero nell’AMP di Capo Carbonara. Attività: Caccia al tesoro, Tombola del mare, Il gusto della biodiversità.Sito Internet www.ampcapocarbonara.it 110
  • 111. IL CEAS NATURALIA, COMUNE DI MURAVERAEnte titolare Comune di MuraveraEnte gestore F.O.M.D.A. – Fondazione studi Ornitologici e faunistici Mocci Demartis AttilioLocalizzazione Il CEAS Naturalia si trova a Muravera (CA) in Località Feraxi, nell’edificio delle ex scuole elementari.Attività Il Comune di Muravera ha affidato a FOMDA l’ideazione e la gestione di Naturalia, che con questo progetto vuole contribuire al miglioramento dello stato della conoscenza e della consapevolezza della risorsa ambiente, sostenendo le politiche ambientali del Sarrabus. FOMDA attraverso Naturalia sviluppa per il territorio, anche in collaborazione con altri soggetti, tre funzioni principali: 1. Osservatorio naturalistico; 2. CEAS; 3. Eco-museo. In qualità di CEAS progetta, partecipa a bandi, crea partenariati e realizza iniziative di educazione e sensibilizzazione per studenti, turisti e attori locali al fine di divulgare i temi della conservazione della natura, della sostenibilità e dello sviluppo locale eco-compatibile.Alcuni progetti recenti EticaRei, il progetto prevede l’adeguamento per attività didattiche di un edificio comunale a Costa Rei. Tutti i lavori saranno indirizzati alla riduzione degli impatti ambientali in modo che l’edificio stesso sia esempio di sostenibilità ambientale. Cittadini Sostenibili e Responsabili, il progetto, rivolto all’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di Muravera, individua strategie per promuovere comportamenti più sostenibili verso l’ambiente. Il Sarrabus giardino dei profumi e dei sapori, rivolto all’Istituto Comprensivo di Muravera, parte dal percorso di A21 provinciale e intende creare la condivisione tra generazioni della memoria storico-culturale, la consapevolezza delle risorse e il loro uso sostenibile. Azioni di sensibilizzazione sulle tematiche della tutela della Rete natura 2000 del Sarrabus. Rifiuti: consapevoli si cambia – Io non bevo dalla plastica, un percorso di sensibilizzazione e partecipazione attiva alla riduzione dell’uso delle bottiglie di plastica e dell’inquinamento derivato.Sito Internet www.naturaliamuravera.it 111
  • 112. IL CEAS VIE DEL TRENO, COMUNE DI ISILIEnte titolare Comune di IsiliEnte gestore Associazione Legambiente SardegnaLocalizzazione Il CEAS Vie del Treno si trova a Isili (CA) nel Parco Asusa.Attività Il CEAS di Isili fa parte della Rete dei CEA di Legambiente. Dispone di ampi spazi al coperto, per lo svolgimento di attività didattiche e di laboratorio, e del parco urbano circostante per le attività all’aria aperta. Propone progetti rivolti alle scuole, ai cittadini e agli Enti locali che, a partire dalla conoscenza del territorio, conducono a una riflessione più generale sulle esigenze di tutela delle risorse e di valorizzazione delle peculiarità.Alcuni progetti recenti I boschi e laghi del Sarcidano: laboratorio di esperienza sui cambiamenti climatici e l’uso appropriato della risorsa idrica. Il progetto ha stimolato la riflessione –con le scuole a scopo educativo e con gli Enti locali nell’intento di produrre un impegno concreto- sul ruolo delle aree boscate nell’abbattimento della CO2. Natura e biodiversità: a scuola di ambiente. il progetto ha coinvolto bambini e ragazzi in età scolare in attività didattiche di varia natura (esperimenti scientifici come lo studio del volo degli insetti, laboratori per la produzione di coloranti naturali, ecc.) stimolate dalla scoperta -tramite le escursioni nel bosco e sul lago- delle peculiarità del territorio. Il treno: laboratorio itinerante di mobilità sostenibile e valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente della Sardegna: finalizzato al rilancio delle ferrovie a scartamento ridotto e del Trenino Verde, ha messo in evidenza l’importanza dell’utilizzo di mezzi su rotaie e della valorizzazione di siti di pregio ambientale e culturale con grandi potenzialità nel settore del turismo sostenibile. L’Orto dei Nonni e dei Bambini - A21L Provincia di Cagliari: un percorso di educazione ambientale, rivolto alla scuola primaria e alla scuola dell’infanzia di Isili, dedicato alla produzione dell’olio d’oliva: I bambini hanno modo di seguire per intero il processo di produzione, dalla raccolta alla spremitura in frantoio.Sito Internet www.legambientesardegna.com/ceas_isili.htm 112
  • 113. Lo scenario InFEA Lo scenario provinciale mostra come nel campoprovinciale dell’Educazione alla Sostenibilità si possa contare su un prezioso patrimonio costituito, oltre che dai CEAS, accreditati e non ancora accreditati, dalle esperienze attivate nel territorio da anni da numerosi soggetti quali Enti Pubblici, regionali e locali, associazioni e imprese.La Rete Provinciale La volontà della Provincia, anche attraverso l’azione di Retedei Centri di prevista nel Piano (Scheda Azione 11), è sia di rafforzare eEducazione strutturare la Rete provinciale dei Centri diall’Ambiente e alla Educazione Ambientale, accreditati e non ancoraSostenibilità accreditati, come previsto dalla Legge Regionale n.9/2006, sia di animare una Rete “aperta” per l’Educazione alla Sostenibilità della Provincia di Cagliari, costituita da un numero di soggetti più ampio, come meglio definito nel prossimo paragrafo.La Rete per Il processo partecipativo per la redazione del Piano, comel’Educazione alla dichiarato nell’avviso pubblico per la manifestazione diSostenibilità della interesse, ha rappresentato, negli obiettivi della Provincia, unProvincia di Cagliari primo passo per la costituzione di una Rete provinciale tra i soggetti che operano per l’Educazione alla Sostenibilità nel territorio. L’intero percorso di lavoro, attraverso le modalità di interazione costruttiva in plenaria e in piccoli gruppi, ha rappresentato un’occasione di conoscenza e scambio tra i partecipanti, ed è stato orientato verso il sotteso obiettivo di “fare Rete”. Il quinto workshop partecipativo è stato finalizzato, in modo specifico nei contenuti, a costruire una visione comune della costituenda Rete. I lavori sono stati facilitati in plenaria con la metodologia del Metaplan®, e i partecipanti, anche attraverso dei pannelli di input già predisposti, sono stati invitati a esprimersi e confrontarsi sulle seguenti domande. La Rete per l’Educazione alla Sostenibilità della Provincia di Cagliari: Come la immaginiamo? Quali obiettivi si pone? Chi sono gli attori della Rete e che ruolo hanno? Quali requisiti e quali caratteristiche devono avere gli attori della Rete? Quali azioni per la Rete? 113
  • 114. Gli obiettivi e le azioni individuate sono contenuti nella Scheda azione 11 La Rete per l’Educazione alla Sostenibilità della Provincia di Cagliari. Di seguito si riportano invece le riflessioni, portate dai partecipanti al 5° Workshop, sulla Rete e sugli attori che ne dovrebbero fare parte.Come la immaginiamo? Gli input sono stati: È un’organizzazione a rete Coinvolge soggetti pubblici e privati del territorio provinciale È coordinata dal Nodo InFEA della Provincia di Cagliari È una comunità di pratiche e una comunità di apprendimento E i partecipanti hanno integrato così: Una Rete aperta Una realtà inclusiva Trasparente Fatta di persone reali che comunicano anche attraverso la rete internet Una Rete che comunica anche virtualmente Una Rete aperta anche con l’esterno Che utilizzi un linguaggio semplice e che arrivi a tutti Un luogo dove condividere materiali ed esperienze Che abbia carattere informativo Che promuova informazione e comunicazione Un mercato delle idee Sorprendente Che coinvolga i giovani Che coinvolga il volontariato Sostenibile nel tempo 114
  • 115. Chi sono gli attori della La discussione è stata attivata da un pannello di input cheRete e che ruolo hanno? elencava i potenziali partecipanti alla Rete provinciale, la loro composizione e il loro ruolo.Chi sono gli attori della Rete e che ruolo hanno? ATTORI COMPOSIZIONE RUOLO Provincia di Cagliari Nodo InFEA Funzione di programmazione, coordinamento, sostegno Provincia di Cagliari e promozione dei progetti di azioni dei vari attori della Nodo InFEA Rete provinciale. Garantisce sia il coordinamento della rete e assicura il massimo coinvolgimento degli attori Sono centri di informazione, documentazione, CEAS accreditati e/ Struttureterritorialichesvolgonoattivitàdi animazione territoriale e attivazione di risorse, iniziative, o certificati SIQUAS educazioneallosvilupposostenibile progetti e programmi per la sostenibilità localizzati accreditatinelSistemaRegionaleSIQUAS presso centri urbani e in contesti rurali. Sono rivolti ad una pluralità di soggetti: scuola, comunità locali, liberi professionisti, amministratori pubblici, associazioni di categoria, imprese, università, Enti Pubblici e privati... Sono centri di informazione, documentazione, CEAS non ancora Struttureterritorialichesvolgonoattivitàdi animazione territoriale e attivazione di risorse, iniziative, accreditati progetti e programmi per la sostenibilità localizzati educazioneallosvilupposostenibile presso centri urbani e in contesti rurali. Sono rivolti ad una pluralità di soggetti: scuola, comunità locali, liberi professionisti, amministratori pubblici, associazioni di categoria, imprese, università, Enti Pubblici e privati... ComuniimpegnatiinazionidiEducazionealla Funzione di promozione di iniziative, programmi e Comuni e altri Sostenibilitàopromotoridiun’Agenda21 progetti per la sostenibilità. Collaborano con il Locale.Altrisoggettipubblici,qualiAgenzie Nodo provinciale InFEA nella definizione, soggetti pubblici regionali,ComunitàMontane,EntiParcooAree promozione e attuazione di interventi nel territorio MarineProtette,chepromuovonoiniziativedi EducazioneallaSostenibilità Istituti Scientifici e AgenzieformativeeUniversitàche Supporto scientifico e metodologico alla Formativi promuovonoiniziativeperlasostenibilità programmazione provinciale, collaborazione in partenariato di progetto Istituti scolastici Scuoleeistitutiscolastici(ancheorganizzati Integrazione delle tematiche della sostenibilità nel piano inretetraloro)cherealizzanoprogettidi dell’offerta formativa, promozione al proprio interno di educazioneallasostenibilità esperienze e attività permanenti di educazione alla sostenibilità, collaborazione in partenariato di progetto Risorse di sistema Imprese(societàecooperative),liberi Fornitori di servizi e consulenze, collaborazione per l’Educazione professionisti,associazioni,fattorie nell’elaborazione di progetti e in partenariato di alla Sostenibilità didatticheeognialtrosoggettochesi progetto occupaalivelloprofessionaleanchedi educazioneallasostenibilità 115
  • 116. L’attuazione del Piano Il soggetto responsabile dell’attuazione del presente Piano èdi Educazione alla l’Ufficio Sviluppo Sostenibile del Settore Ambiente dellaSostenibilità della Provincia di Cagliari.Provincia di Cagliari Un ruolo chiave nell’attuazione del Piano sarà attribuito al Nodo InFEA, ai CEAS e alla Rete provinciale dei soggetti che operano per l’Educazione alla Sostenibilità nel territorio (Enti Locali e altri soggetti pubblici, Istituti scolastici, Istituti scientifici e formativi, associazioni e imprese). L’attuazione delle azioni progettuali previste nel Piano avverrà attraverso la pubblicazione di bandi di gara per la selezione dei soggetti attuatori.Il sistema di Un elemento fondamentale dell’approccio del Project Cyclemonitoraggio e Management (PCM), adottato per la redazione del Piano, èvalutazione la definizione di un sistema strutturato di monitoraggio e valutazione, quale strumento di gestione della qualità. Questo risponde prioritariamente ad alcuni obiettivi: garantire un controllo dell’andamento del Piano nelle diverse fasi dell’attuazione, permettendo di gestire eventuali ritardi e sfasamenti nelle attività e di riprogrammarle per garantire il raggiungimento dei risultati attesi e degli obiettivi; costituire meccanismi di feedback al fine di migliorare la programmazione. La valutazione infatti riveste una notevole importanza, quale strumento di apprendimento, in un’ottica di miglioramento continuo e come base di partenza per l’identificazione di nuovi progetti. Il sistema di valutazione viene definito in fase di progettazione, con l’individuazione di indicatori oggettivamente verificabili formulati sulla base degli obiettivi, dei risultati e delle attività. Un indicatore è ciò che si può osservare nella realtà nel momento in cui si raggiunge un obiettivo o un risultato o si realizza un’attività; è costituito dai seguenti elementi: una variabile, un gruppo di riferimento, un tempo di osservazione, un valore di riferimento. La valutazione è una stima, il più possibile imparziale e obiettiva, dei risultati di un progetto e descrive le ragioni e i fattori che determinano successi e/o fallimenti. Per ciascuna scheda di azione saranno definiti opportuni indicatori di realizzazione e di risultato che permetteranno di monitorare costantemente il Piano nel corso della sua attuazione. Di seguito si riporta una tabella con la definizione degli indicatori di realizzazione e di risultato per le singole schede 116
  • 117. di azione. Sono stati identificati alcuni indicatori “comuni” alle diverse azioni del Piano, che permetteranno di dare evidenza del raggiungimento degli obiettivi, propri del Nodo InFEA, di coinvolgimento di target differenti nelle azioni di Educazione alla Sostenibilità. AZIONI DEL INDICATORI DI REALIZZAZIONE E DI PIANO RISULTATO1 MobiliTiAmo - n. corsi/seminari realizzati PROMOZIONE n. tipologie di partecipanti ai corsi/seminari DELLA MOBILITÀ n. partecipanti ai corsi/seminari SOSTENIBILE n. cittadini sensibilizzati n. studenti coinvolti (eventualmente suddivisi per grado) n. e tipologia di prodotti per la comunicazione2 L’ENERGIA SIAMO n. studenti coinvolti (eventualmente suddivisi per grado) NOI! n. proposte progettuali elaborate n. incontri realizzati sul territorio n. cittadini sensibilizzati n. prodotti realizzati (video)3 CREAZIONE DI UNA n. osservatori del paesaggio attivati RETE DI n. tipologie soci degli osservatori OSSERVATORI DEL n. soci degli osservatori PAESAGGIO n. workshop partecipativi realizzati n. tipologie partecipanti ai workshop n. partecipanti ai workshop n. corsi/seminari realizzati n. partecipanti ai corsi/seminari n. eventi di sensibilizzazione realizzati n. cittadini sensibilizzati n. e tipologia di prodotti per la comunicazione4 SALVIAMO n. corsi/seminari realizzati L’AMBIENTE n. partecipanti ai corsi/seminari COSTIERO n. tipologie di partecipanti ai corsi/seminari n. workshop partecipativi realizzati n. tipologie partecipanti ai workshop n. partecipanti ai workshop n. cittadini sensibilizzati n. prodotti realizzati (vademecum, linee guida, piani…) n. e tipologia di prodotti per la comunicazione5 IL MIO TERRITORIO n. corsi/seminari realizzati n. partecipanti ai corsi/seminari n. laboratori realizzati n. studenti coinvolti (eventualmente suddivisi per grado) n. e tipologia di prodotti per la comunicazione6 IMPARIAMO n. studenti coinvolti (eventualmente suddivisi per grado) RECUPERANDO n. cittadini sensibilizzati INSIEME n. workshop partecipativi realizzati n. tipologie partecipanti ai workshop n. partecipanti ai workshop 117
  • 118. n. corsi/seminari realizzati n. partecipanti ai corsi/seminari n. aree verdi realizzate (o n. di aree riqualificate) n. percorsi didattici realizzati7 ConsumATTORE - n. eventi di sensibilizzazione realizzati FILIERA CORTA E n. di esercizi commerciali coinvolti AGRICOLTURA n. cittadini sensibilizzati NATURALE n. studenti coinvolti (eventualmente suddivisi per grado) n. corsi/seminari realizzati n. partecipanti ai corsi/seminari n. prodotti realizzati8 RECUPERO n. eventi di sensibilizzazione realizzati DELL’AGRI- n. cittadini sensibilizzati CULTURA n. studenti coinvolti (eventualmente suddivisi per grado) n. visite guidate realizzate n. partner coinvolti9 DIFFERENZIAMOCI: n. partecipanti al concorso RIFIUTO=RISORSA n. eventi di sensibilizzazione realizzati n. cittadini sensibilizzati n. studenti coinvolti (eventualmente suddivisi per grado) n. prodotti realizzati n. e tipologia di prodotti per la comunicazione10 DI CHE ACQUA SEI? n. eventi di sensibilizzazione realizzati n. laboratori realizzati n. studenti coinvolti (eventualmente suddivisi per grado) n. corsi/seminari realizzati n. partecipanti ai corsi/seminari n. cittadini sensibilizzati n. prodotti realizzati n. e tipologia di prodotti per la comunicazione n. e tipologia di attori coinvolti11 LA RETE PER n. manifestazioni di interesse pervenute (per il primo e L’EDUCAZIONE secondo bando) ALLA SOSTENIBILITÀ n. workshop partecipativi realizzati DELLA PROVINCIA n. tipologie partecipanti ai workshop DI CAGLIARI n. partecipanti ai workshop n. corsi/seminari realizzati n. partecipanti ai corsi/seminari n. tipologie di partecipanti ai corsi/seminari n. e tipologia di prodotti per la comunicazione n. prodotti realizzati (n. quaderni Rete INFEA) 118
  • 119. PROVINCIA DI CAGLIARIASSESSORATO POLITICHE AMBIENTALI, ENERGIA E TUTELA DEL TERRITORIO SETTORE AMBIENTE VIA G. GUGLIELMO, 46 – 09131 CAGLIARI PROCESSO PARTECIPATIVO PER LA REDAZIONE DEL PIANO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE E ALLA SOSTENIBILITÀ DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI RACCOLTA DELLE MANIFESTAZIONI DINTERESSE “Investire nell’educazione allo sviluppo sostenibile (ESS) significa investire nel futuro” Dichiarazione di Bonn, 31 marzo-2 aprile 20091. PremessaIl Settore Ambiente dell’Assessorato Politiche Ambientali, Energia e Tutela del Territorio dellaProvincia di Cagliari ha avviato la redazione del Piano di Educazione Ambientale e allaSostenibilità per il 2012-2014.Il Piano, di validità triennale, dovrà definire gli obiettivi e le linee di intervento della Provincia diCagliari in materia di educazione all’ambiente e alla sostenibilità, e dovrà essere redatto attraversoun processo partecipativo che coinvolga gli stakeholders più rilevanti del territorio provinciale.Il Piano dovrà programmare attività per un triennio per un importo pari a € 300.000,00 (Euro100.000,00 per anno).2. OggettoLa presente costituisce invito manifestare il proprio interesse a intervenire nel processopartecipativo per la redazione del Piano di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità dellaProvincia di Cagliari.
  • 120. Il processo partecipativo, guidato dal Settore Ambiente e facilitato da un consulente giàselezionato con apposita procedura pubblica, mira al coinvolgimento attivo dei soggetti cheoperano nell’ambito dell’educazione ambientale e dello sviluppo sostenibile, nella definizione diun Piano che sia basato sull’analisi partecipata del contesto territoriale e tematico, che tengaconto e accolga le aspettative degli attori locali.Il processo partecipativo costituisce inoltre, negli obiettivi della Provincia, un primo passo per lacostituzione di una Rete provinciale tra i soggetti che operano per l’educazione allo svilupposostenibile nel territorio.Il percorso di lavoro, che prevede interviste, incontri bilaterali e workshop partecipativi di analisidel contesto e di ideazione di proposte, verrà realizzato prevalentemente tra settembre edicembre 2011. I soggetti che avranno manifestato interesse saranno invitati a partecipare allediverse fasi di lavoro per portare un contributo attivo di conoscenza ed esperienza alla definizionedel Piano.3. DestinatariIl processo partecipativo mira a coinvolgere tutti gli interessati, sia coloro che operano nel campodell’educazione all’ambiente e alla sostenibilità (enti pubblici, operatori economici, associazioniecc.) sia i potenziali destinatari (genitori, insegnanti, cittadini).4. Modalità e termini di presentazione della manifestazione di interesseI soggetti interessati a intervenire nel processo partecipativo di redazione del piano triennalepossono inviare la propria manifestazione di interesse, redatta secondo il modello allegato esottoscritta.Le richieste dovranno pervenire, entro le ore 13,00 del 30 Settembre 2011, brevi manu, a mezzoposta, fax o e‐mail, al seguente indirizzo: Provincia di Cagliari Assessorato Politiche Ambientali, Energia e Tutela del Territorio Settore Ambiente Via G. Guglielmo, 46 (3° piano) – 09131 Cagliari Fax 070 4092519, e-mail gliggi@provincia.cagliari.itUlteriori informazioni potranno essere richieste, sia per telefono che per e-mail, alla Dott.ssaGiuseppina Liggi tel. 070 5284525, e-mail gliggi@provincia.cagliari.it.ALLEGATI: • Schema di domanda. IL DIRIGENTE ING. ALESSANDRO SANNA
  • 121. Allegato n. 1 Schema di domanda Spett. PROVINCIA DI CAGLIARI ASSESSORATO POLITICHE AMBIENTALI, ENERGIA E TUTELA DEL TERRITORIO, SETTORE AMBIENTE VIA G. GUGLIELMO, 46 09131 CAGLIARIOGGETTO: MANIFESTAZIONE   D’INTERESSE   PER   LA   PARTECIPAZIONE   AL   PROCESSO   PARTECIPATIVO PER LA REDAZIONE DEL PIANO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE E ALLA SOSTENIBILITÀ DELLA PROVINCIA DI CAGLIARI.Il sottoscritto _______________________________ nato a ______________ il ___/___/_____ e residentein __________________, cap __________ Via ________________________ n. ____in qualità di ________________________ del/della _____________________ (denominazioneorganizzazione) forma giuridica ______________________ con sede legale in _____________________prov. _______ cap __________ Via _____________________ n. ____tel. __________________fax__________________ e-mail __________________. MANIFESTAIl proprio interesse a partecipare al processo partecipativo per la redazione del Piano di EducazioneAmbientale e alla Sostenibilità della Provincia di Cagliari. DICHIARA CHE 1. L’organizzazione/il sottoscritto ______________________ ha maturato esperienza nel settore dell’educazione   all’ambiente  e   allo  sviluppo  sostenibile  nel  territorio  della  Provincia  di  Cagliari,  in   particolare: ____________________________________________________________________________________ ____________________________________________________________________________________ ____________________________________________________________________________________ ____________________________________________________________________________________ _______________________________(indicare le attività, le esperienze o i progetti realizzati negli ultimi anni). 1
  • 122. 2. Per   conto   dell’organizzazione/per   proprio   conto   ______________________   intende   partecipare  e   portare un contributo attivo di conoscenza ed esperienza alla definizione del Piano, il referente ___________________________________________________ (indicare nome e cognome) e-mail ________________________.Autorizzo la Provincia di Cagliari al trattamento, alla pubblicazione e alla divulgazione dei dati personali, ai sensi del D. Lgs.196/2003  per  le  finalità  connesse  alle  attività  del  “Piano  Triennale  per  lEducazione  allAmbiente  e  alla  Sostenibilità  della Provincia diCagliari”.  I  titolari  dei  dati  personali  conservano i diritti previsti dagli art. 7, 8, 9, 10 del suddetto decreto. Autorizzo in particolare lapubblicazione   sul   sito   dell’Ente,   e   sulla   documentazione   relativa   allattività,   dei   dati   Nome,   Cognome,   Ente   /   Organizzazione diappartenenza.Accetto inoltre  che  il  mio  nominativo  sia  inserito  nell’indirizzario  relativo  al  procedimento  finalizzato  allinvio  di  materiale  informativodella Provincia di Cagliari.Il Titolare del trattamento è la Provincia di Cagliari.Il Responsabile del trattamento è il Dirigente del Settore Ambiente Ing. Alessandro Sanna: Provincia di Cagliari – Assessorato Politiche Ambientali, Energia e Tutela del Territorio – Settore Ambiente - via Giudice Guglielmo n° 46 – 09131 Cagliari – fax 0704092519L’interessato   ha   il   diritto   di ottenere   la   rettifica,   l’integrazione   e   la   cancellazione   dei   dati   previa   comunicazione,   via   fax   o  raccomandata al responsabile del trattamento.__________________ lì _____________ FIRMA _____________________ 2
  • 123. ALLEGATO 2 - I PARTECIPANTI1 Chi sono In quale organizzazione La mia e-mail Di cosa mi occupo In quali ambiti tematici lavoro Previsione e gestione Giovanni Stefano eventi meteo estremi, Territorio, acqua, difesa Libero professionista andristef2004@yahoo.it Andrissi idrometereologia applicata, del suolo protezione civile Beatrice Artizzu Liceo Artistico Statale beatriceartizzu@tin.it Istruzione, progettazione Territorio e restauro Associazione Città Mobilità ciclistica e Gian Carlo Asoni giancarlo.asoni@tiscali.it Ciclabile onlus sostenibile Giorgio Atzeni Industriale Scano gioatzen@alice.it Istruzione Guida amb. escursionista. Sensibilizzazione, Sostenibilità, ambiente, CEAS Capo Carbonara/ simonatzeni@hotmail.it progettazione, divulgazione Simona Atzeni biodiversità, aree protette, Cooperativa Diomedea diomedea@hotmail.it naturalistica, informazione, turismo sostenibile educazione ambientale, comunicazione, eco eventi Comunicazione, Ente Foreste della educazioneambientale@ent Biodiversità, eco eventi, Alberto Atzori informazione, Sardegna eforestesardegna.it turismo, aree protette sensibilizzazione Associazione Sustainable valeria@sustainablehappine Sensibilizzazione, Eco eventi, rifiuti, buone Valeria Atzori Happiness ss.it informazione, pratiche1 Nell’elenco sono stati inseriti solamente i partecipanti che hanno formalizzato il consenso alla pubblicazione. 1
  • 124. progettazione, organizzazione eventi, consulenza Comunicazione, Agenzia Regionale per il cbecuzzi@regione.sardegnaCatia Becuzzi informazione, Lavoro Lavoro .it formazione Rifiuti, territorio,Enrica Borsetti I P SSS Pertini enricaborsetti@hotmail.it Istruzione alimentazione ecotimesnc@yahoo.it; Sensibilizzazione,Carla Calabresu Ecotimè Rifiuti, energia, acqua carla.calabresu@tiscali.it progettazione, formazione Ente Foreste della educazioneambientale@entMarisa Cadoni Formazione Sardegna eforestesardegna.it info@comune.muravera.ca.iMicaela Cara Comune di Muravera t Sensibilizzazione, Biodiversità, aree protette, progettazione,Silvia Cardia Cooperativa Diomedea diomedea@hotmail.it turismo, territorio, informazione, educazione, eco eventi comunicazioneTamara Do Carmo Formazione, Libero professionista tcarmo@tiscali.it Eco eventiCarvalho sensibilizzazione Associazione Onlus Italia pmcastel@unica.it Turismo, territorio, areePier Maurizio Castelli Progettazione, formazione Nostra cagliari@italianostra.org protette Sensibilizzazione,Giovanna Cocco Ecotimè ecotimesnc@yahoo.it Rifiuti, energia, acqua progettazione, formazioneMauro Cogotti Associazione Aquilegia beagle2004@tiscali.it Istruzione, informazione, Territorio, biodiversità, 2
  • 125. sensibilizzazione turismo, aree protette Istruzione, informazione, Turismo, eco eventi,Maria Stefania Contini Alla scoperta di info@allascopertadi.it sensibilizzazione, territorio, biodiversità formazione Sensibilizzazione, Biodiversità, aree protette, progettazione,Giuseppe Cuboni Cooperativa Diomedea grandebianco@yahoo.it turismo, territorio, informazione, educazione, eco eventi comunicazione giovanna.deiana@comune. monserrato.ca.it Progettazione, formazione,Giovanna Maria Deiana Comune di Monserrato Energia, agricoltura, rifiuti giovanna.deiana@vodafone.i sensibilizzazione t info@ambientesardegna.it Associazione Ambiente Istruzione, consulenza, Biodiversità, eco eventi,Massimiliano Deidda massimilianodeidda@gmail. Sardegna formazione alimentazione, turismo com Turismo, territorio, karima84@inwind.it Istruzione, progettazione,Ilaria Delinna Cooperativa Natura.net biodiversità, alimentazione, retenatura@gmail.com comunicazione, formazione agricoltura, aree protette associazione.musa@gmail.c Valorizzazione ePaolo Erasmo Associazione Musa om conservazione del Colle di Ambiente, territorio paoloerasmo@tiscali.it Monte Urpinu ecosportello.gpp@provincia Progettazione, consulenza,Vania Erby Provincia di Cagliari GPP, mobilità .cagliari.it informazione Sensibilizzazione,Daniela Fadda CEAS Laguna di Nora dfadda@lagunadinora.it progettazione, Biodiversità, energia, rifiuti partecipazione 3
  • 126. Comunicazione, Territorio, biodiversità,Luisanna Fadda Cooperativa Bios soc.coop.bios@tiscali.it progettazione, formazione, aree protette, A21L, rifiuti sensibilizzazione Mobilità, energia, turismo, Istruzione, formazione, eco eventi, rifiuti, acqua,Francesca Falqui Parco di Molentargius francyf78@gmail.com sensibilizzazione, territorio, biodiversità, comunicazione aree protette, GPP Ecoturismo, cicloturismo, Associazione Città Educazione e sicurezzaEfisio Farigu fariguefisio@libero.it mobilità ciclistica Ciclabile onlus stradale sostenibile Monitoraggio ambientale,Cristina Farris Cittadino cri.farris@gmail.com Biologa analisi chimico-biologiche in matrici acquose e suolo ecosportello.gpp@provincia Progettazione, consulenza,Adriana Filiziu Provincia di Cagliari GPP, mobilità .cagliari.it informazione Turismo, territorio, marcogarau@inwind.it Istruzione, progettazione, biodiversità,Marco Garau Cooperativa Natura.net retenatura@gmail.com comunicazione, formazione alimentazione, agricoltura, aree protette Animazione, formazione, Progetto Giocando con il giocandoperilmondo@hot comunicazione, Salute e benessere, ecoLuca Gasole Mondo mail.it divulgazione, eventi, rifiuti sensibilizzazione gattermayermilena@tiscali.iMilena Gattermayer A.S.D. Emoyeni Istruzione, formazione Biodiversità, salute tRoberto Gessa Libero professionista r.gessa@yahoo.it Ricerca, formazione Ambiente e società 4
  • 127. Informazione, ingclaudiagiattino@gmail.co progettazione,Claudia Giattino Ordine degli Ingegneri m formazione, consulenza, sensibilizzazione Progettazione,Roberta Guido robertaguido@gmail.com Territorio, turismo partecipazioneFrancesco Gumina Libero professionista francesco.gumina@tiscali.it Consulenza Territorio Gruppo Cagliari 3 “S. Pio Formazione bambini- Mobilità, energia, rifiuti,Maurizio Lamieri maulami@tiscali.it X” Agesci ragazzi metodo scout acqua, territorio Istruzione, Associazione Culturale info@associazionepuntidivis Biodiversità, rifiuti,Mara Lasi sensibilizzazione, Punti di Vista ta.it territorio, eco eventi progettazione Guida ambientale Turismo, aree protette,Carlotta Leone Libero professionista leonelotty@tiscali.it escursionista biodiversità Pianificazione, compatibilità paesaggio e ambiente, Territorio, mobilità,Isabella Ligia Libero professionista ligiaisabella@gmail.com urban design e strategia energia periurbana di sviluppo Territorio, biodiversità, Libero professionista Istruzione, progettazione,Micaela Locci milocci@gmail.com aree protette, agricoltura, Dottore forestale consulenza certificazioni Turismo, territorio, retenatura@gmail.com Istruzione, progettazione,Giorgia Loi Cooperativa Natura.net biodiversità, alimentazione, giorgi.loi@tiscali.it comunicazione, formazione agricoltura, aree protette 5
  • 128. Territorio e reti, orientamento; educazione Progettazione,Maria Rosaria mariarosaria.majorano.ca@i alla salute, stradale, MIUR, USR Sardegna sensibilizzazione,Maiorano struzione.it alimentare, ambientale, formazione alla cittadinanza; pari opportunità. Ricerca, formazione, Comunicazione della Programma EnergieAndrea Mameli mameli@crs4.it comunicazione scientifica, scienza e diffusione della Rinnovabili - CRS4 energie rinnovabili cultura della sostenibilità Progettazione, consulenza, Mobilità, territorio,Barbara Manca Ischida barbara.manca.f@gmail.com sensibilizzazione turismo mariarosamanca@gmail.co Istruzione, consulenza,Maria Rosa Manca Cittadino Salute m sensibilizzazione Comune di Quartu S.Mauro Massa massamauro60@gmail.com Progettazione A21L Elena Formazione,Emma Maxia Libero professionista emma.maxia@inwind.it Turismo, eco eventi progettazione, consulenza Informazione,Maria Chiara Medda Asab Sardegna mcmedda@outlook.com Agricoltura biologica sensibilizzazione Alimentazione, territorio,Carmela Melis I P SSS Pertini melis.carm@hotmail.it Istruzione rifiuti Comunicazione, Eco eventi, rifiuti,Consuelo Melis Made in Trash konsuelo@artko.org formazione, territorio sensibilizzazioneLeandro Melis Cooperativa Natura.net anellide@yahoo.it Formazione ragazzi Ambiente e sostenibilità 6
  • 129. Associazione per il Parco Ambiente, ecologia,Milena Meloni di Molentargius Saline milena.meloni@gmail.com Educazione ambientale sostenibilità, turismo, Poetto e altri CEAS didatticaAldo Mentasti ARPAS amentasti@arpa.sardegna.it Partecipazione, Energia, eco eventi,Maria Letizia Mereu Associazione MDF marial.mereu@tiscali.it formazione, alimentazione sensibilizzazione Istruzione, Scuola Dante Alighieri - sensibilizzazione, Acqua, rifiuti, energia,Carla Maria Migoni carmamigoni@libero.it Selargius collaborazioni con politiche ambientali Legambiente cmilia@isoladeisardi.it Progettazione, Biodiversità, alimentazione,Carlo Milia C.R.E.A.T info@isoladeisardi.it divulgazione, formazione eco eventi Partecipazione,Rossana Moro Poliste rmoro@poliste.it progettazione, A21L, GPP, mobilità consulenza Formazione, Benessere, acqua, energia,Alessandra Mura Parco delle Emozioni info@parcoemozioni.it sensibilizzazione rifiuti, territorio ecosportello.gpp@provincia Progettazione, consulenza,Barbara Mura Provincia di Cagliari GPP, mobilità, altro .cagliari.it informazione Sensibilizzazione,Stefania Mura Ecotimè stefy.mura@alice.it Rifiuti, energia, acqua progettazione, formazione nonnoisandro@hotmail.co Progettazione, consulenza, Eco eventi, territorio,Alessandro Nonnoi Libero professionista m formazione biodiversitàGabriella Orrù Libero professionista orgabr@tiscali.it Educazione ambientale, Acqua, ecologia 7
  • 130. formazione, progettazione Assistenza tecnica in agricoltura, autorità di elisabettapace@agenzialaor Agricoltura, educazioneElisabetta Pace Agenzia Laore Sardegna controllo: sorveglianza e e.it alimentare controllo produzioni DOP- IGPFabrizio Paderi fpaderi@yahoo.it Istruzione CEAS – Area Marina direzione@ampcapocarbon Gestione aree protette,Bruno Paliaga Aree protette e territorio Protetta Villasimius ara.it educazione ambientale Comunicazione, istruzione, CSI- Azienda Speciale della gianluca.palomba@csimpresGian Luca Palomba informazione, EMAS- Ecolabel CCIAA e.it progettazione, formazione Università La Sapienza di piermario.pattitoni@gmail.cPier Mario Pattitoni Roma, Università degli Ricerca intervento Mobilità, energia om Studi di Cagliari petra@sustainablehappiness Ricerca, informazione, Energia, territorio, eco Sustainable Happiness/ .itPetra Perreca sensibilizzazione, eventi, rifiuti, buone Sardegna Ricerche perreca@sardegnaricerche. progettazione pratiche it Comunicazione, Mobilità, territorio, ecoMarco Piccolo Associazione Marrai a Fura marco@marraiafura.com partecipazione, consulenza eventi sardegna360gradi@gmail.co Escursionismo, formazione, Turismo, aree protette,Giovanni Pischedda Sardegna 360 Gradi m consulenza, progettazione biodiversità, territorio Gestione servizi culturaliMatteo Pitzalis Cooperativa Antarias antarias@tiscali.it Turismo, aree protette Castello di Acquafredda 8
  • 131. Social marketing,Silvio Porcu UNICA - CRIMM silvioporcuteti@tiscali.it sostenibilità, ricerca Mobilità sperimentale Informazione, Ingegnere Libero progettazione, formazione, Energie rinnovabili,Diego Portas ing.dgportas@gmail.com Professionista consulenza, risparmio energetico sensibilizzazione Informazione, Associazione Onlus Italia Turismo, territorio, areeBruno Puggioni puggionibruno@alice.it sensibilizzazione, Nostra protette progettazione, formazione Associazione Città Formazione, MobilitàFrancesca Putzolu francescaputzolu@tiscali.it Ciclabile onlus sensibilizzazione lysandracontatti@tiscali.it Progettazione, consulenza, Museografia, biodiversità,Andrea Salvai Studio Lysandra salvaiandrea@hotmail.it formazione territorioCinzia Sanna Libero Professionista cinziasann@gmail.com Consulenza organizzativa Economia, ambiente Informazione, Agricoltura biologica, sensibilizzazione, turismo, territorio,Tiziana Sassu Cooperativa Natura.net retenatura@gmail.com istruzione, progettazione, biodiversità, alimentazione, comunicazione, formazione aree protette Unione Nazionale Tutela dei consumatori,Monica Satolli Tutela consumatori Consumatori conciliazione, giornalismo simonasavastano@gmail.co m Comunicazione, Eco eventi, rifiuti,Simona Savastano Made in Trash madeintrash2010@gmail.co formazione, territorio m sensibilizzazione info@madeintrash.it 9
  • 132. Ecoturismo, cicloturismo, Associazione Città Educazione e sicurezzaVirgilio Scanu virgilio.scanu@tiscali.it mobilità ciclistica Ciclabile onlus stradale sostenibile Comune di Quartu S.Rita Secci rita.secci@gmail.com Progettazione A21L Elena ecosportello@povincia.carb Urbanistica, valutazioneMaria Giovanna Serpi Libero Professionista Ingegnere ambientale oniaiglesias.it ambientale strategica Associazione Karalis Organizzazione eventiGabriella Serra karaliscentrum@gmail.com Centrum artistici, sensibilizzazione Partecipazione, Servizio Civile Acqua, eco eventi,Maria Elena Sitzia esitzia@hotmail.it sensibilizzazione, Internazionale territorio comunicazione Progettazione, paolo.soletta@oxfamitalia.o cooperazione Acqua e gestione idrica,Paolo Soletta Associazione Oxfam Italia rg internazionale, agricoltura, educazione sensibilizzazione Istruzione, progettazione,Elisabetta Spano Libero professionista bettyspano@libero.it Energia, rifiuti, territorio formazione anna.sulis@provincia.cagliarAnna Sulis Provincia di Cagliari Accoglienza Lavoro i.it Associazione per il Parco Progettazione, apmolentargius@tiscali.it Biodiversità, acqua, areeVincenzo Tiana di Molentargius Saline informazione, info@apmolentargius.it protette Poetto sensibilizzazione Referente per la RAS Educazione Alimentare,Fabrizio Tidu Agenzia Laore Sardegna fabriziotidu@gmail.com dellAlbo Regionale delle formazione operatori Fattorie Didattiche. agricoli, didattica in 10
  • 133. Progettazione, consulenza, fattoria, eventi, territorio, formazione e assistenza biodiversità tecnica alle Fattorie Didattiche della RAS Direzione didattica Informazione, Territorio, biodiversità,Roberta Valenti roval60rv@libero.it Randaccio sensibilizzazione, istruzione agricoltura, eco eventi Comunicazione, Progetto Naturalmente anamelinavallenilla@hotmail divulgazione,Ana Melina Valenilla Energia, acqua, territorio Unidos .com sensibilizzazione, progettazione Tutela e salvaguardiaCarla Varese Legambiente carvarese@hotmail.com Volontariato ambiente carlo.vigasio@tiscali.it Formazione, Mobilità, biodiversità,Carlo Vigasio alfr.vig@tiscali.it sensibilizzazione, istruzione energia silviviz@yahoo.itSilvia Vizilio Cooperativa Sinnos Progettazione, formazione Alimentazione, territorio sinnos@hotmail.it 11
  • 134. PROCEDURA PCM/GOPP DI IDENTIFICAZIONE PARTECIPATIVA DI UN PROGETTO Cagliari, 15 Dicembre 2011Workshop di Analisi e IdentificazioneLe Fasi della Identificazione di un progetto: analisi dei problemi e costruzionedell’Albero dei problemi, analisi degli obiettivi e costruzione dell’Albero dei obiettivi,individuazione degli ambiti di intervento (clustering). Analisi dei problemi e costruzione dell’Albero dei problemi: 1. Controllare che i problemi già definiti siano chiari e che non vi siano soluzioni assenti, eliminare i problemi doppi. 2. Eventualmente integrare i problemi già definiti (max 20 su cartoncino giallo). 3. Scegliere un problema che potrebbe avere molte cause e molti effetti. 4. Identificare le cause dirette del problema. 5. Identificare gli effetti diretti del problema. 6. Stabilire le relazioni causa-effetto di tutti i problemi. 7. Controllare le relazioni. 8. Tracciare le linee di connessione dell’Albero dei problemi.Vi chiediamo di rivolgervi allo staff per i dubbi nella costruzione dell’Albero deiproblemi e di comunicarci quando lo avete terminato per permetterci di fotografarlo,prima che venga integrato con i cartoncini verdi degli obiettivi. 1
  • 135. Analisi degli obiettivi e costruzione dell’Albero degli obiettivi: 1. Riformulare i problemi in condizioni positive raggiunte (obiettivi su post it verde). 2. Sovrapporre l’obiettivo al corrispondente problema. 3. Verificare le relazioni di causalità, mezzi-fini, tra gli obiettivi e ristabilirle se necessario. 4. Tracciare le linee di connessione dell’Albero degli obiettivi. Individuazione degli ambiti di intervento (clustering): 1. Individuare gruppi di obiettivi omogenei. 2. Denominare i gruppi con cartoncini bianchi.Workshop di ProgettazioneLe Fasi della Progettazione: Scelta degli ambiti di intervento (scoping), definizionedel progetto con il Quadro Logico (individuazione degli obiettivi e dei risultati,identificazione e riformulazione delle attività). Scelta degli ambiti di intervento 1. Individuare e selezionare, tra gli ambiti di intervento emersi, quelli adatti ad essere inseriti nel Piano di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità. Definizione del progetto con il Quadro Logico: 1. Scegliere lo scopo del progetto (o obiettivo specifico, uno solo per ogni Quadro Logico) dall’albero degli obiettivi (scriverlo su cartoncino giallo) 2. Scegliere gli obiettivi generali dall’albero degli obiettivi (scriverli su cartoncino verde) 3. Identificare gli obiettivi immediatamente sottostanti allo scopo del progetto (o obiettivo specifico) e includerli come risultati (scriverli su cartoncino rosa). 4. Identificare e riformulare le attività necessarie a raggiungere i risultati del progetto (scriverle su cartoncino celeste). 2
  • 136. III°Workshop 15 dicembre 2011 GRUPPO A PAESAGGIO-PIANIFICAZIONE- PARTECIPANTI GESTIONE DEL TERRITORIOAna Melina Vallenilla Marisa Cadoni Tiziana Sassu Roberta Guido Roberta Alosio Angelo Congiu
  • 137. 2° WORKSHOP PAESAGGIO 30 NOVEMBREGruppo A PIANIFICAZIONE GESTIONE ANALISI DEI PROBLEMI FATTA IN PLENARIA DEL TERRITORIO PAESAGGIO PIANIFICAZIONE PUC NON CONFORMI ALLA REALE NATURA AUTORIZZAZIONI EDILIZIE GEOLOGICA, MORFOLOGICA,PEDOLOGICA E SPROPORZIONATE ALLE REALI CONSUMO DI PAESAGGIO DI SVILUPPO ECONOMICO DEI TERRITORI COMUNALI (si pianifica in funzione di interessi NECESSITÀ personali e non in funzione della natura del territorio) ABUSIVISMO EDILIZIO ED MANCANZA TUTELA BENI LA TUTELA È INTESA COME ECCESSIVO CONSUMO DEL AMBIENTALI “BLOCCO” E PORTA AD UNA SUOLO SOVRAPPOSIZIONE DI POTERI (SIC+ZOONING) DEGRADO DI SITI ECCESSIVA ARCHEOLOGICI CEMENTIFICAZIONE ECCESSIVA STRUTTURAZIONE PARCHI NATURALI E ANTROPICA DEI SITI NATURALI GESTIONE DEL BIODIVERSITÀ TERRITORIO PER “TURISMO” MINORE AFFEZIONE AL POCA CURA DEL TERRITORIO PROPRIO TERRITORIO DEGRADO SOCIO-AMBIENTALE PERDITA DEI LEGAMI COL (PROBLEMA) TERRITORIO RANDAGISMO
  • 138. PAESAGGIO 3° WORKSHOP Gruppo A PIANIFICAZIONE GESTIONE 15 DICEMBRE ALBERO DEI PROBLEMI DEL TERRITORIO CONSUMO DI PAESAGGIO EFFETTI ECCESSIVO CONSUMO DEL PERDITA DI BIODIVERSITÀ E SUOLO DIVERSITÀ CULTURALE ECCESSIVA DEGRADO DEI BENIINADEGUATA GESTIONE DEL ECCESSIVA INFRASTRUTTURAZIONE ARCHITETTONICI POCA CURA DEL TERRITORIO TERRITORIO CEMENTIFICAZIONE ANTROPICA DEI SITI NATURALI E STORICO/CULTURALI PER “TURISMO” LEGGI SUL PAESAGGIO AUTORIZZAZIONI EDILIZIE INADEGUATA INFORMAZIONE E DEGRADO SOCIO AMBIENTALE INAPPLICATE E INEFFICACI SPROPORZIONATE ALLE REALI ABUSIVISMO EDILIZIO FORMAZIONE SULLA CULTURA (PROBLEMA) NECESSITÀ DEL PAESAGGIOSTRUMENTI DI PIANIFICAZIONE PUC NON CONFORMI ALLA REALE NATURATERRITORIALE NON INTEGRATI GEOLOGICA, MORFOLOGICA, PEDOLOGICA E PERDITA DEI LEGAMI CON IL MINORE AFFEZIONE ALCON LE POLITICHE AGRICOLE, DI SVILUPPO ECONOMICO DEI TERRITORI COMUNALI (SI PIANIFICA IN FUNZIONE DI TERRITORIO PROPRIO TERRITORIO AMBIENTALI, SOCIALI E INTERESSI PERSONALI E NON IN FUNZIONE CULTURALI DELLA NATIRA DEL TERRITORIO) CAUSE
  • 139. PAESAGGIO 3° WORKSHOP Gruppo A PIANIFICAZIONE GESTIONE 15 DICEMBRE ALBERO DEGLI OBIETTIVI DEL TERRITORIO PAESAGGIO PRESERVATO BIODIVERSITÀ E DIVERSITÀ CONSUMO DEL SUOLO CULTURALE TUTELATE E BLOCCATO RECUPERATE FINI INFRASTRUTTURAZIONE EDIFICAZIONE BENI ARCHITETTONICI E GESTIONE DEL PAESAGGIO ADEGUATA ALLE NECESSITÀ DI TERRITORIO CURATO E PROPORZIONATA ALLE STORICO CULTURALI TUTELATI ADEGUATA UN CARICO TURISTICO TUTELATO AFFETTIVE ESIGENZE E RECUPERATI MISURATO ADEGUATA INFORMAZIONE E LEGGI SUL PAESAGGIO AUTORIZZAZIONI EDILIZIE ABUSIVISMO EDILIZIO CURATA ORGANIZZAZIONE FORMAZIONE SULLA CULTURA APPLICATE E ADEGUATE REGOLAMENTATE ELIMINATO SOCIO AMBIENTALE DEL PAESAGGIOSTRUMENTI DI PIANIFICAZIONE LEGAMI DEL TERRITORIO AFFEZIONE AL PROPRIO PUC CONFORMATI TERRITORIO RECUPERATA E INTEGRATI RIACQUISTATI CONSOLIDATA MEZZI
  • 140. PAESAGGIO 3° WORKSHOP Gruppo A PIANIFICAZIONE GESTIONE 15 DICEMBRE AMBITI DI INTERVENTO DEL TERRITORIO PAESAGGIO PRESERVATO FINI BIODIVERSITÀ E DIVERSITÀ CONSUMO DEL SUOLO CULTURALE TUTELATE E BLOCCATO RECUPERATE INFRASTRUTTURAZIONE EDIFICAZIONE BENI ARCHITETTONICI E GESTIONE DEL PAESAGGIO ADEGUATA ALLE NECESSITÀ DI TERRITORIO CURATO E PROPORZIONATA ALLE STORICO CULTURALI TUTELATI ADEGUATA UN CARICO TURISTICO TUTELATO AFFETTIVE ESIGENZE E RECUPERATI MISURATO ADEGUATA INFORMAZIONE E LEGGI SUL PAESAGGIO AUTORIZZAZIONI EDILIZIE ABUSIVISMO EDILIZIO CURATA ORGANIZZAZIONE FORMAZIONE SULLA CULTURA APPLICATE E ADEGUATE REGOLAMENTATE ELIMINATO SOCIO AMBIENTALE DEL PAESAGGIOSTRUMENTI DI PIANIFICAZIONE LEGAMI DEL TERRITORIO AFFEZIONE AL PROPRIO PUC CONFORMATI TERRITORIO RECUPERATA E INTEGRATI RIACQUISTATI CONSOLIDATA GESTIONE E EDUCAZIONE E URBANIZZAZIONE LEGISLAZIONE SENSIBILIZZAZIONE MEZZI
  • 141. III°Workshop 15 dicembre 2011 GRUPPO B ASSETTO IDROGEOLOGICO PARTECIPANTIG. Stefano AndrissiAlessandro Nonnoi Anna Sulis Micaela Cara
  • 142. 2° WORKSHOPGruppo B ASSETTO 30 NOVEMBRE ANALISI DEI PROBLEMI IDROGEOLOGICO FATTA IN PLENARIA INCONTROLLATE AZIONI DI CAUSE ANTROPICHE DEL “DISBOSCAMENTO”(DISASTRI DISSESTO IDROGEOLOGICO IDROGEOLOG.) DISSESTO IDROGEOLOGICO DEL DISSESTO IDROGEOLOGICO TERRITORIO ABUSO URBANISTICO DEL VULNERABILITA’ INTRINSECA ED TERRITORIO CAUSA INTEGRATA DEL TERRITORIO - PROBL.IDROGEOL. RISPOSTA ALLE CRITICITA’ AMBIENTALI IL DISSESTO IDROGEOLOGICO
  • 143. 3° WORKSHOPGruppo B ASSETTO IDROGEOLOGICO 15 DICEMBRE ALBERO DEI PROBLEMI AMBIENTE NATURALE EQUILIBRIO DINAMICOASSETTO IDROGEOLOGICO AMBIENTE ANTROPIZZATO DISSESTO IDROGEOLOGICO CAUSE MANCATO RISPETTO DELL’EVOLUZIONE NATURALE DEI PROCESSI (SCARSA SENSIBILITÀ AMBIENTALE) INCREMENTO VULNERABILITÀ IMPROPRIO USO DEL SUOLO INADEGUATA PIANIFICAZIONE EFFETTI EDUCAZIONE AMBIENTALE E AUMENTO (RESILIENZA) ALLA SOSTENIBILITÀ FREQUENZA INTENSITÀ FENOMENI RIPERCUSSIONI ECONOMICHE GEOPOLITICHE
  • 144. 3° WORKSHOPGruppo B ASSETTO IDROGEOLOGICO 15 DICEMBRE ALTRI CONTRIBUTI OBIETTIVO GENERALE ASSETTO IDROGEOLOGICO SOSTENIBILE OBIETTIVO SPECIFICO EQUILIBRATA INTERAZIONE UOMO AMBIENTE ATTIVITÀ PIANIFICAZIONE SENSIBILIZZAZIONE FORMAZIONE RESPONSABILIZZAZIONE RISULTATI
  • 145. III°Workshop 15 dicembre 2011 GRUPPO C SPAZI URBANI PARTECIPANTIM. Beatrice Artizzu Paola Riccobelli Paolo Erasmo M.Chiara Medda
  • 146. 2° WORKSHOPGruppo C 30 NOVEMBRE SPAZI URBANI ANALISI DEI PROBLEMI FATTA IN PLENARIA CARENZA DI SPAZI VERDI PARCHI URBANI POCO ATTREZZATI UTILIZZO E FRUIZIONE DEL COLLE DI MONTE URPINU LATO EST, EX SERVITU’ ETC. MANCANZA DI SPAZI RICREATIVI E CULTURALI
  • 147. 3° WORKSHOP Gruppo C SPAZI URBANI 15 DICEMBRE ALBERO DEI PROBLEMI STATO DI ABBANDONO PARCO DEGRADO AMBIENTALE NATURALE CENTRO STORICO EFFETTI LE ISTITUZIONI NON SICUREZZA E CONTROLLOCONSENTONO ACCESSO SERVIZI PUBBLICI ABBANDONO ATTIVITÀ MANCANZA CONDIZIONI INUTILIZZO E MANCANZA DI ------------------------------------- ARTIGIANALI CULTURALI - VALORIZZAZIONE “RISORSA FRUIZIONE RIFIUTI TURISTICHE UMANA” ISTITUZIONI PUBBLICHE POCO TRASPARENTI E CHE NEGANO L’ACCESSO ALLO SPAZIO URBANO BENI DISMESSI ---------------------------------- DEFINIZIONE DI DESTINAZIONE SPAZI PARZIALMENTE USATI LUOGHI DI AGGREGAZIONE SCARSA CONOSCENZA DA D’USO UNICA DELLO SPAZIO USATI MALE INSUFFICIENTI PARTE DELLE URBANO (no multifunzionali) AMMINISTRAZIONI SOGGETTI RESPONSABILI CHE NON PROGETTANO E CAUSE AMMINISTRANO IL BENE NELL’INSIEME
  • 148. 3° WORKSHOPGruppo C SPAZI URBANI SPAZI ATTREZZATI PUBBLICI 15 DICEMBRE ALTRI CONTRIBUTI GRATUITI INIZIATIVE PUBBLICHE PER PROGETTARE SPAZI MULTIFUNZIONALI SOLUZIONI PARTECIPATE COORDINAMENTO PER GESTIONE LUOGHI CHIUSI ------------------------------------------ MUSEI - BASTIONE ATTIVITÀ CULTURALI FRUIZIONE CONTINUA SPAZI AMBIENTALI RELAZIONALI PIÙ PIANTE AUTOCTONE E UTILIZZO DELL’ACQUA ATTIVARE RELAZIONI CON MENO FIORIERE DEPURATORE ACQUE REFLUE QUARTIERE/CITTÀ SPAZI URBANI RICREATIVI ASSOCIAZIONI LABORATORI ------------------------------------------ CULTURALI MICRO AREE ATTREZZATE ------------------------------------------ “VERDI” SCUOLE – SPAZI PUBBLICI UTILIZZO E FRUIZIONE DEL RECUPERO E UTILIZZO COLLE DI MONTE URPINU LATO ARCHITETTURE ESISTENTI EST EX SERVITÙ ECC MONTE URPINU S. GIUSEPPE SCUOLA STUDENTI, RESIDENTI,PARCO URBANO NATURALE ------------------------ ------------------- “QUARTIERE CASTELLO” TURISTI, ANZIANI ------------------ STATO, MINISTERO DIFESA, PROVINCIA, COMUNE, CLERO ------------------ -------------- CENTRO CITTÀ REGIONE, COMUNE, PRIVATI PRIVATI, UNIVERSITÀ CENTRO STORICO TUTTE LE ETÀ
  • 149. III°Workshop 15 dicembre 2011 GRUPPO D AMBIENTI COSTIERI PARTECIPANTI Giuseppe CuboniFrancesco Gumina Bruno Paliaga
  • 150. 2° WORKSHOP 30 NOVEMBREGruppo D AMBIENTI COSTIERI ANALISI DEI PROBLEMI FATTA IN PLENARIA ECCESSIVA URBANIZZAZIONE EROSIONE ANTROPICA DELLA DELLE COSTE E ABUSIVISMO FASCIA COSTIERA EDILIZIO PULIZIA ASSENTE O FATTA IN MODO EROSIONE SPIAGGE SBAGLIATO DELLE AREE VERDI E DELLA SPIAGGIA es. Poetto ANTROPIZZAZIONE DELLA FASCIA EROSIONE COSTIERA COSTIERA SCARSA TUTELA E USO “IMPROPRIO” DEI LITORIALI VALORIZZAZIONE DELLA SPIAGGIA NEL CAGLIARITANO DEL POETTO DISSESTO IDROGEOLOGICO
  • 151. 3° WORKSHOPGruppo D AMBIENTI COSTIERI 15 DICEMBRE ALBERO DEI PROBLEMI EROSIONE ANTROPICA DELLA FASCIA COSTIERA COMPRESEEFFETTI LE SPIAGGE RIDUZIONE APPORTO PERDITA, SOSTITUZIONE, VARIAZIONI MORFOLOGICHE SEDIMENTARIO FRAMMENTAZIONE DI HABITAT DEL LITORALE (spiaggia in ALTERAZIONE APPORTO IDRICO E SPECIE CORRELATE (dunali e erosione, mareggiate, erosione DIMINUZIONE DELLA BIODIVERSITÀ retrodunali) dune) EPISODI DI INSTABILITÀ (rischio idrogeologico) ALTERAZIONE MORFOLOGICA COSTIERA (emersa - sommersa) ALTERAZIONE RETICOLO REALIZZAZIONE STRUTTURE ALTERAZIONE IDROGRAFICO ANTROPICHE (villaggi turistici – DELL’EQUILIBRIO NATURALE (invasi, diminuzione apporto porticcioli) E USO INTENSIVO DEL BILANCIO SEDIMENTARIO sedimento, modifica argine, DEGLI ARENILI (stabilimenti (deposito - erosione) CAUSA scarsa manutenzione corpi idrici) balneari) ALTERAZIONE RETICOLO ALTERAZIONE IDROGRAFICO DELL’EQUILIBRIO NATURALE (invasi, diminuzione apporto DEL BILANCIO SEDIMENTARIO sedimento, modifica argine,scarsa (deposito - erosione)_ CAUSA manutenzione corpi idrici) REALIZZAZIONE STRUTTURE REALIZZAZIONE STRUTTURE ANTROPICHE (villaggi turistici – ANTROPICHE (villaggi turistici – porticcioli) E USO INTENSIVO porticcioli) E USO INTENSIVOCAUSE DEGLI ARENILI (stabilimenti DEGLI ARENILI (stabilimenti balneari) balneari)
  • 152. 3° WORKSHOPGruppo D 15 DICEMBRE AMBIENTI COSTIERI MATRICE DI PROGETTAZIONE DEL QUADRO LOGICO LIMITARE LE CAUSEOBIETTIVO GENERALE ANTROPICHE ALLA EROSIONE COSTIERA ASSICURARE I DEFLUSSI RESTAURO AMBIENTALE DEGLI LIMITARE GLI EFFETTI DELLA NATURALI (sedimentari)OBIETTIVO SPECIFICO HABITAT PRECEDENTI PRESSIONE ANTROPICA NELL’INTERFACCIA (ove possibile) (prevenzione) TERRA - MARE DEFINIRE PERCORSI AUTORIZZATTIVI, SELETTIVI E GESTIONE ATTIVA DELLA STRINGENTI,CHE TENGONO POSEIDONIA SPIAGGIATA CONTO DEGLI ASPETTI (banquettes) AMBIENTALI E PAESAGGISTICI ELENCO LUOGHI E SITUAZIONI MAPPATURA DEI LUOGHI E PIANO DI INTERVENTI E INTERVENTI SUSCETTIBILI DI RESTAURO E ELENCO DELLE LAVORAZIONI FISICI FUNZIONALI A : DEFINIRE RISULTATI BONIFICHE, LUOGHI POSSIBILI, SPECIE NELLE FOCI LINEE DI PERCORRENZE, BONIFICATI E MESSI IN FLUVIALI, INTEREVENTI DI PARCHEGGI, SERVIZI E BONIFICA PROGETTAZIONE ACCESSIBILITÀ PEDONALE SICUREZZA MONITORAGGIO SULLO STATO ORGANISMO UNICO DEPUTATO DELLA POSEIDONIA (emersa e ALLA VALUTAZIONE E sommersa) E SULLA DINAMICA AUTORIZZAZIONE DELLO SPIAGGIAMENTO, LINEE DELL’INTERVENTO GUIDA PER GESTIONE COMUNICAZIONE ANALISI SETTORIALI DEGLI COMUNICAZIONE INFORMAZIONE ELEMENTI FISICI BIOTICI E INFORMAZIONE ATTIVITÀ (sensibilizzazione) ANTROPICI, MONITORAGGIO, (sensibilizzazione) EVENTI CENSIMENTI, ARCHIVI EVENTI
  • 153. CONTRIBUTO SUCCESSIVO DIGruppo D AMBIENTI COSTIERI FRANCESCO GUMINA ALBERO DEI PROBLEMI SCARSA TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLA SPIAGGIA (es. Poetto) E DELLA FASCIA COSTIERAEFFETTI EROSIONE SPIAGGE EROSIONE COSTIERA EROSIONE FASCIA COSTIERA DISSESTO IDROGEOLOGICOCAUSE PULIZIA ASSENTE O FATTA IN ECCESSIVA URBANIZZAZIONE ANTROPIZZAZIONE DELLA MODO SBAGLIATO DELLE AREE USO IMPROPRIO DEI LITORALI DELLE COSTE E ABUSIVISMO FASCIA COSTIERA VERDI E DELLA SPIAGGIA (es. NEL CAGLIARITANO EDILIZIO Poetto)
  • 154. CONTRIBUTO SUCCESSIVO DIGruppo D AMBIENTI COSTIERI FRANCESCO GUMINA ALBERO DEGLI OBIETTIVI TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLA SPIAGGIA (es. Poetto) E DELLA FASCIA COSTIERA COME BENE COMUNE E PAESAGGISTICO - RICREATIVO FINI BLOCCARE O RIDURRE L’EROSIONE DELLE SPIAGGE CON INTERVENTI DIRETTI PORTARE L’EROSIONE COSTIERA ENTRO LIMITI NATURALI BLOCCARE I PROCESSI DI SANZIONARE LE REGOLAMENTARE L’USO E LE ELIMINARE LE CAUSE DEL EROSIONE ANTROPICA DELLA SPECULAZIONI EDILIZIE SULLA ATTIVITÀ SULL’ARENILE DISSESTO IDROGEOLOGICO FASCIA COSTIERA COSTAMEZZI BLOCCARE O REGOLAMENTARE PULIZIA COSTANTE IN MODOCONTROLLARE E LIMITARE SBAGLIATO DELLA SPIAGGIA (es. L’URBANIZZAZIONE DELLE REGOLAMENTARE L’USO DEIL’ANTROPIZZAZIONE DELLA COSTE ED ELIMINARE Poetto) E CURA E RIPRISTINO DELLE SPECIE VEGETALI AUCTOTONE E LITORALI NEL CAGLIARITANO FASCIA COSTIERA L’ABUSIVISMO EDILIZIO CREAZIONE DI AREE VERDI
  • 155. CONTRIBUTO SUCCESSIVO DIGruppo D AMBIENTI COSTIERI FRANCESCO GUMINA MATRICE DI PROGETTAZIONE DEL QUADRO LOGICO TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLA SPIAGGIA (es. Poetto) E DELLA BLOCCARE O RIDURRE PORTARE L’EROSIONEOBIETTIVO GENERALE FASCIA COSTIERA COME BENE L’EROSIONE DELLE SPIAGGE COSTIERA ENTRO LIMITI COMUNE E PAESAGGISTICO - CON INTERVENTI DIRETTI NATURALI RICREATIVO BLOCCARE I PROCESSI DI SANZIONARE LE REGOLAMENTARE L’USO E LE ELIMINARE LE CAUSE DELOBIETTIVO SPECIFICO EROSIONE ANTROPICA DELLA SPECULAZIONI EDILIZIE SULLA ATTIVITÀ SULL’ARENILE DISSESTO IDROGEOLOGICO FASCIA COSTIERA COSTA BLOCCARE O REGOLAMENTARE PULIZIA COSTANTE IN MODO CONTROLLARE E LIMITARE SBAGLIATO DELLA SPIAGGIA (es. L’URBANIZZAZIONE DELLE REGOLAMENTARE L’USO DEI RISULTATI L’ANTROPIZZAZIONE DELLA COSTE ED ELIMINARE Poetto) E CURA E RIPRISTINO DELLE LITORALI NEL CAGLIARITANO FASCIA COSTIERA SPECIE VEGETALI AUCTOTONE E L’ABUSIVISMO EDILIZIO CREAZIONE DI AREE VERDI CONTRASTO ALL’ABUSIVISMO MESSA IN SICUREZZA DEI EDILIZIO LUNGO LA FASCIA RIPASCIMENTO DELLE ATTIVITÀ COSTONI ROCCIOSI A FALESIA COSTIERA SPIAGGE IN EROSIONE A RISCHIO CROLLI APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA IN ISTITUZIONE DI AREE MARINE LOTTA AGLI INCENDI, ALLA MATERIA DI TUTELA AMBIENTALE E PROTETTE PER UNA MIGLIORE DESERTIFICAZIONE, ALLA RIPRISTINO DEGLI HABITAT NATURALI SALVAGUARDIA DELLE SPECIE CEMENTIFICAZIONE DEL TERRITORIO, E DEGLI ECOSISTEMI TIPICI DEGLI NATURALI E DEI LORO HABITAT, RIMBOSCHIMENTI, PULIZIA DEGLI AMBIENTI TRANSNAZIONALI E MARINO SENSIBILIZZAZIONE VERSO I ALVEI FLUVIALI, MESSA IN SICUREZZA COSTIERI FRUITORI DELLE SPIAGGE, ECC. DEI VERSANTI, ECC
  • 156. III°Workshop 15 dicembre 2011 GRUPPO E MOBILITÀ PARTECIPANTI Francesca PutzoluSilvia Cigliuti Ferrari Gian Carlo Asoni Efisio Farigu Virgilio Scanu Marco Piccolo Silvio Porcu
  • 157. 2° WORKSHOP 30 NOVEMBRE Gruppo E MOBILITÀ ANALISI DEI PROBLEMI FATTA IN PLENARIA LA PRESENZA DI SCARSE INQUINAMENTO ATMOSFERICO ORGANIZZAZIONE DELLA INADEGUATEZZA DI UN PIANO ALTERNATIVE ALLA MOBLITÀ CENTRI URBANI VIABILITA’ URBANA E EXTRA DI MOBILITÀ AUTOMOBILISTICA: SCARSE PISTE CICLABILI E NULLA INTEGRAZIONE MANCATO RICONOSCIMENTO ECCESSIVO USO AUTO PER SCARSA PREDISPOSIZIONE ECCESSIVO TRAFFICO DELLA VIRTUOSITÀ DELL’USO TRASPORTO PERSONE ALL’UTILIZZO DEI MEZZI PUBBLICI DEI MEZZI PUBBLICI DIPENDENZA DAI VEICOLI A MOTORE E SCARSO UTILIZZO TRAFFICO INQUNANTE INQUINAMENTO URBANO DA ECCESSIVO TRASPORTO SU DESERTIFICA-MORTIFICA TRAFFICO VEICOLARE RUOTE DEI MEZZI NON INQUINANTI CITTÀ E CENTRI MINORI (biciclette su tutti) TRASPORTI URBANI SCARSI E CARENZA CENTRI URBANI TRASPORTI PUBBLICI POCO TROPPO TRAFFICO VEICOLARE INCREMENTO DI MEZZI PRIVATI PERCORSI PEDONALI-CICLABILI EFFICIENTI E SPESSO COSTOSI USO ECCESSIVO DELLE TRASPORTI PUBBLICI SCARSI E TRAFFICO E INQUINAMENTO ASSENZA PISTE CICLABILI AUTOMOBILI INEFFICIENTISBAGLIATO SISTEMA TRASPORTI PER I PRODOTTI MOBILITÀ A CAGLIARI, FRA CAGLIARI E L’AREA AFFLUSSO/ECCESSIVO USO DI SCARSA POSSIBILITA’ DI UTILIZZO TRAFFICO AUTOMOBILISTICO VASTA CON FORTI ESTERNALITÀ CAUSATE DA UNA VEICOLI DEL TRASPORTO PUBBLICO PER DIPENDENZA QUASI TOTALE DALL’AUTOMOBILE DISUMANIZZANTE L’ABITATO DIFFUSO PRIVATA 150.000 PASSAGGI VEICOLARI GIORNALIERIASSENZA DOPPIO BINARIO-TRENO INQUINAMENTO DOVUTO A SCARSO VALORE ALLA MOBILITÀ ECCESSIVO UTILIZZO DEL TROPPE MACCHINE E INQUINAMENTO CICLABILITÀ MANCANZA PISTE TRASPORTO PRIVATO CICLABILI
  • 158. 3° WORKSHOP Gruppo E MOBILITÀ STRESS E BASSA QUALITÀ DI 15 DICEMBRE ALBERO DEI PROBLEMI VITA EFFETTI COSTI ECONOMICI SULLA SOTTRAZIONE DI SPAZI IMPOSSIBILITÀ PER COLLETTIVITÀ INACCESSIBILITÀ DEL PEDONI, CICLISTI, TEMPO PERSO NEL CENTRO CITTÀ ALLE ALLA VITA SOCIALE E PERSONE DISABILI DI TRAFFICO PERSONE CONVIVIALE SPOSTARSI IN SICUREZZA DANNEGGIAMENTO INQUINAMENTO ATMOSFERICO ALL’IMMAGINE TURISTICA CENTRI URBANI DELLA CITTÀ OCCUPAZIONE DEL SUOLO ECCESSIVO TRAFFICO PUBBLICOSCARSO UTILIZZO DEI MEZZI ECCESSIVO TRASPORTO SU TROPPI MEZZI PRIVATI PUBBLICI GOMMA TRASPORTI PUBBLICI NON “PRIVILEGI” PER IL TRAFFICO DIPENDENZA PSICOLOGICA/ TRASPORTO MERCI INTEGRATI PRIVATO CULTURALE DALLA MACCHINA IRRAZIONALETRASPORTI PUBBLICI SCARSI INEFFICIENTI E COSTOSI CAUSE
  • 159. 3° WORKSHOPGruppo E MOBILITÀ MIGLIOR QUALITÀ DI VITA 15 DICEMBRE ALBERO DEGLI OBIETTIVI FINI MENO COSTI PER LA COLLETTIVITÀ FRUIBILITÀ ACCESSIBILITÀ A RESTITUZIONE SPAZI AI RISPARMIO TEMPO PERCORSI PEDONI CENTRO CITTÀ CITTADINI PERSO CICLISTI DISABILIRIDUZIONE INQUINAMENTO IMMAGINE TURISTICA DELLA CENTRI URBANI CITTÀ MIGLIORATA MINOR TRAFFICO SPAZIO LIBERO E FRUIBILE USO MASSICCIO MEZZI MENO MEZZI PRIVATI E PIÙ PUBBLICI PIÙ TRASPORTO SU ROTAIA PUBBLICIINTEGRAZIONE TRASPORTO “PRIVILEGI” ALLA MOBILITÀ PROMOZIONE DI FORME DI RAZIONALIZZAZIONE PUBBLICO SOSTENIBILE MOBILITÀ ALTERNATIVA TRASPORTI MERCIEFFICIENZA E ECONOMICITÀ TRASPORTI PUBBLICI MEZZI
  • 160. 3° WORKSHOPGruppo E MOBILITÀ MIGLIOR QUALITÀ DI VITA 15 DICEMBRE AMBITI DI INTERVENTO MENO COSTI PER LA COLLETTIVITÀ FRUIBILITÀ ACCESSIBILITÀ A RESTITUZIONE SPAZI AI RISPARMIO TEMPO PERCORSI PEDONI CENTRO CITTÀ CITTADINI PERSO CICLISTI DISABILIRIDUZIONE INQUINAMENTO IMMAGINE TURISTICA DELLA CENTRI URBANI CITTÀ MIGLIORATA MINOR TRAFFICO SPAZIO LIBERO E FRUIBILE USO MASSICCIO MEZZI MENO MEZZI PRIVATI E PIÙ PUBBLICI PIÙ TRASPORTO SU ROTAIA PUBBLICIINTEGRAZIONE TRASPORTO PUBBLICO “PRIVILEGI” ALLA MOBILITÀ PROMOZIONE DI FORME DI RAZIONALIZZAZIONE SOSTENIBILE MOBILITÀ ALTERNATIVA TRASPORTI MERCIEFFICIENZA E ECONOMICITÀ TRASPORTI PUBBLICI TRASPORTO TRASPORTO TRASPORTO PUBBLICO PRIVATO MERCI
  • 161. III°Workshop 15 dicembre 2011 GRUPPO F AMBIENTE E AGRI-CULTURA PARTECIPANTI TERRITORIO-ALIMENTAZIONE Carmela Melis SALUTE Enrica Borsetti Silvia Cardia Daniela Fadda Cinzia Sanna Erica Busatto Roberto Gessa Antioco Curreli Silvia Vizilio Simona Atzeni Stefania MuraUmberto Budroni
  • 162. 2° WORKSHOP AMBIENTE 30 NOVEMBREGruppo F AGRI-CULTURA TERRITORIO ANALISI DEI PROBLEMI ALIMENTAZIONE ABBANDONO CAMPAGNE FATTA IN PLENARIA SALUTE COLTURE TRADIZIONI SCARSE CONOSCENZE ALIMENTARI DIFFICOLTÀ DI “ACCESSO” AL SCARSE ATTIVITÀDI BIOLOGICO AUTOPRODUZIONE (ALIMENTARE, ENERGETICA) PERDITA LEGAMI DEL MANCANZA DI PRODUZIONI A TERRITORIO KM 0 SCARSA ATTENZIONE ALLA PROVENIENZA DEGLI ALIMENTI QUALITÀ DEGLI ALIMENTI NELLE POCA CURA DEL TERRITORIO MENSE SCOLASTICHE MINORE AFFEZIONE AL PROPRIO IL MERCATO DEI PRODOTTI CON TERRITORIO ECOETICHETTE È DI NICCHIA LEGAME AMBIENTE BIODIVERSITA’ TERRITORIO “FILOSOFIA” MERCATO INTERNO ALIMENTAZIONE DELLA SARDEGNA EROSIONE DELLA AGRO BIO ECCESSIBVO INQUINAMENTO DI DIVERSITÀ CIBO E ACQUA SALVAGUARDIA DELLA MANCANZA DI GRUPPI DI ACQUISTO ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI BIODIVERSITÀ AGROALIMENTARE CONSAPEVOLI E DI SISTEMI DI CON CONSUMO DI DISTRIBUZIONE ALTERNATIVA KM 0 “MERDERENDINE”
  • 163. AMBIENTE 3° WORKSHOP Gruppo F AGRI-CULTURA TERRITORIO 15 DICEMBRE ALBERO DEI PROBLEMI ALIMENTAZIONE SALUTE EFFETTI PATOLOGIE ALIMENTARI: MINORE AFFEZIONE AL PERDITA LEGAMI CON IL OBESITÀ PROPRIO TERRITORIO TERRITORIO INTOLLERANZE DIABETE ABBANDONO CAMPAGNE SCARSA QUALITÀ ALIMENTI ALIMENTAZIONE DEI BAMBINI COLTURE TRADIZIONALI(NELLE MENSE SCOLASTICHE CON CONSUMO DI ECT) MERDERENDINE EROSIONE DELLA AGRO BIO DIVERSITÀ SCARSA O INESISTENTE TUTELA DELLA CIVILTÀ CONTADINA SCARSE CONOSCENZE ALIMENTARI IL MERCATO DEI PRODOTTI SCARSO SVILUPPO ECCESSIVO SVILUPPO CON ECO ETICCHETTE È DELL’AGRICOLTURA AGRICOLTURA INDUSTRIALE “DI NICCHIA” BIOLOGICA INCOMPATIBILITÀ DEL STANDARDIZZAZIONE MERCATO GLOBALE CON I DELL’OFFERTA E SISTEMI DI AGRICOLTURA DELL’ACQUISTO NATURALE DIFFICOLTÀ DI “ACCESSO” AL SCARSA INFORMAZIONE E SCARSA ATTENZIONE ALLA BIOLOGICO CHIAREZZA CAUSE PROVENIENZA DEGLI ALIMENTI NELL’ETICHETTATURA
  • 164. AMBIENTE 3° WORKSHOP Gruppo F AGRI-CULTURA TERRITORIO 15 DICEMBRE ALBERO DEGLI OBIETTIVI ALIMENTAZIONE SALUTE MAGGIORE AFFEZIONE AL RECUPERATO IL LEGAME CON FINI PROPRIO TERRITORIO IL PROPRIO TERRITORIO INCIDENZA DI PATOLOGIE ALIMENTARI DIMINUITA LA CAMPAGNA È DIVENTATA UNA PROSPETTIVA DI LAVORO E DI RECUPERO E CONSERVAZIONE DELLE COLTURE TRADIZIONALI RECUPERO DELLA AGRO BIOALIMENTAZIONE DEI BAMBINI DIVERSITÀ (antiche varietà e BUONA QUALITÀ ALIMENTI sementi)CON CONSUMO DI CIBI SANI E (mense scolastiche etc) NATURALI RECUPERATO IL VALORE DELLA CIVILTÀ CONTADINA RIDUZIONE INCREMENTATO SVILUPPO MAGGIORE ACCESSIBILITÀ DEI DELL’AGRICOLTURA DI TIPO DELL’AGRICOLTURA MIGLIORATE CONOSCENZE PRODOTTI DI QUALITÀ INDUSTRIALE BIOLOGICA ALIMENTARI DIFFERENZIAZIONE INCREMENTO DEI MERCATI DELL’OFFERTA E DI LOCALI A KM ZERO CONSEGUENZA DEGLI INCENTRATI ACQUISTI SULL’AGRICOLTURA “NATURALE” FACILITÀ DI “ACCESSO” AL MAGGIORE ATTENZIONE ALLA ETICHETTE CHIARE ED MEZZI BIOLOGICO PROVENIENZA DEGLI ALIMENTI ESAUSTIVE
  • 165. III°Workshop 15 dicembre 2011 GRUPPO G RIFIUTIPARTECIPANTI Vania ErbyFranco Scano
  • 166. 2° WORKSHOP TIPO DI MATERIALE 30 NOVEMBREGruppo G RIFIUTI IMBALLAGGIO NON BIODEGRADABILE ECCESSIVA PRODUZIONE DI RIFIUTI ANALISI DEI PROBLEMI FATTA IN PLENARIA COMPORTAMENTI ECCESSIVO USO E INADEGUATI NELLO CONSUMO DI DETERSIVI, SMALTIMENTO DEI FLACONI, CONTENITORI RIFIUTI DI PLASTICA DIFFICOLTÀ NELL’UTILIZZO DELLA DIFFERENZIATA ASSENZA DI DIVISIONE ANCORA TROPPI RIFIUTI (REGOLE DIVERSE) NELLA RACCOLTA DEL SIA NELLE CITTÀ CHE VETRO (TRA VETRO NELLE CAMPAGNE BIANCO E COLORATO) AUMENTO DEI RIFIUTI NELLE CAMPAGNE/ ABBANDONO DEI RIFIUTI INADEGUATA GESTIONE/ AMBIENTE ORGANIZZAZIONE/INFORMAZIONE NELLE ZONE PERIFERICHE, RELATIVAMENTE AI RIFIUTI, LA NELLE SPIAGGE E NELLA LORO RACCOLTA E CAMPAGNA DIFFERENZIAZIONE SCARSO SE NON ASSENTE UTILIZZO DEI SCARSA EFFICIENZA LITTERING = GETTARE RIFIUTI COME “MATERIA DELLA RACCOLTA RIFIUTI PER TERRA SECONDA” DIFFERENZIATA INEFFICIENZA DI GESTIONE RIFIUTI STRUMENTI PER LA CATTIVA GESTIONE RACCOLTA CICLO RIFIUTI DIFFERENZIATA INQUINAMENTO LEGATO PRESENZA DI ALLA DISPERSIONE DEI DISCARICHE ABUSIVE AI RIFIUTI BORDI DELLE STRADE SCARSA ABBANDONO DEI RIFIUTI PREDISPOSIZIONE AD LUNGO LE STRADE ATTUARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA FUNZIONALITÀ EFFETTIVA DEL RICICLAGGIO? INQUINAMENTO (DOVUTO A PRESENZA RILEVANTE COMPORTAMENTI DISCARICHE ABUSIVE IRRESPONSABILI) ABBANDONO RIFIUTI, ECCESSIVO USO AUTOMOBILI ETC
  • 167. 3° WORKSHOPGruppo G RIFIUTI 15 DICEMBRE ALBERO DEI PROBLEMI INQUINAMENTO LEGATO ALLA SCARSO SE NON ASSENTE DISPERSIONE DEI RIFIUTI UTILIZZO DEI RIFIUTI COMEEFFETTI “MATERIA SECONDA” SCARSA EFFICIENZA NELLA PRESENZA RILEVANTE RACCOLTA DIFFERENZIATA ECCESSIVA PRODUZIONE DI DISCARICHE ABUSIVE, STRADE RIFIUTI E CAMPAGNE, SPIAGGE CATTIVA GESTIONE CICLO RIFIUTI DIFFICOLTÀ NELL’UTILIZZO ECCESSIVO USO E CONSUMO TIPO DI MATERIALE ABBANDONO RIFIUTI DELLA DIFFERENZIATA DI DETERSIVI, FLACONI, IMBALLAGGIO NON BIO (REGOLE DIVERSE) CONTENITORI DI PLASTICA DEGRADABILE COMPORTAMENTI INADEGUATI INSUFFICIENZA DI STRUMENTI ASSENZA DI DIVISIONE NELLA LITTERING=GETTARE RIFIUTI SMALTIMENTO DI OLI ESAUSTI NELLO SMALTIMENTO DEI PER LA RACCOLTA RACCOLTA DEL VETRO (tra PER TERRA INADEGUATO RIFIUTI DIFFERENZIATA vetro bianco e colorato)CAUSE INADEGUATA INFORMAZIONE SULLO SMALTIMENTO RIFIUTI
  • 168. 3° WORKSHOPGruppo G RIFIUTI 15 DICEMBRE ALBERO DEGLI OBIETTIVI INQUINAMENTO LEGATO ALLA FINI DISPERSIONE DEI RIFIUTI DIMINUITO UTILIZZO DEI RIFIUTI COME “MATERIA SECONDA” EFFICIENZA DELLA RACCOLTA DIMINUITA PRESENZA DIMINUITA PRODUZIONE DI DIFFERENZIATA DISCARICHE ABUSIVE RIFIUTI BUONA GESTIONE CICLO RIFIUTI DIMINUITA DIFFICOLTÀ RIDOTTO USO E CONSUMO DIABBANDONO RIFIUTI PRESENZA IMBALLAGGI BIO NELL’UTILIZZO DELLA DETERSIVI, FLACONI, DIMINUITO DEGRADABILI DIFFERENZIATA CONTENITORI DI PLASTICA COMPORTAMENTI ADEGUATI ADEGUATI STRUMENTI PER LA DIVISIONE NELLA RACCOLTA ADEGUATO SMALTIMENTO DI NO LITTERING NELLO SMALTIMENTO DEI RACCOLTA DIFFERENZIATA DEL VETRO OLI ESAUSTI RIFIUTI MEZZI ADEGUATA INFORMAZIONE SULLO SMALTIMENTO RIFIUTI
  • 169. 3° WORKSHOPGruppo G RIFIUTI 15 DICEMBRE AMBITI DI INTERVENTO INQUINAMENTO LEGATO ALLA DISPERSIONE DEI RIFIUTI DIMINUITO UTILIZZO DEI RIFIUTI COME FINI “MATERIA SECONDA” DIMINUITA PRESENZA DIMINUITA PRODUZIONE DI EFFICIENZA DELLA RACCOLTA DISCARICHE ABUSIVE RIFIUTI DIFFERENZIATA BUONA GESTIONE CICLO RIFIUTI DIMINUITA DIFFICOLTÀ RIDOTTO USO E CONSUMO DIABBANDONO RIFIUTI PRESENZA IMBALLAGGI BIO NELL’UTILIZZO DELLA DETERSIVI, FLACONI, DIMINUITO DEGRADABILI DIFFERENZIATA CONTENITORI DI PLASTICA RISORSA ECONOMICA SENSO CIVICO TUTELA AMBIENTALE COMPORTAMENTI ADEGUATI ADEGUATI STRUMENTI PER LA DIVISIONE NELLA RACCOLTA ADEGUATO SMALTIMENTO DI NO LITTERING NELLO SMALTIMENTO DEI RACCOLTA DIFFERENZIATA DEL VETRO OLI ESAUSTI RIFIUTI ADEGUATA INFORMAZIONEMEZZI SULLO SMALTIMENTO RIFIUTI
  • 170. 3° WORKSHOP 15 DICEMBREGruppo G RIFIUTI MATRICE DI PROGETTAZIONE DEL QUADRO LOGICO UTILIZZO DEI RIFIUTI COMEOBIETTIVO GENERALE “MATERIA SECONDA” EFFICIENZA NELLA RACCOLTA BUONA GESTIONE CICLOOBIETTIVO SPECIFICO DIFFERENZIATA RIFIUTI RISULTATI DIVISIONE NELLA RACCOLTA ADEGUATO SMALTIMENTO DI DEL VETRO OLI ESAUSTI ATTIVITÀ
  • 171. III°Workshop 15 dicembre 2011 GRUPPO H QUALITÀ E STILI DI VITA PARTECIPANTI Carla Migoni Carlotta Leone Mara Lasi Giovanna Cocco Luca GasoleMilena Gattermayer Giorgia Loi Aldo Mentasti
  • 172. 2° WORKSHOP 30 NOVEMBREGruppo H QUALITÀ E STILI DI VITA SPRECHI DI “RISORSE” SCARSA CONSAPEVOLEZZA ALLA CONSERVAZIONE E ANALISI DEI PROBLEMI NEGLI ENTI PUBBLICI CURA DEL BENE COMUNE FATTA IN PLENARIA ECCESSIVO UTILIZZO CULTURA DELLO DELLA CARTA (PER SPRECO ESEMPIO NELLE P.A.) CAMBIARE LA CULTURA TROPPO CONSUMISMO E GLI STILI DI VITA E I FINTI BISOGNI COMPORTAMENTI SCARSA CONSAPEVOLEZZA DEL TROPPA IGNORANZA RUOLO DI CIASCUNO MANCANZA DI INIZIATIVE CITTADINE E AMMINISTRATIVE PER CONSUMO ECCESSIVO L’IMPLEMENTAZIONE DI REALTÀ DELLE RISORSE SOSTENIBILI INTEGRALI SCARSA SENSIBILITÀ PERCHÉ NON PARTIAMO AMBIENTALE (PUNTO DI DA COSE SEMPLICI DEBOLEZZA) RELAZIONE MEDIATA LCA CON I CICLI NATURALI SOLITUDINE DOVUTA AL NON SI DA’ ABBASTANZA “TROPPO” USO DI PC E SPAZIO AI PICCOLI INTERNET LO SPAZIO DELL’EDUCAZIONE ABUSO DI ALCOLICI NELLE AMBIENTALE NELLE SCUOLE ATTIVITÀ SCOLASTICHE: INSUFFICIENTE! MANCANZA DI PROGRAMMI ORGANIZZATI PER LA PROMOZIONE DELLA PARTECIPAZIONE CITTADINA
  • 173. 3° WORKSHOP Gruppo H QUALITÀ E STILI DI VITA 15 DICEMBRE ALBERO DEI PROBLEMI CONSUMO ECCESSIVO DELLE CI ALLONTANIAMO DAL RISORSE BENESSERE E BEN VIVEREEFFETTI ABUSO DI FARMACI SCARSA CONSAPEVOLEZZA SPRECHI DI “RISORSE” NEGLIALLA CONSERVAZIONE E CURA ENTI PUBBLICI E VITA DISAGIO SOCIALE DEL BENE COMUNE QUOTIDIANA ABUSO DI ALCOLICI E FUMO TRA I GIOVANI RELAZIONE MEDIATA CON I CICLI NATURALI (NATURA PROBLEMATICHE EDUCATIVE SOLITUDINE DOVUTA AL VICARIA) NON SI DÀ ABBASTANZA ALL’INTERNO DELLA “TROPPO” USO DI PC E SPAZIO AI PICCOLI-ANZIANI SCUOLA FAMIGLIA INTERNET INCOERENZA EDUCATIVA CONSIDERARE “SVILUPPO” CIÒ SCUOLA-FAMIGLIA CHE IN REALTÀ NON È! APPARENZE!!! IL PROFITTO INNANZITUTTO CON SCARSA CAUSE CONSIDERAZIONE DELL’ESSERE UMANO E DELL’AMBIENTE
  • 174. 3° WORKSHOPGruppo H QUALITÀ E STILI DI VITA 15 DICEMBRE ALTRI CONTRIBUTI MANCANZA DI PROGRAMMI ORGANIZZATI PER LA PROMOZIONE DELLA PARTECIPAZIONE CITTADINA MANCANZA DI INIZIATIVE CITTADINE E AMMINISTRATIVE PER L’IMPLEMENTAZIONE DI REALTà SOSTENIBILI INTEGRALI
  • 175. III°Workshop 15 dicembre 2011 GRUPPO I ENERGIA PARTECIPANTI Giovanna Deiana Petra Perreca Carlo VigasioMaria Elena Sitzia Maurizio LamieriPiermario Pattitoni Diego Portas Andrea Zucca
  • 176. 2° WORKSHOPGruppo I 30 NOVEMBRE ENERGIA ANALISI DEI PROBLEMI FATTA IN PLENARIA SCARSI INVESTIMENTI MANCATO SVILUPPO SULLE ENERGIE ENERGIA ALTERNATIVA ALTERNATIVE INSUFFICIENTE UTILIZZO PALE EOLICHE ENERGIE DA FONTI INUTILIZZATE RINNOVABILI IRREPERIBILITÀ DELLE SCARSA EFFICIENZA FONTI PER LE ENERGIE ENERGETICA DEGLI (PELLET) RINNOVABILI (NON EDIIFICI PUBBLICI E C’È FILIERA) PRIVATI USO QUASI ESCLUSIVO DI ENERGIA DA COMBUSTIBILI FOSSILI SPRECHI ENERGETICI ASSENZA DI CONSAPEVOLEZZA DELL’IMPORTANZA DELL’ECONOMIA DELLA CANAPA INDUSTRIALE PER PRODUZIONE MATERIE PRIME E DISINQUINAMENTO DEI TERRENI AGRICOLI
  • 177. 3° WORKSHOPGruppo I USO QUASI ESCLUSIVO DI ENERGIA DA COMBUSTIBILI 15 DICEMBRE ENERGIA FOSSILI ALBERO DEI PROBLEMI INSUFFICIENTE UTILIZZO ENERGIE DA FONTI RINNOVABILIEFFETTI CONSUMI ECCESSIVI IRREPERIBILITÀ DI ALCUNE DISPENDIO DI DENARO FONTI (pellet) PER LE ENERGIE RINNOVABILI (non c’è filiera) INVESTIMENTI SCORRETTI FONTI FOSSILI IN SPRECHI ENERGETICI SULLE ENERGIE RINNOVABILI ESAURIMENTO NON CONSAPEVOLEZZA GENERALE DEL RISVOLTO IGNORANZA/ILLEGALITÀ NELLE ENERGETICO DI OGNI ATTIVITÀ IGNORANZA/INSENSIBILITÀ POLITICHE ENERGETICHE UMANA PROBLEMATICHE ENERGETICHE ERRATA E SCARSA PROGRAMMAZIONE POLITICO-CAUSE ECONOMICA SCARSA EFFICIENZA NON CONSIDERAZIONE DEI MANCANZA DI POLITICHE DI ENERGETICA DEGLI EDIFICI ERRONEI MODELLI DI COSTI SOCIALI LEGATI RISPARMIO ENERGETICO PUBBLICI E PRIVATI (sistemi SVILUPPO E DI CONSUMO ALL’UTILIZZO DI FONTI FOSSILI urbani)
  • 178. 3° WORKSHOPGruppo I ENERGIA RIDOTTO USO FONTI FOSSILI 15 DICEMBRE ALBERO DEGLI OBIETTIVI UTILIZZO ESTENSIVO DELLE ENERGIE RINNOVABILI FINI MAGGIOR RIFORNIMENTO E RIDUZIONE CONSUMI- PRODUZIONE FONTI RISPARMIO ECONOMICO ENERGETICHE RIDUZIONE SPRECHI CORRETTA POLITICA DEGLI RIDUZIONE USO FONTI FOSSILI ENERGETICI INVESTIMENTI ENERGETICI AUMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA E DELLA IGNORANZA/ILLEGALITÀ NELLE RESPONSABILITÀ POLITICHE ENERGETICHE IGNORANZA/INSENSIBILITÀ PROBLEMATICHE ENERGETICHE IDONEA PROGRAMMAZIONEMEZZI POLITICO-ENERGETICA EFFICIENZA ENERGETICA DEL INCLUSIONE DEI COSTI IDONEE POLITICHE DI CORRETTI MODELLI DI SOCIALI TRA I COSTI SISTEMA URBANO E RISPARMIO ENERGETICO SVILUPPO E DI CONSUMO ENERGETICI DELLE FONTI COSTRUTTIVO FOSSILI
  • 179. 3° WORKSHOPGruppo I RIDOTTO USO FONTI FOSSILI 15 DICEMBRE ENERGIA AMBITI DI INTERVENTO UTILIZZO ESTENSIVO DELLE ENERGIE RINNOVABILI RIDUZIONE CONSUMI- MAGGIOR RIFORNIMENTO E RISPARMIO ECONOMICO PRODUZIONE FONTI ENERGETICHE RIDUZIONE SPRECHI CORRETTA POLITICA DEGLI RIDUZIONE USO FONTI FOSSILI ENERGETICI INVESTIMENTI ENERGETICI POLITICHE ENERGETICHE AUMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA E DELLA IGNORANZA/ILLEGALITÀ NELLE RESPONSABILITÀ IGNORANZA/INSENSIBILITÀ POLITICHE ENERGETICHE PROBLEMATICHE AMBITO INFORMAZIONE- ENERGETICHE FORMAZIONE- SENSIBILIZZAZIONE IDONEA PROGRAMMAZIONE POLITICO-ENERGETICA EFFICIENZA ENERGETICA DEL IDONEE POLITICHE DI CORRETTI MODELLI DI INCLUSIONE DEI COSTI SISTEMA URBANO ERISPARMIO ENERGETICO SVILUPPO E DI CONSUMO SOCIALI TRA I COSTI COSTRUTTIVO ENERGETICI DELLE FONTI NUOVE TECNOLOGIE E FOSSILI RICERCA
  • 180. 3° WORKSHOP 15 DICEMBREGruppo I ENERGIA MATRICE DI PROGETTAZIONE DEL QUADRO LOGICO DECARBONIZZARE LA RIDURRE L’IMPRONTA SARDEGNA VERSO UNAOBIETTIVO GENERALE ECOLOGICA RELATIVA INDIPENDENZA ENERGETICA INCENTIVAZIONE FONTI OTTIMIZZAZIONE DELL’USO PIANIFICAZIONE ENERGETICA RINNOVABILI PER UNOBIETTIVO SPECIFICO DELLE RISORSE LUNGIMIRANTE CORRETTO INVESTIMENTO ED ENERGETICHE-RISPARMIO USO IL CITTADINO AL CENTRO ACCESSIBILITÀ A MEZZI E RISULTATI DELLA POLITICA: POLITICA SISTEMI AD ALTA EFFICIENZA PARTECIPATA ENERGETICA INTEGRARE LA FORMAZIONE INCENTIVARE SCOLASTICA CON CAMPAGNE DI L’AUTOPRODUZIONE ATTIVITÀ FORMAZIONE/EDUCAZIONE SENSIBILIZZAZIONE/ ENERGETICA LIBERALIZZANDO PERMANENTE ALLA FORMAZIONE IL MERCATO SOSTENIBILITÀ
  • 181. III°Workshop 15 dicembre 2011 GRUPPO L ACQUAPARTECIPANTI Milena MeloniCarla Calabresu Carlo Milia
  • 182. 2° WORKSHOP 30 NOVEMBREGruppo L ACQUA ANALISI DEI PROBLEMI FATTA IN PLENARIA SPRECO D’ACQUA RIUTILIZZO DELLE ACQUE DEPURATE DEP.”IS ARENAS” PER IRRIGARE ORTI E GIARDINI BOLLETTE ABBANOA: L’ACQUA DIVENTA UN BENE PER RICCHI
  • 183. 3° WORKSHOPGruppo L ACQUA 15 DICEMBRE ALBERO DEI PROBLEMI RISCHIO IDROGEOLOGICO (nonEFFETTI DESERTIFICAZIONE rispetto dei naturali corsi d’acqua) L’ACQUA UN BENE PER RICCHI MANCANZA DI DISPONIBILITÀ DELLA RISORSA ACQUA MAGGIORE NECESSITÀ DI MAGGIORE SFRUTTAMENTO PRESSIONE ANTROPICA SPAZI DEL TERRITORIO NON UTILIZZO DELLE ACQUE RIDUZIONE DI DISPONIBILITÀ DIDEGRADO RISORSA ACQUA DEPURATE DEP. “IS ARENAS” ACQUA DOLCE PER IRRIGARE ORTI E GIARDINI SPRECO D’ACQUA: PERDITA CONDOTTE PERDITE OCCULTE NON UTILIZZO DELL’ACQUA INQUINAMENTO DOMESTICO ECCESSIVO UTILIZZO CATTIVA AMMINISTRAZIONE PIOVANA NEGLI AMBIENTI AGRICOLO/IND.LE DA RIFIUTI/ DELL’ACQUA PER PRODUZIONI SPRECO DOMESTICO PUBBLICA DELLA RISORSA RURALI O ABITAZIONI SCARICHI DELLE FALDE AGRICOLE E ALLEVAMENTI ACQUA INDIPENDENTI MANCANZA DI RISPETTO DELLA RISPOSTA ACQUA CAUSE
  • 184. 3° WORKSHOP Gruppo L ACQUA 15 DICEMBRE ALBERO DEGLI OBIETTIVI FINI FRENATO FENOMENO DIMINUITO RISCHIO DESERTIFICAZIONE IDROGEOLOGICO EQUA DISPONIBILITÀ D’ACQUA AUMENTATA DISPONIBILITÀ DELLA RISORSA ACQUA RAZIONALIZZAZIONE DEGLI PRESSIONE ANTROPICA RIDOTTO SFRUTTAMENTO DEL SPAZI BEN DISTRIBUITA TERRITORIO ESISTENTI CONSERVAZIONE RISORSA AUMENTATA DISPONIBILITÀ DI ACQUA ACQUA DOLCE RIDOTTO INQUINAMENTO RIDOTTO USO ACQUA PERDOMESTICO AGRICOLO/IND.LE RISPARMIO IDRICO CORRETTA AMMINISTRAZIONE AGRICOLTURA E USO DELL’ACQUA PIOVANA DA RIFIUTI/SCARICHI DELLE DOMESTICO PUBBLICA ALLEVAMENTO FALDE AUMENTATA CONSAPEVOLEZZA DELL’IMPORTANZA DELLA MEZZI RISORSA ACQUA
  • 185. Gruppo di lavoro A Ambito tematico: PAESAGGIO – PIANIFICAZIONE – GESTIONE DEL TERRITORIO Roberta Aloisio - CEAS Naturalia Muravera Valeria Atzori - Sustainable Happines, Socio Marisa Cadoni - Ente Foreste della Sardegna Pier Maurizio Castelli - Associazione Onlus Italia Nostra,Partecipanti al Referentegruppo di lavoro Angelo Congiu - Cittadino Roberta Guido - Cittadino Tiziana Sassu - Cooperativa Natura.net, Presidente Ana Melina Vallenilla - Progetto Naturalmente Unidos, Esperto sviluppo sostenibile e educazione ambientale
  • 186. SCHEDA AZIONETitolo CREAZIONE DI UNA RETE DI OSSERVATORI DEL PAESAGGIOdell’azioneContesto (Indicare il territorio a cui si rivolge l’azione progettuale, la Provincia di Cagliari, un ambito comunale o sovra comunale)territoriale UN OSSERVATORIO PER OGNI AMBITO DI PAESAGGIOAmbiti di 1. Gestione e 2. Urbanizzazione 3. Educazione eintervento legislazione sensibilizzazione(Indicare gli ambiti/clusterindividuati nell’Albero degliobiettivi)QUADRO LOGICO (emerso dall’Albero degli obiettivi) Obiettivi Paesaggio preservato Paesaggio preservato Paesaggio preservato generali Consumo del suolo Consumo del suolo Biodiversità e diversità bloccato bloccato culturale tutelate e Gestione del paesaggio recuperate adeguata Obiettivi Leggi sul paesaggio applicate Edificazione proporzionata Beni architettonici e storico specifici e adeguate alle effettive esigenze culturali tutelati e recuperati Infrastrutturazione adeguata Territorio curato e tutelato alle necessità di un carico turistico misurato
  • 187. Risultati Strumenti di pianificazione Autorizzazioni edilizie Adeguata informazione e integrati regolamentate formazione sulla cultura del Abusivismo edilizio paesaggio eliminato Curata organizzazione socio PUC conformati ambientale Affezione al proprio territorio recuperata e consolidata Attività Attività 1.1 Attività 2.1 Premessa:(Descrivere ogni attività e individuare i beneficiari) Beneficiari Beneficiari Ciascun Osservatorio è inteso secondo quanto Attività 1.n Attività 2.n previsto dalla Convenzione Beneficiari Beneficiari Europea del Paesaggio, luogo quindi di indagine e di elaborazione dei paesaggi così come percepiti e vissuti dalle popolazioni locali. Ciascun Osservatorio è costituito in forma di associazione da tutti i soggetti portatori di interesse (cittadini, enti
  • 188. locali, associazioni, etc…).La rete è organizzata da uncoordinamento provinciale,al quale aderisce unrappresentante per ogniOsservatorio ed uncoordinamento per ciascunambitoAttività 3.1Promozione e attivazionedegli Osservatori delPaesaggioStrumentiRedazione di un bando perla manifestazione diinteresse (fornendo modellidi statuti associativi edesempi di osservatori giàattivi in altre regioni d’Italia)
  • 189. Attività 3.2Organizzazione gruppi dicoordinamentoAttività 3.3Seminari tematici diavviamentoBeneficiariFunzionari, amministratori ecomponentidell’OsservatorioAttività 3.4Organizzazione viaggi studioin aree che costituisconomodelli (Ruhr, Paesi Bassi,Area periurbana di Parigi…)BeneficiariFunzionari, amministratori e
  • 190. componentidell’OsservatorioAttività 3.5Scambio di ospitalitàBeneficiariFunzionari, amministratori ecomponentidell’OsservatorioAttività 3.6Scambio di buone pratichecon Osservatori delPaesaggio d’ItaliaAttività 3.7Organizzazione eventiartistici sul paesaggioBeneficiariTutta la comunità
  • 191. Attività 3.8Organizzazione Giornate delPaesaggio, da ripetersiannualmente, mirate allaconoscenza diretta deipropri paesaggi ed allarestituzione da parte dellecomunità locali del loropaesaggio percepitoBeneficiariTutta la comunitàAttività 3.9Attività di ricerca e studioBeneficiariLe comunità localiAttività 3.10Organizzazione di seminaritematici di approfondimento
  • 192. Beneficiari Funzionari, amministratori e componenti dell’OsservatorioTempi (Indicare i tempi di realizzazione del progetto in mesi, max 12 mesi) Attività 1: 2 mesi; Attività 2: 1 mese; Attività 3 e 4: 2 mesi; Attività 6: 1 mese non continuativo, ma frazionato in soggiorni periodici; Attività 7: 15 gg/1 mese non continuativi ed cadenza annuale; Attività 8: 1 giornata da ripetersi a cadenza annuale; Attività 9: 4 mesi da ripetersi annualmente; Attività 10: un mese non continuativo da ripetersi annualmenteBudget (Indicare il budget complessivo dell’azione progettuale, max € 20.000) 20.000 euro ai quali aggiungere eventuali integrazioni finanziarie da fondi europei o da progetti specifici sul paesaggio o sulla formazione permanente
  • 193. Gruppo di lavoro B Ambito tematico: ASSETTO IDROGEOLOGICO G. Stefano Andrissi - Libero professionista Micaela Cara - Comune Muravera Alessandro Nonnoi - Libero professionista, Biologo Anna Sulis - CEAS Parco Naturale Regionale MolentargiusPartecipanti algruppo di lavoro
  • 194. SCHEDA AZIONETitolo IL MIO TERRITORIOdell’azioneContesto (Indicare il territorio a cui si rivolge l’azione progettuale, la Provincia di Cagliari, un ambito comunale o sovra comunale)territoriale PROVINCIA DI CAGLIARI (Bacini idrografici Flumendosa, Quirra)Ambiti di CONOSCENZA ED INDIVIDUAZIONE DELLE CRITICITÀ TERRITORIALIintervento SPECIFICHE(Indicare gliambiti/cluster individuatinell’Albero degli obiettivi)QUADRO LOGICO (emerso dall’Albero degli obiettivi) Obiettivi Raggiungimento dell’assetto idrogeologico sostenibile generali Obiettivi Riduzione del rischio locale specifici Risultati Ricerca dellequilibrata interazione uomo-ambiente Attività Attività 1.1 (Descrivere ogni attività e individuare i Pianificazione beneficiari) Beneficiari Tecnici, Insegnanti
  • 195. Amministratori Attività 1.2 Sensibilizzazione Beneficiari Tutta la popolazione Attività 1.3 Formazione Beneficiari Insegnanti Attività 1.4 Responsabilizzazione Beneficiari Classe politica e popolazioneTempi (Indicare i tempi di realizzazione del progetto in mesi, max 12 mesi) 6-8 mesiBudget (Indicare il budget complessivo dell’azione progettuale, max € 20.000) 20.000
  • 196. Gruppo di lavoro C Ambito tematico: SPAZI URBANI M. Beatrice Artizzu - Liceo Artistico Statale, Docente Paolo Erasmo - Associazione Musa, Tesoriere M.Chiara Medda - Asab Sardegna, Presidente Paola Riccobelli - Liceo Artistico Statale, DocentePartecipanti algruppo di lavoro
  • 197. SCHEDA AZIONETitolo QUALIFICAZIONE AREE URBANE DISMESSE CON VALENZEdell’azione AMBIENTALI NATURALI A FORTE BIO DIVERSITÀContesto (Indicare il territorio a cui si rivolge l’azione progettuale, la Provincia di Cagliari, un ambito comunale o sovra comunale)territoriale COMUNE DI CAGLIARIAmbiti di 1. Area del colle 2. 3. 4.intervento di Monte Urpino(Indicare gli (ex cava, ex depositiambiti/cluster individuati militari)nell’Albero degli obiettivi)QUADRO LOGICO (emerso dall’Albero degli obiettivi) Obiettivi Parco naturale Centro storico recuperato e fruibile generali valorizzato Obiettivi Accesso consentito a Migliorati servizi Presenza di attività Relazioni umane specifici tutta l’area del parco pubblici artigianali, culturali e valorizzate di Monte Urpinu turistiche Aumentata sicurezza e controllo
  • 198. Risultati Istituzioni pubbliche Migliorata gestione Migliore gestione Disponibilità di trasparenti e che dei rifiuti nel centro degli spazi e spazi luoghi di consentono l’accesso storico multifunzionali aggregazione agli spazi pubblici Soggetti responsabili Soggetti responsabili Soggetti responsabili Soggetti responsabili che progettano e che progettano e che progettano e che progettano e amministrano in amministrano in amministrano in amministrano in maniera integrata maniera integrata maniera integrata maniera integrata Attività Attività 1.1 Attività 2.1 Attività 3.1 Attività 4.1(Descrivere ogni attività e individuare i Tavolo partecipato Beneficiari Beneficiari Beneficiari beneficiari) per progettare un parco “naturale” Attività 2.n Attività 3.n Attività 4.n inserito in contesto Beneficiari Beneficiari Beneficiari urbano Beneficiari Istituzioni e cittadini singoli e in forma associata Attività 1.2 Corsi di Formazione per la gestione di un
  • 199. orto urbanoBeneficiariCittadini singoli oassociatiAttività 1.3Studio di percorsididattici per laconoscenza dellaflora spontanea delParco NaturaleBeneficiariAssociazioniAttività 1.4Progettazionepartecipata di unorto botanico dellaflora autoctonaBeneficiariIstituzioni scientifiche
  • 200. e cittadiniTempi (Indicare i tempi di realizzazione del progetto in mesi, max 12 mesi) 12 mesi: tre mesi per la realizzazione del tavolo partecipato, tre mesi per la progettazione di percorsi di conoscenza della flora spontanea presente nell’area, tre mesi per formare i fruitori degli orti urbani, tre mesi per la progettazione di un orto botanico di flora sardaBudget (Indicare il budget complessivo dell’azione progettuale, max € 20.000)
  • 201. Gruppo di lavoro D Ambito tematico: AMBIENTI COSTIERI Mauro Cogotti - Comitato pro fondazione Aquilegia Giuseppe Cuboni - Cooperativa Diomedea, Collaboratore Francesco Gumina - Libero professionista, Geologo Bruno Paliaga - AMP Villasimius, Direttore Carla Varese – Legambiente, SociaPartecipanti algruppo di lavoro
  • 202. SCHEDA AZIONETitolo SALVIAMO L’AMBIENTE COSTIEROdell’azioneContesto (Indicare il territorio a cui si rivolge l’azione progettuale, la Provincia di Cagliari, un ambito comunale o sovra comunale)territoriale TERRITORIO COSTIERO DELLA PROVINCIA DI CAGLIARIAmbiti di 1.Tutela 2.Controllo 3.Prevenzione 4.Coordinamen 5.Protezione eintervento habitat naturali del reticolo effetti negativi to tra i vari enti gestione della(Indicare gli transizionali idrografico e da eccessiva per la Poseidoniaambiti/cluster individuatinell’Albero degli obiettivi) prevenzione antropizzazio regolamentazio del dissesto ne ne e la vigilanza idrogeologicoQUADRO LOGICO (emerso dall’Albero degli obiettivi) Obiettivi Cause antropiche alla erosione costiera limitate generali Spiagge (es. Poetto) e fascia costiera, come bene comune e paesaggistico -ricreativo, tutelate e valorizzate Obiettivi Restauro Assicurare i Limitare gli Definire percorsi Gestione attiva specifici ambientale degli deflussi naturali effetti della autorizzattivi, della Poseidonia habitat (sedimentari) pressione selettivi e spiaggiata precedenti (ove nell’interfaccia antropica stringenti, che (banquettes) e possibile) terra-mare (prevenzione) tengono tutela del
  • 203. conto degli poseidonietto aspetti ambientali e paesaggistici Risultati Elenco luoghi e Mappatura dei Piano di Bozza di accordo Piano per il situazioni luoghi e elenco interventi e per la monitoraggio suscettibili di delle lavorazioni interventi costituzione di un sullo stato della restauro e possibili, specie fisici funzionali organismo unico Poseidonia bonifiche nelle foci a: definire interistituzionali, (emersa e Piano per la fluviali, linee di deputato sommersa) e bonifica e messa Piano d’azione percorrenze, all’autorizzazione sulla dinamica in sicurezza dei per la parcheggi, degli interventi e dello luoghi alterati prevenzione e servizi e delle attività ed spiaggiamento piano d’azione alla vigilanza sui Linee guida per accessibilità per la bonifica medesimi la gestione e la salvaguardia Attività Attività 1.1 Attività 2.1 Attività 3.1 Attività 4.1 Attività 5.1(Descrivere ogni attività e individuare i Corsi di Corsi di Corsi di Corsi di Corsi di beneficiari) formazione formazione formazione formazione formazione mirati mirati mirati mirati mirati Beneficiari Beneficiari Beneficiari Beneficiari Beneficiari Responsabili enti Responsabili Responsabili Dirigenti enti Professionisti del
  • 204. pubblici, enti pubblici, enti pubblici, pubblici settore, professionisti che professionisti gestori di interessati consulenti operano in stabilimenti naturalisti, campo Attività 2.n balneari e di Attività 4.n biologi marini ambientale pubblici esercizi Beneficiari Beneficiari Attività 5.n Attività 1.2 Attività 3.2 Beneficiari Incontri di Incontri informazione e pubblici, sensibilizzazione diffusione di Beneficiari opuscoli Insegnanti e illustrativi ed studenti educativi Beneficiari Cittadini e utenti dei serviziTempi (Indicare i tempi di realizzazione del progetto in mesi, max 12 mesi) Tempo di realizzazione stimato circa 6 mesiBudget (Indicare il budget complessivo dell’azione progettuale, max € 20.000) 20.000 € così ripartiti: 15.000€ per 5 corsi di formazione di 20 ore ciascuno e 5.000 € per attività di informazione e sensibilizzazione anche mediante produzione di materiale
  • 205. divulgativo
  • 206. Gruppo di lavoro E Ambito tematico: MOBILITÀ Gian Carlo Asoni - Associazione Città ciclabile onlus, Socio Silvia Cigliuti Ferrari - Gruppo Cagliari 3 “S. Pio X” Agesci, Capo Scout Efisio Farigu - Associazione Città ciclabile onlus, Direttivo Barbara Manca – Ischida, Sviluppatore Alesssandra Mura - Parco delle Emozioni, Responsabile Marco Piccolo - Associazione Marrai a Fura, Libero professionistaPartecipanti al Silvio Porcu - UNICA – CRIMM, Ricercatoregruppo di lavoro Francesca Putzolu - Associazione Città ciclabile onlus, Vice Presidente Virgilio Scanu - Associazione Città ciclabile onlus, Socio Vincenzo Tiana -Associazione per il Parco di Molentargius Saline Poetto, Presidente
  • 207. SCHEDA AZIONETitolo MobiliTiAmo - INTEGRAZIONE E PROMOZIONE DELLA MOBILITÀdell’azione SOSTENIBILEContesto (Indicare il territorio a cui si rivolge l’azione progettuale, la Provincia di Cagliari, un ambito comunale o sovra comunale)territoriale L’AZIONE RIGUARDA TUTTA LA PROVINCIA, MA LE AZIONI PILOTA SI SVOLGERANNO IN AREE PIÙ LIMITATE (piccoli comuni, circoscrizioni, etc).Ambiti di 1. Trasporto 2. Trasporto 3. Trasportointervento pubblico privato merci(Indicare gliambiti/cluster individuatinell’Albero degli obiettivi)QUADRO LOGICO (emerso dall’Albero degli obiettivi) Obiettivi Meno costi per la collettività Miglior qualità di vita Miglior qualità di vita generali Riduzione inquinamento Immagine turistica della città Immagine turistica della città centri urbani migliorata migliorata Immagine turistica della città Accessibilità al centro città Accessibilità al centro città migliorata Restituzione spazi ai cittadini Restituzione spazi ai cittadini Accessibilità al centro città Fruibilità percorsi pedoni Fruibilità percorsi pedoni Restituzione spazi ai cittadini ciclisti disabili ciclisti disabili Fruibilità percorsi pedoni Risparmio tempo Risparmio tempo ciclisti disabili
  • 208. Risparmio tempo Obiettivi Uso massiccio mezzi Meno mezzi privati e più Più trasporto su rotaia specifici pubblici pubblici Minor traffico Minor traffico Minor traffico Spazio libero e fruibile Spazio libero e fruibile Risultati Integrazione trasporto Forme di mobilità alternativa Razionalizzazione trasporto pubblico promosse merci Efficienza e economicità Privilegi alla mobilità trasporti pubblici sostenibile Attività Attività 1.1 Attività 2.1 Nessuna attività(Descrivere ogni attività e individuare i Processo partecipativo per Promozione mobilità beneficiari) garantire una maggiore alternativa con un progetto integrazione (economica e pilota di Pedibus e la spaziale) del trasporto divulgazione e pubblico. Il metodo di lavoro comunicazione del progetto sono incontri partecipati e in ottica di trasparenza e tavoli di lavoro inclusivi replicabilità. Beneficiari Verrà messo a bando un Amministratori, operatori e progetto di Pedibus (più
  • 209. fruitori dei mezzi pubblici difficile il bicibus, ma non escluso) da fare in unaAttività 1.2 scuola/comune pilota (comunque area limitata)Azione pilota disensibilizzazione per Beneficiari scuole (alunni genitori insegnanti)l’utilizzo di tutte le forme dimobilità (rotaia, gomma,etc), successivo al processo Attività 2.2partecipativo Chi realizza il progetto siBeneficiari impegna a fare un corso diUtenti / cittadini formazione per mobility manager (o referente della mobilità) per scuole e enti pubblici/privati o amministrazioni, soprattutto per rendere replicabile l’azione e per promuovere la mobilità alternativa Beneficiari Dipendenti o professionisti Attività 2.3
  • 210. Inoltre dovranno essere rese pubbliche le linee guida del progetto di Pedibus (e il progetto nella sua globalità) in un sito web ad hoc e/o con una mini campagna di comunicazione che dia visibilità al progetto Beneficiari Tutti gli utentiTempi (Indicare i tempi di realizzazione del progetto in mesi, max 12 mesi) Si prevede una durata di 9 (max 12) mesiBudget (Indicare il budget complessivo dell’azione progettuale, max € 20.000) Si prevede un budget totale per l’azione di 30.000/35.000 € (+ IVA). All’incirca 15.000 € per l’ambito 1 e 15.000/20.000 € per l’ambito 2 (anche se si esce dal budget dei 20.000 €, si potrebbe pensare ad azioni di cofinanziamento da parte di enti/aziende interessati dal progetto e soprattutto dal corso)
  • 211. Gruppo di lavoro F Ambito tematico: AMBIENTE E AGRI-CULTURA TERRITORIO - ALIMENTAZIONE – SALUTE Simona Atzeni – Cooperativa Diomedea, Socio Enrica Borsetti - I P SSS Pertini Umberto Budroni - Cittadino Erica Busatto - CEAS Laguna di Nora, Collaboratrice Silvia Cardia - Cooperativa Diomedea, SocioPartecipanti al Antioco Curreli - Cons Agrarie, Libero Professionistagruppo di lavoro Daniela Fadda - CEAS Laguna di Nora, Amministratore Roberto Gessa - Libero professionista, dott. in Scienze Ambientali Maria Rosa Manca - Cittadino Carmela Melis - I P SSS Pertini Stefania Mura - Ecotimè, Tirocinante Cinzia Sanna - Libero Professionista, Consulente aziendale Silvia Vizilio - Cooperativa Sinnos, Progettista/Formatrice SCHEDA AZIONE
  • 212. Titolodell’azioneContesto (Indicare il territorio a cui si rivolge l’azione progettuale, la Provincia di Cagliari, un ambito comunale o sovra comunale)territoriale CAGLIARI E HINTERLANDAmbiti di 1. Educazione 2. Filiera corta 3. Conoscenza delintervento alimentare territorio(Indicare gli ambiti/cluster Agricoltura naturale Recupero dell’agri-individuati nell’Albero degliobiettivi) culturaQUADRO LOGICO (emerso dall’Albero degli obiettivi) Obiettivi Incidenza di patologie Recupero della agro Maggiore affezione al generali alimentari diminuita biodiversità proprio territorio Maggiore accessibilità dei Recuperato il legame con il prodotti di qualità proprio territorio Riduzione dell’agricoltura di tipo industriale Incrementato sviluppo dell’agricoltura biologica
  • 213. Obiettivi Alimentazione dei bambini Differenziazione dell’offerta La campagna è diventata una specifici con consumo di cibi sani e e di conseguenza degli prospettiva di lavoro e di naturali acquisti recupero e conservazione Buona qualità alimenti Incremento dei mercati delle colture tradizionali (mense scolastiche etc.) locali a km zero incentrati sull’agricoltura “naturale” Risultati Migliorate conoscenze Facilità di “accesso” al Recuperato il valore della alimentari biologico civiltà contadina Maggiore attenzione alla provenienza degli alimenti Etichette chiare ed esaustive Attività Attività 1.1 Attività 2.1 Attività 3.1(Descrivere ogni attività e individuare i beneficiari) Orto all’interno della scuola ConsumATTORE Tramite associazioni locali e con il coinvolgimento di Giornata/e di informazione imprenditori agricoli genitori, nonni e personale sulle etichettature alimentari definizione di passeggiate della scuola (requisiti: una (ad es. carne, formaggi) e sui “formative”attraverso le vie classe, vantaggi della filiera corta. In di penetrazione agraria: minimo 1,2*6 mq di terreno, collaborazione con una riscoperta e recupero di disponibilità del personale catena di supermercati già sentieri delimitati da siepi della scuola alla cura sensibile alla filiera corta (es. campestri e/o muretti a continuativa dell’orto) Nonna Isa). Le giornate si secco etc.
  • 214. Beneficiari svolgono nei punti vendita Obiettivi Bambini e accompagnatori aderenti all’iniziativa Conoscenza del territorio e Progetto di riferimento degli imprenditori locali, come buona prassi eventuale acquisto di PROMISE con COOP prodotti locali Beneficiari Beneficiari Consumatori TuttiTempi (Indicare i tempi di realizzazione del progetto in mesi, max 12 mesi) 12 mesiBudget (Indicare il budget complessivo dell’azione progettuale, max € 20.000) € 20.000
  • 215. Gruppo di lavoro G Ambito tematico: RIFIUTI Catia Becuzzi - Agenzia Regionale per il Lavoro Marco Garau - Società Cooperativa Natura.net Vania Erby - Provincia di Cagliari, Consulente Ecosportello Franco Scano - CittadinoPartecipanti algruppo di lavoro
  • 216. SCHEDA AZIONETitolodell’azioneContesto (Indicare il territorio a cui si rivolge l’azione progettuale, la Provincia di Cagliari, un ambito comunale o sovra comunale)territorialeAmbiti di 1. Senso civico 2. Tutela ambientale 3. Risorsa economicaintervento(Indicare gliambiti/cluster individuatinell’Albero degli obiettivi)QUADRO LOGICO (emerso dall’Albero degli obiettivi) Obiettivi Inquinamento legato alla Inquinamento legato alla Utilizzo dei rifiuti come generali dispersione dei rifiuti dispersione dei rifiuti “materia seconda” diminuito diminuito Diminuita presenza discariche abusive Obiettivi Abbandono rifiuti Diminuita produzione di Efficienza nella raccolta specifici diminuito rifiuti differenziata Buona gestione ciclo rifiuti
  • 217. Risultati Diminuita difficoltà Ridotto uso e consumo di Divisione nella raccolta del nell’utilizzo della detersivi, flaconi, contenitori vetro differenziata di plastica Adeguato smaltimento di oli No littering Presenza imballaggi esausti biodegradabili Comportamenti adeguati nello smaltimento dei rifiuti Adeguati strumenti per la raccolta differenziata Attività Attività 1.1 Attività 2.1 Attività 3.1(Descrivere ogni attività e individuare i Processo partecipativo per la Bando per la produzione e Bando per concorso di idee condivisione di buone pratiche beneficiari) nel settore dei rifiuti distribuzione di piccoli innovative per la raccolta e contenitori in plastica riuso dei rifiuti solidi urbani • Laboratori di riciclata per la raccolta di con indicatori per la reale partecipazione per lo mozziconi di sigarette con riduzione dei rifiuti prodotti scambio di buone uno slogan per la protezione Beneficiari pratiche sulla raccolta dell’ambiente e il logo della Aziende differenziata dei rifiuti. Provincia. Le scatole Rivolto agli dovranno essere distribuite amministratori, tecnici, Attività 3.2 in tutte le spiagge della consulenti, cittadini, Azione di sensibilizzazione provincia durante il periodo associazioni di nei confronti degli organi del estivo da associazioni di categoria, imprese governo regionale: Consiglio
  • 218. • Redazione di un volontariato o altro a titolo e Giunta regionale. Tale manuale di buone gratuito azione dovrà essere rivolta pratiche sulla gestione Beneficiari alla creazione di misure o dei rifiuti e divulgazione Imprese bandi che prevedano la nei siti internet dei Utilizzatori defiscalizzazione degli oneri soggetti partecipanti sociali, la riduzione delle Cittadini imposte locali o l’erogazione Beneficiari Comuni di incentivi ad aziende virtuose nella raccolta dei propri rifiuti, nella riduzione degli imballaggi o che sviluppano pratiche innovative di recupero rifiuti come “materia prima seconda” Beneficiari AziendeTempi (Indicare i tempi di realizzazione del progetto in mesi, max 12 mesi) Attività 1.1 Incontri da realizzarsi in tre mesi, un mese per la redazione del manuale e sua divulgazione; Attività 2.1 Produzione entro aprile, distribuzione periodo estivo Attività 3.2 12 mesiBudget (Indicare il budget complessivo dell’azione progettuale, max € 20.000) 20.000 €
  • 219. Gruppo di lavoro H Ambito tematico: QUALITÀ E STILI DI VITA Giovanna Cocco – Ecotimè Ilaria Delinna - Cooperativa Natura.net Luca Gasole - Progetto Giocando con il Mondo, Educatore/psicologo Milena Gattermayer - A.S.D. Emoyeni, Presidente Mara Lasi - Associazione Culturale Punti di Vista, Vice PresidentePartecipanti al Carlotta Leone – Libero professionista, Guida Ambientalistagruppo di lavoro Escursionista Giorgia Loi - Cooperativa Natura.net Consuelo Melis - Associazione Culturale Made In Trash, Socio Aldo Mentasti - ARPAS, Impiegato Carla Migoni - Scuola Dante Alighieri – Selargius, Docente Roberta Valenti - Scuola Primaria –Randaccio Cagliari, Docente Simona Savastano – Associazione Culturale Made In Trash, Presidente
  • 220. SCHEDA AZIONETitolo IMPARIAMO RECUPERANDO INSIEMEdell’azioneContesto (Indicare il territorio a cui si rivolge l’azione progettuale, la Provincia di Cagliari, un ambito comunale o sovra comunale)territoriale COMUNE DI CAGLIARIAmbiti di Scuola-Famiglia-Territoriointervento(Indicare gliambiti/cluster individuatinell’Albero degli obiettivi)QUADRO LOGICO (emerso dall’Albero degli obiettivi) Obiettivi Ridotto consumo delle risorse Miglioramento della qualità della vita generali Obiettivi Aumentata consapevolezza della Aumentata consapevolezza sulla specifici conservazione e cura del bene comune conservazione e cura del bene comune Ridotti sprechi negli EEPP e nella vita quotidiana Risultati Migliorato equilibrio tra le componenti Piccoli e anziani ben inseriti all’interno della sociali, ambientali ed economiche dello comunità sviluppo Migliorata integrazione dell’educazione tra
  • 221. scuola e famiglia Aumentata socializzazione ed interazione tra generazioni Migliorato equilibrio tra le componenti sociali, ambientali ed economiche dello sviluppo Attività Attività 1.1 Attività 2.1(Descrivere ogni attività e individuare i Beneficiari • Coinvolgere il comune di Cagliari per beneficiari) individuare un’area da riqualificare da donare alla comunità • Coinvolgere le famiglie e le scuole nella progettazione ed attuazione della riqualificazione dell’area • L’area riqualificata verrà utilizzata come area verde dalla comunità • Le scuole e le famiglie saranno coinvolte in tutto il percorso partendo da: o Pulizia dell’area individuando ciò che si recupera e ciò che si smaltisce o Piantumazione dell’area con piante autoctone
  • 222. o Il percorso si concluderà con la realizzazione, da parte degli alunni e delle loro famiglie, di un’area-gioco dove nascerà una casa sull’albero, un castello e altri giochi ecosostenibili e tradizionali costruiti con materiali di recupero Beneficiari • Scuole (alunni) • Famiglie (genitori, nonni)Tempi (Indicare i tempi di realizzazione del progetto in mesi, max 12 mesi) Un anno scolasticoBudget (Indicare il budget complessivo dell’azione progettuale, max € 20.000) Costo zero Spese da affrontare • Smaltimento rifiuti (a carico • Campagna di comunicazione e dei comuni) lancio dell’iniziativa • Reperimento piante (Ente • Eventuali compensi per Foreste Corpo Forestale della associazioni, cooperative, Sardegna) esperti nei settori necessari • Recupero materiali da alla realizzazione dell’attività riciclare • Acquisto materiali ed attrezzature • Trasporti • Progettazione
  • 223. Gruppo di lavoro I Ambito tematico: ENERGIA Giovanna Deiana - Comune Monserrato, Rappresentante Servizio Lavori Pubblici Maurizio Lamieri - Gruppo Cagliari 3 “S. Pio X” Agesci, Capo Scout Piermario Pattitoni - UNICA Petra Perreca – Sardegna Ricerche /Sustainable Happiness, SociaPartecipanti al Diego Portas - Ordine degli Ingegneri, Ingegneregruppo di lavoro Maria Elena Sitzia - Servizio Civile Internazionale, Segretario regionale Carlo Vigasio - Cittadino Andrea Zucca - Associazione Monserrato Ambiente
  • 224. SCHEDA AZIONETitolo L’ENERGIA SIAMO NOI!dell’azioneContesto (Indicare il territorio a cui si rivolge l’azione progettuale, la Provincia di Cagliari, un ambito comunale o sovra comunale)territoriale 3 AREE DIFFERENTI DELLA PROVINCIA DI CAGLIARIAmbiti di 1. Informazione, formazione e 2. Politiche energeticheintervento sensibilizzazione(Indicare gli Nuove tecnologie e ricercaambiti/cluster individuatinell’Albero degli obiettivi)QUADRO LOGICO (emerso dall’Albero degli obiettivi) Obiettivi Riduzione consumi e risparmio economico Maggior rifornimento e produzione fonti generali Riduzione dell’impronta ecologica energetiche Decarbonizzare la Sardegna verso una relativa indipendenza energetica Obiettivi Riduzione sprechi energetici Riduzione uso fonti fossili specifici Incentivazione fonti rinnovabili per un corretto investimento ed uso Incentivazione dell’autoproduzione energetica liberalizzando il mercato
  • 225. Risultati Migliorata sensibilità sulle problematiche Aumento della consapevolezza e della energetiche responsabilità Idonee politiche di risparmio energetico Idonea programmazione politico-energetica Efficienza energetica del sistema urbano e Inclusione dei costi sociali tra i costi costruttivo energetici delle fonti fossili Corretti modelli di sviluppo produzione e di consumo Il cittadino al centro della politica: politica partecipata Attività Attività 1.1 Attività 2.n(Descrivere ogni attività e individuare i Formazione/educazione permanente alla Campagne di sensibilizzazione/formazione beneficiari) sostenibilità Beneficiari Progetto dedicato alle scuole Si intende coinvolgere 3 scuole superiori a diverso indirizzo e situate in diverse zone della provincia(es. Istituto Agrario Elmas, Istituto di Isili, Istituto Muravera) formulando proposte progettuali che seguano tre approcci differenti: 1. L’energia – esperienze pratiche 2. L’energia – consumo e risparmio
  • 226. 3. L’energia – nel nostro territorioI progetti porteranno ad una serie di attivitàspecifiche interne alle scuole ed a attività diconfronto tra le scuole.Sono previsti degli incontri sul territorio(manifestazione pubblica all’aperto) dove glistudenti diventano protagonisti nelproporre le esperienze e conoscenzeacquisite alla cittadinanza. Ad esempio: • possibili esperienze pratiche (mini- eolico, mini-fotovoltaico, bici- generatori, forni solari, dinamo e altri sistemi di produzione creativa d’energia) • bilancio energetico familiare/scolastico • raccolta differenziata e il legame con l’energiaPost produzione brochure/videodell’esperienza per favorire la replicabilitàdel progetto e dei risultati.BeneficiariScuole coinvolte: n.3 scuole secondarie
  • 227. superiori Cittadini dei territori interessatiTempi (Indicare i tempi di realizzazione del progetto in mesi, max 12 mesi) I progetti hanno la durata di 1 anno scolasticoBudget (Indicare il budget complessivo dell’azione progettuale, max € 20.000) € 20.000 (orientativamente 6mila per scuola + 2/3mila per eventi sul territorio)
  • 228. Gruppo di lavoro L Ambito tematico: ACQUA Carla Calabresu – Ecotimè, Socio Milena Meloni - Associazione Parco Molentargius, Rappresentante Carlo Milia - C.R.E.A.T, Direttore TecnicoPartecipanti algruppo di lavoro
  • 229. SCHEDA AZIONETitolodell’azione DI CHE ACQUA SEI?Contesto (Indicare il territorio a cui si rivolge l’azione progettuale, la Provincia di Cagliari, un ambito comunale o sovra comunale)territoriale AREA VASTA DI CAGLIARIAmbiti di 1. Formazione/ 2. Formazione/ 3.intervento sensibilizzazione sensibilizzazione(Indicare gliambiti/cluster individuatinell’Albero degli obiettivi)QUADRO LOGICO (emerso dall’Albero degli obiettivi) Obiettivi Equa disponibilità d’acqua Equa disponibilità d’acqua Frenato fenomeno generali Aumentata disponibilità della Aumentata disponibilità della desertificazione risorsa acqua risorsa acqua Diminuito rischio idrogeologico
  • 230. Obiettivi Conservazione risorsa acqua Aumentata disponibilità di Ridotto sfruttamento del specifici acqua dolce territorio Risultati Ridotto inquinamento Ridotto uso acqua per Razionalizzazione degli spazi domestico agricolo/ agricoltura e allevamento esistenti industriale da rifiuti/ scarichi Risparmio idrico domestico Pressione antropica ben delle falde Uso dell’acqua piovana distribuita Aumentata consapevolezza Corretta amministrazione dell’importanza della risorsa pubblica acqua Aumentata consapevolezza dell’importanza della risorsa acqua Attività Attività 1.1 Attività 2.1 Attività 3.1(Descrivere ogni attività e individuare i Workshop della durata di N° 5 Giornate di Beneficiari beneficiari) 1giorno dove si alterneranno sensibilizzazione presso incontri con esperti e tavole centri commerciali e rotonde con il mondo agro distribuzione di materiale – pastorale, in partenariato informativo: infopoint e con le associazioni di attività ludiche per i bambini
  • 231. categoria: AIAB, Coldiretti in collaborazione con gruppietc. per un confronto e una scoutriflessione sulle Beneficiariproblematiche, esigenze, Cittadinanzabuone prassi nella gestionedell’acqua. A completamentodell’iniziativa saranno Attività 2.2organizzati degli spazi dove Attività di sensibilizzazioneinvitare associazioni, alla problematica presso lecooperative, privati, scuole primarie e secondarieagricoltori, portatori di idee di primo grado; “Di chee iniziative sul tema acqua sei” laboratorio-giocoBeneficiari di 2h per classi parallele agli istituti che aderirannoAziende agricole e all’iniziativa (30 classizootecniche, cittadinanza e primarie, 20 classi secondarieamministrazioni locali, turisti per un totale di 1000 allievi) BeneficiariAttività 1.2 Alunni scuole primarie eN° 3 Giornate di secondariesensibilizzazione presso lelocalità turistiche di Pula,Villasimius e Cagliari in Attività 2.3collaborazione con i CEAS e Incontri di formazione e
  • 232. distribuzione di materiale sensibilizzazione destinati agliinformativo: infopoint con istituti secondari di secondoattività ludico educative per i grado: “Una giornatabambini nell’acqua” attività laboratoriali presso il CEASBeneficiari del Parco di Molentargius eTuristi e cittadinanza visita guidata presso il depuratore Is Arenas (20 classi per un totale di 400 allievi) Beneficiari Alunni scuole secondarie di secondo grado Attività 2.4 Incontri di formazione e sensibilizzazione destinati agli insegnanti: attività laboratoriali sull’approccio didattico all’acqua, sulla sua distribuzione e sulle problematiche quotidiane del ciclo integrato. 2 giornate da
  • 233. 3 ore e visita guidata pressoil depuratore Is Arenas(max30 partecipanti)BeneficiariInsegnanti scuole secondariedi secondo gradoAttività 2.5Incontri di formazione/confronto destinati airesponsabili degli ufficicompetenti della PubblicaAmministrazione:5 incontri presso il nodoInFEA della Provincia diCagliari, destinati a 20responsabili ad incontro(totale 100 partecipanti)BeneficiariPubblica Amministrazione
  • 234. Attività 2.6 Progettazione e stampa di materiali ecosostenibili informativi destinati ai beneficiari delle varie azioniTempi (Indicare i tempi di realizzazione del progetto in mesi, max 12 mesi) 12 mesiBudget (Indicare il budget complessivo dell’azione progettuale, max € 20.000) € 25.000