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Andrea Possieri -Garibaldi-  1845-1860
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Andrea Possieri -Garibaldi- 1845-1860

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capitolo 4 del volume "Garibaldi" di Andrea Possieri, Il Mulino, 2010. Il capitolo è intitolato LA SCELTA NAZIONALE. E' un libro piacevole e di facile lettura, che descrive nei dettagli vita e opere …

capitolo 4 del volume "Garibaldi" di Andrea Possieri, Il Mulino, 2010. Il capitolo è intitolato LA SCELTA NAZIONALE. E' un libro piacevole e di facile lettura, che descrive nei dettagli vita e opere di Garibaldi.

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  • 1. islìN !l/lÌ 3rì l, rì, ,:i},.lÌ.!ìr,y-tilll ,ilnllliuilLtilil|illltiltii.$,w
  • 2. Indicea Chiara e Michele Prefazione p.7 L Un eroe romantico I5 il. La Íormazione 47 m. <<La guerra es la verdadera vida del hombre>> 79 IV La scelta nazionale I17 V. L Unità dItalia 155 /I. Lautunno di un rivoluzionaùo 1.9) Indice dei nomi 239I lettori che desiderano inftrrnrarsi sLri libri e sulf insieme delle attivitàde1la Società edítrice íl Mulino l)()ssono consultare il sito Internet:www.mulino,itISBN 978 88 r5 13975-1 lìrtti i diritticopyright o 2010 by Società cditricc il MLrlino, ll()krgrrir.,or.o rii.rrruti. Nessuna parte di qucsta 1rLrl>Slitrrzi.nt: csscrc fb-tocopiata, riprodotta, urihiuiotr, mcmolizzulir () l|irslììcss1l irr tltrrrlsiasi rrirformao ^."ro-elettronico,mcccanico,tclrrogtrtlittttliliitrrlc-scllonnei termini prevístí dalia legge che tutela il I)i1itr6 tlArrr6rr. l)rrrrltrcinformazioni si veda il sito www.mulino.itledizioni/fotocopic
  • 3. Capitolo clLtartc) La scelta nazionale1. Il biennìo riuo/uzictnario La nostra Legione Italiana e Garibaldi fanno prodigi: glita-liani sono amati e stimati dalla popolazione, come salvatori dellacittà. La causa nazionaleltaliana vè amata come può essedo danoi. Vorrei che poteste veder i giornali della città. Così, nel maggio del 1845, Giuseppe Mazzini scrissealla madre, Maria Drago, parlandole per la prima volta diGaribaldi. Aveva capito, grazie anche alla corrispondenzacon Giovanni Battista Cuneo a Montevideo, le <<poten- zialità>> militari e morali che il nizzard,o sarebbe stato ingrado di esercitare sul processo unitario. Nel gennaio del 1846, infatti, i1 genovese pubblicò sul <<Times>> una letteraper contrastare gli attacchi della stampa francese controla Legione italiana, i cui componenti venivano accusati diessere dei mercenari, e poi, nel luglio dello stesso anno,la tradusse cercando di farla circolare in Italia. In ogni caso, nei due anni che precedettero il ritornodi Garibaldi in Europa, nel 1848, si registrarono moltevoci a suo favore e tutte in chiave patriottica. A Genova,nel 1846, durante il Congresso degli scienziati italianivenne deciso di pubblicare un libro, Documcnti storiciintorno ad alcuni fatti darme deglItaliani in Monteuideo,che celebrasse la Legione italiana, guidata dal <prode ge-novese Garibaldi", e che i proventi fossero destinati aiterremotati di Lucca. Inoltre, <Il felsineo> di Bologna,le <<Letture di famiglia> di Torino e il <Così la penso>>di Lugano lodarono i combattenti di San Antonio del 111 I
  • 4. Lu -rt tbu t?azlo//Lt /a La .r ce I I tt tt u zion tt lc Salto, il sangue generoso degli csuli c l,<<íllustre Italiano stesso>> clecantato da Petrarca, sia personificare la profezia che rinnovando gli esempi icllanric. cr..ismo mantiene del Veltro dantesco. ed accresce, in contracle stranicre, l,<lrror.c Úia, IItalia>>. Nellottobre del 1g46, rr cìella sua pa_ Il ritorno in Italía di Garibaldi, dopo una partenza Iìirenze, vennc an_ <<anonima>> da Montevideo, andava quindi incontro a spe- che lanciata ullzr <<sottoscrizionc nazionaler> per donare ^rr".tugli. tanze e aspettative ben più ampic del ristretto uditorio una spada donore a Garibaldi e una serie .ti u rappresentato dagli esuli, dagli agitatori mazziniani o <la- tutti i legionari. gli esponenti della sinistra subalpina. Daltra parte, già Nel 1847, invece, per contrastare le continue accuse da tempo Garibaldi stava cercando di tornare in Italia che accomunavano la iegione alle cornpagnie di ventura, e la risolutezza" con cui Pio IX aveva protestato cor-r glí Giovanni Battista Cuneo pubblicò, sul ocor.i"r. iiuor_ austriaci - che avevano occupato Ferrara nel luglio del nese>, un lungo resoconto in sette puntate sulla storia clei 1847 - 1o aveva spir-rto a scrivere una lettera, firntata in- legionari di Montevideo. Dal car-rto suo, Lorenzo Valerio siemc a Francesco Anzani, a monsignor Gaetano Bediní, pubblicò una serie di articori crensi cri internunzio apostolico a Rio de Janeiro con giurisdizione erogi a Garibaldi sui periodici <<Lerrure di famiglia> e <<La ..;.;.;;;, ;";;; anche sui paesi rioplatensi. Nella missiva metteva a dispo- a Lugano editò ur-r oprr.olo intitolato sizione clel papa le anni della Legione italiana di Monte- Atlo Lrg;r;; i;; liana in Mr,tnteuideo i, al colornell, video: <<Se dunque ponno queste braccia con qualche uso Ciuseppe Garibaldi, che conreneva anche una poesia .li delle arrni riuscire ben accette a S.S., r-roi più volentieri lc òius"ppe Bertoldi. Nel 1848, infine, /enne stzìlrpata a Torino .,rra adopreremo in vantaggio di Colui che sì bene serve alla litografia delleroe rrarra da un clipinto cli Gaetano (ìallinor. Chiesa e alla Patria>>r. Nellagosto dello stesso anno, fra La popolarità di Garibaldi, seppure ancora Ialtro, a testimonianza d,i un convincimento che stava ; conrro- versa, sulJe pagine dei giornali itaLàni maturando nel suo animo, aveva scritto a Eugenio Bel- ed eur.opei ad intercettare un sentimento cliffuso, "rar* no,, ,olo tra le file luomini, un livornese che aveva conosciuto a Montevideo dei democratici, n-ra anche trn i ,-,-,oi"rati. nel 1842, che per realizzare IUnità dItalia sarebbe staro <Darei tre o quattro Volta - affennò Cesare Balbo _ pronto a <<servire il papa, il duca, il denlonio, basta che tre o quatro Al_ fieri o Manzoni, o anchc Danti, od nltr"tturrti fosse italiano, e ci desse del pane>>r. Michelan_ geli o Raffaelli, senza conrare Rossini La parfenza da Montevideo, dunque, fu preparata per o Bellini f ...f ;;, un capitano che si traesse 1...1 a provare tempo. I1 reato cli diserzione era caduto in prescrizione, l,"rirt"rrru-pr"_ sente efficace del coraggio italiano>2. per cui nel 1848 Garibaldi poreva rornafe senza problen-ri La figura .h" nel Regno sabaudo. Nel febbraio del 1848 fece partire la liuo.r_,.r"r,";"; geva dai resoconti di Cuneo sul <<Corrier. o ii moglie con i figli e incaricò Giacomo Medici di andare in Lorenzo Valerio sulle <Letture cìi famigliar> sembrava po_ avarscoperta in Italia per sondare il terreno. A causa della ter rispondere a quesra richiesta ,li gaíbo. Cr,,Urfal iì, clistanza tra lAmerica iberica e IE,uropa, aveva infatti unaquel capitano che sapeva battersi sui campi di battaglia conoscenza soltanto approssimativa del clima politico chee poteva incarnare, agli occhi dei patrioti,lier che ltalia tutta onora, pensoso più ,i, quel o.*r_ avrebbe trovato in Italia. Quanclo il 15 aprile salpò da <_{,altrui, chc di sé Montevideo sapeva della concessione della costituzione a118 tt9
  • 5. La scelta nazionaleLa scelta nazionalc già nel 1848 Palermo, ma al momento dello sbarco aNizza, il23 giu- il numero ragguardevole, un scgnalc ii ::-" impor- gno, ormai tutta la penisola era in fermento, Dopo che ?"r."-ti"t.itJu diu."tre un punto di riferimento per le fondamentale erano state accordate le costituzioni a Napoli, Roma, Fi- ir",. iir"ì"ro di q""ir""tt"eno che era il volont^rr to renze e Torino, il Regno sabaudo aveva dichiarato guerra ;;;iJ;l pro."r.o risorgimenta.lcrappresentavano, infattt allImpero asburgíco. militare. I volonrari di óutibuldi sorte Il ritorno sembrò inizialmente svolgersi sotto i migliori *lta]r; ì.,u a"n. centinaia di bande che erano in per combattere auspici: una parte dellélite intellettuale lo aveva accolto sDontaneamente in tutta la penisola ai unItalia unita e indipendente come un uomo della prowidenza; egli stesso aveva di- tra il "1.. Anche se il 9 fit-uo Iarmistizio chiarato di essere pronto a combattere al fianco di Carlo g;;;;";""" R.gt;;i-S.d"g,tu"" lImpero asburgico i volontari ga-Alberto se il monarca sabaudo fosse stato pronto a farsi a tenere<<il rigeneratore>> della penisola e, infine, nuovi volontari ribaldini non gettarono le armi e continuando Como, erano accorsi ad ingrossare lesigua pattuglia di legionari ;ì;; iil"" delii g.,er.a allo straniero, raggiunsero 1o scon- sudamericani. Tuttavia la diffidenza della corte sabauda il;;, Vu..r", irl"o e, infine Morazzoneindove taptda tro con le truppe ìt"*tÀt i tud""t Con lo sbanda- unanei suoi confronti - quattordici anni prima era stato de-finito come un <<bandito di primo catalogo>> e una parte quanto scontata tt""ii* aei volontari jn Svizzera il mento del gruppo ; il i;g; rocambolesca della stampa continuava a rappresentado come un awen-turiero e un pirata -, non permise laggregazione sua e dei ftìà;i ó;tuirài f-;; iui -P sbarcato troppo tar-di o ezioni cittadine in Ttalia oer lasciare * ttg"à neile insurrsuoi uomini alle forze armate piemontesi. guerra contro IAustria Lincontro con il re Carlo Alberto a Roverbella, vi- ;;;;il;;;ig"iii"i; da nella *-f"rrr"ir, p"ttto di vista militare sem- qo![o checino Mantova, non produsse infatti alcun risultato. Lidea "" centrale della sua bio- bra non rappresentare un momentodi organizzare dei gruppi di volontari accanto allesercito nella consa- erafia segnò, i,tu.t", ""a tappa.fondamentalenon convinse il governo sabaudo il quale, però, propose î:;;;;:;;l"irn"-"ionà d"[u sua leadership A Mia Garibaldi di raggiungere Venezia - dove dopo Iinsurre- i#t*;Ji^iriir per la prima volta Giuseppe Maz- zione era stata proclamatala Repubblica - e di dar inizio zint,ma ne rimase indelebilmente delusoad una serie di azioni corsare nellAdriatico. Egli, invece, Mazzini pet ladecise di rispondere allinvito del governo di Milano, che Al mio ritorno dAmerica in 1848 io vidigli aveva offerto la carica di generale, ma quando giunse p,i ; ; ; ; i ; ::; ; i*.nru: J"ilm$ îl,lJ [tî, ::,inel capoluogo lombardo, le sorti della guerra erano or- fato amore e "y " rlspett( scapitò nella mia tti;; ;J;;{gf" ta udendolo lo maccorsimai quasi decise. Lesercito piemontese venne sconfitto, uirrà;;J"l vero Repubblicano chc nellainfatti, il 25 luglio a Custoza e le successive azioni mili- ;#;Jiili o"a sino da; miei ptliiÎ":^:1 mia immagin azione -[ro fttttuto cometari di Garibaldi saranno solo un vano tentativo di pro- bensì. un uomo superiore è vero ma soggetto a passlonlseguire un conflitto, di fatto, anche se non formalmente, ogni Povero mortale>>"già concluso. adesso ai suoi oc- I circa J.000 volontari, per lo più giovani e borghesi, maestro venerato in Sudamerica Il unoscura ideologia po-che lo seguirono rappresentarono però, se non altro per chi, sembra p.rso t"ll" vacuità di 12lt20
  • 6. La scelta nazíonaleLa scelta nazionale per IAssem-litica, lontanissimo da quel modo di intendere la guerra Il 21 gennaio 1849 si svolsero le elezioni nella circoscri-che egli aveva appreso nelle foreste e lungo i fiumi riopla frf""^-r,ir"ente - Garibaidi venne eletto venne approvato il de-tensi. Garibaldi, infatti, è un uomo dazione, pîagmatica- zione di Macerata - e il 9 febbraio In questo conte-mente distante dalle divisioni tra le fazioni politiche - che .r",o .tt" dichiarava decaduto il papato discussione sulla --"ha già ampiamente conosciuto in Sudamerica - e cultural- t,à,i".UèrriUutai pt"tt pàttt uUu forma di Stato venne nominato un triumvirato al governomente lontano da ogni asffatta teorizzazione politica. guerra per orga- Da questo punto di vista, Iesperienza maturata nel ;;í;R.p"bblica e una commissione di Carlo PisacaneRio Grande do Sul e in Uruguay, dove la frammentazione f,l-)^tri^ aifesa dello Stato guidata da volontario nel botbonicopolitica e le mutevoli alleanze erano allordine del giorno, nella sua qualità ai t>< "ffitiuÉ lontanosi rivelerà fondamentale. Rappresenterà, per molti aspetti, ;;;;;;,"iioso di quesdoni militari Garibaldi volon- i suoi a Rieti conun metro di giudizio per valutare la situazione italiana. da Roma di futtoi*arginatoA differenza degli altri leader democratici, la sua azione " .of"*"-atii aspetti logistico-militari della tari, si occupò lanciando un appello al reclutamento - a culpolitico-militare non si fondava su presupposti teorici; ri- ,rrf-"ti"*,usciva a coniugare un crudo realismo politico, intuitivo epragmatico, con una concezione milítare tutta improntata ;;;.;;; - igliaiaun nuovo vestlarlo di giouu"i : ::::K:::;#Ttt; e con dei volontari che continuava a vedere allattacco diretto, epico e cavalleresco. Unità e indipen- diffidenze d.llu toi" ubu"du si combina- denza, nella loro estrema sinteticità, non rappresentarono in lui il prototipo à"i p"titoloso sowersivoper lui soltanto una formula propagandistica, ma un pre- nei confronti di una vano anche Lopt*i-ati democraticiciso programma politico e un percorso da seguire senza da tenere lontana dalla banda rítenuta i"aitttpfi" atu eastratte intermediazioni. Lazione, per Garíbaldi, rappre- di Novara delle truppe Città eterna. Trttuúu 1à sconfittasentava già di per sé un fatto politico e lunico discrimine di aiuto del papa oi.-.-i"ti , tl23 ^*|o, e la richiesta le-già-poco ro-che contava veramente erala vittoria militare sul campo ill" rurioti cattoliche mutarono di colpo di battaglia. see pfospettlve po.litiche della neonata Repubblica Così Le divergenze conMazzini, strategiche e di prospet- fài"to di ,n presunto <<bandito> poteva tornaretiva politica, appena afhorate a Milano, si accrebbero, nei "".fr"alla causa rePubblicana utilemesi successivi, con la proclam azione della Repubblica un prez::-s:romana. Luccisione a Roma di Pellegrino Rossi, nel no- t-,rnl.o Statolh" avrebbe potuto essere sconfitta L urLU ulaLv !, incorso in una alleato, il Regno sabaudo era , ,, :-----^ ^r-vembre del 1848, aveva provocato la fuga del papa a Ga- Xltlliì;"*^;; :;;io Alberto aveva addiri":li *^ il;;;t; i;;;. del figlio Vittorio Emanuele II - pereta, nel Regno delle Due Sicilie, e la successiva convoca- mentrezione da parte del Parlamento romano di unAssembleacostituente. ;;;;";" Jel neoeletio presidente Luigi Napoleone, t:1Î: Da quel momento, seppur per pochi mesi, Roma, la ,iriJirit. lordine a Roma ^veva.oîganizzato "" ,i"^ soldati t:],i:città dei papi e della Chiesa, si trasformò nel cuore pul- iì rp.Jirr"ne, di io00 l*::Ti; Lo stesso qlo^:" d:1t: :l^:::-1"11sante della rivoluzione nazionale e fu al centro delle atten- ::i#iiló"d;;;.zioni di tutte le diplomazie e della stampa europea. ffi rffilìì.""til^èt"rve"hiaílz5uptrl"lAssemblea t2)r22
  • 7. i La sct//tr /tltiiord/t: La srcha nuzionala della Repub.lica romara dichiarò chc era venuromo sentirarnno gli echi negli anni srrccerssivi, soprattutto nelle mento dì <<respingerela forza con la l forza>>. pagine durissime scritte cla l)isacanc ncl 1851. Garibaldi fece il suo ingresso a Roma, Legione, solranro iI2l aprie ,-,"i alla testa della Il dissidio con lex ufliciaic borbonict, corrìunque, i ,i..r.lo di alcuni n_re_ non rappresentò un caso isolato. Qrrando Garibalcli venne morulrsti Iaccoglienza f"rtoro" clei cittaclini i con.labbiglian-renro pitrorcsco crei ,i .o,rrtl,r"n lichiamato da unincursione oltre i confini clel Regno bor- I voronta.i, r"-"bú;;; bonico, ffa Capua e Cassino, accusò espressanlente Maz- i scarla*e>> si alrernavano ai <capelli lunghi . ,.."ifìilr, i zini di averlo bloccato e c1i avergli impedito di <.rornpere <<cappelli conici ornati di nere piurrr" .,n-ieggirnti; ,i;r;_ la ignominiosa catena>> della tirannide. Non solo. Quando I I scolavan. <<ai visi allarpanati Ui"r.frl .li p;i;".;; i;;;, il 26 nraggir- Mazzini chiese unopinione a Garibaldi, che s tatuaria r<b ellezza virire> si fonde,, it, firri,-.o, ì;;bbtfi _ giaceva ammalato nel suo alloggio, su quali misure sugge- mento esotico di Ignacio Bueno, uno dei po.hl;;.i,; risse di prendere per la difesa di Roma, la risposta si tra- iani che 1o avevano seguito, c con le fattezze , ine<1ite per dusse in un celebre biglietto r-rel quale chiese per se stesso tl Roma, dellattendenre negro Andrea Aguyar. ll battesimo i poteri di dittatore <illirnitatissimo>> oppure di essere de- I del fuoco per lui la.rruí,"gi.;;;;;.re " il l0 a;rrilc sul gradato al rango di soldato sempliceT. Nessuna delle due Gianicolo, il cuore della clifeìa della ciità, dove i volonrari ipotesi, naturalmcnte, venne accettata, ma la telegrafica I riuscirono a contrastarc Iattacco ,lc.lie I truppe francesi, ; concentrando la resístenza rra due missiva testimoniava, da un lato, lo stato di profondo di- . ville, Viil C.r*_. saccordo che regnava tîà, i leacler della Repubblica sulla I VilLr Prrrnphilj. che ,livenlarono lr"n pr"rro cìuc avarrrDo_ condotta della difesa politica e militare di Roma e, dallal- sri lonclarnentalí per la salvaguar.li, "ut"Pw- .r"lr, it,r. I La città era minacciata, però, non soltanto tro, il noter,ole fascino che esercitava su Garibaldi la clit- truppe francesi ma anche cla qlelle clalle tatura militare dellantica Roma. ilil ,l.l n"gno delle Due Come era prevedibile, i dissapori e le tensicrni allin- Sicilie che stavano uunnrunrlà cla Sud. per far fronte a terno dello schieramento repubblicano non fecero altro questa minaccia, egli r,,cnne incaricato a, aona*r.-"n, che acuire lo stato di profonda prostrazione ir-r cui si tro- guerra di movinerrto, da portare fuori delle nlum a"ii, vava la dífesa della città che, ormai, stava volgendo al suo città, per difendere la Repubbli.n juit. niche. Così il 9 maggio, u lrnl"rrrinr, ,rrpp. fr"rùol epilogo. La sera del 2 giugno 1849, infatti, allo scadere ,.onfirr.l" di Ferdinanclo II che tentavano u.n,avanzataverso ;;; dellanlistizio, le truppe francesi, guidate dal generale Ou- mentrc-.il 16 nraggio, a Velletri, <J..ir" Roma, dinot, occuparono alcune posizioni strategiche per la di- al nrru.l.rr""p", fesa di Roma, Villa Corsini, Villa Parnphilj e il Casino dei primo Iesercito napoletaÍìo, .onrrruu"nenclo agli ordini Quatro Venti, mentre i difer-rsori della Repubblica riusci- crc gr erano stati imparriti c ríschiando urra iisFatta ín rono a mantenere soltanto Iavarlposto del Vascello. Anchecui mise a repentaglio anche l" pr";;i; vira. Il generale in questa occasione Garibaldi fu oggetto di durissime cri-Pietro Roselli, .l-,. ìrreun il corandol"i" forr" ,islocate tiche e venne accusato di aver irnpiegato i propri uominisul fronte meridionale, piru.nrr", .rirr.ri"r" ferocemente in attacchi frontali, estrefframente azzardati, che erano co-Iattacco avvenrerro del"nizzard; ;h;,;.ce cìi asperrare, stati un nurnero ingente di perdite umane senza riuscireaveva voluro ingaggiare una battaglia;",;;J" i;;;ìl ad ottenere alcur-r risultato apprezzabíe.124 t25 .:,r4€é!ìnad
  • 8. Lrt sccl/d //Llii())t ttl (l,,t rttl/,t tr,t.t:,tttft La clifesa di Iìoma andò avanti così per tutto il mesc Civiltà Cattolica" Mattco [ibcratore trarcciavzr sr-riti <<Ladi giugno, alternarrdo audaci sortitc fLrori le nlura a ra- t-^ lir-t"n cli congir-rnziotlc tta il laziorralismo il il pro- protc-pide ritirate, difcse disperatc dclle proprie posizioni ad r;ì;J;" lu ,iuolt"i.ne girtt"tgcnclt a definirc " .;-;í.;tgin-rentale comc Lrna <<rivolutzione anticristianzl eardite ipotesi militari mai attuatc. La clifesa deila Repub- Iblica ronrana, del resto, scontava alcuni iimiti irrsupera- rrnticattolica>>s.bili: ad una clifficoltà oggettiva nei combattimenti ilipo- Daltro cAnto, il movimer-rto r-rnitario si carattertzzo inv.tterato anticlcricali-sta cla un territorio cittaclino che non si prestava ad una l-,iu uir."rrlmente p<: r un "r.....iì" in alcuni tratti e in alcr-rni personaggi - Cìari- ;;resisterìza efllcace, si aggiungeva la debordante superio- criticaritrì militare delle truppe francesi: alle continue tensioni frrlai tr, uno cli qtrcsti - andò ben oltre la classica ui-r",-t porotisrno pc sfociare neila ricerca di un nllovo or-tra i leader repubblicani che sfociavano, a volte, in piani intellettualímilitari clel tutto oppostí, si legava unzr realtà politico-in- din" ,.r.i"l" ,li ,n, nuova religiosità Alcuni l " Montar-relli e Cìiuscpp" Ferrari ad esetl-ternazionale totalmcnte awersa ad ogni ipotesi di sclprav- ;;"Gir-rseppe c divivcnza della Repubblica. il 29 giugno Garibaldi portò pio, si fecero portatori cli un sociaiiit-to "tot-tgelicoavanti lcnnesimo iìttacco alla baionctta sul Gianicolo, tla il ;;ti"t. irreligioso che si proponcva di lottare contro tr-rodo sostenne che Iil 2 luglio, poco prirna delf ingresso delle truppe francesi, la ..clerc,crazia> Iierrari, in prrrtict-larIAssemblea costituente reccclettc <<da una difesa dive- lItaliao signiiicava <distruggere la cristia- i ""-rl.iirrre .,1o stranicro>> non era <tsolo Iaustriaco>t t-rla iiiitt p"..f.énuta impossibile> c approrò solennetnente la Costitr-zionerolltAllrt. ;;;;.1-t. <il prelato chc non ha né patria né faniglía> in Le vicende clella Rcpubblica romana segnarono una f"iti.**"ttioni politit.-culturali da qtresto mot.uento icleolo-frattura irrevocabilc in tutto il processo di r,rnità nazio- poi, entrarono con decisione anche ncl bagaglio e finiranno per acuirsi sempre più ncglinale. Da questo momento in poi nulla sarà più come !i- Ji C".ibalclipritr-ra. Le diffidenze dei liberali convissero in uua com- ,-,lti-i ar-rni della stttr vittr" Repubblicapetizione strategica con le ansie rivoluzíonarie clei de- Nellimmecliato, però, 1espericnza della rou-ìanA, seppur sconfittit, si rivelcì un lìlomento partlco-mocratici. Gli esponenti del cattolicesimo liberale scom- larmentc importtlnte nclla fortuna di Garibaldi Da Lrr-rparvcro dalla scena politica nazicrnerie comc forza signi- ilficativa. I sostenitori del legittimismo, nelle più cliverse al ";t -iliirc, infatti, rese fatnoscr in Italia-componenti ed espressioni geopolitiche, finirono per alle- :;, ì;,;i, "iriu """i. i ]on,L,n,,"fc. rr rrro iccnrraro suìlaLr Jrci,r clcl conclottiero .r.,11"ttt-tlazione dci stroi rromini sullele-arsi cor-r i difensori del potere tenrprorale dei papi. Quella " impetuosa Unacultura antirisorginrcntzrle presente già nella pril-ìla parte nìcllto Llmaíìo e sulla sortita coraggioszt e non trovauit 1ldel sccolo, sotto fornla di una fermissirna critica alla mo- scrie cli caratteristiche che ovviermcntc cun riscontro nei -unlldi di tattica n-rilitare ma aveva alledernità, si colorò cli tinte ancor più aspre nci confronti spalle ii retroterra culturale della guerriglia sudamcricanasia clei liberali che dei clemocratici. Nel 1849, r.rellenci- Iesperienza dclla ;?ri; ir,,.f-,i pochí pr-rnti di contatio c.nnapoleo[rica" Da Iclica No-ilrs et nobiscutn Ie ivoluzioni venivano bollate Iinvasionecollrc <<urì diabolico progetto>> pcr abbattere <<la reli- il;;dii;pàg,tolo clurante rappresentò invece ull lro- igione c2ìttoiica in Italiao e nel 1850, sulla rivista clei ge- l,-t p.,n," .li tlt,u politico t21t26 . ".-d
  • 9. La scelta nazionale La scelta nazionale mento chiarificatore nel suo rapporto con gli altri espo_ Sulle tracce dei volontari e dell<<ir-rfamo Garibalda> si nenti democrarici, per primo càn Mazzim. óaribaldi ac_ mossero le truppe dellesercito francese, austriaco, spa- quisì la consapevolezza di poter esser., lrri ,t"rro,-;; a-der politico-militare, o quanto meno, un l; gnolo, borboníco e toscano. In totale erano circa 80.000 catalizzatore r"romini armati e ben equipaggiati che cercavano di inter- delle energie che promanavano clal paese e che, invece, rl nssoso arcrpelago democratico_mazziniano non cettare e sbaragliare la colonna dei volontari. era del Garibaldi mise in atto una serie di diversivi, bluff e tutto in grado di intercettare e, soprattutto, di comandare nel fuoco della battaglia. rnarce serrate su sentieri impervi e poco battuti - tatti- E;a infatti consapevole del proprio fascino e del par_ che che poi caratterizzeranno anche la successiva spedi- ticolare-legame che lo univa uirràl uomini, con zione dei Mille - che gli permisero si sfuggire alla cat- i quali tura. La maggiore rapidità di spostamento delle truppe condivideva rischi e_stili di vita, onori e glorie. Eglì ,ó;; di non poter essere Iorarore o il legislator" .h" #d.uà ,r"ì garibaldine rispetto agli eserciti regolari si rivelerà, in parlamenti e neanche Iufficiale chJsi hmitava questa occasione, un elemento importante. Inoltre, riuscì ad emetrere ordini o a comand arc le avanzate e le ritirate. Combatteva ad evitare lo scontro armato con i reparti nemici graziea fianco dei suoi uomini rischiando la vita, e questo alluso intelligente della cavalleria acquisito in Sudame- gliforniva una legittimaztone e un,aura cli eroismo enorme_ rica. Questultima, inquadrata in piccole pattuglie, riuscivamente superiori a qualsiasi altro comandante. La ptova sia ad informarlo sulle mosse da attuare che ad ingan-di.questo legame, di questa fascinazione che esercitr* nare il nemico sul1a destinazione e sulla rcale forza al suovolontari e combattetìi - u dispetto, invece, .l"ll. i;q;; ," seguito.tudini che covavano nella classe dirigente _ si rinviene, Sin dai primi spostamenti, Garibaldi finse di dirígersidel resto, nel numeroso seguito di soljati .h. u...rruro.rl verso una meta per poi spostarsi sul versante opposto. Involontariamente di uscire àa Roma, non per ritirarsi, questo modo, attraverso un pefcorso tortuoso ma sicuro, maper portare la rivoluzione fuori della Città eterna. lB luglio la colonna degli ex combattenti della Repub- blica romana arrivò a Terni - dove li attendeva un bat- taglione di volontari arruolato dallex colonnello inglese2. La fuga da Roma e la <trafila> Ugo Forbes -, l11 giunse a Todi e il 15 si spostò ad Or- vieto. La possibilità di suscitare uninsurrezione nei terri- La sera_del 2 luglio 1849, formalmente incaricato dal tori dello Stato pontifícío si rivelò immediatamente írre- governo.della Repubblfa di portare la guerra nelle pro_ alizzabile. Le dure marce e le indispensabili necessità di vince dello Stato pontificio, Giuseppe èaribaldi uscì approvvigionamento costringevano i volont aú a inevita- da Roma al comando di circa 4.700 uàmini, in magg joranza bili requisizioni di cibo e di tutto quello che era necessa-volontari, ma anche bersaglieri lombardi drd;;;;;_ rio per il sostentamento, provocando in alcune occasioni "tifici passati alla Repubbliia. Nessun rappresentante del laperta osdlità della popolazione contadina. Inoltre, Iin-governo, invece, si era unito alla spedizià"". Lu colonna, disciplina dei volontari, che sfociò in molti casi in furti elunga quasi 5 chilometri, si sposà a Tivoli dou" ,r"rrrr" prevaúcazioni, faceva assomigliare la colonna a unordainquadrata in due legioni e uÀ reggimento di cavalleria". barbarica.728 r29
  • 10. La sca/ta naziona/e La scelta nazionale Sempre più srrerto nella morsa delle truppe austriach(. Nella notte del 31 luglio, pcrtì, clopo aver respinto le che 1o inseguivano, Garibaldi decise di uscire dai confini r ondizioni di resa imposte dagli austriaci che con alcune dello Stato ponrificio e di varcare la frontiera <lel Gran- rruppe circondavano la piccola Repubblica, fu costretto ducato di Toscana. Alla buona accoglienza delle popola_ ,r fruggire da San Marino, seguito da Anita, incinta e feb- zioni di Cetona e di Montepulciano fece cla .o.rìrulrur" lrricitante, da Giovanni Battista Culiolo, detto <<Leggero>>, Iostilità delle cittadine di chiusi e di Arezzo. A chiusi la ,lrrl frate barnabtta Ugo Bassi, da Angelo Brunetti, sopran- Guardia nazionale.amaccò un piccolo distaccamenro ga- rrominato <<Ciceruacchio>> e da circa 200 volontari. Il 1" ribaldino uccidendo un volonrario e facendo due prió_ rrgosto entrò in azione la cosiddetta <<ftaÍila>> romagnola, nieri. Garibaldi, per ritorsione e per cercare di scambiarc ovvero quella rete di patrioti e democratici che, dopo aver i due volontari, si recò in .rr, -órrurt"ro vicino e seque_ sostenuto la Repubblica romana, aiutò Garibaldí nella strò i 14 frati ma le autorirà del luogo e il vescovo non luga dai territori pontifici per raggiungere il Regno sa- vollero scendere a patti. Ad Arezzo, invece, le porte della [;audo. Proprio grazie allaiuto di quei patrioti, lo sparuto città non gli vennero aperte; dopo avere atteso iruuro p., rnanipolo di ex combattenti della Repubblica romana che un giorno decise di non attaccare la città e di andarsàne ,rveva abbandonato di notte la Repubblica di San Marino, senza aver fatto rifornimento di viveri. riuscì a superare la via Emilia e a rag,giungere Cesenatico. Dopo aver preso il controllo del porto, i fuggiaschi seque- . Accantonata Iipotesi di uninsurrezione popolare, gli rimanevano solranto due opzioni percorribili i.iogli"".. strarono alcune barche da pesca, ibragozzi, e allalba del la banda dei volontari oppure t.rrtur. di raggiung"r"" V"_ 2 agosto si imbarcarono per cercare di raggiungere Ve- nezia per combatere in difesa della RepubLlca-. Scelse neziavia mare. Tuttavia, non lontano da Punta di Goro, di andare in soccorso a Manin, utt.uu..ru.rdo le Marche una piccola flotta austriac^, capeggiata dalbrigantino Ore- nello Stato pontificio, passando per la Bocca Trabaúa e .r/e, ar,vistò il naviglio garibaldino e, dopo averlo bombar- risalendo la zona di Montefeltrofino a San Marino. La dato, riuscì a cattuîaîe molti legionari che furono condotti cfurezza delle marce - otto ore notturne e tre di pomerig_ come prigionieri a Pola. Alti patrioti, invece, che in un gio -, le difficoltà nei rifornimenri, il calclo estivo e, i primo momento erano riusciti a sfuggire alla squadra na- af_ cuni casi, Iostilità delle popolazioni, provocarono la cliser- vale austriaca, vennero catturati sulla terraferma e fucilati: zione di molti combarrenri. A fine luglio la colonna si era tra questi Ugo Bassi, Giovanni Livraghi, Ciceruacchio e i ridotta a poco più di 1.500 uomini. Lropo un,estenuante suoi due figli, di cui uno tredicenne. marcía sugli Appennini, inseguito dalle úuppe ausrriache, Garibaldí, Leggero e Anita ormai agonizzante, riusciti a sfuggire alle navi austriache e a sbarcare non lontano da riuscì a condu*e i superstiti nella piccola Repubbr ica di Magnavacca, in una delle isole della laguna di Comacchio, San Marino, dove dichiarò al Reggente che avrebbe cle_ vennero aiutati da Nino Bonnet, volontario garibaldino posto le armi e che era venuto come <<rifugiato>. Con un nel 1848 e in quel momento ufficiale della Guardia civica ordine del giorno, inolrre, sciolse i volontàri <lall,obbligo di Comacchio, che riuscì ad organizzarcla fuga attraverso di accompagnarlo e riconobbe che la <<guerra romana per le valli. Il 4 agosto, però, a Mandriole, nella cascina del lindipende nza dItalia>> era finita. marchese Guiccioli condotta dai fratelli Ravaglia, Anita r10 L3I."elÉ5ali i
  • 11. La scelta nazionale La sceba nazionale Garibaldi morì, dopo una breve agonia e un ultimo dispe- ma políticamente rilevante, dcsiderose di una patria indi- rato tentativo condotto dal dottor Nannini, che la visitò pendente e pronte ad entrare in azione, rischiando anche ormai in preda alle ultime convulsioni. la propria vita, qualora ce ne fosse stata la necessità. Garibaldi e Leggero conrinuarono la marcia tra boschi Ma non solo. Questa rete che riuscì a salvare Gari- e acquitrini e la sera del 6 agosto arrivarono al capanno di baldi e Leggero rappresentò, per alcuni aspetti, una forma caccia del Pontaccio, che lagiografia gaúbaldina-ha para- di risposta ad una diffusa opinione circa le effettive possi. gonato a7J,a r<capanna di Betlemme>>. Aiutati dalla rete clei bilità di un moto democratico nella penisola. Solo tre anni democratici, i due superstiti riuscirono a vaîcare il confine prima, infatti, nel 1846, era stato pubblicato da Massimo dello Stato ponrificio nella notte tra 1l 15 e il 16 agosro. DAzeglio un fortunato pamphlet, Degli ultimi casi di Ro- Nella Romagna toscana vennero soccorsi da don Giovanni magna, in cui lintellettuale piemontese, oltre a denunciare Verità, parroco di Modigliana, che, dopo averli nascosti Iintempestività e la dannosità di queste <<miniature di ri- nella propria abitazione, organizzò Iultima fase della fuga, voluzioni>> in cui si sprecavano <i più vitali elementi del ovvero la traversata degli Appennini. Dopo ,rna lunga popolo italiano>> - si riferiva, per Iappunto, allazione di marcia attraverso sentieri impervi, i fuggiaschi arrivarono alcuni esuli, guidati da Pietro Renzi, che nel settembre del al passo delle Filigare ma) per un contrattempo, persero 1.845 avevano dato vita ad uninsumezione fallimentare a i contatti con il sacerdore. Garibaldi e Leggero si misero Rimini -, si era lanciato in unaccorata disamina della si- in marcia da soli e in un albergo di campagna incontra- tuazione politico-militare nella penisola e, comparandola rono un giovane ingegnere, Enrico Sequi, che rimise i con il caso spagnolo, dove vivissima fu la guerriglia anti- due patrioti in contatto con lorganizzazìone che aiutava napoleonica, era giunto alla sconfortante conclusione che i perseguitati politici ad espatriare. Allalba del 2 settem_ <<un capo di guerilla in Italia dopo un mese, se non fosse bre i due uomini vennero porrari nei pressi di Follonica, preso, avrebbe la scelta ra il morir di fame, o il diventar dove li attendeva unimbarcazione chè, nel giro di pochi capo di assassinil>r1. giorni, il 5 settembre, li avrebbe sbarcati , porto VÈnere, Garibaldi, grazie anche allaiuto della <trafilo> roma- nel golfo di La Spezia, nel Regno di Sardegna. gnola, riuscì a resistere più di un mese senza morir di Nonostante Ie <<gazzette> di molti Stati preunitari non fame e senza diventare un brigante degli Appennini. Se è perdessero occasione per narrare le spaventevoli vicende vero che questa rete di cittadini e patrioti non aveva un dei volontari, definiti come degli <<sbandati> o come dei substrato di consenso popolare - come invece awenne <<masnadieril> comandati dall<infamo Garibalda> e in - alcuni centri urbani i volontari venissero realmente visti in Spagna durante la guerriglia in virtù del sentimento antinapoleonico e antifrancese - è pur vero che riuscì a come una pericolosa e famelica orda barbaúca quello -che si realizzò nelle peregúnazioni sugli Appennini rap- fornire un aiuto che si rivelò fondamentale per Ia vita delleroe. Un aiuto che testimoniò Iesistenza, non solo dipresentò qualcosa, invece, di politicamente molto im- una rete cospirativa, ma anche di una presenza politico-portante. Laiuto che Garibaldi aveva ricevuto, e senza il culturale ndicata sul territorio, owero di un nucleo di ita-quale non sarebbe mai riuscito a soprawivere, attestava lianità e di ciuicness diffusa che poi si rifletterà sulla storialesistenza di una rete di persone, sicuramente minoritaria futura di quel territorio, la Romagna, protagonista nellet32 1.)3
  • 12. La scelta nazionale La sceha nazionalevicende della storia dItalia come laboratorio materiale e controversi vennero interpretati ai danni di Garibaldi eideale di molte importanti culture politiche nazionallr2. dei suoi sodali. Le vicende del 1849 accrebbero notevolmentelafarna La scoperta del corpo, infatti, avvenne sei giornidi Garibaldi in Italia e in Europa.II21. agosto il settima- dopo il decesso, il 10 agosto, per opera di una tagazzinanale satírico <Il Fischietto>> pubblicò una vignetta, desti- dei lrrogo, Pasqua DaIPozzo, che vide sbucare dal ter-nata poi a diventare celebre, in cui, deridendo gli austriaci ,.no pi . del corpo della defunta e dette Iallarme Gliche si erano fatti sfuggire la preda, si leggeva in un ita- uomini che avevano nascosto il cadavere avevano sca-liano <<tedeschizzato>>: <<Anche questa volta pirpante dia- vato una fossa poco profonda e ve lo avevano rovesciatovolo rosso poter scappar per inferno>>. La stampa, infatti, dentro ,.nr^ ul.rrn a cvra. Quando venne dissepolta in-non solo aveva dato rilievo alla difesa di Roma, ma aveva fatti, la donna venne trovata giacente su un fianco comeanche <<raccontato>> lincredibile marcia di Garibaldi tra se fosse stata gett^ta nella fossa in gtan fretta Il giornogli eserciti nemici * dalle soste negli abitati alle imposi- successivo, lL1 agosto, il giudice processante Giuseppezioni di contributi, dalle minacce ai religiosi alla pubbli- Francesconi e il perito medico professore Luigi Fu- cazione di bandi per la sua cattura - arrivando perfino a schini, chirurgo piimario dellospedale, si recarono allenarrare episodi del tutto inventati o frutto dellopposta <<Motte della pastoraîa>>, il luogo dove era stato Úovatopropaganda politica. Se il giornale torinese <<La Concor- il cadavere, e stilarono il primo rapporto sul corpo delladia>, iI 16 agosto, dodici giorni dopo la morte di Anita, donna - rnizialmente non identificata come Anita - inaveva annunciato che Garibaldi e Anita avevano raggiunto cui vennero riscontrati <<segni non equivoci di soffertoYenezia,la <<Gazzetta di Milano> e la <<Gazzetta di Bo- strangolamento>>.logna>>, r120, avevano pubblicato Ia notizia della morte Allinchiesta della polizia si aggiunsero immediata-di Anitalr. mente anche alcune denunce anonime inviate a monsi- Tale morte, nel volgere di poco tempo, diventò un gnor Gaetano Bedini, Commissario straordinario per lecaso politico la cui risonanza superò, ben presto, i con- Legazioni pontificie, in cui si lasciava intendere non solofini dello Stato pontificio, si allargò in tutta la penisola e Iiaentità Jeila sconosciuta, ma anche lipotesi di omici-divenne - addirittura fino ad oggi - uno degli elementi dio. Il delegato pontificio di Ravenna, conte Lovatelli, caratterizzanti della letteratura antigaribaldina e della nar- rl 1,2 agosto, spedì a monsignor Bedini i primi riscon- razione orrorifica del nizzardo. I primí riscontri medici, tri delltinchiesta sul corpo della donna che, poco tempoche vennero successivamente smentiti dallinchiesta pon- dopo, venne riconosciuia come la moglie di Garibald-itiftcia, parlarono, infatti, di un evidente <<strangolamento>> Quando Ia <<Gazzetta di Bologna>>, il 17 agosto, dette lae quindi dellomicidio della donna. Immediatamente ven- iotizia del ritrovamento del corpo di Anita e dellinchie-nero collegati al delitto sia i fratelli Ravaglia, che le àve- sta in corso, il fatto venne riportato dagli altrt giornali evano dato ospitalità, sia lo stesso Garibaldi. Anche se Iin- fece il giro della penisola.chiesta ufficiale smentì il castello accusatorio, è indubbio Lispettore di polizia di Ravenna, ZeÍffuino Socci dopoche la vicenda, per come si sviluppò e si diffuse, assunse aver raccolto unà serie di elementi, fece arrest are 11 14immediatamente i caratteri di un giallo e tutti gli elementi agosto i fratelli Ravaglia con Iaccusa di aver strangolato134 r)5
  • 13. La scelta nazîonale La sceha nazionale Anita per facrlitarclafuga di Garibaldi e di essersi disfatti giore rapidità>>, come scrive Beseghi, continuò a diffondersi in fretta del corpo. Duranre lo svolgimento dellistruttoriu, tra le maglie vischiose di una multiforme cultura politica però, Iaccusa di omicidio venne à cadere perché il antirisorgimentale. La diffusione del terribile sospetto, ali- dico Pietro Nannini, che aveva assistito ailà morte della-._ mentato dalla stampa e dalle successive pubblicazioni andò donna al sesto mese di gtavidanza, dichiarò che il decesso ben oltre il 1849 e attraverso i fiumi carsici dellantigari- era dovuto a <<febbre perniciosa>> e che si era verificato baldinismo continua ancora oggi. Eppure, nel 1856, sulla dopo un <<breve eccesso convulsivo>>. Inoltre, il prof.rror. <Civiltà Cattolico>, padre Antonio Bresciani aveva pubbli- Luigi Fuschini, che aveva stjlato il primo referà medico, cato Don Giouanni, ossia il benefattore occubo, in cui si era ammise di aver sbagliato e rettificò il suo giudizio perché occupato della morte di Anita e, servendosi della relazione <<il distacco di elementi della trachea del cancelliere arcivescovile di Ravenna, sembrava aver po- e delia luring..ruo dovuti non ad atto violento ma alla piegatura deT coilo e sto fine ad ogni ipotesi di omicidiola. alla necrosil>. Naturalmenre, riflettendo il clima di profonda divi- sione dellepoca,la vicenda non si esaurìlon la conclu_ 3. La popolarità di uno sconfitto sione dellistruttoria. La stampa aveva già dato la noti- zia della morte di Anita per sùangolamento e continua- Gli anni tra i,lU9 e il t854 si contraddistinsero per un rono ad essefe inviate a monsignoi Bedini alcune lettere singolare contrasto tra la popolarità della dimensione pub- anonime in cui venivano formulate le accuse píù strava_ blica del ntzzardo e Iisolamento - quasi da esilio - della sua ganti - compresa quella rivolta al dottor Nannini di sfera privata. Il biennio rivoluzionario 1848-49, in particolar non aver eseguito un taglio cesareo per salvare il bimbo nel modo la difesa della Repubblica romana e la rocambolesca grembo di Anita - pur di sostenire Iipotesi di omicidio fuga atffaverso gli Appennini, fornirono a Garibaldi, oltre della donna e anche del furto dei suoi gioie[i. La voce sul alla cantura politico-militare che abbiamo detto, una stra- cosiddetto <<tesoro>> di Garibaldi, chelarebbe staro sor- ordinaria popolarità. Ne parlarono i giornali europei, non tratto ad Anita si diffuse a tal punto che, nonostante l,in_ solo quelli itakani, e la leggenda garibaldina venne ripresa chiesta avesse scagionato i fratèili Rauagiia dallinfamante e declinata secondo canoni e cliché letterari tipicamente ro- accusa, convinse il Passatore, il noto bandito _ reso mantici. Insieme agli articoli di giornale, allindomani della cele_ caduta della Repubblica romana, iniziarono ad essere pub- bre anche _{alla penna del pascoli (<il passator corteso>) _ a recarsi alTa fattoúa Guiccioli, mettendo a ferro e fuoco - blicate soprattutto in Piemonte dove non cera la cen- sura sulla stampa - le memorie degli eventi rivoluzionarila cascina renura dai fratelli Ravaglia, nel vano tentativo da parte di protagonisti come Carlo Pisacane e di volontaridi trovare il <<resoro>> di Garibaldi. come Candido Augusto Vecchi o dei volontari come Emilio Nonostante la conclusione dell,inchiesta, che si pro_ Dandolo e Gustav von Hofstetter. Si trattò, in gran paîte,lungò fino allottobre del 1g49, avesse accerraro che il d._ di una difesa delle proprie azioni atraverso la creazione dicesso di Anita era sopraggiunto per cause naturali, il so_ una memoria gloriosa della Repubblica romana e il giudiziospetto che lo stesso Garibaldi uuàrr. <<sollecitato la morte sul nizzardo, comera naturale dopo le tensioni che si eranodella moglie per liberarsi da leí e poter fuggire con mag_ create, non fu certo un coro unanime di consensi.136 137
  • 14. La scelta nazionale La sceha nazionale Carlo Pisacane, per esempio, riflettendo sull,attacco delle.truppe francesi guidate dri g.;..uI. come un leader indiscusso, le cui sorti vengono legate, Oudirroi .lu a filo doppio, con un vasto e composito schieramento 19s1della Repubblica romana, attriÈuì h ,.o.rfittr;ll; ;if: politico. ficoltà della difesa deila città eterna il rerreno - vorevolissimo allassedianre>> _ menrre I. gl"r;; .;;..f, Se confrontiamo la biografia del 1850 con gli arti- per la Repubblica la riservò non cerro ;;;i;;. coli scritti, dallo stesso Cuneo, sul <Corriere livornese>> ai léader d"_;.;;_ nel 1847, ci accorgiamo immediatamente del profondo tici ma <<alla cosranza del popolo e della ,*pp"".--ù.ii, sua semara critica ai capi repubblicani cambiamento. Gli articoli sono tutti incentrati sulle di- le paginà più d"re namiche sudamericane e rappresentano una strenua di- vennero riservare proprio a Garibaldi, se né den,rrr.iuua fesa della Legione italiana di Montevideo dalle accuse <<il culto della personuiitàrr, to ri J.i.-i"iua come d,idoro di di aver partecipato al saccheggio di Colonia e di essere poca ma caldissima gioventù>>, si sosteneva .h. n"ll" _r_ stata nientaltro che una compagnia di ventura, owero novre non aveva né <<concetto-strategico> né <<il genio del una masnada di mercenari al soldo del governo urugua- partigiano>, in definitiva si affermu.iu .h. ."b ú;;;;;; ianor8. In quegli articoli Garibaldi è indiscutibilmente il lo ayeva trasformato in un gener u1rt,. capo della Legione - scelto <<per elezione loro propria>> Tuttavia, il 1Sj0 è un Àno fondamentale per la co- sottolinea, però, Cuneo - ed assomiglia più ad ún primus struzione dellimmagine di Garibaldi, comeabbiamo detto, per almeno due pubbli.uriorrì .ír.,id..;;-i;;; inter pares, di cui vengono lodati i <bei fatti darme>>, le <<luminose prove di valore>> e un <<nobile ed elevato caîat- in. quellanno: la prima biografia del nizzardo, ,.rittu ju tere>>, che alleroe leggendario decantato nella biografia Giovanni Battista Cuneo, il volume intitolato Mo,nteii del 1850. Qui, invece, si racconta una <<vita esemplare> deo ou une nuouelle Troie, " scritt" au at.*urdr. D;;;;r; invito dellex ministro della Guerra uruguaiano pa.heco, in cui una serie di episodi dellinfanzia, in gran parte in- e tradotto immediatamente anche i itiiurro. ventati o modellati secondo il cliché delleroe romantico, fia di Giovanni Battisra Cuneo, prUCii.u,, a L;;ì;;;;l costituiscono il degno preambolo per le awenturose espe- Torino in rienze sudamericane e Ieroica difesa della Repubblica di un agile volumetto di poche pugine agli inizi del rgj0ii, Roma. viene considemta da molti ,túdùri .oir.l,ur.h.;pJ;;rl rativo di quasi rutre Ie successive biografie. g Sebbene le pubblicazioni su Garibaldi abbiano co- u.rn" ,i* minciato ad avere una larga diffusione solamente a partire ramente letta da Garibaldi menrre sàva scrivendo le sue dal l85g,labiografia di Cuneo costituì Iarchetipo narra- memorie a Tangeri: <<Ho corso Labiografiae vi ho ;;; tivo o, come è stato scritto, <<la formula politico-letteraria la prevenzione dell,amico>>, scriss. ufio ,r.rro maîzo del 1g50u. Cuneo nel che rappresentò la struttura di tutti i futuri approcci al personaggio>>1e. A partire dalla descrizione fisica che sarà Dalle parole dell,intellettuale di Oneglia emerge su_ un tratto ricorrente di tutte le biografie: <<di media sta-bito un elemento decisivo: Garibaldi viene riconosciutonon solo come un cora.ggioso capo militare, tura, largo nel petto e negli omeri, tarchiato e spigliato ad ma soprat_ un tempo, ti dà Iidea della forza e dellagilità>>20; dal).a va-tutto.come_un capo politico e un <<affascinantemantico>>. Per la prima volta, in un libro, .ro. ,o_ loúzzazione degli <atti di caritD e dell<<animo cavallere- viene ritratto sco>>: <<Inesorabile nel suo sdegno verso i codardi ed i tri-1.38 1.39
  • 15. La scelta nazionale La scelta nazionalesti, è indulgente co valorosil>; dajlesaltazione del patriot- ,lopo che il nizzardo aveva combattuto contro le truppetismo: <<tutta la vita di Garibaldi è un continuo e non in- lrÀcesi a Roma, e ne delineasse un identikit molto si-fecondo sacrfizio alla libertà e alla pattia>>2t; dalla celebra- rnile a quello di Cuneo. Il volume di Dumas, scritto conzione della moraiità: <<Austero nei costumi, parco nel dar uno stil; semplice e ripetitivo, contrapponeva la tetra Ar-lodi, dal suo labbro non esce mai detto chè offenda>>r2; g"",i"u, .o-àndatu d^alla crudeltà di Rosas e di sua fi-fino allesaltazione del buon padre di famiglia: <<Riverente fliu Mutt.r.lita, al solare Uruguay, guidato da Fructuosoalla madre, ottimo marito, è co figli or somidente, ora F;rr.ru che si ii.tirrg.rerra da Éosas perché era un <gentilsevefo>>. cavaliererr. Nel capitolo sullassedio di Montevideo alcune Nello stesso anno Alexandre Dumas pubblicò Monte- pagine sono dedicate a Garibaldi, con un breve excursusuideo ou une nouuelle Troie - che apparve prima a puntate ,uliu ,,ru esperienza riograndese e una descrizione degna sul períodico <<Le Mois>>, poi in un volume per Ieditore di un grande guerriero: Napoléon Chaix e infine venne tradotto lo stesso anno in Garibaldi è un uomo sui 40 anni, dimezzana statura abba- Italia - in cui la penna fervida dello scrittore francese, che stanza propo rzionata con lunghi capelli biondi, occhi cilestri e aveva già al proprio artivo più di cento opere pubbiicate ;;i;;, É rto"t. .i il ..tttJgrecó; può dirsi di vetabellezza con un successo di vendite sÚepitoso per Iepoca, dedicò i;t;;1;;;;1ibutb"; il suo vàstire ordinario è una r.edingota alcune pagine dense di elogi a José Garibaldi. Alexandre ir..i* ,iÉ.tpo ed abtottonata senza alcunip"cll Tlli::tj l.: sue mosse sono prezrose, la sua voce armonica, somiglia ad un Dumas narrò gli eventi dellassedio di Montevideo com- di vita sembra piuttosto un uomo canto. Nello staio normaleparandoli a quelli del decennale assedio di Troia ripren- ài."f.tft .fte dimmaginazione; ma se intenàe le parole dindi- dendo, in realtà - e ribaltandone i contenuti un vecchio - ;;;l;; e dItalia, aliora egli si scuole come un vulcano.. gettatema della propaganda rosista che aveva evocato lassedio ffi;;tp;;; hsua lavalGiammai fu visto, se non nella pu-di Troia ricordando però come alla fine Troia fosse stata n.r". indosiare armi; venuto il momento, snudata la spada che e si caccia contro ilespugnata2. Non si trattò, a quanto sembra, soltanto di firima gli viene alle mani, ne getta il fodero nemico26.una semplice scelta naffativa. Secondo la versione for-nita da Dumas, nellottobre del 1860, sul primo numero A queste due narcazioni mitopoietiche si contrappo-del giornale da lui fondato a Napoli, <I-Indipendente>>, sero i iomanzi di padre Bresciani - definito da Isnen-fu il generale Pacheco y Obes, ex minisrro déila Guerra ghi come .,INexandre Dumas dei clericali>> - che eranoín Uruguay, a chiedere a Dumas di aiutare il suo popolo ítati concepiti, per lappunto, come una risposta diretta<<rendendo popolari gli eroi dellindipendenza di Monte- allattacco àel morbo liberale e romantico che stava of-video>>. Una richiesta che provocò le vibranti proteste dei mai contagiando la penisola. Per coltivare unopinionesostenitori di Rosas a Paúgi e la successiva denuncia per pubblica fédele alla .<buona causa>> Bresciani costruì unadiffamazione2a. galleúa di eroi <<capovolti>>, allinterno della quale Gari- Il Garibaldi di Dumas non è certamente il personag- Éddi ,irr.r,iva sicuràmente un ruolo di assoluto rilievo. Lagio principale del libro - anche perché non è ancora una qúaîta parte del seguito dellEbreo.(i,erona, per esem-figura internazionalmente riconosciuta2 t - tuttavia colpisce pio, .h. usci a p,;ntit. fra il 1850 e il 1851, conteneva de-il fatto che lo scrittore ne parlasse nel 1850 in Francia, Ifi rp""ri .h. ourro un chiaro riferimento allabiografra di140 T4I
  • 16. La scelta nazionaleI-a scelta nazionale raggiunseCuneo2T e tendeva a rappresentare i <<repubblicani>> co- Nel giugno del 1850 si ímbarcò da Tangerimandati da Garibaldi come delle <.feroci torme>>, come pri-^ Li".t"pool e poi, dopo- una lunga n-avigazione sbarcò Theodore Dwightdei <<marrani>> animati da <<livore>> e <<rabbia>> che si ab- a New york dove conobbe il giornalista senza però ri-battevano contro i <bambini lattanti>>, i <<vecchi infermi>> u .tt ai"a. il manoscritto d;ile memorie che fue isacerdoti <<che primi eran dagli empi designati al. lasciargli lautorizzazione per la pubblicazionecoltello>>28. Garibaldi fu un protagonista di moltí altri ro- .ot."J.^ solamente nel rd5g Per un periodo lltò di .lmanzi di padre Bresciani come, ad esempio, Olderico, ou- i,^i"" itf"nd e lavorò presso la fabbrica di si imbarcò candeleuer il zuauo pontificio oppure il più famoso Lionello, in l"i.ti. Vfeucci fino a quando, nellaprile Carpaneto percui in un intero capitolo, intitolato a Gaúbaldí, veniva come passeggero sul piroscafo dellamico ildeclinata unimmagine dissacrante e demitizzante del niz- ;;;;ii"*.;.-7,ulruo, in Perú, passando per Panama ezardo2e. La controversa notorietà di queste pubblicazioni nttîíî-"TÍ;rafaceva da contraltate agli anni grigi del cosiddetto <<se- diventato una meta imporrante per il com- costituito dallocondo esilio> che sembrarono protrarre alf infinito quel mercio del guano, un ferttlizzante naturaletribolato peregrinare che aveva impegnato Garibaldi sugli rì.r.. Àgfi".."íti .h. """iuu depositato in alcune isole per 1oAppennini nel t849. t.r""i*J,1" i.ole Chinchas, trisìemente famose cinesi Abbandonato, da <<indesiderato>>, il Regno di Sardegna if*ruÀ.nto dei coolies, formalmente-emigranti obbligatisul finíre del 1849, raggiunse prima la famiglia aNizza, in realtà schiavi tazziati sulle coste di Canton epoi Tunisi, senza che il governo gli permettesse di sbar- u turro.*" n"i d"po,iti di guano in orribili condizioni di sottoponendosicare, quindi La Maddalena, poi Gibilterra ed infine fu vita. A Lima awen,t.,o dJt fatti nuovi:costretto a fermarsi a Tangeú, ospite del console sardo ,giì delle autorità peruviane.Garibaldí tornò ad es-Giovan Battista Carpanetti. Nellesilio tangerino, Gari- sere "*Ài un capitano marittiÀo e poi ebbe il comando di una nave, il brigantino Carmen, àcq"istuta in California dabaldi, poco più che quarantenne, reduce dalla sconfittadella Repubblica romana e dalla perdita di Anita, iniziò Pietro Denegri un ricco commerciante ligure il 10 geÀnaio 1852Ia Carmen salpò per Amoy doveIa Cina.ca-a scrivere il primo canovaccio di quelle che saranno poi rica di guano, raggiunse Canton, si spostò adle sue memorie. Daltro canto, in quel periodo, le memo-rie e le autobiografie sul 1848 avevano una buona dif- ,i"r.ir-t."d.t" jI merce tornò a Canton poi si diresse generi>>.fecefusione in Europa. A differenza della biografia di Cu- nelle Filippine con un <<carico di differenti ritorno (lna tetzavolta a Canton pef sostituire glí alberineo, però, egli non parlò delle vicende del 1848-49. Nellaprimavera del 1850, con la speranza di trovare un edi- J.itu ,ru". e, infine, ripartì per il Perú L interrogativo rigu,atda il caricotore, spedì il manoscritto al cugino Augusto, ma non ebbe che ha generato p.ó, Àolt" àiscussioni in Perúuna risposta soddisfacente. Si profilò anche lipotesi di .or, ..ritu ,tu,r" ,ìpu,iì da Canton verso Callao Le memorie di Garibaldi tacciono su questo argomento-un ritorno in Sudamerica, ma anche in questa occasione, a riguardo ècome in passato, Garibaldi scelse di riprendere il suo me- I-lunica striminzita informazione che abbiamostiere, owero il marinaio mercantile, non senza qualche lii.rr^í^-pruuti.u,u nel t 8g2 da Augusto Vittorio viene -rtri,l]o Vec-difficoltà. Uroe le gesta di Giuseppe Garibaldi in cui r43142
  • 17. La scelta nazionale La scelta nazionale tportata una frase di Denegri, Iarmatore delTa Carmen, che prima classe che gli permise di ritornare là da dove era dice, riferendosi a Garibaldi: <<Mha sempre porrati i Chi- partito, ovvero esercitare il cabotaggio tra Genova, Nizza nesi nel numero imbarcati e tutti grassi ed in buon salute; I Marsiglia. Questo <<ritorno a cas^>>, però si concluse con perché k trattava come uomini e non come bestie>>lr. lelezioÀe di una nuova dimora che assunse ben presto i La storiografia marinara, soprattutto Pino Fortini, ba- tratti mitici di una casa-rifugio, al tempo stesso vícina e sandosi su questa memoría di Vecchj ha dato peî certo, clistante dalla grande scena politica rtaliana.Il 29 dicem- per molti anni, che Garibaldi avesse partecipato, seppur bre 1855, infltti, acquistò ùn appezzamento di terra a in modo umano e svolgendo un ruolo di secondordine Capreru,una piccolaisola semideserta allargo della Sar- rispetto a quello di Denegri, alla tratta dei coolies. La tesi d.inu, investÉndo il denaro che aveva ricavato dallatti- è stata recentemente messa in dubbio dallo studioso in- ,rià rnarinara e dalleredità lasciatagli dal fratello Felice, glese Phillip Cowie, senza però chelorizzonte venisse del morto in novembre. Sullisola, che sarebbe diventata di tutto sgombrato dalle nubi. Secondo quesra ipotesi di stu- sua completa proprietà solamente nel 1864, costruì Iabi- dio, infatti, la parcla <<chinesb> non starebbe a significare tazione,iu .otìdd.tta <<casa bianca>, che sarebbe rimasta, gli emigranti cinesi, i coolies, ma bisognerebbe atiribuirle fino alla morte, la sua dimora di residenza un altro significato che tenga in considerazione Iidioma peruviano e che, se così fosse, assolverebbe Garibaldi da questo traffico di carne umanai2. Secondo Cowie il ca- 4. La scelta nazionale rico della Carmen era composto da <<26 hombres de mar>>, forse dei chinos peruanos, e un carico di cineserie.Lanavi- La sintonia strategica con il Piemonte maturò lenta- gazione della Carnen è stata, ed è tuttora, al centro della mente nel tempo e f" il prodotto dí unanalísi realistica leggenda nera garibaldina e ha solleticato le attenzioni delle forze in campo. I fallimenti dei moti mazziniani, della stampa.Ha invece lambito solo parzialmente la di- da un lato, e Iesisténza di uno Stato con mire ambiziose scussione storiografica che ha tenuro sempre un atteggia- che potevano sposarsi con Iagognato processo nazionale mento circospetto nei confronti del viaggio della Carmen, da[àltro, ruppi...rrtuvano due fatti incontrovertibili, su relegando la questione dei coolies ai margini di ogni di- cui era inutile elaborare fumose dispute ideologiche Ga- scussione su Garibaldi. ribaldi, da esperto marinaio qual era, già nel 1854 scrisse: Del resto il viaggio, andata e ritorno, tra il perú e <oggi IItali a tutta guatda al Piemonte come il navigatore Canton, fu soltanto uno dei numerosissimi compiuti da allu ta-ontana>>. Questa affermazione scaturiva da al-Garibaldi, in questo periodo, che lo portarono a toccare meno tre constatazioni: Vittorio Emanuele II era Iunicoi porti di quasi rutti i continenri: Cile, Capo Horn, Argen- fra i regnanti italiani, ad aver mantenuto in vigore la Co-tina, Uruguay, Brasile, Caru1bi, Boston e via discorrendo, stituzione; nel Regno di Sardegna, inoltre, avevano trovatoin un lunghissimo elenco di città e conrinenri. Nel mag- accoglienza più dì 20.000 esuli, destina:j ad inserirsi nellagio del 1854, dopo unesistenza difficile e solitaria, tornò vita iubblica saba,rda ricoprendo cariche importanti nellein Italia, a Genova, e nellagosto del 1855 gli venne rila- istituzioni e in Parlamento, Infine, nel1.852, era diventatosciata, dopo molte richieste, quella patente di capitano di presidente del consiglio cavour, che si era contraddistintor44 r45
  • 18. La scelta nazionale La sceba nazionale sin da subiro per il tentativo di elaborare una politica di cli leader democratici come Manin, Sirtori, Ulloa, Cosenz autonomia dallegemonia austriaca sulla penisoia. c lo stesso Garibaldi, che abbandorìarono il genovese per Garibaldi aveva capito prima e meglio di altri, soprat_ passare ad un progetto nazionale di stampo monarchico- tutto di Mazzini, che <<da solir>, senzà un esercito pro_ r-rnitario. lincanazione concreta di questo nuovo indi- fessionale, non si andava da nessuna parte e non si sa_ rizzo fu la nascita della Socíetà, nazionale. I fallimenti dei rebbe fattalItalia. <Appoggiarci al gouàrro piemonrese _ rrloti mazziniani, per ultimo quello clamoroso di Pisacane, scrisse da Londra nel 1854 è un po duro, io lo capisco, - convínsero sempre più i cosiddetti <fusionisti>> - coloro ma lo credo il miglior parrito>> pér ..amalgamare u q".í che volevano laccordo con il Piemonte sabaudo per rag- centro tutti i differenti colori, che cí dividono>. <fo vo_ giungere lUnità dItalia - ad abbandonare la pregiudiziale glío essere italiano avanti tutto>> scrisse Garibaldi <<e sono ur-rtiÀonar.hica e ad appoggiare il progetto cavouriano certo che potendo il Piemonte contar con noi, abbando- della Societ à. nazionale. nerebbe la meschina e paurosa politica in cui si rawolge>. Daltra parte, lo stesso Cavour, che giocò magistral- Nelle lettere che inviava a Cuneo era ancora più esplic"ito: mente la carta della guerra di Crimea per presentarc da- <<Ultalia marcia allunificazione nazionale icrisse allex - vanti al concerto europeo, che discuteva le condizioni di legionario nellaprile l856 - questo è fatto incontrastabile. pace, <<la questione italiana>>, riuscì ad accrescere il sen- IÌopinione dei più è capitanata dal piemonte>>. E ancota iimento filàpiemontese sia fra i moderati in esilio che fra pochi mesi dopo, nel giugno del 1856, affermò di sentirsi quelli rimasti negli altri Stati italiani. In questo contesto alla vigllia <di grandi cose>> e che <d,esercito sardo è ad politico, il 1 agoito 1857 nacque la Società nazionale ita un punto dentusiasmo veramente sublime>>ra. iiu.ru .on a capo Daniele Manin, Giorgio Pallavicino e Proprio per questi motivi fu contrario nel 1g57 al Giuseppe LaFaúna a cui aderì anche Giuseppe Gari- piano ideato da un gruppo di mazziniani per sollevare il baldi, che fu nominato vicepresidente onorario, e Giro- Mezzogiorno con un pugno di volontari che, infatti, fallì lamo Ulloa che, invece, rappresentò la Società nazionale e portò alla morte di Pisacane aSanza, Ma la sua contra_ tra gli esuli italiani a Parigi. Ladesione di Garibaldi, che rietà non esprimeva soltanto unopinione personale o un si rilevò essenziale per il prestigio dellassociazione, per- dissidio tra lui e Mazzini, quanto pi,rttorto un sentire dif_ tanto, non deve destare troppo stupore La formula <<Ita- fuso e laffermazione di una diversa progettualità politica lia e Vittorio Emanuele>> compen diava efficacemente sia proprio allinrerno dello schieramenro democraticà. Il ri- il programma dellassociazione che quello del nrzzatdo, conoscimento della cosiddetta egemonia dei moderati sui il cui unico scopo dichiarato, da anni - forse anche da democratici non può ridursi u ,mu q.r"rtione di surplus di quando nel 1847 scrisse quella lettera a monsignor Be- risorse politico-militari - che indubbiamente esisrèva, se ditri itt cui si dichiarava disponíbile a servire anche il papanon altro per la forza mihtare che il Regno di Sardegna purché italiano - era unicamente e semplicemente quellopoteva mettere in campo rispetto ai disorganizzati moti àe[Italia unita. Un approccio sentimentale, emotivo, Pa-insurrezionali di matrice democr atica ma fu anche il triottico e totalmente de-ideolo gtzzato. L"unico atteggia- -prodotto di una serie di sconfitte da parte mazziniana, e mento visceralmente ideologico, quasi ossessivo, Garibaldila presa di posizione realista da parte di un lungo elenco lo riservò sempre al clero, considerato unautentica soz-146 t47
  • 19. La scelta nauonale La scelta nazionale zùîa e,, soprattutto, identificato come unentità straniera al rì.ìamente limitato e caratteúzzato rlal consueto modo di pari degli austriaci. _Da un lato, sosteneva .h. birognulru combattere: le marce notturne, le diversioni e le sorprese <<liberare lItalia dalla piaga dei preti>, .ordunrrurido lu saranno i classici espedienti tattici che utilizzerà in ogni curia vaticana come il <<governo di Sutu.ru> e, dallaltro, occasione. Il2) maggio Garibaldi portò le truppe sul Ti- attribuiva al clero una caratura politico- internazionale cino e a Sesto Calende sorprese il presidio austriaco, la a causa dellalleanza tra lo Stato pontificio e la Francia. cui sconfitta gli permise di aprirsi la strada per Varese Il <Il più terribile awersario nostro, i preti _ scrive ,.-pì. 26 maggio riuscì a resistere e poi a sconfiggere nella citta- a Cuneo nel 1856 - sono potentissimi, e lo ,orro p.ràhè dina lòmbarda il reparto austriaco della divisione Urban lan capo aPaúgi, ove comunque sia, . futal-.rri.:;;;;; Il27 rnaggto, inolÍe, i Cacciatori delle Alpi vennero coin- il dominatore della situazione èrrop"ur. volti in una dura battaglia a San Fermo e la notte riusci- . G111baldi ignorava, nel 18i6, che di lì a poco Napo_ leone III si sarebbe invece rivelaro uno deglì utt.uri rono ad entrare a Como. E poi ancota, Bergamo Brescia importanti della causa italiana. Gli accordi"tru cuuo* . ii,: e quindi a Salò, sul lago di Garda. limperatore francese nella località termale ai pto-uier.r, I Cacciatori delle Alpi batterono, chiaramente, teatri minori del conflitto, ma Garibaldi raggiunse ugualmente stipulati tra il 1858 e il 1859, sanciranno, infatti, il p.i-í un risultato importante, con il successo nel reclutamento atto di un percorso audace e rapidissimo _ p.oprù p.r_ dei volontari che, in poco più di un mese salirono a circa ché celere vincenre l:he porterà allunità " pà.r. ! Ji a.ì cui Cavour e Garibaldi saranno, senza dubbio, ì protago_ 12.000 uomini. La Second a guerîa dindipend enza fu soprattutto la nisti principaii. sanguinosissima battaglia di Solferino del Z4 giugno e ., - fntanto,-dopo la precoce morte di Manin, awenuta poi in subordine, molto meno importante, quella di San il 22 sertembre del lB5T,lapresidenza deila docieta rru_ Martino. La sofferta vittoria militare francese che portò zionale venne assunta_da Giàrgio pallavicino e, poi, da nel volgere di poco tempo ad una tregua, e poi 111 lu- Giuseppe La Faúna. Garibaldi, nominaro vicepresidente glio allarmistizio di Villafranca - con cui Napoleone III della Società nazionale, progettò la nascita di;.;;p; ioncordò con Francesco Giuseppe la sola cessione della di volontari, i Cacciatori d.ll. Alpi, che venne istituito Lombardia ai Savoia - rappresentò, sul momento, una da un decreto reale, il 17 marzo à.i t8:q. Dopo più di delusione per tutti quanti credevano in una prosecuzíoneventanni dalla condanna a morre, diventò -ugjior^g.rr._ della guerra. Il cosiddetto <<crinale di Solferino>> invecerale dellesercito sardo e organizziò il corpo de"i"volo?tari aprì là strada alla fine dellegemonia austriaca sulla peni-suddividendoli in tre reggiÀenti, due dÉi quali u.rn"ro sola e, nellimmediato, allo scoppio delle insurrezioni, gui- affidati a Enrico Cosenz e a Giacomo Medici. date dalla Società nazionale, negli Stati dellItalia centro- linizio delle ostilità,, 1127 aprile 1g59, dopo Iultima_ settentrionale.tum dellAustria sullo scioglimento dei cacciatori delle La Faúna, tnfatti, seguendo le direttive di Cavour,Alpi, coronò lo sforzo del Regno sabaudo che cercava il aveva fornito ai Comitati della Società nazionale le istru-pretesto per far scoppiare la guerra e far scattar e l, all.eanza zioni per prepararsi a formare i governi prowisori, nondifensiva con la Francia. IJimpatto di Garibaldi e del suo upp.ttu le truppe piemontesi fossero state in grado di ga-corpo nel conflitto, anche per la breve durata, sarà estre_ .^ntire il controllo della situazione. La forza della Società148 r49
  • 20. La scelta nazionale La scelta nazionale nazionale dipendeva, infatti, esclusivamente dalla p resenza ,li politici in onore di Luigi Firpo, Mrlano, Franco Angeli, 1990, vol. delle truppe piemontesi e, in effetti, f, ,ol;;;jó;l; llt, pp. 467 -486. battagliadi Magenta del 9 giugno che i membri aeilà q Cfr. G. Pepe e M. Themelly, Uanticlericalismr., nel Risorgimento So_ cietà, nazionale ebb ero impàrtan ti in carichi ( I S J0-1870), Manduria, Lacaita, L966. .r.il u*-i.ri - r0 P Del Negro, Garibaldi e la guerriglia, in AA.VV., Garibaldi strazione dei Ducati e nelle Legazionipontificie. Noro_ ,qtnerale della libertà, Atti del convegno internazionale (Roma,2937 sranre questi limiti, la pu.è di yillaftanca, n.ll,tiàliu {opo rnaggio 1982), Roma, Ufficio storico Sme, 1984, pp. 103-130; F. della centrale, al ritiro delle truppe_austriache, i governi l)eruta, Le teorie rnilitari della demouazia risorgimentale, in F. Maz- prov_ visori, formati da moderati è au membri i.n", zonis (a cura di), Garibaldi condottiero: storía, teoria, prassi,Mllano, S..iàà liranco Angeli, L984, pp.6l-82. zionale, riuscirono a reprimere ogni veileità ", d ti".i"ri.rr. democratica e a costituirri com.l legittimi ,uppr.r"nturriì r M. DAzeglio, Scritti e discorsî politicí, a cura di M. De Rubeis, liirenze, La Nuova Italia, I93I, p. 16. della volontà popolare che chiedevu íun..rriÀ. d R.gro 12 Cfr. R. BaIzani, La Romagna, Bologna, Il Mulino,2001. di Sardegna, facendo segnare, dunque, un innegabll. r-,r._ 3 J. Ridley, Garihaldi, Milano, Mondadori, 1975, pp.398-399, cesso politi co alla causa monarchià_unitaria. Il Maggiore <Leggero> e il <trafugamento> di Ga- a U. Beseghi, ribaldi,Il ed. Ravenna, Edizioni Sterm, l9)2;Id., 1849: Garibaldi ri mase solo, Bologna, Tamari, 1958. I1 primo volume mette al centro ,J,ella narrazíone il maggiore Leggero, ma è estremamehte interessante Note lappendice documentaria su <<La verità sulla morte dí Anita>> in cui ven€Jono riprodotti alcuni importanti documenti giudiziari e anche gli ^ I Per una ricosrruzione accurata della diffusione dellimmasine Garibaldi inltatia e in Europa d;;; it;;;;;ib;#;i.;?il;l di atti riservati del Commissario pontifício di Bologna come, ad esempio, il <<Rapporto del delegato pontificio Conte Lovatelli sul rinvenimento do a L. R,alt. Garibatdi. t;ir""r,ài, ,t;^;;";;";, del cadavere di Anitu, la <<Lettera di Mons. Bedini al delegato di Ra- Roma-Bari, Laterza, 2007, pp. 33 49. venna>>, la <Difesa dellispettore Zeffrino Socci sul suo operato>> e il 2,Citato in A. <Rapporto di mons. Bedini al ministro Internon. Il secondo volume, Scirocco, Garibaldi. Battaglie, amctri, idealii cittadino rJeI mondo, Roma-Éari, furirzu,)ooí,p. di un invece, pone al centro della natrazione Garibaldi, 1a fuga da Roma e I32. la morte di Anita ed è una parziale rielaborazione del volume pub- ^ C. I Lq lettera indirizzata-a monsignor Bedini è del 12 ottobre 1g47: blicato nel 19J2. t: ( t t + it s4 s), ; ;;.; lii: i#;;i,él Ga ri baldi, Ep i s r o I a rio, s_ It C. Pisacane, Guema combattuta in Italia negli anni 1848-1849, Candido ed E. Morelli,.Tg-u, frtit"i" italiano. 197). pp. Zq>-Zql iè. frl,".i, aJ mr.;il;; a cura di L. Maino, Roma-Milano, Società Editrice Dante Alighieri, . a La Ietten inviata a Eugenio Belluomini è del 1906, pp. 257-280.dem, pp.238-239. 7 agosto lg47 ; ibí t6 La prima edizione dellopera di Giovanni Battista Cuneo è stata t Per le vicende del 1g4g rimando a p- pieri, strtria pubblicata a Torino nel 1850 dalleditore Fory e Dalmazzo e ristam- rniritare del pata dopo la morte dellautore dalla Tipografia Ferrando di Genova.risorgimento, Torino, Einaudi, 1962, pp. ltq ;lg. o. Nel 1912, in occasione del cinquantenario della morte di Garibaldi, ^ G, Garibaldi Due parore ai miei concittadìni, in Le Memorie diG ari b a I d i n e I la re d a zi o n e defin i t iu a di t " Luigi Pratesi ne ha curato una nuova edizione per la casa editrice Giu- 1z ll," i"rlr, deila R. commis - sti di Livorno. Le citazioni dei testi, in questo volume, vengono presesione, Bologna, Cappelli, télZ, p. 617. ^ i dalledizione Mursia deI 1974 che ha riprodotto il testo della príma G. Garibaldi. Eoirtolarío,_lI: (tB4g_1849), a cura di.L. edizione con una presentazione di Giovanni Spadolini. G.B. Cuneo, Sandri,Roma, Isrituto per ta sroria J.i R;;;ei;;"riiííia"., r()78, p. t72. Biografia di Giuseppe Garibaldi, Milano, Mursia, 1974. politico r2ella riuoluzione 17 G. Garibaldi, Epistolario,ITI (1$0-1858), a cura di G. Giordano,. IJe Kosa (a cura dù, Cniltà Cattolica, S. Giovanni italiana, int. ,l^Y.^t^]b:rayore, fgzigyalis.mociano.Landi, 1971, pp.l85 199;^cfr.. M. i;;"shi Vrld;;;;;-i;_ Roma, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1978, pp. 9-10. Urn ,,niA"poìiúio. 18 Le accuse erano state formulate dalla Legione francese e dalLanri-mito garibaldino. in S.R. Ghibaucli e FlÉar.i, (^ ,";;Ji;,""i;; signor Opprandino Arrivabene che ne aveva scritto un articolo sul n.150 bt
  • 21. La scelta nazionaleLa sceha nazilnale29 del periodico <<I-lEco>> del 1846. Citato in Cuneo, Biografia di Giu- :r (.îDovolscre c rendere criminalc Iirrrnritgine .li-qucl.pr"sunto. libera- dlseppe Garibaldi, cit., p.79. E ancora: <Più chc tt cttrritcltc iattuali ci trovlamo re Riall, Garibaldi, crt., ì".T ""?"fir,. ;.ii;iJ" e agli escrcizi li srilc di urra compiaciuta,e i;,;;i;;^;ii; p. 173. alla stu<liata affabt)lazioneo,.oifÎtu, chc richianrano irresistibilmente 20Cuneo, Biografia di Giuseppe Garibaldi, cit,, p. 19. Che poi con- ;;;;,;;iÉ;;;È úal latino dci licei tlantan>>.M Isnen firi,"";i."i mito di un riuolttzionario disciplinato,tinua: <<Severo il volto al primo affacciarsi; e gli danno aspetto impo- ri.i,."ciiiùiù-i-i) s;;;;;,nente la fuiva intonsa barba, i lunghi e biondi capelli e lampia fronte li,,ma, Donzelli,2007 PP. 19 20da cui scende e forma col naso una retta línea che cade a perpendico- 28 A. Brescian i, Delta Repubblica romana. Appendice dellEbreo dilo, e 1o sguardo perspicace e<ì acuto; ma fissandolo, una cara armonia Vuoro, n-rrlióiuiti; Cnnoti.a, I, 1850, vol VII, pp 330-3)2di linee e di forze tibalza come aspettata dinanzi, e un sentimento di 2g N. Del Corno Letteratura e anti-risotgimento: i romanzi di An-fiducia e di simpatia ti sorge improwiso nellanimo e si mesce al ri- pp 2l-32spetto chc tispirava tlapprima,. r,,rlo BìirAiii, in <lvfemoria e Ricerca>>, 24,2007 in Nicaragua e nel Regno di Mosquito 2t lbídem,p.D.E ancora: <<ma ciò che sovra ogni cosa predomi 0 P.K. Cowie, Garibaldi 1na in lui è la devozione allItalia e allonor nazionale>>, íbidem, p. 19. ,,r,ttogiiiirrttrl*lti, ts;l,in ttRassegnaltorica del Risorgimento>> 22 IbitJem,p.74.E ancora <sobrio, modesto, e tollerante le fati- lr)84, pp. t3)5 tr-A.V. Vecchj, La uita e le gesta rJi Garibaldi Bologna Zanichel-che, poco gli basta>, ibidem, p. 75. h, 1882, p.97. z3 Cfr. Ridley, Garibaldi, cit., p. 190. i, p.k. Cowie , Contro la tesi di <Garibaldi nep1ie11>, i2 Ra;se qna storica del Risorgimento> ], 1998 pp. J89.-)L)1: ld 2a Leco di queste tensioni si può riscontrare anche nei testo di 1uoua tuceDumas: <<Scrivete a Montevideo, signori pubblicisti, che avete tratta- ii"ciìiuiial ln Perú,ín,.nutt"g"u storicà del Risorgimento>> ) l98tto Garibaldi da condottiero e dawenturiero, scrivete agli uomini del pp.325 ))1.governo, scrivete ai negozianti, scrivete aile persone del popolo, e voi ]r Garibaldi, Epistolario, III cit, pp 62-64sentirete che mai un uomo fu più universalmente stimato ed onora- ia Ibidenz, PP. Dl e 136to di Garibaldi in questa repubblica di cui voi repubblicani predíca-te Iabbandono>>, A. Dumas, Garibaldi e Monteuídeo, Milano, Manini,7859, p. 60. 25 Infatti, come è stato notato, Garibaidi in Francia rimase per al-cuni anni ancora un personaggio conosciuto alle cronache ma non cosìcelebre visto che la Biograpbie Uniuerselle di Michaud, nel 185ó, loignora completamente, e solo nel 1858 la Nouue/le Biographie GénéraldellHoefer gli dedica una voce. I-lanno successivo, la Seconda guerradi Indipendenza impose la figura di Garibaldi allattenzione del pub-blico transalpino. Cfr. G. Mirandola,Dumas e Garibaldi, in AA.VV,Garibaldi cento anni dopo, Atu del convegno di studi garibaldini (Ber- gamo,5-7 marzo 1982), Firenze, Le Monnier, 1981, pp. I32 I44. 2ó A. Dumas, Monteuideo ou une nouuelle Troie,Paris, NapoléonChaix et Cie., 1850; trad. it. Monteuideo o la nuoua Troja, Genova,Moretti, 1850; Dumas, Garibaldi e Monteuideo, cit. Nella versione ita-liana, owiamente, cè unintroduzione, assente nella versione transal-pina, tutta incentrata su Garibaldi. 27 Secondo Lucy Riall, íi romanzo di Bresciani era una satira euna parodia <Jella biografia di Cuneo che si fondeva con la consuetaimmagine del ..Garibaldi assetato di sangue e terribile bandito> tipicadel <tradizionale attacco teazionario>>,RiaLI, Garibaldi, cit., p. t75.Ungiudizio differente viene elaborato, invece, da Isnenghi, il quale defi-nísce LEbreo di Verona: <<come un travolÍlente squarcio oratorio teso t53152