Mass Media, Nuovi Media, Società Delle Reti 10 Mario Pireddu - Presentation Transcript
Mass media, nuovi media, società delle reti Mario Pireddu [email_address]
Mass media, nuovi media, società delle reti
la cultura di massa produce stampa femminile e, in minor quantità, stampa specificamente maschile:
tendenza al mix tra contenuti d’interesse femminili e maschili, con prevalenza di quelli femminili
- stampa femminile: economia domestica, sentimenti, moda
se in precedenza il mondo operaio e contadino restava fuori dalla “umanità” (teatro come privilegio del consumo borghese), il cinema riunisce gli spettatori di tutte le classi sociali urbane (e contadine)
lo stesso avviene con gli spettacoli sportivi, la radio, la tv, etc.
“ le frontiere culturali cadono nel mercato comune dei mass media”
la cultura industriale è l’unico grande terreno di comunicazione tra le classi sociali
Mass media, nuovi media, società delle reti
evoluzione sociologica:
creazione di un gigantesco strato salariale che comprende il vecchio proletariato operaio (con sempre più possibilità di consumi e garanzie di sicurezza sociale) e la classe media (salariato moderno: piccoli artigiani e proprietari che diventano impiegati, dirigenti dei grandi gruppi commerciali e amministrativi)
la nuova cultura tende verso una omogeneizzazione dei consumi
- la fabbrica rimane ‘ghetto’, molte divisioni, gerarchie, rivendicazioni permangono (operai, ‘coletti bianchi’, etc.)
ma lo strato salariale diventa omogeneo per garanzie (pensioni, assicurazioni, etc.) e per identità dei valori di consumo
Mass media, nuovi media, società delle reti
tendenze: omogeneizzazione e eterogeneizzazione
“ la cultura industriale sarebbe dunque quella cultura il cui ambiente di sviluppo è costituito dal nuovo salariato”
confluire dei valori piccolo-borghesi nei valori del welfare moderno
nuova cultura:
economia capitalistica
democratizzazione dei consumi
formazione e sviluppo del nuovo salariato e dei valori “white collars”
- la nuova cultura è il “luogo comune” , la comunicazione tra strati e classi differenti
“ operai, dirigenti, tecnici, oltre che confusi sul piano immaginario del consumo radiofonico, della lettura, del cinema, si trovano già fisicamente mescolati in alcuni centri di vacanza, quale il Club Mediterranée”
Mass media, nuovi media, società delle reti
carattere sincretico e omogeneizzante della cultura di massa:
la tendenza omogeneizzante è anche una tendenza cosmopolita
attenua le differenziazioni culturali nazionali, verso una cultura delle grandi aree trans-nazionali
“ la cultura industriale adatta temi folclorici locali e li trasforma in temi universali”
temi ‘antropologici’ (denominatore comune di umanità)
- il flusso immaginario, estetico e ludico intacca le differenze locali, etniche, sociali, nazionali, quelle di età, sesso, educazione
Mass media, nuovi media, società delle reti
l’uomo “medio”:
uomo ‘immaginario’ che intrattiene con le immagini rapporti di identificazione e proiezione
uomo fanciullo amante del gioco, del mito, del racconto, del divertimento
uomo che dispone di un fondo comune di intelligenza e di ragione percettiva
“ l’uomo medio è una sorta di anthropos universale ”
il linguaggio che meglio gli si adatta è l’audiovisivo, linguaggio a quattro registri:
immagine
suono musicale
parola
scrittura
- la cultura di massa agisce su una “universalità primaria”, ma al contempo crea una nuova universalità partendo da elementi culturali tipici della modernità occidentale
Mass media, nuovi media, società delle reti
l’uomo medio è consumatore
la produzione culturale crea il pubblico di massa , il pubblico universale
nel far ciò, scopre un fondo umano comune al pubblico di massa
d’altra parte, è lo stesso mercato a determinare la produzione culturale
in questo la cultura di massa è diversa dalle altre culture industriali: anche queste utilizzano i mass media, ma in modo normativo (imposizione autoritaria o pedagogica, obbligo, prescrizione,etc.)
- elasticità relativa della cultura di massa:
essa è “il prodotto di un dialogo tra produzione e consumo”
Mass media, nuovi media, società delle reti se il dialogo è ineguale (“il consumatore non parla”), dal punto di vista del tempo si nota come i temi abbiano successo o decadano, evolvano o si stabilizzino non si può porre l’alternativa semplicistica: “ la cultura di massa si impone dall’esterno al pubblico (e gli fabbrica pseudo-bisogni e pseudo-interessi) o riflette i bisogni del pubblico?” dialettica del rapporto produzione-consumo : sistema di produzione / bisogni culturali dei consumatori
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