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Sviluppi storici dell'editoria Italiana
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Sviluppi storici dell'editoria Italiana

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Presentazione di Gianluigi Maiorino

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Sviluppi storici dell'editoria Italiana Sviluppi storici dell'editoria Italiana Presentation Transcript

  • SVILUPPI STORICI DELL’EDITORIA ITALIANA . Dal XV secolo al “ print on demand ” GIANLUIGI MAIORINO CdLS in “Scienze della Traduzione” Riferimenti bibliografici: Giovanni Ragone, L’’editoria in Italia. Storia e scenari per il XXI secolo , Napoli, Liguori, 2005. Valerio Eletti, Manuale di editoria multimediale , Bari, Laterza, 2003. Dario Moretti, Il lavoro editoriale , Bari, Laterza, 2005.
  • EDITORIA: definizioni..
    • Dizionari : l’arte e l’attività dell’editore; l’industria e il commercio librario,il complesso degli editori.
    • Più in generale : insieme delle attività, delle dinamiche e dei processi di ideazione, produzione e diffusione di cultura, informazione e sapere.
    • Giovanni Ragone : “istituzione”,“industria” e “medium” culturale (G. R., op. cit., p. 15).
  • DIFFUSIONE DEL TERMINE (XIX secolo)
    • Nasce contemporaneamente alla figura dell’editore nel senso attuale del termine:
    • 1830-1840 : “ colui che ha cura di rivedere e dare alle stampe le opere altrui ” (G.R., op. cit., p. 42).
    • Fine Risorgimento : “ la denominazione si stabilizza in senso più moderno, a fianco delle vecchie tipologie professionali del libraio e dello stampatore o tipografo. L’editore gestisce un ciclo più complesso, abbandona il bancone della libreria e la cura diretta dei torchi, si occupa dei rapporti con autori, commercianti-distributori, pubblico, autorità e giornali, e per ingrandire l’azienda investe in macchine, cerca di ottenere capitali di rischio. La sua figura tende ad assumere più peso nei confronti dei singoli letterati, così come il medium editoria (in una logica di processo) assume più forza relativa rispetto alla singola opera” (G.R., op. cit., p. 42).
  • COMUNICAZIONE Emittente Messaggio Ricevente Aria EDITORIA Autore Libro (o altro prodotto editoriale) Lettore Processo editoriale PROCESSO EDITORIALE: include tutti gli “attori” dell’editoria (autore, editore, agente letterario, traduttore, editor, redattore, correttore di bozze, grafico, impaginatore, tipografo, addetti allo smistamento, ecc..)
  • TAPPE DELL’EDITORIA IN ITALIA
    • 1 FASE PRE-EDITORIALE
    • 4 FASI/GENERAZIONI EDITORIALI:
    • - PRIMA INDUSTRIA CULTURALE (1800)
    • - L’ETA’ DEI MASS-MEDIA (1900)
    • - NASCITA DEL MULTIMEDIALE (’80 – ’90)
    • - SVILUPPO DEL DIGITALE E DELLA RETE INTERNET (XXI secolo )
  • FASE PRE-EDITORIALE (XV-XIX secolo)
    • Intorno alla metà del 1400 :
    • Invenzione della stampa di Gutenberg e nascita della TIPOGRAFIA (distinzione fra tipografia / editoria : l’evoluzione della prima ha reso possibile la seconda).
    • 1480: diffusione della tipografia in Italia ad opera di tipografi tedeschi; le prime stamperie furono impiantate a Roma, Subiaco, Firenze, Torino, Milano, ma soprattutto a Venezia.
    • Si stampava in particolar modo :
    • testi in latino a carattere religioso, giuridico e scientifico;
    • su commissione per un pubblico ristretto (il circuito religioso e in minor misura quello delle università e delle scuole).
    • Si sviluppa la figura dello “stampatore viaggiante” in cerca di commesse di lavoro presso i monasteri, le dimore aristocratiche, i comuni.
  • Nel 1500
    • L’Umanesimo-Rinascimento e lo sviluppo delle “lingue volgari” determinano un allargamento dei destinatari e del commercio librario,quindi dell’ alfabetizzazione, mediante la traduzione dei testi in latino e l’incremento delle opere composte direttamente in italiano.
    • Intorno alla metà del 1500, il libro stampato subentra negli usi più importanti dell’insegnamento, delle pratiche religiose e delle culture cortigiane.
    • Nascono per la prima volta in Europa le fiere internazionali del libro: a Lione e Francoforte.
    • Venezia detiene il primato della stampa italiana, grazie all’attività di famiglie e figure di spicco nell’ambito della carta stampata (in modo particolare i Torresani, Aldo Manuzio, i Giolito e i Giunti):
    • Aldo Manuzio : figura proverbiale di “intellettuale-editore”, intendeva l’operazione tipografica come parte integrante del lavoro filologico e letterario. Grazie al suo operato viene definita una vera estetica del libro : (le stampe “aldine” prevedevano l’uso di diversi set di caratteri, del frontespizio, modifiche nell’impaginazione e nel formato dei testi)
    • Giolito : danno inizio alla stampa di libri in “collane” (gli “Istorici greci e latini”) e all’utilizzo delle illustrazioni.
  • Nel 1600
    • Nascono nuovi generi di consumo, definiti “leggeri”: il romanzo barocco, l’agiografia, il libretto di teatro.
    • Si sviluppa l’attività di traduzione di opere narrative dall’inglese, dallo spagnolo e dal francese.
    • Si determina una maggiore diffusione dei formati piccoli, trasportabili, leggibili in ogni occasione, con un evidente peggioramento della qualità della carta.
    • Sviluppo, insieme al romanzo, della stampa periodica : i “giornali” comparvero in diverse città (per la prima volta sembra a Genova nel 1639 ) come strumenti di informazione sugli eventi, soprattutto politici. Seguirono i periodici di recensioni letterarie, che segnalavano e commentavano l’uscita di libri (ad esempio il “Giornale dè letterati”, 1668-1683), e quelli di scienze e di erudizione, segnali del costituirsi di un pubblico letterato, interessato e attivo sul fronte della scienza, della letteratura e dell’arte in senso pre-illuminista.
  • Nel 1700
    • Graduale ascesa di Milano come centro editoriale.
    • Incremento nella produzione e nella diffusione di riviste periodiche di letteratura, scienze, arti ed erudizione.
    • Nascita di nuovi luoghi di ritrovo e di lettura: i caffé letterari e i “gabinetti di lettura”.
    • Verso la fine del secolo si diffonde un nuovo genere letterario, l’ almanacco , una sorta di rivista annuale di attualità, letteratura, scienze e arti, rivolta a un pubblico vasto .
  • LA PRIMA INDUSTRIA CULTURALE (1800)
    • Nei centri più importanti (Milano, Torino, Firenze) si affermano iniziative editoriali di tipo moderno, favorite soprattutto dal miglioramento nelle tecnologie di stampa e da una crescita dei modelli di alfabetizzazione (20%, solo in alcune zone del Centro-Nord, contro medie superiori al 50% in diversi paesi europei).
    • Introduzione del primo torchio azionato da motore a vapore (ditta Pomba di Torino,1847), grazie al quale:
    • - si velocizzano i processi di stampa;
    • - si riesce a stampare contemporaneamente e in modo semiautomatico entrambi i lati dei fogli;
    • - aumenta la tiratura dei volumi stampati .
    • L’editoria tende ad assumere un ruolo sempre più “industriale”.
    • Nasce la figura dell’ “editore” in chiave moderna, quindi le prime case editrici vere e proprie. Tra le più importanti ricordiamo:
    • - LA DITTA POMBA DI TORINO NEL 1854 DIVENTA L’ “UNIONE TIPOGRAFICA-EDITRICE” (L’ATTUALE UTET);
    • - A FIRENZE GASPERO BARBERA FONDA LA SUA CASA EDITRICE;
    • - NASCONO ALTRE CASE EDITRICI IMPORTANTI: LE MONNIER, TREVES, HOEPLI .
  • DOPO L’UNITA’ D’ITALIA LA PRODUZIONE EDITORIALE RUOTA INTORNO A 3 POLI PRINCIPALI: MILANO, TORINO E FIRENZE
    • MILANO : si pubblicano soprattutto opere appartenenti al“ genere di consumo ”:
    • - romanzo (soprattutto quello storico);
    • - collane di “classici”;
    • - riviste (di letteratura e varietà, di notizie politiche e commerciali);
    • - teatro e melodramma;
    • - librettistica a stampa;
    • - letture “cattoliche” e “per fanciulli”: raccolte di racconti, aneddoti e pensieri istruttivi e morali;
    • - almanacchi popolari.
    • TORINO/ FIRENZE : si polarizzano intorno a “ generi di riconoscimento ” (letteratura “nazionale”, polemiche, poesia e teatro orientati in senso politico, scienza e storia) ed “ educativo-scolastici ” (manuali scolastici, pedagogici, riviste scientifiche, ecc..)
    • Comincia a manifestarsi l’interesse, tipicamente novecentesco, verso la narrativa per ragazzi, che, mediante le illustrazioni, sviluppa la tecnica della memoria visuale. L’esempio più famoso, che nel ventennio successivo alla pubblicazione riesce a vendere 330.000 copie: - 1886: Cuore, di De Amicis (ma progettato nelle linee generali della struttura dall’editore Emilio Treves).
  • L’ETA’ DEI MASS-MEDIA (1900) 3 PERIODI: INIZIO SECOLO -1920; 1920 – fine anni ‘50; anni ’60 – fine anni ‘70
    • PRIMO PERIODO (1900/1920)
    • Eventi storici: Prima Guerra Mondiale (1915-1918).
    • Crisi del libro a favore dei quotidiani.
    • Il giornalista diventa il nuovo “eroe” della carta stampata: in perpetuo movimento sui sistemi di trasporto, soggetto continuamente connesso con le nuove tecnologie elettriche (telegrafo e telefono); avventuroso, interprete dell’immaginario collettivo, in contatto diretto e quotidiano con le masse.
    • Il libro cambia funzioni , assume un ruolo apparentemente marginale: come strumento tecnico accademico; come testo scolastico; come raccolta successiva in volume di articoli giornalistici o di appendici romanzesche ai giornali; e infine come letteratura e saggistica “alta”.
  • SECONDO PERIODO (1920- fine anni ‘50)
    • Eventi storici: Primo dopoguerra, Fascismo, Seconda Guerra Mondiale, Secondo dopoguerra.
    • “ Fascistizzazione” dell’editoria, mediante un’apposita legislazione, la pratica della censura e il controllo preventivo dei giornali, esercitato direttamente dalla Presidenza del Consiglio.
    • Ascesa di Arnoldo Mondadori: è il primo vero editore industriale italiano, svincolato dalle caratterizzazioni di destinatario e di genere. La strategia mondadoriana è quella di coprire progressivamente tutte le aree in cui un testo sia leggibile da un lettore medio ,rispondendo alla progressiva omogeneizzazione dei consumi sugli standard piccolo-borghesi. Libri scolastici, tecnici, per ragazzi, narrativa italiana e straniera, saggistica divulgativa, libri-evento, reportages giornalistici, periodici di ogni tipologia, fumetti e gialli.
    • Nascono altre case editrici importanti: Bompiani, Rizzoli, Laterza, Garzanti, Feltrinelli, Einaudi .
  • CASE EDITRICI PRINCIPALI AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘50
    • GARZANTI : (ex-Treves);
    • BOMPIANI : con le consulenze di Vittorini, sviluppava le sue linee di narrativa e saggistica;
    • RIZZOLI : puntava sui consumi popolari, con il “rosa” e con i settimanali; ed è della Rizzoli la prima vera collana di classici tascabili ad avere un successo di massa: la BUR, dal 1949;
    • FELTRINELLI : acquista la “Universale Economica” della Colip, una collana tascabile voluta da Togliatti e rivolta all’area popolare rappresentata dai partiti di sinistra;
    • EINAUDI : basava la sua produzione sul rapporto con la cultura di sinistra; si poneva come nuova base di riferimento per una nuova cultura, sia sul versante saggistico e delle discipline economiche e sociali che su quello narrativo; pubblica autori come Vittorini, Calvino, Pavese, ecc..
    • MONDADORI : fonda la “Biblioteca Moderna Mondadori”, rilancia la narrativa in libri tascabili a uscita settimanale, così come riviste con grandi servizi fotografici: “Epoca”, “Selezione”.
  • TERZO PERIODO (anni ’60 – fine anni ’70)
    • Verso la fine degli anni Cinquanta, grazie alla diffusione della televisione, il livello di alfabetizzazione e di scolarizzazione aumenta notevolmente: il numero degli alfabetizzati arriva al 90% degli italiani. Il terzo periodo, dunque, è una fase di “scoperta” della lettura da parte di una larga fetta di popolazione che fino a quel momento non aveva avuto accesso alla carta stampata.
    • L’editoria, come altri settori dell’economia italiana, conosce dagli inizi degli anni Sessanta fino agli ultimi anni Settanta un vero e proprio boom.
    • Per una buona parte di questo periodo, tranne gli ultimi anni Settanta, l’editoria e la televisione, due diversi generi di consumo, non entrano in collisione. L’editoria e i media crescono anzi parallelamente. Il prestigio e l’autorevolezza della cultura scritta, ma anche dell’immaginario narrativo, non sembrano inizialmente essere sostituiti ex abrupto dall’immediatezza emozionale dell’immagine elettrica/audiovisiva.
  • CARATTERISTICHE DELL’EDITORIA DEL BOOM
    • GENERI : letteratura, narrativa, poesia, gialli, fumetti, fantascienza, saggistica (cinema, teatro, arte, musica, archeologia, storia e teoria letteraria, politica, economia, ideologia, ecc..);
    • NASCE IL BESTSELLER
    • FORMATO : aumenta notevolmente la vendita del libro tascabile , anch’esso segno di un’espansione di massa del fenomeno “lettura” anche nei cosiddetti lettori deboli ;
    • VENDITA : cambiano le logiche di mercato in virtù della strategia seriale ; nelle librerie restavano il saggio e la letteratura sperimentale; nelle edicole veicolava il testo industriale, rivolto ad una pluralità di ceti e situazioni (dai libri-scandalo alla fiction tascabile di fantascienza, gialla, nera, erotica – esplosi all’improvviso con il cadere dei tabù di costume nel ’68 – al libro di “varia”: divulgazione, manuali, curiosità, instant books , ecc.).
  • NASCITA DEL MULTIMEDIALE (anni ’80-’90)
    • SCENARIO EDITORIALE INIZIALE
    • All’inizio degli anni Ottanta il mercato librario si trova in crisi strutturale : calano le tirature, aumentano i prezzi, si intensifica il processo di concentrazione.
    • La vera competizione sul mercato vede in campo una quindicina di imprese autonome a struttura medio-piccola, pochissime medie aziende indipendenti (come la Feltrinelli, il gruppo Giunti, Garzanti, De Agostini, Laterza, il Mulino ecc.), e i due maggiori gruppi editoriali: IFIL-FIAT (che controlla la “Stampa”, la Rizzoli, il “Corriere della sera”, Adelphi, La Nuova Italia, Fabbri, Bompiani) e la Fininvest di Silvio Berlusconi (già proprietario di giornali, settimanali e reti televisive in grande sviluppo negli anni Ottanta, che arriva a conquistare il gruppo Mondadori, vale a dire la colonna portante storicamente determinante dell’industria culturale italiana).
    • FINE DELLA FASE- boom DEL LIBRO E PROCESSO INVERSO: il livello di scolarizzazione e alfabetizzazione continua ad aumentare, ma i lettori non accennano più ad aumentare.
    • CAMBIO NELLE STRATEGIE DI VENDITA:
    • - le tecniche pubblicitarie e il marketing propongono un continuo restyling di collana e sul piano grafico;
    • - si affermano politiche di sconto sul prezzo del libro;
    • - vengono moltiplicate le occasioni di “aggancio” del lettore, espandendo i circuiti di vendita (dilagano, negli anni Novanta, i supermercati, le librerie a metà prezzo, i mercatini, i remainder’s , l’iper-libreria ecc.).
  • EDITORIA MULTIMEDIALE: CONCETTI
    • L’editoria multimediale nasce dall’incontro fra editoria tradizionale e informatica
    • Quando si parla di editoria multimediale non si può prescindere da contenuti:
    • - che si elaborano, si conservano, si trasmettono e si visualizzano su supporti elettronici, non cartacei;
    • - che sono complessi (integrano testo, audio, immagini, animazioni e video sullo stesso mezzo);
    • - che sono ipertestuali (ovvero organizzati a isole, in maniera non sequenziale);
    • - che sono consultabili in maniera interattiva, sia in rete, sia su supporti fisici come floppy, CdRom o Dvd,
    • N.B. Tutto ciò è possibile perché si tratta di contenuti “digitalizzati”.
  • PRIMI PASSI VERSO IL MULTIMEDIALE: L’editoria elettronica degli anni Ottanta
    • I pionieri dell’editoria multimediale italiana sono le case editrici Ipsoa, Giuffrè, De Agostini e Utet, che creano prodotti destinati a professionisti (avvocati, notai, commercialisti).
    • IPSOA : tra il 1987 e il 1989 vende ai professionisti più di 12.000 pacchetti composti da software e hardware, ovvero dai CdRom con il relativo lettore. Tra i titoli di maggiore successo ricordiamo: Quattro codici di riferimento tributario , Codici del lavoro , Codice civile , Codice di Bilancio . Alla vendita diretta l’editore affianca da subito anche un sistema di abbonamenti.
    • GIUFFRE’ : realizza un serie di CdRom dal titolo Giurisprudenza e vende più di 10.000 copie.
    • DE AGOSTINI : nel 1986 realizza in CdRom una serie di opere dal titolo Leggi d’Italia e vende circa 13.000 copie
    • UTET : svilupppa prodotti professionali di tipo giuridico, tra cui ricordiamo Repertorio della giurisprudenza italiana e Cassazione civile, una raccolta di sentenze realizzata in formato elettronico.
  • I TITOLI MULTIMEDIALI MATURI: CARATTERISTICHE
    • Intorno alla metà degli anni Novanta, si inizia ad avere piena coscienza del fatto che per riuscire nella realizzazione di un prodotto elettronico di qualità sia necessario un fermo e consapevole controllo dell’organizzazione armonica delle tre componenti strutturali del titolo ipermediale:
    • 1) IPERTESTUALITA’ : permette di avere un accesso al contenuto in modo non rigidamente sequenziale.
    • 2) INTERATTIVITA’ : consente di far scegliere all’utente il percorso di fruizione del contenuto o soluzioni personali di utilizzo.
    • 3) MULTIMEDIALITA’ : permette di trattare testi, immagini, suoni e filmati in un unico prodotto.
  • ESEMPI..
    • 1995-1996 : esce la collana che rappresenta il maggior successo dell’editoria multimediale italiana. Si tratta della serie dei Cd’Art , i CdRom d’arte prodotti in joint venture da Edizioni la Repubblica e Giunti Multimedia. La collana era composta da 16 titoli, da van Gogh a Renoir , per un totale di oltre mezzo milione di Cd venduti e più di 15 miliardi di vecchie lire.
    • Degli stessi anni sono le prime enciclopedie e i primi dizionari multimediali , editi da Rizzoli, De Agostini, Utet, Garzanti, Zanichelli, Microsoft ( Encarta ). Alcuni esempi: Omnia, Letteratura Italiana Zanichelli, L’Enciclopedia Rizzoli, atlanti geografici multimediali, dizionari, antologie ecc.
    • Un filone di successo è quello dei corsi di lingua , che hanno sfruttato al meglio l’interattività del mezzo e il riconoscimento vocale per proporre nuovi metodi di apprendimento, molto meno costosi di quelli tradizionali.
  • SVILUPPO DEL DIGITALE E DELLA RETE INTERNET (XXI secolo)
    • HA DETERMINATO LA CRESCITA DI :
      • motori di ricerca specializzati;
      • la pubblicazione on-line;
      • la vendita in download o print on demand di testi o informazioni;
      • il comparative shopping ;
      • i servizi di e-commerce librari e bibliografici;
      • la rivalorizzazione del patrimonio di libri antico, fuori commercio;
      • i servizi di editing in rete;
      • effetti sui supporti di lettura: e-book , ecc.
  • IL PRINT ON DEMAND (P.O.D)
    • IL TERMINE : dall’inglese “stampa su richiesta”. Nella sua accezione più stretta l’espressione print on demand indica la possibilità di produrre just in time e nella quantità richiesta o necessaria un libro attraverso l’uso di una stampante digitale. Più in generale, l’espressione denota oggi una serie di nuove modalità di produzione, immagazzinamento e distribuzione dei libri attraverso la connessione delle “nuove” tecnologie di stampa (stampanti digitali in b/n o a colori in grado di produrre un libro perfettamente finito da un file), con le potenzialità comunicative e distributive della rete (trasferimento di file, creazione di archivi on-line di file sempre pronti ad essere stampati, comunicazione diretta con l’utente-lettore-navigatore, ecc.)
    • COME FUNZIONA IL P.O.D ?
    • Da un punto di vista strettamente tecnico il processo consiste nell’acquisizione di un file (manoscritto redatto direttamente in formato word o digitalizzato mediante uno scanner), nel suo immagazzinamento in un archivio on-line sino al momento dell’ordine da parte del lettore, o di una eventuale necessità da parte dell’editore, e nell’invio del file al centro stampa più vicino all’utente a cui segue la produzione fisica del libro e la sua distribuzione (direttamente a casa del richiedente o nel punto vendita più vicino).
  • VANTAGGI DEL P.O.D
    • RISPETTO AL SISTEMA TRADIZIONALE:
    • Introduce il modello “distribuisci e stampa” rispetto al tradizionale “stampa e distribuisci”;
    • Consente di eliminare tirature elevate di titoli che potrebbero rimanere invenduti a favore di una tiratura esattamente a misura della domanda;
    • Rende possibile la pubblicazione di opere specialistiche in ambito accademico (tesi di dottorato, saggi a carattere scientifico, dispense universitarie, la cui prospettiva di vendita al pubblico è generalmente limitata;
    • Incrementa il fenomeno del distance publishing ;
    • Abbatte i rilevanti costi di immagazzinamento e distribuzione “fisica” dei libri;
    • Allunga la vita del libro, condannato nel sistema distributivo tradizionale, dopo una sempre più breve permanenza in libreria, a finire nel circuito dei remainder (con il P.O.D il libro, sotto forma di file immagazzinato in un archivio digitale, rimane sempre disponibile, pronto ad essere stampato quando e dove occorre).
  • PUNTI “DEBOLI” DEL P.O.D
    • Costi elevati per l’acquisto di stampanti digitali ad alta tecnologia;
    • Possibilità di avere scarsa visibilità attraverso la rete. (Nonostante l’esistenza di motori di ricerca potenti e lo sviluppo delle librerie on-line, acquisire visibilità in un canale affollato come il web rimane difficile. Il rischio è che in mancanza di adeguate risorse e di una strategia precisa per acquistare visibilità in rete, la disponibilità di un file immagazzinato in un archivio on-line rimanga semplicemente “virtuale” e quindi meno redditizia delle poche copie che attraverso il tradizionale circuito distributivo riescono ad arrivare in libreria);
    • Perplessità da parte dell’utente riguardo la scarsa qualità del libro stampato su richiesta;
    • Associazione fra P.O.D e self-publishing .
  • IL P.O.D IN AMBITO ACCADEMICO
    • Comparsa delle prime University Press ;
    • BARI : nasce dalla collaborazione tra l’Università di Bari e la casa editrice Laterza;
    • ROMA , “La Sapienza”: PADIS (Pubblicazioni aperte digitali La Sapienza);
    • FIRENZE : FUP (Firenze University Press ) in collaborazione con la Biblioteca Nazionale di Firenze;
    • Gli obiettivi:
    • - valorizzazione, diffusione e visibilità della produzione accademica;
    • - mantenimento del copyright da parte degli autori o dell’Università;
    • - costituzione di una struttura editoriale indipendente
    • - razionalizzazione della spesa sostenuta per le pubblicazioni;
    • - disponibilità senza limitazioni di libri di testo per gli studenti.
  • IL RESTO D’EUROPA: L’ESPERIENZA IN SVEZIA
    • Verso la fine del 1998 diverse librerie svedesi (circa 45) hanno aderito al progetto PODIUM , nato dall’iniziativa dello scrittore Peter Curman e di diverse associazioni culturali. L’iniziativa parte dalla constatazione delle progressiva emarginazione della produzione letteraria svedese di qualità in un sistema di mercato orientato verso il bestseller e dominato dalla produzione in lingua inglese, e individua nel P.O.D lo strumento principale di una politica culturale a servizio delle differenze e delle minoranze linguistiche e culturali .
    • Il progetto Podium ha attirato l’attenzione del Consiglio d’Europa che nel Gennaio del 2000 ha organizzato a Strasburgo un seminario sul print on demand : Print on-Demand: a Technological revolution at the service of cultural diversity , che denota sin dal titolo l’utilità del P.O.D per “esaltare il pluralismo culturale al di là delle barriere linguistiche e dei vincoli di mercato” (G.R., op. cit., p. 182)