Vino Italiano di alta qualità nel Regno Unito

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Analisi del mercato e piano di Marketing.
Esercitazione svolta presso MICRI, IULM.
Master in Comunicazione per le Relazioni Internazionali.

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Vino Italiano di alta qualità nel Regno Unito

  1. 1. Made in italy il mercato agroalimentare nel regno unito FONTI: MINISTERO ESTERI ITALIANO – CIA – WORLD BANK VINO OLIO SALUMI FORMAGGI MARCO BISTOLFI GLORIA MOIRANO FEDERICA GAZO MICRI 2014
  2. 2. REGNO UNITO SUPERFICIE POPOLAZIONE CAPITALE LINGUA RELIGIONE MONETA CAMBIO INFLAZIONE PIL PIL PRO CAPITE GOVERNO DISOCCUPAZIONE 244.820 Km2 63.181.775 abitanti Londra Inglese Protestante Sterlina (Pound) 0,8706 (Marzo 2013) 1,849% annuale 2.312.788 Mln di $ 36.569 $ ( 21° al mondo ) Monarchia Costituz. Parlamentare 7,5% (Eurostat Agosto 2013) Esportazioni: 481 Mld $ Germania 11,5% USA 10,6% Olanda 8,9% Italia 8° 3,3% Importazioni: 646 Mld $ Germania 12,5% Cina 8,1% Olanda 7,3% Italia 10° 3%
  3. 3. ASPETTI NORMATIVI SULLE IMPORTAZIONI DI PRODOTTI AGRO- ALIMENTARI • Nell‟ Unione Europea non esistono restrizioni per le importazioni di prodotti agro-alimentari. • I contenuti delle etichette sono simili a quelli italiani. Devono essere in lingua inglese e molto importante è la menzione di ingredienti che possono causare allergie. • Per i prodotti alimentari la VAT (IVA) è dello 0%. • Accise su vino, birra e superalcolici: è richiesta la registrazione presso la dogana, perciò è necessario avere una propria società avente sede nel Regno Unito o appoggiarsi a spedizionieri specializzati.
  4. 4. STRUTTURA DELLA DISTRIBUZIONE • Ingrosso • GDO (+ discount, alta gamma) • Distributori indipendenti • E-commerce
  5. 5. OSSERVAZIONI • La centralizzazione degli acquisti favorisce i fornitori di dimensioni medio-grandi e penalizza le aziende più piccole. • Le piccole imprese riescono ad aumentare il proprio potere contrattuale solo quando si dedicano a prodotti di nicchia di alta qualità con un ottimo rapporto qualità/prezzo. • Il mercato per i piccoli e medi produttori italiani è coperto attraverso gli importatori/distributori che vendono al canale Ho.Re.Ca. (Londra) e a negozi specializzati. • I grossisti di limitate dimensioni e i punti vendita indipendenti si associano in catene volontarie e gruppi di acquisto.
  6. 6. FONTI: MINISTERO ESTERI ITALIANO Il mercato del Vino
  7. 7. INTRODUZIONE • Il Regno Unito si pone al terzo posto tra i Paesi importatori di vino italiano sia per quantità - preceduto da Francia e Germania - che per valore, preceduto dagli USA, per un valore stimato a fine 2012 di oltre 630 milioni di euro. • La Gran Bretagna importa vino da tutto il mondo. Data la limitata produzione locale, il molto competitivo con una offerta molto vasta. • Aumento del reddito disponibile della popolazione + Interesse dei media per la cucina italiana e mediterranea + Il boom delle compagnie aeree low e del turismo + L‟aumento dei consumi pro-capite e delle dimensioni complessive del mercato del vino + Il successo della cucina italiana  + CONSAPEVOLEZZA + DOMANDA + OPPORTUNITA‟ • La crisi finanziaria globale ha avuto effetti molto significativi, in particolare per l‟occupazione e per il consistente indebitamento privato delle famiglie britanniche. Dall’inizio , il miglioramento della congiuntura economica ha ridato impulso ai consumi.
  8. 8. Il Regno Unito importa molto di più dalla Francia che dall‟Italia. 1.189.916 Ml di Sterline VS 478.155 Ml di Sterline
  9. 9. ASPETTI NORMATIVI Specifici • Nel Regno Unito, in quanto parte della Unione Europea, non esistono restrizioni per le importazioni di prodotti agro-alimentari dall‟Italia. • I prodotti devono essere conformi alle normative comunitarie vigenti in materia. • Le etichette devono essere in lingua inglese. I contenuti delle etichette la menzione di ingredienti che possono causare allergie. • Mentre la maggior parte dei prodotti agroalimentari non sono soggetti a IVA(VAT), i vini sono soggetti alle accise ed alla VAT tra il 20% e il 25%. • Le accise devono essere pagate al momento dell‟ingresso nel Regno Unito. necessario avere una propria società avente sede nel Regno Unito o in alternativa appoggiarsi a spedizionieri specializzati già registrati. Gli importatori specializzati sono in possesso di un numero di accisa e molti dispongono di magazzini doganali
  10. 10. ANALISI DELLA DOMANDA • Gli abitanti del Regno Unito consumano sempre meno birra e sempre più vino. • Negli ultimi 10 anni il consumo di vino fermo cresciuto del 40%, quello degli spumanti del 27%, mentre, nello stesso periodo di riferimento, quello di birra registra una contrazione del 21%. • Quanti Consumano Vino? Il mercato degli alcoolici nel Regno Unito riguarda 46 milioni di adulti, il 32% dei quali (14,5 milioni) non consuma vino, per una penetrazione del mercato che riguarda il 68% (31,5 milioni) dei consumatori adulti. • l 38% dei consumatori di vino (12 milioni) beve almeno una bottiglia a settimana, e consuma annualmente 835 milioni di bottiglie Il 36% dei consumatori di vino (11,5 milioni) ne consuma tra 1 e 3 volte al mese, per un consumo annuale pari a 207 milioni di bottiglie Il 26% dei consumatori di vino (8 milioni) consuma meno di una bottiglia una volta al mese per un consumo annuale pari a 67 milioni di bottiglie • l consumo complessivo si attesta, pertanto, su un livello di circa 1,1 miliardi di bottiglie l’anno • Secondo gli ultimi dati del Wine and Spirit Trade Association (WSTA) la spesa per consumo stata pari a 36,53 miliardi di sterline, cosi suddivisa: 17,56 per birra, 11,17 per il vino e 7,81 per i superalcoolici. • Il consumo pro-capite di vino ha raggiunto quota 29,7 lt. l‟anno
  11. 11. ANALISI DELLA DOMANDA • Le esportazioni del nostro paese sono continuate a crescere ad un tasso sostenuto in valore.
  12. 12. ANALISI DELLA DOMANDA Uno studio divide i consumatori in quattro tipologie: • “Gourmless” (46%), non attenti alla qualità di prodotti e ingredienti e non interessati alla relazione alimentazione equilibrata/salute, i cui acquisti sono spesso determinati da esigenze di praticita‟ e comodità di un alimentazione veloce. • “Unconvenience” (24%), acquistano prodotti freschi di qualità nei supermercati. • “Locals” (16%), acquistano prodotti alimentari freschi e naturali, preferibilmente da piccoli punti vendita, anche in base a comodità e praticità d‟acquisto. • “Puristi” (14%, 2/3 dei quali donne), acquistano esclusivamente prodotti alimentari d‟elevata qualità, freschi e biologici.
  13. 13. ANALISI DEL PRODOTTO ASPETTI QUALITATIVI • Gli inglesi prediligono i vini bianchi (circa il 46% delle vendite) rispetto ai vini rossi (circa il 41%) ed ai vini rosati (12%). • Le varietà più vendute nel Regno Unito sono quelle tipiche dei vini bianchi: Chardonnay, Sauvignon Blanc, Pinot Grigio, Chenin Blanc, Riesling, Semillon, Colombard, Viognier e Gewurztraminer. Per i vini rossi prevalgono le vendite di: Merlot, Cabernet Sauvignon, Shiraz/Syrah, Shiraz, Pinot Noir, Zinfandel, Grenache, Termpranillo, Pinotage, Malbec, Sangiovese, re e Gamay
  14. 14. Analisi del prodotto • CONCORRENZA Sugli scaffali della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), i vini italiani competono duramente per guadagnare spazi alla concorrenza francese e soprattutto a quelle del nuovo mondo ( vedi Sudafrica ). • Negli ultimi anni le maggiori catene di supermercati hanno cercato di ampliare la scelta di vini provenienti dal nostro paese includendo, con posizionamento private label, alcune tipologie autoctone (Catarratto, Primitivo, Verdicchio dei Castelli di Jesi) ed internazionali come il Merlot, Chardonnay, Syrah. La GDO preferisce focalizzare l‟attenzione su pochi cavalli italiani di razza e su quelli corre.
  15. 15. Canali distributivi • 2 TIPOLOGIE DI OPERATORI ECONOMICI che importano vino dall‟Italia. - Società che trattano prevalentemente produzioni tipiche italiane. - I grossisti che trattano vini di più paesi. Il primo gruppo registra una presenza significativa di imprenditori di origine italiana e nasce e si sviluppa nei servizi di approvvigionamento per la ristorazione del nostro paese. Del secondo gruppo fanno parte le società inglesi che forniscono vini internazionali alla grande distribuzione. • GDO. Problema: Il 95% di consumatori ricorrono regolarmente all‟acquisto presso la GDO, come Tesco, seguito a distanza da Sainsbury ed Asda, ma anche dai discount come Aldi e Lidl • INTERNET. La crescente disintermediazione in atto del panorama commerciale spinge numerosi operatori economici tradizionali ad entrare nell‟arena del commercio virtuale per espandere la clientela, creare economie di scala ed acquistare direttamente dai produttori in Italia-Francia-Paesi del nuovo mondo. I nuovi distributori on-line di vino puntano spesso su una forte caratterizzazione geografica o settoriale
  16. 16. Il mercato dell'olio Il mercato dell'Olio
  17. 17. introduzione Principali paesi importatori di olio di oliva
  18. 18. introduzione Principali paesi fornitori di olio d'oliva nel Regno Unito 1. Spagna: 44% 2. Italia: 38% 3. Grecia: 6% Quota di mercato Spagna Italia Grecia
  19. 19. Aspetti normativi Legge 14 gennaio 2013, n. 9 - Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini (Legge Mongiello “salva olio”): • indicazione di origine dell‟olio facilmente visibile e leggibile • divieto per i ristoratori di riempire le bottiglie di olio con un contenuto diverso da quello indicato dalla confezione (etichetta o tappo anti- rabbocco) • divieto di uso di marchi ingannevoli • termine massimo di conservazione di 18 mesi dalla data di imbottigliamento • limite alle vendite sottocosto • reato di contraffazione
  20. 20. Aspetti normativi (II) Linee guida di etichettatura Dal 19 giugno 2013 è consigliata la classificazione degli alimenti in base al contenuto di grassi, sale e zuccheri. I prodotti presenteranno un bollino di colore verde, giallo o rosso a indicare se l‟ alimento è consigliato o da evitare. Uno dei prodotti più penalizzati è stato l„ olio extravergine d„oliva.
  21. 21. ANALISI DELLA DOMANDA Mercato • Nel Regno Unito non si produce olio extra vergine di oliva, ma vi è una produzione interna di oli di semi e grassi di origine animale, che competono direttamente con l‟olio d‟oliva e l‟extra vergine in particolare. • L‟ olio di oliva rappresenta il 50% del valore del mercato degli oli in generale sul mercato inglese; di questa quota il 26% è rappresentato dalla categoria degli oli extra vergini di oliva. • Il mercato di prodotti biologici costituisce di per sè una categoria in espansione a ritmi del 10% su base annua.
  22. 22. ANALISI DELLA DOMANDA Consumatori • I consumatori più frequenti hanno tra i 45 e i 64 anni e sono i più sensibili agli aspetti salutistici del prodotto. • Si consuma più olio extra vergine di oliva a Londra e nel Sud del Paese, meno in Scozia e Galles. • Famiglie che acquistano olio di oliva:
  23. 23. ANALISI DELLA DOMANDA Principali utilizzi dell‟ olio di oliva nel Regno Unito: • L‟ olio extravergine di oliva è usato principalmente per condire le insalate, come intingolo per il pane e per la preparazione di salse. • L‟olio di oliva o misto è usati per cucinare o grigliare e preparare salse leggere. • L‟olio vegetale è usato per friggere. • L‟olio più popolare è l‟extra vergine, ma l‟olio di oliva è quello che vedrà una crescita maggiore. Test gustativo della rivista inglese “Which?”: i consumatori in cerca di olio di oliva di alta qualità non necessariamente scelgono l‟olio più costoso !
  24. 24. Canali distributivi • Catene di esercizi privati: 80% • Cooperative: 10% • Rivenditori indipendenti: 6% • Restanti: 4% • I prodotti a marchio proprio («white label») delle grandi catene di supermercati coprono più del 55% del mercato. • Il 12,3% del mercato dell‟olio di oliva in generale importato viene assorbito da alberghi e ristoranti. Canali distributivi Catene Cooperative Indipendenti Restanti
  25. 25. CANALI DISTRIBUTIVI Packaging • L‟olio di oliva in bottiglie di vetro è preferito a quello in plastica. Contenitori da più di 1000 ml sono prodotti in plastica. • I consumatori tendono ad acquistare le confezioni più grandi. La misura dei contenitori più usata è tra 750ml e 1000ml.
  26. 26. COMPETITORS e prezzi medi 1 litro di olio extra vergine di oliva: • Costa dei Rosmarini Santa Chiara 12£ (250ml) • Filippo Berio 7£ (DOP 10£ 500ml) • Monini DOP 7£ • Napolina 6.25£ • Tesco 4.50£
  27. 27. Salumi e Formaggi
  28. 28. analisi della domanda Mercato • Le produzioni locali di salumi sono prevalentemente focalizzate sui cotti. Per i salumi cotti il Made in Italy entra in diretta concorrenza con le produzioni locali, irlandesi e tedesche. • Per i salumi crudi esistono alcune piccole realtà locali in Galles ed in Scozia, che propongono produzioni di nicchia. La presenza italiana sugli scaffali della GDO e‟ prevalentemente focalizzata sui salumi crudi (prosciutto crudo, pancetta e salame Milano) in diversi formati e con diverse fasce di prezzo.
  29. 29. Analisi della domanda • I reparti gastronomia dei maggiori supermercati non inducono all‟acquisto di salumi. La modesta presentazione dei prodotti, la scarsa conoscenza del personale di vendita, l‟evidente ossidazione dei prodotti esposti nelle vetrine refrigerate non favoriscono le vendite di salumi al taglio. • La GDO propone decine di prodotti, soprattutto prosciutti cotti e affumicati,preconfezionati in vaschette sottovuoto o in atmosfera modificata di piccolo formato, con posizionamento private label.
  30. 30. Analisi della domanda • E‟ difficile trovare sugli scaffali della grande distribuzione le migliori marche italiane della salumeria e i simboli delle produzioni DOP e IGP. * • La ristorazione italiana svolge un ruolo essenziale nella promozione delle migliori produzioni nazionali di salumi verso segmenti selezionati del pubblico inglese.**
  31. 31. COMPETITORS E Prezzi MEDI • I prodotti italiani sono proposti al grande pubblico a prezzi unitari superiori ai prodotti locali ed in confezioni < 100gr. I prosciutti inglesi, affumicati e salati, sono proposti a prezzi concorrenziali ed in formati di norma più grandi > 100gr fino a 500gr per le confezioni formato famiglia. • Negroni è l‟azienda leader nel mercato degli insaccati in Inghilterra. I maggiori competitors nel Regno Unito sono marchi italiani, tra cui Beretta e Fini.* .
  32. 32. COMPETITORS E Prezzi MEDI
  33. 33. importazioni • Per il nostro Paese, il Regno Unito rappresenta uno dei maggior mercati di sbocco di salumi e insaccati.
  34. 34. importazioni • Mortadelle, wurstel, prosciutti disossati e salami sono gli insaccati che il Regno Unito importa in maggiori quantità. • Italia, Germania e Spagna sono i Paesi che più incrementano il flusso di esportazioni di salami verso il Regno Unito. • Le importazioni di wurstel e mortadelle costituiscono la voce principale delle importazioni di insaccati nel Regno Unito.
  35. 35. importazioni • Per quanto riguarda le importazioni in termini di quantità l‟Italia e‟ al quinto posto dopo l‟Irlanda, la Spagna, la Germania e la Danimarca.
  36. 36. formaggi • I britannici consumano ogni anno circa 700.000 tonnellate di formaggi con una penetrazione nelle famiglie inglesi del 98%. • Il Regno Unito e‟ al quindicesimo posto per consumi di formaggi con 11,5Kg pro capite per anno. • La qualità preferita e‟ il Cheddar (330.000 tonnellate il consumo annuo). Il secondo formaggio,in ordine di preferenza, e‟ l‟italianissima mozzarella, in buona parte prodotta localmente.
  37. 37. Analisi della domanda • I consumi di formaggi esteri sono in aumento grazie all‟attenzione crescente dei media verso piatti e dolci tipici della cucina italiana o francese, in cui il formaggio e‟ un ingrediente essenziale. • Il consumatore britannico di cultura media non conosce le produzioni tipiche regionali italiane, le classificazioni merceologiche ed i metodi di conservazione. • I formaggi continentali continuano a guadagnare spazio nella grande distribuzione.
  38. 38. mercato • Il mercato britannico propone ai consumatori un‟ampia scelta di formaggi a scaffale di provenienza locale (circa 700) ed europea. • Circa un terzo della produzione di latte del Regno Unito e‟ destinato alla produzione di formaggio. • Il formaggio venduto sfuso si rivolge ad un tipo di clientela raffinata che conosce bene il prodotto e sa scegliere nel vasto panorama delle produzioni internazionali.
  39. 39. MERCATO • La presenza italiana sugli scaffali della GDO e‟ prevalentemente focalizzata su mozzarella,parmigiano, gorgonzola, mascarpone e ricotta in diversi formati e con diverse fasce di prezzo. • Tra i marchi italiani si segnalano Galbani, Santa Lucia e diversi marchi che aderiscono al Consorzio Parmigiano Reggiano. • In alcuni supermercati di fascia alta si trovano anche il taleggio, ed oltre al parmigiano propongono anche il Grana Padano.
  40. 40. PREZZI
  41. 41. competitors • I formaggi italiani più venduti in Gran Bretagna sono quelli freschi, al secondo posto troviamo grana padano e parmigiano reggiano. • Galbani UK con i seguenti prodotti: Galbani Dolcelatte, Galbani Santa Lucia, mozzarella, mascarpone, ricotta, formaggi ed insaccati.* • Granarolo UK : esportazione di formaggi italiani
  42. 42. importazioni • Le importazioni di formaggi italiani costituiscono l‟11,02% del valore totale ed il 6,24% delle quantità totali delle importazioni britanniche. • Il Regno Unito nel 2012 ha importato circa 26.900 tonnellate di formaggi italiani e si trova oggi tra i primi mercati di sbocco dei formaggi italiani dopo Francia, Germania e Stati Uniti.
  43. 43. Aspetti normativi • Il Regno Unito ha adottato nel giugno 2013 una raccomandazione che spinge all‟adozione di un sistema “a semaforo” utilizzando quindi la triade cromatica “verde-giallo-rosso” sulle etichette dei prodotti alimentari. • Obiettivo: classificare i prodotti sul mercato come più o meno salutari in base ai contenuti di grassi, sale e zucchero. • Sugli scaffali le confezioni italiane, spagnole e francesi vengono segnate spesso con il rosso. I prodotti Made in Italy che hanno maggiormente risentito di questa etichettatura risultano essere l’olio d’oliva, tutti i formaggi, salumi, dolci, sughi, tortellini.
  44. 44. Aspetti normativi • Per l‟Italia la nuova etichettatura inglese è lesiva degli interessi dei consumatori, ma anche dei produttori e degli agricoltori. Inoltre è in contrasto con la normativa Ue sui prodotti Doc e Igp (Denominazioni e Indicazioni d‟origine) che vengono riconosciuti a livello europeo come alimenti di alta qualità.
  45. 45. PIANO DI MARKETING VINO
  46. 46. Piano di marketing obiettivi di partenza • Sfruttare la softpower italiana all‟estero relativa ai prodotti agroalimentari, soprattutto per ciò che concerne il VINO. • Saper coniugare innovazione e tradizione, essere flessibili e aperti al mercato e-commerce e/o a canali/scelte alternativi/e, senza intaccare il valore della tradizione vinicola italiana. • Puntare sulla qualità e sui canali distributivi sensibili ad essa, al rispetto per l‟ambiente ed al consumo etico. • Focalizzare maggiormente l‟attenzione sui segmenti del mercato più sensibili alla qualità del cibo e degli alimenti made in Italy.
  47. 47. Piano di marketing obiettivi di partenza Elementi su cui puntare: • Qualità e Marchio DOP e DOC Italiano • Benessere legato al consumo responsabile di vino (CSR ) • Storia e Tradizione • Prestigio • Avventura ed Esperienza di bere un buon vino Italiano
  48. 48. Targeting STAKEHOLDERS Focalizzarsi sui distributori o su chi può fare pressione • Consumatori Puristi, coloro che ricercano il marchio e la qualità • Università, Enologi e Agronomi • Sistema Sanitario Nazionale • Chef e Proprietari di Ristoranti di alto livello • Ristoranti Italiani • Vinerie e/o locali di alta qualità • Proprietari di Hotel 5 stelle • Organizzatori Eventi e/o Fiere specializzate • Distribuzione Specializzata di Agroalimenti ( Tipo ETALY ) • Istituto di Cultura Italiano
  49. 49. ANALISI SWOT vini italiani d‟alto livello in uk Opportunità Incremento dei consumi dei vini di qualità nel Regno Unito Incremento delle importazioni di vini italiani Diffusione della cultura “fast moving consumer goods” tra i cittadini britannici Incremento delle preferenze Punti di forza Caratteristiche esclusive di prodotto. Es. gusto e aroma, tradizione, esperienza. Vino di ottima qualità. Marchio DOC Italiano e SoftPower affermata Facilità di accesso nel mercato Britannico grazie alle normative UE Minacce Concorrenza diretta e indiretta molto accesa Aumento concorrenza Accedere nei mercati sbagliati può minacciare i valori della tradizione vinicola italiana L„11% dei consumatori ritiene la qualità del private label “italianeggiante” paragonabile per qualita‟ ai prodotti alimentari made in Italy. Punti di debolezza Scarsa presenza in alcuni mercati come quello della grande distribuzione, e difficoltà nell‟accedervi Tempi e costi di trasporto elevati Accise Specifiche per il prodotto
  50. 50. Piano d‟azione • DUPLICE STRATEGIA: LA PRIMA è VOLTA ALLA VENDITA E ALLA PENETRAZIONE DEI MERCATI LA SECONDA è ATTA ALLA PROMOZIONE DELLA TRADIZIONE VINICOLA ITALIANA RAFFORZARE LA SOFTPOWER e AUMENTARE IL VALORE PERCEPITO DEI VINI DI ALTA QUALITA’
  51. 51. PENETRAZIONE MERCATI - Luxury Hotels ( Es. Baglioni, Hilton, Park Hyatt ) OFFRIRE I PROPRI VALORI COME STRUMENTI DI CRESCITA E DIFFERENZIAZIONE: Accordi con i Maggiori Hotel Vincitori del premio Traveller’s Choice 2014 che vogliano differenziarsi dai concorrenti e offrire un servizio di più alta classe - Ristorazione di eccellenza Stelle Michelin Accordi con associazioni Es. Jeunes Restaurateurs d’europe, Relais Chateaux
  52. 52. PENETRAZIONE MERCATI - Eventi legati al Fashion & Design Sinergie tra diversi settori del MADE IN ITALY Eventi di richiamo internazionale Celebrazioni Ufficiali Es. Settimana della moda, Presentazioni Film, Festival di musica e cinema, etc. - Locali di classe Possono dare visibilità ad un prodotto di alto livello italiano sfruttandone i valori del brand Es. Club, Discoteche, Vinerie - Luxury Fast Moving Consumer Allestimento di spazi dedicati all‟esperienza del bere un buon vino Es. Ferrari Spazio Bollicine
  53. 53. PROMOZIONE E COMUNICAZIONE PROMOZIONE IN COLLABORAZIONE CON: LA CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA NON IMPORRE IL BRAND MADE IN ITALY MA FARE IN MODO CHE VENGA PERCEPITO WELCOME ITALIA Unico evento in UK esclusivamente dedicato alle eccellenze enogastronomiche italiane, Welcome Italia rappresenta un punto di riferimento per i professionisti nel settore Food & Beverage ed un must per tutti gli appassionati gourmet che vogliono assaporare il meglio della cucina italiana
  54. 54. PROMOZIONE E COMUNICAZIONE EVENTI PROMOZIONALI IN COLLABORAZIONE CON: LA CAMERA DI COMMERCIO ITALIANA ISTITUTO DI CULTURA ITALIANO Mostre – Incontri – Conferenze Promuovere l’eccellenza italiana nel mondo Altagamm
  55. 55. PROMOZIONE E COMUNICAZIONE LOBBYING NATIONAL HEALTH SYSTEM In collaborazione con grandi marche italiane che vogliono proporsi all‟estero, promuovere i benefici derivanti da una dieta mediterranea equilibrata, in un contesto di continua lotta contro l‟abuso di alcool. - Dialogare con Facoltà di Dietologia e Dietistica per conto di terzi - Creare contatti con Ospedali e Cliniche ( Coupon, Brochure ) - Organizzare Eventi di Raccolta Fondi per la ricerca contro i disturbi del comportamento alimentare RESPONSABILITA’ SOCIALE

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