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Materiale per la formazione degli insegnanti al soggiorno studio di Mezzoldo

Materiale per la formazione degli insegnanti al soggiorno studio di Mezzoldo

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    Formazione Formazione Presentation Transcript

    • DALLAPIANURA ALLE PREALPI INCONTRO DI FORMAZIONE 11FEBBRAIO 2011 RELATORI Prof.ssa Antonia Bonanno Prof.ssa Rosaria Delfino
    • MEZZOLDO e l’alta Val Brembana
    • Alcuni dati sul comune di Mezzoldo
      • Popolazione residente
      • 197 (M 92, F 105) Densità per Kmq: 10,5 Superficie: 18,81 Kmq
      • Altitudine s.l.m. 850
      • Il territorio è classificato interamente montano e comprende:
      • 850 boschi
      • 405 incolti produttivi
      • 416 pascoli
      • 125 prati e colture
      • 85 superfici improduttive
    • L’AMBIENTE
    • LA CARTA TOPOGRAFICA
      • ORIENTAMENTO
      • SCALA 1:10.000
      • ISOIPSE E RAPPRESENTAZIONE DELL’ALTITUDINE (CALCOLO DISLIVELLOe/o PROFILO ALTIMETRICO)
      • DETERMINAZIONE POSIZIONE CON AZIMUT E DISTANZA
      • CARTA GEOLOGICA
    • GEOLOGIA
      • Le rocce:
      • Ignee
      • Sedimentarie
      • Metamorfiche
      • Come riconoscerle
    • LA GEOMORFOLOGIA
      • Agenti esogeni
      • Solchi vallivi
      • Valle fluviale
      • Conoidi di deiezione
      • carsismo
    • VEGETAZIONE
      • Confronto vegetazione sulle rocce calcaree e quelle silicee
      • Distribuzione altitudinale
      • Tree line; forest line
      • Pascoli naturali e artificiali
      • Localizzazione delle baite
    • Le chiavi analitiche
      • Consentono il riconoscimento e la denominazione di alberi e arbusti della bergamasca
    • Esempio di classificazione per mezzo di chiave dicotomica
      • Pianta non così: arbusto con “foglie” legnose rigide e pungenti solo all’apice- pianta con foglie semplici-pianta non così: pianta con foglie squamiformi- pianta con foglie aghiformi o lineari- CHIAVE D- pianta non così: foglie adulte non più larghe di 3 mm, squamiformi- foglie adulte meno larghe di 3 mm, ad ago-pianta non così:pianta spinosa, foglie sessili,lineari, bianco argentine di sotto- foglie non revolute- foglie più lunghe di 6 cm- foglie di 0,5/2x10/12 cm-aghi non solitari ma in fascetti di 2 o più-fascetti di 2 o 5 aghi- fascetti di 5 aghi-aghi lunghi 5/8 cm, disposti a cerchioo e con lato rivolto al centro di colore ceruleo.
      • Pino Cembro
    • GLI ADATTAMENTI
      • Latifoglie , conifere, krommols, erbacee del pascolo
      • Ontani nei solchi vallivi
      • Età degli alberi
    • GLI UNGULATI
      • Gli animali vengono descritti in un incontro con l’ausilio delle immagini e poi si può cercare di osservarli dagli appostamenti con il binocolo
    • Gli ungulati sono mammiferi che camminano sulle unghie. Si dividono in artiodattili e perissodattili. I primi hanno sviluppato il terzo e il quarto dito, quindi hanno lo zoccolo diviso in due, i secondi invece hanno un solo zoccolo. Gli zoccoli di questi animali hanno dei cuscinetti con cui possono mantenere l’equilibrio anche in situazioni estreme . Nelle Orobie ci sono quattro specie principali di ungulati: i caprioli, i camosci, gli stambecchi e i cerci. Questi si dividono in pascolatori, cioè animali che mangiano qualsiasi tipo di pianta e brucatori, che scelgono le piante da mangiare.
    • La vita media del cervo è di 18-20 anni. Le corna possono raggiungere dimensioni notevoli. I cervi perdono il palco a marzo e questo ricresce a giugno. Questi esemplari vivono in branchi composti da femmine e da esemplari giovani con una femmina dominante, mentre il maschio conduce una vita solitaria. Durante la stagione degli amori i cervi si accoppiano nelle arene, grandi prati, di notte. I piccoli hanno una colorazione maculata.
    • La vita media del capriolo è di 7-10 anni. In questa specie solo i maschi hanno il palco che ogni anno, in novembre, si rinnova, ovvero lo perdono, ma tre mesi dopo, a gennaio, è già ricresciuto. Poi sulle corna cresce il velluto ,che blocca l a crescita del palco, e il pelo. nel corso del mese di aprile li perdono entrambi. Sono animali solitari e per questo né maschi né femmine stanno in gruppo. Durante la stagione degli amori il maschio rincorre la femmina nell’ecotono,una zona tra bosco e prato, in cerchio. Il cerchio che rimane sul terreno dimostra la presenza di questi animali e viene chiamato circo.
    • La vita media di questo esemplare è di 18-22 anni circa. Le corna, robuste e incurvate all’indietro, sono di grandi dimensioni con protuberanze che aumentano con il passare degli anni. Vive su pendii rocciosi molto ripidi. Le femmine e gli esemplari giovani restano separati dai maschi, ma si riuniscono nella stagione degli amori. Quando le femmine devono partorire si isolano al di sotto del gruppo e cercano luoghi riparati e difficilmente accessibili.
    • L’età media dei camosci è 16-17 anni. Sia i maschi che le femmine hanno le corna, ma nel maschio sono più uncinate e grosse. Esse in inverno smettono di crescere e si forma un restringimento. Le femmine tendono a rimanere in gruppo con i loro cuccioli, i maschi no. Nel periodo degli amori urinano su delle piante o delle rocce e poi ci si strofinano contro per bagnarsi la parte posteriore e le zampe. Le femmine partoriscono un figlio all’anno, in primavera, come tutti gli ungulati. Essi rimangono con la madre fino a circa due anni di vita o stanno in gruppo con gli altri cuccioli.
    • LA QUALITA’ DELLE ACQUE DOLCI
      • I MACROINVERTEBRATI COME BIOINDICATORI
      • IL METODO EBI
      • COME SI EFFETTUA LA RACCOLTA
      • COME SI USANO LE CHIAVI ANALITICHE PER IL RICONOSCIMENTO E LA DENOMINAZIONE DELLA SPECIE
      • COME SI DETERMINA LA QUALITA’ DELL’ACQUA.
    •  
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    • L’ingrandimento al microscopio stereoscopico consente di osservare i particolari
    • IL LABORATORIO STORICO
      • L’INTERVISTA CON IL SINDACO
      • L’ANALISI DEI DOCUMENTI CHE CONSENTE DI RICOSTRIRE LA STORIA DELLA VIA PRIULA
    • Un documento fotografico
    • Un documento cartaceo
    • IL GIOCO DI RUOLO
      • Viene proposto agli studenti di interpretare a scelta uno dei ruoli dei personaggi di una ipotetica vicenda in cui si propone lo sfruttamento del patrimonio naturale