Elementi di psicologia

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Elementi di psicologia

  1. 1. Elementi di psicologia Dr.ssa Marilena Civetta
  2. 2. Psicologia: diverse prospettive nasce tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 Il padre della psicologia è ritenuto W. Wundt Non ha seguito un percorso di crescita lineare, ma più correnti di pensiero hanno dato il loro contributo Metodo sperimentale vs metodo empirico
  3. 3. Prospettiva Fenomenologica Psicodinamica Comportamentistica Cognitivistica Storico-culturale
  4. 4. Freud e lo sviluppo psicosessuale del bambino Freud sostiene le strutture psichiche si formano durante lo sviluppo psicosessuale del bambino concepito secondo unevoluzione stadiale a partire dai primissimi giorni di vita: ogni stadio, ad eccezione del periodo di latenza è per Freud centrato su una particolare zona erogena, ossia unarea del corpo che, una volta stimolata, produce tensioni sessuali che devono essere scaricate (Freud, 1989). A partire già dal primo stadio il bambino costruisce i primi abbozzi che andranno a strutturare la propria personalità.
  5. 5. stadio orale ( 0 – 1 anni): Le esperienze orali sono per il bambino appena nato il prototipo dellesperienza del dolore e del piacere. Il piacere è attivato dal soddisfacimento delle pulsioni orali: la suzione, la masticazione, il mangiare donano al bambino una gratificazione sessuale, “alleviando eccitazioni poco confortevoli” (Miller, 1993): lenergia libidica è pertanto investita nella zona erogena orale. Il piccolo ha poi a che fare con il dolore derivante dalla frustrazione e dallangoscia, in quanto le pulsioni se non appagate divengono spiacevoli e aumentano dintensità: in queste situazioni il bambino può allucinare loggetto desiderato oppure sostituirlo (ad esempio può sostituire il senso, succhiando il dito) ottenendo tuttavia un soddisfacimento soltanto parziale.
  6. 6.  Naturalmente il soddisfacimento pulsionale non è sempre immediatamente possibile, in quanto esistono esigenze di igiene oppure di tempo che lo impediscono, è così che “i genitori insegnano ai bambini come soddisfare le proprie pulsioni in modo che siano accettabili per la società” (Miller, 1993), sono questi pertanto che mediano le richieste culturali della propria società ed educano i bambini a rispettarle: questa è la prima forma di conflitto che il bambino si trova a vivere e a dover superare..
  7. 7. stadio anale (1 -3 anni circa): verso la fine dello stadio orale il bambino ha quindi già sviluppato un abbozzo della sua personalità, che consistono in atteggiamenti verso se stesso e le altre persone e costruzione di strategie per ottenere gratificazioni dallambiente circostante che impone dei limiti. A questo punto i suoi interessi si spostano verso la zona anale e i bisogni del bambino evolvono e iniziano così nuovi conflitti con il mondo esterno. I genitori, in questa fase, iniziano ad esigere che la pulsione alla defecazione e alla minzione, si trasformi da “pulsione involontaria” a “pulsione volontaria” e dunque “ritardata”: il bambino deve imparare a tenersi pulito e il suo desiderio di gratificazione viene alleviato. Il bambino trova così dei modi per risolvere questo nuovo conflitto influenzato dallatteggiamento più o meno severo dei genitori. Attività ed eventi che hanno a che fare con la zona anale servono come prototipi per una grande varietà di comportamenti futuri
  8. 8. stadio fallico (3 – 5 anni): in questa fase i bambini cominciano a rendersi conto delle differenze sessuali tra uomini e donne e quindi dal possesso del pene dei maschi e della sua assenza nelle femmine; la zona erogena è la zona genitale. Leccitazione sessuale in questo periodo è rivolta non soltanto alla propria area genitale da parte del bambino, ma anche verso il genitore di sesso opposto: questa situazione è detta “complesso di edipo”. (Freud, 1991).
  9. 9.  Il bambino prova desiderio sessuale per la propria madre e non vuole condividerla con il padre; questo genera in lui lidea che egli voglia vendicarsi castrandolo. Per risolvere questo conflitto particolarmente intenso il bambino rimuove sia il desiderio sessuale per la madre, sia lostilità per il padre: sviluppa però un intenso legame emotivo con lui e vi si identifica: ciò fa in modo che il bambino si sforza a diventare come il padre e lo interiorizza a livello di credenze, valori, interessi e atteggiamenti.
  10. 10.  Da qui nasce “Super-io”, dallintroiezione dei comportamenti appropriati al proprio sesso e alla socializzazione; il bambino ottiene un maggiore controllo di sé e si adegua al senso morale dei propri genitori. Questa soluzione risulta soddisfacente per lIo che riduce fortemente langoscia e per lEs che può parzialmente possedere la madre attraverso lidentificazione (vicariante) con il padre.
  11. 11. Periodo di latenza (da 5 anni fino alla pubertà): dopo essere passato attraverso i tre stadi il bambino incontra un periodo di relativa calma in cui le pulsioni sessuali e le fantasie dei primi anni vengono appunto rimosse e rivolgono la loro attenzione alle attività scolastiche e sociali e ai bambini dello stesso sesso. In questo periodo vengono acquisite nuove capacità cognitive e assimilati in misura più ampia i valori della propria cultura. Lenergia sessuale continua a scorrere ma è incanalata negli interessi sociali e nella costruzione di meccanismi di difesa contro la sessualità: in questo modo lIo e il Super-io continuano a svilupparsi
  12. 12. stadio genitale (adolescenza): con larrivo della pubertà gli impulsi sessuali riemergono; essi si fondono con quelli precedenti già sperimentati (le zone erogene infatti, pur cambiando rispetto allinteresse del bambino in crescita, non vengono mai lasciate, ma subordinate alla nuova zona erogena), tuttavia sono adesso orientati verso i coetanei di sesso opposto. La meta è ora una sessualità adulta e matura, orientata alla riproduzione; è più altruistico e viene rivolto minore interesse allautosoddisfacimento rispetto agli stadi precedenti. Nonostante gli inevitabili conflitti che la vita porta con sé, a questo stadio la maggior parte delle persona raggiunge una relativa stabilità nel tempo.
  13. 13. Io E’ definito come “lorganizzazione coordinata dei processi mentali in una persona”; a questa struttura viene riconosciuta, così come anche al Super-io, una parte inconscia e una conscia, cui fanno capo rispettivamente la censura onirica e la rimozione da una parte e la percezione ed il controllo motorio dallaltra. Il linguaggio viene considerato come una funzione dellIo in cui i contenuti inconsci divengono pre-consci attraverso le parole (Ellenberger 1996).
  14. 14. Es E’ la sede del materiale del rimosso e delle pulsioni, a cui sono ora aggiunti i anche fantasie e sentimenti inconsci, in particolare i sentimenti di colpa.
  15. 15. Super-io Si forma in larghissima parte dallintroiezione della figura paterna come risoluzione del complesso edipico. Il Super-io è listanza vigilante, giudicante e punitiva di una individuo, è anche la fonte dei sentimenti sociali e religiosi dellumanità (Ellenberger 1996).
  16. 16. Ruolo dell’Io mediatore tra lEs, che è completamente amorale e il Super-io che può essere iper- morale e dunque crudele quanto lEs. LIo si sforza quindi di essere morale dovendo dominare contemporaneamente langoscia causata dalla realtà, langoscia pulsionale per le pressioni dellEs e langoscia per il senso di colpa conseguente alle pressioni del Super-io.
  17. 17. Strutture di personalità
  18. 18. Struttura Nevrotica Io: ben strutturato Esame di realtà: buono Meccanismo di difesa principale: rimozione Super-Io: strutturato/rigido Angoscia di castrazione
  19. 19. Struttura Psicotica Domina il principio del piacere, del tutto e subito; il soggetto non è in grado di procrastinare. L madre dello psicotico non è in grado di riconoscere il bambino come altro da sé. E’ una madre tossica, che intrude, che svuota; il bambino serve a nutrire un narcisismo fragile. La madre antepone quello che pensa sia il bisogno del bambino a quello di cui davvero ha bisogno il bambino. Non esiste la legge del padre, è presente il problema delle origini. Angoscia di frammentazione L’io non è riuscito a costituirsi e dunque non vi è neanche il super-io ed esame di realtà
  20. 20. Struttura Borderline Io: strutturato ma debole Esame di realtà conservato Meccanismi di difesa principali: scissione, identificazione proiettiva, idealizzazione Super-io: abbozzato Angoscia di abbandono
  21. 21. Meccanismi di difesa
  22. 22.  Un meccanismo di difesa entra in azione al di fuori della sfera della coscienza di fronte a una situazione che genera eccessiva angoscia. lIo ricorre a varie strategie per fronteggiare lestrema portata ansiosa dellevento, con lo scopo preminente di escludere dalla coscienza ciò che è ritenuto inaccettabile e pericoloso. Raramente i meccanismi di difesa intervengono separatamente: nella maggior parte dei casi sono combinati per fronteggiare levento o leffetto sotto più profili.
  23. 23. Negazione Nel livello nevrotico quello che viene negato è solo laffetto, mentre il rapporto con la realtà è di norma mantenuto. Il diniego, presente solitamente nelle psicosi, viene utilizzato quando il pericolo potenziale per il mantenimento della struttura psichica è estremo. Ovviamente, luso massiccio della negazione produce conseguenze negative nei confronti della possibilità di risoluzione di un problema sul piano di realtà; per cui questo meccanismo è in genere disadattativo e disfunzionale. È disadattivo perché non permette la risoluzione di un problema, invece è disfunzionale in quanto provoca un danno allindividuo.
  24. 24. Scissione Separazione delle qualità contraddittorie dell‘oggetto (buone e cattive), e di sentimenti ad esso relativi, spesso vissuti come non integrabili
  25. 25. Idealizzazione Costruzione di caratteristiche (del Sé o dell‘oggetto) onnipotenti e non rispondenti alla realtà oggettiva. È il meccanismo di difesa attraverso il quale si proietta su una persona una "perfezione" che non cè. Abbiamo unidealizzazione primaria, usata nellinfanzia quando il bambino ha unaltissima considerazione nei confronti dei propri genitori. Si può trovare anche nellinnamoramento, specialmente quando ci si innamora di qualcuno che al momento ci sembra perfetto.
  26. 26. Razionalizzazione Tentativo di "giustificare", attraverso comportamenti, ragionamenti ed argomenti un fatto o processo relazionale che il soggetto ha trovato angoscioso. In altre parole, la razionalizzazione consiste nel costruire attribuzioni, ipotesi o ragioni esplicative "di comodo", per poter contenere e gestire langoscia.
  27. 27. Intellettualizzazione Controllo razionale delle pulsioni al fine di evitare una compromissione nei confronti di qualità affettive inaccettabili, o che generano difficoltà nella loro gestione. Usata anche nell‘adolescenza per fronteggiare la ricca richiesta pulsionale tipica di questa età, spesso causa di sofferenza. Si tratta di un tipo particolare di razionalizzazione, in cui non solo si producono "spiegazioni apparentemente logiche", ma tali spiegazioni vengono direttamente fondate o riferite a dati teorici, scientifici, culturali di una certa astrazione. Si manifesta anche con lutilizzazione di temi o argomenti colti o culturalmente condivisi per nascondere langoscia.
  28. 28. Formazione Reattiva: sostituzione di un desiderio inaccettabile con un suo opposto (spesso un comportamento). Può incidere anche sulla costruzione della personalità del carattere; tanto che un eccesso di formazione reattiva può facilitare la costituzione di un cosiddetto "falso Sé".
  29. 29. Rimozione Allontanamento ("orizzontale") degli effetti pulsionali dellesperienza (traumatica o più generalmente inaccettabile) dalla sfera della coscienza. La rimozione sembra uno dei meccanismi di difesa più arcaici ed universali. Consiste nellinconsapevole cancellazione di un ricordo, di una esperienza che il soggetto ha vissuto come acutamente angosciante o traumatizzante. Unesperienza si dice traumatizzante quando soddisfa le seguenti caratteristiche:  Quando accade allimprovviso  Quando produce uno spavento acutissimo  Quando fa sì che il soggetto diventi impotente ed incapace di controllare situazioni.
  30. 30. Proiezione Attribuzione dei propri sentimenti e affetti non accettati allesterno, su un altro oggetto o sullintero ambiente. Opera di frequente assieme alla scissione delle proprie qualità ritenute "buone" e "cattive", ed in cui vengono proiettate allesterno le ultime.
  31. 31. Identificazione Auto-attribuzione ed "assunzione" di caratteristiche e qualità proprie delloggetto stimato e amato. È fondamentale nello sviluppo del bambino, che "copierà" caratteristiche dei genitori e di altre persone significative nel corso della sua crescita. (meccanismo legato al processo evolutivo della persona)
  32. 32. Identificazione Proiettiva E’ una forma di proiezione ma nella proiezione semplice si rimane distante dai contenuti proiettati Nell’IP l’oggetto comincia ad essere trasformato nella proiezione stessa. Ci sono quindi due fasi: degli aspetti di sé vengono disconosciuti e attribuiti ad altri il bersaglio della proiezione comincia ad essere trasformato nella proiezione stessa G. Gabbard: Psichiatria Psicodinamica, R. Cortina Editore, 2004
  33. 33. Introiezione Processo di assimilazione e "assorbimento" delloggetto o di sue qualità, che vengono riconosciute come proprie. Le caratteristiche introiettate delloggetto diventano indistinguibili (a livello rappresentativo) dal Sé. Non si tratta di una "copiatura", ma di un vero e proprio "assorbimento" della rappresentazione delloggetto e delle sue qualità nella propria struttura psichica. Meccanismo essenziale nello sviluppo infantile, che consente al bambino di assimilare le figure significative, come i genitori, e di mantenere internamente e "ricorrere" alle loro qualità anche in assenza di esse. (meccanismo legato al processo evolutivo della persona)
  34. 34. Spostamento Investimento di sentimenti inaccettabili su un oggetto "sostitutivo", che assume il ruolo di oggetto manifesto, o apparente, ed è in stretto rapporto simbolico con loggetto reale o la rappresentazione mentale che causa lattivazione di questa difesa. Interviene spesso nella genesi delle fobie, per cui si sposta il sentimento inaccettabile sulloggetto detto fobigeno.
  35. 35.  Sublimazione: soddisfazione della pulsione mediante il cambiamento dello scopo o delloggetto in direzione più accettata culturalmente (per esempio: aspirazioni artistiche al posto delle pulsioni sessuali). Repressione: È quel meccanismo di difesa che consiste nella decisione consapevole di "reprimere" la rappresentazione interna di unesperienza angosciosa dal campo della coscienza. Annullamento Retroattivo: compiere unazione al fine di annullarne "magicamente" una precedente. Ad esempio: compulsione a lavarsi necessaria per annullare un atto ritenuto come "sporco" svolto in precedenza, reale o meno che sia. È un tipico meccanismo di difesa della nevrosi ossessiva.

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