Mass Media, Nuovi Media, Società Delle Reti 6 Mario Pireddu

Loading...

Flash Player 9 (or above) is needed to view presentations.
We have detected that you do not have it on your computer. To install it, go here.

0 comments

Post a comment

    Post a comment
    Embed Video
    Edit your comment Cancel

    Favorites, Groups & Events

    Mass Media, Nuovi Media, Società Delle Reti 6 Mario Pireddu - Presentation Transcript

    1. Mass media, nuovi media, società delle reti Mario Pireddu [email_address]
    2. la fotografia
    3. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • a cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo, nascono i mezzi audiovisivi (fotografia, disco, cinema, radio)
      • è l’epoca della trasformazione della vita privata, della nascita della famiglia vittoriana, del ripiegamento sulla vita domestica
      • nasce il dibattito tra gli inventori delle ‘macchine per comunicare’: prodotti destinati al mondo professionale, o prodotti pensati per l’ambito domestico?
      • Daguerre propone un utilizzo delle immagini fotografiche che possa rispondere alle esigenze di un mercato già disponibile : copia di monumenti, di esterni, di nature morte, ritrattistica
    4. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • dall’illustrazione alla fotografia: Niepce (1826), Daguerre (1839), Talbot (1840); processo negativo-positivo che rende possibile la stampa su carta dell’immagine fotografica
      • la fotografia diventa anch’essa riproducibile tecnicamente (moltiplicazione in più copie di una stessa matrice)
      • novità del mezzo e interpretazioni diverse: da Charles Baudelaire a Olivier Wendell Holmes
      • “ da quel momento l’immonda società si precipitò, come un sol Narciso, a contemplar sul metallo la sua immagine triviale” (Baudelaire, Salon de 1859)
      • per Baudelaire la fotografia rappresenta la pulsione collettiva verso l’“osceno”, gratuita irruzione dell’industria nell’estetica: la fotografia invade la natura “impalpabile” dell’immaginario, che invece va preservata dalla “follia industriale”
    5. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • Per Holmes la fotografia è nuovo mezzo di comunicazione e rappresentazione (da considerare insieme alla moda, alla musica, all’architettura , alle tecnologie di pubblica utilità di uso quotidiano)
      • la fotografia smaterializza il mondo, riduce la tridimensionalità in superficie bidimensionale, veicolabile attraverso la carta; è linguaggio che trasforma il pesante in leggero
      • la fotografia può agire sul tempo e sulla memoria (in particolare Holmes pensa agli Stati Uniti, “nazione senza storia”), e favorire una piena consapevolezza del mondo grazie alla sua efficacia come mezzo di trasporto e comunicazione
      • costruzione mediale del mondo: forme di visibilità sempre più mediate dal consumo
    6. l’era della fotografia corrisponde precisamente all’irruzione del privato nel pubblico, o piuttosto alla creazione di un nuovo valore sociale , che è la pubblicità del privato
    7. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • Stephanie Coontz, nei suoi studi sull’origine sociale della vita privata negli Stati Uniti, definisce gli ultimi decenni dell’Ottocento “apogeo della sfera privata”
      • divisione tra la sfera del focolare domestico e la partecipazione all’attività di produzione capitalistica, ma i principi non sono in opposizione tra loro: dalla sfera familiare nasce il fascino e lo stimolo nei confronti del lavoro, e quest’ultimo fornisce la base materiale per la comodità e la salute della famiglia
      • divisione dei compiti nell’ambito della borghesia e dei ceti medi: l’uomo fuori, la donna in casa
      • la separazione del pubblico e del privato si ritrova ugualmente nell’organizzazione dello spazio: per Sennett il ripiegamento sul focolare domestico è dovuto alla paura della città e della durezza del capitalismo
    8. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • per Benjamin la fotografia è fattore di desacralizzazione dell’opera d’arte attraverso la tecnologia
      • apertura di forme di comunicazione e rappresentazione a soggetti prima esclusi (dai regimi aristocratico-elitari ai regimi della società di massa)
      • - il problema vero sollevato dal nuovo medium non è quello di porre in discussione se esso sia o non sia arte, ma piuttosto se attraverso la fotografia non si sia modificato il carattere complessivo dell’arte
      • Benjamin è interessato più allo studio degli effetti sui fruitori dell’opera d’arte che alla salvaguardia di una concezione precostituita dell’arte
      • il fattore essenziale della svolta determinata dalla fotografia è l’elemento di collegamento fra il momento produttivo e quello fruitivo: la riproducibilità tecnica
    9. con la fotografia il ricordo si standardizza
    10. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • George Eastman inventa la fotografia di massa e fabbrica la pellicola 35 mm (Kodak, 1888; Eastman Kodak co., 1892)
      • “ Premete il bottone, noi facciamo il resto”
    11. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • fonografo: nel 1877, circa trent'anni dopo l'invenzione del telegrafo, Edison realizzò un ripetitore telegrafico in grado di incidere i punti e le linee del codice morse su un disco, e in seguito si accorse che se il disco ruotava ad una velocità sufficientemente alta, la puntina emetteva vibrazioni che ricordavano il timbro della voce umana. Da lì l’idea di cercare di registrare la voce umana.
      • "Edison Speaking Phonograph Company“ e brevetto del fonografo nel 1878
    12. Thomas Edison pubblicità per fonografo 1900
    13. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • il desiderio di conservare una traccia del presente (“questa sfida al tempo che consente di vedere e di ascoltare i morti”) è un elemento centrale dell’immaginario della comunicazione alla fine del diciannovesimo secolo
      • in seguito all’insuccesso commerciale del fonografo di Edison, nel 1890 diverse società di commercializzazione del prodotto propongono un nuovo uso per la macchina : installazione in luoghi pubblici e ascolto individuale di brani di musica per pochi centesimi
      • grammofono (Berliner, 1888): duplicazione delle registrazioni sonore su vasta scala a partire da una matrice (pensato come strumento di diffusione della musica, delle grandi arie d’opera)
    14. tasso di penetrazione dei beni di consumo nelle case americane Mass media, nuovi media, società delle reti per introdursi nel focolare domestico post-vittoriano il fonografo ha dovuto integrarsi nell’arredamento, presentarsi come elemento decorativo, divenire “meno fonografo possibile” Pianoforte Fonografo Telefono Automobile 1900 1910 1920 - 20% - 3% 15% 50% 6% 25% 37% 0,05% 2% 33%
    15. ultimo decennio dell’Ottocento per la prima volta si utilizzano dispositivi di comunicazione per il divertimento nella sfera privata
    16. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • nel 1921 si vendettero cento milioni di registrazioni (quattro volte più che nel 1914), otto dischi per apparecchio esistente
      • inizialmente il catalogo offre canzoni, ballate popolari, marce interpretate da musicisti anonimi
      • in seguito si è nell’età aurea dell’opera, i grandi cantanti godono di notevole fama, e le registrazioni della voce sono migliorate dal punto di vista tecnico
      • 1902, Gramophon Company, “la scelta più incantevole dei più grandi cantanti del mondo”: commercializzazione basata su interpreti famosi
      • per il pubblico colto l’ascolto a domicilio è l’inizio di un nuovo rapporto con la musica
    17. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • poco prima della Grande Guerra fa la sua apparizione un catalogo sul jazz, musica nata per un pubblico nero ( race labels ), ma che si diffonde anche tra i bianchi
      • si abbandona il ballo vittoriano per adottare la danza più libera attraverso la quale inizia il processo di emancipazione dei giovani dal mondo degli adulti
      • nasce la musica di varietà contemporanea
      • inizia un rapido processo di obsolescenza delle mode
      • l’attività degli editori diviene più forte
      • “ il motivetto di attualità prevale sul catalogo”
    18. il cinema: animare l’immagine?
    19. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • Benjamin: la tecnica della riproduzione sottrae il riprodotto all’ambito della tradizione e la crisi della tradizione è necessaria alla democratizzazione della massa
      • fondamentale in questo processo è il cinema
      • il cinema non impone il raccoglimento nell’attenzione estetica (esigenza per Benjamin specifica dell’arte tradizionale perché legata al rituale), ma invita ad una sorta di partecipazione che è più attitudine alla ricezione sospesa o all’esaminare distratto
      • maggiore identità dello spettatore con l’opera e accesso a un nuovo modo di percepire la realtà - che la fotografia e la fotografia in movimento promuovono presso la grande massa del pubblico
    20. Mass media, nuovi media, società delle reti lanterna magica
    21. Mass media, nuovi media, società delle reti teatro ottico di Emile Reynaud (1892)
    22. Mass media, nuovi media, società delle reti kinetoscopio di Edison (1888-1892)
    23. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • il 28 dicembre 1895 i fratelli Lumière proiettarono al Grand Café des Capucines di Parigi dieci film di circa un minuto l’uno ( cinématographe)
      • proiezioni cinematografiche furono nei teatri adattati (no sonoro)
      • quel che distingue il cinematografo dal kinetoscopio (cinetoscopio) di Edison riguarda il contenuto, il rapporto con il pubblico
      • Lumière, fotografo e disegnatore, immagina l’effetto spettacolare che si può ricavare dalla registrazione di scene di vita quotidiana pubblica o privata: le sue pellicole sono girate in esterni e concepite per rappresentare il movimento
      • cortei, uscita degli operai dalla fabbrica, arrivo di un treno: personaggi o oggetti dal fondo dello schermo al primo piano
    24. nel cinema potrebbe trovare realizzazione tutto ciò che il romanticismo chiese invano al teatro: la più spinta e sfrenata dinamicità delle forme, la completa animazione e vitalizzazione dello sfondo, della natura, degli interni, delle piante e egli animali; una vitalità, tuttavia, che non è vincolata dal contenuto e dai limiti della vita comune
    25. il cinematografo è venuto a trovarsi, fin dalla sua nascita, radicalmente distolto dai suoi apparenti fini tecnici e scientifici: lo spettacolo se ne impadronisce per farlo diventare cinema
    26. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • il cinema dunque come arte della fabbrica : racchiude in sé le forme e l’ideologia della moderna civiltà industriale
      • è nel sistema Hollywoodiano che il rapporto tra la fabbrica, l’immaginario e la società raggiunse la massima espressione
      The Jazz Singer Alan Crosland, 1927
    27. Mass media, nuovi media, società delle reti “ la novità sta nel fatto che gli elementi inconciliabili della cultura, l’arte e lo svago, vengono ridotti, attraverso la loro comune subordinazione allo scopo, a un solo falso denominatore: la totalità dell’industria culturale. Il potere sociale venerato dagli spettatori si manifesta più efficacemente nell’onnipresenza dello stereotipo imposta dalla tecnica” Theodor W. Adorno, Max Horkheimer
    28. Mass media, nuovi media, società delle reti “ il cinema fu il primo a riunire nei suoi circuiti gli spettatori di tutte le classi urbane, e anche di quelle contadine […] le frontiere culturali cadono nel mercato comune dei mass media” Edgar Morin
    29. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • Morin: dopo la prima industrializzazione, la seconda industrializzazione, quella che si rivolge alle immagini e ai sogni (industrializzazione dello spirito)
      • progresso ininterrotto della tecnica “volta a penetrare all’interno dell’umano e a versarvi merci culturali”
      • queste nuove merci sono “le più umane di tutte”, perché diffondono parvenze di umanità: amori e timori romanzati, cronache del cuore e dell’anima
      • dopo la Seconda Guerra Mondiale, le scienze sociali americane scoprono la Terza Cultura e la definiscono: mass culture (cultura prodotta secondo le norme della fabbricazione industriale di massa, divulgata secondo tecniche di promozione di massa, rivolta a una massa sociale)
    30. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • la nozione di ‘massa’ è ristretta: le società moderne non sono esclusivamente industriali e di massa ma anche tecniche, capitaliste, burocratiche, borghesi, di classe, individualiste, etc.
      • la nozione di cultura può apparire invece troppo larga (in senso etnografico) o troppo nobile (in senso aristocratico)
      • esistono fatti culturali universali, ma le regole e le modalitàdelle varie organizzazioni sociali variano nel tempo e nello spazio
      • c’è una cultura che definisce in rapporto alla natura le qualità specificamente umane dell’essere biologico chiamato uomo, e ci sono delle culture particolari che si differenziano per luoghi e per percorsi diversi
    31. Mass media, nuovi media, società delle reti CULTURA corpo complesso di norme, simboli, miti e immagini che penetrano l’individuo nella sua intimità, ne strutturano gli istinti e orientano le emozioni. Tale penetrazione si attua secondo rapporti mentali di proiezione e di identificazione polarizzati sui simboli, sui miti e sulle immagini della cultura, come sulle personalità mitiche e reali che ne incarnano i valori (antenati, eroi, dei). Una cultura fornisce dei punti di appoggio immaginari alla vita immaginaria; alimenta il compromesso tra reale e immaginario, che ognuno elabora all’interno di sé (la propria anima) e sviluppa all’esterno di sé, e di cui si ammanta (la propria personalità)
    32. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • attraverso la socializzazione e la scuola, la cultura nazionale proietta nelle esperienze mitiche del passato e lega attraverso rapporti di identificazione e proiezione agli eroi della patria (identificati a loro volta con il corpo insieme materno – amore per la Madrepatria – e insieme paterno – obbedienza allo Stato – della collettività)
      • la cultura religiosa è fondata sulla identificazione con il Dio salvatore e con la comunità che dà corpo alla Chiesa
      • la cultura umanistica offre saperi e sensibilità (disposizioni affettive e intellettuali) mediante il commercio delle opere letterarie, gli eroi del teatro e del romanzo, riflessioni dei moralisti e dei poeti (recupero del ruolo degli eroi mitologici e dei saggi delle società antiche)
    33. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • la cultura di massa è una cultura
      • costituisce un corpo di simboli, di miti e immagini che riguardano la vita pratica e la vita immaginaria
      • sistema di proiezioni e identificazioni particolari che si aggiunge alla cultura nazionale e alla cultura umanistica, spesso entrando in concorrenza con queste
      • società moderne: società policulturali
      • la cultura di massa integra e si integra in una realtà policulturale, “si fa controllare, contenere, censurare (dallo Stato o dalla Chiesa)” e contemporaneamente corrode e disgrega le altre culture
    34. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • la cultura di massa non è autonoma: può possedere tratti della cultura nazionale, di quella religiosa o di quella umanistica, o a sua volta può penetrare le altre culture
      • non è la sola cultura del XX secolo, ma è la corrente veramente “di massa” e nuova: cosmopolita e planetaria, è la prima cultura universale della storia dell’umanità
      • alla cultura di massa si oppone la barriera intellettuale dei “colti”
      • concezione di cultura aristocratica, qualificante e discriminante
      • da questo punto di vista, “cultura del XX secolo” non indica radio, televisione, cinema, cartoni animati, stampa, canzone, turismo, tempo libero ma indica Picasso, Stravinskij, Proust, Mondrian, Joyce, etc.
    35. Mass media, nuovi media, società delle reti
      • gli intellettuali rigettano la cultura di massa e parla di “sottoprodotti dell’industria moderna”
      • pensiero conservatore: divertimento per idioti, barbarie plebea
      • pensiero progressista-marxista: mistificazione consapevole del capitalismo per distrarre le masse dai veri problemi; l’alienazione dell’uomo nel lavoro si prolunga nell’alienazione dei consumi e del loisir
      • disprezzo umanistico: la cultura di massa è merce culturale di pessima qualità (“kitsch”)
      • - la cultura di massa non è stata prodotta dagli intellettuali, l’intellighenzia letteraria è spodestata dall’avvento di un mondo culturale in cui la creazione è dislocata e desacralizzata

    + Mario PiredduMario Pireddu, 1 month ago

    custom

    99 views, 0 favs, 1 embeds more stats

    More info about this document

    © All Rights Reserved

    Go to text version

    • Total Views 99
      • 95 on SlideShare
      • 4 from embeds
    • Comments 0
    • Favorites 0
    • Downloads 1
    Most viewed embeds
    • 4 views on http://coursecommunity.iulm.it

    more

    All embeds
    • 4 views on http://coursecommunity.iulm.it

    less

    Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
    Flag as inappropriate

    Select your reason for flagging this presentation as inappropriate. If needed, use the feedback form to let us know more details.

    Cancel
    File a copyright complaint
    Having problems? Go to our helpdesk?

    Categories