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La cina e l’impresa a capitale interamente straniero

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  • 1. La Cina e l’impresa a capitale interamente straniero Dott. Shenkuo WU* 1. Il riconoscimento giuridico dell’impresa a capitale interamente straniero 1.1 L’iniziale rifiuto degli investimenti stranieri prima degli anni ’80 – Dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese, gli investimenti stranieri non furono accettati dalla nuova nazione per un lungo periodo. In merito ai motivi a tal proposito, si possono, tra l’altro, enunciare i seguenti: 1) i contrasti sul piano ideologico (aspetto politico); 2) il mancato sviluppo dell’economia di mercato (aspetto economico); 3) l’ostilità delle forze straniere (aspetto socio-culturale). Tale scenario, non così felice, era cambiato con l’attuazione della politica nazionale di “Riforma e Apertura”. Specie, la nascita, nel maggio 1980, delle c.d. zone economiche speciali di Shenzhen, Zhuhai, Shantou e Xiamen, ha dichiarato l’inizio dei contatti sempre più stretti tra la Cina e il resto del mondo. 1.2 Il boom degli interventi normativi ad hoc negli anni ’90 – Successivamente, l’art. 18 della Costituzione cinese del 1982 ha riconosciuto, per la prima volta, la posizione giuridica degli investimenti stranieri. L’eliminazione degli ostacoli politico-istituzionali e, in particolare, l’introduzione dell’economia di mercato hanno reso possibile l’adozione delle norme giuridiche a tutela delle imprese a capitale interamente straniero, oltre che dei vari tipi di investimento da parte dei soggetti esteri,. In effetti, allo scopo di evitare l’interpretazione erronea derivante dalla genericità delle locuzioni impiegate nella 《Legge sulle Imprese a Capitale Interamente Straniero》 del 1986, sono state emanate, negli anni ’90, una serie di normative di natura complementare. A tal proposito, è opportuno evidenziarne due, ossia: 1) le 《Disposizioni Attuative della Legge sulle Imprese a Capitale Interamente Straniero》, approvate dal Consiglio dello Stato il 28 ottobre 1990; 2) l’ 《 Interpretazione delle Disposizioni Attuative della Legge sulle Imprese a* Attorney-at-law presso studio legale Yingke Varnai Luzi Crivellini & Associati Assegnista di ricerca in Giurisprudenza presso Università degli Studi di Verona Ricercatore a contratto in Giurisprudenza presso Università degli Studi di Torino 1
  • 2. Capitale Interamente Straniero》, emanate dal Ministero del Commercio Estero e dellaCooperazione Economica il 6 dicembre 1991.1.3 Le modifiche sistematiche della normativa avvenute nell’anno 2001 – Il 11dicembre 2001 la Repubblica Popolare Cinese ha aderito all’Organizzazione Mondialedel Commercio (OMC). Ai fini dell’armonizzazione della normativa domestica con leregole dell’Organizzazione stessa, la Cina ha voluto modificare, tra l’altro, anche lenorme giuridiche in merito alle imprese a capitale interamente straniero. Infatti, il 31 ottobre 2000, il Comitato Permanente della Nona Assemblea PopolareNazionale ha emanato la nuova 《 Legge sulle Imprese a Capitale InteramenteStraniero》(di seguito: Legge). Tuttavia, vista la genericità della Legge medesima, piùrilevanti, nell’ottica pratica, sono le novità contenute nelle nuove 《 DisposizioniAttuative della Legge sulle Imprese a Capitale Interamente Straniero 》(di seguito:Disposizioni), approvate dal Consiglio dello Stato il 12 aprile 2001.2. La disciplina giuridica vigente relativa alle WFOE nella Cina continentale2.1 Le condizioni essenziali per la costituzione della WFOE – Alla luce della disciplinavigente sulle c.d. Wholly Foreign Owned Enterprise (WFOE), per costituire un’impresaa capitale interamente straniero in Cina, sono necessari alcuni presupposti essenziali. Sul versante positivo, la costituzione dell’WFOE deve essere utile per lo sviluppodell’economia della Cina e può comportare vantaggi economici rilevanti (art. 3, Legge).Inoltre, sono preferite le imprese che si occupano di fabbricazione di prodotti di nuovagenerazione, di risparmio delle energie o delle materie prime, nonché di produzionemirata all’esportazione (art. 3, Disposizioni). Sul versante negativo, invece, la costituzione dell’WFOE è impedita qualora siverifichi una delle seguenti situazioni (art. 5, Disposizioni): 1) offesa della sovranità della Cina o dell’interesse generale della collettività; 2) pregiudizio per la sicurezza dello Stato cinese; 3) violazione delle leggi e dei regolamenti della Cina; 4) difformità rispetto alle esigenze dello sviluppo dell’economia della Cina; 5) rischio di inquinamento dell’ambiente.2.2 Uno strumento per l’ampliazione delle attività: la succursale - Visto lampioterritorio della Cina, sembra rilevante segnalare che sarà opportuno far ricorso ad unasuccursale, per facilitare l’esecuzione delle iniziative imprenditoriali. Quanto aidocumenti necessari, da depositare insieme alla richiesta suddetta, per la creazionedella succursale, si possono enunciare i seguenti: 1) autorizzazione dell’Autorità - non sempre, poiché dipende dalla tipologiadell’impresa WFOE 2) statuto dell’impresa WFOE 2
  • 3. 3) copia della business license dell’impresa WFOE 4) atto di nomina del responsabile della succursale 5) copia del documento d’identità del responsabile medesimo 6) permesso preventivo dell’Autorità - non sempre, poiché dipende dalla tipologiadellattività svolta dalla succursale2.3 L’investimento dell’impresa a capitale interamente straniero: la filiale - In Cina, lafiliale dellimpresa a capitale interamente straniero è considerata una delle forme dinuovi investimenti. Al riguardo, pertanto, si applicano le norme speciali approvate dalConsiglio dello Stato il 25 luglio 2000, ossia le《Disposizioni Temporanee sui NuoviInvestimenti dellimpresa a Capitale Interamente Straniero》. Siccome la filiale è una persona giuridica vera e propria, per la tutela dei soggettiterzi, la normativa cinese impone requisiti più rigorosi all’impresa madre, cioè: 1) il capitale sociale dell’impresa madre deve essere già stato versato per intero; 2) l’impresa madre non deve aver violato la legge cinese; 3) l’impresa madre deve aver già cominciato ad avere profitti.3. Alcune riflessioni nei confronti del trend evolutivo del sistema giuridicocinese3.1 L’evoluzione della normativa spinta dall’esigenza di uguaglianza – Grazieall’impostazione favorevole dello Stato cinese, le imprese a capitale interamentestraniero sono, in un certo senso, privilegiate, in particolar modo con riferimentoall’imposizione fiscale, allo sfruttamento della terra, alla gestione degli scambi, algodimento dei servizi pubblici e perfino dal punto di vista dello status nell’ambitogiudiziario. Ciò nonostante, le sollecitazioni, da parte delle imprese domestiche, finalizzateall’ottenimento del trattamento equo, hanno un particolare peso nell’opinionepubblica e contribuiscono all’evoluzione della disciplina giuridica nel settore inquestione.3.2 Lo sforzo verso una regolamentazione più snella dell’impresa a capitaleinteramente straniero – La normativa cinese nei confronti delle imprese a capitaleinteramente straniero presenta una particolarità, cioè l’individuazione, in manieratassativa, dei settori ove possono intervenire gli investitori stranieri. Infatti, l’ Elenco Orientativo dei Settori per gli Investimenti Stranieri》 approvato dal 《 ,Consiglio dello Stato nel giugno1995 e aggiornato nel 1997, 2002, 2004 e 2007,determina espressamente quali sono i settori favoriti, i settori accessibili, i settori diaccesso limitato e i settori proibiti per le imprese a capitale interamente straniero.Dalla modifica periodica dell’Elenco suddetto si è visto lo sforzo dell’Autorità cinese diincrementare il ruolo dell’impresa a capitale interamente straniero nell’economia 3
  • 4. cinese. 4