La specificità del contesto in cui si opera

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Slides tratte dai materiali didattici degli interventi della dott.ssa Maria Grazia Fiore (esperta nei processi formativi) nel corso di formazione in presenza "*ICF e inclusione: dalla teoria alla pratica*", tenuto insieme al dott. Mario Damiani (neurologo) presso il III C. D. di Andria (BA), (2012).

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  • In quest’ottica, i problemi/desideri di miglioramento alla base del progetto innovatore a livello micro (ossia di singolo setting didattico) vanno esplicitati e articolati alla luce di quelli provenienti dal livello della specifica istituzione formativa (livello méso ) e dal più ampio contesto socio-culturale (livello micro ).
  • In quest’ottica, i problemi/desideri di miglioramento alla base del progetto innovatore a livello micro (ossia di singolo setting didattico) vanno esplicitati e articolati alla luce di quelli provenienti dal livello della specifica istituzione formativa (livello méso ) e dal più ampio contesto socio-culturale (livello micro ).
  • Françoise Cros, responsabile scientifica dell’Osservatorio, sottolinea come in questa definizione non compaiano quelle caratterizzazioni, spesso implicitamente riferite al processo di innovazione, quando se ne parla. Il concetto di novità non può essere un criterio esaustivo di definizione dell’innovazione in campo educativo, perché «à la limite, tout peut être qualifié de nouveau, y compris la réitération de l’ancien». Altrettanto vale per il concetto di cambiamento che, da solo, non basta a determinare quel miglioramento auspicato dall’introduzione di ciò che si pensa possa essere un’innovazione. Parlare poi di innovazione come azione finalizzata , implica il paradosso di epurare questo processo dall'aleatorietà che gli è propria (Alter 2007, 143-144) e che lo rende meno controllabile e “misurabile” di quanto spesso sembrano credere le istituzioni che lo sollecitano, propongono, impongono... Lo stesso concetto di miglioramento se “naturalmente” associato all'innovazione serve spesso a celare il rischio – sempre presente – di un potenziale conflitto di valori tra i differenti attori coinvolti: cosa viene migliorato? Per chi? E con quali finalità?
  • La specificità del contesto in cui si opera

    1. 1. Le dimensionidellinclusione scolastica: laspecificità del contesto incui si operadiMaria Grazia Fiorefiore.mariagrazia@gmail.comhttp://speculummaius.wordpress.com
    2. 2. Significato e finalità dellagireeducativo scaturiscono dallacomplessa interazione di variabilisistemiche e individuali di cui spesso iprotagonisti non sonoadeguatamente consapevoli.
    3. 3. Qualsiasi setting didattico non è maiisolato né indipendente dal piùampio contesto storico-culturale incui prende forma né dallistituzionein cui viene concepito ed utilizzato.Le innovazioni che si vogliono portare allapropria azione educativa possono essereostacolate/facilitate dalle prassi specifichedellorganizzazione in cui si opera.adeguatamente consapevoli.
    4. 4. Il contesto organizzativo in cui si operadiviene risorsa quando sostiene ilprocesso di inclusione, in primo luogoattraverso un adeguato coinvolgimentodi tutti i soggetti interessati ai Gruppi dilavoro previsti dalla L.104
    5. 5. Come funzionano i GLH nella nostraistituzione scolastica?I gruppi di lavoro
    6. 6. Come funzionano i GLH nella nostraistituzione scolastica?I gruppi di lavoro

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