Continuità
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  • DCONTINUITà NEL SENSODI VARIAZIONE GRADUALE E COSTANTE PRIVA DI FRATTURE NETTE a un saggio di Emma Nardi Professore ordinario Università Roma3 Facoltà di Scienze della formazione Dipartimento di progettazione educativa e didattica
  • FAVORIRE UN ORIENTAMENTO qualificato inteso come conquista di conoscenze e competenze dimensioni affettivo motivazionali
  • PORTFOLIO è una raccolta significativa dei prodotti di un alunno che fornisce un’idea precisa delle sue competenze e di come si sviluppano; mostra inoltre i processi le strategie e le conquiste nel tempo tutti i materiali che fanno parte del portfolio comportano una riflessione autovalutativa dell’alunno secondo precisi criteri E’ utile a fornire elementi per una valutazione che certifichi le conoscenze le competenze gli atteggiamenti PORTFOLIO = VADEMECUM BIOGRAFICO che raccoglie PASSATO (TESTIMONIANZE DOCUMENTARIE, PRESENTE (ESPERIENZE FORMATIVE) FUTURO (FINALITA? ED OBIETTIVI/PROSPETTIVE DI ORIENTAMENTO)

Continuità Continuità Presentation Transcript

  • IC COSTA 9/16 dicembre 2010 Emanuela Comolli
  • Definizione di “continuità educativa” “” Per continuità si intende generalmente la qualità di ciò che si svolge o si ripete,senza interruzione, nel tempo o nello spazio. … .. Il continuo è legato alla possibilità di variazioni arbitrariamente piccole di questa o quella caratteristica, all'assenza di frontiere nette, di salti, alla connessione ecc. Il modello matematico fondamentale del continuo è la retta reale, cioè il continuo dei numeri reali”” E. Nardi “ La continuità educativa: metafora o metonimia” IC COSTA 9/16 dicembre 2010
  • le dimensioni della CONTINUITA’ orizzontale metodologia d’insegnamento unitarietà e transdisciplinarietà dei saperi C. sincronica rispetto ad un “ filo conduttore” che lega e collega tra loro le discipline NO ai saperi insegnati a compartimenti stagni tempo spazio E,COMOLLI C . diacronica nella successione curricolare vari ordini di scuola progetto continuo un unico percorso educativo e formativo dalla materna all’Università e oltre....) un progredire concatenato senza “scioglimento” della continuità CONTINUITA’ verticale organizzazione curricolo nel tempo
  • Continuità educativa per le alunne e gli alunni con disabilità POVERO ME ...... CHISSA’ COSA MI SUCCEDERA’ ALLA MEDIA.. .....AIUTOOOOOOOO HO PAURAAA!!! IC COSTA 9/16 dicembre 2010
  • IC COSTA 9/16 dicembre 2010 LA CONTINUITA' EDUCATIVA
  • IC COSTA 9/16 dicembre 2010
    • La normativa promuove e fornisce adeguati strumenti per realizzare progetti di continuità in grado di soddisfare al meglio la necessità di :
    • garantire all’alunno un percorso formativo organico e completo
    • promuovere uno sviluppo multidimensionale della personalità dell’alunno
    • prevenire eventuali difficoltà nei passaggi tra i diversi ordini di scuole e tra
    • classi dello stesso ordine e grado di scuola
    • prevedere opportune forme di collaborazione, coordinamento, condivisione
    • di progettualità rispettando le differenziazioni proprie di ciascuna
    • scuola,
    • considerare il percorso formativo secondo una logica di sviluppo coerente
    • che valorizzi le competenze già acquisite dall’alunno
    • riconoscere la specificità educativa di ciascun ordine e grado di scuola.
  • Principali fonti normative
  • C.M. 4 gennaio 1988 n.1 Oggetto: Continuità educativa nel processo di integrazione degli alunni portatori di handicap
    • Definisce le motivazioni “valoriali e pedagogiche” per la continuità degli alunni disabili “ la continuità (..) per il bambino portatore di handicap diviene condizione di garanzia di interventi didattici che non procurino difficoltà nei passaggi..”
    • Definisce le procedure a cui la scuola in uscita e quella in entrata si devono attenere per favorire una continuità “ priva di fratture e sempre coerente con gli individuali bisogni educativi e ritmi di apprendimento”.
  • Legge 5 febbraio 1992 n. 104 "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate." [art. 14 comma 1 lett. c]
    • art. 14. Modalità di attuazione dell'integrazione.
    • 1. Il Ministro della pubblica istruzione provvede
    • … .
    • c) a garantire la continuità educativa fra i diversi gradi di scuola, prevedendo forme obbligatorie di consultazione tra insegnanti del ciclo inferiore e del ciclo superiore ed il massimo sviluppo dell'esperienza scolastica della persona handicappata in tutti gli ordini e gradi di scuola, consentendo il completamento della scuola dell'obbligo anche sino al compimento del diciottesimo anno di età; nell'interesse dell'alunno, con deliberazione del collegio dei docenti, sentiti gli specialisti di cui all'articolo 4, secondo comma, lettera l), del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 416, su proposta del consiglio di classe o di interclasse, può essere consentita una terza ripetenza in singole classi.
  • D.M. 24 luglio 1998, n. 331 Disposizioni concernenti la riorganizzazione della rete scolastica, la formazione delle classi e la determinazione degli organici del personale della scuola .
    • Nell’art. 40 la salvaguardia della continuità educativa del docente di sostegno viene richiamata come primo fattore e indicatore per l’assegnazione dei posti di sostegno alle diverse istituzioni scolastiche. …
    • TITOLO IV - RIPARTIZIONE E ASSEGNAZIONE DEI POSTI PER ATTIVITÀ DI SOSTEGNO AGLI ALUNNI IN SITUAZIONE DI HANDICAP - SPERIMENTAZIONE DI MODELLI EFFICACI DI INTEGRAZIONE
    • Art. 40.- Continuità educativa
    • 1. Al fine di assicurare la continuità educativa degli insegnanti di sostegno, il Provveditore agli studi assegna i posti di cui agli articoli 38 e 39 del presente decreto, alle singole istituzioni scolastiche tenendo conto:
    • - della tendenza delle presenze di alunni in situazioni di handicap nell'ultimo triennio;
    • - delle necessità di dotare ogni circolo didattico e istituto di un gruppo stabile di insegnanti,
    • allo scopo di garantire l'efficace utilizzazione delle risorse professionali;
    • - dell'esistenza di progetti educativi individualizzati a lungo termine.
    • […] Omissis
  • 4 agosto 2009 Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità
  • Convenzione ONU 20/12/1993 art.24
  • 1979 programmi scuola media D.P.R 104/85 programmi scuola elementare Legge148/90 riforma Scuola Elementare art.1
  • Gli strumenti della continuità art.2 lg148/90
    • La continuità del processo educativo per gli allievi/e con disabilità si inserisce nel più vasto orizzonte della continuità per tutti che prevede alcuni precisi strumenti operativi e condizioni organizzative:
    • la comunicazione di dati sull'alunno
    • la comunicazione di informazioni sull'alunno in collaborazione con la famiglia (o con chi esercita sull'alunno, anche temporaneamente, la potestà parentale)
    • il coordinamento dei curricoli degli anni iniziali e terminali
    • la formazione delle classi iniziali
    • il sistema di valutazione degli alunni
    • l’utilizzo dei servizi di competenza degli Enti territoriali
    Le condizioni della continuità educativa, anche al fine di favorire opportune armonizzazioni della programmazione didattica, sono garantite da incontri periodici tra direttori didattici e
presidi e tra docenti delle classi iniziali e terminali dei gradi di scuola interessati.
  • Modalità operative del raccordo (circ 4/1/88) TEMPI CHI/CON CHI? OGGETTO DEL RACCORDO immediatamente dopo le preiscrizioni
    • ins. della classe frequentata dall’alunno DVA
    • ins. di sost. dei due ordini di scuola
    • operatori dei servizi socio-sanitari
    • genitori
    primo esame della nuova situazione ambientale e valutazione delle eventuali difficoltà riferite all’integrazione al termine dell’anno scolastico Gli insegnanti dell’ordine di scuola precedente Gli insegnanti dell’ordine di scuola successivo ♦ notizie sugli interventi di qualunque natura, realizzati ♦ la diagnosi funzionale ♦ il p.e.i. ♦ relazioni dell’ins. di sostegno e degli ins. di classe ♦ schede di valutazione ♦ ogni altro documento utile all’inizio del successivo anno scolastico ∗ dirigenti scolastici ∗ ins. di classe e di sostegno che lasciano/accolgono l’alunno/a ∗ operatori dei servizi sociosanitari informazioni analitiche sulla personalità dell’alunno per l’aggiornamento/stesura PEI QUESTE TRE PRIME FASI SONO OBBLIGATORIE PER TUTTI GLI ALLIEVI CON DISABILITA’ MA LA CIRCOLARE PREVEDE LA POSSIBILITA’ DI ATTIVARE E SPERIMENTARE ALTRE FORME DI CONTINUITA’ (MOLTO EFFICACI PER ALCUNE PARTICOLARI SITUAZIONI) all’inizio dell’anno scolastico successivo
    • d’intesa tra i due Capi di Istituto
    • secondo le modalità indicate dai Collegi dei docenti
    partecipazione dell’ins. di sostegno della scuola di provenienza alla programmazione del nuovo p.e.i . presso la scuola che accoglie l’alunno NEI CASI PARTICOLARMENTE “FRAGILI”, DOVE IL ”PASSAGGIO” POTREBBE COMPROMETTERE I RISULTATI RAGGIUNTI, E’ POSSIBILE all’inizio dell’anno scolastico successivo e per un periodo non superiore a 3 mesi l’ins. di sostegno può “ accompagnare” l’alunno nella nuova struttura alle seguenti Condizioni : ♦ quantificazione esatta dell’impegno orario strettamente necessario ♦ in collaborazione (non in sostituzione) con gli ins. di classe e di sostegno del nuovo gruppo-classe ♦ sulla base di motivata relazione che documenti l’eccezionalità del caso ♦ d’intesa tra i due collegi dei docenti ♦ con richiesta al Provv.Studi da parte del Capo di Istituto che accoglierà l’alunno
  • E,COMOLLI
  • IC COSTA 9/16 dicembre 2010
  • IC COSTA 9/16 dicembre 2010
  • IC COSTA 9/16 dicembre 2010 La presenza in classe nel primo mese della docente di sostegno è stata richiesta dopo che l’educatrice (assistente comunale) non aveva potuto garantire la sua presenza nella nuova scuola l’alunna in ingresso, accompagnata da alcuni compagni di classe, visiterà la “nuova” scuola con l’”AMICA” come guida l’alunna, ipovedente lieve e con problemi di deambulazione, si sposta autonomamente solo negli spazi che reputa “sicuri” Una delle attività condotte sia a classe intera sia a piccolo gruppo all’inizio dell’anno scolastico ha ripreso un’esperienza laboratoriale condotta alla primaria e questo l’ha notevolmente rassicurata Molto efficaci (per l’alunna e per il C di C) sono state le informazioni e i consigli dalla docente della primaria sulla posizione del banco e sull’illum-inazione più favorevole per facilitarle la visione molto utile è la visione di quaderni ed elaborati, di esempi verifiche,… perché questo favorisce la conoscenza delle abilità/competenze e delle modalità di intervento attuate per raggiungerle. (Ancora meglio se commentate dai colleghi della primaria) Relazioni e PEI tendono ad essere contaminati da fattori emotivi e affettivi e, soprattutto nei casi più gravi, è più rapido ed efficace “vedere” ciò che “sa fare” e “come lo sa fare” per poter elaborare richieste adeguate e per analiz-zare con obiettività le possibili regressioni iniziali (dovute talvolta al cambio di ambiente). In questo modo si evita di calibrare gli obiettivi su apparenti difficoltà invece che sulle reali potenzialità Il neuropsichiatra dell’alunna ha caldeggiato l’attivazione di questa fase di accoglienza “anticipata” per la grande fragilità emotiva dell’alunna
  • IC COSTA 9/16 dicembre 2010 L’inserimento nella nuova scuola è stato graduale. Inizialmente l’allieva ha frequentato 3 spazi (su 6) ogni giorno; la collega della primaria ha lavorato nella classe solo la prima settimana poi i suoi interventi si sono via via diradati e, conteggiando anche le ore condotte nelle riunioni del C d C per la presentazione dell’alunna e quelle con la doc sostegno e l’educatrice per la stesura del PEI, il progetto ha richiesto complessivamente 28 ore L’inserimento è stato particolarmente curato, l’alunna è stata inserita in una classe prima con alcuni compagne della primaria, anche la scelta dell’aula è stata ponderata con attenzione, il personale della scuola è stato adeguatamente informato sulle sue difficoltà al fine di consentirgli “in sicurezza” la maggiore auto-nomia possibile. l’alunna dopo il primo mese di scuola era autonoma nell’andare in bagno e in caso di difficoltà chiedeva serenamente aiuto alla commessa. Le informazioni fornite sulla scheda e direttamente dall’insegnante negli incontri di maggio hanno permesso di richiedere per tempo gli ausili necessari al suo progetto di inclusione
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  • stage continuità: esperienze operative
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  • Procedure per la continuità, continuità nelle procedure cosa fare...
    • Progettazione di nuove procedure e/o “aggiornamento” delle prassi e delle procedure già attivate per la continuità
    • Esplicitazione scritta delle procedure nel P.O.F.
    • Definizione chiara delle responsabilità delle risorse umane coinvolte, dei tempi di attuazione degli interventi
    • Allocazione di risorse finanziarie nel bilancio della scuola a sostegno della progettazione e dell’impegno dei docenti
  • BIBLIOGRAFIA E. Nardi, La continuità educativa: metafora o metonimia, in Quaderni n. 8 R. Trinchero, Dispensa Corso di PEDAGOGIA SPERIMENTALE. UNI TORINO R. Gaudio, Dispensa di Legislazione Speciale, Percorso formativo SOS,Venezia G. Caramuscio, Integrazione nella scuola superiore: superare il sostegno per aree, Difficoltà di apprendimento, Edizioni Erickson Miur, L’handicap e l’integrazione Miur, Per una scuola di qualità, Linee guida B. Vertecchi, Premessa all’articolo Il tempo e la formazione, in Quaderni n. 8, , http://www.pianetascuola.it/archivio/res/quaderni/indice_q8.html http://www.scuolaedidattica.com/speciale/modulo03_Gaudio_Roberto.pdf http://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/nota_4_agosto_09.htm
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