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L'informazione e la comunicazione della FLC CGIL
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Uno studio dedicato alla comunicazione (offline e online) della FLC CGIL tra 2011 e 2013, realizzato per ADVERSA in occasione di una giornata di studi al Master in Marketing e Comunicazione …

Uno studio dedicato alla comunicazione (offline e online) della FLC CGIL tra 2011 e 2013, realizzato per ADVERSA in occasione di una giornata di studi al Master in Marketing e Comunicazione dell'Università di Salerno.

All'interno, la presentazione delle campagne "Io Aderisco", "Sono Stato Io" e "Ricostruiamo L'Italia".

A cura di Luigi Mauriello e Roberto Cerrato (realizzazione grafica).

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  • 1. L’informazione e la comunicazione della FLC CGIL future media factory
  • 2. FLC CGIL LOGO Nel 2009 nasce la nuova immagine di FLC-CGIL, il sindacato dei lavoratori della conoscenza. Dal restyling del logo prende spunto l’elaborazione di una immagine coordinata totalmente rinnovata. Il logo è composto da una sezione grafica e una testuale. La sezione grafica è composta da un quadrato di colore rosso e da n. 4 linguette poste a sinistra del quadrato, rispettivamente di colore: azzurro, magenta, verde e giallo.
  • 3. FLC CGIL LOGO La parte testuale è posizionata alla destra del quadrato rosso ed è disposta su quattro righe di testo. Descrizione testo Prima riga acronimo della Federazione "FLC CGIL"; font "Delicious Heavy", caratteri maiuscoli, grassetto. Seconda riga "federazione"; font "Delicious Italic", caratteri minuscoli, corsivo. Terza riga "lavoratori"; font "Delicious Italic", caratteri minuscoli, corsivo. Quarta riga "della conoscenza"; font "Delicious Italic", caratteri minuscoli, corsivo.
  • 4. SITO NAZIONALE www.flcgil.it
  • 5. RASSEGNASTAMPA SU SITO NAZIONALE
  • 6. IL GIORNALE DELLA EFFELLECI in primo piano DIRIGENTI SCOLASTICI PRIMA DI TUTTO RISPETTO E CERTEZZA Gianni Carlini Restituire alle scuole e ai Dirigenti scolastici rispetto e certezza è una priorità. Rispetto per il lavoro e le fun- zioni degli operatori della scuola, cer- tezza di poter lavorare con continuità e nelle condizioni migliori. Occorre una svolta nelle relazioni del Ministro e so- prattutto di chi lo rappresenta con i Dirigenti scolastici. Basta con gli at- tacchi ai Dirigenti scolastici descritti come una categoria che chiede i soldi ai genitori degli studenti, che non sa gestire il personale, che non sa procac- ciare le risorse necessarie alla scuola. Bisogna restituire alle scuole autono- me le risorse professionali e finanziarie necessarie per garantire lo svolgimento continuativo, efficace e di qualità del servizio e rimettere al centro delle poli- tiche sulla dirigenza scolastica il rico- noscimento della sua funzione, mai come oggi così fondamentale. I Dirigenti scolastici hanno dura- mente lavorato in questi anni per mantenere il servizio di istruzione in un contesto di tagli progressivi, di mutamenti degli ordinamenti e della gestione amministrativa e finanziaria, di destrutturazione degli assetti orga- nizzati, di riduzione delle risorse desti- nate a garantire l’efficace funziona- mento, di attribuzioni di nuovi com- piti alle scuole, di “molestie burocrati- che”, di invasioni delle prerogative delle scuole autonome e dell’autono- mia gestionale e contrattuale. L’ideologia della colpevolizzazione del lavoro pubblico non ha risparmia- to i Dirigenti scolastici, accusati di non saper fare il loro lavoro e di non sapere far lavorare docenti e ATA. Un nuovo clima è quindi necessa- rio: prima di tutto il rispetto. Restituire certezza alle scuole e ai Dirigenti scolastici significa garantire trasparenza, tempestività e adeguatez- za nell’erogazione delle risorse e ripri- stinare la chiarezza delle regole che presiedono alle relazioni all’interno dell’istituzione scolastica: degli organi collegiali e della contrattazione inte- grativa. Il continuo intervento sulle relazioni interne alle scuole, per imporre scelte non condivise e il più delle volte inutili, ha inciso negati- vamente sullo stato delle scuole aggravando i problemi ed aumen- tando la conflittualità. Restituire rispetto e certezza ai Dirigenti scola- stici vuol dire anche affrontare i loro problemi economici e contrattuali. È ingiusto e irrispettoso delle fun- zioni e del suo ruolo che la dirigen- za pubblica sia divisa in tre parti che ricevono, a parità di lavoro, retribu- zioni diverse. È inaccettabile che i Dirigenti scolastici siano trattati diversamente dagli altri dirigenti pubblici. Deve essere ripristinato il diritto al rinnovo del contratto di lavoro per i Dirigenti scolastici e per tutti i lavoratori della scuola. Si avvicinano ormai le elezioni R SU, si voterà infatti dal 5 al 7 marzo 2012. Le elezioni riguardano la Scuola, l’Università, la Ricerca, l’Alta Formazione Artistica e Musicale (A FAM). La FLC C GIL si è battuta per queste elezioni. L’ormai ex mini- stro Brunetta le aveva osteggiate, gli altri sindacati avevano finto di averle dimenticate. Non amiamo dirci bravi da soli, ma crediamo sia utile ricordare che nelle R SU ci abbiamo sempre creduto e che ci siamo battuti per la loro realizza- zione, perché è giusto che docenti, dirigenti e tutto il perso- nale tecnico, amministrativo e ausiliario si riprendano la pa- rola: le R SU, se fornite di strumenti giusti, sapranno risolve- re positivamente molti problemi che nascono sui posti di lavoro. Sappiamo bene che le elezioni non sono tutto, ma sappiamo anche che sono importanti per molti aspetti e che rappresentano un’occasione per rimettere le istituzioni for- mative e la ricerca al centro dell’attenzione. Per questo la FLC ha investito in queste elezioni: a fronte del compito così impegnativo dei nostri delegati sente il dovere di garantire gli strumenti indispensabili a miglio- rare le competenze. Ha investito sul sito, ha investito in depliant e manifesti, ha investito nel “Giornale della effelleci”, è intervenuto con studi di approfondimento sulla nostra rivista “Articolo 33”. E, tra le altre cose, ha approntato una serie di libri e libriccini. Quattro riguar- dano, ognuno, gli specifici settori, Scuola, Università, Ricerca, A FAM. Uno per ogni settore dunque, perché le RSU non sono entità astratte ma svolgono nei vari com- parti funzioni diverse. Il quinto libro, di Francesco Cormi- no, riguarda la comunicazione ed è una piccola prez iosa guida per rapporti non solo più cordiali ma anche p iù pro- fondi. Ecco qui sotto le caratteristiche di questi cinque manualetti elaborati dai dirigenti delle FLC. In ognuno c’è la presentazione del Segretario generale Domenico Pantaleo. RSU - STRUMENTI PER ELETTORI, CANDIDATI, ELETTI www.edizioniconoscenza.it per ordinazioni: via tel. 06. 5813173 - via fax 06. 5813118 - via mail: commerciale@edizioniconoscenza. it Scuola Ricerca Università Afam Biblioteca Rsu il giornale della effelleci - Aut.Trib. di Roma n. 17.260 del 9.5.1978 n. 9 - dicembre 2011 –Valore Scuola coop. a.r.l. – via Leopoldo Serra, 37 – 00153 Roma www.edizioniconoscenza.it FLC Cgil - centralino 06.83966809/0 Tipolitografia CSR - Roma, via di Pietralata, 157 - Tel. 06.4182113 – In redazione: Joëlle Casa, Renato Comanducci, Maurizio Lembo, Elio Rucci, Anna Maria Villari Progetto grafico Luciano Vagaggini – Impaginazione Marco Fioramanti – Tiratura 25.000 copie in primo piano DIRIGENTI SCOLASTICI PRIMA DI TUTTO RISPETTO E CERTEZZA Gianni Carlini Restituire alle scuole e ai Dirigenti scolastici risps etttt ott e certett zzee azz è una priorità. Rispetto per il lavaa oro e le fun- zioni degli operatori della scuola, cer- tezza di poter lavaa orare con continuità e nelle condizioni migliori. Occorre una svolta nelle relazioni del Ministro e so- prattutto di chi lo rappresenta con i Dirigenti scolastici. Basta con gli at- tacchi ai Dirigenti scolastici descritti come una categoria che chiede i soldi ai genitori degli studenti, che non sa gestire il personale, che non sa procac- ciare le risorse necessarie alla scuola. Bisogna restituire alle scuole autono- me le risorse professionali e finanziarie necessarie per garantire lo svolgimento continuativo, efficace e di qualità del servizio e rimettere al centro delle poli- tiche sulla dirigenza scolastica il rico- noscimento della sua fuff nzione, mai come oggi così fondamentale. I Dirigenti scolastici hanno dura- mente lavaa orato in questi anni per mantenere il servizio di istruzione in un contesto di tagli progressivi, di mutamenti degli ordinamenti e della gestione amministrativa e finanziaria, di destrutturazione degli assetti orga- nizzati, di riduzione delle risorse desti- nate a garantire l’efficace funziona- mento, di attribuzioni di nuovi com- piti alle scuole, di “molestie burocrati- che”, di invasioni delle prerogative delle scuole autonome e dell’autono- mia gestionale e contrattuale. L’ideologiaLL della colpevolizzazione del lavaa oro pubblico non ha risparmia- to i Dirigenti scolastici, accusati di non saper fare il loro lavaa oro e di non sapere far lavaa orare docenti e ATAA ATT . Un nuovo clima è quindi necessa- rio: prima di tutto il rispetto. RestituiRR re certezza alle scuole e ai Dirigenti scolastici significa garantire trasparenza, tempestività e adeguatez- za nell’erogazione delle risorse e ripri- stinare la chiarezza delle regole che presiedono alle relazioni all’interno dell’istituzione scolastica: degli organi collegiali e della contrattazione inte- grativa. Il continuo intervento sulle relazioni interne alle scuole, per imporre scelte non condivise e il più delle volte inutili, ha inciso negati- vamente sullo stato delle scuole aggravaa ando i problemi ed aumen- tando la conflittualità. RestitRR uire rispetto e certezza ai Dirigenti scola- stici vuol dire anche affrffff ontare i loro problemi economici e contrattuali. È ingiusto e irrispettoso delle fun- zioni e del suo ruolo che la dirigen- za pubblica sia divisa in tre parti che ricevono, a parità di lavaa oro, retribu- zioni diverse. È inaccettabile che i Dirigenti scolastici siano trattati diversamente dagli altri dirigenti pubblici. Deve essere ripristinato il diritto al rinnovo del contratto di lavaa oro per i Dirigenti scolastici e per tutti i lavaa oratori della scuola. SiSi avviavvicinacinanono oorrmaimai lele elezelezionionii RR SUSU,, sisi votvoteeràrà infainfattitti daldal 55 alal 77 mamarrzozo 20122012.. LeLe elezelezioniioni riguriguaarrdanodano lala ScuoScuola,la, l’Unl’Univeriversitàsità,, lala RiceRicerrca,ca, l’All’Altata FoForrmazimazioneone AArrtisttisticaica ee MusiMusicalecale (A(A FFAMAM).). LaLa FLCFLC CC GILGIL sisi èè battbattutauta perper quesqueste ete elezilezioonni.i. L’oL’orrmaimai exex minimini-- ststrroo BBrrununeettatta lele avevavevaa osteosteggiaggiate,te, gligli altraltrii sindsindacatacatii avevavevanoano fintofinto didi averaverlele dimedimennticaticate.te. NonNon amiaamiamomo didirrcici bravbravii dada solisoli,, mama ccrrediaediamomo siasia utilutilee ricoricorrdadarree cheche nellnellee RR SUSU cici abbiabbiaamomo sempsemprree ccrredutedutoo ee cheche cici siamsiamoo babatttutituti perper lala lloorroo rrealiealizza-zza- zionzione,e, peperrchchéé èè giusgiustoto cheche docedocenti,nti, diridirigentgentii ee tutttuttoo ilil perspersoo-- nalenale tecntecnico,ico, ammiamministnistrraativotivo ee ausiausiliarliarioio sisi ripriprrendaendanono lala pa-pa- rrola:ola: lele RR SUSU,, sese foforrnitenite didi ststrrumenumentiti giusgiusti,ti, saprsaprannoanno risorisolve-lve- rree posipositivativammeentente moltmoltii pprroobblemilemi cheche nascnasconoono suisui postpostii didi lavolavorro.o. 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RSU - STRUMENTI PER ELETTORI, CANDIDATI,AA ELETTI www.edizioniconoscenza.it per ordinazioni: via tel. 06. 5813173 - via fax 06. 5813118 - via mail: commerciale@edizioniconoscenza. it Scuola Ricerca Università Afam Biblioteca Rsu il giornale della effelleci - Aut.TriTT b. di Roma n. 17.260 del 9.5.1978 n. 9 - dicembre 2011 –ValoVV re Scuola coop. a.r.rrl. – via Leopoldo Serra, 37 – 00153 Roma wwwww .edizioniconoscenza.itww FLC Cgil - centralino 06.83966809/0 Tipolitografaa iff a CSR - Roma, via di Pietralataa a, 157 - TelTT . 06.4182113 – In redazione: Joëlle Casa,a Renato Comanducci,i Maurizio Lembo, Elio Rucci,i Anna Maria Villari Progetto grafico Luciano VaVV gaggini – Impaginazione Marco Fiorar manti – Tirarr turar 25.000 copie Direttore Domenico Pantaleo Direttore responsabile Ermanno Detti Edizioni ConoscenzaFEDERAZIONE LAVORATORI DELLA CONOSCENZA il ARTE / FORMAZIONE / RICERCA / SCUOLA / UNIVERSITÀ giornale effelleci Spedizioneinabbonamentopostale|Art.1,c.1,DLn.353/2003(conv.inL.n.46/2004)DCB-Roma N. 9 - dicembre 2011 della Quelle di Monti, ha detto sostan- zialmente Susanna Camusso do- po l’incontro dell’11 dicembre scorso con il Governo, sembrano essere di- chiarazioni di cortesia più che veri e propri impegni politici. Insomma “il Governo – ha spiegato il Segretario Ge- nerale della CGIL durante la conferenza stampa – non ha dato una risposta nel merito alle istanze dei sindacati, ma ha fornito solo un generico impegno”. Per questo lo sciopero del 12 dicembre è stato confermato e al momento in cui scriviamo è confermato quello del 19 per il pubblico impiego. Ci troviamo infatti di fronte a provvedimenti privi di equità e di rigore. Il 4 dicembre il governo ha licenzia- to la manovra finanziaria di 30 miliar- di di euro che vanno ad aggiungersi ai circa 200 miliardi delle manovre varate dal precedente esecutivo. È una mano- vra iniqua e debole sul versante della crescita: si agisce solo sul versante del potenziamento dell’offerta da parte delle imprese, si deprime la domanda interna con il rischio di perdere altra occupazione, si ritarda il pensionamen- to rendendo ancora più difficile per i giovani l’ingresso nel mercato del lavo- ro. Si apre una fase di sacrifici durissi- mi, pesanti fardelli che ricadranno sulle spalle dei lavoratori dipendenti, dei pensionati, delle famiglie e dei giovani, mentre non si aprono orizzonti che lascino intravedere nuovi corsi. Si pesa sulle fasce sociali più deboli Aumentare l’età pensionabile e bloc- care la rivalutazione delle pensioni significa ancora una volta mettere sotto pressione le fasce sociali che finora sono state più penalizzate dalla furia ideologica e classista del precedente governo. Inoltre la deindicizzazione integrale delle pensioni al di sopra dei 1.400 euro lordi mensili colpisce nei nostri settori praticamente tutti. Con l’aumento dell’IVA (un costo per i con- sumatori) e del prezzo della benzina si riduce di fatto il reddito delle famiglie, specialmente le fasce sociali più esposte all’impoverimento derivante dalla crisi. Inoltre, l’aumento dei costi di beni e servizi e dell’IVA non sono notizie esal- tanti per le casse esangui di scuola, università, enti di ricerca. L’aumento dell’IVA, infatti, determinerà in molti istituti la riduzione degli approvvigio- namenti per le esercitazioni di labora- torio. La tassa di 34,20 euro sui conti correnti superiori a 5.000 euro colpi- sce non solo le persone fisiche, ma anche scuole, università ed enti. Tutto ciò in un contesto di elevato stress fiscale (51%) che nel nostro Paese è già al di sopra della media OCSE(33,7%), con il prelievo per oltre l’80% concentrato su lavoratori dipen- denti e pensiona- ti, categorie che assolvono pun- tualmente que- st’obbligo. La stessa mano pesante non è stata usata per colpire gli evasori fiscali o per ridurre i costi della politica. Molto poco si è fatto per tassare i grandi patri- moni, ai quali si poteva e si doveva chiedere di contribuire in maniera pro- porzionale e ragionevole al pareggio di bilancio. Si potevano tagliare 16 miliardi per l’acquisto dei cacciabom- bardiere F35 e mettere all’asta le fre- quenze televisive. Si potevano cancella- re opere infrastrutturali inutili e mette- re a punto un piano per la messa in sicurezza delle scuole, per costruire nuovi edifici e per interventi di risana- mento ambientale. Cose semplici, ragionevoli, eque. Ci aspettavamo sacrifici vista la serietà del momento, ma avevamo sperato in misure di rigo- re, di crescita e di sviluppo. L’assurdo silenzio sulla formazione La più grande delusione arriva dal silenzio riservato ai settori della cono- scenza. Al sistema formativo del Paese non è stata dedicata alcuna attenzione. Tutti ormai sono concordi nel ritenere che investire in formazione e ricerca serve per favorire la crescita e lo svi- luppo. In particolare l’istruzione è un settore strategico che fa da cerniera tra i diritti delle persone e lo sviluppo economico e democratico del Paese. Non c’è stato invece il più piccolo segnale da parte del Presidente Monti sull’importanza che lo studio, sul lavo- ro degli insegnanti, su un orizzonte politico nuovo alle future generazioni. Con amarezza constatiamo che i nostri settori, con questa manovra, si troveranno an- cora più in diffi- coltà. Il peggioramen- to delle condizio- ni economiche e sociali fa diminui- re il numero degli studenti che passa dal primo al secondo ciclo di istruzione e degli accessi all’univer- sità, perché le famiglie meno abbienti non sono più in grado di sostenere i costi dell’istruzione e l’aumento delle rette universitarie. Inoltre, l’irrigidi- mento del sistema pensionistico avrà un effetto di riverbero sul turn over sbarrando la strada al rinnovamento nei nostri settori che invece avrebbero bisogno di risorse giovani per favorire il diritto allo studio e di cambiamenti e innovazioni in campo didattico, organizzativo e di ricerca. Il settore della scuola aveva già paga- to la crisi con oltre 130.000 tagli di posti di lavoro, blocco degli stipendi con il congelamento degli scatti e del contratto, riduzione dei finanziamenti per il funzionamento delle scuole. Esse aumenteranno, loro malgrado, il contributo a carico delle famiglie se vorranno mantenere l’attuale livello qualitativo, altrimenti gli studenti non avranno la preparazione necessaria per l’inserimento nel mondo lavorativo. Per le donne, di fatto vengono annullati i benefici di riconoscimenti importanti come i periodi di materni- tà fuori dal rapporto di lavoro o i riscatti pagati profumatamente dei periodi di astensione facoltativa per la cura dei figli. Se a questo aggiungiamo l’introduzione della ICI (ora IMU) sull’a- bitazione principale e la rivalutazione del 60% delle rendite catastali, magari la tassazione sui redditi delle persone diventa un vero salasso. Le ragioni degli scioperi e l’opposizione della FLC Questi provvedimenti del governo Monti non rispettano criteri di equità, gradualità, giustizia sociale. Si annulla perfino il riconoscimento delle infer- mità dipendenti da causa di servizio, dell’equo indennizzo (per la verità una miseria a fronte di pratiche lunghe e complicate) e delle pensioni privilegia- te per tutti i pubblici dipendenti esclu- so militari e forze di polizia. Ma con l’allungamento dell’età e dell’anzianità pensionabile, aumenteranno invece le infermità dipendenti da causa di servi- zio oppure gli incidenti in itinere o altri infortuni che nei nostri settori non sempre l’INAIL riconosce. In questi casi la procedura della causa di servizio garantiva un minimo di risarcimento e di riconoscimento; da ora in poi man- cherà anche questa tutela. La FLC CGIL naturalmente si op- porrà con tutte le sue forze per ottene- re significativi cambiamenti della manovra durante l’iter parlamentare. La mobilitazione e gli scioperi (12 dicembre nei settori privati, 19 dicem- bre nei settori pubblici) indetti da CGIL, CISL e UIL sono stati la risposta immediata per dare voce al mondo del lavoro, ai pensionati e ai giovani, i più tartassati dalla durezza di questi prov- vedimenti. Chiediamo modifiche radi- cali: rigore e crescita sì, ingiustizie no. CONTINUIAMO A PAGARE I CONTI DI BERLUSCONI Domenico Pantaleo MANOVRA FINANZIARIA ANCORA INIQUITÀ NESSUNA POLITICA PER LA CONOSCENZA Direttore Domenico Pantaleo Direttore responsabile Ermanno Detti Edizioni ConoscenzaFEDERAZIONE LAVORATORI DELLA CONOSCENZA il ARTE / FORMAZIONE / RICERCA / SCUOLA / UNIVERSITÀ giornale effellecigg Spedizioneinabbonamentopostale|Art.1,c.1,DLn.353/2003(conv.inL.n.46/2004)DCB-Roma Quelle di Monti, ha detto sostan- zialmente Susanna Camusso do- po l’incontro dell’11 dicembre scorso con il Governo, sembrano essere di- chiarazioni di cortesia più che veri e propri impegni politici. Insomma “il Governo – ha spiegato il Segretario Ge- nerale della CGIL durante la conferenza stampa – non ha dato una risposta nel merito alle istanze dei sindacati, ma ha fornito solo un generico impegno”. Per questo lo sciopero del 12 dicembre è stato confermato e al momento in cui scriviamo è confermato quello del 19 per il pubblico impiego. Ci troviamo infatti di fronte a provvedimenti privi di equità e di rigore. Il 4 dicembre il governo ha licenzia- to la manovra finanziaria di 30 miliar- di di euro che vanno ad aggiungersi ai circa 200 miliardi delle manovre varate dal precedente esecutivo. È una mano- vra iniqua e debole sul versante della crescita: si agisce solo sul versante del potenziamento dell’offerta da parte delle imprese, si deprime la domanda interna con il rischio di perdere altra occupazione, si ritarda il pensionamen- to rendendo ancora più difficile per i giovani l’ingresso nel mercato del lavo- ro. Si apre una fase di sacrifici durissi- mi, pesanti fardelli che ricadranno sulle spalle dei lavoratori dipendenti, dei pensionati, delle famiglie e dei giovani, mentre non si aprono orizzonti che lascino intravedere nuovi corsi. Si pesa sulle fasce sociali più deboli Aumentare l’età pensionabile e bloc- care la rivalutazione delle pensioni significa ancora una volta mettere sotto pressione le fasce sociali che finora sono state più penalizzate dalla furia ideologica e classista del precedente governo. Inoltre la deindicizzazione integrale delle pensioni al di sopra dei 1.400 euro lordi mensili colpisce nei nostri settori praticamente tutti. Con l’aumento dell’IVA (un costo per i con- sumatori) e del prezzo della benzina si riduce di fatto il reddito delle famiglie, specialmente le fasce sociali più esposte all’impoverimento derivante dalla crisi. Inoltre, l’aumento dei costi di beni e servizi e dell’IVA non sono notizie esal- tanti per le casse esangui di scuola, università, enti di ricerca. L’aumento dell’IVA, infatti, determinerà in molti istituti la riduzione degli approvvigio- namenti per le esercitazioni di labora- torio. La tassa di 34,20 euro sui conti correnti superiori a 5.000 euro colpi- sce non solo le persone fisiche, ma anche scuole, università ed enti. Tutto ciò in un contesto di elevato stress fiscale (51%) che nel nostro Paese è già al di sopra della media OCSE(33,7%), con il prelievo per oltre l’80% concentrato su lavoratori dipen- denti e pensiona- ti, categorie che assolvono pun- tualmente que- st’obbligo. La stessa mano pesante non è stata usata per colpire gli evasori fiscali o per ridurre i costi della politica. Molto poco si è fatto per tassare i grandi patri- moni, ai quali si poteva e si doveva chiedere di contribuire in maniera pro- porzionale e ragionevole al pareggio di bilancio. Si potevano tagliare 16 miliardi per l’acquisto dei cacciabom- bardiere F35 e mettere all’asta le fre- quenze televisive. Si potevano cancella- re opere infrastrutturali inutili e mette- re a punto un piano per la messa in sicurezza delle scuole, per costruire nuovi edifici e per interventi di risana- mento ambientale. Cose semplici, ragionevoli, eque. Ci aspettavamo sacrifici vista la serietà del momento, ma avevamo sperato in misure di rigo- re, di crescita e di sviluppo. L’assurdo silenzio sulla formazione La più grande delusione arriva dal silenzio riservato ai settori della cono- scenza. Al sistema formativo del Paese non è stata dedicata alcuna attenzione. Tutti ormai sono concordi nel ritenere che investire in formazione e ricerca serve per favorire la crescita e lo svi- luppo. In particolare l’istruzione è un settore strategico che fa da cerniera tra i diritti delle persone e lo sviluppo economico e democratico del Paese. Non c’è stato invece il più piccolo segnale da parte del Presidente Monti sull’importanza che lo studio, sul lavo- ro degli insegnanti, su un orizzonte politico nuovo alle future generazioni. Con amarezza constatiamo che i nostri settori, con questa manovra, si troveranno an- cora più in diffi- coltà. Il peggioramen- to delle condizio- ni economiche e sociali fa diminui- re il numero degli studenti che passa dal primo al secondo ciclo di istruzione e degli accessi all’univer- sità, perché le famiglie meno abbienti non sono più in grado di sostenere i costi dell’istruzione e l’aumento delle rette universitarie. Inoltre, l’irrigidi- mento del sistema pensionistico avrà un effetto di riverbero sul turn over sbarrando la strada al rinnovamento nei nostri settori che invece avrebbero bisogno di risorse giovani per favorire il diritto allo studio e di cambiamenti e innovazioni in campo didattico, organizzativo e di ricerca. Il settore della scuola aveva già paga- to la crisi con oltre 130.000 tagli di posti di lavoro, blocco degli stipendi con il congelamento degli scatti e del contratto, riduzione dei finanziamenti per il funzionamento delle scuole. Esse aumenteranno, loro malgrado, il contributo a carico delle famiglie se vorranno mantenere l’attuale livello qualitativo, altrimenti gli studenti non avranno la preparazione necessaria per l’inserimento nel mondo lavorativo. Per le donne, di fatto vengono annullati i benefici di riconoscimenti importanti come i periodi di materni- tà fuori dal rapporto di lavoro o i riscatti pagati profumatamente dei periodi di astensione facoltativa per la cura dei figli. Se a questo aggiungiamo l’introduzione della ICI (ora IMU) sull’a- bitazione principale e la rivalutazione del 60% delle rendite catastali, magari la tassazione sui redditi delle persone diventa un vero salasso. Le ragioni degli scioperi e l’opposizione della FLC Questi provvedimenti del governo Monti non rispettano criteri di equità, gradualità, giustizia sociale. Si annulla perfino il riconoscimento delle infer- mità dipendenti da causa di servizio, dell’equo indennizzo (per la verità una miseria a fronte di pratiche lunghe e complicate) e delle pensioni privilegia- te per tutti i pubblici dipendenti esclu- so militari e forze di polizia. Ma con l’allungamento dell’età e dell’anzianità pensionabile, aumenteranno invece le infermità dipendenti da causa di servi- zio oppure gli incidenti in itinere o altri infortuni che nei nostri settori non sempre l’INAIL riconosce. In questi casi la procedura della causa di servizio garantiva un minimo di risarcimento e di riconoscimento; da ora in poi man- cherà anche questa tutela. La FLC CGIL naturalmente si op- porrà con tutte le sue forze per ottene- re significativi cambiamenti della manovra durante l’iter parlamentare. La mobilitazione e gli scioperi (12 dicembre nei settori privati, 19 dicem- bre nei settori pubblici) indetti da CGIL, CISL e UIL sono stati la risposta immediata per dare voce al mondo del lavoro, ai pensionati e ai giovani, i più tartassati dalla durezza di questi prov- vedimenti. Chiediamo modifiche radi- cali: rigore e crescita sì, ingiustizie no. CONTINUIAMO A PAGARE I CONTI DI BERLUSCONIER Domenico Pantaleo MANOVRA FINANZIARIA ANCORA INIQUITÀ NESSUNA POLITICA PER LA CONOSCENZA
  • 7. ARTICOLO 33
  • 8. EDITORIA (LIBRI)
  • 9. EDITORIA (LIBRI)
  • 10. MATERIALI STAMPA Agenda 2010
  • 11. VOLANTINI
  • 12. VOLANTINI
  • 13. VOLANTINI
  • 14. FACEBOOK FLC CGIL NAZIONALE
  • 15. FACEBOOK FLC CGIL NAZIONALE
  • 16. FLC CGIL NAZIONALE TWITTER
  • 17. FLC CGIL NAZIONALE TWITTER
  • 18. VIDEOVIDEO
  • 19. VIDEO
  • 20. VIDEO
  • 21. Io ADERISCO Campagna di comunicazione non convenzionale Sciopero generale 6 Maggio 2011
  • 22. IO ADERISCO Concept La campagna aveva come obiettivo quello di stimolare la partecipazione allo sciopero generale del 6 maggio 2011 per i lavoratori della conoscenza. Abbiamo scelto di agire su quattro livelli differenti, senza relazioni a un unico slogan. La strategia era orientata, quindi, a stimolare la percezione del sindacato come difensore dei diritti e degli interessi non soltanto degli iscritti, ma come garante di un valore sociale.
  • 23. IO ADERISCO Web Banner Ricalcare le rivendicazioni sindacali proprie della FLC
  • 24. IO ADERISCO Adesivi Promozione dello sciopero generale come evento
  • 25. IO ADERISCO Strisce adesive Promozione dello sciopero come valore sociale
  • 26. IO ADERISCO T-shirts Promozione della FLC CGIL come organizzazione
  • 27. MATERIALE GRAFICO
  • 28. MATERIALE GRAFICO
  • 29. MATERIALE GRAFICO
  • 30. La campagna, in formato digitale e veicolata attraverso il web e i social network, nasce per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tematiche dell'articolo 18 e del licenziamento per motivi economici. CAMPAGNA WEB L’Articolo 18 difende la libertà
  • 31. CAMPAGNA WEB L’Articolo 18 difende la libertà
  • 32. CAMPAGNA WEB L’Articolo 18 difende la libertà
  • 33. Claudio Franchi Marketing Director Alessandro Leone Creative Director campagna ideata da: SONO STATO IOil lavoro pubblico e la conoscenza per un paese civile Luigi Mauriello Social Media Manager presentazione a cura di: Sciopero generale del Pubblico Impiego Roma 8 ottobre 2011 Campagna di marketing virale
  • 34. SONO STATO IO - CASE HISTORY Obiettivo Per lo sciopero generale del Pubblico Impiego dell’8 ottobre 2011, abbiamo progettato una campagna virale che stimolasse l’identificazione delle professioni con lo Stato, al di là delle istituzioni parlamentari. Da qui l’ideazione del payoff “Sono STATO Io”. NAMING E IDENTIFICAZIONE GRAFICA Sono STATO io Idea di partenza La Ricerca e l’Impiego Pubblico sono risorse strutturali del Paese. ADVERSA. Future Media Factory
  • 35. NAMING E IDENTIFICAZIONE GRAFICA L’ETAT C’EST MOI È stata elaborata una variazione sul tema “L’Etat C’est Moi – Precar* Pubblici” per dare riconoscimento alla larga fetta di lavoratori rappresentata dai precari della conoscenza e del Pubblico Impiego. ADVERSA. Future Media Factory
  • 36. TARGETING Impiegati del settore pubblico Insegnanti, docenti, ricercatori universitari Impiegati parastatali Iscritti FLC CGIL, FP CGIL, CGIL ADVERSA. Future Media Factory
  • 37. IDEAZIONE CLAIM Sono STATO io a... I lavoratori della conoscenza e del pubblico impiego tengono materialmente unito il Paese, ne favoriscono lo sviluppo sociale, economico e culturale. Sono STATO a tutti gli effetti. Nell’ideazione dei claim, abbiamo voluto mettere in evidenza l’importanza fondamentale del loro lavoro, attraverso una serie di esempi. Nello step iniziale, della durata di due settimane, abbiamo stimolato la circolazione telematica delle cartoline senza loghi. A INSEGNARE L’ARMONIA A 3.223 STUDENTI Cecilia, docente al Conservatorio SONO STATO IO A FARE LA STORIA Donato, insegnante di lettere SONO STATO IO Cartoline in formato digitale ADVERSA. Future Media Factory
  • 38. IDEAZIONE CLAIM.2 Sono STATO io a... Successivamente, abbiamo aggiunto alle cartoline i loghi della FP CGIL e della FLC CGIL. Cartoline in formato digitale con loghi A SPEGNERE 1.470 INCENDI Aldo, vigile del fuoco SONO STATO IO A FAR NASCERE 24.000 BAMBINI Lidia, ostetrica al Gemelli SONO STATO IO A FAR DISEGNARE 100.000 SOLI E 100.000 CASE Rita, maestra di scuola materna SONO STATO IO ADVERSA. Future Media Factory
  • 39. IDEAZIONE CLAIM.3 Sono STATO io a... ADVERSA. Future Media Factory
  • 40. IDEAZIONE CLAIM.4 Sono STATO io a... ADVERSA. Future Media Factory
  • 41. IDEAZIONE CLAIM.5 Sono STATO io a... ADVERSA. Future Media Factory
  • 42. IDEAZIONE CLAIM.6 Sono STATO io a... ADVERSA. Future Media Factory
  • 43. IDEAZIONE CLAIM.7 Sono STATO io a... ADVERSA. Future Media Factory
  • 44. IDEAZIONE CLAIM.8 Sono STATO io a... ADVERSA. Future Media Factory
  • 45. VARIAZIONI SUL TEMA E l’ho fatto da precario Nell’ambito della variazione sul tema “L’Etat C’est Moi – Precar* Pubblici”, dedicata al ruolo fondamentale dei precari della conoscenza e del Pubblico Impiego, è stato aggiunto al claim di partenza il rafforzativo “E l’ho fatto da Precario”, che appare a mò di timbro sulla cartolina. “Sono STATO Io a insegnare l’armonia a 3.223 studenti E L’HO FATTO DA PRECARIO” Cecilia, docente al conservatorio “Sono STATO Io a fare la Storia E L’HO FATTO DA PRECARIO” Donato, insegnante di lettere A INSEGNARE L’ARMONIA A 3.223 STUDENTI Cecilia, docente al Conservatorio SONO STATO IO A FARE LA STORIA Donato, insegnante di lettere SONO STATO IO Cartoline in formato digitale ADVERSA. Future Media Factory
  • 46. SOCIAL NETWORK: E TU COSA SEI STATO? Obiettivi Attività di promozione dello sciopero generale dell’8 Ottobre 2011 Circolazione delle cartoline in formato digitale Interazione con gli utenti sulla base della domanda “e tu cosa sei STATO”? Strumenti Profilo e pagina fan Facebook. ADVERSA. Future Media Factory
  • 47. ADESIVI Ideazione e realizzazione adesivi nelle varianti “Sono STATO Io” e “L’Etat C’est Moi”. ADVERSA. Future Media Factory
  • 48. ADESIVI.2 ADVERSA. Future Media Factory
  • 49. T-SHIRT Sono STATO io Ideazione e realizzazione t-shirt bianca “Sono STATO IO” per i partecipanti allo sciopero dell’8 ottobre. ADVERSA. Future Media Factory
  • 50. T-SHIRT.2 Sono STATO io ADVERSA. Future Media Factory
  • 51. L’ÉTAT C’ESTMOIPrecar* Pubblici T-SHIRT L’ÉTAT C’EST MOI Variazione sul tema: ideazione e realizzazione t-shirt nera “L’ÉTAT C’EST MOI” dedicata ai precari del Pubblico Impiego. ADVERSA. Future Media Factory
  • 52. T-SHIRT.2 L’ÉTAT C’EST MOI ADVERSA. Future Media Factory
  • 53. PINS Ideazione e realizzazione di pins per “Sono Stato Io”. ADVERSA. Future Media Factory
  • 54. STRISCIONI Ideazione e realizzazione dello striscione“L’ÉTAT C’EST MOI Precar* Pubblici” per il corteo della manifestazione. ADVERSA. Future Media Factory
  • 55. STRISCIONI.2 ADVERSA. Future Media Factory
  • 56. ALLESTIMENTO PALCO Progettazione e allestimento per il palco in Piazza del Popolo. PUBBLICO È FUTURO ADVERSA. Future Media Factory
  • 57. ALLESTIMENTO PALCO.2 ADVERSA. Future Media Factory
  • 58. RICOSTRUIAMO L’ITALIA
  • 59. Il declino dell'Italia non è solo economico, ma anche sociale e culturale. Per ricostruire l'Italia si deve cominciare dalla scuola, fulcro della formazione del sapere. Ma si deve anche cominciare da tutti i settori della conoscenza, motore di un Paese che mira a progredire. Cominciamo, quindi, dall’università, dalla ricerca, dalle arti e dalla musica, in una parola, dalla cultura. RICOSTRUIAMO L’ITALIA CONCEPT
  • 60. RICOSTRUIAMO L’ITALIA MANIFESTO CAMPAGNA Ricostruiamo l’Italia a partire dal rilancio della ricerca pubblica. I nostri ricercatori, precari in patria, riscuotono successi a piene mani all’estero. Abbiamo bisogno di loro. Ricostruiamo l’Italia a partire dall'arte e dalla musica. Una vocazione che ci appartiene da secoli. Ricostruiamo l’Italia a partire dal lavoro. Restituiamo orgoglio a quanti lavorano nella scuola, nell’università, nella ricerca, perché se lavorano bene avranno fiducia e ridaranno fiducia.
  • 61. RICOSTRUIAMO L’ITALIA Manifesto Concerto
  • 62. RICOSTRUIAMO L’ITALIA CAMPAGNA ELEZIONI RSU Elezioni RSU 5-7 marzo 2012 Vieni, vota, scegli www.flcgil.it www.ricostruiamolitalia.it RICOSTRUIAMO L’IT La campagna per le elezioni RSU nasce per elegere gli oltre 30 mila rappresentanti sindacali unitari nei settori della conoscenza in rappresentanza di 1 milione di lavoratori. Sono persone scelte con un voto a suffragio universale dai colleghi di quel posto di lavoro in tutte le scuole, in tutte le università, in tutti gli enti di ricerca, in ogni accademia e conservatorio.
  • 63. RICOSTRUIAMO L’ITALIA AGENDINA
  • 64. RICOSTRUIAMO L’ITALIA PENNE
  • 65. RICOSTRUIAMO L’ITALIA PEN DRIVE E PINS
  • 66. RICOSTRUIAMO L’ITALIA ADESIVO
  • 67. SITO www.ricostruiamolitalia.it
  • 68. SITO www.ricostruiamolitalia.it
  • 69. SITO www.ricostruiamolitalia.it
  • 70. RICOSTRUIAMO L’ITALIA Social Network L'utilizzo dei social network per Ricostruiamo L'Italia nasce a favore di una diffusione capillare e diversificata della campagna per le Elezioni RSU, con lo scopo di raggiungere un pubblico diverso da quello che segue il sito internet, ponendosi come ampliamento della comunicazione web della FLC CGIL e rivolta a promuovere un evento in particolare di grande rilevanza per il sindacato.
  • 71. FACEBOOK RICOSTRUIAMO L’ITALIA
  • 72. RICOSTRUIAMO L’ITALIA Creazione e cura dei contenuti Fonti dei contenuti Sito nazionale FLC CGIL, sito di Ricostruiamo l'Italia, la Rete in generale; Tipologia dei contenuti Notizie di rilievo per la campagna RSU, notizie di costume, sondaggi, pubblicazione di citazioni. Ogni giorno un post con contenuti inerenti alla data in corso (il personaggio famoso nato in quel giorno, evento di rilevanza storica, curiosità generiche etc.) Quantità indicativa dei contenuti In media due pubblicazioni al giorno sui profili Facebook e Twitter. Su Youtube la pubblicazione è collegata alla produzione di materiale da parte della redazione.
  • 73. FACEBOOK RICOSTRUIAMO L’ITALIA
  • 74. TWITTER RICOSTRUIAMO L’ITALIA

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