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Il signoraggio bancario
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  • 1. … il colore del quadrato Aè lo stesso del quadrato B … a cura diAndrea d’Auria
  • 2. PREMESSAFame, guerre, crisi, povertà, non riuscire ad arrivare a fine mese,dover lavorare otto ore al giorno, miseria, malattie, mancanze,sprechi, non riuscire a pagare il mutuo, dolore, stress, suicidio.È possibile che esista qualcosa che accomuni ognuna di questeproblematiche? Può veramente esistere un filo conduttore che legaed unisce ognuno di questi aspetti, un fattore fondante che, seeliminato, possa indebolire consistentemente, se non addiritturarisolvere, le piaghe che affliggono il mondo in cui viviamo?Nel corso della tesina cercherò di rispondere a queste domandefacendo luce sull’origine ed il funzionamento del sangue che dà vitaad ogni istituzione umana: il denaro.Più precisamente mi concentrerò sul modo in cui esso viene creato esu come questo abbia, molto probabilmente, influenzato gran partedella storia.
  • 3. LA MONETAChe cos’è il denaro? Cosa sono i soldi? Spesso sono le domande più sempliciche non hanno risposta, sono le cose più ovvie a non essere verificate.La moneta è un’unità di misura come lo è il chilometro, il grammo e il litro. È larappresentazione di una quantità, non la quantità in sé. Dicendo questo vogliosottolineare che la moneta rappresenta un valore, ma non è il valore.Il denaro è carta paragonabile a quella che usiamo nei nostri bagni.Ma allora per quale ragione scambiamo una banconota da 10€ con merce per ilvalore effettivo di 10€, benché, di fatto, stiamo scambiando carta con merce divalore? Più precisamente potremmo formulare la domanda in questo modo: checosa dà valore ai soldi? Noi. In quanto cittadini facenti parte di una società, noidiamo valore a dei pezzi di carta per facilitare gli scambi di merci che, primadell’avvento della moneta, avvenivano esclusivamente secondo il sistema delbaratto. Creiamo dunque una convenzione. Per questa ragione le persone, neltentativo di facilitare tali scambi, hanno deciso di mettersi semplicemented’accordo e di dare valore a dei pezzi di carta.Sono i cittadini che danno valore al denaro.Viene dunque spontaneo chiedersi quanto valga effettivamente una banconota.Una banconota di qualsiasi importo, considerato il costo di carta, inchiostro,filigrana, lavorazione, ecc., ha un prezzo di 0.30€ [1]. Questo rappresenta ilvalore intrinseco, cioè quello che un bene ha per sua natura in conseguenza altempo necessario per produrlo ed alla quantità disponibile di materiale utilizzatoper crearlo (tanto più una cosa è rara o tanto più tempo è necessario perprodurla, tanto maggiore sarà il suo valore intrinseco).Il valore intrinseco di una banconota (0.30€) differisce dal valore nominale (o difacciata) che è rappresentato dal numero stampato su di essa.Il denaro in circolazione nello Stato viene procurato dal governo mediante lebanche centrali nazionali che, a loro volta, se lo procurano mediante la bancacentrale europea che è l’unica autorizzata a stampare l’euro. Vedremo questoprocesso nel dettaglio più avanti. L A B ANC A D’IT ALI AL’istituzione nota anche col nome di Bankitaliaviene ufficialmente definita un “Istituto di dirittopubblico” [2].Tale affermazione è falsa, o per lo meno ambigua.Ciò che significa, di fatto, è che si tratta di unistituto le cui quote di partecipazione sono aperteal pubblico.Come possiamo notare dalla lista dei partecipanti
  • 4. al capitale [3], il 94% di essi sono società per azioni private, prime tra tutte IntesaSanpaolo S.p.A. e UniCredit S.p.A., mentre il restante 6% è posseduto da INPSed INAIL, le sole due istituzioni, su un totale di 64, a carattere statale.Ci accorgiamo, dunque, che la nostra banca nazionale (come del resto le banchenazionali di tutti i paesi del mondo, eccettuati un paio di Stati) è un S.p.A.Bankitalia S.p.A. è una società privata.Per sciogliere ogni dubbio il Presidente del Consiglio in carica nel 2006, RomanoProdi, in data 12 dicembre, ha approvato insieme al Presidente della RepubblicaNapolitano la modifica dello statuto Bankitalia come mostrato qui di seguito.La parte in rosso che recita: “In ogni caso dovrà essere assicurata lapermanenza della partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da partedi enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto siaposseduta da enti pubblici”, è stata cancellata. La banca è a tutti gli effettiun’azienda privata. Ciò significa che Bankitalia può decidere arbitrariamente lapolitica monetaria del paese senza rendere conto allo Stato, e questo vieneconfermato dall’art. 4 del TUB [4] che esplicita che la Banca d’Italia “trasmette alparlamento” una relazione sull’operato. L’atto di trasmettere implica un puro esemplice passaggio di dati nel quale non è contemplato alcun dialogo o giudizio.In altre parole, il governo italiano ha approvato una legge palesementeincostituzionale svendendo la nostra sovranità monetaria ad un S.p.A.La situazione, per quanto sconcertante, è analoga in tutta Europa: ogni bancanazionale di ogni paese europeo è una società per azioni posseduta per lamaggior parte da enti privati.Allo stesso modo la Banca Centrale Europea è a sua volta posseduta dallebanche nazionali, quindi, di fatto, anch’essa privata [5].Le cose non sono differenti oltreoceano: la Federal Reserve, la banca centraledegli Stati Uniti, è del tutto svincolata ed indipendente dallo Stato.
  • 5. SIGNOR AGGIOAbbiamo visto cosa sono i soldi, abbiamo fatto luce sulla natura dei partecipantial capitale della Banca d’Italia e di quella europea, ed ora possiamo esaminare ilnocciolo della questione: come avviene la creazione di moneta.Il ragionamento ridotto all’osso consiste in questo: la banca stampa soldi e lipresta allo Stato. Più precisamente, la banca stampa una banconota, peresempio, del valore di 100€ sostenendo una spesa di 30 cent (costo della carta,inchiostro, ecc.). Questa banconota viene prestata allo Stato che dovrà restituirlainsieme ad un interesse.In altre parole la banca stampa la banconota e la dà allo Stato chiedendo indietroil valore totale della banconota, quindi la banconota stessa, più un interesse.Potremmo riassumerlo così: il guadagno della banca in questa manovra consistenella differenza tra il valore nominale della banconota più gli interessi, e il valoreintrinseco della stessa. Quindi: [100€ (valore nominale) + 2.5% di interessi] –0.30€ (valore intrinseco) = 102.20€ (guadagno della banca).Emerge chiaramente il carattere fraudolento del sistema in ogni suo passaggio.In primo luogo l’atto di prestare implica la proprietà. Prestando moneta ci siautoproclama arbitrariamente proprietari della stessa, infatti su ogni banconota ineuro viene riportata la firma del governatore della banca. È facile accorgersi che,poiché è il popolo a dare valore al denaro, e quindi a poter essere considerato ilvero “portatore del valore nominale”, questo principio non può essere giusto. Equi ci si imbatte nel secondo punto truffaldino di questo sistema: nel momento incui la banca “cede” la banconota allo Stato, il prezzo considerato per lo scambioè il valore nominale (quello scritto sulla banconota) e non il valore intrinseco.Questo vuol dire che lo Stato paga la banconota al prezzo intero di 100€stampato su di essa, e non al prezzo di 30 cent più una somma per il servizio.Infine si ha il perno principale, la colonna portante della truffa: l’applicazione di uninteresse sull’intero valore nominale. Se lo Stato riceve 100€ dalla banca, maquesta ne rivuole indietro 100 più il 2.5%, quindi 102.5, dove vengono presi isoldi per pagare questi altri 2.5€? Dalla banca stessa. Poiché i 2.5€ in più nonesistono, lo stato è costretto a chiedere nuovamente dei soldi alla banca (cheseguiranno lo stesso sistema di produzione) entrando in un circolo vizioso infinitodi debiti che non potranno mai essere saldati completamente.Tutto questo prende il nome di signoraggio o, più precisamente, di signoraggioprimario. La questione, in Italia, viene affrontata dal professore universitario digiurisprudenza Giacinto Auriti che la tratta in diversi dei suoi testi, tra cui, peresempio, Il Paese dell’Utopia.
  • 6. LE PROVENon è facile individuarle, ma oggi, grazie alla biblioteca più grande del mondo,internet, siamo in grado di scovare quasi sempre, sebbene con qualche difficoltà,tutto quello che cerchiamo. Nel nostro caso le prove sono fornite dalle fontiufficiali delle banche stesse e del diritto europeo. TITOLI DI STATOI titoli di Stato sono il mezzo di scambio con cui lo Stato riceve il denaro [6]. Piùprecisamente stiamo parlando di BOT (buono ordinario del tesoro) ovvero titoli didebito pubblico. Il funzionamento di un titolo di debito pubblico è molto semplice:lo Stato dà un BOT, che di fatto è un’obbligazione, in cambio di un finanziamentodel debito pubblico. In parole più semplici lo Stato chiede dei soldi e rilascia undocumento secondo il quale quei soldi presi in prestito verranno restituiti dopo tottempo con l’aggiunta di una maggiorazione, quindi se io do 5€ allo Stato incambio di un BOT e il tempo stabilito è 10 anni, dopo 10 anni mi verrannorestituiti i miei 5€ più un ulteriore euro.Questo è un modo molto carino per descrivere uno scambio di cartacce: lo Statostampa i BOT mentre la BCE stampa gli euro, dopodiché lo Stato dà i propri titolialla banca e la banca dà i soldi allo Stato. Per questo, semplificando il discorso,possiamo dire che la banca presta soldi allo Stato, perché alla scadenza dei BOTlo Stato dovrà restituire tutti i soldi ricevuti più il 2.5% di interessi [7] sull’interovalore nominale. VALORE NOMINALE
  • 7. Come spiegato in precedenza, il valore nominale corrisponde alla cifra stampatasulla banconota. Per poter comprendere al meglio la prova e le deduzioni logicheche dimostrano che la banca presta la banconota al valore nominale e non aquello intrinseco, bisogna introdurre un semplice concetto di economia: l’attivo eil passivo. Queste sono due voci presenti nel bilancio di qualsiasi azienda. Tuttociò che viene segnato sotto la voce “attivo” corrisponde alle entrate e ai crediti,ovvero a tutto quello che entra in una società (per esempio per la vendita di unbene) oppure tutto quello che deve entrare perché creditrice nei confronti di terzi.Al contrario, sotto la voce “passivo” vengono segnate le uscite e i debiti, ovverotutto ciò che è stato speso (per esempio per la produzione di un bene) e tutto ciòche la società deve ad altri.Secondo il diritto dell’Unione Europea il criterio di valutazione utilizzato per icrediti relativi all’emissione di banconote della BCE segnate sotto la voce “attivo”del bilancio è il valore nominale [8]. E in effetti, se diamo uno sguardo al bilanciodella BCE del 2009, sotto a quella voce, in attivo, sono registrati oltre 64 miliardie mezzo [9]. Ma allora, se nel bilancio figura questo guadagno spropositato, perquale ragione nessuno se n’è accorto? Semplice: quel guadagno non figuranell’utile della banca, cioè nel ricavato finale, perché viene azzerato in passivodalla voce “banconote in circolazione” alla stessa cifra [10]. Ma per quale ragionela voce “banconote in circolazione” figura nel passivo del bilancio alla stessaidentica cifra che troviamo in attivo?In passivo vengono registrati i debiti di una società oppure le uscite, comepossono essere i costi di produzione di un bene. Poiché le banconote incircolazione non costituiscono, di fatto, un debito per la banca, il campo sirestringe. Abbiamo quindi ragione di pensare che quella cifra venga fatta passareper i costi di produzione delle banconote.Il costo di una banconota è di 30 centesimi, e stampare delle banconote non puòarrivare a costare 64 miliardi.Quello che ha fatto la Banca Centrale Europea si chiama falso in bilancio.
  • 8. RISERV A FRAZION ARI ADiversamente dal signoraggio primario, che è caratteristico delle banche centrali,poiché sono le sole a poter stampare moneta in quella maniera, esiste un altromodo di creazione del denaro che invece è proprio di ogni singola banca. Questoviene definito “metodo di creazione della moneta basato sulla riserva frazionaria”e, sostanzialmente, è ciò che accade ogniqualvolta viene effettuato un mutuo oun prestito.Questo sistema viene esaustivamente spiegato nei documenti ufficiali dellaFederal Reserve [11]. Ciò che avviene è molto semplice.Spiegato in termini matematici corrisponde ad un’equazione:R = 1/10C dove per C = capitale, e per R = riserva disponibile.In altre parole, la banca ha stabilito che all’interno delle proprie casse deverimanere disponibile il 10% del capitale totale, il resto può essere utilizzato perinvestimenti, prestiti, mutui, ecc.. Quello che sarebbe logico presupporre è che sela banca ha 100€ di capitale, deve mantenere il 10% di riserva (quindi 10€)mentre il resto può utilizzarlo per prestiti o mutui. È più che ragionevole dedurreche quei 10€ vengano sottratti al capitale per essere lasciati come riserva mentrela banca può utilizzare in diverso modo gli altri 90€, ovvero: il capitale dellabanca è 100€, quindi la banca ne presta 90 e ne tiene come riserva 10.Questo è logico, si, ma non è ciò che avviene.La banca, in realtà, presta fino a dieci volte il valore del suo capitaleconsiderando il capitale stesso come riserva.Questo significa che se una banca ha 100€ di capitale, lei ne presta fino a 900semplicemente stampando carta. I suoi 100€ di capitale diventano quel 10% di“riserva frazionaria”. Sono i 100€ totali a costituire la riserva, quindi la banca puòstampare il restante 90% e darlo in prestito. Vuol dire che se il capitale è 100€, labanca lo moltiplica per 10 e considera un capitale di 1000€, dopodiché tiene nellesue casse una riserva del 10%, quindi i 100€ iniziali, e ne presta 900.Come possiamo notare la formula matematica funziona tranquillamente:C = capitale, R = riserva frazionaria.R = 1/10C R = 1/10(1000) R = 100Secondo la formula, la riserva della banca deve corrispondere a 100€.100€ sono in possesso della banca e quindi, poiché la formula funziona, la bancapuò considerare il proprio capitale di 1000€ invece che di 100 e può prestare900€ che non ha.Ma allora, cosa dà valore a questi soldi se, di fatto, vengono creati dal nulla?I soldi che sono già in circolazione. Oppure, ancora più a fondo, noi stessi comesocietà. Poiché siamo noi a dare valore ai soldi, se la massa monetaria aumentaa dismisura come, in effetti, sta accadendo, i soldi diventano di più e più facili daottenere. In questo modo perdono “credibilità”. Più precisamente econcretamente, perdono potere d’acquisto. Questo fenomeno si chiamainflazione, ed è esattamente ciò che provoca questo sistema di creazione deldenaro.
  • 9. Più esaustivamente potremmo dire che la truffa sta nell’arricchimento di pochepersone che, molto banalmente, stampano carta senza alcuna copertura aurea[12]. Si tratta di una truffa perché, secondo un qualsiasi contratto di mutuo, vieneipotecato, in garanzia del prestito, un bene di egual valore dello stesso. Questovuol dire che se il cliente non riesce a saldare il proprio debito e quindi non riescea pagare il mutuo, la banca si riserva il diritto di pignorare un “bene di egualvalore” come, per esempio, la casa. Ma la casa non è di “egual valore” dei soldiricevuti per il prestito, poiché la banca li ha stampati senza alcuna copertura. Lacasa, al contrario, ha un valore intrinseco che non perderà mai.La banca, invece, ha stampato dei numeri sulla carta e ha deciso di prestarlacome se fosse il valore in sé, e non la rappresentazione del valore, comesarebbe giusto. Loro hanno stabilito arbitrariamente il valore della carta. E noi?Noi ci crediamo.Il metodo di creazione della moneta basato sulla riserva frazionaria vienericonosciuto anche col nome di signoraggio secondario. IL FALSO MITO DELLA RIPARTIZIONE DELL’UTILEL’art. 39 dello statuto di Bankitalia stabilisce che il totale dei dividendi per gliazionisti non deve superare un massimo del 10% del capitale, mentre il 20%dev’essere tenuto a riserva e il restante 70% viene devoluto allo Stato [13].Prendiamo in esempio la solita banconota da 100€, e supponiamo che l’interesseammonti al 10%. Come spiegato in precedenza avviene lo scambio dei titoli edelle banconote, al termine del quale lo Stato avrà in circolazione 100€ e labanca sarà creditrice nei confronti di questo per 110€. Supponiamo, ora, che loStato restituisca tutti i 100€ alla banca, la quale registrerebbe un utile per quellacifra e quindi, di conseguenza, devolverebbe 70 di quei 100€ allo Stato. Ora loStato può pagare l’interesse del 10% dando, appunto, altri 10€ alla banca chealla fine della storia intasca 40€.Dove sta l’inghippo?Partendo dal presupposto che questo sistema sarebbe comunque truffaldino,perché la banca guadagnerebbe ben 40€ per aver stampato il numero 100 su unfoglio di carta, non è comunque un esempio realistico, per il semplice motivo cheesso prevede che lo Stato restituisca tutti i soldi in circolazione. Questo significache dovrebbe ritirare tutti i soldi di ogni cittadino, dal primo all’ultimo centesimo,per restituirlo alla banca, il che, ovviamente, è impossibile. Ma la questione èmolto più tecnica di quello che appare. Poiché Bankitalia, come dimostrato inprecedenza, falsa il bilancio facendo figurare anche in passivo le banconote incircolazione, lo spropositato guadagno derivante dall’emissione di moneta nonfigura nell’utile della banca, quindi il 70% devoluto allo stato verrà calcolato suuna cifra irrisoria che non rispecchia minimamente il guadagno reale.
  • 10. LA LEGGENDA DEL PIL PIL: Prodotto Interno LordoPer PIL si intende il valore complessivodi beni destinati al consumo finale e diservizi prodotti all’interno di un Paesein un intervallo di tempo (solitamenteun anno).È facile sentir dire che “la creazione dimoneta non è libera e svincolata masegue l’andamento del PIL”, e questo èin parte vero. Dico che lo è solo inparte perché non esiste nessuna leggeo nessun regolamento che stabiliscache all’aumentare del PIL si debbaaumentare la moneta in circolazione.Ne si deduce che questa è unasemplice regola dettata dal buonsenso.Quello che toglie un po’ di “buon” al “senso” è il fatto che anche nei casi in cuivenga rapportata al PIL, la produzione di moneta segue sempre lo stessopercorso. Inoltre, nella formula in cui avviene oggi, la produzione di moneta non ètanto un’”immissione di denaro nello Stato” quanto un “finanziamento del debitopubblico”. Questo significa che quanto più grande sarà il debito, tanti più soldipotranno essere chiesti alla banca. Questo fino a quando la banca deciderà chelo Stato è diventato insolvente, allora smetterà di finanziare il debito pubblico ecomincerà a reclamare i soldi prestati. COLLOC AME NTO DEI TITOLI DI STATONon è inusuale la diceria secondo cui le banche non intascano il guadagno deititoli di Stato perché possono solo distribuirli ad aste autorizzate. Ciò che sidimentica di dire è che coloro che possono partecipare a queste aste sonoesclusivamente le banche e le imprese d’investimento [14]. Questo significa chese Bankitalia mette all’asta i titoli di Stato, e questi vengono comprati, peresempio, da Unicredit, che è azionista di Bankitalia, il guadagno rientra nel lorocircolo. O meglio, non ne esce mai.
  • 11. UN PO’ DI STORIA“All the world’s a stage, and all the men and women merely players”.In una semplice frase, Shakespeare riassume il principio fondamentale di quasitutta la storia umana, oserei dire.Tutto il mondo è un palco, e tutti gli uomini e le donne sono soltanto attori.Tutta la storia è disseminata da una quantità immonda di bugie, così tante bugieche, sfortunatamente, non riusciremo mai a rivelare completamente.Nel corso di questa tesina, non potendo, mio malgrado, ricostruire la storia nellasua completezza, mi limiterò a tracciare alcuni punti fondamentali per spiegare inche modo le banche da sempre, e le multinazionali in seguito, abbiano di fattomanovrato la politica degli stati comportandosi come gli unici soli veri padroniassoluti ed autoproclamati. Possiamo far risalire le origini di questo modello di schiavitù al 1694, anno in cui William Paterson, banchiere londinese, fa approvare, previo consenso del parlamento inglese, il progetto della “bank of England” [15]. Al suo debutto la banca centrale indebita immediatamente lo Stato prestando 1.2 milioni di sterline.La Banca d’Inghilterra è la prima banca centrale che stampa ed emette lecosiddette “notes of bank”, ovvero banconote, al posto della moneta-oro utilizzatafino ad allora.Più o meno contemporaneamente, precisamente nel 1743,a Francoforte, un orafo di nome Amschel Moses Bauer,proprietario della “ditta dello Scudo Rosso”, dà il via allapropria attività di prestiti e finanziamenti. Suo figlio, MayerAmschel, ereditò dal padre la società e in onor d’essa fececambiare il proprio nome in “Rothschild” (scudo rosso).Mayer ebbe cinque figli a cui insegnò tutto ciò che sapevasull’attività economica e finanziaria, dopodiché decise dimandarli nelle capitali più importanti di allora per aprire filiali ed espanderel’impero che stava creando: Londra, Parigi, Vienna, Napoli e lasciò il primogenitoa Francoforte.Nathan, figlio di Mayer, inviato a Londra, si sposò con la figlia di uno dei più ricchimercanti londinesi. Questo favorì non poco la sua attività. Si specializzò in
  • 12. operazioni finanziare speculative su titoli britannici ed esteri, cambi valute, metallipreziosi, ecc..Nathan finanziò ed indebitò il Duca di Wellington consentendogli di formare unpotente esercito in grado di fronteggiare Napoleone. E così andò: il ducasconfisse l’esercito francese ripetutamente.Quando Napoleone fuggì dall’isola su cui era stato esiliato e tornò in Francia,dove riuscì a formare un nuovo esercito, il Duca di Wellington, sempre sostenutodai finanziamenti di Nathan, fronteggiò i francesi a Waterloo insieme ad altreforze europee.Si suppone che un agente fidato dei Rothschild, posizionato sul lato nord delcampo di battaglia, vicino alla Manica, fu il primo a conoscere l’esito dello scontroe lo comunicò con 24 ore d’anticipo sul corriere personale di Wellington, aNathan, il quale si precipitò alla Borsa dove tutti, sapendo dei suoi agganciinformativi, aspettavano che facesse qualcosa per capire l’esito della guerra.L’Inghilterra aveva vinto, ma lui cominciò a vendere titoli britannici. Tutti,giustamente, dedussero che l’Inghilterra dovesse aver perso, e che quindil’economia dello Stato sarebbe crollata perché costretta a dover pagare tutti i debiti di guerra. Il valore dei titoli britannici calò a picco ed ognuno cominciò a svendere quelli che possedeva. Nel frattempo i Rothschild, tramite i propri agenti, cominciarono ad acquistare segretamente questi titoli. In poche ore Nathan acquisì il dominio del mercato azionario Inglese e della Banca d’Inghilterra. Questo fatto viene narrato ne “Il romanzo dei Rothschild”, libro che la famiglia in questione ha fortemente osteggiato mediante un processo legale che aveva come scopo la prevenzione della pubblicazione del testo. I Rothschild persero la causa e il libro venne pubblicato [16]. Più o meno analogamente, tutti e cinque i fratelliRothschild operarono la stessa politica finanziaria di prestiti basati sulla riservafrazionaria, indebitando interi Stati ed acquisendo la proprietà di istituzionipubbliche. Finanziarono le reti ferroviarie in Francia, Italia ed Austria.Al giorno d’oggi il loro monopolio non è diminuito, nonostante ben poche personeabbiano anche solo sentito nominare il nome “Rothschild”. Sono proprietari efinanziatori, per esempio, della Transport for London (linee metropolitane), Shell,Volkswagen, ING, Intesa Sanpaolo, Eni, Unibanco, British Energy, Finmeccanica[17], TFI (televisione francese), Endemol [18], Vodafone, Tiscali, DeutscheTelekom [19], Alitalia [20], Erg, UBI Banca, Ferretti, AXA, Banca PopolareItaliana, Barilla [21], e molti altri.
  • 13. NEL FRATTEMPO OLTREOCE ANO…In America la situazione eradiversa. Nel 1690 la coloniainglese della Baia delMassachusetts aveva stampato,per la prima volta, la propriamoneta non gravata da debito,poiché non emessa da una bancacentrale privata. Seguirono, nel1703, il South Carolina e poi tuttele altre colonie. L’economiaamericana pareva impennarsi, equesto non piacque all’Inghilterrache, nel 1742, emanò il BritishResumption Act con il quale stabiliva che ogni tipo di tassa o debito dovesseessere pagato in oro [22]. L’immediata conseguenza fu una grave depressionenelle colonie che poté essere riparata solo con la disobbedienza alprovvedimento. Quando le colonie disattesero i provvedimenti del parlamentoinglese, questo approvò il Currency Act (1764) [23] con il quale, oltre a ribadirel’obbligo del pagamento di debiti e tasse in oro, vietava esplicitamente aifunzionari delle colonie di emettere la propria valuta, generando disoccupazionee malcontento. Si suppone che sia questa la causa principale dello scoppio dellarivoluzione americana, e non la ridotta tassa sul tè, che sarebbe stata, invece,accettata di buon grado se l’Inghilterra non avesse tolto alle colonie la possibilitàdi stampare la propria valuta.Verso la fine della rivoluzione l’America aveva un disperato bisogno di fondi. Fuconcesso a Robert Morris di aprire una banca centrale privata, la Bank of NorthAmerica, fatta ad immagine e somiglianza della Banca d’Inghilterra, e ad essavenne affidato il monopolio dell’emissione di moneta.Sfruttando i fondi concessi all’America dalla Francia come capitale della banca,egli applicò senza controllo la creazione di moneta basata sulla riservafrazionaria prestando denaro che non aveva, creandolo dal nulla.L’inflazione decollò e, accortisi del pericolo, non rinnovarono il documento diconcessione della banca che perse il monopolio.Coinvolti nella Bank of North America vi furono Thomas Willing (presidente),Robert Morris (fondatore) ed Alexander Hamilton.Il nuovo Congresso fondò una nuova banca centrale, di proprietà privata. Ilpresidente era Thomas Willing, i fondatori Hamilton e Morris.Nel 1790 Alexander Hamilton diventa ministro del Tesoro, e nel 1791 faapprovare al Congresso una legge che conferì alla prima banca centraleamericana, la BUS – Bank of United States, uno statuto ventennale. La banca fuautorizzata a stampare denaro sulla base della riserva frazionaria, e il capitaleiniziale doveva essere immesso per il 20% dallo Stato e per l’80% da privati.
  • 14. Tuttavia, sfruttando un artifizio bancario, i “privati” non versarono mai la propriaquota. Lo Stato versò 2 milioni di dollari, e sulla base di questi due milionivennero prestati, creandoli dal nulla, i restanti 8 milioni ai detti “privati” che lireinvestirono nella banca.I risultati non furono buoni.James Madison, quarto Presidente degli Stati Uniti, con l’aiuto del vicepresidenteGeorge Clinton, non rinnovò lo statuto e fece chiudere la banca centralericominciando la stampa statale della moneta. Due anni dopo l’Inghilterracominciò una guerra che non poté sostenere perché già coinvolta sul frontefrancese, e che abbandonò nel 1814.Fino all’inizio del XX secolo continuarono ad alternarsi diversi sistemi bancariquasi sempre al centro di operazioni criminose.Agli inizi del ‘900 i potenti erano i Rockefeller, Morgan, e i Rothschild. Essicercarono di fare pressioni sul governo per l’introduzione di una banca centraleprivata, ma i precedenti insuccessi avevano contribuito ad erigere un’ostinataavversione verso questo tipo di istituzione da parte del congresso e del popolo.J.P. Morgan, che allora era considerato parecchio influente in ambito di finanza,mise in circolazione la voce di una possibile insolvenza da parte di una delle piùimportanti banche di New York. Questo provocò una disastrosa corsa aglisportelli, ed era proprio ciò che Morgan aveva programmato: un incidentefinanziario per minare l’opinione pubblica e convincerla della validità dellaproposta di una banca privata ed indipendente dallo Stato.Il Congresso condusse un’indagine guidata dal senatore Nelson Aldrich, divenutoun membro dei Rockefeller tramite matrimonio e spesso, pare, coinvolto inquestioni di cartelli bancari. Superfluo dire che Aldrich consigliò l’istituzione diuna banca centrale, andando perfettamente incontro a ciò che attendevano ibanchieri internazionali da tempo. Nel 1910 ci fu un incontro a porte chiuse in una delle tenute di J.P. Morgan, nel quale venne redatto il Federal Reserve Act, legge che istituiva una banca centrale. Aldrich propose la legge in parlamento. Woodrow Wilson divenne presidente nel 1913, grazie anche, e probabilmente soprattutto, all’appoggio datogli dai banchieri. Si suppone che questo accadde perché promise di firmare il FRA. Due giorni prima di natale, quando quasi tutto il congresso era a casa con la famiglia, venne approvato il FRA, e Wilson, come d’accordo, lo firmò. Venne convinta l’opinione pubblica dicendo che la Federal Reserve avrebbe
  • 15. funto da stabilizzatore economico. Potenzialmente avrebbe potuto essere vero,ma quello che avvenne in realtà fu la creazione di uno strumento per manipolarele crisi e il panico.Tra il 1914 e il 1919 l’offerta di moneta venne aumentata del 100% mettendo adisposizione una grossa quantità di denaro per banche minori che concesseronumerosi prestiti e finanziamenti. Poi, nel 1920, la FED ritirò gran parte dellamoneta circolante, provocando il crollo di oltre 5400 banche che si trovaronocostrette a far rientrare i prestiti e a fronteggiare la corsa agli sportelli. La FederalReserve centralizzò il suo potere, ma non fu tutto. Tra il ’21 e il ’29 venneimmesso nuovamente un grosso quantitativo di denaro che provoco gli stessieffetti del decennio precedente. Inoltre venne introdotto un nuovo tipo di prestito,il Margin Loan: prestito a margine. La truffa era basata sul fatto che si potevaacquistare un titolo pagando solo il 10% del suo valore, ma questo poteva essererichiamato in un qualsiasi momento e il saldo doveva essere effettuato entro 24ore.È facile intuire cosa successe: la FED ritirò grosse quantità di denaro e tuttifurono costretti a vendere i titoli, a pagare i debiti, i prestiti, ci fu una nuovadisastrosa corsa agli sportelli e 16 mila banche crollarono.Oggi si ricorda questo avvenimento col nome di “Grande Depressione”.Questa situazione consentì ai banchieri, che nel frattempo erano usciti silenziosamente dal mercato per non restare coinvolti nell’ondata di panico, di acquistare a prezzi stracciati banche rivali e, addirittura, in alcuni casi, intere società. Con la scusa di porre fine alla depressione, nel 1933, la Federal Reserve rastrellò tutto l’oro in circolazione [24]. Chi non consegnava l’oro era soggetto ad una pena detentiva di 10 anni. Gli americani vennero derubati dei loro averi. Questa manovra aveva lo scopo di eliminare il cosiddetto “Gold Standard”, ovvero il corrispettivo aureo, quindi in riserve d’oro, del denaro in circolazione. Alla fine del 1933 ciò avvenne. Sulle banconote venne cambiata la dicitura “convertibile in oro” in “moneta a corso legale”.
  • 16. Nel corso della Prima GuerraMondiale Wilson dichiarò laneutralità, tuttavia, comesappiamo, non fu una decisionepermanente.“Lusitania” è il nome dellaimbarcazione che attraversòl’atlantico, nonostantel’ambasciata germanica avessefatto pubblicare un articolo sulNew York Times, nel qualedichiarava esplicitamente che la nave sarebbe stata affondata in quanto,secondo il tragitto, avrebbe dovuto attraversare acque in zona di guerra [25].Lusitania salpò comunque e venne affondata dai sottomarini tedeschi, comepreannunciato. Pochi giorni dopo l’America cominciò una guerra che fruttò 200milioni di dollari a J.D. Rockefeller, senza contare il guadagno di tutta la monetaemessa a debito per le impellenti necessità belliche di quel momento (venneroprestati allo stato circa 30 miliardi di dollari). A sostegno dell’ipotesi secondo cuigli Stati Uniti entrarono in guerra per difendere gli investimenti e gli enormi prestitifatti in Gran Bretagna e Francia [26], ci sono i tempi politici: l’esercito statunitensecominciò la battaglia in Europa solo nel 1917, l’ultimo anno della guerra, proprioquando l’Impero tedesco marciava sul territorio francese e l’Impero Austro-Ungarico sfondava le linee italiane, dunque proprio nel momento in cui le forzedell’alleanza sembravano avere una concreta possibilità di vincere la guerra.È un’ottica tanto triste quanto crudelmente vera: la guerra è un immensobusiness.Nella Seconda Guerra Mondiale l’entrata degli Stati Uniti venne decretatadall’attacco giapponese a Pearl Harbor. Pochi mesi prima di tale attacco gli StatiUniti bloccarono le importazioni di petrolio americano in Giappone [27], feceroprestiti alla Cina nazionalista ed aiutarono economicamente e militarmente laGran Bretagna, entrambe acerrime nemiche dello Stato nipponico [28]. Inoltrel’America procedette alla confisca di tutti i beni giapponesi su territoriostatunitense [29]. Tutto questo fa presupporre l’intenzione dell’allora presidenteRoosevelt di provocare un attacco che potesse cambiare drasticamentel’opinione pubblica riguardo l’entrata in guerra, che prima di Pearl Harbor erafortemente negativa. Si ha, dunque, ragione di credere che molto probabilmente l’attacco fu provocato e voluto. Ci sono addirittura ipotesi (non confermate) secondo cui il presidente americano ignorò volutamente l’attacco, nonostante ne fosse stato informato dai servizi segreti. Nel frattempo la Germania nazista era sostenuta quasi completamente dalla multinazionale I. G. Farben, la cui partner principale era la Standard Oil di proprietà dei Rockefeller che trassero un enorme guadagno finanziando l’industria bellica nazista [30].
  • 17. J. F. KENNEDY E IL VIETN AMAnno 1963. Dopo aver dichiarato pubblicamente, in uno dei suoi discorsi, diopporsi fortemente alle società segrete che cercano di conquistare il potere [31],il 4 giugno John Fitzgerald Kennedy firma l’ordine esecutivo 11110 liberandol’America dallo schiavismo bancario [32]. Con una firma il presidente statunitenseaveva autorizzato l’emissione di oltre 4 miliardi di dollari sulla base delle riserveargentee da parte del ministero del tesoro. Sulle banconote non compariva più ladicitura “Federal Reserve Note”, bensì “United States Note”.Kennedy era l’uomo giusto nel posto giusto, e questa fu la ragione del suoattentato.Ciò che avvalora questa ipotesi è il fatto che, subito dopo l’assassinio, ilpresidente Johnson interruppe l’attività del Tesoro avviata da Kennedy e feceritirare tutte le banconote da esso emesse restituendo, di fatto, il monopoliodell’emissione alla Federal Reserve, nonostante l’ordine esecutivo 11110 nonfosse stato abrogato fino al 1987.Nel 1964 ha inizio la guerra del Vietnam in seguito a quello che viene ricordatocome “l’incidente del Golfo del Tonchino”. Due cacciatorpediniere americanivennero distrutti da due torpedinieri vietnamiti e questo causò una dura reazioneda parte del governo statunitense che diede il via ad una guerra particolare, inquanto non mirava realmente ad uno spostamento di confini o ad una qualchesorta di conquista. Quella guerra doveva semplicemente esistere perchégenerava un immenso guadagno. Per chi? Per J.D. Rockefeller, per esempio,che sosteneva l’industria bellica statunitense ma anche quella sovietica [33] cheforniva gli armamenti ai vietnamiti. Questa accezione di “guerra che esiste perdurare” viene rafforzata se si dà uno sguardo alle regole d’ingaggio americane.Per qualche assurda ragione non potevano essere bombardare le postazioni dicontraerea fino all’accertamento che fossero operative, i soldati statunitensi nonpotevano attaccare per primi, non potevano distruggere obbiettivi strategici, ecc. [34]. Inoltre, l’indizio fondamentale che ci induce a pensare con una modesta certezza che si trattò di un complotto, riguarda il fatto scatenante del conflitto: l’incidente del Golfo del Tonchino. Pare che la National Security Agency manipolò l’informazione per creare un falso. Le due cacciatorpediniere non furono silurate, l’incidente non avvenne mai [35].
  • 18. CONCLUSIONE “Il male dei mali”. Questo è il modo in cui spesso viene definito il signoraggio, ealla luce di tutto questo un’affermazione simile non stona di certo. Il signoraggio èil male di ogni male nella misura in cui ogni male dipende dal denaro.Supponiamo che uno Stato sia formato da dieci persone. In questo Statovengono immesse, dalla banca, cento monete, quindi ogni persona possiededieci monete. La banca fissa un interesse del 10%, questo significa che se haprestato cento monete, ne vorrà indietro centodieci. Ciò vuol dire che ognuno,nonostante abbia solo dieci monete, dovrà restituirne undici per far si che ildebito possa essere pagato. La banca ha creato una mancanza e, diconseguenza, un bisogno, senza aver fatto praticamente nulla. Cosa succededunque? Una delle dieci persone nello Stato perderà tutto, mentre gli altri noveguadagneranno, dalle dieci monete che quella persona ha perso, ciascuno lapropria moneta in più per pagare gli interessi.Tanto più il debito è grande, maggiore sarà il numero di persone che perderannoogni cosa. Il signoraggio è lo strumento che le banche centrali usano per creare scarsità. Nella realtà, questo si traduce concretamente in un mutuo che non si riesce a pagare, in una busta paga troppo piccola, ecc. E quando una persona non riesce ad arrivare a fine mese sarà costretta a farsi fare un prestito. Questo, ovviamente, comporta altri interessi, e poi ancora e ancora, interessi su interessi finché nessuno le concederà più un prestito, e allora si passa alla fase successiva: confisca dei beni. È questo il modo in cui l’omino nell’esempio perde tutto: viene derubato.Se invece, al contrario, riuscirà a lavorare abbastanza, a reggere la competizioneed ottenere la sua undicesima monetina, significherà che avrà lavorato sodo,producendo beni o servizi, e alla fine avrà letteralmente regalato al banchiere lesue sudatissime undici monete ma, soprattutto, tutta la manodopera messa adisposizione per guadagnarsele.Questa si chiama schiavitù.La stessa cosa succede anche a livelli più ampi.Lo Stato raccoglie il denaro per le proprie spese attraverso le tasse, e la maggiorparte delle nostre tasse finisce nelle tasche del creditore del debito pubblico.Questo significa che le persone devono lavorare otto ore al giorno, sei giorni allasettimana per guadagnare uno stipendio che gli possa consentire di pagare letasse e, quindi, di saldare un debito illegale.Allo stesso modo il signoraggio è legato ai tagli nelle istituzioni pubbliche. Quantopiù alta è la cifra che lo Stato utilizza per ingrassare l’usuraio, tanto più bassasarà la quantità di soldi che restano per le spese pubbliche.
  • 19. E la questione non si ferma qui, al contrario, cresce e raggiunge livelli ancora piùampi.Prendiamo in esempio il Fondo Monetario Internazionale, che dietro tanti buonipropositi resta, di fatto, una banca. Quando il FMI concede un prestito,immettendo valuta estera in uno Stato (dollari), ovviamente richiede il saldo delprestito maggiorato di un interesse, e qui ci imbattiamo nel solito problema: dovepuò, uno Stato, prendere i soldi per pagare l’interesse se tutta la moneta èemessa allo stesso modo? Questo sistema indebita interi popoli che nelmomento in cui vengono dichiarati insolventi sono costretti a svendere le proprierisorse, privatizzare le proprie istituzioni statali, l’acqua, il sistema scolastico,ecc..Anche questa è schiavitù.Questa non è una riduzione della realtà all’economia e dell’homo sapiensall’homo oeconomicus. Lo scopo non è il profitto, ma il potere. L’economia vienepiegata e strumentalizzata per controllare il potere. Diventa chiara e concreta l’idea secondo cui il ruolo della politica nel mondo di oggi non è altro che una facciata volta a coprire un retroscena di interessi al di sopra di ogni valore o ideale umano. Viene concessa l’illusione della scelta spacciando l’usurocrazia per democrazia, mettendosi, per altro, facilmente al riparo dasommosse e malcontenti. Tuttavia è impossibile ostinarsi a definire “democrazia”una forma di governo in cui il popolo non esercita completamente la propriasovranità, sancita dalla Costituzione stessa.“La sovranità appartiene al popolo”, recita l’articolo 1 della nostra Costituzione.Anche quella monetaria.Finché i cittadini non riotterranno la proprietà della loro moneta, non potrannoessere proprietari, conseguenzialmente, del proprio lavoro. Ovvero, se i cittadinisono costretti a lavorare per la quasi totalità della loro vita per poter pagarequalcosa che gli appartiene intrinsecamente, significa che vengono sfruttati e chequindi la loro forza lavoro non è più loro. Questo vuol dire che se l’Italia è unarepubblica fondata sul lavoro, il nostro Stato è fondato su una proprietà dellebanche.Il lavoro deve appartenere alla persona. Non alla banca.Nella realtà in cui viviamo siamo stati letteralmente derubati del nostro lavoro.Il cittadino non è più il padrone assoluto della propria vita.E nemmeno della propria indipendenza.E nemmeno della propria libertà.“La dignità gratuita non esiste”, Giacinto Auriti.
  • 20. IPSE DIXIT“E un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistemabancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe unarivoluzione prima di domani mattina” – Henry Ford"I politici non sono altro che i camerieri dei banchieri” - Ezra Pound“Il banco trae beneficio dallinteresse su tutta la moneta che crea dal nulla” –William Patterson (fondatore della Banca d’Inghilterra)“Permettetemi di emettere e gestire la moneta di una nazione, e mi infischierò dichi ne fa le leggi” – Amschel Mayer Rothschild“Lattuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identicaalla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversicoloro che ne traggono profitto” – Maurice Allais (Nobel per l’economia)“Assurdo dire che il nostro paese può emettere $30,000,000 in titoli ma non$30,000,000 in moneta. Entrambe sono promesse di pagamento; ma unapromessa ingrassa lusuraio, laltra invece aiuta la collettività” – Thomas Edison“Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali nonsono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi” – KarlMarx"Non è tollerabile che una banca centrale, isolata, che non ha nessunaresponsabilità né lobbligo di spiegare quello che fa, possa continuare a crearedisoccupazione mentre i governi stanno zitti" – Modigliani (Nobel per l’economia)“Lattività bancaria fu fecondata dallingiustizia e nacque nel peccato. I banchieriposseggono il mondo. Toglieteglielo via, lasciando loro il potere di creare denaroe con un colpo di penna creeranno abbastanza depositi per ricomprarselo.Toglieteglielo via in qualsiasi modo e tutti i grandi patrimoni come il mioscompariranno, ed è necessario che scompaiano, affinché questo diventi unmondo migliore in cui vivere.Ma se preferite restare schiavi dei banchieri e pagare voi stessi il costo dellavostra stessa schiavitù, lasciate che continuino a creare denaro” - Josiah Stamp(direttore della Banca dInghilterra tra il 1928 e il 1941)“Se gli Americani consentiranno mai a banche private di emettere il propriodenaro, prima con linflazione e poi con la deflazione, le banche e le grandiimprese che ne cresceranno attorno, priveranno la gente delle loro proprietàfinché i loro figli si sveglieranno senza tetto nel continente conquistato dai loropadri. Il potere di emissione va tolto dalle banche e restituito al popolo, al qualeesso appartiene propriamente” – Thomas Jefferson (Terzo presidente degli StatiUniti d’America, uno dei padri fondatori)
  • 21. FONTI[1]: “Alla sorgente della moneta: la Banca Nazionale Svizzera”, testo fornito dalla BNS, pag. 45[2]: Banca d’Italia[3]: Banca d’Italia[4]: Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, art. 4.[5]: Banca Centrale Europea[6]: Banca d’Italia[7]: Banca d’Italia – Relazione al parlamento del 2008, pag. 23[8]: Modifiche della Banca Centrale Europea del 14 dicembre 2009 agli allegati I e III della decisione BCE/2006/17, punto 9.2 sotto la voce “ATTIVO”[9]: Bilancio BCE del 2009, pag. 3[10]: Bilancio BCE del 2009, pag. 4[11]: Modern Money Meccanichs[12]: In seguito ai Trattati di Bretton Woods non esiste più ufficialmente la copertura in oro[13]: Statuto Banca d’Italia, art. 39[14]: Banca d’Italia – Collocamento Titoli di Stato, pag. 4[15]: Wikipedia[16]: New York Times – Redazionale, “ROTHSCHILDS SUE TO SUPPRESS BOOK”, 28 novembre 1912[17]: N M Rothschild & Sons[18]: N M Rothschild & Sons[19]: N M Rothschild & Sons[20]: N M Rothschild & Sons[21]: N M Rothschild & Sons[22]: Italiainformazioni – S. Pavini, “Le origini della crisi economica? Linfezione è stata contratta nel 1690”, 19 marzo 2008[23]: Indipendence Hall di Philadelphia[24]: Ordine Esecutivo 6102[25]: New York Times – Redazionale, “DISASTER BEARS OUT EMBASSYS WARNING”, 8 maggio 1915[26]: Il Senso del Tempo di Alberto Mario Banti, volume 3, pagina 240[27]: ECOage – Portale Ecologista Indipendente[28]: Wikipedia[29]: Il Senso del Tempo di Alberto Mario Banti, volume 3, pagina 446[30]: Testo tratto dal libro “Hitler ha vinto la guerra”, Graziano Walter.[31]: Discorso di John F. Kennedy tenuto nel 1961[32]: John F. Kennedy – Libreria e Museo Presidenziale[33]: New York Times – Robert E. Bedingfield, “Eaton Joins Rockefellers To Spur Trade With Reds”, 16 gennaio 1967[34]: Global Security – Reliable Security Information[35]: La Repubblica – Alix Van Buren, “Usa, resta il segreto sul Tonchino la miccia del Vietnam ricorda lIraq”, 1 Novembre 2005
  • 22. SITOGRAFIA DELLE FONTI[1]: http://www.snb.ch/i/welt/contact/pdf/bro_b_i.pdf[2]: http://www.bancaditalia.it/bancaditalia[3]: http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf[4]: http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/statuto/L303-06_art.4.pdf[5]: http://www.ecb.int/ecb/orga/capital/html/index.it.html[6]: http://www.bancaditalia.it/banca_mercati/operazioni/titoli[7]: http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relapago/2009/Rel_Parlamento_Governo_2009.pdf[8]: http://www.ecb.int/ecb/legal/pdf/l_34820091229it00570070.pdf[9]: http://www.ecb.int/pub/pdf/annrep/ar2010annualaccounts_it.pdf[10]: http://www.ecb.int/pub/pdf/annrep/ar2010annualaccounts_it.pdf[11]: http://www.rayservers.com/images/ModernMoneyMechanics.pdf[12]: http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/b/b123.htm[13]: http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/statuto/statuto.pdf[14]: http://www.bancaditalia.it/banca_centrale/operazioni/titoli/collocamenti/req/Requisitidef.pdf[15]: http://en.wikipedia.org/wiki/Bank_of_England[16] http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?res=9D03E5DF103CE633A2575BC2A9679D946396D6CF[17]: http://www.rothschild.com/investmentbanking/ibcred.asp?id=ib-manda&sharedawards=no[18]: http://www.rothschild.com/investmentbanking/ibcred.asp?id=articles/ib-media&sharedawards=no[19]: http://www.rothschild.com/investmentbanking/ibcred.asp?id=ib-telecoms&sharedawards=no[20]: http://www.rothschild.com/investmentbanking/ibcred.asp?id=articles/ib-transport&sharedawards=no[21]: http://www.rothschild.com/investmentbanking/ibcred.asp?id=ib-italy&sharedawards=no[22]: http://www.italiainformazioni.it/giornale/economia/12528/origini-della-crisi-economica-linfezione-stata-contratta-1690.htm[23]: http://www.ushistory.org/declaration/related/currencyact.htm[24]: http://www.the-privateer.com/1933-gold-confiscation.html[25]: http://query.nytimes.com/mem/archive-free/pdf?res=F7081FFC385C13738DDDA10894DD405B858DF1D3[26]: Nessun link disponibile in rete[27]: http://www.ecoage.it/seconda-guerra-mondiale-petrolio.htm[28]: http://it.wikipedia.org/wiki/Lend-Lease[29]: Nessun link disponibile in rete[30]: http://www.disinformazione.it/prescott_bush.htm[31]: http://www.youtube.com/watch?v=dI7XmnN84ms[32]: http://www.jfklibrary.org/Research/Ready-Reference/JFK-Miscellaneous-Information.aspx[33]: http://select.nytimes.com/gst/abstract.html?res=F20613FC3A58107B93C4A8178AD85F438685F9&scp=1&sq=Eaton+Joins+Rockefellers+To+Spur+Trade+With+Reds&st=p[34]: http://www.globalsecurity.org/military/library/report/1995/DM.htm[35]: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2005/11/01/usa-resta-il-segreto-sul-tonchino-la.html

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