Diario di viaggio: scozia irlanda romania
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    Diario di viaggio: scozia irlanda romania Diario di viaggio: scozia irlanda romania Document Transcript

    • Progetto -Gioventù in Viaggio- città di LecceLa Compagniadel Paese delle Meraviglie
    • SCOZIA 30/06/11 – 04/07/11“La Compagnia del Paese delle Meraviglie” A cura di: Cristina Frassanito
    • Il nostro viaggio ha inizio… Il BianConiglio ci augura buon viaggio e… …altrettanto, a Voi che leggerete!EDIMBURGO:Durante il volo, ci siamo subiti accorti quando siamo arrivati negli UK in quanto dalfinestrino si intravedevano solo nuvole. Ma a destinazione dobbiamo ammettere cheMadre Natura e stata clemente con noi: Il sole era visibile in cielo, anzi, forse anche troppo,la mezzanotte sembrava le nostre cinque del pomeriggio. Esatto! La prima cosa cheabbiamo notato in Scozia è la luce: fa buio per poche ore e poi risorge il sole. I loro 12 gradidi piena estate poi, si sono rivelati gelidi per noi, che provenivamo dai ben 30 gradiall’ombra, ma ci siamo coperti ben bene e abbiamo resistito tranquillamente, anche se, leragazze del posto ci sfilavano accanto in minigonne e canotte…brrrr…Appena arrivati in città dall’aereoporto, il verdepubblico con gli scoiattoli che saltellavano qua e la, lecasette a schiera, i palazzi gotici, le file di comignoli egli intrecci di guglie ci han subito stregati. Sistemata la faccenda dei bus per il giorno dopo in stazione, ci siamo dedicati alla ricerca del nostro ostello: “Castle Rock Hostel”, per chi non è mai stato in un ostello come noi, non poteva capitarci posto più carino: arazzi medievali alle pareti, armature, tutte le pareti erano dipinte con ghirigori vivaci e si accedeva alle camere da una porticina con una fessura sbarrata come quella dei film. Ogni stanza aveva un nome diverso dall’altra e lo stesso i letti al suo interno. L’unico problema degli ostelli e che si può sempre trovare qualcuno che russa o che (come me), parla nel sonno.
    • Lasciate le valigie ci siamo diretti nel centro storio, nondistante dall’ostello per intraprendere il ghost tour, un viaggioper i vicoli nascosti della Old town alla scoperta dei misteri edelle storie di fantasmi. Il nostro inglese non è eccellente, ma èstata comunque un’esperienza interessante, specie quandosiamo scesi nei sotterranei, l’atmosfera in se per se metteva ibrividi.Se siete del Sud/Centro Italia, ricordatevi che in questo paesealle 20:30/21:00 le cucine chiudono, per cui oltre quest’orario,non si può più mangiare nei locali…è stato duro abituarsi aquesto, ma siamo sopravvissuti lo stesso ;-)Dopo la nostra “cena” a base di acqua e birra, abbiamo fatto ungiro per la strada principale di Edimburgo: Grassmarket, dove c’erano dei locali tipiciaperti, con tipici scozzesi che bevevano tipici drink e dopo andavano in giro tipicamenteubriachi… eheheh…Rimarrà per me un mistero, il dove vengono parcheggiate tutte le macchine: Non se nevede neanche una, apparte qualche taxi in attesa davanti ad un marciapiede…mah! Di giorno Edimburgo prende più vita, i taxi e gli autobus bombati che vanno da una parte all’altra della città, la fiumane di persone che attraversano la strada, zampognari agli angoli delle strade, vicino magari alle caratteristiche cabine telefoniche rosse, che riecheggiano per tutta la città e loro…gli uomini in kilt! C’è un qualcosa di sacro nel vederli sfilare per le strade, un tradizione antica, la fierezza di appartenere a quella nazione ed esserne orgogliosi…che meraviglia!
    • Il castello si eregge imponente su tutta la città ed è molto bello anche al suo interno, all’entrata vi sono dei soldati in kilt che effettuano il cambio della guardia. Il parco, immenso, rilassante, la gente si stende al sole e poco distante: The Scott Monument. Monumento dedicato a Sir Walter Scott, con 287 gradini, il biglietto costa 3£ sterline, ma ne vale la pena, una volta in cima si gode di un panorama mozzafiato.C’è sicuramente ancora tanto da scoprire di questa fantastica città, ma il nostro tempostringe e ci dirigiamo alla stazione dei bus per raggiungere la successiva destinazione.Abbiamo trovato veramente efficenti i servizi di trasporto e con l’explorer pass che cipermetteva di usare il biglietto per 5 giorni, è stato anche conveniente. Se non sieteautomuniti lo consiglio a tutti.
    • INVERNESS:Fa freddo! Siamo più a nord e la differenza di clima si fasentire.Appena arrivati in serata, ci siamo diretti al nostro ostello:“Bazpackers Hostel”, un po’ ristretto come spazi, ma almenoaveva la connessione ad internet gratis e abbiamo potutocaricare qualche foto del viaggio sul blog di io giro. Siamo subito andati in un locale in cui, come ci eravamo già informati prima di partire, suonavano dal vivo musica tradizionale: Hootananny Club. Purtroppo non so se riuscirò a descrivere quello che si provava a stare lì dal vivo, perché era tutto così bello e allegro: il violino ci trasportava, le persone cantavano e accompagnavano la musica con un boccale di birra, l’atmosfera era calda e accogliente e la musica travolgente. Il gruppo “North sea gas” era molto bravo, abbiamo fatto un po’ di conoscenza, erano interessati alla nostra musica tradizionale del Sud, chissà se un giorno non ci rincontreremo . Intanto ci godiamo questo momento, che come prima esperienza di musica dal vivo, ci sta affascinando molto e qualche ragazzo ci invita pure a ballare tutti insieme.Inverness è una cittadina tranquilla, con un grande fiumee grandi ponti di sera illuminati, non abbiamo potutovedere molto, dato che era di passaggio ed i tempi quelliche erano, l’indomani infatti dopo pranzo ci dirigiamo allago.
    • LOCH NESS:Il pulman ferma Urquhart Castle. Scendiamo fiduciosi di star per godere di un panorama come pochi e infatti sulla riva del Lago, si ereggevano le rovine di un antico castello, reduce di molte battaglie. Una volta pagato il biglietto (7.2£) ci dirigiamo all’entrata, dove ad attenderci sul chi va là, vi era un trabucco di guerra. All’interno vi era un tipico scozzese in kilt d’epoca che spiegava l’uso delle armi e delle battaglie avvenute tra quelle mura. Vi erano molti cunicoli nascosti escale a chiocciola che portavano sulle torrette diguardia, da qui il lago è magnifico, c’è un atmosferamedievale, come se il tempo si fosse fermato eavesse voluto lasciare tutto così com’era tanti annifa, non finisco di dire questo pensiero che vediamocomparire all’orizzonte sulla superficie del lago unveliero. Strabuzziamo gli occhi, ma era proprio unveliero, purtroppo da vicino, erano solo turisticuriosi che ci scattavano foto dal lago, ma inquell’ambientazione, quella nave ci ha riportatoancora più indietro nel tempo.Abbiamo il tempo di stenderci sull’erba, sulla rivadel lago immobile, forse il famoso “Mostro di LochNess” è davvero solo una legenda…forse, ogni leggenda crediamo che abbia sempre unfondo di verità. Noi cacciatori di misteri, da questo punto di vista siamo stati “sfortunati”,ma questa giornata in questo luogo sarà sicuramente indimenticabile.FORT WILLIAM:Riprendiamo il pulman per raggiungere la nostra prossimadestinazione. Lungo il percorso per arrivare a Fort William, siamocircondati da Montagne verdi, cascate, fiumiciattoli e pascoli dimucche. Qui hanno una razza particolare, sono bovini color avana oneri, con lunghe corna e pelo lungo, con il loro latte fanno dellecaramelle tipo mou al gusto chiamato “Fudge”, ho visto che fannoanche il gelato a questo gusto, e questi bovini sono rinomati qui, sivedono anche nelle cartoline.
    • A Fort William, c’è la possibilità di prendere il famoso treno di “Harry Potter”, il percorsoche nel film viene fatto in treno dalla stazione alla scuola di magia, è in realtà il percorsoFort William-Mallaig, dura una giornata e i panorami valgono il costo del biglietto, mabisogna prenotare in tempo, noi abbiamo come si suol dire “perso il treno”, in quanto nonabbiamo trovato più posti disponibili. Quel giorno inoltre era domenica per cui facendo ungiro alternativo abbiamo trovato tutto chiuso. Poco male, ci prendiamo un po’ di tempo perrilassarci: doccia calda, e riposo, non siamo abituati a fare tanti km a piedi e con un pesoda portarci dietro, le ginocchia e le braccia di alcunidi noi iniziano ad avere i primi acciacchi.Il nostro ostello era a 3Km da Fort William, in unalocalità chiamata Benavie, qui, a quanto ci dicono, sieregge il monte più alto della Scozia. Per chi dovessepassar di qui e come noi non è automunito, consigliodi trovare ostelli che siano per certo nelle vicinanze didove vi lascerà l’autobus o il treno.Ho notato che qui, nonostante i numerosi pascoli,bistecche non ne fanno, il loro piatto tipico è unaspecie di spezzatino con pezzi di manzo in brodo con funghi, carote e patate…iniziano amancarci le fettine di carne alla griglia.GLASGOW:La nostra ultima tappa, prima di raggiungere la località di Stranraer che cicondurrà in Irlanda, è Glasgow.Appena arrivati abbiamo subito notato che non è una città tipica come lo èEdimburgo, Glasgow è multietnica, una città industrializzata, influenzatada tanti paesi diversi, un po’ caotica a dir la verità, l’impressione era distare in una New York rimpicciolita e disorganizzata. Un cinema a diecipiani ha subito attirato la nostra attenzione una volta usciti dalla stazione,grandi palazzi classici si alternano a “Africa shop”, “Indian restaurant”,“Thai pizza” e “China food”. Un bazar multietnico, vivace e colorato.Un’altra cosa che abbiamo notato della Scozia, sono le gigantesche chiese gotiche,trasformate in ostelli o pub o musei o ristoranti.Un consiglio per chi viaggia e si trova da quelle parti: Portatevi tanti soldi spicci se dovetespostarvi con gli autobus urbani, se pagate più del dovuto non riceverete resto, sempremeglio avere i soldi contati, anche se le sterline pesano d’accidenti come monete.
    • Per raggiungere il nostro ostello siamo stati costretti a prendere un taxy: la mia valigia si èrotta e l’autobus ci ha fatto scendere perché non dava resto e noi non avevamo soldi spicciper pagare il biglietto. A parte questo piccolo disguido, Glasgow ci ha regalato momenti bellissimi, abbiamo mangiato per la prima volta il famoso Fish and chips (pasto che nei prossimi giorni diventerà la fonte di nutrimento principale per Daniele). Abbiamo visto il parco, immenso, pieno difiori, fontane, giostrine e ponti perchè attraversato da un fiume, levolpi gironzolano qua e la indisturbate, quasi come fossero canirandagi, non ne avevo mai viste così da vicino, all’interno del parcosi ereggono l’università e il museo dell’arte, di sera illuminati sonoancora più affascinanti, specialmente con la tipica luce crepuscolaredi qui, che la notte non esiste. La cattedrale e la Necropoli sono però le cose che più ci hanno lasciati senza fiato. La cattedrale è imponente, dal soffitto in legno e le vetrate enormi, coloratissime, tante stanzette con tanti stemmi sui soffitti e sulle pareti, arazzi antichi, poltrone eleganti… Vi era un organo gigantesco che era suonato dal vivo erendeva la visita molto piacevole. All’esterno un viale fiorito portavadirettamente alla necropoli, un’altra città praticamente, (unringraziamento speciale va al sig.Walter Bannerman per avercustodito e nascosto le nostre valigie da occhi indiscreti). Era tutto un susseguirsi di stradine, scalette, terrazine e spiazzali, con veri e propri monumenti funebri, più si saliva in cima a questa collinetta più si aveva la sensazione che quel cimitero non finisse mai.La nostra visita è stata interrotta dal tempo che non smette mai dicorrere. Il pulman ci aspetta per una nuova destinazione ed unanuova avventura.
    • STRANRAER:Siamo al punto di salutare la Scozia.Allo Stena Line Terminal di Stranraer ci imbarchiamo sultraghetto “HSS Stena Voyager” che ci porterà in Irlanda. E’ unpo’ triste partire, ed è strana come sensazione considerandoche siamo già in viaggio e non a casa nostra, ma la Scozia cimancherà veramente.Il traghetto è veramente bello, c’è la sala giochi per i piùpiccoli, due postazioni cinema dove trasmettono un filmd’animazione, delle postazioni con internet free, un ristorante… …Un ultimo fish and chips e poi sosta sulle poltroncine a prua, a goderci il tramonto eimmaginare cosa accadrà sulla nuova isola che andremo a visitare.
    • Diario di viaggio – Irlanda 5 luglio – 9 luglio 2011 by Chiara DellAnna de La Compagnia del Paese delle Meraviglie5 luglio 2011: ore 08:56 Belfast – Irlanda del Nord / 14° Piove La Compagnia del Paese delle Meraviglie prende il bus per andare a effettuare un tour organizzato sullaGiants Causeway, ovvero il Selciato dei Giganti, dopo aver sonnecchiato in ostello in una larga stanza con 10 letti, tuttinostri! A pranzo abbiamo provato un piatto tipico irlandese, ovvero uno stufato di carne e patate con pane dolce e burro.Ore 15.51 – PioveAndiamo via dal Selciato dei Giganti, un luogo surreale, fatto di rocce basaltiche, formatesi milioni di anni fa da uneruzione vulcanica, che giocano sul mare. Il sole si è mostrato in tutta la sua bellezza nelle due ore di passeggiate sullevie della leggenda del gigante Fionn, scogliere a picco sul mare e strane immagini nelle rocce a nido dape o chericordano le corde di unarpa.Ore 18.06Anche larcobaleno ci rammenta di essere nella terra dei Leprecauni che custodiscono la pentola doro... guardiamounultima volta le scogliere di Causeway, sperando di rivederle presto, e portiamo con noi il panorama mozzafiatodellisola dove cantano i gabbiani.Ore 19.40Siamo a Linen House Hostel a riposare le gambe, tra un po andremo alla stazione dei bus di Belfast non dopo aver fatto
    • un giretto sulle rive del fiume, alle ore 01.00 partiremo per Dublino e da lì, prenderemo il treno diretto per Galway.6 luglio 2011: ore 07.25 – Sole e freddoDopo aver scambiato quattro chiacchere con un ragazzo iracheno alla stazione dei bus di Belfast, la Compagnia èarrivata allalba a Dublino, la capitale irlandese; qui abbiamo provato sulla nostra pelle cosa vuol dire non avere un tettosulla testa e un letto caldo in cui fare sogni tranquilli: seduti sul marciapiede, in attesa dellapertura delle porte dellastazione ferroviaria, coperti con lasciugamano-kilt di Cristina, abbiamo atteso, tremando per il freddo, lapertura, dopodi che colazione e toilette di fortuna. Bisogna pagare un prezzo per tutto, ma i miei occhiali da vista dimenticati nel bus,non hanno prezzo!...Si parte verso Galway...Ore 20.30Relax nellostello Salmon Weir di Galway con la pioggia e il cielo grigio che ci ricorda che siamo nelle terra verdedIrlanda.Oggi la Compagnia ha trascorso dei momenti indimenticabili nel Burren National Park tra i dolmen delle popolazionivissute milioni di anni fa, i resti di antichi castelli, le mucche e le pecore al pascolo libere sulle verdi colline; poi, conpioggia e vento forte, siamo saliti a osservare lo spettacolo delle scogliere di Moher dove nidificano milioni dipulcinelle di mare e i gabbiani canterini... un panorama da incanto ovattato nella nebbia che si confondeva con la spumadelle onde che sinfrangevano vaporose.Finalmente nel ristorante di Doolin a stendere i vestiti fradici di acqua davanti ad un piccolo ed invitante camino accesoe poi di corsa sul pulman che ci riporta tra le piccole e tortuose stradine della regione del Burren: enormi massi di pietregrigie che svettano a picco sul mare, gente che si diverte con le onde a fare surf e distese di colline verdi che sfumanonelle nuvole basse cariche di pioggia.Ore 21.00 – Galway nightLa Compagnia del Paese delle meraviglie si tuffa nella gioiosa tradizione musicale irlandese e sulla via dei pub citroviamo a seguire le note musicali tipiche delle ballate: quattro musicisti stanno allietando uno dei tanti pub sparsi sullavia, abbiamo anche lonore di poter osservare con i nostri occhi due fantastici ballerini che si alternano sul palchettoadibito apposta per loro; lemozione è tantissima, la gente è in euforia assieme ai piedi dei ballerini e alle mani deimusici che volano su in alto nei cieli dIrlanda, trasportandoci indietro nelle antiche tradizioni locali. Alla fine delconcerto ci ritroviamo nella folla di un altro pub li vicino, dove un altro gruppo di musica irlandese sta facendoimpazzire tutti! Cornamusa, violino, bodhran, fisarmonica e chitarra riempiono di calore la piccola stanza in cuiveniamo trascinati dallenergia che queste musiche hanno in sé.
    • 7 luglio 2011: Galway – Connemara Tour Pioggia e vento. La mattina di buon ora la Compagnia si appresta a far un ultimo giro nella cittadina diGalway, per poi partire nel selvaggio Connemara. Paesaggi verdi umidi, pieni di ruscelli, cascate e laghi. Il tour ha fattotappa presso labbazia di Kylemore che si specchia in tutto il suo splendore candido sul lago, dove ninfee bianche giallegalleggiano silenziose.La triste storia dell abbazia ci racconta che nacque come castello e casa privata della famiglia Mitchell Henry, nel 1867.La moglie Margaret morì tragicamente durante una vacanza in Egitto, a soli 45 anni. Le sue spoglie vennero riportateallabbazia e fu sepolta nel Mausoleo. Anche le ceneri di Henry Mitchell furono riportate alla Kylemore Abbey e vennesepolto accanto alla sua amata moglie, nel mausoleo della loro casa dei sogni.Ore 18.39Siamo in treno verso Ennis, a sud di Galway, la cittadella numero uno per quanto riguarda il folklore irlandese.8 luglio 2011: ore 08.30 Finalmente ha smesso di piovere. La Compagnia è in viaggio verso la capitale dellIrlanda: Dublino doveci aspetta il fenomeno mondiale di danza e musica irlandese, ovvero il Riverdance.Ieri sera, rimanendo in tema folk, in un pub di Ennis, abbiamo avuto il piacere di ascoltare, tra una Guinness e unaUrsus, un po di buona musica irish tradizionale; lambiente ricordava molto i nostri ritrovi salentini in pub e pizzerie incui ci si mette a suonare e ballare tra amici, conoscenti e non, chiaccherando, mangiando e bevendo moltosemplicemente. Io e Cristina ci siamo cimentate nelle danze irlandesi con un uomo che, sul momento, ci spiegava ipassettini veloci e le figure a tre tipiche delle loro danze; poi sono arrivati gli anziani musici e ballatori, i quali si sondivertiti a conoscere e provare a suonare le castagnette che avevo tirato fuori dalla mia borsa. Scambiandoci glistrumenti, ho provato a suonare anchio le due bacchette di legno che usano gli irlandesi come accompagnamentoritmico e che hanno un suono simile alle castagnette della provincia napoletana. Abbiamo lasciato loro anche dei cd dimusica popolare salentina (pizzica) e loro, in cambio, ci hanno regalato un cd della band: scambi culturali d.o.c.
    • 9 luglio 2001: ore 10.15 – Dublin Airport La giornata di ieri si è svolta sotto la pioggia della capitale irlandese, tra la zona di Temple Bar, laCattedrale di San Patrizio, patrono dIrlanda, e il Gaiety Theatre, dove alle ore 19.00 abbiamo assistito allo spettacolomagico del Riverdance, una miscela di danze e musiche moderne e tradizionali.La storia narrata nello spettacolo segue la vita del fiume dove l‟acqua sotto forma di pioggia nutre il fiume, la sorgentedella vita, e poi scorre fino al mare, dove il ciclo della vita ricomincia quando l‟acqua, evaporando, alimenta le nuvole.Il ciclo di ritorno perenne raffigura anche la storia irlandese. I numerosi irlandesi che hanno lasciato la loro patria,hanno viaggiato per mari e oceani ma negli anni novanta dello scorso secolo sono tornati a casa, arricchendo l‟Irlandacon i loro talenti e le loro esperienze.Professionisti di ballate irlandesi, ballerini americani di tip-tap, una splendida ballerina di flamenco e i musicisti sullosfondo del palco, ci hanno portati per mano in una delle tante favole che si ritrovano leggendo le storie dei celti e deidruidi della mitologia dIrlanda, raccontando con i loro corpi e le loro voci, la storia del fiume e lasciando noi con tuttoil pubblico presente, a bocca aperta per la meraviglia...Dopo di che una passeggiata tra i tanti pub di Temple Bar dove si trovano musicisti per strada, live music in ogni dove eun brulicare di giovani mescolati ai tantissimi turisti che, come noi, cercano di vivere le tradizioni tipiche della Dublinoby night.Stanchi e felici, con i piedi gonfi, andiamo a riposare nellostello “Generetor”, poco distante dal fiume che attraversa lacittà.Ora siamo in aereoporto, destinazione Bacau, Romania.Continuiamo a meravigliarci...
    • R O M A NI A Sabato 09-07-2011 - Giovedì 14-07-2011 ‘La Compagnia del Paese delle Meraviglie’ Daniele Longo
    • Sabato 09-07-2011IN BREVE: - arrivo a Bacau in aereo - da Bacau a Sighisoara in taxi - Sighisoaraarrivo a Bacau in aereoOra 16:45: il volo „J0R0256‟ della compagnia BlueAir partito da Dublino (DUB) alle ore 11:00 è appenaatterrato a Bacau (BCM).I passeggeri di questo volo sono molto simpatici e vivaci, dopo la gran confusione e il tanto vociare in volo,han accompagnato la fine della fase di atterraggio con un sonoro applauso; intanto noi ci prepariamo ascendere.„Bun venit în România!‟Appena messo piede a terra troviamo ad attenderci una differenza di temperatura di più 12 – 15 gradi rispettoalle fredde terre Irlandesi e Scozzesi; è una sensazione molto piacevole ritrovare il caldo sole che avevamolasciato nel nostro amato Salento: una bella sensazione di benessere e di rasserenamento ci accompagna finoall‟ingresso dell‟aeroporto. Dopo i controlli identificativi entriamo nella stanza principale dell‟aeroporto. Laprima sensazione non è delle migliori: forse eravamo troppo bene abituati agli ottimi servizi offertici inIrlanda e in Scozia; ci rendiamo subito conto che la bella vita fatta nei precedenti 10 giorni sta per diventaresolo un piacevole ricordo.L‟aeroporto è molto piccolo: troviamo un solo „box informazioni‟ che è per fare i biglietti degli aerei con unafila lunghissima di persone, un piccolo bar in un angolino e tanti taxisti in cerca di clienti. Neppure mettiamopiede fuori dall‟aeroporto per vedere la situazione all‟esterno che uno di loro ci legge in faccia il nostrospaesamento e ci propone il suo servizio; anche se tentiamo di rifiutare in tutti i modi, ci pedina metro dopometro per tutta la nostra permanenza nell‟aeroporto.Senza cedere fin da subito al servizio del taxi, preferiamo chiedere qualche informazione su come poterarrivare a Sighisoara (sulla eventuale presenza di bus o treni diretti, in partenza da Bacau) a un ragazzoseduto al bar. Fortunatamente parla inglese e molto gentilmente riceviamo più informazioni di quante neaspettavamo: informazioni sul bus per arrivare alla stazione dei treni, sul prezzo del biglietto, sul valore dellavaluta locale e… aimè: sulla quasi certa inesistenza di collegamenti diretti tra le due città con treni e bus; manon demordiamo e tentiamo lo stesso di trovare un treno.Mentre ci dirigiamo alla fermata del bus detta (1,5 km circa dall‟aeroporto) siamo costantemente affiancatida taxisti: il nostro look da ragazzi spaesati in cerca di un mezzo di trasposto deve aver fatto colpo.Riusciamo a seminarli e a prendere posto sul bus: un altroragazzo vede i nostro volti disorientati e si offre di aiutarci.Anche lui pensa che l‟unico modo per arrivare a Sighisoara siaprendere un taxi: ci da dei consigli su come poter contrattarecon i taxisti e sui prezzi medi delle corse.Nel frattempo veniamo contattati dalla signora del pernottoprenotato che ci chiede conferma sull‟orario del nostro arrivo;le spieghiamo la nostra non felicissima situazione e rimaniamod‟accordo che quando saremo giunti in città l‟avremoricontattata.Arrivati alla stazione dei treni i presentimenti dei due ragazzirisultano fondati: non ci son treni diretti per Sighisoara, e ilprimo treno con scalo parte in tarda nottata.da Bacau a Sighisoara in taxiOptiamo per prendere uno dei tanti taxi parcheggiati all‟uscitadella stazione: dopo un po‟ di faticose contrattazioni (grazie allinguaggio universale dei gesti, visto che nessuno parla inglese)stabiliamo il prezzo e partiamo alla volta di Sighisoara. (TaxiS.C. G.P.K. ROM TRANS S.R.L. al prezzo 440 RON = 110EUR.)
    • Il taxi sembra come esser uscito da un film: vari ciondoli appesi allo specchietto retrovisore, immagini diSanti, di Madonne e della squadra di calcio attaccate sul tettuccio, non può mancare la radio a tutto volumedi sottofondo sintonizzata su stazione radio locale rumena.Man mano che percorriamo la strada ci sentiamo sempre più dentro il cuore della Romania, dellaTransilvania.Una fitta vegetazione ci accompagna sui tornantidelle montagne, e costeggiamo per un buontratto di strada un piccolo fiume; troviamo moltele persone che fanno delle soste sugli spazi verdiche si affacciano sul fiume e che si rinfrescanocon le numerose piccole sorgenti che scendonodai costoni delle montagne.Attraversiamo poi una zona più pianeggiante euna lunga serie di piccoli paesini che sisviluppano sui lati della strada. Le case sonomolto vecchie e molto particolari, di tanto intanto vediamo anche dei i nidi di cicogna sui palielettrici.Ma la cosa che più ci colpisce è che la strada chepercorriamo (che presumiamo sia comunque unastrada principale) non è solo la sede del transito delle macchine: sulla strada si svolge l‟intera vita dellepersone dei vari paesini che attraversiamo.Non essendoci marciapiedi i ragazzi camminano sul ciglio della strada, i bambini giocano seduti suiguardrail, le persone più anziane portano le mucche al pascolo con una corda legata intorno al collo a pochimetri dalla nostra corsia. Di tanto in tanto troviamo a ridosso delle case dei banchetti con dei prodotti invendita. Sulla strada incrociamo e sorpassiamo svariati traini tirati da cavalli o muli, son quasi più numerosidelle macchine.È un continuo procedere a slalom tra i vari „ostacoli‟; ma il taxista sembra molto abituato e procede avelocità sostenuta pur guidando con prudenza. Ammirando gli splendidi paesaggi circostanti il tempo scorreveloce e ben presto arriviamo a destinazione.SighisoaraGiunti alle porte della cittadina di Sighisoara contattiamo la signora del pernotto che con ci viene a prenderecon la sua macchina. Nell‟attesa il taxista inizia a pretendere più soldi di quanti in precedenza stabiliti, e fortunatamente con l‟arrivo della signora e con il suo aiuto riusciamo a liquidarlo con la somma prestabilita dalla partenza. In pochi minuti arriviamo all‟ostello: PENSIUNE CITADELA SIGHISOARA (Stradela Cetatii Nr.1). È‟ situato a pochi metri dalla Torre dellOrologio, simbolo della cittadella. Giusto il tempo di lasciare i bagagli in stanza e di ammirare per un attimo la splendida visuale della torre dell‟orologio dalla finestra e siamo di nuovo in strada; ci facciamo consigliare il più vicino ristorante e andiamo correndo verso la nostra cena. Ceniamo al ristorante: ITALY SIG PAN SRL (Str. H. Oberrth Nr.1) distante meno di 100 metri dall‟ostello. Anche se già eravamo al corrente che il cambio tra moneta locale (Lei) ed euro andava a nostro vantaggio, non appena leggiamo i vari prezzi in moneta locale e facciamo mente locale sui relativi prezzi in euro, restiamo comunque sorpresi e con un sorriso a 42 denti. Finito di cenare usciamo dal ristorante e ci dirigiamo verso il centro con sanpietrini passiamo vicino il nostro pernotto e proseguiamo salendo fin sotto l‟orologio. È affascinante e maestoso. Proseguendo ci ritroviamo di fronte la casa Vlad Dracul, dove il Principe di Valacchia Vlad III Dracul ci abitò tra gli anni 1431-1435 , prima di diventare principe della
    • Valacchia. È oggi trasformata in ristorante.Curiosiamo nelle vie circostanti per un altropoco, ma la stanchezza del viaggio ci riportaall‟ostello a riposarci.
    • Domenica 10-07-2011IN BREVE: - Visita Sighisoara - da Sighisoara a Brasov in treno - BrasovVisita SighisoaraPur andando a letto con i migliori propositidi una sveglia impostata per le 07:00, lastanchezza ha vinto di nuovo e ci ha fattorimandare di un oretta la nostra primamattina nelle terre del Conte Dracula. Il servizio offerto dalla struttura del pernotto è stato eccellente: l‟intero edificio conserva il vecchio stile che ci fa sentire immersi nell‟atmosfera surreale della cittadella, una splendido panorama dalla finestra con la visione della torre dell‟orologio che sembra dominare e vegliare dall‟alto l‟intera Sighisoara, e infine un‟ ottima colazione servita è stata la ricarica necessaria per intraprendere la visita della cittadella.Sotto la luce del sole, Sighisoara è unica:soprannome più azzeccato non poteva esserledato: „La perla della Transilvania‟. Eravamopronti ad assistere a un „Patrimoniodell‟umanità‟ ma abbiamo trovato qualcosa cheva oltre la naturale bellezza delle cose: il centrostorico è perfettamente conservato, con lastruttura urbanistica e gli edifici caratteristici diuna cittadella medievale. La torre dell‟orologio,con i suoi 64 metri, è ancora più imponenteilluminata dal sole. Saliamo fino al punto più alto di Sighisoara:attraversiamo una lunga scalinata di 175 gradiniinteramente ricoperta da un tetto di legno che ciporta alle porte della cosiddetta „Chiesa sullacollina‟.
    • Da qui sopra si ammira un panorama mozzafiato.Riscendendo nel cuore del centro storico ci giriamo tutte levie, con un continuo sali e scendi di vie alla ricerca dispettacolari edifici medievali nascosti dietro ogni angolo. Il tempo vola via velocemente ed è già ora di pranzo: torniamo allo stesso ristorante di ieri sera ITALY SIG PAN SRL (Str. H. Oberrth Nr.1) per stare vicini all‟ostello dove abbiamo lasciato gli zaini. Finito di pranzare ci dirigiamo alla stazione dei treni di Sighisoara e prendiamo il primo treno disponibile per Brasov: partenza ore 14:49 e arrivo previsto per le 17:12 (128 km, per un prezzo di 30.80 Lei). Il treno ha un ritardo di 40 min e ci accomodiamo nei pressi del binario di arrivo dove troviamo un po‟ d‟ombra per ripararci dal caldo che è veramente tanto. La stazione ferroviaria in qualche modo conservaanch‟essa quell‟atmosfera irreale che ci haaccompagnato per l‟intera visita della cittadella,sembra che il tempo e l‟evoluzione tecnologicaabbia preso una strada differente che non porta aSighisoara.
    • da Sighisoara a Brasov in trenoArrivato il treno prendiamo posto: più che una carrozza sembrauna sauna su rotaie. Il caldo è insopportabile. Ci lasciamo lasplendida cittadella di Sighisoara alle spalle alla volta di Brasov.In cabina ci sono due ragazzi rumeni che parlano italiano, e ciraccontano qualcosa di come si vive in Romania e della loro vita.Iniziamo un bellissimo discorso che ci distoglie dal caldo e ci fatrascorrere più velocemente il tratto in treno. Ci dicono che sonodi ritorno da un monastero del nord della Romania, dove son statiper un periodo a lavorare in una situazione di totale isolamentoimmersi nella sola vita monasteriale. Quando gli descriviamo ilnostro „tour in Romania‟ ci han consigliato che la parte più belladella Romania sono anche questi monasteri isolati sullemontagne. Ci parlano molto bene della città di Brasov e ci consigliano di visitare la „Chiesa Nera‟ situata nel centro storico. Il discorso svaria su più argomenti, dalla ancora esistente rivalità tra Ungheria e Romania verso il confine dei due Paesi, dalla non facile situazione che c‟è in generale in Romania e di quello che ci aspetta una volta arrivati a Bucarest, ma meglio non anticipare niente… Uno di loro è diretto proprio a Bucarest e ci lascia un suo contatto semmai una volta arrivati li (giorno 11 luglio) ci sarebbe servito il suo aiuto. All‟arrivo alla stazione dei treni di Brasov notiamo una radicale differenza: è un‟area molto più industrializzata e civilizzata, siamo tornati nei tempi moderni Brasov Curiosità: non potevamo aspettarci un arrivo in città migliore: così come Hollywood ha la famosa scritta del nome della città sulle verdi colline, anche Brasov non è di meno: c‟è la scrittadel nome „BRASOV‟ che sovrasta la città dalla cima di una verde montagna.Per arrivare all‟ostello seguiamo le indicazioni riportate sulla prenotazione: dalla stazione dei treni di Brasovabbiamo preso il bus (REGIA AUTONOMA DE TRANSPORT BRASOV) e dopo un breve tratto di stradasenza molte difficoltà troviamol‟ostello: Happy Hostel (No. 35Razboieni Street). Si mimetizza unpo‟ con le altre case del quartiere esembra avere poco le sembianze diun ostello, ma più di una normalecasa. e. Concluse le operazioni disistemazione in camera, andiamo acenare presso il ristorante S.C.PIRAMID COMPANY S.R.L. (Str.Grivitei Nr. 40). In serata cifacciamo una breve passeggiatanelle vicinanze dell‟ostello. Ilrientro al pernotto è fissato dallanota negativa dell‟ostello: non èaperto tutta la notte ma verso lamezzanotte chiude.
    • Lunedi 11-07-2011IN BREVE: - Visita Brasov - da Brasov a Bran in bus - Visita castello di Bran - da Bran a Brasov in bus - da Brasov a Bucarest in treno - BucarestVisita BrasovLa sveglia suona molto presto e già in primamattinata siamo al centro della cittadina. Mappa inmano andiamo alla ricerca dei posti piùinteressanti da vedere. Ci sono le due porte della città: „Porta Şchei‟ e „Porta Ecaterinei ‟ che facevano parte delle fortificazioni erette ai tempi delle incursioni punitive di Vlad Tepes (Dracula). Particolarmente bello è stato attraversare la „Strada Sforii‟: una delle più strette vie di Europa, larga 1,32 metri e lunga 83 metri. Abbiamo visitato la „Chiesa Nera‟ (Biserica Neagră) che secondo alcuni studiosi è la più grande chiesa gotica dellEuropa orientale. Tutto il centro storico merita di essere visto, mail tempo stringe e il castello di Bran ci chiamava.
    • da Brasov a Bran in busDal centro città di Brasov abbiamo preso il bus(REGIA AUTONOMA DE TRANSPORTBRASOV) per arrivare alla stazione dei bus„Autogara2‟. Saliamo sul primo autobus direttoa Bran (SC TRANBUS SA). Bran dista più omeno 30 km e in una quarantina di minutiarriviamo a destinazione. La fermatadell‟autobus è proprio ai piedi dell‟altopianodove si sviluppa il castello e la prima visionedel castello è spettacolare.Visita castello di BranCi avviamo verso l‟entrata principale a valle delCastello attraversando numerose bancarelle conprodotti tradizionali. Dopo una ripida salita citroviamo al portone principale. Entrati all‟interno l‟atmosfera è surreale: iniziano un susseguirsi di sale, di corridoi, di porte e finestre ...Suggestiva è stata la „sala d‟armi‟ con svariate armie armature medievali appese sui muri. Le varie stanze son collegate da numerosi corridoi,da scale nascoste di legno cigolante che ci portanoda un piano a un altro, da porte segrete e da percorsilungo le mura di cinta. Il tutto va a formare unlabirinto e spesso ci troviamo disorientati. Manmano che ci inoltriamo nelle membra del castello,iniziamo a capire come mai è stato fonte diispirazione per Bram Stoker per la descrizione delcastello di Dracula.
    • Ritornati a valle del castello facciamo in tempo a pranzare al ristorante GALERIA BRAN SRL.da Bran a Brasov in busPer rientrate a Brasov prendiamo il primo bus utile (S.C. TRANSMONTANA S.A.), che ci porta allastazione dei bus „Autogara2‟ di Brasov. È più piccolo di quello preso all‟andata e arriviamo in unamezzoretta. Da qui prendiamo un altro bus (REGIA AUTONOMA DE TRANSPORT BRASOV) che ciporta fino alla stazione dei treni di Brasov.da Brasov a Bucarest in trenoFacciamo i biglietti per il treno in partenza alle ore 16:30 e con orario di arrivo previsto per le ore 21:04 allastazione nord di Bucarest. Quasi cinque ore di treno per fare 166km. Il treno fa fermate di 5-10 minuti a ognistazione ferroviaria che incontra sulla via; sembra quasi che sono più i minuti di sosta che quelli effettivi diviaggio. Ci mettiamo l‟anima in pace e optiamo per ricaricarci di ore di sonno perdute durante i precedenti12 giorni.BucarestArrivo alla stazione Nord di Bucarest: per prima cosa andiamo alla ricerca di informazioni su possibilicollegamenti per arrivare all‟ostello. Ma tra persone che non parlano inglese, tra persone che non sannoaiutarci, e tra autisti di bus che più semplicemente ci ignorano, non speriamo neppure di trovare un centroinformazioni nelle vicinanze. Vista l‟impossibilità di avere informazioni riguardo a possibili bus/tram confermate vicino al pernotto abbiamo preso il taxi. Dopo due tentativi andati a male di trovare un taxista che cicapisse ne troviamo uno che parla inglese. Vede che forse non ci siamo resi ancora conto di essere arrivati aBucarest e ci mette in guardia sui possibili pericoli che la città nasconde: soprattutto sul fatto della presenzadi numerosi „gypsy‟ dalla „mano veloce‟, e di tenere gli occhi sempre ben aperti e borse di fronte a noi, maidietro la schiena, soprattutto di sera. Siamo un po‟ spaventati dal discorso che ci fa, e la nostra primaimpressione della città di Bucarest non è di certo delle migliori.Arrivati all‟ostello CENTRAL HOSTEL (Salcamilor Street No. 2 2nd district) non vediamo l‟ora di entraredentro per tranquillizzarci un attimo. Dopo esserci sistemati siamo pronti per andare a cenare: ci facciamoindicare il locale più vicino dal ragazzo della reception, portiamo con noi solo lo stretto necessario e ciavviamo per la via, stando sempre allerta a ogni minimo rumore (il discorso del taxista lo abbiamo ancorastampato fresco in mente). Girato l‟angolo troviamo la porta del ristorante: CASA CRISTIAN. Siamo i soliclienti e il proprietario è molto gentile e cerca di spiegarci tutti i piatti dai nomi più incomprensibili.Rientriamo all‟ostello e rimandiamo la prima visita della città al mattino seguente.
    • Martedi 12-07-2011IN BREVE: - Visita BucarestVisita BucarestUsciamo dall‟ostello in prima mattinata ma già il caldo è insopportabile e l‟aria afosa. Ci avviamo verso unastrada principale vicino l‟ostello e troviamo un box per fare i biglietti dei mezzi di trasporto pubblico. Lasignora del box non parla inglese, e con molta fatica riusciamo a farci rilasciare dei biglietti validi sia per busche per tram.Dopo pochi minuti che siamo in strada ci ricordiamo del discorso di presentazione di Bucarest fatto dai dueragazzi incontrati in treno sul collegamento Sighisoara - Brasov: città afosa caotica e trafficata, questo ciavevano detto; tutto combacia. Ma ci avevano anche suggerito di andare a vedere la sede del Parlamento e ciprefiggiamo quella meta.Saliamo su primo tram utile. Non sapendo la rotta del tram adottiamo la teoria: vediamo dove va man manoche si muove. Pessima scelta: inizialmente sembra funzionare, mappa in mano infatti vediamo che ci stiamoavvicinando verso il Parlamento, ma poi fa una inversione di marcia, e fermata dopo fermata effettua ildefinitivo stop molto lontano dalla nostra destinazione. Scesi dal tram un signore che parla inglese ci da unamano e si offre di accompagnarci fino alla stazione metro per poter ritornare verso il centro città. Arrivati inmetro e fatto il biglietto giornaliero riusciamo ad arrivare alla stazione metro vicino al Parlamento.Non essendo abituati a far uso di metro restiamo impressionati dalla sua struttura: è come se ci fosse unaseconda Bucarest sotterranea.. impressionante.Risaliamo in superficie: davanti a noi si estende un grande parco (Parco Izvor) e in lontananza si vede già lamaestosità dell‟edificio. Avvicinandoci notiamo che non si tratta neppure della facciata centrale, ma di unalaterale: è immenso. Si può proprio dire che il palazzo del parlamento non delude il tanto parlare di se.L‟edificio si sviluppa su 12 piani, fu voluto dal dittatore Ceausescu, che voleva fosse il più grande edificiodel mondo dopo il Pentagono.Impieghiamo non pochi minuti per costeggiare solo una metà facciata laterale, e l‟insopportabile caldo ci fadesistere dal fare un giro completo in torno.Proseguiamo per Piazza Uniri e ci fermiamo un po‟ per ripararci dal sole sotto gli alberi e vicino alla fontana.
    • Procediamo sempre tentando di ricalcare le ombre degli edifici per sfuggire al caldo sole e ci muoviamo a piedi nelle vie super trafficate; ma anche lungo i marciapiedi la camminata non è sempre molto agevole. Numerosissimi sono i lavori in corso di sistemazione delle strade che dobbiamo evitare. Arriviamo nella città vecchia, anche detta „zona Lipscani‟.Passiamo vicino la „Chiesa della corteantica‟La zona è solo pedonale: il caoticotraffico stradale lo lasciamo alle nostrespalle. Purtroppo non si può dire lo stesso per quanto riguarda i lavori stradali: ma non saranno di certo loro a fermarci.Degli innumerevoli locali presenti sui due lati dellestrade pranziamo presso il ristorante: LES BOURGEOIS(Smardan 20 Sector 3).
    • A pomeriggio continuiamo la visita della città: tra i vari edifici visti è stato molto bello entrare nella ChiesaStavropoleos, forse la più bella chiesa del centro storico con uno splendido chiostro accanto.Nel frattempo contattiamo l‟organizzazione “SAKURA” e ci mettiamo d‟accordo per l‟incontro di domani(appuntamento ore 10:00 in Piazza Uniri, ci verrà a prendere il Presidente dell‟organizzazione AdrianApostol in persona).Il caldo non ci fa quasi più respirare e decidiamo di rientrate in ostello per rinfrescarci con un bella docciafredda.Nella via del rientro all‟ostello abbiamo comprato la cena presso: HAPPY EFFECT SRL SOS. STEFANCEL (Mare Nr.11 Sector 2).In serata ceniamo all‟ostello e facciamo conoscenza con un ragazzo francese, Elven. Spieghiamo la lungastoria che sta dietro al nostro viaggio, e che domani sarà una delle giornate più importanti e significativevisto l‟incontro con l‟organizzazione. Si dimostra molto interessato a tutto ciò che abbiamo fatto ed è un veropiacere trascorrere la serata sorseggiando una birra e facendo due chiacchiere.Detto fatto lo invitiamo a trascorrere con noi la giornata di domani.
    • Mercoledi 13-07-2011IN BREVE: - Incontro associazione ‘SAKURA’ e definizione programma della giornata - Visita Bucarest - Attuazione programma stilato: scambio interculturale danze e musiche locali presso la ‘Casa della Cultura’ degli studenti di Bucarest, cena in ristorante con musica tradizionale rumena.Incontro associazione ‘SAKURA’ e definizione programma della giornataPuntuali alle 10:00 ci troviamo in Piazza Uniri come da accordo. Non sapendo l‟aspetto fisico di Adrian è unpo‟ una caccia alla persona. Ci trova per prima lui. Saliamo in macchina e andiamo alle sede FUNDATIAPENTRU TINERET A MUNICIPIULUI BUCARESTI (Calea Serban Voda Nr. 213, Sector 4 Tehnic Club)dell‟organizzazione „SAKURA‟. Entrati nell‟ufficio ci presenta la „referent programe‟ Mironescu ElenaDaniela che fortunatamente parla anche italiano e questo facilita i successivi discorsi.Ci accomodiamo in una stanza e dopo iconvenevoli iniziamo l‟incontro formale:fin dalle prime battute ci sentiamocompletamente a nostro agio, si parla del più edel meno delle nostre precedenti tappe delviaggio.Adrian e Daniela fanno una nota introduttivaparlandoci dell‟organizzazione „Sakura‟ ingenerale.Stiliamo assieme il possibile programma daseguire: ci propongono di andare alla „Casa dellaCultura‟ degli studenti di Bucarest nelpomeriggio dove possiamo effettuare lo scambiointerculturale, e in serata di andare in unristorante dove c‟è musica tradizionale rumena.Siamo molto entusiasti della loro disponibilità apoter organizzare tutto questo, in così poco tempo per noi. Rimaniamo d‟accordo che verso le 18:00 cisaremo incontrati nuovamente in Piazza Uniri con Daniela; così mentre loro mettono appunto i dettagli e lafattibilità dello svolgimento del programma noi avremo fatto un giro nella città.
    • Visita BucarestPrima di darci l‟arrivederci a dopo, ci consigliano di andare avisitare il museo: „MUZEUL NATIONAL AL SATULUIDIMITRIE GUSTI‟ – Museo del Villaggio. Seguiamo il consiglio.Prima di arrivare al museo passiamo vicino all‟Arco di Trionfo,(replica dell‟arco di trionfo di Parigi) veramente bello.Il Museo si trova nel parco Herăstrău e si sviluppa all‟aperto.Racchiude al suo interno vari tipi di case, di chiese e svariata edilizia proveniente da diverse parti dellaRomania. Ogni edificio ha al suo interno gli oggetti domestici originali tipici del luogo di provenienza.Impieghiamo parecchio tempo per visitarlo tutto. Riconosciamo parecchie case già viste durante le tratte intreno e taxi fatte in precedenza.
    • Attuazione programma stilato: scambiointerculturale danze e musiche localipresso la ‘Casa dello Studente di Cultura’di Bucarest; cena in ristorante con musicatradizionale rumena.Puntuali alle 18:00 ci troviamo in PiazzaUniri e ci incontriamo con Daniela. Con lametro arriviamo alla „Casa della Cultura‟degli studenti di Bucarest.Ci fa entrare in una sala dove troviamo ilgruppo: „Doina Folk Ensemble‟: gruppo di danza con costumi tradizionali. La loro insegnante parla un po‟italiano e ci fa accomodare di spalle allo specchio, e ci prepariamo ad assistere ad una serie di loroperfomance. Ci propongono una varietà di canti e balli di diverse regioni della Romania: restiamo affascinati.Come ultima esibizione ci fanno una sorpresa: ci fanno ballare con loro. Anche se si tratta solo di semplicipassi ci divertiamo tanto.
    • Andiamo poi in unaltra stanza dove incontriamo il gruppo „Truverii‟: sono un gruppo di musica medievale emusica tradizionale. Con sorpresa scopriamo che conoscono la nostra „Pizzica‟. Ascoltiamo delle loroesecuzioni: prima di stampo medievale, poi tradizionale locale e concludendo ci suonano dei brani di„Pizzica‟. Che strana sensazione ascoltare la „Pizzica‟ in quel posto. Prima di salutarci a sorpresa ci regalanodue loro cd un calendario.
    • Lasciata la „Casa dello Studente di Cultura‟ ci dirigiamo di corsa verso il ristorante: SOCIETATEACOMERCIALA COLOS ALIMENT S.R.L. dove ad attenderci troviamo un gruppo di musica tradizionalerumena che si esibisce di tavolo in tavolo. Il locale è molto suggestivo.Finita la cena salutiamo e ringraziamo di cuore Daniela che con la sua grande disponibilità ci ha fattotrascorrere una giornata fantastica, ricca di emozioni e di incontri.
    • Giovedi 14-07-2011IN BREVE: - Rientro in ItaliaRientro in ItaliaSiamo giunti all’atto finale del nostro viaggio.Prendiamo il tram che ci porta in direzione dell’aeroporto Baneasa di Bucarest. Sul tram troviamo unragazzo che è diretto anche lui li e ci dice di seguirlo: è stata una vera fortuna perché non sapevamo lafermata cui scendere, e per di più dovevamo prendere un altro bus e fare un tratto a piedi (ci impieghiamopiù di due ore per arrivare sempre per colpa dei lavori stradali e del tanto traffico).Pranziamo all’aeroporto presso: S.C. SNACK ATTACK S.R.L. (Sos. Bucaresti-Ploiesti Nr. 40 Sector 1).Prendiamo il volo ‘0B1215 BlueAir da Bucarest Baneasa (BBU 17:00) a Roma Fiumicino (FCO 18:05).Il tempo di sentirci appieno nella nostra Nazione madre e prendiamo il volo ‘AZ1627 Alitalia da RomaFiumicino (FCO 20:45) a Brindisi (BR 22:00)’.Bentornati nel Salento.