Tesi Hilla

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tesi sulla casa editrice Marcos y Marcos. Discussione il 4 aprile 2012

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Tesi Hilla

  1. 1. IntroduzioneQuesto lavoro di tesi si pone come obiettivo quello di dare risalto e importanzaall‟attività della casa editrice milanese Marcos y Marcos fondata da MarcoZapparoli, e da Claudia Tarolo poi, all‟inizio degli anni Ottanta. Con i suoi trent‟annidi esperienza la coppia di editori è riuscita a distinguersi all‟interno del mercatoeditoriale italiano, per la scelta di strategie controcorrente, per la produzione di unanarrativa giovane, originale e innovativa, ma non per questo priva di riferimenticulturali, e per la riscoperta di classici del passato ormai dimenticati dal grandepubblico.Nella prima sezione si fornisce una breve storia della casa editrice suddivisa per isuoi tre decenni di vita, che mira a sottolineare i cambiamenti di cui è stata oggetto el‟evoluzione dei libri, sia stranieri che italiani, editi dai due editori. All‟inizio MarcoZapparoli era affiancato dall‟amico Marco Franza, quando negli anni Novantaquest‟ultimo lascia la casa editrice, Zapparoli prosegue il suo cammino da solo,senza farsi scoraggiare. Il passaggio verso il nuovo Millennio coincide invecel‟arrivo della Tarolo e del grafico Lorenzo Lanzi che danno una svolta decisivaall‟immagine della Marcos y Marcos. Nonostante i mutamenti intercorsi in questo 1
  2. 2. periodo la coppia milanese mantiene salda l‟idea di affiancare ad una narrativainsolita e geniale la realizzazione di una solida poesia. I primi anni sono caratterizzatida una riscoperta di classici del passato come Italo Svevo, Iginio Ugo Tarchetti,Mario Luzi, Novalis, Friedrich Dürenmatt e Heinrich Von Kleist, mentre laproduzione in versi si avvale di figure come George Heym, Dino Campana, ArturoOnofri, e Giovanni Orelli. Tali autori sono inseriti nella collana Biblioteca germanicae nella serie Le foglie. Prima dell‟avvento di Lanzi le edizioni si caratterizzavano peruno stile ricercato e dalle tirature limitate, che Zapparoli definirà successivamentecome Vintage.Dopo queste pubblicazioni e con l‟aiuto della Tarolo il catalogo della casa editrice siarricchisce di una nuova collezione intitolata Gli alianti. Quest‟ultima diventa lavetrina fondamentale della MyM nella quale sono inseriti nuovi scrittori inediti comeCristiano Cavina, Fulvio Ervas, Michael Zadoorian, Jasper Fforde, Ángeles Caso etanti altri. Compaiono anche poeti emergenti come Fabio Pusterla e Umberto Fiori.Gli alianti, grazie alla mano del disegnatore Lanzi, appaiono colorati, spiritosi, dallecopertina accattivanti e ben distinguibili dalle altre case editrici.La seconda parte del lavoro fornisce una panoramica della narrativa proposta daglieditori della Marcos y Marcos. Come si potrà notare, la nostra attenzione si èfocalizzata esclusivamente sulla presentazione degli autori italiani, in quanto ci èsembrato che, nell‟ambito degli studi di cultura editoriale, avesse più importanza pernoi realizzare un quadro esaustivo dei libri nazionali.Tale panoramica è stata delineata attraverso la strategia editoriale adottata daZapparoli e Tarolo, fondata principalmente su una politica d‟autore, ben visibilenell‟impostazione con cui hanno redatto il catalogo e il sito internet. Tuttavia la 2
  3. 3. rassegna tenta di seguire la suddivisione dei titoli in collane. Questa prospettivaconsente, infatti, di cogliere più nello specifico, l‟evoluzione della MyM lungo l‟assediacronico, per poi soffermarci su un‟analisi che comprenda un‟indagine sullapolitica d‟autore adottata, sui modelli narrativi proposti e, più in generale, sulle ideedi letteratura portate avanti dalla casa editrice.Infine, la terza sezione di questa tesi delinea nel dettaglio le caratteristiche cherendono la casa editrice milanese degna di una maggiore attenzione. Inizialmenteviene descritto il rapporto con gli scrittori, con i lettori e i librai, per poi analizzarel‟intera fase del lavoro editoriale. Essa è realizzata da tutti gli addetti della Marcos yMarcos senza che vi siano differenze di ruoli, creando un ambiente in cui si sviluppauno scambio proficuo di idee e contributi atti a migliorare ogni edizione. Qualcheaccenno è poi fornito sul progetto grafico voluto da Zapparoli e Tarolo, poichéanch‟esso concorre a tratteggiare l‟immagine fedele e particolare della loro attività.Infine, nonostante avessimo cercato di rivelare l‟unicità della casa editrice milanese,si è tentato comunque di trovare delle affinità tra la coppia di editori e quelli chesono gli editori protagonisti artefici delle politiche editoriali più importanti delloscorso secolo. Le ultime pagine sono invece dedicate ad un‟espisiozione, seppurriassuntiva, della letteratura straniera pubblicata dalla MyM e al rapporto cheZapparoli e Tarolo hanno instaurato con la città di Milano, sede e ambiente in cuicresce la loro attività. 3
  4. 4. Trent’anni di storie1.1. L’inizio della casa editriceLa Marcos y Marcos nasce nel 1981 dalla travolgente passione per i libri nutrita dadue studenti dell‟Università Statale di Milano poco più che ventenni, Marco Franza eMarco Zapparoli, che sognavano di fondare una casa editrice di nicchia.Il suo bizzarro nome trae origine dall‟amicizia che intrattennero con un poeta cileno,di quelli che vendono oggettini in via Festa del Perdono, il quale, inteneritodall‟ambizioso progetto dei due ragazzi, quando riuscì a pubblicare la sua primaraccolta in versi la dedicò proprio a loro: «para Marcos y Marcos con todo cariño».In principio la MyM più che una casa editrice è una piccola mansarda, trasformata inun instancabile laboratorio in via Settala, a due passi da Porta Venezia. All‟epocanon esisteva il computer e il lavoro era fatto tutto su carta e giri di bozze. Il climaeditoriale era in fermento, nascevano dibattiti ad ogni decisione di pubblicare untitolo o un autore e la politica era un aspetto molto rilevante.Qui i due amici inventano, assemblano e spediscono nel mondo edizioni numerateche sembrano uscite dal ciclostile di un gruppo scout. I titoli della prima collana 4
  5. 5. Biblioteca germanica sono un‟alternanza di poesia e narrativa tedesca, le duepassioni di Zapparoli. Non a caso il volume iniziale è una collezione di poesiesurrealiste di George Heym. Subito dopo arriva la serie Le foglie in cui l‟occhio èrivolto ad autori classici come Leonardo da Vinci, Italo Svevo, Mario Luzi, Novalis,Friedrich Dürenmatt e Heinrich Von Kleist, e tra i poeti italiani, Alessandro Ceni eArturo Onofri. Le edizioni sono di 16 o 32 pagine con carta fabbricata a mano esplendidi caratteri Garamond. Le tirature iniziali consistono di 500-1.000 copie.Quella di testa riporta illustrazioni ad acquaforte per i trenta amici che al costo di50.000 £, comprano in abbonamento i primi libri, mentre le altre recano stamped‟artista o riproduzioni del manoscritto originale. Come ammette lo stesso Zapparoli: L‟idea originale era quella di inseguire, chiaramente nella debita proporzione, il catalogo di editori come Guanda o Franco Maria Ricci: stampare dei volumi che coniugassero l‟eleganza delle edizioni, magari numerate, a tiratura limitata e impreziositi da riproduzione iconografiche, di grandi piccoli classici purtroppo dimenticati.1Ben presto gli editori, forti dell‟entusiasmo mostrato dalla piccola cerchia di lettorialla quale si erano rivolti inizialmente, cercano di ampliare il loro pubblico. Il lettorea cui si indirizza la MyM è un “ricercatore” che ama la letteratura straniera e si affidaalla curiosità, apprezza sia la qualità di una veste grafica ben curata che il contenutodi un libro dallo stile originale. Non ha infatti paura di esplorare nuovi territoriletterari e si lascia incantare dalle piacevoli riscoperte di classici del passato. Illettore MyM è dunque molto simile ai due editori: condivide con loro unaconsolidata e sfrenata passione per i libri.1 G. P. Serino, Marcos y Marcos, in «Il Mucchio selvaggio», marzo 2002, pag. 12. 5
  6. 6. Nei primi tre anni, dall‟1981 all‟1983, sono gli stessi Zapparoli e Franza a piegare iquarti sciolti e a distribuirli personalmente presso librerie e librai che, piuttostoincuriositi, offrono loro qualche spazio ospitando alcune copie. C‟era molta militanza -anche come semplice comportamento- all‟interno della macchina editoriale e nella vendita […] Il mio punto di partenza di allora è stato quello di guardare come lavoravano queste persone, far loro delle domande […] Lunghe telefonate con editori e puntate dai librai, in particolare due: Fausta Bizozzero di Utopia e Amilcare Di Francesco della Feltrinelli Santa Tecla.2Fuori Milano Zapparoli e Franza affidano la distribuzione ad alcuni amici e nellealtre regioni firmano i primi piccoli contratti con distributori locali. «Marcos yMarcos è nata un po‟ alla volta. Per qualche anno è stata piccolissima, poco più cheun sogno, poi si è evoluta pian piano, sempre più intenta a mettere radici piuttostoche a crescere troppo rapidamente in altezza».3Nel 1983 nuovi titoli arricchiscono la collana Le foglie, il filo rosso dedicato alrilancio di grandi autori raccoglie testi di poesia e narrativa contemporanea in cuisono inseriti, tra gli altri, Chester Himes, Walker Percy, e Thompons Carlene. Laveste grafica muta in un motivo molto semplice, spesso di un pittore celebre delNovecento: Arp, Braque,o Kleen, e le copertine si colorano di tinte pastello.L‟ambiente in cui cerca di farsi spazio la MyM è una città degli anni Ottanta il cuistile può essere riassunto nel famoso slogan “Milano da bere”.4 Nel capoluogolombardo converge il potere socialista del periodo craxiano, caratterizzato dal2 G. Peresson, Trent’anni da piccoli, in «Giornale della libreria», dicembre 2010, pag. 74.3 G. Raponi, Un bravo editore non ha pregiudizi: esce a caccia e si lascia guidare dal fiuto, in «Laluna di traverso», dicembre 2009, pag. 31.4 “Milano da bere” era lo slogan di una campagna finalizzata alla ricostruzione dell‟immaginedell‟amaro Ramazzotti di Marco Mignani del 1987. In realtà finì per delineare l‟ambiente socialistadella città, e nei primi anni Novanta venne usato con connotazioni negative per descrivere gliesponenti politici e imprenditoriali coinvolti nell‟inchiesta Mani pulite. 6
  7. 7. benessere diffuso, dal rampantismo di ceti sociali emergenti e influenzato dal mondodella moda. Ciononostante tale periodo coincide con una pesante crisi finanziaria e laconseguente recessione economica. Per rendersene conto basta guardare al settoredell‟editoria libraria che vive un momento di paralisi e soffocamento causatodall‟alto costo del denaro e dal ritmo dell‟inflazione. Il “best seller all‟italiana”5,modello narrativo degli anni Sessanta, subisce un brusco calo: i titoli di narrativascendono dal 25% al 13% insieme alla saggistica, mentre incrementano i consensi lamanualistica pratica e il romanzo “rosa”6 con il lancio di serie come Harmony, natadall‟accordo tra Mondadori e la società Harlequin che possedeva i diritti sui volumitradotti, o Blue Moon di Curcio. Per risanare le perdite le case editrici ripensano ailoro assetti in termini imprenditoriali e spesso si riorganizzano attraverso l‟afflusso dicapitali e progetti esterni, puntando a un‟ottimizzazione dei processi produttivi e a unprogressivo ampliamento del mercato. Tuttavia fanno il loro ingresso nel settoresvariate iniziative come Piemme e la Marcos y Marcos. «Siamo nati nell‟81 quando acorso Manzoni sfilavano i dipendenti della Feltrinelli in crisi -ricorda Zapparoli inun‟intervista- ma la crisi faceva venire voglia di fare. Ed era un‟epoca di dibattitopolitico e culturale».7Ciò che in principio sembra solo un‟avventura inizia a concretizzarsi seriamente, maa questo punto Marco Franza lascia il progetto perché, essendo più che altro un5 Il “best seller all‟italiana” è quel tipo di romanzo che coniuga, negli anni Sessanta e Settanta, qualitàletteraria con elementi accattivanti per il consumo e la vendita del libro stesso. Cfr. G. C. Ferretti, Ilbest seller all’italiana, Laterza, Bari 1983.6 «Il romanzo “rosa” è un tipo di romanzo seriale e ripetitivo in cui l‟attenzione è focalizzata sullevicende amorose di eroi e eroine travolti dal destino del proprio sentimento. Rispetto al classicoromanzo sentimentale è più anonimo e standardizzato». Cfr. M. Rak, Rosa: la letteratura deldivertimento amoroso, Donzelli editore, Roma 1999, pagg. 44-46.7 M. S. Palieri, Marcos, correva l’anno…, in «L‟Unità», 4 marzo 2011, pag. 37. 7
  8. 8. teorico e un intellettuale, non voleva veder contaminato il suo amore per i libri dalcommercio e dalle leggi di mercato. Comincia così un lungo periodo mono-marcos8.Nel 1985 l‟editoria ottiene un sostanziale recupero puntando sulla tecnologia,l‟innovazione e la promozione. Scomparsa ormai la figura dell‟ “editoreprotagonista”9, «l‟idea di cultura si concretizza nella formazione del “catalogo”, valea dire nel complesso degli autori che costituiscono nel tempo il vero patrimonio dellacasa editrice».10Sebbene il mercato tenda a creare molte comunità di lettori diversi, marginalizzati dauna collettività che punta all‟omogeneizzazione di ogni esperienza culturale,compresa la lettura, Zapparoli sembra voler seguire la diversa strada inaugurata neglianni Settanta da Calvino con Centopagine e conclusa proprio in questo periodo:ovvero una riabilitazione del romanzesco, attraverso la lettura di vecchie e nuoveopere in chiave moderna e attualizzante.Nel 1986 Zapparoli riceve il suo primo successo con Storie per bambini di PeterBichsel che sfiora le 10.000 copie vendute. E alla fine del decennio la collana Lefoglie si arricchisce dei titoli di Giovanni Galdini, Dino Campana, Gaetano Neri eLudovico Geymonat. Viene pubblicato anche il primo libro in versi di FabioPusterla, considerato dalla critica uno dei migliori poeti italiani contemporanei, chesancisce l‟esordio di una lunga e intensa collaborazione con l‟editore. A differenzadell‟ambiente circostante la Marcos y Marcos decide di proseguire senza rinunciarea un progetto editoriale preciso e ben delineato, tentando di fornire al lettore sia una8 Cfr. http://www.marcosymarcos.com/30_anni_di_storie/30_anni_di_storie.html.9 L‟editore protagonista è «un editore capace di imprimere una forte personalizzazione al suo progettoe all‟intero processo che va dalla scelta del testo alla veicolazione del prodotto». Sono da consideraretali tutti i personaggi che dagli anni Trenta fondano le più grandi case editrici del secolo, ValentinoBompiani, Giulio Einaudi, Arnoldo Mondadori, Angelo Rizzoli e Aldo Garzanti. Cfr. G. C. Ferretti,Storia dell’editoria letteraria in Italia. 1945-2003, Einaudi, Torino 2003, pagg. 4-5.10 A. Cadioli, G. Vigini, Storia dell’editoria italiana, Editrice Bibliografica, Milano 2004, pag 139. 8
  9. 9. lettura di intrattenimento gradevole che una ricezione consapevole dei contenuti e deivalori trasmessi dai testi pubblicati.In particolare, qui l‟editore si pone in risalto poiché è riuscito, facendo propria la“filosofia del catalogo”, a creare una casa editrice che seleziona i propri titolibasandosi sull‟istinto di chi «esce a caccia e si fa guidare dal fiuto»11 compiendoscelte temerarie, originali e controcorrente. Tale modo di operare all‟internodell‟editoria sembra richiamare alla mente alcune delle caratteristiche degli “editoriprotagonisti” artefici delle politiche editoriali dei decenni precedenti. L‟elementorilevante che rende l‟attività della MyM oggetto di un‟attenzione più approfonditarisiede dunque nel fatto che questa maniera di “sentire” il mestiere dell‟editore daparte di Zapparoli coincide ormai con l‟immagine stessa della casa editrice,influenzando non solo la produzione ma anche la promozione e la vendita dei libri.1.2. Gli anni NovantaIl secondo periodo di vita della Marcos y Marcos è caratterizzato da un riassestodella casa stessa. Una produzione di libri più corposa coincide con il trasferimentodella sede negli ampi locali di via Padova, redazione e magazzino insieme, concolonne di libri molto suggestive sparse dappertutto. Nel 1990 Zapparoli affida ladistribuzione dei suoi volumi alla Garzanti e nel 1995, quando questa viene11 G. Raponi, Un bravo editore non ha pregiudizi: esce a caccia e si lascia guidare dal fiuto, in «Laluna di traverso», dicembre 2009, pag. 32. 9
  10. 10. smembrata e acquisita da altri, la MyM passa alle Messaggerie libri instaurando lacollaborazione con Promedi12 per quanto concerne la promozione.Nel contempo la frammentazione del pubblico attuata nello scorso decennio si rendeancor più evidente attraverso la moltiplicazione di richieste. Per far fronte a talediversificazione, nonostante il calo dei libri e la crisi in corso, si assiste ad unallargamento del settore dei tascabili.Nel 1992 esplode il fenomeno dei Millelire di Stampa Alternativa e nel 1995 dellasottocollana I miti di Mondadori. Scorgendo nel loro successo una via d‟uscita, moltesigle iniziano così un massiccio processo di “tascabilizzazione” dell‟editoria: Uno sbilanciamento inconsapevole di tutta l‟editoria verso il tascabile, inteso più come espressione di un concetto e di una funzione che non come tipologia di formati e livelli di tiratura. Essendo infatti diventato il tascabile un punto di riferimento primario per un pubblico sempre più vasto, e trovandosi tutto il resto quasi a girargli intorno come se fosse una produzione di nicchia, si era arrivati in pochi anni a “tascabilizzare” gran parte dell‟editoria.13Tuttavia il mercato stenta a risalire e le esperienze dei Millelire e de I miti rimangonoepisodi che nel giro di poco tempo esauriscono le proprie fortune.Alla Marcos y Marcos si lavora, invece, puntando su tutt‟altra direzione. Dopo ilcontratto con la Garzanti nasce la collana Gli alianti. Essendo più forte, l‟editore puòora permettersi di tentare con titoli e scrittori più impegnativi e moderni. Il fiuto delloZapparoli si dirige verso lo stesso pluralismo di lettori a cui mira il settore deglieconomici ma con esiti totalmente diversi. Sperimenta una narrativa contemporanea12 Nata nel 1983, la Promedi promuove presso librerie indipendenti e di catena, un gruppo scelto dicase editrici tra le più rappresentative dell‟editoria nazionale attraverso una capillare rete di agenti sulterritorio. Tutti gli editori rappresentati da Promedi vengono poi distribuiti da Messaggerie italiane.Cfr. www.promedi.it.13 A. Cadioli, G. Vigini, op. cit., pag. 148. 10
  11. 11. che include molti scrittori d‟oltreoceano e la produzione italiana si avvale di alcunefra le sue collaborazioni più durature. Difatti questi anni portano la firma dei giàcitati Ceni e Pusterla, oltre a Umberto Fiori, Luca Giachi e Giovanni Orelli, racchiusiora nella nuova serie Poesia, interamente dedicata ai libri in versi. La forte presenzadi questo genere letterario diviene uno dei capisaldi del catalogo, come testimonial‟uscita di un titolo di poesie inserito, da circa una decina d‟anni ne Gli alianti. Nellaraccolta Le foglie compare ancora Gaetano Neri e una serie di racconti di RobertoCazzola. Due generi letterari, la poesia e il romanzo, segregati all‟ombra deltascabile, prendono vita nel catalogo della casa editrice milanese per chi non sarinunciare alle buone letture e si accosta con gusti e stili diversi alla loro scoperta.Gli anni Novanta vedono un po‟ tutto il panorama editoriale cambiare paesaggio. Peraffrontare la crisi nei paesi europei crescono il numero di acquisizioni e fusioni dicase editrici. Si creano nuovi scenari in cui aziende di notevoli dimensioni concontributi provenienti da nuovi colossi della comunicazione e dell‟industriaelettronica sostengono un futuro realizzato sull‟armonica unione di vari progettiintegrati. L‟Italia dal canto suo, cerca di consolidare il proprio mercato interno nonsolo attraverso le acquisizioni di sigle editoriali ma puntando anche su un notevoleinvestimento nella riorganizzazione dei punti vendita, nell‟ampliamento dei canali enell‟incremento di risorse umane.L‟editore quindi deve reinventarsi il mestiere operando su nuovi fronti con maggioreflessibilità, come dimostrano i progetti “fuori e dentro al libro” ideati in questoperiodo dallo stesso Zapparoli.Dal 1991 infatti, la sua produzione di libri è affiancata dalla presenza della rivista«Riga», (poi trasformata in collana), diretta da Marco Belpoliti e Elio Grazioli, e 11
  12. 12. dedicata ai protagonisti del Novecento, i grandi personaggi della letteratura, dell‟artee della musica che hanno lasciato un segno indelebile nella nostra cultura, «per usarele parole dei creatori di Riga, il taglio monografico risponde al desiderio di costruireuna biblioteca del contemporaneo. Non è una rivista, o meglio: lo è formalmente; dalpunto di vista culturale, sono in realtà dei volumi tematici di vari autori».14A quest‟ultima si aggiunge poi la pubblicazione di «Testo a Fronte», un semestraleche trae origine dall‟esigenza dell‟editore di puntare sulla qualità e sullavalorizzazione della traduzione dei testi. Diretto da Franco Buffoni, Paolo Proietti eGianni Puglisi, presenta al pubblico italiano le maggiori teorizzazioni del campotraduttologico, affiancando alla teoria la dimostrazione pratica con le versioni ineditedi alcuni poeti traduttori, da Luzi a Fortini, da Caproni a D‟Elia, da Magrelli aCucchi. Ogni uscita di «Testo a fronte» si conclude con il «Quaderno di Traduzioni»,dove molto spazio è destinato a giovani poeti e studiosi del settore. L‟obbiettivo èquello di distinguere la traduzione letteraria da quella di tipo tecnico e «togliere ognirigidità all‟atto traduttivo, mirando a configurarlo come un incontro tra poetiche: lapoetica del tradotto che incontra quella del traduttore e, nel caso di incontro felice,produce un testo provvisto di valore estetico autonomo».15L‟editore comincia a farsi notare anche attraverso l‟assidua presenza alle svariateiniziative nazionali di Fiere e Saloni del libro16 sparsi in tutta Italia che mettono instretto contatto editori, librai e lettori. In questo modo la Marcos y Marcos instaurasin dall‟inizio, un intenso rapporto tra la casa editrice e i librari, nella convinzione14 G. P. Serino, Marcos y Marcos, in «Il Mucchio selvaggio», marzo 2002, pag. 13.15 Cfr. www.marcosymarcos.com/testo_a_fronte.html.16 Il primo Salone del Libro viene inaugurato nel maggio del 1988 a Torino, per grandezza edesposizioni è il secondo in Europa, mentre il primo è la Fiera Internazionale del Libro di Francoforte,fondata nel 1949. A questa si aggiungono numerose Fiere del Libro sparse in tutta Italia, come quelladi Roma per i piccoli e medi imprenditori o quella di Bologna dedicata all‟editoria per ragazzi. 12
  13. 13. che per la promozione del libro, fungano un ruolo essenziale anche «i consiglielargiti da un buon libraio o da un commesso coscienzioso».17 Inoltre i lettoriapprezzano e sostengono incuriositi tutte le proposte che Zapparoli e i suoicollaboratori propongono durante le grandi esposizioni.Il momento che rappresenta la svolta e il successo della casa editrice milanese sicolloca però al tramonto dei complicati anni Novanta. «Siamo entrati, infatti, nellafase matura della società dei consumi, e dunque anche dei consumi letterari. Gli stilisi moltiplicano e ogni lettore se ne costruisce uno più o meno complesso»18 al qualeZapparoli cerca di rispondere con la pubblicazione di autori stranieri dall‟improntaespressiva molto originale. La vampata di notorietà non tarda a farsi vedere: nel1997-98 arrivano i primi successi con scrittori come Boris Vian, Woody Guthrie eJonh Fante. È proprio grazie alla MyM che i lettori italiani possono riscoprire lascrittura di quest‟ultimo ennesimo esempio di autore strappato alla polvere. Semprenel 1997, esce Una banda di idioti di John Kennedy Toole che con 140.000 copierappresenta il primato di vendite in assoluto della casa editrice. Tutti questi titolidescrivono bene la strada intrapresa da Gli alianti: partita da un America classicaanni Trenta-Sessanta segue poi un excursus letterario che intende incrociare lingue epaesi con l‟ambizione di «costruire un mappamondo letterario con voci di popoli enazioni disparate».19A tale biennio risale anche l‟arrivo nel 1997 del grafico Lorenzo Lanzi e nel 1998 diClaudia Tarolo. Lo stile di Lanzi rende i libri della MyM inconfondibili, concopertine spensierate dai colori accessi e un‟immagine che solitamente richiama17 N. Cavazzuti, Piccoli editori crescono, in «E Polis Milano», 6 dicembre 2006, pag. 42.18 G. Ragone,Tascabili e nuovi lettori, in Storia dell’editoria nell’Italia contemporanea, a cura di, G.Turi, Giunti Editore, Firenze 1997, pag. 472.19 R. Folatti, Fare gli editori a Milano, in «viveremilano.it», 2006. 13
  14. 14. elementi significativi del testo. Il suo lavoro li trasforma in volumi divertenti, giocosie capaci di catturare l‟attenzione del lettore. La Tarolo invece, attua una svoltasignificativa nella linea editoriale. Dato il suo impiego all‟Oracle Italia comedirettore legale, possiede un‟eccellente capacità organizzativa e avendo alle spalleimportanti esperienze di traduzione e revisione di testi, condiziona fortemente tutto illavoro di editing dando una sferzata di aria fresca e innovativa alla casa editrice.Pur mantenendo come capi saldi il rilancio di grandi autori dimenticati e il piaceredella poesia, la Tarolo e Zapparoli si lasciano guidare dall‟intuito lanciandosi contemerarietà e coraggio verso nuove prospettive. La coppia scommette da un lato suscrittori poco conosciuti nel nostro Paese e dall‟altro si rivolge, in maniera moltocauta, agli esordienti italiani, ampliando di fatto il catalogo di narrativa, con quelliche di lì a poco diverranno autori simbolo della Marcos y Marcos.Tanti cambianti dunque in pochi frenetici anni. Ciononostante possiamo individuarenello stile della casa editrice alcuni elementi ricorrenti. In primo luogo, la ricerca diautori e visioni originali si intensifica grazie all‟intervento della Tarolo, unito allapassione e all‟istinto di chi vuole scommettere puntando sul diverso. In secondoluogo, la MyM continua ad apparire come un “laboratorio di idee e libri”, rafforzatodalla proposta di riviste alternative e dallo stretto rapporto instaurato con librai elettori nelle fiere ed eventi. Infine, la costante attenzione dedicata all‟oggetto libroche lavorato e pensato come un oggetto artigianale si arricchisce del tocco artistico diLanzi. 14
  15. 15. 1.3. Verso il nuovo MillennioNel 2000 Claudia Tarolo decide di abbandonare definitivamente il suo lavoroall‟interno della multinazionale scegliendo di unirsi a Zapparoli nella vita enell‟avventura editoriale. «Non rinnego le mie scelte, ma vedendo che la casaeditrice aveva bisogno di un cambiamento ho pensato di accettare il rischio. Così misono licenziata da una situazione privilegiata. Ho fatto diversi passi indietro(l‟editoria è un ambiente maschilista), ma non me ne sono mai pentita. Mi piacequello che facciamo e come lo facciamo. Insieme».20 Da questo momento in poi laMarcos y Marcos torna così ad avere due anime: Abbiamo unito forze, competenze e responsabilità su tutti i fronti. La co-progettazione è diventata una risorsa peculiare della nostra storia editoriale e personale: scelta dei libri, invenzione di copertina, gestione, e gli altri mille aspetti creativi che convivono in una casa editrice.21Tra di loro non esistono zone di frizione, la Tarolo si occupa di talent scouting e diediting mentre Zapparoli cura gli aspetti esterni promozionali e commerciali infatti inun‟intervista confida «da ragazzino mi interessavo di Borsa. Mi piace l‟aritmetica, mipiacciono le statistiche, proiezioni e calcoli, ad esempio mai vendere meno di 1.4000copie!».22 Tutto ciò che riguarda la produzione, la grafica e il testo viene invecedeciso insieme.20 R. Salemi, The book of love. Claudia e Marco, editori famosi, raccontano la loro storia vera, in«Elle», 2006, pag. 508.21 G. Peresson, Trent’anni da piccoli, in «Giornale della libreria», dicembre 2010, pag. 75.22 R. Salemi, The book of love. Claudia e Marco, editori famosi, raccontano la loro storia vera, in«Elle», 2006, pag. 508. 15
  16. 16. Alla nuova organizzazione della MyM corrisponde il trasloco in via Ozanam, a duepassi dal centro, separando così la redazione dal magazzino. L‟ufficio ricorda moltola mansarda iniziale per l‟assidua presenza di libri sparpagliati un po‟ ovunque e perun silenzio quasi surreale, tanto che ci si dimentica di essere in una delle zone piùmovimentate di Milano.Con il sopraggiungere del nuovo Millennio l‟editoria italiana mostra «il passaggio dauna politica di formazione e di collana a una politica di titolo e di mercato»23 chevede arrivare in testa alle classifiche solo le novità di stagione, che insignite deimaggiori premi letterari raramente però riescono a superare quattro settimane disuccesso. La mobilità del mercato attuale fa sì che ci sia sovrabbondanza di bestseller quasi tutti rigorosamente pubblicati dai maggiori gruppi editoriali.Parallelamente crescono i protagonisti editoriali che tentano di far aumentare i propribilanci con titoli selezionati in base al modo di ricezione del lettore, offrendo testi discarsa qualità vissuti all‟interno di diversi livelli di “consumabilità”: dalla pubblicitàsu periodici e quotidiani nazionali alle trasmissioni televisive che dedicano unospazio alla promozione dei libri, dalla diffusione di informazioni su internet aicommenti personali che ogni utente lascia sui social network o sui canali di venditaon-line. Tutto ciò determina una spettacolarizzazione di scrittori e titoli mediante lacircolarità su segmenti multimediali diversi che non si preoccupa della formazioneculturale dell‟acquirente perché l‟obiettivo principale è quello di catturarel‟attenzione del lettore occasionale, protagonista delle spese librarie di questi ultimivent‟anni.23 G. C. Ferretti, op. cit., pag. 311. 16
  17. 17. In tal modo le case editrici più piccole, anche se non mutuano di molto le logicheimperanti, non possono far altro che intraprendere scelte alternative puntandosull‟originalità dei propri contenuti e delle proprie iniziative.È questo il caso di Zapparoli e della Tarolo che nell‟estate del 2000 inaugurano per laprima volta in Italia, un corso di editoria firmato Marcos y Marcos, con lo scopo difornire ai lettori curiosi, agli addetti ai lavori nel settore, agli aspiranti editori,redattori, traduttori, librai e scrittori, le basi che permettono di lavorare nel fantasticomondo dei libri. Le lezioni illustrano come cercare e portare al successo un autore,come impostare collane e progetti grafici, e un metodo per gestire contratti,tipografia e distribuzione. Dopo dieci anni dall‟inaugurazione il corso si rinnova ognianno con molto successo, tanto che molti hanno chiesto alla casa editrice di esportarela loro testimonianza diretta anche all‟estero.Nel frattempo si intensificano le ricerche su scrittori d‟oltre confine. Rovistando trale librerie europee e non solo, i due editori scovano Jumpha Lahiri, premio Pulizerdel 2000, autrice sulla quale nessun “grande” dell‟editoria osava scommettere, gliinglesi Jasper Forde, Michael Zadoorian e Miriam Toews, gli spagnoli RicardoMenéndez Salmon, Angeles Caso e Maria Barbal, l‟olandese Leo De Winter, iltedesco Jakob Arjouni, e gli statunitensi Thompson Carlene, Fante Dan, WilliamGoldman e Furutani Dale, infine il cileno Pedro Lemebel.Nel primo periodo da editore la Tarolo, sempre sostenuta dal parere del compagno,inizia a puntare su alcuni esordienti del nostro Paese. Fanno la loro primaapparizione autori come Davide Longo, Cristiano Cavina e i fratelli Ervas Fulvio eLuisa Carnielli. L‟idea della coppia è quella di aggiungere al catalogo titoli italiani, 17
  18. 18. operando in maniera molto cauta. La scommessa è che si impongano sulla lungadistanza creando con la casa editrice un forte legame di fedeltà.A tali anni corrisponde anche la messa a punto del sito internet della MyM,caratterizzato da un costante aggiornamento dei contenuti e da una grafica sempreaccattivante che ricorda i libri stampati. Nel 2005 le vendite online rappresentavanoil 5% del fatturato e la crescita continua a salire nei tre anni successivi al 30%.Nel 2006 la Marcos y Marcos compie venticinque anni di attività con un catalogoche comprende 380 titoli, 130 autori di 20 nazioni diverse, e 750 mila euro difatturato annuo. Nonostante gli obiettivi raggiunti, la Tarolo e Zapparoli decidono dicambiare strategia attuando la politica “meno tre” libri all‟anno. Da quest‟annoinfatti pubblicano 14 libri (13 di narrativa, più uno di poesia) anziché 18. Questoperché nel nostro Paese, è ormai chiaro a tutti come il mercato del libro siacostantemente invaso dalle novità. Con circa 60 mila libri in uscita ogni anno, da unaparte si pubblica in modo disordinato e frettoloso, e dall‟altra i librai non hanno iltempo di seguire a pieno tutti i volumi, quindi molti cadono nel dimenticatoio. Pertale motivo i due editori hanno scelto di muoversi controcorrente con una decisionemolto coraggiosa. Ecco perché abbiamo deciso di festeggiare i primi venticinque anni della casa editrice –come si legge nel comunicato stampa di allora- proponendo qualche libro in meno (nella fattispecie, tre), siglando una sorta di contratto con i librai: meno libri, più tempo per conoscerli e farli conoscere. Per impegnarci a promuovere la lettura. Per promuovere ciò che si può sostenere. Per contribuire in piccolo, a evitare che il caos, e il deserto, guadagnino terreno.2424 E. Camurri, L’aereoplanino di carta, in «Il Foglio Quotidiano», 18 marzo 2006, pag. 10. 18
  19. 19. La politica del “meno tre” porta la casa editrice a una “decrescita felice”25: a frontedel 15% di novità tagliate, le altre pubblicazioni restano sugli scaffali dei librai il15% di tempo in più: «È una scelta precisa e i numeri ci hanno dato ragione. Per fareun esempio, basti pensare che il libro meno venduto dell‟anno scorso è arrivato a 600copie. Quest‟anno, con soli 14 autori, il meno venduto ne ha totalizzate 1000».26Aumentando dunque il tempo del turnover, i libri vendono di più, prova ne è il fattoche, già nello stesso anno, le vendite sono cresciute. Preferiamo offrire pochi libri, curarli al massimo e soprattutto investire tempo e risorse per farli conoscere. A distanza di dieci mesi, possiamo dire che i risultati hanno superato le nostre più rosee aspettative. Rispetto all‟anno scorso, abbiamo venduto più libri producendone di meno. I librai hanno apprezzato il tentativo di allentare la pressione numerica e di migliorare il dialogo sui contenuti.27Tale crescita non è però solo un momento passeggero poiché, nonostante l‟attualecrisi della carta stampata i due editori hanno visto, nel 2010, aumentare il propriofatturato del 25%. Inoltre, questa scelta non solo aiuta i librai ma permette alla casaeditrice di instaurare un rapporto più fedele con gli autori, di seguire al meglio lecampagne promozionali dei libri e, cosa da non sottovalutare, regala al lettore iltempo di assimilare e gustare al meglio il testo, facendolo proprio.La politica del “meno tre” è accompagnata dalla volontà, cara alla coppia Tarolo-Zapparoli, di usare nella stampa dei propri volumi solo carta riciclata: «troppi libritroppo in fretta creano solamente una giostra confusa, e il meglio spesso va perduto.Anche la carta, a furia di essere riciclata, si stanca: va usata con parsimonia, è un25 Cfr. www.marcosymarcos.com/30_anni_di_storie.html.26 F. Madrigali, Le strategie “salva-libro”, in «Il Sardegna», ottobre 2006.27 P. Lala, Venticinque anni di Marcos y Marcos, in «coolclub.it», 2006, pag. 34. 19
  20. 20. bene prezioso da utilizzare, e al meglio, quando ne vale la pena».28 E a Milano, duefan del velocipede come loro, non potevano far altro che affidare le spedizioni che aipostini in bicicletta. Iniziative dunque, che evidenziano uno stile lavorativo mirato alrispetto dell‟ambiente.A contribuire alla crescita della casa editrice è anche il semestrale «The Spicer», unanewsletter cartacea, in abbonamento gratuito sul sito, che propone le novità delcatalogo, ma che è allo stesso tempo ben lontana dall‟essere soltanto un merosupporto di marketing. Con «The Spicer» vogliamo raccogliere idee e progetti che nascono intorno alla MyM: chiaramente essendo una pubblicazione dedicata ai nostri lettori, le anticipazioni hanno un ampio spazio, ma non mancano approfondimenti e “assaggi” che rendono questo semestrale una rivista con una propria dignità.29Il 2009 è l‟anno di nascita di due nuove collane. La prima, i MiniMarcos, sono itascabili della Marcos y Marcos che, con un formato più piccolo e un prezzo ridotto,raccolgono gli autori più longevi e i libri più rappresentativi del catalogo. La secondainvece, la MarcosUltra, unisce alle tematiche forti trattate la firma tutta italiana discrittori come Lello Gurrado, Quaglia Stefano, il già citato Fulvio Ervas, e FrancoBuffoni, traduttore-direttore di «Testo a Fronte», il semestrale della casa.«Paradossale, estrema, sovversiva - questa collana - nasce dal desiderio di farcircolare idee forti».30La schiera degli autori nazionali si è inoltre arricchita convergendo anche nellavetrina d‟eccellenze Gli alianti, attraverso le recenti pubblicazioni di Maurizio28 Cfr. www.marcosymarcos.com/30_anni_di_storie.html.29 G. P. Serino, Marcos y Marcos, in «Il Mucchio selvaggio», marzo 2002, pag. 14.30 M. Appiotti, Marcos fa il giro del mondo, in «lastampa.it», 13 marzo 2009. 20
  21. 21. Matrone, Osimo Bruno e Paolo Nori, nonché le raccolte in versi di Fabio Pusterla e ilnuovo libro di Cristina Alziati che rendono i titoli di poesia della casa editrice perledi letteratura uniche e sorprendenti.Come tutte le aziende del settore editoriale moderne anche l‟attività dei due editorimilanesi ha trasformato alcuni volumi del proprio catalogo in ebook, sceglie però dinon mettere in competizione il nuovo formato con il libro, nonostante sia la praticapiù diffusa, e di proporre qualcosa che sia complementare ad esso, non per forza unasua alternativa. Al Salone Internazionale del Libro 2011 di Torino presentano infattiun ebook che “accompagna” la lettura del testo vero e proprio in cui sono inseritisoltanto approfondimenti e curiosità sull‟autore e sul titolo scelto. Partendo dalpresupposto che l‟Italia si dimostra un paese lento nell‟acquisire novità del genere,vogliono creare un prodotto “lettibile”, un oggetto ben curato da poggiare sulcomodino, che aspetta per essere goduto e sfogliato i momenti di relax che ognilettore si crea durante la giornata.La MyM vanta 600 titoli in catalogo e un fatturato che come si diceva è cresciuto del25% in più nonostante la crisi. Il suo organico si compone di sole otto persone che sioccupano di tutta la fase di editing, curano gli autori, la promozione dei libri e ladimensione commerciale. Dunque siamo di fronte ad un piccolo organico che lavorail doppio per sostenere l‟intera produzione e ogni aspetto del lavoro editoriale.Tuttavia ciò che assume maggiore importanza, soprattutto in un ambientecaratterizzato da enormi colossi editoriali, è che a tutt‟oggi, la Marcos y Marcosriesce a sostenersi con la sola vendita dei libri rimanendo una delle poche aziendeancora totalmente indipendente. Tutto questo le conferisce ancora più prestigio se 21
  22. 22. pensiamo che la città in cui si fonda e cresce, Milano, è per antonomasia la capitale el‟immagine di quasi tutti i grandi gruppi editoriali italiani.Nel 2011 la Marcos y Marcos festeggia trent‟anni e i due editori celebrano taleavvenimento con una collana in serie limitata a cui sono legate svariate iniziative, eun nuovo entusiasmante progetto per chi ama scrivere e leggere libri. La collanaTredici (come le novità di narrativa proposte ogni anno), riunisce in una spiritosaveste grafica i romanzi cult del catalogo. L‟originale copertina di Lanzi è sdoppiatain due creando un simpatico effetto “carta da gioco” mentre Franco Matticchio firmail marchio dei volumi a tiratura limitata con una cicogna che vola accompagnatadalla scritta “ trent‟anni di storie”. Un mazzo di carte è anche l‟edizione speciale delcatalogo. Al posto delle tradizionali figure si trovano i volti degli autori e le copertinepiù celebri, perché come affermano gli editori stessi: «per festeggiare, insomma, cigiochiamo tutte le carte!».31 Ogni libro è accompagnato dall‟introduzione di alcuninoti intellettuali dei nostri tempi che lo hanno amato di più, ad esempio MassimoCirri, Stefano Benni, Ivano Fossati, Paolo Giordano e Cristiano Cavina.Prolungamento della collana Tredici è la mostra itinerante di 24 maxi-copertine dellacasa editrice che hanno fatto il giro delle principali librerie Feltrinelli di tutta Italia, alritmo di una al mese. Nell‟estate scorsa una piccola mostra che celebra queste tredecadi di attività è stata esposta presso la Biblioteca Sormani di Milano.Quest‟ultima rassegna in particolare, non testimonia solo l‟evoluzione della grafica edella stampa: propone una selezione di locandine, cartoline, notiziari che segnano letappe della storia della casa editrice e accompagnano il lancio nel mondo dei libri piùimportanti.31 Cfr. www.marcosymarcos.com/30_anni_di_storie/30_anni_di_storie.html. 22
  23. 23. L‟altro progetto nato sotto il segno dei festeggiamenti è la Piccola Scuola di ArtiNarrative, inaugurata a marzo 2011, che si propone come un corso di scritturacreativa di nuova concezione in cui editori, scrittori e lettori si mettono in giocoseguendo un copione davvero innovativo. La Marcos y Marcos dimostra la suaesperienza in tal senso e le sue iniziative per coinvolgere lettori e appassionati delsettore si riflettono anche in idee dal respiro più ampio. È questo il caso di Route 45,un corso di scrittura locale di sette giorni per talenti italiani dedicato alle meravigliedella cittadina di Bobbio e della Val Trebbia o di Letteratura rinnovabile e Libri aTeatro. Questi ultimi due, lanciati tra il 2009 e il 2010, hanno lo scopo dipromuovere soprattutto la lettura. Letteratura rinnovabile unisce infatti, la riscritturacreativa di un brano tratto da un classico con il piacere della lettura, e le sue primeiniziative sono il BookJockeyday svoltosi nel novembre 2009 e Parole Illuminanti,un premio letterario sponsorizzato da Eni. Libri a Teatro nasce dalla collaborazionecon la storica compagnia teatrale milanese “Quelli di Grock” e consiste in un ciclo diletture basate su una messa in scena dei romanzi pubblicati dalla casa editrice,iniziando dai classici intramontabili come Boris Vian per passare poi agli autori piùcontemporanei.1.4. Una storia da raccontareCome abbiamo notato nelle pagine precedenti i trent‟anni della Marcos y Marcossimboleggiano l‟esistenza di una casa editrice che, sebbene sia nata nel modernocontesto editoriale italiano, si configura come un‟azienda che non segue le politiche 23
  24. 24. imperanti bensì le volontà letterarie e i gusti dei due editori Marco Zapparoli eClaudia Tarolo.Tale coppia ha infatti speso tutte le proprie energie su scelte particolari e semprecontrocorrente. Lo si nota fin dall‟inizio quando Zapparoli e Franza decidono difondare una casa editrice di nicchia con edizioni ben curate e opere spessoemarginate di autori classici dimenticati. Negli anni Novanta avviene la spinta versonuovi orizzonti, eppure mentre aleggia il mito dei volumi tascabili, la MyMconcentra il proprio sforzo nella poesia e in una narrativa più contemporanea che nondimentica però la riscoperta di scrittori del passato. Infine gli editori operano la teoriadel “meno tre” proprio nel momento in cui l‟editoria si delinea come il campo dibattaglia di un‟infinita produzione di novità stagionali e best seller. Scelgono quindidi agire nel mercato attraverso una filosofia che da sempre si pone in direzioneopposta al presente in cui operano. Sfruttando la stessa pluralità di stili e gusti che ilettori creano in questi ultimi anni, la Tarolo e Zapparoli riescono però a giungere adesiti completamente diversi rispetto agli altri colleghi del settore.Questo modus operandi li ripaga in pieno, non solo perché le vendite e il fatturatodella casa editrice continuano a crescere nonostante la crisi, ma soprattutto perchésono riusciti a crearsi un gruppo di lettori “forti” che, identificandosi con loro, seguefedelmente ogni nuovo titolo proposto. Inoltre il rapporto instaurato nel tempo con ilibrai e la politica del “meno tre” che cerca seppur in minima parte di alleggerirgli illavoro, ha l‟effetto di fidelizzare anche quest‟ultimi. Tutto ciò è riscontrabile neglieventi promozionali ideati dai due editori: i librai sono sempre disponibili ad aprirglile porte e i lettori arrivano numerosi e incuriositi. «Il mestiere, Claudia e Marco, lo 24
  25. 25. hanno imparato strada facendo, misurandosi di volta in volta con problemi nuovi eaffinando gli strumenti per superarli».32Possiamo dunque riassumere i trent‟anni del lavoro editoriale della Marcos y Marcosall‟insegna di tre parole chiave: indipendenza, innovazione e originalità.In primo luogo, come abbiamo già detto, l‟indipendenza di tale casa editrice appareoggi come una caratteristica rara e importante. Queste tre decadi vorranno pur dire qualcosa. Si tratta di un tempo troppo dilatato nel tempo per considerare l‟indipendenza come qualcosa che si va perdendo, una sorta di adolescenza delle case editrici che lavorano nell‟attesa di essere comprate e/o inglobate. Non è così.33Zapparoli e Tarolo vogliono trasmettere l‟idea potente che essere piccoli e flessibiliha i suoi vantaggi: l‟editore indipendente può concentrarsi maggiormente sulcontenuto dei titoli che pubblica; ha tempo e risorse umane per poter curare ogniaspetto dell‟edizione e del rapporto con l‟autore; riesce a seguire al meglio lecampagne promozionali, gli incontri con i lettori, e gli eventi nazionali e stranieri;trova i momenti per “far sentire la propria voce” durante i dibattiti riservati almercato e alla situazione editoriale italiana; e in ultimo, non deve garantire per forzatirature dai numeri elevati che lo obblighino poi a rientrare di costi esorbitanti.L‟autonomia dei creatori della MyM nasce dalla convinzione che «il mercato non vaassecondato ma creato, che a volte la domanda non necessita di risposte ma di offertedifferenti, che è possibile educarla senza costringerla».3432 D. Pirrera, Un incontro con Marcos y Marcos, in «Sul romanzo», 9 settembre 2010, pag. 5.33 F. Camilli, Più libri più liberi 2010: di fiera d’indipendenza, di indipendente fierezza, in«fuorilemura.com», 7 novembre 2011.34 Ibidem. 25
  26. 26. L‟altro elemento che distingue la Marcos y Marcos è l‟aver puntato suun‟innovazione guidata dal “buon senso”. La carta stampata riciclata; l‟uso deipostini in bicicletta; la sensibilità per il paesaggio mostrata durante i corsi locali,costituiscono solo alcuni esempi di un modo di concepire il mestiere dell‟editore nelpieno rispetto dell‟ambiente. Il buon senso è riscontrabile per di più nelle scelte teseal futuro: un sito facile da utilizzare e sempre ben aggiornato; ebook concepiti comeaiuto e approfondimento del libro; corsi che aprono le porte del mondo editoriale esvariate iniziative che coinvolgono diversi campi culturali dimostrano come si puòsopravvivere alla crisi senza rinunciare alla propria identità. Innovazione vuol direanche trattare il libro “artigianalmente” come una creazione d‟artista che prende luceda più mani per essere regalata ad un pubblico che sa apprezzarne i più piccolidettagli.Infine l‟originalità è il punto essenziale su cui si basa l‟intero progetto di Zapparoli eTarolo. Come ammette quest‟ultima in un‟intervista: I piccoli e medi editori dispongono di un‟arma micidiale, il suo nome è originalità. Tale originalità se la giocano in tanti modi. A partire dalle scelte editoriali: possono scommettere su nuovi autori o su quelli rifiutati o del passato che tutti hanno ormai dimenticato, poiché è un terreno su cui i “grandi” si muovono molto più guardinghi. Nella grafica: la scelta delle carte, delle copertine o dei caratteri più particolari arriva soprattutto dagli editori piccoli e medi. Nella comunicazione: anche qui i piccoli inventano formule innovative, promuovendo in generale una visione più gioiosa e meno doveristica della lettura. […] Fra editori indipendenti e lettori si crea, nel tempo, una sorta di piacevole complicità. Un patto. L‟editore non tradisce le aspettative dei lettori che seguono libro dopo libro quel che l‟editore propone. E il lettore gli resta 26
  27. 27. fedele. Questo è assolutamente vincente. Tenere il filo del discorso in modo corretto, senza tradire le aspettative.35L‟originalità di cui parliamo si rivela anche nei contenuti dei titoli pubblicati«Pubblichiamo solo testi che amiamo e che offrono un punto di vista forte sulmondo».36 Inoltre risulta particolare e piuttosto singolare l‟intera schiera degli autoriche compongono il catalogo della casa editrice, gli stessi editori confidano «spesso inostri autori ci assomigliano, inutile negarlo: avventurosi e folli, capaci dientusiasmo, e di non mettere il successo, o l‟illusione del successo, davanti a tutto».37Attraverso l‟indipendenza, l‟innovazione e l‟originalità, la MyM si pone comeobiettivo quello di pubblicare titoli che forniscono al lettore accorto un tipo diintrattenimento diverso, non condizionato dalle mode, attento agli stimoli diprovenienza estera, e che sappia proporre temi audaci e inediti. Il proposito con cuilavorano i due editori è innescare scintille nei lettori, promuovere incontri ericonoscimenti che li avvicinino il più possibile al mondo del libro e dell‟editoria inmaniera tale da creare un proficuo rapporto d‟intesa. Nel capitolo successivonoteremo come questi tre elementi influiscano nella scelta dei titoli e quindi nellaproduzione della casa editrice.35 D. Agrosì, Fra editori indipendenti e lettori si crea, nel tempo, una sorta di piacevole complicità, in«La Nota del traduttore», dicembre 2009.36 G. P. Serino, L’avventura di Marcos y Marcos gli studenti che diventarono editori, in «LaRepubblica», 4 ottobre 2005, pag. 15.37 G. Raponi, Un bravo editore non ha pregiudizi: esce a caccia e si lascia guidare dal fiuto, in «Laluna di traverso», dicembre 2009, pag. 32. 27
  28. 28. La produzione italiana della Marcos y Marcos2.1. Indipendenza, innovazione e originalitàIn questo capitolo cercheremo di vedere come la personalità e lo stile dell‟editoreZapparoli e della Tarolo poi, hanno influenzato la produzione italiana della Marcos yMarcos. Appare chiaro che la loro azione unita ai tre punti di forza di cui abbiamoaccennato precedentemente costituiscono il suo successo. Attraverso tale lavoro lacasa editrice è riuscita a proporre un modello di narrativa valido e ben delineato chespicca rispetto alle innumerevoli pubblicazioni di bestseller lanciate nel nostromercato. Infatti ciascun titolo pubblicato, sebbene cambino i contenuti e gli autori,rispecchia una sola e unica immagine della MyM. Questo non è dovuto soltanto alfatto che il pubblico riconosce i volumi negli scaffali delle librerie grazie allesimpatiche copertine, si tratta piuttosto di un criterio di scelte preciso: ogni volta cheil lettore prende in mano un libro di Zapparoli e Tarolo sa che lo aspetta una lettura“fuori dal comune” perché ogni testo veicola un messaggio forte mediante uno stilelinguistico che non è mai causale. «In un mondo caratterizzato da una massicciapresenza di grandi case editrici, con grandi mezzi e molto potere, per la piccola 28
  29. 29. Marcos y Marcos, specializzata in narrativa, è una condizione di esistenza proporreun‟impostazione differente».38La formula vincente della coppia di editori coniuga tre caratteristiche: indipendenzainnovazione e originalità per sviluppare non solo una narrativa dal gusto folle etenace ma anche un modello di poesia squisitamente letterario.L‟autonomia finanziaria gli permette innanzitutto di scegliere scrittori con stili anchemolto diversi fra loro e di instaurare uno stretto rapporto basato sullo scambioefficace di idee e pareri. L‟autore non si sente così solo un dettaglio all‟interno di unmeccanismo, ma la componente di un organismo dall‟ambiente familiare e proficuo.Tarolo e Zapparoli si configurano come “cercatori di storie solitarie”che non sipongono confini né di genere né di territorio, secondo un criterio che è sempre lostesso: tendere occhi e orecchie per concentrare l‟attenzione sulla qualità dei testi,aiutati da una vantaggiosa riduzione delle novità in uscita.I libri descritti nelle pagine di questa sezione danno una panoramica dell‟innovativaevoluzione della MyM. Durante un‟intervista la Tarolo, rivendicando la propria cifrastilistica, ricorda «noi siamo stati i primi a usare l‟illustrazione grafica, aprendo unastrada che poi hanno copiato in tanti».39 Il concetto di “artigianalità” si concretizzapure nella scelta di testi che abbaino un valore in sé, che non vengono selezionati in virtù del loro potenziale di vendibilità ma per il loro significato. Con Marco, poi, seguiamo personalmente tutte le fasi della pubblicazione. Ecco: in tutte le fasi e le attività noi editori della Marcos y Marcos interveniamo proprio come fa un artigiano che cura il38 M. P. Porcelli, Noi Marcos y Marcos cercatori di storie solitarie, in «La Gazzetta delMezzogiorno», 13 maggio 2007, pag. 19.39 A. Bonetti, Se il successo da bestseller è questione di copertina, in «Il Sole 24 Ore», 17 gennaio2011, pag. 22. 29
  30. 30. suo prodotto, sin dalla materia prima. Un‟impostazione aziendale cui è estraneo il concetto di elevata specializzazione.40L‟originalità è una caratteristica fondamentale della narrativa della casa editrice epersino della sua immagine. Tutti gli autori scelti hanno in comune la volontà ditrasmettere un punto di vista della realtà “altro” che non si unisce alle logicheimperanti o alle tendenze di moda nel nostro Paese. I temi sono potenti e insoliti,variano toccando spesso punte di ironia che a volte, vogliono schernire giocosamentee altre, celano verità da svelare o vizi tipici del genere umano. Soprattutto negliultimi anni, i due editori si sono potuti permettere di pubblicare testi in cui sonopresenti tematiche a loro molto care, come quelle legate al rispetto dell‟ambiente,alla sicurezza nell‟ambiente di lavoro e all‟attenzione verso il sistema di istruzione.L‟intera produzione italiana della casa editrice offre una miscellanea visioned‟insieme che unisce modelli di narrativa intramontabili con scrittori moderni eattuali, e un percorso poetico teso a trovare le proprie radici nella tradizione per poiindividuare esempi più contemporanei. Ciò che ne viene fuori è che la MyM non èdisposta a scindere i due generi letterari perché li considera gemelli diversi nati dallastessa madre, ai quali bisogna dare carattere e attenzione senza rinunciare però alloro comune denominatore: lo stile e il gusto letterario inconfondibile dei due editori.È bene precisare che Zapparoli e Tarolo hanno adottato per la loro casa editrice unastrategia editoriale fondata principalmente su una politica d‟autore, ben visibilenell‟impostazione con cui hanno redatto il catalogo e il sito internet (quest‟ultimoorganizzato, appunto, per autore).41 Tuttavia, in questa sede, si è preferito analizzare40 N. P. Porcelli, Noi Marcos y Marcos cercatori di storie solitarie, in «La Gazzetta delMezzogiorno», 13 maggio 2007, pag. 19.41 Cfr. http://www.marcosymarcos.com. 30
  31. 31. la produzione seguendo la suddivisione dei titoli in collane. Questa prospettivaconsente, infatti, di cogliere più nello specifico, l‟evoluzione della Marcos y Marcoslungo l‟asse diacronico, per poi soffermarci su un‟analisi che comprenda un‟indaginesulla politica d‟autore adottata, sui modelli narrativi proposti e, più in generale, sulleidee di letteratura portate avanti dalla casa editrice.2.2. I Marcos VintageI primi titoli della MyM sono delle edizioni a tiratura limitata assemblate dagli stessieditori e pubblicate tra il 1983 e il 1989 per le storiche collane Biblioteca germanicae Le Foglie e oggi simpaticamente denominate i Marcos Vintage: «Libri d‟annata.Come il vino, più invecchiano più diventano buoni».42 Tale periodo corrispondeall‟iniziale direzione editoriale di Zapparoli e dell‟amico Marco Franza.I volumetti da poche pagine annoverano, tra autori stranieri e due testi classici come Igiovani e Teseo di Bacchilide e Il rapimento di Proserpina di Claudiano, una breveprosa del grande poeta e scrittore italiano Mario Luzi Arnia edita nel 1938 sullarivista letteraria «Campo di Marte»43. In essa riscontriamo i temi cari al giovaneLuzi, uno stile “orfico” appartenente alla lirica moderna di Mallarmé con cenni di unromanticismo visionario legato alla tradizione italiana di Arturo Onofri e DinoCampana. La sua poesia si configura da subito come un‟“impresa” dominata e42 Cfr. http://www.marcosymarcos.com/Vintage/Marcos_vintage.html.43 La rivista «Campo di Marte» nasce nel 1938 per opera di Vallecchi, in realtà fu animata dairedattori Alfonso Gatto e Vasco Pratolini. Proponeva tendenze letterarie controcorrente rispetto allacultura imperante fascista, per tale motivo venne chiusa della censura del regime dopo solo un anno divita con l‟inizio della Seconda Guerra mondiale. Oltre a Luzi figurano gli scritti di Sereni, Landolfi eMontale e molti altri autori stranieri come Paul Valéry. 31
  32. 32. animata dalla ricerca dell‟amore, e per il poeta cercare l‟amore significa trovare illuogo in cui si è perso. Il buio e il sonno, come in Campana sono le condizioni daaccettare affinché abbia inizio. Il porto sicuro in cui si arriva, il luogo della quieteultima, non segna tuttavia una stasi beata, ma l‟apertura verso un nuovo viaggio nelcentro oscuro della terra: nell‟attimo stesso dell‟approdo si apre una dimensione“altra”, inesplorata e terribile, verticale e centripeta. L‟impresa di Luzi si configura già nelle sue linee fondamentali: la ricerca dell‟amore significa l‟ingresso nel buio della perdita, l‟azzeramento di ogni luce o suono che lo distolga; la fedeltà al mondo esterno e all‟invocazione del mondo interno. […] Il poeta che ha accettato l‟impresa non pensa a scrivere poesia, ma sta nella poesia per scrivere.44Successivamente i versi di Luzi si faranno più cupi e inquietanti tesi a sciogliere ilnodo tra essere e divenire, per alleggerire la penosa insensatezza del vivere. Conquesti il poeta tenta di esprimere la “povertà” e la “miseria” umana mediante unmonolinguismo che non è più quello petrarchesco-leopardiano bensì un altrotentativo di “volgare illustre”: una lingua quasi smorta, non espressionistica, medianaeppure mai quotidiana. Luzi è l‟immagine di un uomo che si ottiene, per così dire, prolungando questo linguaggio. Nella situazione dell‟Italia di oggi, quell‟ideale linguistico, quella proposta umana si oppongono così radicalmente al mondo del neocapitalismo da diventare una proposta che mira al di là delle illusioni riformiste, scommette su di una integrità umana. Il piccolo borghese impoverito, umiliato, schernito, ideologicamente ancorato44 R. Mussapi, Il centro e l’orizzonte. La poesia in Campana, Onofri, Luzi, Caproni, Bigongiari, JacaBook, Milano 1985, pagg. 50-51. 32
  33. 33. al suo onore spiritualistico, è testimone, nella lingua che lo porta, di qualcosa di essenziale al domani.45La tiratura di Arnia è di 500 esemplari, di cui 300 su carta Manuzia e 200 su cartaRusticus risalenti all‟ottobre del 1982, e le prime trentatré copie, riservate agli amici,sono state impresse a torchio.Dopo due anni i ragazzi scelgono di donare nuova luce a un testo poco conosciuto diLeonardo da Vinci Il diluvio con 1.500 copie di cui 50 stampate su carta VenturaAffresco e 12 segnate in corsivo a mano con rivestimento in mezza pelle. Il diluvio èun tema che l‟artista ha descritto in molti scritti e fogli sciolti, influenzato dal climaculturale dell‟epoca che al suo arrivo prospettava l‟Apocalisse o la fine del mondo.Quello che però ha interessato di più la critica novecentesca sono due descrizionipresenti nel Codice Windsor46 e seguite da una serie di disegni, i quali«rappresentano la congiunzione ultima fra scienza, scrittura e pittura». 47 Con unaprosa di altissima qualità Leonardo tenta di restituire un‟immagine artistica deldiluvio che sintetizzi il caos primordiale e le variegate reazioni psicologicheprovocate dall‟evento.Altro classico intramontabile della cultura italiana con cui decidono di cimentarsi èLa novella del buon vecchio di Italo Svevo uscito nel 1985 per soli 500 volumi. Unracconto postumo che narra la storia di un vecchio che compra i favori di una bellafanciulla mantenendola e scopre il piacere della scrittura nella senilità, metaforaautobiografica dell‟autore, cominciando una monografia sui rapporti tra giovani e45 F. Fortini, Saggi italiani, De Donato Editore, Bari 1974, pag. 114.46 Disegni e fogli sparsi di Leonardo da Vinci sono raccolti in vari codici, che presentano i manoscrittiscientifici dell‟artista, sparsi oggi in svariate biblioteche europee e italiane. Il Codice Windsor, inparticolare, è conservato presso il Castello di Windsor nel Berkshire e raccoglie scritti dal 1478 al1518 e circa seicento illustrazioni.47 C. Scarpati, Leonardo scrittore, Vita e pensiero, Milano 2001, pag. 159. 33
  34. 34. anziani. Il suo carattere quasi favolistico e bonario non deve tuttavia trarre in ingannoperché dietro il sorriso ironico Svevo cela, con acume e nettezza psicologica, lanatura dei rapporti umani senza smorzare la negatività della realtà. L‟autore sfugge auna lettura moralistica mediante la stratificazione di temi e motivi: la vecchiaia,l‟amore tardivo, la scoperta della scrittura. Continua in questa breve opera il lavorodi correlazione tra arte romanzata e psicoanalisi elaborato nella Coscienza di Zeno.Se in quest‟ultimo è essenzialmente la persona ad essere impossibilitata a vivere,spettatrice di un sé che non riesce ad affermarsi, qui invece l‟estro del singolo generaestri creativi, bisogni che partono dall‟appagamento emozionale per giungere aquello dell‟intelletto. Tuttavia la parabola della soddisfazione non è mai cosìsemplice, si evince infatti il carattere corrompente e disgregante della pulsioni, chenon risultano mai pacificanti e tranquille, nemmeno quando vengono dirette a mireculturali. Un affresco dell‟insanabile sete di sapere e di sperimentare dell‟uomo, chenon ottiene la serenità neanche nella condiscendenza con i propri desideri.Emblematica resta dunque la fine, segno di uno “scacco matto” giocato dal destino:«lo trovarono stecchito con la penna in bocca sulla quale era passato l‟ultimo anelitosuo».48Nelle edizioni limitate molto spazio è dato anche alla poesia per mezzo dellapubblicazione di Arturo Onofri, uno tra i maggiori poeti metafisici italiani ecollaboratore di riviste storiche come la «Voce» e «Lirica», e dello scrittore-traduttore Alessandro Ceni. Per vivere, soltanto edito con 1000 esemplari, racchiudealcun versi scelti di Onofri.48 I. Svevo, La novella del buon vecchio, Marcos y Marcos, Milano 1985, pag. 59. 34
  35. 35. O Terra, o Madre, fa ch‟io più non riesca a pensare / ma ch‟io viva soltanto; viva come, d‟agosto, / i nidi delle rondini partite verso il mare: / i nidi dove al vento tremano ancora, nascoste, / tenere piume dei nati che per la prima volta / le madri spinsero al volo […] Ch‟io dimentichi tutte ma tutte le parole, / ch‟io senta i polmoni gonfiarsi del tuo fresco respiro / e ch‟io non lo sappia lodare che in un lungo respiro.49L‟idea principale che muove la lirica di questo poeta è quella di ritrovare unacentralità dell‟essere attraverso e nella parola poetica. Rappresenta il tentativo piùrigoroso e coerente di affermazione dell‟assoluto poetico vitale che il nostroNovecento abbia mai visto. Onofri aspira ad una poesia capace di riconciliarel‟interno con l‟esterno, penetrando l‟origine dell‟atto vitale e divenendo essa stessaorigine di vita. Per realizzare tale obiettivo, che sente e vive come una vocazione,svolge una ricerca poetica e teorica costante. Tale atteggiamento, sempre teso versole altre culture, per una parte della critica è stato il pretesto per incatenarlo nellostereotipo del letterato affascinato da letture esoteriche. In realtà Onofri è molto dipiù di questo, lo si percepisce nelle opere mature quando si scorge l‟ossessione sulproblema del tempo e della metamorfosi, e nasce una centralità organica di temi percui nella sua immobilità si svolge un perenne moto cellulare. Onofri voleva raggiungere una parola poetica in grado di rilevare l‟istante, dilatandolo, penetrare l‟essenza del vivente, proiettare fuori dall‟individuo il suo spirito ricongiungendolo alla vita cosmica, atemporale. Nel pensiero di autori così distanti coglieva il comune interesse per questo rapporto essenziale tra vita e tempo, tra esterno e interno, tra dissoluzione e rinascita.5049 Poiché non è stato possibile consultare l‟opera edita dalla Marcos y Marcos si fa qui riferimento alvolume di A. Dolfi, Arturo Onofri, La Nuova Italia, Firenze 1979, pag. 47.50 R. Mussapi, op. cit., pag. 39. 35
  36. 36. Mentre la raccolta I fiumi (1983-1986), in 600 copie, è il simbolo della realtà poeticadi Ceni. Essa appare senza orpelli inutili, capace di costruire visioni complesse in cuiricercare costantemente la verità. Gli elementi naturali rendono vive le sue formementali guidando il lettore oltre le barriere di una banale visione. Ogni liricacostituisce così un universo parallelo descritto con una sensibilità pungentemantenendo un particolare contatto con i riferimenti che circondano il nostroambiente. Oltre a scrivere Ceni è un noto traduttore di classici della letteraturainglese e americana quali Stevenson, Coleridge, Conrad, Poe, Milton e molti altri.Nel 1986 compare la piccola narrazione Lorenzo Alviati inserita nella raccoltaL’Amore nell’arte di Iginio Ugo Tarchetti. Lo scrittore-giornalista, esponente dellaScapigliatura milanese, dà vita a tre musicisti Lorenzo Alviati, Riccardo Waitzen eBouvard uniti dal marchio del genio creativo. La loro arte, però, inestricabilmenteconnessa ai sentimenti, li condurrà fatalmente alla pazzia o alla morte secondo ilmodello d‟amore tipico degli Scapigliati, visto nei suoi risvolti morbosi e patologici.La musica sembra essere l‟espressione che maggiormente si avvicina alle passionima per Tarchetti si trasforma in un pretesto per caratterizzare l‟anormalità dei suoipersonaggi, come ad esempio la necrofilia del nostro protagonista Lorenzo Alviati.L‟incipit del racconto ben introduce la sua personalità eccentrica: Lo conobbi nel collegio di Valenza. Io aveva allora quattordici anni, egli ne aveva diciassette compiuti, ma il suo corpo erasi già sviluppato come a venti; in quella scolaresca di fanciulli egli rappresentava colla sua statura elevata, colla sua testa di Apollo, un personaggio assai più imponente del maestro.5151 Poiché non è stato possibile consultare l‟opera edita dalla Marcos y Marcos si fa qui riferimentoall‟edizione di I.U. Tarchetti, Amore nell’arte: tre racconti, E. Treves, Milano 1869, pag. 5. 36
  37. 37. Le pagine di una scrittura ardita si concentrano sull‟ossessivo rapporto metafisicoesistente tra la vita e la morte e sull‟eccezionalità del genio, in un‟analisi lucida espietata della follia che conduce l‟uomo ad estraniarsi dalla realtà.2.3. Le foglieLa seconda metà del decennio vede i Marcos Vintage editi nei primi titoli dellacollana Le foglie, un filone dedicato alla riscoperta di molti autori contemporaneidimenticati e di testi di poesie dall‟alto contenuto letterario. I due editori non silasciano affatto intimidire dall‟instabile mercato italiano, certi di poter contare suilettori figli degli anni Settanta, che si sono iniziati attraverso le letture dei volumidella BUR Rizzoli o dell‟Universale Economica Einaudi e ora desiderano scoprirevisioni diverse, più mirate e particolari.Lo dimostra nel 1988 il successo della pubblicazione inedita dei racconti L’orso bucodi Giovanni Gandini, storico fondatore della rivista «Linus»52. L‟autore scherza suivizi, comportamenti, costumi e abitudini dei suoi simili. Sottoponendoli volentieri aprocessi di metamorfosi che ne fanno degli animali o della creature più o menoumane, aiutato dalla padronanza totale del fumetto e dalle illustrazioni di FrankDickens. Lorso buco appartiene a una specie non protetta. Vive nella città diTraverso, nel paese di Li Muri, dove è inutile pensare in grande, nelle fabbriche pergatti, dove si vendono topi dAfrica. Suoi amici e compagni di avventura sono ilcaliffo canterino, il gatto dai capelli turchini e luomo con gli stivali.52 Celebre rivista di fumetti fondata da Gandini nel 1965. Linus van Pelt è uno dei protagonisti deiPeanuts, una delle più famose e importanti strisce presentate sulle pagine del periodico. 37
  38. 38. L‟orso fece tsk coi denti. Si sentì tutto consolato: orso buco sì, ma non più di dentro, solo di fuori, come capita a tutti. Gongolando come fanno gli orsi attraversò a zampe nude lo stagno, raggiunse l‟autogrill e chiese un rum e una ciambella di miele. “Col buco, per favore” aggiunse, e se la mangiò beato, senza nemmeno guardarci dentro. Poi tornò nel risotto e si addormentò.53Come ricorda Zapparoli in un‟intervista di Giovanni Peresson questo libro significaanche la «svolta distributiva che colloco con L’orso buco di Giovanni Gandini.Belloni dell‟ALI54 per un anno e mezzo, dal 1989 al 1991, ci distribuì attraverso isuoi distributori italiani».55Nel 1989 compare uno dei più grandi poeti del Novecento, una riedizione di DinoCampana, che con una sola opera riuscì a ispirare personaggi come Mario Luzi, PierPaolo Pasolini e Andrea Zanzotto. Il manoscritto di cui parliamo, Canti Orfici, hauna storia singolare e tribolata che rispecchia a pieno la travagliata vita del suoautore. Campana nasce a Mallardi e sin dai primi anni di scuola soffre di crisinervose che peggiorano col tempo. Il suo “male oscuro” si esprime in unirrefrenabile bisogno di fuggire che lo porta a scappare da vari manicomi per scoprirel‟Europa e l‟America. Nel 1913 si reca a Firenze presso la sede della rivista«Lacerba» di Papini e Soffici, suo lontano parente, a cui consegna l‟unica copia dellasua opera Il più lungo giorno con l‟intento di farla pubblicare da Vallecchi o sullarivista. Dopo mesi di attesa scopre che Soffici ha perduto il manoscritto. Campanaperò non si lascia scoraggiare e, nonostante l‟amarezza, riscrive tutto affidandosi allamemoria. Il libro viene finalmente pubblicato a pagamento presso l‟editore Bruno53 G. Gandini, L’orso buco, Marcos y Marcos, Milano 1988, pag. 20.54 Associazione Librai Italiana o ALI, promuove gli interessi di oltre 3.600 librerie e aziendecommissionarie di tutta Italia attraverso le Confcommercio provinciali. Cfr. www.libraitaliani.it.55 G. Peresson, Trent’anni da piccoli, in «Giornale della libreria», dicembre 2010, pag. 75. 38
  39. 39. Ravagli nell‟estate del 1914 con l‟attuale titolo. I Canti in onore alla tradizione diLeopardi e Dante di cui si l‟autore si sente l‟erede diretto, e orfici in riferimento auna scrittura “orfica” ovvero ignota e oscura, adatta ad esprimere la natura divina emisteriosa della poesia. In realtà, con la stampa del manoscritto, Campana imbocca lastrada senza ritorno della follia. Dal 1918 viene internato presso un ospedalepsichiatrico dove si spegne precocemente nel 1932. A dare luce ai versi di questapoeta saranno poi il critico Emilio Cecchi e Mario Luzi che il 17 giugno 1971 scrivenel «Corriere della Sera» un bellissimo articolo intitolato Un eccezionaleritrovamento fra le carte di Soffici. Il quaderno di Dino Campana in cui spiega chela figlia di Soffici, dopo la morte del padre, aveva ritrovato tra i suoi scritti privatil‟originale copia Il più lungo giorno.In effetti si trattò di una scoperta per i postumi dal grande valore letterario chepermise di ridimensionare la figura del Campana “poeta pazzo”, esempio di unaspecie di Rimbaud italiano, per sottolineare invece i magnifici versi del “poetavisionario” di Marradi. Zapparoli, come il resto della critica italiana, preferisceripubblicare non il manoscritto Il più lungo giorno bensì la seconda versione.L‟editore si muove in tale direzione in quanto Canti orfici oltre ad essereincredibilmente simile nei contenuti alla prima versione, presenta poesie e versi inprosa scritti successivamente che non possono essere tralasciati poiché mostranol‟evoluzione poetica di Campana.Nonostante ciò nell‟edizione Vintage de Le foglie Zapparoli inserisce una copia delfrontespizio della prima edizione di Bruno Ravagli del 1914 e l‟attacco manoscrittode La notte da Il più lungo giorno, quasi a voler sottolineare il filo di continuità chelega le due opere del poeta di Marradi. 39
  40. 40. Curato da Gianni Turchetta, Canti Orfici è una raccolta di ventinove componimentiletterari scritti in prosimetro, secondo la lunga tradizione greca e medievale. I duetemi su cui si svolge l‟opera sono la notte e il viaggio. La prima è per il poeta laprotagonista di ogni forma di esistenza, dove si celebra o si chiarisce ogni mistero«Chi le taciturna porte / Guarda che la Notte / ha aperte sull‟infinito? / Chinan l‟ore:col sogno vanito / China la pallida Sorte…».56 Gli aggettivi e gli avverbi ritornanocon insistenza come chi parla durante un sogno «E tremola la sera fatua: è fatua lasera e tremola ma c‟è / Nel cuore della sera c‟è / Sempre una piaga rossalanguente».57 Tuttavia i versi di Campana possiedono anche la promessa di unviaggio, onirico e reale, lontano e vicino, in cui appaiono tutti i suoi mitifondamentali: la matrona barbarica, le città portuali, le enormi prostitute, la schiavaadolescente e le pianure ventose. Mediante l‟uso dell‟interazione e delle elissi,l‟impiego drammatico dei superlativi e il ricorrere delle parole chiave, il poeta creaversi scenografici nei quali si mescolano suoni e colori in un‟architettura musicaleche dona alla sua poesia una potenza visionaria. Nel viola della notte odo canzoni bronzee. La cella è bianca, il giaciglio è bianco. La cella è bianca, piena di un torrente di voci che muoiono nelle angeliche cune, delle voci angeliche bronzee è piena la cella bianca. Silenzio: il viola della notte: in arabeschi dalle sbarre bianche il blu del sonno.58Nel 1937 Giovanni Contini scrisse su di lui: «Campana non è un veggente o unvisionario: è un visivo, che è quasi la cosa inversa».5956 D. Campana, Canti orfici, Marcos y Marcos, Milano 1984, pag. 23.57 Ivi, pag. 24.58 Ivi, pag. 43.59 G. Contini, Esercizi di lettura sopra autori contemporanei, Le Monnier, Firenze 1947, pag. 18. 40
  41. 41. Il 1989 coincide anche con la stampa di Ludovico Geymonat La società come miliziaa cura di Fabio Minazzi. In tale volume, il grande filosofo della scienza, propone latesi provocatoria secondo la quale malgrado la Resistenza, il fascismo è riuscito asalvarsi dalle sue stesse rovine, condizionando l‟intera vita dell‟Italia repubblicana.Geymonat ci pone di fronte a una limpida testimonianza nella quale l‟amarezza delpartigiano si intreccia alla lucidità di analisi.Dopo la riscoperta dell‟opera di Campana, nello stesso periodo, Zapparoli e Franzasono abbastanza maturi da pubblicare un poeta inedito. Fabio Pusterla con Bockstenconquista il gusto degli editori e diventa un amico e collaboratore stabile della casaeditrice. Il titolo si riferisce al ritrovamento intorno agli anni Trenta di un uomo delMedioevo che venne ucciso e abbandonato in una palude nei pressi della fattoriasvedese Bocksten, regolarmente svuotata durante l‟estrazione della torba. L‟ottimostato del cadavere riaffiorato dalla melma svela che indossava una mantelladell‟epoca e fu ucciso con tre pioli conficcati nel cuore e nella schiena. La voce cheparla in questo libro viene dunque da molto lontano. Il Bockstenmannen riemerge dalnulla, con le sue parole secche e taglienti; lo accompagna una natura primordiale,franosa e selvaggia. La mia gente è di un popolo che parte, / non lascia tracce o resti dentro il tempo / degli altri. Solo, su certi massi, / paure, animali, barche, / il poco che abbiamo avuto. Fatti nostri. / Poi un giorno un cane abbaia, tamburi e chiodi / battono all‟orizzonte: torna il male, / rinserra, forza il vento, s‟allontana / la vela.6060 F. Pusterla, Bocksten, Marcos y Marcos, Milano 1989, pag. 65. 41
  42. 42. Una poesia essenziale, violenta e meditativa che conclude degnamente i MarcosVintage. Successivamente Bocksten ritorna ne Gli alianti nel 2003, sotto una vestegrafica più moderna.Alla fine degli anni Ottanta inizia per la Marcos y Marcos la proficua collaborazionecon lo scrittore surrealista Gaetano Neri. Dimenticarsi della nonna, riuniscetrentasette rapidi racconti di stampo grottesco e insolito, popolati da strani animali,uomini che cadono a pezzi ma non sanguinano, poeti cocciuti che si ritrovano avivere nellarmadio tra giacche di tweed e cravatte, mogli oppressive che vegetano acavalcioni del marito. Brani di quotidiana follia, dove la realtà è deformata del gustodel bizzarro e dallanticonformismo e latmosfera elegiaca è corretta da una certa dosedi distaccata ironia. Costituiscono delle piccole illuminazioni sull‟avventurosa vitanegli appartamenti dell‟anonimato cittadino. Una prosa colloquiale, tersa, in grado didare compimento a testi anche brevissimi: veri e propri flash narrativi che siconsumano nello spazio di poche pagine, a volte di poche righe.Nel 1990 Neri propone il racconto lungo Conversazioni con un branzino, una storiafatta anch‟essa di tante ossessioni inoffensive, comiche e terribili. Il protagonista èTito, esperto in nastri perforati. Le sue giornate di silenzio sono disturbate da un maldi pancia incessante tanto che non gli resta altra scelta se non quella di andare inospedale. In realtà l‟edificio si rivela un labirinto, e i dottori sono gli artefici di unsistema ben architettato per impedire qualsiasi guarigione. In un sottoscala Titoincontra Nenia, lei pure prigioniera dei camici bianchi per via di un foruncolo.Scappano insieme e si rifugiano in una collina sul mare, allontanandoprogressivamente il mondo dalle loro vite. Eppure una sera Tito scende in paese afare la spesa e si ritrova talmente solo da conversare con un branzino morto. 42
  43. 43. Dopo una breve pausa la MyM edita nel 1996 un altro titolo di Neri, Un momentodelicato, finalista del Premio letterario Piero Chiara di Varese. Invocare la poesiasdraiato sul tavolo, discutere con le proprie tibie, cercare in un garage il perché dellavita, trascinare la moglie in un “giallo” universale, per Giano è arrivato il momentodelicato, quando tutto cambia e bisogna opporsi al declino, almeno con l‟ironia. Tuttimomenti scabrosi e cruciali per una piccola schiera di personaggi a fargli compagnia,che sembrano soggetti a una Musa stravagante: due occhi maliziosi spianol‟abbandono a un piacere proibito, mentre c‟è chi sopravvive rubacchiando sullaspesa dopo essere stata una piccola regina della mala o chi prepara trappole mortaliper chi ha insultato e deriso gli altri. Neri narra con la scrittura limpida che i suoilettori conoscono bene, lo scrittore-burattinaio scava nel cuore di un mondo crudo etenero, divertito e malinconico. Infine nel 2000 viene pubblicato Centro buon umore. C‟è, nel primo racconto di questa nuova raccolta, un signore che, quando va a dormire, stacca dal muro i trentadue quadri che possiede e l‟orologio elettrico della cucina, in modo che, almeno durante la notte, i chiodi non siano sottoposti a sforzi e tutta la casa riposi con lui. Allo stesso modo, la letteratura di Neri sembra voler alleggerire il peso della vita, descrivendo i nostri quotidiani disagi e tic in una chiave fantastica e spesso irresistibilmente comica. Di Neri nessuno parla, nonostante qualche recensione autorevole (Almansi, Pampaloni, Cherchi); eppure i microracconti di questo acquarellista dell‟assurdo hanno un‟originalità infinitamente superiore a quella di tanti autori che si autocandidano alla grandezza. Gaetano Neri è un “piccolo grande scrittore”.6161 G. Mariotti, Gaetano Neri, il piccolo grande surrealista, in «Corriere della Sera», 31 gennaio 2001,pag. 33. 43
  44. 44. Questo narratore ha la mano aggraziata di un gentleman ancora capace di apprezzareil bello delle cose semplici, paladino nostalgico di verità che non vede più nessuno. Èlirico e leggero, a volte un po‟ ossessivo, quasi maniacale, come i suoi scritti. Centrobuon umore raccoglie storie inedite e il meglio degli ultimi dieci anni.Il volume di Neri del 1996, Un momento delicato, segna il cambiamento dellacollana Le foglie: la copertina si trasforma dando ai testi l‟aspetto di un libro giovaneeppure rigoroso, accompagnato da tonalità chiare e una raffigurazione moltosemplice, spesso di un pittore del Novecento. Così infatti appare nel 1999 l‟insiemedi racconti di Roberto Cazzola La fedeltà. Una donna fa ritorno alla sua baita nellavalle, dove ha vissuto momenti felici con il marito. L‟età d‟oro è alle spalle, Leo èormai una figura assente. Juliane lo cerca negli oggetti e nei luoghi della passione,nella memoria, dove incalzano immagini nostalgiche, quasi allucinate: tra i tetti diuna Vienna aurorale e una casa di montagna in cui si intrecciano molteplici storie edestini con distese innevate e vele battute dal vento nelle acque di un lago assolato.Hans è partito per il fronte e Barbara non rivedrà più il padre che la portava inbicicletta lungo il Danubio, sotto gli albicocchi in fiore. Fra l‟arido autoritarismodella madre e l‟amorevole pietas della figlia, Barbara scivolerà lungo le derive dellamente. Alma, esule argentina, adotta Alvaro. Ma Luca, il padre che quel figlio non hamai voluto, si trova ben presto solo con il piccino. E il bambino malato divieneprogressivamente il “nemico fragile”. Tre storie sulla forza della debolezza edell‟assenza, sull‟importanza estrema di un rapporto fedele con gli oggetti, il passatoe le scelte autentiche. Cazzola è un noto germanista italiano che lavora pressol‟Adelphi, coordinando insieme a Rusconi la Storia della letteratura tedesca dalSettecento ad oggi per l‟Einaudi. Uscendo fuori dall‟attività editoriale che gli è più 44
  45. 45. congeniale, Cazzola compone una riflessione sul valore della memoria quale formaestrema di fedeltà: […] La memoria si rivela alla fine la vera sostanza umana dei personaggi, la forma etica della loro inconsapevole resistenza alla morte che spazza via tutto. Questo basso continuo filosofico, che modula l‟intreccio dei racconti, si accorda a uno stile che, pur nella diversità delle tre voci, mantiene invariato il suo rigore: nostalgia e rabbia, spensieratezza e spavento scandiscono la narrazione senza alcuna sbavatura di phatos. E mentre l‟esperienza vissuta si placa nella memoria dei protagonisti, le loro parole si depositano sulla pagina e vi trovano catarsi.62I titoli italiani di tale serie si concludono nello stesso modo in cui si erano aperti: alposto dello scienziato-artista del passato Leonardo, troviamo uno studioso delpresente, Enzo Tiezzi con l‟edizione del 2006 Di terra, di aria, di mare. Come in unquaderno di viaggio fissa nella memoria e nel tempo le immagini e i colori e liarricchisce di riflessioni, poesie e citazioni. Enzo Tiezzi è un chimico fisico di famainternazionale. La sua ricerca è stata un succedersi di avventure intraprese con lospirito di un appassionato pioniere. Dagli anni di studio sulla risonanza magneticaalle ricerche nei settori delle scienze evolutive e dell‟ecologia, è stato un autenticoprecursore delle scienze e delle nuove discipline dell‟ambiente, fino agli studi recentisulle proprietà complesse dell‟acqua. Il suo sapere si è espresso in mille forme, congrande coerenza, sia nelle sue fotografie, più volte esposte in mostre in giro perl‟Italia, che nelle sue poesie. Insieme testimoniano il suo essere un meticolososcienziato e un creativo passionale.62 Cfr. http://lindiceonline.com. 45
  46. 46. 2.4. La PoesiaIl decennio degli anni Novanta porta la firma di un lungo periodo editorialemonomarcos: Franza abbandona la nave e Zapparoli tenta di inseguire il suo sognoimpegnandosi nella realizzazione di due collane nuove: da una parte, Gli alianti,dedicata alla narrativa più contemporanea, e dall‟altra Poesia che raccoglie testi inversi particolarmente amati dall‟editore.In quest‟ultima serie, in particolare, il primo titolo italiano scelto è Esempi diUmberto Fiori. Cantante e autore degli Stormy six, storico gruppo rock degli anniSettanta. Fiori scrive poesie da qualche anno e con questo libro segna l‟inizio di unlegame con la Marcos y Marcos solido e duraturo. Illuminazioni intermittenti,apparizioni come quelle che tra una galleria e l‟altra si offrono a chi viaggia in treno:finestre, ponti, capannoni. Il paesaggio urbano è la scena, il terreno e il movente diqueste poesie. Un paesaggio familiare, sono «i posti che ci reggono / e cirisparmiano»63. Ma al pedone che li ripercorre, seguito dallo «sguardo buono / di unmuro cieco o di un cavalcavia»64 può spalancarsi sotto, tra due palazzi, uno scavo.Chi spia dalle fessure tra le tavole vede bene quanto poco somigli, quel cratere, allacasa che verrà. Il fondo delle cose, il loro oscuro fondamento, minaccia in ogniesempio di rivelarsi, come al passante la strada: «la terra sotto i piedi / sentire com‟èdura, com‟è solida, / ci fa paura»65. I versi di Fiori hanno le movenze del discorso piùchiaro, più quotidiano, loro chimerico modello è la “frase normale” evocata in unapoesia. Non si tratta dunque solo di una scelta di stile, la ricerca di una parolacomune, per «dire le cose / con gli occhi e con la bocca, da pari a pari» e imparare63 U. Fiori, Esempi, Marcos y Marcos, Milano 1992, pag. 22.64 Ivi, pag. 83.65 Ivi, pag. 42. 46
  47. 47. infine «a stare al mondo», «a parlare al muro […] a sentire / nel chiaro dei discorsi /la luce di questo muro».66 è l‟altro filo conduttore di questo libro. Il talento poetico diFiori riscuote molto successo tanto che nel 2004, Esempi viene ripubblicato nellacollana principale Gli alianti.Intanto nel 1995 viene alla luce il suo secondo libro Chiarimenti. Una raccolta dipoesie dove l‟urgenza di chiarimenti, nelle relazioni quotidiane, diventa quasi unapassione carnale. Guardando nella ricerca lirica di Fiori ciò che colpisceimmediatamente è la volontà di raggiungere una piena trasparenza comunicativa euna relazione diretta, quasi fisica, con il lettore. I suoi versi riescono a mantenere undettato colloquiale, quasi rasoterra, e a cogliere allo stesso tempo, senza livellantisemplificazioni, tutti i grumi irrisolti del reale. Ero stanco della poesia scritta per gli iniziati, per i critici -racconta Fiori in un‟intervista- se non per i poeti stessi. Se la poesia è questo esercizio di stile, di finezza letteraria, mi dicevo, allora non mi interessa; o ci sono delle cose da dire, un senso da mettere in gioco, oppure tanto vale lasciar perdere. Così mi sono messo sulle tracce di quella che chiamavo la mia “parola normale”. Pensavo a una poesia il più possibile chiara, che non bara, che si sforza di essere fedele al mondo, alle cose. Il mio lettore ideale non era (non è) uno che di poesia se ne intende: era (è) una persona capace di ascoltare quello che un altro ha da dirle, di confrontare con la sua la propria esperienza, senza troppi filtri estetico-letterari.67L‟anno seguente vengono pubblicate sedici poesie dello stesso Fiori accompagnateda otto immagini del pittore Marco Petrus, in 500 esemplari numerati, come omaggioalle case di città: Parlare al muro è il titolo del bel volume, arricchito da riproduzionia colori o in bianco e nero che ricordano i quadri di Sironi, di Boccioni, le loro66 Ivi, pag. 88.67 F. Giaretta, Intervista a Umberto Fiori, in «eternosplendore.blogspot.com», 8 luglio 2006. 47
  48. 48. periferie milanesi, gli edifici grigi e fascisteggianti, incombenti, squadrati, qui ancorapiù lugubri e angosciosi, nel segno severo di Marco Petrus, che non concede nullaalla fantasia o alla levità di uneventuale, futura primavera. Altrettanto fattuali,scomode, per nulla consolanti sono le poesie di Fiori, “recitate al muro” e da essorespinte al lettore in un pingpong scandito in versi secchi, oggettivamente disillusi.Un gusto metropolitano, fatto di cantieri e scavi, brutture edilizie e lavori in corso,dove chi guarda e descrive è estraniato, a disagio, pare non capire cosa sta a farci,proprio lì in quel posto, davanti a quel muro, da cui sembra aspettarsi una parola, unarivelazione. In qualsiasi posto si trovi il poeta attende sempre la salvezza dallesterno,spera in un riconoscimento altrui che lo faccia sentire vivo e vero. Narratore dellosquallore quotidiano, del grigiofumo di strade e marciapiedi, Umberto Fiori saraccontarci di asciugamani sventolanti nellaria, di scavi come torrenti di montagna,di caseggiati affioranti da albe nebbiose, e offrirci unancora, un respiro che ciriempia il pensiero e per un attimo ci pulisca dentro: «La sera sull‟angolo / davanti aidavanzali illuminati / senti il pensiero che si dilata, / che cresce, come sulle guance /il boccone al bambino che non mangia, / come in chiesa cresce la faccia / sotto lemani dei comunicandi».68 Il contributo di Fiori in Poesia si conclude infine conl‟uscita di Tutti nel 1998.Dopo Bocksten anche Pusterla rinnova la sua partecipazione al progetto editoriale diZapparoli affidandogli ogni cinque anni la pubblicazione di una nuova raccolta.Nasce così nel 1994 Le cose senza storia che ottiene l‟approvazione di critici ecolleghi, e soprattutto conquista il pubblico. Versi selvatici, luminosi e comprensibiliche combinano tempeste e spiragli. Nature sublimi e catrame. Cose infinitesime e68 U. Fiori, Parlare al muro, Marcos y Marcos, Milano 1996, pag. 23. 48
  49. 49. gigantesche paure. Lampi lirici ma anche tuoni politici. Moniti, carezze, visioni.Pusterla vive tra Albogasio e Lugano, dove insegna, dedicandosi agli studi dilinguistica e tradizione locale, inoltre fonda la celebre associazione di intellettualisvizzeri il Gruppo di Olten; anima per un decennio la rivista letteraria «Idra» e sioccupa di traduzioni letterarie come ad esempio, i testi di Philippe Jaccottet, famosopoeta francese con il quale instaura una proficua e significativa amicizia. «Dicevi chedi giorno / il buio sta negli armadi, / o dietro i monti, / e viene fuori solo verso sera…».69 Gli oggetti dimenticati nel giardino attirano a scavare, a scoprire. E mentrequalcuno se ne va, perché non ha più senso rimanere, perché le cose non hanno piùsenso né storia, allora qualcuno si aggrappa alle parole, alla loro forza immane,perché sono uniche e non si possono rubare. C‟è sempre un rumore cupo di fondo,nel racconto di queste poesie, ma accanto a esso ci sono suoni, colori positivi, aria,mare e molti bambini che giocano. Bambini che escono dalla preistoria e cercano unsenso trovandosi di fronte a loro solo le cose che li osservano. Vogliono essere,fortemente. Con la grande limpidezza di sempre, Pusterla attraversa dramma esperanza con pensieri ed immagini forti, alternando denuncia, sogno, infanzia,assurdità.L‟anno seguente Zapparoli edita un altro poeta svizzero di lingua italiana, la raccoltadi poesie Né di timo né di maggiorana di Giovanni Orelli, considerato, insieme adaltri scrittori come Vittorio Sereni e Piero Chiara, uno dei membri della cosiddetta“Linea Lombarda”, nella quale si tende a includere anche il già citato Fabio Pusterla.Questo filone letterario prende il nome da un‟antologia di Anceschi del 1952 cheriunisce autori non rappresentabili da un‟unità stilistica analoga ma piuttosto da una69 F. Pusterla, Le cose senza storia, Marcos y Marcos, Milano 1994, pag. 7. 49

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