Presentazione                Centro di Ricerca                Nazionale sulla                Povertà Infantile            ...
PresentazioneA. Introduzione                    Quando si parla di povertà infantile, si è                    spinti a pen...
PresentazioneA. Introduzione (1)Secondo stime Eurispes, nel 2003 si contano quasi 2 milioni di bambinipoveri.             ...
PresentazioneA. Introduzione (2)Il reddito disponibile pro-capite più basso, è stato rilevato in Campania(ultima in gradua...
PresentazioneA. Introduzione (4)I paesi OCSE nel corso dellultimo ventennio hanno aumentato i lororedditi, ma per la gran ...
PresentazioneA. Introduzione (5)L’indice di Gini rileva quanto una distribuzione del reddito sia equilibratao squilibrata....
PresentazioneB. Background (1)               I principali studi economici di previsione               sulla distribuzione ...
Presentazione    B. Background (2)Il reddito da lavoro dipendente, è stato quello che negli anni ’90 hasubito la maggiore ...
Presentazione    B. Background (3)Nel nostro paese ci dovremo confrontare sempre più con ilfenomeno della povertà tra i la...
PresentazioneC. Overview (1)Gli obiettivi del CNRPI sono di:•   cancellare le forme di povertà estrema dei minori•   elimi...
PresentazioneC. Overview (2)    In particolare, lattività di ricerca sarà finalizzata a    studiare la dimensione, le dina...
PresentazioneC. Overview (3)Le informazioni quantitative raccolte e analizzate dovranno:       A. Dimensionare il fenomeno...
PresentazioneC. Overview (4)     B. monitorare la povertà infantile in base agli indici        convenzionali adottati per ...
PresentazioneC. Overview (5) Le misure di povertà distinguono il fenomeno secondo due    metodi: I.   Oggettivo (Povertà a...
PresentazioneC. Overview (6)    II. Comparativo (Povertà relativa): in base al quale si       fa   riferimento   alla   di...
PresentazioneD. Temi oggetto di indagine   La valutazione del fenomeno è legata a variabili rilevate sulle   famiglie e/o ...
PresentazioneD. Temi oggetto di indagine (1)  I temi direttamente attinenti alla misura della povertà riguardano:      1. ...
PresentazioneD. Temi oggetto di indagine (2)  I temi che sono invece correlati al rischio di povertà sono, in prima      b...
PresentazioneD. Temi oggetto di indagine (3)10.la microcriminalità minorile11.la diffusione delle droghe12.la diffusione d...
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PresentazioneF. Strumenti di indagineMolte delle variabili rilevate sono desumibili da fonti ufficiali, sia dimatrice nazi...
PresentazioneF. Strumenti di indagine (1)Si può ipotizzare, a regime, la formazione di un panel di famiglie,selezionate al...
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PresentazioneF. Strumenti di indagine (2)Il panel può prevedere un reclutamento effettuato tramite indagine discreening, d...
PresentazioneG. Indicatori di sintesi e output prodottiIl valore aggiunto del CRNPI dovrebbe essere quello di fornire unai...
PresentazioneG. Indicatori di sintesi e output prodotti (2) Gli indici di cui sopra saranno calcolati in base alle variabi...
PresentazioneH. Piano nazionale contro la Povertà Infantile Il CRNPI ritiene che sia giunto il momento di promuovere, assi...
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Povertà tra gli adolescenti

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Dossier realizzato da Barometro per conto del Centro di Ricerca Nazionale sulla Povertà Infantile

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Povertà tra gli adolescenti

  1. 1. Presentazione Centro di Ricerca Nazionale sulla Povertà Infantile Luigi Ricci - Direttore Barometro 1 Novembre 2004
  2. 2. PresentazioneA. Introduzione Quando si parla di povertà infantile, si è spinti a pensare che i bambini poveri si concentrino esclusivamente nei paesi sottosviluppati, non si considera che anche in paesi in cui la ricchezza pro-capite è maggiore, possono esistere fenomeni di povertà, come possono esistere nei paesi sottosviluppati individui molto ricchi. Infatti, se ci addentriamo nelle statistiche ufficiali dell’Istat, sui consumi e sui risparmi delle famiglie italiane, ci si accorge che viviamo in un paese in cui il 20% delle famiglie sopravvive intorno o al di sotto della linea di povertà. 2 Novembre 2004
  3. 3. PresentazioneA. Introduzione (1)Secondo stime Eurispes, nel 2003 si contano quasi 2 milioni di bambinipoveri. Totale minori poveri Sud Centro Nord 1.365.000 340.000 285.000 Dati Eurispes 2003Sono circa 1,7 milioni i minori in condizioni di povertà su un totale di7 milioni e 200 mila persone povere: il 15% dei ragazzi residenti inItalia, il 71% sono bambini meridionali, 7 bambini poveri su 10 vivononelle regioni del Sud. Totale minori poveri Sud Centro Nord 1.274.000 11,1% 14,2% Dati Istat 2002 3 Novembre 2004
  4. 4. PresentazioneA. Introduzione (2)Il reddito disponibile pro-capite più basso, è stato rilevato in Campania(ultima in graduatoria), seguita da Calabria, Sicilia e Puglia.Un cittadino su tre, in Campania, secondo lIstat, sopravvive in unacondizione di povertà o di quasi povertà, status che fa semplicementepaura ed è causa di sofferenza.La Campania, è la regione su cui si concentra il maggior numero difamiglie meno abbienti: Famiglie sicuramente povere in Italia 11,3% Famiglie sicuramente povere in Campania 23,5% * Dati Istat – Settembre 2004 4 Novembre 2004
  5. 5. PresentazioneA. Introduzione (4)I paesi OCSE nel corso dellultimo ventennio hanno aumentato i lororedditi, ma per la gran parte di essi la disuguaglianza di reddito ècresciuta.In maniera più consistente la disuguaglianza è rilevante in paesi comegli USA e la Gran Bretagna dove la gran parte del reddito è concentratonelle mani dei più ricchi.Il problema dello studio della distribuzione del reddito è stato risoltograzie al lavoro dell’economista italiano Corrado Gini, il quale ha creatoun indice che porta il suo nome, abbinato alla Curva di Lorenz. 5 Novembre 2004
  6. 6. PresentazioneA. Introduzione (5)L’indice di Gini rileva quanto una distribuzione del reddito sia equilibratao squilibrata. L’indice varia da 0 a 1: Indice = 0 massima equità reddito del possibile Indice = 1 massima iniquità del reddito possibile **dal momento che il reddito disponibile sarebbe a disposizione di ununico individuo).La condizione di povertà, produce nellinfanzia mancanza di prospettive,scarsa autostima, esclusione sociale e devianza, di conseguenza questodisagio sociale, si riversa negativamente nella nostra società. 6 Novembre 2004
  7. 7. PresentazioneB. Background (1) I principali studi economici di previsione sulla distribuzione della ricchezza in Italia avvertono che, il divario tra ricchi e poveri dovrebbe aumentare, i ricchi saranno sempre più ricchi e i poveri saranno sempre più poveri. Nei prossimi anni, in Italia, aumenteranno le distanze tra chi vive bene economicamente e chi vive male. 7 Novembre 2004
  8. 8. Presentazione B. Background (2)Il reddito da lavoro dipendente, è stato quello che negli anni ’90 hasubito la maggiore erosione del potere di acquisto.Ad aver accelerato il cedimento del potere di acquisto dei lavoratoridipendenti, sono stati il crollo delle borse, la flessibilità del lavoro, ladelocalizzazione delle industrie migrate verso paesi caratterizzati daun basso costo del lavoro e l’aumento dei contributi previdenziali. 8 Novembre 2004
  9. 9. Presentazione B. Background (3)Nel nostro paese ci dovremo confrontare sempre più con ilfenomeno della povertà tra i lavoratori, individui che percepisconouno stipendio, ma che hanno un tenore di vita molto basso perdiversi fattori, non ultimo anche l’acquisto della casa, che ha di fattoridotto sensibilmente il tenore di vita delle famiglie.Nei prossimi anni emergeranno le difficoltà di ampie fette dellasocietà italiana: quarantenni coniugati con figli, spesso residentinelle grandi città, senza genitori alle spalle in grado di aiutare questinuclei familiari. Il rischio per il futuro è che se i redditi nontorneranno ad essere meglio ridistribuiti, assisteremo all’esplosionedi nuovi conflitti sociali.Fonte: intervista al Corriere della Sera del 6 ottobre 2004 del Premio Nobel perl’economia Paul Samuelson e dell’economista Paul Krugman. 9 Novembre 2004
  10. 10. PresentazioneC. Overview (1)Gli obiettivi del CNRPI sono di:• cancellare le forme di povertà estrema dei minori• eliminare levasione scolastica agendo sulle relative cause• sostenere le famiglie ad elevato rischio di povertà• promuovere iniziative di inclusione sociale.A supporto di tali obiettivi e dei relativi progetti di sviluppo, ilCNRPI effettuerà studi e ricerche sulla condizione dei bambini,attraverso il monitoraggio delle statistiche ufficiali e larealizzazione di indagini periodiche sulla condizione dellinfanziain Italia. 10 Novembre 2004
  11. 11. PresentazioneC. Overview (2) In particolare, lattività di ricerca sarà finalizzata a studiare la dimensione, le dinamiche, le cause e limpatto della povertà infantile in Italia, realizzare e diffondere ricerche sulla povertà con il coinvolgimento di famiglie povere con bambini. 11 Novembre 2004
  12. 12. PresentazioneC. Overview (3)Le informazioni quantitative raccolte e analizzate dovranno: A. Dimensionare il fenomeno della povertà infantile a livello territoriale (e in particolare nelle regioni meridionali), distinguendo tra povertà assoluta e povertà relativa, nonché segmentando la popolazione infantile in:  bambini sicuramente poveri  bambini appena poveri  bambini quasi poveri  bambini meno abbienti 12 Novembre 2004
  13. 13. PresentazioneC. Overview (4) B. monitorare la povertà infantile in base agli indici convenzionali adottati per i paesi OCSE, adattati alla popolazione infantile:  speranza di vita  mortalità infantile  istruzione, informazione, cultura  standard di vita economico  Occupazione L’approccio di studio può essere sia univariato che multivariato. 13 Novembre 2004
  14. 14. PresentazioneC. Overview (5) Le misure di povertà distinguono il fenomeno secondo due metodi: I. Oggettivo (Povertà assoluta) – al momento l’Istat ha sospeso questa rilevazione - : sono poveri, in questa visione, i bambini che non dispongono delle risorse minime, essendo posti al di sotto delle soglie di povertà. Le linee di povertà assoluta Istat sono state ottenute previa scelta di un paniere di beni e servizi essenziali (alimentazione, abitazione, dotazione di elettrodomestici, energia, ecc.) direttamente per famiglie di diversa composizione. 14 Novembre 2004
  15. 15. PresentazioneC. Overview (6) II. Comparativo (Povertà relativa): in base al quale si fa riferimento alla disuguaglianza tra bambini, individuando quanti di loro dispongono di risorse nettamente inferiori alla media del territorio o del contesto di appartenenza. Laccettazione del concetto di privazione relativa, ha come ovvia conseguenza la definizione di soglie di povertà differenti nei vari contesti (geografici e non). 15 Novembre 2004
  16. 16. PresentazioneD. Temi oggetto di indagine La valutazione del fenomeno è legata a variabili rilevate sulle famiglie e/o a variabili relative al territorio. In quest‘ultimo caso, si intende stimare indirettamente il grado di disagio economico-sociale, che insiste su un certo territorio, sia in termini diretti che in termini di rischio di povertà. Distingueremo pertanto tra:  temi direttamente attinenti alle povertà  temi attinenti al rischio di povertà, distintamente con riferimento alle famiglie o ad aggregati geografici. 16 Novembre 2004
  17. 17. PresentazioneD. Temi oggetto di indagine (1) I temi direttamente attinenti alla misura della povertà riguardano: 1. le fonti di sostentamento 2. i consumi delle famiglie 3. l’ abitazione e il soddisfacimento dei bisogni primari 17 Novembre 2004
  18. 18. PresentazioneD. Temi oggetto di indagine (2) I temi che sono invece correlati al rischio di povertà sono, in prima battuta: 4. lo stato di salute e le aspettative di vita 5. la numerosità dei nuclei familiari, la loro composizione e il numero di percettori di reddito 6. i fenomeni di disaggregazione dei nuclei familiari con figli 7. labbandono scolastico e laccesso allistruzione ai vari livelli 8. loccupazione 9. l’accensione di mutui e altre forme di finanziamento per l’acquisto dell’abitazione principale 18 Novembre 2004
  19. 19. PresentazioneD. Temi oggetto di indagine (3)10.la microcriminalità minorile11.la diffusione delle droghe12.la diffusione del disagio sociale in genere13.il livello dei prezzi per lacquisto di beni e servizi di prima necessità14.lo sviluppo economico locale e territoriale15.la dotazione di servizi pubblici sanitari, sociali e alla persona16.la percezione soggettiva del benessere familiare e lautoclassificazione nelle diverse categorie dei poveri. 19 Novembre 2004
  20. 20. PresentazioneE. Variabili e indicatoriLe informazioni rilevate saranno elaborate statisticamente al fine dicalcolare indicatori analitici e sintetici. Le metodologie impiegate per ladefinizione degli indicatori sono patrimonio della statistica descrittiva,mentre le grandezze, derivanti dallimpiego di tecniche campionarie,saranno stimate attraverso tecniche di statistica inferenziale. 20 Novembre 2004
  21. 21. PresentazioneE. Variabili e indicatori (1)Per quanto concerne le metodologie di statistica descrittiva ci si riferiràalla definizione di medie e indici di posizione (mediana, medie troncate)e di variabilità (per la misura della disuguaglianza nella distribuzionedelle risorse), al calcolo di indicatori sintetici di disuguaglianza (incidenzadi famiglie e/o individui sotto soglie percentuali di dotazione rispetto amedie o mediane, rapporti tra quantili delle distribuzioni, ecc.), al calcolodi indici di concentrazione o di dispersione (Gini, Theil, ecc.). 21 Novembre 2004
  22. 22. PresentazioneE. Variabili e indicatori (2)Nelle tabelle seguenti è riportato un primo elenco di variabili e diindicatori di sintesi. Tale elenco deve essere considerato incompleto,preliminare e provvisorio, visto che la sua puntuale definizione è unodegli oggetti delle attività che dovranno essere svolte.Le grandezze indicate in lingua inglese fanno riferimento a specifichedefinizioni utilizzate in ambito internazionale (Eurostat e altreorganizzazioni). 22 Novembre 2004
  23. 23. PresentazioneE. Variabili e indicatori (3) Tab. 1: elenco parziale e provvisorio delle variabili e indicatori per il monitoraggio delle povertàNum. Tema Variabili Indicatori1 le fonti di sostentamento reddito familiare Income quantile share ratio (S80/S20) Indice di Gini Tasso di rischio di povertà Eurostat (% bambini di famiglie sotto le soglie del 60% della mediana) / indice di diffusione della povertà Istat indice di intensità della povertà (somma delle differenze dalla linea di povertà)2 i consumi delle famiglie Indice di concentrazione dei consumi consumi per tipologia % bambini di famiglie con consumi sotto la soglia di povertà3 labitazione e il proprietari di abitazioni incidenze % affittuari soddisfacimento dei costo degli affitti indici di costo degli affitti bisogni primari diffusione dei servizi primari indici lack of amenities (riscaldamento, acqua stanze per persona corrente, energia elettrica, mq per persona telefono) tassi di diffusione dei servizi primari dotazione di tassi di possesso di elettrodomestici elettrodomestici (lavatrici, housing dissatisfaction indexes frigoriferi, ecc.) 23 Novembre 2004
  24. 24. PresentazioneTab. 2: elenco parziale e provvisorio delle variabili e indicatori per ilmonitoraggio indiretto delle povertà e del rischio povertà Num. Tema Variabili Indicatori 4 lo stato di salute e le •Vita media e speranza di Incidenze % sul totale bambini aspettative di vita vita Life Expectancy at birth Diffusione delle malattie nelle fasce infantili Mortalità natale e neo- natale Mortalità infantile 5 la numerosità dei nuclei numero medio componenti familiari, la loro numero di componenti incidenza % famiglie di 4 persone e composizione e il caratteristiche e oltre numero di percettori di composizione dei nuclei incidenza di famiglie di monogenitori reddito n di percettori di reddito con figli incidenza famiglie monoreddito rapporto medio adulti in età attiva / bambini 6 la disaggregazione dei separazioni e divorzi incidenza separazioni nuclei familiari con figli % bambini di genitori separati e/o divorziati 24 Novembre 2004
  25. 25. PresentazioneTab 3: elenco parziale e provvisorio delle variabili e indicatori per ilmonitoroggio indiretto delle povertà e del rischio povertàNum. Tema Variabili Indicatori7 labbandono scolastico e Early School Leavers Tasso di abbandono della scuola dellobbligo laccesso allistruzione ai iscritti alle scuole di vario Tassi di accesso allistruzione secondaria e vari livelli ordine e grado universitaria corsi di formazione incidenza partecipanti ai corsi finanziati su professionali finanziati residenti in età attiva8 loccupazione popolazione per condizione tassi di occupazione, segmentati per sesso professionale ed età durata della disoccupazione disoccupazione giovanile C.I.G. e altri disoccupazione di lunga durata ammortizzatori sociali incidenza partecipanti ai corsi finanziati su persone in cerca di occupazione incidenza ore di CIG su ore lavoro incidenza ammortizzatori sociali su occupati 25 Novembre 2004
  26. 26. PresentazioneTab 4: elenco parziale e provvisorio delle variabili e indicatori per ilmonitoraggio indiretto delle povertà e del rischio povertà Num. Tema Variabili Indicatori 9 laccensione di mutui e numero mutui incidenza famiglie con mutuo altre forme di importo totale incidenza debito su reddito finanziamento per finanziamenti per mutui incidenza debito su risparmio gestito lacquisto dellabitazione prima casa tassi medi e massimi di interesse principale tassi di interesse 10 la microcriminalità minorile reati commessi da minori varie % di incidenza sulla popolazione procedimenti e condanne minorile minori sottoposti a misure tasso di microcriminalità restrittive 11 la diffusione delle droghe. reati per droga tassi % vari giovani segnalati per assunzione di droghe giovani e minori seguiti da SERT e altri servizi decessi per droga 26 Novembre 2004
  27. 27. PresentazioneTab. 5: elenco parziale e provvisorio delle variabili e indicatori per ilmonitoraggio indiretto delle povertà e del rischio povertàNum. Tema Variabili Indicatori12 la diffusione del disagio casi seguiti da servizi sociali tassi % vari sociale in genere riferibili a minori o famiglie con minori13 il livello dei prezzi per livello dei prezzi da numeri indici lacquisto di beni e servizi rilevazione Istat, con tasso di inflazione di prima necessità riferimento alle voci primarie valori comparati dei panieri di prima andamento dei prezzi necessità differenziali territoriali di prezzo14 lo sviluppo economico PIL regionale e provinciale Numeri indici territoriali locale e territoriale Altre variabili tassi di nati-mortalità delle imprese macroeconomiche territoriali distribuzione delle imprese, degli addetti Imprese, unità locali e e delle unità locali addetti 27 Novembre 2004
  28. 28. PresentazioneTab. 6: elenco parziale e provvisorio delle variabili e indicatori per ilmonitoraggio indiretto delle povertà e del rischio povertà Num. Tema Variabili Indicatori 15 la dotazione di servizi ospedali, posti letto, ASL indici di dotazione territoriali pubblici sanitari, sociali e scuole di vario ordine e grado alla persona associazioni di volontariato cooperative sociali 16 la percezione soggettiva rilevazioni da indagini dirette Indice di povertà percepita del benessere familiare e segnalazioni di disagio da Indicatori desunti dallanalisi dei dati del lautoclassificazione nelle numero verde numero verde categorie dei poveri 28 Novembre 2004
  29. 29. PresentazioneF. Strumenti di indagineMolte delle variabili rilevate sono desumibili da fonti ufficiali, sia dimatrice nazionale (Istat per lo più, ma anche Banca dItalia, Infocamere,Tagliacarne, Ministeri vari) che internazionale (per i confrontiinternazionali: Unicef, FAO, Eurostat, ONU, OCSE, ecc.). Occorrepertanto prevedere la selezione e lanalisi continuativa delle fonti diinteresse, con relativa elaborazione dei dati.Negli altri casi si deve procedere con rilevazioni dirette, così comeindicato di seguito. 29 Novembre 2004
  30. 30. PresentazioneF. Strumenti di indagine (1)Si può ipotizzare, a regime, la formazione di un panel di famiglie,selezionate allinterno della fascia della povertà, da utilizzare perrilevazioni tematiche e per focus group di approfondimento di periodicitàtrimestrale. Accanto al panel tematico, si possono programmare indaginiestensive di periodicità semestrale o annuale rivolte invece al totale dellefamiglie, al fine di monitorare le percezioni soggettive della povertà suscala nazionale e di ripartizione, e in modo da alimentare il calcolo dispecifici indici CRNPI. 30 Novembre 2004
  31. 31. Presentazionef. Strumenti di indagine (3)Nelloperazione potrebbero essere coinvolte le scuole elementari e mediee, relativi Provveditorati, con un disegno campionario multistadio agrappoli stratificato.A completamento delle informazioni rilevate presso le scuole, si puòipotizzare un campione di controllo telefonico o postale a livellonazionale.I focus group tematici potrebbero interessare le principali città del sud(Napoli, Bari, Palermo, Reggio Calabria, Salerno) e alcune del centro-nord (Roma, Milano), per un numero di focus di 1-2 a trimestre e unmax di 10 partecipanti (rappresentanti adulti delle famiglie). 31 Novembre 2004
  32. 32. PresentazioneF. Strumenti di indagine (2)Il panel può prevedere un reclutamento effettuato tramite indagine discreening, da tenere presso gli studenti di scuole elementari e medie,con la collaborazione ed, il supporto dei Provveditorati agli Studi. Conloccasione si può formare un panel di scuole da utilizzare, in uno spiritodi collaborazione continuativa.Su base individuale, tenuto conto della necessità di fornire stime a livellodi ripartizione territoriale (aree Nielsen), nonché, solo per il Centro-Sud,a livello regionale, con sovracampionamento al sud, in particolare inCampania). 32 Novembre 2004
  33. 33. PresentazioneG. Indicatori di sintesi e output prodottiIl valore aggiunto del CRNPI dovrebbe essere quello di fornire unainformazione tempestiva e sintetica sullevoluzione del fenomeno povertà,calcolando a livello di ripartizione e regione:  un proprio indice di diffusione della povertà (basato su dati ufficiali integrati dalle proprie rilevazioni)  un proprio indice di intensità della povertà infantile  un indice di benessere infantile. 33 Novembre 2004
  34. 34. PresentazioneG. Indicatori di sintesi e output prodotti (2) Gli indici di cui sopra saranno calcolati in base alle variabili e agli indicatori di cui alle tabelle 1 e 2, con un approccio multivariato (attraverso gli strumenti: sintesi di indicatori, analisi in componenti principali e cluster analysis). Gli output prodotti, oltre al già previsto rapporto annuale, possono consistere in:  rapporti tematici trimestrali sui focus trimestrali  comunicati di accompagnamento alla diffusione di dati di fonti ufficiali. 34 Novembre 2004
  35. 35. PresentazioneH. Piano nazionale contro la Povertà Infantile Il CRNPI ritiene che sia giunto il momento di promuovere, assieme alle istituzioni e alle organizzazioni sindacali, un Piano Nazionale contro la Povertà Infantile, e di promuovere un Forum Nazionale per la lotta alle nuove povertà da tenersi entro il 2005. Le nuove forme di povertà non sono associate tanto alla disoccupazione, quanto a lavoratori con basso potere di acquisto. La Costituzione Italiana riporta “La Repubblica Italiana è fondata sul lavoro”. Se prima avere un lavoro garantiva l’accesso ad uno stile di vita dignitoso, oggi la nuova dimensione di povertà si diffonde anche tra coloro che hanno un lavoro. 35 Novembre 2004
  36. 36. PresentazioneI. I nuovi poveri sono sempre più poveri La condizione di povertà si accompagna ad una caduta dello stile di vita e del potere di acquisto, al rimanere indietro, con conseguente perdita di autostima seguita da sensi di colpa e di vergogna. I poveri oggi non solo coloro che producono, ma anche coloro che consumano, il cui reddito non permette di soddisfare tutte le necessità. Il superamento dello Stato Sociale, in atto in molti paesi occidentali, voluto dalla maggior parte dell’opinione pubblica soddisfatta, è destinata ad aumentare il numero di bambini che crescono nella povertà. 36 Novembre 2004

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