I media e l'immigrazione in Italia e In Europa - Presentation Transcript
LEONARDO MAGALHAES FIRMINO
Università degli Studi di Genova
Laurea Specialistica in Scienze e Tecnologie della Comuni
cazione e dell'informazione
L'IMMIGRAZIONE IN ITALIA: RICERCA
SULLA PERCEZIONE DEGLI ITALIANI
SULLA SICUREZZA
RICERCA ED ELABORAZIONE DATI SUL WEB
Autore: LEONARDO MAGALHAES FIRMINO
Matricola: 2816739
Docente: STEFANIA OPERTO
anno accademico 2008/2009
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L'IMMIGRAZIONE IN ITALIA
LEONARDO MAGALHAES FIRMINO
Introduzione
L'importanza delle politiche migratorie è crescente e centrale in Europa per il suo
alto potenziale di influenza sociale, anche nei consumi, ma principalmente nei pro
cessi politici, elettorali e di legittimazione delle decisioni prese dal governo. Inoltre,
la mano forte sul tema immigrazione è uno dei punti in comune negli ultimi anni nei
paesi dell'UE. Ciò spiega l'accanimento dei media tradizionali nella ricostruzione del
l'immagine dell'immigrato come portatore di valori e abitudini devianti, diventando
uno dei problemi più gravi dei paesi ospitanti.
La quantità di notizie presenti nei media tradizionali sull'immigrazione probabil
mente hanno influenzato le masse a dare particolare attenzione al tema.
Pur non essendoci proporzionalità numerica tra fatti accaduti nella realtà e quantità
di notizie giornalistiche che mostrano un immigrato che stupra, ruba o ammazza, tali
notizie incutono un sentimento di insicurezza crescente tra gli individui in Europa.
Useremo in particolare Eurobarometro Standard rappresenta il sondaggio più im
portante condotto a livello europeo per la comprensione delle opinioni dei cittadini
europei sull’Ue e sui rispettivi Paesi.
I dati della versione dell’Eurobarometro 70 che utilizzeremo, sono stati raccolti in
un periodo lievemente più breve rispetto al solito, tra l’8 e il 24 Ottobre 2008, e ri
guardano un campione di 1.061 cittadini italiani. I sondaggi sono stati condotti in Ita
lia dall’Istituto TNS Infratest.
Questa ricerca si pone come obiettivo capire il perché, secondo italiani, la convi
venza multiculturale non funzioni in Italia e le politiche migratorie siano una priorità,
sia per lo Stato che per l'Europa.
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Riferimenti teorici e ipotesi di ricerca
Andremo ad analizzare come i soggetti in Europa e, in particolar modo, in Italia
percepiscono alcuni aspetti sul tema immigrazione attraverso le seguenti fonti:
● Elaborazione Censis sui dati Istat tra il 1999 e il 2001;
● Eurobarometro 70 del 2008;
● Elaborazione Makno dell'Osservatorio sociale sulle immigrazioni in Italia
2007 e 2008 (Ministero dell'Interno);
● Cospe 2003;
Dai dati sopra citati (dal 1995 al 2008) emerge che la criminalità è diminuita negli
ultimi anni ma gli italiani hanno sempre più paura, specialmente dal 1999 in avanti,
quando c'è avvento della criminalizzazione dell'immigrato da parte dei media italiani.
Osserviamo 4 verità che emergono dagli studi e articoli raccolti da Censis:
1. La criminalità è diminuita;
2. Gli italiani hanno sempre più paura, al punto di legittimare violenza e violazio
ne di diritti umani contro gli immigrati;
3. I media tradizionali trasmettono una grande quantità di notizie riguardanti la
criminalità (fonti: Ricerca di Cospe e Articolo di Salvatore Palidda pubblicato su
Cestim);
4. Sia immigrati che italiani utilizzano come principali mezzi d'informazione TV e
stampa;
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Con questa ricerca si osserverà il perché le opinioni degli italiani rispetto ad alcune
tematiche legate all'immigrazione sono cambiate nel tempo. In particolare, saranno i
dati di Censis, Cospe e Makno a giustificare quanto emerso dall'Eurobarometro 2008.
Formulazione dell'ipotesi
Questa ricerca parte dai dati raccolti sul:
1. Binomio forzato immigrazione-devianza, perpetrato dai media tradizionali;
2. Percezione italiana della criminalità come fenomeno crescente e ravvicinato;
3. Reale andamento della criminalità in Italia, anche in rapporto con l'immigra
zione;
4. Opinioni degli italiani e degli stessi immigrati sulla convivenza intercultura
le in Italia;
5. Reali condizione sociali degli immigrati.
I riferimenti sopra citati sono serviti come indagine prospettica e spiegano l'ipotesi
per cui l’immigrazione è vista come un motivo di preoccupazione, piuttosto che come
un’opportunità. Gli italiani ritengono poco sviluppate, ed anzi cattive, le relazioni in
terculturali e interreligiose in Italia. Inoltre, gli italiani sono favorevoli ad una vera e
propria politica europea per il settore.
Perciò, si valuteranno con questa ricerca le contingenze delle 3 seguenti variabili:
1. Il giudizio sulle relazioni interculturali e interreligiose nel proprio paese
(campione studiato: Italia, UE, Gran Bretagna, Danimarca);
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2. Temi sui quali l'UE dovrebbe focalizzarsi negli anni a venire (campione stu
diato: UE e Italia);
3. Chi dovrebbe prendere le decisioni in materia di immigrazione (campione
italiano).
Individuazione delle fonti ufficiali utilizzate, dei tipi di dati
analizzati e dell'universo di riferimento analizzato
L'indagine prospettica che è servita come spunto e spiegazione al fenomeno del ri
fiuto della presenza e della partecipazione sociale immigrata in Italia. Tali dati deri
vano dalle ricerche di Cospe, Censis e Makno.
I dati che ho analizzato per la formulazione delle ipotesi derivano dall'Eurobaro
metro 70, che rappresenta il rapporto nazionale sulla ricerca sociale sull'oppinione
pubblica nell'Unione Europea.
Per l’Eurobarometro 70 i sondaggi sono stati condotti su scala europea tra il 6 Ot
tobre e il 6 Novembre 2008 da TNS Opinion & Social per conto della Commissione
europea. In totale sono state effettuate 30.130 interviste con cittadini di tutti i 27 Stati
membri (inclusi gli abitanti di Cipro Nord), e dei tre Paesi candidati all’adesione:
Croazia, Turchia ed ex Repubblica Iugoslava di Macedonia. Il campione è costituito
da cittadini residenti nei rispettivi Paesi e di età superiore ai 15 anni.
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Tabelle e dati salienti
Un dato preoccupante emerge in relazione all’immigrazione. Il 59% degli italiani
ritiene che le relazioni tra persone di diversa origine culturale o religiosa in Italia non
siano buone. Il 37% pensa invece che non ci siano problemi.
Come giudica le relazioni interculturali e interreligiose nel suo paese?
Soltanto i danesi guardano ai rapporti interculturali all’interno del proprio paese
con un livello di scetticismo (63%) superiore a quello degli italiani. Tra gli stati euro
pei storicamente più aperti a ricevere flussi migratori spicca invece il dato del Regno
Unito, dove la maggioranza (56%) ritiene che differenti culture e religioni dialoghino
senza problemi sul territorio britannico. In media, in Europa il 48% del campione non
rileva problemi, ma un restante 45% mostra scetticismo.
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I più scettici nei confronti del dialogo interculturale in Italia sono gli anziani
(62%), i lavoratori indipendenti (66%), i disoccupati (64%), gli abitanti delle grandi
città (67%) e i residenti nelle Isole (66%). Nel Nord Est del paese la media di scettici
è invece pari a quella complessiva nazionale (59%).
Su quali temi l’Unione europea dovrebbe focalizzarsi negli anni a venire?
Anche in virtù di queste considerazioni, è in crescita la percentuale di italiani che
ritengono l’immigrazione tra le principali priorità per l’Italia. I sostenitori di questa
linea passano dal 7% all’11% del totale, pur rimanendo in netta minoranza rispetto a
coloro che optano per altri temi, in particolare quelli economici.
Sono invece in netta maggioranza gli italiani che ritengono l’immigrazione la que
stione chiave per rafforzare l’Europa. Puntano sul tema il 33% degli intervistati.
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La lotta contro la criminalità emerge come la seconda priorità con il 28% di con
sensi. Tra il campione europeo, invece, le questione energetiche (30%) precedono im
migrazione (29%) e lotta al crimine (29%) tra le priorità per l’Europa.
Guardando al divario tra priorità a livello nazionale ed europeo, non sorprendereb
be se le difficoltà delle autorità italiane nell’arginare i flussi migratori clandestini pro
venienti dall’Africa abbiano giocato una parte importante nel formare il giudizio de
gli italiani a favore di un crescente coinvolgimento dell’Ue nella materia.
Questa posizione è confermata dalla schiacciante maggioranza di intervistati italia
ni che supportano una politica europea sull’immigrazione, a scapito di una gestione
nazionale.
Chi dovrebbe prendere le decisioni in materia di immigrazione?
Il 68% vuole che sia l’Ue a decidere in materia di immigrazione, contro il 25% fa
vorevole a mantenere le prerogative nazionali. I sostenitori di una politica europea
sono anche in aumento rispetto al 61% registrato nell’ultimo rilevamento.
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Commenti e verifica ipotesi
Osservando i dati sulla criminalità nell'ultimo decennio, vediamo che essa è scesa
di considerevoli punti. Ma se osserviamo i dati sulla paura e l'accostamento tra immi
grazione e devianza tra il 2000 e il 2008, vediamo che essa è aumentata.
La spiegazione di tutto ciò può riguardare soltanto il modo in cui i media tradizio
nali trattano le notizie giornalistiche in materia di sicurezza relazionata all'immigra
zione. Essi infatti, rappresentano il principale mezzo d'informazione, sia per italiani
che per stranieri, riuscendo a modificarne la percezione della realtà.
Il trattamento mediatico che i maggiori quotidiani e settimanali e i telegiornali na
zionali riservano al tema “immigrazione”. I dati finora resi noti da Cospe nel 2003
sono i seguenti: oltre la metà degli articoli dei quotidiani analizzati (i maggiori 8 per
diffusione) contestualizza e tematizza la “figura” dell’extracomunitario in vicende di
cronaca nera, droga, terrorismo. Il 20% circa di questi articoli tratta invece di politi
che di regolarizzazione, di clandestinità, di sbarchi; un altro 10% affronta i temi del
lavoro, dell’assistenza, dell’istruzione e della sanità; un altro 10%, infine, tratta di re
ligione e cultura. La prima analisi di queste percentuali ci dice, dunque, che il volume
complessivo della comunicazione pubblica a mezzo stampa si risolve - nella maggio
ranza dei casi - in una narrazione mediatica a tinte fosche, correlata all’allarme socia
le e giocata, volenti o nolenti, sull’associazione tra immigrazione (spesso immigra
zione irregolare) e devianza.
Notiamo, inoltre, che la tendenza a vedere l'immigrazione come un degli argomenti
centrali che le politiche pubbliche dovrebbero affrontare è ancora più alta a livello eu
ropeo che italiano.
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