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 Florian Florian Document Transcript

  • Cuscinetti per Fiati Cuscinetti per Clarinetto, Ottavino Flauto Sax Oboe e Fagotto by Pisoni www.musiccenter.it Corsi di chitarra acustica ed elettrica Tel.:338 3729666 www.guitarschool.it Vuoi Suonare Il Piano? Nuovo Video Corso Online Ti Insegna A Suonare Il Pianoforte Da Zero. CorsiDiPianoforte.com/Imparare Articoli Recensioni Eventi Artisti Lezioni Gallery New York AltroCOMUNICATI: James Senese e i Napoli Centrale in "E Fernut ‘o Tiempo" al Moro Jazz Club Mi piace Lucio Ferrara Quintet Florian 1. Regalo in 6/4 - 5:29 2. Al Sud - 6:42 3. TYW - 4:20 4. Tutatitaià - 6:32 5. Blat (F.Giampaoli) - 7:17 6. Florian - 7:23 7. Brunzsezes (F.Giampaoli) - 7:19 8. Ricordi - 7:13 Composizioni di Lucio Ferrara Lucio Ferrara chitarra Maurizio Piancastelli tromba; flicorno Alessandro Bosetti sax soprano Francesco Giampaoli basso Stefano Storace batteria Splasc(h) Records (h725)Lestate di Florian "Ho abbracciato lalba destate...nel sentiero ormai pieno di pallidi e freschi bagliori..." avrebbe scritto Arthur Rimbaud diquesto disco. Ma lalba di Lucio Ferrara non è come tutte le altre: trascolora lentamente il romanticismo e se ne fa gioco con il ghigno diunestate che conosce le prospettive del mondo. E della burla.La chitarra di Ferrara non è uno strumento di mansuetudine e solitaria melodia; è piuttosto, la balestra per un senso del ricercare quasi,adagiamente, spigoloso perchè improvviso, inaspettato, abile nellevitare ogni possibile preparazione. Vi sembrerà strano ma limprevisto èunarte alla quale il leader ritiene di doversi abbandonare senza alcun ritegno: a tal punto che lascoltatore sobbalzi per ritrovarsi scovato,rincorso, acciuffato dalle note nella molteplicità delle direzioni scelte. Ferrara, in breve, è un ladruncolo (gentilmusicista sembra definirlo almeglio) di atmosfere che, in realtà non trovandole già fatte, le crea nella sua mente, le sottrae alle loro stesse dimensioni, ci fantastica sopra ele cambia seguendo i fumi del ritmo. Che la dolcezza dellartista (dolcezza a corrente alternata) non vi inganni, perchè essere eterei e leggeri èdifficile se la musica e il suo autore non sanno condividersi o capirsi. Il suono di Ferrara è un po così: sembra sappia comprendere il senso dellatrasformazioni. Ma quando si parla di un tale concetto il chitarrista si rinchiude in se stesso per aprirsi allascoltatore in tutta la sua composta"follia". E dobbiamo ammettere che di questultima si ciba la chitarra imputata: in "Tutatitaià" guizza come il lume di una lanterna che vorrebbeilluminare la città.Il timbro è denso come la pece (Ferrara, senza dubbio, conosce anche la storia del rock e delle sue derivazioni) e graffia con la rabbia di chi sivuole far sentire: per la bellezza a anche, e forse ancor più, per la stravaganza del suo ingegno appollaiato come unombra che ci perseguita. Ilsoprano Bosetti e la tromba e flicorno di Piancastelli sono degno compari della sei corde: a volte, come si usa dire, le danno il "la" in questo"Florian" che stupisce per il furoreggiare dei cambiamenti sì tempestivi eppure legati da una linea di luce che non sempre è facile capire in tuttala sua piccante docilità. Sono loro a muoversi come londeggiare di una pudica sottoveste: pudica, però, fino ad un certo punto.Ne esce un jazz che sembra scivolarsi addosso, mite e arioso come una traversata in barca. In questo incrociarsi di flussi e riflussi si conquista lalibertà di una musica quasi "felina", che si lascia accarezzare, che pare ambigua e opportunista ma è anche pronta, repentinamente, ad accettarelabbandono delle certezze per conquistare la propria identità. O, meglio, per rimarcarne lessenza e i contenuti riservati. Da qui ha inizio la storiadi Florian: tra una favola in 6/4 (che sembra scritta con la penna di Bacalov di Troisi), il soleggiato, mistico Sud e una poesia che approfitta diuna chitarra in bilico tra passato e presente, tra Charlie Christian e John Scofield.Davide Ielmini - maggio 2000 Luigi Sidero - All About Jazz Florian è un disco particolare, unaccecante luminosità sul bordo di ombre ed oscurità. Ad un primo ascolto, infatti, la sensazione che prevale è quella di una rassicurante calore, di un tepore vivo fra le note, ma, facendo più attenzione, si possono scorgere, fra le maglie di questabito soffice, spigolosità e durezze prima sfuggite allorecchio. Questo perché latmosfera generale è quella di un lento e pacato viaggio che conduce "Al Sud" (anche titolo di una composizione),quel sud inteso come fuoco dellanimo e passione afosa, tema dispirazione per molti musicisti.Otto sarebbero le tappe di questo percorso, se non fosse che alle volte pare che lintenzione di Lucio Ferrara non sia quella di ripiegare versoquel caldo sole, ma di seguire altre direzioni, abbandonando il sentiero del Mediterraneo per altri lidi e località.Esempio di questo smarrimento intenzionale è il brano "Tutatitaià": nonostante abbia una precisa anima e particolarità, rappresenta un fulminea ciel sereno, o meglio un preciso inscurimento della trama sonora. Se si pensa alla limpidezza di "TYW", ascoltato poco prima, conlaccattivante tema che rincorrendosi rimbalza fra chitarra e tromba, non si può non notare il forte contrasto con il timbro più graffiante, quasirock, della quarta traccia.Tutte le altre composizioni rimangono (chi più chi meno, a parte "Brunzsezes" dispirazione hardbop) in quei contorni pennellati dai brani diapertura e chiusura, quasi a chiudere un ciclo di piccoli quadri musicali; "Regalo in 6/4" e "Ricordi", infatti, si assomigliano molto: entrambi siaffidano al lirismo del sax soprano per lesposizione di temi veramente ben costruiti e regalano unimpressione di limpidezza e solarità (il primo,inoltre, può contare sullo slancio ritmico dato da un tempo come il 6/4).Come a tracciare un itinerario, diventano poi co-protagoniste, insieme alla chitarra, la tromba ed il flicorno di Maurizio Piancastelli, in uncontinuo addentrarsi nelle profondità più remote del sentimento musicale, fino ad arrivare al lento e felino "Blat", in cui il flicorno trova la suadimensione ideale, o alle sospirate visioni di "Florian" (con gustosi effetti alla chitarra).Tutti i brani si reggono per buona parte sulle performances solistiche di Ferrara, raramente ripetitivo e scontato, sempre piacevolmente allaricerca di un mondo da dipingere e da popolare di note, ma il quintetto diventa in pratica, molte volte, un trio di chitarra o di sax/tromba.Valutazione: * * * !