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  • 1. COMUNICAZIONE VERBALE
    • Chiarezza dei contenuti trasmessi
    • Condivisione del contesto comunicativo
    • Condivisione del codice comunicativo
    • Accertamento della comprensione del contenuto
  • 2. COMUNICAZIONE PARAVERBALE
    • Tono della voce
    • Timbro della voce
    • Alcuni effetti vocali (tremolìo…)
    • Alcune espressioni paraverbali (ehmm, uhmm…)
  • 3. COMUNICAZIONE NON VERBALE
    • Espressioni del volto
    • Sguardo
    • Postura
    • Orientamento spaziale
    • Distanza interpersonale
    • Movimenti del corpo e gestualità
    • Aspetto esteriore
  • 4. OTTIME QUALITA’ DEL DOCENTE
    • Sensibilità: capacità di cogliere i segnali deboli
    • Genuinità: saper essere reale nella relazione con il soggetto
    • Capacità di accettazione: far sentire il soggetto accolto
    • Flessibilità: rimodulare il percorso della relazione senza snaturarne gli obiettivi
    • Creatività: capacità di individuare percorsi alternativi
    • Disponibilità: saper dedicare tempo ed energie al soggetto
  • 5. LA RELAZIONE DOCENTE-DISCENTE o meglio LA RELAZIONE PERSONA-PERSONA
    • “ Se una persona si trova in difficoltà, il modo migliore di venirle in aiuto non è dirle cosa fare, ma aiutarla a comprendere la sua situazione e a gestire il problema prendendo da sola e pienamente la responsabilità delle proprie scelte..”
    • (Folgheraiter)
  • 6. COSA E’ UN’ABILTA’
    • E’ la capacità di mettere in atto una serie di azioni, in modo rapido ed efficiente, per raggiungere uno scopo col minimo dispendio di risorse.
    • Come si acquisisce questa capacità di organizzare sequenze di azioni in modo automatico?
    • Ci sono tre requisiti minimi:
    • deve esistere la predisposizione di partenza
    • esposizione a stimoli adeguati
    • esercizio
  • 7. COSA SUCCEDE QUANDO C’E’ UNA DISABILITA’
    • C’è l’incapacità di costruirsi una routine di azioni che renda facile raggiungere un determinato scopo.
    • Da che cosa dipende questa incapacità?
    • Dall’assenza di una delle tre condizioni su descritte
    • Se le condizioni due e tre sussistono, posso supporre che mancano i prerequisiti di base
  • 8. QUALI SONO GLI EFFETTI CHE LA MANCATA PREDISPOSIZIONE DI UN SISTEMA GENERA SUI PROCESSI DI APPRENDIMENTO?
    • Le condizioni di partenza impediscono all’esperienza di depositare una traccia e successivamente di rinforzarla
    • Il soggetto non riconosce come comparabili situazioni anche molto simili
    • L’allenamento non sortisce gli effetti attesi
    • Il soggetto ha difficoltà a procedere da solo nel compito, ha bisogno di essere guidato
    • Il soggetto è incapace di controllare da solo l’adeguatezza del risultato perché è necessario il “lessico mentale ortografizzato” che per essere costruito necessita di un’abilità.
  • 9.
    • Un frigorifero su cui è attaccato un disegno fatto da un bambino è altrettanto americano quanto la torta di mele. Finché sono piccoli incoraggiamo i nostri bambini a esprimersi in forme creative. Poi, quando hanno sei o sette anni, cambiamo improvvisamente registro, dando loro l’impressione che l’educazione artistica sia una materia extracurriculare come il baseball e molto meno importante dell’inglese o della matematica.
    • Saper leggere, scrivere e far di conto è quello che serve nella vita…
    • Nei vent’anni successivi nutriamo a forza l’emisfero sinistro del loro cervello lasciando avvizzire quello destro.
    • Scrive Seymour Papert che se un chirurgo della metà del secolo scorso, con un viaggio nel tempo, si ritrovasse in una moderna sala operatoria, non sarebbe in grado di riconoscere neppure uno degli strumenti che vede, non saprebbe che cosa fare né da che parte cominciare.
    • La tecnologia moderna ha cambiato radicalmente la pratica chirurgica. Se invece un insegnante della metà dell’Ottocento venisse trasportato dalla medesima macchina del tempo in un’aula di oggi, potrebbe, salvo dettagli di poco conto, riprendere da dove era rimasto il suo collega dei giorni nostri.
    • Ci sono ben poche differenze sostanziali tra come si insegna oggi rispetto a centocinquanta anni fa. L’impiego della tecnologia è circa allo stesso livello. Infatti, secondo una recente indagine del Ministero dell’Istruzione degli Stati Uniti, l’84% degli insegnanti ritiene che un solo tipo di tecnologia dell’informazione sia assolutamente essenziale: la FOTOCOPIATRICE con un’adeguata scorta di carta!!!
  • 10.
    • Finalmente, però, stiamo abbandonando quel rigido stile didattico pensato per allievi tutti uguali, per orientarci verso un modo di insegnare più aperto, che non tracci una separazione netta tra l’arte e la scienza, tra l’emisfero destro del cervello e quello sinistro.
    • Quando un bambino usa un linguaggio come Logo per fare un disegno sullo schermo del computer, questo disegno è un’espressione allo stesso tempo artistica e matematica, che può essere vista in un modo o nell’altro. Anche concetti astratti come quelli della matematica possono oggi far ricorso a elementi concreti, presi dalle arti visive.
    • I personal computer faranno sì che la futura generazione sia più abile in matematica e nelle attività grafiche. Fra dieci anni i ragazzi avranno probabilmente molte più possibilità di oggi, perché il raggiungimento di conquiste intellettuali non dipenderà tanto dalla quantità di nozioni acquisite, quanto dalla disponibilità di una gamma più ampia di stili cognitivi, di modi di apprendimento e di comportamenti espressivi.
    • Nicholas Negroponte, dislessico dichiarato, è uno dei maggiori esperti mondiali di comunicazione digitale, docente di Tecnologia dei mezzi di comunicazione e direttore del Media Lab al M.I.T. (Massachusetts Institute of Technology).
  • 11.
    • EMISFERO SINISTRO
    • PENSIERO VERTICALE
    • Programmazione lineare
    • Applicazione di schemi rigidi
    • Si fonda su esperienze passate
    • Procede in modo sistematico e sequenziale
    • Le fasi susseguono ordinatamente
    • Si identifica con la logica
    • Ammette un’unica risposta pertinente
    • EMISFERO DESTRO
    • PENSIERO LATERALE
    • Permette più vie d’uscita
    • Va al di là dei contenuti della situazione di partenza
    • Esplora varie direzioni
    • E’ caratterizzato da incertezza
    • Ricerca nuove prospettiva
    • Rompe gli schemi di ragionamento rigidi
    • E’ caratterizzato da flessibilità, fluidità, originalità, elaborazione, valutazione
  • 12. DUE FORME DI PENSIERO
    • PENSIERO CONVERGENTE
    • Forma di pensiero che a partire da una serie di stimoli giunge ad individuare, attraverso una serie di passaggi, che rispettano regole precise e codificate, l’unica soluzione possibile.
    • PROCEDE SECONDO UNA RIGIDA SEQUENZA LOGICA.
    • PENSIERO DIVERGENTE
    • Forma di pensiero che procede senza vincoli precisi, con il ricorso alle libere associazioni, giungendo, a partire da un punto di partenza ben definito, a generare molteplici, possibili, diverse ipotesi e soluzioni prima inesistenti.
    • PROCEDE A SALTI DA UN RAGIONAMENTO ALL’ALTRO
  • 13. DISLESSICI FAMOSI
    • LEONARDO DA VINCI
    • THOMAS EDISON
    • ALBERT EINSTEIN
    • WALT DISNEY
    • WINSTON CHURCHILL
  • 14. DISLESSIA
    • DIS: POVERO O INADEGUATO
    • LEXIS: PAROLA O LINGUAGGIO
    • IL DISTURBO DISLESSICO COLPISCE LA RAPIDITA’ E LA CORRETTEZZA DELLA DECODIFICA
  • 15. DATI SULLA DISLESSIA
    • In Italia si calcola che la dislessia riguardi almeno 1.500.000 persone
    • Colpisce il 4% della popolazione scolastica
    • Nei paesi anglofoni la percentuale è molto più alta
    • Ciò significa che in una classe di 25 alunni è possibile trovare un dislessico
    • Colpisce maschi e femmine in un rapporto 4:1
    • Circa il 60% dei dislessici ha difficoltà di processamento numerico
  • 16. MOVIMENTI OCULARI
    • SACCADI
    • FISSAZIONI
    • REGRESSIONI
  • 17. DUE VIE DI ACCESSO ALLA LETTURA
    • Via diretta, lessicale, semantica, visiva
    • Via veloce e ad alto profilo
    • Capacità di controllo della sintassi della propria lingua madre
    • Capacità di controllo della semantica
    • Conoscenza del mondo
  • 18. VIA DIRETTA
    • Pare che un mostruoso pittore _____
    • sia divertito a tracciare…
    • Elefanti, giraffe, e leoni vivono nella _________
    • H2O è la_______ chi_______ dell’_______
  • 19. DUE VIE DI ACCESSO ALLA LETTURA
    • Via fonologica, uditiva, indiretta,superficiale
    • Via lenta e a basso profilo
    • Riconoscimento della lettera
    • Conversione grafema-fonema
    • Capacità di fusione
  • 20. VIA INDIRETTA
    • ANICA - FRGANDIEAM
    • PISCO - BARPFIOENTE
    • CARBO - MENCRAITEOU
    • DENNI - AEURTRETTO
    • IRPA - GERTRINISCDA
    • VUOCA - DREUSDRINCHI
    • FUTTO - INCSCIOLVFSTE
    • ILASA - GLERISTCATO
  • 21. I PROCESSI DELLA LETTURA
    • Processi dall’alto (operano sulla base
    • di aspettative e ipotesi interpretative)
    • Processi dal basso (analizzano visivamente la sequenza grafica)
    • CAMB-------
  • 22. ERRORI SEMANTICI
    • Scrivere - leggere
    • Pericolo - attento
    • Misura - bilancia
    • Svelto - correre
    • Pino - albero
    • Decimo - nove
    • Prezioso - valore
    • Via - strada
    • Identico - uguale
    • Biro - matita
  • 23. ERRORI VISIVI
    • Emilia – Amalia
    • banale – banane
    • soffitto – soffritto
    • figlio – foglio
    • brocca – bocca
    • mandarino – natalino
    • matita - mattina
  • 24. ERRORI MORFOLOGICI
    • credevo – credenza
    • orfano – orfanotrofio
    • scrive –scrivere
    • fiorisce – fiorisco
    • prendere – prende
    • entrano - entrando
  • 25. SOSTITUZIONE DI PAROLE FUNZIONE
    • questo – quello
    • cioè – perciò
    • chiunque – qualcuno
    • perciò – perché
    • poiché – oppure
    • quassù - pure
  • 26. DISLESSIA
    • LUNGHEZZA
    • COMPLESSITA’
    • FREQUENZA
    • VALORE DI IMMAGINE
  • 27. DISLESSIA
    • FARFALLA
    • CASA
    • BOZZA
  • 28. DISLESSIA EVOLUTIVA
    • Perché questo bambino non sa leggere?
    • Perché scrive così male?
    • Perché non sa le tabelline?
    • Il bambino dislessico ha difficoltà scolastiche, che di solito compaiono già nei primi anni di scuola e persistono negli anni seguenti.
    • La dislessia è la difficoltà di automatizzare le abilità di lettura, scrittura e calcolo
  • 29. COSA E’ LA DISLESSIA
    • E’ un problema che rende difficile leggere, scrivere e fare calcoli . Chi è dislessico riesce a compiere queste operazioni, ma non riesce a farlo in modo automatico : deve impegnare al massimo capacità ed energie e quindi
    • si stanca velocemente,
    • commette errori
    • rimane indietro
    • non impara.
    • Questo tipo di difficoltà può essere più o meno grave. Ci sono persone che faticano solo a leggere, altre solo a scrivere, altre solo a fare calcoli, altre ancora che hanno difficoltà nel compiere due o tutte e tre queste operazioni.
  • 30. PROCESSI AUTOMATICI E PROCESSI CONTROLLATI
    • AUTOMATICI
    • Sono inconsci
    • Sono preattentivi
    • Agiscono dal basso verso l’alto
    • Sono guidati dallo stimolo
    • Hanno capacità di funzionamento illimitata
    • Agiscono in modo parallelo
    • Sono predisposti per le attività durature
    • Comportano basso consumo di risorse
    • Sono appresi o innati
    • Sono rigidi, adatti per compiti ripetitivi, richiedono un allerta generica
    • CONTROLLATI
    • Sono consci
    • Sono attentivi
    • Agiscono dall’alto verso il basso
    • Sono guidati dal concetto
    • Hanno capacità di funzionamento limitata
    • Agiscono in modo seriale
    • Sono disponibili per tempi limitati
    • Comportano alto dispendio di risorse
    • Sono tipici delle attività riflessive
    • Sono flessibili, impiegati in compiti creativi richiedono un’allerta focale
  • 31. Cosa si intende per dislessia evolutiva?
    • E’ un disturbo dell’apprendimento della lettura in bambini che
    • non presentano deficit neurologici
    • hanno un normale quoziente intellettivo
    • non hanno deficit sensoriali
    • non hanno turbe psicologiche
    • non hanno uno svantaggio sociculturale
    • hanno avuto normali opportunità scolastiche
  • 32. SINDROME DISLESSICA
    • Difficoltà nella lettoscrittura
    • Discalculia
    • Disortografia
    • Disgrafia
    • Difficoltà nella MBT
    • Difficoltà nell’attenzione
  • 33. LA DISLESSIA E’ UNA MALATTIA?
    • La dislessia non è una malattia né un handicap. Può essere definita una condizione neurobiologica e perciò non è corretto parlare di cura o di guarigione.
    • E’ fondamentale, però, che il problema venga individuato il più presto possibile in modo che, fin dall’infanzia , possano essere attivati aiuti specifici e si possa ricorrere a tecniche di riabilitazione e compensazione per facilitare l’apprendimento.
  • 34. DISGRAFIA
    • Disturbo correlato al linguaggio scritto che riguarda la configurazione del tratto grafico; compromette le abilità esecutive della scrittura
    • Ogni scrittura indecifrabile o di difficile lettura è disgrafica
  • 35. DISGRAFIA
    • Effetto di un piccolo disturbo motorio correlato ai processi di attivazione periferici (stabile e non transitorio)
    • Effetto di complessificazione e perdita di controllo esecutivo determinato dale incertezze relative all’ortografia
  • 36. DISGRAFIA
    • Si possiedono abilità calligrafiche (prescolare)
    • La scrittura diviene suff. chiara e leggibile (1 elementare)
    • Lieve deterioramento (2-3 elementare)
    • Il movimento è fluido (4 elementare)
  • 37. DISGRAFIA
    • Coordinazione visuo-motoria
    • Coordinazione iscrizione-progressione
    • Non compromissione dell’attivazione muscolare periferica
  • 38. DISGRAFIA
    • Prestazione scadente
    • Tracciato difforme rispetto ale convenzioni
    • Tracciato incerto e inadeguato per forma e dimensioni
  • 39. DISGRAFIA
    • Velocità, pressione
    • Macrografia e micrografia
    • Discontinuità del gesto
    • Ritoccatura del segno grafico
    • Direzionalità della scrittura
    • Inesatta legatura dei segni
    • Distanza tra le parole
  • 40. DISGRAFIA
    • Variabili soggettive
    • Variabili situazionali
    • Variabili dei materiali
  • 41. DISORTOGRAFIA
    • Gli errori ortografici compiuti sono significativamente superiori per numero e caratteristiche rispetto alle aspettative
  • 42. DISORTOGRAFIA
    • Decidere cosa scrivere
    • Costruire una rappresentazione semantica del contenuto
    • Decidere come scrivere le frasi
    • Abilità sintattiche (riassunto)
    • Abilità ortografiche (dettato)
  • 43. DISORTOGRAFIA
    • Identificazione dei fonemi (segmentare la parola e tenere in memoria la sequenza fonologica)
    • Individuare per ogni suono il grafema ed effettuare la conversione
    • La conoscenza lessicale limita di sovraccaricare la memoria fonologica
  • 44. DISORTOGRAFIA
    • ERRORI ORTOGRAFICI FONOLOGICI
    • Pezzo - pesso
    • Guaio - quaio
    • Conforto - convorto
    • ERRORI ORTOGRAFICI
    • NON FONOLOGICI
    • Acua
    • Cualche
    • Ciesa
    • Accenti e verbo avere
  • 45. DISORTOGRAFIA
    • Errori semantico-lessicali o di segmentazione
    • L’ente - lente
    • Ascia - l’ascia
    • Lago - l’ago
  • 46. DISORTOGRAFIA
    • Errori singoli (farvalla)
    • Errori multipli (varvalla - frala)
    • Errori misti (varvala)
  • 47. DISORTOGRAFIA
    • Errori di sostituzione (per somiglianza fonologica)
    • Errori di omissione(digrammi, posizione preconsonantica, gruppi vocalici)
    • Errori di aggiunta
  • 48. DISORTOGRAFIA
    • Gealato
    • folia
    • piagere
    • catono
    • fuco
  • 49. CAMPANELLI D’ALLARME
    • SCUOLA DELL’INFANZIA
    • - a 4-5 anni difficoltà di linguaggio
    • - pronuncia dei suoni non buona o frasi incomplete
    • - scarsa abilità nei giochi linguistici, rime, storielle inventate, nell’invenzione dei nomi dei personaggi…
    • - nella copia da modello difficoltà e disordine nel foglio
    • - non adeguata padronanza fonologica
    • - lentezza nelle varie attività
    • - manualità fine inadeguata
    • - difficoltà sintattica
    • - disturbo della MBT
    • - goffaggine nel vestirsi, allacciarsi le scarpe, riordinare…
  • 50. CAMPANELLI D’ALLARME
    • ELEMENTARI
    • - difficoltà nel riconoscere alcune lettere dell’alfabeto e confusione tra lettere che hanno un suono simile
    • - inversione di lettere e numeri
    • - omissione o sostituzione di lettere
    • - difficoltà nel contare le sillabe di una parola
    • - difficoltà ad esprimere verbalmente ciò che pensa
    • - difficoltà nel distinguere concetti spaziotemporali
    • - difficoltà nel ricordare le informazioni in sequenza
    • - difficoltà ad imparare le tabelline
    • - difficoltà nel calcolo orale e scritto
    • - ridotta capacità di attenzione e concentrazione
    • - presenza di piccoli problemi motori
  • 51. CAMPANELLI D’ALLARME
    • MEDIE
    • - risultati scolastici nel complesso inferiori alle aspettative
    • - lentezza ed errori nella lettura
    • - difficoltà nella comprensione del testo scritto
    • - difficoltà nel copiare un testo
    • - difficoltà nel prendere appunti
    • - frequenti errori nel pronunciare o scrivere le parole in modo corretto
    • - difficoltà nel mettere nella giusta sequenza numeri e segni di un’operazione matematica
    • - difficoltà nell’apprendimento delle lingue straniere, soprattutto nello scritto
    • - tempi più lunghi nello svolgimento dei compiti
    • - disorganizzazione nelle varie attività
  • 52. CAMPANELLI D’ALLARME
    • SUPERIORI
    • -difficoltà a lavorare in classe con tempi rapidi
    • - difficoltà nel mantenere la concentrazione
    • - a fronte di buoni risultati nei compiti a casa, giudizi molto più bassi nei compiti in classe
  • 53. LA DISLESSIA: COME SI RICONOSCE
    • STILE DI APPRENDIMENTO
    • -l’acquisizione delle abilità connesse alle prime fasi dello sviluppo è stata normale rispetto alla media
    • -la capacità di lettura e scrittura è significativamente inferiore alla vivacità intellettiva
    • -viene spesso accusato di essere pigro, sbadato, immaturo e di non impegnarsi abbastanza
    • -il QI è nella media o sopra la media, ma il rendimento scolastico è basso
    • -tende ad eccellere in materie quali arte,costruzioni, ingegneria, vendita, musica, design e sport
    • -ha difficoltà a mantenere l‘attenzione; sembra iperattivo
    • -gli riesce difficile concentrarsi ed è molto vivace
    • -va bene agli esami orali, ma ha scarsi risultati agli scritti
    • -apprende rapidamente attraverso l’osservazione, la dimostrazione, la sperimentazione e gli aiuti visuali
    • -è bravo a mettere in pratica idee astratte
    • -sogna molto ad occhi aperti, si perde nei propri pensieri
  • 54. LA DISLESSIA:COME SI RICONOSCE
    • ABILITA’ DI LETTURA E SCRITTURA
    • -è molto lento nella lettura
    • -legge male ad alta voce
    • -non legge mai per il gusto di farlo
    • -non sempre comprende appieno ciò che legge
    • -si lamenta che le parole si incrociano o saltano fuori dalla pagina
    • -durante la lettura può provare mal di testa
    • -nella scrittura commette numerosi errori
    • -tende a non ricordare le elencazioni
    • -si confonde facilmente con le lunghe spiegazioni verbali
    • -esprime le sue idee con difficoltà
    • -è facilmente distratto da stimoli sonori
    • -gli capita di equivocare ciò che sente
    • -può pronunciare male parole lunghe o trasporre parole e frasi
  • 55. LA DISLESSIA: COME SI RICONOSCE
    • MATEMATICA
    • -si basa sulle sue dita per contare
    • -può avere difficoltà a contare gli oggetti
    • -non sa amministrare il danaro
    • -ha difficoltà ad imparare le tabelline
    • -può avere difficoltà a ricordare l’algoritmo delle diverse operazioni
    • -è bravo nella risoluzione di problemi,ma può avere difficoltà nella parte esecutiva
    • MEMORIA
    • -ha problemi con la memoria a breve termine
    • -ha un’eccellente memoria a lungo termine
    • -ha problemi di memoria con l’informazione strutturata in sequenza
    • -pensa principalmente per immagini e non ricorrendo al dialogo interno
  • 56. LA DISLESSIA COME SI RICONOSCE
    • VISIONE
    • -durante la lettura si lamenta di vedere parole in movimento o distorte
    • -può vedere sulla pagina cose che non ci sono
    • -trova difficile vedere le cose nel modo appropriato
    • LATERALIZZAZIONE
    • -può avere difficoltà con i compiti che implicano attività motorie
    • -ha difficoltà a copiare o a riassumere correttamente
    • -la scrittura è talvolta illeggibile
    • -il modo in cui tiene in mano la penna è inconsueto
    • -può essere ambidestro
    • -appare non coordinato e goffo nei movimenti
    • -spesso confonde la destra con la sinistra e il sopra con il sotto
  • 57. LA DISLESSIA: COME SI RICONOSCE
    • TEMPO
    • sperimenta difficoltà nella consapevolezza del tempo
    • difficoltà ad essere puntuali
    • difficoltà a leggere l’orologio
    • difficoltà a memorizzare i giorni della settimana, i mesi…
    • difficoltà a ricordare le date importanti
    • COMPORTAMENTO
    • è una persona molto frustrata
    • ha una bassa autostima e scarso senso di autoefficacia
    • può essere molto disordinato e brama attenzione
    • in realtà è molto più indietro con gli studi di quanto non appaia
    • in classe disturba oppure è molto calmo
    • può essere emotivo ed ansioso in merito ai suoi problemi scolastici
    • può essere emotivo, ipersensibile ed aspira alla perfezione
    • ha un forte senso della giustizia
  • 58. QUANDO SI MANIFESTA
    • La condizione che tocca persone di intelligenza normale o anche superiori alla norma, di solito si manifesta sin da piccoli e può essere ereditaria. Se la forma è lieve, il problema può rimanere nascosto fino all’adolescenza ed emergere, per esempio, alle scuole superiori oppure rimanere latente anche durante l‘età adulta.
  • 59. A QUALE ETA’ E’ POSSIBILE DIAGNOSTICARLA?
    • La diagnosi viene effettuata al termine del primo ciclo della scuola elementare.
    • Tuttavia, esistono indicatori precoci che possono orientare verso un sospetto di DSA durante gli anni della scuola materna:
    • -ritardo nel linguaggio
    • -difficoltà di denominazione
    • -difficoltà nel riconoscimento delle lettere
    • -carenti abilità metafonologiche
    • -difficoltà a memorizzare filastrocche e poesie
  • 60. CHE TIPO DI EVOLUZIONE PUO’ AVERE QUESTO DISTURBO?
    • Esiste un’evoluzione spontanea che comporta un miglioramento della lettura sotto il profilo della correttezza, ma una scarsa modificazione della velocità.
    • Il problema centrale rimane comunque la comprensione del testo.
    • L’evoluzione di una dislessia trattata dal punto di vista riabilitativo dipende da numerosi fattori, quali la gravità del disturbo, l’età in cui è iniziato il trattamento, la tecnica riabilitativa…
  • 61. COME AFFRONTARE LA DISLESSIA
    • La diagnosi deve essere fatta da un’equipe di specialisti esperti, mediante la somministrazione di test.
    • Neuropsichiatra infantile per la visita neurologica
    • Psicologo per la valutazione della capacità intellettiva, della personalità, e per l’approfondimento psicodiagnostico
    • Pedagogista e logopedista per gli approfondimenti specifici
    • Quando la diagnosi è fatta, si possono mettere in atto aiuti specifici, tecniche di riabilitazione e di compenso che mirino al consolidamento e potenziamento della abilità strumentali. Queste tecniche devono unire alla parte rieducativa una parte ludica che stimoli l’attenzione, la motivazione e renda più leggero questo tipo di percorso.
    • DIFFIDARE DI DIAGNOSI TROPPO RAPIDE
  • 62. DISCALCULIA
    • Le abilità di base relative ai numeri e al calcolo sono quelle che ci permettono di eseguire rapidamente le operazioni aritmetiche elementari indispensabili per affrontare e risolvere compiti più complessi.
  • 63. DISCALCULIA
    • Davide inverte gli elementi della sottrazione
    • 135-
    • 97=
    • ------
    • 162
  • 64. DISCALCULIA
    • Addizione eseguita partendo da sinistra
    • 2
    • 239+
    • 597=
    • ____
    • 7118
  • 65. DISCALCULIA
    • Conteggio in avanti e all’indietro
    • 100-99…-91-80-89..-70-79…
    • 100-99-98-96-95-94-93-92-91-89-88-87-85
    • 100-99…-91-80-81-82-83?80-79-78-
  • 66. DISCALCULIA
    • Avevo un tot di € (1),vedo un paio di scarpe che costano un tot (2). Le compro. Quanto mi resta?
    • PROBLEM SOLVING PROCESSAMENTO NUMERICO
    • Processo alto Processo basso
    • Prestanza cognitiva Automatizzazione
  • 67. DISCALCULIA
    • Lettura e scrittura dei numeri
    • Enumerazione in avanti e indietro
    • Lentezza e scorrettezza nei calcoli a mente
    • Immagazzinamento dei fatti aritmetici
    • Algoritmo delle operazioni in colonna
  • 68. PARADIGMA DI STROOP
    • NERO
    • ROSSO
    • VERDE
    • BLU
  • 69. 3 X 4 ? Facile?
    • Scrivo i numeri fino a 15
    • Comincio a contare in base 3
    • Trovo il risultato
    • Giudizio dell’insegnante: il risultato è corretto, ma sei stata davvero troppo lenta!
    • Perché non ha utilizzato il magazzino dei fatti numerici?
  • 70. RICORDA
    • Incolonna le unità sotto le unità
    • E le decine sotto le decine.
    • Somma le unità con le unità:
    • se ottieni dieci o un numero superiore a dieci, scrivi la cifra delle unità e riporta la cifra delle decine nella colonna delle decine.
    • Somma le decine con le decine
  • 71. ANALISI DEL COMPITO
    • Scrivi il precedente e il successivo al numero dato
    • Collega con una freccia ogni addizione al suo risultato
    • Rappresenta con i regoli e con l’abaco
    • Calcola con i regoli, con l’abaco e con il diagramma
  • 72. COSA EVITARE
    • L’inquinamento visivo
    • L’uso di sussidi didattici che complicano i processi di apprendimento (regoli, abaco, multibase..)
    • L’uso di testi sintatticamente complessi
    • Il divieto ad usare le dita
  • 73. CRITERI PER LA STESURA DI TESTI AD ALTA LEGGIBILITA’
    • Grandezza dei caratteri
    • Interlinea
    • Inquinamento visivo
    • Andare a capo senza spezzare le parole
    • Andare a capo quando corrisponde a unità di informazione
  • 74. ORGANIZZAZIONE TESTUALE
    • Non sovraccaricare un testo breve di troppe informazioni
    • Preferire le coordinate alle subordinate
    • Scegliere il più possibile parole tratte dal Vocabolario di Base
    • Evitare le forme passive e negative
    • Ripetere il soggetto e l’oggetto anziché ricorrere ai pronomi
  • 75. IL TESTO DEI PROBLEMI
    • Testi ad alta leggibilità
    • Costruire strategie di lettura orientate alla ricerca delle informazioni pertinenti rispetto alla soluzione e modalità di registrazione dei dati funzionali alla rapidità della ricerca
    • Iniziare con problemi la cui soluzione non richieda necessariamente abilità di calcolo
  • 76. PROBLEMI
    • Un bambino aveva 12 mele. Ne ha regalata una parte a un amico. Gliene restano 8. Quante ne ha regalate?
    • Un bambino aveva 12 mele. Dopo averne regalata una parte a un suo amico gliene restano 8. Quante ne ha regalate?
  • 77. AREE DI DIFFICOLTA’
    • Enumerazione progressive e regressiva
    • Difficoltà di immagazzinamento dei fatti numerici
    • Lettura e scrittura dei numeri: errori lessicali e sintattici
    • Lentezza e scorrettezza nel calcolo a mente
    • Immagazzinamento dei fatti numerici
    • Algoritmo delle operazioni in colonna
  • 78. COSA POSSONO FARE GLI INSEGNANTI?
    • Abbiamo il dovere di garantire ad un soggetto normo-dotato di andare all’Università e studiare Ingegneria, anche se è discalculico. C’è la possibilità.
    • Qual è questa possibilità?
    • Quella di mantenere, nella storia del bambino, il più efficace ed efficiente possibile il problem solving matematico; e non lo si può fare dandogli un problema e nello stesso tempo chiedergli di fare le operazioni in colonna e di usare le tabelline. Perché il tempo, l’energia, l’assorbimento attentivo, che gli richiede la parte esecutiva, è centomila volte più elevata del suo vicino di banco, che è intelligente come lui, ma che questi automatismi li ha conquistati
    • Questa è una legge cognitiva: se mi ingorgo di problemi, non riesco a fare niente.
  • 79. CONSIGLI PRATICI
    • LETTURA DEL TESTO DEL PROBLEMA DA PARTE DELL’INSEGNANTE
    • LETTURA DEL TESTO DEL PROBLEMA DA PARTE DELL’INSEGNANTE
    • USO DELA TAVOLA PITAGORICA
    • USO DELLA CALCOLATRICE
  • 80. TEST PER ADULTI A RISCHIO DISLESSIA
    • 1-Confonde la destra con la sinistra ?
    • 2-Ha difficoltà ad orientarsi anche con l’aiuto di una mappa?
    • 3-Non le piace leggere ad alta voce?
    • 4-Impiega più del dovuto a leggere una pagina di un libro ?
    • 5-Ha difficoltà a ricordare il senso di quello che ha letto?
    • 6-Non le piace leggere libri voluminosi?
    • 7-Ha un’ortografia elementare ?
    • 8-La sua scrittura è difficile da decifrare?
    • 9-Quando deve pronunciare una parola lunga, può capitarle di scambiare la corretta
    • sequenza delle lettere ?
    • 10-Prova difficoltà a parlare in pubblico?
    • 11-Ha difficotà a sentire un messaggio al telefono e a ripeterlo correttamente ?
    • 12-Ha difficoltà a fare calcoli a mente o scritti?
    • 13-Ha difficoltà ad elencare i mesi dell’anno nella giusta sequenza ?
    • 14-Ha difficoltà a elencare i mesi dell’anno a ritroso?
    • 15-Le capita di confondere date e orari e di dimenticare appuntamenti ?
    • 16-Le capita di commettere spesso errori quando compila un assegno ?
    • 17-Le capita di confondere l’autobus 59 con il 95?
    • 18-Le capita di commettere errori quando digita i numeri al telefono ?
    • 19-Ha difficoltà a interpretare il significato dei segni grafici ?
    • 20-Ha fatto fatica ad imparare le tabelline a scuola ?
    • 16-18-7-15-19-11-17-13-20-4-1-9 Fonte: The British Dyslexia Association
  • 81. INTERVENTO IN AMBITO PSICOPEDAGOGICO
    • Concedere tempi più lunghi per i compiti scritti
    • Utilizzare verifiche orali
    • In caso di necessità di verifiche scritte, accertarsi della piena comprensione delle consegne da parte del bambino con DSA
    • Insegnare la selezione/semplificazione del materiale didattico da studiare
    • Insegnare a studiare mediante associazioni di idee e costruzione di mappe concettuali
    • Fornire supporti di tipo non verbale
    • Per la scrittura stimolare la capacità di autocorrezione
    • Evitare esercizi ripetitivi e copiature
    • Valutare il contenuto nei compiti scritti e non la forma
    • Valutare il procedimento logico per la risoluzione dei problemi e non l’esattezza del calcolo
    • Evitare affaticamenti inutili
  • 82. PRENDERSI CURA DEL BAMBINO DISLESSICO
    • E’ fondamentale comunicare al bambino il suo vero problema
    • Incoraggiare il bambino nelle materie in cui riesce meglio
    • Adattare il percorso scolastico del bambino tenendo conto delle sue particolari esigenze
    • Gli insegnanti devono contrastare i vissuti di inadeguatezza mantenendo così alta la motivazione e l’interesse per la scuola
    • Gli insegnanti hanno il compito di garantire al bambino un vissuto scolastico soddisfacente sia sotto il profilo del rendimento scolastico che del benessere complessivo
  • 83. PROBLEMI PSICOLOGICI
    • Disturbi oppositivo-provocatori
    • Disturbi della condotta
    • Disturbi da Deficit dell’attenzione
    • Disturbi d’Ansia
    • Quadri depressivi
    • Frustrazione
    • Demotivazione
    • Bassa autostima
    • Abbandono scolastico
  • 84. STRATEGIE PSICOLOGICHE USATE DAI RAGAZZI CON DSA NEI PROCESSI DI APPRENDIMENTO
    • Non sapere quanto tempo serve per imparare
    • Non sapere cosa si deve ricordare
    • Dimenticare troppo
    • Sapere già tutto
    • Non vedere i propri sbagli
    • Non poter sbagliare
    • Opporre resistenza di fronte a compiti nuovi
    • Non sapere cosa si sa già
    • Non sapere cosa si deve inventare
    • Inventare troppo
    • Non sapere niente
    • Non poter autocorreggersi
    • Confondere conoscenze, opinioni o giudizi
    • Non avere curiosità
  • 85. STRATEGIE PSICOLOGICHE USATE DAI RAGAZZI CON DSA NELLE RELAZIONI EDUCATIVE
    • Voler far tutto come gli altri
    • Non saper chiedere aiuto
    • Chiedere sempre conferme esterne
    • Essere pigro, sfaticato
    • Opporsi a tutte le richieste
    • Non voler far da solo
    • Autovalutazione sempre estrema
    • Essere provocatorio, disinteressato
  • 86. CARATTERISTICHE DELL’ALUNNO DISLESSICO IN CLASSE
    • Capacità di attenzione piuttosto breve
    • Distraibilità
    • Difficoltà durante le lezioni frontali
    • Affaticamento
    • Memorizzazione non perfetta di termini difficili
    • Difficoltà a automatizzare procedure
    • Vocabolario non ricco
    • Problemi di pronuncia di suoni simili
    • Organizzazione spaziale difettosa
    • Organizzazione del tempo difettosa
    • Motricità fine non perfetta
    • Lentezza complessiva
  • 87. COME RENDERSI UTILI
    • SCUOLA ELEMENTARE-MEDIA-SUPERIORE
    • Lavorare sulle abilità di studio
    • Semplificare i contenuti e potarli
    • Realizzare un percorso di didattica metacognitiva
    • Programmare le interrogazioni
    • Utilizzare il metodo della ricerca in alternativa alla spiegazione tradizionale
    • Utilizzare strumenti multimediali
    • Costruire percorsi di lavoro pratico
  • 88. CONSIGLI PRATICI
    • Posizionare il banco di fronte alla lavagna
    • Parlare guardandolo negli occhi
    • Scrivere alla lavagna in modo chiaro, possibilmente in stampato maiuscolo (almeno le parole chiave)
    • Controllare che non rimanga indietro
    • Mostrare di apprezzare l’impegno
    • Coinvolgerlo nel progetto educativo, spiegandogli perché si fa quel lavoro non facile, ma realizzabile
  • 89. COSA NON SI DEVE FARE
    • No all’uso delle schede fotocopiate
    • No all’uso di più caratteri (è necessaria la stabilità dello stimolo)
    • No alle prove a tempo
    • No alla lingua straniera scritta
    • No alla lettura ad alta voce in classe
    • No a gare di memoria, di calcolo a mente, di velocità di lettura
  • 90. VALUTAZIONE
    • L’insegnante teme di non essere giusto rispetto al resto della classe
    • Valutare separando gli errori dal contenuto (dare due valutazioni separate e non punitiva quella ortografica)
    • Fare contratti individuali con i ragazzi per motivarli
    • TUTTO IL PERCORSO PRECEDENTE PERDE DI SENSO SE LA VALUTAZIONE E’ PUNITIVA, AL RIBASSO, NON RINFORZANTE
  • 91. STRATEGIE PSICOLOGICHE NELLA SCUOLA
    • Sostenere il ragazzo e la sua famiglia nel tollerare i propri limiti
    • Parlare con il ragazzo delle sue difficoltà: un disturbo condivisibile è meno pericoloso di un disturbo innominabile
    • Distinguere gli aspetti riparabili da quelli che non lo sono
    • Modificare ciò che è trasformabile e accettare ciò che non lo è
  • 92. RICORDA
    • I PRINCIPALI STRUMENTI COMPENSATIVI DEGLI ALUNNI CON DSA SONO
    • I LORO INSEGNANTI
    • LA LORO INTELLIGENZA
  • 93. STRUMENTI COMPENSATIVI
  • 94. STRUMENTI COMPENSATIVI
    • Tabella dei mesi, tabella dell’alfabeto e dei vari caratteri
    • Tabella delle misure, tabella delle formule geometriche
    • Tavola pitagorica
    • Calcolatrice
    • Registratore
    • Computer con programmi di videoscrittura, con correttore ortografico e sintesi vocale
  • 95. STRUMENTI DISPENSATIVI
  • 96. STRUMENTI DISPENSATIVI
    • Dispensa dalla lettura ad alta voce
    • Dispensa dalla scrittura veloce sotto dettatura
    • Dispensa dall’uso del vocabolario
    • Dispensa dallo studio mnemonico delle tabelline
    • Dispensa dallo studio della lingua straniera in forma scritta
    • Programazione di tempi più lunghi per prove scritte e per lo studio a casa
    • Organizzazione di interrogazioni programmate
    • Uso di mappe concettuali per le interrogazioni o le verifiche
    • Valutazione delle prove scritte e orali con modalità che tengano conto del contenuto e non della forma
  • 97. NORMATIVA
    • CIRCOLARE DEL 05.10.2004: INIZIATIVE RELATIVE ALLA DISLESSIA
    • CIRCOLARE DEL 05.01.2005: INIZIATIVE RELATIVE ALLA DISLESSIA
    • CIRCOLARE DEL 01.03.2005: ESAMI DI STATO – ALUNNI DISLESSICI
  • 98. ASSOCIAZIONE ITALIANA DISLESSIA - AID
    • ESISTE DAL 1997
    • INGRESSO DELL’AID NELLA EUROPEAN DYSLEXIA ASSOCIATION (EDA) NEL 1999
    • STESURA DI UN PROTOCOLLO SANITARIO PER LA DIAGNOSI
    • ORGANIZZAZIONE DI CORSI DI FORMAZIONE PER INSEGNANTI E GENITORI
    • ELABORAZIONE ED ESECUZIONE DI PROGETTI DI SCREENING NELLE SCUOLE
    • STESURA E DIFFUSIONE DI LIBRI DI AGGIORNAMENTO
    • PROGETTO “E-LEARNING INTEGRATO E FORMAZIONE IN PRESENZA PER RIDURRE I DISAGI PROVOCATI DALLA DISLESSIA” MESSO IN ATTO IN
    • EMILIA ROMAGNA NEL 2004
    • PUGLIA, SICILIA, LOMBARDIA, VENETO, BASILICATA NEL 2005
    • PIEMONTE, LIGURIA, TOSCANA, LAZIO, UMBRIA, ABRUZZO NEL 2006
  • 99. MODELLO MEDICO vs SOCIALE DI DISABILITA’
    • Modello medico: la disabilità concerne anormalità fisiologiche e psicologiche che necessitano di trattamento medico
    • Modello sociale: la disabilità concerne
    • gli svantaggi causati dall’ambiente fisico e sociale che restringe le vite delle persone con problemi di funzionamento
  • 100. ICIDH 1980 – ICF 2001
    • Patologia
    • Menomazione
    • Disabilità
    • Handicap
  • 101. SCOPI DEL MODELLO ICF
    • Studiare le conseguenze delle malattie
    • Rapportarsi al paziente in modo olistico
    • Focus dell’attenzione dal paziente all’ambiente
  • 102. RIABILITAZIONE
    • Processo educativo e di problem solving avente lo scopo di ridurre handicap e disabilità, all’interno dei limiti imposti dalle risorse disponibili e dalla malattia sottostante.
  • 103. PATOLOGIA E MENOMAZIONE
    • Danno o processo anormale a carico di un organo o di un sistema
    • Alterazione o perdita di funzioni psicologiche, fisiologiche o anatomiche. Anomalie funzionali a carico di specifici organi
  • 104. DISABILITA’
    • Qualsiasi restrizione o carenza della capacità di svolgere un’attività, nel modo e nell’ambito ritenuto normale per un essere umano.
  • 105. HANDICAP
    • Condizione di svantaggio vissuta da una determinata persona che limita o reclude la possibilità di ricoprire un ruolo considerato normale in base all’età, al sesso e ai fattori culturali e sociali.
    • CATTIVO INCONTRO TRA DISABILITA’ E AMBIENTE
  • 106. RICERCA 1991 PROVVEDITORATO DI MODENA 23.4 12.88 PERC MEDIA - 14.8 QUINTA - 14.2 QUARTA 24.1 13.5 TERZA 24 12 SECODA 22.8 9.9 PRIMA SC. MEDIA SC. ELEMEN. CLASSE
  • 107. RICERCA 1991 PROVVEDITORATO DI MODENA 5.3 6 CALCOLO 4.5 4.1 SCRITTURA 2 1.8 COMPRENSIONE DEL TESTO 3.6 3.8 LETTURA SC. MEDIA SC. ELEMENT. AREA DI COMPETENZA