Ottica Leila Orlando

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Ottica Leila Orlando

  1. 1. DEFINIZIONE DI “OTTICA”DEFINIZIONE DI “OTTICA”• Parte della fisica che studia i fenomeni luminosi cioèParte della fisica che studia i fenomeni luminosi cioèquelli relativi al comportamento delle radiazioni atte adquelli relativi al comportamento delle radiazioni atte adimpressionare il nostro occhio (radiazioni ottiche)impressionare il nostro occhio (radiazioni ottiche)• L’ottica fisiologica è lo studio dei fenomeni ottici cheL’ottica fisiologica è lo studio dei fenomeni ottici cheintervengono nel funzionamento dell’occhiointervengono nel funzionamento dell’occhio• Il termine ottica indica anche la tecnica relativa allaIl termine ottica indica anche la tecnica relativa allafabbricazione di strumenti ottici, oppure l’insieme dellefabbricazione di strumenti ottici, oppure l’insieme dellelenti, prismi e specchi che fanno parte di un apparecchiolenti, prismi e specchi che fanno parte di un apparecchiootticoottico
  2. 2. • I vasti studi effettuati nel rinascimentoI vasti studi effettuati nel rinascimentosulla prospettiva, riconobbero fra gli esiti,sulla prospettiva, riconobbero fra gli esiti,quello di riprodurre le immagini dellaquello di riprodurre le immagini dellarealtà, attraverso la loro proiezione su unarealtà, attraverso la loro proiezione su unapareteparete
  3. 3. L’epoca fu letteralmente presa dalla scoperta della cameraL’epoca fu letteralmente presa dalla scoperta della cameraoscuraoscuraIgnazio Danti nel 1573 scriveva: “praticando un bugio negliIgnazio Danti nel 1573 scriveva: “praticando un bugio negliscuri della finestra cose miravigliose si vedranno, ancoscuri della finestra cose miravigliose si vedranno, ancouccelli volar per aria e nuvole….uccelli volar per aria e nuvole….Giovanbattista Della Porta nel 1589: cosa ingegnosa eGiovanbattista Della Porta nel 1589: cosa ingegnosa ebella per dar piacer a gran signori che in una camerabella per dar piacer a gran signori che in una cameraall’oscuro sopra bianchi lenzuoli si veggano cacce, conviti,all’oscuro sopra bianchi lenzuoli si veggano cacce, conviti,battaglie….battaglie….
  4. 4. In breve la camera oscura diventa portatile, con un vetroIn breve la camera oscura diventa portatile, con un vetrosmerigliato che sostituisce la parete posteriore al foro dismerigliato che sostituisce la parete posteriore al foro diingresso della luce e una lente sopra di questo. Laingresso della luce e una lente sopra di questo. Lamacchina così costituita venne chiamata “camera ottica” emacchina così costituita venne chiamata “camera ottica” esi prestava grandemente alla attività di pittori paesagistisi prestava grandemente alla attività di pittori paesagistidimostrandosi strumento versatile nell’attivitàdimostrandosi strumento versatile nell’attivitàdivulgativa:”colui che ignora l’arte della pittura potràdivulgativa:”colui che ignora l’arte della pittura potràdisegnare con l’aiuto di una matita l’immagine di undisegnare con l’aiuto di una matita l’immagine di unqualsiasi oggetto” ( G. Dalla Porta).qualsiasi oggetto” ( G. Dalla Porta).Dalla camera ottica alla lanterna magica il passo fù breveDalla camera ottica alla lanterna magica il passo fù breve
  5. 5. Nel ‘600 l’Olanda è il centro di diffusione della lanternaNel ‘600 l’Olanda è il centro di diffusione della lanternamagica presso la classe colta con Hujgens e Walgestain.magica presso la classe colta con Hujgens e Walgestain.Dalla Savoia e dalla Lorena una schiera di ”lanternisti”Dalla Savoia e dalla Lorena una schiera di ”lanternisti”diffonde il meraviglioso oggetto nel tessuto popolarediffonde il meraviglioso oggetto nel tessuto popolareattraverso un linguaggio universale.attraverso un linguaggio universale.
  6. 6. La conseguenza della diffusione dei sistemi di produzioneLa conseguenza della diffusione dei sistemi di produzionedi lenti fu la costruzione di microscopi e di telescopi.di lenti fu la costruzione di microscopi e di telescopi.Robert Hooke, a metà del ‘600 fù certo fra i primi utilizzatoriRobert Hooke, a metà del ‘600 fù certo fra i primi utilizzatoridel microscopio descrivendo la cellula vegetale.del microscopio descrivendo la cellula vegetale.
  7. 7. Microscopio di Hooke 1665Microscopio di Hooke 1665
  8. 8. Nel ‘700, il mondo scientifico adotta la lanterna comeNel ‘700, il mondo scientifico adotta la lanterna comestrumento didattico e sul finire del secolo aprono istrumento didattico e sul finire del secolo aprono iprimi saloni di proiezione; nasce una vera e propriaprimi saloni di proiezione; nasce una vera e propria“drammaturgia audiovisiva”, si diffondono le“drammaturgia audiovisiva”, si diffondono le“fantasmagorie”.“fantasmagorie”.
  9. 9. I miglioramenti tecnici si rincorrono, si proietta conI miglioramenti tecnici si rincorrono, si proietta conl’Eidophusikon (quadri semicircolari in movimento), ill’Eidophusikon (quadri semicircolari in movimento), ilPanorama di Baker ( scenografia su 360°), il MyrioramaPanorama di Baker ( scenografia su 360°), il Myriorama(telone di centinaia di metri che scorre fra due cilindri) il(telone di centinaia di metri che scorre fra due cilindri) ilCosmorama etc.Cosmorama etc.
  10. 10. Gli ultimi bagliori provengono dal teatro delle ombre conGli ultimi bagliori provengono dal teatro delle ombre conSeraphin (al secolo Domenico Serafino, veneziano),Seraphin (al secolo Domenico Serafino, veneziano),grande intrattenitore alla corte di Versailles, ed in ultimo algrande intrattenitore alla corte di Versailles, ed in ultimo alcaffè parigino “le chat noir” ove si raggiunse il massimocaffè parigino “le chat noir” ove si raggiunse il massimostato dell’arte con Robert Salis e il pittore Henry Reviere;stato dell’arte con Robert Salis e il pittore Henry Reviere;poi fù il cinema.poi fù il cinema.
  11. 11. LO SPETTRO LUMINOSOLO SPETTRO LUMINOSOEEPRINCIPI DI OTTICA GEOMETRICAPRINCIPI DI OTTICA GEOMETRICA
  12. 12. Che cos’èChe cos’è LA LUCELA LUCE dal punto di vista ottico?dal punto di vista ottico?Forma diForma di energia radianteenergia radiante capace di stimolare i recettoricapace di stimolare i recettoriretinici consentendo la visione degli oggetti circostanti.retinici consentendo la visione degli oggetti circostanti.LeLe radiazioni visibiliradiazioni visibili hanno lunghezza d’onda compresahanno lunghezza d’onda compresafra ifra i 400 ed i 700 nanometri.400 ed i 700 nanometri.
  13. 13. Nel 1704Nel 1704 NewtonNewton dimostrò che la luce è composta edimostrò che la luce è composta edivisibile in 7 luci elementari ciascuna con proprio colore,divisibile in 7 luci elementari ciascuna con proprio colore,bastava far passare un raggio luminoso attraverso unbastava far passare un raggio luminoso attraverso unprisma. L’insieme dei colori che costituiscono la luceprisma. L’insieme dei colori che costituiscono la luceformano lo “formano lo “spettro luminosospettro luminoso””
  14. 14. Quella parte dell’Ottica che studia il cammino dei raggiQuella parte dell’Ottica che studia il cammino dei raggiluminosi cioè delle radiazioni ottiche, viene chiamataluminosi cioè delle radiazioni ottiche, viene chiamata””OTTTICA GEOMETRICAOTTTICA GEOMETRICA ””concetti basilariconcetti basilari-- RiflessioneRiflessione- Rifrazione- Rifrazione- Indice di rifrazione- Indice di rifrazione- Vergenza- Vergenza
  15. 15. RIFLESSIONE
  16. 16. RIFRAZIONE
  17. 17. INDICE DI RIFRAZIONEINDICE DI RIFRAZIONENei mezzi trasparenti che hanno densitàNei mezzi trasparenti che hanno densitàmaggiore dell’aria, la velocità della luce risultamaggiore dell’aria, la velocità della luce risultarallentata; Il rapporto fra la velocità nell’aria erallentata; Il rapporto fra la velocità nell’aria ela sua velocità in un altro mezzo trasparentela sua velocità in un altro mezzo trasparenteprende il nome di “indice di rifrazione” delprende il nome di “indice di rifrazione” delmezzo in questione.mezzo in questione.
  18. 18. VERGENZAVERGENZALa vergenza è l’inverso della distanza (d) cheLa vergenza è l’inverso della distanza (d) chesepara una sezione di un fascio di raggisepara una sezione di un fascio di raggiluminosi dal loro fuoco.luminosi dal loro fuoco.Viene chiamato “Viene chiamato “fuoco dei raggifuoco dei raggi” il punto in cui i raggi” il punto in cui i raggiconvergenti si incontrano o da cui si dipartono nel casoconvergenti si incontrano o da cui si dipartono nel casodi raggi divergenti. Dal punto di vista ottico, ladi raggi divergenti. Dal punto di vista ottico, lacaratteristica più importante di un fascio di raggicaratteristica più importante di un fascio di raggiluminosi è costituito dalla loro “vergenza” ad un datoluminosi è costituito dalla loro “vergenza” ad un datolivello. Quando la distanza del fuoco è infinita lalivello. Quando la distanza del fuoco è infinita lavergenza è inesistente, è il caso dei raggi paralleli.vergenza è inesistente, è il caso dei raggi paralleli.
  19. 19. LE LENTILE LENTI
  20. 20. La produzione di lenti ebbe diffusione sistematica nelLa produzione di lenti ebbe diffusione sistematica nelRinascimentoRinascimento , ne dà ampia testimonianza il fisiologo, ne dà ampia testimonianza il fisiologodella visione Francesco Maurolico da Messina, chedella visione Francesco Maurolico da Messina, chelamenta agli inizi del ‘500 la scarsa attenzione tecnica deilamenta agli inizi del ‘500 la scarsa attenzione tecnica deicostruttori di lenti a lui contemporanei rispettocostruttori di lenti a lui contemporanei rispettoall’accuratezza che veniva posta in tempi passati.all’accuratezza che veniva posta in tempi passati.
  21. 21. Che cos’è una lente?Che cos’è una lente?La lente è un mezzo trasparente delimitato da superfici.La lente è un mezzo trasparente delimitato da superfici.Distinguiamo:Distinguiamo:- Lenti sferiche- Lenti sferiche- Lenti Cilindriche- Lenti Cilindriche- Lenti sfero-cilindriche- Lenti sfero-cilindriche- Combinazione di cilindri- Combinazione di cilindri
  22. 22. LENTI SFERICHELENTI SFERICHEMezzi trasparenti delimitate da superfici convesse oMezzi trasparenti delimitate da superfici convesse oconcave che rappresentano una calotta sferica.concave che rappresentano una calotta sferica.Distinguiamo lenti sferiche positive che determinanoDistinguiamo lenti sferiche positive che determinanoconvergenza dei raggi da lenti sferiche negative che neconvergenza dei raggi da lenti sferiche negative che nedeterminano divergenza.determinano divergenza.
  23. 23. Ma che tipo di immagini si formano attraverso unaMa che tipo di immagini si formano attraverso unalente sferica?lente sferica?Che dimensione hanno?Che dimensione hanno?Che posizioni assumono?Che posizioni assumono?
  24. 24. LENTI CILINDRICHELENTI CILINDRICHELe lenti cilindriche sono mezzi trasparentiLe lenti cilindriche sono mezzi trasparentiin cui almeno una delle due facce èin cui almeno una delle due facce ècostituita da una superficie cilindrica (dettacostituita da una superficie cilindrica (dettaanche torica) convessa o concavaanche torica) convessa o concava
  25. 25. LENTI PRISMATICHELENTI PRISMATICHELa lente prismatica è un mezzo trasparenteLa lente prismatica è un mezzo trasparentedelimitato da due superfici che sidelimitato da due superfici che siincontrano in un angolo solido dettoincontrano in un angolo solido dettospigolospigolo oo apiceapice..L’incontro delle due superfici determina unL’incontro delle due superfici determina unangoloangolo rifrangenterifrangente..La parte opposta all’apice è dettaLa parte opposta all’apice è detta basebase..
  26. 26. OTTICA FISIOLOGICAOTTICA FISIOLOGICAL’ottica fisiologica è lo studio dei fenomeni otticiL’ottica fisiologica è lo studio dei fenomeni otticiche intervengono nel funzionamento dell’occhioche intervengono nel funzionamento dell’occhio
  27. 27. Il complesso di lenti dell’occhio umanoIl complesso di lenti dell’occhio umanoviene chiamato “diottro oculare”viene chiamato “diottro oculare”
  28. 28. EMMETROPIA ED AMETROPIAEMMETROPIA ED AMETROPIAViene definitoViene definito emmetropeemmetrope quell’occhio in cui i raggiquell’occhio in cui i raggiprovenienti da distanza infinita vengono messi a fuoco sullaprovenienti da distanza infinita vengono messi a fuoco sullaretina in condizione di massima accomodazione negativa.retina in condizione di massima accomodazione negativa.In tutti gli altri casi l’occhio viene definitoIn tutti gli altri casi l’occhio viene definito ametropeametrope..Le ametropie, dette anche “Le ametropie, dette anche “vizi di refrazionevizi di refrazione ”, sono”, sonorappresentate da:rappresentate da:- MiopiaMiopia- IpermetropiaIpermetropia- AstigmatismoAstigmatismo
  29. 29. Nell’astigmatismo i raggi che attraversano il diottroNell’astigmatismo i raggi che attraversano il diottrooculare non si concentrano in un punto maoculare non si concentrano in un punto maformano un “conoide di Sturm” con le due lineeformano un “conoide di Sturm” con le due lineefocali classiche. Il diottro oculare si comporta comefocali classiche. Il diottro oculare si comporta comeuna combinazione sfero-cilindrica.una combinazione sfero-cilindrica.
  30. 30. Come sono le immagini che vede unCome sono le immagini che vede unsoggetto con vizio di refrazione?soggetto con vizio di refrazione?
  31. 31. NellaNella miopiamiopia e nellae nella ipermetropiaipermetropia, dove il fuoco, dove il fuococade rispettivamente davanti e dietro la retina, percade rispettivamente davanti e dietro la retina, perogni punto oggetto non si forma sulla retina unogni punto oggetto non si forma sulla retina unpunto immagine ma un “punto immagine ma un “cerchio di diffusionecerchio di diffusione ”,”,il cui diametro è tanto più grande quanto maggioreil cui diametro è tanto più grande quanto maggioreè la distanza del fuoco dalla retina.è la distanza del fuoco dalla retina.Nel complesso ne risulta un immagine sfocata cheNel complesso ne risulta un immagine sfocata chebisogna immaginare non formata da punti ma dabisogna immaginare non formata da punti ma dacerchi.cerchi.
  32. 32. Nell’Nell’astigmatismoastigmatismo il problema è più complesso,il problema è più complesso,l’immagine sfocata è costituita da un insieme dil’immagine sfocata è costituita da un insieme dirighe o ellissoidirighe o ellissoidi
  33. 33. FISIOLOGIA DELLA VISIONEFISIOLOGIA DELLA VISIONE
  34. 34. L’L’apprendimento visivoapprendimento visivo è la risultante di fenomenologieè la risultante di fenomenologiericettive periferiche e di successive elaborazioni edricettive periferiche e di successive elaborazioni edintegrazioni encefaliche che permettono la coscienzaintegrazioni encefaliche che permettono la coscienzapercettiva elementare e la coscienza percettiva concettualepercettiva elementare e la coscienza percettiva concettuale
  35. 35. ABCCBA
  36. 36. LeLe cellule gangliaricellule gangliari formano due sistemi:formano due sistemi:1. Sistema delle cellule gangliari1. Sistema delle cellule gangliari parvocellulariparvocellularidetto “sistema x” che occupa la retina centraledetto “sistema x” che occupa la retina centrale2. Sistema delle cellule gangliari2. Sistema delle cellule gangliari magnocellularemagnocellularedetto “sistema y” che occupa la retina paracentrale edetto “sistema y” che occupa la retina paracentrale eperifericaperiferica
  37. 37. I sub-strati fotorecettoriali e neuronali retinici recepiscono ilI sub-strati fotorecettoriali e neuronali retinici recepiscono ilmondo esterno, cioè la miriade di segnali in arrivo, inmondo esterno, cioè la miriade di segnali in arrivo, incampi recettivi circolaricampi recettivi circolari sensibili asensibili a FORMA-FORMA-COLORE-MOVIMENTOCOLORE-MOVIMENTO ..I campi recettivi sensibili perI campi recettivi sensibili per forma e coloreforma e colore afferisconoafferisconoal sistema gangliare x (al sistema gangliare x (parvocellulareparvocellulare),),quelli per ilquelli per il movimentomovimento al sistema gangliare yal sistema gangliare y((magnocellularemagnocellulare).).
  38. 38. L’organizzazione dei meccanismi eccitatori ed inibitori diL’organizzazione dei meccanismi eccitatori ed inibitori diritorno, proprie di tutte le catene neuronali,ritorno, proprie di tutte le catene neuronali, nell’assenell’asseretino-corticaleretino-corticale configurano campi recettivi con periferiaconfigurano campi recettivi con periferiaeccitatoria e centro inibitore e viceversa (eccitatoria e centro inibitore e viceversa (sistemi on-off esistemi on-off esistema off-onsistema off-on ).).
  39. 39. Possiamo dire che laPossiamo dire che la retinaretina adotta unadotta un sistema disistema dicodificazione “logico”codificazione “logico” rispetto allo stimolo attraverso unrispetto allo stimolo attraverso uncomplesso meccanismo di regolazione con circuiticomplesso meccanismo di regolazione con circuitieccitatori ed inibitori che si manterranno nelle successiveeccitatori ed inibitori che si manterranno nelle successivestazioni dell’asse retino-corticalestazioni dell’asse retino-corticale
  40. 40. Nella definizione più completaNella definizione più completa la retinala retina è una sofisticataè una sofisticatastruttura capace di estrarre informazioni sullestruttura capace di estrarre informazioni sullecaratteristiche spaziali e temporali dello stimolo luminoso,caratteristiche spaziali e temporali dello stimolo luminoso,neinei primi stratiprimi strati l’informazione visiva è codificata secondol’informazione visiva è codificata secondovariazioni graduali di potenziale elettrico con meccanismovariazioni graduali di potenziale elettrico con meccanismoanalogicoanalogico; è nello strato delle; è nello strato delle cellule gangliaricellule gangliari chechel’informazione viene trasformata in impulso di ampiezza el’informazione viene trasformata in impulso di ampiezza eforma costante secondo un meccanismoforma costante secondo un meccanismo digitaledigitale
  41. 41. L’assettoL’assetto sinaptico-retinicosinaptico-retinico è guidato da unaè guidato da una rigidarigida eecomplessa programmazionecomplessa programmazione geneticagenetica che si è tenutache si è tenutacostantecostante nelle diverse etnie malgrado le ampie ibridazioninelle diverse etnie malgrado le ampie ibridazioni
  42. 42. In ogni individuo già prima della nascita leIn ogni individuo già prima della nascita le cellulecellulegangliarigangliari inviano segnali a ritmo costante che disegnanoinviano segnali a ritmo costante che disegnanolala mappa sinapticamappa sinaptica dell’asse retino-corticale.dell’asse retino-corticale.Dopo la nascita questi segnali sono sostituiti dall’Dopo la nascita questi segnali sono sostituiti dall’inputinputvisivovisivo che perfeziona le connessioni neuronali inter-areache perfeziona le connessioni neuronali inter-areacioè le reti sinaptiche di connessione fra i centri nervosi.cioè le reti sinaptiche di connessione fra i centri nervosi.
  43. 43. Abbiamo quindi introdotto un concetto fondamentale dellaAbbiamo quindi introdotto un concetto fondamentale dellamodernamoderna neurofisiologianeurofisiologia: la: la plasticità sinapticaplasticità sinapticacorticalecorticale cioè la capacità delle reti sinaptiche corticali dicioè la capacità delle reti sinaptiche corticali diadeguarsi alla dinamica mutevolezza concettualeadeguarsi alla dinamica mutevolezza concettualedell’ambiente.dell’ambiente.
  44. 44. I CORPI GENICOLATI LATERALII CORPI GENICOLATI LATERALISonoSono strutturestrutture a composizionea composizione laminarilaminari nei quali avvienenei quali avvieneil “il “relayrelay” delle fibre del nervo ottico cioè dell’insieme degli” delle fibre del nervo ottico cioè dell’insieme degliassoni gangliari che trasportano lo stimolo codificato inassoni gangliari che trasportano lo stimolo codificato inmodulazione di frequenza.modulazione di frequenza.Si mantiene il sistema di codificazione “logica” attraversoSi mantiene il sistema di codificazione “logica” attraversoattività eccitatoria ed inibitoria ed una proiezione topograficaattività eccitatoria ed inibitoria ed una proiezione topograficadistinta fra le fibre parvocellulari (lamine più esterne) edistinta fra le fibre parvocellulari (lamine più esterne) emagnocellulari (lamine interne).magnocellulari (lamine interne).AttraversoAttraverso fibre di ritornofibre di ritorno dalla corteccia visiva si affinadalla corteccia visiva si affinaulteriormente la modulazione sul segnale retinico.ulteriormente la modulazione sul segnale retinico.
  45. 45. INTERPRETRAZIONE FUNZIONALE DELLAINTERPRETRAZIONE FUNZIONALE DELLACORTECIA VISIVACORTECIA VISIVAPrima dello sviluppo della Neurobiologia e la teoria dellaPrima dello sviluppo della Neurobiologia e la teoria dellacomunicazione lacomunicazione la NeurofisiologiaNeurofisiologia aveva proposto un modelloaveva proposto un modellodi interpretazione in termini topografici.di interpretazione in termini topografici.La cortecciaLa corteccia striatastriata veniva chiamata area “veniva chiamata area “visivo-sensorialevisivo-sensoriale ””o area di proiezione o di sensazione.o area di proiezione o di sensazione.L’areaL’area peristriataperistriata ee parastriataparastriata veniva chiamata areaveniva chiamata area““visivo-psichica”.visivo-psichica”.
  46. 46. CORTECCIA VISIVACORTECCIA STRIATA DENOMINATA (6STRATI)C. PERISTRIATAV1V2MOVIMENTO COLOREFORMAC. PARASTRIATAV3V4V5FORMA IN MOVIMENTOFORMA E COLOREMOVIMENTO
  47. 47. COSCIENZA PERCETTIVA ELEMENTARECOSCIENZA PERCETTIVA ELEMENTARELa coscienza percettiva elementare si determina quandoLa coscienza percettiva elementare si determina quandoii segnali di ritornosegnali di ritorno, perfezionati nelle caratteristiche, perfezionati nelle caratteristichecromatiche, formali e di movimento, acquisiscono unacromatiche, formali e di movimento, acquisiscono unaprecisa collocazione spaziale nel campo topografico diprecisa collocazione spaziale nel campo topografico diV1V1
  48. 48. VIE CROMATICHECAMPI RECETTIVI PARVOCELLULARI RETINICICAMPI RECETTIVI PARVOCELLULARI C.G.L.CORTECCIA STRIATA (V1) STRATO 2 E3C.PERISTRIATA (V2)STRISCE SOTTILIC. PARASTRIATA(V4)
  49. 49. VIE DEL MOVIMENTOCAMPI RECETTIVI MAGNOCELLULARIRETINICICAMPI RECETTIVI MAGNOCELLULARIC.G.L.CORTECCIA STRIATA V1 - STRATO 4C. PERISTRIATA (V2)STRISCE SPESSEC. PARASTRIATA(V5)
  50. 50. LALA RETINARETINA NON TRASMETTE AL CERVELLO IL CALCONON TRASMETTE AL CERVELLO IL CALCOFOTOGRAFICO COMPLETO DELL’IMMAGINE MA SOLTANTOFOTOGRAFICO COMPLETO DELL’IMMAGINE MA SOLTANTOTALUNI PUNTI RECEPITI DAL SISTEMA PARVOCELLULARETALUNI PUNTI RECEPITI DAL SISTEMA PARVOCELLULAREATTRAVERSO UNO “ATTRAVERSO UNO “SCANNINGSCANNING” CHE SEGUE LE LINEE GUIDA” CHE SEGUE LE LINEE GUIDADELL’IMMAGINE SOFFERMANDOSI SUI PARTICOLARIDELL’IMMAGINE SOFFERMANDOSI SUI PARTICOLARISIGNIFICATIVI (SIGNIFICATIVI (FOVEAZIONEFOVEAZIONE).).I PUNTI DI “FOVEAZIONE” UNITAMENTE AI MOVIMENTI DII PUNTI DI “FOVEAZIONE” UNITAMENTE AI MOVIMENTI DIFISSAZIONE CHE L’OCCHIO HA EFFETTUATO PERFISSAZIONE CHE L’OCCHIO HA EFFETTUATO PERRAGGIUNGERLI, INTEGRATI A LIVELLO CELEBRALE,RAGGIUNGERLI, INTEGRATI A LIVELLO CELEBRALE,PERMETTONO LAPERMETTONO LA RICOSTRUZIONE DELL’IMMAGINE.RICOSTRUZIONE DELL’IMMAGINE.
  51. 51. Affinché laAffinché la coscienza percettiva elementarecoscienza percettiva elementare diventidiventiconcettualeconcettuale è necessaria l’afferenza delle aree visive aiè necessaria l’afferenza delle aree visive aicircuiti temporali dell’circuiti temporali dell’ippocampoippocampo e dell’e dell’amigdalaamigdala e quindie quindinelle reti idiosincratiche dellanelle reti idiosincratiche della corteccia polisensorialecorteccia polisensoriale ..Questa integrazione rappresenta il veroQuesta integrazione rappresenta il vero momentomomentocognitivo ed emozionalecognitivo ed emozionale ed assume specifico rilievoed assume specifico rilievonelle fasi formative.nelle fasi formative.DALLA COSCIENZA PERCETTIVA ELEMENTARE ALLADALLA COSCIENZA PERCETTIVA ELEMENTARE ALLACOSCIENZA PERCETTIVA CONCETTUALECOSCIENZA PERCETTIVA CONCETTUALE
  52. 52. Il passaggio dalla coscienza percettiva elementare allaIl passaggio dalla coscienza percettiva elementare allacoscienza percettiva concettuale implica il coinvolgimentocoscienza percettiva concettuale implica il coinvolgimentodelladella memoriamemoria..CoscienzaCoscienza = inserire il vissuto in sfere concettuali già= inserire il vissuto in sfere concettuali giàesistentiesistenti

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