• Share
  • Email
  • Embed
  • Like
  • Save
  • Private Content
MAIS Onlus - Atti del Convegno 2013 "Solidarietà ai tempi della crisi"
 

MAIS Onlus - Atti del Convegno 2013 "Solidarietà ai tempi della crisi"

on

  • 476 views

Il 20 e 21 aprile scorso si è svolto, a Roma, il convegno annuale dell'Associazione di Volontariato MAIS Onlus (Movimento per l’Autosviluppo Internazionale nella Solidarietà). ...

Il 20 e 21 aprile scorso si è svolto, a Roma, il convegno annuale dell'Associazione di Volontariato MAIS Onlus (Movimento per l’Autosviluppo Internazionale nella Solidarietà).

“Solidarietà ai tempi della crisi”: il titolo del convegno di quest’anno, un'occasione di confronto su un tema attuale per riflettere sulle modalità di affrontare la crisi in un momento così particolare per le organizzazioni no profit (ONP).

“Occasione di svolta e nuovo punto di partenza” la crisi nella parole di Loredana Rabellino, coordinatrice dei progetti internazionali, che sottolinea come “In Italia, alla crisi economica non è corrisposta una crisi della partecipazione che, anzi, è aumentata. Siamo chiamati ad una riscoperta della vera natura di associazione di volontariato, accogliendo e rispondendo alla richiesta di sempre maggiore partecipazione diretta, nelle attività in Italia come nei progetti di sostegno a distanza sparsi nel mondo”.

Ed è questa ampia partecipazione dei sostenitori a rendere possibili nuove iniziative di Fund Raising come le giornate di "Visita l'arte": mostre, incontri, passeggiate nel segno della solidarietà, occasioni di coniugare la riscoperta delle bellezze culturali italiane in favore di una solidarietà internazionale.

“Organizzativamente - spiega Pasquale Castaldo, volontario MAIS Onlus che sta seguendo la riorganizzazione dei processi - la diminuzione del numero di sostenitori ha trovato come contraltare una maggiore efficienza degli strumenti utilizzati e un'ottimizzazione delle risorse economiche”

I tagli necessari non hanno dunque alterato in maniera significativa la qualità delle risposte messe in campo e la crisi ha reso possibile sperimentare nuove forme associative e altri modi di sostenere a distanza come i progetti di sostegno ad una classe, in sostituzione del sostegno al singolo studente che sono stati attuati con successo in Brasile, rivelandosi un efficace strumento di contenimento dei costi.

In Madagascar invece la Fattoria Biologica nata in seno al progetto decennale di Sostegno a Distanza, ha dimostrato tutto il potenziale di superamento delle condizioni di povertà, sperimentando con successo l'associazione tra contadini in una cooperativa agricola.

Il percorso di riorganizzazione interna dell'ufficio e di rielaborazione della strategia comunicativa dell'associazione sta facendo il resto rafforzando il dialogo continuo con i propri sostenitori anche grazie all’utilizzo dei social network e di una comunicazione integrata che possono permettere ad una associazione che opera da venticinque anni in Italia nell’ambito del SAD di rivolgersi a profili nuovi come quello del donatore online o al donatore orientato alla realizzazione di un singolo obiettivo.

Statistics

Views

Total Views
476
Views on SlideShare
476
Embed Views
0

Actions

Likes
0
Downloads
2
Comments
0

0 Embeds 0

No embeds

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Adobe PDF

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

    MAIS Onlus - Atti del Convegno 2013 "Solidarietà ai tempi della crisi" MAIS Onlus - Atti del Convegno 2013 "Solidarietà ai tempi della crisi" Document Transcript

    • SOLIDARIETA’ AI TEMPI DELLA CRISIRoma, 20 e 21 aprile 2013Programma del ConvegnoSabato 20 aprile9,00 Accoglienza e registrazione9,15 Apertura Convegno e saluto di Modesto Sorrentino, Presidente MAIS Onlus9,30 Presentazione Convegno – Moderatore: Flaviano Pinna, MAIS Onlus9,45 Introduzione ai Progetti – Loredana Rabellino, Coordinatrice Progetti MAIS Onlus Presenti i Responsabili dei Progetti: Flaviano Pinna (Belem), Laura Gengarelli (India), Anna Bartoloni (Madagascar), Marina Zampieri (Recife), Evola Fratoni e Enzo Campioni (Rio de Janeiro), Marco Testini (Romania), Mario Marena e Maria Tricarico (Valença).B R A S I L E10,00 PROGETTO BELEM CRISTIANI E POVERTÀ: QUALE IMPEGNO? Interviene: Padre Savino Mombelli, missionario da 60 anni in foresta amazzonica Referente Progetto BelemS U D A F R I C A Saluto del nuovo Ambasciatore della Repubblica del Sudafrica, Dott.ssa Nomatemba Tambo10,30 “WHEN THE GOING GETS TOUGH THE TOUGH GET GOING” Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare Interviene: Jackie Stevenson, Presidente Mais Africa11,00 UNIVERSITÀ: DUE MONDI A CONFRONTO Esperienza di Roberto Alagna volontario a Johannesburg11,15 LA MIA LAUREA DA RIFUGIATO IN SUDAFRICA Interviene: Amani Kitutu, universitario sudafricano S W A Z I L A N D11,30 “PINOCCHIO NERO”: UNA FIABA A MAHAMBA Video rappresentazione teatrale campo lavoro agosto 201211,40 “HOW CAN WE WEATHER THE STORM OF CRISIS?” Come affrontare i venti di crisi Interviene: Jackie Stevenson, Presidente Mais Africa12,00 CLINICA LUNYATI: UN PROGETTO IN CONTROTENDENZA  Video del regista Gianmarco Serra12,20 LA CLINICA OGGI Commenta: Pietro Carta, Responsabile medico, Vice-pres. MAIS Onlus13,00 I N T E R V A L L O14,00 TUTTI I NUMERI PARLANO LA STESSA LINGUA  Interviene: Gaia Civita, una “prof“ di matematica in trasferta14,20 SEMPRE PIÙ IN ALTO...CANESTRO DOPO CANESTRO!!!!!! Intervengono: Giovanni Albanesi Vice-pres. “Sports around the world” e Chiara Lai, allenatrice minibasket
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI14,30 DANZANDO E CANTANDO SOTTO LA CRISI  Monia Ruggieri, insegnante di canto e danza in missione SwazilandB R A S I L E14,40 PROGETTO RECIFE LA CRISI CHE FRENA LA SOLIDARIETÀ In collegamento video Dorinha Maciel, Referente Progetto Recife In collegamento video Intervista maestre Scuola Ceci Costa e volontarie corsi di formazione15,00 PROGETTO RIO IN CRISI DA SEMPRE…QUALCOSA STA CAMBIANDO? In collegamento video Regina Celia De Melo Morais, Referente Progetto Rio e Gruppo ACNM In collegamento video Susanna Fusco, volontaria MAIS Onlus in trasferta15,20 PROGETTO VALENÇA L’ECONOMIA CRESCE…MA I BRASILIANI LO SANNO? In collegamento video Giovina Santini, Referente Progetto Valença In collegamento video I volontari Luiz Claudio e JoselitoA R G E N T I N A15,40 PROGETTO CLAYPOLE LE “ARTI” VINCENTI PER LA SOLIDARIETÀ In collegamento video Viviana Ledesma, Referente Progetto Claypole. In collegamento video I volontari Giulio, Miriam, Diego e le mamme del progetto Recreando Domenica 21 aprileM A D A G A S C A R9,30 COME IMPEGNARE LE PROPRIE FORZE PER L’AUTOSVILUPPO  Interviene: Jean François Ratsimbazafy, Referente Progetto Madagascar10,00 LYDIA E AURELO, DUE GIOVANI MALGASCI IN ITALIA  Tirocinio su conduzione di una fattoria biologica agrituristica Intervengono Maria Grazia Daniele Galdi e Anna Bartoloni10,30 I PROGRESSI DELLA FATTORIA BIOLOGICA Interviene: Jean François Ratsimbazafy, Referente Progetto MadagascarI T A L I A11,30 LA CRISI: UN’OPPORTUNITÀ PER IL CAMBIAMENTO  Intervengono: Pasquale Castaldo e Federica Rizzo12,00 CONCLUSIONI Pietro Carta, Vice-pres. MAIS Onlus
    • 4Modesto SorrentinoPresidente MAIS OnlusCi vuole coraggio!!!Cari Amici,sono particolarmente felice di ritrovare tutti voi in quello che ormai èdiventato un appuntamento importante per la nostra Associazione e per inostri referenti ed aderenti, un momento d’incontro e di confronto tra lerealtà dei paesi in cui sosteniamo agli studi bambini, ragazzi ed adolescenti ela realtà del nostro paese, che sta attraversando un periodo di grosse difficoltàe di cambiamenti radicali.Di questi tempi proporre un progetto da realizzare o sollecitare un contributoper dei sostegni a distanza richiede molto coraggio ed anche una buona dosed’incoscienza, perché sappiamo molto bene che tanti nostri sostenitori, comedel resto una larga fetta delle famiglie italiane, hanno sempre più difficoltà asostenere le spese familiari e, a maggior ragione, a rispettare gli impegni chehanno con il MAIS Onlus e ad essere regolari nei versamenti.Ma il coraggio di chiedere non ci può mancare proprio ora che la crisimette in ginocchio interi continenti, proprio ora che vengono travoltipaesi che sembravano avere una solida economia (Spagna, Grecia ed Italia),perché se queste nazioni se la passano male, è facile immaginare che anche ipaesi cosiddetti “emergenti” (Brasile, India) non se la passino molto meglio…Non possiamo arrenderci adesso ed abbandonare al loro destino lecentinaia di ragazzi che, grazie all’aiuto del MAIS Onlus, stanno realizzandoil loro sogno, stanno studiando e si stanno diplomando e laureando; questiragazzi sono il futuro dei loro paesi ed è solo con il loro impegno chel’Africa, l’India, il Sudamerica riusciranno a compiere un cammino didemocrazia, di pace e di sviluppo.Dobbiamo, inoltre, continuare ad avere il coraggio di chiedere ancora fondiper la nostra clinica nello Swaziland, un presidio sanitario che serveuna popolazione di oltre trentamila persone, offrendo cure, ecografie,elettrocardiogrammi, vaccinazioni in regime di gratuità e che deve esserecontinuamente finanziata sia per il lato più strettamente medico (acquisto deifarmaci, stipendio delle infermiere, spese correnti per materiale sanitario), siaper il settore di supporto (stipendio personale di servizio, spese per acqua,luce, manutenzione).Dobbiamo continuare a chiedere il vostro aiuto ed anche a cercare nuovidonatori per la nostra Fattoria Biologica in Madagascar, avviata ormai daqualche anno ma che ha ancora bisogno del nostro impegno in questadelicata fase di crescita verso una piena autonomia, specialmente quando lespese sono più ingenti (penso all’acquisto del trattore e del rimorchio, cheabbiamo potuto effettuare grazie ai fondi del 5 per mille).Dobbiamo avere il coraggio di chiedere aiuto per la nostra bibliotecadi Valença in Brasile: se vogliamo continuare a tenerla aperta e offrire unservizio prezioso non solo ai nostri ragazzi che la frequentano giornalmentema anche a tutta la popolazione della zona (corsi di alfabetizzazione peradulti, corsi di computer ecc.), dobbiamo trovare i fondi per la struttura, perle attrezzature, per lo stipendio della bibliotecaria.ITALIA
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI5Insomma ci vuole coraggio per sopravvivere in tempo di crisi e la ricetta èuna sola: avere fiducia nel futuro e nei nostri progetti e continuare a crederenei nostri ragazzi, nei nostri volontari, nei nostri amici!!!Vi ringrazio per essere qui e vi auguro una proficua partecipazione alConvegno.
    • 6Loredana RabellinoCoordinatrice ProgettiCrisi e opportunitàNella lingua cinese con lo stesso ideogramma si traduce siala parola crisi che opportunità. Vorrà forse dire che è proprio neimomenti di maggiore difficoltà che aguzziamo l’ingegno e sfruttiamotutte le nostre forze per migliorare la situazione di difficoltà? CREDOPROPRIO DI SI!Il tutto è confermato anche dai rimedi che i Referenti dei nostri variprogetti hanno escogitato per far fronte a questo periodo di crisi.Dorinha, Referente del progetto Recife, con l‘idea di trasformare ilSostagno a Distanza (SaD) individuale in sostegno ad una classeintera, con quasi la metà dei soldi si aiutano il doppio dei ragazzi.Con microprogetti che comportano una spesa veramente bassaprepara ogni anno le mamme con corsi di pasticciera e parrucchiera.Grazie a questi corsi le mamme possono iniziare un’attività generatricedi reddito con la conseguente fuoriuscita dal progetto del loro figlio/aperché hanno raggiunto l’indipendenza economica.Rimaniamo sempre in Brasile, citando il progetto Valença, dove laReferente Giovina sempre di più si dà da fare per coinvolgere nuovivolontari e raccogliere fondi anche sul territorio locale.Ricordo una chiacchierata di anni fa con lei. Le spese di mantenimentodel suo progetto erano davvero alte perché per poter far funzionare ildoposcuola, preparare da mangiare per 100 bambini, tenere puliti i localie organizzare i vari corsi, era necessario pagare almeno 6/8 persone.Suggerii a Giovina di farsi aiutare dai genitori dei bambini perlomenonelle pulizia e nella preparazione del pasto. Mi sembrava normale,ricevevano un aiuto da noi per l’educazione dei loro figli, in cambiocome minimo avrebbero dovuto dare qualcosa che non comportasseun esborso economico da parte loro. Giovina mi guardò strabuzzandogli occhi e mi disse: “impossibile Loredana, da noi il volontariato nonesiste”.Sono passati degli anni e oggi nella sua relazione potrete leggerecome invece questi aiuti volontari oggi rappresentino la soluzionealle problematiche economiche e contribuiscano alla continuità delprogetto.Passiamo a Rio dove i ragazzi del gruppo ACNM per integrarele quote non più sufficienti hanno avviato attività in favore dellacomunità, l’apertura della biblioteca comunitaria e la continuazionedei corsi di preparazione al test di ammissione all’università, il tuttogestito autonomamente senza dover rivolgersi a professionalità esternea pagamento. Le attività di gruppo comportano una spesa minorerispetto al sostegno individuale, soprattutto se sono loro agestirle, quindi nello statuto della loro associazione è previsto che chiusufruisce della borsa deve aiutare l’associazione nello svolgimento delleattività. Non solo, per tutti i lavoretti di manutenzione della bibliotecasi stanno affidando a volontari con conseguente risparmio sulle finanze.Passiamo ora a Claypole, il nostro piccolo ma importante progettoITALIA
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI7argentino. Quando iniziammo dieci anni fa, non c’era un genitoreche partecipava al progetto. Oggi le attività sono tutte gestite davolontari, spesso genitori dei ragazzi sostenuti ma anche quei genitori icui figli sono usciti dal progetto per aver terminato gli studi. Quest’annosiamo stati a festeggiare il decennale della fondazione del progetto.Abbiamo incontrato le mamme ed i papà volontari.Mi hanno molto colpito le parole di una mamma che commossa mi hadetto che prima di questo progetto lei non usciva mai di casa, non avevainteressi e si sentiva sempre inadeguata, non credeva di essere in gradodi poter insegnare qualcosa ne di essere capace di creare qualcosa.Ora grazie ai corsi di artigianato di Recreando è una delle donne piùattive del progetto e grazie all’attività che svolge produce un redditocon la vendita degli oggetti creati! E’ una delle mamme che oggiincontreremo nei nostri collegamenti pomeridiani.India: anche per questo progetto è stata adottata la soluzione delsostegno al gruppo. In questo caso è stato più facile in quanto leragazze vivono tutte in una casa famiglia. Si è preferito quindi dare unsostegno generale che includesse sia l’istruzione che il mantenimentodella casa, con un numero minore di sostenitori mantenendo inalteratoil numero dei ragazzi.Non citerò i progetti Belem, Sudafrica, Swaziland e Madagascarperché essendo i Referenti qui presenti al Convegno, lascerò a loro ilcompito di parlarci dei loro rimedi anticrisi!In sostanza la crisi economica italiana ha sì colpito duramente inostri progetti decretando un calo nel numero dei sostenitori maallo stesso tempo ha dato un forte stimolo in loco affinché tuttiquanti si rimboccassero le maniche per il futuro dei propri figli e loro.Mai come ora trovo che il nostro concetto di autosviluppo stia davveroattuandosi, abbiamo seminato e cercato di infonderlo per anni ed eccoche nel momento della difficoltà la grande famiglia internazionale MAISOnlus lo ha messo in atto nel migliore dei modi. Oserei quasi dire chequesto momento di crisi ha tirato fuori il meglio di tutti noi.Eh si, perché anche qui in Italia non siamo stati certo a guardare!Grazie alla nostra bellissima sede ed al folto numero di sostenitorisempre più a noi vicini ci siamo sbizzarriti con un incremento nelnumero degli eventi organizzati.I cicli dedicati all’arte con l’aiuto della bravissima storica dell’arteClaudia Sonego e gli eventi canori con l’esordio del neonato coroMais del maestro Maurizio Carlini a sostegno del progetto fattoria inMadagascar, le mostre d’arte a favore della casa famiglia in Sudafrica,la Maratona di Roma a favore del campo pallacanestro in Swaziland,la raccolta di Rete del Dono per la clinica di Mahamba, l’esposizionefotografica di Sara Testini per il progetto Sorriso a Claypole, i pranzidi raccolta fondi come quello di domani per i vari microprogetti.
    • 8L’anno scorso abbiamo raccolto i fondi per l’acquisto del congelatoreper il progetto Valença, quest’anno per la ristrutturazione della Casafamiglia di Yeoville.Abbiamo incrementato la nostra partecipazione ai bandi dellevarie Fondazioni.Eccovi alcuni esempi.Fondazione Paribas ha già donato i fondi per l’acquisto del forno perpasticceria del gruppo Madagascar.E’ stata presentata una richiesta di finanziamento alla FAO (Fondo 1 x1000) per la fattoria in Madagascar.Sempre il Progetto fattoria Madagascar è stato presentato allaChiesa Valdese che da sempre utilizza i proventi dell’8x1000 solo edesclusivamente a favore di progetti di utilità sociale.Per Natale abbiamo riproposto come ormai consuetudine l’agenda edcesti di Natale. Abbiamo inoltre proposto nel periodo natalizio i regalisolidali come il kit scuola, vaccino o … il maialino che hanno riscontratoun grande successo.Abbiamo coinvolto una sessantina di sostenitori nella partecipazioneallo spettacolo teatrale in cartellone al Golden a favore della casafamiglia in Swaziland.Continua l’attività dei mercatini che frutta circa 10.000€ dadestinare ai vari progetti in corso. Chi ha oggetti donare è pregato dicontattarci perché la merce va continuamente rinnovata.Stiamo migliorando il sito e tutto il settore comunicazione grazie allavoro volontario di Marco, esperto di siti web ed Emanuela, esperta dicomunicazione. Facciamo davvero tanto e cose anche molto importantima non riusciamo ancora a darne la giusta visibilità.Stiamo ottimizzando e riorganizzando tutte le attività dell’ufficio grazieal lavoro volontario di Pasquale, che domani ci spiegherà nel dettaglio incosa consistono questi cambiamenti.Abbiamo migliorato la grafica e l’impaginazione del nostro MAISNotizie grazie all’aiuto di Ginevra, pubblicitaria professionista.Sono aumentati i volontari e soprattutto i giovani stagisti grazie agliaccordi stipulati con varie università romane perché pare siamo unadelle poche associazioni che aprono le porte a giovani laureandi italianie stranieri.Mettiamo a disposizione la sala per eventi di altre associazioni incambio di una donazione che ci aiuta a sostenere le spese di gestione.Il contributo di questi professionisti insieme a quello di tutti i volontariche affiancano le nostre attività, la dedizione dei nostri pazienti impiegatie l’incremento degli eventi di raccolta fondi, faranno la differenza e ciITALIA
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI9permetteranno di superare questi periodi difficili nel migliore dei modi.In pratica diminuiscono i sostenitori? Noi aumentiamo leattività!!!Guardate un po’ il bilancio: si chiude nonostante tutto in positivo equesto grazie all’infaticabile impegno di tutti noi!Non ci facciamo mancare nulla. Anzi, se qualcuno di voi avesse ideenuove verrà accolto a braccia aperte.
    • 10BRASILE BelemPadre Savino MombelliReferente ProgettoBelem ai tempi della crisiLe adozioni che sosteniamo in accordo con il MAIS Onlus sono soltanto unaquarantina, mentre il nostro totale di adozioni supera le ottocento. Esse sonodivise in due gruppi. Al progetto di Belem fanno capo più di 500 adozioni,sparse su un’area di 50 x 300 chilometri a est della città. Esse sono totalmenteamministrate dal personale PROVIDA. Al gruppo di Muaná (nell’isola diMarajó) fanno capo 300 adozioni, gestite totalmente dal personale locale.Dal PROVIDA non facciamo che spedire a Muaná gli alimenti da noi acquistati.1. Le nostre adozioni terminano quando i ragazzi raggiungonol’età matura (15/16 anni) o con la decisione di non proseguire da partedei sostenitori. Le adozioni interrotte dai sostenitori che non pagavano più ilsostegno sono state circa 200 (il 20%) nel periodo 2010/2012.2. Abbiamo sempre una lunga fila di ragazzi che aspettano di ottenereun sostegno: da 50 a 100.3. Il progetto classe ci è stato richiesto spontaneamente da un gruppoitaliano e comprende attualmente un’ottantina di ragazzi, alunni diun doposcuola da noi realizzato e portato avanti. Il progetto classe non harisolto il problema delle rinunce ma, per ora, ci ha evitato il tracollo. Sarebbeuna bugia dire che abbiamo usato il progetto come escamotage. Al contrarioil progetto funziona con molta serietà. I ragazzi sono divisi in classi di 10alunni, ognuna con un proprio insegnante pagato dal PROVIDA. Accanto alleaule vi sono il coordinatore generale e una donna assunta per preparare edistribuire due merende al giorno: una per le quattro classi del mattino e unaper le quattro classi del pomeriggio.4. Non abbiamo volontari nel senso proprio del termine. I nostri volontarisono tutti giovani o adulti senza impiego. In Brasile la disoccupazioneè vista come cosa normale mentre l’occupazione è considerata un colpo difortuna, un terno al lotto.5. Dal governo regionale abbiamo ricevuto strumentazione esupporto tecnico per due turni giornalieri di corsi di informatica,ognuno dei quali vede la partecipazione di 25 alunni. Sono di competenzadel PROVIDA l’ambiente scolastico e tutto quanto concerne la sua sicurezza.6. L’unico modo per far fronte alla riduzione dei sussidi è stato diminuireil numero delle ceste alimentari da 12 a 9. In accordo con le famiglieinteressate e senza aver ricevuto alcuna forma di protesta, da circa due annila cesta basica deve durare 45 giorni invece di 30.7. Le famiglie dei bambini adottati o assistiti ci vengono in aiuto soltantouna volta all’anno, durante la settimana estiva destinata a festeggiamenti espettacoli serali. I guadagni della settimana in questione vengono interamenteutilizzati per il doposcuola su indicato. In questa occasione una trentina dimamme, papà e fratelli dei nostri alunni ci offrono una collaborazione tantogratuita quanto indispensabile.8. Sappiamo che un certo Gerson, già membro della comunità seminaristicache padre Savino dirigeva nella parrocchia di S.Maria Goretti (luogod’origine del MAIS Onlus), ha fondato a Belem un movimento religioso. Atale movimento il PROVIDA ha offerto un terreno per la costruzione di unacasa da destinare alla protezione di 60 ragazze in difficoltà. Non sappiamoquando cominceranno i lavori. Il PROVIDA ha offerto un altro terreno a unacongregazione monastica nascente, nell’area di Murenim. Sul posto è giàstata edificata una grande cappella che raccoglie il popolo di Itaquara e una
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI11casa che può ospitare una mezza dozzina di associati.9. Non abbiamo ricevuto aiuti sistematici, ma non dobbiamo disprezzareciò che ci è stato dato saltuariamente, soprattutto in materiale scolastico,alimenti, assistenza sanitaria e materiale per attività ludiche.10. Per mezzo di soci e benefattori, il PROVIDA ha costruito 200 monolocaliin muratura, per famiglie senzatetto. Quasi tutte le case costruite (nelperiodo 1980/2012) sono ancora utilizzate. Quelle costruite da padre Savinonell’area parrocchiale di S.Maria Goretti sono state sostituite da abitazionimigliori, più ampie e a servizio esclusivo della comunità. Tutti i locali che aSanta Maria Goretti rimangono a disposizione della comunità parrocchialehanno preso il nome di “Espaço Padre Savino”.Concludo ricordando che ci mancano sempre tante cose. Ci auguriamo cheil MAIS Onlus capisca di cosa abbiamo bisogno e ci aiuti a provvedere.Un grande abbraccio, padre Savino.
    • 12Jackie StevensonReferente ProgettoSUDAFRICA YeovilleQuando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocareQuando ho ricevuto la mail di Loredana sull’argomento del Convegnodi quest’anno “Solidarietà in tempo di crisi”, ho cominciato a rifletteresul preciso significato della parola “crisi”. E’ un termine che usiamo moltospesso per indicare situazioni diverse, dal tubo dell’acqua che scoppia in casaal bombardamento di una città.Agennaioabbiamoavutofortimomentidicrisi:tuttoilprogettoinSwazilandè rimasto per giorni senza acqua. Dopo aver installato le nuove tubature eaver sostituito per la terza volta la scatola dei fusibili, il meccanico ha fattosaltare l’impianto elettrico. Nel frattempo io e Anka facevamo avanti indietrocon Nhlangano con un gruppo di ragazzi alla volta per acquistare le diviseper le superiori. Ne abbiamo avuto per quattro giorni ma poi ce l’abbiamofatta. Abbiamo dovuto caricarci l’acqua in contenitori, anche i piccoli dellacasa famiglia hanno fatto la loro parte con i loro secchielli colmi; io e Ankaci siamo lavate con un po’ d’acqua in una pentola. Siamo sopravvissuti, oratutto è stato sistemato e la vita continua come sempre.Possiamo dire che questa era crisi?Sono andata a controllare anche nei vari dizionari e tutti concordano nelladefinizione del termine crisi: è un momento di svolta, un periodo in cuidopo aver raggiunto l’apice del problema si devono adottare provvedimentidecisivi.Certo che la mia crisi di gennaio è insignificante se paragonata al momentodi grave difficoltà economica a livello mondiale e l’inevitabile ricaduta che puòavere sul sistema. Per esempio se la crisi economica italiana peggiora anche lefinanze del MAIS Onlus ne risentono e diventa per noi difficile portare avantii nostri progetti; chi ne paga le conseguenze sono i ragazzi.Siamo grati a tutti i sostenitori che hanno continuato ad aiutare inostri ragazzi in difficoltà: senza di voi ci sarebbero ancora più povertà epiù ragazzi per strada senza la possibilità di andare a scuola.Comprendiamo benissimo che se un sostenitore perde il lavoro non puòcontinuare a sostenere il ragazzo come aveva fatto in passato. Ora si trovanella situazione in cui fatica a sostenere se stesso e la sua famiglia. In questocaso noi gli siamo grati per la generosità che ci ha dimostrato e gli auguriamoogni bene. Ha comunque fatto la differenza nella vita di un bambino africano.Abbiamo perso molti sostenitori a causa della crisi e questo hacolpito negativamente tutti i nostri progetti. Gestire una clinica e duecase famiglie con un budget ristretto è diventato un incubo.Tuttavia sono sicura che supereremo anche questo momento difficile!Come dice il detto: “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare!”Cosa stiamo effettivamente facendo per ripararci dagli effetti diquesta crisi economica?1. Purtroppo abbiamo dovuto ridurre il numero di studenti sostenuti nellescuole del centro e lo abbiamo fatto con non poca riluttanza; non possiamopiù affrontare gli altissimi costi delle rette mensili, delle divise e dei libri. Unbambino alle elementari ci costa più di 600€ l’anno solo di retta; alle superioresi arriva anche a 1000€ l’anno.Ora stiamo sostenendo molti più ragazzi nelle zone periferiche, ragazzi chevivono nelle baraccopoli e nelle zone più povere, in appartamenti sovraffollati
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI13o in baracche. Qui il nostro aiuto è più efficace per il singolo individuo.Moltissime persone senza il nostro aiuto vivrebbero una vita miserabile.2. Siamo diventati molto più rigidi nella scelta dei ragazzi chepossono iscriversi all’Università con il nostro sostegno. Non ci possiamopermettere di sprecare soldi con ragazzi poco interessati o demotivati. Sologli studenti che superano la maturità con voti alti possono essere presi inconsiderazione per l’ammissione all’università a tempo pieno. Gli studentisudafricani possono fare richiesta di una borsa di studio statale, privilegionon concesso ai profughi. Gli studenti volenterosi possono iscriversi all’Unisa,l’università per corrispondenza che gode di ottima reputazione a livellointernazionale.Stiamo cercando di sviluppare un certo senso di responsabilità nei nostriragazzi e li incoraggiamo a cercarsi un lavoro part time. Ai nostri ragazzimanca questo senso di responsabilità, ti dicono spesso: “Ma signora, io sonouno studente!”. Ci dispiace ma con noi non funziona.3.Nel2005,graziealladonazioneditrenostrisostenitori,abbiamoacquistatoi tre appartamenti di Yeoville. In questi anni gli appartamenti sono statiutilissimi, ci hanno permesso di risolvere tutti i problemi di sovraffollamentodella casa famiglia Saint Christopher. Hanno ospitato una famiglia di setteragazzi abbandonati dai loro genitori, poi due ragazze orfane ormai grandi delnostro progetto. Ora è giunto il momento di vendere gli appartamenti. Duesono i motivi che ci hanno portato a questa decisione: Yeoville è diventato unquartiere di case e appartamenti fatiscenti, in particolare il nostro palazzo habisogno di essere rimesso completamente a nuovo. Gli impianti idraulico edelettrico devono essere completamente sostituiti, l’esterno e l’interno devonoessere ridipinti e impermeabilizzati. Molti appartamenti sono sovraffollati: inuna casa di due stanze vivono in diciotto. Temo che se non si vende ora fraun anno non sarà più possibile e ci ritroveremo con bollette e conti altissimida pagare. Vendere ora ci darebbe la possibilità di ricavarne un buonprofitto e con il ricavato potremmo sistemare la casa famiglia SaintChristopher, che al momento ha bisogno di significativi interventi.Una volta messi in atto tutti questi cambiamenti sono sicura che, comela fenice, ci risolleveremo dalla crisi e voleremo in alto verso nuove cime. Ilnostro team africano non vede l’ora di essere parte di questa rinascita.
    • 14SUDAFRICA Yeoville | SWAZILAND MahambaRoberto AlagnaVolontarioUniversità: due mondi a confrontoSono stato un mese in Sudafrica e in Swaziland e oggi vi raccontodella mia esperienza.Sono andato in Swaziland per aiutare i ragazzi dai 4 ai 19 anni con lamatematica. Nel primo periodo la scuola era chiusa, mentre nella secondometà facevo lezioni di matematica tutto il giorno e collaboravo con lascuola.Lo Swaziland è una realtà completamente diversa dalla mia vita normale.Mi ha toccato molto, ma l’ho percepita come un’esperienza distante da me.A Johannesburg ho conosciuto Roger, un ragazzo di 23 anni che studiaEconomia, quindi come me che mi sono laureato alla Bocconi.Roger mi ha portato a spasso per la città, al museo dell’Apartheid, alcinema e in vari centri commerciali. Poi sono stato nel suo appartamentodove vive con altri ragazzi sostenuti da MAIS Onlus. Con lui ho parlato ditutto, dall’università alla vita nel campus, ai suoi progetti, alle ragazze.Siamo anche andati a Yeoville a giocare a biliardo. Lì si percepisce molto lapericolosità del posto: tutti mi osservavano e mi sentivo in soggezione.Sono contento di quei tre giorni perchè Johannesburg è una realtàtotalmente diversa dalla nostra. E’ una città assolutamente moderna, conscuole riconosciute a livello internazionale ma dove vi sono molti contrastisociali: molta gente vive nelle baraccopoli ma i ragazzi affrontano le miestesse problematiche, proprio come Roger.L’unica differenza è che io e lui abbiamo un passato totalmente diverso.Roger ha una storia incredibile alle spalle, è un ragazzo rifugiato che hadovuto affrontare mille peripezie per arrivare in Sudafrica. Io, invece, hoavuto la fortuna di vivere in collegi universitari di eccellenza, dove ricevistimoli continui. Inoltre ho una famiglia alle spalle che c’e sempre stata, chemi dà consigli, mi trasmette dei valori. E’ stato scioccante vedere come Rogernon abbia avuto questa fortuna, essendo vissuto fino a 10 anni in un Paesein guerra.Tutto questo mi ha colpito e ha ridimensionato i miei problemi e il miomodo di pensare. E’ un esperienza che consiglio a tutti i ragazzi.Ad andare in Sudafrica mi ha spinto la voglia di fare volontariato ma ancheil desiderio di parlare la lingua e di andare in uno stato che mi affascinava.Quindi parlando con il Presidente Modesto Sorrentino, ho deciso di partire.Devo dire che la cosa che mi ha colpito di più dopo aver conosciuto laReferente sul posto del Progetto, Jackie Stevenson, è l’aver visto come sirelaziona con gli altri e come intende il volontariato.Le esperienze di volontariato ti danno molte gioie ma anche momentidi frustrazione. Ho sentito i racconti di Jackie su alcuni bambini della casafamiglia che a volte hanno rubato il sale, per rivenderlo.Così ho imparato che non si fa volontariato per avere un ritornoconcreto ma perchè si sa di fare qualcosa per gli altri.Questo è quello che mi ha colpito di più.
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI15Gaia CivitaVolontariaTutti i numeri parlano la stessa linguaHo passato due settimane in Swaziland e dieci giorni in Sudafricacome volontaria.Sono arrivata lì e l’immagine mi è tutt’ora chiara come se fosse ieri. Appenasono arrivata, tutti i bambini rincorrevano me e Anka Kuylaars-Teunisse(direttrice della casa famiglia “The Loredana”) per capire chi fossi: eranocuriosi di conoscermi.Ho iniziato ad aiutarli in matematica, li prendevo in gruppi divisi perclassi e li portavo nella “casa dei dottori”.All’inizio erano tutti terrorizzati, avevano paura di dire che non capivano,ma alla fine c’era quasi la fila. Ho iniziato con i più grandi perchè avevanodifficoltà maggiori.I bimbi più piccoli venivano col libro in mano a chiedere aiuto e questoè il ricordo più bello che ho. L’aiuto è semplice, loro hanno solo vogliadi avere qualcuno accanto che gli dica che stanno facendo bene. Lasituazione è drammatica: non sanno sommare senza l’uso delle dita. Sedevono sommare più di 10, chiedono la tua mano: se devono contare fino aventi usano i fagioli!Da loro ho imparato una cosa che mi mancava, la capacità di farscorrere il tempo: noi siamo abituati a una vita fatta di incastri, quindi farscorrere il tempo senza fare niente è inconcepibile. Loro invece giocano conle cose più semplici, ad esempio passano pomeriggi interi a giocare a chi tirail sasso più lontano.Cosa porto a casa da questa esperienza? Sicuramente ho toccato con manocose che di solito si vedono nei giornali. Al momento di partire pensavo difare molto di più di quello che ho fatto, ma lì a volte avevo paura di rompereequilibri e situazioni che funzionavano.Mi sono sentita in famiglia: la casa famiglia è una famiglia vera epropria, tutti i ragazzi sono fratello e sorella e così mi sono sentita anche io.Il mangiare tutti insieme, l’aiutarsi con le piccole cose...
    • 16Sempre più in alto...canestro dopo canestroGiovanni AlbanesiVice Presidente “Sports around the world”SWAZILAND MahambaSono il Vice-presidente di Sports Around the World nonché allenatore dibasket professionista.La nostra attività è prettamente sportiva. Dieci anni fa siamo statiinvitati a portare la nostra professionalità in Camerun, poi la cosa è cresciutae siamo ora una decina di allenatori. Volevo dire due parole sul nostro nomee sul nostro logo, perchè per esempio nelle scuole, dove portiamo la nostraesperienza, si stupiscono del fatto che andiamo in posti come l’Africa, dovemuoiono di fame, per fare sport. Noi siamo consapevoli dell’importanza dellacrisi. Davanti a tematiche affrontate da MAIS Onlus come l’educazione el’alimentazione capiamo che la nostra importanza è diversa. Così il nostrologo con il bambino sollevato da tre palloni rende il senso di leggerezza dellanostra attività.La nostra avventura è iniziata in Camerun con un palo e un canestro.I ragazzi, la prima volta che hanno visto il pallone, l’hanno preso, messotra le gambe e hanno iniziato a suonarlo perchè non avevano mai visto unpallone che rimbalzasse. Siamo partiti quindi da zero. Ma da cosa nasce cosa:abbiamo portato le divise e dopo due anni ci siamo strutturati. Ora operiamoin questo modo: raccogliamo dei fondi e procediamo a costruire campida pallacanestro. Il terreno viene lavorato dai ragazzi, che dopo la scuolavengono ad aiutarci. Viene fatto l’impasto, poi le righe e il campo è finito, sifa la festa di inaugurazione e poi si gioca.La nostra attività è prettamente ludica. Non siamo alla ricerca del campione,anche se stiamo crescendo anche dal punto di vista tecnico. Quando andiamonelle scuole ci chiedono sempre cosa sia l’Africa. E’ difficile rispondere, maabbiamo questa immagine: l’Africa è una strada dritta a senso unico, cheuno si trova per caso a imboccare ed è costretto ad andare avanti, nonpuò tornare indietro.Vi avviso, se volete andare in Africa sappiate che troverete questa strada.A noi dove ha portato? Alla casa famiglia “The Loredana” e al famosocampo di Nhlangano. È un campo a cui siamo particolarmenteaffezionati, intitolato a Mario delle Cave, un amico della pallacanestroche ci ha lasciati qualche anno fa a causa di un incidente, quindi abbiamo unlegame particolare con questo campo.In alcune zone, come ad esempio in Mali, non siamo andati perchè lasituazione è difficile e ci hanno consigliato di aspettare, così come nel SudSudan. Abbiamo un bel progetto in Rwanda per i bambini coinvolti nellaguerra, bambini difficilissimi che iniziano a litigare tra loro.Parliamo ora dei finanziamenti: noi non abbiamo risentito più di tanto dellacrisi perchè, essendo il nostro un progetto prettamente sportivo, ricaviamoi finanziamenti dai tornei di basket. Un esempio è il torneo della calzaturanel distretto di Porto Sant’Elpidio, a cui hanno partecipato anche società diserie A: noi organizziamo stand in cui vendiamo magliette e gadget. Questitornei ci finanziano la costruzione di un campo, che mediamente ci costa sui5000 euro, che comprendono la costruzione del campo, il pagamento perl’artigiano, ecc... Ad ogni donazione noi affianchiamo un capitolo di spesa,che può riguardare la formazione degli allenatori o la costruzione del campo,
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI17in base ai soldi che si ottengono. Se abbiamo cifre minori le usiamo per uncapitolo di spese minore.Abbiamo partecipato anche al Torneo delle Regioni, che ci ha consegnatoun assegno che ci ha permesso di costruire un campo sull’oceano, inCamerun, per una comunità di pigmei. Siamo stati inoltre premiati per iltrentennale del Panathlon a Venezia, anche se in genere il Panathlon premial’atleta dell’anno. Ci hanno fatto una festa al Casinò di Venezia, ci hannoconsegnato un assegno sportivo, e pensate che Federica Pellegrini è arrivataseconda. Abbiamo ora promosso quest’ultima iniziativa, “Anche i tappivanno a canestro”, con la quale raccogliamo i tappi per un’associazione checi dà dei palloni in cambio. Collaboriamo anche con altre associazioni, comela serie A2 di Varese.Vorrei fare ora qualche considerazione, per prima cosa sulle difficoltàche abbiamo avuto. Le maggiori nei primi anni sono state nel proporrel’allenamento per il giorno dopo. I ragazzi non hanno la cognizione del farequalcosa domani, tanto che la cosa più triste che abbiamo riscontrato èche quando chiediamo a questi ragazzi cosa vogliono fare da grandi, essici chiedono cosa significhi l’espressione “da grande”. Ciò vuol dire che essinon hanno la forma mentale per organizzare la risposta, loro non pensanoneanche all’oggi, la loro vita è adesso, e la situazione è drammatica. Quindidire che domani abbiamo allenamento dalle tre alle cinque è stato all’iniziouna grande difficoltà, ma devo dire che è stato anche un nostro grandesuccesso. Alcuni venivano addirittura a mezzogiorno perchè non riuscivanoa gestire l’appuntamento, a volte si trattava di quindici chilometri a piedi.Magari dal punto di vista dell’allenatore questo è anche un vantaggio perchègli atleti arrivano già riscaldati per gli allenamenti.Un’altra cosa che voglio raccontarvi è che un anno portammo giù 400 paiadi scarpe da basket donateci da una grande azienda. Queste scarpe costano150 euro il paio. Faccio una premessa: lo stipendio medio in Camerun èdi 20 euro al mese. Regalate le scarpe, il giorno seguente è venuto da meun ragazzo, Manuele, bellissimo, dolce. Mi ha chiesto: “ma senti, tu ci hairegalato un paio di scarpe da 150 euro, mio padre guadagna 15 euro almese. 150 diviso 15 fa dieci, quindi tu mi hai regalato una cosa che equivalea 10 stipendi di mio padre, e che io non mi sarei mai potuto permettere. Epoi, moltiplicato per 400, fa una cifra grandissima...” La domanda è stataquesta: “ma dove vivi tu, come funziona la vita? Ma com’è che voi venite quie ci regalate questo importo?” Io non sapevo cosa dire, non ho una rispostaper questo! Vedete, lui non aveva gli schemi mentali per capire la solidarietàe il nostro mondo.Volevo concludere raccontandovi che un giorno siamo stati in una scuolaper raccontare il nostro progetto. Per concludere l’intervento ho usato questafrase, la mia preferita: “la solidarietà non è un diritto, non è un dovere,è solo un risultato”.
    • 18BRASILE RecifeDorinha Maciel WanderlyReferente ProgettoLa crisi che frena la solidarietàNonostante la crisi, il numero dei bambini sostenuti a Recife rimane lostesso, perché il nostro intervento come MAIS Onlus e NUSIJ si attua perl’intera scuola o per la classe. Stiamo facendo di tutto per non diminuire ilnumero di bambini nel progetto, attraverso la riduzione di alcune attività econtemporaneamente con la ricerca di altri fondi. Attualmente fanno partedel progetto circa 530 tra bambini e adolescenti.Il Progetto Classe ha dato ottimi risultati nel suo complesso. Esso è piùadatto ai tempi odierni perché rende di più l’idea di risorse indirizzate aun programma di sviluppo e promozione umana, in quanto destinate a ungruppo di bambini in un determinato percorso educativo e formativo. Daparte di coloro che ricevono l’aiuto è più facile capire lo scopo del progetto.Infine, per chi si occupa della gestione, viene semplificato lo scambio dicorrispondenza.Anche il Progetto Classe però, ha risentito della recente crisi, e le crisi, disolito, portano con sé lo smuoversi di nuove e impensate risorse. Qui da noisono state molteplici le attività di volontariato nate per supportareil progetto:- Gli adolescenti e le mamme dellorganizzazione ci aiutano in alcuneoccasioni e attività specifiche. Il Brasile ha una legislazione lavorativa moltochiusa, nel senso che è facile per una persona dopo un tempo di volontariatoesigere dei diritti come se avesse lavorato, per cui bisogna essere sempreprudenti nell’accettare volontariato più regolare;- Giovani brasiliani provenienti da diverse province o anche stranieri checonoscono il nostro Progetto, vengono a fare volontariato mettendo adisposizione i loro talenti, per periodi che vanno da 1 settimana a più mesi.- Adulti delle zone vicine e anche stranieri mettono a disposizione il lorotempo libero o le loro vacanze, come una dottoressa italiana che durante leferie visita i bambini della scuola materna.Inoltre si è costituito un comitato di genitori che si occupa di diverse attività,come loto danzante, visite ad imprese, ecc. La loto danzante è prevista per ilmese di maggio e i genitori stanno organizzando tutto. Altre persone dellacomunità frequentano le feste e organizzano i mercatini.Alcune famiglie collaborano spontaneamente anche con poco, in base alloro reddito, affinché il progetto di formazione integrale della scuola SantaMaria non debba ridurre il numero di bambini/adolescenti che ne fanno parte.Il Progetto ha anche ricevuto una serie di donazioni da parte dellapopolazione locale. Un insieme di ragazzi, i “Ragazzi per l’unità”, sparsi indiverse provincie del nord-est, sapendo della precaria situazione economicadel Progetto si sono mobilizzati e hanno organizzato una raccolta di fondi, dimateriale didattico e di pulizia. Alcuni adulti hanno iniziato a fare donazionimensili con il lancio del Progetto Amico della Scuola Santa Maria. Arrivanocontinuamente donazioni varie di libri, materiale didattico. Sono piccolimattoni di una grande costruzione, pezzi comunque indispensabili.Purtroppo in Brasile esiste una legge che restringe di molto l’aiuto in
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI19denaro da parte del Governo alle ONG. Ci sono alcuni bandi ai quali ci sipuò iscrivere per accedere a risorse pubbliche destinate a spese e progettiprecisi. Diverse imprese, soprattutto le più grandi, ricorrono a bandi conqueste caratteristiche. Seguendo queste iniziative abbiamo vinto alcuni diquesti bandi, ragion per cui non abbiamo ancora ridotto il numero dibambini /adolescenti del progetto.Dal Governo federale riceviamo poi la merenda per i bambini/adolescenti.Parlando delle maggiori spese a cui deve far fronte il progetto, per larealtà nella quale vivono i bambini/adolescenti e per nostra convinzione edesperienza, i ragazzi hanno bisogno di uno sguardo “integrale”, che coinvolgagli aspetti psicologici, sociali, sanitari, attività di orientamento professionalee attività extra-scolastiche. Per questo motivo sono numerosi i professionisticoinvolti nel progetto. Inoltre, questo “dare lavoro”, soprattutto apersone giovani (in gran parte al primo impiego) con responsabilitàfamiliari è un aspetto secondario ma non meno importante delprogetto stesso.Ci sono poi molti altri posti di lavoro indirettamente legati alla presenzadel Progetto. Come detto prima, riceviamo diverse donazioni materiali,ma nessuno viene e ci dice, per esempio, “guardate, questo è per pagarelo stipendio dell’assistente sociale che segue le famiglie e riesce a sanare,insieme a loro, tante situazioni”.Anche nei bandi, sia a livello pubblico che imprenditoriale, esiste una grandedisponibilità per l’acquisto di materiale e la costruzione di nuovi spazi, mamolta poca disponibilità per la manutenzione e il pagamento del personaleche svolge le attività in quell’ambito, con quel materiale.Nonostante questi aiuti, negli ultimi tempi abbiamo dovuto ridurre alcunespese per far fronte alla crisi. Abbiamo sospeso alcune attività extra-scolastiche come la capoeira, l’informatica e l’arte – sono attività di supportoall’apprendistato che aumentano l’autostima dei ragazzi ma diminuiscono iltempo del bambino; abbiamo diminuito le ore lavorative dell’assistente socialee siamo rimasti per anni senza uno psicologo;questo porta a un accumulo disituazioni non risolte, soprattutto a livello dei rapporti intra-familiari.Gli stipendi non seguono il ritmo dell’inflazione e non è possibile assumerenuove persone anche se necessarie. Questo ha portato a un aumento di lavoroper chi rimane nell’organizzazione e un continuo ricambio dei professionistialla ricerca di migliori condizioni di vita.D’altra parte, alcune attività soffrono di discontinuità perché dipendonoda progetti approvati con tempi diversi dalle necessità reali (da 6 mesi ad 1anno).Tra le scorciatoie che seguiamo per risparmiare sulle spese ci sono quella diutilizzare, quando possibile, il dorso di foglie, quella di tagliare, per esempio,sulle spese di festività (si fa una commemorazione, però molto semplice,per assicurare altre attività imprescindibili). E’ inoltre importante che tutti,anche i collaboratori, siano coscienti della necessità di risparmiare acqua edenergia e di fare buon uso dei materiali esistenti; mentre per i piccoli attrezzi
    • 20BRASILE Recifeo materiale necessario per un’attività specifica chiediamo, dove possibile,contributi alle famiglie.Inoltre mercatini, elaborazione di progetti e materiale istituzionale, ricercadi fondi, sensibilizzazione di persone singole e imprese, feste, mobilizzazione,ricerca costante di miglioramento della gestione interna...sono tutte strategieutilizzate per ricavare i fondi necessari per rimanere con lo stesso numero dibambini.Cerchiamo anche di aumentare, attraverso incontri periodici di formazionee momenti di convivenza, la nostra coesione interna, in modo da prestare allacomunità un servizio riconosciuto come esemplare, creando attorno ad essaun’atmosfera positiva, di sensibilizzazione alla causa.Presso la Casa di Accoglienza Ceci Costa si cerca di dare un aiuto alle famigliebisognose, per questo quest’anno si è dovuta rivedere l’organizzazione delprogetto.Tutte le famiglie sono state visitate dall’Assistente Sociale, che vedendo laloro situazione ha ridotto il numero di bambini sostenuti. In questo momentolo Stato fornisce un programma di educazione integrale, anche se lasciamolto a desiderare per quanto riguarda l’aspetto educativo e pedagogico. Èstata riordinata la proposta pedagogica, facendo tutto ciò che si facevaprima a livello educativo e culturale, per un numero di ragazzi ridotto.Fino allo scorso anno i ragazzi rimanevano presso la Casa fino ai 15 anni,da quest’anno il limite di età è stato ridotto, anche perché i nostri adolescentihanno dimostrato la voglia e il bisogno di lavorare. L’ideale sarebbe poteroffrire loro le competenze necessarie e la possibilità di affrontare il primolavoro.Qui in Brasile abbiamo istituzioni come SENAC, SESC, SENAI, SESI, cheattuano il programma chiamato “L’Adolescente Aprendiz”. Vengonoselezionati i ragazzi dopo i 14 anni, a cui si offre un programma di educazioneintegrale. Tutti i 60 ragazzi usciti quest’anno dalla Ceci Costa fanno parte diquesti progetti offerti dall’educazione pubblica.►Come affrontare la crisi?Il nostro dovere è di dare a questi ragazzi la competenza che occorreper vincere nella società, la possibilità di riconquistare la loro cultura eimparare a leggere per potersi inserire in mezzo agli altri.Le attività che si fanno qui nell’istituto vengono mantenute con tantadifficoltà finanziaria, grazie all’Associazione MAIS Onlus e con l’aiutocontinuo del Nucleo Di Solidariadade A Infância E Juventude (NUSIJ).Le risorse economiche coprono il personale fisso, come insegnanti,educatori (canto corale, danza, percussione, etc) e la cuoca. Con moltadifficoltà si coprono anche le spese dell’alimentazione dei ragazzi e quelleigienico-sanitarie. Si cerca di andare avanti!uGli aiuti delle mamme e dei volontari ci aiutano a diminuire ilnostro budget.Essi si occupano della manutenzione della casa negli orari liberi. Sonopersone che nel corso degli anni hanno ricevuto benefici per loro e per i lororagazzi, grazie ai vari progetti realizzati.
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI21uAiuto della comunità locale.La comunità partecipa con promozioni culturali, per il fondo di Cultura delMunicipio. Le famiglie donano materiali di tutti i tipi per un mercatino fissoalla Ceci Costa.►uAlcuni commercianti donano alimenti come frutta e verdura peril banco degli alimenti; il gas è donato dalla Compagnia fornitrice del Gas.►uNumero di bambini e ragazzi assistiti.Sono 51 i bambini dai 7 ai 12 anni assistiti tutto il giorno, insieme a 35famiglie; in più offriamo 30 posti per i ragazzi dai 13 ai 15 anni che hannovoglia di fare le attività che si offrono loro.Si aggiungono inoltre a queste attività la Clinica Sorriso, la Casa dellaProvvidenza, il Forno Nosso Mana, le iniziative di generazione di reddito perle mamme.
    • 22BRASILE Rio de JaneiroRegina Celio De Melo MoraisReferente ProgettoIn crisi da sempre...qualcosa sta cambiando?Amici del MAIS Onlus,riprendo in questo nostro Convegno di oggi parte del tema dell’annoscorso: le difficoltà finanziarie.Il nostro gruppo conta oggi 10 borsiste e circa 11 ex-borsisti chelavorano per il funzionamento dell’ACNM.A causa delle difficoltà economiche dall’Italia, indichiamo i nuovinomi quando qualcuno sta per formarsi. La crisi economica mondialeha un forte impatto sul cambio della valuta e noi riscontriamograndi problemi nelle entrate e nelle uscite, poiché la stessa quantitàdi euro corrisponde a meno reais brasiliani rispetto a prima.Le spese per i progetti rimangono invariate e dunque sisvuotano le casse. Di conseguenza ci sono cambiamenti riguardol’amministrazione delle risorse. Varie attività sono state tagliate: glieventi di aggregazione, i buffet nei giorni delle assemblee (che orasono organizzati dai membri e dagli ex-borsisti).Abbiamo diminuito quanto più possibile le spese per l’elettricità,l’acqua, il telefono, il materiale per la pulizia. Nell’ultima riunione,riguardante la pulizia della biblioteca, non c’è stato il rinfresco per ipartecipanti.Ciascun coordinatore sa di quanto dispone per il proprioprogetto e se necessita di più delle risorse a disposizione, siaccorda con altri coordinatori. Per evitare gli sprechi abbiamoriciclato i materiali degli anni precedenti, tra cui la carta già usatae donata da alcuni membri.Sono già due anni che teniamo i nostri incontri annuali in unsolo giorno, e sempre nella nostra sede. Mia madre ha preparato ilpranzo e lo ha portato all’associazione e noi le abbiamo rimborsatosolo il costo degli ingredienti. Facciamo affidamento sempre suinostri borsisti per la manutenzione della sede e per cercareamici professionisti che ci fanno lo sconto o addirittura che faccianovolontariato.Per esempio l’installazione della lavagna bianca ha avuto una spesamolto inferiore al vero valore di mercato. La pulizia della grondaia,della cisterna e la manutenzione dello scarico di un bagno sono statefatte da un ex-borsista.La nostra presenza nella comunità ha sempre generato buoni frutti,spesso gli alunni hanno collaborato alle pulizie, mettendo in ordinela sede. I bambini già si sentono a casa, portano film e pop-corn perstare insieme dopo aver fatto i compiti e puliscono tutto prima diandare via.Per quanto riguarda gli studenti, la maggior parte lavora o partecipaa stage per mantenersi gli studi o per sopravvivere. Io stessa ho fattoquesto per mantenermi gli studi quando ero borsista.Molti si appoggiano ai nostri progetti anche per arrotondare, comenel caso di Rodrigo e Isabel. Ossia, essi aiutano volontariamente più
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI23del previsto. Questo compito è molto importante, evita ulteriori speseper l’associazione poiché paghiamo il lavoro con le borse di studio,così l’attività del volontariato rimane nella legalità.Nel caso del progetto della biblioteca, il volontariato è retribuitoda un reddito simbolico: Rodrigo riceve 500 reais al mese (lavora 8ore al giorno, per 5 giorni a settimana). Facciamo ciò per amore delprogetto.Come abbiamo già detto l’anno scorso, tutto ciò è lo specchio dellapiù grande coscienza di voler mandare avanti il nostro progetto.Un abbraccio.
    • 24BRASILE ValençaGiovina SantiniReferente ProgettoL’economia cresce ma...i brasiliani lo sanno?Ciao, buon giorno e buon lavoro a tutti!Sono Giovina, la Referente del Progetto Valença in Brasile.Comincio la mia relazione con una citazione dell’economista brasilianoCarlo Alberto Sandemberg che fa un’analisi sintetica sulla situazione politicaed economica del Brasile e che forse é la risposta alle problematiche di questoConvegno MAIS Onlus 2013: “Se tutti i poveri ricevono soldi dal Governonon significa che é finita la povertà. Al contrario é un segnale che l´economianon riesce a produrre istruzione, impiego e reddito per questa gente. La finedella povertà sarà denotata da altri due indicatori: bambini e giovani a scuolae buona qualità di insegnamento”.Il governo fa dichiarazioni sull’abbassamento dell’indice di povertà, diconoche siamo al 4º posto fra le potenze economiche, ma il Brasile, secondol´UNESCO, é rimasto all’85º posto nella classifica che prende in esame ilgrado di istruzione di ogni Paese.Inoltre in Brasile l’inflazione è galoppante. Il salario minimo aumentasistematicamente all’inizio di ogni anno. Attualmente é di 680 reais, paria 283 euro circa, ma il costo della vita aumenta sempre di molto. Il lattead esempio costa 3,15 reais (pari a 1,31 euro). Non sto a dilungarmi con ipiagnistei, non hanno mai riempito la pancia di nessuno, ma sto per parlarviun pò di come siamo riusciti a sopravvivere in questa situazione delicata.IlprogettoValençarisentedellacrisieconomicaitaliana,percui,nonostanteil grande numero di mamme che ci chiedono di far entrare i lorofigli nel progetto, ci siamo imposti di non aumentare i sostegni erimanere intorno ai 100 bambini. Solo così possiamo mantenere altoil livello di trattamento, dare l’aiuto necessario per i compiti, comprare edistribuire il materiale scolastico richiesto dalle scuole pubbliche e continuaread offrire un’alimentazione sana e abbondante ai nostri alunni.Oltre a evitare la crescita numerica del progetto, usiamo l´escamotage diallargare il circolo degli “amici del doposcuola” per cercare donatorie collaboratori volontari che ci aiutino a contenere le spese di gestione ea mantenere il nostro doposcuola. Tra essi il gruppo di brasiliani emigrati inNew Jersey.Un’imprenditrice di Valença, la signora Norma, ha un’azienda di magliette,da tempo ci regala gli scampoli per le mamme che fanno artigianato e,conoscendo il nostro lavoro, adesso lei stessa cerca sostenitori per le divisedei nostri bambini. Sua sorella Mara é una componente del gruppo “Amoree Luce”. Hanno cominciato col comprarci alcune divise e ora sono i nostripiù importanti sostenitori. Nel 2012 il gruppo ha fatto varie donazioni aldoposcuola: un frigorifero in sostituzione di quello che si era rotto, unamacchina per lavare le divise dei bambini, 20 chitarre acustiche e la cosapiù importante, visto l´interesse dei bambini per la musica, é che pagano 4lezioni settimanali di un maestro di chitarra ai nostri alunni con la prospettivadi creare una scuola di musica permanente, visto che per questi bambini édifficile spostarsi verso il centro.I ragazzi del Demolay ci aiutano con i regalini di Natale e con quelli del giornodel fanciullo e le nostre feste sono possibili grazie alla collaborazionedella comunità e delle mamme dei bambini che si prodigano comepossono.
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI25La Bahia-Cred ci ha donato 37 sedie con il bracciolo per gli alunni piùgrandi.Il negozio di materiale di costruzione Natan sempre ci dona alcune divisedel doposcuola e ci fa degli ottimi sconti quando compriamo il materiale.Utilidade Correia ci vende a prezzo ridotto il materiale scolastico, e così viadicendo.Anche amici italiani non sono stati da meno: l’associazione WordSport e lasocietà Dabliú di Roma hanno donato magliette, scarpini e maglietteper la scuola di calcetto “Escolinha Craques do Futuros”. Inoltre quandovenni in Italia a maggio, presentai un progetto per l´acquisto di un congelatore.Il Gruppo Mercatino del MAIS Onlus si dette da fare per la raccolta di fondistraordinari. Al mio rientro in Brasile ho scoperto che il governo brasilianoaveva tolto una tassa sugli elettrodomestici e il cambio era più favorevole.Perciò in quel momento, con la stessa cifra ed un ottimo sconto avuto dalnegoziante, siamo riusciti a comprare 2 congelatori ed ora possiamo stoccarele donazioni o comprare merci quando il costo é più basso.Grazie a “Biblioteche Solidali” del Comune di Roma e ad un gruppo dipensionati di Uscio (Genova) abbiamo ampliato e migliorato la salacomputer e creato spazi decorosi e funzionali.Come vedete il nostro “rebolar”, cioè il darsi da fare per riuscire a realizzarei nostri sogni, funziona sempre.Le mamme ed alcuni papà si danno molto da fare e ci aiutano sia a trovaredonazioni per ammortizzare il costo del cibo sia venendo al doposcuola peraiutarci nelle pulizie dei locali o del pesce o delle verdure o a lavare i piatti ofare piccole riparazioni.In un mondo tutto rivolto all’egoismo, noi abbiamo creato un’isolafelice, come dice un mio amico poeta, e speriamo che nessuna ristrettezzaeconomica possa impedirci di continuare il nostro cammino.
    • 26ARGENTINA ClaypoleLe “arti” vincenti per la solidarietàGiulio SavinaResponsabile ProgettoDa un po’ di tempo a questa parte, forse da due anni, la parola più usatanei paesi più sviluppati e che invariabilmente si riversa su tutto il resto delpianeta è, neanche a dirlo, CRISI!Crisi economica, crisi finanziaria, crisi sociale e quant’altro ancora, con fortiripercussioni sullo stile di vita di gran parte delle persone. Qui in Argentina,come in molti altri paesi in via di sviluppo, la parola “crisi” da molti anni si èsvuotata del suo significato, o almeno di quello che più comunemente le sivuole dare. La parola “crisi” infatti rimanda alla mente una situazione gravema passeggera e temporanea, che le persone cercano di superare quantopiù presto possibile. Qui in Argentina la crisi economica ormai fa parte deltessuto endemico della società, è accettata dalla maggior parte delle persone,che cercano una forma di convivenza con essa nel tentativo di evitare effettipeggiori. Questo però non vuol dire che tutti si rassegnano al peggio, anchequi vale il detto “necessità fa virtù”.Ovviamente anche il progetto Ricreando non è indenne dai contraccolpi dellacrisi economica che sta interessando in maniera sensibile anche il mondo dellasolidarietà. L’epoca d’oro delle 50 borse di studio offerte dal MAIS Onlus ainostri ragazzi del progetto Ricreando in confronto alle attuali 34 ci sembraormai appartenere a un passato difficile da riproporsi. Però questo, grazieanche alle varie iniziative locali, non ha tolto al progetto la possibilità di offrirealla comunità locale le opportunità che sono alla base del suo funzionamento.Nonostante la sensibile diminuzione delle entrate in favore del progettoRicreando legate alla riduzione delle borse di studio, si è potuto manteneresempre alto il numero dei laboratori in funzione, senza diminuire la qualitàdell’offerta ai frequentanti. Questo è stato possibile grazie al fatto chei responsabili di tutti i laboratori sono persone appartenenti allacomunità locale che mettono a disposizione dei ragazzi dellacomunità le proprie conoscenze professionali, permettendo in talmodo un notevole risparmio sui conti del progetto senza dover ricorrere aprofessionisti esterni. Un altro fattore di risparmio adottato è il seguente: ifrequentatori dei laboratori che hanno necessità di materiali costosi per poterfunzionare si organizzano a seconda delle proprie capacità. Ad esempio, afine 2012 con il ricavato delle vendite dei lavori eseguiti dai frequentatoridel laboratorio della lavorazione del cuoio è stato possibile acquistaretutti i materiali necessari al laboratorio stesso previsti per le attivitàdell’anno 2013 senza quindi la necessità di incidere sulle uscite del progetto.Questo vale anche per gli altri laboratori di natura artigianale.I ragazzi che frequentano il laboratorio di taekwondo sono ormai datempo diventati specialisti nell’organizzare bingo e riffe allo scopo di pagarsile spese legate alla partecipazione in vari tornei nazionali e a volte ancheinternazionali. Questo laboratorio è presente anche in forma saltuaria neimercatini di fine settimana: si vendono sandwich e dolciumi preparati dallemamme degli stessi ragazzi. In quest’ultimo caso i ricavi non sono esaltanti,però è molto bello e positivo vedere l’entusiasmo e il lavoro di gruppo deiragazzi e la partecipazione attiva dei genitori. Durante un fine settimanadel periodo natalizio, sempre i ragazzi del taekwondo, con il permessodel direttore della scuola Pedro de Vega, hanno organizzato nell’atriodella scuola stessa una fiera di prodotti natalizi affittando i posti divendita ed esposizione agli artigiani e ai commercianti. L’iniziativa ha
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI27riscosso un buon successo ed è stata ripetuta dopo due settimane.Un’entrata nel bilancio del progetto che con il tempo è andata semprecrescendo è quella relativa al 10% dei ricavi delle vendite dei prodottidel gruppo donne che si sono specializzate nella realizzazione disacchetti/bomboniera e gadget vari che hanno trovato, grazie agli sforzipubblicitari di Loredana Rabellino e degli amici del MAIS Onlus addetti almercatino un’ottima accoglienza in Italia.Il progetto Ricreando si mantiene abbastanza vivo grazie soprattutto allapartecipazione e all’interessamento di una parte dei genitori dei ragazzi chericevono la borsa di studio e anche di ragazzi e bambini che partecipanoalle attività del progetto. Non dobbiamo infatti dimenticare che il progettoRicreando non è a esclusivo uso e beneficio dei pochi ragazzi che godonodella borsa di studio del MAIS Onlus ma è una struttura aperta a tuttala comunità locale. Quest’anno abbiamo registrato un numero moltoconsistente di richieste di partecipazione ai laboratori, di cui alcuni, comequello di punto a croce, sono completamente nuovi.La richiesta di sostegno diretta alle autorità municipali è stata accolta con esitofavorevole e così per il terzo anno consecutivo il nostro progetto può contaresulla collaborazione gratuita di un professore di educazione fisica.Riguardo al tema degli aiuti e dei supporti esterni di origine locale purtropponon abbiamo nulla da segnalare, e questo va attribuito sicuramente alladifficile situazione economica che qui sta colpendo duramente soprattuttoil ceto medio e anche al fatto che il sentimento di solidarietà non è moltosviluppato e sentito.Come riportato puntualmente nei nostri bilanci, la voce di spesa di granlunga più importante è quella relativa all’istruzione, che comprendel’acquisto di tutti gli accessori scolastici, l’iscrizione e le quote aicorsi d’informatica, inglese, ecc. Si tratta di una voce che di anno inanno diventa sempre più consistente per colpa dell’indice di inflazione realeche qui in Argentina risulta pari al 24% l’anno, il più alto del Sud America.Nonostante tutto, noi Responsabili del progetto facciamo in modo di offrireai borsisti tutto il supporto necessario, anche se questo sforzo va ad incideresu altre voci del bilancio. Ci riferiamo in questo caso al budget assegnatoad ogni borsista per l’acquisto di calzature, generi alimentari e di vestiario,infatti da tempo queste voci di spesa sono rimaste quasi invariate nonostantel’aumento del costo della vita.Non sempre una severa crisi economica come quella che stiamoattraversando porta con sé solamente effetti negativi ma offre a tuttiimportanti spunti di riflessione. La maggior parte delle persone che vivononei paesi più sviluppati si stanno rendendo conto che il loro tenore di vita eramolto al di sopra degli standard consentiti e che le risorse del pianeta nonsono infinite e andrebbero gestite in maniera più attenta. Molte persone delcosiddetto terzo mondo ritenevano, finora a torto, che le ricchezze del primomondo fossero inesauribili e che quindi anche gli aiuti, inclusi quelli sottoforma di solidarietà, fossero infiniti. Per quanto ci riguarda, possiamo dire chela gente che ruota intorno al progetto Ricreando sta prendendo coscienzadi questa nuova situazione, adesso apprezza molto più che in precedenza ilsostegno del MAIS Onlus e, contando anche sulle proprie forze, si impegnaper assicurare un buon futuro al progetto stesso.
    • 28ARGENTINA ClaypoleScuola di Taekwondo Olimpico RecreandoDiego BoninoVolontario del Progetto Claypole (Argentina)Quando è iniziato questo progetto nel 2002, io non sapevo con cosa misarei dovuto confrontare né con che tipo di persone e quali necessità;mi occupo del corso di Taekwondo, che da due anni a questa parteha anche un nome: “Escuela de Taekwondo Olimpico Recreando”.Inizialmente, l’obiettivo del corso era accogliere i ragazzi dellacomunità, senza sapere che in poco tempo la scuola sarebbe cresciutain questo modo.Dare la possibilità a un allievo di realizzare le sue attività, per esempiopartecipare a una gara e sostenere il viaggio, ha un costo concreto eciò ci mise davanti alla domanda: come fare per permettere ai ragazzidi partecipare a tutte le attività che questo sport olimpico comporta?Così abbiamo cominciato a fare piccole riffe che poi col tempo, ildialogo e il lavoro di squadra, sono diventati bingo, altre riffe, mercatiniartigianali, ecc. In questo modo i ragazzi avevano più possibilità di farerealmente ciò che amavano e desideravano.La nostra scuola è situata in una zona dove la maggior parte dellefamiglie non hanno lavoro ed è difficile trovarne uno. Abbiamovissuto tempi di crisi in cui siamo stati obbligati a lavorare insquadra ed essere solidali l’uno con l’altro.I genitori pure solidarizzano e lavorano con noi ed i ragazzi in ogniattività. Potrei dire che la solidarietà nel nostro laboratorio non è unasconosciuta e grazie ad essa possiamo superare ostacoli e raggiungereobiettivi che altrimenti sarebbe impossibile realizzare per la scuola eper i bambini.Le necessità dei nostri ragazzi ci obbligano a prendere coscienzadell’importanza di operare in modo solidale con chi ha più bisogno,lì dove regna la sofferenza, la fame, la mancanza di lavoro, cioè cercaredi colmare le necessità delle persone che abbiano le situazioni piùvulnerabili.Un esempio del raggiungimento di questo obiettivo è stata la domenicadel 13 di aprile, durante la quale abbiamo realizzato un bingo familiaredi beneficenza per la nostra scuola.Più di 90 persone si sono date da fare per collaborare ed aiutarci nelleattività con i nostri bambini, il che ci ha permesso di mettere insiemeuna certa quantità di soldi che sarà destinata alle differenti attività delnostro corso.Esiste una realtà che non possiamo ignorare. Nonostante la comunità,i nostri ragazzi e le attività del progetto Ricreando in generale abbianosempre lavorato in squadra, tutto questo sforzo da solo non basta.Voglio dire che i nostri ragazzi hanno capito il concetto dell’impegno,
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI29del lavoro comune, della solidarietà, ma non lo hanno fatto le mediee grandi aziende, visto che ogni volta che abbiamo chiesto un aiutoeconomico ci è stato negato. L’argomento che sfruttano è la crisi delmomento. Noi siamo comunque orgogliosi di ciò che siamo riuscitiad ottenere in questi 10 anni di lavoro tra la squadra, la solidarietàe gli impegni mantenuti.Insomma, i nostri bambini e ragazzi hanno capito che la solidarietàè condividere ciò che siamo e che abbiamo, ognuno a seconda delleproprie possibilità.
    • 30Jean François RatsimbazafyReferente ProgettoCome impegnare le proprie forze per l’autosviluppoMADAGASCAR AntsirabeCrisi vuole dire disturbo, movimento. Il disturbo può generare o unaregressione o un salto in avanti. La crisi finanziaria che colpisce il mondooccidentale si ripercuote sull’associazionismo solidale. Come fronteggiamola crisi in Madagascar all’interno della nostra associazione?In questo articolo cerchiamo di fare un riassunto della nostra vita associativamalgascia all’interno dell’associazione Tsinjo Lavitra (TL).I punti presentati in questo articolo trattano delle cose più note comel’uscita dalla crisi internazionale. Bisogna sapere che il Madagascar è statosempre in crisi sin dalla decolonizzazione, agli albori degli anni ‘60.La crisi europea ora è un “go” per il Madagascar. Si esce pian piano dall’ideadi stare sempre in attesa di aiuti senza fine.La popolazione sostenuta ha bisogno di imparare a camminare da sola perdiventare sostenitrice di se stessa. Deve poter camminare con i suoi piedi. Chisa se succederà tra poco? E’ troppo ambizioso. E’ una sfida continua, ma è laragione del MAIS Onlus. E’ l’autosviluppo.INTERPRETAZIONE DELLA CRISILa crisi che significa diminuzione delle risorse finanziarie e diminuzionedella generosità iniziale è stata una chiamata e una spinta per la TL a vivere ilsignificato dell’acronimo Mais (Movimento per l’Autosviluppo Internazionalenella Solidarietà).Dal momento in cui ci siamo conosciuti la parola che ci ha colpitoè stata “Autosviluppo”. La crisi è stata presentata a bambini, giovani egenitori fortunati perché hanno ricevuto uno sostegno a distanza, comel’occasione per diventare più consapevoli nell’approfittare del sostegno adistanza e sfruttare al meglio quello che ricevono dal MAIS Onlus.OBIETTIVO COMUNEIl nostro obiettivo comune in Madagascar è di trovare la maniera per avviareun vero sviluppo, la creazione di lavoro, un’ entrata comune di reddito.I MEZZI- MotivazioneOrganizzazione di due assemblee all’anno per tutti i genitori e i bambinisponsorizzati. In questa assemblea si fanno delle valutazioni degli anni passatie delle programmazioni per il semestre in corso.La prima assemblea è sempre in occasione dell’anno nuovo, per salutarci esocializzare, per dare notizie dei bambini, condividere le difficoltà e raccontareanche i successi di alcuni famiglie.Questi raduni sono organizzati per coltivare il senso diappartenenza all’associazione. E’ su questo senso di appartenenzache possiamo avere un maggiore coinvolgimento da parte deigenitori e dei giovani in adozione. Così riusciamo meglio aconvincerli di quello che vogliamo trasmettere come motore versoun cambiamento positivo.
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI31- Controllo e organizzazioneE’ il controllo reciproco. Essendo un’associazione riconosciuta, creareun consiglio che viene dai genitori dei bambini adottati è una forma diautocontrollo tra i membri.I genitori si assumono la responsabilità di una decisione sugli altri tramiteil consiglio dell’associazione. Essi si sono organizzati in gruppi a secondadella loro località di provenienza.Ogni gruppo ha un/a responsabile che può convocare un raduno disensibilizzazione quando lo ritiene opportuno. Inoltre ha il compito ditrasmettere le varie notizie al gruppo.- Azioni concreteDal 2004, i genitori mettono da parte l’equivalente di 1.50 € per la loroattività sociale.Tutti sono stati affiliati a un’istituzione finanziaria per scoraggiarli nellospendere i soldi subito e permettere loro di economizzare i ricavi ottenuti.Delle riflessioni comuni hanno fatto nascere nuove idee su come sfruttareal meglio le rimesse ricevute ogni trimestre.E’ stato deciso all’unanimità durante il raduno di questo semestreche l’associazione deve creare dei gruppi di lavoratori seguendo lepreferenze di ognuno.Le scelte sono:- Gruppo agricolo 1: tanti genitori, anche loro contadini, vogliono passarealla coltivazione del riso piovano e dei fagioli.- Gruppo agricolo 2: altri genitori si mettono insieme per raccogliere laspazzatura della città, cercare il modo per farne concime e compost al serviziodell’agricoltura della regione di Antsirabe.- Gruppo di allevamento: dei genitori che se ne intendono vogliono mettersiinsieme per allevare delle galline malgasce. Si produrranno solamente pulcini.- Gruppo della formazione: si organizza con i giovani universitari e quelliche non studiano più una formazione aperta al pubblico per l’introduzioneall’informatica e alla lingua italiana.La richiesta d’insegnamento della lingua italiana è aumentata inMadagascar a causa del turismo. Chissà se alcuni volontari italianivorranno collaborare per l’apertura di un centro di insegnamento dellalingua e dell’informatica.- Gruppo delle sarte: delle mamme sarte di professione vogliono creare unlaboratorio di sartoria.Si realizza un tipo di coperta leggera ma calda per i periodi freddi.Si creano delle tende fatte a mano e utili in caso di cataclismi naturali daproporre ai supermercati e ai punti vendita.Si creano anche delle coperte (teli) per le macchine della città.Si organizza anche un corso di formazione di taglio e cucito per quelliche vogliono lavorare nelle multinazionali di sartoria. La formazione è apagamento.
    • - Come trovare i fondi?Ci vuole soltanto un permesso dai sostenitori italiani sull’utilizzo dei soldiricevuti. Il punto fondamentale è assicurare lo studio ai bambini. Le rimessedevono assicurano le rette, poi a volte riescono a pagare dei vestiti, damangiare e anche l’affitto e gli spostamenti. Questa volta bisogna rivedereinsieme al consiglio della Tsinjo Lavitra quanti soldi ci vogliono per avviareun’attività comune.Tante di queste attività si possono avviare con dei fondi iniziali di 1.500€-2.000€. I genitori hanno deciso che ad ogni rimessa si mette da parte unaporzione dei soldi, fino a raggiungere la somma necessaria per avviarel’attività.L’attività, una volta avviata, sarebbe una fonte di guadagno per tutti ecreerebbe un fondo comune.La solidarietà in tempo di crisi potrebbe dunque tradursi inuna vita più attiva e generare un tipo di cooperativa all’internodell’associazione Tsinjo Lavitra.Abbiamo visto la crisi come una spinta verso una vita più responsabileper prendere in mano la nostra sorte.Questo vuole dire che ormai non abbiamo più bisogno di voi?No, vogliamo dire che dalla presa di coscienza delle difficoltàfinanziarie che state fronteggiando, è nata una miglioreorganizzazione da parte nostra per svegliare la coscienzacomune dei membri della Tsinjo Lavitra e stimolare la voglia di farequalche cosa insieme per continuare a vivere nella solidarietà moltopiù attiva.- L’insegnamento dalla cooperativaLa presa di coscienza da parte dei genitori dei bambini sostenuti è unalezione imparata dalla cooperativa della Fattoria Biologica di Antsaha.Sapendo che ogni malgascio è ancora radicato sulla terra degli antenati,i genitori hanno subito rubato la forma di autosviluppo applicata alla32MADAGASCAR Antsirabe- Gruppo della panetteria o pasticceria: guardando alle zone che richiedonoil pane e che lo importano da lontano, si cerca di avere un gruppo che faquesto lavoro, puntando alla vendita nelle zone fuori città.- Gruppo del dispensario medico: alcuni giovani possono mettersiinsieme per aprire un dispensario nelle zone fuori città. Hanno notatoche una para-farmacia è più che mai necessaria nelle zone fuori città. Civuole per questo una formazione nelle farmacie e una richiesta formaleal governo.- Si crea un giornalino mensile di 4 pagine per diffondere le notiziedelle famiglie e degli amici dell’associazione. Il primo numero deveuscire il 12 aprile 2013. Gli universitari si occuperanno di questogiornalino.
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI33cooperativa della Fattoria Biologica.I contadini, invece sentono l’iniziativa dei genitori come una forma diconcorrenza nell’agricoltura. Possono anche considerare questa vicendacome una spinta a fare meglio e produrre di più. Hanno già detto cheaffitteranno il trattore ai genitori dei bambini sostenuti a distanza e che, seloro non sanno lavorare, possono prestare la mano d’opera a pagamentoinsieme al loro tecnico.
    • 34Anna Bartoloni - Referente Progetti MadagascarMaria Grazia Galdi Daniele - Centro AnidraLydia e Aurelo, due giovani malgasci in ItaliaMADAGASCAR AntsirabeANNA BARTOLONIIo e Maria Grazia parleremo dello stage di formazione che due ragazzi sceltida François verranno a fare qui in Italia al Centro Anidra.Aurelo è un ragazzo di venti anni, sostenuto da MAIS Onlus da quandofrequentava le medie da una famiglia di Milano. Ha frequentato una scuoladi meccanica agricola, un corso di ragioneria e adesso sta studiando l’Italia-no, con dei buonissimi risultati. E’ un ragazzo quindi molto determinato.Lydia è una donna malgascia che può rappresentare in pieno quello cheLoredana ci diceva all’inizio del convegno: la crisi come opportunità, di cui leiè veramente la personificazione, il rimboccarsi le mani, l’usare tutte le risorsepossibili per risolvere il grosso problema nel quale si era trovata.Lei, come molte donne di Antsirabe, aveva sottoscritto un contratto di lavorocon un’agenzia malgascia che garantiva un lavoro come collaboratrice do-mestica in Libano, paese dove c’è una legislazione molto blanda che riguardai contratti di collaborazione domestica. I lavoratori non sono assolutamentetutelati, perciò le famiglie benestanti del Libano, ma anche quelle francesi, siavvalgono di queste agenzie per avere della manodopera veramente a buonmercato.Appena arrivata in Libano, Lydia, come molte altre ragazze, si è trovata pri-vata del passaporto, che le è stato requisito per la durata del contrat-to, si è trovata costretta a dei turni di lavoro incredibili, dalle sei del mattinofino a mezzanotte, con problemi di salute e la privazione totale delle libertà.Infatti le era stato vietato di contattare i suoi familiari in Madagascar. Ma lei èriuscita a superare questa situazione, ha contattato François e gli ha spiegatola situazione in cui si trovava.François ha attivato in Madagascar una bella macchina da combattimento, hacoinvolto vari amici, sia italiani che locali ed è riuscito a pagare il “riscatto”.Lydia è tornata in patria e si è chiesta se dovesse davvero andare all’esteroper migliorare la sua situazione, non volendo più ripetere un’esperienza delgenere. Ha contattato una sua amica di infanzia con cui faceva dei dolcettie insieme si sono domandate: se funzionava allora perchè non adesso? E ineffetti ha funzionato.Quando abbiamo intervistato Lydia dopo aver conosciuto la sua storia ci hadetto che la cosa che la rendeva davvero felice era vedere attorno a sè dellepersone a cui la vita era veramente cambiata. Anche la sua vita è cambiata,perchè lei e la sua amica sono riuscite a portare avanti questo progetto, cihanno creduto e ci hanno messo del coraggio, e la cosa sta andando benis-simo. Noi, come MAIS Onlus, pensiamo che questa opportunità offerta dalCentro Anidra sarà ottima per ampliare le loro conoscenze e le loro compe-tenze nel settore dell’agriturismo e siamo sicuri che per l’applicazione praticanon mancheranno nè ad Aurelo nè a Lydia le capacità per fare qualcosa diveramente buono nel loro paese.
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI35MARIA GRAZIA GALDI DANIELEMi sembra un riassunto a puntate. Lo scorso anno ho preso la parola per direche sarebbero arrivati i ragazzi e che quest’anno vi avremmo raccontato i ri-sultati della loro attività. Avvenne però che il visto per poter espatriare non èmai arrivato nonostante tutti i tentativi fatti. Abbiamo iniziato con la richiestail 28 ottobre scorso, e la risposta è arrivata solo venti giorni fa.L’iniziativa è partita due anni fa, dalla venuta di François al Centro Anidra.L’idea era quella di gemellare le due fattorie, quella in Madagascare quella del Centro Anidra a Borzonasca, in provincia di Genova. Daquell’incontro è partito invece un progetto più ambizioso. I ragazzi che ven-gono al Centro Anidra vengono a imparare come si organizzano l’acco-glienza e le attività a supporto di un’azienda a livello turistico. Quindiimpareranno tutto dalla A alla Z, con un corso che dura 4 mesi e prevede unostudio di 42 ore settimanali, formato da gruppi di lavoro che sosterranno iragazzi nelle varie fasi.Cos’è il Centro Anidra? E’ nato nel 2005, da un’esperienza in Toscana di ungruppo di persone. Su internet hanno trovato 25 ettari di terreno in Liguriache hanno poi acquistato. Nasce come un centro in cui si usano tutte letecniche orientali e occidentali che affrontano il benessere complessivo dellapersona e hanno un rapporto diverso con la natura, riguardano i modi percoltivare, per abitare e investono tutta la gamma dell’ambiente interno edesterno per dare il benessere psicofisico alla persona che vive in quel modo.Quindi è una cosa più ampia rispetto ad una fattoria in campagna. Il capo ditutto questo è il presidente dell’associazione Anidra che è un professore, e itutor di questi due ragazzi sono due psicologi, la dottoressa Dora Paola e ildottor Gracceva Lorenzo, che avranno dei contatti e dei colloqui con i ragazzie seguiranno tutto l’iter della loro formazione.Loro vengono per imparare come si organizzano gli eventi, come si ricevonole persone che vengono, come si organizza una sala, come si attrezza unacucina, impareranno anche la lingua italiana e se vorranno, l’inglese. Inoltrestudieranno marketing, informatica, e saranno partecipi di una novità diquest’anno che è il sostituire le case di legno con le case di paglia. Si trattadi una tecnica ormai molto conosciuta all’estero ma anche in Italia. In questecase vi sono le fondamenta, poi c’è un’intercapedine di legno e nell’interca-pedine viene compressa la paglia. All’esterno e all’interno si mettono molticentimetri di intonaco e la casa è fatta. Si riscalda con pochissimo e d’estateè molto fresca. I risultati sono notevoli. Questa loro esperienza sarà moltoimportante per tutti, per noi, per il Centro Anidra e perchè potrà dare forsel’opportunità, una volta che i ragazzi torneranno a casa, di pensareall’utilizzo della fattoria anche con questo scopo, ovvero organizzareaccoglienza per coloro che vorranno fare un’esperienza di turismo al di fuoridei soliti circuiti turistici, che sarebbe un’esperienza più complessiva, anchegrazie al contatto con la natura. Loro sono attesi da tanto tempo e il giorno 4maggio ci sarà la presentazione alla stampa del progetto, del piano di studioe la festa di accoglienza per i ragazzi, che saranno a Borzonasca fino al 27agosto.
    • 36Pasquale CastaldoVolontarioLa crisi: un’opportunità per il cambiamentoLA CONGIUNTURAA livello generale, la crisi economica iniziata in Italia nel 2008, si stagradualmente ripercuotendo anche sul mondo della solidarietà.Le risorse finanziarie private e pubbliche per l’associazionismo solidalestanno diminuendo sensibilmente (-37% di raccolta fondi nel 2011).I sostenitori, soggetti o aziende, fanno fatica a continuare a elargire lastessa cifra degli anni precedenti.Ovviamente anche il MAIS Onlus è alle prese con la crisi.La rilevante flessione tra i sostenitori, registrata nel periodo 2008 – 2012 parial 19,6%, ha prodotto una significativa riduzione nell’ offerta di sostegno.Alla fine del 2012:Il numero dei bambini è risultata pari a 921 unità. La flessione mediaregistrata nel periodo 2008 – 2012 è stata pari al 6,7%1.Le quote hanno assunto lo stesso andamento rilevato tra i sostenitoriregistrando nel periodo 2008 – 2012 una flessione del 17,3%. Per effettodelle dismissioni circa il 4% delle quote (circa 80) sono sostenute dal Maisutilizzando le sottoscrizioni pervenute.1Attualmente 59 bambinisono rimasti senza sponsore altri 20 sono in attesa diimminente sostegno. In realtàil numero delle attese disostegno è significativamentesuperiore. I Referenti, infatti,comunicano all’Associazionei nominativi dei bambini inattesa soltanto in presenzadi nuovi sostenitori o disostituzioni di sostegni chiusi.ITALIA
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI37In aggiunta è stato anche rilevato che per effetto della crisi, i sostenitoriaffrontano maggiori difficoltà a mantenere le scadenze delle lorosottoscrizioni2.Nel periodo in esame, pur in presenza di una riduzione delle quotefisse versate dai sostenitori continuativi, il MAIS Onlus ha sviluppato unasignificativa attività, finanziata con donazioni singole, che hanno riguardatoaspetti diversi da quello della promozione dell’istruzione.In particolare sono state avviati e consolidati progetti nel campo della tuteladella salute (clinica, corsi igienico-sanitari, ambulatori odontoiatrici), dellapromozione del lavoro (dai corsi professionali al progetto agricolo) e dellatutela del minore (case famiglia, corsi extra-scolastici).Tuttavia, per contrastare il depauperamento dei sostegni continuativi eper introdurre maggiore solidità, economicità ed efficienza nella gestione ilMAIS Onlus ha iniziato, dalla metà scorso anno, un riesame che ha coinvoltosia l’operatività interna sia le relazioni con il mondo esterno.Con la prima tipologia di interventi si intende perseguire l’obiettivo diliberare risorse e tempo alle attività ordinarie per impiegarle negli aspettistrategici delle finalità dell’Associazione3.La seconda gamma di interventi riguardano essenzialmente gli aspettidella comunicazione.GLI INTERVENTI ORGANIZZATIVI IN CORSONell’analisi preliminare della “performance produttiva” dallaSegreteria del MAIS Onlus eseguita a giugno dello scorso anno èrisultato evidente il significativo impegno di attività sia in terminifinanziari sia solidali svolti dall’Associazione.Si è cercato quindi di individuare i possibili cambiamenti ingrado di espandere compiutamente le significative potenzialitàesistenti.Si è ritenuto necessario introdurre, con l’opportuna gradualità, alcuniinterventi di tipo organizzativo attualmente in corso che dovrebbero, ovepossibile, migliorare l’efficienza dei processi operativi adottati e rafforzarel’immagine istituzionale dell’Associazione.Essi riguardano:Interventi di organizzazione interna connessi con:· i punti di responsabilità per l’esercizio dell’attività di pianificazione econtrollo4;· i livelli di firma più efficaci per assicurare attenzione da parte deidestinatari alle comunicazioni dell’Associazione5;· il miglioramento delle anagrafiche per la gestione dei destinatari e deivolontari;· l’attività di monitoraggio degli aggregati sensibili del SAD (bambinisostenuti, sostenitori, quote) realizzata con l’elaborazione di una proceduraautomatica di allerta che rilevi i mancati versamenti da parte dei soci e deisostenitori per effettuare in modo più ordinato le necessarie segnalazioni ed2L’Associazione nel 2012 haprovveduto alla temporaneacopertura di 312 quote per unimporto pari a 54.564 euroappartenenti ai 265 sostenitoriche effettuano i versamenti inritardo.3L’obiettivo dell’Associazioneè quello di favorire l’interscambioglobale fra i popoli, realizzandoprogrammi di cooperazionetecnica e volontariato per losviluppo delle popolazioni dei paesidel Terzo Mondo, assumendoiniziative sia di carattere formativo,informativo e tecnico sia dieducazione allo sviluppo e disensibilizzazione in Italia e all’esterosu questi problemi. In sintesiformare i cittadini dei paesi in viadi sviluppo per l’inserimento nellerealtà locali.4La responsabilità per lapianificazione e il controllodei compiti dell’Associazionesono stati distribuiti nel modoseguente: Presidente: Relazioniesterne; Vicepresidente:Comunicazione ed Editoria;Responsabile dellaSegreteria: coordinamento dei27 progetti in corso e compitidi Segreteria (per le attivitàdi Segreteria viene coadiuvatoda un Coordinatore cheopera secondo gli input chepervengono dal Responsabilee dai Consiglieri e stabilisce lapriorità dell’esecuzione dei lavoriintervenendo direttamentenell’attività. L’attività dicoordinamento è estesa ancheall’impiego dei volontari);Tesoriere: Contabilitàe Disciplina degli organiconciliari; Consiglieri: Attivitàamministrative collegate ai propriprogetti e agli eventi ad essiconnessi. E’ stato anche previstala figura di un Consigliereesperto in questioni legali.5I livelli di firma per lacorrispondenza cartacea edelettronica sono stati definiti inbase ai ruoli e alle responsabilitàdi ciascuna carica: Presidente,Vicepresidente, Tesoriere eResponsabile della Segreteria. Èstata prevista anche la possibilitàdi emanare normativa internache porterà la doppia firma delResponsabile di Segreteria e delPresidente o Vicepresidente.Per questi atti è stato decisoche accanto alla firma delResponsabile che dispone ilprovvedimento ci sia quelladel Presidente che attesti chel’atto si inscrive nei principiinformatori dell’Associazione.
    • 38evitare l’accumulo di crediti da riscuotere.· una scheda anagrafica di ogni singolo progetto che sintetizzi le attivitàsvolte e da svolgere ad esso relative;Interventi organizzativi legati essenzialmente all’adozione delleprocedure informatiche relativi a:· Safety (utilizzo dei vdt)6;· Gestione dei dati personali con archivi elettronici (privacy)7;· Formalizzazione dei controlli dei prodotti solidali giacenti in ufficio8;· Sistematizzazione delle documentazioni amministrative per la perfettarispondenza del libro dei soci agli archivi elettronici;La strutturazione delle “attività estemporanee” e da quelle di“routine” perseguendo l’obiettivo di ridurre l’estemporaneità dellavoro aumentando l’efficienza dei processi operativi. Sono statiindividuati in via preliminare 46 procedure di lavoro in corso distandardizzazione.L’Elaborazione di un piano annuale di attività comprendenti gli eventi ele attività operative al fine di rendere più efficiente ed ordinato l’assolvimentodei compiti.Formalizzazione della procedura di istruttoria già adottate dalConsiglio per la valutazione dei nuovi progetti e per l’aggiornamentodi quelli in corso.L’analisi di possibili interventi diretti per conseguire una crescitanel numero dei sostenitori connessi con il recupero di nuove adesioniattraverso:·Lagiàsperimentataazionedicoinvolgimentodinuovisponsordirettamenteda parte di sottoscrittori disponibili a svolgere azione di reclutamento neidiversi luoghi ove operano nel quotidiano.· Il miglioramento dell’offerta dei progetti in modo chiaro estrutturato che sia in grado di intercettare tutte le propensionialla donazione sia essa continuativa (voler creare una relazionecon l’altro da sé (persona o comunità sostenuta) sia saltuaria legatoa un progetto con obiettivo predefinito e strumentale allo sviluppoautonomo successivo.Per questo tipo di obiettivo nevralgica risulta la seconda gammadi interventi che stanno riguardando tutti gli aspetti dell’informazione edella comunicazione.Questo attività tocca - come ci dirà Federica Rizzo impegnata direttamentead elaborare le linee fissate dal Vice Presidente dell’Associazione Responsabiledella Comunicazione9– tutti gli aspetti connessi con l’informazione e la lacomunicazione sia diretta sia mediata.Particolare attenzione viene anche dedicata all’editoria volta acreare una “immagine coordinata” dell’Associazione attraverso lastandardizzazione dell’editing da adottare in ogni comunicazione epubblicazione effettuata.6Essenzialmente siintrodurranno tutte leprescrizioni (D. Lgs. 626/94prima e del D.Lgs. 81/2008 poi)in materia di salute e sicurezzasul lavoro connessi con dueaspetti di novità: il cresciutoutilizzo dei video terminalinell’attività quotidiana daparte degli addetti che superail limite di 20 ore settimanali ele attività da garantire durantelo svolgimento di eventi che sitengono presso la sala riunionedell’Associazione.7Essenzialmente connessicon la creazione di archivi e laprotezione delle informazionidei dati personali in base alDecreto legislativo 30 giugno2003, n. 196 - Codice inMateria di Protezione dei DatiPersonali.8E stato perfezionato il sistemadi gestione del magazzino deibeni solidali con la realizzazionedi un sistema di carico e scaricodegli oggetti collegato alsistema di contabilità.9Per la realizzazione delnuovo sito web il VicePresidente ha istituito una taskforce da lui stesso presiedutadella quale fanno parteFederica Rizzo (Web Designer,)Manuela Alloni (Consulente) eMarco Solinas (Web Master).ITALIA
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI39L’intendimento di tali interventi è quello di elaborare un’immagineconsolidata all’Associazione al fine di favorire ulteriori sviluppi in terminidi diffusione più ampia della conoscenza degli obiettivi perseguiti e dellesue pubblicazioni periodiche.
    • 40ITALIAFederica RizzoComunicazione MAIS OnlusIdentità e passaparola onlineIl processo di cambiamento nel settore della comunicazione che ha presoavvio a partire dal 2012 ha visto due macro obiettivi:1. Il rafforzamento dell’identità visiva della nostra associazione ovvero diuno stile di comunicazione univoco su tutte le linee di attività che hanno unimpatto con l’esterno;2. Lo sviluppo e la sperimentazione di una comunicazione mediata (ovveroonline) che si affianca al passaparola, che rimane lo strumento che connotapositivamente la storia e lo spirito dell’associazione. Perchè se è vero che ilpassaparola è il più potente tra i canali di promozione del MAIS Onlus, è veroanche che, in un momento di crisi, internet ci offre una serie di canali, nuovie da esplorare, per non parlare poi del fatto che oggi amici e conoscenti sipassano la parola sui social network molto più di quanto lo facciano dal vivo.1. IMMAGINE COORDINATAIl primo intervento sta vedendo tuttora la sua realizzazione attraverso losviluppo di un’immagine coordinata per i diversi strumenti di comunicazione.L’intento primario è quello di uniformare e regolare il modo in cui il logo, icolori, la carta intestata, i depliant, le locandine parlino del MAIS Onlus a chiè esterno all’associazione al fine di permettere una maggiore penetrazione equindi un’immediata riconoscibilità.Il format relativo alle locandine per esempio è caratterizzato da un impiantografico che contiene il titolo in una fascia superiore, l’immagine evento inuno spazio ovale o rettangolare e il testo a contorno dell’immagine.L’attofinalediquestopercorsosaràlaredazionediunmanualedell’immaginecoordinata del Mais onlus, utile a chi rappresenta l’associazione all’esterno.Perché, detto in altri termini, una singola iniziativa di comunicazione puòancherisultaregradevoleetecnicamentecorretta,seisolatamenteconsiderata,ma potrebbe non esserlo valutandola nel complesso dell’organizzazione dicui fa parte, in quanto incoerente rispetto allo “stile della casa”.2. L’ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE ONLINEA livello di comunicazione online nel 2012 sono stati intrapresi due percorsi:a. Il consolidamento del legame con i sostenitori attraverso i canali dipartecipazione e coinvolgimento offerti dal web, nello specifico dai socialnetwork come Facebook, Flickr, Slideshare e dalla Newsletter elettronica;b. Lapromozionediunapiùefficacediffusionedelleattivitàdell’associazioneattraverso la ristrutturazione del sito.La comunicazione online è andata oltre il sito istituzionale e si è sviluppataattraverso gli altri strumenti online.Da una parte diventa sempre più importante costruire un dialogo continuocon i propri contatti non legato esclusivamente alle occasioni speciali didonazione. In questo anche la newsletter, affiancata ai social network, civiene in aiuto.Dall’altra, dobbiamo comunicare con i nostri donatori e dobbiamo farlo làdove essi si trovano. In questo, i social network sono uno strumento moltopotente e a costo zero.NewsletterDa una ricerca del 201210, risulta che circa il 69% degli utenti internetha indicato che preferisce essere informato da una ONP tramite email o10Fonte: Osservatorio FundRaising.
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI41Newsletter elettronica.Sempre di più l’email è canale privilegiato per stabilire un dialogo e unrapporto di fiducia con gli utenti.Il numero di iscritti alla newsletter è rimasto pressoché lo stesso dal 2011al 201211.Nel 2012 sono state inviate 32 newsletter ai sostenitori e ai contatti iscritti.La periodicità nel 2012 è stata settimanale, al netto dei periodi di chiusura.I contenuti delle newsletter: aggiornamenti flash dai progetti, promozionedi raccolte fondi per progetti e specialmente diffusione di iniziative di raccoltafondi.Per progetti ed eventi di punta, sfruttiamo anche l’invio straordinario diun’email ad hoc che promuove quel progetto o quell’evento specifico.Questo è un ambito da sviluppare, andrebbero individuati altri destinatari.In futuro potenzieremo l’indirizzario inserendo gli indirizzi delle associazionie degli uffici stampa del terzo settore e distribuendoli per canali tematici.SOCIAL NETWORKParliamo ora dei social network. Vorrei prima darvi alcuni dati.Dall’ultimo Rapporto Censis/Ucsi sulla Comunicazione risulta che semprepiù italiani sono online, e l’andamento delle statistiche fa presupporre unacrescita costante nel futuro prossimo del valore del web in Italia. E l’aumentodegli utenti on line risulta trascinato dall’aumento dell’utilizzo dei socialnetwork.Se nel 2011 il 53% degli italiani aveva accesso a internet, nel 2012 questodato cresce di 9 punti percentuali: nel 2012 su Internet c’è il 62% degli italiani.La crescita è dovuta all’effetto traino rappresentato dai social network.In particolare, risulta che il 41% degli italiani è iscritto a Facebook, cherisulta il social network più utilizzato.FacebookIl canale Facebook per MAIS Onlus è una delle principali piazze virtuali.Facebook è lo strumento che da un lato è in grado di emozionare,coinvolgere e, perché no, aprire la strada per la costruzione di una relazionecon l’organizzazione, dall’altro è in grado di avviare un meccanismo di viralità11Iscritti 2011: 1850; iscritti2012: 1735. La diminuzionedel numero degli iscritti allanewsletter registrato nel 2012è dovuto al cambiamento delsistema informatico utilizzatoper l’invio. Il nuovo sistema,che si appoggia direttamenteal server del sito, ha fattoun’opera di pulizia degliindirizzi email decaduti e/osoppressi.
    • 42ITALIAmolto forte all’interno della potente cassa di risonanza che è Facebook.Siccome ogni canale ha la sua peculiarità, su Facebook i messaggi con leimmagini guidano l’engagement, cioè il coinvolgimento attivo.Su Facebook, una foto vale molto di più, e oltre ad essere più facile daindividuare e capace di trasmettere emozioni è anche premiata dall’algoritmodel sito.Nel 2012, la pagina Facebook del MAIS Onlus ha registrato 110 attività(con una media di più di 2 a settimana) contro le 60 dell’anno precedente. Diqueste 110 attività, 11 sono le interazioni con i fan tramite messaggi diretti,71 sono post cioè solo testo o link e 74 sono immagini con o senza testo.Abbiamo quindi aumentato considerevolmente i post contenenti immagini,nello spirito dell’ottimizzazione dell’efficacia del canale. Inoltre è statoimplementato il rimando tra la pagina Facebook e il Sito. Non a caso, dai datistatistici di analisi del sito web del MAIS Onlus, il canale Facebook risulta ilprimo referrer assoluto in termini di traffico verso il sito dell’associazione. Ciòsignifica che da Facebook arriva la maggior parte del traffico che approda alsito dell’associazione.I contenuti che pubblichiamo sulla pagina Facebook sono per lo piùiniziative interne, link alle notizie pubblicate sul sito dell’associazione, storiedi persone (di chi ce l’ha fatta grazie al MAIS Onlus, di chi partecipa comevolontario, o di chi partecipa alle iniziative). I messaggi si fanno più personalirispetto al sito e sono più emozionali.Il numero di iscritti alla pagina è passato dai 1904 del 31 dicembre 2011ai 1996 del 31 dicembre 2012. Con un’attività costante e dedicata e concampagne ad hoc il numero può essere notevolmente incrementato.Tramite Facebook Insights, lo strumento di analisi dei nostri fan della pagina,possiamo controllare alcune metriche, analizzare le tendenze, aggregare idati demografici ed il consumo di contenuti.Il soggetto identificato come utente medio della pagina MAIS Onlus, a fine2012, era donna (50,7% contro il 48% di uomini) di età compresa tra i 25e i 34 anni.Le città con più fan, dopo Roma che ha uno stacco notevole rispetto allealtre, sono in ordine: Milano, Napoli, Torino e a seguire la prima estera che èJohannesburg.SlideshareNel 2012 è stato avviato il cammino del MAIS Onlus dell’editoria nel web,in modo da rendere disponibili anche on line i nostri prodotti editoriali comeil MAIS Notizie e per diffondere documenti importanti per un’associazione,come i bilanci o gli atti dei convegni.Siamo sbarcati quindi su Slideshare, un sito che permette di caricare econdividere le proprie pubblicazioni e presentazioni di vario genere.Abbiamo il nostro profilo, una specie di vetrina con i link in evidenza cherimandano direttamente al sito web e alla pagina Facebook dell’associazione.Su Slideshare abbiamo pubblicato tutti i numeri del MAIS Notizie12,accessibili e consultabili da chiunque.Anche per Slideshare vale il discorso che essendo rete, essendo web,possiamo beneficiare di alcuni dati utili a capire le preferenze e le abitudini dichi ci segue, solo vedendo i numeri di visualizzazioni di ciascuna pubblicazione.
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI43A tal proposito, la pubblicazione che è stata più visualizzata (con 653visualizzazioni) è stata il catalogo del cesto di Natale 2012, a conferma anchedel fatto che il periodo di maggiore affluenza e attenzione verso i prodotti ele attività di una onlus rimane quello del Natale13.SitoIl sito è oggi in fase di ristrutturazione totale. Nel 2012 infatti hapresentato alcuni aspetti positivi ma anche molte criticità dovute soprattuttoalla conclusione del rapporto di collaborazione con la società che lo haamministrato.L’interruzione di questo rapporto, combinata al fatto che la natura tecnicadel sito stesso impediva un’autonomia nella gestione dei contenuti, haportato ad una fase di stallo abbastanza prolungata che ha causato unaseppur lieve flessione dei visitatori.1. I nuovi visitatori passano dai 6366 del 2011 ai 5438 del 2012.2. Il totale dei visitatori passano dai 9494 del 2011 ai 8757 del 2012.Fa eccezione la sezione delle News che abbiamo potuto curare direttamente.Non a caso il dato positivo che registriamo a proposito del sito nel 2012viene dalla percentuale di rimbalzo.La percentuale di rimbalzo è la percentuale di utenti che abbandona ilsito web, dopo aver visitato solo una pagina. È un dato che misura quindi12A partire dal numero di1-2-3/2012.13I mesi dell’anno cheregistrano le maggioridonazioni sono: dicembre(20%), giugno (9%), maggioe gennaio (7%). “Relazionedegli utenti internet italiani conle Organizzazioni Non Profit2012”, Osservatorio FundRaising.
    • 44ITALIAla capacità del nostro sito di trattenere gli utenti al di là di un contattosuperficiale. Nel 2012 è positivo notare che la percentuale di rimbalzo è, inmaniera assolutamente costante, diminuita di mese in mese passando dal66% di gennaio 2012 al 50% di dicembre dello stesso anno.Ciò dimostra quanto sia fondamentale una gestione dei contenuti del sitointegrata con la pagina Facebook e con la Newsletter che abbiamo gestitodirettamente. Entrambi i canali costituiscono un elemento di costanterimando al sito conferendogli maggiore interesse e vitalità.A questo punto, dopo aver parlato delle criticità del sito attuale, vi vorreiparlare dell’intervento volto alla ristrutturazione del sito, al quale si stalavorando dalla fine del 2012.Il principale obiettivo di questa ristrutturazione è innanzitutto sviluppareuna più fluente navigabilità.Questo significa ripensare aspetti fondamentali, come la struttura del sito el’organizzazione degli elementi in pagina.L’intervento è quindi totale e prende in considerazione l’ottimizzazionetecnica, la grafica del sito, i testi e l’organizzazione dei contenuti permigliorarne la fruizione. L’autonomia nella gestione dei contenuti e dellepagine, che con il nuovo sito sarà implementata notevolmente rispetto alvecchio, ci consentirà inoltre di intervenire strategicamente in manieracostante, perfezionando di continuo il tiro e allineando il sito alle futureesigenze dell’associazione.La necessità di questa ristrutturazione deriva da 2 esigenze fondamentali:da una parte fidelizzare il sostenitore tradizionale offrendogli una piattaformachiara e facilmente fruibile e dall’altra, in un periodo in cui la crisi mettea dura prova la generosità di chi dona, espandere il bacino di sostenitoriintercettandone profili nuovi come quello del donatore on line.Pasquale Castaldo vi ha appena raccontato come molti dei nostri sostenitorisiano stati costretti a lasciarci, vorrei invece farvi vedere quali sono le tendenzesul web.Questo è un grafico generato da Google Trend, che è un servizio cheGoogle ci mette a disposizione per le ricerche di marketing. In pratica ci dicequali sono le tendenze nel motore di ricerca più utilizzato al mondo.Il grafico prende in esame la ricerca del termine “adozioni a distanza”14negli ultimi due anni, il 2011 (fucsia) e il 2012 (in blu).A sorpresa, nel 2012 la ricerca del termine sul web non ha subitoflessione ma addirittura è aumentato.14Il termine è suggerito daGoogle, piuttosto del piùdesueto ‘sostegno a distanza’che compare in manierastatisticamente non rilevantenelle ricerche effettuate dagliutenti del motore di ricerca.
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI4515“Relazione degli utentiinternet italiani con leOrganizzazioni Non Profit2012”, Osservatorio FundRaising.16L’Associazione affidava talelavoro alla Società esternaLapis. Il rapporto si è interrottonel maggio del 2011.Il 12% degli utenti internet sono donatori online e, dato ancora piùinteressante, il 32% di essi diventa donatore offline, ovvero usa i canali piùtradizionali nel giro di 2 anni.Il donatore online è più giovane, dona di più alla prima donazione maanche nelle successive rispetto al donatore offline.Da una ricerca del 201215risulta che le donazioni online avvengono per il52% presso il sito web della onlus prescelta.Il sito diventa quindi strategico e deve essere pronto ad accogliere questonuovotipodidonatoriaiqualioccorreoffrireun’interfacciaefficace,facilmentefruibile e l’occasione di poter effettuare donazioni online direttamente dalsito con modalità di versamento snelle, immediate e alla portata anche deipiù giovani, come potrebbero esserlo Paypal o Postepay.Il nuovo sito del MAIS Onlus si propone quindi di prendere in considerazioneanche un’altra fetta di utenti e potenziali sostenitori a cui l’associazione si èrivolta in maniera sporadica e occasionale e che invece in tempi di crisi puòrappresentare una risorsa fondamentale.Comunicazione offlineUn ultimo sguardo a quello che è lo strumento offline tradizionale del MAISOnlus, ovvero il MAIS Notizie.Il MAIS Notizie ha una periodicità trimestrale. La pubblicazione contienetestimonianze dirette dai progetti, approfondisce tematiche legate alle realtàlocali dove operiamo, mostra i progressi realizzati e aggiorna sugli eventi esui prodotti solidali.Nel 2011 veniva spedito a 1740 indirizzi che sono diventati 1800 nel 2012.L’aumento è dovuto ad un aumento non dei sostenitori ma dei contattiesterni, persone interessate alle attività e ai progetti del MAIS Onlus e che ciseguono per darci un sostegno occasionale.In tema di crisi e di risparmi, il 2012 è stato l’anno durante il quale la graficadei prodotti a stampa (ovvero MAIS Notizie ma anche l’Agenda) è stataaffidata totalmente alle risorse interne del MAIS Onlus16. Possiamo perciòcalcolare il risparmio annuo per quanto riguarda la progettazione grafica el’impaginazione dell’agenda e l’impaginazione del MAIS Notizie.Per i 4 numeri del MAIS Notizie si è registrato nel 2012 un risparmio annuodi di 832€.Per l’Agenda registriamo il risparmio maggiore di 1608€.Il risparmio totale nel 2012 per entrambi i prodotti editoriali è stato di 2440 €.
    • 46ITALIAIniziative solidaliRossella RastelliConsigliere MAIS OnlusQuest’anno le nostre iniziative solidali hanno contribuito in modo moltosignificativo all’impegno della nostra associazione nella raccolta fondi peritutti i nostri progetti.I nostri cesti di Natale, le agende, i mercatini dell’artigianato edell’usato, la nostra collaborazione con Afriwines hanno avuto il solitogrande successo e di questo ringraziamo tutti i nostri sostenitori.La mostra fotografica della giovane Sara Testini, che ha esposto pressola nostra sede il racconto della sua esperienza di volontaria e testimone dellarealtà e bellezza del paese Argentina, è stato un evento che ha riscossomolto interesse, contribuendo in maniera significativa alla raccolta fondi peril progetto Claypole.Dallo stesso progetto arrivano le nostre bomboniere solidali, scelte damolti sostenitori e non per festeggiare i loro lieti eventi. L’intero incasso diqueste vendite è interamente devoluto a chi con pazienza, si occupa dicreare questi originali oggetti.Per il secondo anno, abbiamo avuto il piacere di ospitare gli ArtistiSocialmente Utili, che hanno offerto le loro esibizioni artistiche. Unringraziamento speciale va al maestro Maurizio Carlini che ha donato il suotempo e la sua professionalità per coordinare e far esibire un piccolo CoroMais durante uno degli spettacoli, grazie ai quali abbiamo raccolto fondi peril progetto agricolo in Madagascar.Per lo stesso progetto la nostra storica dell’arte Claudia Sonego continuaad offrire la sua competenza, accompagnando una serie di visite guidate amostre e musei con grande successo di pubblico.La nostra collaborazione con il Teatro Golden e i corsi di Yoga eCostellazioni Familiari, che si svolgono nella nostra sede, sono le nuovenostre iniziative solidali che sono state accolte da voi con il solito grandeentusiasmo e di questo vi ringraziamo.Come ogni anno i ringraziamenti sono d’obbligo per tutti coloro che hannoreso possibili la realizzazione di tutte le attività e gli eventi per raccoglierefondi per i vari progetti in questo difficile momento di crisi.
    • BILANCIO 2012
    • 48ITALIA Bilancio 2012Lorenzo CipolloneTesoriere MAIS OnlusRendiconto Gestionale al 31/12/2012VOCI ONERI PROVENTI SALDO1 ATTIVITA’ TIPICHE      1.01 SAD 419.568,11 410.684,99 -8.883,121.02 REGALI DEI SOSTENITORI AI RAGAZZI 27.005,76 25.568,26 -1.437,501.03 MICRO PROGETTI 25.944,55 59.223,68 33.279,131.04 CULTURA ANTIRAZZISTASUDAFRICANA 24.910,84 10.868,32 -14.042,521.05 VIAGGI 5.101,85 3.759,72 -1.342,131.06 ASSEMBLEA 2.449,76 - -2.449,761.07 DIFFUSIONE/SITO 2.002,87 - -2.002,871.08 ARTIGIANATO 9.757,82 10.449,00 691,181.09 MAIS NOTIZIE 7.673,20 1.002,80 -6.670,401.10 RISORSE PER LA GESTIONE - 71.138,14 71.138,14       2 ATTIVITA’ PROMOZIONALI    2.01 QUOTE ASSOCIATIVE GABBIANELLA 500,00 - -500,00         3 ATTIVITA’ ACCESSORIE    3.01 AGENDA 7.028,11 10.507,60 3.479,493.02 MAGLIETTE CELEBRATIVE VENTENNALE MAIS   100,00 100,003.03 INIZIATIVE 1.846,39 4.718,38 2.871,993.04 CESTI NATALIZI 11.696,72 15.188,62 3.491,903.05 MERCATINO 136,00 7.795,00 7.659,003.06 CAMPO LAVORO SWAZILAND 12.146,19 12.150,00 3,813.07 CONTRIBUTI 5x1000 2010   34.462,96 34.462,964 ATTIVITA’ FINANZIARIE E PATRIMONIALI    4.01 BANCA 320,01 - -320,014.02 POSTA 1.483,91 30,94 -1.452,975 SUPPORTO GENERALE    5.01 PARCELLA COMMERCIALISTA (2anni) 2.275,56   -2.275,565.02 SPESE NUOVA PROCEDURA 500,00   -500,005.03 CANCELLERIA 1.448,80   -1.448,805.04 PERSONALE STIPENDI 39.336,76   -39.336,765.05 CONTRIBUTI PREVIDENZIALI 30.489,26   -30.489,265.06 UNEBA 50,00 -50,005.07 SPEDIZIONI 2.673,49   -2.673,495.08 TELEFONO 1.757,94 -1.757,945.09 CELLULARI 1.923,18 - -1.923,185.10 UFFICIO 21.675,39 3.777,52 -17.897,87
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI495.11 TFR 3.849,97   -3.849,975.12 MANUTENZIONE SEDE 6.541,60   -6.541,60  RISULTATO ECONOMICO 9.331,89 -9.331,89  TOTALI 681.425,95 681.425,95 0Tutti gli importi sono espressi in unità di euro.Note esplicative alle voci più importanti del RENDICONTONella sezione “proventi” vengono evidenziate le risorse finanziarie in entrata che provengono da sostenitoriprivati e pubblici. Più specificatamente per il 90% provengono da persone fisiche o strutture private ed ilrestante 10 % proviene da strutture pubbliche che hanno aderito al SAD o che finanziano micro progettiproposti dall’Associazione. Gli importi delle voci 1.01 – 1.03 – 1.08 sono registrati al netto del 10%trattenuto dall’Associazione.1.01 – SADRappresentano le risorse finanziarie impegnate nel Sostegno a Distanza. Il MAIS Onlus applica agli importiversati dagli aderenti e sostenitori del SAD, una ritenuta del 10% che destina alle spese interne di gestione.Il saldo negativo è dovuto al ritardo nei versamenti di alcuni sostenitori. Il forte calo degli oneri rispettoai dati del 2011 è dovuto all’uscita dal progetto di numerosi sostenuti e la maggiore duttilità della nuovaprocedura per adeguare gli importi delle rimesse trimestrali. Il calo più moderato dei proventi è invecedovuto principalmente dalle conseguenze della crisi finanziaria in corso Per quanto concerne il numerodegli aderenti al SAD, le quote di adesione, i ragazzi sostenuti, si rimanda alla Relazione Annuale dellaSegreteria.1.02 – REGALIL’importo si riferisce ai regali che gli aderenti al SAD fanno ai ragazzi sostenuti. Alle somme imputate allavoce “regali”, il MAIS Onlus non applica nessuna ritenuta. La maggiore consistenza dell’importo deglioneri è dovuta al fatto che nel corso dell’anno sono stati inviati regali non mandati nel 2011.1.03 - MICRO PROGETTIIl MAIS Onlus, a supporto del SAD, effettua delle attività di sviluppo del territorio in cui “vive” e simanifesta il progetto; attività che vengono denominate “MICRO PROGETTI”. La terminologia utilizzatanon si riferisce alla piccola entità delle attività svolte dall’Associazione ma vuole evidenziare che le attivitàstesse sono strettamente connesse ad un progetto più grande: il SAD. Le risorse finanziarie necessarie perla realizzazione di tali progetti, provengono da donazioni o da iniziative organizzate ad hoc.I costi che hanno maggiormente inciso su questa voce si riferiscono alla gestione e manutenzione dellaClinica in Swaziland, comprese le spese relative al soggiorno dei medici italiani, la realizzazione del progettoSorriso (cura odontoiatrica) in Argentina, alcune iniziative strutturali a Recife e a Valença, una macchinanuova per Antsirabè. Parte del saldo positivo registrato nella voce è stato accantonato per finanziarel’implementazione della progetto agricolo nel Madagascar (A.II.6), il restante è accantonato nel Fondo adisposizione dei singoli progetti (A.II.3).Sui versamenti effettuati per realizzare i Micro Progetti viene applicata una ritenuta del 10%.1.04 – CULTURA ANTIRAZZISTA SUD AFRICANALe somme registrate nella sezione “Proventi” derivano da una quota (8%) dei SAD versata per il progettoYeoville, mentre quelle esposte in uscita si riferiscono alle spese di sostegno per gli studenti universitari.1.05 – VIAGGIIn questa voce sono state inserite le spese sostenute per i viaggi effettuati per nome e per conto
    • 50ITALIA Bilancio 2012dell’Associazione. In particolare nel 2012 sono stati più volte acquistati e più volte disdetti i biglietti perportare in Italia, per un corso, due ragazzi malgasci. I biglietti ci saranno completamente rimborsati da ungruppo di amici di Genova e da Air France.Nei proventi è registrato inoltre il rimborso di Ecpat Italia per i biglietti acquistati nel 2011.1.06 – Fra gli oneri registrati nella voce Assemblea figurano i costi dei biglietti dei referenti per parteciparvi.1.08 – ARTIGIANATOE’ determinato dai movimenti in entrata ed uscita di risorse finanziarie derivanti dalla compravendita deglioggetti di artigianato solidale provenienti dai progetti di Recife, Valença, Yeoville e Madagascar.Al ricavato delle attività di artigianato l’Associazione applica la ritenuta del 10%.3.03 – INIZIATIVEA titolo esemplificativo si elencano le iniziative concretizzate per favorire la raccolta di risorse: vendita biglietti per laMaratona di Roma, concerto, coordinamento vendita vini sudafricani, visite guidate, riunioni conviviali ecc.3.04 - CESTI NATALIZILe risorse finanziarie imputate nella sezione “proventi”, derivano sostanzialmente dalla vendita di cestieffettuata per il periodo natalizio dell’anno 2011 e una parte marginale è derivata dalla vendita dei cestiper il Natale 2012.3.05 – MERCATINOIl maggior impegno dei volontari ha contribuito a ridurre sostanzialmente le spese. Le entrate derivano daiproventi della vendita di oggettistica, libri, bigiotteria ed articoli vari. Il 30% del ricavato viene devoluto permicroprogetti scelti dagli stessi volontari con il consenso del Consiglio Direttivo.3.07 - Versamenti del 5x1000 2010. Le risorse finanziarie derivanti dal 5 x 1.000 dell’anno 2010 sono stateincassate al termine dell’anno 2012. L’utilizzo delle suddette risorse verrà stabilito dal Consiglio Direttivoin sede di approvazione del bilancio 2012.5.04, 5.05 – PERSONALE: STIPENDI E CONTRIBUTILa voce include tutte le spese regolarmente sostenute per l’anno 2012 per i tre dipendenti assunti a tempoindeterminato full time e per un risorsa assunta a progetto.5.10 – La somma comprende le spese per l’affitto, i costi delle utenze (elettricità ed acqua) ed il riscaldamento.Nei proventi figura il contributo che l’Associazione LA GABBIANELLA ci versa in cambio dell’utilizzo dei locali.5.12 – Gli oneri si riferiscono alle spese affrontate per ridisegnare la pianta della Sede. Lo spostamentodella parete ha aumentato in modo consistente lo spazio della sala consentendone un migliore e piùdifferenziato utilizzo.RISORSE PER LA GESTIONEPer l’esercizio 2012 il MAIS Onlus ha fatto fronte alle spese di Gestione con:1-Trattenuta del 10% applicata al totale degliimporti incassati ATTIVITA’ TIPICHE (voce 1.10) 71.138,14 60%2–Proventi da attività accessorie 15.309,19 13%3–5X1000 del 2009 31.627,57 27%Totale 118.074,90
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI51Preme sottolineare che tutte le cariche dell’Associazione sono ricoperte da volontari che prestano la loroopera a titolo assolutamente gratuito.EDITORIAL’esigenza di informare, comunicare e confrontarsi, da sempre vanto della nostra Associazione e la necessitàdi sperimentare vie sempre nuove per procacciarsi risorse, trovano nell’EDITORIA il loro punto di incontroe la loro reciproca ragione di vivere.Il primo bisogno è garantito dalla pubblicazione trimestrale del periodico MAIS Notizie.All’altra necessità si deve la pubblicazione di AGENDE, CALENDARI ed altro. Il maggior provento vieneregistrato nella vendita diretta dell’agenda (incontri, riunioni, mercatini ecc.).Uscite 2012 Entrate 2012 Saldo 2012MAIS Notizie 7.673,20 1.002,80 -6.670,40Agenda 7.028,11 10.507,60 3.479,49Totale -3.190,91STATO PATRIMONIALE – NOTEATTIVOB.III.1 - TITOLI A GARANZIA: presso Fideuram Roma P.le Giulio Douhet 31 interamente finalizzati al TFRdel personaleC.IV.1 – DEPOSITI BANCARI: C/C 2789 presso Banca Prossima.C.IV.2 – DEPOSITI POSTALI: Conto corrente postale 70076005 Roma Via Davila.C.IV.3 - CASSA UFFICIO: si riferisce alla cassa per le piccole spese presente in ufficio.C.IV.4 - CARTA PRE PAGATA: Costituita per consentire gli acquisti on line.PASSIVOA.II.1 - CULTURA ANTIRAZZISTA SUDAFRICANA (ex CENTRO BENNY NATO). L’importo è destinatoal finanziamento dei progetti Mais in linea con i principi dell’antirazzismo sia in Italia che in Sud Africa.In Italia a favore dell’attività di divulgazione nelle scuole dei principi dell’antirazzismo e in Sud Africa, dauna parte per tener vivo il ricordo della lotta per l’affrancamento dal razzismo e dall’altra per favorire ilriscatto culturale dei studenti bisognosi ma meritevoli. Nel 2012 è servito per coprire, per lo più, le speseuniversitarie e scolastiche dei SAD Sud Africani.Situazione al 31.12.2011 82.658,55Uscite nel 2012 (vedi conto economico 1.05) -24.910,84Entrate nel 2012 (vedi conto economico 1.05) 10.868,32Situazione al 31.12.2012 68.616,03A.II.2 - QUOTE ANNI SUCCESSIVI AL 2012Si tratta dell’importo complessivo versato dagli aderenti per quote di adesione pluriennali.SAD ANNI FUTURI2013 51.611,622014 4.712,312015 1.331,102016 288,90TOTALE 57.943,92
    • 52ITALIA Bilancio 2012A.II.3 – FONDI DESTINATI A SINGOLI PROGETTIL’importo evidenziato è la somma algebrica dei saldi di ciascun progetto.La consistenza della somma è dovuta principalmente alla presenza del saldo positivo del progetto di Yeovilledovuto al cambio favorevole Euro/Rend.Il Consiglio ha deliberato di utilizzare il fondo per finanziare i vari Microprogetti del Sud Africa; in specialmodo per coprire le spese della gestione della Clinica in SwazilandA.II.4 – CONTRIBUTI 5X1000 2009Situazione come da rendicontazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 24 ottobre 2012.IMPORTO PERCEPITO € 31.627,571. Risorse umanecompensi per personale € 17.738,002. Costi di funzionamentocanone locazione € 14.167,82TOTALE SPESE € 31.905,82A.II.6 – Fondo accantonato per la gestione e l’implementazione della Fattoria di Antsirabè proveniente dainiziative ad hoc e dalla vendita dei prodotti della Murrina.A.III. – PATRIMONIO LIBEROPurtroppo il patrimonio accantonato negli anni precedenti e il fondo rischi creato nella scorsa gestionesono stati completamente assorbiti a causa del perdurare della crisi economica/finanziaria italiana. Molti isostenitori che, loro malgrado, hanno dovuto lasciare l’esperienza della solidarietà Vedi l’elevato risultatogestionale negativo dell’esercizio 2011.Tesoriere MAIS OnlusLorenzo CipolloneIl presente bilancio è stato approvato dall’Assemblea dei Soci del MAIS Onlus in data 17 aprile 2013.
    • CONVEGNO 2013 SOLIDARIETÀ AI TEMPI DELLA CRISI53STATO PATRIMONIALEATTIVO Anno 2012 Anno 2011AQUOTE ASSOCIATIVE ANCORA DAVERSAREIMMOBILIZZAZIONIB.I IMMOBILIZZAZIONI IMMATERIALIB.II IMMOBILIZZAZIONI MATERIALIB.III IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE 39.179,69 37.803,70B.III.1 TITOLI A GARANZIA TFR 36.479,69 35.103,70B.III.2DEPOSITO CAUZIONALE PERLOCAZIONI 2.700,00 2.700,00C ATTIVO CIRCOLANTEC.I RIMANENZEC.II CREDITIC.IIIATTIVITA’ FINANZIARIE NONIMMOBILIZZATEC.III.2  C.IV DISPONIBILITA’ LIQUIDE 478.105,77 464.999,33C.IV.1 DEPOSITI BANCARI 415.227,10 411.590,67C.IV.2 DEPOSITI POSTALI 51.306,16 51.524,05C.IV.3 CASSA UFFICIO 1.906,74 1.564,80C.IV.4 CARTA PREPAGATA 9.665,77 319,81D RATEI E RISCONTITOTALE ATTIVO 517.285,46 502.803,03PASSIVO E NETTOA PATRIMONIO NETTOA.I FONDO DI DOTAZIONE DELL’ENTEA.II PATRIMONIO VINCOLATO 488.545,66 529.098,36A.II.1CULTURA ANTIRAZZISTA SUDAFRICANA 68.616,03 82.658,55A.II.2 QUOTE ANNI SUCCESSIVI AL2011 57.943,92 68.581,99A.II.3FONDI DESTINATI A SINGOLIPROGETTI 302.766,10 332.485,28A.II.4 CONTRIBUTI DA 5X1000 ANNO 2009 31.970,29A.II.5 CONTRIBUTI DA 5X1000 ANNO 2010 34.462,96A.II.6 fattoria 24.756,65 13.402,25A.III PATRIMONIO LIBERO 9.331,89 -77.395,19A.III.1RISULTATO GESTIONALE ESERCIZIOIN CORSO 9.331,89 -131.731,02A.III.2FONDO ACCANTONATO NEGLI ANNIPRECEDENTI 54.335,83A.III.3 FONDO SVALUTAZIONE TITOLIB FONDI PER RISCHI E ONERI 35.542,82C T.F.R. LAVORO SUBORDINATO 19.407,91 15.557,04D DEBITID.1 DEBITI VERSO FORNITORIE RATEI E RISCONTITOTALE PASSIVO E NETTO 517.285,46 502.803,03 CONTI D’ORDINE RELATIVI A BENIPROPRI C/O TER
    • 54VideografiaVideografia“PINOCCHIO NERO”: UNA FIABA A MAHAMBAVideo rappresentazione teatrale campo lavoro agosto 2012http://www.youtube.com/watch?v=uEAXHt4-h2I
    • MAIS OnlusMovimento per l’Autosviluppo Internazionale nella SolidarietàAssociazione di VolontariatoTel e fax +39 06 7886163Facebook: Mais onluswww-mais-onlus.orgProgetto grafico e impaginazione: Federica RizzoDistribuzione gratuita
    • www.mais-onlus.orgPiazza M. Fanti, 3000185 Romatel e fax + 39 06 7886163Il MAIS Onlus è un’associazione di volontariatolaica, che si occupa di Sostegno a Distanza (SaD)finalizzato all’istruzione e di microprogetti inAfrica, India, Sudamerica e centro Europa.Con oltre 20 tra progetti e microprogetti, sostieneoggi più di 1.000 bambini, contando sullacollaborazione di 10 referenti locali, 40 volontari eoltre 2.000 tra soci e aderenti in tutta Italia.Grazie a questo sforzo il 90% dei fondi raccoltisono effettivamente destinati ai progetti e solo il10% viene trattenuto per i costi della struttura edei 2 dipendenti.La missione del MAIS Onlus è di operare per ildiritto all’istruzione e per il soddisfacimento deibisogni di base di bambini, adolescenti e ragazziuniversitari che rappresentano la possibilità di unfuturo migliore per la propria nazione.L’associazione opera nel rispetto dei principiindicati nelle “Linee Guida per il Sostegno aDistanza di minori e giovani” emanate dall’Agenziaper le Onlus garantendo ai sostenitori trasparenzae informazioni chiare e complete sul contributoversato e ai beneficiari qualità nei progetti,collaborazione con le istituzioni pubbliche locali etotale rispetto delle differenze culturali.Il MAIS Onlus aderisce inoltre al coordinamentoper il sostegno a distanza La Gabbianella onlus.