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Knowledge Management & Knowledge Organization / Domenico (Ingo) Bogliolo
 

Knowledge Management & Knowledge Organization / Domenico (Ingo) Bogliolo

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Conferenza tenuta presso la ex SSAB da Domenico (Ingo) Bogliolo (AIDA) l' 8-04-2011 nell'ambito del 6. ciclo "Biblioteche libri documenti: dall'informazione alla conoscenza", a.a. 2010-2011, Prof.ssa ...

Conferenza tenuta presso la ex SSAB da Domenico (Ingo) Bogliolo (AIDA) l' 8-04-2011 nell'ambito del 6. ciclo "Biblioteche libri documenti: dall'informazione alla conoscenza", a.a. 2010-2011, Prof.ssa M.T. Biagetti

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  • Kitaro Nishida (1870-1945), An inquiry into the good, Yale University Press, 1990 Ikujiro Nonaka , The concept of «ba»: building a foundation for knowledge creation, “California management review”, v. 40, n. 3, Spring 1998, p. 40-54
  • Kitaro Nishida (1870-1945), An inquiry into the good, Yale University Press, 1990 Ikujiro Nonaka , The concept of «ba»: building a foundation for knowledge creation, “California management review”, v. 40, n. 3, Spring 1998, p. 40-54
  • Kitaro Nishida (1870-1945), An inquiry into the good, Yale University Press, 1990 Ikujiro Nonaka , The concept of «ba»: building a foundation for knowledge creation, “California management review”, v. 40, n. 3, Spring 1998, p. 40-54

Knowledge Management & Knowledge Organization / Domenico (Ingo) Bogliolo Knowledge Management & Knowledge Organization / Domenico (Ingo) Bogliolo Presentation Transcript

    • KM & KO
    • ovvero: lo Zen e l’arte della manutenzione del KM
    • Domenico (Ingo) Bogliolo
    La Sapienza Università di Roma Scienze documentarie, linguistico-filologiche e geografiche 8 aprile 2011
  •  
    • Quando attivare strategie di KM?
      • quando l’organizzazione è in crisi
    • Che cos’è un momento di crisi?
    • contraddizione tra forze produttive e rapporti di produzione
    • Quali sono le forze produttive?
    • tutto il mondo
    La sintesi del tutto 1
    • Come apprendono le organizzazioni?
      • attraverso gli esseri umani che lavorano per esse
    • Come apprendono gli esseri umani?
    • acquisendo dati che trasformano in informazioni e in conoscenza
    • Come viene diffusa la conoscenza nell’organizzazione?
    • attraverso la comunicazione tra esseri umani
    La sintesi del tutto 2
    • Che cosa ostacola la comunicazione?
      • la conservazione del potere
    • Che cosa la favorisce?
    • il sentimento di appartenenza
    • Come viene diffusa la conoscenza nell’organizzazione?
    • attraverso la tecnologia appropriata
    La sintesi del tutto 3
    • Come si manifesta nuova conoscenza?
      • attraverso il mutamento
    • Chi opera il mutamento?
    • il manager intermedio
    • Chi ne è responsabile?
    • il top management
    La sintesi del tutto 4
  • 1. K & nuova logica 1.4. Conoscenza & processi Epistemologia della K The classic (Turing / structuralistic) logic non-sensitive to time The new (Peirce / enacting) logic sensitive to time Message Message Sender Sender Receiver Receiver Construction (poiesis) Re-Construction (aesthetics) subject verb object The top-down philosophy The middle-up-down philosophy Hard computing Soft computing
  • 2. Fittoni v. rizomi 2. Fittoni vs Rizomi Epistemologia della K carota, cipresso top-down corimbo del finocchio middle-up-down
  • 4. Dove vive la conoscenza?
    • Dualismo epistemologico (Scuola giapponese, Nonaka)
    • Oggettivismo => sistemi KM “chiavi-in-mano”
        • “ K is not manageable ” (Larry Prusak, 2003)
    • Soggettivismo => “spàrtere ’e recchie”
        • “ K exists only between two ears” (Peter Drucker, 1998)
    • Evoluzione del soggettivismo (Xerox Palo Alto, Julian Orr)
    • Gruppo interattivo => CoP, Comunità di prassi:
        • “ la K risiede nel tessuto di relazioni e pratiche sociali”
    Epistemologia della K 4. Il « ba »
  • 4. Il « ba » 4.1. Dove vive la conoscenza? = il « ba » Epistemologia della K
  • 4.1. Conoscenza senza tecnologia = il « ba »
    • « ba is a shared space in motion»
    • « ba is where creative interaction generates»
    • « ba is a shared space for emerging relationship»
    • «if knowledge is separated from ba , it turns into information»
    • « ba can be physical, mental, or any combination of them»
    • « ba is the recognition of the self in all»
    • « ba is a context which harbors meaning»
    • « ba is an existential platform with transcendental perspective »
    Epistemologia della K 4. Il « ba »
  • 4.2. Quattro tipi di « ba »
    • originating ba - socializzazione della K
    • dialoging ba - esteriozzazione della K
    • cyber ba - concettualizzazione della K
    • exercising ba - interiorizzazione della K
    Epistemologia della K 4. Il « ba »
  • 5.1. Supporto della conoscenza
    • Conoscenza della validità della conoscenza
      • è la conoscenza-modello (della realtà interna, oltre che di quella esterna) a fondare il processo di validazione della conoscenza
    • La validità della conoscenza non è mai assoluta
      • ma è relativa alle conoscenze di supporto disponibili in un determinato spazio e tempo
    5. Trasferimento di conoscenza la “realtà” conoscenza del “mondo” conoscenza “ di supporto” Epistemologia della K area del ‘ ba ’ Che cosa sono le conoscenze di supporto?
  • 5.2 Dati, informazione, conoscenza, saggezza
    • Dati (Data / Facts) = prodotto dell’osservazione
    • Informazione (Information) = dati contestualizzati
    • Comprensione (Intelligence) = informazione + inferenza
    • Conoscenza (Knowledge) = comprensione + certezza
    • Saggezza (Wisdom) = conoscenza + sintesi
    Conoscenza come oggetto : sistemi informativi (Ingegneri) Conoscenza come processo : sistemi cognitivi (Filosofi) Epistemologia della conoscenza: Epistemologia della K 5. Trasferimento di conoscenza
  • 5.2 Dati, informazione, conoscenza, saggezza (2)
    • Tangibile (informa su un oggetto)
    Rappresentazione dei processi Coscienza dei processi Oggetti fisici Oggetti mentali Indipendenza dal contenuto Dipendenza dal contenuto Entità Consapevolezza & Intuizione Facilmente trasferibile Trasferibilità implica apprendimento Riproducibile a basso costo Non riproducibile identicamente Intangibile (riflette su un pensiero) convenzione semantica dato / informazione significato / conoscenza Epistemologia della K 5. Trasferimento di conoscenza
  • 5.3. Modelli di trasferimento
    • Modello bocca-orecchio (o maestro-discepolo o violini di Stradivari)
      • trasferimento di conoscenza tacita in quanto tacita
    • Modello occhio-memoria (naturali o artificiali)
      • trasferimento di conoscenza esplicita in quanto esplicita
    • Modello mente-matita
    • trasformazione di conoscenza tacita in esplicita
    • Modello memoria-mente
      • trasformazione di conoscenza esplicita in tacita
    Epistemologia della K 5. Trasferimento di conoscenza
  • 8.5. Gli equivoci (e le cause d’insuccesso) del KM La teoria
    • Preminenza della tecnologia sul metodo
    • Persistenza di una visione top-down
    • Confusione tra KM come processo & KM come prodotto
    • Indifferenza ai problemi di comunicazione interpersonale
    • Impazienza dei risultati
    8. Gli equivoci del KM
  • 8.6. Gli ostacoli al KM La teoria Fonte: Microsoft 8. Gli equivoci del KM
  • 11.1. Conoscenza tacita & esplicita
    • Che cosa lasciamo sulla scrivania?
    • Che cosa portiamo a casa?
    • Che cosa siamo disposti a “cedere” all’azienda?
    • Che cosa è disposta l’azienda a fare per noi?
    La teoria 11. Tipi di K e sistemi socio-tecnici KM dei quadri intermedî & KM del top management I “due” KM:
  • 11.2. La parabola del buon venditore
    • Che cosa fa, di un venditore, un “bravo” venditore?
    Fallimento dei programmi di formazione aziendale: “ culture, not education” “ learning, not education” Il capitale intellettuale (individuale): scoperta dell’acqua calda La teoria 11. Tipi di K e sistemi socio-tecnici
  • 11.3. Caccia al filosofo Livello dell’ organizzazione dell’individuo Conoscenza = oggetto Re-ingegnerizzazione Specialisti di AI Conoscenza = processo Teorici dell’organizzazione Psicologi Fonte: Sveiby La teoria 11. Tipi di K e sistemi socio-tecnici
  • 11.5. La conoscenza “ è ” il prodotto “ Non produciamo profitti, produciamo conoscenza” “ Il profitto serve per produrre conoscenza” La teoria “ La conoscenza produce profitti” 11. Tipi di K e sistemi socio-tecnici
  • 12.2. I capitali intellettuali dell’azienda Experience Know-how Skills Creativity Patents Trademarks Copyrights Trade secrets Documents Drawings Programs Data Inventions Processes HUMAN CAPITAL INTELLECTUAL ASSETS INTELLECTUAL PROPERTY La teoria Fonte: T.A. Stewart 12. Capitale intellettuale
  • 12.4. Stili di lavoro del K worker
    • In base al grado di autonomia & di interazione
    • Nomad -type worker - lavora in modo autonomo & interattivo portando nuova K all’interno
    • Analyst -type worker - lavora in modo creativo all’interno del proprio ufficio
    • Agent -type worker - lavora in modo routinario con frequenti interazioni
    • Keeper -type worker - lavora in modo routinario con poche interazioni
    La teoria 12. Capitale intellettuale
  • 12.4. Stili di lavoro del K worker (2) alto alto basso autonomia interazione Agent 19,8 % Nomad 29,8 % Keeper 16,6 % Analyst 33,8 % La teoria 12. Capitale intellettuale siate zingari... non siate avari...
  • 12.6. Che cosa fa il “ manager ibrido ”?
    • Crea conoscenza tacita
    • Si occupa del governo esplicito della conoscenza tacita
    • Governa sistemi informativi non-routinarî
    La teoria 12. Capitale intellettuale
  • 12.7. La piramide & l’equipaggio (Fonte: Choo) Knowledge managers Bibliotecari / Documentalisti Ingegneri L’utente La teoria 12. Capitale intellettuale
  • 17.1. “…spàrtere ’e rrécchie…”
    • What is in books is information .
    • What is in the database is data .
    • Knowledge exists only between two ears.
    • (Peter Drucker, 1998)
    Gli strumenti 17. Sistema informativo/cognitivo Come trasferire conoscenza tacita per mezzo della tecnologia?
  • 17.2. Sistema informativo vs cognitivo Sistema cognitivo dell’ Organizzazione Sistema informativo dell’ Organizzazione Conoscenza tacita dell’ Autore Conoscenza tacita del Lettore Conoscenza esplicita formalizzata nel Documento Area di Produzione Area di Intermediazione Area di Fruizione Sistema cognitivo dell’ Individuo Gli strumenti 17. Sistema informativo/cognitivo
  • 18.2. Intranet: schema logico
    • Web server
    • interno
    Firewall Proxy server interno Motore di ricerca interno DB interno Comunità Internet Comunità Extranet Comunità Intranet Gli strumenti 18. Intranet
  • 18.3. Due approcci a Intranet
    • Creare la comunità degli utenti dell’informazione cui adattare sistemi informativi commerciali
    Tecnologico: sistemi Intranet chiavi-in-mano
    • il sistema informativo è uguale per tutti
    • lo staff è indotto al KM dalle “furbe” richieste del sistema
    Strategico:
    • prima il disegno del sistema informativo
    • poi il sistema informativo
    • poi quello informatico (se necessario)
    Gli strumenti 18. Intranet
  • 18.5. Che cosa occorre
    • una ricca base di dati distribuita
    • un editor il più possibile automatico
    • un efficace motore di ricerca (IR)
    • un’efficiente struttura di metadati per l’indicizzazione
    Gli strumenti 18. Intranet
  • 18.6. Workflow & protocollo elettronico
    • Il terzo approccio all’Intranet:
      • Tecnologia dei portali
      • Comunità di pratiche
      • Il protocollo come centro della spirale
    • Risultato: un sistema cognitivo permanente
    Gli strumenti 18. Intranet
  • 20.2. Tre tipi di K
    • conoscenza
    • soggettiva oggettiva
    • Esperienziale ( corporea ) Razionale ( mentale )
    • Simultanea (qui & ora) Sequenziale ( là & allora )
    • Analogica ( pratica ) Digitale ( teorica )
    La comunicazione 20. Le spirali della creazione di K relazionale
  • 20.3. Spirale & contenuti di conoscenza Socializzazione: Conoscenza simpatetica Esteriorizzazione: Conoscenza concettuale Interiorizzazione: Conoscenza operativa Combinazione: Conoscenza sistemica Conoscenza tacita Conoscenza esplicita Conoscenza esplicita Conoscenza tacita Fonte: Nonaka-Takeuchi Tacita di Tacita Tacita di Esplicita Esplicita di Tacita Esplicita di Esplicita La comunicazione 20. Le spirali della creazione di K
  • 20.5. Modelli di conversione di K
    • 1. SOCIALIZZAZIONE
    • simpatetica ; tacita => tacita
    • 2. ESTERIORIZZAZIONE
    • concettuale ; tacita => esplicita
    • 3. COMBINAZIONE
    • sistemica ; esplicita => esplicita
    • 4. INTERIORIZZAZIONE
    • operativa ; esplicita => tacita
    costruzione di un campo d’interazione per condividere esperienze & modelli mentali dialogo, creazione di metafore o analogie messa in rete di K e loro cristallizzazione in prodotti, servizî, sistemi di gestione innovativi apprendimento attraverso l’esperienza La comunicazione 20. Le spirali della creazione di K
  • 20.6. Grafico della creazione di K organizzativa Dimensione epistemologica Dimensione ontologica Conoscenza esplicita Conoscenza tacita Livello di K Individuo - Gruppo - Organizzazione - Inter-organizzazione Tipo di K passaggio del tempo La comunicazione 20. Le spirali della creazione di K
  • 20.7. Top-down, bottom-up...
    • TOP-DOWN
      • sistema di line tayloristico
      • conoscenza creata entro i confini dell’elaborazione delle informazioni
      • buono solo per la conoscenza esplicita
    • BOTTOM-UP [il “caso” 3M, la regola del 15% e l’ 11° comandamento : “non ucciderai idee innovative”]
      • sistema di staff & di gruppo di ricerca
      • autonomia & anarchia, individui geniali & liberi
      • buono solo per conoscenza tacita
    • MIDDLE-UP-DOWN
      • management intermedio interseca i flussi informativi verticali & orizzontali
    TOP-DOWN BOTTOM-UP MIDDLE-UP-DOWN La comunicazione 20. Le spirali della creazione di K
  • 21.2. L’organizzazione ipertestuale Team di progetto Sistema di business Base di conoscenza Links ipertestuali Mercato La comunicazione 21. Organizzazione & flussi ipertestuali
  • 21.3. I flussi ipertestuali
    • Il ciclo dinamico della conoscenza:
    • definizione della “ vision ” specifica
    • scelta dei membri & costituzione del gruppo di progetto – attività di acquisizione / creazione di K
    • discesa nello strato (inferiore) della base di K - inventario critico della K creata e/o acquisita, positiva o negativa
    • ricategorizzazione & ricontestualizzazione della K
    • salita allo strato (intermedio) di business – operazioni di routine
    • si ricomincia con un nuovo progetto
    La comunicazione 21. Organizzazione & flussi ipertestuali
  • 21.4. Confronti organizzativi Organizzazione ipertestuale = orchestrazione di burocrazia & task force
    • interiorizzazione & combinazione
    • efficienza & stabilità
    • ritmo uniforme
    • socializzazione & esteriorizzazione
    • efficacia & dinamismo
    • ritmi differenti
    Base di K = camera di compensazione La comunicazione 21. Organizzazione & flussi ipertestuali
  • 21.5. Ipertestuale vs Matriciale
    • STRUTTURA “A MATRICE”
    • Doppia autorità su ogni persona coinvolta
    • Non orientata principalmente alla creazione di K
    • Difficile integrazione di K nel tempo e tra gli strati
    • Utilizzo più dispersivo di risorse ed energie
    • Tempi lunghi di comunicazione tra vertice, medio e base
    • Sistema poco aperto all’esterno
    • STRUTTURA IPERTESTUALE
    • Persone assegnate a 1 solo gruppo per tutta la durata del progetto
    • Orientata soprattutto alla creazione di k
    • Integrazione più flessibile dei contenuti
    • Utilizzo più concentrato sul conseguimento dell’obiettivo
    • Struttura ottimale per il lavoro middle-up-down
    • Alta capacità di conversione di risorse esterne
    La comunicazione 21. Organizzazione & flussi ipertestuali
  • 22.1. Creazione del caos per ottenere l'ordine … l’ordine nasce dal caos… La comunicazione 22. Caos & Ordine
  • 22.2. il Cosmo & il Caos
    • «La bellezza propria di Dio elargisce a ciascuno, secondo i suoi meriti, una certa parte della sua luce e conduce ciascuno alla consonanza con il proprio volto immutabile. Dunque il fine della gerarchia è, per quanto possibile, l’assimilazione e l’unione con Dio»
    • Pseudo-Dionigi l’Areopagita, v sec.
    • «L’ordine del mondo amministrato dagli uomini si trova all’opposto dell’ordine celeste amministrato da Dio»
    • Ambasciatore persiano a Bisanzio, vi sec.
    La comunicazione 22. Caos & Ordine
  • 22.2. il Cosmo & il Caos (2)
    • 2 concetti di “caos”
    • Esiodo & il « ba » : “gola aperta”, “abisso spalancato”, “vuoto”
    • Stoici: mescolanza, confusione,
    • disordine, e quindi materia bruta increata
    • sulla quale interviene il logos ordinatore
    La comunicazione 22. Caos & Ordine
  • La professione 24.3. Mansionari del KM (6) 2 nuove professioni “esemplari”: il mediatore linguistico-culturale il mediatore civile 24. Mansionari del KM
  • 25.1. L’equipaggio del KM La professione
    • Nonaka & Takeuchi :
    • Operatori della conoscenza ( information experts = bibliotecarî & documentalisti)
    • Ingegneri della conoscenza ( information technology experts = ingegneri)
    • Ufficiali della conoscenza ( domain experts = knowledge managers)
    • (K è anche un output; lavoro anche con le mani)
    25. L’equipaggio del KM Taylor : dipendenti di linea, manager intermedî, top managers Drucker : “lavoratori della conoscenza” (K è solo una risorsa) Reich : “analisti simbolici” (lavora solo con la testa)
  • 29. Leaders & Laggards : che cosa non fare (1)
    • Ridurre la conoscenza a informazione
    • Trattare la conoscenza disponibile invece di quella utile
    • Lavorare in sezioni isolate senza coinvolgere l’intera organizzazione
    • Focalizzarsi sugli aspetti più prossimi e meno innovativi e problematici della conoscenza
    • Non capire i processi di trasformazione, ma adeguarvisi
    La professione 29. Leaders & Laggards
    • Licenziare e affidare il lavoro all’esterno senza preoccuparsi della conoscenza che si può perdere all’interno
    • Credere che la tecnologia basti da sola
    • Se la conoscenza è potere, non lavorare in gruppo
    • Non essere aperto alle nuove idee perché si hanno già tutte le risposte
    • Se il Km non è che una nuova parola per “progetto” o “programma”, perché pazientare finché le novità si radichino nel comportamento degli individui?
    29. Leaders & Laggards : che cosa non fare (2) La professione 29. Leaders & Laggards
  • 32. La gestione del personale (HRM)
    • Non più solo gestione degli stipendi e delle assenze
    • Creare un gruppo di KM per:
    • la memoria storica e progettuale delle carriere
    • la memoria storica e progettuale delle competenze (professionali e non,
    • interne all’organizzazione e non) dei lavoratori
    • la gestione del benessere aziendale
    • la facilitazione dei rapporti territoriali
    • l’integrazione/assimilazione critica/multiculturale dei
    • lavoratori
    • l’integrazione con l’ufficio per la formazione
    Le attività gestionali 32. HRM & Difference M
  • 34.1 Che cosa c’è da demolire?
    • la segmentazione dei processi in procedure ripetitive
    • l’incomunicabilità degli uffici
    • il discarico delle responsabilità
      • demolire l’ organizzazione funzionale a vantaggio dell’ organizzazione per processi
    Le attività gestionali 34. Protocollo & workflow
  • 34.2. Protocollo & workflow
    • Il protocollo costituisce il centro amministrativo del sistema, il luogo di passaggio di tutti gli input e di tutti gli output del sistema nei suoi rapporti con l’esterno (a volte anche nei rapporti interni)
        • Il protocollo innesca il flusso documentale di tutta l’organizzazione
        • Il workflow comincia dove il protocollo finisce
    Le attività gestionali 34. Protocollo & workflow
  • 38.3. Tipi di conoscenza universitaria esterna tacita interna tacita esterna esplicita interna esplicita consulenti materiale di biblioteca dirigenti / impiegati, docenti / ricercatori, studenti documenti prodotti dall’ente Rielaborazione da P. Wijetunge, 2002 Studio di casi 38. Università & enti di ricerca
  • 39. Il “caso” Lisa Guedea Carreño
    • Documentalista
    • Creative management
    • Innovation officer
    • Being the gatekeeper => Being the gateway to knowledge
    Studio di casi 39. Lisa Guedea Carre ñ o “ Life, the universe and everything” Il 70% dell’informazione aziendale con il 20% di lavoro aggiuntivo “ Scanning, Serendipity and Synthesis” Informazione personalizzata sull’utente, anche secondo le sue modalità di apprendimento “ Think like a librarian” L’utente/cliente diventa operatore del KM Leigh Buchanan, The smartest little company in America , “Inc. Online”, Jan. 1999
  • 41. Condizioni facilitanti la creazione di K
    • Intenzionalità dell’organizzazione ad adottare strategie di KM
      • OSTACOLO = concettualizzare una “vision” e tradurla in organizzazione standard
    • Autonomia individuale, che sia fonte di rumore, in un gruppo auto-organizzato e interfunzionale, con risultato “rugbistico”
    R & D Produzione Marketing FASI DI SVILUPPO: Sequenziale “ a staffetta ” Sovrapposta “ a sashimi ” Sovrapposta “ a rugby ” L’apprendimento
      • 41. Condizioni facilitanti la creazione di K
  • 41. Condizioni facilitanti la creazione di K (2)
    • Ridondanza dell’informazione
        • sovrapposizione rugbistica
        • rotazione del personale
        • brainstorming
        • bevute finali
        • indicare il luogo di accumulo dell’informazione
    • Varietà minima richiesta per aumentare il dinamismo degli individui, p. es. con rotazione del personale
    Fluttuazione & caos creativo durante una crisi reale, accresce la tensione, con poco comfort l’ordine senza ricorsività rompe le routines & crea ordine dal caos L’apprendimento
      • 41. Condizioni facilitanti la creazione di K
  • 42. Inserire la variabile “TEMPO”
    • I FASE => Condivisione di conoscenza tacita
    • II FASE => Creazione di concetti derivati dalla c.t.
    • III FASE => Giustificazione dei concetti creati
    • IV FASE => Costruzione di un archetipo
    • V FASE => Interlivellamento della conoscenza
    a b c a = KM in un gruppo b = KM in più gruppi c = KM in tutta l’azienda come stile diffuso tempo complessità L’apprendimento
      • 42. Inserire la variabile “tempo”
  • 46. Le linee-guida del KM
    • Creare una vision di conoscenza
    • Sviluppare un equipaggio adatto
    • Costruire un campo d’interazione intensa per il front line
    • Gestire il processo di sviluppo di nuovi prodotti
    • Adottare lo stile manageriale “middle-up-down”
    • Passare a un’organizzazione ipertestuale
    • Costruire una rete di conoscenza con il mondo esterno
    L’applicazione
      • 46. Le linee-guida del KM
  • 47.1. Come cominciare ad applicarlo
    • Scegliere un processo innovativo da suddividere in problemi di organizzazione e di conoscenza
    • Brainstorming di tutto il personale per identificare gli appartenenti al costituendo gruppo KM e il suo leader
    • Brainstorming sistematico del gruppo KM
    • Individuare le conoscenze necessarie e le loro fonti, con disponibilità a conoscenze apparentemente laterali
    • Approntare i meccanismi tecnologici per la condivisione delle conoscenze
    • Feedback costante sulle ricerche-intervento
    L’applicazione
      • 47. Cominciare & continuare
  • 47.3. Knowledge inertia
    • Inertia da K esplicita = mantenere la situazione attuale se non costretti
    • Le regole inferenziali (inerzia della K passata) di AI/KBS non sanno superare ostacoli assoluti ed entrano in loop
    • Per le deviazioni serve un pensiero che neghi le regole acquisite
    • Per superare l’inerzia serve disponibilità a condividere la conoscenza
    • K procedurale = K euristica o tacita + K esplicita o delle regole
    A C B Soluzione corrente bloccata Deviazione Fonte: Shu-hsien Liao Situazione corrente Situazione desiderata L’applicazione
      • 47. Cominciare & continuare
  • 27.1. La documentazione La professione 94% dei documenti aziendali è su supporto cartaceo 60% del tempo di lavoro è perduto nel gestire il flusso di documenti Viene perduto 1 documento ogni 12 secondi – 7,5% dei documenti è perduto per sempre 3% dei documenti è archiviato in modo errato Oltre 6 settimane all’anno perdute per disorganizzazione 3 ore a settimana perdute per documenti mal indicizzati, mal archiviati o perduti Fonte: Liu & Stork – Comm. ACM , 43, 11: 94-97 27. La documentazione e il documentalista
  • 27.1. La documentazione (2)
    • Funzione tradizionale:
    • Centro di costo
    • Offerta di servizi
    • Distributore d’informazione
    • Caratteristiche tradizionali:
    • accesso allo spazio fisico del centro di documentazione
    • fornire informazioni tratte da fonti esterne
    • misurazioni quantitative delle ricerche effettuate
    • separazione del centro di documentazione dall’organizzazione
    • Funzione KM:
    • Centro di valore aggiunto
    • Incontro dei bisogni degli utenti/clienti
    • Partner di conoscenze
    • Caratteristiche KM:
    • servizi remoti
    • costruire informazioni accurate tratte da fonti esterne, da contatti con esperti di settore fuori e dentro l’organizzazione, usando l’esperienza professionale per analizzare i risultati
    • misurazione del valore delle ricerche effettuate basate sulla soddisfazione dell’utente
    • integrazione nell’organizzazione
    Fonte: Santarsiero La professione 27. La documentazione e il documentalista
  • 27.2. Il documentalista
    • Operatore della conoscenza
      • “ artigiano” che accumula, genera, aggiorna conoscenze tacite o esplicite, proponendosi come “archivio vivente”, in costante contatto con il mondo esterno e con gli utenti / clienti finali, con accesso critico alle fonti più recenti e aggiornate, in relazione all’Ontologia di riferimento
    • Specialista della conoscenza
      • operatore che struttura aspetti semiotici e semantici della conoscenza esplicita (o tacita esplicitata) in forma leggibile dalla macchina ( database / data warehouse, thesaurus & information retrieval / data mining ) e trasferibile in rete
    La professione 27. La documentazione e il documentalista
  • 27.2. Il documentalista (2)
    • In un’organizzazione KM:
    • non raccoglie più soltanto le informazioni, ma crea conoscenze
    • lavora sulle esperienze personali, sui valori aziendali, sulle conoscenze del contesto
    • esplora non solo i documenti ma anche le routines, i processi, le pratiche e le norme organizzative
    Fonte: Santarsiero La professione 27. La documentazione e il documentalista
  • 27.3. Requisiti del “buon” documentalista
      • Standard intellettuale e professionale elevato
      • Volontà di ricreare il mondo secondo i suoi punti di vista
      • Un passato da “vita di espedienti”…
      • Capacità di immedesimarsi nei bisogni dei clienti / utenti
      • Capacità di mettersi in discussione
    La professione 27. La documentazione e il documentalista
  • 27.4. Il documentalista non è un bibliotecario…
    • 1. NON vede il documento come un bene culturale , un oggetto statico
    • 2. NON cataloga il documento una volte per tutte
    • 3. NON è passivo verso la base di dati
    • 4. NON fornisce l’accesso a tutti nel medesimo modo
    • 1. MA il documento è una risorsa dinamica per un progetto determinato
    • 2. MA indicizza semanticamente più volte il documento a seconda del bisogno
    • 3. MA aggiunge valore al documento derivandone thesauri, metadati, e inserendolo in una base di dati ad hoc della quale cura l’IR
    • 4. MA fornisce un accesso selettivo e con modalità diverse a seconda del cliente
    La professione 27. La documentazione e il documentalista
    • Grazie per l’attenzione
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