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  • La ricerca è intitolata Arch(L)ive: crasi ipotetica che pone la questione del nuovo rapporto che nell’attuale contesto mediale si può instaurare tra eventi, loro documentazione e i pubblici che si confrontano sia con l’esperienza live che con le rappresentazioni prodotte da soggetti diversi, istituzionali e legati invece ad una comunicazione grassroot.
  • La ricerca si snoda in modo trasversale affrontando le nuove relazioni tra possibilità di valorizzazione del patrimonio d’archivio ed eventi live nel contesto mediale attuale. Il rapporto tra gestione archivistica e nuovi media è affrontato con attenzione alle sperimentazioni più recenti che hanno visto una sintesi transdisciplinare tra le discipline archivistiche, informatiche e mediali. E’ il caso ad esempio del Progetto di Rilevante Interesse Nazionale TRAME , Del progetto della BBC Backstage, di Europeana o di Europa Film treasure. Il rapporto tra eventi culturali e media è stato affrontato partendo da autori di riferimento come Dayan e Katz e Thompson per poi muovere verso studi più recenti come quelli di Patricia Leavy, che hanno approfondito le dinamiche legate alla trasformazione di un evento in icona mediale, attraverso processi di rappresentazione, appropriazione politica e costruzione di narrazioni popolari. O Stephanie Marriott che affronta la dimensione del live anche in relazione alle nuove modalità di rappresentazione e distribuzione dei materiali audiovisivi.   L’analisi del fenomeno della produzione grassroot è stato affrontato in relazione alla progressiva convergenza tra produzione istituzionale e produzione grassroot anche in relazione alla documentazione degli eventi. Qui ad un classico recente come Jenkins si affiancano gli studi di Patricia Zimmermann che evidenziano come la produzione amatoriale ha da sempre accompagnato la produzione istituzionale e professionale nella rappresentazione degli eventi, offrendo prospettive documentali di grande interesse legate alle autorappresentazioni.   Infine viene affrontato il tema della valorizzazione dei patrimoni documentali attraverso la produzione d’archivio. Il tema del riuso e della rielaborazione creativa dei materiali d’archivio è centrale nell’ottica di una valorizzazione dei patrimoni documentali a disposizione delle istituzioni che organizzano eventi culturali. L’analisi muove da uno studio imprescindibile per l’analisi del riutilizzo dei materiali filmici che è contenuto nel volume Films beget films di Jay Leyda, che inaugura gli studi sulla produzione d’archivio per arrivare agli studi più recenti sulle soluzioni metodologiche ed estetiche che caratterizzano le sperimentazioni affrontate da Lev Manovich in cui la composizione di nuovi oggetti partendo da repertori strutturati diventa la forma creativa emergente. La ricerca ha affiancato all’analisi della letteratura esistente uno studio dei casi più interessanti tra le sperimentazioni concluse e in atto per quanto riguarda la documentazione (CNN The moment, DIC Documentare installazioni complesse) che per quanto riguarda la comunicazione e il riuso dei patrimoni documentali (piattaforme per la fruizione online come TRAME, Europeana, Europa film Treasures) e sperimentazioni sul riutilizzo creativo di patrimoni istituzionali (BBC Backstage) e non istituzionali (RIP a remix manifesto, Private Hungary).
  • La ricerca ha previsto un’analisi desk, attraverso l’identificazione di 15 casi di studio che sono stati analizzati in profondità per identificare le pratiche di gestione e comunicazione dei patrimoni documentali e della memoria degli eventi culturali online.
  • Gli ambienti online selezionati per l’analisi approfondita sono stati identificati attraverso uno screening condotto all’interno del progetto di rilevante interesse nazionale CoOPERARE all’interno del quale una linea di ricerca è dedicata al tema dei “New media events”. Sono stati identificati settori in cui sono presenti eventi culturali di rilievo nazionale caratterizzati da una significativa copertura mediatica: enogastronomico, musicale, cinematografico, letterario, scientifico, teatrale. Sono stati selezionati siti che non si limitino a offrire informazioni promozionali relative all’evento culturale ma che offrano spazi per la fruizione della documentazione degli eventi live. Particolare attenzione è stata dedicata agli ambienti online che hanno strutturato il patrimonio digitale in modo da garantire una fruizione da parte di un pubblico non specialistico, anche attraverso la predisposizione di percorsi interattivi e di ambienti per la rielaborazione collaborativa (tra soggetti visitatori e tra soggetti e istituzione). Non tutti gli elementi sono riscontrabili in ciascuno dei case studies, piuttosto i quindici casi identificati rappresentano un campione interessante per esplorare quello che è lo stato dell’arte, a livello nazionale, nell’area della costruzione e comunicazione della memoria digitale degli eventi.
  • Dall’analisi sono emersi alcuni modelli ricorrenti di gestione e di comunicazione online del patrimonio culturale. Il primo modello è quello dell’archivio seamless. Tali ambienti propongono un riuso di parte del patrimonio documentale all’interno dell’ambiente istituzionale online dell’evento, l’utente non ha la percezione di consultare un archivio o una gallery specifica costruita attraverso materiali d’archivio, si muove senza soluzione di continuità tra aree informative e patrimonio documentale d’archivio.
  • Un terzo modello è quello dell’archivio multisito, in cui la gestione della memoria si basa sulla stratificazione dei siti delle diverse edizioni dell’evento, sulla loro conservazione e sul loro aggiornamento e sulla progettazione di strumenti per l’accesso diretto alle diverse sezioni. L’utente ha la possibilità di accedere e di consultare gli oggetti mediali all’interno del contesto di riferimento in cui sono stati realizzati e inseriti in origine.
  • Attraverso le interviste sono state indagate le strategie produttive per la documentazione degli eventi e le strategie organizzative per la gestione del proprio patrimonio documentale. Sono state indagate inoltre le azioni intraprese e il livello di interesse nei confronti di tutta quella produzione grassroot con la quale gli utenti del web entrano in contatto, spesso prima e in alternativa rispetto ai materiali documentali istituzionali dell’evento stesso.
  • Dalle interviste è emerso come un impulso forte alla digitalizzazione e alla riorganizzazione del proprio patrimonio documentale sia stato fornito dalla necessità di creare il proprio ambiente online. Di anno in anno il materiale documentale pubblicato sul sito a fini promozionali ha creato un patrimonio accessibile attraverso cui gli utenti potevano esplorare alcuni degli eventi delle diverse edizioni. Con il diffondersi degli ambienti di condivisione e di scambio che caratterizzano il web 2.0 le istituzioni organizzatrici hanno dovuto confrontarsi con l’opportunità di aprire il proprio patrimonio alla rielaborazione e alla redistribuzione partecipata, intensificando il rapporto di scambio con il proprio pubblico, ma al contempo con la minaccia di perdere in parte il controllo sulla comunicazione dell’immagine e dell’identità dell’evento culturale.
  • Un’altra coppia di problemi che interagiscono e condizionano le scelte delle istituzioni organizzatrici di eventi culturali nell’attuale panorama mediale è legata da una parte alla definizione di nuovi pubblici interessati ai patrimoni documentali (pubblici che non sono solo più i visitatori dell’evento che vogliono vivere un’esperienza live ma pubblici interessati in modo specifico ai materiali in possesso dell’istituzione organizzatrice e che documentano l’evento: video, interviste, fotografie, oggetti digitali, podcast) e dall’altra alla necessità, per instaurare forme di relazione più durature nell’arco dell’intero anno, di affrontare cambiamenti organizzativi strategici, laddove solitamente le istituzioni organizzatrici hanno un’organizzazione flessibile e “a fisarmonica”, che si estende e amplia in concomitanza con l’avvicinarsi dell’evento fisico.
  • Dall’altra emerge la mancanza di una strategia e di una regia che utilizzino in modo efficace i servizi del web sociale per creare un legame con quei pubblici che potrebbero rappresentare un bacino di utenza importante per la valorizzazione del patrimonio documentale digitale (i fan che potrebbero costituire una risorsa per ampliare e per migliorare la descrizione dell’archivio, per documentare micro eventi, ma che potrebbero essere interessati anche a forme di micropagamento per i contenuti in possesso dell’istituzione organizzatrice). Se tali potenzialità emergono dalle interviste le problematiche di carattere organizzativo e di gestione del patrimonio spesso prevalgono.
  • Nelle prossime slides presenterò alcuni dei risultati emersi dalla terza fase della ricerca, quella delle interviste ai prosumers.
  • Il campione è stato selezionato online attraverso ricerche mirate all’interno della piattaforma YouTube. Criteri: almeno 5 video prodotti ex novo o rielaborati partendo da contenuti già presenti online presenza di contenuti di documentazione relativi ai temi selezionati per la ricerca (Jazz, Letteratura, Cinema) presenza di almeno un contenuto creato ex novo o rielaborato partendo da materiale esistente online relativo ad uno degli eventi oggetto di analisi.
  • 12 su 23 prosumer intervistati (pari al 52,1%) hanno dichiarato di reputarsi “fan” ovvero di seguire un artista o genere musicale raccogliendo informazioni, partecipando a eventi e seguendo regolarmente le attività legate all’oggetto della propria passione (i “fan” sono risultati essere prosumer legati al Festival Internazionale del Film di Roma -2 soggetti-, al Festival della letteratura di Mantova -2 soggetti-, al Salone Internazionale del Libro di Torino -4 soggetti- e ad Umbria Jazz -4 soggetti-). 10 dei soggetti intervistati (pari al 43,4% del campione) frequenta communities online legate alle proprie passioni, tra coloro i quali frequentano communities è leggermente superiore la percentuale di “fan” (60%) rispetto a coloro i quali non si reputano fan.
  • Coloro i quali frequentano communities online legate alle proprie passioni hanno indicato due tipologie prevalenti di motivazioni: “ricerca di informazioni, aggiornamenti e news” indicata come obiettivo principale dal 50% di coloro i quali frequentano communities, “condividere passioni ed interessi con la community” e “scambiare consigli e comunicare con persone che hanno i miei interessi”, riconducibili all’aspetto relazionale della community (indicata dal restante 50% dei rispondenti). In tal senso emergono i due aspetti principali che dovrebbero caratterizzare un ambiente sociale legato agli eventi culturali: da una parte favorire l’interscambio di informazioni e di news, dall’altra fornire una base sociale al rapporto con le proprie passioni, incentivando la personalizzazione della comunicazione e la costruzione di identità riconoscibili.
  • Considerando i quindici maggiori produttori di contenuti abbiamo un totale di 2159 video online, di cui 1475 (pari al 68,3%) prodotta da prosumer appartenenti alla categoria “fan”. La fandom appare dunque essere un bacino di utenza interessante per le istituzioni che producono, conservano e gestiscono i patrimoni documentali legati agli eventi culturali.
  • Se nella maggior parte dei casi gli utenti trovano insufficiente la documentazione reperibile nei siti istituzionali degli eventi di loro interesse riconoscono comunque l’importanza di un soggetto che sia in grado di offrire un servizio culturale di selezione della documentazione “certificata”. Se da una parte ritengono importante il contributo degli user generated content (che superano quantitativamente i materiali istituzionali e che offrono l’opportunità di fruire di momenti dell’evento non altrimenti documentati) dall’altra le opinioni circa la qualità dei materiali user generated sono discordanti e solo il 50% dei rispondenti reputa soddisfacente la loro qualità. Da qui la domanda per maggiori servizi e contenuti che provengano dalle istituzioni che organizzano gli eventi culturali e che dispongono delle documentazioni. Interessante la richiesta che tali istituzioni integrino user generated content filtrandoli sulla base di criteri di qualità.

Transcript

  • 1. EVENTI CULTURALI E MODELLI DI COMUNICAZIONE ONLINE Domenico Morreale
  • 2. FASE 1: ANALISI DESK. I MODELLI DI COMUNICAZIONE DEI PATRIMONI DOCUMENTALI ONLINE PER UN CAMPIONE DISTITUZIONI NAZIONALI FASE 2: INTERVISTE ALLE ISTITUZIONI. I PATRIMONI E IL RAPPORTO CON I PUBBLICI FASE 3: INTERVISTE AI PROSUMERS. ANALISI DEL CONSUMO E DELLA PRODUZIONE GRASSROOTS La comunicazione online dei patrimoni digitali degli eventi culturali, le pratiche di gestione e di comunicazione dei patrimoni digitali delle istituzioni che organizzano eventi culturali e il rapporto con i pubblici online. OBIETTIVI
  • 3. ANALISI DESK E INTERVISTE ALLE ISTITUZIONI EVENTI CULTURALI E PATRIMONI DOCUMENTALI ONLINE
  • 4. I SITI DELLE ISTITUZIONI ANALIZZATE
    • Biennale di Venezia
    • Carnevale di Viareggio
    • Festival della Letteratura di Mantova
    • Festival della Scienza di Genova
    • Giffoni Experience
    • Festival dei Due Mondi di Spoleto
    • MiART
    • MITO Settembre Musica
    • Napoli Teatro Festival Italia
    • La notte della Taranta
    • Opera Festival
    • Ravenna Festival
    • Roma Film Festival
    • Salone del Gusto
    • Umbria Jazz
    Disponibilità di ambienti per la presentazione e diffusione del patrimonio digitale online. Particolare attenzione ad ambienti online che garantiscono una fruizione attraverso la predisposizione di percorsi interattivi e di ambienti per la rielaborazione collaborativa (tra soggetti visitatori e tra soggetti e istituzione). A
  • 5. Archivio seamless Il patrimonio documentale è utilizzato come corredo iconografico/audiovisivo dei percorsi ipertestuali . MODELLI DI GESTIONE ONLINE DEL PATRIMONIO DOCUMENTALE Archivio gallery L’aspetto identitario e storico non è prioritario quanto la dimensione immersiva a supporto di un approccio legato al marketing territoriale. Archivio multisito Stratificazione dei siti espositivi delle diverse edizioni dell’evento, sulla loro conservazione e sul loro aggiornamento.
  • 6. MODELLI DI GESTIONE ONLINE DEL PATRIMONIO DOCUMENTALE Archivio online Il patrimonio, gestito in modo rigoroso è reso fruibile attraverso motori di ricerca, indici tematici, percorsi identificati dagli archivisti. Viene esplicitata la natura di archivio della raccolta documentale online. Archivio distribuito Rende accessibile il patrimonio istituzionale e si avvale di servizi di social networking resi disponibili in rete da soggetti terzi per consentire agli utenti di interagire con gli oggetti mediali.
  • 7. I temi: la documentazione dell’evento, la gestione della documentazione, la comunicazione e il riuso, il rapporto con la produzione grassroots Gli eventi: Festival del Cinema di Roma, Festival della Letteratura di Mantova, Umbria Jazz, Giffoni Experience, Mito Settembre Musica Istituzioni che hanno avviato un processo di cambiamento nella gestione della comunicazione online del patrimonio nella direzione di un coinvolgimento più marcato degli utenti / visitatori. LE INTERVISTE E LE ISTITUZIONI B
  • 8. Il web 1.0 ha favorito una riorganizzazione del patrimonio in funzione della sua pubblicazione online. Il web 2.0 attiva dinamiche di compartecipazione alla creazione, diffusione e rielaborazione dei patrimoni viste spesso con sospetto dalle istituzioni organizzatrici di eventi culturali: il timore della perdita di controllo sull’identità . DOCUMENTAZIONE E PUBBLICI 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
  • 9. I destinatari dei processi di comunicazione non sono solo più i target di pubblico da coinvolgere nell’evento fisico: i patrimoni documentali possono trasformare le istituzioni organizzatrici in agenzie culturali online , aperte a nuovi segmenti di pubblico : fan, professional, ricercatori. L’istituzione culturale deve fare fronte a cambiamenti strategici nell’organizzazione interna : la comunicazione non è più unicamente concentrata nei giorni dell’evento, ma è distribuita nell’arco di tutto l’anno. DOCUMENTAZIONE E PUBBLICI
  • 10. Il modello attuale da superare: assenza di una regia generale nella gestione dei servizi caratteristici del web sociale . Le sperimentazioni più significative sono proposte da soggetti terzi che gestiscono la comunicazione per le istituzioni culturali. Il potenziale legame tra pubblici e istituzioni si disperde. DOCUMENTAZIONE E PUBBLICI
  • 11. Obiettivo: indagare il rapporto tra nuovi pubblici e i patrimoni documentali online degli eventi culturali identificando le caratteristiche dell’interazione tra archivi digitali e fruitori. Interviste ai produttori di contenuti legati alla documentazione di quattro eventi culturali italiani : Umbria Jazz, Festival della letteratura di Mantova, Salone Internazionale del libro di Torino, Festival internazionale del film di Roma. LE INTERVISTE AGLI UTENTI C
  • 12. LE INTERVISTE AGLI UTENTI La maggior parte del campione abita in città , è in possesso di una laurea (o titolo di studio post-universitario); la totalità del campione dispone di connessione a banda larga. L’età media è di 36 anni.
  • 13. LE INTERVISTE AGLI UTENTI FANDOM e COMMUNITIES La metà circa degli intervistati si dichiara FAN (segue un artista o genere musicale raccogliendo informazioni, partecipando a eventi e praticando regolarmente attività legate all’oggetto della propria passione) 43,4% frequenta COMMUNITIES online legate alle proprie passioni. Tra coloro i quali frequentano communities è leggermente superiore la percentuale di “fan” (60%) rispetto a coloro i quali non si reputano fan.
  • 14. LE INTERVISTE AGLI UTENTI MOTIVAZIONI CHE SPINGONO A FREQUENTARE COMMUNITIES LEGATE ALLE PASSIONI “ ricerca di informazioni, aggiornamenti e news ” 50% “ condividere passioni ed interessi con la community ” e “ scambiare consigli e comunicare con persone che hanno i miei interessi ” 50%. Due aspetti principali che dovrebbero caratterizzare un ambiente sociale legato agli eventi culturali: favorire l’interscambio di informazioni , fornire una base sociale al rapporto con le proprie passioni , incentivando la personalizzazione della comunicazione.
  • 15. LE INTERVISTE AGLI UTENTI FANDOM e PRODUZIONE DI CONTENUTI Considerando i quindici maggiori produttori di contenuti abbiamo un totale di 2159 video online, di cui 1475 (pari al 68,3% ) prodotta da prosumer appartenenti alla categoria “ FAN ”. La fandom appare essere un fenomeno interessante per le istituzioni che producono, conservano e gestiscono i patrimoni documentali legati agli eventi culturali.
  • 16. LE INTERVISTE AGLI UTENTI FRUIZIONE DEI SITI LEGATI AGLI EVENTI CULTURALI: MATERIALE CERCATO - approfondimenti legati ai temi di loro interesse (38%) -materiali audiovisivi che documentino l’evento (23,8%) -programma della manifestazione (19%) -news (9,5%) -recensioni (4,7%) -accrediti (4,7%). Una percentuale significativa di prosumers accede a tali raccolte con l’obiettivo di ottenere informazioni circa temi e personaggi di proprio interesse e non per raccogliere informazioni o materiali relativi all’evento culturale in sé .
  • 17. LE INTERVISTE AGLI UTENTI
    • SODDISFAZIONE PER LA COMUNICAZIONE ONLINE DEI PATRIMONI DOCUMENTALI
    • “ ritiene soddisfacenti la quantità e le modalità di distribuzione dei materiali del sito?”
    • SI 35% / NO 65%.
    • Le opportunità di miglioramento:
      • Più documentazioni, anche non istituzionali 30%
      • maggiore disponibilità di documentazioni video 23%
      • presenza di streaming video 15,3%
      • area download più ampia 7,6%
      • area podcast con più file a disposizione 7,6%.
  • 18. LE INTERVISTE AGLI UTENTI PATRIMONI DOCUMENTALI ISTITUZIONALI E GRASSROOTS Gli utenti trovano insufficiente la documentazione reperibile nei siti istituzionali ma riconoscono l’importanza di un soggetto in grado di offrire un servizio culturale di selezione della documentazione. Ritengono importante il contributo degli UGC ma solo la metà del campione reputa soddisfacente la loro qualità . Chiedono maggiori servizi e contenuti che provengano dalle istituzioni che organizzano gli eventi culturali. Chiedono che tali istituzioni integrino user generated content filtrandoli sulla base di criteri di qualità .