Il Bilancio Sociale Process Factory

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Il Bilancio Sociale Process Factory

  1. 1. La rendicontazione di sostenibilità<br />Massimo Maraziti, consulente ed esperto modelli organizzativi. <br />1<br />
  2. 2. Programma<br />La rendicontazione sociale e la sostenibilità<br />Introduzione alla Responsabilità Sociale e alla Sostenibilità<br />Dalla gestione alla comunicazione del valore per gli stakeholder<br />Strumenti di pianificazione, controllo e comunicazione<br />Il percorso di gestione della sostenibilità: dagli obiettivi alla rendicontazione<br />Cenni sugli strumenti metodologici: GBS, GRI<br />Il coinvolgimento degli stakeholder<br />2<br />
  3. 3. Evoluzione storica<br />Sviluppo sostenibile<br />Questo concetto è stato definito per la prima volta dal Rapporto Bruntland(rilasciato nel 1987 dalla Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo) come "lo sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare le proprie necessità". <br />L'obiettivo è dunque quello di realizzare sistemi di produzione e consumo di beni e servizi in grado di coniugare le esigenze di sviluppo e crescita economica con il rispetto dell'ambiente.<br />3<br />
  4. 4. La comunicazione sociale<br />Fine anni ‘60: L'attenzione sociale si sviluppa negli Stati Uniti con la diffusione delle multinazionali americane e la conquista, da parte di queste ultime, di un ruolo predominante all'interno dell'economia mondiale. Tale situazione fa lentamente emergere da diversi ambiti sociali la richiesta di informazioni rispetto ai comportamenti assunti da queste imprese: nascono dunque i codici di condotta quale prime forme di risposta alla pressione informativa esterna, con lo scopo di esplicitare la propria politica "sociale" e di definire una serie di regole per le relazioni interne ed esterne.<br />Lo scandalo “Watergate” (USA, inizio anni ‘70) non fa che incrementare questa richiesta di trasparenza da parte della comunità verso le grandi imprese, accusate di pratiche sociali ed ambientali non corrette.<br />Alla fine degli anni '70 l'interesse per la comunicazione sociale si riduce ed emerge progressivamente il filone della comunicazione ambientale.<br />4<br />
  5. 5. La comunicazione ambientale<br />Nasce principalmente negli anni ‘70 in risposta a <br />pressioni provenienti dagli stakeholder a fronte di eventi critici: <br />es. Seveso (1976, Italia), dagli impianti chimici della società elvetica ICMESA si sviluppa una nube di diossina (TCDD), i cui effetti sulla popolazione sono ancora attivi. <br />Bhopal (1984, India), esplode una fabbrica di pesticidi di proprietà della multinazionale americana UnionCarbide, oltre 15.000 morti.<br />ExxonValdez (1989), superpetroliera della Exxon Mobil si incagliò nel golfo di Alaska disperdendo in mare oltre 38 milioni di litri di petrolio.<br />Si sviluppa a partire dagli anni '90, quando le imprese cominciano a produrre spontaneamente rapporti ambientali concepiti per il largo pubblico: i primi Corporate Environmentalreports appartengono a grandi multinazionali quali Polaroid, Monsanto, NorskHydro ed hanno l'obiettivo primario di recuperare immagine a fronte di critiche ricevute dalla stampa dalle associazioni ambientalistiche rispetto alle proprie prestazioni ambientali.<br />5<br />
  6. 6. Verso il bilancio sociale<br />Negli anni '70 negli Stati Uniti la SEC (Security Exchange Commission), interpellata sul possibile inserimento nel bilancio d'esercizio di informazioni riguardanti l'ambiente, affermò l'esigenza di un documento specifico, separato, in grado di illustrare non solo nell'ottica costi-ricavi, ma anche attraverso il ricorso a valutazioni contabili ed extracontabili, le modalità con cui l'impresa si muove nei confronti del problema socio-ambientale.<br />Nascono e sviluppano – così – i primi documenti di rendicontazione in ambito “sociale”.<br />“A causa della crescente pressione per maggiore trasparenza dalle imprese, posso prevedere il giorno in cui in aggiunta ai bilanci economici certificati da revisori di conti indipendenti, le imprese potranno essere obbligate a pubblicare un bilancio sociale analogamente certificato.”<br />David Rockefeller, 1972 (Social Foresight, NYT) <br />6<br />
  7. 7. Il Bilancio Sociale<br />In Italia ad oggi non ci sono disposizioni normative che rendono obbligatoria la redazione del Bilancio Sociale, fatta eccezione per:<br />le Fondazioni bancarie, che devono redigere il “Bilancio di Missione” (D.Lgs. 153/99);<br />le imprese sociali e relative strutture di gruppo (D.Lgs. 155/06);<br />le cooperative sociali (Legge 8/11/1991 n° 381), limitatamente alla regione LOMBARDIA.<br />Le ONLUS (D.Lgs. 4 dicembre 1997, n. 460) devono redigere un allegato al Bilancio di esercizio, nella forma di relazione di missione, dove dare conto del raggiungimento degli obiettivi statutari e relativi alla missione ed all’identità dell’ente.<br />7<br />
  8. 8. Nuove tendenze<br />Il Decreto Legislativo 24 marzo 2006, n. 155, introduce la forma di impresa sociale (relativamente ai settori di utilità sociale), per quelle organizzazioni private che, nello svolgere le proprie attività imprenditoriali, perseguono esplicite finalità sociali.<br />Prevede:<br />Obbligo di destinare eventuali utili alle attività statutarie o ad incremento del patrimonio;<br />Forma di coinvolgimento dei dipendenti e dei destinatari dell’attività;<br />Obbligo di redazione e deposito del Bilancio Sociale.<br />DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLA RENDICONTAZIONE SOCIALE NELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE, 17 Febbraio 2006, G.U. n. 63 del 16/03/06 (…Lo scopo di questa direttiva è di promuovere, diffondere e sviluppare nelle amministrazioni pubbliche un orientamento teso a rendere accessibile, trasparente e valutabile il loro operato da parte dei cittadini, mediante l’adozione del bilancio sociale)<br />LINEE GUIDA PER LA RENDICONTAZIONE SOCIALE NEGLI ENTI LOCALI, Osservatorio per la finanza e la contabilità degli enti locali, 7/6/07<br />8<br />
  9. 9. Cosa succede in Toscana<br />LR 17 Regione Toscana del 2006 “Disposizioni in materia di responsabilità sociale delle imprese”, rappresenta l’impegno per la diffusione di uno sviluppo economico orientato alla responsabilità sociale.<br />Legge Regionale n. 38 del 13-07-2007 “Norme in materia di contratti pubblici e relative disposizioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro”:<br />costituisce l’osservatorio regionale dei contratti pubblici, al fine di contribuire alla massima trasparenza delle procedure per l’affidamento dei contratti pubblici.<br />definisce una serie di nuove norme per la crescita della cultura della legalità del lavoro e per la tutela del lavoro e della sicurezza dei lavoratori in un’ottica di corporate social responsablity.<br />9<br />
  10. 10. Bilancio Sociale & Bilancio Civile <br />I principali motivi che spingono alla redazione del Bilancio Sociale:  <br />l'attività d'impresa produce effetti sociali che la contabilità generale non raccoglie e il bilancio di esercizio non riesce a rappresentare;<br />i dati riportati nel bilancio di esercizio hanno una loro valenza sociale che non emerge da quel contesto;<br />l'impresa viene oggi considerata come un centro nel quale convergono interessi riconducibili a vari gruppi di soggetti che intendono poterli soddisfare. L'impresa deve riuscire a dare loro adeguata soddisfazione se intende mantenere vivo il rapporto che ha instaurato con essi. <br />Mentre il bilancio di esercizio risponde alla esigenza (fiscale) di rendicontare le prestazioni economiche delle imprese, quello sociale nasce per integrare anche quelle considerazioni sociali che nel primo non trovano spazio.<br />10<br />
  11. 11. Il bilancio sociale - definizioni<br />Il Bilancio sociale è il complesso dei documenti contabili e non che, assieme ai bilanci tradizionali, ha lo scopo di fornire informazioni quali-quantitative sulle operazioni svolte dall’impresa per effetto delle finalità sociali assunte”(A. Matacena).<br />“Il Bilancio Sociale è un documento integrativo di comunicazione e valutazione dell’aspetto sociale dell’attività aziendale. Serve per misurare, rappresentare, comunicare e controllare i risultati sociali, nonché per programmare la strategia e gli obiettivi sociali. Esso si collega al bilancio di esercizio e ne amplia la portata informativa”.(E. Guarini).<br />Lo strumento più indicato per dare visibilità alle domande ed alla necessità di informazione e trasparenza del proprio pubblico di riferimento, è il Bilancio Sociale (www.bilanciosociale.it).<br />11<br />
  12. 12. I primi punti fermi<br />Il bilancio sociale esiste in quanto esistono gli stakeholderdelle organizzazioni;<br />Il bilancio sociale esiste in quanto esiste la necessità di comunicare e coinvolgerei propri stakeholder sulle proprie politiche e prestazioni economio-sociali;<br />Il bilancio sociale è l’esito di un processonon un mero rendiconto;<br />Il Valoreprodotto da una impresa non si può misurare solo dal bilancio di esercizio;<br />Il Bilancio Sociale rappresenta una prima tappa verso il più ampio Bilancio di Sostenibilità, dove tutti gli aspetti economici, sociali ed ambientali vengono considerati in maniera unitaria.<br />Il bilancio sociale dunque è un documento destinato a chi ha un interesse in gioco nelle attività dell’organizzazione, al fine di comunicare e sottoporre al giudizio di tali interlocutori il valore creato dalle imprese in relazione alla propria missione e ai propri fini istituzionali.<br />12<br />
  13. 13. Dal Bilancio Sociale al Bilancio di Sostenibilità<br />Per valutare e descrivere la sostenibilità si devono considerare tutte le dimensioni della sostenibilità: <br />la sostenibilità economicacome capacità di generare reddito, profitti e lavoro;<br />la sostenibilità sociale, come capacità di garantire condizioni di benessere e opportunità di crescita equamente distribuite e come capacità di rispettare i dritti umani e del lavoro; <br />la sostenibilità ambientale, come capacità di mantenere qualità e riproducibilità delle risorse naturali. <br />Così i due prodotti distinti – rapporti ambientali e rapporti sociali – tendono a convergere verso la predisposizione di bilanci integrati ambientali-sociali quando non addirittura verso la redazione di “rapporti di sostenibilità”, che integrano pienamente le componenti economiche, sociali ed ambientali.<br />13<br />
  14. 14. Responsabilità sociale d’impresa<br />Numerose definizioni di Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI) – Corporate Social Responsibility (CSR) <br /> "Decisione volontaria di contribuire al progresso della società e alla tutela dell'ambiente, integrando preoccupazioni sociali ed ecologiche nelle operazioni aziendali e nelle interazioni con gli stakeholder“<br />Commissione Europea, Libro Verde, 18 Luglio 2001<br /> I bilanci -o rapporti - di sostenibilità costituiscono <br /> uno strumento per rappresentare la responsabilità <br /> dell’impresa verso la società, per mostrare le proprie performance, per capacità di dialogare con gli stakeholders e <br /> per rispondere alle loro aspettative.<br />14<br />
  15. 15. Logiche della responsabilità sociale d’Impresa<br />Volontarietà delle iniziative: non esiste alcun vincolo che impone alle imprese di impegnarsi in modo trasparente e responsabile nell'adozione di iniziative comportamentali non strettamente correlate a strategie di business o di marketing interne.<br />Coinvolgimentodeglistakeholders : la responsabilità sociale è concepita con un complesso di politiche, prassi e programmi che vengono integrati in tutte le operazioni economiche e nei processi decisionali. Ciò comporta che i soggetti che a vario titolo sono coinvolti nell'attività dell'impresa possono diventare i destinatari, a volte anche in via indiretta, delle attività intraprese dall'azienda.<br />Orientamento alla trasparenza e all'autovalutazione: al fine di dimostrare con risultati documentabili la concretezza del loro impegno in ambito socio-ambientale.<br />15<br />
  16. 16. PAROLE CHIAVE NELLA CSR<br />Partecipazione<br />Programmazione<br />Coinvolgimento<br />Rendicontazione<br />Trasparenza<br />Valutazione<br />16<br />
  17. 17. Perché la Responsabilità Sociale d’Impresa<br />Pressioni esterne<br />Le nuove preoccupazioni ed aspettative degli stakeholder.<br />La maggiore influenza che le politiche sociali delle organizzazioni hanno nei processi decisionali dei consumatori e degli investitori.<br />L’attenzione e le pressioni da parte della collettività in genere (organizzazioni sindacali, dei consumatori, ONG, ecc.) verso la trasparenza nelle attività di business.<br />Pressioni normative (es. Commissione Europea per società > 500 dipendenti)<br />Pressioni interne<br /><ul><li>I maggiori rischi penali ed amministrativi a fronte della commissione di reati.
  18. 18. La maggiore attenzione delle organizzazione alla cura dei propri asset intangibili: reputazione, valore del marchio, ecc.
  19. 19. La volontà delle imprese di differenziarsi dal passato o da altre imprese giudicate irresponsabili.
  20. 20. La crescente necessità di acquisire strumenti di governance aziendale sulla sostenibilità che colleghi politiche e strategie ai risultati di performance.
  21. 21. La necessità per il management di uno strumento di supporto alle decisioni aziendali.</li></ul>17<br />
  22. 22. Per chi produce Valore una Impresa ?<br />Utili da bilancio, <br />valore patrimoniale, investimenti<br />Salari e premi, carriera, competenze, pari opportunità, sicurezza nei luoghi di lavoro.<br />Flussi finanziari<br />Valore<br />Innovazione e sviluppo di prodotto, customersatisfaction,…<br />Impatto sociale derivante, iniziative benefiche, investimenti per il territorio, gestione ambientale,…<br />18<br />
  23. 23. Bilancio di sostenibilità<br /> Comunicazione pubblica da parte di un’organizzazione verso i propri stakeholder, riguardante aspetti di performance economica, sociale ed ambientale <br /><ul><li>Comprende anche Bilanci Sociali, Ambientali, di Salute e Sicurezza, di Responsabilità, di Missione ecc.
  24. 24. Sono escluse comunicazioni di tipo economico/finanziario come i Bilanci Annuali </li></ul>Il reporting di sostenibilità consiste nella misurazione, <br />comunicazione e assunzione di responsabilità (accountability) <br />nei confronti di stakeholder sia interni sia esterni, in relazione <br />alla performance dell'organizzazione rispetto all'obiettivo dello <br />sviluppo sostenibile. L'espressione"reporting di sostenibilità" <br />assume un vasto significato ed è sinonimo di altre espressioni <br />utilizzate per illustrare l'impatto economico, ambientale e <br />sociale (ad esempio triple bottomline, corporate responsibility<br />reporting, ecc.). <br />Linee guida per il reporting di sostenbilitàGRI<br />19<br />
  25. 25. Bilancio di sostenibilità<br />L’ORGANIZZAZIONE<br />Vision, Mission, Valori, Politiche<br />ECONOMICO <br />SOCIALE <br />AMBIENTALE <br /><ul><li>Vendite
  26. 26. Margine operativo
  27. 27. Dividendi
  28. 28. Investimenti ricerca e sviluppo
  29. 29. Stipendi e salari
  30. 30. Tasse
  31. 31. Salute
  32. 32. Sicurezza
  33. 33. Infrazioni di legge
  34. 34. Incidenti
  35. 35. Malattie sul lavoro
  36. 36. Numero di dipendenti
  37. 37. Pari opportunità
  38. 38. Emissioni
  39. 39. Rifiuti
  40. 40. Energia
  41. 41. Ozono
  42. 42. Scarichi
  43. 43. Rifiuti speciali </li></ul>Triple BottomLine<br />20<br />
  44. 44. Bilancio di sostenibilità: le 3 P<br />Aspetti economico-finanziari<br />Aspetti sociali<br />Aspetti ambientali<br />
  45. 45. Bilancio di sostenibilità e verifica<br />Il bilancio di sostenibilità, in assenza di regole cogenti, può soffrire dei limiti di qualità dei dati e delle informazioni, dei processi e di credibilità complessiva, in assenza di verifiche di parte terza indipendente.<br />“Processi di verifica indipendente possono fornire un grado ulteriore di riassicurazione sull’affidabilità e completezza di Bilanci GRI (o elementi particolari degli stessi). La verifica indipendente può anche rafforzare la qualità, utilità e credibilità di informazioni utilizzate all’interno di organizzazioni e dei sottostanti sistemi e processi di gestione.”<br />Global ReportingInitiative<br />22<br />
  46. 46. Le finalità del bilancio di sostenibilità<br />Le finalità del bilancio di sostenibilità possono essere espresse quindi come:<br />rendere conto (agli stakeholders);<br />dar conto (in coerenza con determinati valori e atteggiamento etici);<br />rendersi conto (coinvolgendo e comunicando con gli stakeholders).<br />23<br />
  47. 47. Benefici potenziali<br />Miglioramento della reputazione<br />Creazione di “capitale sociale” relazionale<br />Creazione di clima di fiducia<br />Anticipazione delle richieste del rating sociale-etico-ambientale degli investitori*<br />Indicazione per efficaci sistemi di prevenzione e gestione dei rischi (governance)<br />* Già richiesta da Investitori Istituzionali<br />Lancio di indici specializzati SociallyResponsibleInvestment-SRI (Dow Jones Sustainability, Financial Times FTSE4Good, EthicalIndexes)<br />Indicazione nei prospetti dei fondi pensione (per legge in UK, F, D) su politiche adottate in materia di SRI<br />24<br />
  48. 48. Benefici potenziali<br />Il Bilancio di Sostenibilità deve potere:<br />raccogliere e organizzare i risultati rilevanti relativi all’impatto sul territorio;<br />evidenziare il grado di coerenza tra missione, strategie, attività e risultati conseguiti;<br />comunicare efficacemente i dati rilevanti e la coerenza funzionale dell’intera organizzazione rispetto agli stakeholder interni ed esterni;<br />Internamente all’organizzazione che intraprende il percorso di rendicontazione sociale, il bilancio di sostenibilità deve avere i seguenti obiettivi:<br />dotare l’organizzazione di un ulteriore strumento di pianificazione e controllo;<br />migliorare l’efficacia comunicativa;<br />organizzare in modo coerente le diverse fonti informative che riflettono le attività evidenziando eventuali ulteriori esigenze informative;<br />rilevare la produzione di valore aggiunto e la sua distribuzione in base agli stakeholder e alle strategie.<br />25<br />
  49. 49. Motivazioni<br />Il bilancio di sostenibilità viene utilizzato come mezzo per conoscere l’impatto sui pubblici di riferimento dell’organizzazione, capire cosa essi pensano dell’organizzazione e come quest’ultima può influenzare le percezioni degli stakeholder<br />Il bilancio di sostenibilità viene utilizzato come un mezzo per rispondere alle attese della collettività<br />Il bilancio di sostenibilità viene utilizzato per verificare il raggiungimento degli obiettivi che l’organizzazione si è data e per cercare indicatori diversi da quelli economici<br />26<br />
  50. 50. Quattro configurazioni del bilancio di sostenibilità<br />Da strumento per gestire pubbliche relazioni  a strumento interno di governo della CSR.<br />27<br />
  51. 51. INTANGIBLES E CSR<br />Puntare” su NUOVI ASSET: Nuovi generatori di CREAZIONE DEL VALORE<br />Fattori determinanti per analizzare la sostenibilità competitiva: <br /> capitale Intellettuale - capitale umano - capitale strutturale - capitale relazionale<br />Creare ricchezza attraverso la gestione, sviluppo e armonizzazione di risorse intangibili, persone e conoscenza<br />Individuare indicatori di performance Significativi e Rilevanti :<br />Monitorare , qualificare e quantificate l’apporto degli intangibili: Indicatori di efficacia, efficienza, misurazione del valore aggiunto<br />Migliorare la gestione delle risorse e quindi della crescita<br />Orientare nuove politiche decisionali<br />Inserire asset intangibili nel bilancio, significa poter comprendere il grado di sostenibilità competitiva futura<br />28<br />
  52. 52. Il Bilancio Sociale<br />Oggi non esistono norme per la redazione del Bilancio sociale, ma solo linee guide e modelli:<br />GRI(Global ReportingInitiative);<br />IBS(Istituto Europeo per il Bilancio Sociale);<br />GBS(Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale).<br />La Raccomandazione 7 del Codice Unico delle Aziende Non Profit del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti nel 2007;<br />le Linee Guida per la redazione del Bilancio Sociale e di Missione delle Organizzazioni di Volontariato, pubblicato dal coordinamento dei Centri di Servizio per il Volontariato (CSV.net) nel 2008;<br />Il decreto attuativo per la stesura del bilancio sociale nelle imprese sociali del gennaio 2008;<br />Il documento “La rendicontazione sociale per le ANP” del Gruppo di Lavoro sul Bilancio Sociale del marzo 2009<br />In Italia, fino al 2004, erano circa mille le società che pubblicavano il proprio Bilancio Sociale (tendenza in forte aumento).<br />29<br />
  53. 53. Linee guida e standard per la sostenibilità<br /><ul><li>Direttiva 2003/51/EC (informazioni ambientali nei bilanci delle società)
  54. 54. EquatorPrinciples(linee-guida per la valutazione e il monitoraggio dell'impatto ambientale di operazioni di project financing, www.equator-principles.com)
  55. 55. The Global SullivanPrinciples(http://www.thesullivanfoundation.org)
  56. 56. BS 8900:2006 Guidance for managing sustainable development
  57. 57. ISO 26000 International Standard providing guidelines for social responsibility , www.iso.org/sr)
  58. 58. ISO 14001 – OHSAS 18001 Sistemi di gestione ambientale-della sicurezza</li></ul>AA1000 www.accountability21.net<br />Global ReportingInitiative(GRI- www.globalreporting.org) <br />ISAE 3000 (International Auditing and Assurance Standards Board, http://www.ifac.org) <br />Global Compact ONU (10 principi ONU in tema di diritti umani, standard di lavoro, ambiente, http://www.unglobalcompact.org )<br />SA8000 , (Social Accountabilityhttp://www.sa-intl.org) <br />Linee Guida OSCE destinate alle imprese multinazionali <br />30<br />
  59. 59. ESEMPI DI BILANCIO SOCIALE<br />31<br />
  60. 60. GBS<br />Modello proposto nel 2001 dal <br />Gruppo di Studio per il Bilancio Sociale <br />Mette in evidenza il BS come documento di sintesi da redigere periodicamente, formato in base a regole e procedure precostituite alle quali ci si deve attenere. <br />Le informazioni in esso contenute devono presentare un forte aggancio con fonti certe e con procedure definite. <br />Il BS è suddiviso in tre parti:<br />1) L'identità aziendale <br />2) La produzione e la distribuzione del valore aggiunto <br />3) La relazione sociale<br />La prima e la terza parte devono essere confrontabili <br />E' prevista la revisione esterna <br />32<br />
  61. 61. GBS: principi<br />Responsabilità: è necessario elencare in modo esaustivo tutte le categorie di stakeholder ai quali l'azienda deve “rendere conto” con il bilancio sociale.<br />Identificazione: l’azienda, va identificata in modo il più possibile chiaro, fornendo informazioni puntuali sulla sua proprietà e sul suo governo, nell’ottica della chiarezza estrema nei confronti di chi legge e vuole chiarire i livelli di responsabilità interni ad essa. Inoltre, vanno enunciati con chiarezza la mission aziendale, la sua ragion d’essere, e gli assunti valoriali a cui essa è ispirata.<br />Trasparenza: Il documento deve esplicitare l’iter attraverso il quale sono state effettuate la rilevazione, la riclassificazione e la  formazione affinché questo sia comprensibile a tutti i destinatari.<br />Inclusione: è necessario che tutti gli stakeholder identificati abbiano la possibilità di esprimersi all’interno di documento, in modo diretto e indiretto e, in conformità con il principio del trasparenza, va sempre illustrata la metodologia di indagine e di reporting adottata a questo scopo, motivando in modo puntuale eventuali esclusioni o limitazioni.<br />33<br />
  62. 62. GBS: principi<br />Coerenza: dovrà essere chiarito in che modo le politiche aziendali adottate rispecchiano i valori di riferimento dichiarati.<br />Neutralità: il documento risultante deve essere imparziale e non dipendere in alcun modo da interessi di parte.<br />Competenza di periodo: la misurazione dell’impatto sociale riportata deve essere rilevata nel momento in cui si manifesta e non in quello della manifestazione finanziaria delle operazioni da cui ha origine.<br />Prudenza: la relazione sull’impatto sociale deve essere presentata in modo tale da non evidenziare esclusivamente gli effetti positivi delle azioni intraprese dall’azienda, occultando quelli negativi, per non sopravvalutare il quadro generale e la rappresentazione aziendale. Gli effetti che si riferiscono a valori contabili devono essere indicati in base al costo.<br />Comparabilità: il documento deve essere redatto in modo tale da consentirne il confronto con i bilanci precedenti della stessa azienda, o con bilanci di altre aziende che operano nel medesimo settore o contesto sociale. .<br />
  63. 63. GBS: principi<br />Comprensibilità, chiarezza ed intelligibilità: le informazioni devono essere presentate in modo chiaro e intellegibile. A tal fine, anche la struttura espressiva deve trovare un giusto equilibrio tra forma e sostanza dei contenuti, per rendere il documento immediato e comprensibile a tutti gli interessati.<br />Periodicità e ricorrenza: vista la sua complementarità con il bilancio diesercizio, il bilancio sociale deve fare riferimento allo stesso periodo amministrativo di quest’ultimo.<br />Omogeneità: tutte le espressioni quantitative monetarie devono essere espressenell'unica moneta di conto.<br />Utilità: tutte le informazioni  e i dati contenuti nel documento devono essereutili a soddisfare le aspettative del pubblico, e perciò attendibili, completi e verificabili.<br />35<br />
  64. 64. GBS: principi<br />Significatività e rilevanza: le valutazioni dell’impatto sociale delle performance aziendali devono essere basate su dati oggettivi e misurabili. Eventuali stime o valutazioni soggettive devono essere fondate su ipotesi esplicite e congruenti.<br />Verificabilità dell’informazione: è necessario anche descrivere in modo puntuale il processo di raccolta e rendicontazione dei dati raccolti e delle informazioni presentate.<br />Attendibilità e fedele rappresentazione: le informazioni presentate dal bilancio socialedevono potere essere considerate da chi ne usufruisce la reale rappresentazione dell’operato dell’azienda. Esse dunque non devono contenere errori o pregiudizi, e devono essere attendibili, veritiere e concrete.<br />Autonomia delle terze parti. Eventuali terze parti, incaricate di redigere parti del documento, o di garantire la qualità del processo, o di formulare valutazioni e commenti, devono agire in piena autonomia e indipendenza di giudizio<br />
  65. 65. GBS: struttura<br />IDENTITA’ AZIENDALE<br />Assetto istituzionale, Valori di riferimento,<br />Missione, Strategie, Politiche<br />VALORE AGGIUNTO<br />Produzione del valore aggiunto<br />Distribuzione del valore aggiunto<br />Impegni e politiche, Informazioni, Benchmarking, …<br />Soci, Clienti, Personale, Investitori, Finanziatori, PA, …<br />RELAZIONE SOCIALE<br />GIUDIZI E OPINIONI DEGLI STAKEHOLDER<br />Focus group, Indagini di clima, Customer satisfaction<br />…<br />COMMENTI E DICHIARAZIONI DELL’AZIENDA<br />Valutazioni complessive<br />Commenti alle opinioni degli stk<br />…<br />MIGLIORAMENTI DEL BILANCIO SOCIALE<br />Miglioramenti futuri<br />…<br />37<br />
  66. 66. GBS<br />Produzione e distribuzione del valore aggiunto<br />Il valore aggiunto viene rappresentato in due distinti prospetti: <br />il prospetto di determinazione del Valore Aggiunto, individuato dalla contrapposizione dei ricavi e dei costi intermedi.<br />il prospetto di riparto del Valore Aggiunto, ricomposto quale sommatoria delleremunerazioni percepite dagli interlocutori interni all'azienda e delle liberalità esterne. <br />I due prospetti sono bilancianti: ciò significa che il Valore Aggiunto dei prospetti deve perfettamente coincidere.<br />38<br />
  67. 67. GBS<br />Produzione e distribuzione del valore aggiunto<br />Come è noto dalla Finanza Aziendale, il Valore Aggiunto è un indicatore, desumibile dal conto economico opportunamente riclassificato, indicativo della ricchezza creata dall’azienda al netto dei fattori che ne hanno permesso la realizzazione.<br />Il processo di calcolo riclassifica i dati del conto economico in modo da evidenziare la produzione e la successiva distribuzione del valore aggiunto agli stakeholder di riferimento. <br />Nel processo di distribuzione si tiene conto anche dell'effettiva attribuzione del risultato di esercizio. <br />39<br />
  68. 68. GBS<br />Identità aziendale<br />Per mettere gli Stakeholder e il pubblico nella condizione di formarsi un giudizio e compiere una valutazione sulle performances aziendali occorre rendere possibile la comparazione tra gli assunti valoriali e strategici e le risultanze dell'attività stessa.<br />Assetto istituzionale: dimensione, assetto organizzativo , evoluzione della governance, storia, assetto proprietario, collocazione sul mercato,<br /> Valori di riferimento: orientamenti valoriali, principi etici, codici di comportamento effettivamente seguiti.<br />40<br />
  69. 69. GBS<br />Missione: le principali finalità che l'azienda intende perseguire in campo economico e sociale. Vi rientrano i contributi agli Stakeholder sotto forma di specifici vantaggi o gli apporti alla collettività in termini di accrescimento del benessere, di qualità della vita, di innovazione, di integrazione sociale, di mutualità e solidarietà. <br />Strategie: occorre illustrare gli obiettivi a medio-lungo termine che l'azienda persegue e le scelte che intende porre in essere in termini di programmi, iniziative, azioni e risorse. <br />Politiche: è necessario rappresentare gli obiettivi a breve termine e le scelte di indirizzo e di intervento ai fini della gestione delle risorse ad essi relative. <br />
  70. 70. GBS<br />I principi sui valori<br />Prescrittività: i valori affermati devono essere intesi come la guida effettiva del comportamento e dell'attività in azienda <br />Osservanza : i valori affermati devono essere effettivamente osservati e rispettati in azienda <br />Stabilità: i valori devono essere cogenti per una durata significativa <br />Generalità : i valori devono ricoprire l'insieme delle attività e delle relazioni tra l'azienda e i suoi Stakeholders<br />42<br />
  71. 71. GBS<br />I principi sui valori<br />Imparzialità : i valori affermati, se hanno validità generale, devono essere applicati in modo imparziale tra tutte le categorie di Stakeholder e se riferiti ad una specifica categoria di SH, in modo imparziale tra i soggetti in essa compresi <br />Universalizzabilità : i valori devono essere intesi dall'azienda non in modo occasionale, ma essere considerati come validi in tutti i casi analoghi, cioè in tutti i casi in cui ricorrono le caratteristiche alle quali i valori si riferiscono <br />43<br />
  72. 72. GBS<br />Produzione e distribuzione del valore aggiunto<br />Il Valore Aggiunto può riflettere varie configurazioni a seconda del livello di aggregazione dei componenti reddituali: <br />Valore Aggiunto Caratteristico (V.A.C. ) <br />Valore Aggiunto Ordinario (V.A.O. ) <br />Valore Aggiunto Globale (V.A.G. ) <br />La configurazione prescelta è quella delValore Aggiunto Globale, che può essere considerato sia al netto che al lordo degli ammortamenti. <br />Il GBS afferma chiaramente come confluiscano nel Valore Globale della Produzione i ricavi della produzione:<br />Tipica, intesa come produzione venduta, immagazzinata, distribuita e reimpiegata<br />Atipica (produzioni in economia di capitali fissi e servizi non durevoli rispettivamente impiegati e reimpiegati nell’impresa)<br />Collaterale<br />44<br />
  73. 73. PROSPETTO DI DETERMINAZIONE DEL VALORE AGGIUNTO<br />45<br />
  74. 74. GBS<br />Prospetto di riparto del VA<br />Il prospetto di riparto del Valore Aggiunto presenta le remunerazioni percepite dagli stakeholder interni l’impresa.<br />Remunerazione del personale: comprende le remunerazioni dirette, indirette (entrambe al netto dei rimborsi spese) e le quote di riparto di reddito destinate ai soggetti che intrattengono rapporti di lavoro con la società. Per remunerazioni dirette si intendono salari e stipendi, TFR e provvidenze d’impresa (come borse di studio finanziate o asili nido aziendali), nonché ogni ulteriore compenso in natura.<br />I contributi sociali a carico dell’azienda confluiscono invece nelle remunerazioni indirette.<br />Remunerazione della P.A: si tratta delle imposte dirette e indirette versate dalla società, al netto delle eventuali sovvenzioni in conto esercizio. In presenza di sovvenzioni in conto esercizio, il totale potrebbe risultare negativo. <br />Remunerazione del capitale di credito: è determinata dalla sommatoria degli oneri finanziari su capitale di credito rilevati a conto economico, che vengono ulteriormente suddivisi in credito a breve e lungo termine.<br />46<br />
  75. 75. GBS<br />Remunerazione del capitale di rischio: il modello GBS la definisce come l’ammontare dei dividendi o degli utili distribuiti alla proprietà. Tale aggregato può essere superiore o inferiore al reddito d’esercizio: nel secondo caso ovviamente rileveremo un valore negativo nella voce “variazione riserve del patrimonio netto” del “conto economico esteso” del modello qui presentato.<br />Remunerazione dell’azienda: il sistema impresa viene considerato dal GBS un interlocutore autonomo, poiché i componenti reddituali accantonati a riserva ed ammortizzati rappresentano quantità atte a garantire la crescita dell’impresa, che pertanto riuscirà a distribuire valore ai propri stakeholder anche negli esercizi futuri. Laddove si consideri il V.A.G.L., l’accumulazione dell’impresa deve risultare almeno pari agli ammortamenti; nel caso in cui invece si proceda al calcolo del V.A.G.N., la remunerazione dell’azienda può risultare nulla, positiva (condizione di sviluppo) o negativa (condizione di declino).<br />Liberalità esterne: costituiscono distribuzioni rappresentative della sensibilità sociale esterna dell’azienda.<br />47<br />
  76. 76. PROSPETTO DI RIPARTO DEL VALORE AGGIUNTO<br />48<br />
  77. 77. GBS<br />Prospetto di riparto del VA<br />Il prospetto di riparto del Valore Aggiunto presenta le remunerazioni percepite dagli stakeholder interni l’impresa.<br />49<br />
  78. 78. GBS: LA RELAZIONE SOCIALE<br />Contiene la descrizione qualitativa e quantitativa dei risultati che l'azienda ha ottenuto in relazione agli impegni assunti e ai programmi realizzati e degli effetti prodotti sui singoli stakeholder. <br />La relazione sociale deve presentarsi come una serie ordinata di informazioni che fanno riferimento all'enunciato sull'identità (valori, missione, strategie e politiche) oltre che agli stakeholder individuati, dando al lettore la possibilità di verificare quanto tale enunciato sia stato più o meno realizzato e rispettato, e permettendo conseguentemente una valutazione complessiva sul comportamento imprenditoriale. <br />50<br />
  79. 79. GBS: LA RELAZIONE SOCIALE<br />Gli elementi essenziali della relazione sociale riguardano: <br />l'indicazione degli impegni assunti ovvero gli obiettivi e le norme di comportamento (ad esempio: codice di comportamento, politiche aziendali, procedure operative, manuali di qualità, etc.) che conseguono dalla identità aziendale; <br />l'identificazione degli stakeholder a cui il bilancio sociale si indirizza; <br /> l'esplicitazione delle politiche relative ad ogni categoria di stakeholder, dei risultati attesi e della coerenza ai valori dichiarati;  <br />il processo di formazione del bilancio sociale, che permette di evidenziare le relazioni tra obiettivi ed esiti connessi all'attività aziendale; <br />51<br />
  80. 80. GBS: LA RELAZIONE SOCIALE<br />l'ordinata e completa esposizione dei fatti, delle informazioni quantitative e qualitative, delle comparazioni, dei giudizi e più generalmente dei dati utili a descrivere la relazione tra assunti ed esiti; <br />le opinioni e i giudizi degli stakeholder a cui si da voce all'interno del bilancio sociale nel rispetto del principio di inclusione;<br />le eventuali comparazioni (benchmarking) adatte a mettere il lettore nelle condizioni di meglio valutare le performance dell'azienda. I benchmark vanno operati solo se i dati vengono desunti da fonti ufficiali e pubbliche; <br />gli obiettivi di miglioramento per l'esercizio successivo, riguardanti sia il processo che il merito.<br />52<br />
  81. 81. GLOBAL REPORTING INITIATIVE<br />GRI è un network multi-stakeholder di migliaia di esperti, in dozzine di Paesi, che partecipano ai gruppi di lavoro GRI ed agli organi del network, utilizzano le linee guida per la rendicontazione, utilizzano le informazioni redatte coi modelli GRI, o contribuiscono a sviluppare il ReportingFramework<br />Tra i finanziatori ci sono Microsoft, Shell, BP, GM, DeutscheBank etc.<br />Il framework<br />53<br />
  82. 82. GLOBAL REPORTING INITIATIVE<br /> Le Guidelines dovrebbero essere usate come la base per tutto il reporting. Costituiscono il fondamento su cui si basano tutte le altre indicazioni al reporting, ed evidenziano il contenuto necessario del report che è rilevante per tutte le organizzazioni a prescidenre dalla loro dimensione, settore o localizzazione. Le Guidelines contengono principi e linee guida così come standard di rendicontazione – inclusi gli indicatori – per costituire un disclosureframeworkche le organizzazioni possono volontariamente in modo flessibile e progressivo, adottare. <br />54<br />
  83. 83. GLOBAL REPORTING INITIATIVE<br />I Protocols sono le “istruzioni” dietro ad ogni indicatore nelle Guidelines ed includono le definzione per i termini chiave negli indicatori, le metodologie di calcolo, gli obiettivi dell’indicatore, e le altre caratteristiche tecniche.<br />I Sector Supplements rispondono ai limiti dell’approccio unitario (onefitsall). Essi integrano (non sostituiscono) l’utilizzo delle Guidelines accogliendo le peculiarità delle problematiche di sostenibilità di ciascun settore. <br />55<br />
  84. 84. GLOBAL REPORTING INITIATIVE: PRINCPI <br />56<br />
  85. 85. GLOBAL REPORTING INITIATIVE: PRINCPI <br />57<br />
  86. 86. COSTRUIAMO IL NOSTRO BILANCIO SOCIALE<br />58<br />
  87. 87. Il valore di un risultato sta nel processo per raggiungerlo (Einstein)<br />GRAZIE DELL’ATTENZIONE<br />Process Factory Srl <br />Via Lorenzo Il Magnifico, 69 -50129 Firenze<br />Tel: +39 055 461947 Fax: +39 055 4620556<br /> www.processfactory.it - info@processfactory.it<br />CF e PIVA 05805200481<br />59<br />

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