La riflessione sulla pubblicitŕ continua

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  • + Maestrale Maestrale 2 years ago
    Bellissima. Ma perchè 'download not available'? La volevo mettere nel mio blog. Ci metterò il link...
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La riflessione sulla pubblicitŕ continua - Presentation Transcript

  1. Riflessioni sulla pubblicitĂ  seconda versione Co-creato da Maurizio Goetz e da una community di blogger Professionisti del marketing e della comunicazione
  2. La pubblicità è qualcosa di fastidioso, che nella maggior parte dei casi spara a casaccio e che non tiene conto dei miei interessi Dovrebbe essere piacevole e mirata , tenere conto dei miei interessi e quindi informarmi al posto di tediarmi Dovrebbe essere puntuale nell’identificare i miei bisogni . Diventare uno strumento a cui ricorrere quando devo acquistare qualcosa. Marco Camisani Calzolari
  3.  
    • La pubblicitĂ  è il tentativo di salvare con ogni mezzo (convenzionale o non convenzionale) dinosauri in estinzione!
    • In futuro la PUBBLICITA’ tenderĂ  sempre di piĂš verso la COMUNICAZIONE
    PerchĂŠ non dividere il budget in comunicazione in microcrediti da versare a clienti e target per spingerli verso i nostri obiettivi ? Alex Giordano
  4.  
    • La pubblicitĂ  oggi è poco piĂš che spam , esecuzione priva di fondamento strategico e di rilevanza per il consumatore. Rumore di fondo o eccesso fine a se stesso. Oggi, l'unico sicuro effetto che la massa pubblicitaria ottiene dal consumatore oltre alla noia è un bel:
    • “ So what ?
    • Qualunque sia il canale prescelto, dovrebbe creare mitologie (idee) capaci di coinvolgere i consumatori nel territorio del brand. Dovrebbe recuperare la dimensione persuasiva e mitica di segno socialmente utile e utilizzabile.
    • Realizzare un nuovo equilibrio fra strumento e linguaggio, sia a livello micro sia a livello di massa.
    • Essere piĂš rispettosa dell'intelligenza altrui, tanto per cominciare.
    • Marco Fossati
  5.  
    • L’Advertising è un anacronistico tentativo di persuadere le persone.
    Dovrebbe trasformarsi in Advertainment : intrattenimento di marca che stimola la conversazione ma soprattutto " Prendere posizione" e produrre valore simbolico che migliora la societĂ  Mirko Pallera
  6.  
  7. La pubblicità t roppo spesso è il "vero" prodotto in vendita Dovrebbe invece portare l' offerta dalla domanda e mai il contrario, quello lo dovrebbero fare le aziende e/o i prodotti. Dovrebbe offrire la percentuale piÚ bassa di forzature possibile ed assolutamente piÚ rispetto per i "deboli" (bambini su tutti, ma anche anziani e disagio economico/sociale). Marco Giusti
  8.  
    • La pubblicitĂ  oggi mi sembra nĂŠ piĂš nĂŠ meno di una comunicazione unilaterale, da monologo, un bombing continuo verso il consumatore, peraltro inutile ma costoso, nel senso che praticamente mai il messaggio è strutturato ad personam, e questo necessariamente fa lievitare i costi e svilisce l’efficacia del messaggio stesso .
    Auspico per la pubblicità che sia stimolante senza essere invasiva , che impari a creare ‘valore ’, ma solo per quelle persone a cui tale valore serve o interessa. Vorrei che si chiedesse al consumatore cosa pensa di quello che gli viene comunicato, della bontà di un prodotto etc…coinvolgendolo realmente in un dialogo. Concludendo, mi pare che la pubblicità oggi sappia poco di noi, ma noi fin ‘troppo’ di lei. Jacopo Gonzales
  9.  
    • La pubblicitĂ  è un vecchio pesce che nuota in un mare molto affollato di altri pesci, e ciascuno tenta di azzannare gli altri. E’ un vecchio pesce che cerca nuovi mezzi di espressione e nuovi segmenti di consumatori a cui rivolgersi.
    Non si tratta di trovare nuovi ruoli per la comunicazione commerciale, tale è la pubblicità e tale rimane, ma di trovare nuovi modi di utilizzarla su un pubblico smaliziato , non interessato , pieno di alternative Bisogna tornare indietro e partire dal prodotto/servizio che si pubblicizza per creagli un reale valore aggiunto da poter comunicare. Alex Badalic La pubblicità è un vecchio pesce che nuota in un mare molto affollato di altri pesci, e ciascuno tenta di azzannare gli altri. E’ un vecchio pesce che cerca nuovi mezzi di espressione e nuovi segmenti di consumatori a cui rivolgersi.
  10.  
    • La pubblicitĂ  è un leone ferito convinto che gli anni ottanta prima o poi ritorneranno, ma non è cosĂŹ.
    • Dovrebbe capire che è suddita del pubblico e non sua padrona.
    • I valori sono cambiati, e non li decide piĂš solo la pubblicitĂ ,tutto qui .
    • Luca Mecca
  11.  
    • La pubblicitĂ  è un’ adolescente (femmina) con i brufoli e gli ormoni un pò sballati.
    • Dovrebbe costituire un ”esperienza” rilevante e significativa per la persona
    • A mia suocera, se le chiedi qual’è una delle “condicio sine qua non ” per giudicare se la compravendita di un immobile è un affare ti dice:
    • ” location! location! location!”
    • io dico :
    • branded utility! branded utility! branded utility !
    • Luca de Fino
  12.  
    • Oggi la pubblicitĂ  è poco comprensibile , troppo autocelebrativa e tremendamente presbite .
    La presbiopia è la perdita della capacità di mettere a fuoco dovuta all’età. Chi ne è affetto fatica a mettere a fuoco in rapida successione immagini distanti e vicine, ha difficoltà nella lettura e nelle attività da vicino Dovrebbe essere Rassicurante e sorprendente , nostalgica e cinica , innovativa e razionale . Gianluca Arnesano
  13.  
    • Oggi, la pubblicitĂ  è l’antitesi di credibilitĂ  per il suo disallineamento tra proiezione della realtĂ  ancora costellata di apparenze, di corporate identity e di mistificazione diffusa del sociale sempre meno coincidenti con la realtĂ  effettiva quotidianamente vissuta dall’uomo . 
    • Continua, perlopiĂš, a parlare in maniera falsa , inumana.
    La pubblicità deve e non può che continuare ad assolvere al suo ruolo che è quello di advertere [cioè di volgere verso] è l’approccio, i mezzi e le modalità che devono evolversi. Pierluca Santoro
  14.  
    • Dovrebbe creare movimenti e idee culturali attorno ad un brand e rilevanti per la gente. Contenuti di intrattenimento, di interesse, o funzionali… qualsiasi cosa purchè rilevante e con un beneficio, tangibile o intangibile per chi si relaziona. Meno immaginifica, piĂš reale .
    • QualitĂ  , qualitĂ  e ancora qualitĂ . Innovazione,   gold standard cui aspirare e da cui trarre ispirazione. Sicuramente  qualcosa di piĂš che “ just a selling proposition for products and services”.
    • Mr White
  15.  
    • La pubblicitĂ  non dovrebbe offrire menzogne , eccessi , utopie , cattivi esempi , rappresentazioni risibili ed irreali della famiglia e della societĂ .
    • Per il consumatore consapevole oggi la pubblicitĂ  rappresenta ormai poco o niente e l'esperienza diretta vale piĂš di tanti slogan.
    • Titti Zingone
  16.  
    • La pubblicitĂ  dovrebbe mettere in comune le persone, soddisfacendo anche questo desiderio di appartenza ai gruppi e alla societĂ  , oltre che includerle nel processo di decisione e creazione dei nuovi e vecchi prodotti.
    • La pubblicitĂ  deve riscoprirsi come comunicazione, nel senso di mettere in comune, ecco cosa è la pubblicitĂ  secondo me.
    • Luca Oliverio
  17. Le fasi evolutive della pubblicitĂ 
    • Anni 60/70: è il neonato , basta muovere un campanellino e lui sorride e mangia la pappa, che gli sembra anche buona. La pubblicitĂ  ha vita facile: è cosa nuova, pubblicizza cose nuove e che migliorano sensibilmente la vita (almeno cosĂŹ sembra)
    • Anni 70/80: è il bambino, ha capito che vogliamo fargli ingoiare la medicina per forza, ma per avere un giochino è disposto a farlo, anche se tenta di buttarla di nascosto nel lavandino. Tradotto: cominciamo a capire che 'sta cosa è pallosa e invadente, ma pur di vedere qualcosa di nuovo in TV ce la sorbiamo, anche se cerchiamo di evitarla con quella grande invenzione del telecomando. Purtroppo, non è che si scappi tanto lontano, se non vuoi spegnere del tutto.
    Gianluca Diegoli [mini]marketing
  18. Le fasi evolutive della pubblicitĂ 
    • Anni 90-adesso: è l'adolescente, fa tutto il contrario di quello che gli diciamo, e se gli diciamo di non fumare o di studiare, "che è per il suo bene", lui non ci crede mica. Tradotto: l'ascoltatore è prevenuto. Tutto ciò che vediamo lo riteniamo falso, salvo prova contraria. Vogliamo fare il contrario di quello che ci dice mamma tv. Andiamo sul web, ascoltiamo i podcast, leggiamo i blog.
    • Domani: l'uomo maturo, ci siamo riconciliati con la mamma (tv), che ha smesso di trattarci come bambini, e noi abbiamo smesso di evitarla, e di considerarla una poveraccia. Fuor di metafora: la TV mi propone qualcosa in linea con ciò che sono io e ciò che sto guardando, evitando di interrompere, se non per pochi secondi ("il tuo tempo è importante, per noi") e iniziando ad affiancare i contenuti, lateralmente nello schermo, e "longitudinalmente" tramite product placement. La pubblicitĂ  è semplice quasi come un'adwords, un numero elevato di produzioni 'clusterizzate' e personalizzate per trasmissione, meno costose e con poche presunzioni artisticheggianti (niente registi famosi, niente testimonial). In sintesi, il patto tra adulti sarĂ : io guarderò la pubblicitĂ , purchè io possa scegliere quale guardare .
    Gianluca Diegoli [mini]marketing
  19. La pubblicità è e dovrebbe avere sempre piÚ la capacità di coinvolgere il consumatore, di renderlo co-protagonista e co-autore della campagna perchÊ è questo che il consumatore chiede ed è questo quello che cerca. La realtà oggi ci mostra che le aziende sono e saranno sempre piÚ trascinate dal pubblico-consumatore in nuove forme di comunicazione e la speranza è che questo stimoli e rafforzi la creatività ed il modo di fare pubblicità, perchÊ questo è il piÚ raro valore aggiunto da offrire al consumatore. Mrs Red
  20.  
    • Ogni pezzettino della nostra realtĂ  sta diventando un "media" nel tentativo di aumentare le opportunitĂ  di visione (OTS) di un messaggio.
    • Barcode
    • Offrire valore, contenuti rilevanti , a questo va legato il brand , che allora ne trae a sua volta valore e credibilitĂ  per se'.
    • Enrico Bianchessi
  21. Tutte le immagini di questa presentazione sono state reperite in rete, ringrazio tutti i contributors All the images of this presentation have been acquired on the web, thanks Sharing is caring

+ markusabmarkusab, 3 years ago

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