Piano regolatore e partecipazione
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Piano regolatore e partecipazione

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Occhi in Rete, 18 febbraio 2012. Moreno Baccichet

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Piano regolatore e partecipazione Piano regolatore e partecipazione Presentation Transcript

  • (I piani “dell’espansione”)Il PRG Intercomunale di Venezia, 1962
  • PRG Pavia, 1976Stralcio diazzonamento
  • Legge regionale della Toscana n.5 del 1995
  • Tavola n.6 Schema direttore e Progetti norma
  • Esempi: regolamento urbanistico (piano operativo) di Prato
  • Le potenzialità e i limiti del “modello bipartito” del pianoIl rischio maggiore: l’adattamento burocratico a procedure impostedalla LeggeI limiti del modello bipartito nella separazione tra piano strutturale-strategico e operativo.Il Piano Strutturale è davvero stabile nel tempo?Le questioni aperte: almeno tre campi (intrecciati) nei quali sigioca l’innovazione metodologica, tecnologica e tecnica• Il piano e la partecipazione• I SIT e Web-Gis• La Vas
  • La ricostruzione del clima in cui si delinea il“modello bipartito” del pianoL’evoluzione della forma-piano (regolatoregenerale): dal piano “classico” al “modellobipartito” al modello tripartito lombardo
  • L’identità dei luoghi e la discussione sullacarta dei valori e dei luoghi sulla qualefondare una visione condivisa del nostrofuturoIl piano strutturale come espressione dellavision
  • Legge regionale 12 novembre 1997, n. 34 “Modifiche alla legge regionale 19novembre 1991, n. 52”La formazione del nuovo PTRG coordinato da Roberto BarocchiArt.1 (Contenuti ed elementi del PRGC)1. Allarticolo 30, comma 1, della legge regionale 19 novembre 1991, n. 52, la letteraa) e sostituita dalla seguente: << a) gli obiettivi e le strategie, anche suddivisiper ambiti territoriali, che lAmministrazione comunale intende perseguire con ilpiano per la definizione degli interventi di attuazione, nonche di revisione odaggiornamento del piano; >>.2. 1 bis) relazione con lindicazione motivata dei limiti di flessibilita, riferiti aglispecifici contenuti del piano, per lattuazione, la revisione o laggiornamento delpiano medesimo; la flessibilita non puo consentire lincremento di aree destinatealle funzioni di piano superiore al 10 per cento, in relazione alla quantitacomplessiva delle superfici previste per le diverse funzioni, attuabile anche con piuinterventi successivi, con esclusione di riduzioni delle superfici delle zone forestali edi tutela ambientale; >>.3. Allarticolo 30, comma 5, lettera b), della legge regionale 52/1991, il numero 2) esostituito dal seguente:
  • Regione Friuli-Venezia GiuliaLegge Regionale 23 febbraio 2007, n. 5 art 2e) pianificazione comunale: la funzione di pianificazione generale, territoriale eurbanistica del Comune che si articola nei livelli strutturale e operativo;g) piano strutturale comunale (PSC): lo strumento di pianificazione del Comune chedefinisce gli indirizzi, le prescrizioni, nonché gli obiettivi strategici per la pianificazionedellintero territorio comunale;h) piano operativo comunale (POC): lo strumento urbanistico del Comune chestabilisce le regole per la conservazione, valorizzazione, organizzazione etrasformazione di tutto il territorio comunale, individuando le azioni per ilraggiungimento degli obiettivi del PSC;ix)documento preliminare di piano (DPP): il documento che contiene lo schemadellassetto del territorio e individua limiti e condizioni di trasformazione per lo svilupposostenibile;l) piani attuativi comunali (PAC): linsieme degli strumenti urbanistici di iniziativapubblica e privata previsti dalla legge per dare attuazione alle previsioni deglistrumenti di pianificazione comunale e sovracomunale;
  • Art. 15Piano strutturale comunale.1. Il Piano strutturale comunale ha durata indeterminata e:a) costituisce il quadro conoscitivo del territorio comunale idoneo a delineare lestrategie e le azioni per lo sviluppo, conservazione e valorizzazione delle risorseessenziali;b) recepisce le prescrizioni di PTR;c) fissa gli indicatori di monitoraggio per la valutazione ambientale strategica (VAS);d) stabilisce i criteri per lutilizzazione delle risorse essenziali di livello comunale;e) individua gli ambiti urbanizzati, non urbanizzati, urbanizzabili e la rete delleinfrastrutture, definiti secondo le tipologie e nei limiti del PTR;f) definisce la metodologia e i criteri, nonché i limiti, per lindividuazione degli ambitidi perequazione urbanistica, di compensazione urbanistica e di compensazioneterritoriale.2. Il PSC è rappresentato mediante lutilizzo di piattaforme informatiche secondo lemodalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge.
  • Art. 16Finalità strategiche del PSC.1. Il PSC persegue le seguenti finalità strategiche:a) la conservazione e la valorizzazione del territorio comunale attuando leprevisioni del PTR anche in relazione ai profili naturalistico, ambientale,paesaggistico, culturale, storico e la riqualificazione urbana e ambientale;b) le migliori condizioni per la crescita economica del Comune e losviluppo sostenibile della competitività del sistema comunale;c) la coesione sociale della comunità, nonché lintegrazione territoriale,economica e sociale del Comune con i territori contermini;d) il miglioramento della condizione di vita degli individui, della comunità,degli ecosistemi e, in generale, linnalzamento della qualità ambientale;e) le migliori condizioni per il contenimento del consumo dellenergia e delsuolo, anche con lo scopo di mantenere la più estesa fruizione a scopiagricoli e forestali, nonché per lo sviluppo delle fonti energetichealternative;f) la sicurezza rispetto ai rischi correlati allutilizzo del territorio comunale.
  • Art. 17Procedura di formazione del PSC.5. Il Comune pubblica lavviso di adozione del PSCsul Bollettino Ufficiale della Regione econtestualmente deposita il PSC presso la propriasede per trenta giorni, entro i quali chiunque puòformulare osservazioni.6. Il Consiglio comunale decide motivatamente sulleosservazioni e approva il PSC qualora non sianointrodotte modifiche ai contenuti dellintesa. Il PSCapprovato è trasmesso alla Regione.
  • Legge del VenetoLivelli di pianificazioneComma 4, lettera a)PAT (piano di assetto del territoriocomunale), PATI (se intercomunale)-PI (piano degli interventi comunali)PUA (piani urbanistici attuativi)PTCP (piano territoriale di coordinamentoprovinciale)PTRC (piano territoriale regionale di
  • Art. 3, comma 5Ai fini dell’adozione di PTRC, PTCP, PAT e PATI l’enteterritoriale competente elabora un documento preliminareIl doc. prelim. contiene, in particolare:• Gli obiettivi generali• Le scelte strategiche di assetto del territorio• le indicazioni per lo sviluppo sostenibile e durevole delterritorio
  • Il Documento preliminarequadro di riferimento urbano-territoriale peril pianoelabora una vision,Indirizza procedure di ascolto e dipartecipazione dei cittadini
  • La partecipazioneSi può, autonomamente, senza che loimponga la Legge 11
  • L.R. n.11 del 23.4.2004 P.A.T.• Contenuti:• invarianti strutturali di natura geologica, geomorfologica, idrogeologica, paesaggistica e ambientale, storico monumentale, architettonica;• ambiti a cui attribuire i corrispettivi gradi di tutela;
  • L.R. n.11 del 23.4.2004 P.A.T.• Contenuti:• dotazione minima dei servizi-standard;• infrastrutture e attrezzature di maggiore rilevanza;• determina A.T.O. e il dimensionamento;• Linee preferenziali di sviluppo insediativo e trasformazione;
  • L.R. n.11 del 23.4.2004 P.A.T.• Contenuti:• modalità di applicazione perequazione;• Sportello unico attività produttive;• aree di urbanizzazione consolidata dove sono sempre possibili gli interventi;• contenuti per i programmi complessi;
  • L.R. n.11 del 23.4.2004 Piano degli Interventi• Contenuti:• come l’attuale P.R.G.• superamento z.t.o. D.M. 2.4.1968 n.1444• Validità:• 5 anni per aree di trasformazione e previsione degli standard.
  • L.R. n.11 del 23.4.2004 P.U.A. (art.19)• Contenuti:• come Piano Attuativo pubblico nella procedura• Adozione: Giunta Comunale• Approvazione: Consiglio Comunale• Validità:• validità delle singole fattispecie di Piani attuativi (P.P.- P.d.R. - P.d.L.- P.E.E.P. - P.I.P. - P.I.R.U.E.A.)
  • • Quadro conoscitivo• La V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica) obbligatoria per P.T.R.C., P.T.C.P., P.A.T., P.A.T.I.
  • 7 Soggetti interessati alle consultazioni (Comune di Silea)La fase partecipativa viene prevista dalla normativa regionale dopo l’approvazione delDocumento Preliminare, e verrà opportunamente attivata nel momento in cui la RapportoAmbientale Preliminare diventerà parte organica del Documento preliminare.I soggetti interessati e invitati a partecipare alla fase di consultazione,oltre allapopolazione stessa del comune di Silea, sono i seguenti:• Regione Veneto• Provincia di Treviso• ARPAV Dipartimento Provinciale di TREVISO• Vigili del Fuoco• Parco Naturale Del Fiume Sile• Genio Civile di Treviso• Consorzio Bonifica Piave• A.T.V.O.• Soprintendenza Beni Culturali e Paesaggistica• Soprintendenza Beni Archeologici• Consorzio Intercomunale Priula• Azienda Servizi Pubblici Sile Piave Spa• ULSS 9• CRI Treviso• Autostrade per lItalia Spa• A.N.A.S. S.p.a.• Veneto Strade S.p.a.• ACTT
  • 7 Soggetti interessati alle consultazioni• R.F.I. Rete Ferroviaria Italiana• ASCOM• Lega Ambiente• Italia Nostra• Gli ordini professionali: Ingegneri, Architetti, Geologi, Geometri, Agronomi• Assindustria• CCIAA• Gruppo Giovani Imprenditori c/o Assindustria• Unione Artigiani e Piccola Industria• Unione Provinciale Agricoltori• Le parrocchie• Veneto Agricoltura• Co.P. Agri• Associazione Provinciale Allevatori• Federazione Coltivatori Diretti• Confederazione Italiana Agricoltori• Confesercenti• Enel Rete Gas• ENEL Distribuzione S.p.a.• CGIL• CISL• UIL• APPIA
  • MilanoDopo il Piano Regolatore del 1980- Progetto Passante 1982- Progetti d’area 1985- Documento direttore delle aree industriali dismesse 1988
  • La legge regionale della Lombardia n.1 19 febbraio 2001 introduce il Piano dei ServiziL’indifferenza dei servizi in base alla zona omogeneaIl piano ha il compito di individuare i concreti bisogni della collettività e gli obiettivi di miglioramento della qualità urbana che l’Amministrazione persegue
  • LEGGE REGIONALE 11 marzo 2005,N. 12"Legge per il governo del territorio"Art. 7.Piano di governo del territorio.1. Il piano di governo del territorio, di seguitodenominato PGT, definisce l’assetto dell’interoterritorio comunale ed èarticolato nei seguenti atti:a) il documento di piano;b) il piano dei servizi;c) il piano delle regole.
  • Art. 8.Documento di piano.1. Il documento di piano, anche avvalendosi degli strumenti di cui all’articolo3, definisce:d)il quadro ricognitivo e programmatorio di riferimentob) il quadro conoscitivo del territorio comunalec) l’assetto geologico, idrogeologico e sismico2. Sulla base degli elementi di cui al comma 1, il documento di piano:h)individua gli obiettivi di sviluppo, miglioramento e conservazioneb) determina gli obiettivi quantitativi di sviluppo complessivo del PGTc) determina, in coerenza con i predetti obiettivi e con le politiche per la mobilità, lepolitiche di intervento per la residenza, ivi comprese le eventuali politiche per l’ediliziaresidenziale pubblica, le attività produttive primarie, secondarie e terziarie, ivicomprese quelle della distribuzione commerciale, evidenziando le scelte di rilevanzasovracomunale, in applicazione dell’articolo 15, commi 1 e 2, lettera g);d) dimostra la compatibilità delle predette politiche di intervento e della mobilità conle risorse economiche attivabili dalla pubblica amministrazionee) individua, anche con rappresentazioni grafiche in scala adeguata, gli ambiti ditrasformazione, definendone gli indici urbanistico-edilizi in linea di massima, levocazioni funzionali e i criteri di negoziazione, nonché i criteri di intervento,preordinati alla tutela ambientale, paesaggistica e storico-monumentale, ecologica,geologica, idrogeologica e sismica, laddove in tali ambiti siano comprese areequalificate a tali fini nella documentazione conoscitiva;
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  • Piano dei servizi.I comuni redigono ed approvano il piano dei servizi al fine di assicurare unadotazione globale di aree per attrezzature pubbliche e di interesse pubblico egenerale, le eventuali aree per l’edilizia residenziale pubblica e da dotazione averde, i corridoi ecologici e il sistema del verde di connessione tra territoriorurale e quello edificato, nonché tra le opere viabilistiche e le aree urbanizzateed una loro razionale distribuzione sul territorio comunale, a supporto dellefunzioni insediate e previste.Il piano dei servizi esplicita la sostenibilità dei costi di cui al comma 3, anche inrapporto al programma triennale delle opere pubblicheNelle zone montane i comuni tengono conto delle previsioni dei piani di svilupposocioeconomico delle comunità montane.Il piano dei servizi può essere redatto congiuntamente tra più comuni confinantie condiviso a livello operativo e gestionale.Il piano dei servizi deve indicare i servizi da assicurare negli ambiti ditrasformazione di cui all’articolo 8, comma 2, lettera e), con particolareriferimento agli ambiti entro i quali è prevista l’attivazione di strutture didistribuzione commerciale, terziarie, produttive e di servizio caratterizzate darilevante affluenza di utenti.
  • Il piano dei servizi è integrato, per quanto riguarda l’infrastrutturazione del sottosuolo,con le disposizioni del piano urbano generale dei servizi nel sottosuolo (PUGSS), di cuiall’articolo 38 della l.r. 12 dicembre 2003, n. 26.Sono servizi pubblici e di interesse pubblico o generale i servizi e le attrezzaturepubbliche, realizzati tramite iniziativa pubblica diretta o ceduti al comune nell’ambito dipiani attuativi, nonché i servizi e le attrezzature, ancheprivati, di uso pubblico o di interesse generale, regolati da apposito atto diasservimento o da regolamento d’uso, redatti in conformità alle indicazioni contenutenel piano dei servizi, ovvero da atto di accreditamento dell’organismocompetente in base alla legislazione di settore, nella misura in cui assicurino losvolgimento delle attività cui sono destinati a favore della popolazione residente nelcomune e di quella non residente eventualmente servita.Le previsioni contenute nel piano dei servizi, concernenti le aree necessarie per larealizzazione dei servizi pubblici e di interesse pubblico o generale, hanno carattereprescrittivo e vincolante.I vincoli preordinati all’espropriazione per la realizzazione, esclusivamente ad operadella pubblica amministrazione, di attrezzature e servizi previsti dal piano dei servizihanno la durata di cinque anni, decorrenti dall’entrata in vigore del piano stesso. Dettivincoli decadono qualora, entro tale termine, l’intervento cui sono preordinati non siainserito, a cura dell’ente competente alla sua realizzazione, nel programma triennaledelle opere pubbliche e relativo aggiornamento, ovvero non sia stato approvato lostrumento attuativo che ne preveda la realizzazione.
  • Non configurano vincolo espropriativo e non sono soggette a decadenza leprevisioni del piano dei servizi che demandino al proprietario dell’area ladiretta realizzazione di attrezzature e servizi, ovvero ne contemplino la facoltàinalternativa all’intervento della pubblica amministrazione.Il piano dei servizi non ha termini di validità ed è sempre modificabile.La realizzazione di attrezzature pubbliche e di interesse pubblico o generale,diverse da quelle specificamente previste dal piano dei servizi, non comportal’applicazione della procedura di variante al piano stesso ed è autorizzataprevia deliberazione motivata del consiglio comunale.
  • Piano delle regole.1. Il piano delle regole:a) definisce, all’interno dell’intero territorio comunale, gli ambiti del tessuto urbanoconsolidato, quali insieme delle parti di territorio su cui è già avvenuta l’edificazioneo la trasformazione dei suoli, comprendendo in essi le aree libere intercluse o dicompletamento;b) indica gli immobili assoggettati a tutela in base alla normativa statale e regionale;c) individua le aree e gli edifici a rischio di compromissione o degrado e a rischio diincidente rilevante;d) contiene, in ordine alla componente geologica, idrogeologica e sismicae) individua:1) le aree destinate all’agricoltura;2) le aree di valore paesaggistico-ambientale ed ecologiche;3) le aree non soggette a trasformazione urbanistica.
  • 2. Entro gli ambiti del tessuto urbano consolidato, il piano delle regoleindividua i nuclei di antica formazione ed identifica i beni ambientali e storico-artistico-monumentali oggetto di tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 dellalegge 6 luglio 2002, n. 137) o per i quali si intende formulare proposta motivata divincolo. Il piano delle regole definisce altresì, con riferimento a quanto stabilitodall’articolo 8, comma 1, lettera b), le caratteristiche fisico-morfologiche checonnotano l’esistente, da rispettare in caso di eventuali interventi integrativi osostitutivi, nonché le modalità di intervento, anche mediante pianificazione attuativao permesso di costruire convenzionato, nel rispetto dell’impianto urbano esistente,ed i criteri di valorizzazione degli immobili vincolati.
  • 3. Per gli ambiti di cui al comma 2, inoltre, identifica i seguenti parametri darispettare negli interventi di nuova edificazione o sostituzione:a) caratteristiche tipologiche, allineamenti, orientamenti e percorsi;b) consistenza volumetrica o superfici lorde di pavimento esistenti e previste;c) rapporti di copertura esistenti e previsti;d) altezze massime e minime;e) modi insediativi che consentano continuità di elementi di verde e continuità delreticolo idrografico superficiale;f) destinazioni d’uso non ammissibili;g) interventi di integrazione paesaggistica, per ambiti compresi in zone soggette avincolo paesaggistico ai sensi delD.Lgs. 42/2004;h) requisiti qualitativi degli interventi previsti, ivi compresi quelli di efficienzaenergetica e mitigazione delleinfrastrutture della viabilità con elementi vegetali tipici locali.
  • 4. Il piano delle regole:a) per le aree destinate all’agricoltura:1) detta la disciplina d’uso, di valorizzazione e di salvaguardia, in conformità conquanto previsto dal titolo terzo della parte seconda;2) recepisce i contenuti dei piani di assestamento, di indirizzo forestale e di bonifica,ove esistenti;3) individua gli edifici esistenti non più adibiti ad usi agricoli, dettandone le normatived’uso;b) per le aree di valore paesaggistico-ambientale ed ecologiche detta ulteriori regoledi salvaguardia e di valorizzazione in attuazione dei criteri di adeguamento e degliobiettivi stabiliti dal piano territoriale regionale, dal piano territoriale paesisticoregionale e dal piano territoriale di coordinamento provinciale;c) per le aree non soggette a trasformazione urbanistica individua gli edifici esistenti,dettandone la disciplina d’uso e ammette in ogni caso, previa valutazione di possibilialternative, interventi per servizi pubblici, prevedendo eventuali mitigazioni ecompensazioni agro-forestali e ambientali.5. Le indicazioni contenute nel piano delle regole hanno carattere vincolante eproducono effetti diretti sul regime giuridico dei suoli.6. Il piano delle regole non ha termini di validità ed è sempre modificabile.
  • PGT di Milano2.0 OBIETTIVI E STRATEGIE2.1 La città attrattiva2.1.1 Milano metropoli a rete tra centro e periferia2.1.2 Lo sviluppo urbano in coerenza con il progetto dell’assetto infrastrutturale2.1.3 L’incremento abitativo e la casa per tutti2.1.4 L’incentivazione della creatività e del terziario propulsivo2.1.5 La tutela delle identità di quartiere e degli ambiti monumentali e paesaggistici2.2 La città vivibile2.2.1 La permeabilità dei grandi sistemi ambientali e la connessione con i nuovi parchi urbani2.2.2 Preservare e promuovere un uso efficiente degli ambiti agricoli2.2.3 Il rinnovamento fisico e funzionale del territorio contaminato o dismesso2.2.4 L’acqua come presupposto ambientale irrinunciabile per Milano2.2.5 L’urbanistica verso una politica energetica innovativa2.3 La città efficiente2.3.1 La qualità diffusa dei servizi2.3.2 Le centralità di quartiere e la micropermeabilità del verde2.3.3 I tempi senza pause della città2.3.4 Gestione e manutenzione della città e degli spazi pubblici2.3.5 La sussidiarietà quale principio di relazione virtuosa pubblico-privato
  • Garantire, attraverso un governocondiviso degli assetti e delletrasformazioni territoriali,la piena coesione sociale e il rispettodei valori dell’individuo, anchemediante un’equaaccessibilità ai beni e ai servizi, alleopportunità di lavoro, di impresa e dipartecipazione
  • La partecipazione si è risolta in alcune pubblicazioni di determineUna conferenza di valutazione e orientamento sul documento di scoping della VASUna seconda conferenza di valutazione con gli stekholdersPubblicazione sul di un sito delle informazioni elaborateInvio della proposta ai consigli di zonaUn forum pubblicoAl documento della vas sono arrivate 14 osservazioni: 5 privati, la Provincia di Milano, il PASM. l’ASL. l’ARPA-Le associazioni Ciclobby-genitori antismog-Lipu –wwf, Italia Nostra, INU, Legambiente e un comitato locale
  • New urbanism e nuove forme del piano 19
  • COMUNE DI PORTOBUFFOLE PROVINCIA DI TREVISO DITTE: MACCAN IMMOBILIARE S.R.L. ZANATTA IMMOBILIARE S.A.S. SCHEMA DI IMPIANTO E SELEZIONE DELLE ESSENZE DEL BOSCO PLANIZIALE RIELLO PERA ADRIANO R.M.1. S.N.C. 1:1000 Marzo 2001 S ES TO D I IMPIAN TO 2 .5 m A lb eratura al p r mo anno dimpi anto i A lb eratura al qui nto anno d impianto A lb eratura al d ec imo anno d i mpianto PIANO DI LOTTIZZAZIONE INDUSTRIALE "BASTIE"Tav. Oggetto: 4 LEGENDA PLANIMETRIA GENERALE Salice Ontano Pioppo nero Quercia Carpino Acero Olmo Alberatura esistente Siepe di carpino Limite S.U.A. PREVISIONE DI PIANO SCALA 1:2000 10 11 12 E VEN TUA LE PON TE PER AC CES SO AD ALTRA PROPRIETA 13 9 14 S TRADA DI SERVIZIO PARAMETRI DI EDIFICABILITA LOTTI SUPERFICIE FONDIARIA SUPERFICIE EDIFICABILE mq. mq. 1 4.435 1.180 A CE RO - S ES TO D I IMPIAN TO 5 m 2 5.908 3.325 P ER CORS O PE DONA LE E D I SE RV IZIO IN TERRA BATTURA 3 20.353 13.000 4 20.464 13.462 4 5 14.987 9.000 8 7 6 5 6 7.824 4.450 7 7.746 4.450 8 10.038 6.050 9 5.717 3.450 10 16.252 10.000 11 6.887 4.150 A CC ES SO D I SE RV IZIO A L ME TA NODOTTO 12 6.590 4.150 P IOPP O NE RO - S ES TO D I IMPIAN TO 8 m PRATO STABILE 13 2.330 1.400 14 3.794 2.179 Tot. 80.246 1 R 3m R 3m SEZIONE TIPO 3 2 P AR CH EGGIO PE R ME ZZIPESANTI ACERO ACERO SCALA 1:50
  • ATTO INTEGRATIVOALL’ACCORDO DI PROGRAMMA1994 PER LA QUALIFICAZIONE ELOSVILUPPO DEL SISTEMAFIERISTICO LOMBARDOPROCEDURA DI VASDocumento di Scoping
  • Individuazione dell’ambito di trasformazione urbana 1994Prima variante all’accordo di programma 2003Seconda varianet all’accordo di programma 2009
  • • 11 Il processo partecipativo• 11.1 La mappatura dei soggetti coinvolti• Il processo di partecipazione alla VAS e e sara sviluppato in supporto all’autoritaprocedente, sfruttando diverse tipologie comunicative al fine di raggiungere in modo efficace tutti i soggetti coinvolti e garantire la trasparenza e laripercorribilita del processo.• Qualunque sara la modalita partecipativa adottata, saranno predisposti, quando richiesti, elaborati finalizzati alla comunicazione delle proposte progettuali anche per il pubblico. Infine, gli esiti dell’attivita di partecipazione saranno inclusi nel Rapporto Ambientale e confrontati con le reali scelte pianificatorie, diventando cosi parte integrante del procedimento di valutazione ambientale strategica
  • I temi che al momento attuale si propongono sono:1) presentazione dello scoping alla cittadinanza con la finalita dicomunicare il percorso VAS e di raccogliere dubbi, richieste, temiconflittuali, problematiche aggiuntive dalle quali far emergere i temiper gli incontri successivi, ulteriori ai tematismi proposti nei puntisuccessivi,2) effetti della nuova mobilita e sistema dei parcheggi,3) effetti sul sistema del verde e la disponibilita/fruizione degli spazipubblici,4) nuovi servizi offerti e l’integrazione con i servizi di zona esistenti.Le date in cui si terranno le Conferenze di valutazione saranno resenote mediante pubblicazione sul sito web della Regione, dellaProvincia e del Comune, nonche comunicate ai soggetti sopraindicatimediante e-mail.Segue la tabella contenete la geografia degli attori coinvolta nelprocesso di VAS.
  • Accordo di programma per la trasformazione urbanistica delle aree ferroviarie dismesse di Milano (2008). Documento scopingLa conferenza di valutazione sarà articolata in due sedute:conferenza di valutazione introduttiva, di avvio del confronto, finalizzata ad illustrare la metodologiaspecifica adottata per la predisposizione del Rapporto ambientale e per lo svolgimento delle attivitàoperative della VAS, programmate per il giorno 17/12/2008;la seconda seduta, propriamente finalizzata alla valutazione ambientale della variante in occasione dellaquale viene presentato il Rapporto ambientale.Alle conferenze di valutazione è previsto il coinvolgimento dei seguenti soggetti:Autorità proponente: Sindaco del Comune di Milano;Autorità procedente: Direzione Centrale Sviluppo del Territorio del Comune di Milano - Direttore del SettoreProgetti Strategici;Autorità competente: Settore Attuazione Politiche Ambientali della Direzione Centrale Mobilità, Trasporti,Ambiente del Comune di Milano.Soggetti competenti in materia ambientale ed enti territorialmente interessati da invitare alle Conferenze divalutazione: A.R.P.A. Lombardia, A.S.L. Città di Milano, A.M.A. (Agenzia Mobilità Ambiente S.p.A.), laDirezione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia, la Regione Lombardia, la Provincia diMilano, la Commissione Provinciale per le bellezze naturali di Milano, il Comune di Corsico; Soggettiinteressati al procedimento: Regione Lombardia - Direzione Generale Infrastrutture e Mobilità, ReteFerroviaria Italiana S.p.A. – Gruppo FFSS, Metropolitana Milanese S.p.A., Azienda Trasporti Milanesi S.p.A.,A2A S.p.A., Agenzia del Demanio, Poste Italiane, Fondi immobiliari Pubblici – Investire Immobiliare S.G.R.,Agenzia delle Dogane, Guardia di Finanza.
  • Tra la Conferenza di valutazione introduttiva e quella finale sarà indetta una assembleapubblica estesa alla cittadinanza e ai settori del pubblico interessati al procedimento diseguito indicati (la relativa data verrà resa nota mediante avviso pubblicato sul sito webdel Comune e della Regione): i consigli di zona 2, 3, 4, 5, 6, 8, 9, i comitati di quartiere e leassociazioni di cittadini interessati alla trasformazione urbanistica degli scali dismessi, leassociazioni ambientaliste, l’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatoridella Provincia di Milano, l’Ordine degli ingegneri della Provincia di Milano, Assolombarda,Camera di Commercio di Milano, Assimpredil.La comunicazione è avvenuta e avverrà:a livello preliminare con la pubblicazione dell’avviso di avvio del procedimento della VAScon atto pubblicato del 6 agosto 2008 al 5 settembre 2008 sul BURL, sul sito web delComune e della Regione Lombardia, all’albo pretorio, sul quotidiano La Repubblica nonchéaffisso in luoghi visibili ed accessibili al pubblico;pubblicazione degli avvisi di convocazione di assemblee pubbliche sul sito web del Comunee della Regione Lombardia;pubblicazione sul sito web del Comune e della Regione Lombardia della documentazioneindispensabile al reperimento di pareri ed osservazioni;presentazione della documentazione predisposta nell’ambito delle sedute della conferenzadi valutazione;presentazione della documentazione nell’ambito di incontri tematici con gli enticompetenti.La documentazione via via disponibile sarà caricata sul sito web dell’amministrazionecomunale e della Regione Lombardia.
  • Ascoltare Pesaro come organizzazione partecipata alla formazione del PRG cittadino (1996-97)
  • L’esperienza degli Urban CenterVedi l’esperienza della legge calabrese n.14/2006
  • Altre questioniCittà campagna – permeabilità e prossimità produttivaMobilità urbana (associazionismo)Efficienza energeticaConsumo del suoloCharette e Open Space Technooigy
  • Carte del paesaggio francesi
  • Strumento urbanistico vigente (PRG ex L.R. 61/85)• recepisce le disposizioni in materia di tutela dei beni archeologici fornite dal PTRC e dal PALAV e la perimetrazione dell’ambito della riserva archeologica di Altino• mantiene la distinzione operata da PTRC e PALAV tra: - Aree direttamente interessate dal rinvenimento di reperti - Aree di interesse archeologico (esterne alle precedenti) Riserva archeologica di Altino Aree direttamente interessate dal rinvenimento di reperti Aree di interesse archeologico Aree di interesse paesistico ambientale (art. 21/a PALAV) Aree di interesse paesistico ambientale con previsioni degli strumenti urbanistici vigenti (art. 21/b PALAV)
  • Strumento urbanistico vigente (PRG ex L.R. 61/85)disciplina delle aree focus di Altino(progetto PArSJAd)aree 1 e 3  comprese nella riservaarcheologica di Altino 4 1area 4  non compresa nell’ambito della 3 2riserva; zona E1.1, tutelata come area diinteresse paesistico ambientale (art. 21PALAV) Aree focus Riserva archeologica di Altinoarea 2  esterna al territorio comunale Aree direttamente interessate(Comune di Venezia) dal rinvenimento di reperti Aree di interesse archeologico Aree di interesse paesistico ambientale (art. 21 PALAV)
  • Metaprogetto del parco archeologico di Altino (PArSJAd)Altino: recuperare e valorizzare ilpatrimonio archeologicoRegione Veneto, UnitàComplessa Progetti Strategici ePolitiche Comunitarie Evidenze archeologiche Area urbana in corso di studio 1° area di interesse 2° area di interesse 3° area di interesse
  • Metaprogetto del parco archeologico di Altino (PArSJAd) Immagine aerea in falsi colori dell’area di Altino. Ninfo, Fontana, Mozzi, Ferrarese (2009), «The Map of Altinum, Ancestor of Venice», Science, 325-2009.
  • Metaprogetto del parco archeologico di Altino (PArSJAd)Immagine aerea in falsi colori dell’area di Altino (A) e schema di interpretazione (B).Ninfo, Fontana, Mozzi, Ferrarese (2009), «The Map of Altinum, Ancestor of Venice», Science, 325-2009.