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Copertura mediatica de Terremoto in Abruzzo 2009 - Analisi critica

by on Oct 18, 2009

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Ricerca di osservazione dei media durante la giornata del terremoto in Abruzzo, il 6 aprile 2009, con lo scopo di tracciare il processo di trasformazione qualitativo e quantitativo delle informazioni ...

Ricerca di osservazione dei media durante la giornata del terremoto in Abruzzo, il 6 aprile 2009, con lo scopo di tracciare il processo di trasformazione qualitativo e quantitativo delle informazioni nel Web e in televisione.

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  • worldpolita FRANCO IAVICOLI at FRANCO IAVICOLI Posso solo augurarti di essere sempre fedele a te stesso, ai tuoi principi, al tuo cuore e alle tue idee;

    personalmente (ho 41 anni), vedo ormai le cose in maniera forse un po' troppo disincantata e questo è male perchè 'l'occhietto' non mi brilla più e con esso l'entusiasmo è andato affievolendosi.

    Non ho smesso di credere alle cose giuste, ma mi accorgo di essere solo, un cane sciolto.

    Voglio raccontarti un aneddoto...
    Premetto ke nn ho mai avuto tessere di partito sebbene la politica mi abbia sempre affascinato dai tempi in cui ero leader studentesco;

    ho sempre avuto idee piuttosto chiare in politica e mi sn sempre mantenuto abbastanza fedele alle mie convinzioni di liberal con connotazioni rivolte al sociale;

    un giorno mi misi a frequentare le riunioni di un partito della cittadina in cui da qualke anno sn trapiantato con la mia famiglia, perché desideravo dare il mio apporto per migliorare la città e mi sentivo maturo per farlo;

    godevo di buona notorietà in ragione della professione ke svolgo, inoltre qualke anno prima x dare supporto ad un amico gli feci da spalla in una campagna provinciale;
    i miei risultati personali come candidato furono più ke lusinghieri, quindi il contributo alla squadra importante.

    Ora in una piccola città queste cose e mille altri pettegolezzi sn cose note, così come e parimenti era noto durante il tempo in cui frequentai la sede di quel partito, quanto fossi veemente, critico e polemico innanzitutto rispetto a noi stessi come gruppo: fondamentalmente una persona scomoda.

    Cosa accadde in sintesi:
    1- di programmi non ho mai sentito parlare (lo stesso mi risulta di altri gruppi partitici locali; la logica era evidentemente ke il programma serve ad imbonire e persuadere l'elettore al voto, piuttosto ke conquistarlo con dei programmi concreti rivolti alle esigenze reali ella comunità locale)

    2- l'aver partecipato attivamente ravvivando le riunioni con una critica costruttiva, anziché mettermi al centro dei potenziali candidati, anziché giovarmi mi ha poso ai margini

    3- al momento della stesura della lista candidati (per la veità piuttosto lunga), guarda caso il mio nome nn venne neppure considerato e nn venni neppure contattato (io per contro mi rifiutai di chiedere mai spiegazioni al riguardo, mi dispiacque): troppo scomodo?

    Credo si commenti da sè.

    Nel tempo mi sn convinto ke (almeno a livello locale), la politica abbia un livello medio davvero molto basso e gli interessi personali (economici o di carriera), sono prevalenti su ogni altra causa, senza parlare di nobile, voglio limitarmi all'utile alla collettività.

    Credo quindi ke questo fatto si rifletta poi sul livello medio di coloro ke approdano a Roma, ke spesso (in my opinion), nn sono certo i migliori ma solamente coloro ke hanno gli inciuci e gli sponsor più solidi (figurarsi adesso con la discrezionalità delle nomine delle segreterie...);

    in conclusione la questione è ke ad uno sponsor (sia esso pubblico o 'privato'), alla fine bisogna sempre rendere conto perché i debiti vanno onorati;
    questo gioco credo certo non garbi a tutti (in senso valoriale), purtroppo però a tanti altri fa gola!

    In bocca al lupo per tutto!
    4 years ago
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  • leonardofirmino Leonardo Magalhaes Firmino at Leonardo Magalhaes Firmino Sono d'accordo con te... Credo che sia per molti una tendenza che comincia appena uno entra a far parte di un gruppo editoriale. Sin dal primo giorno il Mediatore comincia a uccidere l'individualità del lavoratore.

    Adesso sto lavorando in una campagna politica in cui si devono presentare alcune politiche pubbliche per giovare all'immagine di un candidato.

    Queste politiche pubbliche (PP) non verranno prese in considerazione sul serio dal mio team di comunicatori. Tutto quello che faremo è elaborare una serie di 'situazioni' per cui la gente creda che tali PP verranno davvero portate avanti dal candidato.

    Durante la nostra seconda riunione, ho cercato di proporre delle PP vere e non solo eventi con forte potere persuasivo ma una persona del mio team mi ha risposto: 'non è nostro compito aiutare nessuno, dobbiamo solo fare una bella campagna'.

    Secondo me si potrebbe fare una bella campagna e allo stesso tempo proporre delle politiche vere, in modo da vincolare un po di piu il politico a mantenere le promesse... Alla fine, l'unica cosa che posso fare adesso è cercare di dare idee che vadano in entrambe le direzioni e cercare di farle valere tra i miei colleghi ma se il team decide di non utilizzarla non potrò fare nulla!

    Secondo me è cosi che si uccide il talento di un professionista sin dall'inizio, questa è la mia prima campagna!

    Ne vedrò sicuramente di più belle in futuro!
    4 years ago
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  • worldpolita FRANCO IAVICOLI at FRANCO IAVICOLI Preciso meglio il mio pensiero senza nulla togliere a ciò che secondo me tu hai espresso molto bene in merito a ipocrisia, retorica e direttrici delle istituzioni.

    Penso ke in fondo quando si entra in un gruppo (editoriale, industriale, ecc.), in fondo si abbraccia il suo intero sistema di valori;
    purtroppo mentre se da principio il nostro entusiasmo (ambizione) ci acciecano riguardo alla percezione dei limiti delle nostre azioni, quando poi entriamo nella fase di maturità e siamo affermati professionisti nel lavoro che svolgiamo, se davvero siamo pensanti, stiamo al gioco solo perché realmente accettiamo di stare 'nel gioco delle parti'.

    Penso allora che (parlo di giornalisti di media nazionali e non poveri operai con famiglie a carico), si è in condizione di decidere se sottostare o no a certe regole, ma rischiando così di essere corresponsabili del sistema, di un cattivo giornalismo, servile, poco fedele ecc....

    Per contro, è chiaro che il rischio di voler dire pensando troppo con la propria testa e mancando di fedeltà al sistema, è starne fuori...cani sciolti privi di notorietà, riconoscimenti e visibilità...., in fondo una posizione che accetteremmo in pochi.
    4 years ago
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  • leonardofirmino Leonardo Magalhaes Firmino at Leonardo Magalhaes Firmino Grazie per gli spunti interesanti Franco,

    In effetti la mancanza di persone pensanti è un problema molto presente, principalmente tra le persone comuni che spesso non riescono ad avere una mentalità critica sui fatti e su come vengono raccontati
    .
    Per quanto riguarda la componente politica, purtroppo, essa è sempre presente. Trovo conferma di questa tesi adesso che sto facendo un master in comunicazione politica: è pazzesco il quanto l'arte dell'inganno e della rettorica siano profondamente presenti in qualunque istituzione di grande rilevanza sociale. Ci sono dei 'giochi' portati avanti dai media e dalla politica decisi quasi a tavolino.

    In questa logica, anche con molte teste pensanti all'interno delle istituzioni mediatiche riesce difficile fare del vero giornalismo e non fermarsi solo al 'giorna-legittimazioni'.

    Leonardo
    4 years ago
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  • worldpolita FRANCO IAVICOLI at FRANCO IAVICOLI E' stato un lavoro interessante.
    Complimenti! Anche per la volontà di indagine e approfondimento.

    Non so se si tratti di un piano della proprietà di avallare un certo tipo di giornalismo, può darsi che questa componente politica esista ma personalmente non la credo la ragione fondante;
    piuttosto sono più convinto che 'a caldo', la mancanza di personalità di un giornalismo di persone 'poco pensanti' sia alla base di un allineamento alla tesi di pensiero più facile e prevalente (è più comodo pensare alla tecnologia come ente supremo, che credere alla 'mosca bianca', magari geniale ma fuori dal coro...).

    Grazie per la ricerca che mi ha dato spunti di riflessione.
    Franco
    4 years ago
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