UNA STORIA di ARMANDO DEL PRETE Oggi Onde luminose color olio extravergine doliva galleggiano nellaria. Quei tre piccoli n...
Attraverso la soglia della mia aula, unesigua fetta di edificio abitata da topi sudici e invidiosiche usano chiamare stude...
Probabilità tendenza uso droghe              7%             tendenze maniacali                0,001%             tendenza ...
"Sì sono bello però. Tu piuttosto, sempre quella faccia da cane bastonato. Vi circondate di milleproblemi, quando la soluz...
Pensai subito che il timbro quasi femmineo della sua voce fosse rassicurante, forse era privo ditestosterone, evirato, un ...
Azionando un telecomando ricavò una finestra nel muro. Allinterno di quella specie dicassaforte si allineavano in serie de...
"Mi dica lei la possibile soluzione Bandini". "Non lo so, avverto unangoscia di fondo, non riesco a spiegarle, voglio tutt...
Quelle parole mi intimidirono non poco: "Ne è certo? Basterà?". "Purtroppo non ho più certezze Bandini. Per questo mi vedo...
I suoi pensieri? "Come può Bandini, drogato, avvezzo ai fumi dellalcool, aver superato tutti quegli esami?" Il topo si las...
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Una Storia

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  1. 1. UNA STORIA di ARMANDO DEL PRETE Oggi Onde luminose color olio extravergine doliva galleggiano nellaria. Quei tre piccoli nei, che le tempestano la guancia sinistra, vengono accarezzati dal sole quasifossero uneffigie sacra. La immagino profumata, non di fragranza dolce ma neanche aggressiva; un odore che sa digiorni vecchi, di quella pioggia che bagna la terra lucana, con quel refrigerio che punge eschiaffeggia e seduce. Si muove lenta, sinuosa, consapevole della sua imperfezione, facendoballonzolare il suo culo succoso mentre accarezza le scale, sapendo che io incrocerò il suosguardo e poi per tre lunghi secondi sarà ancora tutto e poi niente. Prestarsi gli occhi per un secondo è un caso; salire a due secondi di contemplazione è unacuriosità più intensa: si può valutare se le orecchie sono al loro posto, se la rima labiale è sempreun pò deviata dal lato sinistro, se la ricrescita dei capelli fa a pugni con la tinta biondo cenere. Tre secondi no! Escludere il resto del campo visivo, consapevolmente, per tre secondi è unindecenza allastregua di un rapporto sessuale con una sconosciuta che lascia roteare i suoi fianchi ad un ritmotamburellante scandito da sospiri in crescendo. Lo stato stuporoso ogni mattina ci accompagna; lindecenza di doverci soffermare troppo ci haobbligato ad accennare ad un"ciao" di routine che mi ha anche permesso di scoprire le sue cordevocali. Che classe quelle corde vocali, saranno esili come ramoscelli dulivo e lisce come il suonodel vento ma anche rosse e aggressive come un campari&gin. Se solo potessi strisciare la mia lingua dalla sua fossetta giugulare fino a quel buco chechiamano ombelico. Se solo potessi sussurrare il peccato a me stesso senza avere il minimo rimorso. Che vita sarebbe. CHE VITA! Limpatto della bionda sulla mia quotidianità fa lo stesso rumore del ghiaccio che, affogato dalwhisky, si sepimenta internamente. Il ghiaccio si rompe dentro. Che senso avrebbe un cubetto perfetto di ghiaccio se non ci fosse il whisky ad abbracciarlo inuna liquida presa mortale? La campanella della scuola interrompe la mia vita alternativa per farmi riemergereimmediatamente dagli inferi. La mia facoltà condivide gli spazi con una scuola superiore. Gli imbarazzi di uneconomia fragile. E curioso sentire ancora, a 24 anni, la campanella della scuola. A suo tempo, al liceo, mistimolava un conato di vomito; ora, anni dopo, la cosa mi fa sorridere, è un modo come un altroper seminare il tempo (per quanto sia umanamente possibile). 1
  2. 2. Attraverso la soglia della mia aula, unesigua fetta di edificio abitata da topi sudici e invidiosiche usano chiamare studenti di Medicina. Mi siedo e, dopo aver elargito sorrisi di circostanza, mi accingo a seguire le slides del prof. Unaserie di classificazioni viene emanata dal videoproiettore: Tumori del cervello: Astrocitomi,Xantoastrocitoma pleomorfo, oligodendrogliomi, ependimomi...non sarebbe stato più facilechiamarli Alfonso, Pasquale Carmelina e Assunta? Per i pazienti sarebbe diverso: è sicuramente più semplice pensare di poter sconfiggerePasquale piuttosto che GLIOBLASTOMA MULTIFORME. Quante classificazioni bisogna imparare prima di essere felici? I miei pensieri si smarriscono mischiandosi allolezzo di sudore stantio che permea lanonimatana. Ce l ho sempre lì, nel taschino di ogni mia camicia. Lo tiro fuori: il mio RDNAP (Profilo Dnacorrelato). Recita: CARLO ENRICO BANDINI, nato a Melfi (Pz) il 30/02/1985 INQUADRAMENTO CLINICO (esente da F.R.= fattori di rischio ambientali. Es. fumo alcol droghedieta) Aspettativa di vita 72aa Probabilità Tumore del polmone 0,7% " " " colon 25,8% fegato 1,2% pancreas 0,04% rene 0,7% SN 0,01% Probabilità Infarto miocardio 15% ATTITUDINI PROFESSIONALI (in decimi) Scientifiche 7,23 /10 Letterarie 6,11 /10 Artistiche 4,44 /10 Pratiche 3,01 /10 ATTITUDINI SOCIALI Socializzazione 6,23 /10 Leaderismo 3,28 / 10 Interazione sessuale 6,74 /10 2
  3. 3. Probabilità tendenza uso droghe 7% tendenze maniacali 0,001% tendenza suicidio 3% La lezione termina. I topi fuggono verso la tana. Quante classificazioni bisogna imparare prima di essere felici? Sei mesi prima Ricordo distintamente quel giorno. Un senso di irrequietezza ingravescente mi stava mordendo e scuotendo lo stomaco, e lofaceva sobbalzare violentemente.. Sembrava volesse uscire da mio corpo. Il pensiero dello studio mi aveva sempre fatto quell’ effetto ma quel dì mi vidi costretto aviolentare la mia insofferenza al sacrificio. Riposi l "oggettistica" che mi perseguita sul tavolodella biblioteca (lunico tavolo abbastanza lontano dalle distrazioni): computer davanti ai mieiocchi, sigarette alla destra del computer, accendino su sigarette, portafoglio alla sinistra delcomputer. Riuscii con uno sprint feroce ad allungare sulla noia e così diedi lo start al mio calvario.Dopo pochi minuti un tipo di nome Raffaello, materializzatosi davanti a me, calpestò con la suapresenza i miei buoni propositi. "Ciao Raffaè come va? Sono settimane che non ti vedo" Lui non rispose. Non adoro i tipi strani, si fa lo scontato errore di considerarli quasi sempre deigeni solo perchè sono stravaganti. E il caso di Raffaello. Quel giorno portava i pantaloni del pigiama, a strisce verticali, macchiati da lacrime dicandeggina; sfoggiava una camicia rosso porpora (di 2 taglie più piccola) adornata da merlettistile fine ottocento. Roba da non crederci. A me pareva solo un bisessuale con un eccesso di ormone della crescita: la fronte rigonfia ebozzoluta come se qualcuno glielavesse martellata fin dallinfanzia, la mandibola traslata inavanti di qualche centimetro e i denti separati da lacune evidenti: fossero tutti come lui, pensai,lindustria del filo interdentale colerebbe a picco. Mi guardò: i suoi occhi erano meravigliosi, rigonfi, strabordanti doceano, quasi illuminati; perun attimo pensai che se avesse pianto sarebbero uscite lacrime color smeraldo. Indicò il computer e cominciò a sproloquiare: "Con quello trovi le lucciole su internet" poi alzò ilportafoglio "le paghi con i tuoi sporchi soldi da figlio di papà" poi alzò le sigarette "E alla fine fumiuna di queste cancerogene carogne credendo di aver fatto il tuo dovere di uomo" poi toccòallaccendino:"E magari siccome sei ricco e viziato decidi di appiccare un incendio per il semplicegusto di vedere le fiamme. Tanto gli avvocati non ti mancano" e riprese il portafoglio. "Io non ho il collegamento ad internet", ribadii. "Saggia risposta". Era talmente surreale ma al contempo banale, la discussione, che mi stavo per innervosire edero già nauseato. "Ti trovo bene Raffaello, sei dimagrito molto però". 3
  4. 4. "Sì sono bello però. Tu piuttosto, sempre quella faccia da cane bastonato. Vi circondate di milleproblemi, quando la soluzione è sacrificarsi per un obbiettivo sapendo che probabilmente tiverranno lemorroidi a furia di stare seduto sui libri. Per contro, ritengo che le emorroidi siano unflagello di questa società". Se solo avessi avuto le palle di dargli un bel pugno su quei bitorzoli sulla fronte, glieli avreiridotti un bel po’. "Ho la soluzione per te: Dott. ONEILA, prima consulenza gratuita, risolve i tuoi problemi"continuò. "Preferirei rivolgermi al mago Oronzo piuttosto che frequentare uno psicologo o, peggio, uno diquei life motivator che ti insegnano ad essere un vincente. Io, caro Raffaello, ritengo che il veroflagello di questa società sia il sovrannumero di psicologi a sfavore dei venditori di caciocavallo". "Preferisco le mozzarelle, non mi fanno pizzicare il palato". "Sì, potrebbero vendere anche le mozzarelle" aggiunsi sconfortato. "Io ti lascio il bigliettino da visita, poi fai quello che vuoi; un bigliettino lo puoi anche cestinareanche perchè immagino tu sia già troppo impegnato a ritagliare gli annunci delle donnine checercano incontri focosi. Ti capisco perfettamente. Ora vado" Il bigliettino da visita recitava: "Dott. Oneila, Medico Psichiatra, tel. 3670066633". Sul retro Raffaello aveva aggiunto a penna: “Dott. Oneila, MEDICOIDE, specializzato in terapiadi gruppo con tutte le tue personalità". La bizzarra contro-presentazione era accompagnata da uno smile. Tornai a casa, mangiai e cercai di andare a letto ad un orario decente. Dopo ore a tentare di ricongiungermi con Morfeo, notai che ero madido di sudore. Nonostantelafa di inizio giugno, sudavo freddo e avevo i brividi. Erano ancora loro: i sensi di colpa. Mi alzai,fumai. Poi rilassai i glutei sul letto della mia camera e notai al buio che cera qualcosa diluminescente sulla mia scrivania. Il bigliettino di Raffaello aveva le lettere rialzate cheemettevano luce di notte proprio come il mio orologio. Data la mia ereditaria propensione avedere ogni avvenimento come un segno divino (mia madre la vede così), presi immediatamenteil biglietto. Fu come essere attraversati da una spirale di calore, un tepore bellissimo, unabbraccio sovraterreno. Decisi di chiamare. Lo scetticismo non mi impedì di procedere: selavesse saputo mia nonna che mi rivolgevo ad un ciarlatano, una specie di stregone della mente,mi avrebbe benedetto col suo crocifisso adornato di pietre per allontanare il demonio dai dintorni. Dopo aver digitato il numero mi resi conto guardando lorologio che era tardi: le 2. Ma ormai ilcellulare di Oneila squillava e poi il tutto era carico di un nonsoché di mistico: la stanza eraimmersa nel buio, solo il biglietto e il mio orologio davano luce. Era ora di cambiare. Lo interpretai così. Fossi nato ai tempi del medioevo mi sarei dato al linciaggio e al rogo distreghe, ne sono certo. Fui subito sorpreso dal dottor Oneila: "Signor Bandini, che piacere sentirla! Sono il Dottor Oneila, a sua disposizione. Non tema,nessuna stregoneria. Io ho un tot di pazienti con i quali comunico regolarmente ad orari definiti ea questora non attendo alcuna telefonata. Lunica altra persona che ha il mio numero è lei. 2+2fa 5. Eh Eh." 4
  5. 5. Pensai subito che il timbro quasi femmineo della sua voce fosse rassicurante, forse era privo ditestosterone, evirato, un eunuco. Lidea mi piaceva. E poi se solo io avevo il suo numero, altripazienti a parte, voleva dire che non era una prostituta ma forse un professionista. Mi sentii uneletto. "Mi scusi per lora dottor Oneila, non credevo fosse così tardi. La richiamo domani". "Signor Bandini, bando alle ciance. Ha bisogno di una consulenza? Venga ora, lindirizzo è Viade Medici 99. Il mio studio ha orari speciali per clienti speciali". Non so perché, ma non riuscii ad evitare. La mia laconica risposta fu un "Sì" deciso, dal timbroda macho quasi a far intendere chi tra noi due fosse luomo. Trovare lindirizzo non fu un problema. Mi stupì la modestia del palazzo che ospitava lo studio.Lintonaco quasi veniva via, cera qualcosa che non andava. Citofonai, entrai, mi accolse unfigura alquanto particolare: bassino, sulla quarantina, capelli neri folti, imbastarditi da piccolifilamenti bianchi. Un viso piccolo in un corpo piccolo. Un naso cera senzaltro così come quei 2spilli di occhi che come radar già ispezionavano i cieli della mia mente. Aveva anche le orecchie,enormi, i lobi erano goffamente grassocci e sproporzionati col resto. Evidentemente ne avevabisogno per ascoltare meglio. Mi piaceva il suo abbigliamento: giacca finemente gessata su camicia nera con cravatta rossoemorragia. Quel corpo insulso assumeva un aspetto rispettabile avviluppato nellalta sartoria italiana. "Si accomodi". La voce stridula, eccola lì. Non cera niente di speciale in quella stanza se non una serie di quadri raffiguranti personesorridenti. Per un attimo pensai che mi avrebbe drogato e seviziato per poi imprimere il mio visosu una tela con qualche stregoneria. Pensai a mia madre e alla Chiesa e, per la prima volta da tempo, al candore e alla pulizia dellamia ragazza. "Grazie dottore di avermi accolto". "Dica pure" ribadì. La coscienza mi suggerì di partire subito spedito, senza fronzoli. "Ho un problema. Non mi concentro, non amo i miei studi per colpa dei topi, adoro il gin tonic,amo la mia ragazza ma impazzisco per i culi succosi, mi piace mangiare di notte ma le caloriesono eccessive, ho delle macchioline nere sui denti e mi fa incazzare da morire il ruminare di miopadre a pranzo. Mi manda in bestia. Si mastica a bocca chiusa". Un flusso di coscienza inaspettato. Come se nella stanza qualche strana sostanza volatile miavesse estratto dallanima i pensieri. "Lei ha un classico problema giovanile. Patologia complessa ma dalla prognosi eccellente. Midica ciò che vorrebbe cambiare di sé." "Guardi, dottore, le dico la verità: vorrei essere un treno con delle stazioni ben precise daattraversare. Vorrei smetterla di deragliare" "Le va bene un mix di CONCENTRAZIONE e DEDIZIONE in supposte da prendere prima dicolazione e dopo ogni defecazione?" "Non capisco". Mi stava prendendo in giro quel folle. E io più folle di lui. 5
  6. 6. Azionando un telecomando ricavò una finestra nel muro. Allinterno di quella specie dicassaforte si allineavano in serie dei contenitori a forma di missile. Ne aprì uno che contenevauna confezione da 30 di supposte e me la porse. "Ma davvero?" Furono le uniche due parole. "Non faccia domande Bandini. Lei ama la sua ragazza? Sì. Si rende conto che deve studiare perrealizzarsi? Sì Che non può fare la guerra a suo padre? Sì. Che le macchie sui denti sparirannosolo con la dedizione alligiene dentale? Sì. Quindi ciò che lei vuole è questo. Il 90% dei giovaniha la sua pseudo-patologia. Potrebbe continuare a soffrire o autosomministrarsi la medicina" Non risposi, presi le supposte ed uscii. Non avevo bisogno di spiegazioni o ulteriori seghementali. Era giunto il momento di agire. Il giorno dopo, la prima supposta. Bruciava. Ci misero un pò ad agire; allinizio credevo fosse una baggianata, ma nel giro di 48 orecominciai ad avvertire un forte istinto lautomiglioramento. Avevo voglia di studiare come ne haun bambino di cacciare lucertole, ero serio, incredibilmente concentrato sulle priorità. La cosa piùgrande fu notare come riuscissi di nuovo ad osservare la mia donna. Scrutavo ammaliato i suoimodi di fare, i comportamenti che mi avevano indotto allamore. Notai di nuovo la morbidezza delle sue forme, il sapore zuccherino delle sue guance, laleggiadra setosità delle sue folte sopracciglia. La idolatravo. Comera briosa laria quandomuoveva quel suo testone intelligente. Che bello. Che vita. Dopo la prima settimana ero già diventato un UOMO. Grazie dottor ONEILA. Grazie. Che Dioabbia in gloria la sua voce da eunuco e le sue orecchie gommose. E la sua cravatta rossa, altasartoria! Che santo che è, Dottor ONEILA! Al decimo giorno decisi di prendermi la licenza di dare unocchiatina al culo della biondaDonatella. Ne avevo bisogno. 3 secondi di vacanza cosa sono? In facoltà alla fine delle lezionisapevo dove cercarla. Una femmina con unaura di fatalità non passa inosservata. Accadde una cosa particolare: non la vedevo. Sapevo che era lì perché cera il suo posto, lì,c’erano le sue amiche, cera la sua borsa e cera un succo di frutta che si beveva da solo! Chibeveva il suo succo di frutta se non lei? Perchè la macchina fotografica non metteva a fuocolobiettivo? Era sparita. Doverano i suoi 3 nei? E i capelli frastagliati? DOVERA IL CULOmaledizione? Da lì a 5 minuti ero tornato da Oneila. Sapevo che lui sapeva. Avevo la sensazione che luiconoscesse tutto ma non era quello il punto. "Rivoglio il mio culo" "Si calmi Bandini. Su sua esplicita richiesta le ho prescritto il farmaco. Effetti collaterali: nienteglutei extraconiugali, niente gin tonic, niente odio verso suo padre, niente tradimenti, né mentaliné visivi" "Ma ogni figlio dovrebbe avere il diritto di odiare il padre. E soprattutto perchè non ho il mioculo?" "Non utilizzi questo gergo Bandini. C’ è una soluzione. Evidentemente quel farmaco eraincompleto". "Concordo dottore. Mi scusi". 6
  7. 7. "Mi dica lei la possibile soluzione Bandini". "Non lo so, avverto unangoscia di fondo, non riesco a spiegarle, voglio tutto, voglio saper faretutto. E poi troppe cose strambe al mondo: ci sono quei tipi alluniversità, quei saccenti figli dibuona donna. Ti parlano solo per godere delle tue disgrazie, pronti a ricercare ogni tuadefaillance. Hanno le mani sudate, i capelli diradati. La calvizie incipiente è un male. Voglioancora la mia ragazza ma ho bisogno di tradire con gli occhi. Voglio essere come mio padre evoglio mangiare a tutte le ore senza ingrassare." "Lo poteva dire subito Bandini. La soluzione è PERFEZIONE MASSIMA shakerata con ZERORIMORSI più un tantinello di COSCIENZA MINIMALE tanto per tamponare la dose di ZERORIMORSI che la porterebbe ad azioni non proprio gradevoli". "Sì dottore, lei è il mio salvatore. Aggiungerei, però, qualcosaltro. Ho paura del futuro. Avreibisogno di sapere con certezza chi sono per poter pianificare la mia vita in modo idoneo" "Capisco Bandini. Ricapitolando: PERFEZIONE MAX più ZERO RIMORSI più TAMPONE DICOSCIENZA MINIMALE più un RDNAP" "Più cosa?" "RDNAP ovvero Related DNA Profile: il suo genoma decodificato e riportato su carta stampata.Tendenze, attitudini, valutazione pre-malattia del suo possibile futuro stato di salute". Prese il tutto da un missile. Sapeva già. Lì lessi per la prima volta la storia di me stesso: un uomo con lattitudine ad una professionescientifica, con una discreta capacità di interagire col prossimo e un non trascurabile rischio dicancro al colon. Quello ero io. Parole stampate su un sottofondo bianco. Ero parole ben precise. Uno schema.Una delle tante classificazioni. Come tutti. Presi la soluzione senza fiatare. Ero stanco di non capire, volevo essere satollo di conoscenzama anche una brava persona. "Grazie dottor Oneila, lei è un guru per me". La mia vita migliorò ulteriormente raggiungendo vette notevoli: in un mese diedi 12 esami, miapplicai nel rapporto di coppia e fui ricambiato, attirai inevitabilmente le invidie ormai cronichedei topi, mio padre mi abbracciò e io avvertii le sue cellule stamparsi sulle mie e comunicare. Imiei denti competevano con quelli della pubblicità della WHITEDENT(senza neanche il bisogno dilavarli). E soprattutto VEDEVO I CULI! Perchè? Perchè allora quel giorno di novembre, luno o forse il due, mi svegliai con quel senso dipesantezza come se avessi mangiato parmigiana per tutta la notte. Perchè? Non poteva essere. Per la terza volta raggiunsi Oneila nel suo universo fatto di oggetti d’alta classe "Bandini, abbiamo forse sottovalutato la sua coscienza. Lei ha un rigetto per una cosa sola:lAmore" "Non esageri, non sminuisca le mie prerogative". "E così Bandini, lei non vuole amare, forse ama solo la sofferenza. E un sadico. Le dovrò dareciò che ho di più forte: la boccetta dellAMORE, somministrazione per via orale, è la soluzionefinale. Boccettina rosa con tappo rosa…eccola qui!" 7
  8. 8. Quelle parole mi intimidirono non poco: "Ne è certo? Basterà?". "Purtroppo non ho più certezze Bandini. Per questo mi vedo costretto a darle la medicina elantidoto: la boccetta della Morte, tutta rosa ad eccezione del tappo nero. Se non trova la stradacon la prima, riposerà in pace con la seconda". Rimasi freddo a quelle affermazioni. Oneila per la prima volta mi parve confutabile, fallibile, epaurosamente ovvio. Pensai a quandero piccolo e lallenatore mi disse che ero veloce e che potevo fare o lala destrao il terzino destro. O attaccare o difendere. Fu lì che decisi di prendere la sfera e correre nelcampo senza una direzione sensata. Zigzagavo di rabbia. Colavano lacrime grosse. Digrignavo identi e fuggivo senza meta per il campo. Non volevo segnare né fare autogol ma solo esaurire ipolmoni compiendo piroette e veroniche, e saltellare e calpestare e scalciare laria e prendere lapalla con le mani. Lallenatore quella volta mi cacciò dal campo. Disse ai miei che forse ero tagliato per la pallavolo. Oggi, ancora oggi Sono tutti usciti dallaula. Per questo si sta diradando quella spessa puzza di gangrena. La mia fidanzata mi aspetta. La andrò a prendere a casa sua in un quartiere fatto di sterilecemento. Non un accenno di vegetazione. Mi fa attendere più di qualche minuto, così scendo dalla mia Panda. Oggi non fa freddo, posso fare a meno del giubbotto di pelle. Nel levarmelo di dosso tasto latasca interna. Cè la boccettina rosa, una delle due. La cosa simpatica è che sono entrambe rosa,cambia solo il tappo. Eccola lì, tutta rosa. Mi parte un sorriso sarcastico e penso che poi non ècosì male svegliarsi e cercare una soluzione per i fatti tuoi. Senza la sicurezza che esista unasoluzione. Il profilo dna correlato è nel taschino. Lo agguanto, lo strappo, lo metto in bocca,deglutisco. Se devo morire di cancro al colon voglio che anche il mio colon lo sappia: quando ilRDNAP passerà per lintestino sarà lui stesso a comunicarglielo. Afferro la boccetta rosa e la scaglio contro il cemento: il liquido denso si insinua nelle fessuretra i mattoni. Marina, la mia fidanzata, sorride e mi illumina. Può andar bene così. Andremo a casa e mentre, goffamente, cercherò di sperimentare un risotto pera e gorgonzola,lei, con le sue piccole manine ossute, si occuperà degli antipasti tagliando i pomodorini e ilsalmone e creando delle piccole forme stellate con il pancarrè. Straordinario. Epilogo Uno dei tanti topi futuri medici non riesce proprio a darsi pace. Si nasconde in uno dei tantimeandri dellinsulsa palestra di facoltà e attende circospetto il calar della notte. 8
  9. 9. I suoi pensieri? "Come può Bandini, drogato, avvezzo ai fumi dellalcool, aver superato tutti quegli esami?" Il topo si lascia scivolare rapidissimo negli spogliatoi della palestra. Ha un piede di porco tra le sue zampine orride. Curioso: un topo con un piede di porco e un coraggio da leone. Elusa la sorveglianza, ora può aprire la cassetta di Bandini. Non sa cosa troverà, ma deve farlo. Eccola lì. Una boccetta al di sotto di cumuli di canottiere umidicce. Una boccetta rosa. Il topo ha unintuizione. E quello il segreto di Bandini! Maledetto dopato. Apre rapidamente la boccetta e riversa il contenuto allinterno del suo corpicino peloso estomachevole. Sente presto una forte energia. "Eccola qui Bandini! La tua fortuna ora è la mia!" Otto ore dopo la polizia dà la notizia di un ragazzo che, dopo aver gonfiato un centinaio dipalloncini colorati e, dopo averli legati accuratamente alle estremità del corpo, ha deciso dispiccare il volo dal cavalcavia. I palloncini non hanno sorretto il suo peso. 9

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