Le forme di lavoro guaita e torelli
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Le forme di lavoro guaita e torelli

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  • (argomento) Questa legge introduce una serie di novità per l’agevolazione di nuovi posti di lavoro per contrastare la disoccupazione. Il nome corretto sarebbe legge Maroni perché, in qualità di ministro del lavoro e delle politiche sociali, è stato il primo firmatario del decreto, però le è stato dato il nome di “Legge Biagi” in onore di Marco Biagi .
  • Marco Biagi nacque il 24 novembre 1950 a Bologna, si laureò in giurisprudenza con una tesi in diritto del lavoro. A partire dagli anni ‘90 ebbe numerosi incarichi governativi come consulente ed esperto nel diritto del lavoro. Tra gli incarichi di più rilievo troviamo: rappresentante del Governo Italiano nel Comitato dell’Unione Europea per occupazione e mercato del lavoro (1997) esperto incaricato dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro per assistere il Governo della Repubblica Bosnia-Erzegovina (1997) consigliere del Presidente del Consiglio Romano Prodi (1997) consigliere del Ministro del Lavoro (Bassolino) e del Ministro dei Trasporti (Treu) (1998) consulente del Ministro del Walfare Roberto Maroni per elaborare la riforma del mercato del lavoro (2001) Il 19 marzo 2002 viene assassinato da alcuni esponenti delle Nuove Brigate Rosse. A lui viene dedicata questa legge perché fu proprio lui a sostenere per primo, già dagli anni ‘80 con la sua tesi in diritto del lavoro, che nel codice civile italiano il potere organizzativo e direttivo dell’azienda spettasse esclusivamente al datore di lavoro .
  • (primo e secondo punto)· I tassi di disoccupazione giovanile e del lungo periodo sono tra i più alti in Europa, a questo si aggiunge un’alta concentrazione di disoccupazione nel Mezzogiorno, delle donne e degli anziani e il lavoro in nero e irregolare è arrivato ad essere due o tre volte superiore a quello degli altri paesi europei. Infatti i dati dicono che… in Italia lavora regolarmente solo un cittadino su due tra 15 e 65 anni e solo il 42 per cento delle donne: le percentuali più basse d'Europa · solo un cittadino su due paga il sistema previdenziale, mentre nei Paesi più evoluti si raggiungono livelli superiori al 70 per cento · in Italia, sono disoccupate 9 persone su 100 (18 in alcune aree del Mezzogiorno); in particolare, molto debole è nel mercato del lavoro la condizione delle donne, degli adulti over 45 e dei giovani · i giovani italiani abbandonano precocemente i percorsi scolastici e partecipano ad attività formative meno dei coetanei europei, ma in Italia la disoccupazione giovanile e la disoccupazione di lungo periodo (più di dodici mesi senza lavoro o formazione) è a livelli tra i più alti d'Europa · l'Italia senza lavoratori del Nord-Est si contrappone all'Italia senza lavoro del Mezzogiorno; l'assenza di adeguati servizi all'impiego aggrava le caratteristiche strutturali e permanenti nel tempo della disoccupazione meridionale · il lavoro nero e irregolare assume in Italia dimensioni molto superiori rispetto alla media degli altri Paesi europei superando – secondo stime recenti - i cinque milioni di posizioni lavorative. (terzo punto) L’obbiettivo del Governo è migliorare la formazione del lavoratore sociale seguendo la strategia Europea per l’occupazione provando così ad evitare che la flessibilità del lavoratore si traduca in precarietà ed emarginazione; questo viene attuato attraverso dei corsi di aggiornamento che permettono al lavoratore di mantenersi all’avanguardia. (quarto quinto sesto punto) Visto che i nuovi mercati globali richiedono maggiore flessibilità e una più ampia scelta tra le tipologie contrattuali è necessario cogliere pienamente le occasioni di lavoro offerte; quindi la “legge Biagi” va in contro a queste esigenze, garantendo a che coloro che lavorano con contratti flessibili una sicurezza adeguata e migliora posizione occupazionale del Paese (Italia). Per conseguire questi scopi sono state introdotte nuove tipologie di contratto così da riuscire ad adeguare l’organizzazione del lavoro ai mutamenti dell’economia e aumentare la partecipazione nel mercato del lavoro dei soggetti che altrimenti sarebbero stati esclusi.
  • E’ un contratto di lavoro subordinato, è stipulato in forma scritta, a tempo determinato o indeterminato, mediante il quale un lavoratore mette a disposizione di un datore di lavoro la propria prestazione lavorativa, rendendosi disponibile a rispondere alla “chiamata” di quest’ultimo per lo svolgimento di prestazioni di lavoro a carattere discontinuo individuate dai contratti collettivi, oppure per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno, quali i fine settimana, il periodo delle ferie estive o delle festività natalizie e pasquali. Il contratto di lavoro a chiamata può sempre essere stipulato per prestazioni rese da giovani di età inferiore ai 25 anni, o lavoratori di età superiore ai 45 anni, anche se pensionati, indipendentemente dal periodo di svolgimento e dal tipo di attività. Il contratto di lavoro intermittente è vietato per sostituire di personale in sciopero. Datore di lavoro e lavoratore possono concordare in contratto il cosiddetto obbligo di disponibilità, a fronte del quale il lavoratore non può rifiutarsi, se richiesto, di prestare la propria attività. Quale corrispettivo dell’obbligo di disponibilità, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore un’indennità mensile. Nel caso in cui il lavoratore non sia tenuto a rispondere alla chiamata, avrà diritto alla retribuzione corrispondente alle sole ore di lavoro effettivamente prestate. Durante il periodo in cui resta disponibile, sia in presenza di un obbligo di disponibilità, sia nel caso contrario, non è titolare di alcun diritto riconosciuto ai lavoratori subordinati, non matura quindi alcun trattamento economico o normativo, salvo l’eventuale indennità di disponibilità. In tale periodo inoltre, entrambe le parti possono recedere liberamente dal contratto. Il lavoratore intermittente non deve comunque ricevere per i periodi lavorati, un trattamento economico e normativo complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di pari livello e a parità di mansioni svolte.
  • Il lavoro a progetto sostituisce la precedente accezione di rapporto di collaborazione coordinata e continuativa, regolamentandone sia la forma contrattuale che la finalità. Il contratto di lavoro a progetto deve avere forma scritta e contenere i seguenti elementi: indicazione della durata che può essere determinata ovvero determinabile indicazione del progetto, programma o fase di lavoro; (La mancanza qualifica il contratto come rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.) ammontare del corrispettivo erogato e criteri con cui è stato quantificato; indicazione dei tempi e modi di pagamento; indicazione delle modalità di determinazione di eventuali rimborsi spese; forme di coordinamento del lavoratore con il committente; misure di sicurezza adottate nei confronti del lavoratore a progetto. Il lavoro a progetto non può essere instaurato con un professionista iscritto all'albo se la prestazione dedotta in contratto è di natura intellettuale o quando si tratta di prestazione occasionale. Non può essere altresì stipulato un contratto a progetto con componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società, con i partecipanti a collegi e commissioni, e con coloro che percepiscono la pensione di vecchiaia. Il corrispettivo deve essere proporzionato alla quantità e qualità del lavoro prestato e deve tenere conto del compenso normalmente corrisposto in caso di lavoro autonomo per una analoga prestazione. In caso di infortunio, malattia o maternità il contratto viene sospeso, senza erogazione del corrispettivo; le suddette cause non comportano dunque automaticamente la risoluzione del contratto. La sospensione non comporta la proroga del contratto se non è stata espressamente prevista. Viene risolto solo se la sospensione si protrae per un periodo superiore ad 1/6 della durata stabilita, se è determinata, oppure per un periodo superiore a 30 giorni, se la durata è determinabile. La sospensione per maternità proroga il contratto per 180 giorni, ma le parti possono eventualmente prevedere un periodo maggiore. La risoluzione del contratto si ha con la realizzazione del progetto, del programma o della fase di esso. Le parti possono recedere prima della scadenza per giusta causa o secondo eventuali diverse modalità concordate.
  • Le prestazioni di lavoro accessorio sono attività lavorative di natura occasionale svolte da soggetti a rischio di esclusione sociale o, comunque, non ancora entrati nel mercato del lavoro o in procinto di uscirne. Il contratto di lavoro occasionale accessorio ha due finalità: · far emergere il sommerso che caratterizza alcune prestazioni lavorative, tutelando maggiormente lavoratori che altrimenti opererebbero senza protezione · favorire l'inserimento lavorativo di fasce deboli del mercato del lavoro, aumentando le possibilità di lavoro presso le famiglie e gli enti senza fine di lucro Lavoratori: · disoccupati da oltre un anno · casalinghe, studenti, pensionati · disabili e soggetti in comunità di recupero · lavoratori extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, nei sei mesi successivi alla perdita del lavoro Datori di lavoro: Il Dlgs 276/2003 non indica espressamente i soggetti a favore dei quali può essere prestata l'attività, ma, sulla base di quanto stabilito dalla legge 30/2003, si può ritenere che questi siano: · famiglie · enti senza fine di lucro · soggetti non imprenditori o, se imprenditori, al di fuori dell'esercizio della propria attività La forma del contratto è libera. Il rapporto di lavoro occasionale, anche con più datori di lavoro, non può dar luogo a un reddito superiore a  5.000 euro  annui con riferimento al medesimo committente. È prevista una particolare procedura per il  pagamento  del corrispettivo: i lavoratori sono retribuiti attraverso la consegna di  buoni lavoro  dal valore nominale fissato da un Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, acquistati in precedenza dai datori di lavoro presso le rivendite autorizzate. Il   valore nominale dei buoni deve essere stabilito da un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, tenuto conto della media delle retribuzioni rilevate per le attività lavorative affini. Una volta effettuata l'attività e ricevuti i buoni, il lavoratore deve presentarli ai centri autorizzati i quali, rispetto al valore nominale del buono: · trattengono una percentuale (fissata dal suddetto decreto ministeriale) come rimborso spese del servizio prestato · versano i contributi Inps (13%) e Inail (7%) dovuti · pagano il restante importo al lavoratore Il compenso è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupazione o inoccupazione del lavoratore accessorio. Chi è interessato a svolgere prestazioni di lavoro accessorio deve comunicare la propria disponibilità ai soggetti accreditati o ai Servizi per l'impiego i quali invieranno, a spese dell'interessato, una tessera magnetica personalizzata.
  • Le aziende che hanno deciso di introdurre le nuove tipologie contrattuali per le assunzioni, hanno beneficiato di sconti contributivi e fiscali nonché di un maggiore fattore di ricambio del personale, ove quello assunto non si fosse giudicato adatto. Inoltre le forme contrattuali previste (i cosiddetti contratti atipici di lavoro ) sono considerevolmente aumentate di numero per meglio venire incontro alle molteplici esigenze implicite di un mercato del lavoro eterogeneo e globalizzato. I primi anni di attuazione della legge Biagi hanno visto una generale riduzione del tasso di disoccupazione che è tornato ai livelli di quello del 1992. Inoltre sembra, che col tempo, la situazione lavorativa di coloro che sono entrati nel mondo del lavoro con un contratto c.d. flessibile tenda a stabilizzarsi ed a concretizzarsi in un contratto a tempo indeterminato.
  • Dovendo le aziende versare minori contributi, i lavoratori precari hanno un accantonamento pensionistico inferiore ai loro colleghi con contratti tipici. Questa situazione ha fatto emergere un dibattito sull'opportunità di integrare le pensioni statali (gestite dall'Inps) con un fondo pensione privato (il cui rischio ricade totalmente sul sottoscrittore). L'elevato numero di forme contrattuali previste ha, in molti casi, disorientato le società, spingendole a sfruttare solo una piccola percentuale dell'ampio ventaglio di soluzioni messo a disposizione. Nel mercato del lavoro, le retribuzioni e i livelli di qualifica non sono proporzionate al livello di istruzione crescente delle ultime generazioni. Esiste inoltre una forte differenza di salario, a parità di mansioni, tra operaio, quadro e impiegato di concetto, fra i differenti contratti nazionali. Il lavoro precario inoltre crea delle situazioni economiche complicate per i dipendenti con in contratti "atipici" che in quanto precari, non sono in grado di poter fornire garanzie reali di un salario nel lungo periodo, lasciandoli in evidente difficoltà nel momento in cui sono costretti, anche in età avanzata, a richiedere agli istituti di credito del denaro per far fronte alle piccole spese quotidiane o per l'acquisto della casa nella quale andare ad abitare. Il precariato, inoltre, pone il dipendente in una situazione di debolezza, nella quale, sottoposto al rischio di perdere il lavoro, più difficilmente potrà rivendicare i suoi diritti (sicurezza compresa) ed un salario migliore. In conclusione non è possibile però valutare in senso assoluto l’efficacia della riforma perché i fattori da prendere in considerazione sono molti e in relazione con quelli di altre aree economico-sociali.
  • L’americano Sean Aiken, a 25 anni volle mettersi alla prova all’interno del mondo del lavoro e tra il febbraio 2007 e il marzo del 2008 è riuscito a trovare 52 lavori in un solo anno. Cominciò aprendo un sito in cui promuoveva la sua ricerca di lavoro senza chiedere compensi ma cercando persone disposte a fare donazioni di beneficienza. Una volta trovato i donatori, cercò degli sponsor che finanziassero i suoi viaggi e poi fu pronto a partire. Vide che ebbe molto successo e decise di girare un video professionale. Una volta finito il suo viaggio cominciò ad organizzare un programma in cui dei ragazzi con un po’ di soldi devono intraprendere un’esperienza simile alla sua.

Le forme di lavoro guaita e torelli Le forme di lavoro guaita e torelli Presentation Transcript

  • le NUOVE FORME DI LAVORO di Elena Torelli e Monica Guaita
    • Argomento: occupazione e mercato del lavoro
    • Decreto legislativo 276/2003 attuazione della legge n.30 del 14 febbraio 2003
    • Data D. Lgs.: 10 settembre 2003
    • Entra in vigore il 24 Ottobre 2003
    • Dedicata a Marco Biagi
    La Legge Biagi
  • MARCO biagi Nacque a Bologna il 24 novembre 1950 Importanti incarichi governativi dagli anni ‘90 in poi Laureato in giurisprudenza Muore il 19 marzo 2002 per mano delle Nuove Brigate Rosse View slide
  • obiettivi
    • Aumentare l’occupazione di giovani nel Mezzogiorno, donne e anziani nell’intero paese
    • Favorire il lavoro regolare e non precario e le relative tutele effettive
    • Combinare lavoro e formazione lungo tutto l’arco della vita
    • Contratti di lavoro di buona qualità
    • Bilanciare le esigenze delle imprese per poter competere sui mercati internazionali
    • Nuove tipologie di contratto che permettono di adattare l’organizzazione del lavoro ai mutamenti dell’economia
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  • Somministrazione di lavoro Part-time Lavoro ripartito Lavoro occasionale Lavoro a progetto Lavoro a chiamata Tempo determinato Inserimento lavorativo Apprendistato LE FORME CONTRATTUALI
  • apprendistato
    • 3 tipologie:
      • Apprendista per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione
      • Apprendistato professionalizzante
      • Apprendistato per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione
    • Diritto di precedenza in caso ci debbano essere assunzioni a tempo pieno
    • Vige il principio di non discriminazione
    • Licenziamento solo per giusta causa
    • Sostituisce il contratto di formazione lavoro
    • Con un progetto individuale tende a collocare un lavoratore nel mercato del lavoro adattandone le sue competenze professionali
    • Forma scritta, in mancanza rapporto da lavoro a tempo indeterminato
    • Durata compresa tra i 9 e i 18 mesi (36 per portatori di handicap)
    Inserimento lavorativo
  • tempo determinato
    • Termine finale di durata che deve risultare da atto scritto
    • L’assunzione a termine non è sempre ammessa
    • Durata iniziale non superiore a 36 mesi
    • Il termine può essere prorogato una sola volta quando il contratto ha durata inferiore ai 3 anni con consenso del lavoratore
  • Lavoro a chiamata (o intermittente)
    • A tempo determinato o indeterminato
    • Per giovani di età inferiore ai 25 anni o per lavoratori di età superiore ai 45
    • Il datore di lavoro corrisponde un’indennità mensile oppure in base le ore di lavoro prestate.
    • È vietato per sostituire il personale in sciopero
    • Il lavoratore con questo contratto non è titolare di nessun diritto spettante ai lavoratori subordinati
  • Lavoro a progetto
    • Sostituisce il contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.)
    • Forma scritta (con elementi essenziali)
    • Corrispettivo proporzionato alla qualità e alla quantità di lavoro prestato
    • In caso di infortunio, malattia, maternità il contratto viene sospeso e il lavoratore non ha diritto al corrispettivo
    • Il contratto si risolve con la realizzazione del progetto
    • Se la sospensione si protrae per più di 1/6 della durata, quando questa è determinata, o per più di 30 giorni se la durata del contratto è determinabile, il contratto è risolto
  • Lavoro occasionale
    • Requisiti:
      • Durata complessiva non superiore a 30 giorni nell’anno solare con lo stesso committente
      • Compenso non superiore a 5000 euro nello stesso anno con lo stesso committente
    • Non ci sono limiti di applicazione
    • Il LAVORO ACCESSORIO si differenzia per i campi di applicazione
    • Due lavoratori si impegnano a svolgere in solido la stessa obbligazione di lavoro
    • Retribuzione in base al lavoro effettuato
    • Obbligo di tenere informato il datore di lavoro sulla distribuzione oraria settimanale
    Lavoro ripartito
  • Part-time
    • Orario di lavoro inferiore all’orario normale
    • Tipologie:
      • Orizzontale
      • Verticale
      • Misto
    • Diritto di precedenza in caso ci debbano essere assunzioni a tempo pieno
  • Somministrazione di lavoro
    • Coinvolge tre soggetti:
      • Somministratore
      • Utilizzatore
      • Lavoratore
    • Requisti economici per l’iscrizione all’albo
    • Tempo determinato o indeterminato
    • Non è sempre consentito
    • Si distingue il contratto di APPALTO
  • pregi Sconti contributivi e fiscali alle aziende Ricambio del personale Più forme contrattuali soddisfano le esigenze del mercato del lavoro Nei primi anni dell’attuazione della legge diminuisce la disoccupazione I contratti a tempo determinato con il tempo tendono a diventare a tempo indeterminato I nuovi contratti trovano attuazione anche nel settore pubblico
  • difetti Meno accantonamento pensionistico per i lavoratori precari Le molte norme disorientano le società Le retribuzioni non sono proporzionali al livello di istruzione Differenze di salario tra lavoratori con le stesse mansioni ma con contratti diversi Il lavoro precario non da garanzie reali nel lungo periodo e mette il lavoratore in una posizione di debolezza
  • ARTICOLI CHE TESTIMONIANO LE NUOVE TEORIE DEL LAVORO
    • UN LAVORO A SETTIMANA dal Sole 24 Ore del 13 gennaio 2011
    • LA LUNGA VIA DAL FORDISMO AI ROBOT dal Sole 24 Ore del 14 gennaio 2011
    • IL VALORE DEL LAVORO dal Sole 24 Ore del 14 gennaio 2011
    • CURRICULUM SGONFI PER TROVARE LAVORO dal Corriere della Sera del 9 marzo 2001
  • bibliografia
    • DIRITTO COMMERCIALE di L.Bobbio, E. Gliozzi, L. Lenti
    • CORSO DI ECONOMIA POLITICA di Franco Poma
    • www.it.wikipedia.org/wiki/Marco_Biagi
    • www.agenzialavoro.tn.it/lavoratori/ ...
    • www.krlavoro.it/impiego/leggebiagi/ ...
    • www.unioneconsulenti.it/article.php?sid=770
    • www.fondosocialeuropeo.it/legge-biagi.htm
    • www.informagiovani.info/mos/view/informagiovani-italia/economia-e-leggi/la-”legge-biagi”-per-il-lavoro-capire-la-riforma/
    • www.uil.it/uil_lombardia/sitovil/lavoro:occasionale.html
    • www.formazionelavoro.provincia.pu.it/index.php?id=1453