Biblioteche In Rete
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    Biblioteche In Rete Biblioteche In Rete Presentation Transcript

    • Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Facoltà di Scienze Umanistiche Corso di studi in Scienze della traduzione Anno Accademico 2007-2008 EDITORIA MULTIMEDIALE (settore disciplinare M/STO 08) Prof. Lucio D’Amelia DALLE BIBLIOTECHE TRADIZIONALI ALLE BIBLIOTECHE IN RETE di Viviana Serra (Matricola 1177766)
    • LE BIBLIOTECHE TRADIZIONALI
      • La biblioteca è un'organizzazione di documenti e delle notizie che li riguardano, tale che sia possibile e facilitato il reperimento dei documenti cercati, in quanto già noti e identificati, o l'incontro con quei documenti che si presume possano risultare utili.
      • (Definizione di Alfredo Serrai e ripresa da Gabriele Mazzitelli in Che cos’è una biblioteca, Roma, Carocci, 2005)
    • FINI
      • I fini della biblioteca
      • si riferiscono al raggiungimento di valori ritenuti importanti di per sé, oppure utili o desiderabili per lo sviluppo civile ed economico, e per il progresso scientifico e tecnologico.
      • Tra questi:
      • la diffusione delle conoscenze
      • la formazione professionale
      • la elevazione culturale
      • L'adempimento dei fini è ciò che la biblioteca fa quando risponde alle esigenze per le quali è stata istituita.
    • OBIETTIVI
      • Gli "obiettivi" della biblioteca rappresentano le mete particolari e concrete che la biblioteca si propone di raggiungere.
      • Tra queste:
      • accertare l'estensione e la composizione dell'utenza
      • informare l'utenza attuale e sensibilizzare quella potenziale
      • disporre o procurarsi raccolte documentarie in grado di soddisfare i bisogni dell'utenza
      • allestire i più efficaci dispositivi di mediazione e di accesso a tali raccolte
      • impiantare attrezzature adeguate per la più favorevole utilizzazione in sede o fuori del materiale librario
      • gestire le risorse finanziarie e perfezionare le procedure in modo da ottenere il rapporto più proficuo tra risultati e spese
    • FUNZIONI
      • Le "funzioni" della biblioteca sono la traduzione in operazioni e servizi dei fini e degli obiettivi.
      • Si possono raggruppare intorno a cinque aree applicative:
      • - impianti e attrezzature
      • - materiale librario
      • - assistenza agli utenti
      • - contatti e rapporti esterni
      • - amministrazione
    • IL CICLO DEL SAPERE
      • L'utilità sociale della biblioteca si misura dalla vitalità con cui essa riesce ad inserirsi in questo processo circolare di produzione, trasferimento ed uso delle conoscenze, esercitando una essenziale funzione di mediazione.
    • SCHEMA DI LANCASTER
      • Uso (ricerca e applicazione)
      • Ruolo dell'autore (composizione)
      • Ruolo dell'editore (stampa e distribuzione)
      • Ruolo delle biblioteche (selezione, acquisizione, immagazzinamento)
      • Ruolo delle biblioteche, delle bibliografie, dei servizi di indicizzazione e abstracting (organizzazione e controllo dell'informazione)
      • Ruolo delle biblioteche e dei servizi d'informazione (disseminazione)
      • Ruolo dell'utente (assimilazione)
      • Dallo schema di Lancaster è evidente come la definizione che si intende attribuire al termine biblioteca va oltre una sua identificazione come pura e semplice raccolta di documenti ma si basa sull'assunto di fondo che essa è un servizio, meglio ancora un servizio interattivo, cioè un servizio che nasce e prende forma mentre lo si eroga, che viene plasmato dagli utenti a seconda dell'uso che questi ne fanno.
      • Il servizio bibliotecario si caratterizzerà nell'organizzazione e nella gestione delle informazioni ed in quelle procedure che consentano poi l'accesso al documento, posseduto o no.
    • IL CATALOGO
      • Il catalogo, inteso come "interfaccia" della biblioteca con l'utente, è il perno attorno al quale ruotano tutte le informazioni e le procedure del "sistema biblioteca".
      • «Fotografa» nel modo più accurato possibile la collezione di documenti fisici realmente conservati e messi a disposizione agli utenti finali da quella biblioteca, indicando per ciascuno di essi dove poterlo reperire, per leggerlo in loco o, in certi casi, per prenderlo in prestito o riprodurlo, indipendentemente dal loro contenuto e dalle loro altre caratteristiche.
      • Il catalogo ha perso oggi la funzione di inventario patrimoniale, che pure ha avuto in passato, per esaltare invece quella di strumento di comunicazione.
      • Il catalogo è lo strumento attraverso il quale una raccolta organizzata di documenti diviene utilizzabile per un vasto pubblico, in quanto esso è il mezzo di cui la biblioteca si dota per potersi esprimere e per comunicare agli utenti le informazioni relative al materiale disponibile.
    • I BIBLIOTECARI
      • I principali detentori delle competenze dell’organizzazione della conoscenza e delle tecniche per gestire efficacemente il catalogo come accesso ai contenuti in biblioteca e le bibliografie per la lettura delle caratteristiche del documento, sono i bibliotecari.
      • Con il servizio di reference si qualifica proprio il ruolo attivo che il bibliotecario esercita nel far esprimere all'utente in modo preciso i suoi bisogni informativi, nell'orientarlo tra le fonti e, talvolta, nella sua disponibilità ad effettuare direttamente alcune fasi della ricerca.
      • Le informazioni fornite ai lettori sono fondamentalmente di tre tipi:
      • - indicazioni relative all'uso della biblioteca
      • - consigli nella scelta delle letture
      • notizie tratte dai documenti
      • (libri, audiovisivi, carte geografiche ecc.)
      • posseduti dalla biblioteca
      • Il "servizio informazioni”, è essenziale
      • - per una migliore e più completa utilizzazione del materiale documentario posseduto
      • - per offrire ad ogni lettore, qualunque sia il suo grado di preparazione generale e di conoscenza di quella singola biblioteca, equivalenti possibilità di servirsene secondo le sue necessità
      • - per favorire lo sviluppo negli utenti delle capacità di fruizione delle risorse che la biblioteca offre
    • LE BIBLIOTECHE IN ITALIA
      • Le biblioteche italiane sono più di 15.000 e il fattore che le caratterizza rimane l'ingente patrimonio di pubblicazioni antiche, manoscritte e a stampa.
      • Disomogenea la loro distribuzione sul territorio:
      • al Nord troviamo il 49,6% delle biblioteche, il 21,3% nelle regioni dell'Italia centrale e il 29,1% in quelle del Mezzogiorno.
    • TIPOLOGIE
      • L'articolazione in tipologie è piuttosto complessa e non del tutto razionale:
      • biblioteche statali
      • biblioteche delle università
      • biblioteche pubbliche
      • Biblioteche statali
      • Sono una cinquantina e ben nove si fregiano del titolo di «nazionale», quando nel resto del mondo di solito è prerogativa di un solo istituto per paese. Per contrastare l’inflazione del termine, le due nazionali di Roma e Firenze sono state battezzate Nazionali centrali e solo a ciascuna di esse va per «diritto di stampa» una copia di ogni pubblicazione stampata in Italia, a cura dei singoli tipografi.
      • Biblioteche delle università
      • Talvolta dette anche «accademiche» e stimabili sono circa 1.900 e hanno come obiettivo il supporto alla didattica e alla ricerca, sviluppando di conseguenza collezioni specializzate e servizi innovativi.
      • Biblioteche pubbliche
      • In Italia sono causa di equivoci.
      • Quando si definisce 'pubblica' una biblioteca, in tutto il mondo si intende che essa è 'per tutto il pubblico' - una biblioteca è pubblica non semplicemente perché è aperta a tutti, ma perché è 'rivolta a tutti' per il modo di formare le collezioni, di organizzare servizi, e così via - e non solo che quella biblioteca è 'appartenente a un ente pubblico'.
      • All’estero, in particolare nei paesi anglosassoni e scandinavi, è ben consolidato il concetto di «public library» mentre in Italia il corrispettivo sono le «biblioteche pubbliche statali», che nella loro stessa denominazione portano un'etichetta specialistica (biblioteca universitaria, biblioteca medica, biblioteca di archeologia ecc.).
    • LE BIBLIOTECHE IN RETE: Le biblioteche e il Web
      • Oggigiorno le biblioteche utilizzano il web come finestra di comunicazione agli utenti.
      • Se inizialmente il loro servizio primario era quello informativo, ovvero fornire il documento giusto all’utente giusto al momento giusto al costo giusto, ora subentra la comunicazione, vale a dire che bisogna anche comunicare efficacemente con gli utenti per far loro sapere come, dove e quando potranno entrare in contatto con il documento di cui hanno bisogno.
      • Il World Wide Web ha cambiato le modalità con le quali le biblioteche offrono i loro servizi, ha abbattuto i muri fisici delle biblioteche di carta, permettendo la creazione di nuovi ambienti informativi nei quali il processo comunicativo evolve nello scambio di oggetti digitali.
      • Le caratteristiche di questi nuovi ambienti informativi sono la multimedialità , l’ ipertestualità , l’ integrabilità e l’ interattività .
      • La natura dei linguaggi della rete è l'integrazione di più forme comunicative in un'interfaccia unica ( multimedialità ), inserita in una rete di collegamenti a scala potenzialmente globale ( ipertestualità ), in aggiornamento e accrescimento continuo ( integrabilità ), navigabile secondo rotte disegnate da ciascun utente a seconda degli interessi e delle modalità di accesso ( interattività ).
    • ALCUNI CHIARIMENTI TERMINOLOGICI
      • Bibliografia
      • Ogni bibliografia, ovvero ogni elenco di documenti descritti senza considerare la loro localizzazione fisica, costituisce in un certo senso una «biblioteca virtuale», ovvero una collezione solo ideale, astratta, di documenti.
      • Biblioteca della realtà virtuale
      • È la futuribile virtual reality library, la «biblioteca virtuale» in senso stretto, con cui si potrà accedere via Rete, a simulazioni tridimensionali realistiche e interattive degli scaffali, dei libri e perfino dei bibliotecari e degli altri utenti.
      • Biblioteca della realtà artificiale
      • Una versione attenuata della precedente, che non utilizza caschi, guanti e tute da indossare ma solo lo schermo del computer e altri dispositivi non intrusivi.
      • Biblioteca multimediale
      • Detta anche biblioteca ibrida o mediateca, è una biblioteca «materiale» in cui tutti i documenti tradizionali ed elettronici prodotti dalla tecnologia contemporanea vengono conservati, catalogati e messi a disposizione degli utenti.
      • Biblioteca digitale
      • È una biblioteca «immateriale», in cui vengono conservati e resi disponibili esclusivamente documenti digitali (originali o convertiti da originali cartacei), gestiti e catalogati elettronicamente.
      • Biblioteca elettronica
      • Detta anche biblioteca automatizzata o informatizzata, è una biblioteca «materiale», in cui la catalogazione e la gestione dei documenti messi a disposizione degli utenti viene integralmente effettuata dai bibliotecari su computer.
      • Virtual reference desk
      • Detti anche metapage, hub, virtual reference room, electronic reference desk, sono costituiti da pagine Web che raccolgono, ordinano e talvolta valutano e commentano dei link ai principali strumenti disponibili in Rete relativamente a una determinata disciplina o argomento o alla ricerca su Internet in generale.
      • Webspace bibliotecario
      • Detto anche website o sito Web della biblioteca, è costituito da una serie di pagine html che contengono tutte le notizie relative a una determinata biblioteca «materiale». A volte comprende anche l’accesso all’Opac della biblioteca stessa.
    • FUNZIONI DEI WEBSPACE BIBLIOTECARI
      • Funzione informativa
        • Il webspace bibliotecario dichiara “l’esistenza in vita” della biblioteca, fornendo notizie sulle modalità di accesso e di servizio.
      • Funzione di reference
      • Fornisce l’accesso guidato ad alcune risorse Internet, sotto forma di semplici bookmarks o di itinerari su temi specifici.
      • Funzione interattiva
      • L’utente richiede documenti, dice la sua in merito ai servizi, propone libri da acquistare, dà il proprio sostegno a campagne d’opinione, chiede e ottiene consulenza, alimenta e utilizza il canale del quick reference
    • REPERTORI DI WEBSPACE BIBLIOTECARI
      • I siti di carattere bibliotecario accessibili attraverso Internet sono ormai molte migliaia di varia rappresentatività.
      • Quelli Americani sono i migliori mentre in Italia ricordiamo quello del Politecnico di TO. La rete fornisce ai suoi utenti diversi 'repertori' di siti bibliotecari, che possono essere consultati per scoprire l'indirizzo di rete della biblioteca che si sta cercando (posto che ne abbia uno), o per individuare quali biblioteche in una certa area geografica siano dotate di servizi in rete.
      • Tra questi:
      • http://www.yahoo.com/Reference/Libraries/
      • http://directory.google.com/Top/Reference/Libraries/
      • http://sunsite.berkeley.edu/Libweb/
      • http://wwwbiblio.polito.it/it/documentazione/biblioit.html
    • IL WEB NELLE BIBLIOTECHE
      • L'incontro tra Internet e biblioteche, che ha ormai una storia assai lunga, è stato favorito dal radicamento della rete nel mondo universitario statunitense. Gli Stati Uniti, infatti, hanno un enorme patrimonio di biblioteche, tra cui spiccano le biblioteche universitarie, tradizionalmente dotate di servizi al pubblico assai avanzati ed efficienti. In generale, si deve rilevare che il fenomeno Internet ha suscitato nel mondo bibliotecario un vasto interesse anche al di fuori degli Stati Uniti.
    • SERVIZI DELLE BIBLIOTECHE VIA WEB
      • Internet offre oggi una notevole quantità di servizi di tipo bibliotecario rivolti al pubblico generico e ad una utenza professionale:
      • servizi di informazione al pubblico basati sul Web (informazioni sulla biblioteca e virtual reference desk)
      • servizi di consultazione on-line dei cataloghi informatici di singole biblioteche o di gruppi di biblioteche (cataloghi individuali e collettivi)
      • servizi di distribuzione selettiva di documenti (document delivery) e prestito inter-bibliotecario
      • servizi speciali di informazione e di supporto per i professionisti del settore bibliotecario
      • servizi di biblioteca digitale
    • IL WORLD WIDE WEB E LA RICERCA BIBLIOGRAFICA IN INTERNET: METODI E STRUMENTI
      • Non rappresenta la totalità di quanto è disponibile in rete
      • (esclude: mailing list, newsgroup, server ftp, OPAC, libri e periodici elettronici in formato pdf, file audio e video, formati sgml e xml, mondo peer to peer).
      • L'espressione "Invisible web" indica le risorse impenetrabili /irrecuperabile dai motori di ricerca. Fino a non molto tempo fa l'Invisible web era molto ampio, perche' i motori di ricerca non erano in grado di cercare i file in formati tipo .doc o .pdf, ne' i contenuti dei data base, ne' i file di immagini, audio e video.
      • Ormai i formati .pdf, .doc, .ppt etc. sono indicizzati e ricercati da tutti i motori di ricerca. Anche rispetto alla ricerca e indicizzazione delle immagini, dei video, delle mailing list tutti i motori di ricerca hanno fatto enormi passi avanti. Dunque, tutte queste risorse stanno diventando meno invisibili, grazie all'evoluzione dei motori di ricerca.
      • I motori stanno iniziando a cercare anche all'interno dei data base. Anzi si potrebbe dire che proprio questo è attualmente il settore in cui i motori di ricerca stanno investendo di più.
      • Un esempio sono i nuovi servizi sperimentali di Google:
      • Google Scholar: http://scholar.google.com/
      • Google Book: http://books.google.com/
    • INFORMATION RETRIEVAL
      • Insieme di tecniche utilizzate per il recupero mirato dell’informazione elettronica. In senso stretto, indica i linguaggi di interrogazione basati sui comandi testuali tipici delle banche dati commerciali online e impiegati anche in altri contesti (banche dati su Cd-rom, cataloghi automatizzati di biblioteche, motori di ricerca ecc.).
    • LINGUAGGI DI INTERROGAZIONE: OPERATORI BOOLEANI
      • Esistono numerosi linguaggi di interrogazione nonostante gli sforzi per diffondere linguaggi standard.
      • Ci sono delle funzionalità costanti, per esempio gli operatori booleani , ovvero strumenti per ampliare la ricerca e quindi aumentare il richiamo o per ristringere la ricerca e quindi aumentare la precisione:
      • Intersezione (AND o +)
      • Unione (OR)
      • Complemento (NOT)
      • Esclusione (XOR)
      • Operatori relazionali (valori > < = a quello cercato)
        • - Operatori di prossimità
        • (SAME) (NEAR) (ADJ o WITH)
    • Intersezione (AND o +) Per rintracciare i record che soddisfano entrambi i criteri richiesti.
    • Unione (OR) Per rintracciare i record che soddisfano almeno uno dei criteri richiesti.
    • Complemento (NOT) Per rintracciare i record che soddisfano un determinato criterio escludendo quelli che però ne soddisfano un altro.
    • Esclusione (XOR) Per rintracciare i record che soddisfano esclusivamente uno solo dei criteri richiesti.
    • ALCUNI CHIARIMENTI TERMINOLOGICI
      • Richiamo :
        • misura la capacità di recuperare tutti i documenti pertinenti (ovvero considerati rilevanti rispetto all’obiettivo della ricerca) presenti nell’archivio interrogato
      • Precisione :
        • misura la capacità di recuperare soltanto i documenti pertinenti
      • Aumentando il richiamo diminuisce la precisione e viceversa.
      • È quasi sempre impossibile recuperare in un sol colpo tutti e soltanto i documenti pertinenti contenuti in una determinata banca dati.
    • ALTRE STRATEGIE DI RICERCA
      • Caratteri jolly per sostituire un numero indeterminato di caratteri a destra o a sinistra nella parola (troncamento): es. biblio*, per biblioteca, bibliofilia, bibliografia ecc.
      • Mascheramento di un numero determinato di caratteri all’interno della parola: es. ban?a, per banda o banca
      • Ricerca esatta di frasi complesse poste fra virgolette
      • Uso di filtri per lingua, data e luogo di pubblicazione
      • Assegnazione di un peso diverso ai termini della ricerca (su 3 termini, il primo sarà più importante)
      • Search o query: a un comando dell’utente la risposta è un insieme di record che soddisfano le condizioni richieste
      • Scanning o browsing: scorrimento di liste alfabetiche lineari di intestazioni corrispondenti a un determinato punto di accesso
      • Navigating: navigazione ipertestuale che permette di partire da un singolo elemento della scheda recuperata per svolgere nuove ricerche senza dover ritornare ogni volta alla maschera o al menu iniziale
    • OPAC: On-line Public Access Catalog
      • Sono i cataloghi bibliotecari elettronici che a partire dagli anni Ottanta alcune biblioteche statunitensi avevano deciso di rendere consultabili in Rete. Non tutte le biblioteche hanno automatizzato i propri cataloghi e quelle che lo hanno fatto raramente sono riuscite a recuperare retrospettivamente anche tutte le vecchie schede cartacee, convertendole in formato elettronico.
      • Gli OPAC dunque comprendono tutti i documenti acquisiti dal momento in cui la biblioteca ha iniziato a catalogare elettronicamente più tutti i fondi acquisiti precedentemente che sono già stati recuperati.
    • ALCUNI CHIARIMENTI TERMINOLOGICI
      • Opac remoto
      • Lo stesso catalogo ma reso interrogabile via Internet o tramite altre reti agli utenti remoti, senza bisogno di recarsi fisicamente presso la biblioteca.
      • Opac locale
      • È il catalogo elettronico della biblioteca, disponibile per la consultazione esclusivamente agli utenti in locale.
      • Opal (Online public access library)
      • È il futuribile catalogo elettronico della biblioteca digitale, che associa ad ogni record bibliografico anche l’intero contenuto testuale o multimediale del documento corrispondente.
      • È importante distinguere tra OPAC di singole biblioteche e OPAC collettivi.
      • I cataloghi collettivi consentono di scoprire con una sola ricerca che cosa è posseduto in varie biblioteche.
      • OPAC collettivi integrati
      • Sono i “veri” cataloghi collettivi, nati e organizzati fin dall’inizio come repertorio unico del materiale posseduto da più biblioteche (“ integrati nativi ”) oppure prodotti tramite il riversamento controllato (“ integrati per deduplicazione ”) degli archivi di più OPAC in uno solo.
      • OPAC collettivi cumulati
      • Gli archivi di più OPAC vengono riversati in uno solo, ma senza effettuare lo schiacciamento delle schede identiche in una sola descrizione bibliografica.
      • MetaOPAC
      • Detti anche “cataloghi collettivi virtuali”, sono costituiti da un software/motore di ricerca che interroga contemporaneamente vari OPAC, indipendenti fra loro e consultabili anche separatamente. I risultati sono ordinati per intestazione oppure divisi per OPAC di origine. Possono basarsi sulla tecnologia dei meta-motori Web oppure Z39.50
      • MultiOPAC
      • Consentono di interrogare vari OPAC, separati e indipendenti fra loro, tramite una sola maschera di ricerca, ma in questo caso soltanto uno alla volta, ma ormai il confine rispetto ai MetaOPAC è sottile.
    • BIBLIOTECHE IN RETE E OPAC IN ITALIA
      • SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale)
      • È la rete delle biblioteche italiane promossa dall’allora Ministero per i beni culturali e ambientali (MBCA) e dall’allora Ministero dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica (MURST). Il progetto, dopo una travagliata storia il cui inizio risale al 1979, è entrato solo nel 1992 nella fase pienamente operativa.
      • Lo scopo è quello di mettere in comunicazione tra loro un certo numero di biblioteche in Italia che aderiscono a SBN, per riunire in seguito in un unico OPAC tutto ciò che esse possiedono.
      • Quante sono le biblioteche che aderiscono e dunque interrogo con SBN? Circa 2.000
      • Quante sono le biblioteche più importanti in Italia?
      • Circa 15.000
    • SBN
      • Il sistema SBN quando nacque fu progettato secondo una architettura stellare, a due livelli:
      • POLI: punto di aggregazione di tutte le biblioteche che afferiscono a quel polo. C’è un server, OPAC collettivo, con il database, dove si connettono tutte le biblioteche.
      • Ogni polo è però sostanzialmente autonomo.
      • INDICE: è il polo centrale (ISBN). Mette in comunicazione i poli locali e tutti i database di tutti i poli che vengono riversati nell’indice.
      • Biblioteche e poli, polo e polo, non sono collegati tra loro ma solo con il polo centrale.
      • Il servizio SBN è suddiviso in più banche dati catalografiche, divise per tipologia di documenti, che vengono incrementate continuamente.
      • Ricordiamo in particolare:
      • la Base dati libro moderno , che è il catalogo dei testi a stampa; contiene al momento oltre 6 milioni di notizie bibliografiche, di cui oltre cinque relative a monografie pubblicate dal 1830 ai giorni nostri, e le restanti tratte da un insieme di 233 mila periodici
      • la Base dati libro antico , che cataloga circa 218 mila testi a stampa editi dall'invenzione della stampa al 1830
      • la Base dati beni musicali , che contiene le schede relative a circa 485 mila tra edizioni e manoscritti musicali, conservati in cento tra biblioteche e archivi pubblici, ecclesiastici e privati.
      • Edizioni del XVI secolo (Edit 16). Il censimento delle edizioni italiane del XVI secolo, con un progetto chiamato Edit 16 , ha generato un altro archivio. La base dati contiene edizioni stampate tra il 1501 e il 1600 in Italia, in qualsiasi lingua, e all’estero in lingua italiana.
    • ACNP (Archivio Collettivo Nazionale dei Periodici)
      • L’Archivio collettivo nazionale delle pubblicazioni periodiche (Acnp), nato per iniziativa dell'Istituto di Studi sulla Ricerca e Documentazione Scientifica (ISRDS-CNR) nel 1970, è accessibile gratuitamente e in modo molto semplice tramite Web:
      • http://acnp.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/cnr/fp.html
      • Questo catalogo serve a verificare quali fra le biblioteche aderenti posseggono un determinato periodico, quali sono le annate effettivamente conservate presso ciascuna di esse, e le eventuali condizioni per la richiesta di fotocopie o scansioni tramite document delivery, oltre a ulteriori informazioni su localizzazione, orari e servizi delle biblioteche.
    • MetaOPAC Azalai italiano (MAI)
      • URL: http://www.aib.it/aib/opac/mai2.htm.
      • È nato nel 1999 con l’esplicito obiettivo di affiancarsi ai due più ampi cataloghi collettivi italiani (Sbn e Acnp). Interroga circa 250 cataloghi e fornisce i risultati divisi per Opac di provenienza, in ordine di velocità della risposta e mantenendo l’aspetto originale delle schede.
      • È possibile diminuire l’inevitabile «rumore» derivante da una ricerca così estesa limitando l’interrogazione alle sole biblioteche di una singola regione, selezionabile anche attraverso un’interfaccia grafica:
      • http://www.aib.it/aib/opac/mai3.htm
      • È possibile utilizzare anche una terza interfaccia «selettiva» (http://www.aib.it/aib/opac/mai.htm) con cui si può creare un proprio set personalizzato di biblioteche (e di tipologie di documenti).
    • ALEPH
      • È uno dei software per l’automazione dei cataloghi più utilizzato da istituzioni e dalle biblioteche universitarie italiane non aderenti a Sbn, adottato per esempio dalle Università di Bergamo, Calabria, Genova, da vari istituti teologici romani, dall’Accademia della Crusca, dall’Università commerciale «Luigi Bocconi», ma anche RM3, Senato...
      • Un elenco completo degli accessi ai relativi Opac via Web, i cui dati attualmente non confluiscono in un catalogo collettivo, si trova sul sito dell'Associazione degli utenti Aleph (ITALE):
      • http://www.itale.it/CMpro-v-p-3.html
    • BIBLIOTECHE IN RETE E OPAC IN EUROPA
      • British Library
      • http://www.bl.uk/treasures/gutenberg/homepage.htm
      • COPAC (http://www.copac.ac.uk): è un catalogo collettivo di alcune università britanniche e irlandesi che fornisce un accesso gratuito in Internet agli archivi delle biblioteche appartenenti al
      • Curl (Consortium of university research libraries) (http://www.curl.ac.uk)
      • Progetto Catalogue collectif de France (http://www.ccfr.bnf.fr)
      • riunisce i fondi della Bnf (Bn-Opale), quelli di quasi tutte le biblioteche accademiche francesi (il Sudoc) e gli archivi di circa 50 biblioteche municipali, con il Catalogue des fonds rétroconvertis des bibliothèques municipales (Bmr), per un totale di almeno 15 milioni di documenti.
      • Per la Germania si segnala il
      • Meta-Opac Karlsruhe virtual catalog (Kvk)
      • al sito http://www.subitodoc.de/, che permette di interrogare, separatamente o cumulativamente, numerosi Opac singoli e collettivi tedeschi e austriaci, oltre ad alcuni Opac anglosassoni e ad alcuni cataloghi di libri in commercio di area germanofona e anglofona.
      • Un altro Meta-Opac limitato ai principali cataloghi tedeschi è messo a disposizione da Subito (http://www.subito-doc.de), il servizio di document delivery promosso dal Ministero tedesco per l’educazione e la ricerca.
      • Per l’Austria si segnala il catalogo collettivo nazionale Bib-O-Pac http://www.bibvb.ac.at
      • OPAC statunitensi
      • Library of Congress: è disponibile l'accesso ai cataloghi Lc tramite gateway Z39.50, con indirizzo http://catalog.loc.gov;
      • la seconda interfaccia Web/Z39.50 si trova con indirizzo http://lcweb.loc.gov/z3950/gateway.html#lc
      • Melvyl (http://melvyl.cdlib.org/F/?func=file&file_name=find-b&local_base=cdl90):
      • costituisce un altro grande punto di riferimento internazionale per la ricerca bibliografica; comprende più di 9 milioni di titoli, corrispondenti a quasi 14 milioni di pezzi appartenenti alla California State library e a tutte le biblioteche dei 9 Campus del Sistema dell'Università della California.
    • PRESTITO INTERBIBLIOTECARIO E DOCUMENT DELIVERY
      • Le biblioteche con cui si ha più spesso a che fare sono quelle della propria città e del proprio paese, ma in varie occasioni è necessario utilizzare anche le biblioteche straniere e, se possibile, i loro Opac. Libri e articoli non disponibili o difficilmente rintracciabili in Italia possono essere fatti arrivare dall’estero attraverso il prestito interbibliotecario dei documenti originali o la spedizione di loro copie di una parte dell’intero documento (document delivery).
      • Il prestito interbibliotecario è un’operazione che può essere effettuata solo da una biblioteca, mentre la richiesta di una copia a volte può essere fatta direttamente dall’utente, nelle modalità stabilite dalla biblioteca (spese a carico dell’utente). A questa categoria appartengono organizzazioni ed enti che archiviano e spogliano grandi quantità di pubblicazioni periodiche cartacee e che permettono a studiosi o ad altri enti bibliotecari di acquistare singoli articoli, che vengono poi spediti via posta, fax o e-mail, o resi accessibili sul Web.
    • CARATTERISTICHE DELLE INFORMAZIONI/RISORSE DOCUMENTARIE IN INTERNET
      • Non bisogna commettere l’errore di scambiare le risorse presenti in Internet con tutta la documentazione esistente, decidendo che ciò che non è disponibile in Rete non esiste o non ha alcun interesse.
      • Fluidità «esterna»
      • In ogni istante nascono nuove risorse e ne scompaiono altrettante, tutte spesso migrano da un indirizzo ad un altro e cambiano rapidamente le proprie caratteristiche quantitative e qualitative.
      • Fossilizzazione
      • Esistono quindi forti rischi di fossilizzazione dell’informazione, cioè di imbattersi in link che non conducono da nessuna parte oppure in documenti che nel frattempo sono stati superati da versioni più recenti, delle quali non viene segnalata l’esistenza.
      • Fluidità «interna»
      • Per una risorsa in Rete, in continua evoluzione, è difficile, spesso impossibile, individuare qualcosa di equivalente alle tradizionali edizioni e versioni cartacee; inoltre le singole sezioni delle risorse più articolate possono spesso essere considerate a tutti gli effetti documenti autonomi. I motori di ricerca accentuano questa tendenza, permettendo l’accesso diretto a singole parti di un sito o di un documento ignorando il contesto.
      • Detestualizzazione
      • Alcuni tipi di risorse sono difficilmente riconducibili al concetto stesso di testo o documento, se non estendendolo oltre i suoi limiti tradizionali e sconfinando ad esempio verso quello di luogo di discussione e di comunità.
      • Delocalizzazione
      • Attualmente la grande maggioranza delle risorse Internet messe a disposizione dei propri utenti dalle biblioteche non viene copiata sui computer delle singole biblioteche, ma resta solo sul calcolatore, remoto, dell’editore o del soggetto che le rende disponibili e che può decidere in qualsiasi momento di modificare il tutto o di non fornire più alcun accesso ad esse. Le biblioteche non svolgono più, in questo caso, quel ruolo di garanti dell’immutabilità e della disponibilità permanente di tutto ciò che viene pubblicato che erano solite svolgere nei confronti dei documenti a stampa.
      • Disintermediazione
      • La stampa tipografica richiede notevoli risorse finanziarie e tecnologiche e lunghi tempi di lavorazione. L’editore ha quindi il tempo e l’interesse di verificare attentamente la qualità dei testi da pubblicare, utilizzando a volte anche consulenti e comitati scientifici. Su Internet, invece, chiunque può essere editore di se stesso, pubblicando ciò che preferisce con pochi soldi, in poco tempo e senza controlli di qualità. Il passaggio diretto, senza intermediari, dall’autore al lettore, crea grandi possibilità di democrazia e di aggiornamento in tempo reale delle informazioni, ma rischia di mettere in circolazione anche una grande quantità di informazioni parziali o errate.
      • Omogeneizzazione
      • La posta elettronica e le pagine Web utilizzano tecnologie troppo recenti, che non hanno ancora determinato lo sviluppo di quella vasta gamma di tipologie grafiche e di presentazione, tipiche dell’editoria cartacea, che permettono all’utente di orientarsi fra prodotti di taglio diverso. In edicola, in libreria e in biblioteca tutti noi sappiamo istintivamente riconoscere (dopo secoli di storia della stampa e anni di letture personali) i prodotti editoriali più sofisticati da quelli più dozzinali. In Rete invece la pagina Web o la mail dell’autorevole esperto possono somigliare moltissimo a quella amatoriale di un teenager. Saper riconoscere in Rete le fonti di informazione realmente pertinenti e affidabili è tutt’altro che banale; per far questo occorre maturare un po’ di esperienza e, nel dubbio, affidarsi a buoni repertori, manuali, recensioni e bravi bibliotecari.
      • Tutti i documenti dovrebbero essere:
      • ben scritti o almeno privi di errori ortografici
      • graficamente eleganti o comunque dotati di un design non eccessivamente disordinato
      • obiettivi e mai smaccatamente tendenziosi
      • pubblicamente accessibili e preferibilmente archiviati a lungo termine da istituzioni affidabili
      • periodicamente aggiornati a cadenze regolari e in ogni caso specificate.
      • Se il documento da valutare è digitale, intervengono ulteriori fattori specifici:
      • la sua compatibilità con le attrezzature (hardware e software) disponibili
      • il formato in cui testi, immagini e suoni vengono resi disponibili
    • STRUMENTI PER LA RICERCA DI INFORMAZIONI WWW
      • Indici web per parola
      • (detti anche motori di ricerca o search engines)
      • Indici web per argomento
      • (detti anche directories o subject trees)
      • Virtual reference desk
      • Indici web specializzati
      • Meta-indici web
      • Portali
    • Indici web per parola (motori di ricerca)
      • Grazie ad appositi programmi raccolgono automaticamente in grandi archivi centinaia di milioni di pagine web e permettono di individuare al loro interno tutte le occorrenze di uno o più termini digitati nella maschera.
      • I principali:
      • Google
      • A9 http://wwwa9.com/
      • AllTheWeb
      • AltaVista
      • È fondamentale il criterio utilizzato dal motore per effettuare l’ordinamento ( ranking ) dei risultati. Il criterio più diffuso è quello
      • “ ordinamento in base alla rilevanza” ( relevance ranking ) e che in realtà è il risultato di un mix di criteri:
      • Frequenza
      • Densità
      • Rarità
      • Compresenza
      • Prossimità
      • Priorità
      • Posizione
      • Aggiornamento
      • Popolarità
      • Tariffazione
      • Frequenza
      • Numero di occorrenze dei termini utilizzati per la ricerca all'interno della singola pagina recuperata.
      • Densità
      • Rapporto fra il numero di occorrenze dei termini all'interno della pagina e il totale delle parole contenute nella pagina.
      • Rarità
      • Rapporto inverso fra il numero di occorrenze dei termini utilizzati per la ricerca all'interno del database del motore e il totale delle parole contenute nel database stesso. Alcuni motori dispongono anche di una lista di stopwords che vengono ignorate.
      • Compresenza
      • Presenza, nella pagina, di più d'uno dei termini richiesti o addirittura di tutti.
      • Prossimità
      • Presenza, nella pagina, di più d'uno dei termini richiesti - o addirittura di tutti - nella medesima frase o comunque vicini fra loro.
      • Priorità
      • Ordine in cui sono stati immessi i termini nel form di ricerca.
      • Posizione
      • presenza dei termini in particolari zone della pagina. Nella sezione visibile BODY vengono tipicamente &quot;premiate&quot; le prime parole e quelle contenute nei tag H e HREF (ovvero nei vari titoletti ( heading ) e nei link). La sezione nascosta HEAD è complessivamente &quot;premiata&quot; più di quella BODY. In particolare vengono considerati particolarmente &quot;pesanti&quot; il tag TITLE e, in subordine, quelli KEYWORD e DESCRIPTION.
      • Età e aggiornamento
      • A parità di requisiti, alcuni motori privilegiano le pagine aggiornate più recentemente e che esistono da più tempo al medesimo URL.
      • Popolarità
      • Numero dei link &quot;in entrata“ provenienti da altre pagine contenute nel database del motore e numero delle selezioni della pagina effettuate dagli utenti a partire dalle schermate di risposta del motore.
      • Tariffazione
      • Altavista ha recentemente annunciato che sarà possibile, pagando, garantire una posizione di rilievo alle proprie pagine nella schermata di risposta.
    • Indici web per argomento (directories o subject trees)
      • Sono costruiti da personale specializzato che indicizza e ordina le pagine Web in base al soggetto, scartando quelle meno interessanti e talvolta aggiungendo un breve riassunto e una valutazione. Il lavoro umano garantisce un filtro qualitativo e diminuisce il “rumore”, ma gli archivi sono molto più piccoli di quelli usati dai motori. Per di più l'evoluzione dei motori di ricerca, la crescente precisione nella ricerca e le sperimentazioni riguardo all'indicizzazione semantica automatica del Web fa sì che le directories siano sempre meno utilizzate.
      • Es.:
      • Google directory
      • Yahoo!
      • WWW virtual library
    • Virtual reference desk
      • Sono il corrispettivo di una sala di consultazione di una biblioteca. Raccolgono, ordinano e talvolta valutano e commentano le principali fonti informative e i più utili strumenti di ricerca disponibili in rete, relativamente a una disciplina o a Internet in generale.
      • Es.:
      • SegnaWeb
      • Eureka
    • Indici web specializzati (LASE: Limited Area Search Engine)
      • Sono una via di mezzo tra gli indici per parola e quelli per argomento. Applicano la potenza dei motori di ricerca esclusivamente a un gruppo di siti dedicati a una particolare disciplina o argomento e indicizzati da personale specializzato. Un esempio ancora funzionante è il motore di ricerca del portale CittadinoLex oppure il motore di ricerca per la storia:
      • http://lastoria.unipv.it/search.html
      • La progressiva scomparsa di questa tipologia di motori di ricerca nasce dal fatto che i motori di ricerca tradizionale diventano sempre più precisi e integrano al loro interno delle funzionalità per la ricerca in specifici ambiti disciplinari o di tipo specifico.
      • Si veda ad esempio Google finance: http://finance.google.com/finance
    • Meta-indici web
      • Permettono l’accesso (talvolta anche l’interrogazione) a un certo numero di indici e repertori primari. Alcuni meta-indici permettono di immettere una sola volta i termini di ricerca, lasciando al software il compito di ripetere l’interrogazione su tutti gli indici selezionati e di produrre una risposta cumulata.
    • Portali
      • Si candidano a costituire il sito di riferimento dei navigatori non solo per la ricerca di informazioni, ma anche per ogni altra attività effettuabile in rete. Di solito includono una directory per argomento, un motore di ricerca e un insieme di svariati servizi
      • (notiziari, oroscopo, stradari, sms, e-mail).
      • Es.:
      • Alice
      • Kataweb
      • Libero
    • LE BANCHE DATI A TESTO COMPLETO E BIBLIOGRAFICHE
      • Possono essere definite come archivi digitali ospitati da uno o più grandi calcolatori (host computer) e accessibili, di solito a pagamento, tramite una rete di telecomunicazione.
      • La distinzione più importante da tenere presente è tra
      • banche dati &quot;a testo completo&quot;
      • (di informazione primaria, o full text, o source database) che contengono il testo integrale
      • banche dati &quot;bibliografiche&quot;
      • (di informazione secondaria, o reference database), che sono costituite solo da riferimenti bibliografici, riassunti (abstract) o recensioni (review)
    • Banche dati full-text
      • Le banche dati a testo completo, che sono nate per lo più all'inizio degli anni Ottanta, come trasposizione elettronica degli archivi di alcuni grandi quotidiani, quali il &quot;New York Times&quot;, o di riviste specializzate per la maggior parte nel campo della medicina e del diritto, si stanno progressivamente estendendo a tutti i settori disciplinari, recuperando anche le annate retrospettive, soprattutto nell'ambito dei periodici. Anche per le banche dati, gli archivi statunitensi o comunque in lingua inglese superano di gran lunga, sia per numero sia per ricchezza, tutti gli altri.
    • Banche dati bibliografiche
      • Nel caso delle banche dati bibliografiche, consultabili in linea dalla seconda metà degli anni Sessanta, la crescente presenza di abstract e di recensioni riduce sempre di più la necessità di consultare il testo completo dei documenti, che d'altronde è anch'esso sempre più spesso disponibile in formato elettronico, specie se proveniente da periodici. Anche quando non è disponibile il testo completo digitalizzato, spesso è possibile il collegamento ad un servizio di fornitura dei documenti, on line o in formato cartaceo, tramite posta tradizionale o fax.
      • Grazie alle banche dati bibliografiche si possono scoprire quali documenti rilevanti sono stati pubblicati, mentre grazie ai cataloghi si possono individuare le biblioteche che ne possiedono un esemplare; localizzato infine il documento, resta dunque il problema di accedere direttamente alla lettura del testo completo (full text).
      • Esistono sostanzialmente cinque modi per passare dal riferimento contenuto nella bibliografia o nel catalogo al testo completo del documento:
      • verificare se il documento è posseduto da una biblioteca dove ci si possa recare personalmente
      • scoprire se il documento è disponibile full text gratis o a pagamento
      • accedere al prestito del documento originale richiedendolo ad una biblioteca che lo possiede e che è disponibile a inviarlo
      • farsi spedire, per posta tradizionale o elettronica, per fax o per corriere, una copia del documento, che in questo caso è quasi sempre un articolo, da una biblioteca o da un fornitore specializzato in questo genere di servizi
      • acquisto del documento in libreria o direttamente dall'editore, per posta o, ultimamente, in Rete
    • LE BIBLIOTECHE DIGITALI
      • Con il termine &quot;biblioteca digitale&quot; intendiamo, in prima approssimazione, un servizio online che produce, organizza e distribuisce sulla rete, in vario modo, versioni digitali di documenti e testi.
      • In questo senso possiamo distinguere una biblioteca digitale da un insieme non organizzato di informazioni eterogenee come World Wide Web, ma anche da molti archivi testuali che attualmente sono disponibili su Internet che si presentano più come depositi che come biblioteche.
    • LA CATALOGAZIONE
      • Il contenuto di una biblioteca digitale è costituito da un sistema di catalogazione di documenti, dotato di un’organizzazione complessiva dovuta a un agente intenzionale distinto dai creatori dei singoli documenti, e da un sistema di metainformazioni (o metadati ) a essi correlati.
    • CATALOGAZIONE ESTERNA - INTERNA
      • La catalogazione in una biblioteca tradizionale è solo esterna, vale a dire che chi cataloga il testo è un soggetto terzo e non l’autore.
      • Con l’avvento di Internet non è più detto che l’autore produca i dati e l’agente intenzionale ne estragga i metadati e li organizzi;
      • quindi in una biblioteca digitale la catalogazione può essere sia esterna che interna, perché l’autore del documento può essere il catalogatore, mediante la produzione di metadati.
    • ALCUNI CHIARIMENTI SULLA CATALOGAZIONE
      • Si è passati da:
      • catalogazione descrittiva
      • catalogazione semantica
      • produzione di metadati
      • La catalogazione descrittiva riguarda l’estrarre dal documento tutte le informazioni significative necessarie per identificarlo in modo univoco.
      • Ciò avviene mediante criteri standard e il più importante è ISBD
      • La catalogazione semantica prevede di definire le chiavi d’accesso al contenuto del documento, tramite appunto delle parole chiave.
    • ISBD: INTERNATIONAL STANDARD BIBLIOGRAPHIC DESCRIPTION
      • Principali elementi Isbd:
      • Titolo
      • Complementi del titolo (sottotitoli, pretitoli)
      • Autori / curatori / predatori / traduttori …
      • (indicaz. dei responsabili)
      • Edizione
      • Numerazione (solo per periodici)
      • Luogo (dove ha sede la casa editrice)
      • Editore (casa editrice)
      • Data (anno di pubblicazione)
      • Isbn
      • Principali elementi non Isbd:
      • Collocazione (nel luogo fisico)
      • Numero di inventario
      • Condizioni di disponibilità (può essere o meno prestato)
      • Criteri standard, emanati a partire dagli anni Settanta dalla Federazione internazionale delle associazioni di biblioteche ( Ifla )
    • ISBN: INTERNATIONAL STANDARD BIBLIOGRAPHIC NUMBER
      • Si tratta di un numero, utile per identificare univocamente ciascun documento in modo formalizzato e sintetico, assegnato a ciascuna pubblicazione (incluse le sue varie edizioni ma escluse le ristampe identiche) da apposite agenzie internazionali o nazionali.
      • Il primo gruppo di cifre identifica il paese (88 per l’Italia), il secondo l’editore, il terzo il documento, e il quarto è un numero di controllo. Viene stampato su ciascuna copia e spesso tradotto in un codice a barre leggibile automaticamente.
    • UNIMARC: UNIVERSAL MARC FORMAT
      • Nasce nel 1977, sviluppato dall’Ifla e strettamente legato alle Isbd, viene tuttora utilizzato da moltissimi cataloghi automatizzati per importare ed esportare dati provenienti da diversi sistemi.
      • L’Unimarc è stato adottato come standard dalla Comunità Europea per i progetti di cooperazione, collaborazione e interscambio dei dati tra biblioteche.
    • CHIAVI DI ACCESSO
      • Di norma le chiavi di accesso principali sono:
      • nome (o i nomi) dell'autore
      • titolo del documento
      • Le chiavi di accesso semantiche sono quelle che cercano di descrivere il contenuto del documento stesso.
    • METADATI
      • La catalogazione in biblioteche digitali invece non è altro che la produzione di metadati, ovvero «dati sui dati», cioè informazioni generalmente strutturate relative a documenti full text , funzionali alla codifica, al reperimento, alla preservazione, alla gestione e alla disseminazione di documenti o di loro specifiche sezioni.
      • Sono contenuti in una sezione di html, la Head, sulla quale si basano per prima cosa i motori di ricerca, per facilitare l’ordinamento e il posizionamento della pag. nei risultati della ricerca.
    • EDITORIA ELETTRONICA IN RETE
      • Se le biblioteche digitali hanno lo scopo di trasportare il patrimonio testuale del passato nel nuovo medium telematico, si vanno moltiplicando anche gli esempi di pubblicazioni di libri, periodici e quotidiani che trovano in Internet il loro canale di distribuzione.
      • COSA COMPRENDE L’EDITORIA ELETTRONICA IN RETE?
      • Da un certo punto di vista qualsiasi sito Web può essere considerato come un prodotto editoriale. Qui restringeremo il concetto a quei prodotti editoriali elettronici che rientrano propriamente nella categoria degli e-book e a tutti quei siti che sono equiparabili a testate giornalistiche di natura periodica.
    • E-BOOK
      • L’ebook (electronic book) è un’opera letteraria sotto forma di oggetto digitale, costituito da uno o più identificatori standard, un insieme di metadati e un blocco di contenuto monografico, realizzata per essere pubblicata e consultata mediante dispositivi elettronici.
      • Il termine viene usato per indicare sia una pubblicazione su supporto digitale, sia gli strumenti con cui vi si accede (specialmente in riferimento a quelle tecnologie hardware che sono state specificamente sviluppate a questo fine).
      • Si tende a parlare di ebook per quei testi che richiedono un reader, cioè un software studiato apposta per la lettura. Altrimenti si preferisce parlare di testi digitali.
      • È preferibile parlare invece di dispositivi di lettura per riferirsi agli strumenti hardware e software che consentono all’utente di leggere il contenuto di un e-book.
    • LE ORIGINI DEL FENOMENO
      • Inizialmente l’editoria elettronica si è ritagliata uno spazio di mercato distinto e parallelo rispetto a quello tradizionale, concentrandosi su quei contenuti per i quali il supporto elettronico è intrinsecamente necessario (enciclopedie, dizionari ecc.).
      • Negli ultimi anni, soprattutto grazie all’enorme interesse verso Internet, si è sviluppata e diffusa una diversa attitudine culturale verso la tecnologia digitale e i nuovi media.
      • Le innovazioni che hanno determinato la nascita del fenomeno ebook sono:
      • informatica mobile
      • abitudine alla lettura in ambiente elettronico
      • tecnologie per la protezione del copyright
      • sviluppo degli standard
      • comparsa dei primi dispositivi software e hardware per la lettura
    • COMPRARE E-BOOK
      • La distribuzione dei libri elettronici è concentrata pressocché interamente su Internet, a pagamento o free, per quegli e-book che ovviamente non sottostanno al copyright.
      • Microsoft e Adobe hanno stabilito accordi con
      • Barnes&Nobles e Amazon.
      • Da ricordare anche eBook.com (http://www.ebooks.com).
      • Per quanto riguarda l’Italia, si ricordino il sito della Mondadori (http://ebook.mondadori.com) e Libuk (http://www.libuk.com).
    • GIORNALI ONLINE
      • Il numero di testate giornalistiche disponibili online ammonta ormai a diverse migliaia; si va dai grandi giornali di rilievo internazionale fino ai piccoli quotidiani locali. La maggior parte dei siti a carattere giornalistico sono la versione online di testate cartacee e da esse ereditano contenuti e struttura. In alcuni casi la versione online si è evoluta fino ad assumere il carattere di una iniziativa editoriale autonoma.
      • I più importanti sono i siti delle grandi testate giornalistiche:
      • New York Times (http://nytimes.com)
      • Washington Post (http://www.washingtonpost.com)
      • USA Today (http://www.usatoday.com)
      • The Guardian (http://www.guardian.co.uk)
      • Le Monde (http://www.lemonde.fr)
      • Per quanto riguarda l’Italia, dopo un primo momento di difficoltà, quasi tutte le grandi testate nazionali hanno aperto un loro sito Web.
      • Un aggiornato repertorio delle pubblicazioni periodiche italiane presenti su Internet è ‘L’edicola della città invisibile’ (http://www.citinv.it/info/edicola.html).
      • Tra i più importanti siti giornalistici italiani si ricordino
      • Repubblica (http://www.repubblica.it)
      • Sole 24 Ore (http://www.ilsole24ore.it)
    • RIVISTE E PERIODICI ONLINE
      • Sono numerosi i periodici di informazione e le testate di settore che hanno aperto un loro sito web, in cui offrono in parte o del tutto i contenuti delle versioni cartacee. Più interessante è il fenomeno delle riviste nate direttamente per la rete: si tratta infatti di una nuova frontiera aperta a chiunque abbia nuove idee e volontà di sperimentare, visto l’abbattimento dei costi.
      • In particolare, un settore che può trarre grande vantaggio dalla distribuzione telematica è l’editoria scientifica, ovvero tutte quelle pubblicazioni che si rivolgono a una utenza di ricercatori e studiosi.
    • ARCHIVI DI E-PRINT
      • Con il termine e-print si intendono le copie elettroniche dei cosiddetti preprint, ovvero le versioni preliminari di saggi e articoli scientifici che studiosi e ricercatori mettono a disposizione sul Web prima che compaiano a stampa.
      • Possono comprendere anche materiali scientifici inediti o non recensiti, nonché versioni eventualmente aggiornate o modificate di articoli apparsi su riviste o testi a stampa.
      • Per coordinare i numerosi progetti di archiviazione digitale di e-prints è nato il progetto Open Archives Initiative (OAI):
      • http://www.openarchives.org
      • Esiste un esempio di open archive anche nell’ambito della biblioteconomia, che si chiama E-LIS
      • http://eprints.rclis.org
      • Anche in Italia esistono alcune riviste scientifiche nate esclusivamente sulla rete:
      • - Griseldaonline, realizzata presso l’Università di Bologna, ambisce a divenire un vero e proprio portale di letteratura
      • http://www.griseldaonline.it
      • - Reti medievali
      • http://www.retimedievali.it
      • - Bibliotime, rivista elettronica di biblioteconomia:
      • http://didattica.spbo.unibo.it/bibliotime/
    • BIBLIOGRAFIA
      • Fabio Metitieri - Riccardo Ridi, Biblioteche in rete: istruzioni per l’uso , Roma-Bari, Laterza, 2005
      • Gabriele Mazzitelli, Che cos’è una biblioteca , Roma, Carocci, 2005
      • http://www.aib.it/aib/lis/lis.htm3 (a cura di Alessandro Corsi e Riccardo Ridi; ultimo aggiornamento 07-06-2005)
      • http://www.liberliber.it/biblioteca/c/calvo/internet_2004/html/01_indice.htm
      • (a cura di Marco Calvo, Fabio Ciotti, Gino Roncaglia, Marco A. Zela; 1° edizione elettronica 15-12-2003)