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Ricerca italiana: al via i test sull’uomo del vaccino anti-HIV

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Articolo di “Più Salute” sulle prospettive di un vaccino per l’HIV, con intervista al Prof. Arnaldo Caruso, Docente di Microbiologia dell’Università di Brescia.

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  1. 1. 1_51:Layout 1 27/10/09 13:33 Pagina 12 A cura di Emma Filone Ricerca 1 Prof. Arnaldo Caruso Docente di Microbiologia all’Università di Brescia Entro fine anno al via i test sull’uomo del vaccino anti-Hiv. Una ricerca tutta made in Italy perché non tutti i cervelloni decidono di fuggire all’estero L’Hiv ha i giorni contati
  2. 2. 1_51:Layout 1 27/10/09 13:33 Pagina 13 Più informata Novembre 13 L a notizia sta facendo il giro del mondo perché è destinata Il Prof. Caruso a salvare milioni di vite umane. Se poi proviene proprio (al centro) dal nostro Paese, le ragioni per cui andarne fieri raddop- e il suo team di ricerca. piano. “Ma io ho fatto solamente il mio lavoro – spiega timida- mente il professor Arnaldo Caruso, responsabile dell’equipe dell’università di Brescia che ha messo a punto il vaccino – Anche se non nascondo che questi anni sono stati faticosissimi, soprat- tutto dal punto di vista burocratico”. Prima che un vaccino venga testato sull’uomo infatti vengono attuate una serie di verifiche scrupolosissime che non comprendono solo le sperimentazioni sugli animali. In primis serve trovare la casa farmaceutica disposta a finanziare il progetto che ammonta a diversi milioni di euro (che nel caso specifico è la Medestea Research and Production di Torino) e bisogna poi ottenere il nulla osta dell’Istituto Supe- RAPPORTI NON riore di Sanità. PIU’ A RISCHIO? UNA LOTTA Ma perché l’Aids non fa più notizia? “Semplice perché di Aids non si muore più”, questo è ciò che pensa la gente al giorno d’oggi. Sbagliato: CONTRO IL TEMPO il virus dell’Hiv miete ancora un elevato numero di vittime, soprattutto nei Paesi del terzo mondo. E forse è proprio questa poi la vera ragione “In effetti più passa il tempo e peggio è – ammette il ricercatore per cui, oggi, di Hiv non si parla più. Lontano dagli occhi, lontano dal – inoltre siamo stati sfortunati perché appena ottenuto l’ok dal- cuore o – per usare un gioco di parole - dalle cure. “Ma non tutti ri- l’Iss nell’aprile del 2008 il presidente dell’azienda che avrebbe do- spondono alla cure oggi a disposizione in egual maniera – precisa subito vuto produrre la molecola adatta all’uomo è stato stroncato da Caruso – C’è chi infatti non riesce a seguire la terapia: numerose pillole un malore e i lavori sono rimasti congelati fino a che non è stato da prendere a orari precisi ogni 4-6 ore con effetti collaterali devastanti eletto un nuovo presidente”. E quando si parla di queste cose, per il fisico come la demenza o una maggior incidenza tumorale. Più a ogni minuto è prezioso, perché può voler significare una vita sal- lungo si vive e più questi rischi diventano concreti. E’ normale che qual- vata. cuno molli”. E infine la domanda che sta cuore a molti: sesso libero A più di un anno dal lascia passare dell’Iss, finalmente, sta per senza più preoccupazioni di infettarsi dopo il vaccino? “Se riusciremo prendere il via la sperimentazione vera propria, la cosiddetta fase a raggiungere gli effetti che noi pensiamo, la risposta è sì. Serve solo I che verrà testata su una quarantina di persone per sei mesi, tanto ancora un po’ di pazienza”. per cominciare. “In questo primo stadio – continua il professor Caruso – si tiene in considerazione solo l’innocuità del vaccino, senza domandarsi troppo se funziona oppure no; una volta ac- certato che non comporta alcun danno per l’uomo si passerà alla fase II, tesa questa volta a valutare l’immunogenicità del vaccino”. In pratica, in questo lasso di tempo che dura di solito un paio d’anni si terrà conto se l’organismo produce gli anti- corpi specifici a combattere la proteina P17, *Hiv in cifre presente in tutte le persone con il virus e re- sponsabile della sua patogenicità (ovvero la capacità di un microrganismo di creare un danno). “Spero che arriveranno i fondi necessari per finanziare la cosiddetta fase II – spiega S tando agli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, in Ita- lia, sono circa 151mila le persone contagiate dal virus, un con una punta di rammarico l’esperto – dato che supera di gran lunga la popolazione della Val d’Aosta; solo perché noi non riceviamo sponsorizza- nel 2008 i nuovi contagi registrati sono stati 1200, senza contare zioni statali, ma andiamo avanti grazie che un sieropositivo su quattro ignora di esserlo. La bassa perce- zione del rischio, fenomeno dilagante, deve infatti fare i conti con all’aiuto dei privati. Il loro contributo sarà un’incidenza di mortalità in netto calo. Risultato: il numero com- fondamentale per tenere basso il costo del far- plessivo dei sieropositvi in circolazione è aumentato e così, di con- maco”. Se tutto andrà come deve andare la seguenza, la percentuale di rischio di essere contagiati. fase III implicherà la sperimentazione su larga scala e si potrà scrivere la parola Modalità di trasmissione del virus a confronto fine su quello che è stato definito il 1985 2007 Tossicodipendenti 69% 8,6% male del terzo millennio. Trasmissione sessuale 13,3% 73,7% Fonte: Istituto superiore di Sanità

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