Ldb S.P.A. 18-06-2014 sorti - progettazione musei open-air

433 views

Published on

0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
433
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
226
Actions
Shares
0
Downloads
3
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Ldb S.P.A. 18-06-2014 sorti - progettazione musei open-air

  1. 1. Lu.Be.C 2010 – L’ARCHEOLOGIA NARRANTE L’ ARCHEODROMO COME INTERAZIONE TRA ARCHITETTURA, ELEMENTI NATURALI E SPAZI DEL PENSIERO
  2. 2. Evoluzione del concetto di Archeodromo
  3. 3. ARCHEODROMO CENTRO DI SPERIMENTAZIONE ESEMPLARE
  4. 4. ARCHEODROMO RICOSTRUZIONE DI FORME E PROCESSI
  5. 5. LUOGO DELLA MEDIAZIONE CULTURALE
  6. 6. il pubblico non specialista ricerca un contatto con la storia
  7. 7. la ricostruzione archeologica Vettore di comunicazione
  8. 8. La mediazione culturale si pone come l’area attraverso la quale produrre materiali di comunicazione adatti, principalmente il multimediale con le possibilità di interazione che porta insito in se stesso, ma anche attraverso l’ufficializzazione di un mestiere che sta prendendo i suoi spazi e si sta rapidamente ufficializzando come quello dell’ animatore di patrimoni
  9. 9. Animatore di patrimoni Un ruolo che non deve mancare
  10. 10. L’animazione è un fattore importante, costituente la struttura dell’ Archeodromo, ma raramente è presa in considerazione quando si progetta un sito del genere. E’ un campo di attività che deve diventare parte delle voci di progetto. Essa è molto specializzata, richiede competenze particolari e non può essere lasciata all’improvvisazione.
  11. 11. Archeodromo Processo di evoluzione continuo
  12. 12. I parchi con ricostruzioni archeologiche riflettono un momento della conoscenza scientifica e un momento di aspettative e di input motivazionali per il pubblico e quindi necessitano di una costante opera di investimento nel tenere il passo con la ricerca.
  13. 13. GESTIONE EQUILIBRATA SALVAGUARDIA DEL CARATTERE CULTURALE E DIDATTICO IN UN CAMPO DI RICERCA CONTINUO?
  14. 14. Bisogna interrogarsi sui desideri e le aspettative del pubblico e farli coincidere con gli orientamenti della ricerca archeologica, le nuove acquisizioni, le nuove tecnologie. Le proposte di attività culturali e didattiche devono essere integrate alle nozioni sui costi di realizzazione e metterle in relazione a quelle sul potenziale di diffusione.
  15. 15. La scelta non è più solo in funzione della ricerca del momento ma dell’interesse didattico di un soggetto e sulla sua ripercussione sulla frequentazione del pubblico.
  16. 16. La formazione scientifica e la responsabilità personale rispetto al transfer della conoscenza archeologica dal settore della ricerca al pubblico diventa il solo garante della riuscita dell’iniziativa
  17. 17. Archeodromo da luogo fisico concentrato, destinato a far convergere in un punto – concettuale e fisico – un patrimonio archeologico articolato (in certi casi disarticolato) sul territorio è passato ad essere un sistema che beneficiando di concetti ormai di uso comune nella nostra contemporaneità come quello di rete e di poli, permette oggi di far convergere - idealmente ma anche realmente – il patrimonio trovando però anche, come sua funzione fondante, quella di disegnare una rete di fruizione sul territorio in stretta sinergia con il “campo base”.
  18. 18. ARCHEODROMO Come parte di un SISTEMA PAESAGGIO
  19. 19. In questo senso parchi naturali e culturali si avvicinano e si incontrano uscendo ciascuno dallo specifico ambito territoriale e spaziale nel quale sono nati diventando riferimenti comuni e centrali di un progetto di tutela, di valorizzazione ed anche di sviluppo locale che investe il territorio ed il paesaggio in modo integrato.
  20. 20. Le reti territoriali possono assumere il significato di vere e proprie infrastrutture ambientali riconoscibili di una innovativa configurazione del territorio, di «itinerari di senso» fondati sul recupero e sul riuso del patrimonio culturale e dei connessi processi di significazione, di laboratori di una azione più generalizzata e sistematica di conservazione attualizzata dei paesaggi e del territorio che coinvolge che coinvolge sistemi di relazione tra soggetti locali diversi accomunati dall’interesse di valorizzare risorse endogene e spazi diffusi
  21. 21. Quest’ottica allargata porta a creare dunque quel sistema complesso di relazioni che rende vincenti ed efficaci questo tipo di realizzazioni. Il racconto si snoda attraverso una tal vastità di capitoli e di possibilità di narrazione che solo una attenta cabina di regia può rendere efficace ed affascinante.
  22. 22. Il sistema archeodromo, con il suo centro visite, le aree di animazioni, le ricostruzioni, i percorsi nel territorio, le aree archeologiche deve poter essere la macchina del tempo in grado di raccontare tutto ciò
  23. 23. Cos’è un museo?
  24. 24. Sistema complesso materia contenuto spazio
  25. 25. Il design espositivo contemporaneo Arte ambientale Performance e installazioni Architettura d’interni Design grafico e illuminazione, cinema, pubblicità, nuovi media
  26. 26. deposito laboratori servizi Comunicazione Massima permeabilità e trasparenza
  27. 27. Spazio narrativo Spazio performativo Esperienza simulata
  28. 28. Spazio narrativo classificazione narrazione narrazione-collage Cronologiche biografiche Singoli oggetti trama della mostra Le relazioni tra oggetti superano i confini tradizionali associati all’argomento principale
  29. 29. Spazio performativo Spazio dell’esperienza Spazio interattivo in virtù del ruolo fondamentale che il corpo esercita nella comunicazione e nell’apprendimento La visita diventa un incontro con il corpo in movimento, uno spazio di eventi È un invito all’azione piuttosto che un’osservazione statica
  30. 30. 8 Esperienza simulata dal diorama e dalla camera oscura del XVIII Ambienti simulati ed esperienze di realtà virtuale che avvicinano l’ambiente museale al cinema e al gaming
  31. 31. Il concept: un museo multiverso
  32. 32. Il multiverso è un insieme di universi coesistenti una iper-struttura cosmologica (secondo la “Teoria del Multiverso” elaborata dal fisico David Deutsch)
  33. 33. Il Museo può essere definito come un media multiverso in cui molti universi paralleli, pur mantenendo la propria identità, comunque si compenetrano e diventano una porta di accesso alla cultura. spazio musica coloresuperficie suono immagine narrazione
  34. 34. I pubblici dei musei: l’osservazione nei Visitor Studies a livello internazionale
  35. 35. i visitatori interagiscono con gli exhibit? Come interagiscono? Qual è il livello di comprensione dei messaggi? Vengono recepiti gli aspetti più rilevanti della comunicazione?
  36. 36. numero delle persone che si soffermano su un elemento Indice di attrazione = ----------------------------------------------------------------------- totale dei visitatori di un ambiente
  37. 37. Tempo effettivo di sosta registrato davanti all’elemento Indice di trattenimento = ------------------------------------------------------------------- Tempo necessario per la lettura o l’osservazione
  38. 38. Benjamin Gillman museum fatigue
  39. 39. • tracciare i percorsi delle persone • valutarne i livelli e le modalità di interazione • indagare l’influenza del tempo e dello spazio nei comportamenti di fruizione
  40. 40. Attenzione del visitatore = risorsa a veloce esaurimento Il visitatore discrimina e seleziona non solo tra gli oggetti ma anche all’interno dello stesso oggetto
  41. 41. I ricercatori canadesi Bourdeau e Chebat I visitatori con un basso legame con gli oggetti esposti stabiliscono un forte legame con le caratteristiche fisiche dello spazio allestito, creando punti di riferimento per pianificare il proprio circuito cognitivo
  42. 42. i processi informali di apprendimento dipendono: • dalla situazione soggettiva e individuale del visitatore (percorso biografico, capitale culturale, interessi ecc) • dal contesto sociale • dall’ambiente in cui il processo si realizza (presenza di altre persone, stimolazione sensoriale, sistema di interpretazione del museo, morfologia dello spazio e layout degli oggetti)
  43. 43. approccio person-centered approccio setting-centered
  44. 44. i testi forniscono una “coesività semantica” alle esposizioni “dall’oggetto alla parola, dalla parola al discorso”
  45. 45. futuro dei Visitor Studies affiancate tecniche umane di osservazione con tecnologie innovative spesso sviluppate in altri ambiti come infomobilità, sistemi di taggatura a radiofrequenza
  46. 46. Cos’è un museo archeologico?
  47. 47. il museo rappresenta un interfaccia tramite la quale la città ed il territorio hanno accesso al loro passato. town past MUSEUM
  48. 48. MUSEI DA RINNOVARE
  49. 49. “ogni oggetto vive per guadagnare l’attenzione del visitatore e il risultato è che gli oggetti sono in competizione per guadagnare la sua attenzione producendo spesso conflitti e disaccordi”. (Loomis)
  50. 50. Brocca biansata Presumibilmente seconda metà del I secolo d.C. Rinvenuta a Colonia, Bonner Strasse. Già nelle collezioni Trautvetter e Merkens, di Colonia; vendita Lempertz (87/1905. Acquistata nel 1905. RGM Glas 967. Altezza cm 13,3; diametro cm 8
  51. 51. MUSEI E TERRITORIO: un progetto integrato
  52. 52. MUSEO
  53. 53. ARCHEODROMO DI VALLICELLI
  54. 54. IL MUSEO LAVINIUM Città di Pomezia (RM)
  55. 55. il “canale” della via Pontina con orientamento nord-sud La morfologia del territorio di Pomezia presenta due “segni forti”:
  56. 56. il tessuto urbano risulta costituito da due parti: la città di recente fondazione caratterizzata da un disegno minuto e fitto
  57. 57. il tessuto urbano risulta costituito da due parti: il distretto industriale e terziario caratterizzato da una griglia di elementi più macroscopici
  58. 58. Pomezia 1
  59. 59. Civitas Patrica
  60. 60. Lavinium 2
  61. 61. IL RUOLO DEL MUSEO
  62. 62. I/f (interfaccia) 3
  63. 63. Inaugurazione 2005 Ampliamento 2007 (Aeneas Indiges) Ulteriore intervento 2009 (Minerva)
  64. 64. Lo spazio
  65. 65. Il colore
  66. 66. Le scene virtuali
  67. 67. Allestimento del centro visitatori NEANDER Comune di San Felice Circeo (LT)
  68. 68. Piano terra
  69. 69. Piano primo
  70. 70. Piano seminterrato
  71. 71. Piano terra
  72. 72. Piano primo
  73. 73. Piano seminterrato
  74. 74. Pietre sonore
  75. 75. Sala conferenze
  76. 76. Allestimento “Da Forma Urbis a Rome View” Palazzo Braschi, Roma
  77. 77. PAM Parco Archeologico Multimediale Comune di Verucchio (RN)
  78. 78. Struttura ricettiva Materiali
  79. 79. Biglietteria
  80. 80. Il parco
  81. 81. Sezioni
  82. 82. Masterplan dell’area demaniale di Cisterna Grande Crustumerium (RM)
  83. 83. Sala conferenze livello copertura
  84. 84. Sala conferenze Secondo livello
  85. 85. Sala conferenze Primo livello
  86. 86. Sala conferenze
  87. 87. Galleria
  88. 88. Le superfici ordinarie, intese come le superfici ordinarie che nella vita quotidiana siamo abituati ad osservare, hanno sempre due “lati” (o meglio, “facce”) per cui è sempre possibile percorrere idealmente uno dei due lati senza mai raggiungere il secondo, salvo attraversando una possibile linea di demarcazione costituita da uno spigolo (chiamata “bordo”): si pensi, per esempio, alla sfera e al cilindro. Per queste superfici è possibile stabilire convenzionalmente un lato “superiore” o “inferiore”, oppure “interno” o “esterno”. Nel caso del nastro di Mobius, invece, tale principio viene a mancare: esiste un solo lato e un solo bordo.
  89. 89. Una trama di emozioni Il fascino di un mondo intimo che Lentamente si svela e si racconta
  90. 90. Umano o digitale, lo sguardo della ricerca dovrà essere sempre teso a scoprire nuovi “dettagli significativi” e a restituire una “descrizione densa” di quella magia che si ripete ogni qual volta una persona varca la soglia del museo

×