Le Bandiere Arancioni
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Le Bandiere Arancioni Le Bandiere Arancioni Presentation Transcript

  • Qualità della vita e solare fotovoltaico: quale opportunità per i centri storici dei piccoli comuni? Intervento di Saluto del Presidente dell’Associazione Paesi Bandiera Arancione, Fulvio Gazzola
    • Signor Presidente,
    • Signori Onorevoli,
    • Signori Relatori ed Istituzioni presenti,
    • e a tutti i presenti in sala, voglio esprimere i miei più sinceri ringraziamenti per la Vostra presenza a questo nostro impegno istituzionale per noi oggi di grossa rilevanza politica e sociale.
    • Non sempre i problemi esposti da noi amministratori “volontari” e rappresentanti di istituzioni di Piccoli Comuni riescono ad avere la giusta attenzione e la giusta eco.
    • L’Associazione Paesi Bandiera Arancione è nata a Dolceacqua in provincia di Imperia nel 2002 per volontà degli allora 16 Comuni premiati dal Touring Club Italiano con il Marchio Bandiera Arancione. Oggi i Soci sono più di 100 e condividono l’obiettivo dell’Associazione di cogliere le opportunità connesse all’ottenimento del marchio stesso per essere strumento di promozione turistica, di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali, di scambio, confronto e crescita economica delle comunità locali coinvolte, attraverso progetti ed iniziative. Le tematiche ambientali e di tutela del paesaggio sono connesse al mantenimento del marchio di qualità e sono uno dei principi fondanti dell’Associazione Paesi Bandiera Arancione; ogni comunità nelle proprie scelte amministrative si dibatte quotidianamente fra la reale e concreta esigenza di risparmio energetico, la difficoltà di salvaguardare l’immagine di molti siti storici e consentire ai propri residenti di cogliere i vantaggi economici espressi ad esempio, dal Conto Energia.
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    • Il Marchio Bandiera Arancione, come spiegherà nei dettagli il Dr. Marco Girolami in un successivo intervento, analizza un’ insieme di valori qualitativi tra i quali le emergenze storiche ed il contesto ambientale.
    • In tutti questi Paesi come in molti altri piccoli comuni italiani, il binomio centro storico ed ambiente significano “turismo”, divenuta oggi principale risorsa di reddito ed in alcuni casi l’ unica risorsa di reddito.
    • La salvaguardia di questi valori, quindi è indispensabile per la sopravivenza stessa di Comuni.
    • Una sopravivenza che in nel prossimo futuro, e lo diciamo con forza e senza temere di essere smentiti, potrà rivelarsi una risorsa economica strategica per l’economia del nostro Paese, che consente e consentirà ai giovani di fermarsi a lavorare nei propri paesi di origine, creando così nuove prospettive e migliori condizioni di vita.
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    • Come detto precedentemente, è necessaria una politica di salvaguardia dell’ambiente e nel caso del Conto Energia che permetta ai nostri residenti di utilizzare forme di risparmio determinanti per il bilancio familiare. Oggi siamo in una condizione in cui solo i cittadini che vivono in un’area senza vincolo possono utilizzare i vantaggi derivanti dal Conto Energia e ovviamente questo non è politicamente ed eticamente sostenibile.
    • Tutti questi Paesi hanno un ampio centro storico sottoposto a vincolo, e l’installazione dei Pannelli Fotovoltaici risulta in molti casi, se non in tutti, impossibile a meno di utilizzare sistemi di nuova tecnologia, il cui costo elevato, rende nullo il vantaggio economico proposto con il Conto Energia.
    • Con i lavori di oggi, mettendo a confronto i rappresentanti delle Istituzioni e degli organi preposti alla gestione del Conto Energia, è nostra intenzione trovare delle soluzioni tecniche, finanziarie e normative che consentano ai residenti dei nostri Piccoli Comuni di beneficiare del Conto Energia e contribuire così al necessario risparmio delle tradizionali risorse energetiche.
    • L’occasione dell’incontro è anche quello di affrontare l’ormai annoso problema della presenza di antenne, parabole e condizionatori sui tetti dei nostri centri storici.
    • Sicuramente il problema nasce anche da una negligenza di noi amministratori che non abbiamo compreso e voluto intervenire, ma che oggi richiede una azione decisa e risolutiva.
    • In questa occasione consegneremo alla Dr.ssa Di Bene, Direttore del Dipartimento Beni Paesaggistici del Ministero dei Beni Culturali e Paesaggistici, una proposta che speriamo possa tradursi in un protocollo d’intesa per la realizzazione di un progetto pilota di cui noi Comuni Bandiera Arancione possiamo essere i principali attori.
    • Infine vorremmo sottolineare la necessità di una attività di divulgazione e formazione agli amministratori dei Piccoli comuni.
    • Molte volte le istituzioni dimenticano come questi Amministratori svolgano purtroppo una attività di tipo “volontaristico”, spesso non professionale, date le limitate risorse comunali a disposizione. Il personale a volte scarso e oberato da attività quotidiane, non riesce a prestare sufficiente attenzione a tutte le nuove normative, regolamenti, disposizioni redatte dagli organi legislativi.
    • Nel caso del Conto Energia, sarebbe importante realizzare un “vademecum” che racchiuda non solo il regolamento del Conto Energia, ma le indicazioni tecniche di applicazione, suggerimenti sui regolamenti Comunali da applicare ed esempi di soluzioni tecnologiche.
    • Da un veloce studio effettuato su 119 Comuni Bandiera Arancione, che ricordo hanno nel loro DNA una forte attenzione a questi temi ambientali e di salvaguardia del territorio, è emerso che solo poco più del 60% conosceva il Conto Energia, ma la metà di questi ha ammesso di esserne venuto a conoscenza solo dopo che i privati avevano richiesto informazioni in merito.
    • In questi Comuni, meno del 50% ha un regolamento che gestisce le installazioni di apparecchiature sui tetti ed oltre il 25% ha ammesso di avere ricevuto domande da privati per l’installazione di Pannelli Fotovoltaici e di non essere ancora in grado di dare loro una risposta.
    • Per questo è necessario fornire delle soluzioni, non solo per i Comuni Bandiera Arancione ma per tutti i piccoli comuni italiani e anche per quelle città che hanno aree di vincolo.
    • Proprio nei piccoli centri storici e nei piccoli comuni è più forte la sensibilità verso una ricerca di energia sostenibile e quindi in questi luoghi si può e si deve avviare un serio e consapevole progetto di energia alternativa .