Fondi Europei e Impresa Sociale
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  • Domande inziali: <br /> Chi ha già esperienza di partecipazione a fondi UE?- Se poteste scegliere subito voi con i Fondi UE voi cosa ci finanziereste? <br /> Sfatare qualche mito: l’Italia non spende tutti i soldi UE che ha a disposizione, vero o falso? <br />
  • Facciamo una panoramica veloce: avete già studiato il materiale consegnato, questa è la bibbia da dove partire perché da qui a scendere si costruiscono i bandi e si dettano le priorità europee. <br /> I 5 obiettivi che l&apos;UE è chiamata a raggiungere entro il 2020 <br /> Occupazione: innalzamento al 75% del tasso di occupazione (per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni) – in tre ambiti considerati prioritari  GREEN ECONOMY, SERVIZI SANITARI E CURA ALLA PERSONA, NUOVE TECNOLOGIE DELL’INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE. <br /> Crescita inclusiva è dove possiamo analizzare per contribuire di più. <br /> 2. R&S: aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo al 3% del PIL dell&apos;UE  <br /> 3. Cambiamenti climatici e sostenibilità energetica: riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990; 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili; aumento del 20% dell&apos;efficienza energetica <br /> 4. Istruzione: Riduzione dei tassi di abbandono scolastico precoce al di sotto del 10% ; aumento al 40% dei 30-34enni con un&apos;istruzione universitaria <br /> 5. Lotta alla povertà e all&apos;emarginazione: almeno 20 milioni di persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione in meno <br />
  • Le imprese sociali contribuivano agli obiettivi dell’agenda 2020 prima ancora che ci fosse un’agenda 2020. Tuttavia solo con la forte crisi economica che ha colpito duramente l’Europa le istituzioni europee hanno iniziato a riconoscere la necessità non solo di cambiare strategia di lungo periodo ma anche di orientare quella strategia verso la costruzione di un nuovo paradigma economico, capace di tenere insieme sostenibilità e mercato là dove il capitalismo finanziario era fallito. Adesso sono uno strumento centrale per raggiungere soprattutto l’obiettivo di un’UE più inclusiva. (lotta lla povertà ed esclusione sociale) <br /> E’ significativo in tal senso che la spinta per lo studio e il riconoscimento dell’importanza dell’imprenditoria sociale sia venuto in seguito allo studio dello stato del mercato unico. La commissione nel 2009 aveva infatti assegnato a un comitato guidato da Mario Monti lo studio sullo stato di salute del mercato unico (pregi e difetti e lacune da completare). Ed è da quell’analisi che si vedono i primi segni di interesse per il fenomeno dell’economia sociale e per forme di impresa con finalità diverse. Tanto che avrete notato che a differenza di tutte le altre politiche per le imprese, che sono incardinate dentro la Direzione Generale per L’industria e l’imprenditoria (attualmente guidata dal commissario Tajani), le nuova politica per limprenditoria sociale è collocata dentro la DG Mercato Interno. Alcuni analisti lo leggono come un segnale chiaro che l’UE considera questa forma d’impresa uno strumento per cambiare modello di sviluppo economico per il mercato unico europeo. <br /> L’obiettivo è favorire lo sviluppo di imprese che hanno scelto, aL DI Là DELLA RICERCA LEGITTIMA DI UN PROFITO FINANZIARIO, di perseguire anche obiettivi di interesse generale, di sviluppo sociale, etico o ambientale. La crisi evidenzia la necessità per l’UE di lavorare sulla dimensione sociale dell’UE economica. <br /> L’iniziativa sull’impresa sociale è un documento che: <br /> 1_deve fare sintesi tra approcci culturali diversi (da economia sociale e terzo settore a imprese profit che fanno responsabilità sociale)  per questo non crea sistemi giuridici formali ma riconosce il valore sociale di alcune attività in cui queste imprese a vario titolo operano da tempo (servizi sociali e inserimento lavorativo); si concentra sulla destinazione della ricchezza creata dall’impresa; si interessa alla capacità dell’imresa sociale di generare un impatto non solo economico ma anche sociale nel perseguire la propria mission. <br /> 2_ per questo ha l’obiettivo prioritario di “costruire un ecosistema per promuovere le imprese sociali al centro dell’economia e dell’innovazione sociale”. 11 azioni chiave dalla cui implementazione dipenderà l’impatto del documento stesso sulle politiche di sviluppo non solo comunitarie ma anche nazionali e locali. Secondo il policy maker europeo i fabbisogni di questo tipo di impresa riguardano: ACCESSO AI FINANZIAMENTI (si è rilevato che uno dei principali problemi che ostacolano la nascita e lo sviluppo delle imprese sociali è l’accesso alla finanza: credito, equit, formule ibride ecc…. Promuove quindi: normativa per creazione Fondi Europei per investimenti in imprese sociali; (tagli minimi dei finanziamenti 100.000€) creare fondo dei fondi europeo per favorire investimenti in imprese sociali, priorità all’impresa sociale nei fondi strutturali, creazione di fondi privati dedicati, crowdfunding e microcredito, etichettatura dei fondi di investimento dedicati per renderli più riconoscibili); VISIBILITA’ (scambi e diffusione di buone prassi, costruzione di marchi e certificazioni specifici per misurare impatto sociale delle imprese sociali); MIGLIORAMENTO CONTESTO LEGALE (riconoscendo elementi di qualità specifica generati da queste imprese. Misure riguardano semplificazione su regole aiuti di stato e accesso agli appalti per i servizi sociali e locali di interesse economico generale). <br /> L’enfasi sull’accesso ai finanziamenti è stata letta con umori contrastanti. In generale alcuni osservatori (es. Rete Emes) sottolineano come gli studi realizzati sulle imprese sociali in europa mostrano che si tratta di forme organizzative a non elevata intensità di capitale, almeno nella loro fase di start-up. Questo vale soprattutto per le imprese dell’economia sociale (associazioni, cooperative, fondazioni). <br /> Sarebbe fuorviante pensare che siccome la commissione ha identificato le imprese sociali come realtà da promuovere automaticamente ne discendano vantaggi immediatamente misurabili per queste imprese. La Commissione Europea si è interessata al tema, lo ha studiato e ha deciso di mettere in campo delle azioni che hanno per il momento ancora una valenza macroeconomica (creazione delle condizioni giuridiche, economiche, finanziarie ecc…affinchè l’impresa sociale possa fiorire nel mercato unico). A cascata questo si dovrà tradurre in recepimento nazionale e regionale (per il meccanismo consueto di funzionamento del rapporto tra UE e stati membri). Ed è sul livello più vicino a voi che potrete misurare ed apprezzare le reali ricadute di questo interesse. <br /> RICADUTA comunque anche su altre politiche UE (imprese e misure per le imprese sociali citate su piano d’azione Imprenditorialità 2020, creazione gruppo esperti UE su impresa sociale, priorità d’investimento nei Fondi Strutturali, programma per l’occupazione e l’innovazione sociale….) <br /> Impresa sociale priorità nel Fondi Strutturali  infatti la bozza di accordo di partenanariato dell’Italia , all’obiettivo tematico 9 (inclusione sociale e lotta alla povertà) prevede tra le varie azioni anche un’azione specifica “ aumento delle attività economiche profit e no profit a contenuto sociale e delel attività di agricoltura sociale. Ma poi le regioni anno l’obbligo di concetrare le risorse su 4 degli undici obiettivi tematici e non è detto che scelgano questo o che lo declinino così… <br /> INIZIATIVA DELL’UE SULL’IMPRESA SOCIALE <br /> Definizione di impresa sociale: <br /> di imprese che forniscono servizi sociali e/o beni e servizi destinati a un pubblico vulnerabile (accesso all’alloggio e alle cure, assistenza a persone anziane o disabili, inclusione di gruppi vulnerabili, assistenza all’infanzia, accesso all’impiego e alla formazione, gestione della dipendenza…); e/o <br /> di imprese le cui modalità di produzione di beni o servizi perseguono un obiettivo di natura sociale (integrazione sociale e professionale tramite l’accesso al lavoro di persone svantaggiate soprattutto in ragione di una scarsa qualificazione o di problemi sociali o professionali che ne determinano l’esclusione e l’emarginazione), ma la cui attività può riguardare beni o servizi non di natura sociale. <br /> Essa raggruppa entità dotate di uno specifico statuto giuridico (cooperative, fondazioni, associazioni e mutue), molte delle quali sono anche imprese sociali sulla base delle caratteristiche succitate, nonché imprese sociali aventi forma di società privata o di società per azioni tradizionale. <br /> Programma per l’innovazione sociale (proposta in discussione al PE che mette in pratica i 90M degli strumenti finanziari europei stanziati nella Social Business Initiative. In questo programma la Commissione sosterrà lo sviluppo di un mercato dell’investimento sociale e faciliterà l’accesso al credito per le imrpese sociali mettendo a disposizione finanziamenti ibridi per le imprese sociali (equity, quasi equity, finanziamenti, microcrediti e fondo perduto e assistenza tecnica agli istituti di microfinanza). <br /> Fondo Europeo per l’imresa sociale: i fondi che utilizzano questo marchio sono realtà che investono almeno il 70% delle loro risorse in imprese sociali. <br /> Sul crowdfunding c’è in corso una consultazione europea che si chiude a dicembre (public oncultation “crowdfunding in Europe? Exploring the added value of potential EU action” <br /> ESEMPI di imprese cooperative nate per fare Innovazione sociale: <br /> FOCUSCOOP - http://www.focuscoop.it/progetti.lasso <br /> Plain INk <br />
  • Di cosa si parla quando si parla di Fondi Europei. Miti rispetto all’accesso ai fondi “ci sono soldi a Bruxelles che non usiamo”. Guardiamo dove sono quei soldi e erchè (a volte) rischiano di tornare indietro. <br /> FONDI A GESTIONE DIRETTA: Il versamento e la gestione dei fondi sono attuati direttamente dalla Commissione Europea o da un’Agenzia delegata. <br /> Rapporto contrattuale diretto tra Commissione (o Agenzia) e beneficiario finale. Finanziamenti attraverso programmi comunitari tramite: <br /> sovvenzioni  CfP <br /> gare d’appalto  CfT (caso Unijolly) <br /> SOVVENZIONE: mira a soddisfare le esigenze della struttura proponente e ad attuare la politica della Commissione. Caratteristiche: approccio dal basso; mandato istituzionale; versamento diretto di natura non commerciale; Criteri: Qualità della proposta; Conta poco l’aspetto finanziario; Cofinanziamento. <br /> GARA: mira a soddisfare un preciso e puntuale interesse della Commissione. Caratteristiche: approccio dall’alto; ha un fine commerciale. Criteri: Qualità della proposta + Offerta economica; Finanziamento al 100%. Attraverso la gara la Commissione richiede la fornitura di beni e servizi o l’esecuzione di lavori nell’ambito di un determinato programma comunitario. Nell’ambito delle gare di appalto la Commissione agisce quindi in qualità di Committente e paga per i servizi secondo i prezzi correnti di mercato. Le imprese aventi sede in un paese dell&apos;UE sono libere di presentare offerte per appalti pubblici in altri paesi dell&apos;UE. Nel quadro dello "Small Business Act per l&apos;Europa" si stanno promuovendo misure che rendano più facile per le PMI concorrere agli appalti pubblici su un piede di parità con le imprese di maggiori dimensioni. Esistono norme apposite per gli appalti in settori specifici (es. appalti di servizi d&apos;interesse generale come energia, servizi sanitari e sociali ecc. l&apos;UE adotta regole comuni per migliorare la competitività nel rispetto della diversità dei sistemi nazionali. <br /> Caso Unijolly: a vincere l’appalto per la mensa del Consiglio dell’Unione è stata UniJolly, società di diritto belga composta dalle Cooperative friulane Universiis e Jolly Service, cha strappato il prestigioso e redditizio incarico alla multinazionale delle tavole aziendali, sinora monopolista nelle cucine delle istituzioni UE, la parigina Sodexho Alliance. Sede Unijolly ospitata inizialmente presso Confcooperative Bruxelles. Banca dati per appalti a livello europeo: http://simap.europa.eu/index_it.htm <br /> La politica di coesione economica e sociale dell’UE è finalizzata a promuovere uno sviluppo equilibrato, armonioso e sostenibile della Comunità, riducendo le disuguaglianze tra le diverse regioni europee. Essa è espressione della solidarietà tra gli Stati membri intesa a rendere le regioni dell’UE luoghi più attraenti, innovativi e competitivi dove vivere e lavorare. La struttura legislativa per la politica di coesione comprende: <br /> • un regolamento di carattere generale che definisca le norme comuni per il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE), il Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) e ulteriori norme generali per l’FESR, l’FSE e il Fondo di coesione; <br /> • tre regolamenti specifici per l’FESR, l’FSE e il Fondo di coesione e <br /> • due regolamenti relativi all’obiettivo di cooperazione territoriale europea e al Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT). <br /> I Fondi Strutturali prevedono anche programmi di cooperazione transfrontaliera che consentono di lavorare a programmi di scambio con altri paesi partendo dalla propria regione. Qui l’interlocutore principe è l’ente pubblico. <br /> Le slide sopra vanno quindi rilette alla luce di questo meccanismo: il fatto che l’UE abbia indicato l’impresa sociale come priorità nei Fondi Strutturali non è detto che si traduca immediatamente in finanziamenti per l’impresa sociale nelle vostre regioni di appartenenza. Gli accordi di partenariato sono frutto di negoziato non solo tra Stati membri e UE ma anche tra Stati Membri e nel caso dell’Italia le regioni. La concentrazione delle risorse in pochi obiettivi tematici lascia ovviamente flessibilità agli stati di decidere su quali obiettivi investire, a seconda delle caratteristiche e bisogni dei propri territori. Obiettivi che saranno diversificati all’interno dei singoli stati stessi, dove le regioni del sud nel nostro caso avranno più risorse e priorità diverse (e anche possibilità diverse, es. poter finanziare infrastruttura ed equipaggiamento con fse-fesr) rispetto alle regioni del centro nord. Il risultato di queste scelte non è tutt’ora scontato. <br /> Il 20 novembre il PE ha finalmente approvato il budget 2014 proposto dalla Commissione, sbloccando finalmente la possibilità di approvare in tempi rapidi l’intero quadro finanziario 2014-2020, anch’esso approvato in questi giorni. In questo modo in tempi relativamente veloci si potrà passare ad approvare e definire nel dettaglio i singoli programmai di finanziamento (alcuni dei quali sono stati già approvati dal PE nei giorni immediatamente successivi) e l’approvazione definitiva dei negoziati con gli stati membri. Questa è sicuramente una buona notizia, perché c’era molta preoccupazione sul buco temporale che si sarebbe creato sui tempi dei bandi. Resta però un nodo fondamentale da sciogliere e risiede tutto dentro il nostro paese: l’accordo stato –regioni sulla ripartizione di priorità, obiettivi e fondi. Su questo siamo ancora lontani da un accordo. <br /> Vi cito solo a titolo aneddotico il caso dell’Emilia-Romagna: regione virtuosa nell’utilizzo dei fondi nella precedente programmazione ha avviato una propria strategia territoriale sull’utilizzo dei fondi che ora Roma sta mettendo in discussione. In sintesi lo Stato vorrebbe accentrare alcuni programmi, integrare i diversi fondi (FSE, FESR, FEASR). Non si sono ancora chiariti sul riparto dei fondi tra le diverse regioni per i piano operativi regionali. E questo negoziato è diverso da regione a regione. E lo sarà non tanto e non solo nella quantità di fondi , ma anche nell’interpretazione che ciascuna regione darà alla priorità sulle quali deciderà di impegnarli. E’ vero ad esempio che l’Europa impone che il 20% del Fondo Sociale Europeo gli stati membri lo destinino alla priorità dell’inclusione sociale, ma come interpretano gli stati (e le Regioni) l’inclusione sociale? A seconda della percezione dei problemi e delle relative soluzioni alcune regioni potranno utilizzare quei fondi per erogare sovvenzioni individuali tipo la social card, altre finanziare formazione per creare occupazione di soggetti svantaggiati. La sostanza cambia. <br /> Poi considerate che parlare di Fondi strutturali vuol dire tenere in considerazione anche le risorse che su questi fondi hanno altri paesi, in particolare quelli di recente accesso, che vedono nel modello cooperativo italiano un esempio di riferimento per creare una legislazione locale favorevole all’economia sociale. Alcune nostre cooperative hanno accesso a quei fondi per attività di assistenza tecnica – consulenza. <br /> Questo per dirvi che, soprattutto in questa fase, è fondamentale UN’AZIONE DI LOBBY COORDINATA NEI CONFRONTI DELLE REGIONI DI APPARTENENZA, PER CERCARE DI INFLUIRE SU SCELTE CHE SI PRENDERANNO NELL’ARCO DI DUE MESI E INFLUIRANNO SULLA DESTINAZIONE DEI FONDI UE. Sono le Regioni la prima e principale porta di accesso ai fondi europei. Ma su questo aspetto ci torniamo dopo. <br />
  • Sottolinea trasversalità: imprese sociali sono una priorità e avranno forte attenzione affinchè nel mercato unico ci sia un ambiente favorevole al loro sviluppo, ma tranne alcune misure specifiche le imprese sociali possono trovare in quasi tutti i programmi europei delle opportunità per finanziare le proprie attività. (es. LIFE e progetto LOWASTEdi ferrara)  comune di ferrara, partner la cooperativa sociale la città verde di Ferrara. <br /> L’Obiettivo primario di LOWaste è diminuire la produzione locale dei rifiuti attraverso lo sviluppo di un mercato di prodotti riciclati. Il progetto si propone di intervenire sia sul fronte dell’offerta, creando le condizioni necessarie per intercettare e valorizzare i materiali che possono essere riutilizzati, riciclati e rimessi sul mercato, sia dal lato della domanda, sostenendo il GPP e incentivando gli acquisti verdi da parte di cittadini, cooperative, imprese. A questo si aggiungono alcuni obiettivi specifici, quali: <br /> Sviluppare un sistema di mercato per i prodotti di “seconda vita” che possa essere replicabile anche in altri contesti; <br /> Diffondere conoscenze ed informazioni in tema di prevenzione, riuso e riciclo; <br /> Aumentare la consapevolezza di consumatori, commercianti, produttori ed enti locali riguardo la possibilità di ridurre i rifiuti attraverso il riutilizzo o l’acquisto di prodotti verdi; <br /> Creare benefici sociali attraverso il coinvolgimento di cooperative che operano nel settore del trattamento dei rifiuti e della costruzione di prodotti di eco-design e realizzano programmi riabilitativi e di inserimento lavorativo per le persone in difficoltà. <br /> LOWaste for action è un percorso di community engagement per il lancio di tre filiere di sviluppo locale sostenibile a partire da materiali di ri-uso (tessile ospedaliero, inerte edilizio e arredo urbano). <br /> L’obiettivo è costruire occasioni di partnership tra tutti i soggetti che compongono una filiera produttiva (dal designer, all’artigiano, al produttore al venditore) e di avviare una fase pilota del distretto del riuso di Ferrara. <br /> Programma per l’occupazione e l’innovazione sociale: PROGRESS, EURES, Microfinance Facility. <br /> Progress: finanzia la realizzazione e la disseminazione di studi analitici nel campo delle politiche per l’occupazione, lo scambio di esperienze su questi temi tra amministrazioni pubbliche e finanzia la sperimentazione di progetti pilota per le riforme delle politiche per il mercato del lavoro. Avrà un budget specifico per testare politiche innovative su piccola scala con il fine di scalare quelle più meritevoli. Esempio della call del progress ora aperta: Garantire le competenze per l crescita e l’innovazione  progetti riguardanti lavori green, ICT, servizi di assistenza alla persona e per la casa (quest’ultima linea mira a: migliorare la misurazione e il monitoraggio degli effetti occupazionali e di bilancio al supporto pubblico a questi servizi; promuovere la qualità dei servizi e dei posti di lavoro in termini di competenze e formazione dei profili adeguati; introduzione di nuove tecnologie per migliorare l’efficienza e la produttività). <br /> E’ chiaro che un progetto così lo si può affrontare partendo da reti almeno nazionali (federazione-univ. Ministeri, regioni) <br /> Microfinance Facility: non finanzia direttamente le imprese ma le istituzoni di microfinanza che nei diversi stati membri possono sostenere le imprese sociali. <br /> Fai esempi su cosa possono essere i temi prioritari per queste azioni su cui concentrarsi. <br /> Leonardo Coopkeys <br /> Grundvig per formazione allo start-up di nuove cooperative (per metodo: dal bisogno al progetto) <br /> Impact Hub e progetto the HUB milano  nasce da una rete stabile tra soggetti UE <br /> Esempio su Horizon2020 preso da un progetto sul 7PQ (per dare l’idea della complessità di questo tipo di finanziamento) <br /> Support to trans-national network of incubators for social innovation  7PQ (1M€ finanziamento) <br /> Obiettivo: progetto transeuropeo volto a creare una rete di incubatori per l’innovazione sociale e le condizioni per la scalabilità di 300 innovazioni sociali in tutta Europa. Queste 300 innovazioni sociali saranno identificate tra tutti i settori (pubblico, privato, terzo settore e cooperative) e potranno essere scalate sia a livello locale che internazionale. Obiettivo: offrire una struttura di supporto a iniziative promettenti che potrebbero avere un impatto maggiore in termini diinnovazione e creazione di posti di lavoro, ma non hanno sufficienti capacità proprie e accesso a una struttura si supporto a livello continentale. Fasi: analisi e creazione di standard valutativi, identificazione realtà da scalare, percorsi di matching con potenziali finanziatori. (in Italia: Impact HUB Milano). <br /> Il Network degli incubatori per l’innovazione sociale è una nuova azione, lanciata nell’ultimo round di bandi del 7PQ,che ha l’obiettivo di calare dal basso l’innovazione sociale atraverso reti europee di incubatori, <br /> Per Fondi Strutturali: <br /> Almeno 52% al FSE <br /> Almeno 20% del FSE a inclusione sociale <br /> Almeno il 20% del FESR a sostenere economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori <br /> L’Italia dovrebbe ricevere di più rispetto alla precedente programmazione in valore assoluto ma poi ripartizione diversa all’interno (ad es. alla RER verrebbe meno) <br /> Vedi portale OPENCOESIONE per spunto e indicazione sui progetti <br />
  • Nuove sfide della società: salute, immigrazione, rigenerazine urbana, invecchiamento popolazione, disoccupazione giovanile, combattere l’emarginazione di alcuni gruppi di popolazione. <br /> DOMANDE PER STIMOLARE I CONTENUTI <br /> Avete sperimentato una buona prassi che contribuisce a disegnare un mercato del lavoro più inclusivo? Avete un’idea per promuovere la qualità dei servizi alla persona e dei posti di lavoro in questo ambito in termini di competenze e formazione dei profili adeguati; introduzione di nuove tecnologie per migliorare l’efficienza e la produttività dei lavoratori? Proponetela all’ente pubblico di riferimento per questi temi nella vostra regione per partecipare al prossimo bando progress. <br /> State sperimentando una soluzione innovativa a problemi sociali (ad esempio che rende economicamente sostenibile l’inclusione sociale di soggetti svantaggiati tramite formule particolari di partnership pubblico-privata)? Sia il programma progreSs che i fondi STRUTTURALI avranno linee specifiche di finanziamento per testare e scalare le innovazioni sociali. <br /> Avete idee capaci di produrre cambiamenti positivi in uno di questi ambiti: organizzazione della vita familiare, educazione, occupazione, servizi pubblici capaci di rispondere alle sfide poste dall’incremento delle aspettative di vita e dall’invecchiamento demografico? Troverete diversi fondi UE che finanziano il test e la scalabilità del vostro progetto. <br /> Avete bisogno di creare e formare nuove figure professionali capaci di rispondere alla sfide poste dai problemi della società in forme nuove e interdisciplinari (capaci ad esempio di utilizzare l’innovazione tecnologica per dare vita a nuove attività che creino posti di lavoro anche per persone svantaggiate )? Il FSE ha le risorse a questi fini e potrà essere utilizzato anche per favorire la transizione verso un’economia verde, favorire competenze all’autoimprenditorialità, promuovere la R&S all’interno delle imprese. <br /> Avete realizzato o intendete farlo attività che sposino l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati o servizi di cura alla persona con azoni volte al reciclaggio di rifiuti e il riutilizzo delle risorse energetiche? Avete trovato nuovi settori dove offrire servizi socialmente utili attraverso l’occupazione di giovani, donne o persone a rischio di esclusione sociale? Avete interesse a sviluppare un partenariato con università o centri tecnologici per trovare soluzioni high tech che migliorino la vita di persone svantaggiate (es. disabili)? Avete trovato soluzioni che permettano di generare innovazione sfruttando le nuove tecnologie (es. pazienti.it )? Avete trovato soluzioni che permettono di ridurre i rifiuti ed utilizzare le risorse naturali in modo più efficiente? Potete trovare soluzioni nuove in ambito welfare (intendendo tutti quei servizi rivolti ai bisogni di persone legati al loro intero ciclo di vita nella società –anche oltre, ad. Es. le persone che devono assicurarsi la cura di un familiare anche quando non ci saranno più). <br /> In tutti questi casi ci saranno finanziamenti dedicati a voi  VEDI GUIDA UE ALL’INNOVAZIONE SOCIALE, temi e trends: <br /> 1_DEMOGRAFIA – immigrazione e invecchiamento popolazione europea <br /> 2_AMBIENTE – acqua, cambiamento climatico, energia (esempio progetto che ha coinvolto comunità locali e popolazione tramite cooeprative per rispondere a queste sfide: www.rescoop.eu <br /> 3_DIGITAL DIVIDE – 30% delal popolazione europea non ha mai usato internet, servizi in questo ambito contribuiscono anche a una maggiore inclusione sociale, occupabilità e migliramento qualità della vita <br /> 4_ESCLUSIONE SOCIALE – affligge 84 milioni di persone in UE (1 ogni ogni 6 europei vive al di sotto della soglia di povertà. Molti di questi sono bambini) <br /> 5_ SALUTE E BENESSERE – permangono disuguaglianze forti nell’accesso a cure mediche e servizi sanitari tra i paesi UE e dentro i paesi stessi. <br /> 6_BENI E SERVIZI ETICI – commercio equo e produzioni locali, quale futuro? Quali opportunità ne possono derivare? <br /> Esempio http://www.lowaste.it/ <br />
  • In un certo senso l’analisi svolta a livello europeo è la mappa di dove l’UE andrà nei prossimi 10 anni. Seguirla aiuterà anche noi ad orientare scelte strategiche che possano renderci più competitivi. Se lo facciamo i fondi europei ci aiuteranno, perché sono tutti finalizzati a rispondere a quegli obiettivi e fare in modo che l’UE li raggiunga, abilitando le amministrazioni pubbliche a creare un ecosistema favorevole e le imprese a generare quei risultati che permettano poi all’UE nel suo complesso di poter dire di aver raggiunto lo scopo prefissato. <br /> UE 2020 è LA BIBBIA: per ognuno dei temi prioritari ci sono dei filoni di lavoro, documentazione aggiornata, ricercatori che elaborano proposte, buone prassi in giro per il mondo. Occorre avere qualcuno che presidia e studia quei temi in modo da avere già le idee pronte da proporre una volta che escono i bandi. Una volta entrati in un sistema (un particolare tipo di finanziamento ecc…) le reti a cui abbiamo avuto accesso ci ricontatteranno/terrano in considerazione per i progetti successivi. <br /> C’è moltissima documentazione per ognuno degli obiettivi e priorità e iniziative faro che richiederebbero giornate intere di approfondimento. Oggi è pensata come un’introduzione panoramica su questi temi. Ma considerate che studiare questo materiale non serve solo per fare un progetto europeo e ricevere qualche finanziamento, ma può servire innanzitutto per ispirare innovazione nei metodi e strumenti d’impresa, accrescere le proprie reti, diventare più competitivi. Visti in quest’ottica i fondi sono strumentali e vengono gestiti al meglio, altrimenti attenzione perché possono diventare un boomerang, gestirli non è semplice e richiede investimento di tempo, risorse umane e anche economiche perché quasi mai a costo zero. <br /> Possono poi essere approcciati anche da un altro punto di vista, quello della promozione di un modello di impresa e di un metodo del fare impresa sociale che è proprio del nostro paese e della cooperazione in particolare, che attraverso la partecipazione a progetti UE di alto livello può trovare una legittimazione e un riconoscimento significativo, capace di impattare anche su scelte di altri paesi (es. tramite consulenze su fondi strutturali di altri paesi UE). <br /> Si possono aprire nuovi scenari di lavoro anche come consulenti / assistenza tecnica di altri paesi: ma siamo preparati? Abbiamo sistematizzato quanto appreso per poterlo trasferire? Usiamo i migliori metodi di trasferimento delle conoscenze ed esperienze oggi a disposizione? Conosciamo le lingue? La risposta a queste domande è dirimente per capire se possiamo approcciare le nuove opportunità che a cascata scaturiscono da questi fondi. <br /> Se non abbiamo competenze interne e la nostra strategia aziendale non prevede di svilupparle internamente, l’alternativa è costruirsi solide RETI fatte di soggetti pubblici e privati con competenze sull’accesso ai fondi UE che conoscono il nostro lavoro e decidono di coinvolgerci nella realizzazione dei progetti. (FARE ESEMPIO DEL PROGETTO LIFE FERRARA) <br /> CRITERI DI SELEZIONE DEI PROGETTI NEI FONDI STRUTURALI: <br /> Nell’ottica dell’innovazione sociale almeno tre criteri da considerare: <br /> I bisogni sociali a cui si risponde <br /> Qualità degli strumenti e metodi utilizzati <br /> La natura innovatia delle attività <br /> Una possibile check list per la selezione: <br /> In termini dei bisogni incontrati (il progetto affronta temi solitamente poco trattati?) <br /> In termini di soluzioni proposte (il progetto affronta il bisogno in maniera più efficace rispetto ad altri metodi di solito utilizzati)? <br /> In termini di implemetazione del progetto (il progetto è portato avanti attraverso una nuova forma di collaborazione tra soggetti o meccanismi di governance o di partecipazione che coinvolgono soggetti solitamente esclusi?) <br /> In termini di obiettivo (il progetto si pone un obiettivo che risponde a sfide sociali irrisolte?) <br /> Mezzi (i mezzi utilizzati per raggiungere il fine - umani, tecnici, finanziari, tecnologici – sono assicurati in una forma sociale?) <br /> Coinvolgimento (c’è un forte coinvolgimento degli stakeholders e utilizzatori finali?) <br />
  • Molti paesi membri guardano al modello cooperativo italiano, soprattutto in ambito sociale e agroalimentare, come un modello di riferimento per costruire il sistema dell’economia sociale locale. <br /> Questa è un’opportunità aggiuntiva per chi di voi vuole promuovere questo tipo di attività all’estero. <br /> Noi stiamo lavorando con la Colombia e la Croazia attualmente per portare l’esperienza rispettivamente della cooperazione agricola e della cooperazione sociale. <br />
  • NB: infrastrutture su fondi strutturali dalla prossima programmazione ammesse a certe condizioni ancora da chiarire, sembra soltanto per regioni convergenza e meno sviluppate. <br />
  • Attenzione perchè non conta la forma giuridica ma l’outcome (anche altre forme di impresa fanno quello che stanno facendo le cooperative, alcune con maggiore efficacia nel mixare contenuti sociali con innovazione tecnologica ad esempio. <br /> La strategia di fondo da seguire è diversa a seconda che io voglia sviluppare un servizio di acceso a fondi eu al mio interno o voglio accedere ai fondi per finanziare miei progetti (in tal caso devo far ricorso a professionisti esterni per la parte tecnico-gestionale). <br /> Partire dalle idee non dai bandi  fondi UE dovrebbero essere utilizzati in ottica di fundraising di strategie elaborate a monte dall’impresa, non viceversa <br /> 2. Muoversi prima di tutto a livello REGIONALE: la maggior parte dei fondi vengono da li!!! E sono gli amministratori locali a definire le priorità dove indirizzarli. E il crowdfunding in questo può essere uno strumento in più! <br /> 3. Progetti complessi di livello UE richiedono competenze specifiche: conoscenza dell’inglese, disponibilità a viaggi e spostamenti ecc… <br /> Diversificare le strategie sui partenariati: bandi locali – partner locali; bandi europei: consorzi e federazioni primo punto di contatto per definire strategia. <br /> Costruire RETI STABILI a livello europeo <br /> UE cerca progetti di impatto e fortemente innovativi: attenzione  innovazione sociale non è prerogativa delle imprese sociali! Non è la forma giuridica che conta ma l’outcome Luoghi virtuali dove prendere ispirazione e contatti (es. Social Innovation Europe). I due temini che seguono sono molto interrelati tra loro. Sforzo della commissione è fare in modo che sempre più imprese sociali possano essere in grado di produrre innovazione sociale. Ma la prima non è prerogativa della seconda. <br /> 1_INNOVAZIONE SOCIALE <br /> Lo sviluppo e implementazione di nuove idee (prodotti, servizi e modelli) che rispondono a bisogni sociali e creano nuove realzioni e collaborazioni. Rappresenta nuove risposte a bisogni sociali pressanti. Ha l’obiettvo di migliorare il benessere delel persone. L’innovazione sociale è un’inovazione che è sociale sia nei fini che nei mezzi. E’ un’innovazione che non solo è buona per la società ma migliora anche la capacità d’azioen degli individui. Le innovazioni sociali possono provenire sia sia del settore pubblico che privato. Quando provengono da imprese sociali o dell’economia sociale si può pensare a due concetti tra loro diversi che si sovrappongono. Si può sostenere che un attore importante – ma non certol’unico – in grado di diffondere innovazioine sociale per l’Europa 2020 sia l’impresa sociale. <br /> 2_IMPRESA SOCIALE secondo la definizione europea, è un’impresa che: <br /> Ha come obiettivo principale ottenere un impatto sociale e non generare profitti per i propri azionisti o soci <br /> Opera nel mercato con produzione di beni o servizi in forma imprenditoriale <br /> Reinveste in propri profitti nell’attività <br /> È gestita in forma trasparente e partecipativa <br /> La dimensione SOCIALE di queste imprese sta nel fatto che possono: <br /> Produrre beni o servizi attraverso l’integrazione di persone svantaggiate, creando quindi lavoro e inclusione sociale <br /> Forniscono beni o servizi alla comunità o a persone vulnerabili (accesso alal casa, servizi sanitari, assistenza anziani o disabili, accesso a servizi bancari di base, assistenza all’infanzia, occupazione e servizi formativi….) <br /> La definizione di impresa sociale a livello nazionale è diversa nei diversi paesi UE. Questo perché le imprese sociali possono assumere molteplici forme giuridiche, agire in molti ambiti e far riferimento a legislazioni diverse da paese a paese. Sono parte dell’economia sociale , che include anche le fondazioni, no profit e cooperative. In un discorso sull’innovazione sociale si può semplificare dicendo che non tutte le imprese sociali sono innovative, non tutte le imprese sociali sono guidate da imprenditori sociali e non tutti gli imprenditori sociali guidano imprese sociali. Nessun settore o forma giuridica ha il monopolio delle nuove idee e forse le aree più innovative sono quelle in cui i confini tra forme, settori e competenze diverse si incontrano. <br /> far conosocere i propri progetti (storytelling fondamentale per entrare in rete con realtà pubbliche o private che cercano partner per l’accesso a programmi UE). Serve anche per accedere a progetti di altri per realizzare anche solo un pezzo (es. del progetto di impact hub sopra che per la fase di scaling selezionava anche cooperative)  openup! <br /> CONTAMINAZIONE TRA SETTORI ASSET VINCENTE (sociale e ambiente; sociale e ICT; sociale e design ; sociale e agricoltura ecc…)  impreditori sociali sempre di più anche in campo agricolo, quando riescono a sposare produzione agroalimentare con l’adozione di strumentiutili a generare coesione sociale e salvaguardia delel risorse naturali in aree rurali <br /> SINERGIE COOPERATIVE: soprattutto su bandi europei a gestione diretta creare un coordinamento all’interno del sistema che renda più facile acedere ai fondi. <br />
  • Pochi soldini rispetto agli altri: ma perchè questo tema è ampiamente finanziato con Fondi Strutturali! <br /> Bringing these three instruments together under one umbrella will increase their effectiveness and allow the Commission to improve policy coherence across the board. The new-set up will also ensure that employment and social policies make an even greater contribution to Europe 2020, the EU’s overarching strategy for economic growth. In addition to strengthening policy coordination, capacity building and the sharing of best practice, the PSCI will make it possible to test innovative actions. The ultimate aim is for the most successful of these pilots to be “up-scaled” and receive financial backing from the European Social Fund (ESF), which provides finance to projects that support employment and social integration in the regions. L’asse Progress, che è il diretto “successore” di “Progress” 2007-2013, ha tra i suoi obiettivi specifici lo sviluppo e la diffusione di conoscenze analitiche comparative in materia di politiche occupazionali e sociali, e della legislazione in materia di condizioni di lavoro negli Stati membri. L’asse Progress intende aiutare finanziariamente gli attori politici a sperimentare riforme della politica sociale, a progettare e attuare forme di sperimentazione sociale, a sostenere lo sviluppo, il monitoraggio e la valutazione delle politiche occupazionali e sociali dell’Unione, e a promuovere l’innovazione sociale in collaborazione con le parti sociali e le organizzazioni della società civile 8aperto ad autorità nazionali, associazioni imprenditoriali, enti no profit). ESEMPIO: <br /> 2007-2009 Programma PROGRESS Call for Proposals VP/2007/012 - "Mutual Learning on Social Inclusion and Social Protection"– Progetto SYNTHESIS: “Health and Social services integration for the most vulnerable groups” (Integrazione della salute e dei servizi sociali per i gruppi vulnerabili) - L&apos;obiettivo generale è quello di creare una rete transnazionale tra i partner per promuovere lo sviluppo di un concetto integrato di sanità e servizi sociali per la categorie vulnerabili (soprattutto disabili, anziani, minori a rischio e minoranze etniche) attraverso il confronto di modelli di buone prassi, condivisione di diversi approcci alla salute e ai servizi sociali, analisi di fattori e attori che costituiscono un sistema integrato e sostenibile. Capofila: Ministry of Labour, Family and Equal Opportunities of Romania; Partner: Fundatia pentru Dezvoltarea Societatii Civile – FDSC (Romania); Local Health Units nr. 16 (U.L.S.S. Unità Locale Socio Sanitaria), Municipality of Padua – Social Servicies Dept and Irecoop Veneto (Italia); Municipality of Athens Development Agency S.A (AEDA) and European Profiles S.A (Grecia); Junta de Andalucia – Consejeria para la Igualidad y Bienestar Social (Spagna); CRISTEEL – Centre Reghional interassociatif de soutien technique aux echanges europeens en Lorraine and URIOPSS Lorraine – Union Régionale Interféderale des Organismes Privés Sanitaires and Sociaux (Francia); STAKES – National Research and Development centre for Welfare and Health (Finlandia); PCPR Suwalski and State Fund for Rehabilitation (Polonia); Lithanian Handicapped Union and Kaunas regional Handicapped Union (Lituania); Papilot - Institute for Enhancement and Development of the Quality of Life (Slovenia). <br />
  • Esempio nostro progetto leonardo in approvazione. <br /> Esempio progetti cooperativa sociale Kara Bobowski: Kassel (Germania), 25 novembre-2 dicembre 2006 (Paesi partecipanti: Italia, Germania)Titolo dello scambio: "2010-L&apos;Europa accessibile a tutti: accessibilità, sicurezza e gestione delle emergenze nelle strutture sensibili“. Tema: sicurezza e accessibilità in scuole, case di riposo, centri per anziani; Design for AllPartecipanti: 12 professionisti italiani (architetti, ingegneri, tecnici, responsabili di cooperative sociali). Ente promotore: Cooperativa PRO.S.IT (www.prosit-italia.it)Ente di coordinamento: Cooperativa Kara Bobowski. Partner ospitante: Landkreis Kassel (www.landkreiskassel.de)Partner locali: Provincia di Forlì-Cesena (www.provincia.fc.it) , Studio "E" (www.studioe.biz), PIERRE s.r.l., Fondazione Opificium (www.cnpi.it), Studio di Architettura "Mitzi Bollani" (www.mitzibollani.it), Coop. sociale Cava (www.centrodiurnoanziani.it), SCHNEIDER ELECTRIC (www.schneiderelectric.it), IRECOOP Emilia-Romagna (www.irecoop.it)  <br />
  • Le priorità della politica ambientale saranno integrate in tutti i principali strumenti UE di finanziamento, compresi i programmi relativi ai settori della coesione, dell&apos;agricoltura, degli affari marittimi e della pesca, della ricerca e innovazione e degli aiuti esterni. Nel quadro della politica di coesione sarà inoltre rafforzata la verifica del rispetto della normativa ambientale. Nell&apos;ambito dell&apos;azione esterna, lo strumento di preadesione aiuterà i paesi candidati a finanziare le infrastrutture ambientali e lo sviluppo delle capacità necessarie per conformarsi all&apos;acquis dell&apos;Unione europea. <br /> Oltre all&apos;integrazione della tematica ambientale nelle sue politiche e nei suoi programmi, la Commissione propone di proseguire l&apos;attuazione del programma LIFE+, allineandolo maggiormente agli obiettivi di Europa 2020. Come previsto dall&apos;attuale periodo di programmazione, il nuovo strumento coprirà, all&apos;interno di un solo programma, un&apos;intera serie di azioni nei settori dell&apos;ambiente e dell&apos;azione per il clima. <br /> Anche le azioni di mitigazione dei cambiamenti climatici e di adeguamento ad essi saranno integrate in tutti i principali programmi UE. <br /> Esempio progetti approvati: Il progetto AQUA ha l’obiettivo di supportare l’innovazione dei processi produttivi delle imprese del settore agro alimentare sul piano della riduzione dei consumi e degli sprechi idrici, così da dimostrare l’ampio margine di miglioramento ottenibile. In particolare, il progetto si occuperà di: Valutare le buone pratiche esistenti a livello internazionale in campo di uso efficiente delle risorse idriche, analizzandone e quantificandone i benefici ottenuti in termini ambientali. Elaborare un kit per il risparmio idrico che permetta: la valutazione dello stato di partenza di ogni impresa, l’identificazione di obiettivi di riduzione e l’introduzione di azioni di miglioramento che riguardino sia le tecnologie, sia l’innovazione nei processi e nei metodi, sia, laddove applicabile, innovazione dei modelli economici e commerciali. Coinvolgere le imprese del settore sia all’interno del panel di esperti, sia come luoghi di sperimentazione delle azioni di miglioramento individuate. Un ulteriore obiettivo trasversale che si intende valorizzare, è la promozione di nuove forme di collaborazione e di confronto fra il settore pubblico e privato, che mettano a servizio della gestione e preservazione dei beni comuni, l’esperienza di tutti i protagonisti coinvolti. ARPA, come proponente del progetto e organismo tecnico, avrà il compito di monitorare l’intero percorso progettuale e fornirà contributi in termini di rilevazione dei metodi e delle esperienze consolidate nel panorama internazionale. La Regione Emilia Romagna, avrà il compito di mantenere la coerenza tra l’individuazione delle soluzioni, la realizzazione delle attività e le direttive europee. Si occuperà, inoltre, di elaborare le linee guida perché il modello possa essere diffuso a livello comunitario. Legacoop Emilia Romagna e Legacoop Agro-alimentare avranno il compito di coinvolgere le aziende del comparto, favorirne la partecipazione, monitorare il processo ed assistere le imprese, diffondere i risultati e valutare la possibilità che questi possano essere adattati ed utilizzati da altri settori produttivi. Indica avrà il compito di garantire la coerenza dei risultati agli standard di progettazione europea e metterà a disposizione del progetto il suo team di professionisti ed esperti negli ambiti dell&apos;energia, dell&apos;ambiente e della responsabilità sociale di impresa. <br /> Altro progetto: cooperativa COOMI Ravenna  costruzione di impianti per la termovalorizzazione delle biomasse, rifiuti speciali e trattamento fanghi. COOMI, azienda da sempre attenta ai risvolti ambientali derivanti dalle attività industriali, ha ideato, un progetto volto alla realizzazione di una intera linea pilota per il trattamento dei fanghi biologici in grado di convertirli in potere calorifero, attraverso l&apos;utilizzo di un&apos;innovativa applicazione di microonde. <br /> Call aperta  inviata nota <br />
  • ESEMPIO PROGETTI: Terra Incognita.europe <br /> Ce projet repose sur la création de 5 productions théâtrales dont le thème est en lien avec la santé mentale. Ces créations seront réalisées avec le concours des intervenants professionnels des trois compagnies . Il a pour enjeu de favoriser la créativité artistique, et par le théâtre, la prise de parole de personnes ayant une relation particulière avec le domaine de la santé mentale : personnel soignant, comédiens professionnels impliqués, et personnes en souffrance, et ce, à travers une démarche de création collective. <br />
  • L&apos;intero sostegno alla ricerca e all&apos;innovazione a favore delle PMI(compresa l&apos;innovazione nell&apos;ambito del CIP) confluirà nel <br /> quadro strategico comune per la ricerca e l&apos;innovazione. <br /> Uno strumento di capitale proprio per gli investimenti in fase di sviluppo che fornirà, tramite intermediari finanziari, finanziamenti di capitale proprio rimborsabili ad orientamento commerciale, principalmente sotto forma di venture capital, alle PMI. Uno strumento di prestito che prevede accordi diretti o altri accordi di condivisione del rischio con intermediari finanziari per coprire i prestiti destinati alle PMI. <br /> Principalmente azioni politiche; <br /> Enterprise europe network, internazionalizzazione <br /> EYE: cooperativa sociale ravenna – polonia; impresa vitivinicola e ragazzo rumeno; cooperativa turismo e ragazza spagnola; <br />
  • Lo scorporo del CIP nei vari macroprogrammi sembra aver portato all’eleminazione dal prossimo quadro finanziario del Programma Intelligent <br /> Energy Europe, l’unico programma specifico per finanziare iniziative sull’efficienza energetica e le energie rinnovabili. Lobby si sono attivate ma <br /> risultati incerti….semplificazione non sempre salutare per far arrivare fondi a più progetti possibili… <br /> Questo programma aveva finanziato iniziative volte a studiare il risparmio energetico in agricoltura tramite audit energetico, l’utilizzo degli scarti <br /> agricoli in produzione energia elettrica, sistemi logistici per rendere più efficiente il reciclaggio e la produzione di biomasse a partire dalla raccolta <br /> dei rifiuti, con coinvolgimento cooperative sociali che gestiscono il verde urbano. <br />
  • L&apos;UE può contare su diverse fonti di finanziamento. Le risorse proprie sono infatti costituite, oltre che dai contributi diretti dei paesi membri, anche da dazi all&apos;importazione sui prodotti provenienti dall&apos;esterno dell&apos;Unione e da una percentuale dell&apos;IVA riscossa da ciascun paese membro: <br /> lo 0,73% del reddito nazionale lordo di ciascun paese membro, che rappresenta i due terzi del bilancio UE <br /> le cosiddette risorse proprie tradizionali, principalmente dazi all&apos;importazione sui prodotti provenienti da paesi esterni all&apos;Unione <br /> una percentuale della base imponibile armonizzata dell&apos;imposta sul valore aggiunto (IVA) di ciascun paese dell&apos;UE. <br /> Commissione, Consiglio e Parlamento decidono congiuntamente l&apos;entità del bilancio e la ripartizione delle risorse. Responsabili dell&apos;effettiva esecuzione della spesa sono tuttavia la Commissione e i paesi dell&apos;UE. Nuovo multiannual financial framerwork (un 3% in più, comunque l’1% del PNL UE27): http://europa.eu/press_room/press_packs/multiannual_financial_framework_2014_2020/index_en.htm <br />
  • Al fine di ottimizzare l’impatto della politica nella realizzazione delle priorità europee, la Commissione propone di rafforzare il processo di programmazione strategica. Ciò comporta l’introduzione del Quadro strategico comune, di contratti di partenariato e di un elenco di obiettivi tematici in linea con la strategia Europa 2020 e con i relativi orientamenti integrati. Il Quadro strategico comune, che verrà adottato dalla Commissione, definirà iniziative chiave per l’attuazione delle priorità europee, fornirà un orientamento sulla programmazione applicabile a tutti i fondi, inclusi FEASR e FEAMP e promuoverà una maggiore coordinamento dei vari strumenti strutturali europei. I contratti di partenariato, concordati in fase iniziale tra la Commissione e gli Stati membri, definiranno il contributo complessivo agli obiettivi tematici, a livello nazionale, e l’impegno a intraprendere azioni concrete per l’attuazione degli obiettivi di Europa 2020. Un quadro di riferimento dei risultati definirà obiettivi chiari e misurabili. <br /> Un importo pari al 5 % della dotazione nazionale di ciascun fondo verrà accantonato e assegnato, durante una verifica intermedia, agli <br /> Stati membri per i programmi che hanno conseguito a pieno le loro tappe fondamentali. Al di là della riserva di efficacia ed efficienza, il mancato raggiungimento delle tappe fondamentali può determinare la sospensione dei finanziamenti e una grave insufficienza nella realizzazione degli obiettivi di un programma potrebbe determinare la cancellazione dei finanziamenti. <br />
  • Approvato dal PE verrà ridiscusso nel 2016 permettendo ai deputati eletti a maggio 2014 una possibile revisione. <br />

Fondi Europei e Impresa Sociale Presentation Transcript

  • 1. La Strategia di Finanziamento per l’Impresa Sociale: le fonti, la logica, le reti Letizia Piangerelli, Roma 27 novembre 2013 Primo Workshop Social Business e Social Economy Scuola Aiccon Federsolidarietà
  • 2. ARGOMENTI Finanziamenti UE per l’impresa sociale 1.Quale logica li ha ispirati? 2.Quali sono le fonti? 3.Su quali temi si concentrano? 4.Come accedervi? 5.Cosa ci posso finanziare? 6.Qualche suggerimento di metodo
  • 3. 1. Quale logica li ha ispirati? STRATEGIA EUROPA 2020 DETTA LE REGOLE DEL GIOCO 3 PRIORITA’ – 7 INIZIATIVE 5 OBIETTIVI _Occupazione _R&S _Cambiamenti climatici e sostenibilità energetica _Istruzione _Lotta alla povertà e all'emarginazione http://ec.europa.eu/europe2020/index_it.htm Crescita intelligente Agenda digitale europea Unione dell'innovazione Youth on the move Crescita sostenibile Un'Europa efficiente sotto profilo risorse Una politica industriale per l'era della globalizzazione Crescita inclusiva Agenda nuove competenze e nuovi lavori Piattaforma europea contro la povertà
  • 4. 1. Quale logica li ha ispirati? Una buona notizia: dal 2011 IMPRESE SOCIALI centrali per agenda UE Iniziativa per l’imprenditoria sociale 11 azioni chiave incentrate su: STRUMENTI FINANZIARI VISIBILITA’/REPUTATION CONTESTO LEGALE e indirettamente ricaduta su molte altre politiche UE
  • 5. 2. Quali sono le fonti?
  • 6. 3. Su quali temi si concentrano? PRINCIPALI PROGRAMMI UE DI RIFERIMENTO •Programma per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI) •Erasmus + •LIFE + •Horizon 2020 •Europa Creativa + FSE – FESR (www.opencoesione.it )
  • 7. 3. Su quali temi si concentrano? Demograph PAROLE CHIAVE •Migration: T outside their in Europe wh •Aging: Media (Brookings In (IMF); Only 4 Environmen Innovazione (sociale & tecnologica) Efficienza energetica-energie rinnovabili Formazione Inclusione sociale Servizi di cura alla persona Occupazione •20% of surfa exploit their •If the climate EU economy scenario and •The EU has s as the 20-20invest in rene New Comm solutions (d •83% of Europ Commission) in the comm •150 million E made up of p members of digital societ eGovernmen Digital Agend Poverty-rel •Europe is on huge problem Europeans liv less than €5 •Children (0-1 the total pop especially Ro leaving instit Trends in he •In 2008, the domestic pro •The health d large, and in The trend o Nb: Guide to Social innovation by EU Shoppers spen €3.39 in 2009 
  • 8. 3. Su quali temi si concentrano? • Avete sperimentato una buona prassi che contribuisce a disegnare un mercato del lavoro più inclusivo? Avete un’idea per promuovere la qualità dei servizi alla persona e dei posti di lavoro in questo ambito in termini di competenze e formazione dei profili adeguati, introduzione di nuove tecnologie per migliorare l’efficienza e la produttività dei lavoratori? • Avete idee capaci di produrre cambiamenti positivi in uno di questi ambiti: organizzazione della vita familiare, educazione, occupazione, servizi pubblici capaci di rispondere alle sfide poste dall’incremento delle aspettative di vita e dall’invecchiamento demografico? • Avete bisogno di creare e formare nuove figure professionali capaci di rispondere alla sfide poste dai problemi della società in forme nuove e interdisciplinari (capaci ad esempio di utilizzare l’innovazione tecnologica per dare vita a nuove attività che creino posti di lavoro anche per persone svantaggiate )? • Avete realizzato o intendete avviare attività che sposino l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati o servizi di cura alla persona con azioni volte al riciclaggio di rifiuti e il riutilizzo delle risorse energetiche? Avete trovato nuovi settori dove offrire servizi socialmente utili attraverso l’occupazione di giovani, donne o persone a rischio di esclusione sociale? • Avete interesse a sviluppare un partenariato con università o centri tecnologici per trovare soluzioni high tech che migliorino la vita di persone svantaggiate (es. disabili)? Avete trovato soluzioni che permettano di generare innovazione sfruttando le nuove tecnologie? 
  • 9. 4. Come accedervi? 1° PASSO: autoanalisi •La mia realtà può contribuire a raggiungere gli obiettivi UE2020? In che MODO? •Cosa mi SERVE per arrivarci? •In cosa sono INNOVATIVO nel farlo ? •Che buone PRASSI posso apportare? •Il mio MODELLO è replicabile e/o scalabile? •Che RETI posso mettere in campo?
  • 10. 4. Come accedervi? 2°PASSO: le fonti e le reti •Analisi bandi disponibili •Strategie diverse per fondi diversi: Horizon 2020  Università; Progress  Regioni; ecc… •Promozione modello vs promozione progetto •Primo interlocutore è il sistema cooperativo nazionale /europeo •Alleanza con enti pubblici indispensabile •Quale strategia verso soggetti esterni al sistema?
  • 11. 5. Cosa posso finanziare con questi fondi?  PROGETTI DI UNA SINGOLA IMPRESA (formazione, viaggi studio, infrastrutture (!), prototipi innovativi, equity, prestiti agevolati, …..)  PARTECIPAZIONE A SCAMBI, RETI, STUDI E INIZIATIVE CHE COINVOLGONO Più STATI/PARTNER (l’impatto dei progetti deve essere di livello europeo e devono promuovere politiche innovative non ancora testate e/o sviluppate)  CONSULENZA/ASSISTENZA TECNICA AD ALTRI SOGGETTI DI ALTRI STATI (accesso ai programmi dell’FSE di altri paesi soprattutto di nuovo ingresso e programmi di pre-adesione)  STUDI PER LA RICERCA EMPIRICA SUI TEMI ANCORA APERTI PER UN’EFFICACE PROMOZIONE DELLE IMPRESE SOCIALI (sistemi di misurazione impatto sociale, mappatura dell’innovazione sociale, semplificazione normativa, strumenti abilitanti ecc..)
  • 12. 6. Accorgimenti e metodo 1.PRIMA LE IDEE POI I BANDI 2.FUNDRAISING: REGIONALE  NAZIONALE  EUROPEO 3.LOBBY REGIONALE IMPORTANTE 4.KIT COMPETENZE INTERNE MINIME (do I speak English?) 5.PARTENARIATI A GEOGRAFIA VARIABILE 6.INNOVAZIONE SOCIALE VS IMPRESA SOCIALE 7.STORYTELLING? SERVE. 8.CONTAMINAZIONE TRA SETTORI E’ UNA STRADA 9.FARE SQUADRA: SINERGIE COOPERATIVE NB: NON CONTA LA FORMA GIURIDICA MA L’OUTCOME (chi sono oggi i vostri principali “competitor”?)  https://webgate.ec.europa.eu/socialinnovationeurope/
  • 13. Contatti IRECOOP ER Via Alfredo Calzoni 1/3, Bologna 051 – 7099011 piangerellil@irecoop.it www.openupblog.it Skype: letizia.piangerelli.irecoop
  • 14. 7. APPENDICE SCHEDE TECNICHE SU SINGOLI PROGRAMMI A GESTIONE DIRETTA UE DI POSSIBILE INTERESSE PER IMPRESE SOCIALI
  • 15. Impresa sociale: programmi dedicati? Iniziativa della Commissione Europea sull’Impresa Sociale Novembre 2011  la Commissione ha posto l’economia sociale e l’innovazione sociale al centro delle proprie preoccupazioni. Strumenti: •Regolamento europeo per i fondi di investimento solidale •Proposta per favorire lo sviluppo del microcredito in Europa •Strumento finanziario europeo per accesso ai finanziamenti •Rendere prioritario il sostegno a imprese sociali nei finanziamenti (FEDER) e (FSE) •Maggiore importanza ai criteri di qualità e alle condizioni di lavoro nell'attribuzione degli appalti pubblici; •Semplificare norme aiuti di stato a favore dei servizi sociali e locali. http://ec.europa.eu/internal_market/social_business/index_en.htm
  • 16. Analisi dei programmi POLITICHE SOCIALI 1. Programma per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI) • PROGRESS (aiutare finanziariamente gli attori politici a sperimentare riforme della politica sociale, a progettare e attuare forme di sperimentazione sociale e a promuovere l’innovazione sociale in collaborazione con le parti sociali e le organizzazioni della società civile) ; • EURES (promuovere la mobilità del lavoro all'interno dell'UE e migliorare l'accesso alle opportunità professionali); • Microfinanza (ampliare disponibilità e l'accessibilità dei microfinanziamenti a favore dei gruppi vulnerabili, delle microimprese e dell'economia sociale http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&catId=89&newsId=1093&furtherNews=yes
  • 17. Analisi dei programmi ISTRUZIONE, FORMAZIONE, CULTURA, SPORT Programma “Erasmus +” In esso confluiranno gli attuali programmi di apprendimento permanente (Erasmus, Leonardo da Vinci, Comenius e Grundtvig), Youth in Action, e cinque programmi di internazionale (Erasmus Mundus, Tempus, Alfa, Edulink e il programma di cooperazione con i paesi industrializzati). Finanzierà: Opportunità di apprendimento per i singoli individui; la cooperazione istituzionale tra le istituzioni educative, le organizzazioni giovanili, le aziende, le autorità locali; partenariati su ampia scala tra le istituzioni di istruzione superiore e le imprese per promuovere la creatività, l'innovazione e l'imprenditorialità offrendo nuove opportunità di apprendimento e qualifiche. http://www.programmallp.it/box_contenuto.php?id_cnt=3173&id_from=1
  • 18. Panoramica dei principali programmi AMBIENTE 1. LIFE + Azioni prioritarie: LIFE biodiversità (Natura 2000; biodiversità; conservazione e il ripristino degli ecosistemi e dei relativi servizi); LIFE ambiente (attuazione della politica ambientale dell'UE da parte del settore pubblico e privato, es. direttiva quadro sulle acque e la direttiva quadro sui rifiuti); LIFE governance (creazione di piattaforme per lo scambio delle migliori pratiche). 2. Azione per il clima Si concentrerà su progetti pilota e progetti dimostrativi su piccola scala, in particolare alle PMI, nel collaudo di tecnologie su piccola scala a bassa emissione di carbonio e di tecnologie di adeguamento. http://ec.europa.eu/environment/life/about/beyond2013.htm
  • 19. Panoramica dei principali programmi CULTURA Programma Europa Creativa – Riunirà gli attuali programmi “Cultura”, “MEDIA” e “MEDIA Mundus”Pensato specificatamente per i settori culturale e creativo in un'ottica di superamento delle frontiere nazionali e con una forte enfasi sulla promozione della diversità culturale e linguistica. Previsto uno strumento finanziario per agevolare accesso al credito per piccoli operatori culturali (tramite BEI). Azioni finanziate Incentivare la mobilità transnazionale degli operatori in campo culturale; sostenere la circolazione transnazionale di opere e beni artistici e culturali; favorire il dialogo interculturale; sensibilizzare cittadini all’importanza dei beni culturali di rilievo europeo e promuovere la salvaguardia. http://ec.europa.eu/culture/media/creative-europe/index_en.htm
  • 20. Panoramica dei principali programmi IMPRESE Programma per la competitività delle imprese (COSME) farà seguito alla parte dell'attuale CIP che non riguarda l'innovazione. Misure finalizzate a promuovere PMI più competitive a livello internazionale: a) accesso ai finanziamenti; b) promozione politica per PMI, turismo, uso commerciale di idee di design prodotti di consumo; c) accesso ai mercati; d) promozione dell’imprenditorialità (es. Erasmus per Giovani Imprenditori) http://ec.europa.eu/enterprise/initiatives/cosme/index_en.htm
  • 21. Panoramica dei principali programmi RICERCA E INNOVAZIONE Programma Horizon 2020 Riunisce all'interno di un quadro strategico comune le tre principali fonti di finanziamento esistenti (7°PQ, CIP, Istituto UE per Innovazione) Punterà alla semplificazione accesso e finanziamenti, soprattutto PMI Tre priorità strategiche: 1. Eccellenza scientifica (attirare ricercatori internazionali) 2. Leadership industriale (promozione innovazione PMI, accesso a finanziamenti per R&S) 3. Sfide per la società (sostegno alla ricerca in materia di salute, sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, energia pulita, trasporti intelligenti, società inclusive) http://ec.europa.eu/research/horizon2020/index_en.cfm
  • 22. Da dove provengono i fondi UE
  • 23. Programmazione Europea 2014 - 2020 (Politica di Coesione) Ferrara, 8 maggio 2012
  • 24. Budget UE 2014-2020