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Ldb Stress Da Terzo Settore_Finazzi
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Ldb Stress Da Terzo Settore_Finazzi

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  • Totale 32 slide :
    Contesto 5 slides
    Processo e Fasi Risorse Umane 11 slides
    Fattori chiave ed errori da evitare nella Gestione Risorse Umane 4 slides
    Risorse & Approvvigionamenti 3 slides
    Fattori chiave ed errori da evitare nell’approvigionamento 2 slides
    Sommario 4 slides
    Principio guida:
    la slide deve fare da “titolo” di un capitolo, l’ attenzione deve ritornare alla relazione con il docente molto presto, la slide e’ un supporto all’ esperienza trasmessa e non il contrario
  • Progettare è articolare il pensiero e l’azione:
    Scomporre un’unità in elementi di analisi finiti
    Correlare le parti secondo nessi di causa e effetto
    Stabilire nessi tra ciò che precede e ciò che segue…
    Tutto ciò significa istituire un insieme di rimandi significativi e correlazioni che definiscono una totalità
    Scomporre un’unità in elementi finiti o comunque più piccoli
    Correlare le parti secondo nessi di causa e effetto
    Stabilire nessi tra ciò che precede e ciò che segue…
    istituire un insieme di rimandi e correlazioni di elementi che coerendo tra di loro definiscono una totalità autonoma e sensata
  • Possiamo definire un progetto sociale come:
    Un flusso di attività…
    all’interno di un tempo definito e con risorse assegnate limitate…
    tese a produrre un determinato cambiamento desiderato
    Nella gran parte dei casi i progetti sociali puntano a produrre dei cambiamenti nei contesti in cui vengono attuati!
  • L’analisi dei problemi (anche detta analisi dei fabbisogni, o analisi del contesto) è, dal punto di vista logico, la prima fase nell’ideazione di un progetto;
    È un processo di scomposizione che tende a isolare un problema, esaminandolo anche nelle sue cause e nei suoi effetti;
    Una buona analisi consente di svolgere in modo coerente anche l’individuazione di finalità, obiettivi e risultati, secondo un approccio di traslazione logica tipica dell’AQL.
  • L’analisi dei problemi è un processo estremamente importante, da svolgere possibilmente in gruppo utilizzando la tecnica del brainstorming.
    Per elaborare il diagramma bisogna prima di tutto identificare i diversi problemi e sceglierne uno da cui partire.
    Si individua poi un secondo problema in relazione al primo e si definisce se esso sia:
    causa del primo, nel qual caso è posto graficamente ad un livello inferiore;
    effetto del primo, nel qual caso è posto graficamente ad un livello superiore;
    né causa né effetto, nel qual caso si pone sullo stesso piano.
  • Transcript

    • 1. APIS – Associazione Italiana Progettisti Sociali Laboratori dal Basso – Introduzione alla Progettazione sociale L’albero dei problemi, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder, i principali indicatori statistici Docente: Antonio Finazzi Agrò info@finazziagro.it – info@progettistisociali.it
    • 2. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Di cosa parleremo… • In questo seminario affronteremo: − L’analisi dei contesti territoriali e comunitari secondo la scomposizione logica in cause ed effetti (albero dei problemi); − L’ideazione e formulazione di progetto secondo l’Approccio del Quadro Logico (Logical Framework Approach) − La teoria degli stakeholder e la mappa degli stakeholder − I principali indicatori statistici utilizzati nella descrizione di un contesto • Alla fine del modulo avremo appreso: − A utilizzare strumenti logici per la scomposizione logica di un contesto dato per cause ed effetti primari, e a indirizzare coerentemente gli obiettivi le finalità e i risultati di un intervento sociale; − A strutturare l’ideazione di progetto mediante una matrice logica, detta Logical Framework Approach; − Ad analizzare e definire la rete dei portatori di interesse di un intervento sociale e a valorizzarne gli apporti.
    • 3. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Che cos’è progettare? • Scomposizione in elementi finiti • Nessi temporali tra ciò che precede e ciò che segue… • Questi elementi coerendo tra di loro definiscono una totalità autonoma e sensata B Nessi logici di causa e effetto • A D C E
    • 4. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Il Progetto in ambito sociale • Un progetto sociale è: − Un flusso di attività… − all’interno di un tempo definito e con risorse assegnate limitate… − tese a produrre un determinato cambiamento desiderato T0 Risorse T1 Risorse T2 Risorse T3 Cambiamento
    • 5. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Il concetto e l’approccio del Quadro Logico • L’Approccio del Quadro Logico è il principale strumento usato nella progettazione, in particolare nelle fasi di Identificazione e Formulazione. • Usare l’AQL nell’Identificazione assicura la pertinenza dell’idea-progetto. Nella Formulazione, l’uso dell’AQL assicura la fattibilità e la sostenibilità del progetto. • Vi sono due stadi fondamentali nell’uso dell’Approccio del Quadro Logico: − Stadio 1 – la fase di Analisi durante la quale si analizza la situazione di partenza, si sviluppa una visione del futuro desiderato e si determinano le strategie per realizzarla. − Stadio 2 – la fase di Progettazione durante la quale l’idea progetto è sviluppata nei suoi dettagli operativi.
    • 6. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Da dove partire? Identificare i problemi • isolare un problema… • esaminandolo anche nelle sue cause … • e nei suoi effetti.
    • 7. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder La rete dei problemi • • D Identificare i diversi problemi e sceglierne uno da cui partire. individuare un secondo problema in relazione al primo, definendo se è: − causa del primo A Problema D C B − effetto del primo Questo lavoro deve essere effettuato in gruppo A C − né causa né effetto • B Problem a Problem a
    • 8. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Elevati tassi di mortalità materna e infantile Elevati tassi di infezione nei neonati e bambini Basso livello di nutrizioni di neonati e bambini Effetti Elevati tassi di infezioni neonatali e post-partum Elevata incidenza di gravi complicazioni alla nascita Pochi bambini e neonati vaccinati Complicazioni alla nascita diagnosticate in ritardo o non diagnosticate Bassi livelli di igiene e cura sanitaria Bassa frequentazioni delle cliniche rurali Scarsità di medicinali Pressioni commerciali ad usare surrogati del latte materno Scarsa disponibilità stagionale di cibo ad alto contenuto proteico Titubanza delle madri nel frequentar e le cliniche Scarsa e inadeguata copertura territoriale delle cliniche Personale non adeguatamente formato Cause Fonte: Formez, Project Cycle Management – Manuale per la Formazione, 2002
    • 9. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder La costruzione di un albero dei problemi • Enunciare e scrivere i problemi dal punto di vista di chi li vive • Provare a ordinare i diversi problemi rispondendo a queste due domande: perché? e quindi? • Disporre i problemi secondo un ordine ad albero causa-effetto Effetti Problema centrale Cause
    • 10. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Il Diagramma di Ishikawa o Diagramma a lisca di pesce • Molto simile all’abero dei problemi, e forse più semplice da utilizzare in sessioni di brainstorming coi propri colleghi e con gruppi di beneficiari, è il Diagramma di Ishikawa; • Il diagramma di Ishikawa nasce per analizzare le problematiche di un contesto produttivo, in una logica di qualità totale. • Ora proveremo ad esercitarci …
    • 11. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder
    • 12. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Dai problemi agli obiettivi • L’analisi degli obiettivi ci aiuta…a prendere la mira! • Gli obiettivi altro non sono che i problemi, in quanto cambiamenti attesi. • infatti: − Il problema centrale traslato diviene l’obiettivo specifico; − I suoi effetti divengono le finalità del progetto; − Le sue cause divengono i risultati del progetto; − Le attività sono il complesso di iniziative necessarie a raggiungere i risultati.
    • 13. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Modello di traslazione dai problemi agli obiettivi Effetti Finalità Problema centrale Obiettivo specifico Cause Risultati Attività
    • 14. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder La logica di intervento • • • • La disponibilità delle risorse consente di effettuare le rispettive attività; l’effettuazione delle attività permette di conseguire i rispettivi risultati attesi; il conseguimento di tutti i risultati attesi permette di raggiungere l’obiettivo specifico; il raggiungimento dell’obiettivo specifico permette di contribuire al raggiungimento dell’obiettivo generale. Effetti Finalità Problema centrale Obiettivo specifico Cause Risultati Attività Risorse
    • 15. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder L’Approccio del Quadro Logico (AQL) • Il Quadro Logico consiste in una tabella, o matrice, composta da quattro colonne e, nel formato base, quattro righe: − nelle colonne s’individuano i nessi causali e logici tra le diverse misure del progetto (elementi logici, indicatori, fonti di verifica, condizioni esterne); − nelle righe ci si riferisce alla verifica, misurazione e valutazione delle condizioni di possibilità delle diverse dimensioni del progetto (finalità, obiettivi, risultati, attività ecc.);
    • 16. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder La matrice del Quadro Logico Logica di intervento Indicatori oggettivamente misurabili Fonti di verifica Condizioni Obiettivi generali Obiettivo specifico Risultati attesi Attività Risorse SE i risultati sono forniti, e le condizioni avverate, ALLORA l’obiettivo del progetto sarà raggiunto Costi Precondizioni
    • 17. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Note sull’AQL • Che il progetto possa essere generato da una matrice ci deve ricordare soprattutto una cosa: il requisito centrale del progetto è la COERENZA INTERNA. • Un progetto è in effetti una STRUTTURA, cioè una totalità organizzata di parti che coeriscono tra di loro in modo interdipendente. • Non bisogna usare il QL come una struttura fissa di procedure meccaniche, ma piuttosto come un sostegno al ragionamento. • Esso è uno strumento dinamico che deve essere riesaminato e corretto man mano che il progetto si sviluppa e le circostanze cambiano.
    • 18. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Alcuni punti importanti… • • Rispetta le fasi del CVP: prima di procedere alla formulazione, la fase da percorrere effettivamente è l’ideazione; Chiediti se ciò che hai in mente è effettivamente un progetto, se cioè: − Presenta un ciclo di attività racchiuse in un periodo di tempo finito; − Se ciò cui mette capo è effettivamente un servizio o un cambiamento sociale unici; − Se questi servizi o cambiamenti sono effettivamente ottenibili attraverso una serie di fasi collegate.
    • 19. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Alcuni punti importanti… • • • il 30% del tempo andrebbe dedicato all’ideazione! La progettazione è figlia del pensiero laterale…nasce da un’atto creativo e immaginativo! Il pensiero laterale si esercita in gruppo… L’ideale perciò è che ci si possa esercitare in gruppo sulla fase di ideazione, utilizzando alcune tecniche, p.es. il brainstorming.
    • 20. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Teoria degli stakeholder • Si fa un gran parlare nel terzo settore di stakeholder, ma … chi sono davvero gli stakeholder? Perché è necessario occuparsene in una logica di pianificazione e gestione di progetto? • Secondo Robert Edward Freeman, fondatore della teoria degli stakeholder, gli stakeholder sono tutti coloro che “potrebbero influenzare o essere influenzati dalla realizzazione degli obiettivi della società” “Nella società in generale, abbiamo un’idea di business legata soltanto agli utili e agli azionisti. Questa è la causa principale della crisi finanziaria. Abbiamo bisogno di vedere il business come legato sia agli azionisti che agli stakeholder, ai profitti e alla creazione di valore per tutti gli stakeholder”
    • 21. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Teoria degli stakeholder, teoria del cambiamento e progettazione sociale • Come possiamo definire il cambiamento sociale, cioè l’oggetto ultimo di qualunque progettualità sociale? • Il cambiamento sociale è un processo risultante da una molteplicità di azioni individuali, qualora una di queste riesca ad influenzare la maggioranza delle altre. • Nella maggioranza dei progetti, anzi forse in tutti i veri progetti, l’impatto sugli attori esterni è più importante delle attività condotte dallo staff o dal gruppo. “…Comprendo il motivo per cui Bukminster Fuller, grandissimo promotore di cambiamenti di paradigma, scelse di far scrivere questo epitaffio sulla sua tomba: “niente altro che un Trim Tab”. Un trim tab di una barca o di un aereo è un piccolo timone che fa girare il timone principale, che a sua volta fa girare tutta la barca. Gandhi era un trim tab. Luther King era un trim tab, Nelson Mandela era un trim tab. Sono certo che ci sono molti potenziali trim tab in ogni organizzazione, e nella società molte organizzazioni trim tab. Sono forme di leadership silenziose, capaci però di influenzare tutto il contesto in cui operano. Il leader trim tab prende iniziativa all’interno della sua sfera di influenza, per piccola che sia…”
    • 22. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder
    • 23. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder
    • 24. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Gli indicatori statistici • Gli indicatori statistici grossolani sono quei valori quantitativi – di tipo demografico, economico e occupazionale – in grado di offrire informazioni rilevanti rispetto a un un determinato contesto, in un disegno di ricerca sociale. • Gli indatori di cui tratteremo sono: a) indicatori demografici: Indice di vecchiaia, Indice di dipendenza, Indice di struttura della popolazione attiva, Indice di ricambio, tassi di immigrazione, di natalità, di mortalità ecc.); b) indicatori economico occupazionali: tasso di occupazione, di disoccupazione, di inoccupazione ripartiti per classi di età
    • 25. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Indice di vecchiaia • Rappresenta un indicatore dinamico in grado di stimare il grado di invecchiamento di una popolazione; valori dell’indice superiori a 100 indicano una maggiore presenza di soggetti anziani rispetto ai giovanissimi. • Si calcola con la seguente formula: IV ( Pop ≥ 65) ×100 = ( Pop ≤ 14)
    • 26. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Indice di dipendenza • L’indice di dipendenza viene considerato un indicatore di rilevanza economica e sociale. Il numeratore è costituito dalla frazione di popolazione che, a causa dell’età (troppo bassa o troppo alta) si ritiene non essere pienamente autonoma, e quindi, dipendente da altri soggetti. Il denominatore è costituito viceversa dalla fascia di popolazione che, essendo in attività, dovrebbe provvedere al sostentamento della frazione di popolazione sopra considerata.. • Si calcola con la seguente formula: Pop ≤ 14 + Pop ≥ 65 ID = ×100 15 ≤ Pop ≤ 64
    • 27. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Indice di struttura della popolazione attiva • L’indice di struttura della popolazione attiva stima il grado di invecchiamento di questa fascia di popolazione; il denominatore è rappresentato dalle 25 generazioni più giovani destinate a sostituire le 25 generazioni più anziane, anch’esse in attività al momento della stima. Un valore dell’indice inferiore a 100 indica una popolazione in cui la fascia in età lavorativa è piuttosto giovane. • Si calcola con la seguente formula: 40 ≤ Pop ≤ 64 IS = ×100 15 ≤ Pop ≤ 39
    • 28. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Indice di ricambio • L’indice di ricambio stima il rapporto tra coloro che stanno per lasciare il mondo del lavoro a causa dell’età, e coloro che vi stanno invece per entrare. Anche questo indice è connesso con la struttura economica della popolazione. Quando il valore dell’indice è molto inferiore a 100 si creano i presupposti per un aumento del tasso di disoccupazione, a causa del fatto che i pochi anziani rendono liberi solo pochi posti di lavoro al momento della loro uscita dal circuito produttivo. • Si calcola con la seguente formula: 60 ≤ Pop ≤ 64 IR = × 100 15 ≤ Pop ≤ 19
    • 29. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Indice di fecondità • L’indicatore stima il rapporto tra il numero di bambini nati vivi e il numero di donne in età feconda, (convenzionalmente ricompresa tra 15 e 49 anni). Questo indicatore assume valori elevati nelle popolazioni con alta natalità. • Si calcola con la seguente formula: Nati vivi IF = ×1000 15 ≤ Pop. femminile ≤ 49
    • 30. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Indice di carico di figli per donna feconda • Questo indicatore socio-demografico, stima il rapporto tra il numero di bambini di età inferiore a 4 anni e il numero di donne in età feconda. Il significato socio-demografico che l’indicatore esprime, consiste nella stima del carico di figli in età prescolare per donna in età fertile, cioè in un’età in cui, soprattutto nei paesi economicamente sviluppati, più elevata è la frequenza di donne lavoratrici. • Si calcola con la seguente formula: Pop ≤ 4 ICdf = × 1000 15 ≤ Pop. femminile ≤ 49
    • 31. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Indice di natalità e mortalità • Stimano il rapporto di nuovi nati e morti nell’anno sul totale della popolazione. Sono pertanto indiiatori fondamentali, insieme a quelli di immigrazione ed emigrazione, di saldo demografico. Offrono indicazioni sulla dinamica demografica di un dato gruppo o popolazione. • Formula dell’indice di natalità: Nati vivi IN = × 1000 Pop. totale • Formula dell’indice di mortalità: Morti IM = × 1000 Pop. totale
    • 32. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Indici di immigrazione ed emigrazione • Sono indicatori relativi alla dinamica demografica, in quanto insieme agli indici di natalità e mortalità offrono informazioni sul bilancio demografico (composto da saldo migratorio e saldo naturale). Non vanno confusi coi “tassi di popolazione straniera” che si riferiscono all’incidenza di popolazione straniera sul totale della popolazione residente. È interessante soprattutto effettuare ricerche longitudinali su più annualità, tipicamente su quinquenni, per verificare le tendenze in atto. • Formule: i tassi si eprimono sempre in percentuale, e sono dati da: − Indice di immigrazione: Numero immigrati I Im = × 100 Pop. totale − Indice di emigrazione: Numero emigrati IEm = ×100 Pop. totale
    • 33. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Tassi di popolazione straniera • Sono indicatori dell’incidenza di popolazione straniera sul totale della popolazione residente. • Si calcolano con la seguente formula (valida per calcolare qualunque altro tasso): Numero residenti stranieri TPS = ×100 Pop. totale
    • 34. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Tassi di occupazione, inoccupazione, disoccupazione • Il tasso di occupazione misura l’incidenza della popolazione lavorante sul totale della popolazione in età attiva (15 – 64 anni). • Il tasso di inoccupazione misura l’incidenza della popolazione che non ha un’occupazione sul totale della popolazione in età attiva (15 – 64 anni). • Il tasso di disoccupazione misura l’incidenza della popolazione lavorante sul totale della popolazione in età attiva (15 – 64 anni) e in ricerca attiva di lavoro. • Questi tassi non possono essere calcolati con strumenti economici dal singolo ricercatore/progettista partendo da dati grezzi. Sono misurati dall’ISTAT attraverso ricerche campionarie, e sono reperibili già disaggregati per macro ripartizioni territoriali e per classi di età sulle principali data warehouse (ad esempio ISTAT). Hanno valore ufficiale, e sono pubblicati con cadenza mensile a livello nazionale e con cadenza trimestrale a livello regionale; annualmente sono disponibili anche stime ufficiali per tutte le province.
    • 35. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Dove reperire le informazioni? • http://dati.istat.it: è una vera “miniera” di informazioni. È possibile reperire una grande quantità di dati e informazioni, ripartiti a vario livello e secondo diversi segmenti, sui principali ambiti di indagine (salute, economia, povertà, demografia, lavoro e disoccupazione, struttura e competitività del sistema delle imprese ecc.). In molti casi è possibile esportare direttamente grafici e tabelle. • http://demo.istat.it: è un data warehouse specializzato sulla sola demografia. Troviamo informazioni sulla popolazione e le dinamiche demografiche a livello ripartizionale comunale. È possibile esportare direttamente in excel le tabelle. • http://excelsior.unioncamere.net: è una banca dati delle Camere di Commercio che ricostruisce annualmente e trimestralmente il quadro previsionale della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese, fornendo indicazioni di estrema utilità soprattutto per supportare le scelte di programmazione della formazione, dell’orientamento e delle politiche del lavoro. È valida soprattutto a livello previsionale circa i saldi di posti di lavoro. • http://www.google.com/publicdata/directory: su Google sono pubblicati dati aggregati dalle principali data warehouse mondiali: FMI, Banca Mondiale, OCSE. Sono dati utili in ambito di progettazione europea e cooperazione allo sviluppo, disaggregati a livello ripartizionale nazionale. • http://stats.oecd.org: del tutto simile a http://dati.istat.it, fornisce dati sui paesi OCSE ripartiti a livello nazionale.
    • 36. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder “Sia grazia essere qui, nel giusto della vita, nell’opera del mondo. Sia così” Mario Luzi, Augurio «L’importante è imparare a sperare. Il lavoro della speranza non è rinunciatario perché di per sé desidera aver successo invece che fallire. Lo sperare, superiore all’aver paura, non è né passivo come questo sentimento né, anzi meno che mai, bloccato nel nulla. L’affetto dello sperare si espande, allarga gli uomini invece di restringerli, non si sazia mai di sapere che cosa internamente li fa tendere a uno scopo e che cosa all’esterno può essere loro alleato. Il lavoro di questo affetto vuole uomini che si gettino attivamente nel nuovo che si va formando e cui essi stessi appartengono» (Ernst Bloch, Il Principio Speranza)
    • 37. L’analisi dei contesti, l’approccio del quadro logico, la mappa degli stakeholder Grazie per l’ascolto! Associazione Italiana Progettisti Sociali www.progettistisociali.it