Psico 2.4 - apprendimento (sintesi)

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Psico 2.4 - apprendimento (sintesi)

  1. 1. L’apprendimento1.1Definizione di “apprendimento”L’apprendimento è un una modificazione relativamente durevoledel comportamento, del sapere, degli atteggiamenti, dei valori odelle abitudini per effetto dell’esperienza.Può essere: - intenzionale, cioè consapevole e volontario - accidentale, cioè inconscio e involontario1.2Le principali forme di apprendimentoEsistono due grandi tipologie di apprendimento: - Quello associativo o meccanico, che consiste nella produzione di nuove associazioni automatiche tra stimoli e risposte ed è stato studiato dalla Riflessologia e dal Comportamentismo. Le principali forme di apprendimento associativo sono: 1) Condizionamento classico (Pavlov) 2) Apprendimento per prove ed errori (Thorndike) 3) Condizionamento operante (Skinner) In realtà l’apprendimento per prove ed errori è una forma particolare di condizionamento operante. - Quello cognitivo, che implica invece l’intervento attivo di processi di mediazione mentale ed è stato studiato da Gestalt e Cognitivismo. Le principali forme di apprendimento cognitivo sono: 4) Apprendimento sociale o imitativo (Bandura) 5) Insigh o intuizione (Köhler) 6) Apprendimento latente (Tolman) 7) Apprendimento ad apprendere (Rogers, Harlow) 1) CONDIZIONAMENTO CLASSICO Uno stimolo inizialmente neutro, presentato molte volte associato ad uno stimolo che evoca una risposta riflessa, è in grado di produrre una risposta simileNei primi anni del Novecento il fisiologo russo Ivan Petrovic Pavlov,fondatore della Riflessologia, stava studiando i processi digestivi neicani. Si era accorto per caso che i cani producevano saliva non soltantoquando avevano il cibo in bocca, ma già appena sentivano il suono deipassi di chi si avvicinava per nutrirli. La salivazione è un riflesso innato, 1
  2. 2. che viene attivato dalla presenza del cibo. Com’era possibile che fosseprodotto anche dal semplice suono dei passi?Un riflesso è una risposta automatica e involontaria dell’organismoad uno stimolo fisico.I riflessi possono essere: - incondizionati, cioè innati, dipendenti dal patrimonio genetico - condizionati, cioè appresi, dipendenti cioè dall’esperienzaE’ possibile produrre nel cane dei nuovi riflessi condizionati associando la risposta della salivazione ad altri stimoli? Uno stimolo neutro (ad esempio il suono di una campana), che da solo non produce alcun effetto rilevante, se viene associato più volte ad uno stimolo incondizionato (ad esempio la visione del cibo), che produce una risposta incondizionata (la salivazione), diventa infine uno stimolo condizionato, produce cioè da solo una risposta simile a quella dello stimolo a cui era associato. Il condizionamento classico garantisce un miglior adattamento dell’animale all’ambiente e vale anche per l’uomo. Ad esempio, se abbiamo fame e qualcuno ci parla di una torta al cioccolato, ci viene l’acquolina in bocca perché abbiamo associato la parola “torta” al suo gusto e dunque basta la semplice parola per mettere in modo i nostri processi digestivi (come accadeva al cane di Pavol quando sentiva il suono della campanella). Oppure tendiamo atrovare simpatiche le persone con le quali viviamo episodi piacevoli. Lasensazione positiva si trasferisce, infatti, dalla situazione vissuta allepersone che ad essa erano associate.Per dimostrare l’efficacia del condizionamento operante sull’uomo, nel 1920, lo psicologo comportamentista John B. Watson ha prodotto in un bambino di 11 mesi, il piccolo Albert, una fobia condizionata per i topi bianchi associando alla visione dei topi un forte rumore, prodotto colpendo una barra metallica. 2
  3. 3. 2) APPRENDIMENTO PER PROVE ED ERRORI Si procede per tentativi ed errori, finché non si trova il comportamento giusto. Una volta trovato si tende a ripeterlo Lo psicologo comportamentista Thorndike studiò nel 1898 una forma di apprendimento associativo differente dal condizionamento classico pavloviano. Pose un gatto affamato in una puzzle-box, cioè una gabbia piena di leve e pulsanti; uno di questi permetteva al gatto di uscire aprendola. Fuori c’era del cibo in una posizione ben visibile. Subito il gatto si agitava e si lanciava contro le sbarre fino a quando, per caso, colpiva la leva giusta eriusciva ad uscire. Thorndike, allora, loriprendeva e lo rimetteva dentro. Ognivolta il gatto impiegava sempre menotempo per uscire dalla gabbia.Per spiegare questo fenomeno Thorndikeelaborò la legge dell’effetto, secondo laquale tendiamo a ripetere i comportamentiche in passato hanno avuto successo,mentre evitiamo quelli che hanno avutoeffetti spiacevoli.A differenza di quanto accadeva con il condizionamento classico, quinon viene prima somministrato lo stimolo e poi l’animale reagisce, maprima l’animale agisce e poi riceve uno stimolo positivo. 3) CONDIZIONAMENTO OPERANTE I soggetti operano attivamente nell’ambiente influenzando la somministrazione di rinforzi e punizioniL’apprendimento per prove ed errori è, in realtà, un caso particolare dicondizionamento operante, la forma di apprendimento studiata dallopsicologo comportamentista americano Burrhus F. Skinner Egli inseriva i suoi soggetti sperimentali (solitamente ratti e piccioni) in una gabbia (chiamata Skinner-box) dotata di una o più leve o pulsanti vistosi; quando uno di questi veniva premuto l’animale riceveva un premio (cibo) oppure una punizione (scossa elettrica). Un apparecchio esterno registrava la frequenza con la quale l’animale premeva le diverse leve. 3
  4. 4. Presto veniva premuto solo il pulsante che dava del cibo, ed era evitatoquello che procurava la scossa.Mentre il condizionamento classico associa nuovi stimoli a risposte giàpresenti nell’animale, quello operante consente di generare nuoverisposte. Si chiama “operante” perché prima l’animale agisce e poiriceve dallo sperimentatore uno stimolo positivo (rinforzo) o negativo(punizione). Se i rinforzisono intermittenti (cioè sel’animale non viene premiatosempre, ma solo talvolta)l’apprendimento è più lentoma più duraturo.Inoltre il condizionamentoprodotto dalle punizioni èmeno forte e duraturo diquello prodotto dai rinforzi.Per produrre nell’animalenuovi comportamenti èpossibile utilizzare la tecnica del modellamento che consiste nelpremiare man mano le azioni che si avvicinano maggiormente alcomportamento desiderato dallo sperimentatore, oppure nellascomposizione del comportamento in sequenze semplici da apprenderein successione.Il condizionamento operante funziona anche sugli esseri umani. Nellarealtà quotidiana, però, i premi e le punizioni sono solitamente di tipoaffettivo o sociale (ad esempio: se un bambino fa una marachella, igenitori lo sgridano; oppure premiano la sua generosità o il suoimpegno consentendogli di guardare la televisione). Anche il sistemacarcerario e la scuola sono due luoghi in cui si applicano premi epunizioni per modificare il comportamento dei soggetti. 4) APPRENDIMENTO IMITATIVO Apprendiamo nuovi comportamenti osservando altre persone che vengono assunte come modello Nel 1965 lo psicologo Albert Bandura condusse uno studio sull’influenza dei mass media sul comportamento infantile. Divise alcuni bambini in tre gruppi. Al primo gruppo egli mostrò un filmato in cui un bambino picchiava una grande bambola (chiamata Bobo-doll) e poi veniva premiato; una volta 4
  5. 5. condotto nella stanza dei giochi, questo gruppo presentava livelli diaggressività superiori alla norma. Al secondo gruppo mostrò, invece,un filmato in cui un bambino picchiava la bambola e poi veniva punito;il gruppo, una volta condotto nella stanza dei giochi, manifestavaun’aggressività inferiore alla norma. Il terzo gruppo vide, infine, unfilmato in cui un bambino giocava tranquillamente; una volta portatonella stanza dei giochi, rivelò livelli di aggressività nella norma.Questo esperimento non solo sollevò un forte dibattito sulla potenzialepericolosità dei programmi televisivi, ma richiamò l’attenzione deglipsicologi su una forma di apprendimento tipicamente sociale.Il nostro comportamento, infatti, non viene modificato soltanto sesubiamo direttamente sulla nostra pelle premi o punizioni, ma anche seosserviamo che le azioni di altri vengono premiate o punite.In questi casi si parla di “apprendimento imitativo”: il soggettoosserva il comportamento di un altro e lo assume come modello.Di norma imitiamo qualcuno: - perché le sue azioni hanno un esito favorevole, - perché ci sembra un individuo autorevole o attraente, - oppure, infine, perché proviamo soddisfazione nell’imitarloL’apprendimento imitativo diviene particolarmente forte quando ilmodello appartiene al nostro gruppo, al nostro sesso oppure è unapersona ammirata ed amata. Per questo tendiamo ad emulare il modo divestire e di parlare dei nostri amici o dei nostri idoli televisivi. E per lostesso emotivo, un bambino cresciuto con genitori ansiosi tenderà adiventare a sua volta ansioso.L’acquisizione dell’identità sessuale passa proprio attraverso forme diapprendimento imitativo rivolte verso gli adulti di riferimento. 5) INSIGHT O INTUIZIONE E’ la scoperta improvvisa di una nuova soluzione che ristruttura i rapporti tra gli oggetti dell’ambienteQuesta forma di apprendimento venne studiatadallo psicologo tedesco Wolfang Köhler, uno deimassimi esponenti della Gestalt, nel 1915. Eglicondusse, nell’isola di Tenerife, degli esperimentisulle scimmie antropoidi. Gli animali venivanoposti in una situazione problematica; dovevanoad esempio raggiungere un casco di banane cheera collocato fuori dalla loro gabbia. La scimmiainizialmente tentava invano di raggiungere lebanane con la mano; finché, ad un certo punto,restava del tutto immobile, senza più occuparsidell’obiettivo. 5
  6. 6. All’improvviso saltava in piedi, afferrava uno dei bastoni presenti nellagabbia e lo utilizzava per avvicinarsi il casco di banane. In altre versionidell’esperimento il casco era legato in alto e la scimmia, perraggiungerlo, sistemava una sopra l’altra una serie di casse, per poiarrampicarsi; oppure univa alcune canne di bambù per formare unbastone abbastanza lungo per raggiungere il cibo. Nel risolvere il problema le scimmie non potevano procedere per tentativi ed errori, ma erano costrette a ristrutturare i rapporti tra gli oggetti dell’ambiente, utilizzando uno di essi come “strumento” per raggiungere l’obiettivo. Questo processo di ristrutturazione dell’ambiente non avviene in modo graduale ma accade all’improvviso: è un atto di intuizione. L’insight si sviluppa solitamente attraversotre fasi: 1. preparazione (si comprende il problema e si focalizza l’obiettivo) 2. incubazione (il problema viene apparentemente accantonato, ma continuiamo a rimuginarci sopra) 3. intuizione (si scopre improvvisamente una soluzione originale)Nella nostra vita quotidiana l’intuizione ci consente di risolvere non soloproblemi pratici e concreti (come quelli proposti da Köhler alle suescimmie), ma anche problemi di tipo cognitivo (come quelli cheincontriamo spesso in geometria).L’apprendimento per insight viene chiamato anche “apprendimentoproduttivo” o “creativo”. In questo caso, infatti, chi apprende non silimita a ripetere risposte che già possiede, associandole a nuovi stimoli(come avviene con il condizionamento classico), né adottasemplicemente nuovi comportamenti perché stimolato dai premi dellosperimentatore (come accade con il condizionamento operante) eneppure assume come modello azioni compiute da altri (apprendimentosociale), ma produce in modo autonomo e creativo nuove soluzioni. 6) APPRENDIMENTO LATENTE O PER MAPPE COGNITIVE Spesso l’apprendimento non si traduce in una modificazione del comportamento visibile, ma in una trasformazione dei contenuti cognitiviTolman e Hunter condussero degli esperimenti su topi nei labirinti.In uno di questi esperimenti divisero i topi in tre gruppi. - Il primo gruppo trovava sempre in una stanza del labirinto (chiamata “food-box”) del cibo. Ogni volta che i topi di questo gruppo venivano rimessi nel labirinto impiegavano sempre meno 6
  7. 7. tempo a raggiungere la food-box (questa non è altro che una forma di condizionamento operante). - Il secondo gruppo non trovava mai del cibo. Ogni volta che l’esperimento veniva ripetuto il tempo impiegato per raggiungere la food-box era più o meno sempre lo stesso. - Il terzo gruppo per le prime 10 volte non trovava nulla. Dall’undicesima volta, invece, veniva inserito il cibo nella food- box. Da questo momento in poi i topi raggiungevano la food-box molto più rapidamente dei topi del primo gruppo.Evidentemente, affermò allora Tolman, i topi del terzo grupporiuscivano ad accelerare i loro tempi di apprendimento perché le prime10 volte, anche se non erano stimolati dal cibo, si erano comunqueformati, grazie all’esperienza, una mappa mentale del labirinto.Dunque avevano sviluppato una forma di apprendimento “latente”,cioè “nascosto”, che non si era tradotto immediatamente in unamodificazione del comportamento; ma appena è stato introdotto unpremio, hanno utilizzato la loro conoscenza del labirinto perraggiungere più rapidamente la food-box. 7) APPRENDIMENTO AD APPRENDERE Ogni volta che impariamo qualcosa di specifico apprendiamo anche tecniche e strategie per apprendere in generaleGli psicologi Rogers e Harlow ritengono che più che apprenderesingole nozioni, è essenziale per noi imparare ad imparare, ossiaassumere una serie di tecniche in grado di facilitare l’acquisizione dinuove conoscenze e capacità. 7

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