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5 c 2010vulcani t 5 c 2010vulcani t Presentation Transcript

  • Il vulcano
  • I meccanismi che portano alle eruzioni
    • 1. il magma più caldo sale per effetto della sua minor densità rispetto alle rocce circostanti  si formano dei diapiri
    • Il magma migra in fratture riempite di fluido. Fluid filled-crack
  • Fluid filled-crack FUSIONE PARZIALE DEL MANTELLO: m igrazione del magma in fratture riempite di fluido
    • Il progressivo accumulo di magma alla base di una copertura rigida indeformabile plasticamente può creare una sovrapressione sufficiente ad originare delle fratture che si aprono lentamente dal basso verso l'alto.
    • Il magma riempie il vuoto
    • creato fino a che le fratture raggiungono lunghezze critiche, superate le quali le fratture migrano lentamente verso l'alto
    • richiudendosi verso il basso; la velocita' di risalita delle fratture dipende dal contrasto di densità tra magma fluido ed incassante.
    • Salendo il magma diventa sempre più viscoso
    • Si generano microsismi
  •  
  • stoping
    • La risalita del magma frattura le rocce sovrastanti
    • Si staccano blocchi che sprofondano nel magma stesso.
    • Il fenomeno si ripete più volte consentendo al magma di risalire verso la superficie
  • Corpi ignei intrusivi Batoliti: spesso molto grandi, con forma superiore a cupola e fondo che si può perdere nella massa magmatica Laccoliti : riempiono cavità pseudolenticolari, concordanti con gli strati, a fondo piatto e comunicanti con la massa magmatica per mezzo di camini Filoni o dicchi: generalmente ad andamento prossimo al verticale, si formano in fessure congiungenti diversi strati di rocce sedimentarie
  • Lopoliti intrusioni massicce, più larghe dei batoliti e depresse al centro
  • Prodotti vulcanici Quando il magma raggiunge la superficie terrestre viene chiamato lava. Oltre a lava, i vulcani possono emettere una varietà di altri prodotti: -- gas vulcanici -- piroclastiti
  • Gas vulcanici I gas possono essere dissolti più facilmente in un liquido con l’aumento della pressione. Liquidi che sono ricchi in componenti gassose tenderanno a degassare con la decompressione. Sulla Terra, la decompressione avviene quando il magma viaggia da sorgenti profonde a regioni superficiali .
  • Classificazione Morfologica delle colate di lava
  • Figura 5a – Tipi di colate di lava lave fluide: pahoehoe ( ci si può camminare sopra a piedi nudi) Lave meno fluide aa ( non si può camminare a piedi nudi)
  • Spesso lave aa e lave pahoehoe sono associate (la lava aa forma il carapace più esterno delle colate). Flussi di lava aa pahoehoe
  • Autobrecciatura,   lave fluide: pahoehoe ( ci si può camminare sopra a piedi nudi) e a corde
  • tubi di lava Zolle o lastroni scoriacei
  • Lave a cuscino pillow
  • Eruzioni subacquee
  • Figura 12b – Classificazione composizionale dei frammenti piroclastici
  • Tipi di vulcanesimo
    • La dinamica di un’eruzione è influenzata principalmente dalla viscosità e dal contenuto in acqua del magma.
    • Alternanza
    • Esplosivo
    • Effusivo
  • ERUZIONI ESPLOSIVE
    • Magma acido ricco di acqua avente una T inferiore a quella dei magmi basici
    • -Essoluzione o vescicolazione: quando la pressione raggiunge un valore critico chiamato pressione di saturazione qualunque diminuzione di pressione determina la formazione di bolle di vapore acqueo.
    • - Frammentazione del magma: il tappo salta, la pressione nella camera magmatica scende e le bolle cominciano ad esplodere.
    - Eruzione: dalla bocca esce un getto di gas e materiali piroclastici molto turbolento. La nube vulcanica si innalza e si espande anche fino alla stratosfera, non solo a causa della spinta propulsiva, ma anche perché meno densa dell’atmosfera.
    • pyroclastici fall
    • da caduta gravitativa
    • E’ il meccanismo di deposito proprio dei piroclasti lanciati in alto. Depositi piroclastici da caduta possono formarsi in seguito alla sedimentazione da nubi turbolente di gas e materiale in sospensione.
    • Nei depositi da caduta il materiale appare ben selezionato ed è stratificato con spessore decrescente via via che ci si allontana dalla bocca eruttiva . Segue le asperità del terreno .
    • 1991 i satelliti rilevano che due settimane dopo l’eruzione le ceneri vulcaniche del Pinatubo nelle Filippine si erano espanse intorno a tutto il globo
  • Pyroclastic Flow Mount St. Helens Eruption onset + 5 minutes Movimento parallelo al suolo di materiali piroclastici emulsionati con gas densi.
  • Distruzione di St. Pierre – eruzione del Mt. Pelee, 1902 28.000 vittime
  • Nube ardente
    • 1991 Pinatubo Filippine
  • Nube ardente Mt. St. Helens
  • SHV: flusso piroclastico-julio/96 http://www.geo.mtu.edu/volcanoes/west.indies/soufriere/govt/images/
  • Esaurita l’energia cinetica dei gas I frammenti ancora caldi di vetri e pomici si saldano tra loro dando origine alle ignimbriti o tufi rinsaldati. Ignimbriti caldera del Cerro Galan, Argentina
    • Le Ondate basali o base surge
    • sono flussi molto diluiti di gas e materiale piroclastico che si espandono raso terra. Si verificano spesso quando le acque sotterranee entrano nel condotto o nella camera magmatica esplosione freatomegmatica.
    150 Km/h ignimbriti
  • Diagrama de ash-cloud surges
  • Figura 10 - Base surge
  • Caratteristiche dei depositi piroclastici Flusso piroclastico Pyroclastic/ash fall Caduta gravitativa Pyroclastic flow Onda basale Pyroclastic surge
    • Le colate di detriti e le colate di fango ( lahar ) sono depositi di materiali piroclastici rimaneggiati dalle acque meteoriche che li fanno franare. 
    • Lahar giganteschi scesero dalle pendici del St. Helens (USA) dopo l'eruzione del 1980,
    • dal Nevado del Ruiz (Colombia) nel 1985 ( 25 000 morti)
    • e del Pinatubo (filippine) nel 1991.
    • Da una colata di fango fu coperta Ercolano nel 79 d.C.   
  • Vulcanismo di tipo effusivo
    • In un magma poco viscoso le bolle di gas che si formano risalgono con facilità verso la superficie ed esplodono senza accumulare pressioni elevate.
    • Inoltre poiché i magmi poco viscosi sono anche basici, allora contengono in genere poca H 2 O disciolta. I magmi basici quindi in genere danno luogo ad eruzioni abbastanza tranquille, con esplosioni moderate e la maggior parte del magma viene emessa sotto forma di flussi di lava. Questo tipo di eruzione è detta effusiva .
    Etna 1971 Fontane di lava
  • Esempio di eruzione effusiva ( Etna 1971)
    • Temperatura = 1100 -1200°C
    • Magma poco viscoso
    • Episodi di tipo esplosivo brevi e poco intensi
    • Imponenti colate laviche
    • Fontane di lava
    Lava = torrenti di acqua e fango successivi a piogge violente ( dialetto napoletano) lava di fuoco, quella del Vesuvio
  • La Devil’s Tower si trova nel Wyoming (USA): si tratta di una formazione rocciosa costituita da basalto con fessurazione colonnare, risultato del consolidamento del magma all’interno di un camino vulcanico. Il raffreddamento della lava produce spesso un tipo di fessurazione detta prismatica o colonnare: le foto mostrano un insieme di colonne prismatiche esagonali che si sono sviluppate in una colata lavica.
  • Fontana di lava
  • rioliti Classificazione geochimica delle lave andesite basalto
  • Colate basaltiche
    • Si muovono lentamente
    • La lava si raffredda un superficie formando una crosta che rallenta la cessione del calore
  • Stromboli Il flusso di lava dal Cono di Sud Est, il 24 Febbraio 1999
    • La lava dei bordi e del fondo si raffredda più velocemente, si forma così un canale di lava che si muove con velocità di circa 2 m/s.
    • Un forte degassamento può essere visto e udito attraverso il buco nel "soffitto" del tubo.
  • Le serie magmatiche si basano sul rapporto alcali/silice
    • Basso = Serie Tholeiitica (dorsali)
    • Medio = calcalcalina (archi insulari)
    • Alto = alcalina (punti caldi)
    • Sono importanti per l’interdipendenza tra il tipo di roccia che si forma e la situazione geologica a cui sono legate
    tholeitica
  • La serie più in basso è quella tholeitica ed è generata dai basalti tholeitici . Quella intermedia è la serie calco-alcalina , generata dal basalto calco-alcalino ed infine quella superiore è la serie alcalina generata dal basalto alcalino . Serie magmatica che tiene conto del rapporto tra il tenore degli alcali e quello della silice , Esiste inoltre un’altra serie (più rara) denominata ultra-alcalina . I magmi primitivi della serie ultra-alcalina sono le basaniti . Alla serie ultra-alcalina (ed in particolare ultra-potassica) appartengono le rocce di molti vulcani italiani (es. Vesuvio).
  • Classificazione delle eruzioni secondo Lacroix Le eruzioni vulcaniche vengono tradizionalmente classificate in base al comportamento complessivo dei vulcani e i vari tipi prendono il nome dai vulcani nei quali un determinato comportamento è stato osservato per la prima volta o si verifica più comunemente. Hawaiano, Vulcani a scudo
    • Eruzioni di tipo hawaiano : si svolgono da lunghe fratture e da crateri.
    • Il magma è molto fluido( 1200°C) e dà luogo ad effusioni di grandi quantità di lava.
    • Nei crateri possono formarsi laghi ( Kilauea) e  fontane di lava.
    • Vulcani ascudo ( Mauna Loa, compresa la parte immersa, 10 Km x 400Km )
    • Eruzioni di tipo stromboliano : dal nome dell’isola di Stromboli, nelle Eolie;
    • la lava, piuttosto pastosa e ricca di vapori, emessa da un vulcano a cono, viene frammentata dalle esplosioni gassose formando una nube eruttiva bianca, a forma di fungo, povera di ceneri e ricca di vapore acqueo.
    • Questa attività è continua e interrotta soltanto da brevi colate di lava.
    Si formano alte fontane di lava
    • Eruzioni di tipo vulcaniano :
    • dal nome dell’isola di Vulcano sempre nelle Eolie.
    • Sono eruzioni esplosive nel corso delle quali vengono emesse bombe di lava viscosa ( più acida) e nuvole di gas cariche di ceneri.
    • Le esplosioni possono produrre fratture, la rottura del cratere e l’apertura di bocche laterali.
    • Eruzioni di tipo pliniano o vesuviano :
    • queste eruzioni producono alte colonne eruttive; iniziano con il lancio di grandi quantità di pomici, ceneri e lapilli e proseguono con l’attenuazione di questi fenomeni e con una ridotta emissione di lava.
    • Queste eruzioni danno origine a strato vulcani .
    • prodotte da magma molto viscoso,
    • sono caratterizzate dall’elevata frequenza di nubi ardenti,
    • getti di una emulsione incandescente di gas e lava polverizzata.
    • Sono le eruzioni più pericolose.
    • Alla fine dell’evento eruttivo si ha in genere il collasso dell’edificio vulcanico o la fuoriuscita di un tappo di lava detto spina o duomo .
    • Nel 1815 il vulcano Tambora ha eiettato nell’atmosfera 100 Km3 di detriti.
    Eruzioni di tipo peléeiano (dal Vulcano Pelée nella Martinica, Piccole Antille, 1902 30 000 morti): > 250m
  •  
  •  
    • Eruzioni di tipo islandese o lineari :
    • si svolgono attraverso lunghe fenditure.
    • Danno origine ad altipiani basaltici e lave a "cuscino" (pillow lave) sottomarine.
  •  
  • caldere
    • Di sprofondamento:dovuto a svuotamento della camera magmatica
    • Catastrofico (raro) o graduale (più frequente)
    • Di esplosione
  • Caldera Costa Rica
  • Crater lake Oregon
  •  
  • diatrema
  • Figura 11a – Ondata di fango associata alla deposizione di un lahar
  • Il tipo di vulcano che si forma dipende da: viscosità della lava, rapporto lava/piroclastite, tasso di emissione. -- basalto di tipo “flood” (Deccan, Paranà) Tipi di vulcani Aumento della viscosità Aumento della violenza
    • Se un magma molto viscoso e ricco di acqua raggiunge la superficie allora produrrà delle eruzioni esplosive . Le eruzioni esplosive frammentano il magma in particelle minute ( ceneri ).
    Scariche elettriche Vulcanismo di tipo esplosivo
  • Il tipo di vulcano che si forma dipende da: viscosità della lava, rapporto lava/piroclastite, tasso di emissione. -- basalto di tipo “flood” (Deccan, Paranà) -- vulcano a scudo (Mauna Loa, Kilauea, Hawaii) Tipi di vulcani Aumento della viscosità Aumento della violenza Mauna Loa che emerge dalle nubi (immagine ripresa dall’aereo) Caldera del Kilauea
  • Il tipo di vulcano che si forma dipende da: viscosità della lava, rapporto lava/piroclastite, tasso di emissione. -- basalto di tipo “flood” (Deccan, Paranà) -- vulcano a scudo (Kilauea, Hawaii) -- vulcano di cenere (Logudoro, Sardegna) Tipi di vulcani Aumento della viscosità Aumento della violenza
  • Il tipo di vulcano che si forma dipende da: viscosità della lava, rapporto lava/piroclastite, tasso di emissione. -- basalto di tipo “flood” (Deccan, Paranà) -- vulcano a scudo (Kilauea, Hawaii) -- vulcano di cenere (Logudoro, Sardegna) -- vulcano composito (stratovulcano; Vesuvio) Tipi di vulcani Aumento della viscosità Aumento della violenza
  • Il tipo di vulcano che si forma dipende da: viscosità della lava, rapporto lava/piroclastite, tasso di emissione. -- basalto di tipo “flood” (Deccan, Paranà) -- vulcano a scudo (Kilauea, Hawaii) -- vulcano di cenere (Logudoro, Sardegna) -- vulcano composito (stratovulcano; Vesuvio) -- duomo di lava (Sindia, Sardegna) Tipi di vulcani Aumento della viscosità Aumento della violenza
  • Distribuzione dei vulcani attivi
  •  
  • Dorsali medio oceaniche .
    • Sono le grandi fratture che separano le zolle della Terra.
    • Lungo tali aperture della crosta i magmi del mantello vengono a giorno.
    • Dalle dorsali sono emesse lave fluide, che formano i fondali oceanici.
    • La dorsale che divide l’oceano Atlantico è l’unica che affiora in superficie, dando vita all’Islanda.
    Islanda
  •  
  • Cintura di fuoco circumpacifica
    • Si tratta della fascia che borda tanto le coste orientali che quelle occidentali dell’oceano Pacifico, dove la concentrazione di vulcani giustifica il nome di "cintura di fuoco".
    • I vulcani eruttano in modo esplosivo con lave viscose, emettendo nubi di gas che possono raggiungere i 40 km d’altezza.
    • Sono d’origine vulcanica le cime più alte delle catene montuose della costa americana del Pacifico, le Montagne Rocciose e le Ande.
    • E l’area dove è concentrato più del 60% dei vulcani attivi esplosivi.
    • Giappone:Fujiama;
    • Filippine: Mayon e Pinatubo;
    • Indonesia: Tambora e Krakatoa
    Anello di fuoco
  • 1943 1980 1982 1985 Archi insulari tasmania Nuova Zelanda
  • Americhe U.S.A.: St. Helens Colombia: Nevado Ruiz Messico: Cotopaxi, Paricutin, El chichon, e Kimborazo. Perù: Huascaran. Cile: Aconcagua.
    • I plume in risalita, rimangono fissi nel mantello, mentre le zolle di crosta terrestre sovrastanti si muovono.
    • Il più noto plume ha dato origine alle isole Hawaii ; attivo da più di 70 milioni di anni. ( estensione 5000 Km)
    • I vulcani emergono dal mare per una distanza di 1.700 Km da quelli attualmemente attivi, gli altri, erosi dal mare e dagli agenti atmosferici, sono diventati vulcani sottomarini ormai spenti da milioni di anni: Tipo guyot
    • Un censimento dei punti caldi di tutto il mondo ne ha contati 120 , considerando solo quelli attivi negli ultimi 10 milioni di anni.
    • Punti caldi . Sono aree oceaniche o continentali in cui si incontrano edifici vulcanici nati su "pennacchi" ( plume ) di materiale caldo in risalita da zone profonde del mantello addirittura dal nucleo sterno, a circa 2.900 chilometri di profondità (D).
  • Recenti ricerche hanno messo in luce la possibilità che i punti caldi si possano formare lungo i margini convergenti per intrusione di enormi quantità di acqua che abbasserebbero il punto di fusione delle peridotiti del mantello
  • Mediterraneo
  • Le eruzioni effusive
    • Magmi di tipo basaltico
    • T = 1100°-1200°( in 10 gg – 30 anni si abbassa a 700°-750°),
    • Bassa viscosità
    • solubilità elevata dei gas
    • Brevi episodi esplosivi per la formazione bolle più grandi.
    • Fontane di lava.
    • Il raffreddamento della lava produce spesso un tipo di fessurazione detta prismatica o colonnare
    Lava di fuoco Dal dialetto napoletano
  • Fenomeni di POST VULCANESIMO Si tratta quasi sempre di fenomeni nei quali avviene l’emissione di GAS e VAPORE ACQUEO , senza la produzione di lava e di materiali piroclastici.I principali esempi sono: le solfatare , le fumarole , i geyser , le mofete e i SOFFIONI BORACIFERI Sono getti di vapore acqueo e gas (anidride carbonica, acido borico , idrogeno solforato e altri) che fuoriescono dal terreno ad elevata temperatura (230°C) e ad elevata pressione. Si formano quando l’acqua di provenienza meteorica, che penetra nel sottosuolo, viene a trovarsi a contatto con una massa di magma ancora caldo e il vapore che si forma per riscaldamento si fa strada verso l’esterno attraverso le fenditure del suolo.
  • solfatare
  • Geysers Acque juvenili
  •  
  • LARDERELLO
  • Campi Flegrei 
    • Campi Flegrei sono un campo vulcanico all’interno del quale, negli ultimi 39.000 anni, sono stati attivi numerosi centri eruttivi differenti.
    • La storia geologica dei Campi Flegrei è stata dominata da due grandi eruzioni: l'eruzione dell’Ignimbrite Campana (avvenuta 39.000 anni fa)
    • e l'eruzione del Tufo Giallo Napoletano (avvenuta 15.000 anni fa).
    • Tali eruzioni sono connesse a due episodi di sprofondamento che, sovrapponendosi, hanno generato una caldera complessa che rappresenta la struttura più evidente del Distretto Vulcanico Flegreo. Quest'ultimo comprende i Campi Flegrei, la città di Napoli, le isole vulcaniche di Procida ed Ischia, e la parte nord-occidentale del Golfo di Napoli. 
  •  
  • Il tempio di Serapide a Pozzuoli nella seconda metà degli anni '60. Il pavimento è sotto il livello del mare a testimoniare un abbassamento del suolo successivo alla sua costruzione in epoca romana. Il tempio di Serapide a Pozzuoli oggi. Il pavimento è sopra il livello del mare ad indicare un sollevamento del suolo rispetto agli anni '60 bradisismi
  • Solfatara di Pozzuoli
    • Una solfatara è un vulcano quasi spento e tranquillo, la cui unica attività residua è costituita dall'emissione di vapori, specialmente sulfurei.
  •  
  • 1500 d.C. forte - 1139 d.C. esplosiva - 1036 d.C. grande - 1007 d.C. forte - 999 d.C. forte - 968 d.C. forte - 787 d.C. grande - 685 d.C. forte - 512 d.C. subpliniana ? - 472 d.C. subpliniana Pollena 203 d.C. esplosiva - 79 d.C . pliniana Pompei 700 a.C. subpliniana - 1000 a.C. subpliniana - 3.750 pliniana Avellino 7.900 pliniana Mercato 15.500 pliniana Pomici Verdoline 17.000 pliniana Sarno-Pomici Basali 25.000 pliniana Codola Età (anni fa o AD) Note Nome dell'Eruzione
  • Un flusso di lava invade Massa e S.Sebastiano effusiva-esplosiva 18 marzo 1944 Un flusso di lava verso Terzigno effusiva-esplosiva 3 giugno 1929 Un flusso di lava verso T.Annunziata, forte attività esplosiva effusiva-esplosiva 4 aprile 1906 Un flusso di lava invade Massa e S. Sebastiano effusiva-esplosiva 24 aprile 1872 ----- effusiva 15 novembre 1868 Apertura di bocche laterali a SO (290 m slm) effusiva-esplosiva 8 dicembre 1861 Un flusso di vala invade Massa e S.Sebastiano effusiva 1 maggio 1855  ----- effusiva-esplosiva 6 febbraio 1850 Un flusso di lava verso Poggiomarino effusiva-esplosiva 23 agosto 1834 Due flussi di lava verso T. del Greco e Boscotrecase effusiva-esplosiva 22 ottobre 1822 Apertura di bocche a SO (470 m slm) effusiva-esplosiva 15 giugno 1794 cenere e proietti su Ottaviano esplosiva 8 agosto 1779 Due flussi di lava verso T.Annunziata. e S. Giorgio a Cremano effusiva-esplosiva 19 ottobre 1767 Apertura di bocche laterali sul fianco S (150 m slm) effusiva-esplosiva 23 dicembre 1760 Un flusso di lava invade T. del Greco; caduta di cenere e lahar effusiva-esplosiva 20 maggio 1737 ----- effusiva-esplosiva 28 luglio 1707 Danni per caduta di cenere verso SE effusiva-esplosiva 25 maggio 1698 Lava verso Torre del Greco effusiva 13 aprile 1694 Caduta di cenere verso NE esplosiva 3 luglio 1660 Collassamento del Gran Cono; colate fino al mare effusiva-esplosiva 16 dicembre 1631 Note Tipo di eruzione Inizio dell'eruzione
  • L'eruzione del 79 d.C.
    • modificò la forma del cratere del Vesuvio. Il cono vulcanico, sprofondò creando un cratere con un perimetro di 11 Km. oggi conosciuto come Monte Somma, alto 1132 metri.
    • All'interno si formò un nuovo cono vulcanico, alto 1277 metri, che rappresenta l'immagine attuale del Vesuvio.
  •  
  •  
  • FENOMENI PRECURSORI
    • il risveglio del Vesuvio è annunciato da terremoti a partire dal 62 o 63 d.C.
    • Plinio il Giovane riferisce che immediatamente prima dell'eruzione del 79:
    • per molti giorni si erano succeduti terremoti, ma non temevamo perché essi sono comuni in Campania.
  • PRIMA FASE ERUTTIVA: colonna pliniana
    • così descritta da Plinio: La nube (...) a forma di pino, si sollevava alta nel cielo e si dilatava come emettendo rami
    • Le pomici ricadute si vedono a Pompei, dove formano un deposito con spessore di circa 4 metri.
  • SECONDA FASE ERUTTIVA: colonna pulsante
    • Il flusso di magma può diventare così abbondante da formare una colonna eruttiva tanto densa e pesante da non riuscire più innalzarsi sopra il vulcano.
    • Si formano in questo modo delle correnti che scorrono al suolo e scendono veloci lungo le falde del vulcano.
    • La fase a colonna pulsante viene riconosciuta nella descrizione di Plinio quando questi dice che la nube:
    • veniva prima spinta verso l'alto da un soffio d'aria e poi, improvvisamente, come vinta dal proprio peso, ricadeva e si espandeva lateralmente.
  • TERZA FASE ERUTTIVA: i flussi piroclastici
    • Dopo la fase a colonna pulsante, lo stile eruttivo cambia completamente e si formano correnti piroclastiche, dense di cenere e pomici, che scivolano veloci dalla cima del Vesuvio e travolgono come violenti fiumi tutto quello che incontrano.
    • Dalla lettera di Plinio, sembra che anche i terremoti finali dell'eruzione del 79 siano stati più protratti
    • La terra continuava a tremare.
    • Vedevamo il mare ritirarsi quasi ricacciato dal terremoto.
  • – Struttura di un flusso piroclastico
  • – Flussi piroclastici dall’eruzione del Monserrat- Caraibi Flusso piroclastico dall’eruzione del Pinatubo nelle Filippine 1991
    • I flussi piroclastici che si abbatterono su Ercolano, Stabia, Oplonti e Pompei devono essere stati numerosi. Almeno due, probabilmente i maggiori, sono osservati da Plinio in successione verso la fine dell'eruzione:
    • Una densa tenebra ci minacciava alle spalle.
    • Di nuovo le tenebre, di nuovo la cenere, densa e pesante.
  • danni provocati dall'eruzione del 79 d.C.
    • Le pomici e le ceneri che ricadono dalla colonna pliniana possono causare gravi danni materiali, come il crollo dei tetti e la perdita di raccolti e animali, ma possono non essere mortali se chi ne è colpito non si trova proprio sotto il vulcano e se ha l'accortezza di fuggire immediatamente.
    I flussi piroclastici e i surge non lasciano praticamente scampo anche a notevoli distanze, sia per la loro velocità di propagazione che per la temperatura. Anche le persone non direttamente investite dal flusso possono subire gravi danni o morire per soffocamento o ustioni. L'eruzione del 79 d.C. ha cancellato intere città e le ha sepolte sotto una spessa coltre di pomici e ceneri. Gli scavi che durano ormai da due secoli scoprono in continuazione pezzi di vita quotidiana improvvisamente bloccati dalla catastrofe.
    • Nei dodici secoli dopo la distruzione di Pompei, il Vesuvio ha avuto undici eruzioni.
    • Quella del 1139 fu particolarmente violenta. Successivamente le eruzioni si fecero più rare e nel XIV secolo si ebbe un lungo periodo di stasi, durante il quale il vulcano fu ricoperto di vegetazione.
    • Negli ultimi decenni del 1500 si verificarono diverse scosse di terremoto, presagio della catastrofica eruzione del 16 dicembre del 1631.
    • Questa eruzione fu di violenza quasi pari a quella del 79 d.C., e provocò quasi 4.000 morti.
    • Seguirono alte violenti eruzioni, come nel 1707, in occasione dell'insediamento della guarnizione austriaca a Napoli, e nel 1794 quando fu distrutta Torre del Greco.
    • Altre significative eruzioni si verificarono tra il 1895 e il 1899.
    • Si ebbero poi le eruzioni del 1906 e del 1944 il cui triste ricordo è ancora vivo nella memoria delle popolazioni che abitano i comuni del territorio vesuviano.
    1906
  • vesuvio
    • 1631 16-18 dicembre
    • Subpliniana. Flussi in tutte le direzioni. Il vulcano si abbassa di circa 480 m, si forma la caldera del Vesuvio. I lahar arrivano fino al mare variando la linea di costa
    • 1649-1650 28/11-14/1 Esplosiva –
    • 1660 3 luglio Esplosiva
    • 1680 26-30 marzo Esplosiva fontane di lava
    • 1682 12-22 agosto Esplosiva Fontane di lava . Incendi. Caduta di piroclastiti su Torre del Greco e Ottaviano
    • 1685 26/9-4/10 Esplosiva Fontane di lava . Il Cono cresce molto.
  • ischia
  • Etna
    • Iniziano 700mila anni fa  le prime eruzioni sottomarine in un golfo marino ora inesistente, poiché è stato  totalmente riempito o dall'attuale area di base dell'Etna.
    • Da 500 a 200mila anni fa emerge e si forma il monte Calanna antenato dell'Etna;
    • 80mila anni fa si forma il Trifoglietto, altro antenato,
    • 64.mila anni fa il Trifoglietto sprofonda creando una grande caldera;
    • 34mila anni fa affianco alla caldera si forma il Mongibello.
    • L'attuale struttura di vetta  si forma 14.000 anni fa.
    • Il Cratere Nord-Est, punto più alto del l'Etna , si forma nel 1911 a quota 3100 metri raggiungendo oggi  nell'anno 2000 i 3350
  • Rischio vulcanico
    • la probabilità che un vulcano entri in eruzione in rapporto alla quantità dei danni che questa può provocare ,
    • È necessario:
    • Conoscere le fasi eruttive delle precedenti eruzioni
    • il periodo di ritorno
    • La direzione di cadute dei materiali piroclastici
  • Carta del rischio vulcanico
  • prevenzione
    • Area di salvaguardia