Riflessioni sulla pubblicità  seconda versione Co-creato da Maurizio Goetz e da una community di blogger  Professionisti d...
La pubblicità  è qualcosa di   fastidioso,   che nella maggior parte dei casi  spara a casaccio  e che   non tiene conto d...
 
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<ul><li>Dovrebbe creare   movimenti   e  idee culturali   attorno ad un   brand e   rilevanti   per la gente. Contenuti di...
 
<ul><li>La pubblicità non dovrebbe offrire  menzogne ,   eccessi ,  utopie ,  cattivi esempi ,  rappresentazioni   risibil...
 
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Le fasi evolutive della pubblicità <ul><li>Anni 60/70: è il neonato , basta muovere un campanellino e lui sorride e mangia...
Le fasi evolutive della pubblicità <ul><li>Anni 90-adesso: è l'adolescente,  fa tutto il contrario di quello che gli dicia...
La pubblicità è e dovrebbe avere sempre più la capacità di  coinvolgere  il consumatore, di renderlo  co-protagonista   e ...
 
<ul><li>Ogni pezzettino della nostra realtà sta diventando un  &quot;media&quot;  nel tentativo di aumentare le opportunit...
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La riflessione sulla pubblicità continua

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Seconda versione delle riflessioni sulla pubblicità di alcuni blogger stimolati da Maurizio Goetz

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  1. 1. Riflessioni sulla pubblicità seconda versione Co-creato da Maurizio Goetz e da una community di blogger Professionisti del marketing e della comunicazione
  2. 2. La pubblicità è qualcosa di fastidioso, che nella maggior parte dei casi spara a casaccio e che non tiene conto dei miei interessi Dovrebbe essere piacevole e mirata , tenere conto dei miei interessi e quindi informarmi al posto di tediarmi Dovrebbe essere puntuale nell’identificare i miei bisogni . Diventare uno strumento a cui ricorrere quando devo acquistare qualcosa. Marco Camisani Calzolari
  3. 4. <ul><li>La pubblicità è il tentativo di salvare con ogni mezzo (convenzionale o non convenzionale) dinosauri in estinzione! </li></ul><ul><li>In futuro la PUBBLICITA’ tenderà sempre di più verso la COMUNICAZIONE </li></ul>Perché non dividere il budget in comunicazione in microcrediti da versare a clienti e target per spingerli verso i nostri obiettivi ? Alex Giordano
  4. 6. <ul><li>La pubblicità oggi è poco più che spam , esecuzione priva di fondamento strategico e di rilevanza per il consumatore. Rumore di fondo o eccesso fine a se stesso. Oggi, l'unico sicuro effetto che la massa pubblicitaria ottiene dal consumatore oltre alla noia è un bel: </li></ul><ul><li>“ So what ? </li></ul><ul><li>Qualunque sia il canale prescelto, dovrebbe creare mitologie (idee) capaci di coinvolgere i consumatori nel territorio del brand. Dovrebbe recuperare la dimensione persuasiva e mitica di segno socialmente utile e utilizzabile. </li></ul><ul><li>Realizzare un nuovo equilibrio fra strumento e linguaggio, sia a livello micro sia a livello di massa. </li></ul><ul><li>Essere più rispettosa dell'intelligenza altrui, tanto per cominciare. </li></ul><ul><li>Marco Fossati </li></ul>
  5. 8. <ul><li>L’Advertising è un anacronistico tentativo di persuadere le persone. </li></ul>Dovrebbe trasformarsi in Advertainment : intrattenimento di marca che stimola la conversazione ma soprattutto &quot; Prendere posizione&quot; e produrre valore simbolico che migliora la società Mirko Pallera
  6. 10. La pubblicità t roppo spesso è il &quot;vero&quot; prodotto in vendita Dovrebbe invece portare l' offerta dalla domanda e mai il contrario, quello lo dovrebbero fare le aziende e/o i prodotti. Dovrebbe offrire la percentuale più bassa di forzature possibile ed assolutamente più rispetto per i &quot;deboli&quot; (bambini su tutti, ma anche anziani e disagio economico/sociale). Marco Giusti
  7. 12. <ul><li>La pubblicità oggi mi sembra né più né meno di una comunicazione unilaterale, da monologo, un bombing continuo verso il consumatore, peraltro inutile ma costoso, nel senso che praticamente mai il messaggio è strutturato ad personam, e questo necessariamente fa lievitare i costi e svilisce l’efficacia del messaggio stesso . </li></ul>Auspico per la pubblicità che sia stimolante senza essere invasiva , che impari a creare ‘valore ’, ma solo per quelle persone a cui tale valore serve o interessa. Vorrei che si chiedesse al consumatore cosa pensa di quello che gli viene comunicato, della bontà di un prodotto etc…coinvolgendolo realmente in un dialogo. Concludendo, mi pare che la pubblicità oggi sappia poco di noi, ma noi fin ‘troppo’ di lei. Jacopo Gonzales
  8. 14. <ul><li>La pubblicità è un vecchio pesce che nuota in un mare molto affollato di altri pesci, e ciascuno tenta di azzannare gli altri. E’ un vecchio pesce che cerca nuovi mezzi di espressione e nuovi segmenti di consumatori a cui rivolgersi. </li></ul>Non si tratta di trovare nuovi ruoli per la comunicazione commerciale, tale è la pubblicità e tale rimane, ma di trovare nuovi modi di utilizzarla su un pubblico smaliziato , non interessato , pieno di alternative Bisogna tornare indietro e partire dal prodotto/servizio che si pubblicizza per creagli un reale valore aggiunto da poter comunicare. Alex Badalic La pubblicità è un vecchio pesce che nuota in un mare molto affollato di altri pesci, e ciascuno tenta di azzannare gli altri. E’ un vecchio pesce che cerca nuovi mezzi di espressione e nuovi segmenti di consumatori a cui rivolgersi.
  9. 16. <ul><li>La pubblicità è un leone ferito convinto che gli anni ottanta prima o poi ritorneranno, ma non è così. </li></ul><ul><li>Dovrebbe capire che è suddita del pubblico e non sua padrona. </li></ul><ul><li>I valori sono cambiati, e non li decide più solo la pubblicità,tutto qui . </li></ul><ul><li>Luca Mecca </li></ul>
  10. 18. <ul><li>La pubblicità è un’ adolescente (femmina) con i brufoli e gli ormoni un pò sballati. </li></ul><ul><li>Dovrebbe costituire un ”esperienza” rilevante e significativa per la persona </li></ul><ul><li>A mia suocera, se le chiedi qual’è una delle “condicio sine qua non ” per giudicare se la compravendita di un immobile è un affare ti dice: </li></ul><ul><li>” location! location! location!” </li></ul><ul><li>io dico : </li></ul><ul><li>branded utility! branded utility! branded utility ! </li></ul><ul><li>Luca de Fino </li></ul>
  11. 20. <ul><li>Oggi la pubblicità è poco comprensibile , troppo autocelebrativa e tremendamente presbite . </li></ul>La presbiopia è la perdita della capacità di mettere a fuoco dovuta all’età. Chi ne è affetto fatica a mettere a fuoco in rapida successione immagini distanti e vicine, ha difficoltà nella lettura e nelle attività da vicino Dovrebbe essere Rassicurante e sorprendente , nostalgica e cinica , innovativa e razionale . Gianluca Arnesano
  12. 22. <ul><li>Oggi, la pubblicità è l’antitesi di credibilità per il suo disallineamento tra proiezione della realtà ancora costellata di apparenze, di corporate identity e di mistificazione diffusa del sociale sempre meno coincidenti con la realtà effettiva quotidianamente vissuta dall’uomo .  </li></ul><ul><li>Continua, perlopiù, a parlare in maniera falsa , inumana. </li></ul>La pubblicità deve e non può che continuare ad assolvere al suo ruolo che è quello di advertere [cioè di volgere verso] è l’approccio, i mezzi e le modalità che devono evolversi. Pierluca Santoro
  13. 24. <ul><li>Dovrebbe creare movimenti e idee culturali attorno ad un brand e rilevanti per la gente. Contenuti di intrattenimento, di interesse, o funzionali… qualsiasi cosa purchè rilevante e con un beneficio, tangibile o intangibile per chi si relaziona. Meno immaginifica, più reale . </li></ul><ul><li>Qualità , qualità e ancora qualità. Innovazione,   gold standard cui aspirare e da cui trarre ispirazione. Sicuramente  qualcosa di più che “ just a selling proposition for products and services”. </li></ul><ul><li>Mr White </li></ul>
  14. 26. <ul><li>La pubblicità non dovrebbe offrire menzogne , eccessi , utopie , cattivi esempi , rappresentazioni risibili ed irreali della famiglia e della società. </li></ul><ul><li>Per il consumatore consapevole oggi la pubblicità rappresenta ormai poco o niente e l'esperienza diretta vale più di tanti slogan. </li></ul><ul><li>Titti Zingone </li></ul>
  15. 28. <ul><li>La pubblicità dovrebbe mettere in comune le persone, soddisfacendo anche questo desiderio di appartenza ai gruppi e alla società , oltre che includerle nel processo di decisione e creazione dei nuovi e vecchi prodotti. </li></ul><ul><li>La pubblicità deve riscoprirsi come comunicazione, nel senso di mettere in comune, ecco cosa è la pubblicità secondo me. </li></ul><ul><li>Luca Oliverio </li></ul>
  16. 29. Le fasi evolutive della pubblicità <ul><li>Anni 60/70: è il neonato , basta muovere un campanellino e lui sorride e mangia la pappa, che gli sembra anche buona. La pubblicità ha vita facile: è cosa nuova, pubblicizza cose nuove e che migliorano sensibilmente la vita (almeno così sembra) </li></ul><ul><li>Anni 70/80: è il bambino, ha capito che vogliamo fargli ingoiare la medicina per forza, ma per avere un giochino è disposto a farlo, anche se tenta di buttarla di nascosto nel lavandino. Tradotto: cominciamo a capire che 'sta cosa è pallosa e invadente, ma pur di vedere qualcosa di nuovo in TV ce la sorbiamo, anche se cerchiamo di evitarla con quella grande invenzione del telecomando. Purtroppo, non è che si scappi tanto lontano, se non vuoi spegnere del tutto. </li></ul>Gianluca Diegoli [mini]marketing
  17. 30. Le fasi evolutive della pubblicità <ul><li>Anni 90-adesso: è l'adolescente, fa tutto il contrario di quello che gli diciamo, e se gli diciamo di non fumare o di studiare, &quot;che è per il suo bene&quot;, lui non ci crede mica. Tradotto: l'ascoltatore è prevenuto. Tutto ciò che vediamo lo riteniamo falso, salvo prova contraria. Vogliamo fare il contrario di quello che ci dice mamma tv. Andiamo sul web, ascoltiamo i podcast, leggiamo i blog. </li></ul><ul><li>Domani: l'uomo maturo, ci siamo riconciliati con la mamma (tv), che ha smesso di trattarci come bambini, e noi abbiamo smesso di evitarla, e di considerarla una poveraccia. Fuor di metafora: la TV mi propone qualcosa in linea con ciò che sono io e ciò che sto guardando, evitando di interrompere, se non per pochi secondi (&quot;il tuo tempo è importante, per noi&quot;) e iniziando ad affiancare i contenuti, lateralmente nello schermo, e &quot;longitudinalmente&quot; tramite product placement. La pubblicità è semplice quasi come un'adwords, un numero elevato di produzioni 'clusterizzate' e personalizzate per trasmissione, meno costose e con poche presunzioni artisticheggianti (niente registi famosi, niente testimonial). In sintesi, il patto tra adulti sarà: io guarderò la pubblicità, purchè io possa scegliere quale guardare . </li></ul>Gianluca Diegoli [mini]marketing
  18. 31. La pubblicità è e dovrebbe avere sempre più la capacità di coinvolgere il consumatore, di renderlo co-protagonista e co-autore della campagna perché è questo che il consumatore chiede ed è questo quello che cerca. La realtà oggi ci mostra che le aziende sono e saranno sempre più trascinate dal pubblico-consumatore in nuove forme di comunicazione e la speranza è che questo stimoli e rafforzi la creatività ed il modo di fare pubblicità, perché questo è il più raro valore aggiunto da offrire al consumatore. Mrs Red
  19. 33. <ul><li>Ogni pezzettino della nostra realtà sta diventando un &quot;media&quot; nel tentativo di aumentare le opportunità di visione (OTS) di un messaggio. </li></ul><ul><li>Barcode </li></ul>
  20. 34. <ul><li>Offrire valore, contenuti rilevanti , a questo va legato il brand , che allora ne trae a sua volta valore e credibilità per se'. </li></ul><ul><li>Enrico Bianchessi </li></ul>
  21. 35. Tutte le immagini di questa presentazione sono state reperite in rete, ringrazio tutti i contributors All the images of this presentation have been acquired on the web, thanks Sharing is caring

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