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I nostri esercizi di stile
 

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Percorso didattico di Lingua Italiana. Da "Esercizi di stile" di Raymond Queneau, una proposta di scrittura creativa, invenzione di testi, elaborazione linguistica. Creatività e fantasia, lavoro ...

Percorso didattico di Lingua Italiana. Da "Esercizi di stile" di Raymond Queneau, una proposta di scrittura creativa, invenzione di testi, elaborazione linguistica. Creatività e fantasia, lavoro cooperativo, adatto alle classi quinta scuola primaria e scuola secondaria inferiore.

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    I nostri esercizi di stile I nostri esercizi di stile Document Transcript

    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 1 di 44 PERCORSO DIDATTICO Il lavoro è incominciato a metà anno, in quinta elementare, con la principale motivazione di invogliare gli alunni a leggere di più e meglio. Ragionando con loro su cosa avevano letto, è emerso che i libri che avevo consigliato, e talvolta imprestato loro, erano per la maggior parte piaciuti. Molto meno interessanti venivano giudicati altri testi, che erano stati “passati” da amici e genitori, o presi in prestito in biblioteca scegliendo a caso, senza indicazioni. I ragazzi hanno riflettuto così sul fatto che io, probabilmente, consigliavo loro solo i libri che mi erano piaciuti. Mi chiesero allora come io operassi le mie scelte: risposi che molti testi che amavo e rileggevo volentieri mi erano stati presentati da un amico, esperto di teatro, ed in particolare di teatro-ragazzi, conduttore di molti corsi di formazione che avevo frequentato negli ultimi anni. Proprio in quel periodo stavo lavorando con lui, Gabriele Ferrari, di Torino e partecipavo al Corso di Aggiornamento “L’invenzione del testo teatrale”, da lui diretto e organizzato dall’Associazione “Peppino Sarina” di Tortona. Una lezione era stata impostata sulla lettura e rielaborazione del libro di Queneau “Esercizi di stile”. Fascino, passione, entusiasmo, sono stati contagiosi… Oggi Gabriele non c’è più, e torno a rileggere questo lavoro con il pensiero rivolto a lui… spero che tu stia bene, con affetto e riconoscenza. °*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*° “Leggilo tu, maestra, che lo leggi meglio di noi…” La mia resistenza nasceva dal fatto che il testo non era adatto alla loro età, credevo… “E poi, se non capiamo, ce lo spieghi… Ci ragioniamo insieme…” E così è iniziata l’avventura… l’abbiamo letto insieme. E non vi stupirete di sapere che poi l’hanno letto e riletto da soli. Siamo partiti dallo scoprire che in fondo, dietro o sulle alette laterali, da qualche parte, insomma, si trovano sempre le spiegazioni e il riassunto del libro che stiamo per incominciare. Abbiamo deciso che valeva la pena di fidarsi di Eco, che aveva tradotto e commentato l’opera originale. Il fatto che l’Opera avesse il testo originale francese a fronte, non ha mancato di entusiasmare i più coraggiosi.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 2 di 44 Abbiamo quindi discusso la presentazione di Eco. Un episodio di vita quotidiana, di sconcertante banalità, e novantanovevariazioni sul tema, incui la storia viene ridetta mettendo alla prova tutte le figure retoriche, i diversi generi letterari (dall'epico al drammatico, dal raccontogotico alla liricagiapponese), giocando con sostituzioni lessicali, frantumandola sintassi, permutando I'ordine delle lettere alfabetiche...Un effetto comico travolgente,che già si è prestato a realizzazioni teatrali, ma al tempo stesso un esperimento sulle possibilità del linguaggio chepuò essere usato, come già è avvenuto, per fini didattici. Questigli esercizi di stile di Raymond Queneau, che per anni mi hanno tentato come traduttore, perchè erano ritenuti intraducibili, legaticome sono al «genio» specifico della lingua francese. E infine la decisione:non si trattava di tradurre, almeno nel senso corrente del termine, ma di capire le regole di gioco che Queneau si era poste, e quindigiocare la stessa partita con un'altra lingua. Magari, come ho fatto, azzardando qualche mossa in più,dato che Queneau aveva aperto la strada e non restava che continuare e andar oltre, nellostesso spirito. A tranquillizzare il lettore (e per non sottrargliil gusto del testo originale) questa edizione sipresenta come traduzionecontesto a fronte.Omaggio, umilee devoto, aungrande artificiere che ci insegna a muoverci nella lingua come inuna polveriera. E per artificiere si intende Maestro dell'Artificio. Umberto Eco Ci ha convinto subito. Se le sue incertezze erano così reali da sembrare paragonabili alle nostre, allora ci stava simpatico. Non pareva un Professore troppo rigido… Le minime notizie sulla vita dell’Autore francese ci sono servite per inquadrare in ambito storico la nascita dell’Opera. Raymond Queneau (Le Havre 1903 - Parigi 1976) ha iniziato la sua attività letteraria nel 1925, aderendo al movimento surrealista, da cui si sarebbe distaccato cinque anni dopo. Proverbiale e il fervore della sua multiforme attività creativa, che ha coperto la narrativa, la poesia, la saggistica, la pittura, il cinema. Collaboratore delle edizioni Gallimard sin dal 1936, Queneau ha anche diretto l’ EncyclopedicdelaPleiade. Dei suoi romanzi Einaudi ha tradotto Pierrot amicomio, ll pantano, Zazie nel metrò,I fiori blu (traduttore d'eccezione fu ItaloCalvino, primo e più convinto esegeta italianodi Queneau), Suburbio efuga, Troppo buoni con ledonne, Icaro involato, Ladomenicadellavita e Figli del limo. Non meno importanti i saggi raccoltinel volume Segni, cifreelettere, Piccolacosmogoniaportatile e Unastoriamodello. Recentemente, sempre presso Einaudi, è stato pubblicato il volume Romanzi nella Biblioteca della Pleiade.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 3 di 44 Ora era chiaro lo svolgimento del libro, che si dipanava con molte variazioni del primo testo, tutto sommato semplice e realistico. Un fatto di per sé non eccezionale. Un breve racconto di vita quotidiana in una Parigi di qualche anno fa. Il brano “Notazioni” viene poi rielaborato in 99 modi diversi. Ne leggiamo alcuni, che ho preparato in fotocopia (Oggetto didattico2 : Selezione dei brani scelti), e cerchiamo di valutare e definire le caratteristiche dei vari testi, registrando sull’apposita scheda (Oggetto didattico1: scheda di rilevazione osservazioni personali) le proprie “notazioni”. In un secondo tempo socializziamo ai compagni le valutazioni personali, che, discusse col gruppo-classe conducono a condividere le osservazioni più interessanti, che sono scritte sul quaderno (e che riporto qui, di seguito). Ognuno ha libertà di espressione, si può commentare il brano esprimendo giudizi personali, ma la finalità è di scoprire i segreti nascosti in ogni gioco, pensando che poi li avremmo potuti imitare. La scelta dei brani non è stata rigorosamente cronologica, non ho seguito le pagine del libro, ma ho saltellato qua e là secondo il mio gusto e divertimento, scegliendo i brani che io stessa avevo apprezzato di più. Esclamazioni Perbacco! Mezzogiorno! Ora di prendere l'autobus! quanta gente! quanta gente! che ressa! roba da matti quei tipi! e che crapa! e che collo! settantacinque centimetri! almeno! e il cordone! il cordone! mai visto così! il cordone! bestiale! ciumbia! il cordone! intorno al cappello! Un cordone! roba da matti! da matti ti dico! e guarda come baccaglia! si, il tipo cordonato! contro un vicino! cosa non gli dice! L'altro! gli avrebbe pestato i piedi! Qui finisce a cazzotti! sicuro! ah, no! ah, si, si! forza! dai! mena! staccagli il naso! dai di sinistro! cacchio! ma no! si sgonfia! ma guarda! con quel collo! con quel cordone! Va a buttarsi su un posto vuoto! ma sicuro! che tipo! Ma no! giuro! no! non mi sbaglio! è proprio lui! laggiù! Alla Cour de Rome! davanti alla Gare Saint-Lazare! che se ne va a spasso in lungo e in largo! con un altro tipo! e cosa gli racconta l'altro! che dovrebbe aggiungere un bottone! ma si! un bottone al soprabito! Alsuo soprabito! Gli alunni suggeriscono ai compagni le loro osservazioni, che vengono scritte sul quaderno come schema ad elenco puntato: Notazioni Sulla S, in un'ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi si butta. Due ore più tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. È con un amico che gli dice: «Dovresti far mettere un bottone in più al soprabito». Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e perché.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 4 di 44  Ha raccontato le stesse cose, in un modo diverso.  Il testo è meno descrittivo.  Ha usato un tono ricco di entusiasmo.  Il linguaggio è giovanile e divertente.  C’è una maggiore partecipazione.  L’uso così abbondante di esclamazioni rende l’idea di un discorso spontaneo, confidenziale, pieno di stupore.  La punteggiatura è molto diversa.  Non ci sono maiuscole dopo il punto esclamativo: come mai? Telegrafico BUS COMPLETO STOP TIZIO LUNGOCOLLO CAPPELLO TRECCIA APOSTROFA SCONOSCIUTO SENZA VALIDO PRETESTO STOP PROBLEMA CONCERNE ALLUCI TOC-CATI TACCO PRESUMIBILMENTE AZIONE VOLONTARIA STOP TIZIO ABBANDONA DIVERBIO PER POSTO LIBE-RO STOP ORE DUE STAZIONE SAINTLAZARE TIZIO ASCOLTA CONSIGLI MODA INTERLOCUTORE STOP SPO-STARE BOTTONE SEGUE LETTERA STOP.  Usa un linguaggio essenziale, tipico del telegramma (si tolgono articoli e preposizioni, non si usa punteggiatura, vengono scelte parole fortemente significative)  E’ scritto in stampatello, invece che in corsivo  Il testo è meno descrittivo  Vengono usati alcuni vocaboli difficili, inconsueti, “da grandi” (e andiamo a chiarire cosa vogliono dire) Onomatopee A boarrrdo di un auto (bit bit, pot pot!) bus, bus-sante, sussultante e sgangherato della linea S, tra strusci e strisci, brusii, borbottii, borrrborigmi e pissi pissi bao bao, era quasi mezzodin-dong-ding-dong, ed ecco-co, cocoricò ungalletto col palto (un Apollo col cappello a palla di pollo) che frrr! piroetta come un vvortice vverso un tizio e rauco ringhia abbaiando e sputacchiando «grr grr, arf arf, harffinito di farmi ping pong?!» Poi guizza e sguazza (plaffete) su di un sedile esooossspiiira rilasssato. Al rintocco e allo scampanar della sera, ecco-co cocoricò il galletto che (bang!) s'imbatte in un tale balbettante che farfuglia del botton del paletò. Toh! Brrrr, che brrrividi!!!  Usa i suoni onomatopeici, tipici del fumetto, che riproducono il probabile rumore avvertito nelle diverse situazioni.  Ci sono meno informazioni, perché si gioca sui rumori, che rendono il testo molto divertente.  La lettura di questo brano deve essere espressiva e sonorizzata, bisogna mettere in risalto accenti, rombi, ronzii, e variare il ritmo, per esprimere con la voce l’intensità del movimento.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 5 di 44 Precisazioni Alle 12,17 in un autobus della linea S lungo 10 metri, largo 3, alto 3,5, a 3600 metri dal suo capolinea, carico di 48 persone, un individuo umano di sesso maschile, 27 anni, 3 mesi e 8 giorni, alto m 1,62 e pesante 65 chilogrammi, con un cappello (in capo) alto 17 centimetri, la calotta circondata da un nastro di 35 centimetri, interpella un uomo di 48 anni meno tre giorni, altezza 1,68, peso 77 chilogrammi, a mezzo parole 14 la cui enunciazione dura 5 secondi, facenti allusione a spostamenti involontari di quest'ultimo su di un arco di millimetri 15-20. Quindi il parlante si reca a sedere metri 2,10 più in là. Centodiciotto minuti più tardi lo stesso parlante si trovava a 10 metri dalla Gare Saint-Lazare, entrata Banlieue, e passeggiava in lungo e in largo su di un tragitto di metri 30 con un amico di 28 anni, alto 1,70, 57 chilogrammi, che gli consigliava in 15 parole di spostare di centimetri 5 nella direzione dello zenith un bottone d'osso di centimetri 3,5 di diametro.  Le precisazioni sono esagerate, attente, quasi ossessionanti.  Si mettono in evidenza particolari assolutamente inutili.  E’ un testo oggettivo, assolutamente preciso, non si possono contraddire le informazioni date.  Questo linguaggio sarebbe assurdo, ridicolo, se fosse utilizzato nel dialogo quotidiano. Metaforicamente Nel cuore del giorno,gettato inun mucchio di sardine passeggere d'un coleottero dallagrossacorazza biancastra, un pollastro dalgran collo spiumato, di colpo arringo la più placida di quelle, e il suo linguaggio si librò nell'aria, umido di protesta. Poi, attirato da un vuoto, il volatile vi si precipitò. In un tristedeserto urbano lo rividi ilgiorno stesso, che si faceva smoccicar l'arroganza da un qualunquebottone.  Vengono utilizzate le metafore, espressioni che nascondono un significato diverso da quello letterale espresso; un vocabolo, o un’intera frase descrivono qualcosa che fa pensare a un oggetto o un’azione diversa, ma collegata con un filo logico o simbolico  Il testo è più difficile da capire: bisogna interpretare il messaggio sottinteso, come in un linguaggio “segreto” Retrogrado Dovresti aggiungere un bottone al soprabito,gli disse l'amico. L'incontrai in mezzo alla Courde Rome, dopo averlo lasciato mentre si precipitava avidamente su di un posto a sedere. Aveva appena finitodi protestare per la spinta di un altro viaggiatore che, secondolui, lourtava ogniqualvolta scendeva qualcuno.Questo scarnificato giovanotto era latore di un cappello ridicolo. Avveniva sulla piattaforma di un S sovraffollato, di mezzogiorno.  Il testo è scritto “al contrario” : parte dall’ultima informazione e finisce con la prima.  Pur usando questo strano stile, dà le stesse informazioni del testo originale.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 6 di 44 Controverità Mezzanotte. Piove. Gli autobus passano pressoché vuoti. Sul cofano diun A, dalle parti della Bastiglia, un vecchio con la testa incassata tra le spalle, senza cappello, ringrazia una signora seduta molto distante,perché gli carezza la mano. Poiva a mettersi in piedi sulle ginocchia di unsignore che stava occupando il proprio posto. Due ore prima, dietro alla Gare de Lyon, lo stesso vecchio si tappava le orecchie per non ascoltare un vagabondo che si rifiutava di dirgliche avrebbe dovuto abbassare di unposto il bottone inferiore delle sue mutande.  Non dice la verità, ma esprime appositamente concetti opposti.  Alcune frasi diventano “impossibili” e ridicole. Omoteleuti Non c'era venticello e sopra un autobello che andava a vol d'uccello incontroun giovincello dal volto furboncello con acne e pedicello ed un cappello, tutto avviluppatello da un buffo funicello. Un altro cialtroncello gli dà uno spintoncello eduno schiacciatello sull'occhio pernicello e quello - furiosello -gligrida «moscardello!»; quindi iracondello gli fa uno spalloncello, gli mostra il culatello, e va a seder bel bellosu un sedello. Passato un tempicello, proprio allo stazioncello del santo Lazariello, inlui m'imbattoncello che riceve un appello affinché un bottoncello infigga nell’avello del mantello. *** Un giorno d'estate, tra gentipestate come patate su auto non private, vedoun ebete, le gote devastate, le nari dilatate, i denti alla Colgate, e un cappelloda abate con le corde intrecciate. Undi razze malnate, con le mani sudate, le ciglia corrugate, glidà delle mazzate sulle reni inarcate, e il primo, come un vate,con frasi apostrofate, gligrida «ma badate! E andate a prendervi a sassate!» Poi si gira a spallate, e ha già posate le natiche ingrassate. Due ore son passate e, cicredate? Lo trovo allastaziate San Lazate, che discate con un idiate di cose abbottonate e sbottonate.  Omoteleuti: ripetizione di parole uguali o simili, con la stessa terminazione alla desinenza.  Cambia le parole, e le sceglie in modo che facciano tutte rima tra loro.  Quando non ci riesce, le storpia, commettendo un errore volontario.  Licenza poetica? Fa …di necessità, virtù.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 7 di 44 Svolgimento Ieri la signora maestra ci ha portato a fare la consueta gita in autobus (linea S) per fare interessanti esperienze umane e capire meglio i nostri simili. Abbiamo socializzato conun signore molto buffo dal collo molto lungo che portava un cappello molto strano con una cordicella attorno. Questo signore non si è comportato in modo molto educato, perché ha litigato conun altro signore che lo spingeva, ma poi ha avuto paura di prendersi un belceffone ed è andato asedersi su unposto libero. Questo episodio ci insegna che non bisogna mai perdere il controllo di noi stessi eche, se sappiamo comprenderci l'un l'altroperdonandoci reciprocamente i nostri difetti, dopoci sentiremo molto più buoni e non faremo brutte figure. Due ore più tardi abbiamo incontratolo stessosignore col collo lungo che parlava davanti a una stazione grandissima conun amico, il quale glidiceva delle cose a proposito del suo cappottino. La signora maestra ci ha fatto osservare che questo episodio è stato molto istruttivoperché ci ha insegnato che nella vita accadono molte coincidenzecuriose e che dobbiamo osservare con interesse lepersone che incontriamo perché potremmo poi reincontrarle in altra occasione.  Sembra un tema svolto da un bambino, come commento ad una (improbabile) gita scolastica.  Cade in un linguaggio retorico, e cerca un insegnamento morale, poco appropriato. Aspetto soggettivo 1 Non ero proprio scontento del mio abbigliamento,oggi. Stavoinaugurando un cappello nuovo, proprio grazioso, eun soprabito dicui pensavo tuttoilbene possibile. Incontro X davanti alla Gare Saint-Lazare che tenta di guastarmi la giornata provando a convincermi che il soprabito è troppo sciancrato e che dovrei aggiungervi un bottone in più.Cara grazia che non ha avuto il coraggiodi prendersela col miocopricapo. Nonne avevo propriobisogno, perché poco prima ero stato strigliato da unvillan rifatto che ce la metteva tutta per brutalizzarmi ogni qualvolta i passeggeri scendevano o salivano. Equesto inuna diquelle immonde bagnarole che si riempionodi plebaglia proprio all'ora in cui debbo umiliarmi a servirmene.  Il testo esprime il pensiero personale (soggettivo) del “Tipo collolungo-cordonato”.  Egli si presenta come una persona arrogante, antipatica, razzista.  Il narratore che osserva la scena, nel testo soggettivo non appare.  Anche questo brano è “retrogrado”.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 8 di 44 Lettera ufficiale Ho l'onore di informare la S.V. del fatti sotto esposti dicui ho potuto essere testimone tanto imparziale quanto orripilato. Inquesta stessa giornata, verso mezzogiorno, mi trovavo sulla piattaforma di un autobusche andava da rue de Courcelles verso place Champerret. Detto autobus era pieno, anzi più che pieno, oso dire, perché il bigliettario aveva accolto un sovraccarico di numerosi postulanti, senza valide ragioni e mosso da una eccessiva bontà d'animo che lo portava oltre i limiti imposti dal regolamento e che pertanto rasentava il favoritismo. A ogni fermata il movimento bidirezionale dei passeggeri in salita e indiscesa non mancava di provocare una certa ressa tale da incitare unodi detti passeggeri a protestare, anche se con qualche timidezza. Devo riconoscere che detto passeggero andava a sedersi non appena rilevatane la possibilità. Mi si consenta di aggiungere al mio breve espostoun particolare degnodi qualche rilievo: hoavuto l'occasione di riconoscere il sopra menzionato passeggero qualche tempo dopo in compagniadi un personaggio non meglio identificato. La conversazione intrapresa dai due con animazione sembrava vertere su questioni di natura estetica. In considerazione di quanto sopra descritto prego la S.V.di voler cortesemente indicarmi le conseguenze che debbo trarre dai fatti elencati e l'atteggiamento che Ella riterrà opportune che io assuma per quanto concerne la mia successiva condotta. Nell'attesa di uncortese riscontro assicuro alla S.V. i sensi della mia profonda considerazione e mi dicocon osservanza... ecc.ecc.  Viene usato un linguaggio molto serio, formale, distaccato, mai confidenziale.  La lettera è rivolta ad un personaggio autorevole, importante, che viene chiamato “Signoria Vostra”.  Il testo è molto noioso, usa volutamente parole difficili, tipiche del linguaggio ufficiale degli adulti.  (Per la stesura di testi ufficiali, di solito, ci si rivolge a notai, avvocati, professionisti esperti…). Sonetto Tanto gentile la vettura pare che va da Controscarpa a Ciamperretto che le genti gioiose a si pigiare vi van, e va con esse un giovinetto. Alto ha il collo, e ilcappello deve stare avvoltodi un gallone a treccia stretto: potrai tu biasimarlo se uncompare iroso insulta, che glipigia il retto? Ora s'e assiso. Sara d'uopo almeno ritrovarlo al tramonto, quandopoi nonlontanodal luogo ove sta il treno s'incontri con l'amico, che gli eroi della moda glilodi, e non sia alieno dall'aumentare li bottoni suoi.  Il SONETTO è una struttura poetica formata da due quartine (strofe di 4 versi) e due terzine (strofe di 3 versi) legate da rime.  La rima è, in questo caso, alternata (ABAB, ABAB, CDC, DCD).  Questa poesia ricorda l’Opera di Dante Alighieri e la lingua italiana del 1300.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 9 di 44  (Il programma didattico di quinta consente di approfondire, se lo si ritiene utile, il discorso della struttura poetica, della rima, del storia della Lingua. Noi avevamo già affrontato i temi indicati, e abbiamo approfittato dell’occasione per ripassare e verificare le nozioni apprese). Versi liberi L'autobus pieno il cuore vuoto il collo lungo il nastro a treccia i piedi piatti piatti e appiattiti il posto vuoto e l'inatteso incontro alla stazione dai mille fuochi spenti di quelcuore, di quelcollo,di quel nastro,di quei piedi, di quelposto vuoto e di quel bottone.  I versi liberi sono un’espressione poetica senza rime, né altre regole da rispettare.  E’ uno stile poetico moderno, che promuove la libera espressione dell’Autore, senza porre limiti e regole di struttura.  Questo brano, come il precedente, è veramente ridicolo. L’argomento, espresso in poesia, diventa assurdo e affronta in modo ironico e sfacciato il gioco della sperimentazione degli stili e della linguistica. Contadino Uno poidice la vita,neh... Ero montato sula coriera, no? e vado a sbatere in unbalengo col coloche somiliava 'n polastro e 'ncapelino legatocon 'na corda, che mi cascasero gli ochi se dico bale, che non era un capelino ma somiliava 'n caciatorino fresco. Va ben, poisucedeche quel tarluco, che secondo me sarò anche gnorante ma è bruta gente che dovrebero meterla al Cotolèngo, si buta a fare un bordelodel giuda faus con un altro che gli sgnacava i gomiti net reni, che deve far 'n male boja, mi ricordo quando c'avevo i calcoli e le coliche, che sono andato a fare li esami da un profesorone di queli là, e fortuna che non era un bruto male come quelodel Masulu che l'annoaperto e l'anno chiuso, diu che brute robe ci sono a sto mondo,certe volte è melio che il siniore ci dà unbel lapone e via. Cara grasia che quela storia de la coriera a l'e finita ancora bene perché quel tabalorio là non l'a piantata tropo lunga e l'e andato a stravacarsi da n'altra parte. Certe volte mi domando se le combinasioniuno le fa aposta o no, ma guarda te, mi venise l'ochio cipolino sul ditonedel piede se dico bugia, crusin cruson, due ore dopo vado a sbatere proprio inquelo di prima, davanti alla stasione de le coriere, che parla con uno vestito da siniore che toca qui toca la, li dice di stare più abotonato. Oh basta la, quei li ci anproprio del tempo da perdere.  Il testo è confuso, male articolato, ricco di espressioni dialettali.  Si perde spesso il filo del discorso, con divagazioni forti e poco prevedibili.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 10 di 44  Ci sono tantissimi errori.  Per tutte queste caratteristiche il brano risulta comico, ridicolo, simpatico. Fin qui abbiamo lavorato insieme, socializzando i pareri e le riflessioni di ciascuno nel gruppo classe. A questo punto il lavoro ha iniziato a svilupparsi con attività individuali degli alunni, a casa o a scuola, che confrontavano poi il proprio lavoro con uno o più compagni e con l’insegnante. Hanno continuato ad osservare i brani dell’Opera di Queneau. Analizzando i paragrafi dei “lipogrammi”, sono rimasti affascinati dalla difficoltà di reperire vocaboli espressivi per un certo concetto, prestando attenzione alla composizione letterale delle singole parole. Il lipogramma chiede di non utilizzare una lettera particolare, per tutto il discorso. Come dire, ad esempio, MAESTRA, o SORELLA, se non puoi usare una certa vocale? LIPOGRAMMI LA MAESTRA SORELLA mancanza di A l’ istitutrice l’erede primogenito di sesso femminile mancanza di E la prof. Tizia, una ragazza di famiglia nata prima di lui mancanza di I la maestra la sorella mancanza di O la maestra Tizia, una di famiglia nata prima di lui mancanza di U la maestra la sorella Tizia Non so dire per quanto tempo abbiamo girato e rigirato le parole, cercando perifrasi corrette e adatte al testo. Ma è stata sicuramente una delle fasi più divertenti, e in cui la collaborazione di tutti è stata indispensabile. Si è cercato di inserire più parole possibile e di arricchire il testo di tutte le informazioni necessarie. Altrettanto piacevole è stata la fase della ricerca dei linguaggi specifici: partendo da “Botanico”, “Medico”, “Zoologico”, Gastronomico”…. sono nate alcune nostre variazioni sul tema particolarmente significative. Le costruzioni legate allo studio della grammatica e delle produzioni in rima, sono state occasione di ripasso e approfondimento, e sono state gestite sempre dai ragazzi, in coppie o a piccoli gruppi. Nella produzione, poi, delle versioni dialettali, abbiamo coinvolto nonni e genitori, fatto ricerche sui caratteri particolari per la scrittura di certi suoni che ci sembravano impronunciabili, e l’invito a scuola di alcuni familiari che ci hanno regalato la loro lettura espressiva del brano ci ha fatto davvero divertire. Sono nate, nel giro di qualche mese, le nostre “40” versioni del testo base. Ci siamo fermati presto, rispetto alle 99 variazioni di Queneau e Umberto Eco, ma il lavoro cominciava a stancare i ragazzi, e secondo me le cose belle non devono mai diventare noiose. Con la saggezza dei vecchi mi sono detta che “un bel gioco dura poco” ed abbiamo deciso di concludere l’esperienza così come oggi ve la presentiamo. (vedi oggetto didattico 3-4 per leggere le nostre produzioni – PAG.18 E 31) (SCHEDA DI RILEVAZIONE DELLE OSSERVAZIONI PERSONALI, PAG. 11) (SELEZIONE DI BRANI SCELTI, da fotocopiare e fornire agli alunni, da PAG. 12 a 17)
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 11 di 44 ESERCIZI DI STILE Oggetto didattico1: scheda di rilevazione osservazioni personali Alunno ……………………………… Completa la tabella con le tue osservazioni di confronto tra i brani selezionati dal libro “Esercizi di stile” di R. Queneau Annota gli aspetti che ti stupiscono, ti divertono, che rispettano le regole grammaticali o che le infrangono. Trova corrispondenze e differenze con il brano iniziale “Notazioni” Esprimi i tuoi giudizi in merito alle difficoltà di comprensione che hai incontrato. testo osservazioni Notazioni (testo base) Esclamazioni Telegrafico Onomatopee Precisazioni Metaforicamente Retrogrado Controverità Omoteleuti Svolgimento Aspetto soggettivo Lettera ufficiale Sonetto Versi liberi Contadino Lipogrammi Botanico Medico Zoologico Gastronomico ………. ………. ………. ……….
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 12 di 44 Oggetto2 : Selezione dei brani scelti Presentazione di Umberto Eco. Un episodio di vita quotidiana, di sconcertante banalità, e novantanovevariazioni sul tema, incui la storia viene ridetta mettendo alla prova tutte le figure retoriche, i diversi generi letterari (dall'epico al drammatico, dal raccontogotico alla liricagiapponese), giocando con sostituzioni lessicali, frantumandola sintassi, permutando I'ordine delle lettere alfabetiche...Un effetto comico travolgente,che già si è prestato a realizzazioni teatrali, ma al tempo stesso un esperimento sulle possibilità del linguaggio chepuò essere usato, come già è avvenuto, per fini didattici. Questigli esercizi di stile di Raymond Queneau, che per anni mi hanno tentato come traduttore, perchè erano ritenuti intraducibili, legaticome sono al «genio» specifico della lingua francese. E infine la decisione:non si trattava di tradurre, almeno nel senso corrente del termine, ma di capire le regole di gioco che Queneau si era poste, e quindigiocare la stessa partita con un'altra lingua. Magari, come ho fatto, azzardando qualche mossa in più,dato che Queneau aveva aperto la strada e non restava che continuare e andar oltre, nellostesso spirito. A tranquillizzare il lettore (e per non sottrargliil gusto del testo originale) questa edizione sipresenta come traduzionecontesto a fronte.Omaggio, umilee devoto, aungrande artificiere che ci insegna a muoverci nella lingua come inuna polveriera. E per artificiere si intende Maestro dell'Artificio. Umberto Eco Biografia di Raymond Queneau Raymond Queneau (Le Havre 1903 - Parigi 1976) ha iniziato la sua attività letteraria nel 1925, aderendo al movimento surrealista, da cui si sarebbe distaccato cinque anni dopo. Proverbiale e il fervore della sua multiforme attività creativa, che ha coperto la narrativa, la poesia, la saggistica, la pittura, il cinema. Collaboratore delle edizioni Gallimard sin dal 1936, Queneau ha anche diretto l’ EncyclopedicdelaPleiade. Dei suoi romanzi Einaudi ha tradotto Pierrot amicomio, ll pantano, Zazie nel metrò,I fiori blu (traduttore d'eccezione fu ItaloCalvino, primo e più convinto esegeta italianodi Queneau), Suburbio efuga, Troppo buoni con ledonne, Icaro involato, Ladomenicadellavita e Figli del limo. Non meno importanti i saggi raccoltinel volume Segni, cifreelettere, Piccolacosmogoniaportatile e Unastoriamodello. Recentemente, sempre presso Einaudi, è stato pubblicato il volume Romanzi nella Biblioteca della Pleiade.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 13 di 44 Esclamazioni Perbacco! Mezzogiorno! Ora di prendere l'autobus! quanta gente! quanta gente! che ressa! roba da matti quei tipi! e che crapa! e che collo! settantacinque centimetri! almeno! e il cordone! il cordone! mai visto così! il cordone! bestiale! ciumbia! il cordone! intorno al cappello! Un cordone! roba da matti! da matti ti dico! e guarda come baccaglia! si, il tipo cordonato! contro un vicino! cosa non gli dice! L'altro! gli avrebbe pestato i piedi! Qui finisce a cazzotti! sicuro! ah, no! ah, si, si! forza! dai! mena! staccagli il naso! dai di sinistro! cacchio! ma no! si sgonfia! ma guarda! con quel collo! con quel cordone! Va a buttarsi su un posto vuoto! ma sicuro! che tipo! Ma no! giuro! no! non mi sbaglio! è proprio lui! laggiù! Alla Cour de Rome! davanti alla Gare Saint-Lazare! che se ne va a spasso in lungo e in largo! con un altro tipo! e cosa gli racconta l'altro! che dovrebbe aggiungere un bottone! ma si! un bottone al soprabito! Alsuo soprabito! Telegrafico BUS COMPLETO STOP TIZIO LUNGOCOLLO CAPPELLO TRECCIA APOSTROFA SCONOSCIUTO SENZA VALIDO PRETESTO STOP PROBLEMA CONCERNE ALLUCI TOC-CATI TACCO PRESUMIBILMENTE AZIONE VOLONTARIA STOP TIZIO ABBANDONA DIVERBIO PER POSTO LIBE-RO STOP ORE DUE STAZIONE SAINTLAZARE TIZIO ASCOLTA CONSIGLI MODA INTERLOCUTORE STOP SPO-STARE BOTTONE SEGUE LETTERA STOP. Onomatopee A boarrrdo di un auto (bit bit, pot pot!) bus, bus-sante, sussultante e sgangherato della linea S, tra strusci e strisci, brusii, borbottii, borrrborigmi e pissi pissi bao bao, era quasi mezzodin-dong-ding-dong, ed ecco-co, cocoricò ungalletto col palto (un Apollo col cappello a palla di pollo) che frrr! piroetta come un vvortice vverso un tizio e rauco ringhia abbaiando e sputacchiando «grr grr, arf arf, harffinito di farmi ping pong?!» Poi guizza e sguazza (plaffete) su di un sedile esooossspiiira rilasssato. Al rintocco e allo scampanar della sera, ecco-co cocoricò il galletto che (bang!) s'imbatte in un tale balbettante che farfuglia del botton del paletò. Toh! Brrrr, che brrrividi!!! Notazioni Sulla S, in un'ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi si butta. Due ore più tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. È con un amico che gli dice: «Dovresti far mettere un bottone in più al soprabito». Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e perché.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 14 di 44 Precisazioni Alle 12,17 in un autobus della linea S lungo 10 metri, largo 3, alto 3,5, a 3600 metri dal suo capolinea, carico di 48 persone, un individuo umano di sesso maschile, 27 anni, 3 mesi e 8 giorni, alto m 1,62 e pesante 65 chilogrammi, con un cappello (in capo) alto 17 centimetri, la calotta circondata da un nastro di 35 centimetri, interpella un uomo di 48 anni meno tre giorni, altezza 1,68, peso 77 chilogrammi, a mezzo parole 14 la cui enunciazione dura 5 secondi, facenti allusione a spostamenti involontari di quest'ultimo su di un arco di millimetri 15-20. Quindi il parlante si reca a sedere metri 2,10 più in là. Centodiciotto minuti più tardi lo stesso parlante si trovava a 10 metri dalla Gare Saint-Lazare, entrata Banlieue, e passeggiava in lungo e in largo su di un tragitto di metri 30 con un amico di 28 anni, alto 1,70, 57 chilogrammi, che gli consigliava in 15 parole di spostare di centimetri 5 nella direzione dello zenith un bottone d'osso di centimetri 3,5 di diametro. Metaforicamente Nel cuore del giorno,gettato inun mucchio di sardine passeggere d'un coleottero dallagrossacorazza biancastra, un pollastro dalgran collo spiumato, di colpo arringo la più placida di quelle, e il suo linguaggio si librò nell'aria, umido di protesta. Poi, attirato da un vuoto, il volatile vi si precipitò. In un tristedeserto urbano lo rividi ilgiorno stesso, che si faceva smoccicar l'arroganza da un qualunquebottone. Retrogrado Dovresti aggiungere un bottone al soprabito,gli disse l'amico. L'incontrai in mezzo alla Courde Rome, dopo averlo lasciato mentre si precipitava avidamente su di un posto a sedere. Aveva appena finitodi protestare per la spinta di un altro viaggiatore che, secondolui, lourtava ogniqualvolta scendeva qualcuno.Questo scarnificato giovanotto era latore di un cappello ridicolo. Avveniva sulla piattaforma di un S sovraffollato, di mezzogiorno. Controverità Mezzanotte. Piove. Gli autobus passano pressoché vuoti. Sul cofano diun A, dalle parti della Bastiglia, un vecchio con la testa incassata tra le spalle, senza cappello, ringrazia una signora seduta molto distante,perché gli carezza la mano. Poiva a mettersi in piedi sulle ginocchia di unsignore che stava occupando il proprio posto. Due ore prima, dietro alla Gare de Lyon, lo stesso vecchio si tappava le orecchie per non ascoltare un vagabondo che si rifiutava di dirgliche avrebbe dovuto abbassare di unposto il bottone inferiore delle sue mutande.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 15 di 44 Omoteleuti Non c'era venticello e sopra un autobello che andava a vol d'uccello incontroun giovincello dal volto furboncello con acne e pedicello ed un cappello, tutto avviluppatello da un buffo funicello. Un altro cialtroncello gli dà uno spintoncello eduno schiacciatello sull'occhio pernicello e quello - furiosello -gligrida «moscardello!»; quindi iracondello gli fa uno spalloncello, gli mostra il culatello, e va a seder bel bellosu un sedello. Passato un tempicello, proprio allo stazioncello del santo Lazariello, inlui m'imbattoncello che riceve un appello affinché un bottoncello infigga nell’avello del mantello. *** Un giorno d'estate, tra gentipestate come patate su auto non private, vedoun ebete, le gote devastate, le nari dilatate, i denti alla Colgate, e un cappelloda abate con le corde intrecciate. Undi razze malnate, con le mani sudate, le ciglia corrugate, glidà delle mazzate sulle reni inarcate, e il primo, come un vate,con frasi apostrofate, gligrida «ma badate! E andate a prendervi a sassate!» Poi si gira a spallate, e ha già posate le natiche ingrassate. Due ore son passate e, cicredate? Lo trovo allastaziate San Lazate, che discate con un idiate di cose abbottonate e sbottonate. Svolgimento Ieri la signora maestra ci ha portato a fare la consueta gita in autobus (linea S) per fare interessanti esperienze umane e capire meglio i nostri simili. Abbiamo socializzato conun signore molto buffo dal collo molto lungo che portava un cappello molto strano con una cordicella attorno. Questo signore non si è comportato in modo molto educato, perché ha litigato conun altro signore che lo spingeva, ma poi ha avuto paura di prendersi un belceffone ed è andato asedersi su unposto libero. Questo episodio ci insegna che non bisogna mai perdere il controllo di noi stessi eche, se sappiamo comprenderci l'un l'altroperdonandoci reciprocamente i nostri difetti, dopoci sentiremo molto più buoni e non faremo brutte figure. Due ore più tardi abbiamo incontratolo stessosignore col collo lungo che parlava davanti a una stazione grandissima conun amico, il quale glidiceva delle cose a proposito del suo cappottino. La signora maestra ci ha fatto osservare che questo episodio è stato molto istruttivoperché ci ha insegnato che nella vita accadono molte coincidenzecuriose e che dobbiamo osservare con interesse lepersone che incontriamo perché potremmo poi reincontrarle in altra occasione. Aspetto soggettivo 1 Non ero proprio scontento del mio abbigliamento,oggi. Stavoinaugurando un cappello nuovo, proprio grazioso, eun soprabito dicui pensavo tuttoilbene possibile. Incontro X davanti alla Gare Saint-Lazare che tenta di guastarmi la giornata provando a convincermi che il soprabito è troppo sciancrato e che dovrei aggiungervi un bottone in più.Cara grazia che non ha avuto il coraggiodi prendersela col miocopricapo. Nonne avevo propriobisogno, perché poco prima ero stato strigliato da unvillan rifatto che ce la metteva tutta per brutalizzarmi ogni qualvolta i passeggeri scendevano o salivano. Equesto inuna diquelle immonde bagnarole che si riempionodi plebaglia proprio all'ora in cui debbo umiliarmi a servirmene.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 16 di 44 Lettera ufficiale Ho l'onore di informare la S.V. del fatti sotto esposti dicui ho potuto essere testimone tanto imparziale quanto orripilato. Inquesta stessa giornata, verso mezzogiorno, mi trovavo sulla piattaforma di un autobusche andava da rue de Courcelles verso place Champerret. Detto autobus era pieno, anzi più che pieno, oso dire, perché il bigliettario aveva accolto un sovraccarico di numerosi postulanti, senza valide ragioni e mosso da una eccessiva bontà d'animo che lo portava oltre i limiti imposti dal regolamento e che pertanto rasentava il favoritismo. A ogni fermata il movimento bidirezionale dei passeggeri in salita e indiscesa non mancava di provocare una certa ressa tale da incitare unodi detti passeggeri a protestare, anche se con qualche timidezza. Devo riconoscere che detto passeggero andava a sedersi non appena rilevatane la possibilità. Mi si consenta di aggiungere al mio breve espostoun particolare degnodi qualche rilievo: hoavuto l'occasione di riconoscere il sopra menzionato passeggero qualche tempo dopo in compagniadi un personaggio non meglio identificato. La conversazione intrapresa dai due con animazione sembrava vertere su questioni di natura estetica. In considerazione di quanto sopra descritto prego la S.V.di voler cortesemente indicarmi le conseguenze che debbo trarre dai fatti elencati e l'atteggiamento che Ella riterrà opportune che io assuma per quanto concerne la mia successiva condotta. Nell'attesa di uncortese riscontro assicuro alla S.V. i sensi della mia profonda considerazione e mi dicocon osservanza... ecc.ecc. Sonetto Tanto gentile la vettura pare che va da Controscarpa a Ciamperretto che le genti gioiose a si pigiare vi van, e va con esse un giovinetto. Alto ha il collo, e ilcappello deve stare avvoltodi un gallone a treccia stretto: potrai tu biasimarlo se uncompare iroso insulta, che glipigia il retto? Ora s'e assiso. Sara d'uopo almeno ritrovarlo al tramonto, quandopoi nonlontanodal luogo ove sta il treno s'incontri con l'amico, che gli eroi della moda glilodi, e non sia alieno dall'aumentare li bottoni suoi.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 17 di 44 Versi liberi L'autobus pieno il cuore vuoto il collo lungo il nastro a treccia i piedi piatti piatti e appiattiti il posto vuoto e l'inatteso incontro alla stazione dai mille fuochi spenti di quelcuore, di quelcollo,di quel nastro,di quei piedi, di quelposto vuoto e di quel bottone. Contadino Uno poidice la vita,neh... Ero montato sula coriera, no? e vado a sbatere in unbalengo col coloche somiliava 'n polastro e 'ncapelino legatocon 'na corda, che mi cascasero gli ochi se dico bale, che non era un capelino ma somiliava 'n caciatorino fresco. Va ben, poisucedeche quel tarluco, che secondo me sarò anche gnorante ma è bruta gente che dovrebero meterla al Cotolèngo, si buta a fare un bordelodel giuda faus con un altro che gli sgnacava i gomiti net reni, che deve far 'n male boja, mi ricordo quando c'avevo i calcoli e le coliche, che sono andato a fare li esami da un profesorone di queli là, e fortuna che non era un bruto male come quelodel Masulu che l'annoaperto e l'anno chiuso, diu che brute robe ci sono a sto mondo,certe volte è melio che il siniore ci dà unbel lapone e via. Cara grasia che quela storia de la coriera a l'e finita ancora bene perché quel tabalorio là non l'a piantata tropo lunga e l'e andato a stravacarsi da n'altra parte. Certe volte mi domando se le combinasioniuno le fa aposta o no, ma guarda te, mi venise l'ochio cipolino sul ditonedel piede se dico bugia, crusin cruson, due ore dopo vado a sbatere proprio inquelo di prima, davanti alla stasione de le coriere, che parla con uno vestito da siniore che toca qui toca la, li dice di stare più abotonato. Oh basta la, quei li ci anproprio del tempo da perdere.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 18 di 44 Alunni delle classi Ve Scuola Elementare "G. Oneto" Novi Ligure "ESERCIZI DI STILE" Anno scolastico 1995-‘96 L’esperienza di giocare con le parole, ricreare testi, di manipolarli, di ambientarli in situazioni diverse per farne nascere messaggi ironici e divertenti, è stata proposta al gruppo di docenti che ha partecipato al Corso di Aggiornamento “L’invenzione del testo teatrale” organizzato dall’Associazione “Peppino Sarina” di Tortona e diretto da Gabriele Ferrari, di Torino, esperto di teatro-ragazzi e formatore per la didattica della narrazione. Per tutti quelli che, come me, hanno preso parte a questo lavoro, la lettura di “Esercizi di stile” di Queneau ha segnato l’inizio di un’idea da elaborare, ha stimolato la fantasia e la creatività, ha fatto nascere la voglia di proporre la stessa esperienza ai ragazzi con cui lavoriamo. E dal loro spontaneo entusiasmo per tutto quello che rompe gli schemi di un lavoro ripetitivo e costretto a rispettare le regole della quotidianità scolastica, è nato il nuovo “testo base” da cui lanciarsi con la fantasia nella creazione di varianti più o meno legittime, (e tante se ne potrebbero cercare ancora…). Un gioco per ridere, ma anche per ragionare, per imparare, per stupirci della varietà di “stili” che la nostra lingua ci consente di usare. Con affetto, dedico questo lavoro ai ragazzi che mi sono cresciuti intorno e che tanto entusiasmo hanno saputo dimostrare. Milena Lupori Giugno 1996
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 19 di 44 Creiamo un testo da rielaborare secondo gli stimoli proposti da "ESERCIZI DI STILE" di Raymond Queneau (Ed. Einaudi - traduzione dal francese di Umberto Eco) Ecco il testo base: Lunedi', ore 8.15 Come ogni giorno, gli alunni delle classi quinte entrano a scuola. L'attesa nel corridoio é noiosa, ma é sempre movimentata da qualcuno che si azzuffa. Arriva la maestra che li fa salire in classe, e questa volta... li mette in castigo. 1 - ESCLAMATIVO Lunedì! Ore 8.15! Vaffambrodo! Anche oggi! Come ogni giorno dobbiamo entrare a scuola! Cazzotti! Forza! Fatti sotto! Dai, pappamolla! Non te la fare addosso ...! Dagli un destro! Molla un sinistro! Quel fetente: va' dalla maestra! Porca miseria! Ora andiamo in castigo! Ci ha dato quattro temi da fare sul comportamento! Abbasso il comportamento!
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 20 di 44 2 - TELEGRAFICO LUNEDI' ORE 8.15 STOP ALUNNI A SCUOLA STOP ATTESA NOIOSA CORRIDOIO STOP ZUFFA STOP ARRIVA MAESTRA STOP CASTIGO STOP 3 - RETROGRADO Questa volta la maestra li fa salire in classe e li mette in castigo. E' arrivata mentre qualcuno si azzuffava, durante la noiosa attesa nel corridoio. Erano appena entrati a scuola gli alunni delle quinte, il lunedì alle 8.15, come ogni giorno. 4 - CONTROVERITA' 1 Domenica, ore 20.45 Stranamente i professori della prima escono da casa. Vanno di fretta su e giù per le scale e sono allegri, ma vengono tranquillizzati dal direttore che accarezza il suo gatto. Arriva un alunno che li porta nel suo ufficio. Questa volta... darà loro un aumento di stipendio. 5 - CONTROVERITA' 2 Domenica, ore 20.45 E' la prima volta che, come ogni sera, gli uomini della prima escono dal bagno. Correndo nel corridoio si divertono un mondo, ma non ci sono mai 4 gatti che giocano. Se ne va via il bidello che li fa scendere in cantina e la prossima volta comprerà loro anche il gelato.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 21 di 44 6 - PRECISO Sono le ore 8, 15 minuti e 32 secondi del primo giorno della settimana e, come ogni mattina, siamo nell'atrio della scuola elementare statale "Giacomo Oneto", sita in via Oneto n 5, nel comune di Novi Ligure - provincia di Alessandria - numero di telefono 73537 (prefisso 0143 per chi chiama da altro settore), in un corridoio lungo m 13,10 largo m 5 e alto m 3,07 debitamente pulito con "Salisan pulix". L'attesa, carica di noia, si protrae per 14 minuti e 28 secondi. Si notano in particolare due soggetti umani: Tizio (11 anni, 4 mesi e 5 giorni, alto 1 metro e 32 centimetri, peso 37 chili) e Caio (10 anni, 11 mesi e 25 giorni, alto 1 metro e 48, peso 62 Kg) che si azzuffano sferrando 8 cazzotti ciascuno. La zuffa dura 2 minuti e 10 secondi, e si conclude senza feriti, gravi e non gravi. Arriva la maestra (essere umano di sesso femminile, che da almeno un lustro dichiara 35 anni meno 7 giorni di età, alta 1 metro e 70, peso 65 Kg) che con 5 parole - enunciate in 15 secondi - li invita a salire 45 scalini. Giunti in classe, trascorsi 1 minuto e 20 secondi, decreta il castigo: per una settimana, riduzione di 15 minuti esatti sul quarto d'ora di ricreazione. 7 - INSISTENZA Lunedì, ore 8.15 di mattina. Come ogni giorno, tra cui il Lunedì mattina alle 8.15, gli alunni della quinta entrano a scuola il lunedì alle 8.15 di mattino. L'attesa nel corridoio per gli alunni della quinta che, come ogni giorno tra cui il Lunedì mattina alle 8.15 entrano a scuola, é noiosa. L'attesa noiosa nel corridoio per gli alunni della quinta che, come ogni giorno tra cui il Lunedì mattina alle 8.15 entrano a scuola, é movimentata da qualcuno che, durante l'attesa noiosa per gli alunni della quinta che, come ogni giorno tra cui il Lunedì mattina alle 8.15 entrano a scuola, si azzuffa. Arriva, alle 8.15, la maestra che li porta nella classe degli alunni della quinta che erano, il lunedì, alle 8.15, annoiati ad aspettare nel corridoio. Questa volta ... la maestra che é arrivata alle 8.15 durante l'attesa noiosa nel corridoio in cui gli alunni della quinta si annoiano ad aspettare ogni mattina alle 8.15, compreso il lunedì, mette tutti in castigo, come ogni volta durante l'attesa noiosa degli alunni della quinta. 8 - DISCORSO DIRETTO "Ehi! Che giorno é oggi?" "Lunedì" "E che ore sono?"
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 22 di 44 "Non ce l'hai l'orologio? Sono quasi le 8" "Porca vacca! Dobbiamo andare a scuola anche oggi ... ma io avevo voglia di dormire" "Dai, vestiamoci, é tardi!" "Io non vengo, voglio stare a letto" "Lo dico alla mamma. Così ti picchia." "E va bene, ... arrivo!" "Sbrigati!" "Dai, entriamo. Guarda: ci sono Tizio e Caio che se le danno" "Arriva la maestra! Chissà cosa gli dice." "Visto? Li fa salire in classe e li mette in castigo" "Poveracci! Cominciano bene la settimana!" 9 - ANALISI LOGICA Gli alunni = soggetto della quinta = compl. di specif. entrano = pred. verbale a scuola = compl. di moto a luogo L'attesa = soggetto nel corridoio = compl. di stato in luogo é noiosa = pred. nominale Qualcuno = soggetto si azzuffa = pred. verbale Arriva = pred. verbale la maestra = soggetto e li = compl. oggetto castiga = pred. Verbale 10 - ANALISI GRAMMATICALE NOMI: lunedì - ore - giorno - alunni - scuola - attesa - corridoio - maestra - classe - volta - castigo ARTICOLI: gli - L' - la PREP. SEMPLICI: a - da - in PREP. ARTICOLATE: della - nel AGGETTIVI: 8 - ogni - noiosa - movimentata - questa PRONOMI: quindici - qualcuno - che - si - che - li - li AVVERBI: sempre CONGIUNZIONI: ma - e VERBI: entrano - é - é - azzuffa - Arriva - fa - salire - mette
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 23 di 44 11 - LETTERA UFFICIALE Ho l'onore di informare la S. V. dei fatti sotto esposti di cui ho potuto essere testimone. In questa stessa giornata, Lunedì verso le ore 8.15 del mattino mi trovano nella scuola "G. Oneto" a Novi Ligure, in provincia di Alessandria. Nel corridoio tutti si stavano annoiando, ma poi arrivarono due tipi, Tizio e Caio, che si azzuffarono. Nel frattempo arrivò l'insegnante della classe quinta che sedò la rissa e mise tutti in castigo. Ritengo utile segnalare il fatto alla S. V. e, in attesa di un cortese riscontro, porgo distinti saluti. 12 - ASPETTO SOGGETTIVO 1 Lunedì alle 8.15 io devo entrare a scuola con la mia classe, la quinta. Ogni volta io attendo l'arrivo della maestra, e mi annoio molto. Però ci sono sempre Tizio e Caio che si azzuffano e movimentano l'atmosfera, e a me diverte molto. Ma purtroppo arriva la maestra che fa salire Tizio e Caio in classe e li mette in castigo. Mi dispiace molto per loro ma, secondo me, se la sono cercata. 13 - ASPETTO SOGGETTIVO 2 Ogni giorno, come tutti gli altri, io alle 8.15 entro a scuola. Arriva Tizio e comincia a darmi un pugno in pancia, io gli rispondo con un calcio in faccia. Tizio mi dà due calci negli stinchi, io gli tiro un pugno nell'occhio, che poco dopo diventa viola. Tizio mi dà una ginocchiata nelle anche, e io concludo con un pugno nei denti. Arriva la maestra che ci vede tutti mal conciati che ci meniamo. Ci porta su in classe per i capelli, ci mette in castigo e ci fa la nota. All'uscita lo massacro! L'indomani tutti e due abbiamo un braccio ingessato, una benda sugli occhi , e la faccia livida e incerottata. 14 - ASPETTO SOGGETTIVO 3 Alle 8.15 sto entrando a scuola; i miei alunni sono già arrivati. Come sempre Tizio e Caio si azzuffano in corridoio. Io come sempre li faccio salire in fila per due, urlando come una pazza. Arrivando in classe li metto in castigo. Sono sempre i soliti: non impareranno mai...
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 24 di 44 15 - METAFORICO Lunedì, suona l'allarme. Da secoli i carcerati della quinta entrano in prigione. Come fascicoli ammucchiati nel corridoio del tribunale aspettano l'arrivo del giudice, poi Tizio e Caio si fanno i tatuaggi sulla faccia. Entra la corte: si sale in cella e incomincia l'interrogatorio. E questa volta... é l'ergastolo! 16 - OMOTELEUTI Lunedì, ore 8 e un pezzettino. Come ogni mattino/ tu entri nel fortino/ che sembri un soldatino. Se aspetti un momentino/ ti siedi qui vicino/ (c'é pure lo scalino)/ t'annoi un pochettino. Ma poi qualche cretino/ che scherza col vicino/ gli sbatte il suo piedino/ fin dentro l'intestino .../ Così scoppia un casino! Da dietro l'angolino,/ tra bagno e sgabuzzino,/ ci guarda col mirino/ la proffe di latino: "Smettete 'sto giochino.../ mi pare poco fino/ menar questo bambino/ a pugni sul nasino .../ In classe, al tuo destino!" E come regalino/ un calcion nel ... sederino. 17 - IN RIMA Che tristezza, il Lunedì/ otto e un quarto e siamo qui. Nel corridoio bambini buoni/ ma due si danno calci e spintoni. Arriva presto la nostra insegnante/ che fa finir la ressa all'istante: ci manda dritti su per le scale/ con un castigo mica male!
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 25 di 44 18 - VERSI LIBERI Lunedì ore 8.15 L'entrata a scuola, l'attesa noiosa; l'azzuffamento, un guaio: la maestra, il castigo. 19 - ACCRESCITIVO In un mitico Lunedì alle ore 8.15 i super alunni della quinta entrano nel corridoio della scuola magna. Là tutti si super-annoiano. Due bambinoni, Tizio e Caio, fanno una mega "zuffona". Arriva quel gigante della maestra: la prima grandissima cosa che fa é dare loro un castigo megagalattico. 20 - LIPOGRAMMA IN "A" Lunedì, ore 8.15 Come ogni giorno gli studenti delle quinte vengono nell'istituto. Il tempo non scorre più, per loro, é noioso; comunque sono sempre in movimento due tizi che si spingono e si colpiscono violentemente. L'istitutrice li vede e li punisce con decisione. 21 - LIPOGRAMMA IN "E" Primo giorno di scuola, inizio mattinata. I bambini di quinta irrompono a scuola. Si sono posizionati in corridoio, si annoiano, ma alcuni di loro si picchiano. Arriva la prof., li sgrida, poi li porta in aula. Darà loro un castigo ... da brividi!
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 26 di 44 22 - LIPOGRAMMA IN "I" E' una nuova alba per andare a scuola. Sono le 8.30 e la classe entra nell'aula. L'attesa é monotona ma c'é pur sempre una zuffa. Quando la maestra fa andare su la classe é ... una nota per ognuno. 23 - LIPOGRAMMA IN "O" Lunedì, 7.75 minuti. Tutti i dì la classe quinta entra nella palazzina in cui si insegna. L'attesa degli alunni nella striscia piastrellata davanti alle scale é stressante, ma é sempre agitata da chi si azzuffa. Arriva la maestra che li fa salire in classe, e senza fiatare ... li castiga. 24 - LIPOGRAMMA IN "U" Il primo giorno della settimana, ore 8.10 circa. Come ogni giorno, i bambini della mia classe entrano nell'edificio di sempre. L'attesa nel corridoio é noiosa, ma é sempre movimentata da ragazzi che si menano. Arriva la maestra che li fa salire di sopra , li sgrida e li mette in castigo. 25 - ALFABETO FARFALLINO Lufunefedifi, oforefe ofottofo efe quifindificifi. Cofomefe ofognifi giofornofo, glifi afalufunnifi defellafa quifintafa, efentrafanofo afa scuofolafa. L'afattefesafa nefel coforrifidofoiofo efé nofoiofosafa, mafa sefemprefe mofovifimefentafatafa dafa quafalcufunofo chefe sifi afazzufuffafa. Afarrifivafa lafa mafaefestrafa chefe lifi fafa safalifirefe ifin clafassefe, efe quefestafa vofoltafa ... lifi mefettefe ifin cafastifigofo.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 27 di 44 26 - GASTRONOMICO Lunedì, 8 e un quarto, ora di latte e biscotti. Come ogni cioccolatoso giorno i dolci alunni della classe quinta entrano nella scuola, rossa come un pomodoro marcio. L'attesa nel corridoio, noiosa come quando non c'é nulla da mangiare, viene movimentata da due peperoncini con la faccia da banana, che si tirano dei fragoloni salati. Quella caramellina al caffe+A della maestra se li fa flambe+A, poi li porta in classe. Questa volta ... se li mangia. Che gusto piccante avranno! 27 - BIBITE Lunedì: sono entrata a scuola e Cocacola si gasava. Diciamo meglio: menava Aranciata per quella questione di Gazzosa. Ma guardalo, non si é neanche accorto che sta arrivando la maestra, e chissà se gli dà il castigo? Sì, un castigo gasato, frizzante, con tante bollicine. 28 - PASTICCERIA Lunedì, ore 8.15 Come ogni giorno quei bigné degli alunni entrano nel loro vassoio di carta. L'attesa é poco dolce ma sempre movimentata da una specie di profitterol e da un tartufo al cioccolato che si impastano e si distruggono. Questo miscuglio é interrotto dall'arrivo di quella pastina alla crema della maestra. Ogni volta, per calmarli, li agita ancora di più e li sbatte nel frullatore. 29 - ONOMATOPEE Lunedì ore 8.15 DRIIIIIN! Suona la campanella. Come ogni dì gli alunni delle quinte entrano a scuola. PAF-PIN-POP, distruggono tutto. L'attesa nel corridoio PUF! é noiosissima, e come se non bastasse qualcuno si azzuffa PANG! prendi questo TOOM! e tu questo SCHIAFF!. Dopo tanti ceffoni arriva la maestrAAAAAAAAAAAAH! grida come una pazza e prende quei due a calcioni nel sedere: DOON a Tizio, PUM a Caio. Poi li punisce e li mette in castigo! Vogliono proprio dei PAFFETE quei due.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 28 di 44 30 - MUSICALE Lunedì suona la campanella delle 8.15 Come ogni giorno la banda della quinta entra nella sala prove. L'attesa nel corridoio é rumorosa come un brano di Evy Metal e noiosa come un concerto funebre, ma é sempre movimentata da Tizio e Caio che si percuotono come tamburi e lanciano acuti da soprano. Arriva quella stecca della maestra che li fa arpeggiare sulle scale. Questa volta li punirà a suon di sberle. 31 - COLORI Lunedì l'orologio giallo segnava le ore 8.15 Come ogni giorno nero, i variopinti alunni della quinta entrano nella scuola marrone. I Pinchi Pallini rosa si mazzavano con i Tizi Cai blu. Ad un tratto arriva la maestra verde che si incavola e diventa ancor più verde. Tira due cazzotti ai bambini e li fa salire su con gli occhi neri, a calcioni gli fa il sedere rosso e li mette per un mese al buio, in una stanza grigia, per punizione. Che scalogna nera! 32 - PREISTORIA La palla di fuoco si é levata di poco dal monte. I cuccioli di uomo preistorico stanno entrando nella caverna-school con le loro cartelle di pietra. Si esercitano a base-ball con le clave e lanci di rocce. Poco dopo si vede una maestra travestita da Tirannosauro Rex, che si avventa contro di essi: oggi c'é la lezione di autodifesa. Tizio e Caio impugnano le armi primitive e la riempiono di bastonate. Prova di verifica: ottimo! Ma la maestra rinuncia al posto di lavoro. 33 - TIVU' Gentili spettatori, buongiorno! Ecco a voi i programmi della mattinata. Alle ore 8.15, per la serie "Musica, Maestro", il concerto n° 1 per campanello e voci, diretto dal bidello Luigi.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 29 di 44 Seguirà il programma sportivo "Facciamo la boxe"con la partecipazione straordinaria di Tizio detentore del titolo dei pesi piuma - e Caio, campione nazionale di arti marziali. Successivamente il telefilm "La maestra si arrabbia" della serie "Non é una novità ...". Al termine, la 365.ma puntata di "Oggi in pretura" con il processo per zuffa fra gli alunni della quinta. Vi auguriamo buona visione, su Tele Novi Oneto. 34 - PARTITA DI PALLONE Negli spogliatoi, in attesa che inizi la partita, i giocatori sono annoiati. Ma quando arrivano in campo, al quindicesimo del primo tempo, sono tutti agitati e iniziano a correre dietro il pallone. Al centrocampo due giocatori con la maglia dell'Oneto, Tizio e Caio, si stanno azzuffando per la palla. L'arbitro interviene per dividerli, ma proprio non vogliono smetterla: allora estrae il cartellino rosso e li rimanda negli spogliatoi. 35 - ZOOLOGICO Lunedì, ore 8.15 Come ogni giorno le mucche della fattoria entrano nella stalla. L'attesa nel recinto é noiosissima, ma é sempre movimentata da qualcuno: una specie di caprone e un toro che si azzuffano. Arriva il fattore che le porta nella stanza della mungitura e, dopo averle ben spremute, le mette in castigo per tutta l'estate. 36 - NUVAISE 1 Lunedì, ure o''tu e chinse. C'me tuti i giurni i sculo+Gri da chinta i intra a sco''ra. L'ataisa in t'é curidù l'é nuiusa ma l'é saimpre muvimento+G da quorchedain cu s' pica. Quande cu riva a maistra a i fa 'ndo+G su in ta sco''ra e sta vota... a i meta in castigu. 37 - NUVAISE 2 Sono le 8.15 Gli alunni dell'Ist. Oneto sono in attesa dell'apertura.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 30 di 44 Carletto non é entusiasta ed esclama col suo compagno: "Tuti i giurni a stessa musica. U fisa meiu andò a zugò a e balon". La porta si apre e si entra. Qualcuno spinge ed allora si sentono lamentele... "Perche a ti sponti? T'é u solitu furbo, meiu pi lucu che u Tue" (Costui, un tempo lontano, era considerato il meno furbo di Novi). Raggiunto il corridoio la discussione aumenta. "Se ti n' la pianti a t' dogu in sganasòn che a t' botu zu i dainti". A sedare il bisticcio ci pensa la maestra con un bel castigo a tutti. Qualcuno borbotta sottovoce: "Pe' culpa it dui urgioini, incoi il stemu sainsa intervòlu". 38 - DIALETTO SICILIANO Lunidia, ura 8.15 Comu ogni iornu i piccirilli dà quinta ctrasinu a scola. Aspittari no corridoiu stufa, ma c'é sempri qualcunu ca si sciarrìa. Arriva a maecstra, e li fa iri in classi e 'sta vota ... i cacstiga. 39 - DIALETTO CALABRESE 1 Puru stamattina i scolari da quinta vannu a scola. Aspettare ciò corridoyo é incriscusu, ma c'é sempre c'unu chi fa casinu. Arriva a maiscia e i face us vanno cia a camera, sta vota... i castiya. 40 - DIALETTO CALABRESE 2 Lunedì, alli ottu e nu quartu. Comu ogna ghiornu i picciulidri da quinta entranu alla scola. L'attesa intra u corridoiu é nuiusa, ma é sempra movimentata da scunu chi si minanu. Arriva a maestra chi li fa sagnira intra a classa e chissa vota i minta in castigu.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 31 di 44 Presentazione Per la seconda volta propongo ai miei ragazzi di sfidare se stessi e la loro fantasia, giocando con le parole percreare una raccolta simpatica e stimolante di“EsercizidiStile”. Non ce ne voglia Monsieur Queneau, al quale “rubiamo” l’idea; non ci sgridino troppo gli studiosi ed i linguisti che ci leggeranno (se qualcuno ci leggerà…), per le nostre povere creazioni e per le traduzioni dialettali alquanto approssimate; non ci richiamino all’ordine coloro che vedranno in questolavorouna produzione inutile e senza scopo… In realtà abbiamo dedicato tempo a qualcosa che ci ha fatto pensare senza distrazioni, e ciò migliora le nostre capacità linguistiche edespressive. Abbiamo coinvolto nonni e genitori che si sono dedicati con noi all’elaborazione dei testi, e ciò consolida la nostra relazione conloro. Abbiamo lavorato divertendoci, e ciò rasserena lo spirito e la voglia di collaborare ed abbiamo prodotto qualcosa che resterà nei ricordi della scuola elementare, ora che questi giovani Autori passerannoalle “scuole deigrandi”. Insieme a loro, dedico questo lavoro a quanti sapranno apprezzarlo, per dimostrare che “star bene a scuola” si può, e che la noia si combatte con nuove esperienze, camminando sulla strada della creatività. Milena Lupori Testo base : VACANZE ESTIVE Caio è al mare con la mamma, il papà e la sorella Tizia. Gioca a pallone sulla spiaggia e la vicina di ombrellone si lamenta e lo caccia via. Invita la sorella a fare il bagno ma lei risponde di no, perché vuole prendere il sole. Decide di tuffarsi dagli scogli ma un’onda anomala lo travolge e lo sbatte a riva. Ha fatto davvero una brutta figura. Questa vacanza è peggio che andare a scuola.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 32 di 44 1. LIPOGRAMMA IN A Periodo estivo. Un piccolo uomo, con i suoi genitori ed il loro erede primogenito (di sesso femminile), sono sulle rive del Tirreno per divertirsi, nel mese di luglio. Il piccolo uomo si diverte con quel gioco che si svolge con i piedi e chi è vicino di ombrellone lo spinge verso gli scogli. Si tuffò e prese un bel colpo che lo riportò indietro. Che schifo di look! Un giorno così, non è certo un bel giorno! 2. LIPOGRAMMA IN E Una vacanza in agosto: Caio va al Mar Ionio con mamma, papà più Tizia, una ragazza di famiglia nata prima di lui. Gioca a palla sulla spiaggia: la vicina vicina si arrabbia quindi lo caccia via. Invita Tizia a bagnarsi… ma no, si abbronza di più stando sdraiata. Ciao si tuffa dagli scogli ma un’onda anomala lo ribalta, poi lo porta a riva.Ha fatto una brutta figura. La vacanza non gli va… si può far scuola? 3. LIPOGRAMMA IN I Un ragazzo è al mare con madre, padre e sorella. Fa un allenamento col pallone e una pallonata sbatte addosso alla donna dell’ombrellone accanto. Quella lo manda a quel paese. Allora va dalla sorella per sapere se vuole fare un bagno, ma sente che la ragazza resterà al sole per abbronzare bene la sua pelle. Farà un bagno da solo: saltando da un masso un’onda anomala lo travolge e lo sbatte sulla terra ferma. Ha fatto davvero una brutta parte! Questa vacanza è brutta come la scuola. 4. LIPOGRAMMA IN O Vacanze estive: egli è in vacanza al mare insieme a mamma, papà e Tizia, una di famiglia nata prima di lui. Tira la palla sulla spiaggia e la vicina si lamenta e gli dice di andar via. Invita Tizia a darsi una sciacquata, ma lei rifiuta perché deve diventare scura di pelle. Decide di tuffarsi dai massi ma cade e si sfracella sulla riva. Che brutta figura! Questa vacanza è più brutta di mille castighi! 5. LIPOGRAMMA IN U Vacanze estive. Caio è al mare con mamma, papà e la sorella Tizia. Gioca a pallone in spiaggia e la vicina di ombrellone si lamenta e lo caccia via. Invita la sorella a fare il bagno, ma lei risponde di no, perché deve prendere il sole. Decide di saltare dagli scogli, ma l’onda anomala lo travolge e lo sbatte a riva. Ha fatto davvero pena! Non è proprio la vacanza che sognava da tempo!
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 33 di 44 6. ESCLAMATIVO Evviva! Che forte! Caio è al mare con mamma, papà e Tizia! Sì, ma quella rompe sempre le scatole! Due calci al pallone? Ma sì, dai! E la vicina gli grida :”Vattene via!” E lui: “Uffa! Vai tu a quel paese!” Chiede alla sorella se vuol venire a fare il bagno… “Neanche per sogno! Devo prendere il sole!” “Che menata!” e va da solo verso gli scogli. Si tuffa e un’onda lo travolge. Accipicchia! Che sfiga! Che bevuta! Meglio andare a scuola! 7. DICHIARAZIONI Caio (che bel ragazzo!) è al mare con la mamma, una tipa carina, e con il papà, un bel fusto alto e biondo, e la sorella Tizia, ma grassa, ma brutta… sì, proprio brutta! Gioca a pallavolo, un bellissimo gioco, ed è anche un campione! Una vecchietta noiosissima, gli dice… cosa gli dice? Ah, sì, gli dice di spostarsi più in là, insomma, lo caccia! Caio, con la sua voce celestiale, dichiara alla sorella che vuole fare il bagno.Ma Tizia risponde di no, lei vuole conquistare un bel giovanotto… a lei piacciono alti, biondi e belli!!! Ma chi la vuole??? Caio, nuotatore professionista, decide di gareggiare con un rivale, un tipo misterioso… Un’onda anomala, veramente alta, li travolge e li fa sbattere contro gli scogli! Non mi piace più questa vacanza, uffa! 8. INCERTO Vacanze invernali? No, cioè, forse estive. Sì, era estate. Ero forse con i miei nonni, no, ero con gli zii ? No, ah… adesso ricordo: ero con mia mamma, mio papà e mia sorella. Lucia, no, non mi sembra, Carolina ? No, forse Tizia. Sì, sì, si chiama Tizia. Giocavo… forse a pallone sulla spiaggia, e qualcuno, un uomo, una donna, sì! La vicina di ombrellone, mi cacciò via. Non ricordo se ho invitato mia sorella a fare il bagno, ma lei voleva stare a leggere un libro, no, forse voleva prendere il sole. Poi ho deciso di farmi una nuotatina, no, cioè, forse volevo tuffarmi da uno scoglio. Ma sono caduto, ah, no… forse era un’onda anomala, sì, credo di sì, mi ha sbattuto a riva. Ho fatto, cioè, sì, forse… una brutta figura. Questa vacanza è peggio che andare a scuola ...forse…
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 34 di 44 9. CONTROVERITA’ 1 Vacanze d’inverno. Caia è in montagna con mamma, papà e suo fratello Tizio. Gioca con la neve sulla pista e il vicino di casa l’accoglie molto bene. Il fratello la invita a sciare e lei risponde di sì, perchè vuole divertirsi. Lui non vuole nascondersi sotto la neve, ma una valanga lo travolge. Ha fatto davvero una bella figura… ne parla perfino il telegiornale! E il giorno dopo, tutta la scuola! 10.CONTROVERITA’ 2 Vacanze invernali. Giovanni è al fiume con suo zio, sua nonna e sua cugina. Gioca a basket sull’erba e una ragazza è contenta e si metta giocare con lui. Invita sua nonna a lanciare i sassi e lei, molto invogliata, ne prende uno e lo tira lontano. Giovanni decide poi di fare una corsa e mentre corre incontra un leprotto e se lo porta a casa. Che bello lavorare così intensamente! 11.CONTROVERITA’ 3 Giorno di scuola. Tizio e una compagna studiano, ma la vicina di banco dice che la disturbano. I due si fanno interrogare: hanno fatto davvero una bella figura, perché hanno saputo bene la lezione. La scuola ricorda loro le vacanze, che sono sempre più belle!!! 12.RETROGRADO Le ultime vacanze sono state peggio che andare a scuola. Ho fatto una brutta figura! Avevo deciso di tuffarmi dagli scogli, quando un’onda anomala mi ha travolto e sbattuto a riva. Ero solo, perché mia sorella non aveva voglia di fare il bagno con me… preferiva prendere il sole. Fino a quel momento avevo giocato a pallone sulla spiaggia, e la vicina di ombrellone si lamentava e continuava a cacciarmi via. Ero al mare con mamma, papà e mia sorella Tizia, e quelle erano le nostre vacanze estive.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 35 di 44 13.ASPETTO SOGGETTIVO 1 Per le vacanze estive, quest’anno vado al mare con la mamma, papà e mio fratello Caio. La mia giornata in spiaggia si svolge sempre uguale: mi sistemo sulla sdraio per prendere il sole, mentre mio fratello gioca a pallone e continua a darmi fastidio. Caio riesce regolarmente a farsi sgridare dalla vicina di ombrellone, poiché gioca a palla e spesso la colpisce. Mi chiede spesso di andare con lui a fare il bagno, ma io non lo accontento e preferisco prendere il sole. Qualche volta si lancia dagli scogli per fare i tuffi, e vuole che tutti lo guardiamo… Se un’onda lo travolgesse… una volta per tutte, mi farei davvero quattro risate! 14.ASPETTO SOGGETTIVO 2 Finalmente sono in vacanza ed anche oggi vado in spiaggia, sotto l’ombrellone. Desidero davvero riposarmi nel silenzio, ascoltando il dolce rumore del mare. Oh,no!!! Anche oggi!!! Arriva di nuovo quella famiglia rompiscatole, con quell’odioso bambino che gioca con quel maledettissimo pallone, e ogni volta mi colpisce in faccia e mi disturba mentre dormo sotto il sole…Stupido bambino! E’ la centesima volta che mi colpisci sul naso!Vattene subito o ti bastono! Uffa! Quel ragazzino mi rovina la giornata!E non dimentichiamoci di quell’ochetta di sua sorella, che viene in spiaggia e non fa altro che prendere il sole! Oh, guardate! Quel ragazzino si è fatto ribaltare da un’onda anomala! Ah,ah,ah!!! Sono proprio contenta! Ah,ah,ah! Ben gli sta… 15.PRECISIONE Primo di 15 giorni di vacanza, alla data del 10 Giugno 2001. Alle ore 4 e 47 del mattino la famiglia di Caio si appresta a partire per le vacanze al mare. Meta: il piccolo borgo sul mare di Castropesce dei Marinai, a 17 chilimetri dal paese di Lunaspenta. Accedono ai bagni Lido alle ore 9.30, 32 secondi e 35 millesimi. Tizio, alto 1 metro e 70, peso 43 chili, 10 anni 5 mesi e 12 giorni, è accompagnato dalla mamma, 58 chili su 162 cm, 45 anni meno 4 giorni, e dal papà, 88 chili per 1 metro e 92, età 48 anni 3 mesi e 3 giorni. Con loro avanza la sorella Tizia, nata da 16 anni, 5 mesi e 5 giorni, peso 72 chili, altezza 158 centimetri. Mentre la sorella si sdraia su un asciugamano di cm 100x70 di colore rosso screziato, a prendere il sole, Caio gioca con un pallone di 20 cm di diametro su una spiaggia di 1 chilometro affollata da numero 147 persone. Tra esse si nota una signora di 47 anni, 3 mesi e 26 giorni, alta 177 cm che pesa 55 chili, che con 15 parole pronunciate in 19 secondi, con tono acuto apostrofa il ragazzo e lo accusa di averla schizzata con 27 grammi di sabbia fine, poi gli dice di andarsene più in là di almeno 47,2 metri.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 36 di 44 Caio invita la sorella a tuffarsi da uno scoglio di 4,37 m2 , con 25 conchiglie attaccate e 5 ricci infilati alla base del masso, per bagnarsi in un mare alto 2,30 metri, largo 1.000.000 di km, quando un’onda anomala alta 2,50 metri, li trascina via verso riva, a circa 159 cm dall’ombrellone di tela verde, alto 2 metri e 05, occupato dalla medesima signora che lo aveva testè cacciato. Ha fatto una figura tanto brutta, da essere portata alla quarta puntata di “Paperissima”… 16.TELEGRAFICO FAMIGLIA AL MARE STOP CAIO MAMMA GENNARINA PAPÀ GENNARO SORELLA TIZIA STOP GIOCANO A PALLONE SPIAGGIA STOP INVITA SORELLA AL BAGNO STOP LEI DICE NO STOP PRENDO IL SOLE STOP CAIO DECIDE TUFFARSI STOP ONDA ANOMALA LO TRAVOLGE STOP LO BUTTA A RIVA STOP BRUTTA FIGURA STOP MEGLIO LA SCUOLA STOP 17.DISCORSO DIRETTO CAIO – Finalmente siamo in vacanza! Era ora! Sono con mia mamma, mio papà e mia sorella Tizia…Dai, facciamoci una partitina a pallone… Goal! VICINA – Basta, bambino, stai un po’ fermo, io voglio riposarmi… Signora, scusi eh, ma suo figlio è proprio esagitato! MAMMA - Caio, sempre le solite figure… vai a giocare un po’ più in là…e scusi Signora, sa, i ragazzini… CAIO – Tizia, vieni a fare il bagno? TIZIA – Ufff… che rompi! T’ho detto che voglio abbronzarmi, perché sono bianca come una mozzarella! CAIO – Pazienza! Vado da solo e mi tuffo dagli scogli. Oh, no! Sta arrivando un’onda grandissima… Aiutooooo! Blah!… Che bevuta! Ho fatto davvero una brutta figura... Era meglio andare a scuola e fare il compito in classe!
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 37 di 44 18.COLORI Caio è arrivato al mare, un mare azzurro come il cielo. Con lui c’è la mamma, nera come il carbone per le lampade che ha fatto, il papà, colorito normale perché èp un tizio calmo, e Tizia, la sorella, pallida come un morto. Gioca con un pallone a righe colorate quando la vicina di ombrellone, diventando più rossa dell’ombrellone stesso, lo caccia via aiutandosi con il suo bastone di legno scuro. Il giovane pettirosso invita la sorella a fare il bagno, ma lei risponde di no, che è troppo bianca e vuole abbronzarsi ancora. Decide di tuffarsi dagli scogli grigi, ma un’onda azzurra lo travolge e lo porta sulla spiaggia gialla della riva. Caio diventa viola dalla paura! Ha fatto davvero un figuraccia nera come la pece. Questa vacanza è peggio che avere una nota, e suo padre gli fa diventare i ciapet rossi come dei pomodori. 19.CIBI Vacanze alimentari. Caio è al mare con la famiglia. Si toglie i pantaloni e le sue gambe sembrano due carote, la mamma ha un sedere che sembra una pera, il papà ha una testa pelata che sembra un cocomero. La sorella è una mozzarella di bufala, ma spera di diventare presto come la Nutella. Caio gioca con il melone sulla polenta, ma la vicina, un peperone, lo caccia via. Invita la Nutella a tuffarsi in un mare liscio come l’olio, ma lei no, si vuole arrostire. Vuole cuocersi da solo in quel purè, ma un’onda effervescente lo frulla e lo sbatte sulla polenta… Ha fatto davvero una bella frittata… Questa vacanza è peggio di un pranzo di nozze! 20.PASTICCERIA Vacanze dolcissime. Pasticcino è nella teglia con mamma Bignè, papà Babbà e la sorella Cannoloallacrema. Gioca a “Lupomangiafrutta” nel vassoio della vicina Tortadifragole e la signora lo caccia dal suo cabaret. Pasticcino invita cannolo a fare il bagno nella crema pasticcera, ma lei dice di no, perché vuole immergersi nel cioccolato fondente, per diventare un Cannoloalcioccolato! Mmmmmmmmh! Pasticcino decide di tuffarsi nella glassa, ma un’onda di quella sostanza lo travolge e lo fa sbattere contro gli scogli di caramello… Questa pasticceria è un disastro, peggio della cottura in forno a 100° !
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 38 di 44 21.BIBITE Vacanze analcoliche: Caio è al mar Chinotto con la mamma/Cocacola, il papà/Birra e la sorelle Tizia/Acqua minerale. Gioca a gazzosone nella Spite, e la vicina/Whisky non lo manda giù… Invita Ferrarelle a fare il bagno ma lei non beve… preferisce affumicarsi. Decide di tuffarsi, ma un’onda di Chinotto lo travolge e lo shekera alla Sprite. Ha fatto davvero un’amara figura. Questa vacanza così frizzante è peggio di una sbronza scolastica. 22.AUTOMOBILI Vacanze da climatizzatore… Caio, papà, mamma e la sorella Tizia vanno al mare con una potente Megane station vagon. Caio gioca all’auotodromo sulla spiaggia, che è rovente come un radiatore. La vecchia Prinz del box vicino, che si crede una Ferrari 360M, gli dice di andare a giocare nel bagagliaio. Caio invita Tizia a nuotare nel lavavetri, ma lei risponde di no, perché vuole restare sotto il faro abbagliante per abbronzarsi. Allora lui si tuffa da uno scoglio, squadrato come una Smart. All’autolavaggio un’onda anomala lo travolge, come una Lamborghini in accelerazione. Che figura da Lada Niva, ha fatto! Questa vacanza è peggio di un viaggio in Panda! 23.CANZONI Un’estate al mare Vamos a la plaja La partita di pallone Parole, parole, parole E’ la dura legge del goal Mare, mare, mare Stasera mi butto Abbronzantissima Onda, su onda Chiuditi nel cesso A chi?
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 39 di 44 24.RIME Vacanze estive: una bella famiglia passeggia sulle rive a Ventimiglia. Caio gioca a pallone ma viene cacciato dalla vicina d’ombrellone perché è agitato. Ha invitato a fare il bagno la sorella, che è proprio bianca come una mozzarella, lei prende il sole per abbronzarsi e lui decide di tuffarsi. Viene travolto da un’onda alta che lo afferra e torna a riva sconvolto, col morale a terra. 25.OMOTELEUTI (-ONE) Caio è un ragazzone che parte sul vagone, con tante valigione per far le vacanzone. E sotto il solleone lui gioca col pallone… Vicino all’ombrellone ci stava in bel donnone che con un gran vocione lo caccia col bastone. Ed ecco che il furbone invita la sorella a fare un bel tuffone… ma cade in un burrone e si spacca un tallone. Si credeva un figone, un divo da cartellone, ma ha fatto un figurone davvero da spaccone! 26.OMOTELEUTI (-ELLA) Vacanze estive : Caio è a Puntabella con la famiglia e la sorella molto bella. Corre dietro alla palla come una gazzella e la vicina dei bagni Stella lo caccia in una cella. Invita la sorella a bagnarsi un po’ l ' ascella, ma siccome la bella è bianca come una mozzarella, gli dice: “Vedi, stella, prendo il sole per aver la tintarella !” Decide di tuffarsi da uno scoglio a sella , ma un' onda grandicella lo sbatte a terra come una mortadella. Ha fatto una frittella !! Era meglio se stava a BIELLA!
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 40 di 44 27.PALESTRA Vacanze muscolose: Caio è in palestra con mamma, papà e sorella. Gioca col quadro svedese vicino alla cyclette, dove c’è una sportiva che lo caccia via. Invita la sorella sul tapis roulant, ma lei dice di no, perché è sempre intenta nella lampada trifacciale. Caio decide di tuffarsi in una corsa sfrenata di esercitazione, ma un atleta lo travolge e lo sbatte per terra, provocandogli un bel bernoccolo. Questa palestra è davvero indisciplinata, preferisco guardare i Pokemon! 28.CALCIO Entra in campo la squadra Family: in porta la sorella, che dove si piazza non la sposti più, in difesa mamma e papà, e lui, il nostro amatissimo Caio, amici… in attacco! Al centro campo tira la palla in avanti, la passa ai compagni, avanza imperterrito oltre la metà campo, dribbla, supera, scarta… ecco che si avvia verso la porta avversaria, tira la palla… MAAAAAA il portiere avversario la respinge e la lancia via dall’area! Ma ecco ancora in attacco il nostro superfantastico calciatore semi professionista che scarta, che calcia, che spinge… MA ATTENTI! Un’onda si abbatte su di lui, lo colpisce e lo atterra! SIGNORI! E’ fallo! In area di rigore! Cartellino rosso! Espulso… Che brutta partita… Meglio giocare a basket. 29.VACANZE SPAZIALI ….4, 3, 2, 1, GO! La navicella spaziale è partita, e i 4 astronauti iniziano la loro attività di indagine e ricerca nello spazio…La forza di gravità li obbliga a svolazzare tra le attrezzature… Da una prima indagine non si vedono navicelle aliene nelle vicinanze… Ma una meteora è sulla loro traiettoria… Emergenza! Non dobbiamo sfondare il muro del suono… Attenzione! Un’onda anomala si scontra con la nostra postazione spaziale… Collisione … Missione fallita! 30.VACANZE PAUROSE Caio, un pericoloso assassino ricercato dalla giustizia, è in vacanza su una spiaggia fantasma con la sua famigliola: il papà, un lupo mannaro, sua mamma, la morte vivente, e sua sorella, la bella Buffy. Gioca con una bomba nucleare che potrebbe scoppiare da un momento all’altro, ma la vicina di ombrellone, un dinosauro Dentiaguzzi, lo minaccia di mangiarselo e lo caccia via.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 41 di 44 Caio, l’assassino, invita Buffy a fare un bagno nel sangue e lei risponde di no, perché vuole andare a caccia di vampiri. Caio decide di tuffarsi da uno scoglio maledetto, ma una gigantesca onda di sangue lo travolge. Questa vacanza è peggio di un’uccisione di massa… Ah, ah, ah!!! MORIRETE TUTTI !!! Auuhhh!!! 31.PAROLACCE Vacanze del cavolo. Caio, uno sfigato nato, è andato al mare con quella obesa di sua mamma, con quel lurido verme di suo papà e con quella gnocca di sua sorella. Caio gioca a pallone su quella schifosa spiaggia, ma una vecchia megera gli rompe i cosiddetti e si lamenta come una psicopatica. Allora il ganzo invita quella gnoccona di sua sorella a fare un bagno. Lei però dice di no, perché è un po’ scema. Caio, sempre più svitato, decide di tuffarsi da uno scoglio maledetto, ma un’onda anomala lo travolge, lui sbatte la testa e gli cresce un gran bernoccolo. Da quel momento Caio non entra più in quel putrido mare che sembra una discarica. Questa vacanza è meglio dimenticarla… 32.ALFABETO FARFALLINO Vafacafanzefe efestifivefe. Cafaifiofo èfè afal mafarefe cofon lafa mafammafa, ifil pafapàfà efe lafa soforefellafa Tifizifiafa. Gifiofocafa afa pafallofonefe sufullafa spifiafaggifiafa efe lafa vificifinafa difi ofombrefellofonefe sifi lafamefentafa efe lofo cafaccifiafa vifiafa. Ifinvifitafa lafa soforefellafa afa fafarefe ifil bafagnofo mafa lefeifi rifispofondefe difi nofo, peferchéfè vufuofolefe prefendeferefe ifil sofolefe. Defecifidefe difi tufuffafarsifi dafaglifi scofoglifi mafa ufun’ofondafa afanofomafalafa lofo trafavofolgefe efe lofo sbafattefe afa rifivafa. Hafa fafattofo dafavveferofo ufunafa brufuttafa fifigufurafa. Quefestafa vafacafanzafa èfè pefeggiofo chefe afandafarefe afa scuofolafa. 33.INGLESE Summer holydays: Caio is at the seaside with his mather, his father and his sister Tizia. He is playing football on the beach and the neighbour under the beach-umbrella is complaining and she chasses him. He asks his sister to bathe but she answers no, because she wants to sit in the sun. He decises to dive from the cliff but an tidal wave sweeps him away to shore. What a poor figure.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 42 di 44 This holiday is worse than school. 34.DIALETTO NOVESE 1-Vacanse d' estè . Cain l' è a e mò in cù a mama, sò papà e a surela Tisia. U sòga a e balon in sa spiogia e a sò vseina d' umbrelon as lamentaiva e al mandaiva via . Unvita a surela a fò e bagnu . Le a risponda che dnò. Perchè a vò piò u sù. A decisa id fò in tufù dai scògi ma in onda trop grosa a la bòtre a riva . La fatu davai na bruta figura . Ista vacansa l' è pesu che n' dò a scora. 2 - Vacanse d' estè: Caio ul' è au more con su more, su pore, e su sou Tizia. U gioga con balon in ta spiagia e la svenia d' ombrelou as la mointa e a lu monda via. U dumanda a su sou se fa voia d' anolò a fà u bagnu, ma ela gle risponde de no perchè vo piò un pò de sul. Alua u decida de tufose da lu scoiu ma un' ondò a lo travoge e u lo sbat inta riva. U la fatu davoi nà figuracia. Sa vacansa lè pegiu che andò a scola. 35. DIALETTO MILANESE Vacanze estiv : Caio le al mar con mama, papà, e la surela,Tizia. Giuga al balon sulla spiagia e la visina del umbrelon alsa lamenta e al cascia via. Invida la surela a fa ul bagn, ma le al rispund da no, perché alvor ciapar ul sul. Desid de tuffas dai scogl ma un' unda anomala lo travolge e al pica a riva. La fa da bon una bruta figurascia. Questa vacanza le pesc che na a scola. 36.DIALETTO NAPOLETANO 1-Vacanze estive : Caiu è au maru c'o mammà e u patre , a sora Tizia. Iuacano cu pallone coppa aspiaggia, ma a vicina d'umrellone si lamenta e lu caccia via. Invita la sora a far u bagno, ma a sora respomme NO, pecchè vò piglià o sole. Decide a tuffarsi dà scogli ma n'onda anomale lu travolge e lo sbatte a riva . Aggiu fatte na brutte figure; megliu a scuola. 2 - Na vacanza estate : Caio è o mare pur a mamma o papà e a sorella TIZIA . Si mette a iocar in coppa a spiaggia e la ci sta na vicina con ombrellone che grida che ca non si può iocar e ci dice vai a iocar anata parte… chiama a sorella e gli dice gnam a far o bagno, ma essa gli risponde che voglio pigliaro o sole .
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 43 di 44 Allora iss si va a buttare in do mar indo o tempo arriva nu cavallo e o sbatte in goppa a spiaggia. A gio fatto na brutta figura cum nu scemu. E sta vacanza e cuma na scola . 37.DIALETTO LUCANO Vacanz estive : Caio è a u mare ch mamma, tata, e sora, Tiz. Iuoca u palluon nda spiaggia e a vcina di rbriello s'inguieta e o manna via. Invuita a sora a fa u vagn, ma edda ress ca no, pchè vol piglià o sol. Idd a pigliat e se iettato da na preta ma n'onda anomala u puiglia e u scuazza n'derra. Sta vacanz è chiù brutt che i a scola. 38.DIALETTO PUGLIESE Vacanzi estivi: Caio ste a mari cu la mamma, papai, e la sori, Tizia. Scioca a palloni sobbra la spiaggia, e quera che ste dicosti di ombrelloni si lamenta e lu caccia via. Chiama la sori a fa lu bagno, ma edda disci noni, piccé ta piddià lu soli. Decidi cu si mena di li scogli ma n’onda grossa lu travolgi e lu sbatti alla riva. E fattu na brutta figura. Sta vacanza e peggiu ca sce alla scola. 39.DIALETTO SICILIANO 1 - Caio è a mari cu mamma, papà e Tizia sa suoru . Ioca a palluni ne spiaggia e a vicina di umbrilluni si lamenta e u manna via. Ci dissi a so suoru di fari u bagnu , me idda dissi di no, picchi si voli pighiari u suli. Si dicisi a buttarsi de scogli ma un'onda u ittau a riva . Ha fatto una brutta figura, sta vacanza è peggio ca iri a scola. 2 - Vacanzi Estivi. Caio ie o mare cu so mà, so pà e so suru Tizia. Ioca o palloni da spiaggia ie a vicina d'ombrelluni si laminta ie o manna via. Invita a suru a farsi u bagno, ma idda rispunni di no, pirchì si vò pighiari u suli. Dicidi di tuffarsi dalli scugli ma na onda strana u travogi ie u sbatti su a riva. Fici davvero na brutta figura. Sta vacanza ie pieggiu che ire a scola!! 3 - Vacanze d’estate. Caio è a lu mare cu sò mà, sò pà e sò soru Tizia. Ioca cù lù palluni supra la spiaggia e la sò viscina d'ombrellone si rucculia e lo assicura. Disce a sò soru di farisi lu bagnù ma idda ci rispunti di no picchì si vuole piddiare lù sule. Decide di eccarsi da i scogli, ma na onda anomala lo ecca in terra e lu fa ire a riva. Fisci proprio na brutta fiura. Stà vacanza è peggio che iri a la scola. 4- Festi estivi: Caio è o mari, cu so mà, so pà, e so suaru Tizia.
    • “I nostri esercizi di stile” Ins. Milena Lupori Pagina 44 di 44 Joca o palluni ncapu a spiaggia, e a vicina di l’umbrelluni si lamenta e a manna … anvitau a suaru a fari u bagnu, ma iddra a rispunniu di no pirchì vulia pigghiari u suli. Addicidiu di jittarisi de truazzi ma un’unda a sdirrupau e a sbattiu n’terra. Fici davero na brutta figura. Sta vacanza ie pieggiu che ire a scola. 40.DIALETTO SARDO TREXENTA Vacanzasa estivasa : Caio è a mari cun mamma, babu, sa sorri Tizia. Giogu a palloni in sa spiouggia, e sa biscina de ombrelloi si lamentada e ci du bogada. Invitada sa sorri a fai su bagna, ma issa arrespondidi à no poita oidi pigai su sole. Deudidi de si tuffai da su scogliu ma unonda anomala dà travolgidi e ci du trasportada a riva. Opufottu diaderura ua brutta figura; custa vacanza è peusu che andai a scolla.