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D dalla pianura alle prealpi

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contributo dell'IIS di Trescore Balneario

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  • 1. ISTITUTO COMPRENSIVO di TRESCORE CREMASCODALLA PIANURA ALLE PREALPI Anno scolastico 2010/11
  • 2. L’Istituto Comprensivo di Trescore Cremasco, insieme al Liceo Scientifico “F. Lussana” eall’Istituto Tecnico Professionale Statale “G. Natta” di Bergamo ha partecipato al bando: Contributi regionali per l’anno scolastico 2010-2011, sotto forma di cofinanziamento di progetti (d.g.r. 7985/2008) “Attività di educazione all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, per il triennio 2008-2010, in attuazione del Protocollo d’Intesa tra Regione Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale sottoscritto il 16 aprile 2008” della D.G. Qualità dell’ambiente della Regione Lombardia con il Progetto “Dalla pianura alle Prealpi”
  • 3. Il Progetto “Dalla pianura alle Prealpi” prevede lo sviluppo di un percorso in verticale,dalla Scuola dell’Infanzia alla Scuola Secondaria di 1° grado, che vede coinvolte tutte le scuole dell’Istituto sul tema della “Lettura del Paesaggio e dell’Ambiente”
  • 4. Scuola dell’Infanzia plessi di: Campagnola Cremasca Casaletto Vaprio Cremosano Pieranica Quintano Vailate
  • 5. Le uscite sul territorio riguardano, a rotazione, tutti i plessi della Scuola dell’Infanzia dell’Istitutoe tutte le fasce d’età in modo che, nell’arco dei tre anni di scuola, gli alunni affrontino tutte le esperienze che l’Istituto propone ritenendole particolarmente significative
  • 6. Le prime esperienze partono dall’osservazionedel paesaggio/ambiente più vicino alla loro esperienza: quella del cortile o giardino della Scuola
  • 7. Si osservano i cambiamenti stagionali, gli elementi naturalied antropici, le loro caratteristiche, le somiglianze e le differenze per un avvio alla capacità di analisi
  • 8. Al rientro in aula si analizzano più da vicino gli elementi raccolti e si utilizzano sia per osservazioni naturalistiche che per operazioni logico-matematiche
  • 9. Importante è pure la ripresa grafica dell’esperienza
  • 10. Le uscite sul territorio permettono di ampliare il campo diosservazione e di approfondire l’analisi del materiale raccolto
  • 11. Al termine delle attività, la ripresa grafica consente di fissare gli apprendimenti acquisiti e, nei lavori collettivi, di mettere in comune i saperi di tutti
  • 12. Durante l’uscita i bambini vengono invitati ad osservare il paesaggio nel suo complesso e l’ambiente nelle sue caratteristiche particolari
  • 13. Le esperienze a contatto con la natura vengono poi rielaborate in libere espressioni grafiche
  • 14. Presso cascine fattorie, il salto nel mais, il salto nel fieno, le carezze agli animali stimolano la presa di coscienza delleesperienze sensoriali: è l’avvio di un percorso che proseguirà, approfondendosi, nella Scuola Primaria
  • 15. Scuola Primaria plessi di: Casaletto Vaprio Cremosano Pieranica/Quintano Trescore Cremasco Vailate
  • 16. Classe 1aVisita allo stagno di Vailate
  • 17. Nel cortile dalla Scuola Primaria di Vailate, nell’anno scolastico 1995/96, è stato realizzato con l’aiutodell’Amministrazione Comunale e di molti genitori, uno stagno. Da allora è diventato un laboratorio scientifico a cielo apertodove gli alunni di classe 1a imparano ad osservare un ambiente e a scoprire le piante e gli animali che lo abitano.
  • 18. Oltre ad osservare l’ambiente nel suo insieme, se ne osservano da vicino i suoi abitanti e le loro caratteristiche.
  • 19. Durante l’uscita, vengono anche proposte attività di memorizzazione sotto forma di gioco.
  • 20. Al rientro in classe, nei giorni successivi, vengono proposte attività individuali,alla lavagna o sul quaderno,e collettive.
  • 21. Classe 1aVisita al Bosco Didattico di Castelleone
  • 22. Il percorso effettuato per raggiungere il Bosco può essere rappresentato condiverse modalità. Quella a sinistra mette in evidenza la sequenza delle tappee il differente verso di percorrenza; la seconda evidenzia anche l’orientamento del percorso sfruttando un’abilità acquisita in precedenza dagli alunni,in un primo avvio alla cartografia.
  • 23. Considerato il lavoro fatto in classe sui cinque sensi,al Bosco Didattico ci si accosta non solo al paesaggio visivo, ma anche al “paesaggio sonoro”
  • 24. ...al “paesaggio tattile”
  • 25. ...al “paesaggio olfattivo”...annusiamol’Elleboro Fetido el’Aglio Selvatico......e altri fiori chehanno un profumo piùdelicato...
  • 26. • ISTITUTO COMPRENSIVO DI TRESCORE CREMASCO • Scuola Primaria di Trescore CremascoDIARIO DI BORDO • • Classi 1^A e 1^B – 17 e 18 alunni - 4 Aprile 2011 • Dalle 8.30 alle 9.30 in 1^A • Dalle 14.00 alle 15.00 in 1^BAl rientro in classe, nei giorni • • DIARIO DI BORDOsuccessivi, l’insegnante riprende • • Parliamo un po delluscita al Bosco Didattico di giovedì scorso.con gli alunni i ricordi che ognuno • Che tempo cera?di loro ha della visita effettuata. • - il sole (tutti) • - era belloLe domande dell’insegnante • - faceva caldo • Eravate vestiti in modo adeguato?seguono uno schema preciso, • - sì, ci siamo vestiti a strati • - con scarpe comodeanche se non viene mai impedita • - io ho tolto il giubbetto perché avevo caldo • Siamo stati fortunati perché è arrivata proprio la primavera!la libera espressione dei bambini. • Se vi chiedo “In quale ambiente viviamo?” voi cosa mi rispondete? • - Pianura (quasi tutti)Lo schema avvia gli alunni a • Conoscete qualche altro ambiente?riconoscere alcuni elementi del • - il mare • - la montagnapaesaggio riconducibili alla • - la collina • - il ruscellometeorologia (Che tempo c’era? • - il bosco • - il lagoFaceva freddo?...), alla pedologia • - il fosso(Quando camminavi, come era il • - il fiume • - il pratoterreno sotto i tuoi piedi?...), • Bene noi viviamo in una pianura che si chiama Pianura Padana.all’orientamento (dove era il sole • • Quando siamo arrivati al Bosco eravamo ancora in Pianura? - Sì (quasi tutti)quando siamo arrivati? E quando siamo • Bene, allingresso del Bosco abbiamo percorso dei sentieri. Cosa abbiamo calpestato? • - tanti sassolini (io dico che si chiama ghiaia)ripartiti?...), alla morfologia e • - la terra •all’idrografia (Abbiamo camminato • - lerba - con alcuni fiorisempre in piano? Avete visto dei corsi • - il legno: quello del ponte • - anche le foglied’acqua?), alla botanica , alla • Come erano le foglie? • - erano secchezoologia, ... • - marroni scure • - erano le foglie cadute in autunno
  • 27. Abbiamo sempre camminato in piano?- no (quasi tutti)- quando siamo entrati dal cancello cera una discesa- poi cera una salita per passare sul ponte- e poi una discesa dopo il ponte- quando siamo tornati al cancello cera la salitaAbbiamo visto anche dellacqua. Dove?- sì sotto il ponte cera un fosso- lo stagnoCercate di ricordare: comera lacqua?- nel fosso era poca e cera la melma- era scura e sporcaQuella del fosso si muoveva?- pochissimo- andava piano pianoE quella dello stagno?- era ferma- era più alta- era sporca- era piena di foglie cadute in autunnoCosa si vedeva nello stagno?- delle bolle- forse erano rane sottacqua- dei piccoli insetti volavano sullacquaCosa ci ha detto la guida sulle rane, sui tritoni e sui rospi?- le rane non hanno la coda- ma prima, quando sono girini ce lhanno- le rane depongono le uova nellacqua- il tritone ha la coda- il tritone è più lungo della rana- il tritone ha la cresta- il rospo è quasi uguale alla rana, ma è un animale notturnoOra pensate ai fiori che abbiamo visto?Di che colore erano e come sichiamano?- viola le violette... ce nerano tante!- bianche le margherite- no... la guida ha detto che si chiamano pratoline perché vivono nei prati- gialli le bocche di leone e anche un fiore più grosso (il tarassaco)- anche un altro fiore era violetto...(non si ricordano come si chiama)Era la pervinca..ecc.
  • 28. Il Bosco viene rappresentato graficamente sia prima della visita - COME IMMAGINO IL BOSCO - che dopo averla effettuata - VISITA AL BOSCO DIDATTICO -
  • 29. Al termine delle attività si realizzano poster collettivi
  • 30. Un’ulterioreattività finale èstata quella di farricostruire aibambini puzzle dipaesaggi naturalied antropici dellapianura
  • 31. I testi collettivi raccolgono spunti ed osservazioni finali stimolando le abilità di sintesi che verranno consolidate negli anni successivi
  • 32. Classe 2aL’utilizzo di Google Maps nelle ore di Multimedialità ha permesso di visualizzare il percorso previsto per raggiungere la destinazione delle uscite, prima ancora di affrontarela decodifica delle carte geografiche che verrà affrontata in classe 3 a
  • 33. Le visite a cascine e fattorie didattiche della zona hanno permesso ai bambini di osservare il paesaggio fisico eantropico della pianura e di riscoprire tracce del recente passato: un avvio alla “storia del paesaggio” Antica cappella dedicata alla Madonna, in cui venivano officiate le messe per tutti i residenti della cascina
  • 34. Anche in classe 2a viene proposta la visita al Bosco Didattico di Castelleone. Lo scopo è di permettere agli alunni di vedere uno stessoambiente in una stagione diversa (autunno) e di osservare i frutti di alberi e cespugli di cui avevano visto i fiori nell’uscita precedente (primavera)
  • 35. Si scoprono poi elementi dell’ambiente non incontrati in altre stagioni
  • 36. Anche i colori e i profumi sono diversi.Lo stesso paesaggio mantiene connotazioni per certi versi uguali, mentre ne assume di differenti. Al rientro in classe le attività sono rivolte alla scoperta di somiglianze/differenze nel paesaggio e nell’ambiente.
  • 37. Classe 3aVisita ai fontanili
  • 38. Nella progettazione di Scienze, a partire dalle classi 3°, è previsto lo studio dei fontanili, ambiente caratteristico delle zone tra alta e bassa pianura.In primavera è prevista una uscita, di solito accompagnati da un esperto del luogo, per vedere da vicino e “toccare con mano” questo fenomeno così particolare. L’uscita è preceduta dalla osservazione della Carta Tecnica Regionale per scoprire il percorso che verrà effettuato, su indicazioni dell’esperto accompagnatore.
  • 39. Al rientro, nei giorni successivi, molte possono essere le attività proposte: - stesura di testi individuali o collettivi - rappresentazione grafica delle osservazioni fatte durante il percorso o al fontanile stesso- realizzazione di cartelloni di sintesi dell’esperienza
  • 40. TESTO COLLETTIVO Martedì 29 marzo alle ore 14.00, noi alunni di classe terza, con le insegnanti Angela e Francesca e con la nostra guida, il signor Gaffuri Mario, abbiamofatto una meravigliosa e tranquilla passeggiata, coccolati dal sole, per andare a visitare i fontanili in aperta campagna. Lungo il tragitto abbiamo osservato diversi tipi di piante ed alberi con le gemme spuntate; abbiamo osservato lemargherite, i denti di leone, gli occhi di Maria. Nell’aria volavano le farfalle, imoscerini e le api. I contadini stavano concimando i campi per prepararlo alla semina del granoturco. Lungo le sponde dei fossi c’erano le tane delle nutrie. Arrivati ai fontanili abbiamo osservato le bocche di fonte: alcune erano asciutte, mentre da altre usciva l’acqua limpida e cristallina. Sulla superficie dell’acqua c’erano piante acquatiche dalle foglie piccole e rotonde. Il signor Mario ha fatto vedere a ciascuno di noi i pesci presenti in una delle bocche. Il luogo che abbiamo visitato viene chiamato “La spiaggia dei pensionati” , perché in estate molti pensionati vanno lì a rinfrescarsi. E’ stata proprio una bellissima passeggiata. I bambini della classe 3a di Trescore Cremasco
  • 41. Le classi 3e si sono recate all’Archeopark di Boario Terme per visitare un villaggio neolitico ricostruito e per partecipare ad alcuni laboratori a tema(macinatura del grano, uso del trapano ad arco, modellatura di una lamina di rame, decorazione su argilla,...).
  • 42. L’occasione è stata utilizzata per osservare le modifiche fatte sull’ambiente dall’uomo nel passato, precisando però che quelle da loro osservate in quel luogo erano ricostruzioni fatte ai nostri giorni.
  • 43. Durante il viaggio si sono potuti osservare diversi paesaggi e ambienti studiati in Geografia durante l’anno: pianura, campi coltivati, rogge e canali di irrigazione, strade, viadotti e gallerie, fabbriche, cave, linee elettriche, il fiume Serio e il fiume Oglio, il lago d’Iseo e il lago d’Endine, colline moreniche con versanti boscati e coltivatia seconda della loro esposizione, vigneti, impianti di irrigazione, montagne, valli glaciali, nevai, ruscelli,... Per molti bambini questa è stata la prima occasione di vedere dal vivo ambienti diversi dalla pianura in cui abitano.
  • 44. Le classi 3e poi, al termine dello studio della formazione della Pianura Padana, vengono accompagnate in visita all’Ecomuseo di Cascina Stella di Castelleone, nel quale possono vedere l’evoluzione del paesaggio padano nel corso delle ere geologiche e delle epoche storiche.
  • 45. Testo collettivoAl rientro dalla visitagli alunni hanno stesoun testo collettivosull’esperienza vissuta
  • 46. Classe 4a Gli alunni di queste classi hanno effettuato nel mese di Aprile una uscita didattica a Cremona che prevedeva la partecipazione allo spettacolo lirico “Nabucco” presso il teatro Ponchielli, la visita allaboratorio di un liutaio e una visita guidata al centro storico della città. In preparazione all’uscita sono state fornite agli alunni una carta stradale della provincia di Cremona nella quale individuare il percorso che avrebbero seguito in pullman e una mappa del centro città per ipotizzare il percorso da seguire per raggiungere la bottega del liutaio, il luogo del pranzo e la piazza e gli edifici da visitare. Durante il percorso in pullman l’insegnante ha sollecitato gli alunni a riconoscere i paesi individuati sulla carta stradale e gli elementi fisici ed antropici caratteristici del paesaggio padano (campi coltivati, strade campestri, canali, rogge, fossi, industrie, strade provinciali e comunali, la linea ferroviaria che a tratti costeggia la strada, centri commerciali,...)
  • 47. Nei giorni successivi all’uscita gli alunni, con l’insegnante diArte e Immagine, hanno rielaborato alcune immagini degli edifici artistici osservati durante la visita guidata al centro città, per riprodurre un paesaggio urbano
  • 48. Classe 5a Tra le uscite programmate per le classi quinte era prevista unavisita a Desenzano sul Garda ai resti di una villa di epoca romana con alcuni laboratori di mosaico e di simulazione di momenti di vita del tempo. L’itinerario di viaggio è stato visualizzato con Google Maps, quindi con una carta stradale. Durante il viaggio sono stati osservati gli elementi fisici ed antropici del territorio della pianura e delle colline moreniche del Garda. La pausa pranzo in riva al lago ha permesso l’osservazione di questo tipo di paesaggio. Al rientro sono stati realizzati poster collettivi di riepilogo dell’esperienza.
  • 49. Il percorso di lavoro della Scuola Primaria si conclude con l’uscita sul campo al “Rifugio Madonna delle Nevi” di Mezzoldo, in Val Brembana 24 Maggio 2011
  • 50. Il lavoro di preparazione è consistito prima nella ricerca tramite Google Maps del percorso di trasferimento in pullman, poi nell’analisi di una carta stradale per individuare, lungo tale percorso, gli elementi antropici (strade, autostrade, ponti, cavalcavia, sottopassaggi, città, paesi, Parchi Regionali,...) e naturali (fiumi) più significativi e visibili sulla carta.
  • 51. Successivamente è stata analizzata la Carta Tecnica Regionale in scala 1:10000 del territorio in cui è inserito il Rifugio. Gli alunni in anni precedenti avevano già analizzato la CTR del territorio comunale di appartenenza: hanno perciò riconosciuto facilmente i simboli inseriti nella legenda.Dopo un iniziale disorientamento, per la presenza delle curve di livello che non erano presenti nella carta di pianura, gli alunni hanno individuato i monti, gli avvallamenti del terreno, i passi, le strade, i sentieri, le pareti ripide e i declivi più dolci, curiosi di controllare personalmente se tutto ciò corrispondesse alla realtà. È stata poi orientata la carta secondo i punti cardinali con una successiva simulazione per individuare la posizione degli elementi trovati precedentemente sulla carta. Arrivati al Rifugio l’attività di orientamento con la carta li ha trovatipronti e capaci: la competenza acquisita in pianura è stata trasferita con successo in ambiente diverso.
  • 52. Durante il percorso di trasferimento in pullman, l’insegnante ha sollecitato gli alunni ad osservare il paesaggio esterno per ritrovare gli elementi individuati in classe sulla carta stradale. A queste osservazioni si sono aggiunte quelle sugli elementi fisici ed antropici tipici della pianura, successivamente dei colli morenici e quindi dell’ambiente montano per consolidare, attraverso una esperienza diretta e concreta, gli apprendimenti acquisiti in classe. Nei pressi del Passo S. Marco, dopo una breve passeggiata,gli alunni sono stati invitati dall’esperto ad osservare gli elementi fisici ed antropici presenti nel paesaggio circostante. La guida ha inoltre fornito spiegazioni ed approfondimenti su richiesta degli alunni o su elementi che non erano da loro stati individuati.
  • 53. L’ambiente è stato invece analizzato attraverso osservazioni botaniche e zoologiche “ravvicinate” utilizzando quello che il luogo abbondantemente offriva.
  • 54. Una delle attività più coinvolgenti ed entusiasmanti è stata la raccolta dei macroinvertebrati presenti nel torrente attiguo al Rifugio.
  • 55. L’acqua gelida non ha fermato i nostri “ricercatori”
  • 56. Nemmeno le rocce scivolose hanno rallentato la ricerca
  • 57. E il bottino raccolto (che al termine è stato rimesso nel torrente!) è stato vario e abbondante
  • 58. Nei giorni successivi all’uscita gli alunni, con l’insegnante di Arte e Immagine,hanno rielaborato alcune fotografie scattate nei pressi del rifugio “Madonna delle Nevi”, che ritraevano sia paesaggi che particolari dell’ambiente
  • 59. Gli alunni hanno anche steso dei testi individuali sull’esperienza vissuta a Mezzoldo:“ ...abbiamo raggiunto il Passo S. Marco dove le guide ci hannoparlato un po’ delle montagne che ci circondavano e consegnato una bussola. Fatto questo, abbiamo tirato fuori dallo zaino una carta grande del territorio attorno al rifugio e con questa e conla bussola ci siamo orientati, indicando con le mani le montagne e i passi che le guide ci indicavano.” (G.B. classe 5a B)“...in seguito, chi voleva, si è tolto gli scarponcini e le calze ed è sceso nel torrente per cercare, sotto i sassi, quei piccoli animaletti. Ci siamo divertiti tanto!” (M. C. classe 5a A) “...io ero nel primo gruppo e ho fatto il botanico: è stato bello eho anche provato a riconoscere una pianta. Per me è stato anche più divertente e interessante confronto agli altri bambini perché io , da grande, avevo già in mente di fare il botanico.” (A.M. classe 5a B)
  • 60. Scuola Secondaria di 1° grado plessi di: Trescore Cremasco Vailate
  • 61. Le attività relative al Progetto si sono focalizzate attorno alla visita presso il Rifugio “Madonna delle Nevi” di Mezzoldo.Alcune classi hanno usufruito dell’uscita sul campo di un solo giorno, altre si sono fermate per due giorni.
  • 62. La preparazione all’uscita non ha riguardato solo il percorsostradale, ma è stata più approfondita, investendo anche i campi della localizzazione geo/storico/culturale
  • 63. MEZZOLDO DATI GEOGRAFICI REGIONE: Lombardia PROVINCIA: Bergamo ZONA: Italia nord occidentale COORDINATE: Latitudine 46°.47 nord Longitudine 9°.3953 est ALTITUDINE: 835m s.l.m. SUPERFICIE: 18,81km DESCRIZIONE ASPETTO FISICO TERRITORIO: Situata alla testata della Valle Brembana e bagnata dal fiume Brembo si trova circa 45 km a nord-ovest del capoluogo di provincia. Il comune fa parte della comunità montana dalla Valle Brembana. Il territorio è interamente montano e suddiviso in: 850 boschi 205 campi incolti 416 pascoli 125 prati – culture 285 superfici improduttive RISORSE ECONOMICHELa pesca, le colture boschive e i pascoli oggi hanno lasciato spazio allindustria del turismo che prevede escursioni, arrampicate, pesca nei torrenti presenti sul territorio ed alcuni sport invernali tra cui lo sci. COMUNI CONFINANTI Albaredo, San Marco, Averara, Olmo al Brembo, Piazzatorre, Valleve. POPOLAZIONE ABITANTI: 197 (105 femmine e 92 maschi) NOME: Mezzoldesi DENSITA’: 10,69 abitanti per km quadrato SINDACO: Raimondo Balicco
  • 64. PARTICOLARITA’TOPONIMO: sembra derivaredalla posizione del borgo: MezzoAlto, poi trasformato inMezzoldo, infatti il comune sitrova in mezzo a monti che locircondano.ABITANTI: in epoca medioevalechiamati “Balabriòcc”, che indialetto significa “quelli cheballano nudi”, per via del fatto cheavessero solo pochi stracci daindossare nonostante il freddo.STEMMA: simboli: ape e stella,colori: oro e rosso. Le tre stellerappresentano i tre nucleifondamentali del paese; le stelleche hanno 6 punte indicano ilcentro del paese e le 5 frazioni. Leapi simboleggiano la laboriosità diquesti paesi.
  • 65. Anche nella Scuola Secondaria di 1° grado gli alunni hanno analizzato in classe, prima dell’uscita, la Carta Tecnica Regionale e l’hanno orientata correttamente con l’aiuto della bussola
  • 66. In alcune classi, prima dell’uscita, si è chiesto agli alunni dirappresentare il paesaggio secondo l’idea che ognuno ne aveva nel proprio immaginario
  • 67. Al rientro si è proposta agli alunni la rielaborazione delle osservazioni fatte su alcuni elementi del paesaggio (foglie - cielo)…
  • 68. …o del paesaggio in generale attraverso la produzione di elaborati grafici (pennarello, grafite) e pittorici (tempera,acquerello) raffiguranti il paesaggio osservato a Mezzoldo
  • 69. Prima delle uscite, alcune classi sono state divise in gruppi. In ogni gruppo ad ogni componente era stato assegnato un compito che avrebbe dovuto espletare durante le attività. C’era chi fotografava, chi prendeva appunti, chi raccoglieva il materiale, chi faceva schizzi e disegni.Al momento della sintesi finale ognuno ha messo in comune il materiale raccolto, prodotto e/o elaborato
  • 70. Foto, disegni, appunti di rettili (sauri, serpenti velenosi e non,...)
  • 71. I ragazzi hanno partecipato a tre laboratori: ANFIBI E RETTILI BOTANICA MACROINVERTEBRATI
  • 72. All’esterno, gli occhi più attenti, hanno avvistato anche gli elementi più schivi del paesaggio: una marmotta
  • 73. Il tempo inclemente non ferma i nostri “esploratori del territorio”. Qui li vediamo mentre osservano un esempio di regimazione del fiume Brembo
  • 74. Al mattino, l’appostamento nel punto di osservazione degliungulati, è stata un’ulteriore occasione per approfondire la conoscenza del paesaggio montano
  • 75. e per scoprire il limite del bosco ( - - - )e il disboscamento ad uso antropico (pascoli)
  • 76. Sul posto sonostate compilateschede dirilevazionedell’ambiente,del terreno, dellavegetazione
  • 77. Non è stato trascurato neppure l’aspetto della “Storia delpaesaggio”, attraverso l’osservazione degli interventi antropici di epoche storiche passate: per qualcuno, camminare sull’antica strada “Priula” è stata un’emozione
  • 78. E interessante è stato osservare le testimonianze delladominazione veneziana o del passaggio di personalità importanti
  • 79. Al rientro le classi hanno realizzato poster riassuntivi dell’esperienza e poster di classificazione del materiale botanico raccolto in loco
  • 80. Nelle ore di Educazione Artistica gli alunni di alcune classi hanno prodotto un “Taccuino botanico”, raffigurando elementi vegetali tratti dal vero.Gli elaborati, realizzati a grafite su un supporto di carta invecchiata, prendono spunto dagli studi botanici di Leonardo da Vinci
  • 81. Nelle ore di Italiano gli alunni hanno raccolto i loro pensieri sull’esperienza vissuta a Mezzoldo “...in montagna abbiamo visto una varietà immensa di alberi,fiumi, valli ma la cosa che mi suscitava una grande emozione era vedere tutto quel paesaggio non inquinato dalluomo... ...ci siamo incamminati sulla via Priula, antica via risalente al 1500 che veniva usata per i commerci...” (D. F., classe I° A) “…abbiamo tolto le scarpe, tirato su i pantaloni e siamo entratinel torrente, i macroinvertebrati si nascondevano sotto i sassi…” (G. M., classe I° A) “…io sono entrata anche se l’acqua era fredda gelata, mi sembrava di essere un’avventuriera che salta da un masso all’altro…” (C. B., classe I° B)
  • 82. ...la nostra rotta doveva essere il pizzo delle Segade ma camminando in salita siamo arrivati solo al passo S. Marco... ...al ritorno una piccola figura ritta in piedi, lì a guardarci... (la marmotta)...il mio gruppo ha visto per prima le diapositive sullambiente alpino e su quello che abbiamo imparato in tutta lescursione. Dopo una mezzoretta abbiamo raggiunto i nostri compagni che, fradici, stavano tornando dal fiume... ...tolte le scarpe e le calze, siamo andati a camminare nel corso dacqua per trovare sotto i sassi dei piccoli invertebrati... (S. G., classe I° B) “…La nostra destinazione era “Rifugio Madonna delle Nevi” a Mezzoldo, dove dovevamo svolgere varie attività… …abbiamo orientato la carta con la bussola che ci avevano consegnato. All’inizio non ci sono riuscito ma poi è stato bellissimo cercare il punto in cui ci trovavamo e la posizione della montagna… (M. P., classe I° B)
  • 83. Un gruppo di alunni della classe 3a ha steso un resoconto dell’uscita didattica a Mezzoldo: Questanno, come gita di terza media, è stato organizzato un viaggiodistruzione di due giorni presso il rifugio “Madonna delle Nevi” a Mezzoldo, sulle Prealpi bergamasche, allo scopo di mettere a confronto il paesaggio della Pianura Padana e quello delle Prealpi Orobie. Il confronto verteva su diversi aspetti: quello faunistico vegetale e quello climatico. E avvenuto tramite osservazioni dirette del posto, laboratori, incontri conesperti e presentazioni attraverso slide. Durante i due giorni trascorsi immersi nella natura, eravamo accompagnati da due guide. In preparazione a questa gita abbiamo studiato lUniverso, le stelle, i pianeti perché era previsto un laboratorio di osservazione del cielo.Qualche giorno prima della partenza, la professoressa di scienze ha deciso di assegnare ad ognuno di noi un compito. Gli incarichi erano i seguenti: raccolta campioni; foto e video; disegni e schizzi; gestione materiale e “le parole dellesperto”, ovvero prendere appunti. La mattina del 9 maggio siamo giunti a Mezzoldo alle 10.30.
  • 84. Il tempo era umido, freddo e nuvoloso, il clima tipico della zona; infatti, la Val Brembana, avendo un andamento nord-sud, è raggiunta con molto facilitàdalle nuvole che, diventate troppo pesanti, scaricano gran parte dellacqua su questa valle, dato che nel loro tragitto dal mare non trovano nessuna catena montuosa prima che impedisca loro di arrivare fino a qui. Ciò influisce molto anche sulla flora che è quindi ben differente da quella che troviamo da noi in pianura.Dopo esserci state assegnate le camere, aver indossato K-way, pile e scarponi siamo partiti per una lunga camminata nel bosco. Doveva essere una passeggiata di osservazione del paesaggio, ma, a causa della nebbia, non si riusciva a vedere niente.Il nostro obbiettivo era quello di salire fino a 1800 metri, precisamente fino al decimo tornante. Dopo aver superato i primi tre tornanti, abbiamo preso una scorciatoia e abbiamo camminato per un sentiero, molto ripido e abbastanza faticoso. Prendendo questa scorciatoia abbiamo evitato due tornanti. Man mano che salivamo le guide si fermavano e ci spiegavano alcuni aspetti del paesaggio prealpino. Usciti dal bosco fitto dove ci trovavamo, ci siamo seduti su un prato, e abbiamo segnato sulla cartina il percorso appena eseguito.
  • 85. Le guide ci hanno parlato degli alberi che popolano queste montagne, dellimite del bosco, del limite degli alberi e di alcuni animali come le formiche, le lucertole e i serpenti.Le due guide, inoltre, ci hanno fornito delle informazioni sul clima, sui pascoli e sul bosco circostante. Dopo aver mangiato presso una baita mezza abbandonata, abbiamo proseguito il nostro cammino fino al decimo tornante e, infine, per tornare alrifugio siamo passati per la via Priula, una antica strada molto importante per i commerci tra la Repubblica di Venezia e lEuropa. Lì, dopo la parentesistorica, abbiamo fatto anche un riassunto di quanto detto durante la giornata. Sulla strada di ritorno abbiamo avvistato in lontananza una marmotta. Dopo una bella doccia calda, abbiamo assistito ad un interessante laboratorio, tenuto dai cacciatori del posto, che ci hanno presentato la fauna in generale, e più approfonditamente gli Ungulati: cervi, caprioli, camosci, stambecchi e mufloni. I cacciatori ci hanno spiegato cosa sono gli Ungulati, come si dividono ealcune curiosità sulle loro corna, facendoci notare soprattutto le differenze tra i vari palchi di questi animali, attraverso losservazione di scheletri, corna e immagini.
  • 86. Il laboratorio serale di osservazione del cielo è stato annullato a causa del brutto tempo; così, dopo cena, abbiamo passato la serata a giocare a carte o a biliardo.La mattina dopo, alle sei, eravamo già pronti per salire sul pullman e cercare di avvistare alcuni ungulati. Siamo andati con il pullman fino a quota 1800 metri dopodiché ci siamo divisi in tre gruppi e sotto la guida dei cacciatori ci siamo avviati per avvistare caprioli e camosci, tramite dei binocoli. Il mio gruppo è stato molto fortunato, perché è riuscito ad avvistare alcuni camosci a pochi metri di distanza e un capriolo un po più distante.Al pomeriggio siamo andati, invece, al torrente che scorreva vicino al rifugio. Qui, alcuni miei compagni, togliendosi le scarpe, sono entrati nellacqua gelida per prendere alcuni macroinvertebrati. Dopo averne presi una quantità sufficiente, siamo andati a classificarli in laboratorio. Ci hanno assegnato un stereoscopio, alcuni libri e un macroinvertebrato per coppia e, con laiuto dei libri, abbiamo trovato la specie di appartenenza del nostro animaletto.Lultimo laboratorio a cui abbiamo partecipato è stato quello sulla formazione delle rocce delle Prealpi e le loro diversità. Verso le 17.30 siamo partiti per tornare al nostro paese.
  • 87. La gita è stata molto interessante: vedere dei camosci alle 6 di mattina non è una cosa da tutti i giorni. Tutte le attività che abbiamo fatto non avremo più loccasione di ripeterle. Lunico laboratorio che è piaciuto di meno è stato quello sulla formazione delle rocce: forse hanno contribuito la stanchezza e la voglia di tornare a casa.Ci è dispiaciuto che molti dei nostri compagni non siano venuti, perché è stata una bella esperienza che consiglierei anche ad altri ragazzi. È stato molto interessante esplorare paesaggi diversi da quello che di solito siamo abituati a vedere: dopo tutto era proprio questo lo scopo del viaggio. (S. B., Y. U., A. Z., classe III)
  • 88. Contatti:DIRIGENTE SCOLASTICO: DOTT.SSA TULLIA GUERRINI ROCCO REFERENTE DEL PROGETTO: SILVIA DONATI DE CONTI E-mail istituto: ic.trescore@libero.it Sito web istituto: www.ictrescorecremasco.eu