Castelli marche 1
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  • CINGOLANI MATTIA
  • COLOMBATI FRANCESCO
  • MARCHEGIANI MARCO
  • MARCHIONNI FEDERICO
  • MARINELLI MICHAEL
  • MARINELLI MICHAEL
  • MARINELLI MICHAEL
  • MARINELLI MICHAEL
  • MARINELLI MICHAEL

Transcript

  • 1. IT AL IA
  • 2. L’incastellamento Lincastellamento medievale è il fenomeno riconducibile al processo della cosiddetta mutazione feudale, avvenuta tra il X e il XII secolo; tra la fine del IX e il X secolo la nuova ondata di invasioni barbariche e laprogressiva dissoluzione dell’impero carolingio generò un senso diffuso di insicurezza e la conseguente crisi del sistema feudale. Il nome castello deriva dal latino castrum, insediamento militare: fu infatti inizialmente un accampamento organizzato con diverse strutture di difesa. E’ con la caduta dellImpero nel 476 d.C. e il conseguente annullamento del potere centrale che si cominciò a sviluppare lidea di un edificio fortificato adatto a difendere un territorio. Molti castelli in principio erano solo delle torri di guardia isolate; il castello diventa un complesso di edifici fortificati, a volte comprendenti un intero borgo, abitato dal popolo che serve il Signore e che, alloccorrenza, si rifugia allinterno del complesso fortificato sopportando assedi. Il castello ha funzione difensiva fino al tardo XVI secolo quando i castelli medievali vengono fortemente trasformati, a causa del forte utilizzo di armi dafuoco. Si ha, pian piano, il passaggio a torrioni tondi, maggior spessore
  • 3. TECNICHE DI COSTRUZIONEProbabilmente il castello ebbe origine come ampliamento delle torri che erano costruzionimolto massicce situate in punti strategici. I castelli erano circondati da possenti muraspesso coronate da merli che servivano per riparare i soldati che difendevano il castellonel caso di assalto nemico. Nelle mura si aprivano delle feritoie da dove i castellaniscagliavano frecce contro i nemici. I castelli erano infatti fortificazioni che servivano per ladifesa degli attacchi dei nemici, pertanto erano di solito costruiti in alto sui fianchi o sullesommità delle colline e dominavano boschi, pianure e villaggi. Dal castello si potevacontrollare un vasto territorio in modo che i nemici potessero essere avvistati da lontano.Le mura dei castelli che sorgevano solitamente in pianura erano circondate da fossati chesi potevano attraversare solo quando dalle mura veniva abbassata un’alta porta chediventava poi ponte per superare il fossato e perciò viene chiamata “ponte levatoio”.All’interno delle mura sorgeva di solito la fortezza vera e propria che poteva esserecostruita da una o più torri a pianta circolare o quadrangolare. Nella torre più alta chiamatamastio vi si trovava solitamente l’abitazione del signore. Questa grossa torre fortificata dialtezza solitamente compresa tra i 12 e i 15 metri dotata di mura molto spesse e finestredi piccole dimensioni , era destinata a ospitare e proteggere gli abitanti del castello nelcaso in cui gli assalitori fossero riusciti ad aprirsi un varco nelle mura esterne: le scortealimentari e le munizioni che vi erano conservate avrebbero permesso loro lasopravvivenza per molti giorni. Mappa
  • 4. CASTELLI NELLE MARCHE 61 LEGENDA: 5 7 2 9 1.S. Agata Feltria 14.Caldarola 3 4 8 10 2.Montecopiolo 15.Urbisaglia 12 11 3.Sassocorvaro 16.Tolentino 17 13 4.Pietrarubbia 17.Porto Recanati 15 5.Pesaro 18.Monterubbiano 14 18 6.Gradara 19.Francavilla D’Ete 19 20 7.Mondavio 20.Magliano di Tenna 16 26 8.Avacelli 21.Montefalcone Appennino 21 24 25 9.Senigallia 22.Castel Trosino 23 10.Castelferretti 23.Fortezza Pia 22 11.Ancona 24.Rocca offida 12.Offagna 25.Aquaviva Picena 13.Camerino 26.Grottammare
  • 5. Rocca di urbisaglia (MC) Rocca Costanza (PU) Rocca di Varano (MC)Rocca di Senigallia (AN) Castello di Rocca di Bolignano Caldarola(MC) (Aspio AN) Acquaviva Picena (AP) Rocca di Offida (AP)
  • 6. PROVINCIA DI PESARO URBINO Pesaro Gradara S. Agata Feltria Montecopiolo Mondavio Sassocorvaro Urbino Pietrarubbia
  • 7. ROCCA UBALDINA (Sassocorvaro) Il castello risale all’ anno 1475, anno in cui fu edificata da Ottaviano. Questa struttura presenta una forma a “tartaruga” , unica nel suo genere, che si pensa venne edificata per proteggersi da eventuali attacchi dei nemici.TORNA
  • 8. LA ROCCA DI GRADARA Il castello fu edificato nella metà del XII secolo ad opera di dei fratelli Grifo, in seguito passò nelle mani dei Bandi e in quelle dei Malatesta. Dal 1499 al 1503 la Rocca di Gradara passo nelle mani dei signori di Milano. Dopo un lungo periodo di desolazione e degrado, la Rocca venne acquistata nel 1919 da un architetto udinese.TORNA
  • 9. ROCCA COSTANZA (Pesaro) La Rocca Costanza di Pesaro è soprannominata “rocca di pianura”, è una struttura rinascimentale formata da torri cilindriche orientate nei quattro punti cardinali. I lavori della rocca iniziarono nella primavera del 1474. Questa struttura controllava via Flaminia e l’avamposto malatestiano medievale.TORNA
  • 10. CASTELLO DI PETRELLA GUIDI (Sant’Agata Feltria) Il castello apparteneva nel 1125 a Pietro vescovo del Montefeltro e la famiglia dei Tiberti ne era tenutaria. Nellanno 1257 il corteo del conte Savoia che si recava in pellegrinaggio fu attaccato e depredato, compiendo unazione contraria ai principi donore e della cavalleria. Nonostante questa azione ladresca Guido diventò poi castellano di San Leo.TORNA
  • 11. LA ROCCA ROVERESCA (Mondavio) Il "monte degli Uccelli”, fu dei Malatesta. Nel 1396 Pandolfo III Malatesta pagò per i lavori sulla torre, nella cisterna, sulle porte e sul ponte del cassero, per forniture di materiali edilizi vari, ed in particolare i coppi, che ci consentono di intuire il completamento della fortificazione a quella data. La città rimarrà al Malatesta sino al 12 ottobre 1474, quando Sisto IV con una Bolla la acquistò come Vicario del nipote Giovanni della Rovere nominandolo poi nel novembre 1475 Prefetto diTORNA Roma.
  • 12. CASTELLO DI PIETRARUBBIA Il borgo di Pietrarubbia è stato completamente restaurato; è posto sopra una roccia di colore rosso da cui prende il nome. La rocca si estende per 200 metri in lunghezza e si eleva fino alla quota di 764 metri in altezza. Il castello è circondato da difese naturali (strapiombi ...). In passato il castello occupava per intero il costone roccioso.TORNA
  • 13. RUDERI DELLA ROCCIA (Montecopiolo) Di Montecopiolo restano solo pochi ruderi, il comune attualmente è formato da diverse frazioni fra cui villa grande, sede comunale e posta e posta ai piedi del colle sul quale sorgeva il castello. Per iniziativa dell’ università di urbino il sito risulta costantemente in fase di studio.TORNA
  • 14. PROVINCIA DI ANCONA Senigallia Ancona Castelferretti Cittadella Avacelli Offagna
  • 15. LA CITTADELLA (Ancona) La cittadella di ancona chiamata “fortezza”in antichità sorse nel 1532 sulla cima del monte stagno, fu opera dell’ architetto Antonio de san gallo il giovane. Questa fortezza fu costruita per resistere alle Armi da fuoco a spese dello stato e della chiesa. Si sperava che la presenza di questa fortezza. Fortezza fosse utile per sventare attacchi navali. Da parte dei turchi. Invece portò soltanto alla fine della repubblica marinara.TORNA
  • 16. ROCCA DI BOLIGNANO (ASPIO) La rocca di Bolignano è uno dei castelli che nel Medioevo e nel Rinascimento avevano il compito di difendere Ancona; conserva ancora numerose caratteristiche originarie ed è proprietà privata e bene tutelato dalla Soprintendenza. Alcuni castelli di Ancona sono oggi comuni indipendenti dal capoluogo: Falconara Marittima, Monte San Vito, Camerata Picena, Agugliano, Polverigi, Offagna, Camerano, Sirolo. Altri sono oggi frazioni di Ancona: Montesicuro, Gallignano, Sappanico, Poggio, Varano, Massignano, Paterno. Altri ancora, infine, sono frazioni di altri comuni: Rocca Priora di Falconara, Cassero di Camerata Picena, Castel dEmilio di Agugliano. La Rocca di Bolignano è un caso a parte, in quanto intorno ad essa non si è mai formato un centro abitato, ma è tuttora quasi isolata tra il verde della sua collina, la qual cosa ne ha certo favorito la conservazione
  • 17. AVACELLI (Arcevia) È uno dei più importanti castelli arceviesi, posto al confine del territorio comunale di serra S.Quiricio. La presenza dell’ uomo primitivo anche qui è nota da ritrovamenti archeologici. Il castello di Avacelli sorge entro gli antichi confini del ducato longobardo di Spoleto ai limiti con i territori bizantini. Il ducato aveva una grande influenza verso i territori circostanti. Nell’ alto medioevo il castello era collegato col mare attraverso un itinerario.TORNA
  • 18. CASTEL FRANCESCO (Castelferretti) Ledificazione del castello è strettamente legate alle vicende della famiglia Ferretti, che ha posseduto questo territorio dal ‘200 al ‘700. I Ferretti crearono una buona piazzaforte a completamento del sistema difensivo del territorio anconetano. La costruzione del castello è completata nel giro di pochi anni tanto che nel 1397 Francesco Ferretti viene nominato conte di Castel Francesco da papa Bonifacio IX. Il riconoscimento del feudo ai Ferretti, dà luogo ad una disputa tra Anconetani e Jesini per il possesso delle terre al di qua e al di là dellEsino, chiusasi solo nei primi decenni del XVI secolo, restano ancora parecchiTORNA documenti.
  • 19. ROCCA DI OFFAGNA La Rocca di Offagna venne eretta fra il 1454 ed il 1456 , ma è rimasta inalterata per oltre cinque secoli. La Rocca è formata da una torre di guardia che sorveglia due ponti levatoi. Quando questi ponti,agganciati con grosse catene all’entrata del castello, erano issati, la Rocca era isolata. Nel lato del castello cè una torre chiamata “torre del pozzo” perché ospitava un profondissimo pozzo ; la Torre era provvista di tre bombarde, oggi piuttosto malandate.TORNA
  • 20. ROCCA ROVERESCA (Senigallia) La costruzione risale alla seconda metà del XV secolo, ma nella Rocca sono distinguibili diverse fasi costruttive. La struttura è attualmente anche sede di mostre e manifestazioni culturali. La Rocca di Senigallia costituisce un modello caratteristico di fortilizio militare definito nellambito delle “rocche di pianura”. La loro conformazione è funzionale allorografia pianeggiante del luogo che consente forme regolari e simmetriche. Esse si caratterizzano infatti da torrioni cilindrici incastonati ai vertici.TORNA
  • 21. PROVINCIA DI MACERATA Porto Recanati Macerata Urbisaglia Camerino Tolentino Caldarola
  • 22. CASTELLO PALLOTTA (Caldarola) Il Castello Pallota è stato edificato intorno alla seconda metà del IX sec. sulle pendici del colle Colcù e successivamente modificato verso la fine del 1500. Ospitò il Pontefice Clemente VIII e la Regina Cristina di Svezia. In tempi recenti il castello che conserva ancora intatta la cinta muraria, il cammino di ronda, le merlature guelfe ed il ponte levatoio venne prima chiuso e poi riaperto al termine dei lavori di restauro per i danni causati dal terremoto del 1997. Tutti gli spazi sono formati da arredi e tendaggi originali del cinquecento e del seicento ottimamenteTORNA conservati.
  • 23. CASTELLO SVEVO (Porto Recanati) Limponente struttura deve il suo nome a Federico II di Svevia che nel 1229 donò le terre in cui sorgerà Porto Recanati. Gli storici sembrano concordi nellindicare il XIII secolo quale epoca della sua fondazione o quantomeno della costruzione del mastio. Un documento datato 1285 attesta che, a quel tempo, la popolazione sera già insediata allinterno delloriginaria cinta fortificata. Nella carta, il castello è menzionato col nome di "Castrum Maris", termine con cui si voleva indicare un nucleo abitato costiero munito di opere difensive: indispensabili in quei secoli, per proteggersi dalle incursioni delle guarnigione nemiche, così come dalla frequenti scorribande dei temutissimi pirati turchi e barbareschi. Nel 1369 furono erette delle nuova mura, a protezione di quello che nel frattempo era divenuto un popoloso villaggio di pescatori e contadini. La comunità, che occupava delle modeste abitazioni addossate le une alle altre, disponeva anche di una piccola chiesa intitolata a San Giovanni Battista. Nel 1404 il castello vide accrescere le proprie difese, a seguito dello scavo di un fossato nel quale furonoTORNA convogliate le acque del Potenza.
  • 24. ROCCA DA VARANO (Camerino) E una piccola fortificazione molto caratteristica arroccata su di uno sperone di roccia. Fu edificata intorno al XII secolo ed aveva lo scopo di residenza fortificata della nobile famiglia dei Varano. Successivamente, per ordine di Giovanni di Berardo Varano, fu trasformata in una fortezza difensiva. Svetta a picco sulla valle del fiume Chienti in una posizione strategicamente perfetta per la salvaguardia e difesa del territorio. I Signori di Camerino, infatti, contavano molto su questo avamposto per difendere la città da eventuali attacchi e, visitandola, si può immaginare il perché. Inoltre, rappresentava anche una grossa fonte di guadagno: infatti le persone che percorrevano la strada sottostane che collegava Roma allAdriatico, erano costrette a pagare una sorta di pedaggio, una vera e propria tassa. Terminata lepoca più critica delle lotte feudali, sembra che la rocca Da Varano sia stata utilizzata per molto tempo come vedetta per le segnalazioni con la visibile rocca di Sentino. Questo fatto ha permesso di conservare in modo decente una buona fetta delloriginale struttura. Lingresso alla rocca avveniva per mezzo di un ponte elevatoio e ci si trovava subito di fronte ad una torre difensiva. La porta di entrata era posta in maniera obliqua rispetto allacceso per il ponte: un chiaro modo per rendere più difficile la vita ad eventuali intrusi.TORNA
  • 25. CASTELLO DELLA RANCIA (Tolentino) Sulla pianura situata alla sinistra del fiume Chienti, a 7 chilometri da Tolentino, sinnalza, maestoso e suggestivo, il Castello della Rancia ricostruito nel sec. XIV sulle strutture di una preesistente grancia cistercense. Il castello, di forma quadrangolare, è composto da una cinta merlata rafforzata da tre torri angolari. A difesa dellingresso principale del castello si eleva una delle torri a cui si accedeva mediante un ponte levatoio, sostituito in seguito da uno in muratura. Il mastio, nucleo originario della preesistente grancia, è alto circa 30 metri ed è costituito da quattro piani, di cui i primi tre sono voltati a crociera. Al secondo piano, fornito di un ampio camino e raggiungibile tramite una scala a chiocciola in pietra, si trovava lalloggio del granciario e poi del castellano. Il piano seminterrato del mastio, illuminato da due alte feritole a bocca di lupo, fu un tempo usato come prigione come indicano i grossi anelli in ferro infissi alle pareti. Su due lati adiacenti della corte, provvista al centro di una profondissima cisterna, si innalzano due porticati con archi a tutto sesto sorretti da pilastri cilindrici in laterizio. Al primo piano un altro porticato affianca un ampio salone, probabilmente la parte del castello che aveva funzione di residenza. Dal cortile si accede a una cappellina barocca eretta dai Gesuiti. Testimonianze non confermate sostengono lesistenza, al centro del cortile, di unaltra cisterna dove sembra vennero sepolti molti dei caduti durante la Battaglia della Rancia nel 1815. Secondo la tradizione esisterebbe inoltre una galleria medievale che dovrebbe congiungere il Castello alla BasilicaTORNA di S. Nicola.
  • 26. LA ROCCA DI URBISAGLIA La Rocca di Urbisaglia è una fortificazione militare dellinizio del 500, costruita inglobando resti di precedenti strutture medievali, a loro volta erette in corrispondenza di mura romane (ancora oggi visibili). La posizione di questa fortezza, dominante lintero spazio cittadino e la sottostante valle del Fiastra, fa infatti presupporre che qui fosse localizzata lArce o il Campidoglio della città romana di Urbs Salvia. Nel caso di Urbisaglia bisogna distinguere il castello dalla rocca: infatti il castello era il borgo cinto da mura, con torri e porte fortificate, corrispondente allattuale centro storico, mentre la rocca era semplicemente la fortificazione eretta a difesa del borgo, con funzione di controllo del territorio circostante. Del castello, oltre ad ampi tratti di mura, rimangono oggi due porte dingresso, Porta Entogge (ad ovest, attuale Porta Trento) e Porta Fiastra (ad est, attuale Porta Piave), le quali, ormai prive di attributi militari, sono caratterizzate dalla tipica forma ogivale. Lattuale porta dingresso al centro storico di Urbisaglia (Porta Vittoria) è stata realizzata solo nell800.TORNA
  • 27. PROVINCIA DI FERMO Monterubbiano Fermo Francavilla D’Ete Magliano di Tenna Montefalcone Appennino
  • 28. FRANCAVILLA D’ETE Le origini del primo agglomerato urbano sono fatte risalire dalle fonti allanno 1140, quando le servitù padronali dei Conti di Gualdrama e Montirone fuggirono per nascondersi sul Monte Tiziano, dove ora sorge l’imponente castello di Francavilla, per dare origine ad un agglomerato libero da servitù, per lappunto "franco", da cui probabilmente il nome Francavilla. All’interno è custodito un affresco del XVI recentemente restaurato e attribuito allartista di SantAngelo in Vado Girolamo Nardini. La sua facciata è parzialmente incompleta. Al suo interno, dietro l’altare maggiore, è possibile ammirare un pregevole affresco del 1942 del Prof. Silvio Galimberti di Roma.
  • 29. MONTERUBBIANO Monterubbiano sorge sulla vetta di una collina ad appena 8 Km dal mare. Nel Medioevo fu di rilevante posizione strategica tantochè nel 1443 Francesco Sforza ne fortifica le Mura Castellane, lasciandoci oggi un raro esempio di architettura militare. Il castello di Monterubbiano, pur facendo parte dello Stato Pontificio, conobbe le vicissitudini dei liberi e per un breve periodo, che iniziò nel 1237, divenne ghibellino, riconoscendo Federico II signore del paese.
  • 30. MAGLIANO DI TENNA Le notizie storiche più antiche sul castello di Magliano di Tenna, in provincia di Ascoli Piceno, risultano frammentarie a causa di un incendio che vide distrutti i più antichi documenti d’archivio. Quello più antico, riferito in particolare alla denominazione di castrum, risale al 1199 e riferisce della restituzione del castello di Magliano al visdomino Adenolfo. Dopo essere stato insediamento e possesso farfense intorno all’XI secolo, i passaggi di giurisdizione del castello, appetìto per la sua posizione strategica sulla Valle del Tenna, dovettero essere piuttosto concitati se si ha notizia che, nel gennaio 1229, Federico II di Svevia, in opposizione alla fedeltà guelfa di Fermo e delle sue mire sul castello, concesse Magliano di nuovo alla comunità di Montegiorgio. Dopo la scomparsa di Federico, Fermo ottenne la restituzione in enfiteusi di Magliano e dei castelli limitrofi nel 1266. Quindi, nel 1293, in un rogito notarile tra le comunità di Montegiorgio e di Fermo, si conferma la definitiva annessione in epoca medievale del Castrum Malleani sotto la giurisdizione del vescovo di Fermo.
  • 31. MONTEFALCONE APPENNINO II ritrovamento in località "Colle Luccio" di materiale laterizio e piccoli oggetti di culto pagano testimonia che sin dal periodo romano Montefalcone era abitato. Le prime notizie scritte sono contenute in un documento del "Circum Farfense" risalente al 930 nel quale si legge: "... lAbate Ratfredo ricomprò di nuovo Curtem Montis Falconis, la quale rende un gran vantaggio...". Montefalcone dunque fu anchesso compreso nei territori appartenenti al feudo farfense della vicina S. Vittoria in Matenano. Grazie alle concessioni dei farfensi, Montefalcone divenne ben presto centro molto importante per il presidiato Farfense; ai monaci si deve infatti la costruzione di un fortilizio, listituzione di una scuola per i chierici e limportante decisione, da parte dellAbate Matteo, di conferire la Libertà Comunale nel 1214. Ma come tutti i "liberi comuni" del medioevo non ebbe vita facile.
  • 32. PROVINCIA D’ASCOLI PICENO Grottammare Acquaviva Picena Rocca Offida Ascoli Piceno Fortezza Pia Castel Trosino
  • 33. ACQUAVIVA PICENA Nel 1341 Acquaviva transitò sotto il controllo della città di Fermo, di cui costituì importante presidio in territorio nemico. Nel Quattrocento il castello conobbe una notevole espansione demografica che condusse al raddoppio dellabitato, denominato Terra Nuova in contrapposizione alla Terra Vecchia che, sorta a ridosso della fortezza, costituiva il nucleo originario del paese.TORNA
  • 34. CASTEL TROSINO Castel Trosino, secondo quanto riportato da Francesco Antonio Marcucci, nacque come punto di avvistamento e scoperta e fu qui costruito per sfruttare la facile difendibilità del luogo. Insieme a Castel Manfrino, lex convento di San Giorgio di Rosara e la Rocca di Montecalvo rappresentò una delle postazioni integranti del sistema difensivo della contea Ascolana voluta da Carlo Magno.TORNA
  • 35. FORTEZZA PIA (Ascoli Piceno) La Fortezza Pia, seminascosta dalla vegetazione, è una antica costruzione che si eleva nella zona più alta della città di  Ascoli Piceno, il Colle dell- annunziata. Forse già in epoca piceno-sabina, su questa altura chiamata Colle Pelasgico, vi fu il vecchio cassero, distrutto da Pompeo Srabone e riedificato sempre in epoca romana.TORNA
  • 36. ROCCA OFFIDA Alle porte del paese sono ancora visibili i resti ben conservati dellantica cinta muraria. Secondo quanto riferito dallo storico Guglielmo Allevi, la struttura originaria risalirebbe al sec. XII-XIII, mentre da una pianta di Offida disegnata da F. Fabiani nel 1694, risultano ancora visibili le fortificazioni in tale periodo.TORNA
  • 37. CASTELLO GROTTAMMARE Le fortificazioni del paese alto suggeriscono un insediamento più antico nella zona più in alto e uno stanziamento più recente sulle adiacenti pendici del colle. Il sistema murario più antico, di incerta datazione, potrebbe essersi collocato nel succedersi degli interventi edificativi tra il IX e XII secolo.TORNA