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  • Archivi nazionali: Cineteca Nazionale, Roma; Collezioni generali: Cineteca Italiana di Milano, Cineteca del Comune di Bologna; Cineteche regionali: Cineteca Italiana di Milano, Cineteca del Friuli, Cineteca Sarda; Cineteche municipali: Cineteca del Comune di Bologna; Collezioni specializzate: Aamod; Filmoteca Vaticana; Istituto Luce; Musei del Cinema: Museo del Cinema di Torino, Museo Interattivo del Cinema nell’ambito della Cineteca Italiana di Milano
  • Goebbels: gerarca nazista, fu ministro dal ‘33 al ‘45. Lo creò dopo l’emanazione di un decreto in cui si vietava l’esportazione o la distruzione di “qualsiasi negativo di film a soggetto, culturale, didattico, pubblicitario o di attualità, muto o sonoro”
  • Nel 2008 è diventata “Università Statale Pan-Russa di Cinematografia” intitolata a S.A. Gerasimov, regista e attore russo. Prestigiosa, la più antica del mondo (1919)
  • Il MOMA nasce nel 1929. Attualmente, la raccolta comprende i negativi di molti celebri lungometraggi come Quarto potere e La donna che visse due volte, ma sono presenti anche lavori meno popolari e convenzionali come le 8 ore di Empire (1964) di Andy Warhol o Summer 70 dell’italiano Paolo Isaja
  • Dopo alcuni anni spesi a recuperare vecchie copie di film, Langlois e Franju crearono nel 1935 il cineclub. Tuttora è un’associazione privata in larga parte finanziata dallo stato. Oltre ai film, la Cinémathèque collezionava tutto ciò che aveva a che fare col cinema: cineprese, manifesti, pubblicazioni, costumi e anche scenografie dei film
  • Costituita nel 1947, diventa fondazione nel 1996 sotto la presidenza di Gianni Comencini
  • Secondo le cronache dell’epoca, la vicenda fu oggetto di una relazione da parte di Francesco Pasinetti durante il Festival Cinematografico Retrospettivo del 1945 (al teatro Quirino), occasione in cui furono proiettati i pochi film superstiti (forse nascosti intenzionalmente)
  • Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, A. De Gasperi, con delega al cinema
  • La Cineteca Nazionale ne ha 46.000
  • http://www.cinetecadibologna.it/archivio/01film/lista_restaurati.pdf
  • Transcript

    • 1. Gli archivi audiovisivi in Italia: panoramica storica delle principali strutture di conservazione dei documenti audiovisivi Il fenomeno della moltiplicazione degli archivi audiovisivi: problematiche di gestione e di valorizzazione dei patrimoni A cura di Serena Barela 1
    • 2. Tipologie di archivi di film (da P. Cherchi Usai, La cineteca di Babele, in G.P. Brunetta, a cura di, Storia del cinema mondiale, 5, Teorie, metodi, strumenti, Einaudi 2001) • • • • • • • Archivi nazionali Collezioni generali Cineteche regionali Cineteche municipali Collezioni specializzate Cineteche universitarie Musei del Cinema 2
    • 3. Prime raccolte di film in Europa e negli USA (anni ’10 - ’20) • Stavanger (Norvegia), 1910; • Bruxelles (Museo del Congo e Istituto di Sociologia); • Praga, Museo della Tecnologia (al cui interno nel 1923 si costituisce un dipartimento di fotografia e cinema); • Vienna, 1912: si costituisce un Museo del Cinema (raccolta di film, proiettori e macchine da presa); • Notizie della costituzione di raccolte, negli anni successivi, a Berlino, Amburgo, Madrid (Ufficio nazionale del registro), e alla New York Public Library 3
    • 4. Prime raccolte di film in Europa e negli USA (anni ’10 - ’20) • Londra: alla fine della Prima Guerra mondiale si costituisce una raccolta di pellicole a soggetto militare presso l’Imperial War Museum; • Copenhaghen, 1913: si costituisce l’Archiv for Films or Fonogrammer: raccolta di documenti filmati relativi a personaggi di rilievo della vita culturale danese e all’immagine della città 4
    • 5. Prime raccolte di film in Italia (anni ’10 -’20) • Notizia di un Archivio Nazionale della Cinematografia a cui aderiscono diversi produttori italiani consorziati • Notizia di una raccolta di film a soggetto religioso al Museo Vaticano di Roma 5
    • 6. Gli anni ’30: la nascita delle prime istituzioni nazionali e la formazione dei “modelli” 6
    • 7. 1933, Parigi: Cinémathèque Nationale, un’esperienza fallimentare • 1) 2) 3) 4) • Costituita dallo stato francese in seguito all’appello, lanciato da un giornale di cinema, per il salvataggio dei film “di repertorio”, basato sulle seguenti istanze: acquisire tutti i film considerati di valore, senza distinzioni geografiche, ideologiche o stilistiche; creare un deposito permanente per gli elementi di conservazione e per tutti gli oggetti legati al cinema; istituire una sala per l’educazione alla storia del cinema; incoraggiare l’accesso da parte di studiosi e specialisti L’istituzione non è all’altezza dei presupposti e non decolla 7
    • 8. 1933: Stoccolma, Svenska Filmfundet • È la prima cineteca nel senso moderno del termine, cioè istituzione che si fa carico di raccogliere i film in quanto tali (in precedenza le collezioni avevano avuto una finalità utilitaristica: film a soggetto militare, religioso, documentario, etc..) • Acquista particolare impulso ed efficienza nel 1935 con l’ingresso di Einar Lauritzen e Gunnar Lundquist, due appassionati di cinema che svolgono un ruolo decisivo nella definizione della sua fisionomia 8
    • 9. 1934: Berlino, Reichsfilmarchiv • Creato su impulso di Joseph Goebbels, ministro della Propaganda del Terzo Reich 9
    • 10. 1934, Mosca, Scuola statale di cinema - VGIK • Collezione di film per motivi didattici, da cui scaturirà il Gosfilmofond, l’archivio di film nazionale. • La collezione esclude i documentari (la loro raccolta verrà affidata ad un altro archivio statale, nella città di Kransnogorosk) 10
    • 11. 1934, Londra: British Film Institute / Film Library (poi National Film Archive) • Nasce come istituzione pubblica creata dalla Camera dei Comuni, a seguito di un rapporto redatto da una commissione per i film educativi e culturali, del giugno 1932, dal titolo The Film in National Life, in cui veniva raccomandata la creazione di un Film Institute nazionale • Dal ‘34 (aveva 24 anni) fino alla morte nel ‘73 ne è responsabile Ernest Lindgren, uno dei fondatori del movimento cinetecario internazionale. Egli adottò un approccio selettivo, a differenza di Langlois che accumulava ogni possibile film 11
    • 12. 1935, New York: Museum of Modern Art • Alle sezioni classiche del museo (pittura, scultura, etc..) viene affiancato il dipartimento cinema, sotto la guida di Iris Barry e del marito John Abbott. • È la prima istituzione “cinetecaria” in cui si tengono cicli di proiezioni 12
    • 13. 1936, Parigi, Cinémathèque Française • Viene costituita come associazione privata senza fini di lucro da due giovani cinefili, Henri Langlois e Georges Franju. • Costituisce lo sviluppo di un cinéclub, Le cercle du cinéma ed ha come principale finalità la programmazione dei film per educare al cinema 13
    • 14. 1938: a Parigi viene fondata la Fédération Internationale des Archives du Film 14
    • 15. I fondatori della FIAF • La FIAF, organismo sovranazionale e apolitico, viene fondata su iniziativa dei rappresentanti delle principali istituzioni cinetecarie nazionali allora esistenti: 1) Museum of Modern Art (Iris Barry e John Abbott) 2) National Film Library (Olen Vaughan) 3) Reichsfilmarchiv (Frank Hensel) 4) Cinémathèque Française (Henry Langlois) 15
    • 16. FIAF: principi base • Coordinamento dell’attività delle istituzioni che in ciascun paese hanno il compito della salvaguardia dei film; • Aiuto alla creazione di archivi di film; • Sviluppo della cooperazione tra cineteche, per favorire lo scambio di materiali e le ricerche storiche sulle immagini in movimento; • Incoraggiamento alla raccolta e alla conservazione anche dei materiali cd. “non film” 16
    • 17. Ruolo della Fiaf rispetto all’industria cinematografica La costituzione di una Federazione mondiale di archivi di film risponde ad una duplice esigenza: • di protezione rispetto all’ostilità delle case di produzione e degli aventi diritto, proprietari del bene-film, in grado di ostacolare o impedire l’attività delle cineteche a causa di pratiche di acquisizione non sempre allineate alle leggi del mercato cinematografico; • di legittimazione del ruolo delle cineteche per la salvaguardia dei film. Da ciò consegue il principio fondamentale dello statuto costitutivo della Fiaf: la totale negazione dei fini di lucro nell’attività delle cineteche aderenti 17
    • 18. La “costituzione” e le regole della FIAF Condizione per l’ammissione di un archivio di film: che non svolga attività a fine di lucro e che consacri una determinata percentuale del proprio budget alla preservazione / restauro del patrimonio cinematografico • Statuto • Codice etico • Regole di riferimento per la conservazione, trattamento, catalogazione dei materiali filmici 18
    • 19. La FIAF oggi: www.fiafnet.org • Affiliati: più di 150 archivi che rappresentano oltre 77 nazioni. • Tre commissioni operative: Tecnica, Documentazione e Catalogazione, Programmazione e Accesso alle collezioni • Attività scientifica ed editoriale 19
    • 20. Gli anni ’30: i primi archivi di film in Italia 20
    • 21. Milano, 1935: collezione privata di Mario Ferrari • Nasce dall’iniziativa di un gruppo di giovani intellettuali cinefili, alla testa dei quali Mario Ferrari, Luigi Comencini, Alberto Lattuada e il musicologo Luigi Rognoni. • Una particolare attenzione è riservata al cinema muto. • Iniziano con proiezioni domestiche alla presenza di gruppi di amici cinefili, per poi passare alle proiezioni settimanali preso l’O.N.D. (Opera nazionale dopolavoro). • E’ il nucleo della futura Cineteca Italiana 21
    • 22. 1935-1943, Cineteca del Centro Sperimentale di Cinematografia • Nell’ambito della scuola di cinema, istituita su iniziativa del governo fascista sul modello del VGIK sovietico, viene creata una collezione di film da utilizzare per fini didattici. • E’ il nucleo della futura Cineteca Nazionale (che verrà istituita per legge nel 1949): sopravvive ed è in uso fino al novembre 1943 quando la collezione di film viene trafugata dai nazisti e, con tutta probabilità, trasferita in Germania. • Dai documenti d’epoca, risulta che nel 1943 la collezione era costituita da circa 170 titoli, tra i quali Rotaie di Mario Camerini (1929), Sinfonia Nuziale di Eric von Stroheim (1928), Tabù di F.W. Murnau (1931), La corazzata Potemkin di S. M. Eisenstein e il mitico Sperduti nel buio di Nino Martoglio (1914) 22
    • 23. L’Italia del dopoguerra • 1945-1949: diatriba sulla costituzione di una “cineteca nazionale”, con due possibili destinazioni, la Cineteca Italiana di Milano e il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma 23
    • 24. 1949: viene istituita per legge la Cineteca Nazionale • Legge 958/1949, art. 33 (Disposizioni per la cinematografia, cd. Legge Andreotti): • istituisce la Cineteca Nazionale nell’ambito del Centro Sperimentale di Cinematografia e introduce, presso la stessa, il deposito legale (seppur facoltativo) dei film di lungo e corto metraggio prodotti in Italia. • Nello stesso anno la Cineteca Nazionale aderisce alla FIAF 24
    • 25. La Cineteca Nazionale: 1965, legge 1213, art. 43 • • • • Rende obbligatorio il deposito legale e regolamenta l’impiego delle copie in tal modo acquisite dalla Cineteca Nazionale: Comma 2: “Le copie di film di lungometraggio, di cortometraggio e di attualità presentate al Ministero del Turismo e dello Spettacolo per l’ammissione alle provvidenze di legge, restano acquisite, in caso di ammissione, da parte del Ministero stesso e da questo consegnate alla Cineteca nazionale.” Comma 4: “La Cineteca nazionale può avvalersi delle copie di cui al secondo comma, o di altre copie stampate a sue spese, per proiezioni a scopo culturale e didattico, e al di fuori di ogni finalità commerciale, organizzate direttamente o in collaborazione con i circoli di cultura cinematografica o con altri enti a carattere culturale, trascorsi 5 anni dall’avvenuta consegna. Comma 6: “Il patrimonio filmico della Cineteca nazionale è di pubblico interesse” 25
    • 26. Attuale inquadramento legislativo: d.l. 32/2004 (con cui viene ripristinato il nome Centro Sperimentale di Cinematografia dopo una parentesi di 7 anni con la denominazione Scuola Nazionale di Cinema) • “Art. 4, comma 3: “La Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, tramite la Cineteca nazionale, provvede alla raccolta delle opere della cinematografia nazionale, alla loro conservazione e, ove occorra, al loro restauro, anche con la ricerca di tecnologie più avanzate; provvede alla conservazione dei negativi delle opere filmiche nei casi previsti dalla legge; cura la raccolta e la conservazione di opere della cinematografia internazionale; svolge azione di coordinamento sul territorio nazionale con le cineteche che ricevono sostegni e contributi pubblici, e azione di raccordo con le rimanenti; […] 26
    • 27. Incremento delle collezioni e criteri di acquisizione dell’archivio filmico della Cineteca Nazionale • Deposito legale ex l. 1213/1965, art. 43 e successive modificazioni (produzione e co-produzione nazionale) • Acquisizione secondo altre disposizioni di legge (es. il cd. premio di Qualità e gli effetti della legge 379/80, riguardante i diritti e i materiali dei film finanziati ex art. 28 della legge 1213/1965) • Attività di restauro, preservazione e ristampa • Doni o acquisti di fondi o collezioni • Scambi con altre Cineteche FIAF • Depositi fiduciari di terzi (autori, collezionisti, laboratori di sviluppo e stampa, case di produzione) 27
    • 28. La Cineteca Nazionale: principali collezioni dell’archivio film • • • • • • Cinema muto: fondo Maltese, collezione Ghezzi-Germani, fondo AIRSC (Associazione Italiana per le Ricerche sulla Storia del Cinema). Cinema ani’30 – ‘50: fondo Enic (fallimento Ente Nazionale Industrie Cinematografiche); fondo Lux Film (corrisponde quasi totalmente alla produzione della Lux film, attualmente di proprietà della Cristaldi Film); fondo Transit Film (film di produzione Scalera, anche questi ora di proprietà Cristaldi Film); fondo Technospes (fallimento del laboratorio omonimo, con deposito presso la CN dei materiali conservati nel loro magazzino conto terzi: copre un arco cronologico vastissimo, dai primi anni ’30 agli anni ‘60); Cinema anni ’60 in poi: fondo Microstampa (affidamento alla CN del magazzino conto terzi dell’omonimo laboratorio di sviluppo e stampa: cd. produzioni minori,non fiction, pubblicità, tv, etc..); fondo Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro (collezione copie proiettate e acquisite dalla Mostra); fondo documentari ONU Cinema industriale: fondo Montedison (affidamento dell’intero archivio dei filmati industriali della Montecatini – anni ’20 - e della Edisonvolta – anni ’50 e ’60 -, fino alla fusione in Montedison: destinato ad essere acquisito dal costituendo Archivio del Cinema di Impresa di Ivrea, archivio parallelo alla Cineteca Nazionale, sempre nell’ambito del CSC) Collezioni personali di alcuni registi: Luciano Emmer, Michelangelo Antonioni, Francesco Rosi, Florestano Vancini, Gianfranco Mingozzi. Collezioni particolari: realizzazioni e saggi di diploma degli allievi del CSC, deposito fiduciario del Ministero degli Affari Esteri (ampia collezione di opere del cinema italiano, dagli anni ’30 agli anni ’80, di lungo e cortometraggio) 28
    • 29. La Cineteca Nazionale: attuale consistenza dell’archivio film (per il Fiaf Statistical Report) • 45.950 titoli • 56.250 “unità” filmiche = 265.630 scatole • supporti: circa il 12 % su pellicola nitrato, l’80 % circa su acetato di cellulosa, il resto su poliestere (relativamente ai film prodotti, stampati o restaurati negli ultimi 10 anni) • formati: prevalenza del 35 mm, a seguire il 16 mm; sono presenti anche materiali in 8mm, Super8, 9,5mm, 17,5 mm (colonna mezza banda) e 70 mm; • supporti digitali (solo suono, colonne riversate e restaurate in digitale): dischetti magnetico ottici, CD, DAT, DA88 29
    • 30. Il patrimonio della Cineteca Nazionale è costituito da altri due ulteriori archivi: • Fototeca / Manifestoteca: collezione di circa 1.300.000 foto di soggetto cinematografico (foto di scena, foto da film, ritratti) e 50.000 manifesti. Per questo archivio nel 2000 è intervenuta la dichiarazione di pubblico interesse intervenuta da parte della Soprintendenza Archivistica del Lazio). • Videoteca: costituita da circa 2500 titoli distribuiti in 3200 unità (dato aggiornato al dicembre 2004), su differenti formati: VHS, SuperVHS, U-matic, Bvu, 1", Betacam, Betacam-SP, DVD). E’ destinata alla consultazione in sede. Il catalogo completo dei titoli disponibili è consultabile in sede (in parte on-line nel sito 30 internet www.csc-cinematografia.it)
    • 31. Gli altri archivi del CSC: i fondi della Biblioteca Chiarini • Deposito legale delle sceneggiature (dal 1965) • Pressbook • Fondi cartacei relativi a case di produzione (Rizzoli), agli archivi personali di studiosi (Aristarco), registi (Carpi, De Santis, Rossellini), musicisti per il cinema (Savina), tecnici e maestranze (Appierto, Serafin, Berselli), alti dirigenti istituzionali (Freddi, Montesanti), etc   31
    • 32. Le attività della Cineteca Nazionale (1) Archivio film Inventario • Catalogazione • Analisi tecnica dei materiali e verifica dello stato di conservazione • Preservazione, restauro, ristampa • 32
    • 33. Le attività della Cineteca Nazionale (2) Diffusione culturale • Prestito culturale dei film a circoli del cinema, istituzioni culturali, festival, in Italia e all’estero: il catalogo dei titoli disponibili è consultabile on line nel sito ed è costituito da 2100 titoli, corrispondenti ai film di cui sono state stampate matrici di preservazione. • Programmazione sala cinematografica della CN (Sala Trevi) 33
    • 34. Le attività della Cineteca Nazionale (3) Accesso alle collezioni Consultazione in sede da parte di studenti, studiosi e utenza di vario genere: · in moviola (copie 35 mm film dei film in catalogo) · in videoteca Accesso ai materiali: • agli aventi diritto (società produttrici o subentrate nei diritti di sfruttamento economico che chiedono di poter disporre di copie o di materiali restaurati per lo svolgimento delle proprie attività: es. come materiale di partenza per la realizzazione di home video) • a “terzi” per il riuso: es. società di produzione cinematografica o televisioni che chiedono di poter usare brani per film di montaggio, come repertorio, etc… L’accesso deve essere sempre autorizzato dagli aventi diritto perché la CN non dispone, se non in alcune isolate eccezioni, dei diritti sui film 34
    • 35. La Cineteca Italiana di Milano • Si costituisce ufficialmente nel 1947. • Aderisce ufficialmente alla Fiaf nel 1948. • Nel 1996 acquisisce lo status giuridico di Fondazione della Regione Lombardia. • Forte incremento alle collezioni costituito, oltre che dall’acquisizione di fondi, dal recupero delle copie destinate al macero alla fine della distribuzione commerciale (cfr. i documentari realizzati dalla Cineteca Italiana: Il museo dei sogni, di Gianni Comencini, 1949, e Due dollari al chilo, di P. Lipari, 2000, scritto e sceneggiato da Gianni Comencini e Matteo Pavesi) 35
    • 36. La Cineteca Italiana di Milano: l’archivio film Circa 15.000 titoli (cinema italiano e mondiale), di cui una parte consistente su nitrato soprattutto in formato 35mm (molti negativi originali dalle origini del cinema agli anni cinquanta tra cui l'importante fondo Pittaluga). Costituisce uno dei più importanti “giacimenti” di nitrato d’argento al mondo (circa 8000 titoli). • • Molti materiali in 16 mm (tra cui il fondo donato da Mario Soldati) Materiale video: Vhs, U-Matic, Beta Sp, Digital Beta. • Fondi più importanti: collezioni Alberto Lattuada e Luigi Comencini, che comprendono film, soggetti, sceneggiature, materiale fotografico e bibliografico; di più recente acquisizione: fondo Augusto Tretti, Bruno Bozzetto (intera produzione), fondo Pagot (animazione anni ’50 e ’60) e il fondo Eriprando Visconti. Collezioni personali di registi: Silvio Soldini, Gianni Amelio, Giovanni Maderna e l'artista Cioni Carpi • 36
    • 37. La Cineteca Italiana di Milano: le attività Archivio film: • • • Analisi tecnica e verifica delle condizioni di conservazione dei materiali Catalogazione Preservazione e restauro (collaborazione con le cineteche Fiaf; cfr. sezione restauri nel sito web www.cinetecamilano.it) Diffusione culturale • • Eventi e manifestazioni a Milano e regione Programmazione sala cinematografica Museo del Cinema • Costituito nel 1987 da Gianni Comencini e Walter Alberti, con pellicole ed apparecchi dei fratelli Lumière, disegni e manoscritti di Georges Méliès, film e proiettori del cinema milanese, italiano ed internazionale; giochi ottici e ai diversi apparecchi del precinema, come le Lanterne magiche, il 37 Fenachistiscopio e il Pantoscopio
    • 38. Il Museo Nazionale del Cinema di Torino • Fondato nel 1941 dalla studiosa e collezionista Maria Adriana Prolo (partecipa alla fondazione anche Giovanni Pastrone, il regista di Cabiria). • Nel 1953 viene costituito come associazione culturale ed entra a far parte della FIAF. • Nel 1992 diviene Fondazione grazie al sostegno della Regione Piemonte, del Comune di Torino, della Provincia di Torino, della Cassa di Risparmio di Torino e dell'Associazione Museo Nazionale del Cinema. • Nel luglio 2000 viene inaugurato lo spazio museale vero e proprio, allestito in maniera spettacolare dall’architetto François Confino, tornando all’antica sede, la Mole Antonelliana 38
    • 39. Il Museo Nazionale del Cinema: collezioni “non film” Archeologia del cinema (cd. “precinema”) • • Collezione Maria Adriana Prolo: 3500 unità costituite da lanterne magiche, vetri per lanterna magica, diversi modelli di scatole ottiche del sec. XVIII, vedute ottiche, documenti relativi allo sviluppo e alla diffusione degli spettacoli ottici (stampe, dipinti, disegni, ceramiche, ventagli e un significativo nucleo di manifesti che pubblicizzarono gli spettacoli precedenti la nascita del cinema) Collezione Barnes (fratelli inglesi): 2800 unità: 100 lanterne magiche e più di 2.000 vetri da proiezione, materiali dedicati ai primi esperimenti sul movimento. Storia della fotografia • • Documenti fotografici: 130.000 unità Apparecchi e accessori: 1.800 unità Manifesti di cinema • Circa 300.00 unità (di grande rilievo la collezione relativa al cinema muto: più di 200 pezzi tra produzioni estere e italiane, in particolare cinema muto torinese ("Cabiria", "Il fuoco","Il guanto") e romano (tra cui "Tosca", "Assunta Spina", "Thais”). Fotografie di cinema • 71.000 unità (di cui 15.000 immagini del periodo del muto con preziosi fondi quali il fondo Ambrosio, Pastrone, Grammatica, Bonifanti, Vitrotti, Frusta e Tomatis). Materiali di scena: 800 unità: es. costumi, figurini, la collezioni di bozzetti scenografici, oggetti di set, etc.. Apparecchi e accessori: 650 unità (cineprese, proiettori, attrezzature da laboratorio) 39
    • 40. Il Museo Nazionale del Cinema: l’archivio film • Cinema muto: Fondo Maria Adriana Prolo (387 tra cortometraggi e lungometraggi, in particolare di produzione torinese, Itala Film e Ambrosio); Fondo Giovanni Pastrone; fondo Desmet, acquisito dal Nederlands Film Museum, relativo alla prima produzione torinese per l'estero (es. le comiche di Cretinetti e Polidor). • Cinema sonoro: donazione Luis Bogino e fondo Giacotto (filmati amatoriali sulla città di Torino tra gli anni '20 e gli anni '60); donazione 20th Century Fox (95 film); fondo Anger (film dell'avanguardia americana), donazione Cinémathèque Française (comprende opere realizzate fra gli anni ’60 e ’90 da autori come Jean Renoir, Claude Chabrol, Alain Resnais, e Krzysztof Kieslowski); fondo Dziga Vertov (8 titoli, tra cui anche i muti, realizzati tra il 1919 e il 1930) 40
    • 41. La Cineteca del Comune di Bologna • Il nucleo fondante nasce negli anni ’60 nell’ambito del Festival del Cinema Libero di Porretta Terme (Zavattini). • Nel 1985 viene costituita come istituzione comunale autonoma. • Nel 1989 diviene membro effettivo della FIAF • Duplice valenza: locale (molteplici attività, ad es. il progetto Per Conservare la Memoria Visiva EmilianoRomagnola) e internazionale (contatti e collaborazioni con le maggiori cineteche FIAF) • Particolare impulso alla raccolta, alla valorizzazione e al restauro cinematografico (anche grazie alla creazione del laboratorio di restauro cinematografico L’Immagine Ritrovata) 41
    • 42. La Cineteca del Comune di Bologna: l’archivio film (da www.cinetecadibologna.it) Circa 40.000 elementi, in 35 e 16 mm, lungo tutto l’arco della storia del cinema; Principali collezioni: • cinema muto italiano (circa 400 titoli); • classici della storia del cinema (es. Nosferatu e Faust di Murnau, Diario di una donna perduta di Pabst, Vampyr di Dreyer); • cinegiornali e documentari italiani, dai primi del Novecento ad oggi; • cinema "popolare" italiano (dagli anni Trenta agli anni Sessanta), con particolare attenzione alle opere di Cottafavi, Bava, Gallone, Guazzoni, Freda; • cinema sovietico (la più importante raccolta fuori dalla Russia, oltre 1000 titoli, dai classici degli anni Venti alle opere del disgelo, dai film stalinisti a quelli del dissenso degli anni Settanta e Ottanta). • • • Principali fondi: fondo Tortolina (1300 titoli) fondo Vallero (circa 2500 titoli) 42
    • 43. La Cineteca del Comune di Bologna: gli altri archivi Archivio grafico: 200.000 manifesti cinematografici di vario formato e diversa nazionalità (fotobuste, locandine, manifesti), brossure e guide pubblicitarie (3000 pezzi), francobolli dedicati al cinema (centinaia di serie, di interni postali, di buste first day, ecc.),150 caricature originali degli anni ’40 e ’50 (a matita, china, acquerello) e una serie di copertine di dischi. Archivio fotografico: oltre un milione di immagini: • • Sezione Cinema: oltre 250.000 fotografie di scena e di lavorazione, ritratti di attori e registi. Sezione Bologna: 800.000 immagini, realizzate tra il 1873 e il 2000. Fondi cartacei • • Archivio Chaplin (collaborazione dal 1999 con l’Association Chaplin) Centro Studi - Archivio Pier Paolo Pasolini, donato nel 2003/2004 dall’Associazione "Fondo Pier Paolo Pasolini" di Roma, fondata e presieduta da Laura Betti, scomparsa nel 2004 43
    • 44. La Cineteca del Comune di Bologna: le attività Preservazione e restauro in collaborazione con le principali cineteche FIAF (elenco dei film restaurati dal 1992 a oggi nel sito web), con le lavorazioni svolte direttamente presso il laboratorio della cineteca, (L’immagine ritrovata). Diffusione culturale • Organizzazione del festival Il Cinema Ritrovato (la prima edizione nel 1986, nell’ambito della XV Mostra del Cinema libero): manifestazione internazionale in cui vengono presentati i principali restauri mondiali e rarità riscoperte e viene dato ampio spazio a dibattiti, interventi e scambi culturali sia su temi di storia del cinema che alla ricerca sul restauro cinematografico. • Programmazione nelle proprie sale cinematografiche • Eventi e manifestazioni culturali a Bologna e regione 44
    • 45. La Cineteca del Friuli • Nasce dall’iniziativa di alcuni cinefili che organizzano proiezioni itineranti nella Gemona terremotata e nel 1977 fondano l’associazione Cinepopolare, con l’obiettivo di raccogliere fondi per ricostruire uno dei due cinema di Gemona. • I fondi raccolti furono appena sufficienti ad acquistare un primo nucleo di film, costituito da 20 copie 16 mm di film muti (Lumière e Mélies), da utilizzare a fini didattici 45
    • 46. La Cineteca del Friuli – consistenza dell’archivio film (dati del 2000) • 2600 film di finzione a 16mm e 35mm, di corto e lungometraggio; • 3300 documentari e cinegiornali su pellicola di vario formato Recentemente è stata inaugurata la costruzione di cellari climatizzati sul modello di quelli del Filmarchiv di Vienna, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia 46
    • 47. La Cineteca del Friuli – gli altri archivi Fototeca • • 60.000 immagini, riferite in particolare agli anni ‘10 e ‘20, '50, '60, '70: ritratti, foto relative a film (in lavorazione, preproduzione, postproduzione, promozione, foto di scena), fotogrammi originali da film (in prevalenza del periodo muto) e ingrandimenti di fotogrammi; cartoline con attori, attrici e foto di scena riferibili principalmente a film tedeschi, americani e italiani dagli anni ‘20 agli anni ‘60; manifesti di vario formato (varie migliaia, dagli anni ‘30 agli anni ‘60). Videoteca • Circa 20000 titoli: DVD, VHS e Laser Disc,consultabili solo in sede, previa prenotazione. Il fondo Augusto Genina (1892-1957) • Il nucleo è costituito da una donazione di Betty Becker, vedova del regista, costituito da una ricca documentazione fotografica sulla vita e le varie fasi dell'opera del cineasta, da diversi manoscritti e da un’ampia documentazione di testi critici sui suoi film 47
    • 48. Alcune realtà “minori” • Cineteca Griffith di Genova • Archivio della Biennale di Venezia • Istituto cinematografico dell’Aquila “La lanterna magica” – Cineteca dell’Istituto (dal 1981, fondo di circa 1000 titoli, 35mm e 16mm) • Cineteca Lucana • Filmoteca Siciliana • Cineteca Sarda – Società umanitaria (membro Fiaf) 48
    • 49. Professionalità specifica del catalogatore di una cineteca Sono necessarie conoscenze di: • storia del cinema, inclusa la componente di storia economica (legislazione, case di produzione e distribuzione, evoluzione dell’industria cinematografica, etc…) • diritti e copyright (nozioni base) • tecnica cinematografica (nozioni base riferite sia allo sviluppo diacronico che alla situazione attuale) • storia dell’archivio (formazione e consistenza delle singole collezioni, evoluzione dell’organizzazione interna) • organizzazione, regole e attività dell’archivio • panorama cinetecario italiano e mondiale