Corso Vvff Trapani

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Presentazione corso base di formazione sulla comunicazione pubblica ed istituzionale realizzato per i Vigili del Fuoco di Trapani

Presentazione corso base di formazione sulla comunicazione pubblica ed istituzionale realizzato per i Vigili del Fuoco di Trapani

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  • 1. Comunicazione nella Pubblica Amministrazione TRAPANI – 09-10-2006 riqualificazione Ispettori Antincendi del CNVVF Marina Mancini [email_address] www.marinamancini.it
  • 2. Obiettivo della giornata formativa
    • Definire la comunicazione
    • Gli ambiti di comunicazione nella PA
    • Customer satisfaction
    • Role play (esercitazione)
    • Individuare la normativa sulla comunicazione
    • I professionisti della Comunicazione pubblica
    • Comprendere la specificità del comunicatore pubblico
  • 3. Definizione di comunicazione
    • La comunicazione (dal lat. cum = con, e munire = legare, costruire) è lo scambio di informazioni per mezzo di segni tra sistemi , in particolare tra esseri viventi e tra persone.
    • La caratteristica fondamentale dei sistemi che comunicano è la capacità di interagire comprendendo ciò che viene comunicato.
  • 4. Come comunichiamo
    • Nell'uso quotidiano, la comunicazione è lo scambio di pensieri tra esseri umani per mezzo
    • della parola,
    • della scrittura ,
    • dei gesti ,
    • delle immagini
    • dei suoni
  • 5. Comunicare = Partecipare
    • Quindi quando Comunichiamo vuol dire che rendiamo partecipi altri individui ( attraverso voce – scritto – mimica) di notizie, fatti, stati d’animo .
  • 6. ATTO COMUNICATIVO
    • si distinguono diversi elementi che concorrono a realizzare un singolo atto comunicativo:
    • emittente : la fonte delle informazioni effettua la codifica di queste ultime in un messaggio
    • ricevente : accoglie il messaggio, lo decodifica, lo interpreta e lo comprende
    • codice : parola parlata o scritta, immagine, tono impiegata per "formare" il messaggio
    • canale : il mezzo di propagazione fisica del codice (onde sonore o elettromagnetiche, scrittura, bit elettronici)
    • contesto : l'"ambiente" significativo all'interno del quale si situa l'atto comunicativo
    • contenuto : l'oggetto della comunicazione
  • 7. Feedback o informazione di ritorno
    • il processo comunicativo ha una intrinseca natura bidirezionale , quindi il modello va interpretato nel senso che si ha comunicazione quando gli individui coinvolti sono a un tempo emittenti e riceventi messaggi.
  • 8. Feedback/2
    • ogni processo comunicativo tra esseri umani possiede due dimensioni distinte: da un lato il contenuto , ciò che le parole dicono, dall'altro la relazione , ovvero quello che i parlanti lasciano intendere, a livello verbale e più spesso non verbale, sulla qualità della relazione che intercorre tra loro.
  • 9. Processo comunicativo Ricevente Emittente codice canale messaggio contesto contesto feedback feedback
  • 10. Disturbi nella comunicazione
    • Disturbi esterni : rumore, telefono che squilla, più persone che parlano
    • Disturbi interni : di natura psicologica (ansia, paura, stato emotivo)
    • Disturbi dovuti a difetti del canale : (voce bassa, miopia, problemi pc)
    • Disturbi nella formulazione del messaggio : scarsa dimestichezza, stanchezza, scarsa motivazione
    contesto
  • 11.
    • Chi emette il messaggio vuole dire
    • 100
    • (quello che pensa)
    • Riesce a dire
    • 70
    • (la traduzione in parole e gesti del pensiero perde già molto dell’idea originale
    • Per difficoltà di tradurre
    • i pensieri in parole, disturbi, rumori)
    Chi riceve il messaggio Ne recepisce 45 (perché non è un registratore, per i rumori tra chi invia e chi riceve, per la relazione Ne capisce 20 (all’atto della decodifica, diverso dal vissuto di chi emette il messaggio) Ne ricorda 8-10 Quello che rimane impresso
  • 12. Esercitazione
    • Il telefono senza fili
    • Leggiamo un articolo, e riportiamolo vari volte ad un nostro ascoltatore che diverrà poi narratore.
    • Quanta parte del messaggio originale si perde?
  • 13. La PA che comunica
    • La PA non comunica per persuadere i cittadini della validità e conformità legale delle scelte operate, questa è la dimensione politica ,
    • ma per farli partecipare alle decisioni assunte e alle opportunità offerte , che vuol dire ampliare la dimensione sociale della comunicazione.
    • CONOSCENZA VISIBILITA ’ FIDUCIA
  • 14. La comunicazione PA che cambia La semplice PUBBLICITÀ LEGALE non basta più Serve COMUNICARE informazioni complete ed esaurienti e un’immagine positiva della P.A. per il consolidarsi di NUOVE ESIGENZE TRASPARENZA SODDISFAZIONE ACCESSO AI SERVIZI
  • 15. I punti di forza delle attività di comunicazione
    • CONSAPEVOLEZZA della NATURA SEGMENTATA DELL’UTENZA
    • DISTINZIONE TRA I PROFILI DEI DIRITTI E DEI BISOGNI DEL CITTADINO
    Fonte: Stefano Rolando LA COMUNICAZIONE PROMUOVE E CONSOLIDA:
  • 16. I punti di forza delle attività di comunicazione Fonte: Stefano Rolando CITTADINO ELETTORE CITTADINO UTENTE CITTADINO PERSONA
  • 17. I punti di forza delle attività di comunicazione Fonte: R. Grandi – A. Messeri TENSIONE AL MIGLIORAMENTO DEI RAPPORTI CON IL CITTADINO in quanto FRUITORE DI SERVIZI LA COMUNICAZIONE PROMUOVE E CONSOLIDA:
  • 18. I punti di forza delle attività di comunicazione Fonte: R. Grandi – A. Messeri CITTADINO UTENTE = OBBLIGO DELLA P.A. DI PREDISPORRE ED EROGARE SERVIZI QUANTITA’
  • 19. I punti di forza delle attività di comunicazione Fonte: R. Grandi – A. Messeri QUALITA’ CITTADINO CLIENTE = DIRITTO AD ESPRIMERE UN GIUDIZIO
  • 20. Cittadino utente ≠ cittadino cliente
    • “ Le parole sono importanti ” diceva Michele Apicella/Nanni Moretti in “La Messa è finita”.
    • E così non è privo di conseguenze per un’amministrazione pubblica chiamare il proprio utente di riferimento “cittadino” o “cliente”.
    • A partire dagli anni ’90 si passa dall’idea del cittadino come suddito delle amministrazioni pubbliche al cittadino utente/cliente di servizi pubblici e azionista in quanto contribuente e titolare del diritto di voto .
    • Questi ultimi anni, invece, sono quelli del cittadino e anche, sempre più spesso, della cittadinanza attiva .
  • 21. Comunicazione interna Collaborazione tra le singole strutture Maggiore partecipazione e coinvolgimento del personale Migliore collaborazione tra struttura e back-office Migliore qualità del servizio di front-office SODDISFAZIONE DEL CITTADINO REVISIONE DEI PROCESSI ORGANIZZATIVI ED EROGATIVI DEGLI ENTI IL CIRCOLO VIRTUOSO DELL’ORGANIZZAZIONE INTERNA
  • 22. Esercitazione
    • Individuiamo le parole chiave per definire cittadinanza attiva
    • Individuiamo i bisogni e le aspettative degli utenti/clienti nei vostri confronti
  • 23. Cittadinanza attiva
    • Ma cosa significa, per un’amministrazione, interagire non più con un suddito e non solamente con un utente/cliente ma con un cittadino, magari anche attivo?
    • Significa prevedere che i cittadini e tutti gli altri pubblici di riferimento abbiano un ruolo più o meno attivo nella vita dell’amministrazione.
    Ascolto Partecipazione Inclusione Comunicazione Trasparenza Affidabilità cambiamento
  • 24. Customer satisfaction/1
    • La customer satisfation è l’evoluzione del concetto di marketing del mondo privato
    • Obiettivi primari:
    • creare valore per il cliente
    • Saper corrispondere alle aspettative
    • I cittadini/clienti vogliono qualcosa in più del servizio/prodotto, vogliono essere riconosciuti, considerati, ascoltati.
  • 25. Customer satisfaction/2
    • La realizzazione di un’indagine di customer satisfaction può essere finalizzata:
    • a progettare i sistemi di erogazione dei servizi
    • a definire e valutare l’efficacia delle politiche pubbliche
  • 26. Customer satisfaction/3
    • La customer satisfaction consente di progettare e migliorare i sistemi di erogazione dei servizi mirati sui bisogni dei cittadini , utilizzando al meglio le risorse disponibili.
    • In particolare la customer satisfaction aiuta a:
    • Definire in modo strategico nuovi pacchetti di servizi o interventi di miglioramento su pacchetti già esistenti. La sfida, anche per le amministrazioni pubbliche, è quella di incrementare l’insieme dei servizi offerti, a parità di tariffa e di costi sostenuti dall’amministrazione.
    • Definire il livello di coinvolgimento e di partecipazione al servizio da parte dell’utente-cliente.
    • Dimensionare le caratteristiche tecniche del servizio rendendolo a misura di utente-cliente
  • 27. Cultura del risultato
    • Dalla cultura degli adempimenti alla cultura del risultato
    • La Pubblica Amministrazione trova la sua ragione di esistere non nel generare profitto, come l’industria, ma nel fornire servizi ai cittadini che permettano al Paese di mantenere i livelli di funzionamento europei.
    • Anche il cittadino sta cambiando, cresce la consapevolezza dei suoi diritti nei confronti della gestione pubblica, crescono le sue aspettative nei confronti dei servizi pubblici, in altre parole diventa " cliente " cioè destinatario di quella stessa attenzione volta alla soddisfazione dei bisogni che gli attribuiscono le aziende private e non più semplicemente "utente", cioè passivo fruitore di servizi pubblici burocratici
  • 28. Doveri Costituzionali
    • Chi comunica deve deontologicamente farlo rispettando:
    • Riservatezza (sparti-code – sportelli riservati)
    • Imparzialità (equo trattamento)
    • Correttezza (giusta informazione)
  • 29. Tre usi della comunicazione
    • COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE
    • COMUNICAZIONE POLITICA
    • COMUNICAZIONE SOCIALE
  • 30. Comunicazione Istituzionale
    • Attività e funzioni dell’Amministrazione
    • Norme
    • Funzionamento uffici e servizi
    • Comunicazione servizio e immagine
    • Secondo i principi di trasparenza , pubblicità , informazione dell’azione amministrativa sanciti dalla Legge 241 del 1990
  • 31. Comunicazione politica
    • Proviene dalle istituzioni pubbliche e dai partiti (art. 49 Costituzione)
    • Incentrata su tematiche controverse di interesse generale
    • Orientamenti e opinioni contrastanti
    • Pericoli:
    • Sovrapposizione di funzioni
  • 32. Comunicazione sociale
    • Promuove la risoluzione di problemi di interesse generale (tutela ambietale, salute, previdenza, occupazione, servizi sociali)
    • Comunicazione di pubblica utilità
    • Sanzioni in caso di inadempienza
  • 33. Role play
    • Creiamo una situazione che si verifica di frequente nel vostro ufficio/reparto/servizio
    • Con un utente
    • Un operatore
    • Il pubblico che giudica
  • 34. Un po’ di storia…
    • La Pubblica Amministrazione ha iniziato un processo di innovazione solo negli ultimi 15 anni
    • 1990
    • Inizia la riforma della PA
  • 35. La riforma della PA
    • SEPARAZIONE TRA POTERE POLITICO E “ORGANI TECNICI”
    • RIFORMA DELL’ORGANIZZAZIONE DEGLI ENTI
    • RELAZIONE CON IL CITTADINO
    • Si dibattono i temi della trasparenza dell’agire pubblico e di un nuovo rapporto con il cittadino, su basi relazionali, collaborative, partecipative e di servizio. Cittadini soggetti attivi.
  • 36. Una riforma necessaria informazione COMUNICAZIONE amministrazione CULTURA DEL SERVIZIO STRATEGIA adempimento
  • 37. Ordinamento delle Autonomie locali
    • Legge 8 giugno 1990, n. 142
    Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 135 – S.O. - del 12 giugno 1990 PARTECIPAZIONE
  • 38. Ordinamento delle Autonomie Locali        valorizzare le libere forme associative e promuovere organismi di partecipazione dei cittadini all’amministrazione locale   art. 6, c. 1         prevedere la partecipazione degli interessati ai procedimenti incidenti su situazioni giuridiche soggettive   art. 6, c. 2         prevedere forme di consultazione della popolazione (ad esempio: il referendum) art. 6, c. 3 e 4         riconoscere il diritto all’azione popolare innanzi alle giurisdizioni amministrative art. 7, c. 1 e 2        stabilire che tutti gli atti dell’amministrazione sono pubblici art. 7, c. 3         riconoscere ai cittadini il diritto all’accesso agli atti, all’informazione, all’individuazione dei responsabili dei procedimenti   art. 7, c. 4 e 5        prevedere l’eventuale istituzione della figura del Difensore Civico art. 8, c. 1 e 2
  • 39. Ordinamento delle Autonomie Locali LA REALIZZAZIONE DI UNA AMMINISTRAZIONE PARTECIPATA E’ POSSIBILE SOLTANTO IN PRESENZA DI UN CITTADINO CHE:
    • POSSA AVERE ACCESSO AGLI ATTI
    • SIA INFORMATO
  • 40. NUOVE NORME IN MATERIA DI PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E DI DIRITTO DI ACCESSO AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Legge 7 agosto 1990, n. 241 IL RICONOSCIMENTO DEL PRINCIPIO DEL DIRITTO ALL’INFORMAZIONE VIENE ESTESO A TUTTE LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 – S.O. - del 18 agosto 1990
  • 41. Legge 241/1990         ispirandosi a criteri di economicità, efficacia, pubblicità, ed evitando di aggravare i procedimenti senza motivo   art. 1         definendo la tipologia di atti ed i tempi necessari alla conclusione dei procedimenti art. 2         esplicitando chiaramente le motivazioni che hanno determinato le decisioni dell’amministrazione   art. 3         individuando e rendendo noti i responsabili dei procedimenti art. 4        comunicando personalmente e direttamente agli interessati l’avvio dei procedimenti   artt. 7 e 8         assicurando ai soggetti interessati l’esercizio del diritto all’accesso agli atti e della partecipazione al procedimento   art. 10 e 11
  • 42. Dare attuazione alla riforma Legge 23 ottobre 1992, n. 421 Delega al Governo per la razionalizzazione e la revisione delle discipline in materia di sanità, di pubblico impiego, di previdenza e di finanza territoriale … . prevedere l'adeguamento degli uffici e della loro organizzazione al fine di garantire l'effettivo esercizio dei diritti dei cittadini in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241
  • 43. Nascono gli URP D. lgs. 3 febbraio 1993, n. 29 Art. 12 – Uffici per le relazioni con il pubblico 1.     Le amministrazioni pubbliche, al fine di garantire la piena attuazione della legge 7 agosto 1990, n. 241, individuano , nell'ambito della propria struttura e nel contesto della ridefinizione degli uffici di cui all'articolo 31, uffici per le relazioni con il pubblico .
  • 44. L’evoluzione dell’URP
    • Inizialmente è previsto soprattutto come ufficio per il diritto d’accesso (dpr 352/92, art. 6)
    • Subito viene anche visto come strumento di ascolto per migliorare i servizi (D.lgs 23/93 e Circolare funzione pubblica n. 17/93)
    • Oggi è sempre più visto come il cuore della funzione di comunicazione nella PA (dalla direttiva 11/10/94 del Presidente del Consiglio alla L. 150/2000)
    • Sviluppi futuri: contact center, sportello unico della PA, servizio di tutela del diritto alla privacy
  • 45. U.R.P.
    • SERVIZI ALL’UTENZA PER L’ESERCIZIO DEI DIRITTI DI PARTECIPAZIONE (legge 241/90)
    • INFORMAZIONE RELATIVA AGLI ATTI E ALLO STATO DEI PROCEDIMENTI
    • RICERCA E ANALISI FINALIZZATE ALLA FORMULAZIONE DI PROPOSTE SUGLI ASPETTI ORGANIZZATIVI E LOGISTICI DEL RAPPORTO CON L’UTENZA
  • 46. U.R.P. Direttiva P.C.M. 17 gennaio 1994 “Principi di erogazione dei servizi pubblici” Direttiva P.C.M. 11 ottobre 1994 “Principi per l’istituzione ed il funzionamento degli U.R.P.” informazione amministrazione COMUNICAZIONE SERVIZIO
  • 47. Una riforma partecipativa Impulso alla PARTECIPAZIONE ed all’AZIONE POPOLARE Valorizzazione delle LIBERE FORME ASSOCIATIVE Garanzia della INFORMAZIONE e PARTECIPAZIONE al procedimento SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA COMUNICAZIONE di PUBBLICA UTILITA’ I C T ANALISI RICERCA VERIFICA COMUNICAZIONE = luogo d’incontro
  • 48. Un po’ di storia 1995 - 1999 LA PRODUZIONE NORMATIVA IN MATERIA DI COMUNICAZIONE SI ARRESTA, LASCIANDO SPAZIO ALL’EVOLVERSI DELLE DIVERSE ESPERIENZE OPERATIVE
  • 49. La Legge 150/2000: attività di informazione e comunicazione LEGGE 7 giugno 2000, n. 150 Disciplina delle attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – del 13 giugno 2000, n. 136.
  • 50. La Legge 150/2000: attività di informazione e comunicazione
    • DEFINISCE E DISTINGUE LE ATTIVITA’ DI INFORMAZIONE E DI COMUNICAZIONE , E LE LORO FINALITA’
    • INDIVIDUA TIPOLOGIA E COMPITI DELLE SPECIFICHE FIGURE PROFESSIONALI AD ESSE PREPOSTE
    • DISPONE L’OBBLIGO PER LE P.A. DI ADOTTARE APPOSITI REGOLAMENTI DI RIORGANIZZAZIONE DEGLI URP
  • 51.
    • INFORMAZIONE AI MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA (stampa, audiovisivi, strumenti telematici)
    • COMUNICAZIONE ESTERNA RIVOLTA AI CITTADINI, ALLA COLLETTIVITA’ E AD ALTRI ENTI ATTRAVERSO OGNI MODALITA’ TECNICA ED ORGANIZZATIVA
    • COMUNICAZIONE INTERNA
    La Legge 150/2000: attività di informazione e comunicazione ATTIVITA’:
  • 52.
    • ILLUSTRARE E FAVORIRE LA CONOSCENZA DI LEGGI E NORMATIVE
    • ILLUSTRARE LE ATTIVITA’ DEGLI ENTI E IL LORO FUNZIONAMENTO
    • FAVORIRE L’ACCESSO AI SERVIZI PUBBLICI
    La Legge 150/2000: attività di informazione e comunicazione FINALITA’:
  • 53.
    • PROMUOVERE CONOSCENZE ALLARGATE SU TEMI DI RILEVANTE INTERESSE PUBBLICO E SOCIALE
    • FAVORIRE PROCESSI INTERNI DI SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE E MODERNIZZAZIONE DEGLI APPARATI
    • PROMUOVERE L’IMMAGINE DELLE AMMINISTRAZIONI E DELL’ITALIA NEL MONDO
    La Legge 150/2000: attività di informazione e comunicazione FINALITA’:
  • 54. La Legge 150/2000: attività di informazione e comunicazione Attività   Finalità Figura professionale             INFORMAZIONE attività nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche       PORTAVOCE   attività prioritariamente indirizzate ai mezzi di informazione di massa       UFFICIO STAMPA   COMUNICAZIONE       attività indirizzate ai cittadini singoli e associati   U.R.P.   Sportelli : per il cittadino unici polifunzionali per le imprese
  • 55. FINALITA’ DELLA LEGGE 150/2000 :
    • Coerente politica di comunicazione integrata
    • Gestione professionale dei rapporti della PA con i mass media
    • Realizzazione di flussi di comunicazione interna per:
      • migliorare qualità servizi e efficienza organizzativa
      • creare senso di appartenenza, coinvolgimento, condivisione
    Direttiva sulle attività di comunicazione delle pubbliche amministrazioni
  • 56. Le professionalità
    • Dpr 422/2001: titoli di accesso e formazione/qualificazione del personale già addetto (escluse le Regioni)
    • Personale dirigenziale e categoria C: laurea in Scienze della Comunicazione
    • Non possono lavorare negli Urp personale di categoria inferiore alla B (che va comunque formato)
    • Per le attività di informazione (capo ufficio stampa, ma anche altro personale che intrattiene relazioni con i media) è prevista l’iscrizione all’albo giornalisti (pubblicisti o professionisti) – E’ escluso il Ministero degli esteri
  • 57. I comunicatori: di cosa si occupano
    • tendenza ed evoluzione della comunicazione e dell'informazione istituzionale e di interesse generale;
    • analisi dei processi di trasformazione dei sistemi amministrativi;
    • il quadro normativo riguardante l'informazione, la comunicazione pubblica, la stampa, la privacy;
    • le tecniche e strumenti della comunicazione e dell'informazione,l'utilizzo delle nuove tecnologie e qualità della comunicazione pubblica su Internet;
  • 58. I Comunicatori: di cosa si occupano/2
    • la predisposizione dei piani annuali di comunicazione e delle campagne di informazione;
    • il marketing nel sistema pubblico;
    • la comunicazione interna e la comunicazione organizzativa;
    • logiche organizzative e strategie comunicative;
    • le tecniche di relazioni pubbliche;
    • la comunicazione interpersonale;
    • i new media;
    • tecniche di elaborazione dei messaggi e prodotti di comunicazione;
    • tecniche di valutazione dei progetti e prodotti comunicativi
  • 59. Il professionista della comunicazione
    • Il professionista definisce cosa comunicare in modo da:
    • comunicare in modo veritiero, tempestivo e impegnativo
    • tener conto degli interessi dei diversi pubblici
    • attivare iniziative di comunicazione coerenti ai principi etici e adeguate alla situazione di crisi
  • 60. I profili
    • La proposta dell’associazione Comunicazione Pubblica all’Aran:
    • Comunicatore pubblico
    • E' il responsabile dell'organizzazione e dirigerà le strutture di comunicazione.
    • Addetto alla comunicazione e alle relazioni con il pubblico
    • E' colui che presiede il front e il back office nelle strutture di comunicazione.
  • 61. I profili
    • Il Responsabile URP
    • L’operatore URP
    • Il Capo-Ufficio stampa
    • L’Addetto Stampa
    • Il portavoce
    Comunicatore Pubblico
  • 62. Il Portavoce
    • Coadiuva l’organo di vertice nei rapporti politico-istituzionali con gli organi di informazione (comunicazione politica)
    • Può essere assunto anche dall’esterno
    • Non può svolgere altre attività nel settore dell’informazione
  • 63. L’Ufficio Stampa/1
    • Sulla base delle direttive del vertice cura i rapporti con gli organi di informazione
    • Deve garantire trasparenza, chiarezza e tempestività delle informazioni
    • Il personale deve essere iscritto all’Ordine dei Giornalisti
    • Lo dirige il Capo Ufficio Stampa
  • 64. L’ufficio Stampa/2
    • Può essere gestito in forma associata da più enti (attraverso una convenzione)
    • Può essere formato anche da personale esterno (previa verifica risorse interne) che lavora per l’ente in via esclusiva
    • Opera in stretta collaborazione con l’URP (campagne informative, aggiornamento sito, iniziative editoriali, redazione riviste, ecc.)
  • 65. L’U.R.P.
    • Presiede alla funzione di comunicazione sia interna che esterna (istituzionale, di servizio, sociale)
    • E’ dotato di personale qualificato (viene introdotta la figura del comunicatore pubblico)
  • 66. Direttiva F.P. 7 febbraio 2002
    • Finalizzata all’attuazione della legge 150/2000
    • La comunicazione istituzionale entra a pieno titolo nell’orizzonte della missione della nuova pubblica amministrazione, diviene snodo importante non solo della nuova relazione con il cittadino ma anche dei processi di cambiamento e di modernizzazione a condizione che venga realizzata una rete efficace di scambio informativo e comunicativo interna alle amministrazioni
    Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale N. 74 del 28 Marzo 2002
  • 67. Nuove direttrici:
    • La Direttiva del 7 febbraio 2002 della funzione pubblica:
      • L’Urp come strumento del cambiamento
      • La comunicazione Interna e le Intranet come motore del cambiamento organizzativo
      • L’attuazione dei piani di comunicazione e il coordinamento delle strutture di comunicazione (urp, ufficio stampa, portavoce)
  • 68. Nuovi linguaggi: IL LINGUAGGIO : COMBATTERE IL BUROCRATESE SERVIZIO DI CONSULENZA (PROGETTO CHIARO) www.funzionepubblica.it/chiaro
  • 69. Nuovo linguaggio
    • Codice di Stile (Cassese, 1993)
    • Manuale di Stile (Fioritto, 1997)
    • Circolare del 2 maggio 2001 (emanata dal Dipartimento per gli Affari Giuridici e Legislativi)
    • Direttiva sulla semplificazione del linguaggio dei testi amministrativi 8 maggio 2002 (emanata dal Dipartimento della Funzione Pubblica)
  • 70. Nuovi strumenti
    • Pubblicazioni: House Organ, Newsletter, manuali, notiziario comunale, sito web, rassegna stampa
    • Audiovisivi e comunicazioni radiofoniche
    • (es. telepa video notiziario per i dipendenti PA)
    • Strumenti telematici: banche dati ed Intranet
    • Posta elettronica
  • 71. In evidenza : URP e UFFICIO STAMPA
    • COMPITI DELL’URP
    • Gestione reti civiche e sito internet
    • Ascolto del cittadino
    • Verifica qualità servizi
    • COMPITI DELL’UFFICIO STAMPA
    • Redazione comunicati per informare e promuovere lancio di servizi
    • Organizzazione eventi e conferenze stampa
    • Rassegna stampa
    • Newsletter istituzionale e altri prodotti editoriali
    Direttiva sulle attività di comunicazione delle pubbliche amministrazioni
  • 72. STRUTTURA DI COORDINAMENTO : COMUNICAZIONE INTERNA COMUNICAZIONE ESTERNA Momenti diversi della stessa funzione di comunicazione e informazione STRUTTURA DI COORDINAMENTO TRA URP E UFFICIO STAMPA Direttiva sulle attività di comunicazione delle pubbliche amministrazioni
  • 73. STRUTTURA DI COORDINAMENTO : PROGRAMMA DELLE INIZIATIVE DI COMUNICAZIONE
    • Definizione degli obiettivi di comunicazione integrata
    • Descrizione delle singole azioni con l’indicazione dei tempi di realizzazione
    • Scelta dei mezzi e del budget
    • Attività di monitoraggio
    Direttiva sulle attività di comunicazione delle pubbliche amministrazioni
  • 74. Le risorse
    • Le amministrazioni si impegnano a individuare nel proprio bilancio un capitolo dedicato alle spese complessive per la comunicazione e informazione pubblica in una percentuale non inferiore al 2% delle risorse generali
  • 75. Valutazione della dirigenza
    • La dirigenza verrà valutata, ai sensi del D.lgs. del 30 luglio 1999 n. 286 e del D.lgs del 30 marzo 2001 n. 165, anche alla luce dell’applicazione della direttiva . Pertanto i vertici dell’amministrazione, in sede di emanazione della direttiva annuale e degli indirizzi strategici, indicheranno le misure di comunicazione istituzionale da adottare e gli obiettivi da raggiungere in linea con il programma di governo dell’amministrazione pubblica
  • 76. Il futuro della Comunicazione
    • Legittimazione della “cultura della comunicazione”
    • Coinvolgimento di tutta la struttura
    • Superamento delle logiche organizzative di tipo esclusivamente gerarchico, favorendo ruoli e posizioni di tipo “trasversale” (staff) e la nascita di organismi di coordinamento
    • Attenzione al “clima organizzativo”
    • Costruzione di una rete referenziale e di flussi informativi ben definiti
    • Continuità e coerenza di azione e presenza
    • Monitoraggio e verifica costante – ricerca collegiale degli eventuali correttivi
  • 77. Al cuore della comunicazione
    • Buona visione
  • 78. Sitografia utile
    • www.urp.it
    • www.compubblica.it
    • www.cantieripa.it
    • http://comunicazione.formez.it/
    • http://www.comunicatoripubblici.it/
    • http://www.fnsi.it/
    • http://www.osservatoriosullacomunicazione.com/
    • http://www.pubblicamente.it/
  • 79.
    • Arrivederci
    • [email_address]
    • www.marinamancini.it