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 MAIS Onlus notizie | 2013, 2° trimestre
 

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Trimestrale dell'Associazione MAIS Onlus

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     MAIS Onlus notizie | 2013, 2° trimestre MAIS Onlus notizie | 2013, 2° trimestre Document Transcript

    • Solidarietàai tempidella crisiTemawww.mais-onlus.orgAnno XXV, Aprile-Maggio-Giugno 2013 n. 4-5-6 Autoriz.Trib. Roma, n. 44 del 27/1/89mais onlusnotizieMovimento per l’AutosviluppoInternazionale nella SolidarietàTARIFFAASSOCIAZIONISENZAFINEDILUCRO:“PosteItalianeS.p.A.SpedizioneinAbbonamentoPostale-D.L.353/2003(conv.inL.27/02/2004n.46)art.1comma2-DRCB-ROMA.”
    • EDITORIALEdi PIETRO CARTAIl 20 e 21 aprile scorso si è svolto il nostro Convegno.“Solidarietà ai tempi della crisi”: il titolo di quest’anno,un’occasione di confronto su un tema attuale per riflettere sullemodalità di affrontare la crisi in un momento così particolare perle organizzazioni no profit. La crisi l’abbiamo voluta analizzareanche dal punto di vista di quelli che la vivono da sempre, diquelli per cui la parola crisi, come ha detto Francois Ratsimbazafy,Referente del Progetto Madagascar, vuol dire miseria.Negli ultimi anni, a causa della crisi economica, abbiamopurtroppo dovuto affrontare una flessione delle quote raccoltedalMAISOnlusperiSADma lacrisièanche“Occasionedi svoltae nuovo punto di partenza” come ha detto Loredana Rabellino,coordinatrice dei progetti internazionali, che sottolinea come“in Italia, alla crisi economica non è corrisposta una crisi dellapartecipazione che, anzi, è aumentata. Siamo chiamatiad una riscoperta della vera natura di associazione divolontariato, accogliendo e rispondendo alla richiesta disempre maggiore partecipazione diretta, nelle attività in Italiacome nei progetti di sostegno a distanza sparsi nel mondo”.Ed è questa ampia partecipazione dei sostenitori a renderepossibili nuove iniziative di Fund Raising come le giornatedi “Visita l’arte: mostre, incontri, passeggiate nel segno dellasolidarietà” occasioni di coniugare la riscoperta delle bellezzeculturali italiane in favore di una solidarietà internazionale.“Operativamente - spiega Pasquale Castaldo, volontarioMAIS Onlus che sta seguendo la riorganizzazione dei processi- la diminuzione del numero dei sostenitori ha trovato comecontraltare una maggiore efficienza degli strumenti utilizzati eun’ottimizzazione delle risorse economiche”.I tagli necessari non hanno dunque alterato in manierasignificativa la qualità delle risposte messe in campo e la crisiha reso possibile sperimentare nuove forme associative ealtri modi di sostenere a distanza come i progetti di sostegnoad una classe, in sostituzione del sostegno al singolo studenteche sono stati attuati con successo in Brasile, rivelandosi unefficace strumento di contenimento dei costi. In Madagascarinvece la Fattoria Biologica, nata in seno al progetto decennaledi Sostegno a Distanza, ha dimostrato tutto il potenziale disuperamento delle condizioni di povertà, sperimentando consuccesso l’associazione tra contadini in una cooperativa agricola.Il percorso di riorganizzazione interna dell’ufficio e dirielaborazione della strategia comunicativa dell’associazionesta facendo il resto, rafforzando il dialogo continuo con i proprisostenitori anche per andare incontro al desiderio di solidarietàanche in tempi di crisi con proposte adatte anche a capacitàdi donazione più orientata ad obiettivi singoli a breve e medioraggio oltre che a quelle dei donatori storici e costanti che sonola forza della associazione.Pietro CartaResponsabile Comunicazione
    • Piazza Manfredo Fanti, 30 - 00185 Romatel e fax 06/7886163e-mail: mais@mais-onlus.orgwww.mais-onlus.orgSOMMARIOAssociazione di Volontariato - OnlusSocio Fondatore de la Gabbianella,Coordinamento per il sostegno adistanzaIn copertina: Convegno 2013(Foto di Claudio Gugliotti)31. INFO Sostenitore VersamentiMAIS Onlus NotizieMensile del MAIS Onlus EditoreAnno XXV, Aprile-Giugno 2013, n. 4-5-6Autorizzazione Tribunale di Roma n.44del 27/1/89c/c postale n. 70076005c/c bancario n. 2789presso Banca Prossima Fil. 05000 Romaabi 03069 cab 03240 cin Viban IT25 J033 5901 6001 0000 0002 789Direttore Responsabile: Giovanni NovelliTesti e redazione: Pietro Carta, Emanuela AlloniHanno collaborato: i Responsabili, i ReferentiFoto: Archivio MAIS Onlus, Sara Testini, Claudio GugliottiArt director: Ginevra Petrone - Viva GroupImpag.ne e Red. Grafica: Arianna De DominicisRealizzazione Grafica: Federica RizzoStampa: GM Produzioni Grafiche - RomaTutti i diritti sono riservati.È vietata la riproduzione di qualsiasi parte di questa rivistasenza il permesso scritto dell’Editore e degli Autori.4. Ci vuole coraggio! - M. Sorrentino5. Crisi e opportunità - L. Rabellino PROGETTI7. Belem Belem ai tempi della crisi8. Swaziland e Sudafrica Quando il gioco si fa duro i duricominciano a giocare10. In viaggio per crescere insieme12. Recife La crisi che frena la solidarietà14. Rio de Janeiro In crisi da sempre...qualcosa sta cambiando?15. Valença L’economia cresce ma...i brasiliani lo sanno?16. Argentina Le “arti” vincenti per la solidarietà 18. Madagascar Come impegnare le proprie forze per l’autosviluppo20.TESTIMONIANZE Un tirocinio in Italia per Lydia e Aurelo21.ITALIA La crisi: un’opportunità per il cambiamento Rendiconto gestionale e Stato patrimoniale Iniziative solidali
    • 4 PROGETTICi vuole coraggio!Modesto SorrentinoPresidente MAIS Onlusil futuro dei loro paesi ed è solo con il loro impegno chel’Africa, l’India, il Sudamerica riusciranno a compiere uncammino di democrazia, di pace e di sviluppo.Dobbiamo, inoltre, continuare ad avere il coraggiodi chiedere ancora fondi per la nostra clinica nelloSwaziland, un presidio sanitario che serve unapopolazione di oltre trentamila persone, offrendo cure,ecografie, elettrocardiogrammi, vaccinazioni in regime digratuità e che deve essere continuamente finanziata.Dobbiamo continuare a chiedere il vostro aiuto ed anchea cercare nuovi donatori per la nostra Fattoria Biologicain Madagascar, avviata ormai da qualche anno mache ha ancora bisogno del nostro impegno in questadelicata fase di crescita verso una piena autonomia,specialmente quando le spese sono più ingenti (pensoall’acquisto del trattore e del rimorchio, che abbiamopotuto effettuare grazie ai fondi del 5 per mille).Dobbiamoavereilcoraggiodichiedereaiutoperlanostrabiblioteca di Valença in Brasile: se vogliamo continuarea tenerla aperta e offrire un servizio prezioso non solo ainostri ragazzi che la frequentano giornalmente ma anchea tutta la popolazione della zona (corsi di alfabetizzazioneper adulti, corsi di computer ecc.), abbiamo bisogno difondi per la struttura, per le attrezzature, per la retribuzionedella bibliotecaria in modo da poter continuare ad offrireun prezioso servizio per i ragazzi e la comunità.Cari Amici,sono particolarmente felice di ritrovare tutti voi in quelloche ormai è diventato un appuntamento importante per lanostra Associazione e per i nostri referenti ed aderenti, unmomento d’incontro e di confronto tra le realtà dei paesi incui sosteniamo agli studi bambini, ragazzi ed adolescenti ela realtà del nostro paese, che sta attraversando un periododi grosse difficoltà e di cambiamenti radicali.Di questi tempi proporre un progetto da realizzare osollecitare un contributo per dei sostegni a distanza richiedemolto coraggio ed anche una buona dose d’incoscienza,perché sappiamo molto bene che tanti nostri sostenitori,come del resto una larga fetta delle famiglie italiane,hanno sempre più difficoltà a sostenere le spese familiarie, a maggior ragione, a rispettare gli impegni che hannocon il MAIS Onlus e ad essere regolari nei versamenti.Ma il coraggio di chiedere non ci può mancareproprio ora che la crisi mette in ginocchio intericontinenti, proprio ora che vengono travolti paesi chesembravano avere una solida economia (Spagna, Greciaed Italia), perché se queste nazioni se la passano male, èfacile immaginare che anche i paesi cosiddetti “emergenti”(Brasile, India) non se la passino molto meglio…Non possiamo arrenderci adesso ed abbandonare al lorodestino le centinaia di ragazzi che, grazie all’aiuto del MAISOnlus, stanno realizzando il loro sogno, stanno studiandoe si stanno diplomando e laureando; questi ragazzi sono
    • 5PROGETTICrisi e opportunitàLoredana RabellinoCoordinatrice Progettistrabuzzando gli occhi e mi disse: “Impossibile Loredana,da noi il volontariato non esiste”.Sono passati degli anni e oggi nella sua relazionepotrete leggere come invece questi aiuti volontari oggirappresentino la soluzione alle problematiche economichee contribuiscano alla continuità del progetto.Passiamo a Rio dove i ragazzi del gruppo ACNM perintegrare le quote non più sufficienti hanno avviatoattività in favore della comunità, l’apertura della bibliotecacomunitaria e la continuazione dei corsi di preparazioneal test di ammissione all’università, il tutto gestitoNella lingua cinese con lo stesso ideogramma sitraduce sia la parola crisi che opportunità. Vorrà forsedire che è proprio nei momenti di maggiore difficoltà cheaguzziamo l’ingegno e sfruttiamo tutte le nostre forze permigliorare la situazione di difficoltà? CREDO PROPRIO DI SI!Il tutto è confermato anche dai rimedi che i Referentidei nostri vari progetti hanno escogitato per far fronte aquesto periodo di crisi.Dorinha, Referente del progetto Recife, con l‘idea ditrasformare il Sostegno a Distanza (SaD) individualein sostegno ad una classe intera, con quasi la metà deisoldi aiuta il doppio dei ragazzi.Con microprogetti che comportano una spesaveramente bassa, prepara ogni anno le mamme con corsidi pasticciera e parrucchiera. Grazie a questi corsi lemamme possono iniziare un’attività generatrice di redditocon la conseguente fuoriuscita dal progetto del loro figlio/aperché così raggiungono l’indipendenza economica.Rimaniamo sempre in Brasile, citando il progettoValença, dove la Referente Giovina Santini sempre dipiù si dà da fare per coinvolgere nuovi volontari eraccogliere fondi anche sul territorio locale. Ricordo unachiacchierata di anni fa con lei. Le spese di mantenimentodel suo progetto erano davvero alte perché per poter farfunzionare il doposcuola, preparare da mangiare per 100bambini, tenere puliti i locali e organizzare i vari corsi, eranecessario pagare almeno 6/8 persone.Suggerii a Giovina di farsi aiutare dai genitori deibambini perlomeno nelle pulizia e nella preparazione delpasto. Mi sembrava normale, ricevevano un aiuto da noiper l’educazione dei loro figli, in cambio come minimoavrebbero dovuto dare qualcosa che non comportasseun esborso economico da parte loro. Giovina mi guardò
    • 6 PROGETTIGrazie alla nostra bellissima sede ed al folto numero disostenitori sempre più vicini a noi, ci siamo sbizzarriti conun incremento nel numero degli eventi organizzati come viracconterà nel suo intervento Rossella Rastelli.Abbiamo incrementato la nostra partecipazione aibandi delle varie Fondazioni. Eccovi alcuni esempi.Fondazione Paribas ha già donato i fondi per l’acquistodel forno per pasticceria del gruppo Madagascar. E’ statapresentata una richiesta di finanziamento alla FAO (Fondo1 x 1000) per la fattoria in Madagascar. Sempre il Progettofattoria Madagascar è stato presentato alla Chiesa Valdeseche da sempre utilizza i proventi dell’8x1000 solo edesclusivamente a favore di progetti di utilità sociale.Continua l’attività dei mercatini che frutta circa10.000€ l’anno da destinare ai vari progetti in corso. Chiha oggetti donare è pregato di contattarci perché la merceva continuamente rinnovata. Stiamo migliorando il sito etutto il settore comunicazione grazie al lavoro volontariodi Marco, esperto di siti web ed Emanuela, esperta dicomunicazione.Abbiamo migliorato la grafica e l’impaginazione del nostroMAIS onlus Notizie grazie all’aiuto di Ginevra, pubblicitariaprofessionista. Sono aumentati i volontari e soprattutto igiovani stagisti grazie agli accordi stipulati con varie universitàromane perché pare siamo una delle poche associazioni cheaprono le porte a giovani laureandi italiani e stranieri.Il contributo di questi professionisti insieme a quello ditutti i volontari che affiancano le nostre attività, la dedizionedei nostri pazienti impiegati e l’incremento degli eventi diraccolta fondi, faranno la differenza e ci permetteranno disuperare questi periodi difficili nel migliore dei modi.Inpratica,diminuisconoisostenitori?Noiaumentiamole attività!Guardate un po’ il bilancio: si chiude nonostante tutto inpositivo e questo grazie all’infaticabile impegno di tutti noi!Non ci facciamo mancare nulla. Anzi, se qualcuno di voiavesse idee nuove verrà accolto a braccia aperte.autonomamente senza dover rivolgersi a professionalitàesterne a pagamento. Le attività di gruppo comportanouna spesa minore rispetto al sostegno individuale,soprattutto se sono loro a gestirle, quindi nello statutodella loro associazione è previsto che chi usufruisce dellaborsa deve aiutare l’associazione nello svolgimento delleattività. Non solo, per tutti i lavoretti di manutenzione dellabiblioteca si stanno affidando a volontari con conseguenterisparmio sulle finanze.Parliamo ora di Claypole, il nostro piccolo ma importanteprogetto argentino. Quando iniziammo dieci anni fa, nonc’era un genitore che partecipasse al progetto. Oggi leattività sono tutte gestite da volontari, spesso genitoridei ragazzi sostenuti ma anche genitori i cui figli sonousciti dal progetto per aver terminato gli studi. Quest’annosiamo stati a festeggiare il decennale della fondazionedel progetto. Abbiamo incontrato le mamme ed i papàvolontari ed in particolar modo una delle mamme che,grazie ai corsi di artigianato, può contare ora su un suoreddito costante.India: anche per questo progetto è stata adottata lasoluzione del sostegno al gruppo. In questo caso è statopiù facile in quanto le ragazze vivono tutte in una casafamiglia. Si è preferito quindi dare un sostegno generaleche includesse sia l’istruzione che il mantenimento dellacasa, con un numero minore di sostenitori mantenendoinalterato il numero dei ragazzi.In sostanza la crisi economica italiana ha sì colpitoduramente i nostri progetti decretando un calo nelnumero dei sostenitori ma allo stesso tempo hadato un forte stimolo in loco affinché tutti quanti sirimboccassero le maniche per il futuro loro e dei propri figli.Mai come ora trovo che il nostro concetto di autosviluppostia davvero attuandosi, abbiamo seminato e cercatodi infonderlo per anni ed ecco che nel momento delladifficoltà la grande famiglia internazionale MAIS Onlus loha messo in atto nel migliore dei modi. Oserei quasi direche questo momento di crisi ha tirato fuori il meglio ditutti noi.Eh si, perché anche qui in Italia non siamo stati certo aguardare!
    • 7BELEMBelemaitempidellacrisiSavino MombelliReferente Progetto Belem (Brasile)I nostri volontari sono tutti giovani o adulti senzaimpiego. In Brasile la disoccupazione è vista come cosanormale mentre l’occupazione è considerata un colpo difortuna, un terno al lotto.5. Dal governo regionale abbiamo ricevutostrumentazione e supporto tecnico per due turnigiornalieri di corsi di informatica, ognuno dei quali vedela partecipazione di 25 alunni.6. L’unico modo per far fronte alla riduzione dei sussidiè stato diminuire il numero delle ceste alimentari da12 a 9. In accordo con le famiglie interessate e senza averricevuto alcuna forma di protesta, da circa due anni lacesta basica deve durare 45 giorni invece di 30.7. Le famiglie dei bambini adottati o assistiti civengono in aiuto soltanto una volta all’anno, durante lasettimana estiva destinata a festeggiamenti e spettacoliserali. I guadagni della settimana in questione vengonointeramente utilizzati per il doposcuola su indicato. Inquesta occasione una trentina di mamme, papà e fratellidei nostri alunni ci offrono una collaborazione tantogratuita quanto indispensabile.8. Non abbiamo ricevuto aiuti sistematici, ma nondobbiamodisprezzareciòchecièstatodatosaltuariamente,soprattutto in materiale scolastico, alimenti, assistenzasanitaria e materiale per attività ludiche.Concludo ricordando che ci mancano sempre tante cose.Ci auguriamo che il MAIS Onlus capisca di cosa abbiamobisogno e ci aiuti a provvedere.Un grande abbraccio, padre Savino.Le adozioni che sosteniamo in accordo con il MAISOnlus sono soltanto una quarantina, mentre il nostrototale di adozioni supera le ottocento. Esse sono divisein due gruppi. Al progetto di Belem fanno capo più di500 adozioni, sparse su un’area di 50 x 300 chilometria est della città. Esse sono totalmente amministrate dalpersonale PROVIDA. Al gruppo di Muaná (nell’isola diMarajó) fanno capo 300 adozioni, gestite totalmente dalpersonale locale.Dal PROVIDA non facciamo che spedire a Muaná glialimenti da noi acquistati.1. Le adozioni interrotte dai sostenitori che non pagavanopiù il sostegno sono state circa 200 (il 20%) nel periodo2010/2012.2. Abbiamo sempre una lunga fila di ragazzi cheaspettano di ottenere un sostegno: da 50 a 100.3. Il progetto classe ci è stato richiestospontaneamente da un gruppo italiano e comprendeattualmente un’ottantina di ragazzi, alunni diun doposcuola da noi realizzato e portato avanti. Ilprogetto classe non ha risolto il problema delle rinuncema, per ora, ci ha evitato il tracollo. Sarebbe una bugiadire che abbiamo usato il progetto come escamotage.Al contrario il progetto funziona con molta serietà. Iragazzi sono divisi in classi di 10 alunni, ognuna conun proprio insegnante pagato dal PROVIDA. Accantoalle aule vi sono il coordinatore generale e una donnaassunta per preparare e distribuire due merende algiorno: una per le quattro classi del mattino e una per lequattro classi del pomeriggio.4. Non abbiamo volontari nel senso proprio del termine.
    • 8 SWAZILANDQuando il gioco si fa duroi duri cominciano a giocareJackie StevensonReferente Progetti Swaziland, SudafricaQuando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocareQuando ho ricevuto la mail di Loredana sull’argomentodel Convegno di quest’anno “Solidarietà in tempo dicrisi”, ho cominciato a riflettere sul preciso significato dellaparola “crisi”. E’ un termine che usiamo molto spesso perindicare situazioni diverse, dal tubo dell’acqua che scoppiain casa al bombardamento di una città.A gennaio abbiamo avuto forti momenti di crisi: tutto ilprogetto in Swaziland è rimasto per giorni senza acqua.Dopo aver installato le nuove tubature e aver sostituitoper la terza volta la scatola dei fusibili, il meccanico hafatto saltare l’impianto elettrico. Nel frattempo io e Anka(responsabile della casa famiglia, n.d.r.) facevamo avantiindietro con Nhlangano con un gruppo di ragazzi alla voltaper acquistare le divise per le superiori. Ne abbiamo avutoper quattro giorni ma poi ce l’abbiamo fatta. Abbiamodovuto caricarci l’acqua in contenitori, anche i piccoli dellacasa famiglia hanno fatto la loro parte con i loro secchiellicolmi; io e Anka ci siamo lavate con un po’ d’acqua in unapentola. Siamo sopravvissuti, ora tutto è stato sistemato ela vita continua come sempre.Possiamo dire che questa era crisi?Sono andata a controllare anche nei vari dizionari etutti concordano nella definizione del termine crisi:è un momento di svolta, un periodo in cui dopoaver raggiunto l’apice del problema si devono adottareprovvedimenti decisivi.Certo che la mia crisi di gennaio è insignificante separagonata al momento di grave difficoltà economica alivello mondiale e l’inevitabile ricaduta che può avere sulsistema. Per esempio se la crisi economica italiana peggioraanche le finanze del MAIS Onlus ne risentono e diventaper noi difficile portare avanti i nostri progetti; chi ne pagale conseguenze sono i ragazzi.Siamo grati a tutti i sostenitori che hannocontinuato ad aiutare i nostri ragazzi in difficoltà:senza di voi ci sarebbero ancora più povertà e più ragazziper strada senza la possibilità di andare a scuola.Comprendiamo benissimo che se un sostenitore perdeil lavoro non può continuare a sostenere il ragazzo comeaveva fatto in passato. Ora si trova nella situazione in cuifatica a sostenere se stesso e la sua famiglia. In questo casonoi gli siamo grati per la generosità che ci ha dimostrato egli auguriamo ogni bene. Ha comunque fatto la differenzanella vita di un bambino africano.Abbiamo perso molti sostenitori a causa dellacrisi e questo ha colpito negativamente tutti i nostriprogetti. Gestire una clinica e due case famiglia con un
    • 9SUDAFRICAaiuto vivrebbero una vita miserabile.2. Siamo diventati molto più rigidi nella sceltadei ragazzi che possono iscriversi all’Universitàcon il nostro sostegno. Non ci possiamo permettere disprecare soldi con ragazzi poco interessati o demotivati.Solo gli studenti che superano la maturità con voti altipossono essere presi in considerazione per l’ammissioneall’università a tempo pieno. Gli studenti sudafricanipossono fare richiesta di una borsa di studio statale,privilegio non concesso ai profughi. Gli studenti volenterosipossono iscriversi all’Unisa, l’università per corrispondenzache gode di ottima reputazione a livello internazionale.Stiamo cercando di sviluppare un certo senso diresponsabilità nei nostri ragazzi e li incoraggiamo a cercarsiun lavoro part time. Ai nostri ragazzi manca questo sensodi responsabilità, ti dicono spesso: “Ma signora, io sonouno studente!”. Ci dispiace ma con noi non funziona.3. Nel 2005, grazie alla donazione di tre nostri sostenitori,abbiamo acquistato i tre appartamenti di Yeoville. Inquesti anni gli appartamenti sono stati utilissimi, ci hannopermesso di risolvere tutti i problemi di sovraffollamentodella casa famiglia Saint Christopher. Hanno ospitato unafamiglia di sette ragazzi abbandonati dai loro genitori, poidue ragazze orfane ormai grandi del nostro progetto. Oraè giunto il momento di vendere gli appartamenti. Due sonoi motivi che ci hanno portato a questa decisione: Yeovilleè diventato un quartiere di case e appartamenti fatiscenti,in particolare il nostro palazzo ha bisogno di essererimesso completamente a nuovo. Gli impianti idraulico edelettrico devono essere completamente sostituiti, l’esternoe l’interno devono essere ridipinti e impermeabilizzati.Molti appartamenti sono sovraffollati: in una casa di duestanze vivono in diciotto. Temo che se non si vende orafra un anno non sarà più possibile e ci ritroveremo conbollette e conti altissimi da pagare. Vendere ora ci darebbela possibilità di ricavarne un buon profitto e con il ricavatopotremmo sistemare la casa famiglia Saint Christopher,che al momento ha bisogno di significativi interventi.Una volta messi in atto tutti questi cambiamenti sonosicura che, come la fenice, ci risolleveremo dalla crisi evoleremo in alto verso nuove cime. Il nostro team africanonon vede l’ora di essere parte di questa rinascita.budget ristretto è diventato un incubo. Tuttavia sonosicura che supereremo anche questo momento difficile!Come dice il detto: “Quando il gioco si fa duro, i duricominciano a giocare!”Cosa stiamo effettivamente facendo per ripararcidagli effetti di questa crisi economica?1. Purtroppo abbiamo dovuto ridurre il numero distudenti sostenuti nelle scuole del centro e lo abbiamofatto con non poca riluttanza; non possiamo più affrontaregli altissimi costi delle rette mensili, delle divise e dei libri.Un bambino alle elementari ci costa più di 600€ l’annosolo di retta; alle superiore si arriva anche a 1000€ l’anno.Ora stiamo sostenendo molti più ragazzi nelle zoneperiferiche, ragazzi che vivono nelle baraccopoli enelle zone più povere, in appartamenti sovraffollatio in baracche. Qui il nostro aiuto è più efficace per ilsingolo individuo. Moltissime persone senza il nostro
    • 10 PROGETTIIn viaggio per crescere insiemeROBERTO ALAGNA26 Anni – Laureato in Economia alla Bocconi di Milanoha passato un mese in Sudafrica, presso il progetto inSwaziland e a Johannesburg. Obiettivo del viaggio:supporto in Matematica per ragazzi dai 4 ai 19 anni.“Sono partito per il Sudafrica con il desiderio di fare unaesperienza di volontariato ma anche il di parlare la lingua edi visitare un paese che mi affascinava.” Racconta Roberto.L’esperienza sul campo grazie anche all’esempiodi Jackie Stevenson – Referente progetti Sudafricae Swaziland – ha poi svelato “l’altra faccia” delvolontariato, quella della frustrazione e delle difficoltà direlazionarsi a qualcuno che ha aspettative ed esperienzecompletamente diverse dalle mie. “I ragazzi sono personecome noi, che ragionano come noi, nel bene e nel male”così ho imparato che “Dovevo mostrare anche rigiditàquando serviva, perché io tendo a essere amichevole, ea lasciar passare tutto ma non era la modalità giusta direlazionarsi con persone che devono crescere.”A Johannesburg Roberto ha invece conosciutoRoger, un ragazzo di 23 anni che studia anche luieconomia, e che ha portato Roberto a conoscere la città, ilmuseo dell’Apartheid, ma anche al cinema e in vari centricommerciali. “Abbiamo parlato di tutto, ci dice Roberto,dall’università, alla vita nel campus, ai suoi progetti, alleragazze. Siamo anche andati a Yeoville a giocare a biliardo.Lì si percepisce molto la pericolosità del posto, perché vi èuna grande commistione di etnie, tutti mi osservavano e misentivo in soggezione. Sono rientrato – continua Roberto -con la consapevolezza della grande fortuna che ho avuto peril sostegno della mia famiglia e per le opportunità che la vitami ha regalato ma anche con la scoperta che la mia volontàè l’unico reale fondamento della mia azione di volontariato.”Ogni anno il MAIS Onlus organizza Campi di Lavoropresso i propri progetti per dare l’opportunità aipiù giovani di fare un’esperienza di volontariato,avvicinare la realtà dei nostri progetti vivendo la quotidianitàdel lavoro coi bambini e cogliendo l’occasione per unavisita del territorio nel fine settimana. Ecco le esperienzeraccontate durante il convegno annuale.Volontariato sul campo
    • 11PROGETTISPORTS AROUND THE WORLDSin dal 2011 i volontari dell’associazione Sports Aroundthe World collaborano con il nostro progetto in Swazilandcon attività sul campo da Basket e nelle aule come ciraccontano Giovanni Albanesi, Vice-presidente SportsAround the World e Chiara Lai, volontaria.Forte è l’impatto di una esperienza di formazionee divertimento come quella intrapresa da Chiara, MoniaRuggeri e Fabio Giorgi che, in Swaziland anche quest’anno,si sono occupati di allenare i ragazzi e di proseguire laformazione per gli allenatori.L’esperienza di Chiara iniziata in ricordo di Mariodelle Cave, ragazzo scomparso 2 anni e mezzo fa,è densa di emozioni: “La cosa bella - ci dice - è chequando sono tornata non ho fatto che pensare airagazzi africani e a quello che avevo vissuto, e hotentato di aiutarli a distanza organizzando un torneodi minibasket e una giornata di 12 ore di attivitàsportiva per raccogliere abbigliamento e fondicoinvolgendo i miei alunni”.GAIA CIVITAHa passato due settimane in Swaziland e dieci giorni inSudafrica. Obiettivo del viaggio: supporto in Matematicaper ragazzi dai 4 ai 19 anni.“All’inizio erano tutti terrorizzati, avevano paura di direche non capivano, ma alla fine c’era quasi la fila, e abbiamopassato molto tempo insieme per studiare matematica.”L’esperienza risulta emozionante nelle parole di Gaia“I bimbi più piccoli venivano col libro in mano a chiedereaiuto e questo è il ricordo più bello che ho: questi bambiniche chiedono che ti siedi accanto a loro e li controlli per icompiti, proprio come una mamma. L’aiuto è semplice,loro hanno solo voglia di avere qualcuno accanto chegli dica che stanno facendo bene.”L’impegno profuso da Gaia è stato tanto e fruttuoso siaper i ragazzi che per Gaia stessa. “Da loro ho imparato unacosa che mi mancava, la capacità di far scorrere il tempo:noi siamo abituati a una vita fatta di incastri, quindi farscorrere il tempo senza fare niente è inconcepibile. Loroinvece giocano con le cose più semplici, ad esempio passanopomeriggi interi a giocare a chi tira il sasso più lontano.”
    • 12 RECIFELa crisi che frena la solidarietàDorinha Maciel WanderlyReferente Progetto Recife (Brasile)una dottoressa italiana che durante le ferie visita i bambinidella scuola materna.Inoltre si è costituito un comitato di genitori che si occupadi diverse attività, come loto danzante, visite ad imprese,ecc. La loto danzante è prevista per il mese di maggio ei genitori stanno organizzando tutto. Altre persone dellacomunità frequentano le feste e organizzano i mercatini.Alcune famiglie collaborano spontaneamente anchecon poco, in base al loro reddito, affinché il progetto diformazione integrale della scuola Santa Maria non debbaridurre il numero di bambini/adolescenti che ne fanno parte.Purtroppo in Brasile esiste una legge che restringe dimolto l’aiuto in denaro da parte del Governo alle ONG. Cisono alcuni bandi ai quali ci si può iscrivere per accedere arisorse pubbliche destinate a spese e progetti precisi. Diverseimprese, soprattutto le più grandi, ricorrono a bandi conqueste caratteristiche. Seguendo queste iniziative abbiamovinto alcuni di questi bandi, ragion per cui non abbiamoancora ridotto il numero di bambini/adolescenti del progetto.Nonostante questi aiuti, negli ultimi tempi abbiamodovuto ridurre alcune spese per far fronte alla crisi.Abbiamo sospeso alcune attività extrascolastichecome la capoeira, l’informatica e l’arte – sono attività disupporto all’apprendistato che aumentano l’autostima deiragazzi ma diminuiscono il tempo del bambino; abbiamodiminuito le ore lavorative dell’assistente sociale e siamorimasti per anni senza uno psicologo; questo porta a unaccumulo di situazioni non risolte, soprattutto a livello deirapporti intra-familiari.Gli stipendi non seguono il ritmo dell’inflazione e nonè possibile assumere nuove persone anche se necessarie.Questo ha portato a un aumento di lavoro per chirimane nell’organizzazione e un continuo ricambio deiNonostante la crisi, il numero dei bambini sostenutia Recife rimane lo stesso, perché il nostro interventocome MAIS Onlus e NUSIJ si attua per l’intera scuola oper la classe. Stiamo facendo di tutto per non diminuireil numero di bambini nel progetto, attraverso la riduzionedi alcune attività e contemporaneamente con la ricerca dialtri fondi. Attualmente fanno parte del progetto circa 530tra bambini e adolescenti.Il Progetto Classe ha dato ottimi risultati nel suocomplesso. Esso è più adatto ai tempi odierni perchérende di più l’idea di risorse indirizzate a un programmadi sviluppo e promozione umana, in quanto destinate a ungruppo di bambini in un determinato percorso educativoe formativo. Da parte di coloro che ricevono l’aiuto è piùfacile capire lo scopo del progetto.Infine, per chi si occupa della gestione, viene semplificatolo scambio di corrispondenza. Anche il Progetto Classeperò, ha risentito della recente crisi, e le crisi, di solito,portano con sé lo smuoversi di nuove e impensaterisorse. Qui da noi sono state molteplici le attività divolontariato nate per supportare il progetto:- Gli adolescenti e le mamme dell’organizzazione ciaiutano in alcune occasioni e attività specifiche. Il Brasileha una legislazione lavorativa molto chiusa, nel senso cheè facile per una persona dopo un tempo di volontariatoesigere dei diritti come se avesse lavorato, per cui bisognaessere sempre prudenti nell’accettare volontariato piùregolare;- Giovani brasiliani provenienti da diverse province oanche stranieri che conoscono il nostro Progetto, vengonoa fare volontariato mettendo a disposizione i loro talenti,per periodi che vanno da una settimana a più mesi.- Adulti delle zone vicine e anche stranieri mettono adisposizione il loro tempo libero o le loro vacanze, come
    • 13PROGETTIa leggere per potersi inserire in mezzo agli altri. Le attivitàche si fanno qui nell’istituto vengono mantenute con tantadifficoltà finanziaria, grazie all’Associazione MAIS Onlus econ l’aiuto continuo del Nucleo Di Solidariadade a Infânciae Juventude (NUSIJ).u Gli aiuti delle mamme e dei volontari ci aiutano adiminuire il nostro budget.Essi si occupano della manutenzione della casa negliorari liberi. Sono persone che nel corso degli anni hannoricevuto benefici per loro e per i loro ragazzi, grazie ai variprogetti realizzati.u Aiuto della comunità locale.La comunità partecipa con promozioni culturali, peril fondo di Cultura del Municipio. Le famiglie donanomateriali di tutti i tipi per un mercatino fisso alla Ceci Costa.u Alcuni commercianti donano alimenti comefrutta e verdura per il banco degli alimenti; il gas èdonato dalla Compagnia fornitrice del Gas.u Numero di bambini e ragazzi assistiti.Sono 51 i bambini dai 7 ai 12 anni assistiti tutto il giorno,insieme a 35 famiglie; in più offriamo 30 posti per i ragazzidai 13 ai 15 anni che hanno voglia di fare le attività che sioffrono loro.Si aggiungono inoltre a queste attività la Clinica Sorriso,la Casa della Provvidenza, il Forno Nosso Mana, le iniziativedi generazione di reddito per le mamme.professionisti alla ricerca di migliori condizioni di vita.D’altra parte, alcune attività soffrono di discontinuitàperché dipendono da progetti approvati con tempi diversidalle necessità reali (da 6 mesi ad 1 anno). Presso la Casadi Accoglienza Ceci Costa si cerca di dare un aiuto allefamiglie bisognose, per questo quest’anno si è dovutarivedere l’organizzazione del progetto. Tutte le famigliesono state visitate dall’Assistente Sociale, che vedendo laloro situazione ha ridotto il numero di bambini sostenuti.In questo momento lo Stato fornisce un programma dieducazione integrale, anche se lascia molto a desiderareper quanto riguarda l’aspetto educativo e pedagogico. Èstata riordinata la proposta pedagogica, facendo tutto ciòche si faceva prima a livello educativo e culturale, per unnumero di ragazzi ridotto.Fino allo scorso anno i ragazzi rimanevano presso laCasa fino ai 15 anni, da quest’anno il limite di età è statoridotto, anche perché i nostri adolescenti hanno dimostratola voglia e il bisogno di lavorare. L’ideale sarebbe poteroffrire loro le competenze necessarie e la possibilitàdi affrontare il primo lavoro.u C ome affrontare la crisi?Il nostro dovere è di dare a questi ragazzi lacompetenza che occorre per vincere nella società, lapossibilità di riconquistare la loro cultura e imparare
    • 14 RIO DE JANEIROIn crisi da sempre...qualcosa stacambiando?Regina Melo de MoraisReferente Progetto Rio de Janeiro (Brasile)delle assemblee (che ora sono organizzati dai membri edagli ex-borsisti). Abbiamo diminuito quanto più possibilele spese per l’elettricità, l’acqua, il telefono, il materiale perla pulizia. Nell’ultima riunione, riguardante la pulizia dellabiblioteca, non c’è stato il rinfresco per i partecipanti.Sono già due anni che teniamo i nostri incontri annualiin un solo giorno, e sempre nella nostra sede. Facciamoaffidamento sempre sui nostri borsisti per lamanutenzione della sede e per cercare amici professionistiche ci fanno lo sconto o addirittura che facciano volontariato.Per esempio l’installazione della lavagna bianca ha avutouna spesa molto inferiore al vero valore di mercato. Lanostra presenza nella comunità ha sempre generato buonifrutti, spesso gli alunni hanno collaborato alle pulizie,mettendo in ordine la sede. I bambini già si sentono a casa,portano film e pop-corn per stare insieme dopo aver fatto icompiti e puliscono tutto prima di andare via.Per quanto riguarda gli studenti, la maggior partelavora o partecipa a stage per mantenersi gli studi o persopravvivere. Io stessa ho fatto questo per mantenermi glistudi quando ero borsista.Molti si appoggiano ai nostri progetti anche perarrotondare, come nel caso di Rodrigo e Isabel. Ossia, essiaiutano volontariamente più del previsto. Questo compitoè molto importante, evita ulteriori spese per l’associazionepoiché paghiamo il lavoro con le borse di studio, cosìl’attività del volontariato rimane nella legalità. Nel caso delprogetto della biblioteca, il volontariato è retribuito da unreddito simbolico: Rodrigo riceve 500 reais al mese (lavora8 ore al giorno, per 5 giorni a settimana). Facciamo ciò peramore del progetto.Come abbiamo già detto l’anno scorso, tutto ciò è lospecchio della più grande coscienza di voler mandareavanti il nostro progetto.Amici del MAIS Onlus,riprendo in questo nostro Convegno di oggi parte deltema dell’anno scorso: le difficoltà finanziarie.Il nostro gruppo conta oggi 10 borsiste e circa 11 ex-borsisti che lavorano per il funzionamento dell’ACNM. Acausa delle difficoltà economiche dall’Italia, indichiamoi nuovi nomi quando qualcuno sta per formarsi. La crisieconomica mondiale ha un forte impatto sul cambiodella valuta e noi riscontriamo grandi problemi nelleentrate e nelle uscite, poiché la stessa quantità di eurocorrisponde a meno reais brasiliani rispetto a prima.Le spese per i progetti rimangono invariate e dunque sisvuotano le casse. Di conseguenza ci sono cambiamentiriguardo l’amministrazione delle risorse. Varie attività sonostate tagliate: gli eventi di aggregazione, i buffet nei giorni
    • 15PROGETTI 15VALENÇAL’economia cresce ma......i brasiliani lo sanno?Giovina SantiniReferente Progetto Valença Brasile)é che pagano 4 lezioni settimanali di un maestro di chitarraai nostri alunni con la prospettiva di creare una scuola dimusica permanente, visto che per questi bambini é difficilespostarsi verso il centro.I ragazzi del Demolay ci aiutano con i regalini di Natalee con quelli del giorno del fanciullo e le nostre feste sonopossibili grazie alla collaborazione della comunità edelle mamme dei bambini che si prodigano come possono.La Bahia-Cred ci ha donato 37 sedie con il bracciolo pergli alunni più grandi. Il negozio di materiale di costruzioneNatan sempre ci dona alcune divise del doposcuola e ci fadegli ottimi sconti quando compriamo il materiale. UtilidadeCorreia ci vende a prezzo ridotto il materiale scolastico, e cosìvia dicendo. Anche amici italiani non sono stati da meno:l’associazione WordSport e la società Dabliú di Roma hannodonato magliette, scarpini e magliette per la scuola di calcetto“Escolinha Craques do Futuros”. Inoltre quando venni inItalia a maggio, presentai un progetto per l´acquisto di uncongelatore. Il Gruppo Mercatino del MAIS Onlus si detteda fare per la raccolta di fondi straordinari. Al mio rientroin Brasile ho scoperto che il governo brasiliano aveva toltouna tassa sugli elettrodomestici e il cambio era più favorevole.Perciò in quel momento, con la stessa cifra ed un ottimo scontoavuto dal negoziante, siamo riusciti a comprare 2 congelatoried ora possiamo stoccare le donazioni o comprare merciquando il costo é più basso. Grazie a “Biblioteche Solidali”del Comune di Roma e ad un gruppo di pensionati di Uscio(Genova) abbiamo ampliato e migliorato la sala computere creato spazi decorosi e funzionali.Come vedete il nostro “rebolar”, cioè il darsi da fare perriuscire a realizzare i nostri sogni, funziona sempre. Le mammeed alcuni papà si danno molto da fare e ci aiutano sia a trovaredonazioni sia nelle pulizie dei locali o in cucina.In un mondo tutto rivolto all’egoismo, noi abbiamocreato un’isola felice, come dice un mio amico poeta,e speriamo che nessuna ristrettezza economica possaimpedirci di continuare il nostro cammino.“Se tutti i poveri ricevono soldi dal Governo nonsignifica che é finita la povertà. Al contrario é un segnaleche l´economia non riesce a produrre istruzione, impiego ereddito per questa gente. La fine della povertà sarà denotatada altri due indicatori: bambini e giovani a scuola e buonaqualità di insegnamento”.Il governo fa dichiarazioni sull’abbassamento dell’indice dipovertà,diconochesiamoal4ºpostofralepotenzeeconomiche,ma il Brasile, secondo l´UNESCO, é rimasto all’85º posto nellaclassificacheprendeinesameilgradodiistruzionediogniPaese.Inoltre, in Brasile l’inflazione è galoppante. Il salariominimo aumenta sistematicamente all’inizio di ogni anno.Attualmente é di 680 reais, pari a 283 euro circa, ma ilcosto della vita aumenta sempr. Il progetto Valença risentedella crisi economica italiana, per cui, nonostante il grandenumero di mamme che ci chiedono di far entrare i lorofigli nel progetto, ci siamo imposti di non aumentarei sostegni e rimanere intorno ai 100 bambini. Solo cosìpossiamo mantenere alto il livello di trattamento, darel’aiuto necessario per i compiti, comprare e distribuire ilmateriale scolastico richiesto dalle scuole pubbliche econtinuare ad offrire un’alimentazione sana e abbondanteai nostri alunni. Usiamo, inoltre, l´escamotage di allargareil circolo degli “amici del doposcuola” per cercare donatorie collaboratori volontari che ci aiutino a contenere le spesedi gestione e a mantenere il nostro doposcuola. Tra essi ilgruppo di brasiliani emigrati in New Jersey.Un’imprenditrice di Valença, la signora Norma, haun’azienda di magliette, da tempo ci regala gli scampoliper le mamme che fanno artigianato e lei stessa cercasostenitori per le divise dei nostri bambini. Insieme asua sorella Mara, sono i nostri più importanti sostenitoribrasiliani. Nel 2012 il gruppo di amici di Mara e Norma,ha fatto varie donazioni al doposcuola: un frigorifero insostituzione di quello che si era rotto, una macchina perlavare le divise dei bambini, 20 chitarre acustiche e la cosapiù importante, visto l’interesse dei bambini per la musica,
    • 16 ARGENTINALe “arti” vincenti per la solidarietàGiulio SavinaResponsabile Progetto Claypole (Argentina)sono persone appartenenti alla comunità localeche mettono a disposizione dei ragazzi della comunitàle proprie conoscenze professionali, permettendo in talmodo un notevole risparmio sui conti del progetto senzadover ricorrere a professionisti esterni. Un altro fattoredi risparmio adottato è il seguente: i frequentatori deilaboratori che hanno necessità di materiali costosi perpoter funzionare si organizzano a seconda delle propriecapacità. Ad esempio, a fine 2012 con il ricavato dellevendite dei lavori eseguiti dai frequentatori del laboratoriodella lavorazione del cuoio è stato possibile acquistare tuttiDa un po’ di tempo a questa parte, forse da dueanni, la parola più usata nei paesi più sviluppati e cheinvariabilmente si riversa su tutto il resto del pianeta è,neanche a dirlo, CRISI!Crisi economica, crisi finanziaria, crisi sociale equant’altro ancora, con forti ripercussioni sullo stile di vitadi gran parte delle persone. Qui in Argentina, come in moltialtri paesi in via di sviluppo, la parola “crisi” da molti annisi è svuotata del suo significato, o almeno di quello chepiù comunemente le si vuole dare. La parola “crisi” infattirimanda alla mente una situazione grave ma passeggera etemporanea, che le persone cercano di superare quanto piùpresto possibile. Qui in Argentina la crisi economica ormaifa parte del tessuto endemico della società, è accettata dallamaggior parte delle persone, che cercano una forma diconvivenza con essa nel tentativo di evitare effetti peggiori.Questo però non vuol dire che tutti si rassegnano al peggio,anche qui vale il detto “necessità fa virtù”.Ovviamente anche il progetto Ricreando non è indennedai contraccolpi della crisi economica che sta interessandoin maniera sensibile anche il mondo della solidarietà.L’epoca d’oro delle 50 borse di studio offerte dal MAISOnlus ai nostri ragazzi del progetto Ricreando in confrontoalle attuali 34 ci sembra ormai appartenere a un passatodifficile da riproporsi. Però questo, grazie anche alle varieiniziative locali, non ha tolto al progetto la possibilità dioffrire alla comunità locale le opportunità che sono allabase del suo funzionamento.Nonostante la sensibile diminuzione delle entrate infavore del progetto Ricreando legate alla riduzione delleborse di studio, si è potuto mantenere sempre alto ilnumero dei laboratori in funzione, senza diminuire laqualità dell’offerta ai frequentanti. Questo è stato possibilegrazie al fatto che i responsabili di tutti i laboratori
    • 17PROGETTI 17ARGENTINAgadget vari che hanno trovato, grazie agli sforzi pubblicitaridi Loredana Rabellino e degli amici del MAIS Onlus addettial mercatino un’ottima accoglienza in Italia.Il progetto Ricreando si mantiene abbastanzavivo grazie soprattutto alla partecipazione eall’interessamento di una parte dei genitori dei ragazziche ricevono la borsa di studio e anche di ragazzi e bambiniche partecipano alle attività del progetto. Non dobbiamo infattidimenticare che il progetto Ricreando non è a esclusivo uso ebeneficio dei pochi ragazzi che godono della borsa di studio delMAISOnlusmaèunastrutturaapertaatuttalacomunitàlocale.Quest’anno abbiamo registrato un numero molto consistentedi richieste di partecipazione ai laboratori, di cui alcuni, comequello di punto a croce, sono completamente nuovi.La richiesta di sostegno diretta alle autorità municipaliè stata accolta con esito favorevole e così per il terzoanno consecutivo il nostro progetto può contare sullacollaborazione gratuita di un professore di educazione fisica.Riguardo al tema degli aiuti e dei supporti esterni diorigine locale purtroppo non abbiamo nulla da segnalare,e questo va attribuito sicuramente alla difficile situazioneeconomica che qui sta colpendo duramente soprattutto ilceto medio e anche al fatto che il sentimento di solidarietànon è molto sviluppato e sentito.Come riportato puntualmente nei nostri bilanci, lavoce di spesa di gran lunga più importante è quellarelativa all’istruzione, che comprende l’acquisto ditutti gli accessori scolastici, l’iscrizione e le quote ai corsid’informatica, inglese, ecc. Si tratta di una voce che dianno in anno diventa sempre più consistente per colpadell’indice di inflazione reale che qui in Argentina risultapari al 24% l’anno, il più alto del Sud America. Nonostantetutto, noi Responsabili del progetto facciamo in modo dioffrire ai borsisti tutto il supporto necessario, anche sequesto sforzo va ad incidere su altre voci del bilancio.Ci riferiamo in questo caso al budget assegnato ad ogniborsista per l’acquisto di calzature, generi alimentari e divestiario, infatti da tempo queste voci di spesa sono rimastequasi invariate nonostante l’aumento del costo della vita.Non sempre una severa crisi economica come quellache stiamo attraversando porta con sé solamente effettinegativi: per quanto ci riguarda, possiamo dire che la genteche ruota intorno al progetto Ricreando sta prendendocoscienza di questa nuova situazione, adesso apprezzamolto più che in precedenza il sostegno del MAIS Onluse, contando anche sulle proprie forze, si impegna perassicurare un buon futuro al progetto stesso.i materiali necessari al laboratorio stesso previsti per leattività dell’anno 2013 senza quindi la necessità di incideresulle uscite del progetto. Questo vale anche per gli altrilaboratori di natura artigianale.I ragazzi che frequentano il laboratorio ditaekwondo sono ormai da tempo diventati specialistinell’organizzare bingo e riffe allo scopo di pagarsi lespese legate alla partecipazione in vari tornei nazionali e avolte anche internazionali. Questo laboratorio è presenteanche in forma saltuaria nei mercatini di fine settimana:si vendono sandwich e dolciumi preparati dalle mammedegli stessi ragazzi. In quest’ultimo caso i ricavi non sonoesaltanti, però è molto bello e positivo vedere l’entusiasmoe il lavoro di gruppo dei ragazzi e la partecipazione attivadei genitori. Durante un fine settimana del periodonatalizio, sempre i ragazzi del taekwondo, con il permessodel direttore della scuola Pedro de Vega, hanno organizzatonell’atrio della scuola stessa una fiera di prodotti nataliziaffittando i posti di vendita ed esposizione agli artigiani eai commercianti. L’iniziativa ha riscosso un buon successoed è stata ripetuta dopo due settimane.Un’entrata nel bilancio del progetto che con il tempo èandata sempre crescendo è quella relativa al 10% dei ricavidelle vendite dei prodotti del gruppo donne che si sonospecializzate nella realizzazione di sacchetti/bomboniera e
    • 18 MADAGASCARla maniera per avviare un vero sviluppo, la creazione dilavoro, un’ entrata comune di reddito.I MEZZI- MotivazioneOrganizzazione di due assemblee all’anno per tutti igenitori e i bambini sponsorizzati. In questa assembleasi fanno delle valutazioni degli anni passati e delleprogrammazioni per il semestre in corso.La prima assemblea è sempre in occasione dell’annonuovo, per salutarci e socializzare, per dare notizie deibambini, condividere le difficoltà e raccontare anche isuccessi di alcuni famiglie. Questi raduni sono organizzatiper coltivare il senso di appartenenza all’associazione.E’ su questo senso di appartenenza che possiamo avereun maggiore coinvolgimento da parte dei genitori e deigiovani in adozione. Così riusciamo meglio a convincerlidi quello che vogliamo trasmettere come motore verso uncambiamento positivo.- Controllo e organizzazioneE’ il controllo reciproco. Essendo un’associazionericonosciuta, creare un consiglio che viene dai genitori deibambini adottati è una forma di autocontrollo tra i membri.I genitori si assumono la responsabilità di una decisione suglialtritramiteilconsigliodell’associazione.Essisisonoorganizzatiin gruppi a seconda della loro località di provenienza.Ogni gruppo ha un/a responsabile che può convocare unraduno di sensibilizzazione quando lo ritiene opportuno.Inoltre ha il compito di trasmettere le varie notizie al gruppo.- Azioni concreteTutti sono stati affiliati a un’istituzione finanziaria perscoraggiarli nello spendere i soldi subito e permettere lorodi economizzare i ricavi ottenuti.Delle riflessioni comuni hanno fatto nascere nuove idee sucome sfruttare al meglio le rimesse ricevute ogni trimestre.Crisi vuole dire disturbo, movimento. Il disturbo puògenerare o una regressione o un salto in avanti. La crisifinanziaria che colpisce il mondo occidentale si ripercuotesull’associazionismo solidale. Come fronteggiamo la crisiin Madagascar all’interno della nostra associazione?In questo articolo cerchiamo di fare un riassuntodella nostra vita associativa malgascia all’internodell’associazione Tsinjo Lavitra (TL).I punti presentati in questo articolo trattano delle cosepiù note come l’uscita dalla crisi internazionale. Bisognasapere che il Madagascar è stato sempre in crisi sin dalladecolonizzazione, agli albori degli anni ‘60.La crisi europea ora è un “go” per il Madagascar. Si esce pianpiano dall’idea di stare sempre in attesa di aiuti senza fine.La popolazione sostenuta ha bisogno di imparare acamminare da sola per diventare sostenitrice di se stessa.Deve poter camminare con i suoi piedi. Chi sa se succederàtra poco? E’ troppo ambizioso. E’ una sfida continua, ma èla ragione del MAIS Onlus. E’ l’autosviluppo.INTERPRETAZIONE DELLA CRISILa crisi che significa diminuzione delle risorse finanziariee diminuzione della generosità iniziale è stata una chiamatae una spinta per la TL a vivere il significato dell’acronimoMAIS (Movimento per l’Autosviluppo Internazionale nellaSolidarietà). Dal momento in cui ci siamo conosciuti laparola che ci ha colpito è stata “Autosviluppo”. La crisiè stata presentata a bambini, giovani e genitori fortunatiperché hanno ricevuto uno sostegno a distanza, comel’occasione per diventare più consapevoli nell’approfittaredel sostegno a distanza e sfruttare al meglio quello chericevono dal MAIS Onlus.OBIETTIVO COMUNEIl nostro obiettivo comune in Madagascar è di trovareCome impegnare le proprie forzeper l’autosviluppoFrançois RatsimbazafyResponsabile Progetti Madagascar
    • 19PROGETTIassicurare lo studio ai bambini. Le rimesse devono assicuranole rette, poi a volte riescono a pagare dei vestiti, da mangiaree anche l’affitto e gli spostamenti. Questa volta bisognarivedere insieme al consiglio della Tsinjo Lavitra quanti soldici vogliono per avviare un’attività comune.Tante di queste attività si possono avviare con dei fondiiniziali di 1.500€-2.000€. I genitori hanno deciso che adogni rimessa si mette da parte una certa quota di soldi, finoa raggiungere la somma necessaria per avviare l’attività.L’attività, una volta avviata, sarebbe una fonte diguadagno per tutti e creerebbe un fondo comune.La solidarietà in tempo di crisi potrebbe dunquetradursi in una vita più attiva e generare un tipo dicooperativa all’interno dell’associazione Tsinjo Lavitra.Abbiamo visto la crisi come una spinta verso una vita piùresponsabile per prendere in mano la nostra sorte.Questo vuole dire che ormai non abbiamo più bisognodi voi? No, vogliamo dire che dalla presa di coscienzadelle difficoltà finanziarie che state fronteggiando, è natauna migliore organizzazione da parte nostra per svegliarela coscienza comune dei membri della Tsinjo Lavitrae stimolare la voglia di fare qualche cosa insieme percontinuare a vivere nella solidarietà molto più attiva.- L’insegnamento dalla cooperativaLa presa di coscienza da parte dei genitori dei bambinisostenuti è una lezione imparata dalla cooperativa dellaFattoria Biologica di Antsaha.Sapendo che ogni malgascio è ancora radicato sulla terradegli antenati, i genitori hanno subito rubato la formadi autosviluppo applicata alla cooperativa della FattoriaBiologica. I contadini, invece sentono l’iniziativa dei genitoricome una forma di concorrenza nell’agricoltura. Possonoanche considerare questa vicenda come una spinta a faremeglio e produrre di più. Hanno già detto che affitterannoil trattore ai genitori dei bambini sostenuti a distanza eche, se loro non sanno lavorare, possono prestare la manod’opera a pagamento insieme al loro tecnico.E’ stato deciso all’unanimità durante il raduno diquesto semestre che l’associazione deve creare deigruppi di lavoratori seguendo le preferenze di ognuno.Le scelte sono:- Gruppo agricolo 1: tanti genitori, anche loro contadini,vogliono passare alla coltivazione del riso piovano e dei fagioli.- Gruppo agricolo 2: altri genitori si mettono insieme perraccogliere la spazzatura della città, cercare il modo perfarne concime e compost al servizio dell’agricoltura dellaregione di Antsirabe.- Gruppo di allevamento: dei genitori che se neintendono vogliono mettersi insieme per allevare dellegalline malgasce. Si produrranno solamente pulcini.- Gruppo della formazione: si organizza con i giovaniuniversitari e quelli che non studiano più una formazione apertaalpubblicoperl’introduzioneall’informaticaeallalinguaitaliana.La richiesta d’insegnamento della lingua italiana èaumentata in Madagascar a causa del turismo. Chissà sealcuni volontari italiani vorranno collaborare per l’aperturadi un centro di insegnamento della lingua e dell’informatica.- Gruppo delle sarte: si organizzano corsi di taglio ecucito per confezionare tende, coperte e teli.- Gruppo della panetteria o pasticceria: guardando allezone che richiedono il pane e che lo importano da lontano,si cerca di avere un gruppo che fa questo lavoro, puntandoalla vendita nelle zone fuori città.- Gruppo del dispensario medico: alcuni giovani possonomettersi insieme per aprire un dispensario nelle zone fuoricittà. Hanno notato che una para-farmacia è più che mainecessaria nelle zone fuori città. Ci vuole per questo unaformazione nelle farmacie e una richiesta formale al governo.- Si crea un giornalino mensile di 4 pagine per diffonderele notizie delle famiglie e degli amici dell’associazione. Ilprimo numero deve uscire il 12 aprile 2013. Gli universitarisi occuperanno di questo giornalino.- Come trovare i fondi?Ci vuole soltanto un permesso dai sostenitori italianisull’utilizzo dei soldi ricevuti. Il punto fondamentale è
    • 20 TESTIMONIANZEUn tirocinio inItalia per Lydiae Aurelo.L’avventuraha inizio!Questi i 2 ragazzi scelti per una esperienza davveroimportante.“Il visto è arrivato solo 20 giorni fa” ha detto MariaGrazia Daniele – referente per il Centro Anidra – lo scorso20 aprile durante il Convegno Annuale MAIS Onlus.E così finalmente parte l’avventura di Lydia e Aurelo. “Iragazzi vengono a imparare come si organizzanol’accoglienza e le attività a supporto di un’azienda alivello turistico, impareranno tutto dalla A alla Z, con uncorso molto serio che dura 4 mesi e prevede uno studio di 42ore settimanali, formato da gruppi di lavoro che sosterrannoi ragazzi nelle varie fasi” continua a raccontare Maria Grazia.Il Centro Anidra è infatti una realtà molto particolaredove si coltiva il benessere complessivo della persona, conun rapporto diverso con la natura, partendo dai modi dicoltivare e abitare. Un luogo dunque dove si può impararemolto per due ragazzi pieni di iniziativa, buona volontà ecuriosità come Lidya e Aurelo.Due psicologi saranno i loro tutor per tutto l’iterdella formazione che andrà dall’organizzazione di eventialla pasticceria, dal marketing all’informatica. Inoltre iragazzi avranno l’occasione di partecipare alla novità delle“case di paglia”. Una tecnica di costruzione che prevedeuna struttura portante in legno e tamponamenti in balledi paglia con tempi di realizzazione brevi, e consumienergetici molto bassi. Una occasione in più per Aureloe Lidya, per continuare a sognare, una volta rientrati inMadagascar, di costruire magari una nuova modalità diaccoglienza per un turismo al di fuori dei soliti circuiti e piùin contatto con la natura e la realtà locale.Nasce 2 anni fa, dalla visita di Francois Ratsimbazafy- Referente del Progetto Fattoria Biologica in Madagascar -al Centro Anidra, nel cuore degli appennini liguri, il sognoche sta per realizzarsi per Lydia e Aurelo: un tirocinio a360° per imparare a gestire una attività che coniughila natura con il turismo.Aurelo, vent’anni, è un “ragazzo MAIS Onlus” da 8anni, grazie ad una famiglia di Milano che gli ha permesso,tra l’altro, di frequentare una scuola di meccanica agricola,studiare ragioneria prima e la lingua Italiana poi, con deibuonissimi risultati! Un ragazzo molto determinato.Lydia, una giovane donna malgascia che, comemolte altre di Antsirabe, è incappata nella mani sbagliatecercando un’opportunità per migliorare la propria vita.Esistono infatti in Madagascar, ma anche nelle Mauritiuse nelle Filippine, diverse agenzie che propongono lavori“garantiti” come collaboratrice domestica in Libano. Inquesto paese infatti esiste una legislazione che non tutelaaffatto questa categoria di lavoratrici così, diverse famiglielibanesi e francesi, si avvalgono di agenzie che procuranomanodopera a buon mercato.Appena arrivata in Libano, Lydia è stata privata dellalibertà con il sequestro del passaporto, turni di lavorodi 18 ore, e il divieto di contattare i propri familiari inMadagascar. Lidya però non si è persa d’animo ed èriuscita a contattare Francois Ratsimbazafy che, con l’aiutodi amici sia italiani che Malgasci, è riuscito a farla ritornarea casa dove, insieme ad una amica, ha iniziato una piccolaattività di produzione di dolci.
    • 21ITALIAGli interventi organizzativi in corsoCon un’analisi della “performance produttiva” sono statiindividuati possibili cambiamenti in grado di espanderecompiutamente le significative potenzialità esistentidell’Associazione. Si è iniziato a introdurre, con l’opportunagradualità, alcuni interventi di tipo organizzativo chedovrebbero, ove possibile, migliorare l’efficienzadei processi operativi adottati e rafforzare l’immagineistituzionale dell’Associazione.Essi riguardano:-La formalizzazione dell’organizzazione.-Gli interventi conseguenti con l’adozione delleprocedure informatiche.-La standardizzazione dei processi utilizzati nel lavoro diSegreteria.-Un piano per la crescita nel numero dei sostenitori.Con la prima serie di interventi è stata conseguita ladefinizione formale dei punti di responsabilità per l’attivitàdi pianificazione e controllo, dei livelli di firma per lecomunicazioni dell’Associazione e dell’istruttoria già in usoadottata dal Consiglio per la valutazione dei nuovi progettie per l’aggiornamento di quelli in corso.Con il secondo ordine di interventi si è ritenuto diintrodurre modifiche organizzative conseguenti allosviluppo dell’automazione nel lavoro di ufficio che produceimpatti sotto diversi profili quali:-l’impiego dei video terminali da parte degli addetti perun tempo superiore a 20 ore settimanali che richiede alcuniadempimenti in materia di salute sul posto di lavoro previstidalla normativa in materia (d. lgv. 626/94 e d. lgv. 81/2008)-la gestione dei dati personali con archivi elettronici(privacy) secondo le previsioni del d. lgv. 196/2003-l’automazione di procedure connesse con altri aspettiquali: la formalizzazione dei controlli dei prodotti solidaligiacenti in ufficio, il miglioramento delle anagrafiche perla gestione dei destinatari e dei volontari, l’elaborazione diLA CONGIUNTURAPer effetto della crisi economica, nel periodo2008–2012, le risorse finanziarie private e pubblicheper l’associazionismo solidale sono diminuitesensibilmente. Nel solo 2011 l’intero sistema hasubito una flessione nella raccolta fondi del 37%.La congiuntura negativa che ha sopportato il MAISonlus è stata caratterizzata da flessioni decisamente menopesanti. La rilevante flessione tra i sostenitori, registratanel periodo pari al 19,6%, ha prodotto una significativariduzione nell’offerta di sostegno.Il numero dei bambini alla fine del 2012 è risultata pari a921 unità. La flessione media registrata nel periodo è statapari al 6,7%. Le sottoscrizioni periodiche hanno assuntolo stesso andamento rilevato tra i sostenitori registrandonel periodo una flessione del 17,3%. Per effetto delledismissioni circa il 4% delle quote sono sostenute dal MAISOnlus utilizzando le sottoscrizioni occasionali pervenute.In aggiunta è stato anche rilevato che per effettodella crisi, i sostenitori affrontano maggiori difficoltà amantenere le scadenze delle loro sottoscrizioni. Ciò harichiesto da parte della Associazione una temporaneacopertura delle quote pervenute in ritardo.Nonostante la flessione registrata nelle sottoscrizionicontinuative, il MAIS Onlus ha aumentato la propria attivitàdifferenziando la tipologia dell’offerta di sostegno anche in settoridifferenti dall’istruzione sostenendo iniziative nel campo dellasalute, del lavoro e dello sport finanziandole con donazioni libere.Per introdurre maggiore solidità, economicità edefficienza nella gestione, l’associazione ha iniziato,dalla metà scorso anno, un riesame che ha coinvolto sial’operatività interna sia le relazioni con il mondo esterno.Con la prima tipologia di interventi si è inteso perseguirel’obiettivo di liberare risorse e tempo alle attività ordinarie perimpiegarlenegliaspettistrategicidellefinalitàdell’Associazione.La seconda gamma di interventi riguardanoessenzialmente gli aspetti della comunicazione.La crisi: un’opportunitàper il cambiamentoPasquale Castaldo e Federica Rizzo
    • 22 ITALIAsui social network molto più di quanto lo facciano dal vivo.IMMAGINE COORDINATAL’obiettivo primario del primo intervento è quello diuniformare e regolare il modo in cui il logo, i colori, lacarta intestata, i depliant, le locandine parlino del MAISOnlus a chi è esterno all’associazione al fine di permettereuna maggiore penetrazione e quindi un’immediatariconoscibilità.L’ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE ONLINEPer quanto concerne la comunicazione online nel 2012,sono stati intrapresi due percorsi:a. Il consolidamento del legame con i sostenitoriattraverso i canali online di partecipazione e coinvolgimento(Newsletter elettronica e Facebook su tutti);b. la promozione di una più efficace diffusione delle attivitàdell’associazione attraverso la ristrutturazione del sito.Da una parte diventa sempre più importante costruireun dialogo continuo con i propri contatti non legatoesclusivamente alle occasioni speciali di donazione. Inquesto anche la newsletter, affiancata ai social network,ci viene in aiuto.Dall’altra, dobbiamo comunicare con i nostri donatori edobbiamo farlo là dove essi si trovano. In questo, i socialnetwork sono uno strumento molto potente e a costo zero.NewsletterDa una ricerca del 2012 (dell’Osservatorio Fund Raising)risulta che circa il 69% degli utenti internet ha indicatoche preferisce essere informato da una ONP tramite emailo Newsletter elettronica. Sempre di più l’email è canaleprivilegiato per stabilire un dialogo e un rapporto di fiduciacon gli utenti.Nel 2012 sono state inviate 32 newsletter ai sostenitorie ai contatti iscritti.Per progetti ed eventi di punta, sfruttiamo anche l’inviostraordinario di un’email ad hoc che promuove quelprogetto o quell’evento specifico. Questo è un ambitoda sviluppare, andrebbero individuati altri destinatari,implementando l’indirizzario.Parliamo ora dei social network.Dall’ultimo Rapporto Censis/Ucsi sulla Comunicazionerisulta che sempre più italiani sono online, e l’andamentodelle statistiche fa presupporre una crescita costante nelfuturo prossimo del valore del web in Italia. L’aumento degliutenti on line risulta trascinato dall’aumento dell’utilizzouna procedura di allerta per i mancati versamentiLa terza tipologia di interventi è volta a ridurrel’estemporaneità nelle procedure di lavoro e ad elaborareun piano annuale di operatività comprendenti gli eventie le attività di routine al fine di rendere più efficiente edordinato l’assolvimento dei compiti.La quarta gamma di interventi riguarda l’analisi dellepossibili azioni dirette per conseguire una crescita nelnumero dei sostenitori.L’obiettivo che si intende perseguire è il recupero dinuove adesioni attraverso:-la già sperimentata opera di coinvolgimento di nuovisponsor direttamente da parte di sottoscrittori disponibilia svolgere azione di reclutamento nei diversi luoghi oveoperano nel quotidiano.-il miglioramento dell’offerta dei progetti in modo chiaro estrutturatochesiaingradodiintercettaretuttelepropensionialla donazione sia essa continuativa (voler creare unarelazione con l’altro da sé (persona o comunità sostenuta)sia saltuaria legata a un progetto con obiettivo predefinito estrumentale allo sviluppo autonomo successivo.Per questo tipo di obiettivo nevralgica risulta la secondagamma di interventi che stanno riguardando tutti gli aspettidell’informazione e della comunicazione sia diretta sia mediata.Particolare attenzione viene anche dedicata all’editoriache sarà volta a creare una “immagine coordinata”dell’Associazione attraverso la standardizzazionedell’editing da adottare in ogni comunicazione epubblicazione effettuata.L’intendimento di tali interventi è quello di elaborareuna forma consolidata all’Associazione al fine di favorireulteriori sviluppi in termini di diffusione più ampiadella conoscenza degli obiettivi perseguiti e delle suepubblicazioni periodiche.Il processo di cambiamento nel settore dellacomunicazione ha visto due macro obiettivi:1. il rafforzamento dell’identità visiva della nostraassociazione ovvero di uno stile di comunicazione univoco sututte le linee di attività che hanno un impatto con l’esterno;2. lo sviluppo della comunicazione online che siaffianca al passaparola, che rimane lo strumento che connotapositivamente la storia e lo spirito dell’associazione. Perchèse è vero che il passaparola è il più potente tra i canali dipromozione del MAIS Onlus, è vero anche che, in un momentodi crisi, internet ci offre altri canali da sfruttare per non parlarepoi del fatto che oggi amici e conoscenti si passano la parola
    • 23PROGETTI 23ITALIAla Newsletter che abbiamo gestito direttamente. Entrambii canali costituiscono un elemento di costante rimando alsito conferendogli maggiore interesse e vitalità.A proposito della ristrutturazione del sito, ilprincipale obiettivo è quello sviluppare una piùfluente navigabilità. Questo significa ripensare aspettifondamentali, come la struttura del sito, l’organizzazionedegli elementi in pagina, l’ottimizzazione tecnica, lagrafica del sito, i testi e l’organizzazione dei contenutiper migliorarne la fruizione. L’autonomia nella gestionedei contenuti e delle pagine, che con il nuovo sito saràimplementata notevolmente rispetto al vecchio, ciconsentirà inoltre di intervenire strategicamente in manieracostante, perfezionando di continuo il tiro e allineando ilsito alle future esigenze dell’associazione.Migliorare il sito per espandere anche il bacino disostenitori intercettandone profili nuovi come quellodel donatore on line.Il 12% degli utenti internet sono donatori online; il32% di essi diventa donatore offline nel giro di 2 anni.Il donatore online è più giovane, dona di più alla primadonazione ma anche nelle successive rispetto al donatoreoffline. Le donazioni online avvengono per il 52% presso ilsito web della onlus prescelta.Il sito diventa quindi strategico e deve essere prontoad accogliere questo nuovo tipo di donatori ai qualioccorre offrire un’interfaccia efficace, facilmente fruibilee l’occasione di poter effettuare donazioni onlinedirettamente dal sito con modalità di versamento snelle,immediate e alla portata anche dei più giovani.Il nuovo sito del MAIS Onlus si propone quindi diprendere in considerazione anche un’altra fetta di utentie potenziali sostenitori a cui l’associazione si è rivolta inmaniera sporadica e occasionale e che invece in tempi dicrisi può rappresentare una risorsa fondamentale.COMUNICAZIONE OFFLINEUn ultimo sguardo a quelli che sono i prodotti editorialitradizionali del MAIS Onlus, ovvero il MAIS Onlus notizie el’Agenda.Il MAIS Onlus notizie ha una periodicità trimestrale.Nel 2012 è stato spedito a 1800 indirizzi. In tema di crisi edi risparmi, il 2012 è stato l’anno durante il quale la graficadei due prodotti a stampa è stata affidata totalmente allerisorse interne del MAIS Onlus. Possiamo perciò calcolare ilrisparmio annuo che nel 2012, per entrambi i prodottieditoriali, è stato di 2.440€.dei social network. Se nel 2011 il 53% degli italiani avevaaccesso a internet, nel 2012 questo dato cresce di 9 puntipercentuali: nel 2012 su Internet c’è il 62% degli italiani. Lacrescita è dovuta all’effetto traino rappresentato dai socialnetwork. In particolare, risulta che il 41% degli italiani èiscritto a Facebook, che risulta il social network più utilizzato.FacebookIl canale Facebook per MAIS Onlus è una delle principalipiazze virtuali.Facebook è lo strumento che da un lato è in grado diemozionare, coinvolgere e, perché no, aprire la strada per lacostruzione di una relazione con l’organizzazione, dall’altroè in grado di avviare un meccanismo di vitalità molto forte.Nel 2012, la pagina Facebook del MAIS Onlus haregistrato 110 attività (con una media di più di 2 asettimana) contro le 60 dell’anno precedente.E’ stato implementato il rimando tra la pagina Facebooke il Sito. Dai dati statistici di analisi del sito, il canaleFacebook risulta il primo referrer assoluto in terminidi traffico verso il sito dell’associazione. Ciò significache da Facebook arriva la maggior parte del traffico cheapproda al sito dell’associazione.Alla fine del 2012 registriamo 1996 iscritti alla pagina.Con un’attività costante e dedicata e con campagne adhoc il numero può essere incrementato.Il soggetto identificato come utente medio della paginaMAIS Onlus è donna di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Lecittà con più fan, dopo Roma che ha uno stacco notevolerispetto alle altre, sono in ordine: Milano, Napoli, Torino ea seguire la prima estera che è Johannesburg.SitoIl sito è oggi in fase di ristrutturazione totale. Nel 2012infatti ha presentato alcuni aspetti positivi ma anchemolte criticità. La natura tecnica del sito ha impeditoun’autonomia nella gestione dei contenuti; ciò ha portatoad una fase di stallo abbastanza prolungata che ha causatouna seppur lieve flessione dei visitatori.Il dato positivo che registriamo viene dalla percentualedi rimbalzo ovvero la percentuale di utenti che abbandonail sito web, dopo aver visitato solo una pagina. Nel 2012la percentuale di rimbalzo è, in maniera assolutamentecostante, diminuita di mese in mese passando dal 66%di gennaio 2012 al 50,9% di dicembre dello stesso anno.Ciò dimostra quanto sia fondamentale una gestione deicontenuti del sito integrata con la pagina Facebook e con
    • 241.03 - MICRO PROGETTIIl MAIS Onlus, a supporto del SAD, effettua delle attività disviluppo del territorio in cui “vive” e si manifesta il progetto;attività che vengono denominate “MICRO PROGETTI”. Laterminologia utilizzata non si riferisce alla piccola entità delleattività svolte dall’Associazione ma vuole evidenziare che leattività stesse sono strettamente connesse ad un progettopiù grande: il SAD. Le risorse finanziarie necessarie per larealizzazione di tali progetti, provengono da donazioni o dainiziative organizzate ad hoc.I costi che hanno maggiormente inciso su questa voce siriferiscono alla gestione e manutenzione della Clinica inSwaziland, comprese le spese relative al soggiorno deimedici italiani, la realizzazione del progetto Sorriso (curaodontoiatrica) in Argentina, alcune iniziative strutturali aRecife e a Valença, una macchina nuova per Antsirabè. Partedel saldo positivo registrato nella voce è stato accantonatoper finanziare l’implementazione della progetto agricolo nelMadagascar (A.II.6), il restante è accantonato nel Fondo adisposizione dei singoli progetti (A.II.3).Sui versamenti effettuati per realizzare i Micro Progettiviene applicata una ritenuta del 10%.1.04 – CULTURA ANTIRAZZISTA SUD AFRICANALe somme registrate nella sezione “Proventi” derivano dauna quota (8%) dei SAD versata per il progetto Yeoville,mentre quelle esposte in uscita si riferiscono alle spese disostegno per gli studenti universitari.1.05 – VIAGGIIn questa voce sono state inserite le spese sostenute per iviaggi effettuati per nome e per conto dell’Associazione.In particolare nel 2012 sono stati più volte acquistati e piùvolte disdetti i biglietti per portare in Italia, per un corso,due ragazzi malgasci. I biglietti ci saranno completamenteTutti gli importi sono espressi in unità di euro.Note esplicative alle voci più importanti delRENDICONTONella sezione “proventi” vengono evidenziate le risorsefinanziarie in entrata che provengono da sostenitori privatie pubblici. Più specificatamente per il 90% provengonoda persone fisiche o strutture private ed il restante 10 %proviene da strutture pubbliche che hanno aderito al SADo che finanziano micro progetti proposti dall’Associazione.Gli importi delle voci 1.01 – 1.03 – 1.08 sono registrati alnetto del 10% trattenuto dall’Associazione.1.01 – SADRappresentanolerisorsefinanziarieimpegnatenelSostegnoa Distanza. Il MAIS Onlus applica agli importi versati dagliaderenti e sostenitori del SAD, una ritenuta del 10% chedestina alle spese interne di gestione. Il saldo negativoè dovuto al ritardo nei versamenti di alcuni sostenitori. Ilforte calo degli oneri rispetto ai dati del 2011 è dovutoall’uscita dal progetto di numerosi sostenuti e la maggioreduttilità della nuova procedura per adeguare gli importidelle rimesse trimestrali. Il calo più moderato dei proventi èinvece dovuto principalmente dalle conseguenze della crisifinanziaria in corso Per quanto concerne il numero degliaderenti al SAD, le quote di adesione, i ragazzi sostenuti, sirimanda alla Relazione Annuale della Segreteria.1.02 – REGALIL’importo si riferisce ai regali che gli aderenti al SADfanno ai ragazzi sostenuti. Alle somme imputate alla voce“regali”, il MAIS Onlus non applica nessuna ritenuta. Lamaggiore consistenza dell’importo degli oneri è dovuta alfatto che nel corso dell’anno sono stati inviati regali nonmandati nel 2011.BILANCIOBilancio: rendicontogestionale al 31/12/2012
    • 25BILANCIOVOCI ONERI PROVENTI SALDO1 ATTIVITA TIPICHE1.01 SAD 419.568,11 410.684,99 -8.883,121.02 REGALI DEI SOSTENITORI AI RAGAZZI 27.005,76 25.568,26 -1.437,501.03 MICRO PROGETTI 25.944,55 59.223,68 33.279,131.04 CULTURAANTIRAZZISTASUDAFRICANA 24.910,84 10.868,32 -14.042,521.05 VIAGGI 5.101,85 3.759,72 -1.342,131.06 ASSEMBLEA 2.449,76 - -2.449,761.07 DIFFUSIONE/SITO 2.002,87 - -2.002,871.08 ARTIGIANATO 9.757,82 10.449,00 691,181.09 MAIS NOTIZIE 7.673,20 1.002,80 -6.670,401.10 RISORSE PER LA GESTIONE - 71.138,14 71.138,142 ATTIVITA PROMOZIONALI2.01 QUOTE ASSOCIATIVE GABBIANELLA 500,00 - -500,003 ATTIVITA ACCESSORIE3.01 AGENDA 7.028,11 10.507,60 3.479,493.02MAGLIETTE CELEBRATIVE VENTENNALEMAIS 100,00 100,003.03 INIZIATIVE 1.846,39 4.718,38 2.871,993.04 CESTI NATALIZI 11.696,72 15.188,62 3.491,903.05 MERCATINO 136,00 7.795,00 7.659,003.06 CAMPO LAVORO SWAZILAND 12.146,19 12.150,00 3,813.07 CONTRIBUTI 5x1000 2010 34.462,96 34.462,964 ATTIVITA FINAZIARIE E PATRIMONIALI4.01 BANCA 320,01 - -320,014.02 POSTA 1.483,91 30,94 -1.452,975 SUPPORTO GENERALE5.01 PARCELLA COMMERCIALISTA (2anni) 2.275,56 -2.275,565.02 SPESE NUOVA PROCEDURA 500,00 -500,005.03 CANCELLERIA 1.448,80 -1.448,805.04 PERSONALE STIPENDI 39.336,76 -39.336,765.05 CONTRIBUTI PREVIDENZIALI 30.489,26 -30.489,265.06 UNEBA 50,00 -50,005.07 SPEDIZIONI 2.673,49 -2.673,495.08 TELEFONO 1.757,94 -1.757,945.09 CELLULARI 1.923,18 - -1.923,185.10 UFFICIO 21.675,39 3.777,52 -17.897,875.11 TFR 3.849,97 -3.849,975.12 MANUTENZIONE SEDE 6.541,60 -6.541,60RISULTATO ECONOMICO 9.331,89 -9.331,89TOTALI 681.425,95 681.425,95 0
    • 26 BILANCIO3.05 – MERCATINOIl maggior impegno dei volontari ha contribuito a ridurresostanzialmente le spese. Le entrate derivano dai proventidella vendita di oggettistica, libri, bigiotteria ed articolivari. Il 30% del ricavato viene devoluto per microprogettiscelti dagli stessi volontari con il consenso del ConsiglioDirettivo.3.07 - Versamenti del 5x1000 2010. Le risorse finanziariederivanti dal 5 x 1.000 dell’anno 2010 sono state incassateal termine dell’anno 2012. L’utilizzo delle suddetterisorse verrà stabilito dal Consiglio Direttivo in sede diapprovazione del bilancio 2012.5.04, 5.05 – PERSONALE: STIPENDI E CONTRIBUTILa voce include tutte le spese regolarmente sostenuteper l’anno 2012 per i tre dipendenti assunti a tempoindeterminato full time e per un risorsa assunta a progetto.5.10 – La somma comprende le spese per l’affitto, i costidelle utenze (elettricità ed acqua) ed il riscaldamento.Nei proventi figura il contributo che l’Associazione LAGABBIANELLA ci versa in cambio dell’utilizzo dei locali.5.12 – Gli oneri si riferiscono alle spese affrontate perridisegnare la pianta della Sede. Lo spostamento dellaparete ha aumentato in modo consistente lo spazio dellasala consentendone un migliore e più differenziato utilizzo.rimborsati da un gruppo di amici di Genova e da Air France.Nei proventi è registrato inoltre il rimborso di Ecpat Italiaper i biglietti acquistati nel 2011.1.06 – Fra gli oneri registrati nella voce Assemblea figuranoi costi dei biglietti dei referenti per parteciparvi.1.08 – ARTIGIANATOE’ determinato dai movimenti in entrata ed uscita dirisorse finanziarie derivanti dalla compravendita deglioggetti di artigianato solidale provenienti dai progetti diRecife, Valença, Yeoville e Madagascar. Al ricavato delleattività di artigianato l’Associazione applica la ritenutadel 10%.3.03 – INIZIATIVEA titolo esemplificativo si elencano le iniziativeconcretizzate per favorire la raccolta di risorse:vendita biglietti per la Maratona di Roma, concerto,coordinamento vendita vini sudafricani, visite guidate,riunioni conviviali ecc.3.04 - CESTI NATALIZILe risorse finanziarie imputate nella sezione “proventi”,derivano sostanzialmente dalla vendita di cesti effettuataper il periodo natalizio dell’anno 2011 e una partemarginale è derivata dalla vendita dei cesti per il Natale2012.RISORSE PER LA GESTIONEPer l’esercizio 2012 il MAIS Onlus ha fatto fronte alle spese di Gestione con:1-Trattenuta del 10% applicata al totale degliimporti incassati ATTIVITA’ TIPICHE (voce 1.10) 71.138,14 60%2–Proventi da attività accessorie 15.309,19 13%3–5X1000 del 2009 31.627,57 27%Totale 118.074,90Preme sottolineare che tutte le cariche dell’Associazionesono ricoperte da volontari che prestano la loro opera atitolo assolutamente gratuito.EDITORIAL’esigenza di informare, comunicare e confrontarsi, dasempre vanto della nostra Associazione e la necessità disperimentare vie sempre nuove per procacciarsi risorse,trovano nell’EDITORIA il loro punto di incontro e la lororeciproca ragione di vivere.Il primo bisogno è garantito dalla pubblicazione trimestraledel periodico MAIS Notizie.All’altra necessità si deve la pubblicazione di AGENDE,CALENDARI ed altro. Il maggior provento viene registrato
    • 27BILANCIOnella vendita diretta dell’agenda (incontri, riunioni, mercatini ecc.).Uscite 2012 Entrate 2012 Saldo 2012MAIS Notizie 7.673,20 1.002,80 -6.670,40Agenda 7.028,11 10.507,60 3.479,49Totale -3.190,91STATO PATRIMONIALE – NOTEATTIVOB.III.1 - Titoli A GARANZIA: presso Fideuram RomaP.le Giulio Douhet 31 interamente finalizzati al TFR delpersonale.C.IV.1 – DEPOSITI BANCARI: C/C 2789 presso BancaProssima.C.IV.2 – DEPOSITI POSTALI: Conto corrente postale70076005 Roma Via Davila.C.IV.3 - Cassa UFFICIO: si riferisce alla cassa per le piccolespese presente in ufficio.C.IV.4 - CARTA PRE PAGATA: Costituita per consentire gliacquisti on line.PASSIVOA.II.1 - CULTURA ANTIRAZZISTA SUDAFRICANA(ex Centro Benny Nato). L’importo è destinato alfinanziamento dei progetti Mais in linea con i principidell’antirazzismo sia in Italia che in Sud Africa. InItalia a favore dell’attività di divulgazione nellescuole dei principi dell’antirazzismo e in Sud Africa,da una parte per tener vivo il ricordo della lotta perl’affrancamento dal razzismo e dall’altra per favorire ilriscatto culturale dei studenti bisognosi ma meritevoli.Nel 2012 è servito per coprire, per lo più, le speseuniversitarie e scolastiche dei SAD Sud Africani.Situazione al 31.12.2011 82.658,55Uscite nel 2012 (vedi conto economico 1.05) -24.910,84Entrate nel 2012 (vedi conto economico 1.05) 10.868,32Situazione al 31.12.2012 68.616,03A.II.2 - QUOTE ANNI SUCCESSIVI AL 2012Si tratta dell’importo complessivo versato dagli aderenti per quote di adesione pluriennali.SAD ANNI FUTURI2013 51.611,622014 4.712,312015 1.331,102016 288,90TOTALE 57.943,92A.II.3 – FONDI DESTINATI A SINGOLI PROGETTIL’importo evidenziato è la somma algebrica dei saldi diciascun progetto.La consistenza della somma è dovuta principalmente allapresenza del saldo positivo del progetto di Yeoville dovutoal cambio favorevole Euro/Rend.Il Consiglio ha deliberato di utilizzare il fondo per finanziarei vari Microprogetti del Sud Africa; in special modo percoprire le spese della gestione della Clinica in Swaziland.
    • 28 BILANCIOA.II.4 – CONTRIBUTI 5X1000 2009Situazione come da rendicontazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 24 ottobre 2012.IMPORTO PERCEPITO € 31.627,571. Risorse umanecompensi per personale € 17.738,002. Costi di funzionamentocanone locazione € 14.167,82TOTALE SPESE € 31.905,82A.II.6 – Fondo accantonato per la gestione el’implementazione della Fattoria di Antsirabè provenienteda iniziative ad hoc e dalla vendita dei prodotti dellaMurrina.A.III. – PATRIMONIO LIBEROPurtroppo il patrimonio accantonato negli anni precedentie il fondo rischi creato nella scorsa gestione sono staticompletamente assorbiti a causa del perdurare della crisieconomica/finanziaria italiana. Molti i sostenitori che,loro malgrado, hanno dovuto lasciare l’esperienza dellasolidarietà Vedi l’elevato risultato gestionale negativodell’esercizio 2011.Tesoriere MAIS OnlusLorenzo CipolloneIl presente bilancio è stato approvato dall’Assemblea dei Soci del MAIS Onlus in data 17 aprile 2013.
    • 29BILANCIOSTATO PATRIMONIALEATTIVO Anno 2012 Anno 2011A QUOTE ASSOCIATIVE ANCORA DA VERSAREIMMOBILIZZAZIONIB.I IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALIB.II IMMOBILIZZAZIONI MATERIALIB.III IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE 39.179,69 37.803,70B.III.1 TITOLI A GARANZIA TFR 36.479,69 35.103,70B.III.2 DEPOSITO CAUZIONALE PER LOCAZIONI 2.700,00 2.700,00C ATTIVO CIRCOLANTEC.I RIMANENZEC.II CREDITIC.III ATTIVITA’ FINANZIARIE NON IMMOBILIZZATEC.III.2  C.IV DISPONIBILITA’ LIQUIDE 478.105,77 464.999,33C.IV.1 DEPOSITI BANCARI 415.227,10 411.590,67C.IV.2 DEPOSITI POSTALI 51.306,16 51.524,05C.IV.3 CASSA UFFICIO 1.906,74 1.564,80C.IV.4 CARTA PREPAGATA 9.665,77 319,81D RATEI E RISCONTITOTALE ATTIVO 517.285,46 502.803,03PASSIVO E NETTOA PATRIMONIO NETTOA.I FONDO DI DOTAZIONE DELL’ENTEA.II PATRIMONIO VINCOLATO 488.545,66 529.098,36A.II.1 CULTURA ANTIRAZZISTA SUD AFRICANA 68.616,03 82.658,55A.II.2 QUOTE ANNI SUCCESSIVI AL2011 57.943,92 68.581,99A.II.3 FONDI DESTINATI A SINGOLI PROGETTI 302.766,10 332.485,28A.II.4 CONTRIBUTI DA 5X1000 ANNO 2009 31.970,29A.II.5 CONTRIBUTI DA 5X1000 ANNO 2010 34.462,96A.II.6 fattoria 24.756,65 13.402,25A.III PATRIMONIO LIBERO 9.331,89 -77.395,19A.III.1 RISULTATO GESTIONALE ESERCIZIO IN CORSO 9.331,89 -131.731,02A.III.2 FONDO ACCANTONATO NEGLI ANNI PRECEDENTI 54.335,83A.III.3 FONDO SVALUTAZIONE TITOLIB FONDI PER RISCHI E ONERI 35.542,82C T.F.R. LAVORO SUBORDINATO 19.407,91 15.557,04D DEBITID.1 DEBITI VERSO FORNITORIE RATEI E RISCONTITOTALE PASSIVO E NETTO 517.285,46 502.803,03  CONTI D’ORDINE RELATIVI A BENI PROPRI C/O TER  DEPOSITO CAUZIONALE PER LOCAZIONI
    • 30 INIZIATIVEesibizioni artistiche. Un ringraziamento speciale va almaestro Maurizio Carlini che ha donato il suo tempo ela sua professionalità per coordinare e far esibire unpiccolo Coro Mais durante uno degli spettacoli, grazieai quali abbiamo raccolto fondi per il progetto agricolo inMadagascar.Per lo stesso progetto la nostra storica dell’arteClaudia Sonego continua ad offrire la sua competenza,accompagnando una serie di visite guidate a mostre emusei con grande successo di pubblico.La nostra collaborazione con il Teatro Golden e i corsidi Yoga e Costellazioni Familiari, che si svolgono nellanostra sede, sono le nuove nostre iniziative solidali chesono state accolte da voi con il solito grande entusiasmo edi questo vi ringraziamo. Mettiamo, inoltre, a disposizionela sala per eventi di altre associazioni, chiedendo, comecontributo, una donazione che ci aiuta a sostenere le spesedi gestione.Come ogni anno i ringraziamenti sono d’obbligo pertutti coloro che hanno reso possibili la realizzazione ditutte le attività e gli eventi per raccogliere fondi per i variprogetti in questo difficile momento di crisi.Quest’anno le nostre iniziative solidali hanno contribuitoin modo molto significativo all’impegno della nostraassociazione nella raccolta fondi peri tutti i nostri progetti.I nostri cesti di Natale, ed i regali solidali (quest’annoabbiamo pensato ad un kit scolastico, ad un ciclovaccinale o ad un….maialino!!!), le agende, i mercatinidell’artigianato e dell’usato, la nostra collaborazionecon Afriwines hanno avuto il solito grande successo e diquesto ringraziamo tutti i nostri sostenitori.La mostra fotografica della giovane Sara Testini, cheha esposto presso la nostra sede il racconto della suaesperienza di volontaria e testimone della realtà e bellezzadel paese Argentina, è stato un evento che ha riscossomolto interesse, contribuendo in maniera significativa allaraccolta fondi per il progetto Claypole.Dallo stesso progetto arrivano le nostre bombonieresolidali, scelte da molti sostenitori e non per festeggiarei loro lieti eventi. L’intero incasso di queste vendite èinteramente devoluto a chi con pazienza, si occupa dicreare questi originali oggetti.Per il secondo anno, abbiamo avuto il piacere di ospitaregli Artisti Socialmente Utili, che hanno offerto le loroIniziative solidaliRossella RastelliConsigliere MAIS Onlus5 maggio 2013: Santa Ninfa (TP), presentazione del libro “Ferite a morte”di Serena Dandini (a sinistra nella foto)
    • SOSTENITOREVERSAMENTICosa puoi fare tu con una firma?Puoi permettere a molti bambini diricevere un’istruzione, cure sanitariee contribuire allo sviluppo economicodelle comunità nelle quali vivono.Come?Indicando nella tua dichiarazione deiredditi il codice fiscale del Mais onlus,donerai al Mais onlus il 5x1000. Noncosta nulla!OGNI ANNO PUOI DONARE IL 5X1000 AL MAIS ONLUS.È FACILE E A TE NON COSTA NIENTE!Fianarantsoa 18 al meseClaypole 18 al mesePretoria 18 al meseSwaziland 18 al meseSwaziland Clinica 15 al meseYeoville 24 al meseRecife 29 al meseNova Iguaçu 29 al meseValença 29 al meseBelem 29 al meseIasi 29 al mesenumero conto 100000002789presso Banca ProssimaABI 03359 CAB 01600 CIN JIban: IT25J 03359 0160010000000 2789- su c/c postale: 70076005Progetto euro/mese (1 quota)Andhra Pradesh 145 l’annoAntsirabe 18 al meseAntsiranana 18 al meseAntananarivo 18 al meseQuandoPuoi decidere se effettuare versa-menti mensili, trimestrali, seme-strali o annuali. I versamenti sonoda effettuare, anticipatamente,entro il 15 del mese di inizio delsostegno.ComePuoi fare il tuo versamento inte-stato a MAIS onlus:- su conto corrente bancariol’anno 2013 e al 26% a decorrere dal2014.Come nel passato la detrazione èconsentita a condizione che il versa-mento di tali erogazioni sia eseguitotramite banca o ufficio postale ovveromediante gli altri sistemi di pagamen-to previsti dall’articolo 23 del decretolegislativo 9 luglio 1997, n. 241 (car-te di debito, di credito e prepagate,assegni bancari e circolari ovvero me-diante altri sistemi di pagamento).segua quanto da voi iniziato. Il MAISonlus è comunque impegnato insie-me a voi nel sostegno a distanza efarà il possibile per aiutare il ragazzofinché ne ha bisogno.Detrazioni IRPEFGrazie alla legge n. 96 pubblicatasulla Gazzetta Ufficiale del 6 luglio2012, la percentuale che le personefisiche possono detrarre dall’impostalorda delle somme donate a favoredelle ONLUS passa dal 19 al 24% perQuanto dura il sostegno?Non è possibile determinare il tempo didurata del sostegno. Il sostegno potrebbedurare molti anni oppure esaurirsi in qual-che mese; nel qual caso vi sarà richiestose continuare con un nuovo bambino.Interruzione del sostegnoVi chiediamo di avvisarci della vostraimpossibilità a continuare il sostegnoalmeno tre mesi prima dell’ultimoversamento. Questo ci consentirà ditrovare un nuovo sostenitore che pro-31Cosa abbiamo fatto noi con la tuafirma?Nel 2010 Mais onlus ha acquistato il ter-reno sul quale è nata la Fattoria TsinjoLavitra in Madagascar che dà lavoro esicurezza alimentare a 350 famiglie.Anche nel 2011 i fondi sono stati desti-nati alla Fattoria T.L. in Madagascar perl’acquisto di un trattore, un aratro e unfurgoncino. 96206220582codice fiscaleINFO
    • CONVEGNO 2013Solidarietà ai tempi della crisiMAIS Onlus - Piazza Manfredo Fanti, 30 - 00185 Roma | tel e fax 06/7886163 - e-mail: mais@mais-onlus.orgwww.mais-onlus.org