Slide della terza lezione (12-10-2010)

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Terza lezione AA 2010-2011 Università degli Studi di Macerata - Facoltà di Scienze Politiche - Corso di "Informatica per le scienze sociali"

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  • 1. INFORMATICA PER LE SCIENZE SOCIALI Università degli Studi di Macerata Facoltà di Scienze Politiche “ LA CONSERVAZIONE DIGITALE” Lezione n. 3 Martedì 12 ottobre 2010 Dott. PhD Luca Ricciotti A.A. 2010-2011 - primo semestre
  • 2. Informatica per le scienze sociali Introduzione Oggi, la maggior parte delle informazioni che vengono prodotte sono in formato digitale. Qualsiasi contenuto digitale (documenti, immagini, audio, video etc.) è rappresentato da una sequenza di bit (“0” e “1”) Perché è così difficile conservare le informazioni digitali rispetto a quelle analogiche ??? Si amo però in grado di assicurare la sopravvivenza nel tempo di tutta l’enorme quantità di contenuti digitali che quotidianamente produce la società attuale ??? L’evoluzione tecnologica continua e costante rende difficile la conservazione degli oggetti digitali Per la fruizione di contenuti analogici (si pensi, ad esempio, ad una lettera tradizionale) è necessaria (e sufficiente) solo una buona vista Per la fruizione di tutti i contenuti digitali è necessaria, oltre ad una buona vista, anche un'apposita infrastruttura hardware e software
  • 3. Informatica per le scienze sociali Le problematiche della conservazione digitale Da diversi decenni si assiste ad una continua evoluzione di tali infrastrutture: il computer appena acquistato dopo soli due anni è già obsoleto e va sostituito con uno più moderno e potente. Il sistema operativo va anch’esso aggiornato alla nuova versione e parallelamente i programmi con cui creiamo e gestiamo i contenuti digitali devono essere anch’essi aggiornati o rimpiazzati da altri. Nel giro di pochi anni l’evoluzione tecnologica rende del tutto obsoleta l’infrastruttura hardware e software costringendoci a cambiarla. L’obsolescenza dell’ hardware e del software costituisce una seria minaccia alla possibilità di conservare nel tempo i contenuti digitali Esiste una grande varietà di supporti su cui memorizzare il materiale digitale: dalle schede e ai nastri perforati di storica memoria, che rappresentavano i bit attraverso una serie di fori, alla vasta gamma di supporti di memorizzazione oggi disponibili basati sulle tecnologie magnetiche, ottiche ed elettroniche ( floppy disk , dischi fissi, nastri magnetici, CD, DVD, HD-DVD, BR, memorie flash, etc.) In questi anni abbiamo assistito ad un rapidissimo evolversi dei supporti di memorizzazione utilizzati. Solamente 20 anni fa si utilizzava il floppy disk da 5 pollici e ¼ (supporto che attualmente è solo un reperto storico e risulta praticamente impossibile da leggere) Solamente 20 anni fa il software di elaborazione testi più utilizzato era Wordstar (un programma con interfaccia a carattere) che produceva documenti di testo in un formato proprietario identificato dall’estensione .ws Se oggi avessimo documenti in .ws magari sui floppy disk , saremmo in grado di visualizzarne il contenuto? Sicuramente avremo difficoltà in quanto il formato .ws non è più gestito attualmente ed è difficile trovare strumenti di conversione che consentano di trasformare quei file in formati oggi accessibili. Bisogna quindi adottare , fin dal momento della formazione dei contenuti digitali, dei formati che abbiano le caratteristiche per fornire le maggiori garanzie in termini di conservazione a lungo termine
  • 4. Informatica per le scienze sociali Le strategie di conservazione digitale (1-6) Tutti i contenuti digitali sono semplici sequenze di bit che diventano però estremamente fragili ed a rischio di scomparsa nel tempo se non vengono adottate le opportune strategie per assicurarne la conservazione nel lungo periodo Nel corso degli ultimi quindici - venti anni le problematiche connesse alla conservazione digitale sono state affrontate sotto molteplici punti di vista e sono state proposte diverse strategie di conservazione al fine di giungere ad una loro soluzione
  • 5. Informatica per le scienze sociali Le strategie di conservazione digitale (2-6) La produzione di una versione analogica dell’oggetto digitale è una appropriata strategia di conservazione? Oggi, che gli originali nascono in formato digitale, c'è ancora la necessità di produrre un loro “ surrogato ” analogico? ? Strategia non percorribile. Un contenuto che nasce digitale va conservato nel formato digitale 1)Si perde l’ intelligenza del documento (le capacità di ricerca e recupero delle informazioni, l’utilizzo simultaneo da parte di più utenti, le formule in un documento excel etc. etc.). 2)I contenuti digitali di oggi non sono solo costituiti da documenti di testo o da immagini (per i quali sarebbe ipotizzabile come strategia la stampa su carta), ma anche da contenuti audio e video e non sarebbe possibile “ stampare ” tali contenuti su carta. 3)Si perderebbero tutti i metadati necessari per determinare il contesto del messaggio, eliminando in questo modo le informazioni che possono garantire l’autenticità del documento.
  • 6. Informatica per le scienze sociali Le strategie di conservazione digitale (3-6) Strategia valida solamente per garantire la conservazione di risorse estremamente importanti e rare 1)Richiede investimenti finanziari davvero notevoli (sempre che sia possibile mantenere in funzione una tecnologia obsoleta) 2)Può essere mantenuta per un periodo di tempo limitato, in attesa di adottare una strategia di conservazione a lungo termine migliore
  • 7. Informatica per le scienze sociali Le strategie di conservazione digitale (4-6) E’ un processo sempre necessario , indipendentemente da qualunque altra strategia di conservazione che venga adottata. Tecnicamente è semplice, con un bassissimo rischio di perdita di dati se viene eseguito e documentato nella maniera corretta E’ una strategia che è necessario mettere in atto quando i cambiamenti nell’ hardware e nel software cominciano a minacciare la possibilità di fruizione di un contenuto digitale perché il formato secondo cui tale contenuto è codificato comincia a diventare obsoleto. Dato che comporta una modifica nella sequenza di bit , il formato di destinazione deve essere compatibile con il formato d’origine in maniera tale che il contenuto informativo e tutte le più importanti proprietà del contenuto digitale siano mantenute salvaguardandone nel contempo l’autenticità e l’integrità Se viene persa una generazione di nuovi formati, i dati potrebbero essere difficili da recuperare; se più generazioni vengono perse, i dati potrebbero essere completamente perduti. I cicli di migrazione devono essere relativamente frequenti: non oltre 5-7 anni senza alcun riversamento sostitutivo Schema di funzionamento del riversamento sostitutivo
  • 8. Informatica per le scienze sociali Le strategie di conservazione digitale (5-6) A differenza della strategia basata sul riversamento sostitutivo, in questo caso non c'è nessuna conversione di formato e quindi nessun cambiamento nella sequenza di bit che costituisce il file . Il contenuto può essere riprodotto sempre nello stesso modo indipendentemente dal tempo e dalla piattaforma dove il software di emulazione sarà eseguito nel futuro Nell’ e mulazione hardware un ambiente hardware obsoleto viene ricreato in un computer moderno; a tale scopo viene scritto un programma che imita le strutture del vecchio computer su una nuova piattaforma. In questo modo è possibile operare nel nuovo ambiente come se ci si trovasse nel vecchio Nell’ emulazione software viene ricreato solamente l’ambiente software che “girava” sul vecchio computer e non l’ambiente hardware completo. Grazie a questo software che “emula” l’ambiente software originale è possibile avere accesso ai contenuti digitali creati per quel determinato ambiente anche su un computer moderno L’ emulazione basata sull’UVC ( Universal Virtual Computer ) costituisce un’ulteriore variante: anche in questo caso deve essere scritto un emulatore software , ma non per un computer reale bensì per un computer virtuale, non esistente, denominato appunto Universal Virtual Computer (UVC) Schema di funzionamento del l’emulazione
  • 9. Informatica per le scienze sociali Le strategie di conservazione digitale (6-6) L’archeologia digitale rimanda agli archeologi digitali del futuro , piuttosto che ai produttori attuali di contenuti, la decisione sui contenuti da considerare importanti (similmente ai metodi attualmente utilizzati dagli storici e dagli archeologi per recuperare ed interpretare i dati del passato)
  • 10. Informatica per le scienze sociali Conclusioni
  • 11. “ LA CONSERVAZIONE DIGITALE” Lezione n. 3 Martedì 12 ottobre 2010 [email_address] Dott. PhD Luca Ricciotti A.A. 2010-2011 - primo semestre