Progetto orto sinergico didattico associazione metaeducazione

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Questo progetto nasce dall’amore per i bambini e per la terra.
Amore per la terra che mai come ora è bisognosa di cure e di rispetto e amore per i bambini che ne saranno gli eredi.insegnando loro, mediante l’osservazione e l’esperienza diretta, a proteggerla, rispettarla e a meravigliarsi della sua generosità cresceremo una generazione di persone capaci di diventarne i custodi in maniera responsabile.
Abbiamo proposto alle scuole milanesi, ovviamente a quelle che dispongono di un giardino, la realizzazione di un orto sinergico. Può essere di dimensioni anche ridotte, dipende dallo spazio e dalle energie disponibili.
Nell’orto sinergico le piante e la terra collaborano insieme per prosperare, le piante crescono rigogliose e la terra diventa sempre più fertile, senza bisogno di fertilizzanti e antiparassitari. Questo magnifico equilibrio è reso possibile dall’osservazione dei metodi della natura e dalla loro applicazione all’arte del coltivare.

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Progetto orto sinergico didattico associazione metaeducazione

  1. 1. L’ORTO SINERGICO L‟ARTE DI COLTIVARE LASCIANDO FARE ALLA TERRA
  2. 2. L’ORTO SINERGICO E’ L’INCONTRO DI DUE DESIDERI  L‟uomo desidera coltivare,  La terra desidera PROSPERARE, produrre cibo e NUTRIRSI. ricoprire ogni spazio con piante, fiori, alberi. Produrre cibo, nutrire animali di tutti i tipi, insetti, uccelli e microrganismi. I due desideri non sono in contrasto uno con l‟altro.
  3. 3. SAREBBE COSI’ SEMPLICE  La natura ha i suoi metodi per produrre cibo e restare fertile, produttiva e sana. E‟ sufficiente OSSERVARE come fa ad essere così rigogliosa e imitarla, per avere tutto ciò che occorre.  E‟ talmente semplice che all‟uomo non sembrava possibile, per cui egli ha iniziato una dura lotta con la terra per costringerla a fare le cose in modo difficile e “contro natura”.
  4. 4. NON E’ PROPRIO COME SI CREDEVA…  Tutto è partito da un PENSIERO SBAGLIATO: si credeva che in agricoltura le piante assorbissero sostanze nutritive dal terreno impoverendolo e che perciò bisognava reintrodurre nella terra quello che le piante avevano consumato.
  5. 5. IL BOSCO  Osserviamo un bosco: ogni centimetro di terra è coperto da vegetazione; troviamo erba, cespugli, arbusti, piante basse, medie, alte e altissime; TUTTO PROSPERA senza bisogno di cure e fertilizzanti.  Non possiamo certo dire che non ci sia uno sfruttamento intensivo del suolo! Non troviamo nemmeno un centimetro di terra nuda e scoperta! Allora non è la quantità di piante presente sul terreno che determina la diminuzione della fertilità.
  6. 6. Forse le piante non sono simili a vampiri che succhiano il nutrimento senza dare nulla in cambio.
  7. 7. OSSERVARE  La risposta era lì, sotto gli occhi di tutti! Bastava OSSERVARE e imparare dalla natura.  Ci voleva una persona disposta a farlo e, per fortuna, questa persona c‟era. Negli anni „40 un microbiologo giapponese di nome FUKUOKA sviluppò un pensiero diverso rispetto all‟arte di coltivare, un pensiero veramente speciale. Capì che la vocazione della natura è quella di produrre cibo per tutti gli esseri viventi e che gli uomini devono solo farle da assistenti.  Osservando I METODI DELLA NATURA per far crescere le piante capì che sono perfetti, giusti nei tempi e nei modi, e l‟intervento dell‟uomo deve essere minimo e in accordo con essi.
  8. 8. PERCHE’ TANTA FATICA?  A questo punto sembra così assurdo quello che abbiamo fatto sino ad ora.  Rivoltare la TERRA con l‟aratro, distruggere miliardi di microrganismi, renderla dura e ARIDA, poi riempirla di FERTILIZZANTI per riparare ai danni causati e seminare solo un tipo di pianta che resta sola e indifesa contro i parassiti per poi ancora inondare i campi con PESTICIDI di ogni genere e produrre perciò cibo avvelenato!  Non sembra veramente un modo intelligente di agire!
  9. 9. EMILIA HAZELIP  Poi è arrivata una signora spagnola di nome EMILIA HAZELIP che, partendo dalle idee di Fukuoka, le elaborò adattandole al nostro clima mediterraneo, mettendo a punto il concetto di agricoltura sinergica.  SINERGIA significa LAVORARE INSIEME, basandosi sull‟idea che la terra e le piante collaborano per prosperare. La terra fa crescere le piante e le piante contribuiscono a rendere sempre più fertile la terra con la loro attività chimica. Inoltre le radici quando sono vive smuovono il terreno e quando muoiono diventano concime. Le piante rilasciano nella terra il 25% di energia che producono!  A questa specie di festa della fertilità partecipano funghi, batteri, lombrichi e microrganismi.
  10. 10. LE REGOLE  Incominciamo a spiegare le poche ma fondamentali regole per avere un ORTO bello, vario, sano e RIGOGLIOSO, senza usare niente, assolutamente niente di chimico.  Prima di tutto osserviamo il luogo dove faremo l‟orto, il tipo di terreno, l‟esposizione rispetto al sole, la possibilità di avere acqua per irrigare.
  11. 11. ADESSO PROGETTIAMO Dopo aver osservato e misurato il terreno, incominciamo a pensare alla FORMA da dare al nostro orto. Seguendo le indicazioni e le misure suggerite da Emilia Hazelip, prendiamo carta e matita e disegniamo.
  12. 12. I BANCALI Facciamo il progetto pensando a una forma bella e funzionale che durerà per molto tempo. LA LARGHEZZA IDEALE dei bancali è 120 cm. e quella dei passaggi è 50 cm. Ricordiamoci di non superare la lunghezza di 460 cm per poter girare bene intorno ai bancali.
  13. 13. ECCO QUALCHE ESEMPIO DI FORME!
  14. 14. ADESSO PASSIAMO ALL’AZIONE! Prima di tutto dobbiamo liberare il terreno dalle zolle di erba che lo ricoprono. Per fare questo ZAPPIAMO. Nell‟agricoltura sinergica questa operazione va fatta SOLO LA PRIMA VOLTA, quando si preparano i bancali. In realtà, le radici, i lombrichi e i microrganismi svolgono tutto il lavoro, smuovendo la terra. Perciò è meglio lasciarli lavorare tranquilli, senza disturbarli.
  15. 15. SOSTANZE PREZIOSE Dopo aver zappato la terra, scrolliamo bene le zolle per recuperare la terra attaccata alle radici e la mettiamo da parte. Questo perché LO STRATO PIU‟ FERTILE si trova nella parte di terreno più vicina alla superficie.
  16. 16. CREIAMO I BANCALI Con BASTONCINI E CORDINO segniamo lo spazio dove coltiveremo. Con la PALA spostiamo la terra dai passaggi sui bancali fino a quando diventano alti circa 50 cm. Con il rastrello spianiamo la terra per ottenere una parte piana coltivabile di circa 80 cm.
  17. 17. L’IMPIANTO DI IRRIGAZIONE  Una volta terminato il bancale installiamo il sistema d‟irrigazione “A GOCCIA”.  Consiste in un tubo di plastica che posizioniamo a 10 cm dal bordo del nostro bancale, con un rubinetto che possiamo chiudere o aprire per dare acqua quando lo riteniamo opportuno.  Ogni 10 cm circa pratichiamo un buco con un chiodo per consentire all‟acqua di uscire e facciamo attenzione che i buchini siano rivolti verso il terreno. Il tutto poi viene collegato tramite un tubo più grande alla presa d‟acqua.
  18. 18. CON QUESTO SISTEMA RISPARMIAMO ACQUA E FACCIAMO IN MODO CHE ESSA PENETRI PROFONDAMENTE NEL TERRENO
  19. 19. LA PACCIAMATURA  Tutto il nostro bancale viene poi ricoperto da uno spesso strato di pacciamatura, cioè una COPERTURA VEGETALE che serve a riparare il terreno.  In questo modo imitiamo la natura perchè abbiamo osservato che la terra è sempre coperta da erba, fiori, foglie.  Questo strato serve a evitare che la pioggia battente compatti il suolo e lo renda duro; inoltre, nel periodo più caldo, protegge la terra dall‟eccessiva evaporazione mantenendola umida e morbida.  Con il tempo, questo strato si decompone e diventa concime proprio come succede in natura; per questo ogni tanto bisogna aggiungerne un po‟.
  20. 20. COSA POSSIAMO USARE PER PACCIAMARE  Per fare questo strato vegetale possiamo usare quello che abbiamo a disposizione: PAGLIA, ERBA tagliata e lasciata a macerare due settimane in sacchi di plastica chiusi ( così i semi degradano ed evitiamo di riempire i nostri bancali con erbe spontanee, le cosidette erbacce), FOGLIE, residui di potatura.  Insomma cerchiamo di procurarci quello che è più facile reperire in zona, possibilmente a costo zero.
  21. 21. ECCO QUALCHE ESEMPIO DI PACCIAMATURA CON LA PAGLIA
  22. 22. ADESSO E’ IL MOMENTO DI SEMINARE  Adesso è il momento di seminare e trapiantare. Ancora una volta imitiamo la natura che fa crescere PIANTE DI DIVERSO TIPO, una vicina all‟altra, perchè si aiutino a vicenda e si proteggano dai parassiti.
  23. 23. SEMINIAMO TANTE VARIETA’ DI PIANTE Nella parte piana dei bancali piantiamo almeno TRE TIPI DI PIANTE diverse. Una di queste deve essere una leguminosa (fagioli, fave, piselli) perchè ha la meravigliosa capacità di fissare l‟azoto nel terreno. Ad essa possiamo poi affiancare una verdura, come il peperone, il pomodoro, la melanzana, la zucchina, che consuma tanto azoto e che perciò va perfettamente d‟accordo con le sue vicine. Aggiungiamo poi altri ortaggi che non hanno bisogno di tanto nutrimento, come erbette, rapanelli, carote.
  24. 24. PIANTIAMO ANCHE FIORI  Nei lati scoscesi possiamo piantare insalate di tutti i tipi e le liliacee cioè AGLIO E CIPOLLE. Meglio tenere l‟aglio a nord e le cipolle a sud per rispettare le loro preferenze di sole e ombra. Queste piante hanno la particolarità di essere degli antibiotici naturali e allontanano i batteri e gli insetti infestanti, perciò è veramente utile posizionarle sui lati a difesa delle altre piante!  Aggiungiamo le PIANTE AROMATICHE come la salvia, il rosmarino, la maggiorana che sono perenni, attirano le api e non piacciono agli insetti dannosi.  Non dimentichiamo di piantare FIORI come la calendula, il tagete e il nastrurzo che attirano insetti benefici oltre a rendere l‟orto colorato e piacevole come un giardino.  Le specie che possiamo piantare sono moltissime… consultiamo le TABELLE DELLE CONSOCIAZIONI per sapere quali piante vanno d‟accordo tra loro e quali è meglio spostare un po‟ più in là.  Diamo un‟occhiata anche i CALENDARI DELLE SEMINE per sapere in quale periodo è bene seminare e trapiantare le piantine.
  25. 25. LE RADICI Ricordiamoci che le radici delle piante scendono a diverse profondità e che tutto si intreccia in un groviglio in cui ognuno trova il suo spazio e la sua naturale vocazione. Tutte insieme aiutano a dare STABILITA‟ AL TERRENO.
  26. 26. GLI SCARTI DIVENTANO RISORSE Come accade in natura, anche nel nostro orto le piante stagionali muoiono. Lasciamo nel terreno tutto quello che non raccogliamo perchè diventi CIBO PER LA TERRA e le altre piante. Da questa collaborazione tutti traggono beneficio e la terra prospera.
  27. 27. MINIMO INTERVENTO DELL’UOMO  Questo metodo di coltivazione riduce l‟intervento dell‟uomo al minimo indispensabile. E‟ UN METODO INTELLIGENTE perchè è intelligente ottenere il massimo con poca fatica, preservare l‟ambiente e la salute dell‟uomo, scoprire le connessioni tra le cose e metterle in relazione in modo che bisogni e risorse si soddisfino a vicenda.  Che magnifico equilibrio!  Niente viene sprecato, tutto è riutilizzato e lo scarto di uno diventa risorsa per qualcun altro.
  28. 28. LA PERMACULTURA  Questo in effetti è anche il principio della permacultura che progetta sistemi intelligenti e creativi in cui possiamo soddisfare i nostri bisogni e quelli dell‟ambiente, sapendo che tutto è in relazione.  Se scopriamo le CONNESSIONI TRA LE COSE, le persone, l‟ambiente e gli animali possiamo fare in modo che ognuno possa dare e ricevere il giusto, in modo che tutto prosperi e raggiunga un felice equilibrio.
  29. 29. UNA GRANDE IDEA E se dopo aver visto che la COLLABORAZIONE tra le piante del nostro orto rende tutto più ricco, prosperoso e vitale iniziassimo a pensare che la stessa cosa può avvenire TRA LE PERSONE? Ecco, questo sarebbe veramente un pensiero intelligente e in grado di cambiare il mondo !
  30. 30. ALLORA! AVETE VOGLIA DI INIZIARE A COLTIVARE??? Ideazione Architetto Pary Burlando Coordinamento e realizzazione Cristina Mirra Associazione Metaeducazione Sede legale Via Bisnati 4, Milano Tel 366 2601354 – info@metaeducazione.it

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