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Settore privato nella cina degli anni 90 huiling
 

Settore privato nella cina degli anni 90 huiling

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    Settore privato nella cina degli anni 90 huiling Settore privato nella cina degli anni 90 huiling Presentation Transcript

    • Il settore privato nella Cina degli anni'90
      • Le imprese appartenenti al settore privato Le riforme varate negli ultimi quindici anni stanno modificando profondamente l'economia della Repubblica Popolare Cinese. Importanti trasformazioni sono già state attuate in alcuni settori, come quello agricolo, che ha subito una progressiva ma radicale de collettivizzazione. I piani di sviluppo per gli altri comparti produttivi pongono al primo posto l'espansione del terziario e del settore dei servizi, la cui crescita non può essere disgiunta da quella dell'economia di mercato. Una percentuale molto alta del totale delle unità produttive operanti nel terziario è costituita dalle imprese appartenenti al settore privato: nel 1991 infatti esse hanno raggiunto il 43%, con 43.000.000 addetti, mentre le imprese statali e quelle collettive detenevano rispettivamente il 44% e il 13%, con 43.600.000 e 12.500.000 occupati. È opportuno però prima di tutto stabilire quali tipi di imprese appartengono al settore privato propriamente detto, dal momento che, data la complessità delle diverse forme di proprietà attualmente esistenti nella Repubblica Popolare, sono stati inclusi erroneamente in questo settore tutti quei tipi di imprese che non fanno parte dell'economia pubblica, tra cui le joint-ventures, le società a capitale straniero, quelle costituite da cinesi d'oltremare e le imprese rurali . Nel corso del presente lavoro, invece, considererò appartenenti al settore privato soltanto le imprese private vere e proprie (siying qiye), cui fa riferimento la legislazione emanata nel 1988 e quelle individuali (getihu). Queste ultime sono imprese di dimensioni ridotte, che svolgono attività artigianali, commerciali e di servizi, gestite da un solo responsabile o da un nucleo familiare . Le imprese private hanno invece dimensioni produttive più ampie, che superano l'ambito della gestione individuale e la conduzione su scala familiare, disponendo di maggiori fondi e capitali. Un altro criterio di differenziazione, che genera però notevoli ambiguità , consiste nel numero dei lavoratori dipendenti, i quali, per quanto riguarda le imprese private, non possono essere meno di 8 e non devono essere membri della famiglia del datore di lavoro. A partire dal 1978, il settore privato ha incontrato, nel corso della sua espansione, non pochi ostacoli, causati soprattutto dai pregiudizi e dalle cosiddette tendenze ideologiche "di sinistra" . Negli anni '80 i timori di cadere politicamente in disgrazia erano molto diffusi tra i lavoratori individuali e i primi imprenditori privati, i quali paventavano di essere accusati di procedere sulla cosiddetta "via capitalista". Dopo i sanguinosi eventi di giugno 1989 si temeva una inversione di tendenza nella linea politica del partito, a seguito dell'allontanamento di Zhao Ziyang, il quale aveva difeso l'importanza dell'iniziativa privata e aveva auspicato che questo settore si espandesse fino ad occupare una presenza più significativa nell'intero sistema produttivo .
      I lavoratori che stanno cercando lavoro,davanti un’interinali.
    • Lo sviluppo del terziario Cina il terziario si presenta attualmente alquanto arretrato, a causa di notevoli squilibri settoriali, provocati principalmente dalle passate scelte di politica economica, che avevano dato la precedenza alla realizzazione di una struttura industriale. Per riequilibrare i diversi comparti, si cerca adesso di ribaltare le priorità tradizionali, considerando al primo posto, rispetto a quella di agricoltura e industria, la crescita del terziario. Lo sviluppo del terziario sarebbe anche in grado di assorbire la mano d'opera in eccesso, soprattutto quella attualmente sottooccupata nelle imprese statali in deficit Nel 1993 gli investimenti in questo settore sono cresciuti del 43,2%, rispetto all'aumento del 33,8% verificatosi nel 1992 . A giugno 1992, sono state emanate dal Consiglio degli Affari di Stato le "Risoluzioni per Accelerare lo Sviluppo del Terziario" , seguite poi dalle "Riflessioni fondamentali su un piano di sviluppo del terziario” nel febbraio 1993. Tali documenti, pur non essendo leggi vere e proprie, rivestono una considerevole importanza, dal momento che possono essere considerati una piattaforma programmatica della linea politica seguita dal partito, nonché dei provvedimenti adottati dagli organi di governo per il settore specifico cui fanno riferimento. In base ad essi viene definitivamente precisato l'ambito di attività del terziario, che comprende attività commerciali, di consulenza, di informazione, dei servizi, dei trasporti e quelle riguardanti l'ambito culturale, turistico, informatico, finanziario, assicurativo ed immobiliare. Tali attività riescono a far crescere enormemente l'occupazione, perché assicurano alti rendimenti e richiedono investimenti ridotti, che possono essere ammortizzati nel breve periodo. Per questo settore sono previste agevolazioni e un trattamento preferenziale dal punto di vista fiscale. Dal momento che lo sviluppo del terziario necessita ovviamente di investimenti esteri, vengono così liberalizzate alcune aree precedentemente escluse da questo tipo di intervento: quelle del commercio al dettaglio, dell'import-export e delle attività finanziarie. Le grosse società di Hong Kong hanno già dimostrato grande interesse alla crescita del settore commerciale: a Pechino è stato firmato un importante accordo per la costruzione di un imponente centro commerciale su un'area di 140.000 mq nella centralissima zona di Wangfujing . Tale cooperazione è già da tempo operante nelle Zone Economiche Speciali, come Shenzhen, Zhuhai, Hainan e anche a Shanghai; complessivamente, circa 270 istituti di credito stranieri vi hanno aperto filiali e sportelli . Se si escludono alcune aree privilegiate, nell'intero paese la creazione di un mercato immobiliare è appena agli inizio . La prima legge organica relativa ai beni immobili è stata emanata solo recentemente (luglio 1994), ed è limitata esclusivamente ai centri urbani ; essa riguarda ogni tipo di transazione commerciale inerente l'acquisto e la vendita di edifici e terreni e le norme per la registrazione catastale.
      • Il ruolo del settore privato nella crescita dell'economia nazionale
      • Al recente sviluppo del terziario ha contribuito enormemente la rinascita dell'economia privata avvenuta agli inizi degli anni '80 . Nel 1992, nell'ambito commerciale, coloro che lavorano in proprio o come dipendenti presso esercizi privati hanno costituito il 4,5% dell'intera forza lavoro del settore, circa cioè 27.000.000 di persone. Gli esercizi commerciali gestiti da privati, che erano 1.250.000 nel 1978, sono diventati 11.860.000 nel 1990, aumentando di 9 volte in 12 anni . Nel 1992 questi esercizi hanno versato il 7,8% delle imposte totali dell'intero settore commerciale, circa 203 miliardi di yuan . Si può quindi immaginare che l'espansione del terziario, prevista per i prossimi anni, avrà a sua volta indubbi effetti sulla crescita dell'economia privata. Si è ipotizzato infatti che nel 2000, metà del commercio al dettaglio a livello nazionale sarà gestito da negozi privati, 1/3 da quelli statali e 1/6 da quelli collettivi . È stato inoltre previsto che il settore privato arrivi a fornire a fine secolo il 25,1% del PIL, dal momento che tale percentuale, corrispondente allo 0,5% nel 1980, ha già raggiunto l'11,8% nel 1991 , superando quindi la soglia del 10% auspicata da Zhao Ziyang . Tale crescita è stata poi particolarmente significativa nel 1993, quando il valore globale della produzione industriale fornito dalle imprese private è stato di 42 miliardi 170 milioni di yuan . Inoltre il sistema di gestione privato si è rivelato quello economicamente più efficiente: ad esempio, un ricavato di 100 yuan, dopo la deduzione dei costi, fornisce un profitto di 21 yuan per un'impresa privata e solo di 16 yuan per una collettiva . Il ruolo assunto dal settore privato nella sorprendente crescita economica sperimentata recentemente dalla Repubblica Popolare deve essere quindi rivalutato. A tale ruolo gli studiosi occidentali hanno dedicato poca attenzione, allineandosi con la linea ufficiale del partito, che per molto tempo ha continuato a considerarlo marginale. Infatti il settore statale è stato a lungo ritenuto il pilastro fondamentale dell'intero sistema economico e gli altri settori come meramente complementari a esso. Soltanto a partire dal XIV Congresso dell'ottobre 1992e dalla 3a Sessione Plenaria del XIV Comitato Centrale del novembre dell'anno successivo , è stata riconosciuta la necessità del simultaneo sviluppo di tutti i settori economici, soprattutto dell'economia privata e di quella individuale. In realtà, anche precedentemente a questa importante svolta nella linea del partito, il settore privato, in alcune località, province, e per alcune branche di attività, aveva già ampiamente superato lo status di componente economica meramente supplementare. Nel valutare il ruolo positivo svolto da questo settore, non ci si può limitare a considerare i benefici da esso apportati nel risolvere il problema della disoccupazione e nel migliorare il tenore di vita della popolazione. È pur vero che un primo sviluppo dell'economia privata, soprattutto nelle attività commerciali e nei servizi, era stato dovuto all'incapacità da parte dei settori statale e collettivo a provvedere ai nuovi bisogni di beni e servizi richiesti dalla popolazione e a soddisfare le nuove esigenze di diversificazione dei consumi . Inoltre l'iniziale crescita di questo settore è stata anche un'immediata risposta al fenomeno della disoccupazione, che aveva assunto dimensioni preoccupanti: all'inizio del 1987 era stato stimato che su di una popolazione lavorativa di 586 milioni di individui, nella fascia d'età compresa tra i 15 e i 60 anni, i disoccupati costituivano il 2% dei residenti urbani . Infatti l'impulso a creare nuova occupazione proveniente dal settore privato è stato enorme: 8 milioni di lavoratori sono stati assorbiti nei centri urbani, 18 milioni nelle aree rurali tra la fine del 1992 e gli inizi del 1993 .
      Un’azienda di trasporto privato
    • Dati relativi allo sviluppo delle imprese private e individuali
      • Dopo che nel 1988 il settore privato aveva raggiunto un livello di massima espansione, nell'estate del 1989 gli effetti di una pesante manovra di controllo fiscale avevano provocato una netta diminuzione del numero sia delle imprese che degli occupati . Dopo tale sensibile calo, alla fine del 1990 però le imprese individuali erano già aumentate a 13.283.000, con 20.928.000 addetti e i capitali registrati raggiungevano in totale i 397 miliardi di yuan . Solo a fine settembre 1992 esse hanno raggiunto più di 14.000.000 unità, con più di 23.000.000 di addetti , toccando di nuovo il massimo sviluppo registrato alla fine del 1988, quando le stime oscillavano tra 14.520.000 e 14.530.000 imprese , con 23.050.000 addetti . Tali cifre sono state poi ampiamente superate alla fine del 1992 con 15.539.000 unità . Tale sensibile crescita è continuata fino a portare il numero delle imprese alla fine dell'anno successivo a 17.670.000 , mentre il numero degli occupati è passato da 24.677.000 a 29.390.000 alla fine del 1993 .
      • Per quanto riguarda le imprese private, alla fine del 1990 esse erano 98.141, con 1.702.000 addetti ; a metà del 1991, 98.812, con un aumento dello 0,68%, mentre il numero degli addetti, 1.693.000, subiva un calo dello 0,53% . Alla fine del 1991 le imprese private avevano raggiunto le 100.000 unità, con 1.750.000 addetti e con un capitale complessivo di 10 miliardi e mezzo circa di yuan . Tali cifre sono state superate a fine settembre 1992, quando tali imprese sono state più di 120.000, con 2.000.000 di occupati . Per la fine dello stesso anno le stime per il numero delle imprese sono oscillate tra le 139.000 e le 140.000 unità , mentre il numero degli addetti tra i 2.318.000 e i 2.320.000 , con un aumento tra il 26% e il 28,8% rispetto al 1991. Un'ulteriore sensibile crescita è stata registrata nei primi sei mesi del 1993, con 184.000 imprese e 2.941.000 addetti ; alla fine dello stesso anno tali cifre sono aumentate ancora rispettivamente del 70% e del 60% rispetto al 1992, arrivando a toccare il livello massimo sinora raggiunto di 238.000 aziende e 3.720.000 occupati .
      • Fino al 1991 le dimensioni delle imprese private sono rimaste abbastanza ridotte: il capitale registrato della maggior parte di esse è stato di 114.000 yuan e i lavoratori sono stati in media 17 persone per azienda . Successivamente il totale dei capitali registrati, che nel 1990 ammontavano complessivamente a 9 miliardi e mezzo di yuan , è aumentato a 22 miliardi 120 milioni di yuan alla fine del 1992 , per poi passare a 68 miliardi di yuan alla fine del 1993 . Delle circa 98.000 imprese private registrate agli inizi del 1991, il 54,6%, circa 53.000, erano ditte individuali (siying duzi qiye), il 41%, circa 40.000, imprese a capitale congiunto (siying hehuo qiye) e solo il 4,1%, circa 4.000, società a responsabilità limitata (siying youxian zeren gongsi) . Queste ultime, l'unico tipo di società di capitali previsto dal legislatore, hanno però subìto un notevole aumento nel 1992, di circa il 70% , per poi passare alla fine del 1993 al 27,4% del totale delle 238.000 imprese registrate. Nello stesso periodo le percentuali sono state del 48,8% per le ditte individuali e del 26,9% per le imprese a capitale congiunto . Il reddito annuo degli imprenditori privati nel 1991-92 è stato in media di 6700 yuan per quelli che svolgono l'attività nelle grandi città, di 4500 yuan per quelli che operano nei centri minori e di 2500 yuan per quelli che esercitano nelle campagne; a Pechino solo il 10% e il 3% di essi hanno superato rispettivamente un reddito di 10.000 e di 100.000 yuan . Per quanto riguarda invece i dati relativi alle imprese individuali nel 1993, esse sono state 914.000 nello Henan, con 1.600.000 addetti, 762.000 nello Hunan, con 1.310.000 occupati, 740.000 nel Liaoning, con 1.303.000 addetti, 490.000 nel Fujian, con 755.000 occupati e solo 41.800 nel Tibet, con 656.000 lavoratori Le nuove disposizioni dell'Ufficio per l'Amministrazione Statale dell'Industria e del Commercio